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ESTRATTO DOCUMENTO

privato può avere come riferimento una norma con finalità individuali oppure una norma

prevalentemente pubblica.

Situazioni giuridiche soggettive: tenuto conto della posizione assunta dal soggetto

possono essere attive o passive.

Situazione giuridica attiva

Viene protetto l’interesse di un soggetto ad un bene della vita mediamente conferimento di

diritti, poteri, facoltà, potestà, pretese.

Diritto soggettivo: protezione ampia e piena che l’ordinamento assicura all’interesse

oggettivo

Interesse legittimo: titolare di questa situazione giuridica è un soggetto privato che agisce

nei confronti della pubblica amministrazione e esercita un potere autoritativo attribuitole

dalla legge.

Non è tutelato direttamente dall’ordinamento ma in via indiretta e mediata attraverso

l’esercizio da parte del privato del potere di denunciare i vizi di legittimità dinanzi al giudice

amministrativo.

La tutela accordata al soggetto rispetto agli atti della pubblica amministrazione

avvantaggia anche l’interesse dell’intera collettività a che gli atti della pubblica

amministrazione siano legittimi.

La tutela dell’interesse legittimo consente di ottenere l’annullamento, la revoca o la

modifica dell’atto.

Quando vi è l’esercizio di un potere autoritativo dell’esecutivo o della pubblica

amministrazione il soggetto può far valere il proprio interesse soggettivo dinanzi agli organi

della giustizia ordinaria; quando invece viene esercitato il potere discrezionale della

pubblica amministrazione x la cura degli interessi pubblici il privato diventata titolare

dell’interesse legittimo ad impugnare l’atto (tar e consiglio di stato)

Situazione giuridica soggettiva passiva

Si evidenzia la posizione di soggezione di un soggetto rispetto ad interessi altrui

Dovere: soggetto è tenuto ad astenersi da determinati comportamenti

Obbligo: necessario tenere un determinato comportamento

Obbligazione: prestazione è suscettibile a valutazione economica

Onere: doverosità di un comportamento correlata ad un potere

Status

CAPITOLO IV, LO STATO E LA COMUNITA’ IINTERNAZIONALE

Stato

Sul piano politico si intende l’aggregazione politica di un popolo su di un determinato

territorio, che dà luogo ad un vero e proprio stato come ente primario e originario,

autonomo e indipendente da ogni altra entità politica, si costituisce con un proprio

ordinamento giuridico e pretende di produrre diritto con potere di supremazia.

Lo stato è visto come la combinazione di:

-Popolo

-Territorio

-Sovranità

Popolo

Unità ideale di uomini organizzati politicamente che nella vita sociale si presenta

unitariamente, comprende anche le generazioni passate e future.

*Diverso da:

-corpo elettorale

-popolazione, comprende anche individui che temporaneamente si accompagnano ai

cittadini

-nazione in senso stretto: complesso di individui legati da comuni tradizioni, lingua, etnia

etc.…

Il rapporto tra stato e popolo si costituisce con il vincolo giuridico della cittadinanza che

può essere attribuita a titolo originario o derivativo.

Territorio

Parte della superficie terrestre dove si esercitano il dominio e la sovranità degli stati

oppure sottoposta a disciplina del diritto internazionale.

Fanno parre del territorio anche edifici che godono dell’extraterritorialità.

Sovranità

Non deve essere ammessa la presenza di alcuna entità al di sopra dell’entità che si

assume la sovranità, viene disconosciuta qualsiasi altra fonte di potere politico.

Nel caso in cui la sovranità appartenga al popolo-Stato democratico

COSTITUZIONE ITALIANA

ART. I

I comma, la Rep. Italiana è una Rep. Democratica

II comma, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti

dalla castituzione

Chiesa Cattolica

Il diritto è considerato un attributo originario pur essendo un ordinamento non statuale.

Comunità Internazionale

Per dare una disciplina giuridica ai rapporti tra gli Stati e le istituzioni politiche e sovrane.

Autonoma da ogni altra istituzione dalla quale è composta.

Tra le Organizzazioni internazionali:

-ONU: Risolve in modo pacifico le controversie internazionali

-NATO: Compito di difesa degli attacchi armati

-UNIONE EUROPEA: Nata nel 1922 con il trattato di Maastricht

CAPITOLO V, FORME DI STATO

Gli stati possono essere divisi in base a diversi criteri.

-Stati nazionali e plurinazionali: quasi presenza di un’unica etnia comune per tradizione/più

etnie

-Stati centralisti e federali: potere politico è del tutto o in prevalenza attribuito all’apparato

centrale con un modesto riconoscimento delle autonomie locali che soggiacciono

all’apparato centrale/composti da pluralità di stati ciascuno dei quali conserva rilevanti

poteri.

-Monarchia e Repubblica: potere attribuito ad un sovrano legittimato da una discendenza

ereditaria o in virtù di un’elezione/cariche politiche istituzionalmente conferite

temporaneamente. (Distinzione che ha avuto notevole rilevanza nel passato)

-Stati laici e confessionali: separazione della sfera politica da quella religiosa/caratterizzati

da una specifica ideologia

-Stati democratici/di diritto: caratterizzati dalla partecipazione del popolo alla gestione del

potere, avviene l’elezione diretta o indiretta delle istituzioni politiche

-Stato di partiti e stato liberale rappresentativo: forma di stato

contemporanea/caratterizzata dal ruolo fondamentale e decisivo assunto dai partiti

*Partiti politici: associazioni di individui che mirano a realizzare uno scopo comune

CAPITOLO VI, COSTITUZIONE E POTERE COSTITUENTE

Nel periodo illuministico si è sviluppata l’idea secondo la quale per essere tale lo Stato è

necessario che abbia una Costituzione (c.d. costituzionalismo).

La Costituzione è così considerata la legge fondamentale dello Stato e ove manchi non è

immaginabile l‘esistenza di un assetto istituzionale.

Essa denota l’esistenza di un potere costituente originario e antecedente alla costituzione

stessa.

CAPITOLO VII, LA DIVISIONE DEI POTERI

Montesquieu ha elaborato la separazione delle funzioni fondamentali dello stato per

l’esigenza di dividere il potere statale in potere legislativo, esecutivo e giurisdizionale, in

modo tale che il potere degli uni fosse in grado di arrestare il potere degli altri. Tale

concezione intendeva creare organi ciascuno titolare di una porzione del potere politico e

ciascuno in una posizione di autonomia. Andando avanti con la democrazia la distinzione

di potere si è trasformato nella ripartizione funzionale delle competenze tra i diversi organi

dello Stato,

Esecuzione Costituzionale: mentre è chiaramente definibile il perimetro del potere

legislativo e giurisdizionale, non altrettanto lo è la definizione di potere esecutivo potendosi

lo stesso estrinsecare anche nell’ambito del potere legislativo.

Potere legislativo: attiene solo il potere legislativo in senso formale. Può essere esercitato

dal Parlamento ma anche da assemblea legislativa in uno Stato federale o ad autonomia

regionale, caratterizzato dalla forza ed efficacia dei singoli atti posti in essere

Potere giurisdizionale: è il potere che consiste nel decidere l’idoneità degli atti posti in

essere. Lo stesso ha lo scopo di giungere ad una decisione con forza ed efficacia

suscettibile di essere definitiva rispetto ad una specifica questione sorta o tra privati, o tra

privati e pubblica amministrazione, o tra amministrazioni, infine tra fonti diverse dello

stesso ordinamento ed in generale tra qualunque soggetto.

Potere esecutivo: Non può essere individuato in modo positivo per gli effetti tipici ma va

individuato in va negativa per l’assenza degli elementi che caratterizzano il potere

legislativo e giurisdizione (individuato per esclusione). La sua natura consiste nel dare

esecuzione alla Costituzione in via diretta e immediata o indiretta e mediata.

Le attuali forme di governo evidenziano spesso la commistione delle attività del potere

esecutivo che spesso interviene nel potere legislativo riducendo la rappresentatività degli

organi a ciò preposti.

CAPITOLO VIII, LE FORME DI GOVERNO

Con forma di governo si indica il modo in cui il potere si distribuisce tra gli organi

costituzionali dello Stato e i rapporti tra di essi.

Secondo una classificazione classica ci sono forme di governo costituzionali, parlamentari,

le quali presentano sotto distinzioni assembleari, presidenziali e direttoriali.

G. Costituzionale: Governo del re

G. Parlamentare: si è formato dal passaggio da G.C. ad un governo responsabile non solo

davanti al re ma anche davanti al parlamento per poi divenire responsabile solo davanti al

parlamento.

Tra il governo e il parlamento esiste un rapporto fiduciario; quindi il governo è espressione

della maggioranza parlamentare e in quanto tale riceve l’approvazione del proprio

programma politico dal parlamento, in caso di mancanza di sostegno viene meno la fiducia

e quindi il governo deve dimettersi.

Sistema politico bipartitico o bipolare: nel caso esista un’omogeneità sociale e politica

viene individuata una maggioranza parlamentare e quindi anche una maggioranza

governante, per cui l’esecutivo può contare su una maggioranza stabile e il suo ruolo

politico ne esce rafforzato.

Nel caso non venga attuato un sistema bipartitico il potere dell’esecutivo è ridotto poiché

non si costituiscono maggioranze stabili.

G. Assembleare: nel caso il governo sia in balia di improvvise maggioranze nel

parlamento.

*Forma di governo contemplata dalla Costituzione Francese mai entrata in vigore

G. Presidenziale: Esiste un dualismo tra governo e parlamento, sono dotati di distinti

poteri, ma non un rapporto fiduciario. Il capo di Governo, Capo di stato, viene eletto

direttamente o indirettamente dal popolo oppure direttamente dal Parlamento.

G. Semipresidenziale: Tra la forma di g. parlamentare e presidenziale. Esiste un rapporto

fiduciario tra governo e parlamento e il capo di stato non risponde di fronte al parlamento.

G. Direttoriale: Presenza di un esecutivo collegiale

CAPITOLO IX, LO STATO ITALIANO E LE SUE FONTI (INTEGRARE CON CAPITOLO II)

Storia

Con lo statuto Albertino si passò da governo Costituzionale a Parlamentare.

1946 venne indetto un referendum istituzionale con il quale il popolo avrebbe dovuto

scegliere tra Monarchia e Repubblica, vinse la Forma Repubblicana.

1948 venne emanata la Costituzione della Repubblica Italiana.

Rango superiore

-Costituzione Italiana: fonte di grado più elevato, carattere rigido, la sua osservanza è

garantita dalla Corte Costituzionale.

La costituzione disciplina specifiche materie e dà indicazioni selle fonti cui è affidata la

disciplina delle altre materie.

-Leggi di revisione costituzionale: modificano o integrano in modo espresso il testo della

Costituzione Italiana.

*Art. 138 Ciascuna camera deve approvare il progetto di legge costituzionale o revisione

costituzionale con 2 successive deliberazioni a distanza non inferiore a 3 mesi l’una

dall’altra; la seconda deliberazione deve essere approvata a maggioranza assoluta dei

componenti della camera. Se approvata a maggioranza dei 2/3 la legge è definitiva

altrimenti deve essere pubblica e solo decorsi i 3 mesi diventa definitiva nel corso dei 3

mesi può essere richiesto il referendum popolare da parte di 1/5 de membri della camera.

*Art. 139 La forma Repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

Secondo parte della dottrina non è possono essere sottoposte a revisione neanche le

disposizioni che garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo e i principi che caratterizzano la

Rep. Democratica.

-Altre leggi costituzionali: per le materie riservate direttamente dalla Costituzione

Rango primario

-Decreti legge e decreti legislativi

Decreti legge: atti aventi forza di legge, sono atti provvisori adottati dal Governo di propria

iniziativa in casi straordinari di necessità e di urgenza. Il decreto legge entra in vigore

immediatamente e deve essere presentato alle camere il giorno stesso; deve essere

convertito dal Parlamento entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. Viene valutata la

sussistenza o meno delle ragioni straordinarie di necessità e in caso queste non siano

rinvenute dal Parlamento o dalla Corte Costituzionale non avviene la conversione in legge.

Il presidente della Repubblica può evidenziare l’illegittimità costituzionale. La Corte

Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del decreto legge reiterato.

Decreti legislativi: atti aventi valore di legge, emanati dal Governo per delega del

Parlamento. Nella legge di delegazione viene circoscritto l’oggetto e viene stabilito il

termine entro il quale dovrà essere esercitato il potere legislativo.

-Statuti regionali: Gli statuti sono atti normativi con i quali vengono determinate le linee

fondamentali dell’organizzazione e dell’attività delle regioni. Gli statuti delle Regioni

speciali sono adottati con legge costituzionale, prevalgono su ogni altra legge regionale e

statuale e devono osservare i principi fondamentali e inderogabili della Costituzione. Gli

statuti delle Regioni ordinarie sono adottati con legge regionale approvata dal Consiglio

Regionale; la legge non viene immediatamente promulgata poiché è necessario attendere

l’eventuale ricorso da parte del Governo sull’illegittimità costituzionale.

-Referendum abrogativo: istituto di democrazia diretta con il quale si esercita la sovranità

popolare. Con il Referendum Abrogativo vengono abrogate disposizioni legislative

preesistenti e sono molti i casi di inammissibilità. È necessario un quorum di

partecipazione e nel caso di esito favorevole il Presidente della Repubblica con decreto

dichiara l’avvenuta abrogazione della legge.

Rango secondario

-Regolamenti: sono atti normativi, ci sono regolamenti di organi costituzionali per i quali è

stabilita apposita riserva; lo Stato ha potere regolamentare esclusivamente su materie

oggetto di propria legislazione esclusiva.

-Statuti: Gli statuti sono atti normativi con i quali vengono determinate le linee

fondamentali dell’organizzazione e dell’attività degli enti territoriali (province e comuni),

degli enti pubblici e delle amministrazioni autonome.

*Ordinanze: atti emanati dalla pubblica amministrazione in caso di necessità ed urgenza

(es. ordinanza del sindaco in caso di rischio ambientale)

Testi unici: raccolte di norme relative a determinate materie.

-Consuetudine e usi

Non sono ammessi incondizionatamente ma ci sono dei limiti. Nelle materie disciplinate

dalla legge o dal regolamento la consuetudine ha efficacia soltanto de in tali fonti è

contenuto uno specifico richiamo ad essa mentre nelle materie non regolamentate da

regolamenti o dalla legge la consuetudine opera liberamente. Esclusa l’ammissibilità della

consuetudine come modificatrice della Costituzione formale delle leggi costituzionali o

integratrici.

*Prassi: ripetizione di un comportamento nell’esplicazione di una determinata attività e può

trasformarsi in consuetudine quando dalla serie di comportamenti scaturirà una vera e

propria regola che dia disciplina ad una determinata situazione.

Fonti del diritto internazionale

Hanno applicazione diretta ed immediata nell’ordinamento interno e si collocano allo

stesso livello con le norme costituzionali, quindi prevalgono sulle fonti sottordinate. Viene

stabilito dalla Costituzione che la potestà legislativa dello stato e delle regioni è esercitata

nel rispetto degli obblighi internazionali oltre che di quelli comunitari.

Fonti Comunitarie

-Regolamenti: equivalgono alla legge nei regolamenti interni, sono atti normativi che non

devono essere recepiti poiché hanno efficacia diretta ed immediata negli ordinamenti degli

Stati membri.

-Direttive: sono atti di indirizzo per quanto concerne il risultato da raggiungere entro un

determinato arco temporale, devono essere recepiti dagli Stati membri ma ci sono anche

direttive self-executing.

PELLEGRINI PAGINA 33-34

L’ordinamento comunitario è caratterizzato da due elementi: effetto diretto delle

norme europee all’interno degli ordinamenti degli SM e il primato del diritto

comunitario rispetto a quello statale.

In questo modo viene assicurata l’uniforme interpretazione e applicazione delle

norme comunitarie in tutti i paesi membri.

*Questi principi non sono stati accettati nell’immediato.

In Italia, agli inizi degli anni ’60, l’interpretazione della Corte Costituzionale era

legata alla visione gerarchica delle fonti e al principio di successione delle leggi nel

tempo. I Trattati europei erano stai ratificati con legge ordinaria e quindi le norme

europee avevano la stessa efficacia della legge ordinaria; in caso di contrasto tra

norme europee e ordinarie, una norma italiana successiva a quella europea poteva

abrogare la le disposizioni europee; Questa interpretazione provocò la reazione

della Corte di Giustizia che portò all’affermazione del primato del diritto comunitario

in base alla concezione “integrata” che i diritti degli SM sono subordinati al diritto

comunitario ed ha rilevato che gli SM aderendo al trattato CE hanno limitato i propri

poteri sovrani e acconsentito all’integrazione delle fonti comunitarie

nell’ordinamento nazionale.

CAPITOLO X, PRINCIPI FONDAMTALI E DICHIARAZIONI DEI DIRITTI DELL’UOMO E

DEL CITTADINO

Storia

1948 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale

delle Nazioni Unite

1950 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà

fontamentali (CEDU), approvata da Consiglio d’Europa

*Dopo l’approvazione della CEDU per la sua applicazione è stata creata la Corte Europea

dei diritti dell’uomo alla quale possono rivolgersi sia gli stati che i singoli cittadini.

1996 Carta sociale europea, Strasburgo

2000 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Nizza, trasfusa nel trattato di

Lisbona.

Nella Cost. Italiana rinvengono principi e diritti affermati come inviolabili oppure ritenuti

come fondamentali, essi sono riconosciuti in via generale a tutti gli uomini e a volte solo ai

cittadini.

COATITUZIONE ITALIANA

ART.2

La Rep. Riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle

formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, ma richiede anche agli stessi soggetti

l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

L’uomo è posto al centro dell’ordinamento ed è assunto come essere dotato di una dignità

umana universale e assoluta

Eguaglianza

Uno dei principi fondamentali riconosciuti nelle Dichiarazioni dei diritti e nelle Costituzione

è il principio dell’eguaglianza tra gli uomini o tra i cittadini.

Si pongono in relazione due o più entità in base ad un termine comune che funge da

termine di comparazione; se l’elemento è comune le due entità sono eguali se non è

comune sono diverse (disuguaglianza).

*Identità: è un concetto diverso poiché ove esistesse mancherebbe la possibilità stessa di

una comparazione poiché una entità è identica a sé stessa e quindi è unica.

Per contrastare alcune diversità esistenti tra gli uomini sono stabiliti divieti di

differenziazione in base a diversi parametri oppure sono previsti interventi per rimuovere

gli ostacoli.

Uno dei principi tradizionali dell’eguaglianza giuridica è quello dell’eguaglianza degli

uomini davanti alla legge. Non esistono posizioni di favore o sfavore per singole persone o

per categorie di persone.

Tuttavia questo principio non impedisce al legislatore di introdurre diversità di trattamento

tra gli uomini poiché non è sempre e comunque possibile adottare discipline universali e

generali, per limitare il legislatore sono state introdotte fattispecie di eguaglianza ritenute

fondamentalmente rilevanti e sono state previste norme sull’eguaglianza che prevedono

esigente di differenziazione.

COSTITUZIONE ITALIANA

ART.3

I COMMA Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza

distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni

personali e sociali.

“pari dignità sociale”: a tutti i cittadini va riconosciuta nei rapporti sociali e con i pubblici

poteri la medesima dignità di persona e non assumono alcun valore l’appartenenza a ceti

sociali, lo svolgimento di determinate attività, etc.

I divieti di distinzione non vanno intesi però in senso assoluto, la ratio dei divieti è quella di

evitare distinzioni che portino ad una discriminazione tra i cittadini.

Sesso

Per quanto concerne la diversità tra i due sessi entrano in gioco.

-ART.29 il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei due coniugi con i

limiti stabili dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

-ART.30 sono attribuiti ai genitori eguali diritti e doveri nei confronti dei figli

-Protezione della paternità e della maternità (ART.30 E ART.31)

-ART.37 la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e le stesse retribuzioni del lavoratore e

viene assicurata una particolare protezione essendo riconosciuta e sancita la sua

essenziale funzione familiare

-ART.48 Ad entrambi è attribuito l’elettorato attivo

-ART.51 Eguaglianza dei sessi nell’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive

Gli interventi del legislatore devono mantenere o ristabilire le condizioni di eguaglianza

senza privilegiare gli uni o gli altri.

Nelle elezioni al Parlamento nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura

superiore ai 2/3.

Razza

La possibilità di discipline differenti per l’appartenenza ad una o all’altra razza è

estremamente limitata e impossibile da giustificarsi. La norma intende vietare distinzioni

come quelle verificatesi nel passato assumendo come elemento di distinzione l’etnia di

appartenenza, il colore della pelle o altri profili.

Lingua

ART.6 La Rep. Tutela con apposite norme le minoranze linguistiche

La presenza di una lingua maggioritaria richiede una disciplina ad hoc senza che però da

essa derivi una discriminazione ai cittadini che parlano una lingua diversa e per l’ART.6 è

necessaria anche la tutela delle minoranze linguistiche.

Religione

Il divieto di distinzione tra i cittadini per ragioni religiose costituisce una garanzia personale

sulla quale incidono altre norme:

-ART. 7 Rapporti tra Stato e Chiesa

-ART. 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge

-ART.19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa (con il solo

limite del buon costume)

-ART.20 Parità tra le associazioni e le istituzioni di culo

Opinioni politiche

Il divieto di distinzione in base alle opinioni politiche no significa che non possa darsi

rilevanza alle diverse opinione politiche ma vieta che possano applicarsi discipline diverse

nei confronti dei cittadini che abbiano o professino una loro opinione politica-

ART.21 Tutti hanno diritto a manifestare liberamento il proprio pensiero con la parola, lo

scritto e ogni altro mezzo di diffusione

Questo articolo garantisce la libertà di manifestare la propria opinione

Condizioni personali

Divieto di distinzione dei cittadini in base al complesso dei caratteri che riguardano la

persona nell’aspetto fisico e psichico.

Condizioni sociali

Le condizioni sociali sono determinate dall’attività svolta, dal grado d’istruzione, dalla

famiglia di appartenenza, etc. e non possono esser assunte a motivo di differenziazione e

discriminazione dei cittadini.

II COMMA È compito della Rep. Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che

limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza tra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della

persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,

economica e sociale del paese.

Mira ad assicurare ai cittadini eguali opportunità e possono ritenersi legittimi trattamenti

diseguali adottati nei confronti delle categorie più deboli che necessitano di particolare

attenzione.

Il rischio da evitare è che con gli interventi mirati ad un eguaglianza di fatto si realizzi un

ribaltamento delle fattispecie.

Libertà Costituzionali

La libertà in senso ampio può essere intesa come la pretesa del singolo di

autodeterminarsi, escludendo gli altri dalla propria sfera personale.

Non va intesa però in senso assoluto poiché la libertà di ognuno incontra il limite nella

libertà degli altri.

Libertà Personale

Diritto di ogni individuo di autodeterminarsi in ogni forma possibile, non soltanto con

riferimento alla sfera fisica, ma anche psichica e morale in quanto persona umana.

Consente all’individuo di escludere ogni tipo di costrizione fisica, psichica e morale nei

suoi confronti, di poter circolare, soggiornare, stabilire il proprio domicilio, comunicare e

diffondere il suo pensiero.

ART.13

I COMMA La libertà personale è inviolabile

E’ un diritto inviolabile e quindi può essere fatto valere nei confronti di tutti.

II COMMA Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione

personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato

dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge

III COMMA In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla

legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono

essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria e se questa non li convalida nelle

successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

I casi eccezionali sono quando un individuo viene colto al momento di commettere un

delitto per il quale è previsto l’arresto in- flagranza o è inseguito subito dopo un reato o vi è

pericolo per fuga.

Libertà di domicilio

ART.14

I COMMA il domicilio è inviolabile

Il domicilio è inviolabile come proiezione della libertà personale.

*Domicilio è inteso in senso ampio e generale, non solo il luogo dove il soggetto ha

stabilito la sede dei propri affari o al luogo in cui egli ha la propria dimora abituale, ma

anche ad i luoghi accessori a questi e in genere ovunque il soggetto svolge attività ed

esclude ingerenze altrui.

II COMMA Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei

casi e nei modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà

personale

Per la perquisizione personale e sequestri è richiesto l’atto motivato dell’autorità giudiziaria

III COMMA Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e incolumità pubblica o a fini

economici e fiscali sono regolati da leggi speciali

Libertà e segretezza delle comunicazioni

ART.15

I COMMA La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di

comunicazione sono inviolabili

Inviolabile poiché è una manifestazione della libertà personale.

Ogni intercettazione della corrispondenza ed interferenza delle comunicazioni

intersoggettive costituisce un abuso e concreta un reato.

II COMMA La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità

giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge

*E’ necessaria l’autorizzazione della camera di appartenenza per sottoporre i membri del

paramento ad intercettazioni.

Libertà di circolazione e soggiorno

ART.16

I COMMA Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del

territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di

sanità o sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche

A differenza della libertà personale questo tipo di libertà attiene specificatamente al

rapporto tra l’individuo e il territorio, quindi non può ritenersi compresa nella libertà

personale.

Le restrizioni sulla libertà personale hanno però effetti sulla libertà di circolazione e sulle

altre libertà.

Nell’UE è riconosciuta la libera circolazione.

Possono applicarsi misure individuali di sicurezza anche senza l’atto dell’autorità giudiziari.

II COMMA Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi,

salvo gli obblighi della legge

Libertà di riunione

ART.17

I COMMA I cittadini hanno diritto a riunirsi pacificamente e senza armi

II COMMA Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso

III COMMA Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che

possono vietarle solo per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica

La riunione non può essere vietata per la mancanza di preavviso

Libertà di associazione

ART.18

I COMMA I cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini

che non sono vietati ai singoli dalla legge penale

Le associazioni si differenziano dalle riunioni poiché hanno un organizzazione stabile e

tendenzialmente durevole e prevedono vincoli per gli associati.

II COMMA Sono proibite associazioni segrete e quelle che perseguono, anche

indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare

Partiti politici nella Costituzione Italiana

La Costituzione definisce il partito politico come tipica associazione di persona e ne

consegue che si applica la disciplina generale delle associazioni.

Non è previsto alcun riconoscimento da parte dello Stato, viene però riconosciuta la tutela

del diritto al simbolo o al nome del partito.

L’art.49 tutela non solo la libertà positiva di associarsi ma anche quella negativa di non

associarsi.

Non viene garantita l’ammissione al partito poiché il partito ha il diritto di valutare se

ammettere o non ammettere determinati cittadini.

È vitata la riorganizzazione del partito fascista e di qualsiasi partito che contraddica i

principi democratici.

*Fondamentale il ruolo dei partiti politici all’interno del Parlamento

Libertà di fede religiosa

ART.19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, di

farne propaganda e di esercitare in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti

contrari al buon costume.

Libertà di manifestazione del pensiero

ART. 21

I COMMA Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e

ogni altro mezzo di diffusione.

La norma garantisce la diffusione del pensiero dei singoli individui indistintamente

all’esterno della propria sfera individuale e fisica.

Si distingue dall’ART.15 il quale riguarda solo le forme di comunicazione tra soggetti

determinati

II COMMA La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

III COMMA Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivata dell’autorità giudiziaria

nel caso di delitti, o nel caso di violazione delle norme previste dalla legge

III COMMA Quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile un tempestivo intervento

dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa può essere eseguito da ufficiali di polizia

giudiziaria, che devono immediatamente e mai oltre 48 ore, fare denuncia all’autorità

giudiziaria. Se questa non lo convalida entro 48 ore il sequestro è revocato

Diritti politici dei cittadini

ART.22

Nessuno può essere privato per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza e

del nome.

I diritti politici sono il diritto di elettorato attivo o passivo, sia agli uomini e alle donne, a tutti

i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età, l’accesso alle cariche elettive.

Stranieri e cittadini europei

Art.10

Prevede che allo straniero al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle

libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto ad asilo nel territorio

della Rep secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Ai cittadini comunitari si applicano le norme comunitarie e il T.U. sulla circolazione e il

soggiorno dei cittadini comunitari, mentre ai cittadini non comunitari si applicano le

disposizioni in materia di immigrazione e condizione giuridica dello straniero.

VEDERE ART. 4-5-11-12-23-24-25-26-27-28 pag da 234 a 278

CAPITOLO XI, LE ISTITUZIONI DELLO STATO

Forma di Governo parlamentare nella Cost. Italiana

Lo Stato italiano è uno Stato democratico, repubblicano e di diritto, in quanto la sovranità

viene esercitata direttamente dal popolo nelle forme e nei limiti previsti dalla Cost;

Fondamentale per tale partecipazione è il ruolo dei partiti politici.

Attività politica: attività con la quale si individuano e si determinano i fini che

nell’ordinamento essi intendono perseguire e i mezzi che intendono utilizzare. Essa si

ripartisce tra diversi organi e si manifesta attraverso atti politici.

Indirizzo politico: è espressione del potere sovrano si manifesta attraverso la funzione di

governo.

Nello Stato parlamentare italiano l’i.p. risulta dalle linee programmatiche che il governo

sottopone all’approvazione del Parlamento quando ottiene la fiducia e sia dagli atti politici

che esso adotta di volta in volta per far fronte alla situazione politica del momento

Il sistema di governo parlamentare italiano si basa sull’attività di tre organi costituzionali

fondamentali, il Parlamento, il Governo e il Presidente della Repubblica.

Il Presidente dalla Rep. Ha una posizione preminente ma ciò non significa che le sue

funzioni siano preminenti rispetto a quelle degli altri due organi; anche se non può parlarsi

di un rapporto di gerarchia, al Parlamento e al Governo spettano le funzioni più rilevanti e

il Presidente della Repubblica è il garante del funzionamento del sistema stesso.

Il Parlamento

Il Parlamento è un organo costituzionale, rappresentativo del popolo e legittimato

democraticamente dal voto popolare, dà immediata e diretta esecuzione alla costituzione

esercitando funzioni legislative, esecutive e giurisdizionali.

Posto al centro del sistema costituzionale.

Composizione

Costituito da due Camere: Camera dei deputati e Sanato della Repubblica.

Le Camere sono poste su di un piano paritario con parità di funzioni- Bicameralismo

perfetto

Sono entrambe elette a suffragio universale e diretto e la loro durata è di 5 anni; la carica

può essere prorogata fino alla riunione delle nuove Camere che deve aver luogo entro 20

giorni dalle elezioni.

• Camera dei deputati: composta da 630 deputati

• Senato della Repubblica: composto da 315 senatori e ne fanno parte gli ex Presidenti

della Repubblica e 5 senatori a vita nominati direttamente dal Presidente della

Repubblica.

*Senatori a vita: cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo

sociale, artistico, scientifico e letterario.

Il limite numerico deve intendersi riferito all’ufficio del Presidente della Repubblica e non al

titolare della carica come tale

Elettorato attivo e passivo

Attivo: diritto attribuito ai cittadini che abbiamo raggiunto la maggiore età per l’elezione dei

deputati e i 25 anni di età per l’elezione dei Senatori

Passivo: spetta ai cittadini che abbiano compiuto i 25 anni d’età per la Camera dei deputati

e dei 40 anni d’età per il Senato.

Sono previste numerose cause di ineleggibilità, ci sono cause di incompatibilità come

quella tra deputato e senato e cause di non candidabilità per coloro che abbiano subito

condanne penali per gravi delitti o siano incorsi in misure di prevenzione per reati di

stampo mafioso.

Sistema elettorale

Il sistema elettorale in vigore in Italia per l’elezione dei deputati e dei senatori è il sistema

proporzionale. Tale sistema prevede la presentazione da parte di gruppi e partiti politici di

liste bloccate (liste nelle quali non è possibile cambiare l’ordine dei candidati che saranno

eletti secondo la graduatoria stabilita dal partito) con l’indicazione del leader della

coalizione o della lista. Sono previste soglie di sbarramento (numero minimo di voti per

l’assegnazione dei seggi) ed un premio di maggioranza (incremento del numero dei seggi

che spetta alla lista vincente) per la coalizione vincente, alla quale saranno assicurati il

55% dei seggi. I candidati sono eletti secondo l’ordine di presentazione della lista e si può

esprimere il voto solo per la lista nel suo complesso.

Elezione delle Camere

Spetta al Presidente Della Repubblica indire le elezioni delle Camere e fissarne la prima

riunione, previa deliberazione del consiglio dei ministri.

• Elezione dei deputati: il territorio della Repubblica è diviso il 26 circoscrizioni che

eleggono 617 deputati, 1 deputato è eletto in Val d’Aosta e 12 sono eletti nella

circoscrizione estero.

Il riparto dei seggi rispetta soglie di sbarramento che consentono l’accesso solo alle

coalizioni che abbiano conseguito almeno il 10% dei voti validi su base nazionale e siano

composte da almeno una lista che abbia conseguito il 2% di voti validi su base

nazionale, ovvero le liste non coalizzate che abbiano conseguito almeno il 4%.

Previsto un meccanismo di recupero della lista che risulta più votata anche se al di sotto

del 2%..

Nelle regioni a stato speciale sono ammesse liste che rappresentano minoranze

linguistiche e che abbiano ottenuto, nella relativa circoscrizione, almeno il 20%.

• Elezione dei senatori: l’elezione avviene su base regionale e i 315 seggi sono distribuiti,

6 nella circoscrizione stero, 1 Val d’Aosta, e i restanti 301 sono distribuiti nelle 18

circoscrizioni che coincidono con le regioni.

Salvo che nessuna lista abbia ottenuto, ad un primo riparto, il 55% dei seggi, il riparto dei

seggi è effettuato con metodo proporzionale.

Secondo le soglie di sbarramento possono accedere ai seggi solo le coalizioni che

abbiano conseguito almeno il 20% dei voti vali su base regionale e che siano composte

da almeno una lista che abbia ottenuto il 3%, ovvero liste non coalizzate che abbiano

ottenuto l’8%.

Sotto tale soglia non è previsto un sistema di ripescaggio.

Scioglimento delle Camere

La Costituzione prevede che prima della scadenza naturale le Camere o anche una sola

di esse possano essere sciolte. Il potere di scioglimento è attribuito al Presidente della

Repubblica e non è sottoposto a nessun’altra condizione se non quella di acquisire i

pareri dei Presidenti delle rispettive Camere che però non sono vincolanti. Il decreto del

Presidente della Repubblica deve essere sottoposto a controfirma governativa (però il

Governo non ha alcun potere) che ha il ruolo di controllo esterno e formale sulla

provenienza dell’atto e sulla sua legittimità Costituzionale.

Lo scioglimento non può essere disposto negli ultimi 6 mesi del mandato presidenziale

(semestre bianco), salvo che non coincidano in tutto o in parte con gli ultimi 6 mesi della

legislatura.

Il Presidente può essere indotta allo scioglimento su richiesta delle forze politiche

presenti in Parlamento o del Governo per risolvere le crisi politiche.

Solitamente si ricorre allo scioglimento nei casi di crisi governativa irrisolvibile, quando

non si riesce a formare un Governo che ottenga la fiducia del Parlamento, quando le

camere sono in contrasto tra di esse.

Il presidente può decidere se mantenere in carica il Governo oppure nominare altro

Governo.

Il rischio per il Presidente della Repubblica è di essere sottoposto dal nuovo Parlamento

a giudizio per attentato alla Costituzione e infatti ciò induce il Presidente a cercare il

previo consenso delle forze politiche prima di procedere allo scioglimento; Nella prassi i

Presidenti si orientano per la soluzione della crisi.

Parlamentari

ART.67 Deputati e Senatori rappresentano la Nazione ed esercitano le loro funzioni

senza vincolo di mandato

Il divieto di mandati imperativi assicura l’indipendenza dei parlamentari

ART.68 Stabilisce l’insindacabilità dei parlamentari per le opinioni espresse e per i voto

dati nell’esercizio delle loro funzioni e stabilisce il divieto che senza autorizzazione delle

Camere si possano sottoporre a perquisizione domiciliare o personale i Parlamentari o

arrestarli o privarli della libertà. Sono consentite indagini parlamentari e l’arresto in caso

di condanna definitiva o in caso di flagranza di reato, senza autorizzazione.

ART.69 I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge.

Organizzazione delle camere

L’organizzazione e il funzionamento delle camere trova più ampia disciplina nei rispettivi

regolamenti, oltre che nelle consuetudini parlamentari.

I regolamenti sono adottati da ciascuna Camera e non sono sindacabili nemmeno dalla

Corte Costituzionale.

Le Camere godono:

- autonomia finanziaria e contabile, ciascuna di esse approva il proprio il proprio bilancio

e il proprio consuntivo sulla base di un fondo speciale erogato dal Ministero

dell’Economia e delle Finanze.

-Autodichia, una potestà giurisdizionale domestica nei confronti dei propri componenti e

dei propri dipendenti.

-Prerogativa dell’immunità della sede in base alla quale è vietato agli agenti ed ufficiali

della pubblica sicurezza di accedere agli edifici delle Camere, salva richiesta dei

Presidenti

Organi delle Camere

Organi essenziali per l’organizzazione interna delle Camere:

-Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Senato

presiedono le rispettive camere di appartenenze e svolgono il ruolo di organo imparziale,

super partes. Egli sovraintende all’organizzazione interna, dirige le sedute e le

discussioni

-Vicepresidenti

-Segretari, sovrintendono alla compilazione e alla lettura dei processi verbali delle sedute

e in generale alla regolarità delle attività parlamentari

-Questori, mantengono ordine pubblico e compito di polizia

-Le Giunte, organi collegiali con compiti importanti, ne esistono 2 per Camera per le

elezioni e per l’autorizzazione a procedere (vs Parlamentari che godono dell’immunità)

-Le Commissioni, proposte di legge

Gruppi Parlamentari

Associazioni di parlamentari che si costituiscono all’interno di ciascuna Camera per

consentire alle forze politiche di svolgere attività parlamentari; la loro disciplina è

contenuta nei regolamenti parlamentari.

Entro 2/3 giorni dalla prima seduta ciascun parlamentare deve dichiarare a quale gruppo

politico intende iscriversi e in manca di indicazione viene iscritto nel Gruppo misto.

Non sono riconosciuti come persone giuridiche ma svolgono funzioni pubbliche tramite

l’attività dei parlamentari che li compongono.

Organizzazione dei lavori

-Riunioni delle Camere e programmazione dei lavori

La Cost. prevede che le camere si riuniscano entro 20 giorni dall’elezione o possono

essere convocate in via straordinaria su iniziativa del Presidente della Repubblica, dal

Presidente di ciascuna camera o di un terzo dei componenti; la convocazione di una

camera prevede anche la convocazione dell’altra.

Per la programmazione viene stabilito il calendario dei lavori per le singole seduce e

l’ordine del giorno per ciascuna seduta; questi vengono approvati alla Camera dei

deputati dai Presidenti dei gruppi che rappresentano i tre quarti dei componenti della

camera e al senato all’unanimità.

-Deliberazioni

Per essere valide è necessario che sia presente la maggioranza dei componenti

dell’assemblea.

Alla Camera dei deputati gli astenuti sono considerati presenti ma non votanti, al Senato

sono considerati presenti e votanti.

Funzioni della Camera

• Attività Legislativa

ART.70 La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere e perciò la

legge per esistere deve essere approvata da entrambe le Camere nello stesso, identico

testo.

Diverse fasi:

-Iniziativa Legislativa

Presentazione alla presidenza di ciascuna camera del progetto di legge, redatto in

articoli, che provvede alla diffusione all’interno della camera stessa

Sono titolari del potere di iniziativa il Governo, ciascun Parlamentare, il Consiglio

nazionale dell’economia e del lavoro, il popolo, i consigli regionali e i comuni.

-Esame dei progetti di legge

Con l’assegnazione alle commissioni legislative permanenti inizia la fase legislativa in

senso stretto

*Procedimento ordinario: la commissione competente per materia procede all’esame del

testo e prepara una relazione di maggioranza e una o più di minoranza, con le quali si

invita l’assemblea ad approvare o respingere il progetto. L’assemblea procede

all’approvazione degli articoli e poi alla votazione finale.

*Procedimento in sede deliberante: la commissione approva in via definitiva senza

l’intervento dell’assemblea

*Procedimento in sede redigente: la commissione approva articolo per articolo e

l’assemblea fa la votazione finale

-Promulgazione

La legge viene trasmessa al Presidente della Rep. Per la promulgazione che deve

avvenire entro 1 un mese dall’approvazione; la promulgazione non è esercizio della

funzione legislativa ma è esecuzione della Costituzione. Il Presidente può rinviare la

legge alle Camere chiedendo una nuova deliberazione.

-Pubblicazione

Dopo la promulgazione viene trasmessa al Ministro della Giustizia, appone il proprio

visto e ne cura l’inserimento nella raccolta ufficiale e la pubblicazione nella gazzetta

ufficiale della Repubblica. Dopo 15 giorni entra in vigore.

• Attività esecutiva

Ciascuna Camera può svolgerla indipendentemente dall’altra

-Fiducia

Con la mozione di fiducia si costituisce il rapporto di fiducia tra Governo e Parlamento.

Mozione di sfiducia, atto previsto per togliere la fiducia al Governo e deve essere

sottoscritta da almeno 1/10 dei componenti della camera in cui viene presentata


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e management
SSD:
Docente: Sepe Marco
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucreziacrescimanno di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Sepe Marco.

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