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In base al soggetto:

1. giudici (interpretazione giurisprudenziale, soprattutto Corte di cassazione e Corte costituzionale)

2. giuristi (interpretazione dottrinale)

3. semplici privati.

L’interpretazione e l’integrazione del diritto

Analogia legis (secondo le disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe)

Analogia iuris (secondo i “principi generali dell’ordinamento giuridico”)

Divieto d’analogia per le leggi penali e speciali.

Leggi di interpretazione autentica

“il comma …dell’articolo…della legge…si interpreta nel senso che…”

con efficacia retroattiva e che, perciò non devono innovare.

Il movimento costituzionalista

rivoluzione inglese (1689)

• Costituzione americana (1787)

• Costituzione francese (1789)

Il costituzionalismo moderno risponde ad una domanda: come limitare il potere politico del Sovrano?

Costituzionalismo: Dottrina politica secondo la quale è necessario limitare i poteri dello stato in modo da

garantire ai cittadini la salvaguardia dei diritti individuali e l'esercizio di alcune libertà fondamentali.

Storicamente, sono state individuate due principali modalità attraverso cui raggiungere questo obiettivo:

la separazione dei poteri

• principio di legalità

• Diritti fondamentali dell’uomo

La separazione dei poteri:

all'interno di uno stato, il potere legislativo, quello esecutivo e quello giurisdizionale dovevano essere detenuti da

differenti persone o differenti ceti. Di conseguenza ogni singolo potere, ispirato da interessi diversi e talvolta

contrastanti con quelli degli altri, sarebbe stato sottoposto a un reciproco controllo.

Diritti fondamentali dell’uomo :

Si affermò la necessità di una Costituzione, cioè un insieme di norme fisse che dettassero una serie di limiti

all'azione politica. In questo caso, i governanti sarebbero stati necessariamente tenuti a rispettare i vincoli posti

dalle leggi.

Teorie della costituzione

La costituzione come “norma fondamentale” (Grundnorm) posta al vertice dell’ordinamento giuridico

statale e che ne costituisce il principio costitutivo (costituzione a gradi dell’ordinamento di Kelsen)

La costituzione come “decisione fondamentale” (Schmitt)

• La costituzione materiale intesa non come costituzione di fatto ma come “fini e valori su cui

convergono le forze politiche prevalenti” (Mortati)

Costituzione: Legge fondamentale di uno stato sovrano. Posta a garanzia dei diritti dei cittadini, fissa i limiti e i

rapporti reciproci tra i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo, definendo la forma di governo, ed

eventualmente individuando i valori che l'azione dello stato deve perseguire. La maggior parte dei paesi ha una

Costituzione scritta.

Tipologie della costituzione

scritta/non scritta

Costituzione (es. Regno Unitodove la Costituzione, detta "non scritta", è invece

l'insieme di diversi documenti precedenti come la Magna Charta e consuetudini che regolano i rapporti tra la

Corona, il Parlamento, la magistratura e i cittadini.)

ottriata/rappresentativa

Costituzione

Le costituzioni ottriate si ottengono quando il monarca concede, volontariamente, una costituzione scritta ai suoi

sudditi, questa concessione non è mai volontaria, ma è determinata da eventi storici particolari o per evitare

rivoluzioni e guerre, e si chiamano anche quando invece vi è un dibattito tra le diverse parti sociali e

unilaterali,

da ciò si forma la costituzione , essa si chiama Le costituzioni votate si hanno quando vengono espresse

pattizia.

dal basso e redatte e approvate dai rappresentanti del popolo, riuniti in “Assemblee Costituenti”.

lunghe/corte

Costituzione

• flessibile/rigida

Costituzione

Le Costituzioni sono dette rigide o flessibili a seconda della maggiore o minore resistenza alle modificazioni e

possono essere distinte in base al controllo di costituzionalità delle leggi ordinarie e al carattere unitario o federale

dell'ordinamento.

Costituzione Italiana scritta

La (1947) è una costituzione scritta, rigida, votata, convenzionale. È perché gli

istituti e i principi fondamentali dell’organizzazione statale sono stati sanciti e consacrati in un documento. È

rigida perché gli articoli della costituzione hanno un’efficacia superiore rispetto agli articoli con emanazione

ordinaria, e per modificare o cambiare un articolo della costituzione deve essere adottato un procedimento

votata

aggravato rispetto alle leggi ordinarie. È perché è stata redatta e approvata dai rappresentanti del popolo

convenzionale

eletti in un’Assemblea Costituente. È perché le forze politiche che la hanno redatta e approvata,

essendo in forte contrasto, hanno dovuto fare reciproche concessioni, per dare un nuovo assetto costituzionale allo

stato.

Definizione di ordinamento costituzionale

“il complesso delle norme fondamentali, materialmente costituzionali, scritte e non scritte, che danno forma a

ciascun ordinamento e che rappresentano il codice genetico che determina l’identità dell’ordinamento giuridico

stesso”

(forma di Stato, doveri e diritti, forma di governo, fonti del diritto).

L’ordinamento costituzionale

Ogni ordinamento statale ha sempre avuto, se non una Costituzione, un proprio diritto costituzionale.

• Rapporto tra documento costituzionale ed ordinamento costituzionale.

• Del diritto costituzionale fanno parte norme materialmente ma non formalmente costituzionali:

1.preleggi codice civile

2.consuetudini costituzionali

3.norme elettorali

4. regolamenti parlamentari.

L’ordinamento costituzionale

Della costituzione fanno parte norme solo formalmente ma non materialmente costituzionali:

1. numero parlamentari

2. C.n.e.l.

3. registrazione sindacati

differenza tra :

1. revisione costituzionale

2. revisione totale della costituzione

3. mutamento dell’ordine costituzionale.

L’ordinamento costituzionale

Differenza tra:

1. potere costituente “libero nel fine”

2. potere costituito da esercitare nelle forme ed entro i limiti previsti in Costituzione

- forma repubblicana dello Stato esteso al suo carattere democratico

- “principi che apartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione”

(Corte cost. 1146/1988)

3. I condizionamenti politici interni ed internazionali del potere costituente: morte?

Organi e soggetti costituzionali nell’ordinamento italiano

Organi Parlamento

• Presidente della repubblica

• Governo

• Corte costituzionale

Soggetti: Regioni

• Province e Città metropolitane

• Comuni

Diritto pubblico e diritto privato

Distinzione non assoluta ma relativa: confine mobile

Nell'ambito del diritto appare fondamentale la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato.

Il diritto pubblico si occupa della disciplina dello stato, dei suoi organi e delle sue istituzioni, regola la loro

attività interna e quella nei confronti dei soggetti privati. Questi ultimi sono tenuti a seguire determinate norme di

comportamento alle quali devono conformarsi per il rispetto della vita associata e per il raggiungimento degli

scopi economici e sociali che lo stato volta per volta si prefigge.

Il diritto privato disciplina i rapporti privati tra i soggetti intesi in senso ampio cioè sia che si tratti di persone sia

che si tratti di enti privati. Oggi, la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato è ormai di carattere meramente

formale in quanto il confine tra i due diritti è piuttosto sfumato. Infatti lo stato tende sempre più a disciplinare

settori, quali ad esempio la scuola, un tempo lasciati all'iniziativa privata e accade sempre più spesso che soggetti

pubblici operino iure privatorum, cioè ponendo in essere rapporti di diritto privato. Inoltre accade molto spesso

che un determinato fatto venga disciplinato da entrambi i tipi di norme venendo meno, in questo modo, la

possibilità di mantenere ferma la distinzione tra i due tipi di diritto. Una distinzione che permane è comunque

quella relativa alle caratteristiche delle norme relative ai due diritti. Le norme di diritto pubblico sono per lo più di

carattere cogente, cioè non derogabili, mentre quelle di diritto privato sono per la maggior parte derogabili da

parte dei soggetti interessati alla loro applicazione.

I “rami” del diritto pubblico

Diritto costituzionale Diritto ecclesiastico

• •

Diritto parlamentare Diritto penale

• •

Diritto regionale e degli enti Diritto processuale civile

• •

locali e penale

Diritto amministrativo Diritto internazionale

• •

Diritto tributario Diritto dell’Unione

• • Europea

2 LO STATO

Definizione di stato

Stato: Organizzazione politica e giuridica di una collettività su un dato territorio.

Stato – apparato, quale insieme degli organi politici, amministrativi e giurisdizionali

• Stato – comunità, intesa come collettività sociale

• Stato – istituzione, come:

• - particolare forma storica di organizzazione sociale…

- …che da vita ad un ordinamento giuridico…

- …il quale esercita il monopolio dell’uso legittimo della forza (potere politico)…

- …su un dato territorio…

- ...avvalendosi di un apparato amministrativo

La costituzione e lo Stato sono fortemente correlate

Quali elementi definiscono lo Stato?

Lo Stato è caratterizzato da:

1. politicità

2. sovranità

3. monopolio della forza legittima

Caratteristica distintiva dello stato moderno è la sovranità, ossia il riconoscimento, sia all'interno sia da parte

degli altri stati, di un potere che non ha sopra di sé nessun altro potere. La forma di governo e i rapporti tra i

poteri dello stato sono fissati da una legge fondamentale detta Costituzione. Lo stato moderno predispone

inoltre le leggi alle quali la collettività deve conformarsi e ne sorveglia il rispetto al fine di garantire la

sicurezza dei cittadini, dotandosi di assemblee legislative, tribunali e polizia, nonché di forze armate per

difendersi da minacce esterne. Uno stato si compone di tre elementi: un territorio, una popolazione e un

governo.

Per aversi uno Stato devono essere compresenti:

1. un popolo

2. un territorio (terraferma, mare terr.le, piattaforma cont. Le) Elementi coessenziali

3. un governo sovrano

Non si ha uno stato:

1. quando c’è un popolo senza territorio (rom= zingari)

2. quando un popolo non è sovrano su un territorio (palestinesi)

Si ha quindi uno Stato quando una popolazione si sottopone ad un potere politico per dare vita ad un

ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali.

Nascita dello Stato moderno

sistema feudale

Dal caratterizzato da:

1. diritto di proprietà su cose e persone

2. dispersione del potere

Sistema feudale: sistema sociale affermatosi nell'Europa occidentale (e, con modalità molto simili, in Giappone)

e durato per oltre un millennio e mezzo, tra il declino dell'impero romano d'Occidente, nel IV secolo, e la nascita

dei primi stati moderni, nel XVIII secolo. Esso si fondava sull'identificazione dei rapporti personali, sociali e

politici con quelli patrimoniali, rendendoli di natura contrattuale. In particolare, si intende per feudalesimo il

sistema politico, economico e sociale su cui si reggeva il Sacro romano impero, incardinato sul feudo,

trasformazione del beneficio – già previsto dal diritto romano (ad esempio, le terre concesse ai veterani) – da

temporaneo a permanente.

Non esisteva proprietà dello Stato; solo proprietà privata.

Stato moderno

…allo Westfalia,

(trattato di 1648= Pace di Vestfalia,Trattato di pace, siglato il 24 ottobre del 1648,

• che sancì la fine della guerra dei Trent'anni e stabilì un nuovo equilibrio politico-religioso in Europa. In base ai termini

del trattato, che unificava due trattati conclusi separatamente a Münster -tra il Sacro romano impero e la Francia con i

suoi alleati- e a Osnabrück -tra l’impero e la Svezia e le altre potenze protestanti-, venivano pienamente riconosciute la

sovranità e l'indipendenza di tutti gli stati appartenenti all'impero.)

Gli Stati moderni si affermano allorché in varie parti dell’Europa alcuni ordinamenti conquistano

progressivamente autonomia ad identità. Tale processo si svolge in un una duplice direzione:

1. autonomia esterna rispetto agli ordinamenti universali del sacro Romano Impero e del Papato,

2. supremazia interna nei confronti degli ordinamenti particolari, feudali corporativi e municipali

Stato moderno : Il concetto di stato qual è modernamente inteso non esiste nel pensiero filosofico e politico

greco né in quello romano; in entrambi, piuttosto, sono presenti – con l'idea di e di – elementi

polis res publica

sociali e amministrativi intesi, genericamente, in senso democratico, dove i protagonisti sono ancora i cittadini.

Lo stato come struttura rigidamente gerarchizzata, con un sovrano a regnare sui sudditi, che gli devono

incondizionata obbedienza, si definisce nelle sue caratteristiche sul finire del Medioevo, quando il crollo del

sistema feudale e l'ascesa della borghesia creò le condizioni per avviare un accentramento del potere nelle mani

del sovrano. Furono istituiti in tal modo un apparato burocratico attraverso il quale organizzare il prelievo fiscale,

un esercito, una legislazione unica per la regolamentazione dei commerci.

Il processo di costruzione dello stato raggiunse la fase culminante nell'età dell'assolutismo, ossia entro un sistema

politico in cui il sovrano non era soggetto al controllo dei governati; a partire dal XVIII secolo, tuttavia, con la

diffusione di idee illuministe, la borghesia scatenò un'offensiva al fine di condizionare alla volontà dei cittadini

l'autorità politica. Dopo la Gloriosa Rivoluzione inglese, la guerra d'indipendenza americana e la Rivoluzione

francese, si affermò così il principio della sovranità popolare, in base al quale può governare soltanto chi abbia

ricevuto il consenso dei governati, che esprimono la loro volontà attraverso il Parlamento.

Definizione di forma di Stato

“ il modo in cui si atteggia il rapporto fra i cittadini e il potere politico, vale a dire il rapporto fra governanti e

governati, nonché i fini ultimi che si pone l’ordinamento”

l’evoluzione delle forme di Stato è in relazione al diverso contesto storico.

• Il nesso tra forma di Stato e forma di governo (insieme delle istituzioni che partecipano all'attività di direzione

politica di uno stato)

L’evoluzione delle forme di Stato

Stato assoluto

Caratteri dello (XV – XVIII sec.):

1. accentramento dei poteri in capo al Sovrano in relazione al pluralismo feudale,

2. giustificazione teocratica del potere tradizionale- carismatico

3. rigida divisione in classi sociali, con supremazia dell’aristocrazia.

SOVRANO

( potere dato da

Dio, teocratico)

Divisione in classi Nobili: stretto contatto

o ceti sociali con il sovrano e

rapporti economici

con il sovrano

trasformazione dello Stato assoluto

la in:

1. (Stato di Polizia – intesa come Prussia ed Austria (1740 – 1790)

Assolutismo illuminato polis-):

Il potere del sovrano, pur autorizzato a gestire lo stato senza interventi da parte di alcun ente esterno, trovava una

serie di limitazione nella necessità di osservare le leggi di natura e le norme religiose.

Il sovrano, per spirito filantropico agevola le esigenze della comunità

2. (Luigi XIV),

Stato mercantile

Nello stato mercantile la libertà dei traffici prevale sulle esigenze finanziarie del Re.

Lo stato liberale

Origini Storiche: Rivoluzioni inglesi (1689), americana (1776), francese (1789), europee (1848)

• Conseguenza: dell’economia di mercato borghese ( lo “stato minimo” o “guardino notturno”, nel senso

• che è il mercato che si autoregolamenta, lo Stato deve solo assicurare la protezione del popolo).

Giustificazione: dottrine contrattualistiche (Locke vs. Hobbes):

Loke: lo stato come strumento per la tutela dei diritti naturali intangibili del cittadino (giusnaturalismo)

Hobbes: lo stato come “Leviatano”, colui che detiene la forza e quindi protegge il cittadino dai disordini che

esso stesso causa (Homo quindi detentore del monopolio della forza legittima perché fondata

homini lupus),

sul consenso dei cittadini.

Lo stato liberale

Caratteri strutturali:

1. Stato monoclesse borghese (suffraggio limitato). La borghesia voleva la libertà dallo stato e la libertà

personale. Libertà che venivano rivendicate dalla sovranità del Re.

2. tutela delle libertà negative e dei diritti (di proprietà, d’iniziativa economica) del singolo individuo…

3. …tramite Stato di diritto, uno Stato che garantisca la libertà, quindi vi sono: divisione dei poteri,

codificazione costituzionale e civile, principio di legalità, giudici indipendenti, supremazia delle leggi.

4. sovranità assoluta non del Re ma della:

- Nazione (1789)

- Stato (XIX- XX sec.) come persona giuridica

- Volontà generale del popolo (Rousseau)

Classificazione delle forme di stato

Stato totalitario ( Italia 1922-1943, Germania 1933-1945, Spagna 1936-1975)

dell'autorità dello Stato. Stato al di sopra

Giustificazione: dottrine statolatrie ( Hegel, culto assoluto ed esclusivo

di tutto)

1. lo Stato come totalità che assorbe l’individuo

lo Stato etico basato su valori assoluti (fascismo, nazismo, franchismo=

2. Regime dittatoriale instaurato in Spagna, dal

1939 al 1975, dal generale Francisco Franco.)

3. In un regime totalitario i membri del partito al potere diventano l'élite del paese; tutta la società è assoggettata

a un'organizzazione gerarchica nella quale ogni individuo deve rispondere a qualcun altro sopra di lui, con

l'unica eccezione del capo supremo, che non risponde a nessuno. Tutti i gruppi non allineati al potere vengono

annientati. La soggezione totale dei singoli individui al partito è ottenuta mediante un'estesa burocrazia, il

monopolio dei mezzi di comunicazione, un'efficiente polizia segreta, il controllo politico delle forze armate e

una forte centralizzazione dell'economia. Il partito possiede tutti i mezzi di comunicazione attraverso i quali i

cittadini ricevono informazioni, orientamenti, direttive. Giornali, riviste, radio e televisione, teatro e cinema

sono controllati dal centro. Infine, le forme di manifestazione del pensiero che non si conformano alla linea

del partito – ossia alla sua interpretazione ideologica della realtà – sono colpite dalla censura.

Stato confessionale (Stati islamici)

Diritto identificato con la religione

Stato Socialista (1917-1989 Urss, oggi Cina, Cuba)

Giustificazione: dottrine marxiste (Marx= abbattimento dello Stato liberale come sovrastruttura istituzionale

strumentale al dominio della classe egemone borghese)

a. lo Stato come strumento di dominio della classe egemone

b. carattere strutturale: statalizzazione dei mezzi di produzione per debellare borghesia tramite lo Stato

espressione della dittatura del proletariato.

c. Partito Unico, esso assume una funzione educativa.

d. Politica: associata sin dagli inizi alle istanze della classe operaia, il cui programma può essere riassunto

nel seguente modo: abolire le classi, giungendo così a una reale eguaglianza sociale; porre le risorse

economiche sotto il controllo diretto delle classi lavoratrici; limitare il diritto di proprietà; incoraggiare

una nuova morale basata sulla solidarietà e la cooperazione. Benché nel corso dell'Ottocento e del

Novecento il fine ultimo del socialismo sia stato spesso descritto come il raggiungimento di una società

senza classi, il movimento socialista si è orientato sempre più verso una politica riformista, tesa alla

realizzazione di sostanziali modifiche del sistema capitalista piuttosto che alla sua abolizione.

Stato fascista (Italia, Germania, Portogallo)

Carattere strumentale: Partito unico con funzione educativa. Collaborazione classi (corporativismo).

Ideologia: fondata sul culto del capo (il “duce”); dal disprezzo per i valori della civiltà liberale, che si concretizzò

nella soppressione delle libertà politiche e civili (di pensiero, di stampa, di associazione ecc.); dall'ideale della

collaborazione tra le classi, opposto alla teoria socialista e comunista della lotta di classe; dal dirigismo statale; da

un apparato di propaganda che mirò a mobilitare le masse e a inquadrarle in organizzazioni di socializzazione

politica funzionali al regime; dall'integrazione nel partito o nello stato dell'insieme dei rapporti economici, sociali

e culturali.

Finalità: Dio, Patria e famiglia.

Classificazione delle forme di stato

Stato liberaldemocratico (dopo la II guerra mondiale)

Giustificazione: potere legale-razionale leggittimitato dal libero consenso popolare e giuridicamente limitato.

Caratteri:

1. Stato pluriclasse (suffragio universale)

2. Tutela dei diritti civili e dei diritti sociali

3. Intervento statale per correggere distorsioni del mercato (Stato sociale) e per offrire servizi di pubblica

assistenza

4. Stato costituzionale. Costituzione come fonte primaria a cui la legge deve rifarsi.

5. Sovranità (limitata) del popolo. Libere elezioni e suffragio aperto a tutti.

6. Sistema politico: basato sulla sovranità dei cittadini, ai quali è riconosciuto il diritto di scegliere la forma

di governo e di eleggere direttamente o indirettamente i membri del supremo corpo legislativo dello stato,

così come i funzionari addetti all'amministrazione locale, nonché, in alcuni casi, anche il capo dello stato.

Nell'accezione moderna, il termine implica anche l'eguaglianza giuridica dei cittadini nell'esercizio del voto, dal

quale non deve essere escluso nessuno per motivi di razza, di religione, di censo e di sesso; l'esistenza di alcune

condizioni che garantiscano una condizione di libertà nell'esercizio del voto (l'assenza di coercizione, la pluralità

delle opzioni a disposizione, la possibilità di formarsi una propria opinione); l'accettazione della validità del

principio di maggioranza.

La crisi della sovranità dello stato?

Lo stato oggigiorno non esiste, perché i riflessi economici globali sono così tanti che lo Stato deve far conto a tali.

Es. Un agenzia di Reting (In economia, valutazione della solidità finanziaria di un’impresa o di uno stato che

abbia contratto dei debiti, per esempio tramite l'emissione di obbligazioni.= Strumento legale o creditizio che promette di

)

erogare una somma di denaro in una data certa a determinate condizioni.

Le valutazioni e le previsioni delle società di rating hanno un’influenza molto importante sull’andamento del

mercato delle azioni, delle obbligazioni, dei titoli di stato e delle monete, quindi sull’andamento di una

determinata nazione; anche se non sempre si rivelano corrette.

3 LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L’ORDINAMENTO INTERNAZIONALE

L’ordinamento giuridico internazionale generale

• Diritto internazionale generale e diritto internazionale particolare.

• L’adattamento del diritto interno al diritto internazionale.

• La protezione internazionale dei diritti umani

• Le organizzazioni internazionali.

- la comunità internazionale formata da Stati sovrani non per scelta ma per il sol fatto di essere tali e posti in

posizione di reciproca parità.

- Differenza con la comunità sopranazionale che sono in grado condizionare gli Stati membri ed i cittadini

(U.E.)

- Il diritto internazionale regola i rapporti tra gli Stati sovrani.

La concezione monista dei rapporti tra ordinamento internazionale e ordinamenti statali

Unità degli ordinamenti con primato

• - dell’ordinamento statale

- dell’ordinamento internazionale (Kelsen) da cui deriverebbe:

1. l’applicazione diretta dei trattati internazionali nell’ordinamento interno

2. la loro non modificabilità da parte delle leggi nazionali

Art. 117.1 Cost.

“La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli

derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionale”

La concezione dualista dei rapporti tra ordinamento internazionale e ordinamenti statali

Ordinamento Statale e ordinamento internazionale sono ordinamenti indipendenti e separati.

• 1. espressione della pluralità degli ordinamenti giuridici

2. conferma del carattere limitato della sovranità statale

Come l’ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale particolare di natura patrizia. (Art. 80 Cost. “le Camere autorizzano con legge la

ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o che prevedono arbitri o regolamenti

giudiziari, o importano variazioni del territorio ad oneri alle finanze o modificazioni di leggi ”)

Contenuto in trattati stipulati dal Governo e recepiti nel nostro ordinamento tramite opera di recipimento di un

atto normativo:

a) atto normativo (legge, atto avente forza di legge, regolamento) che modifichi direttamente- sopprimendo o

innovando- l’ordinamento in conformità all’accordo

b) ordine di esecuzione tramite cui si recepisce nel nostro ordinamento un trattato cui si rinvia integralmente

(“piena e intera esecuzione è data al trattato…”). Tale ordine è contenuto:

1.nella stassa legge di autorizzazione alla ratifica

2.nel D.P.R. di ratifica solo per norme secondarie (art. 80 Cost.

Come l’ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale particolare di natura patrizia. (Art. 80 Cost.)

“le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati

internazionali che sono di natura politica, o che prevedono ordine di esecuzione

arbitri o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del

territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi ”

la libertà di ratificare o meno i Trattati e gli Accori, salvo la responsabilità internazionale, senza però

• alcuna possibilità di coazione.

Il problema degli Accordi in forma semplificata di natura politica, conclusi e sottoscritti da un

• rappresentante del Governo, senza previa autorizzazione legislativa.

GOVERNO negozia e firma

PARLAMENTO autorizza con legge la ratifica

Legge di autorizzazione alla ratifica

“Ratifica ed esecuzione del trattato…(parti contraenti e oggetto), fatto a …il…”

Art. 1- Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare il trattato…

Art. 2- Piena ed intera esecuzione è data al trattato di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della sua

entrata in vigore in conformità a quanto disposto all’articolo…del trattato stesso

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RATIFICA

Entra in vigore tramite scambio delle ratifiche a loro deposito o scambio delle ratifiche che è l’istituto di

diritto internazionale mediante cui lo Stato fa propri gli effetti di un trattato negoziato e concluso son un altro

Stato.

Come l’ordinamento italiano si adegua agli obblighi internazionali

Diritto internazionale generale di natura consuetudinaria (Art. 10 Cost.)

Art. 10

L’ ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente

riconosciute.*

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati

internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla

Costituzione italiana , ha diritto d’asilo nel territorio della repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla

legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

(* Nella sent. N. 48 del 1979 si ammette che la consuetudine internazionale, secondo cui esiste “l’obbligo degli Stati di

riconoscere reciprocamente ai propri rappresentanti diplomatici l’immunità dalla giurisdizione [Funzione di amministrare la

civile, anche per gli atti posti in essere quali privati individui”,

giustizia assicurando l'attuazione della legge nei casi concreti.]

prevale sulle confliggenti norme costituzionali in base al principio di specialità, senza tuttavia mai “consentire la

violazione dei principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale.”)

L’ ordinamento giuridico italiano si

conforma alle norme del diritto Adattamento automatico

internazionale generalmente

riconosciute.

Esempi:

1. pacta sunt servanta (i patti si devono rispettare)

2. la libertà dei mari

3. la uguale sovranità degli stati

4. piattaforme continentali

5. l’extraterritorialità (ambasciata usa in Iran)

6. immunità diplomatica

7. convenzioni internazionali sui diritti umani (?)

Il diritto internazionale generale di natura consuetudinaria (Art. 10 Cost.)

l’art. 10 come fonte sulla produzione, frutto della ispirazione internazionalistica del costituente

• l’adattamento immediato, diretto, completo e continuo (rinvio mobile)

• Le norme di diritto internazionale consuetudinario come fonti fatto

• La natura giuridica delle norme consuetudinarie internazionali:

a) superiori alle norme costituzionali (contra Corte cost.

b) parificate alle norme costituzionali col solo limite dei principi cost. li.

c) Fonte intermedia tra cost. e legge, comunque prevalenti sulla legge ordinaria, incostituzionale o

disapplicata

Fonti atto: prodotti dal nostro ordinamento

Fonti fatto: nascono dall’esterno.

Dichiarazioni e carte internazionali dei diritti

Nazioni Unite

Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948)

• Patti internazionali sui diritti sociali, economici, culturali e sui diritti civili e politici.

• Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (1989)

• Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965)

• Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (1979)

• Regole per le pari opportunità delle persone disabili (1993)

• Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti (1990)

Dichiarazione e carte internazionale dei diritti

Consiglio d’Europa (1948)

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) (1950)

• Per assicurare il rispetto della CEDU è istituita la Corte europea dei diritti dell’uomo (Strasburgo) che si

• pronuncia sui ricorsi interstatali e ricorsi individuali “dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne”.

Giudica sulla violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla CEDU su ricorso degli Stati membri e (dal 1998)

dei singoli cittadini “dopo l’esaurimento delle vie di ricorso interne”

Unione europea

Carta fondamentale dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (2000)

La giurisdizione internazionale sui crimini di guerra e contro l’umanità

Tribunali di Norimberga e di Tokio (1945)

• Tribunale internazionale penale per la ex- Iugoslavia (l’Aja – 1993)

• Tribunale internazionale penale per il Ruanda (Arusha – 1998)

• Corte penale internazionale (Statuto di Roma 1998; 2002)

• Il tentativo della comunità internazionale e della dottrina di imporre con la forza l’osservanza di tali

trattati, considerati norme di diritto internazionale consuetudinario.

Organizzazioni internazionali

Nazioni Unite (ONU)> 191 Stati membri (nel 2002: Svizzera e Timor- est)

• Carte delle nazioni Unite (1945) per centralizzare l’uso della forza , salvo temporanea legittima difesa,

• senza però proprio esercito

Organi:

a) Assemblea generale

b)Consiglio di sicurezza

c) Corte internazionale di giustizia

d) Segretario generale

Organizzazioni collegate all’ONU: FAO, WTO, OIL, UNESCO, UNICEF

Organizzazioni Internazionali regionali

Trattato del Nord Atlantico

Alleanza Atlantica (NATO)> 19 Stati membri. Candidati: Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia,

• Bulgaria, Romania

Statuto del consiglio d’Europa (1949)

Consiglio d’Europa> 44 stati membri. Candidati: repubblica federale di Jugoslavia (Serbia e

• Montenegro), Principato di Monaco

La guerra

Art. 11 Cost.

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di

risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle ;

limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni*

promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

*la Corte costituzionale , a partire dalla sentenza n. 183 del 1973, ha ritenuto che questa proposizione costituisce il

fondamento della partecipazione dell’Italia al sistema delle comunità europee, legittimando così tutte le conseguenti

limitazioni di sovranità e le deroghe ed altre norme costituzionali.

L’accettazione della guerra difensiva (artt. 27.4, 78, 87.9, 103.3, 111.7 Cost.) Individuale o collettiva.

• Il ripudio alla guerra offensiva in funzione dell’affidamento alle organizzazioni internazionali dell’uso

• legittimo delle forza per assicurare pace e giustizia tra le nazioni.

L’uso della forza autorizzato dall’ONU: Kuwait 1991, Somalia 1992

• Gli interventi umanitari di dell’ONU e gestiti:

peacekeeping

• - direttamente dall’ONU: ex Jugoslavia 1992-95, Ruanda 1993-96

- tramite Stati e organizzazioni internazionali regionali (NATO): Bosnia 1995

Gli interventi “umanitari” non autorizzati dall’ONU: Kosovo 1992: pro (consuetudini internazionali) e

• contro

La guerra al terrorismo internazionale:

• A) Afghanistan 2001 autorizzato dall’ONU

B) Iraq 2003 non autorizzato dall’ONU

Il problema dell’intervento parlamentare successivo:

• A) in sede di conversione di decreto legge

B) tramite mozione

4 L’ORDINAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA

Le tappe dell’integrazione europea

• La struttura dell’Unione Europea

• Le istituzioni europee

• Le fonti del diritto comunitario

• I rapporti fra ordinamento italiano e ordinamento dell’Unione Europea

• Natura e caratteri dell’ordinamento

Dalla Comunità europee all’Unione europea

Il manifesto del Movimento federalista europeo (1941)

Il Consiglio d’Europa (1948)

Trattato di Parigi (18 Aprile 1951)

Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA)

Trattato di Roma (25 marzo 1957) (TCE)

Comunità economica europea (CEE), Comunità europea dell’energia atomica CEEA o (Euroatom): 3 comunità

con Parlamento, consiglio dei Ministri e Corte di giustizia distinti

Trattato di Bruxelles (1965)

Fusione degli organi istituzionali, con un esecutivo ed un bilancio unico.

Prevalenza della CEE quale comunità non settoriale

Progressi CEE:

1. estensione competenze anche per via giurisprudenziale

2. risorse proprie

3. Estensione decisioni a maggioranza qualificata e non unanimità

4. Consiglio europeo dal 1974; Parlamento elettivo dal 1979

5. Sistema monetario europeo (Sme) nel 1979 per arginare discussione monetario

I trattati europei

Atto unico europeo (1986)

Il termine previsto per l'entrata in vigore del mercato unico evidenziò l'esigenza di conferire alla Comunità

Europea poteri decisionali più ampi, indispensabili per affrontare e risolvere tutte le questioni riguardanti

l'eliminazione delle barriere doganali; fino a quel momento, infatti, le decisioni del Consiglio dei ministri

dovevano essere approvate all'unanimità dai suoi membri, ciascuno dei quali poteva dunque rallentare il processo

decisionale esercitando il proprio diritto di veto. Con l'Atto unico europeo, entrato in vigore nel 1987, furono

dunque definite alcune importanti modifiche nella struttura della comunità, tra cui l'introduzione di un sistema di

votazione a maggioranza in grado di contribuire all'accelerazione del processo di realizzazione del mercato unico,

e furono apportati anche considerevoli cambiamenti: il Consiglio europeo entrò formalmente a far parte delle

istituzioni comunitarie, i poteri decisionali del Parlamento europeo furono ampliati e venne istituito un Tribunale

di primo grado, destinato a occuparsi dei ricorsi contro la normativa comunitaria presentati da individui,

organizzazioni o società. Gli stati membri concordarono inoltre l'adozione di politiche comuni in diversi settori,

dalla politica fiscale a quella occupazionale, dall'assistenza sanitaria alla tutela ambientale e decisero di allineare

il più possibile la propria politica economica e monetaria a quella dei paesi confinanti.

Trattato di Maastricht (1992)

Accordo, il cui nome ufficiale è “Trattato sull’Unione Europea”, firmato il 7 febbraio 1992 dai dodici capi di

governo della Comunità Europea. L’atto costituì un’importante fase del processo di integrazione politica ed

economica avviato nel 1957 con il Trattato di Roma e la costituzione della Comunità economica europea.

Il trattato di Maastricht stabilì infatti i criteri per la trasformazione della Comunità Europea in Unione Europea e

la creazione di un’Unione monetaria europea, basata su un’unica autorità monetaria (Banca centrale europea) e

sulla circolazione di un’unica moneta, alla quale il Consiglio europeo di Madrid del 1995 attribuì il nome di

“euro”.

Il trattato conferì inoltre all’Unione Europea prerogative che travalicavano l’ambito economico e definivano le

modalità per una comune politica estera e di sicurezza (PESC), per una cooperazione nel campo della giustizia e

degli affari interni, ma anche per una completa eliminazione delle frontiere all’interno dell’Unione (vedi Accordo

di Schengen) e per l’allargamento di questa agli stati dell’Europa orientale e del bacino del Mediterraneo.

Trattato di Amsterdam (1997)

I problemi dell’occupazione, della sicurezza e libertà dei cittadini, e della giustizia furono posti alla base del

trattato di Amsterdam, firmato nell’ottobre 1997 ed entrato in vigore nel maggio 1999, dopo la ratifica di tutti gli

stati membri. Nel dicembre dello stesso anno il Consiglio Europeo avviò i negoziati con alcuni dei paesi candidati

all’ingresso nell’UE.

Trattato di Nizza (2001)

Con la riunione del Consiglio Europeo a Nizza nel dicembre 2000 e con il successivo Trattato di Nizza del

febbraio 2001, si ebbe un’importantissima svolta nella storia dell’Unione Europea. Il Trattato era infatti rivolto ad

emendare tutti i precedenti accordi per adattare la struttura e il funzionamento delle istituzioni europee (risalenti

alla fondazione della Comunità Europea) all’ampliamento e, in particolare, per dotarle di maggiori poteri

decisionali ed esecutivi. Il Trattato di Nizza stabilì i criteri di trasformazione dei principali organi istituzionali

dell’Unione: il Parlamento, il Consiglio, la Commissione, la Corte di giustizia, la Corte dei conti, il Comitato

economico e sociale e il Comitato delle regioni (tutti destinati a cambiare per numero di membri e funzioni). Al

Trattato venne allegata una “Dichiarazione sul futuro dell’Unione”, rivolta a sollecitare i Parlamenti nazionali, il

mondo politico, economico e accademico, la stessa società civile a intervenire sulle delicate questioni politiche,

economiche e sociali sollevate dall’ampliamento e dalla trasformazione dell’Unione Europea. A Nizza fu infine

proclamata la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”, che costituiva un primo passo verso una vera e propria

Costituzione europea.

Dalla comunità all’unione: gli Stati membri

Dal 1951: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi (6)

• Dal 1973: Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda (9)

• Dal 1981: Grecia (10)

• Dal 1986: Portogallo, Spagna (12)

• Dal 1995: Austria, Finlandia, Svezia (15)

• Dal 1°Maggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia,

• Slovenia, Ungheria (25)

Candidati (4): Bulgaria e Romania (dal 2007), Croazia, Turchia.

I “Pilastri” dell’Unione Europea

Dotata di personalità giuridica unica (ex comunità europee, integrate dalle politiche e forme di cooperazione)

Preambolo

DISPOSIZIONI COMUNI (Titolo I TUE)

U.E. EX COMUNITA’ U.E.: POLITICA ESTERA E DI U.E: COOP.NE DI POLIZIA E

EUROPEE SICUREZZA COMUNE (PESC) GIUDIZIARIA IN MATERIA

PEN.LE

(TCE, TCECA, TCEEA) (Titolo V TUE)

(Titolo II- III- IV TUE) (Titolo VI TUE)

Metodo Comunitario Metodo intergovernativo Metodo intergovernativo

COOPERAZIONE RAFFORZATA (Tit. VII TUE): Europa a più velocità ad esempio Euro (tranne gran

Bretagna , Danimarca, Svezia) DISPOSIZIONI FINALI (Titolo VIII TUE)

Il Primo “Pilastro “: le politiche della comunità europea

Parte terza TCE

Libera circolazione delle merci Politica sociale, istruzione, formazione professionale

• •

e gioventù

Libera circolazione delle persone (visti, asilo,

immigrazione), dei capitali e dei servizi finanziari Cultura

• Sanità pubblica

Politica economica e monetaria •

• Tutela dei consumi

Politica commerciale comune •

• Trasporti

Agricoltura •

• Industria Reti transeuropee

• •

Cooperazione doganale Coesione economica e sociale (politica regionale

• •

tramite fondi strut.li)

Norme comuni sulla concorrenza, sulla fiscalità e

sul riavvicinamento delle legislazioni Ricerca e sviluppo tecnologico

Occupazione (libera circolazione arti, professioni, Ambiente ed energia (aria, suolo, acqua, rifiuti,

• •

mestieri) patrimonio biologico)

Cooperazione allo sviluppo

Il futuro dell’Unione Europea

Non organizzazione internazionale ma:

• Comunità sopranazionale caratterizzata da organi rappresentativi che prendono decisioni anche a

• maggioranza vincolanti gli Stati e le persone facenti parte della Unione

Prospettive future:

a) ordinamento confederale (metodo intergovernativo): federazione di Stati nazione (ossimoro: Procedimento

retorico che consiste nel riunire due termini contraddittori)

b) ordinamento federale (metodo comunitario): Stati Uniti d’Europa in cui la sovranità passa dagli Stati

membri allo Stato centrale

Le istituzioni politiche dell’U.E.

Consiglio europeo (art. I- 21)

Creato nel 1974 ed entrato a far parte della struttura organizzativa comunitaria nel 1987 a seguito dell’entrata in

vigore dell’Atto unico europeo, il Consiglio europeo è formato dai capi di stato o di governo dei paesi membri –

assistiti dai ministri degli Esteri – e dal presidente della Commissione europea. Si riunisce in pratica circa ogni

mese, in composizione diversa a seconda dei temi che deve affrontare: ministro dell’ambiente,

dell’agricoltura…ecc. nei cosiddetti “vertici europei” e ha il compito principale di stabilire l’orientamento politico

dell’Unione.

Attua le politiche dell’Unione in materia di:

a) relazioni estere

b) sicurezza

c) economia e sviluppo

d) adotta decisioni amministrative

e) insieme al Parlamento europeo adotta il bilancio

f) conclude gli accordi internazionali (con l’assenso del Parlamento europeo)

g) nomina i membri della Corte dei conti, del Comitato economico e sociale, del comitato delle regioni

h) garantisce il coordinamento delle politiche economiche e ammette gli stati membri all’euro.

Consiglio dei ministri (art. I- 23)

Il Consiglio dell'Unione Europea, noto anche come Consiglio unico o Consiglio dei ministri, è il principale

organo legislativo. Composto dai rappresentanti degli stati membri, di solito ministri, è affiancato dal comitato dei

rappresentanti permanenti, che ha il compito di preparare i lavori del Consiglio e di eseguire i mandati che

quest'ultimo gli affida. La presidenza del Consiglio è affidata a turno a uno degli stati membri e ha la durata di sei

mesi. L’attività del Consiglio si divide in tre “pilastri”. Il comprende le politiche comunitarie in materia di

primo

agricoltura, trasporti, energia, ambiente, ricerca e sviluppo, per le quali il Consiglio si attiva su proposta della

Commissione. Il “pilastro” comprende la politica estera e la sicurezza; il la giustizia e gli affari

secondo terzo

interni. Su queste materie il Consiglio ha potere di decisione e di iniziativa.

La Commissione europea (art. I- 26)

La Commissione, composta di 25 membri (uno per Stato), è l'organo esecutivo dell'Unione, ma suo è anche il

compito di avanzare le proposte legislative. Essa vigila sulla corretta applicazione dei trattati europei e delle

decisioni adottate in base a essi. In ambito amministrativo la Commissione gestisce i fondi comunitari e gli aiuti

agli altri paesi. La Commissione europea ha un organico di 15.000 persone, di cui un terzo è addetto ai servizi di

traduzione e di interpretazione.

I poteri della Commissione sono in particolare:

a) poteri elusivi di iniziativa

b) potere di vigilanza e controllo- anche segnalazione dei privati- sugli stati membri sull’applicazione del diritto

comunitario

c) gestione ed esecuzione dei finanziamenti comunitari (bilancio)

d) rafforzamento del ruolo del Presidente che nomina e revoca i commissari

e) poteri esecutivi (amministrazione e regolamento) del diritto comunitario

Parlamento europeo (art. I- 20)

Parlamento europeo Organo che rappresenta i popoli dei paesi dell'Unione Europea, eletto a suffragio universale

dal 1979 dai cittadini degli stati membri. Istituito nel 1952 come Assemblea parlamentare per costituire un

elemento di democrazia in seno alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA), fu poi ampliato per

includere la Comunità economica europea (CEE) e l’EURATOM (European Atomic Energy Community),

istituite in base ai trattati di Roma del 1957 e oggi riunite nell'Unione Europea.

La denominazione “Parlamento europeo”, scelta dall'organo stesso, fu formalizzata nel 1987 con l'Atto unico

europeo. Il Parlamento ha sede a Strasburgo, mentre le commissioni e alcune sedute plenarie si svolgono a

Bruxelles; il Segretariato generale ha sede a Lussemburgo.

I seggi, attualmente 626 (nella prima Assemblea parlamentare erano 142), sono distribuiti tra i paesi dell'UE in

proporzione alla popolazione. I parlamentari europei, eletti ogni cinque anni, confluiscono in gruppi politici

transnazionali. Su singoli argomenti formano spesso coalizioni che scavalcano sia le divisioni ideologiche sia

quelle nazionali.

Il ruolo del Parlamento europeo è ridotto a causa del carattere limitato dei suoi poteri nei confronti del Consiglio

dell'UE e della Commissione europea, rispettivamente gli organi legislativo ed esecutivo del sistema dell'Unione.

Ha teoricamente la facoltà di sciogliere la Commissione, ma è improbabile che se ne avvalga per la confusione

istituzionale che l'atto provocherebbe e per la mancanza di controllo del Parlamento sulla designazione dei nuovi

commissari. Condivide, ma in modo diseguale, i poteri in materia di bilancio con il Consiglio dei ministri, in

quanto può respingere il bilancio nel suo complesso ma ha la facoltà di determinare solo una piccola parte delle

spese non obbligatorie. Esercita funzioni di controllo: sul consiglio dei Ministri, sulla Commissione

(interrogazioni, commissioni di inchiesta), sugli organi di politica estera e sicurezza

Prima dell'Atto unico europeo (1986) e del trattato di Maastricht (1992), i poteri legislativi del Parlamento erano

solo di natura consultiva. L'Atto unico ha conferito al Parlamento europeo il diritto di riesame delle deliberazioni

adottate e lo rende partecipe delle decisioni relative ai trattati di ingresso e agli accordi di associazione con paesi

esterni all'UE. Il trattato di Maastricht ha esteso l'ambito delle decisioni congiunte, ha istituito il diritto di veto del

Parlamento su questioni interne come il mercato unico, consente al Parlamento di stimolare la presentazione di

proposte di legge da parte della Commissione.

Benché il Parlamento europeo sia la sola istituzione sovranazionale europea democraticamente eletta e aderisca

rigorosamente al principio di sussidiarietà (in base al quale delega ove possibile l'autorità alle istituzioni locali

competenti), l'accrescimento dei suoi poteri è stato e continuerà a essere molto lento perché potrebbe interferire

con la sovranità degli stati membri e non può avvenire se non con il consenso unanime di questi ultimi.

Rapporto parlamento europeo- commissione

Nomina dei membri della Commissione

Consiglio europeo Parlamento europeo Consiglio Parlamento Consiglio

europeo europeo europeo

Designazione a Approvazione a (di comune Approvazione Nomina del

maggioranza del maggioranza assoluta accordo con a maggioranza presidente e

Presidente della del presidente il presiedente assoluta della degli altri

commissione designato designato) Commissione membri della

Designato commissione

degli altri

membri della

commissione

Revoca dei membri della Commissione

Mozione di censura a maggioranza dei 2/3 ei voti espressi purché rappresentino la maggioranza dei componenti

Parlamento europeo commissione

I procedimenti di formazione della legislazione europea

COMMISSIONE

Iniziativa legislativa PARLAMENTO

CONSIGLIO EUROPEO

Procedura di codecisione (artt.I- 34 e III- 396) come “procedura legislativa ordinaria”, anche tramite Comitato i

conciliazione.

Procedura di cooperazione ( art. III- 183): obbligo d’umanità per discostarsi da quanto approvato dal

Parlamento europeo: materia economica e monetaria.

Procedura di consultazione (es. art. I- 54): parere obbligatorio ma non vincolante in materia delicate: ad es.

fisco, politica industriale, concorrenza, agricoltura.

Le istituzioni giudiziaria dell’U.E.: la Corte di giustizia (art. I- 29) (Lussemburgo)

25 giudici + 8 avvocati generali nominati dai governi o dagli Stati membri

“assicura il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione della Costituzione”

• Giudica le controversie tra:

a) istituzioni comunitarie

b) Stati membri

c) Comunità e stati membri (infrazioni sanzionate in denaro)

d) Comunità e persone fisiche o giuridiche riguardanti: 1. L’adempimento degli obblighi comunitari; 2. la

legittimità delle leggi e delle leggi quadro europee e degli atti delle istituzioni europee rispetto ai trattati

(Corte Costituzionale)

Si pronunzia in via pregiudiziale, su richiesta dei tribunali nazionali:

a) sull’interpretazione del diritto comunitario per garantire l’esatta osservanza e l’uniforme

applicazione (come Cassazione)

b) sulla legittimità del diritto comunitario derivato rispetto ai trattati su istanza dei tribunali nazionali

(come Corte costituzionale)

Le istituzioni giudiziaria dell’U.E.: il Tribunale di primo grado

Tribunale di primo grado> composto da 25 giudici. Dal 1989 giudica:

a) su ricorsi di privati (non Stati o istituzioni) contro atti comunitari;

b) sulle controversie tra Comunità e propri funzionari

decisioni impugnate dinanzi alla Corte di giustizia solo per motivi di legittimità

Corte dei conti> un membro per stato nominati dal consiglio

Organo di controllo contabile su entrate e spese dell’Unione

Le fonti derivate (art. I- 33)

LA LEGE EUROPEA (ex Regolamento)

Atto legislativo di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in

• ciascuno degli stati membri.

LA LEGGE QUADRO EUROPEA (ex Direttiva)

Atto legislativo che “vincola gli stati membri destinati per quanto riguarda il risultato da raggiungere,

• salva restando la competenza degli organi nazioni in merito alla scelta della forma e dei mezzi”.

qualora dettagliate, in catodi inadempienza statele o se riguardanti persone fisiche o

Selft- executing,

• giuridiche.

REGOLAMENTO EUROPEO

Atto non legislativo di portata generale volto all’attuazione degli atti legislativi e di talune disposizioni

• della Costituzione:

- obbligatorio e direttamente applicabile in tutte le sue parti

- vincolante solo nel risultato

Le fonti derivate (art. I- 33) “per una

L’ordinamento dell’unione europea si fonda prima di tutto sui TRATTATI, i quali sono stati conclusi

durata illimitata” fonti originarie

(art. 51 TUE) e costituiscono le c.d. o primarie del diritto comunitario; e poi

sul complesso di norme adottate sulla base dei trattati, seguendo il procedimento di produzione fissato nel TCE.

fonti derivate

Sono queste norme c.d. le quali, ovviamente, devono essere compatibili coi trattati sia sotto il

profilo sia sotto il profilo hanno, dunque, rispetto ai trattati, carattere secondario.

formale sostanziale: REGOLAMENTO

Atto di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli

• Stati membri DIRETTIVA

Atto che vincola lo stato membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la

• competenza degli organi nazionali in merito alla forma ed ai mezzi.

DECISIONI

Atto non legislativo obbligatorio in tutti i suoi elementi per i suoi destinatari da esso indicati (quote latte)

• RACCOMANDAZIONI E PARERI

Atti non vincolanti, hanno valenza di indirizzo ma non fanno scorgere nel destinatario diritti o obblighi

• (diverso dal parere conforme obbligatorio e vincolante)

Ordinamento italiano e ordinamento dell’U.E.

11 Cost.

“Art.

“L’Italia (…) consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un

ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni* ; promuove e favorisce le organizzazioni

internazionali rivolte a tale scopo.”

*la Corte costituzionale , a partire dalla sentenza n. 183 del 1973, ha ritenuto che questa proposizione costituisce il

fondamento della partecipazione dell’Italia al sistema delle comunità europee, legittimando così tutte le conseguenti

limitazioni di sovranità e le deroghe ed altre norme costituzionali.

Quale fondamento costituzionale della partecipazione dell’Italia all’Unione europea e delle conseguenti

• limitazioni di sovranità in materia legislativa (in ammissioni tramite semplice art. 80 cost.*), senza ricorso

alla procedura di revisione costituzionale, seguita in altri paesi (corte Cost. 14/1964)

Unica eccezione: principi costituzionali fondamentali e diritti inviolabili (guerra): impugnazione dinanzi

• alla Corte non dell’atto comunitario (fonte fatto) ma dell’ordine d’esecuzione del TUE.

*Art. 80.

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o

regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

I rapporti tra regolamenti comunitari/ direttive self- esecutive e norme interne

I fase: criterio cronologico: atti equiparati con prevalenza cronologica (Corte cost. 14/1964): possibile

• abrogazione diritto comunitario

II fase: criterio cronologico: prevalenza del regolamento comunitario sulla fonte interna dichiarata

• costituzionalmente illegittima per violazione indiretta dell’art. 11Cost. (Corte cost. 232/1975)

III fase: criterio della competenza: primato del regolamento comunitario sulla fonte interna difforme,

• anche successiva, tramite la non- applicazione di questa ultima da parte del giudice comune, senza

bisogno di ricorrere alla Corte in via incidentale ma semplicemente in via d’azione (Corte cost. 170/1984)

Ordinamento italiano e ordinamento dell’U.E.

La partecipazione degli organi costituzionali italiani al diritto comunitario.

a) nella sua formazione (c.d. fase ascendente): ruolo del parlamento

b) nella sua attuazione (c.d. fase discendente):

1) la c.d. legge comunitaria (c.d. legge La Pergola)

2) regolamenti comunitari

3) fonti regionali (art. 117.5 Cost.), pena potere sostitutivo statale (art. 120.2 Cost.)

Es: contrasti fra regolamento europeo e legge interna

La legge comunitaria

“ Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dell’appartenenza dell’Italia alle Comunità

europee- legge comunitari…(anno)”

Recepimento diretto delle direttive tramite disposizioni legislative

• Recepimento indiretto delle direttive tramite allegati.

All. A: elenco delle direttive da attuare con decreti legislativi senza la necessaria acquisizione del parere parlamentare

All. B: elenco delle direttive da attuare con decreti legislativi per i quali è previsto il parere parlamentare

All. C: elenco delle direttive da attuare con regolamenti di delegificazione

5 LE FONDI DEL DIRITTO

Fonti del diritto Insieme dei fatti (gli eventi naturali o sociali) e degli atti (le attività umane consapevoli e volute) ritenuti

idonei a produrre diritto nell'ordinamento giuridico di cui fanno parte.

L'ordinamento giuridico italiano dispone di una varietà di fonti ordinate in base alla diversa efficacia normativa loro

attribuita e disposte secondo un criterio gerarchico; la norma di grado superiore può modificare o annullare quella di grado

inferiore ma non può essere modificata o annullata da questa. Le principali fonti del diritto italiano sono, secondo questo

ordine: la Costituzione, le leggi ordinarie dello stato, i decreti legge, i decreti legislativi, i regolamenti, le consuetudini. A

queste vanno aggiunte le fonti non statali: la normativa comunitaria, il referendum abrogativo, i contratti di lavoro collettivi,

gli statuti e le leggi delle regioni, i regolamenti regionali, provinciali e comunali.

Le fonti del diritto: definizioni

Fonti del diritto

“gli atti o i fatti che l’ordinamento abilita a produrre norme giuridiche”

Fonti di produzione (la produzione del diritto)

“gli atti o i fatti ai quali l’ordinamento attribuisce la capacità di produrre norme giuridiche che esso riconosce

come proprie”

Fonti sulla produzione (come si produce il diritto)

“le norme che disciplinano i modi di produzione del diritto oggettivo, individuando i soggetti titolari di potere

normativo, i procedimenti di formazione, gli atti prodotti (es. artt. 10, 70, 75, 738 Cost; I. 400/1988)

Le fonti del diritto: definizioni

Fonti atto o atti normativi

Manifestazioni di volontà espresse da un organo dello Stato o da altro ente legittimato dalla Costituzione che

trovano di regola la loro formulazione in un testo normativo (sempre fonti scritte) cui l’ordinamento attribuisce

l’idoneità di porre in essere norme giuridiche.

Es. legge, costituzione, regolamento

Fonti fatto o fatti normativi

Comportamenti oggettivi (fonti non scritte) o atti di produzione giuridica esterni al nostro ordinamento che sono

considerati come fatti (fonti esterne) da cui discendono norme vincolanti.

Es. consuetudini, fonti comunitarie

La consuetudine

Fonte di diritto consistente nella ripetizione di dati comportamenti col convincimento che essi rispondano a un

obbligo giuridico.

Situazione complessiva risultante dalla ripetizione dei comportamenti e dalla loro valutazione sociale

• (di stampo civilista)

Requisiti:

a) comportamento socialmente uniforme diffuso nel tempo (usus o diuturnitas): elemento materiale

b) comportamento collettivo dell’obbligatorietà di un determinato comportamento (opinio iurus ac

elemento spirituale (es. il cognome del padre

necessitatis= opinione che si stia seguendo la cosa giusta):

viene messo ai figli in maniera consuetudinaria, anche se non vi è alcuna legge)

Norma senza disposizione

• Pubblicazione non necessaria in apposite raccolte generali tenute dal Ministero dell’industria e dalle

• camere di commercio.

Importanti negli ordinamenti di residuali in quelli di (materia contrattuale,

common law; civil law

• commerciale, bancaria)

La consuetudine costituzionale come obbligo giuridico

• Le convenzioni costituzionali: accordo tra le forze politiche vincolante sotto il profilo politico ma non

• giuridico.

CONSUETUDINI

In fondo alla scala gerarchica delle fonti di produzione del diritto si trovano la consuetudine e gli usi. In quanto fonte non

scritta né prodotta da organi atti a legiferare, ma derivante dalla reiterazione costante nel tempo di determinati

comportamenti che vengono comunemente considerati conformi al diritto vigente, la consuetudine assume una posizione di

totale subordinazione rispetto alle altre fonti di produzione del diritto.

La rilevanza giuridica della qualificazione di un atto come fonte del diritto

Inderogabilità

• Esatta ed uniforme interpretazione (Cassazione

• Presunzione di conoscenza:

a) nel giudice (iura del diritto)

novit curia=conoscenza

b) nel cittadino (ignorantia legis non excusat)

c) pubblicità, proprio perché devono essere note vengono pubblicate (gazzetta ufficiale, decreti legge…)

La pubblicazione delle fonti

Gazzetta ufficiale della repubblica Italiana

serie generale (leggi ealtri atti normativi, atti degli organi costituzionali; decreti preeesidenziali; decreti,

• delibere e ordinanze ministeriali; decreti e delibere di altre autorità)

Corte costituzionale (sentenze e ordinanze della Corte)

• Comunità europee 8regolamenti e direttive)

• Regioni (leggi e regolamenti regionali)

Leggi e altri atti normativi (decreti- legge, decreti legislativi, regolamenti)

la presente legge (o il presente decreto), munita del sigillo dello stato, sarà inserità nella raccolta ufficiale degli

atti normativi della repubblica Italiana. E’ un fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e di farla osservare come

legge dello Stato. Costituzione

Leggi di revisione costituzionale, legge costituzionale

(fonte sulle fonti)

Fonti primaria a carattere “chiuso”

(forza di legge: legge, atti normativi del Governo, referendum- previsti solo in costituzione)

Fonti secondarie a carattere “aperto”

(principio di legalità-fonti fatto)

COSTITUZIONE

La Costituzione italiana racchiude i principi e gli istituti fondamentali in base ai quali è organizzato lo stato italiano. Entrata

in vigore nel 1948, dopo la caduta del fascismo e la proclamazione della repubblica, fu approvata da un'assemblea

costituente eletta dal popolo italiano. Una delle caratteristiche più importanti della nostra Costituzione è la sua rigidità: le

sue disposizioni, infatti, non possono essere modificate con le leggi ordinarie.

Costituzione Costituzione

Leggi Costituzionali (art. 138) Regolamenti parlamentari

(compito di disciplinare le camere)

Leggi ordinarie ed atti aventi forza di (art. 64 Cost.)

legge (artt. 70 ss. e 117 Cost.)

Regolamenti governativi

(artt. 87.5 e 117.6 Cost.)

------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Regioni speciali Regioni ordinarie

Costituzione Costituzione

Statuti speciali Statuti ordinari

adottati con legge (art. 123 cost.)

costituzionale

(art. 116 Cost.)

Leggi regionali Leggi regionali

(artt. 117 e 121 Cost.)

Regolamenti regionali Regolamenti regionali

(artt. 117.6 e 121 Cost.)

------------------------------------------------------------

Le fonti nell’ordinamento locale

Costituzione

Testo unico ordinamento degli enti locali (art. 117.2 Cost)

Statuti comunali e provinciali

Regolamenti comunali e provinciali (subordinati alle leggi statali e regionali relative alla materia oggetto di

disciplina regolamentare)

Come risolvere le antinomie normative

Il criterio gerarchico: la sovraordinazione o sott’ordinazione delle fonti

La norma gerarchicamente superiore prevale su quella inferiore (lex superior derogat legi inferiori)

• Effetto: annullamento della norma invalida -da ora- (sui c.d. rapporti pendenti)

ex tunc

>della legge illegittima rispetto alla Costituzione

>del regolamento rispetto alla legge

Specialità delle fonti

Criterio di competenza> invalidità e annullamento della norma incompetente

Come risolvere le antinomie normative

Il criterio cronologico: la successione delle fonti nel tempo

La legge successiva abroga quella precedente (lex posterior derogat priori)

• Effetto: abrogazione dell’efficacia della norma predente che permane per il passato

ex nuc

• Il criterio cronologico:

• a) Opera tra fonti di pari grado (legge/legge)

b) Non opera tra fonti distinte per competenza (legge/reg. parl.)

c) Tra fonti gerarchicamente distinte la norma superiore prevale sempre su quella inferiore, tranne che

questa ultima sia di dettaglio rispetto alla prima di principio (ad es. riforma sanitaria non abroga

reg. sanitari, eventualmente annullati dal giudice)

Il principio di retroattività, costituzionalizzato solo per le norme penali di sfavore (art. 25.2 Cost.) e non

• favore

(Es.: “per chi bestemmia vi è il carcere, legge del 2000” “la legge per la bestemmia viene annullata nel 2005”. Se si

ha bestemmiato nel 98 si va in carcere. Dopo il 2005 si viene scarcerati. NO AL CONTRARIO)

Come risolvere le antinomie normative

Il criterio cronologico: la successione delle fonti nel tempo

L’abrogazione:

• - ad opera del legislatore valida era omnes

- ad opera del giudice valida inter partes:

a) implicita (di singolo norme) per incompatibilità

b) tacita (di legge) per nuova disciplina dell’intera materia

la clausola di abrogazione espressa come eccezione al criterio cronologico

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------

LEGGI

Le leggi ordinarie dello stato vengono approvate dal Parlamento e promulgate dal presidente della Repubblica

secondo una procedura piuttosto complessa prevista dalla Costituzione. Una legge ordinaria dello stato non può

in nessun caso derogare una norma costituzionale, né tanto meno contenere delle disposizioni che siano in

qualche modo contrarie o comunque non in armonia con la Costituzione. A garanzia di questo è stato istituito un

organo, la Corte Costituzionale, finalizzato al controllo della legittimità costituzionale delle leggi ordinarie dello

stato e degli atti aventi forza di legge. Qualora la Corte Costituzionale rilevi l'illegittimità costituzionale di una

disposizione, quest'ultima cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. La

legge ordinaria ha la facoltà di modificare o eventualmente abrogare qualsiasi atto non avente forza di legge, e

può essere abrogata da una legge successiva che espressamente preveda la sua abrogazione, oppure che

disciplini compiutamente l'intera materia.

DECRETI

Stesso valore della legge dello stato hanno i decreti legge e i decreti legislativi: i primi sono provvedimenti a

carattere provvisorio aventi forza di legge emessi in casi straordinari di necessità e d'urgenza dal governo, il

quale deve presentarli alle camere il giorno stesso della loro emissione per la loro conversione, pena la

decadenza qualora entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale non vengano convertiti

in legge dalle camere. I decreti legislativi sono provvedimenti emessi dal governo in base a una delega

concessagli dal Parlamento e hanno efficacia e forza di legge (come se fossero emanati dal Parlamento) purché

nel legiferare il governo rispetti i limiti posti nella delega.

REGOLAMENTI

In posizione subordinata rispetto alle leggi e agli atti aventi forza di legge ci sono i regolamenti del governo o di

qualche altra autorità. Un regolamento può immettere nuove norme nell'ordinamento nella misura in cui esse

non siano in contrasto con le leggi ordinarie e con gli atti aventi forza di legge. Il sistema gerarchico delle fonti di

produzione del diritto non esclude però che, in casi particolari, volti soprattutto a risolvere questioni pratiche, si

possa derogare a tale principio. 6 I DIRITTI FONDAMENTALI

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (1789)

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino Manifesto rivoluzionario adottato il 26 agosto del 1789

dall'Assemblea nazionale francese e posto come preambolo alla nuova Costituzione del 1791. La Déclaration des

elencava i diritti di cui "tutti gli uomini" erano da considerare dotati in modo

droits de l'homme et du citoyen

inalienabile, negando il diritto divino dei re che era alla base dell'assolutismo.

I diritti inalienabili comprendevano la partecipazione, tramite rappresentanti, alla produzione delle leggi,

l'uguaglianza di fronte alla legge, un regime fiscale equo, la difesa della proprietà privata da atti arbitrari dello

stato, la libertà di religione, di parola e di stampa, la tutela da arresti e condanne arbitrarie.

Alcuni storici scorgono nel documento l'influenza della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America

e delle carte di diritti inclusi nelle costituzioni di alcuni stati americani, altri lo fanno risalire invece ai principi

giuridici democratici inglesi. Altri ancora vedono nell'enfasi sui diritti individuali l'influsso della dottrina

calvinista sulla libertà di coscienza. Ampiamente diffusa è poi la tesi che la dichiarazione sia anche un frutto delle

idee dell'età dell'Illuminismo.

La Dichiarazione ebbe una grande influenza sul pensiero politico e sulle istituzioni. Fu definita dallo storico Jules

Michelet "il credo della nuova età" e divenne un modello per le dichiarazioni dei diritti politici e civili degli stati

europei del XIX secolo e per la carta dei diritti della Costituzione della Repubblica di Weimar in Germania

(1919-1933).

Le generazioni dei diritti

1. Diritto di prima generazione (diritti civili), libertà negative. Il cittadino rivendica libertà nei confronti

dello Stato

2. Diritti di seconda generazione (diritti politici)

3. Diritti di terza generazione (diritti sociali)

4. Diritti quarta generazione (diritti della persona)

I soggetti giuridici

Capacità giuridica come idoneità di un soggetto ad essere titolare di diritti e di doveri acquisita autonomamente

• a momento della nascita.(art. 1c.c.)

“Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”.

• Reazione al fascismo che privò della cittadinanza gli ebrei e gli oppositori ed impose l’italianizzazione dei

• cognomi.

Tutela del diritto fondamentale di continuare ad appartenere alla comunità politica nonostante la si contrasti.

• Capacità di agire come capacità di compiere atti giuridici (art. 2 c.c.) acquistata con il compimento della

• maggiore età.

Le situazioni giuridiche soggettive

Situazione giuridiche soggettive intese come complesso dei diritti, poteri,obblighi di cui un soggetto può

essere titolare.

Situazioni giuridiche attive o favorevoli tutelate (Potere = possibilità)

in astratto:

a) potere (di accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizione d’uguaglianza

art. 51 Cost.; di adottare un potere Art. 51.

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di

eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari

opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti

alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare

il suo posto di lavoro.

in concreto per via diretta e immediata:

b) libertà e diritti soggettivo

- assoluto: verso tutti (diritti reali, proprietà, o della persona, domicilio)

- relativo: verso alcuni (obbligazioni contrattuali; diritti sociali)

in concreto per la via indiretta e mediata:

c) interesse legittimo che l’autorità o il giudice amministrativo

deve riconoscere come pubblico.

Situazioni giuridiche passive o non favorevoli per soddisfare:

a) interessi generali: doveri cui si è tenuti indipendentemente da un corrispondente diritto altrui (servizio

militare)

b) interessi particolari: obblighi (vs. diritto)

c) interesse propri, soggezioni o oneri (es. prova, tassa universitaria)

La cittadinanza (Legge 5 febbraio 1992, n. 91)

Modalità di acquisto della cittadinanza:

per nascita in base:

a) alla cittadinanza di uno dei genitori (ius sangiunis)

b) alo territorio se nato da genitori entrambi apolidi o ignoti (ius soli)

per estensione (ius : ad es. minore adottato, coniuge straniero di cittadino libero

communicatio)

• per beneficio di legge (militari o impiegati stranieri)

• per naturalizzazione a seguito di prolungata residenza

Modalità di perdita:

per espressa rinuncia (italiano residente in uno Stato estero di cui diveda cittadino)

• di diritto (militari o impiegati in Stato estero- ambasciatori…-)

La condizione straniera dello straniero

Regolata per legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali ( art. 10.2 Cost.) (riserva di legge

• rinforzata) Art. 10.2 =La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei

trattati internazionali.

Gode dei diritti inviolabili della persona umana (art. 2 cost; d. Igs. 286/1998)

• In quanto lavoratore regolarmente soggiornante, ha gli stessi diritti dei cittadini.

• Lo straniero. Al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite

• dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite

dalla legge( art. 10.3 Cost.= Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà

democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le

condizioni stabilite dalla legge)

- diritto di asilo sulla base delle condizioni oggettive del paese di provenienza

- diritto di rifugio politico in base a persecuzioni personali

La condizione straniera dello straniero

divieto di estradizione per motivi politici (art. 10.4 Cost. =

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per

• o in caso di condanna a morte, tranne nei casi di genocidio (es. gerarchi nazisti)

reati politici.)

Diritto di tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art. 24 Cost. = Tutti possono agire in giudizio per la

• tutela dei propri diritti e interessi legittimi.- La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.-

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.- La

legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Superamento della clausola di reciprocità (art. 16 c.c.)

• Per il resto legittimo trattamento differenziato

• Lo straniero gode dei diritti umani.

• Se diventa cittadino dello stato gode dei diritti e degli obblighi dello Stato.

D.Igs. 286/1998 T.U. su Immigrazione e stranieri come integrato dalla legge 189/2002 (c.d. Bossi- Fini)

Ingresso e soggiorno nel territorio dello stato.

• - Visto di ingresso rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche del nostro stato.

• Permesso di soggiorno limitato rilascito a seguito della stipula del contratto di soggiorno per motivi di

• lavoro e dopo la sottoposizione “a rilievi fotodattiloscopici”( rilascio DNA, impronte digitali, per

sicurezza internazionali)

Espulsione (divieto dal respingimento alla confine) impugnabile dinanzi al giudice ordinario

• - amministrativa, previa convalida del giudice di pace (ingresso irregolare)

- a titolo di misura di sicurezza o sanzione sostitutiva da parte del giudice.

- Per motivi di ordine pubblico o sicurezza disposta dal Ministro dell’interno.

L’art. 2 della Costituzione Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali

ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,

economica e sociale.

L’art. 2 Cost. nel panorama storico delle dichiarazioni dei diritti (dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo

• e del cittadino – 1789- al trattato costituzionale europeo del 2004)

I tre principi:

a) personalità: diritti inviolabili dell’uomo;

b) pluralista: le formazioni sociali

c) solidarista: i doveri inderogabili di solidarietà

Valore programmatico e valore normativo dell’art.2 Cost. in relazione al problema del c.d. preambolo alla

• Costituzione

L’art. 2 della Costituzione Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali

ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,

economica e sociale.

Il collegamento tra l’art. 2 Cost. egli altri articoli

a) 1 cost.: eplicitazione del principio democratico

b) 3 cost.: finalizza il principio di uguaglianza

c) 4 Cost.: il lavoro come strumento di realizzazione della personalità

L’art. 2 della Costituzione: il principio personalista

Repubblica dell’uomo…”

“la riconosce e garantisce i diritti inviolabili

• il riconoscimento dei diritti inviolabili da parte dell’intera Repubblica, intesa come insieme dei poteri

• pubblici e privati (collettività, stato sociale)

l’uomo come strumento destinatario della norma:

a) non più l’uomo in funzione dello Stato ma lo Stato in funzione dell’uomo

b) non solo i cittadini ma anche gli stranieri e gli apolidi, salvo trattamento differenziato nell’interesse dello

stato

Il principio personalista i diritti inviolabili

“la Repubblica riconosce e garantisce dell’uomo…”

in quanto inviolabili tali diritti sono:

a) assoluti perché tutelati erga omnes

b) inalienabili

c) imprescrittibili

d) irrinunciabili e indispensabili

quali soni i diritti inviolabili dell’uomo? Solo i diritti espressamente garantiti dall’ordinamento o tutti i

• diritti connessi alla dignità umana? Catalogo chiuso o aperto? Positivismo o Giusnaturalismo?

Il principio personalista

riconosce garantisce

“la Repubblica e i diritti inviolabili dell’uomo…”

la concezione GIUSNATURALISTA; i diritti inviolabili preesistono all’ordinamento, il quale

• semplicemente li riconosce (catalogo aperto)

la concezione POSITIVISTA; i diritti inviolabili in quanto garantiti dall’ordinamento (catalogo chiuso)

• a) interpretazione restrittiva: inviolabili sono solo i diritti espressamente qualificati tali dalla Costituzione

• (artt. 13,14,15 e 24 Cost)

b) interpretazione letterale: inviolabili sono tutti i diritti fondamentali previsti in Costituzione (civili,

• politici, socili, della personalità)

Il principio personalista

riconosce garantisce

“la Repubblica e i diritti inviolabili dell’uomo…”

c) interpretazione estensiva: il “riconoscimento permette di considerare diritti costituzionali inviolabili tutti i

diritti connessi alla dignità umana ricavabili:

– dall’interpretazione dinamica ed estensiva (e non statica e restrinsiva) dei diritti costituzionali (es. abitazione)

– dalle disposizioni contenute nelle dichiarazioni internazionali che, sebbene recepite con mera legge ordinaria,

non sono abrogabili (Corte cost. 388/1999)

il nucleo essenziale dei diritti inviolabili come limite al potere costitutivo di revisione costituzionale.

Il principio personalista

Dottrina etico-politica che asserisce il primato dei valori spirituali della persona.

• inviolabili

“la Repubblica riconosce e garantisce i diritti dell’uomo…”

limiti dei diritti inviolabili:

a) generale: il divieto di utilizzare i diritti a fini discriminatori Art. 3 Cost. = Tutti i cittadini hanno pari dignità

sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di

condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e

l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

b)specifici: posti in costituzione o con rinvio alla legge

I diritti della personalità ex art. 2 Cost.

a) diritto alla vita:

- prima della nascita: tutela del concepito (aborto, fecondazione assistita)

dopo la nascita (divieto pena di morte, art. 27 Cost.=

- La responsabilità penale è personale.

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere

alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle

leggi militari di guerra.

b) Diritto all’integrità fisica (divieto atti lesivi del proprio corpo art 5 c.c. ) e morale (ingiuria,

diffamazione)

c) Diritto all’onore.

d) Diritto all’identità personale ed al libero orientamento sessuale (diritto alla rettifica; diritto

al mutamento sessuale)

e) Diritto alla riservatezza (diritto alla privacy) all’accesso e all’autodeterminazione informat.

f) Diritto all’obiezione di coscienza (artt. 16 e 21 Cost.)

g) Diritto del minore ed essere inserito in una famiglia

h) Diritto all’abitazione

Il principio pluralista Art. 2. sia nelle formazioni sociali

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo

ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,

economica e sociale.

Dottrina politica che riconosce la pluralità delle varie componenti sociali, politiche, culturali e sim. e sostiene

• il loro diritto ad esprimersi ed organizzarsi autonomamente

Il pluralismo sociale condizione del pluralismo istituzionale, il soggetto non è solo un semplice

• individuo, ma può anche aggregarsi (partiti politici, sindacati, etc.)

La tutela dei diritti nelle e dalle formazioni sociali

• I diritti inviolabili delle formazioni sociali.

• I limiti esterni posti alle formazioni sociali.

• Clausola aperta e non limitata alle sole formazioni sociali previste in Costituzione (famiglia, scuola,

• sindacati, partiti)

Il principio solidarista Art. 2.

La Repubblica […] richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

La simmetria tra diritti inviolabili e doveri inderogabili di solidarietà

• Numero chiuso o clausola aperta?

• I singoli doveri:

A) di fedeltà alla Repubblica (non funzionalizzato) art 54 Cost. = Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla

Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di

adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

B) di difesa della patria Art 52 Cost= La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di

lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.

L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

C) di svolgere un lavoro socialmente utile, art. 4 Cost.= La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e

promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che

concorra al progresso materiale o spirituale della società.

D) di voto Art 48= Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura

l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel

numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di

indegnità morale indicati dalla legge.

E) di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio, art. 30Cost.= È dovere e diritto dei

genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della

famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

F) di prestazioni(Contenuto dell'obbligazione costituito dal contegno del debitore.) matrimoniali in base alla legge

(art. 23 Cost.= .): la capacità

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge

contributiva ed il criterio di progressività (art. 53.2 Cost.= Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.)

capacità del soggetto di poter contribuire alle spese dello stato, nel momento in cui abbia soddisfatto

Capacità contributiva:

i mie bisogni personali.

aumento delle aliquote. Percentuale da applicarsi alla base imponibile per determinare l'imposta o la tassa

Progressività:

dovuta.

I diritti di libertà dallo Stato (c.d. libertà negative o diritti civili dell’individuo )

Pretesa nei confronti dello Stato affinché non intervenga

1. libertà personale (art. 13 Cost.= La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di

ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato

dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza,

indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che

devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive

quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle

persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione

preventiva.

2. Libertà di domicilio (art. 14 Cost.= Il domicilio è inviolabile.

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo

le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati

da leggi speciali.

3. Libertà di segretezza della corrispondenza (art. 15 Cost.= La libertà e la segretezza della corrispondenza e di

ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato

dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

4. Libertà di circolazione e di soggiorn o (art. 16 Cost.= Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in

qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità

o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

La libertà personale

Art. 13 Cost.

1. la libertà personale è inviolabile

2. è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposta a restrizione di libertà

Soggetto: Tutti (cittadini, stranieri, apolidi)

Oggetto: ogni restrizione della libertà personale

a) le coercizioni ( fisiche interne

Il costringere qlcu. ad agire come non vorrebbe, usando la forza, facendo minacce e sim.)

(c.d. tranne di lieve entità esterne (impronte, foto, accompagnamento coattivo dal giudice

habeas corpus)

(c.d. criterio quantitativo).

b) Le coercizioni non fisiche o morali (art. 13.4 cost. che degradano la dignità sociale della persona

(c.d. criterio qualitativo)

La libertà personale

Art. 13.2 Cost.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione

motivato dell'autorità giudiziaria soli casi e modi previsti dalla

della libertà personale, se non per atto e nei

legge.

Garanzie :

a) illegittimità degli atti non statali lesivi della libertà personale

b) riserva assoluta di legge: nei soli casi (reati – presupposti misure di sicurezza) e modi (codice di

procedura penale) da essa previsti: i limiti sostanziali alla penalizzazione (riserva rinforzata)

c) riserva di giurisdizione

(Funzione di amministrare la giustizia assicurando l'attuazione della legge nei casi

concreti.)

d) motivazione dell’atto limitativo (art. 111.6 Cost. = Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

e) Ricorso al tribunale della libertà per riesame ovvero in Cassazione per violazione di legge( art. 111.6 )

La libertà personale

Art. 13.3 Cost.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, pubblica

l'autorità di

sicurezza comunicati entro quarantotto ore

può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere

all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e

restano privi di ogni effetto.

Intervento eccezionale dell’autorità di pubblica sicurezza ulteriormente limitato

a) tassatività casi di eccezionale necessità ed urgenza (arresto in flagranza da parte della polizia giudiziaria

da parte del pubblico ministero)

b) comunicazione entro 48 ore all’autorità giudiziaria e convalida di quest’ultima entro le successive 48 ore.

La libertà personale

Art. 25.3 Cost.

Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Le misure di sicurezza (post delictum)

a) adottate nei soli casi tassativamente previsti dalla legge dall’autorità giudiziaria (art. 206 c.p.)

b) per difesa sociale nei confronti di persone la cui pericolosità sociale è desunta alla commissione di un

reato

c) provvedimenti temporanei suscettibili di riesame : riformatorio, ricovero in ospedale psichiatrico, lebrtà

vigilata

La libertà personale

Art. 13.5 Cost. carcerazione preventiva.

La legge stabilisce i limiti massimi della

La carcerazione preventiva o cautelare (custodia cautelare)

a) non più conseguenza di un mandato obbligatorio di cautela

b) ma misura disposta dal giudice per evitare

1. inquinamento delle prove

2. fuga dell’imputato

3. pericolo commissione “gravi delitti”

c)limiti massimi per la legge in relazione alla gravità del reato, in base alla presunzione di non colpevolezza

Art. 27.2 =L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

d)principi di adeguatezza e proporzionalità: misure alternative (arresti domi., cauzione).

La libertà personale

Art. 27.3

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del

condannato.

Restrizione e pene

a) divieto di violenza fisica e morale (art. 13.4 Cost.) o di trattamenti contrari al senso di umanità (art. 27.4

Cost.)

b) il bilanciamento tra prevenzione, restrizione e rieducazione

divieto della pena di morte Art. 27.4 Cost. =

c) Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle

leggi militari di guerra.

d) ragionevole proporzionalità tra reato e pena.

Libertà di circolazione e di soggiorno

Art. 16 Cost.) salvo le

a) ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale,

limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna

ragioni politiche.

restrizione può essere determinata da

b) Ogni cittadino libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Soggetto: tutela costituzionale per i soli cittadini

Oggetto:

1. libertà di circolare e risiedere sul territorio nazionale

2. libertà di espatrio temporaneo o definitivo (diritto al passaporto)

3. divieto di restrizione per motivi politici

Limiti: riserva di legge rinforzata per:

a) motivi di sanità (cordone sanitario);

b) motivi si sicurezza (coprifuoco)

Differenza tra libertà di circolazione e libertà personale: quali provvedimenti limitativi devono essere adottati dal

giudice e quali dal prefetto?

Le misure di prevenzione (ante adottate nei confronti di persone presuntamene considerate

o praeter delictum)

pericolose per la sicurezza pubblica (costituzionali?)

1. abitualmente dediti a traffici delittuosi o che vivono dei loro proventi

2. sovvertitori dell’ordinamento statale

3. neofascisti o ricostruttori del partito fascista

4. stranieri che non dimostrino fonti di sostentamento

provvedimenti di natura:

1. personale (obbligo o divieto di soggiorno, foglio dio via, sorveglianza speciale, obbligo di rimpatrio,

divieto stadio)

2. patrimoniale 8sequestro, confisca, cauzione)

per la dottrina il prefetto può adottare solo le misure “in via generale” e non di

ad personam,

• competenza del giudice ex. Art. 13 Cost.

per la corte così, invece, il perfetto può adottare misure personali nei casi tassativamente previsti

• “in via generale” dalla legge, salvo ricorso all’autorità giudiziaria.

La libertà di domicilio

Art. 14.1 Cost. = il domicilio è inviolabile (diritto della personalità)

Soggetto: persona fisica (stranieri e apolidi compresi) o giuridica

Oggetto:

1. libertà di stabilire il proprio domicilio;

2. libertà di comiere nel proprio domicilio qualunque attività lecita

3. diritto di impedire l’accesso altrui al proprio domicilio

Domicilio: come proiezione spaziale della libertà personale

a) no nozione civile (sede principale affari e interessi)

b) oltre nozione penale (dimora, abitazione, ufficio, albergo)

c) ma nozione costituzionale come ogni luogo da cui, in base ad un titolo giuridico, si abbia il diritto di

eludere altri (tenda, auto, roulotte, bagaglio)

interpretazione estensiva:

a) diritto alla riservatezza

diritto ala casa (art. 47.2 cost. =

b) Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla

proprietà diretta coltivatrice e aldiretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

La libertà di domicilio

Art. 14.2 modi stabiliti dalla

Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e

legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

Garanzie:

a) riserva assoluta i legge

b) riserva di giurisdizione

c) atto motivato ex art. 111.6 Cost.

d) intervento eccezionale della pubblica sicurezza (flagranza di reato, evasione)

La libertà di domicilio

Art. 14.3 Cost. economici e fiscali

Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini

leggi speciali.

sono regolati da

Accertamenti ed ispezioni a fini conoscitivi e non coercitivi (altrimenti soggetti all’art. 13 Cost.):

ammessi solo per:

a) motivi di sanità (ispezioni NAS, ispezioni dei luoghi di lavori ed igieniche)

b) motivi di incolumità pubblica (sicurezza luoghi di lavoro)

c) fini economici e fiscali (verifiche tributarie, Guardia di finanza)

previsti in leggi speciali

• no riserva di giurisdizione (non hanno bisogno del mandato del giudice)

Libertà e segretezza della corrispondenza inviolabili

a) la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono

giudiziaria garanzie

b) la loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato della autorità con le

stabilite dalla legge

Oggetto: libertà – segretezza d’ogni comunicazione riservata tra soggetti determinanti (lettera, telefonata,

telegramma, e-mail)

Limiti: (ad. Es. sequestro, intercettazione , interruzione, solo su mandato del giudice):

a) per atto motivato dell’autorità giudiziaria

b) nei casi previsti dalla legge, al quale li prevede:

1. solo per talune categorie di reati

2. in presenza di gravi indizi di reato

3. assolutamente indispensabili

4. inutilizzabilità delle intercettazioni illecite

I diritti di libertà nello Stato (c.d. libertà positive o diritti politici)

Libertà di riunione art. 17 Cost.= I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.

• Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.

Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per

.

comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica

Libertà di associazione art. 18 Cost.= I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per

• fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante

organizzazioni di carattere militare.

Libertà di religione e di coscienza art. 19 Cost.= Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede

• religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il

culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Libertà di manifestazione del pensiero, diritto all’informazione e libertà della stampa

• art. 21 Cost.= Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro

mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge

sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per

l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il

sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente,

e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro

ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa

periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La

legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Libertà di riunione

Art. 17 Cost. pacificamente e senz'armi.

1. I cittadini hanno diritto di riunirsi preavviso.

2. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto

in luogo pubblico deve essere dato preavviso

3. Delle riunioni alle autorità, che possono vietarle soltanto per

sicurezza o di incolumità pubblica.

comprovati motivi di

Soggetto: solo i cittadini

Oggetto: volontaria compresenza di più persone in uno stesso luogo in un tempo predeterminato e per uno scopo

comune prestabilito- RIUNIONE-. (es. cortei, convegni, precessioni, trattenimenti, spettacoli)

Diverso da:

a) perché manca stabilità e organizzazione

associazione

b) perché non occasionale

assembramento

protezione particolare in determinati luoghi (lavoro, scuola) o circostanze (comizi elettorali senza preavviso)

interesse a : mantenersi riuniti più che a riunirsi in un dato luogo per poter esercitare altre libertà (/di pensiero, di

insegnamento, di culto)

Libertà di riunione

Le riunioni in luogo aperto al pubblico (cioè di accesso volontario o limitato) e in luogo privato senza obbligo di

preavviso

Le riunioni in luogo pubblico (cioè di libero accesso):

a) non occorre autorizzazione ma…

b) …obbligo di preavviso tre giorni prima al questore (chiusura strade, servizio d’ordine)

c) possibile divieto o limiti solo per comprovati motivi di sicurezza o d’incolumità pubblica (disordini, si al

gay- pride)

la riunione è un luogo aperto in pubblico e un luogo in cui si deve accedere volontariamente. Si preavviso no

autorizzazione. Ci si può accedere anche senza interesse, es. comizio in piazza)

Limiti: lo scioglimento della riunione

a) in qualunque luogo, se non si svolge in modo pacifico e senz’armi (tranne allontanamento o fermo

soggetti isolati)

b) Per le riunioni in pubblico in caso di mancato preavviso (sacrificio diritto dei partecipanti?)

La libertà di associazione

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli

dalla legge penale.”

Associazione come insieme di soggetti legati da un vincolo permanente che danno vita ad un organizzazione

stabile per il perseguimento di un fine comune di vaia natura

Il diritto di associazione in relazione ai principi personalista (luogo di svolgimento della personalità) e pluralista

ex. Art. 2 cost. (libertà di più associazioni perseguenti uno stesso scopo)

Oggetto:

a) diritto positivo di costituire un’associazione o di associarsi

b) Diritto negativo di non associarsi o di recedere dall’associazione talora subordinato all’interesse pubblico

(ordini professionali, federazioni sportive, consorzi obbligatori)

La libertà di associazione

“I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli

dalla legge penale.”

Le associazioni non devono seguire sempre la costituzione, fin tanto che perseguono i propri scopi

Garanzie:

a) non occorre più autorizzazione

b) corrispondenza tra ciò che non è vietato al singolo e ciò che può perseguirsi in forma associata

(associazione a delinquere)

c) diritto individuale e non funzionale i cui limiti, pertanto, non riguardano i fini ed i valori

costituzionalmente protetti (c.d. democrazia protetta)ma il modo con cui esso è esercitato

- liceità della propaganda antinazionale

- liceità delle associazioni politiche che svolgono attività contraria agli ordinamenti

politici costituiti nello stato (monarchia).

La libertà di associazione

Art.18.2

Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante

organizzazioni di carattere militare.

Le associazioni segrete

a) elementi di segretezza: finalità, soci, attività 8noti invece nei casi delle logge massoniche)

b) interferenza sull’esercizio delle funzioni degli organi costituzionali (P2)

c) scioglimento tramite

- dapprima sentenza passata in giudicato

- poi decreto P.d.C. previa delibera (P2)

le associazioni politiche di carattere militare

a) non che fanno uso delle armi ma organizzate in modo paramilitare( organizzazione del comando in

maniera militare, uso di divise…)

b) che perseguono scopi politici, anche indiretti, con l’uso della violenza o della minaccia (no boy scaut, si

squadre fasciste)

c) divieto di ricostituzione del partito fascista (XII disp. Trans. Fin.)

I diritti ad esprimere,a ricercare, a insegnare

libertà di manifestazione del pensiero, diritto all’informazione e libertà della stampa, art. 21 Cost

• libertà di religione e di coscienza art. 19 Cost.

• libertà dell’arte e della ricerca scientifica art. 33 Cost.= L'arte e la scienza sono libere e libero ne è

• l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse

piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per

l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti

stabiliti dalle leggi dello Stato.

Libertà della scuola e nella scuola art. 33 Cost., diritto all’istruzione e diritto allo studio art. 34= La scuola

• è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che

devono essere attribuite per concorso.

Libertà di manifestazione del pensiero

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro

mezzo di diffusione.

Libertà fondamentale. Condizione essenziale per formare: associazioni, organizzazioni, etc.

La libertà di manifestazione del pensiero come pietra angolare della democrazia pluralista

• Libertà non solo di esprimere ma soprattutto di divulgare il proprio pensiero a una pluralità

• indeterminata di destinatari.

Soggetti: non solo i cittadini ma anche stranieri, formazioni sociali, enti

a) tutela particolare: insindacabilità parlamentare, giudici costituzionali

b) limiti particolari: Capo dello stato, funzionai pubblici, militari, magistrati, appartenenti ai sevizi

segreti tenuti al segreto (giudiziario, militare, di stato)

Libertà di manifestazione del pensiero

Oggetto: tutela amplissima

a) libertà positiva (diritto di autore)

b) libertà negativa (diritto al silenzio, diritto al segreto)

c) diritto non di disporre ma di accedere e costituire mezzi di informazione (art. 41 Cost.= L'iniziativa

economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità

umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere

indirizzata e coordinata a fini sociali.

d) Diritto di informare (cronaca)

e) Diritto ad essere informati (pluralismo delle fonti informative, pluralismo dell’assetto informativo)

Libertà di manifestazione del pensiero

Art. 21.6

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La

legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Il limite esplicito del buon costume

a) non morale corrente ma comune senso del pudore e pubblica decenza

b) limite storico e non assoluto (anticoncezionali, nudo)

c) sanzione penale (reati); misure preventive (nulla osta, censura, divieto minori) e successive (sequestro

stampa, film)

I limiti (comparazioni fra diversi interessi)

- diritto della persona (onore, riservatezza, dignità personale)

- il divieto di discriminazione (art. 3 cost. =

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,

senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e

l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i

lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

- il diritto d’autore

- la sicurezza pubblica (istigazione, apologia( di reato

Discorso in difesa di sé )

La libertà di stampa autorizzazioni preventive o censure

La stampa non può essere soggetta ad precedenti la pubblicazione (art. 21.2

Cost.) (piuttosto deposito copie in prefettura)

sequestro

Si può procedere a per atto motivato dall’autorità giudiziaria art. 21.3 Cost. =

Si può procedere a

• sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa

espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei

responsabili.

a) per determinati reati previsti dalla legge; pubblicazioni oscene, apologia fascismo, violazione diritti autore

b) in caso di omissione dell’indicazione del direttore responsabile, dell’editore e dello stampante

(registrazione per evitare stampa anonima)

In caso di assoluta urgenza sequestro eseguito dalla polizia giudiziaria che devono darne comunicazione al

• giudice entro 24 ore, il quale deve convalidarlo entro le 24 ore successive, pena la revoca (art. 21.4= In tali

casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro

della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai

oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore

successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La libertà di stampa

Art. 21.5= La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento

della stampa periodica.

La disciplina particolare sui giornalisti:

a) ordine professionale (non costituzionale: diritto di non associarsi)

b) diritto di cronaca nel rispetto della verità dei fatti, dell’interesse generalizzato alla loro conoscenza, della

corretta forma espositiva

c) segreto professionale, il giornalista può appellarsi ad esso

d) diritto di rettifica

Il sistema radiotelevisivo

1960: monopolio concessionaria pubblica (RAI) in base alla limitazione delle frequenze e al preminente

• interesse generale

1974 apertura emittenti esterne e quelle locali via cavo ed etere

• 1980: creazione network nazionale tramite “cassettazione”(uso di VHS in tutte le deter. emittenti private)

• 1990: legge 223/1990 (c.d. Mammi) fotografa duopolio televisivo (tetto 25% delle 12 concessioni, quindi

• per ogni privato 2,2 concessioni)

1994: sentenza corte costituzionale sul pluralismo interno al servizio pubblico e esterno con più emiettenti

• private

a) incostituzionalità del tetto del 25%

b) divieto concentrazione imprese Tv ed editoriali

1997: legge 249/1997 (c.d. Maccanico):

a) istituzione Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;

b) divieto positivo dominanti nel sistema delle comunicazioni (tra cui 20% delle 11 reti terrestri) senza

prevedere termine

2002: con sentenza n. 466 la Corte dichiara incostituzionale l’assenza del termine “rete4” via satellite e

• RAI3 senza pubblicità (31 dic. 2003)

2004: legge 112/ 2004 (c.d. Gasparini): istituzione S.I.C. (sistema integrato comunicazioni)limite 20%

• calcolato su tv terrestri e digitali, divieto concentrazioni tv- stampa. 20% non solo per le tv, ma anche per

le radio, giornali ecc.

Il rapporto tra Stato e fenomeno religioso

I due livelli del fenomeno religioso

1. individuale – collettivo (art19= Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi

forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si

tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 20= Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono

essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità

.)

giuridica e ogni forma di attività

2. istituzionale (art. 7= Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non

richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8 = Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non

contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

La libertà religiosa professare liberamente individuale o

Art19= Tutti hanno diritto di la propria fede religiosa in qualsiasi forma,

associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti

buon costume.

contrari al

La libertà religiosa come prima libertà: fondamento costituzionale e internazionale

Collegamento tra art. 19 e artt. 3(uguaglianza), 18 associazione e 21 (pensiero) Cost.

Oggetto:

a) libertà di professare una fede (obiezione di coscienza- tutela della religione- )

b) libertà di propaganda

c) libertà di culto

d) libertà di non credere (giuramento a Dio davanti una corte)

la libertà di religiosa è stata sempre uno dei motivi di contrasto fra le Nazioni. Si ritiene che la libertà di

religione significa dare modo a ciascuno di credere senza imposizione.

Se si pensa durante il fascismo non vi era libertà di religione, ma vi era la religione di stato.

Il limite del buon costume per le confessioni acattoliche:

a) ne ordine pubblico,

b) né ordinamento giuridico,

c) ma morale sessuale corrente (la morale ha evoluzione storica: si veda la concezione del nudo ieri e oggi)

I Principi religiosi si sono sempre più uniti hai principi dello Stato

Libertà di religione vs. diritti fondamentali:

a) Testimoni di Geova (non tollerano le trasfusioni di sangue)

b) Musulmani (diversi usi e costumi)

Il nostro ordinamento fa prevalere i diritti fondamentali

Art. 8.1 Cost.

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

L’eguale libertà delle confessioni religiose davanti alla legge…

• …ma non l’eguaglianza di tutte le religioni davanti alla legge…

• la recente giurisprudenza costituzionale tendente all’eguaglianza fra le religioni tramite il superamento

• della della religione cattolica quale religione della maggioranza dei cittadini.

tutela particolare

a) L’illegittimità costituzionale del reato di vilipendio della religione cattolica (Corte Cost. 508/2000)

Il rapporto tra Stato e chiesa cattolica

Art. 7.1 Cost.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

fase confessionale:

1) la cattolica come religione di stato, mentre gli altri culti erano “tollerati”(art. 1 statuto

albertino)

fase laicista:

2) libera Chiesa in libero stato (Cavour 1861)

la presa di Roma e la legge delle guarentigie

3) (20 settembre 1870) (1871) non accettata dalla chiesa.

Legge emanata dal Parlamento del Regno d'Italia il 13 maggio 1871, che concedeva una serie di

Legge delle guarentigie

garanzie (guarentigie, secondo il lessico dell'epoca) alla Chiesa di Roma, riconoscendo la piena libertà di esercizio dei

poteri spirituali, il possesso papale dei palazzi del Vaticano, del Laterano e della villa di Castelgandolfo e l'inviolabilità

della persona del pontefice. Inoltre assicurava alla Santa Sede una dotazione di 3.225.000 lire, pari a quella di cui fruiva

in precedenza. Nonostante il papa non l'avesse riconosciuta, la legge rimase in vigore fino al 1929, quando i rapporti tra

Stato italiano e Vaticano furono ridefiniti con i Patti lateranensi.

Patto Gentiloni(1913)

4) supera il no expedit di Pio IX

I patti Lateranensi

5) (1929):

- Trattato istituito dallo Stato Città del vaticano

- Convenzione finanziaria

- Concordato

Accordi stipulati l'11 febbraio 1929 per regolamentare le relazioni tra lo Stato italiano e la Santa Sede e porre così fine

Patti lateranensi

alla “questione romana”, che si era aperta nel 1870 con l'annessione dello Stato Pontificio al nuovo Regno d'Italia. Nel 1871, con la

legge delle guarentigie, il governo italiano aveva riconosciuto a papa Pio IX e ai suoi successori il possesso dei palazzi del Vaticano e

del Laterano e il diritto a una rendita annua di 3.250.000 lire come indennizzo per le perdite territoriali subite; il pontefice aveva però

respinto ogni ipotesi di accordo, ritirandosi (imitato dai suoi successori) nella piccola enclave di Città del Vaticano, all'interno di Roma.

I negoziati per la composizione dell'annosa questione si aprirono nel 1926 e si conclusero nel 1929 con la solenne firma apposta ai Patti

lateranensi dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, dal capo del governo Benito Mussolini e (per il papa Pio XI) dal cardinale Pietro

Gasparri, segretario di stato pontificio. Gli accordi, che abrogarono la legge delle guarentigie, comprendevano un trattato politico e un

concordato. Con il primo veniva ufficialmente creato lo stato indipendente della Città del Vaticano, sotto la piena sovranità della Santa

Sede; il papa si impegnava a mantenersi neutrale nelle questioni internazionali e ad astenersi dalla mediazione nel caso di conflitti se non

specificamente richiesto da tutte le parti in causa.

Il concordato riconosceva il cattolicesimo religione di stato in Italia, definiva una nuova disciplina del matrimonio e dell'insegnamento

della religione, mentre un'intesa di natura finanziaria accordava alla Santa Sede un compenso monetario di 750 milioni di lire in contanti

e un miliardo in consolidato come risarcimento della perdita del potere temporale avvenuta nel 1870.

Nel secondo dopoguerra, alla nascita della Repubblica italiana, i Patti lateranensi furono inclusi nella Cosituzione (art. 7), nonostante le

discussioni accese e grazie a un voto favorevole del Partito comunista, voto che divise lo schieramento laico. Nel 1984 la Santa Sede,

nella persona del segretario di stato, il cardinale Agostino Casaroli, e il governo italiano, nella persona del presidente del Consiglio

Bettino Craxi, procedettero alla revisione del trattato, con l'innovazione di non considerare più il cattolicesimo religione ufficiale dello

stato italiano.

la costituzione (1948):

6) reciproca indipendenza e sovranità; riconoscimento dei patti Lateranensi.

Art. 7.2

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non

richiedono procedimento di revisione costituzionale.

La necessità di regolare i rapporti tra stato e Chiesa nelle materie di comune interesse (matrimonio,

• assistenza religiosa nei luoghi pubblici)

Natura costituzionale del contenuto dei Patti o del metodo pattizio?

• - non del contenuto altrimenti avremmo norme costituzionali modificabili senza seguire l’iter di

revisione costituzionale

- ma del metodo per cui solo le modifiche unilaterali necessitano del procedimento di revisione

costituzionale

In Italia non vi è tanta separazione tra Stato e religione cattolica. Si può manifestare la propria religione anche al

pubblico. Noi intendiamo il fenomeno religioso come un fenomeno sociale. Differenza della Francia, dove vi è la

massima separazione. Religione fenomeno personale.

Art. 7.2

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non

richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Legge rinforzata sindacabile in riferimento ai principi supremi dell’ordinamento costituzionale (Corte

• Cost. 175/1973)

Le modifiche del Concordato del 18 Febbraio 1984:

a) abolizione della religione di Stato cattolica

b) non indissolubilità del matrimonio

c) non necessità annullamento matrimonio da parte del Tribunale ecclesiastico

d) facoltatività insegnamento religione

Art. 8.1 e 8.2 e 8.3

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non

contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 20.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa

di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni

forma di attività.

La libertà dell’arte e della ricerca scientifica

Art. 33.1

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

La libertà della scienza come specificazione della libertà di manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) ed

• attuazione del principio personalista (art. 2 Cost.) da cui viene a sua volta limitata.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La libertà dell’arte e della ricerca scientifica

Vi sono però limiti alla ricerca scientifica: clonazione riproduttiva vietata, organismi geneticamente modificati, il

problema delle biotecnologie.

La scuola

Art. 33.1

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La libertà di insegnamento nella scuola limitata:

a) non solo dal buon costume

b) ma anche finalità educative (tranne scuole private)

Art. 33.2

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che

devono essere attribuite per concorso.

Art. 33.

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse

piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per

l'abilitazione all'esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti

stabiliti dalle leggi dello Stato.

La famiglia

Art. 29 Cost.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a

garanzia dell'unità familiare.

Art. 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei

membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Pubblico, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente orso di diritto pubblico, Barbera, Fusaro. con riferimento a: ordinamento giuridico e diritto costituzionale, movimento costituzionalista, definizione forma di Stato, Stato liberale, Stato totalitario, l'ordinamento internazionale , ordinamento Unione Europea, Commissione europea, Parlamento europeo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (BARI, BRINDISI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Luchena Giovanni.

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