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L’ abrogazione si ha quando una legge viene sostituita in tutto o in parte da un'altra legge (o

atto avente forza di legge) successiva che interviene a disciplinare la materia con disposizioni

nuove.

In base alla modalità con cui viene attuata, l'abrogazione può essere:

espressa, quando la legge successiva dichiara espressamente che quella precedente è

o abrogata;

tacita, quando la legge successiva interviene nella stessa materia con norme

o incompatibili rispetto a quelle contenute nella legge precedente;

implicita, quando la legge successiva interviene a regolare integralmente una materia

o già disciplinata da leggi precedenti.

In certi casi la legge o atto avente forza di legge può essere abrogata anche per effetto del c.d.

referendum abrogativo.

Referendum abrogativo

Oltre al referendum costituzionale infatti la Costituzione prevede anche il referendum

abrogativo (art. 75 Cost.) con il quale si può eliminare una legge attuando la cosiddetta

“democrazia diretta”.

L’art. 75 stabilisce i limiti al referendum abrogativo: non possono costituire oggetto di

referendum abrogativo le leggi in materia di:

amnistia e indulto;

o tributi;

o bilancio dello Stato;

o trattati internazionali.

o

Il referendum abrogativo può essere richiesto da cinquecentomila elettori, oppure da cinque

Consigli regionali. La richiesta deve essere presentata tra gennaio e settembre ed i quesiti

devono essere formulati in modo chiaro, così da permettere agli elettori di esprimere il loro

consenso.

L’Ufficio centrale per il referendum, istituito presso la Corte di Cassazione, verifica la regolarità

ed il numero necessario delle firme: se il controllo ha esito positivo invia tutto alla Corte

Costituzionale che dovrà esprimere un giudizio di ammissibilità del referendum proposto,

controllando a sua volta se la legge di cui si chiede l’abrogazione può essere oggetto di

referendum e se il quesito è espresso in modo chiaro. Se anche il controllo della Corte

Costituzionale ha esito positivo, la richiesta referendaria passa al Presidente della Repubblica,

che indirà il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

La legge oggetto di referendum abrogativo viene eliminata se ha partecipato alla votazione la

maggioranza degli aventi diritto al voto (quorum costitutivo) e se dai voti validamente espressi

c’è una maggioranza dei SI (quorum deliberativo). L’abrogazione viene comunicata da

Presidente della Repubblica con D.P.R. sulla Gazzetta Ufficiale.

Se invece l’esito è negativo, ovvero la legge non viene abrogata, la comunicazione del risultato

del referendum viene fatta dal Ministro della Giustizia, sempre sulla Gazzetta Ufficiale.

Principio della irretroattività della legge

Generalmente la legge dispone solo per l’avvenire, cioè non ha effetto retroattivo ovvero

interviene a disciplinare i rapporti e le situazioni che si verificano dopo la sua entrata in vigore.

Ciò comporta che il cittadino è tenuto a comportarsi nel modo previsto dalla legge solo dopo la

sua entrata in vigore.

Ogni comportamento precedente all’entrata in vigore della legge, pur potendo essere a questa

contrario, non è normalmente punibile o perseguibile da parte dell’ordinamento giuridico.

Solo in alcuni casi eccezionali di particolare vantaggio per il soggetto la legge può avere effetto

retroattivo, può cioè disciplinare anche situazioni precedenti alla sua entrata in vigore; è il caso

dell'applicazione di una legge penale favorevole al reo, ovvero al soggetto che ha compiuto un

reato in un periodo precedente l'entrata in vigore della legge favorevole.

Modalità di ricerca delle fonti

Nel nostro ordinamento, quasi tutte le fonti del diritto sono fonti scritte, ad eccezione della

consuetudine, unica fonte non scritta (anche se esistono tuttavia delle Raccolte degli usi).

Se il cittadino ha bisogno di ricercare i testi in cui sono contenute le fonti normative in vigore

nell'ordinamento, ha a disposizione diversi strumenti, ma deve tenere ben presente che non

tutto ciò che trova pubblicato in forma scritta corrisponde alla versione ufficiale (o legale) dei

documenti, ovvero a quella astrattamente uguale per tutti.

Occorre tenere distinte le pubblicazioni legali dalle pubblicazioni senza valore legale (di fatto).

Le prime sono quelle che l’ordinamento riconosce espressamente come ufficiali, come ad

esempio la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, le seconde sono tutte le altre, come è il

caso delle riviste giuridiche che pubblicano testi normativi.

Questa distinzione deve essere tenuta ancor più in considerazione quando il cittadino intenda

venire a conoscenza delle fonti normative del nostro ordinamento presenti in Internet.

In questo caso il cittadino, ricercando le fonti normative disponibili on-line, deve prestare

attenzione all’affidabilità del sito che consulta, se non si tratta di siti ufficiali o di siti, che, pur

non essendo ufficiali, godono comunque di un documentato credito.

Qui di seguito vengono elencate le principali pubblicazioni ufficiali o legali disponibili

in versione cartacea tradizionale o on-line.

Per gli atti normativi dello Stato (leggi costituzionali, leggi ordinarie, decreti legge, decreti

legislativi, regolamenti, etc.) la ricerca deve indirizzarsi verso:

la Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana, pubblicazione annuale

o che raccoglie gli atti normativi emanati dagli organi dello Stato nell’anno di riferimento,

non ancora disponibile in rete;

la Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, giornale quasi quotidiano che riporta i

o testi integrali dei vari atti normativi emanati dagli organi dello Stato, secondo le

procedure previste.

La consultazione di questo periodico, oltre che su carta, e quindi rinvenibile in ogni

biblioteca specializzata, è da alcuni anni disponibile anche on-line, all’indirizzo:

http://www.gazzettaufficiale.it/.

Solo i numeri della Gazzetta più recenti sono disponibili gratuitamente. Per la

consultazione dell’archivio occorre invece sottoscrivere un abbonamento.

Fonti del diritto a livello nazionale

on-line

Come già indicato, i testi resi disponibili su web anche da siti parlamentari o dallo stesso

Poligrafico non hanno carattere di ufficialità. Lo stesso dicasi per Norme in Rete, che del resto

funge solo da "portale" e rinvia alla documentazione raccolta e pubblicata dagli editori

telematici pubblici aderenti al progetto.

È allo studio in Italia, l’introduzione di una disposizione normativa che determina il carattere di

ufficialità della pubblicazione su Internet dei testi normativi da parte del Ministero della

Giustizia, sull’esempio di quanto già disposto in Belgio e in Danimarca.

Gazzetta Ufficiale

o Senato - Leggi e progetti di legge

o Camera dei Deputati

o Governo Italiano

o Consiglio di Stato - Ipertesti normativi

o Corte Suprema di Cassazione

o Leggi ambientali

o Ancitel

o Ministero delle Comunicazioni

o Notarlex – Codici

o Ragioneria Generale dello Stato - Contabilità pubblica

o Norme in Rete

o Leggi dalla XIII legislatura

o Servizio di Documentazione Tributaria

o Ministero dell’Economia e delle Finanze

o


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Tesina di Diritto pubblico sulle fonti del diritto con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: le fonti del diritto che si distinguono in fonti di produzione e in fonti di cognizione, il criterio della gerarchia delle fonti, il principio della riserva di legge, il criterio cronologico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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