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Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione - la disciplina delle telecomunicazioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione per l'esame della professoressa Allegri sulla disciplina delle telecomunicazioni. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'influenza della Comunità Europea per la realizzazione del Servizio Universale.

Esame di Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione docente Prof. M. Allegri

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ESTRATTO DOCUMENTO

Altri interventi normativi di recepimento delle direttive comunitarie

La direttiva 90/387 (ONP) è stata recepita con d. lgs.n. 55/1993.

La direttiva 90/388 (liberalizzazione dei servizi) e le successive

direttive che la hanno modificata e integrata sono state recepite

principalmente con:

- d. lgs. n. 103/1995 (e regolamento di attuazione con d.p.r. n.

420/1995);

- d. l. n. 545/1996, convertito in legge n. 650/1996;

- legge n. 249/1997 (Istituzione dell'Autorità per le garanzie

nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni

e radiotelevisivo) e regolamento di attuazione (d.p.r. n.

318/1997).

Il quadro normativo nel complesso (prima del 2002)

Passaggio da un sistema monopolistico ad uno di libera concorrenza.

Vengono quindi aboliti (a partire dal 1° gennaio 1998) tutti i diritti

speciali ed esclusivi nel settore delle tlcm.

Fino al 1° gennaio 1998 la Telecom è l’unica società incaricata di

offrire il servizio universale sul territorio nazionale; poi completa

liberalizzazione.

Abbandono dell’istituto della concessione in favore di autorizzazioni

generali e, in certi casi, licenze individuali (rilasciate dall’Agcom).

Vedi slide successiva.

L’Agcom vigila sul rispetto delle condizioni ed ha poteri sanzionatori.

L’art. 2 del d.p.r. 318/1997 fissa i principi generali (vedi slide

successiva).

CONCESSIONE = provvedimento amministrativo con cui la P.A. conferisce ex

novo posizioni giuridiche attive al destinatario, ampliandone così la sfera giuridica.

Si distingue dall’autorizzazione in quanto non si limita a rimuovere un limite di una

posizione soggettiva preesistente ma attribuisce o trasferisce posizioni o facoltà

nuove al privato.

AUTORIZZAZIONE = provvedimento amministrativo con il quale la P.A. rimuove

un limite posto dalla legge per l'esercizio di un diritto. Con questo provvedimento

non si assegna la titolarità di alcun diritto, ma se ne permette l'esercizio a chi ne è già

titolare.

AUTORIZZAZIONE GENERALE (ex d.p.r. 318/1997) = un'autorizzazione che,

indipendentemente dal fatto di essere regolata da una disciplina per categoria o da

una normativa generale e di prevedere o meno una registrazione, viene ottenuta su

semplice denuncia di inizio attività opera mediante l'applicazione dell'istituto del

silenzio assenso.

LICENZA INDIVIDUALE = un'autorizzazione rilasciata dall'Autorità ad un'impresa

per il conferimento di diritti specifici ovvero per assoggettarla ad obblighi specifici

che, se del caso, si aggiungono a quelli dell'autorizzazione generale; detta impresa

non può esercitare i diritti di cui trattasi in assenza di previo provvedimento

dell'Autorità. I principi generali ex art. 2 del d.p.r. 318/1997

L'installazione, l'esercizio e la fornitura di reti di telecomunicazioni nonché la prestazione

dei servizi ad esse relativi accessibili al pubblico sono attività di preminente interesse

generale, il cui espletamento si fonda:

a ) sulla libera concorrenza e pluralità dei soggetti operatori, nel rispetto dei principi di

obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità;

b ) sul rispetto degli obblighi di fornitura del servizio universale;

c ) sulla tutela degli utenti e sulla loro libertà di scelta tra i servizi forniti dai diversi

operatori;

d ) sull'uso efficiente delle risorse;

e ) sulla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché dei diritti di persone

giuridiche, enti o associazioni, in particolare del diritto alla riservatezza per quanto

riguarda il trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni;

f ) sul rispetto della vigente normativa in materia di tutela della salute pubblica,

dell'ambiente e degli obiettivi di pianificazione urbanistica e territoriale, di concerto con

le competenti autorità;

g ) sullo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica, anche al fine di favorire la

formazione in materia di telecomunicazioni.

Il servizio universale ex art. 3 del d.p.r. 318/1997

Il servizio universale di telecomunicazioni comprende:

a ) il servizio di telefonia vocale inteso, tra l'altro, come la fornitura agli utenti finali in

postazioni fisse di un servizio che consente:

1) di effettuare e ricevere chiamate nazionali e internazionali;

2) le comunicazioni fax;

3) la trasmissione di dati nella banda vocale attraverso modem;

4) l'accesso gratuito ai servizi di emergenza;

5) la fornitura dei servizi tramite operatore;

b ) la fornitura dell'elenco degli abbonati limitatamente alla rete urbana di appartenenza;

c ) i servizi di informazione abbonati;

d ) la fornitura di apparecchi telefonici pubblici a pagamento;

e ) la fornitura di un servizio a condizioni speciali e la fornitura di opzioni speciali per gli

utenti disabili o con particolari esigenze sociali;

f ) i collegamenti ed i servizi concernenti la cura di interessi pubblici nazionali, con specifico

riguardo ai servizi di pubblica sicurezza, di soccorso pubblico, di difesa nazionale, di

giustizia, di istruzione e di governo.

La nozione dinamica di servizio universale

(ex art. 3 comma 2 del d.p.r. 318/1997)

Il contenuto del servizio universale può evolvere sulla base del

progresso tecnologico e degli sviluppi del mercato e la relativa

valutazione e la sua eventuale revisione sono effettuate almeno

ogni due anni dal Ministro delle comunicazioni, sentita l'Autorità.

Gli obblighi a carico degli operatori di telecomunicazioni

Obbligo di trasparenza gestionale: contabilità separata fra

installazione/esercizio di reti e fornitura di servizi.

Obbligo di interconnessione/interoperabilità (tra reti e servizi sui

mercati locali, nazionali e dell’Unione europea e tra i terminali dei

diversi utenti).

Obbligo per il gestore di rete (fino al 1° gennaio 1998 solo Telecom)

di consentire l’utilizzo delle infrastrutture a nuovi operatori.

Obbligo di non discriminazione fra utenti e, per il gestore di rete, fra i

diversi fornitori di servizi.

Obbligo di fornitura del servizio universale a tutti gli utenti, a

prescindere dall’ubicazione geografica, ad un prezzo accessibile.

Il ruolo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Sottrazione della regolamentazione e del controllo delle telecomunicazioni

al circuito politico-partitico.

Poteri consultivi e di proposta nei confronti del ministro delle

comunicazioni.

Poteri di regolamentazione (pianificazione delle reti e degli impianti,

definizione delle tariffe, criteri e modalità per il rilascio di autorizzazioni e

licenze, tenuta del ROC ...).

Poteri autorizzatori (per l’installazione delle reti via cavo, per la fornitura

dei servizi ...)

Poteri arbitrali (risoluzione di controversie fra operatori e utenti e fra

operatori fra loro).

Poteri di sorveglianza e controllo (soprattutto sul rispetto dei limiti

antitrust).

Poteri sanzionatori.

I limiti antitrust (ex legge n. 249/1997) per le telecomunicazioni

Chi opera nel settore della radiotelevisione può entrare nel settore

delle telecomunicazioni (ma con obbligo di separazione societaria e

contabile), ma non è consentito il contrario.

La concessionaria del servizio pubblico di telecomunicazioni

(Telecom) non può essere destinataria di frequenze radiotelevisive

terrestri in chiaro ...

... né può fornire programmi/servizi o raccogliere pubblicità per i

concessionari di frequenze radiotelevisive terrestri in chiaro.

Le concessionarie pubbliche di radiotelevisione (Rai) e di

telecomunicazioni (Telecom) possono partecipare alla costruzione di

un’unica piattaforma digitale (dando vita ad un’unica società di

gestione), purché il suo utilizzo sia aperto a chi ne faccia richiesta.

La Review ’99

Così è detta la comunicazione della Commissione europea COM(99)539, intitolata

Verso un nuovo quadro per l’infrastruttura delle comunicazioni elettroniche e i

servizi correlati.

3 obiettivi:

1. promozione di un mercato europeo delle tlcm aperto e competitivo, a garanzia

del consumatore;

2. effettivo accesso di tutti i cittadini al servizio universale;

3. eliminazione dei residui ostacoli alla fornitura transfrontaliera di reti e servizi di

tlcm.

Obiettivi da perseguire attraverso:

• progressiva unificazione delle regole, senza distinzione a seconda delle diverse

infrastrutture e dei diversi servizi;

• progressivo alleggerimento delle regole;

• crescente ricorso da parte della CE ad atti di soft law piuttosto che ad atti

vincolanti. L’ultimo miglio

L’obbligo di interconnessione posto dalla CE ha portato al grande

sviluppo delle reti di telefonia mobile, mentre nel settore delle reti fisse si

sono sviluppate solo reti di lunga distanza.

Questo perché gli ex monopolisti si trovavano in posizione di forza tale da

impedire di fatto ad altri operatori l’accesso ai mercati locali.

Per questo la CE ha emanato il regolamento n. 2887/2000 riguardante

l’accesso disaggregato alla rete locale: obbligo per i proprietari della rete

fissa tradizionale di affittare, a condizione trasparenti, non discriminatorie

ed orientate ai costi, il c. d. “ultimo miglio”, cioè il segmento della rete di

accesso in doppino di rame che collega direttamente l’utente finale alla

rete locale.

Così si è sviluppata una concorrenza nell’ambito dei servizi forniti su rete

fissa, ma non tanto lo sviluppo di reti alternative.

Idem per altre misure, es. quelle relative alla portabilità del numero e alla

preselezione del vettore (direttiva 98/61).

Il “pacchetto” di direttive comunitarie del 2002

Direttiva 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune

per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva

quadro).

Direttiva 2002/20/CE relativa alle autorizzazioni per le reti ed i

servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni).

Direttiva 2002/19/CE relativa all’accesso alle reti di comunicazione

elettronica e alle risorse correlate, e all’interconnessione delle

medesime (direttiva accesso).

Direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli

utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica

(direttiva servizio universale).

Direttiva 2002/77/CE relativa alla concorrenza nei mercati delle reti

e dei servizi di comunicazione elettronica.

La direttiva quadro: le definizioni

Rete di comunicazione elettronica = i sistemi di trasmissione e, se del

caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse

che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre

ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti

terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a commutazione di

pacchetto, compresa Internet), le reti utilizzate per la diffusione circolare dei

programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente

elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali, le reti

televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato.

Servizio di comunicazione elettronica = i servizi forniti di norma a

pagamento consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione

di segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i servizi di

telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la

dei servizi che

diffusione circolare radiotelevisiva, ma ad esclusione

forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e servizi di comunicazione

elettronica o che esercitano un controllo editoriale su tali contenuti.

La direttiva quadro: i principi generali

Le reti per la diffusione radiotelevisiva sono ricomprese fra le reti di

telecomunicazione:

I servizi di trasmissione televisiva – ad eccezione dell’ambito dei

contenuti dei programmi – sono ricompresi fra i servizi di

telecomunicazioni.

Progressiva sostituzione di regole ex ante con regole ex post, basate su

controlli successivi (vedi slide successiva).

Le Autorità nazionali di regolamentazione delle tlcm devono essere

organismi tecnici e indipendenti, operanti con imparzialità e trasparenza.

Esse operano in un rapporto continuo di collaborazione e consultazione

con la Commissione europea.

Gli utenti devono poter fare ricorso alle Autorità nazionali di

regolamentazione.

La direttiva quadro: il controllo sul potere di mercato

Le Autorità nazionali vigilano affinché gli operatori che abbiano un

rilevante potere di mercato non abusino della loro posizione.

La valutazione avviene secondo valutazioni (ex post) e scompare il

limite ex ante del 25% (direttiva 97/51/CE) per la definizione di

posizione dominante.

Si presume che un'impresa disponga di un significativo potere di mercato

se, individualmente o congiuntamente con altri, gode di una posizione

equivalente ad una posizione dominante ossia una posizione di forza

economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo

indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.

Se un'impresa dispone di un significativo potere su un mercato specifico,

può parimenti presumersi che essa abbia un significativo potere in un

mercato strettamente connesso.

La direttiva autorizzazioni

Per eliminare gli ostacoli all’accesso al mercato delle

comunicazioni elettroniche, la fornitura di reti e servizi deve essere

assoggettata solo al regime dell’autorizzazione generale (non più le

licenze individuali, come accadeva in Italia, se non in alcuni

specifici casi).

Obbligo si semplificare le procedure per il rilascio di tali

autorizzazioni.

Definizione di un contenuto minimo armonizzato di diritti e di

obblighi per gli operatori di telecomunicazioni.

La direttiva accesso

Diritto per gli operatori di reti per comunicazioni elettroniche in

tutta la Comunità di negoziare fra loro l’interconnessione per

raggiungere l’interoperabilità e fornire servizi in tutta la Comunità.

Obbligo per gli Stati membri di eliminare ogni ostacolo a tale

negoziazione.

Le Autorità nazionali di regolamentazione promuovono

l’interconnessione e l’interoperabilità, ma sorvegliano sulla sua

attuazione.

Esse hanno il potere di imporre agli operatori obblighi di

trasparenza, non discriminazione, separazione contabile. Possono

inoltre esercitare un controllo sui prezzi e possono imporre agli

operatori di rete di autorizzarne l’uso da parte di altri.

La direttiva servizio universale

Il servizio universale è definito come l'insieme minimo di servizi di

qualità specifica cui tutti gli utenti finali hanno accesso a prezzo

abbordabile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali,

senza distorsioni di concorrenza.

La Commissione procede periodicamente al riesame del contenuto

del servizio universale, la prima volta dopo 2 anni e poi ogni 3

anni.

La direttiva specifica quali sono i servizi di cui gli utenti devono

poter godere nell’ambito del servizio universale e pone in capo agli

Stati membri specifici obblighi di garanzia dei diritti connessi cui la

fruizione del servizio universale.

La direttiva sulla concorrenza

Agli Stati membri è vietato accordare o mantenere in vigore diritti

esclusivi o speciali per l'installazione e/o la fornitura di reti di

comunicazione elettronica, o per la fornitura di servizi di comunicazione

elettronica a disposizione del pubblico.

Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari affinché a ciascuna

impresa sia garantito il diritto di prestare servizi di comunicazione

elettronica o di installare, ampliare o fornire reti di comunicazione

elettronica.

Gli Stati membri provvedono affinché non siano applicate o mantenute

restrizioni relative alla prestazione di servizi di comunicazione elettronica.

Gli Stati membri provvedono affinché l'autorizzazione generale concessa

ad un'impresa per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica o

l'installazione e/o fornitura di reti di comunicazione elettronica, nonché le

relative condizioni, si basino su criteri obiettivi, non discriminatori,

proporzionati e trasparenti. (segue ...)

La direttiva sulla concorrenza (segue)

Gli Stati membri si astengono dal concedere diritti esclusivi o speciali di

uso di frequenze radio per la fornitura di servizi di comunicazione

elettronica; l'attribuzione delle frequenze radio per i servizi di

comunicazione elettronica si fonda su criteri obiettivi, trasparenti, non

discriminatori e proporzionati.

Gli Stati membri aboliscono ogni divieto o restrizione legale all'offerta di

capacità del segmento spaziale a tutti i gestori autorizzati di una rete di

stazioni terrestri per collegamenti via satellite.

Gli Stati membri provvedono affinché le imprese che forniscono reti

pubbliche di comunicazione elettronica non gestiscano la propria rete

televisiva via cavo per il tramite della medesima persona giuridica che

gestisce la loro altra rete pubblica di comunicazione elettronica.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Romana.

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