Maria Romana Allegri - Corso a. a. 2007-2008
Lineamenti di diritto dell'informazione e della comunicazione
La disciplina della stampa
Evoluzione storica e normativa
La tutela della libertà di stampa si afferma all’epoca dello Stato liberale (in Inghilterra nel 17esimo secolo, negli Stati Uniti e in Francia nel 18esimo).
Art. 12 della Costituzione della Virginia, 1776:
"The freedom of the press is one of the great bulwarks of liberty, and can never be restrained but by despotic governments."
Primo emendamento della Costituzione americana del 1787, poi confluito nel Bill of Rights del 1791:
"Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances."
Art. 11 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, 1789:
"La libre communication des pensées et des opinions est un des droits les plus précieux de l'Homme : tout Citoyen peut donc parler, écrire, imprimer librement, sauf à répondre de l'abus de cette liberté dans les cas déterminés par la Loi."
Il Regno d’Italia
Statuto albertino, art. 28: la stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Tuttavia le bibbie, i catechismi, i libri liturgici e di preghiere non potranno essere stampati senza il preventivo permesso del Vescovo.
Concezione liberale e giuspositivistica
Riserva di legge = delega in bianco in favore delle maggioranze parlamentari
Editto sulla stampa (r. d. 69/1848)
- No censura preventiva
- Sequestro facoltativo a discrezione del solo giudice
- Obbligo per la stampa comune di deposito di copia dello stampato presso l’autorità giudiziaria
- Obbligo per la stampa periodica di comunicare alla segreteria di Stato per gli affari interni l’inizio delle pubblicazioni, la loro natura, la tipografia, il proprietario
- Obbligo di indicare un gerente responsabile per la stampa periodica (responsabile penalmente a titolo di complicità)
- Reati a mezzo stampa relativi soprattutto alla contestazione della forma di Stato e di governo e all’apologia di reato
- Inoltre reati di ingiuria e diffamazione
Leggi di polizia: 1859, 1865, 1889
- Tendenza ad interpretare la comunicazione dell’avvio della pubblicazione come autorizzazione
- Tendenza ad utilizzare il sequestro indipendentemente dall’accertamento di responsabilità penali
- Tendenza ad estendere la responsabilità penale anche all’editore
- 1959: introduzione della licenza di polizia per l’esercizio dell’arte tipografica e dell’affissione
- 1889: la polizia può sequestrare direttamente affissioni offensive del buon costume, della pubblica decenza, della morale, dei privati cittadini
Distensione in epoca giolittiana
Legge 278/1906
- Il giudice può autorizzare il sequestro degli stampati solo dopo l’accertamento della responsabilità penale
- Sequestro preventivo solo per stampati contrari al buon costume o non depositati
- Abolita la licenza di polizia per l’esercizio dell’arte tipografica (resta solo quella per l’affissione e distribuzione di stampati)
Recrudescenza durante il primo conflitto mondiale
Legge 83/1915 e r. d. 675/1915
- L’esecutivo può vietare la pubblicazione di ogni notizia di carattere militare
- Il Prefetto può sequestrare le pubblicazioni non rispettose del divieto
- Facoltà di sottoporre preventivamente gli stampati al Prefetto al fine di evitare il sequestro gradatamente ciò venne interpretato come un obbligo e si avviò quindi una forma di censura preventiva
Il periodo fascista
- Tendenza ad interpretare restrittivamente tutti i diritti di libertà
- Tendenza al controllo da parte del governo di ogni attività
- Graduale acquisizione della consapevolezza del nesso fra comunicazione e politica
- Emanati vari leggi e decreti sulla stampa fra il 1923 e il 1925
- Il gerente responsabile deve essere direttamente coinvolto nella gestione del periodico; la sua nomina è sottoposta a riconoscimento prefettizio ed è revocabile dal Prefetto; egli non deve essere un parlamentare.
- Nel 1925 il gerente viene sostituito dal direttore responsabile, dalla Corte d’Appello responsabilità oggettiva per fatto altrui
- Legge 2307/1925 e r. d. 384/1928: istituzione dell’Albo dei giornalisti. L’Ordine non venne mai istituito e le sue funzioni furono esercitate dal sindacato nazionale fascista dei giornalisti
Il periodo fascista: i reati a mezzo stampa
- Il Codice Rocco (1930) ingloba tutti i reati a mezzo stampa (prima erano in parte nel Codice Zanardelli e in parte nell’Editto sulla Stampa).
- La responsabilità oggettiva grava sul direttore responsabile dei periodi e sull’autore (o, se ignoto, sull’editore o stampatore) delle pubblicazioni non periodiche.
- Arricchimento delle fattispecie criminose nelle quali la stampa costituisce elemento essenziale del reato o circostanza aggravante: tali reati, ad eccezione di quello di “diffamazione” sono considerati lesivi della “personalità interna e internazionale dello Stato (vilipendio, istigazione, apologia etc.) e di fatto servivano a reprimere ogni forma di dissenso politico.
- Leggi di pubblica sicurezza del 1926 e del 1931: recuperata la licenza per l’esercizio dell’arte tipografica; istituita licenza di polizia per affissioni cinematografiche e per comunicazioni parlate; possibilità per l’autorità di pubblica sicurezza di operare il sequestro preventivo in modo totalmente discrezionale, a prescindere dall’accertamento giudiziario della responsabilità penale o persino della sua presunzione.
Il periodo fascista: gli interventi di sostegno
- Sostegno economico alle imprese editoriali attraverso l’Ente nazionale cellulosa e carta (legge 1453/1935): contributi dapprima alle case editrici per l’acquisto di carta, poi anche alle cartiere nazionali.
- Nel 1935 viene istituito il ministero per la Stampa, che nel 1937 diventa Ministero per la Cultura popolare.
- Nel 1940 viene istituito l’Ente Stampa, alle dipendenze del Ministero, per la comunicazione politica del regime (garantire l’omogeneità e il coordinamento fra i mezzi di informazione).
Finalità
- Sostegno all’industria nazionale nel periodo autarchico
- Controllo della stampa periodica e della comunicazione politica
L’immediato dopoguerra (periodo costituzionale transitorio)
- D. l. 727/1943: limitazioni ai passaggi di proprietà di imprese editoriali beneficiarie di sovvenzioni statali (per scoraggiare l’ingresso nell’editoria di soggetti contrari al mutamento di regime)
- D. l. 13/1944: obbligo di previa autorizzazione prefettizia per la prosecuzione della pubblicazione di quotidiani e periodici. Violazioni sanzionate con il sequestro e con il divieto di proseguire la pubblicazione.
- D. l. 561/1946: abolito il sequestro preventivo ad opera dell’
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Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione - la disciplina della comunicazione politica
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Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione - la disciplina delle telecomunicazioni
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Diritto pubblico, dell'informazione e della comunicazione - la disciplina del teatro e del cinema
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Diritto dell'informazione e della comunicazione – Comunicazione di massa