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ESTRATTO DOCUMENTO

- Diritti politici

- Diritto di manifestazione del pensiero legato alla “fairnessdoctrine”

- Diritto alla privacy

I diritti sociali sono stati introdotti nel 1935 con il Social Security Act.

Fonti del diritto

Rapporti e differenze tra il sistema Statunitense e quello inglese.

1. l’osmosi tra università e le Corti inizia negli Stati Uniti fin da subito e sia mantiene

ancora oggi;

nel Regno Unito inizia solo nel XX sec.

2. Negli Stati Uniti si ha una costituzione rigida, garantita dalla Corte Suprema e dai

giudici federali

3. La Forma di Stato federale e la compresenza di più common law, a livello statale e

federale.

4. La regola dello “stare decisis” ha un’efficacia meno rigida (sono frequenti gli overruling)

che nel

Regno Unito

5. Il rapporto tra leggi e Common Law negli Stati Uniti è ormai orientato verso la

prevalenza delle

prime, laddove nel Regno Unito le codificazioni sono del tutto inesistenti.

La Francia

La forma di governo francese è nota come semipresidenzialismo, ma sul termine

adoperato la dottrina

non è concorde: il Pinelli propone di definirla “dualista parlamentare”, perché la forma in uso

evocherebbe

l’idea di un rapporto di fiducia tra il Presidente e il Parlamento, rapporto che è assente in questa

forma di

governo. I caratteri di questa forma di governo sono così sintetizzabili:

- Il Presidente della Repubblica ha funzioni di Capo dello Stato, è eletto per 5 anni a

suffragio

universale diretto ed ha funzioni di indirizzo politico

- Il Governo, guidato dal primo Ministro, è nominato dal Presidente ma è politicamente

responsabile

di fronte al Parlamento, in presenza di un rapporto di fiducia con quest’ultimo

- Il potere esecutivo è distribuito in modo da favorire una condivisione di funzioni politiche

tra il

Presidente e il Governo.

Proprio il carattere dualistico di questa forma di governo è causa di un equilibrio

perennemente instabile,

causato dal costante fronteggiarsi, nella ripartizione del potere esecutivo, di due soggetti, il

Presidente e il

Primo Ministro, che traggono entrambi, l’uno direttamente, l’altro indirettamente, la propria

legittimazione

dall’elezione popolare.

Presidente della Repubblica

Tale figura è frutto di un compromesso raggiunto da De Gaulle (1958) che puntava ad attribuire

al Capo

dello Stato rilevanti poteri di indirizzo politico. La posizione di quest’ultimo, rispetto a quella del

Primo

Ministro, si accentuò in seguito all’introduzione nel 1962 del suffragio universale diretto del Capo

dello

Stato. L’elezione avviene a doppio turno: è eletto il candidato che abbia ottenuto il 50% + 1

dei voto validi;

in caso contrario si svolge un secondo turno di ballottaggio tra i candidati più votati. La durata

del mandato

è di 5 anni (prima di 7), e ciò al fine di evitare l’ipotesi della coabitazione, in cui Presidente e

Primo Ministro

appartengono ad aree politiche opposte.

L’art. 5 attribuisce al Presidente una funzione arbitrale ma, a bene osservare, si tratta di un

soggetto

politicamente attivo che:

1. nomina il Primo Ministro e lo fa cessare dalla carica <<quando gli presenta le

dimissioni>>(art.8)

2. Presiede il Consiglio dei ministri e stila l’ordine del giorno

3. Può sciogliere l’Assemblea nazionale(camera del Parlamento), ma non nell’anno successivo

alle elezioni.

4. Per quanto riguarda il potere di nomina la riforma del 2008 ha apportato due novità:

- Tutte le nomine riguardanti funzioni che saranno specificate da una legge organica

richiedono che

l’atto presidenziale sia preceduto da un parere obbligatorio, sebbene non vincolante, da

parte delle

competenti commissioni parlamentari permanenti. Se il parere è contrario, con

maggioranza dei

3/5 dei voti espressi, la nomina non può essere disposta.

- E’ permesso al Presidente di prendere direttamente la parola dinnanzi al Parlamento in

seduta

comune e che una sua dichiarazione possa dare luogo ad un dibattito tra deputati e

senatori.

5. Il Presidente è a capo delle forze armate e presiede i comitati superiori della difesa.

6. Alcuni dei suoi atti non sono controfirmati dal ministro competente. Nei sistemi in cui è

previstala

controfirma, poiché il Capo dello Stato non è titolare di un potere politico autonomo, la

responsabilità è in

capo al Governo . In Francia la prassi interpretativa ha invece previsto a favore del

Presidente dei poteri

del tutto sganciati da qualsiasi forma di controllo ministeriale, e persino di

responsabilità.

Il Governo e il rapporto tra il Primo Ministro e Presidente.

Della natura instabile ne ha fatto le spese il rapporto tra il Presidente e il Primo Ministro.

Al Primo ministro spetta di dirigere l’azione del Governo, il quale a sua volta deve dirigere la

politica

nazionale. Il Primo ministro ha inoltre la responsabilità della difesa nazionale e deve assicurare

l’esecuzione

delle leggi. La modifica di questo rapporto si ha tra il 1986-88. In particolare nel 1986 si realizzò

la prima

ipotesi di cohabitation, caratterizzato dalla presenza di un presidente e di una maggioranza

parlamentare

appartenenti a schieramenti opposti. Questa ipotesi, secondo alcuni, sarebbe il prodotto di un

cattivo

funzionamento dei meccanismi di attivazione della responsabilità politica. In questo contesto il

presidente

subisce una riduzione delle sue prerogative: infatti il presidente mantiene il c.d. dominio

riservato in

materia di politica estera e di difesa, mentre il primo ministro assume la direzione della politica

interna. In

questi termini la forma di governo francese è più vicina a quella parlamentare, ma da

questa se ne

discosta per il potere del presidente di sciogliere l’assemblea nazionale, potere al quale egli non

può

ricorrere durante il primo anno di vita dell’assemblea. I poteri del presidente mutano in relazione

alle

circostanze storiche, potendosi in questo senso individuarsi tre ipotesi:

- Il presidente è l’effettivo capo del governo e guida la politica nazionale

- Può contare su una maggioranza parlamentare favorevole, ma non è il leader effettivo: in

questo

caso è costretto a scendere a compromessi con il primo ministro

- Il presidente gode di una maggioranza ostile: questo caso il capo effettivo è il primo

ministro.

Il ruolo del Parlamento

Esso si compone di due camere:

- L’assemblea nazionale

- Il senato

Insieme svolgono la funzione legislativa dando luogo ad una forma di bicameralismo quasi

imperfetto:

l’articolo 45 prevede che in caso di disaccordo il primo ministro può convocare una

Commissione mista

paritetica che proponga un testo condiviso. Solo l’assemblea è eletta a suffragio universale

diretta, mentre

il senato è eletto con un’elezione di secondo grado. L’assemblea è inoltre legata da un

rapporto di fiducia

con il governo, e soltanto quest’ultima può essere sciolta dal presidente. Poiché non si prevede

un termine

tassativo entro il quale il governo debba presentarsi per ottenere la fiducia, si ritiene che non vi

sia un

obbligo di fiducia iniziale. Inoltre il governo può rafforzare la sua posizione attraverso la

questione di

fiducia: l’eventuale voto contrario comporta le sue dimissioni. Il governo può infine essere

sfiduciato

dall’assemblea attraverso la mozione di censura sottoscritta da almeno un decimo dei suoi

componenti e

approvata a maggioranza assoluta. La posizione del parlamento è indebolita nelle

seguenti ipotesi:

- Il primo ministro impegna la responsabilità del governo dinnanzi all’assemblea: in questo

caso il

testo, senza essere votato, si considera approvato, tranne che non vi sia mozione di

censura.(Art.49)

- Per evitare i molti emendamenti da parte del Parlamento, il Governo può imporre

all’Assemblea di

pronunciarsi con un solo voto: si ha il c.d. voto bloccato (art. 44)

- Il ruolo del ministro è incompatibile con quello di parlamentare. I membri del Governo

possono

candidarsi alle elezioni ma, se eletti, devono optare tra le due cariche.

La posizione del parlamento è ancora indebolita dal sistema delle fonti: l’articolo 34 prevede un

elenco di

materie su cui il parlamento può legiferare; per le altre materie la funzione normativa spetta al

governo

attraverso i regolamenti. Di conseguenza questi ultimi non sono subordinati alla legge, e la

subordinazione

vale solo nelle materie di competenza del parlamento. Il parlamento in sostanza dispone di due

sfere di

competenza:

- Una competenza minima (Art. 34) che non può essergli sottratta

- Una competenza estesa che riguarda le materie nelle quali l’esecutivo acconsenta

l’intervento

parlamentare.

Il parlamento può infine approvare le c.d. leggi organiche, cioè una fonte subordinata alla

costituzione ma

sovraordinata alla legge ordinaria. Esse sono obbligatoriamente sottoposte al controllo di

costituzionalità

da parte del Conseil Constitutionnel.

Il sistema dei partiti

Ad indebolire ancora il parlamento fu l’introduzione nel 1958 del sistema elettorale

maggioritario a doppio

turno per l’elezione dell’assemblea nazionale. In ogni collegio eletto il candidato che è ha

ottenuto la

maggioranza assoluta dei voti; in caso contrario, si passa al secondo turno al quale possono

partecipare

tutti i candidati che abbiano ottenuto una certa percentuale di voti. In questa fase ogni

candidato può

rinunciare in favore di altri attraverso i c.d. patti di desistenza. I partiti, tra gli anni 70 e 80 si

sono

strutturati sulla base del c.d. modello della “quadriglia bipolare” composta da due partiti

alleati a sinistra

( partito socialista e comunista) e due partiti alleati a destra( partito gollista e liberale). Questo

modello

negli anni 90 è andato in crisi a causa, da un lato, della crisi storica del partito comunista,

dall’altro, a causa

di divisioni interne nel partito di destra: si tratta insomma di un debole bipolarismo.

I rapporti centro-periferia

La Francia è uno stato unitario, solo parzialmente decentralizzato. La costituzione infatti non

riconosce in

alcun modo autonomia agli enti territoriali. L’articolo 72 prevede che “le collettività territoriali

della

repubblica” sono i comuni, i dipartimenti, le regioni, le collettività a statuto particolare e d’oltre

mare: a tali

enti lo stato trasferisce alcuni poteri decisionali. Il principio di libera amministrazione previsto

dall’art 72 è

però temperato dai limiti del principio di indivisibilità sancito dall’art 1.

Fino al 2003 le collettività territoriali non erano titolari di alcun potere regolamentare autonomo

essendo

necessaria l’autorizzazione del legislatore, ma da questa data, l’art 72 ha previsto che le

collettività

territoriali dispongono del potere regolamentare, ma sempre nei limiti della legge. Aggiungi art.

72.

L’ordinamento giudiziario

Esso ha una natura dualistica:

- ai giudici ordinari spettano le controversie tra privati o il contenzioso che riguarda

l’esercizio della

pretesa punitiva dello Stato nei confronti dei trasgressori della legge penale;

- al giudice amministrativo spetta il contenzioso tra privati e P.A., le controversie

sull’annullamento

degli atti amministrativi.

Giustizia ordinaria

Al giudice ordinario sono riservate garanzie di indipendenza. L’autorità giudiziaria ordinaria è

composta da

1. Giudici

2. Pubblici ministeri

La Costituzione dispone in merito alle forme di reclutamento, consistenti nel concorso pubblico,

le

progressioni di carriera e le sanzioni. Solo ai giudici è del resto garantita l’inamovibilità. I

magistrati sono

tutti nominati dal ministro di Giustizia e , a garanzia della loro indipendenza, è stato istituito il

CSM,

formato da due sezioni distinte, una competente per lo status dei giudici e per lo status dei

pubblici

ministeri. La prima sezione è presieduta dal primo Presidente della Cassazione ed è composta da

5 giudici

giudicanti e un magistrato requirente. La prima sezione esprime inoltre un parere vincolante per

la nomina

dei giudici; per i pubblici ministeri il parere non è vincolante.

Giustizia amministrativa

giudici amministrativi non sono sorretti da garanzie costituzionali e infatti essi non sono

I inamovibili. Rispetto alle sentenze di questi giudici sono vietate le c.d. “validation”, cioè

atti

amministrativi o legislativi che pretendano di revocare gli effetti di una sentenza. Al

vertice del

sistema di giustizia amministrativa si trova il Conseil d’Etat, che svolge due funzioni:

- Consulenza amministrativa (funzione preventiva in veste di consulente): il suo parere

preventivo è

obbligatorio, ma non vincolante, su tutti i regolamenti, ordinanze e progetti di legge

elaborati dal

Governo.

- Ruolo decisorio (funzione successiva in veste di giudice): decide in ultima istanza sulla

legittimità

degli atti amministrativi impugnati.

Giustizia Costituzionale

Nel 1958 fu istituito un organo ibrido, non pienamente assimilabile ad un giudice, denominato

Conseil

Constitutionnel e si prevedeva che leggi potessero essergli deferite solo prima della

promulgazione e su

ricorso del Presidente della Repubblica, del Primo Ministro, del Presidente del Senato o

dell’Assemblea

Nazionale. La decisione contraria comportava la non entrata in vigore della legge. Il Conseil è

costituito da

nove giudici, di cui 3 sono designati dal Presidente della Repubblica, 3 dal Presidente del Senato,

3 dal

Presidente dell’Assemblea Nazionale. Essi durano in carica 9 anni e non sono rieleggibili. Due

eventi

modificarono il ruolo della Corte:

1- La Grande Decision del ’71: si estende il parametro di legittimità ad ipotesi ulteriori

rispetto a

quelle previste dalla Carta del 1958. Secondo il Conseil sarebbe parte integrante della

Costituzione

anche la Declaration del 1789. In sostanza fino al 1971 le decisioni di legittimità

riguardavano la

regolarità esterna delle leggi; da questa data riguarda anche la regolarità interna di

queste.

2- Nel 1974 si ammette che il giudizio di costituzionalità possa essere instaurato su

richiesta di 60

deputato o 60 senatori.

Negli anni successivi gli interventi si sono moltiplicati. In particolare nel 1981, il Conseil ha

assunto un ruolo

di controllo e di freno, ruolo indispensabile al sistema nell’alternanza politica. Un ultima modifica

è stata

introdotta nel 2008 prevedendosi la possibilità di esercitarsi un controllo a posteriori in via

incidentale,

qualora un giudice, nel corso di un giudizio, ritenga che una legge sia in contrasto con una

disposizione

costituzionalmente garantita.

Tra gli altri compiti il Conseil esercita un controllo sulla regolarità dell’elezione del Presidente

della

Repubblica, sull’elezione dei membri del Parlamento, sullo svolgimento del referendum.

Germania

L’origine della forma di Stato tedesca si fa risalire alle esperienze federative dell’800,

successive alla

dissoluzione nel 1806 del Sacro romano impero e alla fine del primo Reich. Nel 1815 si dà

dunque vita ad

una confederazione , la cui debolezza è da ricondursi alla regola dell’unanimità delle

decisioni e alle

tensioni egemoniche che opponevano la Germania all’Austria. L’unificazione nazionale si

concretizzò con

l’affermazione militare della Prussia di Bismarck che portò alla nascita della Con federazione

tedesca del

Nord e alla proclamazione dell’Impero Tedesco. Con la costituzione del secondo Reich

(1871-1918) furono

recepiti alcuni elementi della costituzione liberaldemocratica del 1849: si attribuiva la

presidenza della

confederazione al Re di Prussia al quale spettava il potere di nominare il Cancelliere

dell’impero, il quale

non era però legato da un rapporto di fiducia con le due Camere, titolari del potere

legislativo. La prima

camera, Reichstag, veniva eletta a suffragio universale diretto; la seconda, Bundestrat,

rappresenta gli stati

membri ed è retta dal Kaiser. Dal 1871, il comando viene assunto da Guglielmo II, il quale

mantenne

l’assetto istituzionale proprio della Costituzione del ’71. Dopo la guerra e il crollo della

monarchia, la

Costituzione del ’71 viene sostituita dalla Costituzione di Weimar del 1919, che

fonda uno Stato

repubblicano e federale. Le nuove modifiche istituzionale generano delle instabilità, ma

successivamente

pende piede un’interpretazione autoritaria del Presidente del Reich. Nel 1933 diene

Cancelliere Hitler il

quale, l’anno successivo, impone un regime totalitario, dando vita al c.d. Terzo Reich. Dopo

le tragiche

vicende del Terzo Reich, i rappresentanti dei governi dei Lander elaborano nel 1948 un

progetto d

costituzione federale, che nel 1949 viene approvato come “Legge Fondamentale”

(Grundgesetz) dal

Consiglio parlamentare di Bonn.

Forma di Stato

In Germania non si parla di Costituzione ma di legge fondamentale. Prima della caduta del Muro

di Berlino

l’art. 23 GG disponeva: la legge fondamentale è in vigore nei vari Lander, nelle altre parti

della Germania

avrà valore dopo l’adesione al Bund (Stato federale). Successivamente alla caduta del muro

l’art. 146

prevedeva che la legge fondamentale sarebbe rimasta in vigore fino a quando non fosse stata

adottata una

Costituzione dal popolo tedesco ma, di fatto, l’adozione di un testo simile non si verificò. La

Forma di Stato

è quella “sociale di diritto”, che ha al suo vertice il principio democratico repubblicano.

L’art. 79 , 3° co.

prevede che non è possibile modificare la Costituzioni per:

- Cambiare l’articolazione della Federazione in Lander

- Per modificare i principi dall’art. 1 all’art. 20 (fino al 19 sono diritti fondamentali)

Concentrandoci sul secondo punto ha rilevanza l’art. 20 dal cui co.1 si desumono i principi :

-repubblicano

-Federale

-democratico

-stato sociale

Dal co. 2 si deduce il principio di sovranità popolare, esercitata attraverso una democrazia

rappresentativa.

Il comma 3 e 4 prevedono che il potere legislativo è vincolato all’ordinamento

costituzionale, mentre il

potere esecutivo e giurisdizionale sono vincolati alla legge.

Forma di Governo

Il governo è di tipo federale e gli elementi di stabilità sono così riassumibili:

- Centralità del ruolo dei partiti e scioglimento dei partiti anti-sistema

- Esistenza di un sistema misto per l’elezione del Bundestag (Parlamento federale)

L’azione esterna dei partiti deve essere improntata al principio di democraticità, principio al

quale deve

informarsi anche l’azione interna, a norma dell’art. 21, il quale prevede inoltre che i partiti

che attentano

alla costituzione sono incostituzionali: il controllo di costituzionalità è rimesso al Tribunale

Costituzionale

Federale. Il sistema partitico vede contrapporsi due schieramenti: i partiti

cristiano-democratici e i partiti

social-democratici, a cui si affiancano i Verdi e il Partito federale (quest’ultimo alleato con i

cristiano-

democratici).

Il Bundestag viene rinnovato ogni 4 anni ed è eletto per mezzo di un sistema misto: si

prevede un primo

voto maggioritario, mentre il secondo voto è a lista bloccata sulla base di uno scrutinio

proporzionale

decisivo, poiché da quest’ultimo dipende la composizione del Bundestag.

I membri del Bundestag, insieme ad altri membri eletti dalle assemblee elettive dei Lander,

costituiscono

l’Assemble federale, il cui compito è quello di nominare il Presidente federale (Capo dello

Stato), che

rimane in carica per 5 anni. I suoi atti sono controfirmati dal Cancelliere o dal ministro federale

competente

ed egli interviene nella nomina del Cancelliere e può sciogliere le camere in ipotesi tassative

(Parlamento

nazionale e Consiglio federale (Bundestrat).

Per quanto riguarda l’Esecutivo, il Governo è composto dal Cancelliere e dai ministri.

Il Cancelliere, a

norma dell’art. 63, viene eletto senza dibattito e in prima votazione, dal Bundestag, su

proposta del

presidente federale se ottiene la maggioranza assoluta; in caso contrario il Bundestag può

eleggerlo in

modo autonomo, entro 14 gg dopo la prima votazione. Decorso inutilmente il termine si

procede ad una

nuova elezione ed è eletto colui che ottiene il maggior numero di voti. Se in questa seconda

procedura

l’eletto ottiene la maggioranza il presidente deve nominarlo; altrimenti deve o nominarlo o

sciogliere il

Bundestag.

A norma dell’art. 67 il cancelliere è soggetto alla c.d. sfiducia costruttiva: egli può

essere sfiduciato

soltanto se il Bundestag ha eletto a maggioranza dei suoi membri un nuovo successore e ha

chiesto al

Presidente la revoca del cancelliere.

Accanto al Cancelliere vi sono i ministri che, a norma dell’art. 64 sono nominati e revocati dal

Presidente,

su proposte del Cancelliere: essi svolgono i loro compiti in conformità delle direttive del

Cancelliere, il quale

risulta essere “primo tra ineguali”. Nelle possibili crisi di governo va annoverata quella prevista

dall’art. 68

sulla questione di fiducia: se il Cancelliere chiede la fiducia e non ottiene l’approvazione del

Bundestag, il

Presidente può sciogliere il Bundestag. Tuttavia se questo non viene sciolto, a norma

dell’art. 81, il

Presidente federale, su proposta del Governo, può dichiarare con l’assenso del Bundestrat lo

stato di

emergenza legislativa per una legge che il Bundestag ha respinto. In sostanza il Cancelliere

soccombente

nella questione di fiducia può governare provvisoriamente per non più di sei mesi, con

l’appoggio del

Presidente federale e del Bundestrat.

Quadro federale

Il sistema federale tedesco è di tipo cooperativo e solidale, contrapposto a quello competitivo

proprio del

modello statunitense. Secondo l’art. 50 i Lander collaborano alla legislazione e

all’amministrazione del

Bund( Stato federale) attraverso il Bundestrat(Consiglio federale). Il Consiglio federale ,

composto (art. 51)

dai membri dei Governi dei Lander che li nominano e li revocano, è uno dei 5 ornai federali

organi federali

(Presidente , governo, bundestag, e Corte). Ogni Land ha 3 voti, i Lander con più di 2 milioni di

abitanti ne

hanno 4, con più di sei milioni ne hanno 5, con più si sette milioni ne hanno 6. Il Bundestat

svolge insieme al

Bundestag la funzione legislativa: l’art. 77 prevede che le leggi federali sono approvate dal

Bundestag, ma

il Bundestrat (entro 3 settimane) può richiedere la convocazione di una Commissione,

composta dai

membri del Bundestag e del Bundestrat, per un esame comune dei testi: si tratta di tutti quei

casi in cui

l’approvazione del Bundestrat è essenziale alla promulgazione e quindi, di casi in cui il

Bundestrat esercita

un vero e proprio diritto di veto. Tali casi riguardano le leggi destinate ad incidere

sull’organizzazione e sul

procedimento amministrativo dei Lander.

Se l’approvazione del Bundestrat non è essenzale, quest’ultimo può comunque sollevare

opposizione

contro la legge approvata dal Bundestag, esercitando in questo caso un veto sospensivo

poiché,

l’opposizioni manifestata dal Bundestrat a maggioranza dei voti, può essere battuta dalla

maggioranza dei

membri del Bundestag; lo stesso vale se l’opposizione si ha con maggioranza dei 2/3, battuta

da analoga

maggioranza dei votanti.

L’autonomia federale dei soggetti periferici è disciplinata dall’art. 28 a norma del quale

l’ordinamento

costituzionale presente nei Lander deve rispondere ai principi dello Stato repubblicano,

democratico e

sociale ai sensi della Legge Fondamentale. L’art. 31 sancisce tuttavia la supremazia del diritto

federale su

quello dei Land (clausola di supremazia). L’art. 30 contiene poi la clausola dei c.d. poteri

residui, per cui

<<l’esercizio delle competenze statali e l’adempimento dei compiti statali spettano ai Lander,

salvo che la

Legge fondamentale non preveda altrimenti>>, disposizione precisata dall’art. 70.

Le competenze possono essere esclusive o concorrenti:

- Esclusive: previste dall’art. 73 (affari esteri, difesa, immigrazione)

- Concorrenti: previste dall’art. 72

Queste ultime differiscono molto da quelle previste dall’art. 117 del nostro ordinamento. In

origine si

riteneva che il legislatore federale potesse intervenire in presenza del “bisogno”

(bedurfnis) di una

disciplina legislativa federale ; nel 94 invece si ammette l’intervento del Bund nelle materie di

cui all’art. 74

qualora sia necessario per realizzare condizioni di vita equivalenti nel territorio federale o per

tutelare

l’unità dello Stato. La revisione del ’94 attribuisce inoltre al Tribunale Costituzionale federale la

competenza

a sindacare la legislazione federale. Successivamente, malgrado si fosse affermata la clausola

di residualità

secondo cui nelle materie non rientranti nella competenza federale esclusiva i Lander

esercitano al propria

competenza esclusiva, l’ambito di applicazione della clausola non era molto esteso. Nel 2006,

in occasione

della revisione costituzionale, si è rivisitato l’art. 72, il quale distingue tre ipotesi:

1. Il co. 1 dispone che <<Nell'ambito della legislazione concorrente, i Laender hanno

competenza

legislativa solo quando e nella misura in cui il Bund non faccia uso del suo diritto di

legiferare>>

2. Il co. 2 dispone che << nelle materie di cui all’art. 74 la Federazione ha il diritto di

legiferare

quando e nella misura in cui la realizzazione di equivalenti condizioni di vita nel territorio

federale o

la tutela dell'unità dello Stato, rendano necessaria una disciplina legislativa federale.

3. Il co. 3 dispone che << Se la Federazione fa uso del suo diritto di legiferare, i

Länder possono

adottare disposizioni in deroga nelle materie: caccia, protezione della natura…>>

Tra le competenze regionali esclusive, oltre a quelle previste dalla legge del 2006, si sono

aggiunte quelle

in materia di esecuzione penale, diritto di riunione, retribuzione, trattamento previdenziale.

Per quanto riguarda le attribuzioni amministrative, è possibile così sintetizzare:

- Art. 83: I Lander danno esecuzione alle leggi federali a titolo di competenza propria

- Art. 84: se così è, spetta a loro organizzare gli uffici e il procedimento amministrativo.

Se le leggi

federali dispongono diversamente, i Länder possono adottare disposizioni in deroga. Il

Governo

federale può emanare, coll'assenso del Bundesrat, disposizioni amministrative di

carattere

generale. Il Governo federale controlla che i Laender diano esecuzione alle leggi

federali

conformemente al diritto vigente.

- Art. 85: Qualora i Länder diano esecuzione alle leggi federali su delega federale,

l'organizzazione

amministrativa rimane di competenza dei Länder, a meno che le leggi federali, con

l’approvazione

del Bundesrat, non dispongano diversamente

Per quanto riguarda le attribuzioni l’autonomia finanziaria e i rapporti tra Bund e Lander:

- Art. 105: Il Bund ha competenza legislativa esclusiva per i dazi doganali ed i

monopoli fiscali.

I Länder hanno la competenza a legiferare sulle imposte locali di consumo e di lusso,

finche e nella

misura in cui esse non siano analoghe a imposte disciplinate con legge federale

- Art. 106: individua le imposte il cui gettito spetta al Bund, ai Lander, e quelle comuni.

- Art. 107: prevede la perequazione finanziaria orizzontale. In passato si richiedeva che i

Lander più

ricchi consentissero trasferimenti a titolo di perequazione a favore dei lander più poveri,

ma quel

sistema è stato censurata da una sentenza del 1999, che ha aperto la strada verso un

federalismo

più competitivo. Nel 2001 è stato inoltre introdotto un sistema premiale a favore degli

Stati più

ricchi, per cui il 12% delle entrate fiscali è indenne da perequazioni.

Per quanto riguarda infine le forme di partecipazione regionale:

- Co.5 art. 23: quando in un settore che rientra nella competenza esclusiva dello Stato

federale siano

stati toccati gli interessi dei lander, il Governo federale tiene conto del parere del

Bundestart. In

questa fase il parere non è vincolante; se però sono interessate le competenze legislative

dei lander

esso diviene vincolante

Tale partecipazione si manifesta sia a livello comunitario che internazionale.

Il primo:

- Co. 6 art. 23: dal 2006 si prevede che le ipotesi nelle quali la Germania come stato

europeo

partecipa alle riunioni del Consiglio d’Europa sono fortemente ridimensionate: pertanto

l’esercizio

dei relativi poteri deve essere trasferito al Bundestrat

Il secondo:

- Art. 32: prevede diritti di partecipazione dei Lander alla fase di formazione dei

Trattati

internazionali conclusi dall’autorità federale in materia di competenza regionale

Ulteriori elementi sul sistema delle fonti

Art. 80: Il Governo federale, un ministro federali, i Governi dei lander possono essere

delegati per legge

ad emanare Rechtsverordnungen, che deve contenere contenuto e oggetto della delega

concessa.

Per quanto attiene all’adattamento al diritto internazionale la legge federale di

approvazione dei trattati

internazionali da parte del Bund non comprometterebbe il potere dei Lander di darvi piena

attuazione.

Per quanto riguarda infine i rapporti tra il diritto comunitario e il diritto

interno il Tribunale

Costituzionale federale, nel ’74 (sentenza Solange I), ha affermato la propria competenza sia in

merito al

controllo di conformità alla Legge fondamentale, sia per la garanzia dei diritti

fondamentali. Con la

sentenza Solange II la Corte dichiarò di astenersi dall’esercitare il controllo teorizzato nel

’74 sui

regolamenti comunitari, sino a quando la giurisprudenza comunitaria avesse continuato a

tutelare i diritti

fondamentali.

Giurisdizione comune e costituzionale

A norme dell’art. 92 il potere è affidato ai giudici ed esso viene esercitato da:

- Tribunale Costituzionale Federale

- Tribunali federali previsti dalla Legge fondamenatle

- Tribunali dei Lander

Ai Tribunali dei Lander sono affidati i primi due gradi della giurisdizione civile, penale,

amministrativa, del

lavoro: I giudici sono soggetti soltanto alla legge (art. 97) ma non sono inamovibili poiché

possono essere

deposti prima della scadenza nei casi previsti dalla legge.

Giustizia Costituzionale

Ha al vertice il Tribunale Costituzionale Federale, i cui membri eletti per metà dal Bundestag e

per metà al

Bundestart (sono 16 e rimangono in carica per 12 anni): Funzioni:

- Controversie tra organi costituzionali che hanno ad oggetto la dubbia compatibilità

formale e

sostanziale del diritto federale, del diritto dei Lander, o sulla compatibilità di quest’ultimo

con una

legge federale.

- Tutela i diritti fondamentali su ricorso diretto del singolo ma questi deve aver

esaurito

previamente i rimedi giudiziari comuni, deve avere l’interesse a ricorrere,

deve agire entro un

mese dalla notifica dei provvedimenti amministrativi; entro un anno

dall’entrata in vigore delle

leggi.

- L’art. 100 disciplina il controllo in via incidentale: se un Tribunale ritiene incostituzionale

una legge

dalla cui calidità dipende la sua decisione, il processo deve essere sospeso. Si distinguono

due casi:

• Violazione della Costituzione di un Lander: si richiede la decisione del

Tribunale

costituzionale competente del relativo Land

• Violazione della legge fondamentale: si richiede la decisione del Tribunale

Costituzionale

Federale

A differenza del controllo in via incidentale dell’Italia, per la cui promozione è sufficiente il

semplice dubbio,

qui si richiede un dubbio di incostituzionalità. Le decisioni interpretative di rigetto, se

conformi a

Costituzione, hanno efficacia generale ; la pronuncia di incostituzionalità ha inoltre, in linea

generale,

efficacia retroattiva.: ciò nonostante la Corte ha più volte limitato gli effetti della

dichiarazione di

incostituzionalità, attraverso la pronuncia di decisioni di incompatibilità o di mera

incostituzionalità.

Spagna

L’evoluzione costituzionale della Spagna ha inizio nel 1812 con la Carta liberale di

Cadice e, dopo

l’esperimento costituzionale del 1931, si è conclusa con l’entrata in vigore della

Costituzione del 1978.

L’esperienza democratica del 1931 era stata travolta dall’assunzione del potere da parte di

Francisco Franco

e solo con la morte di costui nel 1975 si può dare avvio ad un percorso verso la democrazia,

percorso che

trova compiutezza nella Costituzione del 78, approvata con referendum popolare. L’art. 1.

dispone che la

Spagna è uno stato sociale e democratico di diritto che propugna <<come valori superiori

del proprio

ordinamento giuridico>> la libertà, l’uguaglianza, il pluralismo politico.

Forma politica di Stato

Il 3°co. dell’art. 1 dispone che la <<forma politica>> dello Stato è la monarchia

parlamentare. L’espressione

usata serviva da un alto per evitare allusioni alla forma di Stato monarchica (che sembrava

alludere ad una

eccessiva centralità del sovrano) oppure alla forma di governo monarchica (che avrebbe

sminuito il ruolo

del sovrano). Al Sovrano sono affidati i tradizionali compiti del capo dello Stato con la

controfirma dei

ministri, in particolare:

- indizione delle consultazioni popolari

- scioglimento anticipato delle camere

- nomina il Presidente del governo

- Nomina e revoca i ministri

- Promulga le leggi ed è a capo delle forze armate

La natura parlamentare della forma di governo rende essenziale il rapporto di fiducia tra

l’esecutivo e il

legislativo. Del settore legislativo si occupa il Parlamento denominato Cortes generales,

composto da:

- Congresso

- Senato

Il Congresso rappresenta il corpo elettorale ed è composto da 350 membri, eletti per 4 anni. Il

meccanismo

dei voti nei seggi è ispirato al metodo Hondt (proporzionale) con la previsione di una

clausola di

sbarramento che esclude dalla ripartizione dei seggi le liste che non ottengano almeno il 3% dei

voti.

I partiti che si sono affrontati nelle competizioni elettorali sono molti ma, nella sostanza, almeno

dal 1982,

sono due i partiti più rilevanti a livello nazionale:

- Il Partito socialista Obrero Espanol (sinistra)

- Il Partido Popular (destra)

Il Senato è composto da 264 membri eletti per 4 anni per i 4/5 dai cittadini; un quinto è

eletto dalle

Assemblee legislative delle Comunità autonome. A norma dell’art. 69 dovrebbe trattarsi di una

“Camera a

rappresentanza territoriale”, ma non si può ritenere che esso, a causa dell’esiguo numero dei

membri,

rappresenti gli enti locali. La dottrina ha molto dibattuto sulla riforma del Senato ma, malgrado

proposta,

tra le quale quella di Zapatero, non si è predisposto un disegno organico. Questa

Corte non è

particolarmente significativa neppure nel garantire le competenze agli enti autonomi

all’interno del

bicameralismo imperfetto proprio del modello spagnolo: per lo più infatti i poteri del

Senato possono

essere limitati da quelli del Congresso come accade nel caso dell’art. 155 il quale prevede che “

Il Senato, a

maggioranza assoluta, deve approvare quelle misure necessarie ad obbligare la comunità

autonoma, che

abbia disatteso degli obblighi costituzionali, ad ottemperarli” ma, al Congresso, spetta

l’approvazione

definitiva delle leggi. Rispetto all’approvazione il Senato può solo esercitare un potere di

veto con la

maggioranza assoluta, che tuttavia il Congresso può arginare approvando la legge con

al stessa

maggioranza o, trascorsi due mesi, con la maggioranza semplice.

Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei Ministri, in cui un ruolo preminente è

affidato al

Presidente del Governo, tanto da far ritenere <<presidenzialista>> la forma di governo

spagnola.

Il Presidente , che è il leader del partito vittorioso delle elezioni, viene proposto dal Sovrano al

Congresso e

viene nominato solo dopo che l’Assemblea , ai sensi dell’art. 99, manifesti al presidente la

sua fiducia a

maggioranza assoluta o, dopo le 48 ore dalla prima votazione, a maggioranza semplice. Se tale

maggioranza

non è raggiunta il sovrano deve indicare un’altra personalità e, se entro due mese, il

Congresso non avrà

trovato un accordo sulla persona da nominare, il sovrano dovrà sciogliere le camere. Il

Presidente può

essere inoltre sfiduciato attraverso il meccanismo della c.d. sfiducia costruttiva, ai sensi

dell’art. 113,

mozione che deve essere presentata almeno da 1/10 dei componenti la Camera bassa, deve

indicare il

nome del sostituto, deve essere approvata a maggioranza assoluta. Possono essere presentate

più mozioni

ma, se nessuna di queste ottiene la maggioranza assoluta, i firmatari non possono

presentarne un’altra

nella stessa sessione parlamentare. Per rinsaldare la propria posizione il Presidente può porre la

questione

di fiducia che, ai sensi dell’art. 112, deve essere approvata a maggioranza semplice e può

riguardare

soltanto una dichiarazione di politica generale o il programma del Governo.

Il Presidente può inoltre sciogliere discrezionalmente, previa deliberazione del Consiglio dei

ministri, le

Camere; tale potere trova tuttavia dei limiti: lo scioglimento non potrà avere luogo se:

- È stata presentata una mozione di sfiducia

- È trascorso solo un anno dal precedente scioglimento

- Se sono stati dichiarati gli stati eccezionali di allarme (interruzione dei pubblici servizi),

eccezione

(motivi di ordine pubblico incidenti sul funzionamento delle istituzioni) o assedio

(invasioni). In tal

caso si verifica un malfunzionamento dell’ordinamento, tale per cui si affidano al

Governo poteri

eccezionali, con possibile limitazione dei diritti fondamentali.

Dal Governo dipende infine la pubblica amministrazione,( soggetta al principio di legalità)

che ai sensi

dell’art. 103, persegue con imparzialità gli interessi generali. Organi amministrativi

indipendenti sono la

Banca Centrale e la Commissione per il mercato dei valori.

Il potere giudiziario, ai sensi dell’art. 117, è esercitato da giudici e magistrati, indipendenti,

inamovibili e


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Pubblico Comparato, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Diritto Costituzionale Comparato di P. Carrozza, A. Di Giovine e G. F. Ferrari, Ed. Laterza, 2009, consigliato dal docente Toscano. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: principali esperienze del costituzionalismo democratico, il Regno Unito, lo Statute Law, la moderna forma di Stato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DARIOGEMINI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Toscano Attilio.

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