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Il sistema giuridico russo

Il sistema sovietico o socialista è un sistema particolare che differisce dalla famiglia romano-germanica e da quella del common law e nasce come risultato dell’evoluzione storica Russa dall’inizio del XX secolo. Nasce con esso, la dottrina marxista, di ordine filosofico-economico (fine XIX sec). Questa concezione economica ha portato con sé dei cambiamenti anche nel sistema giuridico e con la sua nascita, si sperava di far scomparire dalle società sovietiche il diritto, ma ciò non avvenne.

Dopo la guerra, tra il 1939 e il 1945 (Accordi di Yalta), l’URSS aveva imposto il comunismo ad un certo numero di Stati. In paesi come la Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, Polonia e Albania, che erano delle democrazie popolari, il regime comunicava un diritto socialista che seguiva i principi applicati in URSS dal 1917. Solo la Jugoslavia di Tito presentava la sua particolarità pur essendo comunista, attraverso un sistema di autogestione delle imprese sconosciute dalle democrazie popolari.

Prima del 1991 nei paesi dell’Est figuravano i sistemi socialisti che appartenevano ad una famiglia autonoma. Di fatto i comparatisti ritenevano quasi impossibile il paragone con le altre famiglie, ignorandone completamente l’importanza di studiare questi sistemi (anni ’60). Se nei paesi occidentali il diritto era indispensabile, il diritto dell’ URSS era considerato come una , nonché un accessorio: la teoria marxista riteneva più importante l’infrastruttura economica. Ma lo scopo di eliminare il diritto per seguire la coscienza socialista, non si era realizzato ed la sua società esigeva effettivamente di un sistema di diritto: c’erano leggi, codici, costituzione e tribunali ma non hanno lo stesso valore né lo stesso ruolo dei paesi capitalisti.

Cinquanta anni di socialismo del resto non potevano essere cancellati in un giorno: tutti i giuristi erano formati sul diritto sovietico, diritto che aveva modellato la mentalità del popolo dell’ex URSS. Alla nascita della società democratica, la Russia ha conosciuto diversi regimi e per studiare la sua condizione attuale è essenziale conoscerle.

Evoluzione storica

Il diritto tradizionale

La Russia di Kiev: la Russkaja Pravda e il diritto bizantino: i tempi storici russi partono dalla fine del IX secolo con l’insediamento dei Variaghi, popolazione scandinava guidata da Ruruk e che stabilì il suo dominio a Kiev dal 862 fino al 1236, quando sarà distrutto dai Mongoli. Nel 989, l’avvenimento che cambierà la storia dei russi, sarà la conversione al Cristianesimo sotto il regno di San Vladimiro.

Le consuetudini russe delle regione di Kiev subiranno numerose varianti (dal XI al XIV) e riportate nel Russkaja Pravda (Diritto Russo). Il diritto descritto ha carattere territoriale, non tribale e le disposizioni sono redatte da un regime feudale. Nel diritto russo ha una grande funzione il diritto bizantino, ma la Chiesa è del tutto diversa da quella Occidentale che vive secondo la legge romana: qui il diritto bizantino è rappresentato da Nomocanoni che uniscono alle loro regole il diritto civile (della società civile) e il diritto canonico. Nella Russia nel Kiev, il diritto bizantino, attraverso la Chiesa si applica ai Clerici e ai procedimenti fondiari che appartengono alla Chiesa e dove esercita la sua giurisdizione.

La dominazione Mongola: 1236-1480 da quando Ivan VI vince la guerra di liberazione di 100 anni. Le conseguenze politiche vedono Mosca che prende il posto di Kiev e l’isolamento della Russia Occidentale. L’Impero Bizantino si conclude conseguentemente allo scisma da Roma nel 1056 e la Russia ottiene così indipendenza e viene considerata come la Roma, eredi di Bisanzio nella crociata per vera fede. La dominazione mongola dal punto di vista giuridico è stata più che negativa ed è stata causa del ristagno del diritto e causa di sviluppo dell’influenza del clero e del diritto bizantino.

Il codice del 1649: la dominazione Mongola si conclude con l’ascesa del potere dello zar Pietro il Grande del 1689. La Russia e la Chiesa per sfuggire all’anarchia, si sottomettono completamente allo zar. La servitù della gleba è istituita nel 1591. Polizia, giustizia ed amministrazione non sono ben organizzate e distinte e non viene fatto nessuno per instaurare e riformare la società se non dal manifesto dei libri di giustizia (sudebnik) del 1497 e 1550. Ha particolare importanza l’opera commissionata dallo zar dei Romanov, Alessio Mihailovic’ del 1649, diviso in 25 capitoli e 963 articoli; il secondo da un’edizione ufficiale della Komcaja del 1653, sostituisce il primo compito nei 100 capitoli di Ivan Il Terribile (1551).

Pietro Il Grande e i suoi successori: dal 1689 alla Rivoluzione Bolscevica del 1917, epoca in cui la Russia aveva molti contatti con l’Occidente. Pietro Il Grande e i suoi successori, cercarono di dotare la Russia di un’amministrazione basata su modello occidentale. Ma il popolo russo era abituato a sottomettersi, infatti i tentativi di Pietro I che voleva rivedere il codice di Alessio II per adottare un codice di modello svedese e di Caterina II che aspirava un codice ispirato alle dottrine della Scuola di Diritto Naturale, fallirono entrambi.

Lo Svod Zakonov era il Corpo delle leggi russe fissato nel 1832. All’inizio del XIX secolo sotto Alessandro I si instaurò un movimento di modernizzazione, ispirato all’esempio francese ma la rottura con Napoleone, sotto Nicola I, permetterà solo una consolidazione piuttosto che alla codificazione del diritto russo. Nasce così lo Svod Zakonov, diviso in 15 volumi, 8 sezioni costituenti 42.000 articoli che successivamente diverranno più di 100.000. Questo Corpo si avvicina, per suo metodo casistico e lo spirito all’Allgementes Londrecht prussiano del 1794 che alla codificazione napoleonica.

Durante il regno di Alessandro II nasce un movimento liberale (seconda metà del XIX secolo), contrassegnato soprattutto dall’abolizione della servitù della gleba (1864), che dà alla Russia un codice penale (1855, aggiornato nel 1903), ma non produrrà un codice civile. Questa era la situazione nel 1917 quando si instaurò il regime bolscevico.

Appartenenza della Russia alla famiglia romano-germanica

La scienza giuridica russa è stata influenzata dal diritto bizantino, di conseguenza dal diritto romano e da altri paesi che avevano adottato il sistema romano-germanico. Ma a differenza degli altri paesi Europei, la Russia non ha adottato codici in modo esauriente ma è pronta a farlo.

Debolezza della tradizione giuridica russa

Nell’epoca precedente in Russia non vi erano giuristi e il diritto russo scritto è solo un diritto amministrativo, estraneo alla coscienza popolare, di conseguenza il popolo vive secondo le sue consuetudini. La giustizia è rappresentata per i cittadini dall’equità amministrata dal tribunale del Volost’, composto da giudici eletti che non sono giuristi. La prima università in Russia nasce solo nel 1755 a Mosca e quella di Pietroburgo nel 1802. La letteratura giuridica compare nella seconda metà del XIX secolo, la carica di magistrato è separata dalle carriere amministrative e gli sarà concesso di prendere quei posti solo dopo le riforme del 1864.

L’ordinamento sovietico

La Rivoluzione d’Ottobre: Il 7 novembre del 1917 porta la frazione maggiore del partito comunista alla vittoria: i Bolscevichi che volevano instaurare una società comunista come quella descritta da Marx ed Engels, coloro i quali avevano scoperto le leggi dell’evoluzione della società, utile per impadronirsi del potere.

L’attenzione dei Marxisti si è rivolta all’analisi delle contraddizioni capitaliste, al modo di conquistare il potere, alla descrizione della società comunista, e creare un ideale ai proletari, d’accordo nell’ammettere che debba instaurarsi la dittatura del proletariato. Ma, ricca di studi filosofici, storici, economici, politici, la teoria marxista era povera di studi giuridici. Lo sviluppo del diritto sovietico dal 1917, comprende due fasi: 1. Rivoluzione d’ottobre, periodo di edificazione del socialismo; 2. Dal 1936 al 1985, periodo di ristagno.

Sezione Prima: Dallo Stato Borghese allo Stato Socialista

La prima fase a sua volta si divide in 3 periodi:

  • Periodo del comunismo Rivoluzionario: (1917-1921). Dopo la vittoria dei bolscevichi, adesso bisogna instaurare un clima pacifico, mantenersi il potere ed affermare i diritti e i principi per cui i bolscevichi si erano battuti. Volevano costruire una società comunista ma, come affermava Marx, non bisognava bruciare le tappe e attraversare un periodo socialista. Il popolo può adesso avere il diritto di disporre di se stesso con la Dichiarazione dei diritti dei popoli della Russia. La Chiesa è separata dallo Stato e vengono razionalizzate la terra, le miniere, gli stabilimenti industriali importanti e le banche: il commercio privato vietato. Scompare quasi la moneta e il sistema di ripartizione sostituisce il gioco dei contratti. Ciò annuncia il passaggio immediato alla società comunista, ma i dirigenti più realisti, cercheranno prima di rafforzare l’edificazione e l’affermazione nell’URSS del socialismo, diverso da quello idealizzato. Ai bolscevichi tocca il compito di ricostruire il potere della società socialista.
  • La Nuova Politica Economica, La N.E.P. : (1921-1928) è un periodo di ripiegamento in cui le concessioni sul piano economico verranno limitate e lo stato ha il comando dell’industria e del commercio. I dirigenti dell’URSS dunque si impegnano sull’affermazione del socialismo, mettendo ordine allo Stato e riconoscono il diritto come una consuetudine fondamentale. Ritorno alla legalità: In questo periodo si abbandoneranno alcuni capisaldi dell’ideale comunista ed è segnato da alcuni avvenimenti: la promulgazione dei codici è il più importante e nasce una nuova istituzione, la Prokuratura, creata per vegliare e gestire al meglio l’amministrazione; le imprese vengono dirette da una sola persona e non più da un comitato di fabbrica e percepiscono autonomia contabile e di gestione. Abbandono della N.E.P.: Le idee comuniste non vennero abrogate e l’abbandono della N.E.P. fu necessaria quando i dirigenti si occuparono della pianificazione, con lo scopo dello sviluppo della potenza economica russa. Apparivano però pericolosi i Kulaki, borghesi, proprietari terrieri. L’industrializzazione richiedeva una concessione della produzione agricola, la sua meccanizzazione e la collettivizzazione dell’economia rurale.
  • Collettivizzazione integrale dell’economia: Il periodo della completa collettivizzazione dei beni produttivi (1928-1936); dopo l’abbandono della N.E.P., i Kulaky attuarono nel 1930 via spietata liquidazione. Per la collettivizzazione dell’agricoltura, l’URSS realizza l’infrastruttura economica voluta dalla dottrina marxista. Le città del 1935, divengono sede principale del commercio che in campagna è gestito dalle cooperative. La proprietà privata diviene proprietà personale e quindi non utilizzabile per ricavare un profitto. Conservazione del diritto: I codici rimarranno in vigore per altri 30 anni e il diritto sovietico continua a completarsi. La scomparsa dello stato e del diritto, annuncia l’era del Comunismo e nel dicembre del 1936, viene istituita una nuova Costituzione: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è cessato: tutto è collettivizzato nell’interesse di tutti. La via è aperta ad un progresso ulteriore e alla realizzazione del Comunismo.

Sezione Seconda: Un Periodo di Ristagno

Persistenza dello Stato: Anche se non è si ancora formata l’Unione Sovietica, di è comunque superato il periodo della dittatura del proletariato; rimane una Stato, lungi dal dissolversi, è più forte che mai, infatti il diritto sovietico non è si spento del tutto.

Potenza dell’URSS: L’unione sovietica eccelle in certi campi come istruzione, sanità ed è diventata una potenza nucleare. Ma sul piano politico ed economico deve ancora stabilizzarsi. Sul piano internazionale, molti Paesi (es: Cuba) si sono ispirati al suo modello.

Ristagno Politico: Era scomparsa la democrazia a causa dell’assenza totale di un’opposizione al partito comunista e di stampa e di mass-media liberi, ha permesso la nascita di arbitrio spesso incline alla menzogna: è questo che scaturisce il ristagno. Tuttavia la Costituzione del 1977 non ha segnato alcun progresso significativo a quella del 1936.

Sezione Terza: Il Periodo della Perestroika (1989-1991)

La Politica della Perestroika: I successori di Stalin non avevano istituito delle riforme per porre fine al ristagno. Soltanto quando M.S. Gorbacev fu eletto segretario generale del partito comunista nel 1985, si capì che l’economia sovietica urgeva dell’ausilio si una politica di trasformazione dell’intera società, politica detta Perestroika. Questa ristrutturazione ebbe tre risvolti: il bisogno di riorganizzare tutta l’economia sovietica con la conseguente ristrutturazione politica che avrebbe istituito accanto al partito, un contro-potere costituito da assemblee elette dai cittadini. Appare così il multipartitismo e dato che, grazie alla formula di Krusciov del 1961, il partito comunista non aveva nessuna esclusiva.

La ristrutturazione politico-economica, aveva come scopo lo sviluppo della libertà di tutti i tipi. Si è voluto ridare la parola ai cittadini, negatagli da lungo tempo. Inoltre Gorbacev aveva previsto la necessità di almeno 15 anni per vederne gli effetti. Vennero adottate misure di ordine politico e costituzionale e il loro fondamento di trasparenza (glasnost la possibilità di mettere in luce tutto ciò che riguarda la cosa politica), poi le riforme che riguardano più direttamente l’economia.

Ristrutturazione Politica: Il potere era adesso nelle mani del popolo e bisognava che questo venisse informato. Venne così formato un congresso di deputati del popolo cosicché venissero a conoscenza delle Riforme costituzionali intraprese. Il Soviet Supremo veniva eletto a suffragio universale e non poteva candidarsi dopo il secondo mandato di una durata di 5 anni. Si modifica anche la sua competenza con l’articolo 6 del 1990 della Costituzione che ammise che una pluralità di partiti avrebbe potuto prendere parte alla vita politica e così il partito comunista perde il suo ruolo direttivo garantitogli dalla Costituzione del 1977. I capi politici sovietici avevano un duplice compito: Rivalutazione delle assemblee elette dal popolo e instaurazione di un forte potere esecutivo, con un regime presidenziale. La strutturazione di un nuovo accordo feudale iniziò con la creazione della Comunità degli Stati Indipendenti.

Ristrutturazione Economica: L’appello dei dirigenti è quello di far partecipare il popolo allo sviluppo dell’economia. Bisogna dunque centralizzare l’economia e modificare il sistema esistente attribuendo maggiore autonomia all’impresa ma la riforma dei prezzi, del credito, delle imposte, richiederà ancora un certo numero di anni. Durante la Perestroika, i Kolhozi e i Sovhozy, poterono commercializzare sui mercati urbani fino al 50% della loro produzione pianificata e la totalità del loro surplus.

Lo scioglimento del partito comunista: Le riforme intraprese durante la Perestroika non si sono realizzate in quanto, gli eventi hanno scaturito la scomparsa del partito comunista e appare così un nuovo Stato: la Russia. Il nuovo diritto istituito si avvicina a quello della famiglia romano-germanica ma conserva in memoria il suo passato sovietico.

Le caratteristiche del diritto socialista della ex-URSS

1917-1991: I comunisti si basarono su una dottrina filosofica, il marxismo-leninismo, secondo cui il diritto è soltanto una sovrastruttura destinata a scomparire. Bisogna interrogarsi ora sulle fonti del diritto e la sua struttura partendo dalle regole giuridiche.

Il marxismo-leninismo

Il marxismo-leninismo, dottrina basilare della società: Questa teoria è considerata come l’espressione della verità e divenne necessaria per tutti i cittadini che si videro affidare maggiori responsabilità. Coloro che governavano dovevano essere delle persone illuminate che conoscono e condividono i principi di questa dottrina e per l’attuazione di una politica di sviluppo dovevano avere gli stessi requisiti anche le amministrazioni, i giudici e i cittadini. Karl Marx (1818-1883) fondò la dottrina marxista e Friedrich Engels (1820-1895) ha come punto di partenza la dottrina filosofica del materialismo e l’idea di evoluzione.

Marxismo-leninismo: Darwin nella celebre opera “L’origine della specie” nel 1859 fornirà una spiegazione ai principi che governano questa evoluzione in ambito biologico. Marx ed Engels pensavano, circa le scienze sociali e le scienze naturali, che esistono delle leggi a cui lo sviluppo dell’umanità obbedisce; così propongono la dottrina scientifica del Socialismo in maniera utopica. Partono della tesi Hegeliana sul meccanicismo dell’evoluzione (dottrina storica): tesi-antitesi l’apposizione di queste due è la sintesi, generatrice di progresso. Hegel era un idealista e tentò di spiegare l’evoluzione della società con il progresso dello spirito umano. Saint Simon affermava la superiorità dei principi dell’economia politica su quelli del diritto civile. Il diritto viene usato per opprimere la classe sfruttata, è giusto solo per la classe dirigente, quindi affermare l’esistenza di un diritto giusto, sarebbe falsificare la realtà. La giustizia è semplicemente una nozione storica condizionata dalle circostanze della classe: il diritto di uso liberale invece, è la negazione della giustizia.

Importanza del marxismo-leninismo: La Russia è rimasto uno Stato Rivoluzionario. Il diritto socialista era un mezzo che trasporterà la società...

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Scienze giuridiche IUS/21 Diritto pubblico comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kiachiara30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Miranda Antonello.
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