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Diritto pubblico comparato - Appunti

Appunti di Diritto pubblico comparato. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la norma Naturale che si basa sul l'essere della realtà, la norma giuridica che si basa sul dover essere della realtà, le Istituzioni, il diritto oggettivo, il diritto dello Stato e il diritto nello Stato.

Esame di Diritto pubblico comparato docente Prof. P. Scienze giuridiche

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• Trattato di MAASTRICTH del 1992 => Prevedeva una politica sociale (per la prima

volta) e dei diritti fondamentali.

• Trattato di AMSTERDAM del 1997 => Patto di stabilità

Ritornando agli elementi che costituiscono lo stato (popolo, territorio e sovranità), vediamo ora

che il rapporto tra sovranità e popolo compone la forma di stato. Le forme di stato sono:

1. Stato Assoluto => il Sovrano è svincolato dalla legge poiché la legge è il sovrano. Qui

vediamo la concentrazione di potere in mano ad un'unica persona.

2. Stato di Polizia => Anche se il potere continua ad essere assoluto e concentrato in una

sola persona, per la prima volta abbiamo il bene comune, ovvero si inizia a pensare la

bene dei cittadini (sudditi). Qui si hanno degli interventi statali nei campi di sicurezza,

sanità ed economia.

3. Stato Liberale => (Nasce in Inghilterra) In questo stato anche il sovrano è soggetto alla

legge (non è più lui la legge). In questo caso si parla anche di amministrazione. Tale stato

era formato dalla corona e dalla borghesia. Viene riconosciuto il diritto di proprietà , per

la prima volta si parla di liberà costituzionale e si iniziano a formare i primi parlamenti

(la legge non è più l’espressione di un singolo ma la volontà ed espressione di più

persone che condividono la stessa idea.) La costituzione di parlamenti fece si che si poté

eleggere uno o più rappresentanti per la gestione di una parte del potere.

4. Stato liberal democratico => Gli interventi dello stato vengono presi in considerazione

sul principio di uguaglianza (nel nostro stato si ha questo concetto nell’articolo 3 della

costituzione). Si preme per uno sviluppo sia sociale che economico del soggetto. Per la

prima volta qui si parla di principio di legalità (ogni atto di pubblico potere deve trovare

il suo fondamento nella legge).

5. Stato sociale => Viene perfezionato il principio di legalità attraverso il costituzionalismo.

Tutto deve passare attraverso la costituzione. La costituzione può essere rigida o meno ed

è difficilmente modificabile. Si formano i sindacati.

6. Stato autoritario => Prevede la concentrazione di potere in mano ad un capo ed anche la

possibilità che da multipartitismo si arrivi al partito unico. Si ha la soppressione delle

libertà individuali (chi non condivideva le idee del capo era fuori dall’ordinamento)

7. Stato socialista => Collettivizzazione. Aveva come fine quello di liberale l’uomo dal

bisogno. Se inizialmente e a primo impatto questo sembrava una cosa bellissima, in realtà

bisogna capire che c’è un qualcuno che decide COME liberare qualcuno dal bisogno.

Questa è una cosa molto pericolosa. Questo porta all’estinzione dello Stato. “se lo stato è

felice perché deve porsi delle norme?”. L’applicazione di questa idea però si è sempre

conclusa con un modo: la polizia con la reprimeva chi non condivideva queste idee.

Viene stabilito in che misura una persona è uguale.

8. Stato in via di sviluppo => Per sviluppo si intende lo sviluppo dell’ordinamento

giuridico. Non si intende uno stato più evoluto di un altro o robe del genere!. Questo si

usa nei stati ex colonizzati, dove, a causa delle colonie, lo sviluppo giuridico non è stato

possibile e applicabile. Questi sono anche gli stati che hanno le risorse in abbondanza ma

non sanno o non riescono a gestirle (esempio gli stati che hanno il petrolio ma non sanno

magari come dar da mangiare alle famiglie e cose del genere e simili).

*

Le fonti di stato (formato da stato e territorio) sono:

1. Stato Unitario

2. Stato Federale

3. Stato regionale

Nello stato federale è importante la ripartizione tra le varie competenze. Troviamo delle

competenze che sono prese in considerazione dagli organi competenti (possiamo notare che non

in tutti gli stati d’America è prevista la pena di morte).

Lo stato regionale ha un decentramento della sovranità ma in questo caso, la regione dipende in

tutto e per tutto dall’organo centrale. Pur avendo una sua autonomia, per legiferare ha bisogno e

deve sottostare all’autorità superiore.

Andiamo ora a vedere la forma di governo. Se la forma di stato riguarda ciò che compone e

gestite lo Stato stesso, la forma di governo è il limite e la misura della sovranità. E’ fin dove la

sovranità si può spingere.

Le forme di governo sono:

1) Monarchia Assoluta => Si rifà anche allo stato assoluto. Vediamo qui un monarca che ha

nelle sue mani tutto il potere. Tale monarca può, volendo, anche delegare i suoi poteri. Noi

abbiamo visto e studiato anche nel corso del tempo la monarchia costituzionale. Qui vediamo

che anche il monarca è limitato. Per fare un esempio prendiamo in considerazione

l’Inghilterra (monarchia costituzionale in cui la regina è comunque limitata dal parlamento).

2) Governo parlamentare => E’ una forma di governo nella quale il parlamento ha un enorme

potere. Dal parlamento nasce una maggioranza che può proporre al presidente della

repubblica un governo. Il potere basato sul parlamento è definito appunto in questo modo.

Sempre facendo un esempio, prendiamo in considerazione l’Inghilterra (in cui il parlamento

prende le vere decisioni in sostanza). Vediamo in questo ambito anche il tema della sfiducia.

In Germania abbiamo una sfiducia costruttiva a differenza dei nostri stati attuali. Il sistema

utilizzato dal parlamento è il sistema camerale. A volte (come in Italia), si ha anche il sistema

bicamerale che, a sua volta, può essere perfetto (come in Italia) o imperfetto. Si dice perfetto

se le due camere hanno gli stessi poteri. Si dice imperfetto invece, si ha quando le due

camere hanno dei poteri e compiti diversi (vediamo qui l’esempio della Germania).

3) Governo Presidenziale => Ne è un esempio qui l’America e vediamo che in questo governo

la figura importante è la figura del presidente che rappresenta sia il capo dello Stato, sia il

capo del Governo. I ministri sono i fiduciari del presidente. In questa forma di governo è

importante la MOTIVAZIONE: ogni presidente, prima di emanare un qualsiasi atto deve

darne la motivazione, per mostrare che, tale atto, sia stato effettuato ed erogato in maniera del

tutto arbitraria.

4) Governo Semi – Presidenziale => L’amministrazione (e la sovranità) vengono gestite dal

capo dello Stato e dal capo del governo. In questa forma, le due forme esercitanti i poteri

sono del tutto distinte ed indipendenti. Il capo di governo ha dei poteri ordinari e straordinari.

Come prima cosa il capo di Stato: nomina il primo ministro, promulga la legge, indice i

referendum che vengono chiamati istituti di democrazia diretta (perché il cittadino può

decidere tramite voto di abrogare o approvare una determinata legge) e, come potere

straordinario, ha il potere della grave emergenza nazionale. Tale potere è conferito al capo

dello stato poiché il capo del governo prenderebbe la situazione “sottogamba” e

affronterebbe il problema in una maniera più “snella”. In questa forma di governo, in

sostanza, la figura del capo dello stato, nonostante ci sia il capo del governo a regolare tutto,

è vista come una figura con una certa rilevanza e, proprio per questo motivo, oltre i poteri

ordinari, gli vengono attribuiti anche dei poteri straordinari (sono molteplici ma, noi,

abbiamo menzionato solamente il più importante).

5) Governo direttoriale => In questo caso, il governo viene chiamato direttorio ed è il classico

tipo di governo che troviamo in Svizzera. In questa concezione, noi troviamo il direttorio che

viene nominato dal parlamento e non è revocabile poiché ha una breve durata (solamente 2

anni). Per questo motivo non esiste un motivo di sfiducia nei confronti di tale forma di

governo. In Svizzera noi abbiamo un consiglio federale composto da 7 membri eletti dal

parlamento all’inizio della legislatura. Nel momento in cui dura, i soggetti del direttorio non

possono essere rimossi. Si considera che essendo 7 soggetti, ogni risultato si otterrà a

maggioranza.

6) Governo costituzionale puro => Può essere una repubblica o una monarchia. Qui abbiamo

per eleggere il parlamento un sistema di votazione:

a) Maggioritario => si basa sull'assegnazione dei seggi in base a chi ha ricevuto il numero

più alto di voti (esiste il maggioritario assoluto. Allora vince chi ha ottenuto il 50% + 1

degli aventi diritto al voto, quello relativo cioè vince chi ha ottenuto più voti rispetto agli

altri candidati).

b) Proporzionale => si assegnano seggi in base al numero di voti ottenuto (esempio su 100

seggi chi ha ottenuto il 20% ne ottiene 20 e così via) Normalmente nel proporzionale per

evitare frazionamenti si eleva una soglia di sbarramento (esempio se la soglia è del 5%

non entra in parlamento chi ha ottenuto meno del 5). Ovviamente ad entrambi i sistemi ci

sono tante varianti, ma non mi dilungo (quello Francese per esempio è un sistema

maggioritario a doppio turno al primo passano i due partiti che hanno ottenuto

maggioranza relativa)

Misto => I Misti sono i più diffusi in Europa, ma con metodi molto differenti.

c) Ovviamente bisogna parlare anche di circoscrizioni, cioè le zone in cui vengono assegnati

i seggi ci sono a livello nazionale, cioè tutti i candidati concorrono per l'intero territorio, e

altri più diffusi che vengono candidati per aree di terreno più ristrette.

Menzioniamo ora qualche data importante (non richiesta durante l'esame)

• Nel 1919 abbiamo il suffragio universale per le donne

• Nel 1946 abbiamo l’assemblea costituente

• Nel 1948 abbiamo la nostra costituzione con il bicameralismo perfetto

• Dal 1953 al 1963 abbiamo un problema di bipartitismo perfetto e bicamerato

• Nel 1992 scoppia un caso in Italia che distrugge la vecchia classe politica e nascono le

coalizioni.

• Nel 2005 abbiamo la riforma elettorale

E’ sconvolgente il fatto che dal 1946 ad oggi in Italia abbiamo avuto 63 governi.

*

Le fonti del diritto sono:

1. Precedent (Unite Kindom)

2. Igma (Islam)

3. Dharma (India)

Le fonti legale sono le fonti previste dall’ordinamento. Le fonti Extra ordinem, invece, sono le

fonti non previste dall’ordinamento. Queste ultime fonti servono per modificare ad esempio la

costituzione e altri documenti. Una volta approvate ed inserite all’interno dell’ordinamento, le

fonti extra ordinem diventano fonti legali.

Abbiamo poi le fonti di produzione e di cognizione. Le prime sono le modalità in cui nasce una

norma e poi si estingue una norma. Le fonti di cognizioni sono le modalità con cui si viene a

conoscenza della norma.

Ora vediamo le fonti atto e fatto. Le fonti atto sono norme la cui esistenza è determinata a priori

da un organo abilitato a farlo, mentre le fonti fatto sono il comportamento (parliamo di

fattispecie infatti).

Le contrapposizioni del diritto più note sono quelle che riguardano un asse romano germanico in

relazione con un asse anglosassone.

Analizzano i fatti mettendo in relazione il rapporto tra la religione ed il diritto, vediamo che il

primo riferimento che facciamo quando parliamo di diritto è il riferimento al diritto canonico.

Tale diritto per la sua impostazione influenzò molto anche tutto il ramo civile.

Dopo il diritto canonico, abbiamo come diritto importante il diritto Islamico. La massima

espressione del diritto islamico viene data dalla Sharia (letteralmente significa via da seguire).

Con il tempo pero ha preso anche il senso di canone e di norma. Questa è la legge ed il precetto.

In questo ordinamento, le fonti sono:

1. Corano (non scritto da Maometto)

2. Sunna (sono i comportamenti dettati da Maometto che tutti dovevano rispettare. Tale

tradizione veniva tramandata)

Altra fonte importante del diritto (messo sempre in rapporto con la religione) è il diritto ebraico.

Del diritto ebraico, le fonti di produzione sono:

1. Tàrah

2. Talmud

Ora vediamo anche il diritto cinese in cui abbiamo:

1. Li => Situazione stragiudiziale delle controversie

2. Fa => Legge

3. Lii => Ragione

In Giappone invece, come fonti abbiamo:

1. Diritto imperiale => Quello che diceva l’imperatore era legge

2. Shogunali => Erano degli individui che dovevano risolvere delle situazioni di conflitto in

relazione alle norme imperiali.

In relazione con il diritto inglese, abbiamo:

1. Common Law

2. Civile Law

Ambedue le fonti hanno portato alla codificazione delle norme.

Ora parliamo e analizziamo il sistema Italiano. Quando viene emanata una legge, viene emanata

dal potere legislativo. L’applicazione di tale legge spetta alla magistratura. Tutto ciò che

comporta la non osservanza della legge solitamente è previsto dai magistrati. Tale legge può

essere regolamentata non solamente attraverso la legge (potere legislativo), ma anche attraverso i

decreti (potere esecutivo e sono atti del governo).

*

Nella costituzione noi troviamo le varie istituzioni e in che raggio d’azione vengono emanate.

Noi abbiamo quindi un sistema chiuso di fonti primarie ed un sistema aperto di fonti secondarie.

Quando parliamo delle fonti, dobbiamo partire da un principio fondamentale: “Jura novit Curia”

che significa il giudice conosce la legge. Questo vuol dire che in linea di massima un soggetto

che conosce la legge è un soggetto sempre disciplinato dalla legge stessa.

La legge non è solo applicata alla legge. Qualora un individuo non vuole rispettare una norma, la

legge ha anche il compito di disciplinare e risolvere tale controversia.

Per questo motivo è importante anche la funzione del giudice e dell’avvocato.

Un giudice non può abrogare una legge ma la può applicare e disapplicare.

Il giudice può quindi:

• Annullare => Applicare e disapplicare una norma

• Vizio di legittimità => Si chiede un “parere” alla corte costituzionale su alcuni elementi

in cui si ritiene vi sia il vizio di legittimità e, quindi, un problema di applicazione

(esempio di un norma che si crede sia incostituzionale). Tale vizio si può avere su:

a) Legge => Se ne occupa la corte costituzionale e vede se abrogare o meno la norma

b) Sentenza => Se ne occupa la corte di cassazione per confermare o annullare la

sentenza precedente (sentenza in riferimento alla norma)

c) Provvedimento Amministrativo=> Se ne occupa il consiglio di Stato. Anche qui ci

riferiamo sempre alla norma. Qui vediamo dei giudici che non entrano nel merito

delle questioni ma che valutano semplicemente se tutto si è svolto in maniera

regolare, attraverso i criteri previsti dalla legge.

Per affrontare il criterio delle fonti, dobbiamo parlare dell’interpretazione della legge, ovvero dei

criteri necessari per la corretta interpretazione della legge. Tali criteri sono:

1) Letterale => Vuol dire che la legge ha solamente il senso che si ricava dalla lettura. Non ci

sono altre interpretazioni se non quella letterale, leggendo quello che vi è scritto.

2) Sistematico => Si controlla il contesto in cui è inserita una parola poiché in base al contesto

può assumere diversi significati

3) Costituzionale => fa riferimento ai principi della costituzione. La norma deve essere sempre

interpretata in riferimento alla costituzione

4) Teleologica => E’ lo studio della parola. Si studia da dove deriva una determinata parola,

perché è stata scelta una parola invece di un’altra e in quale contesto inserirla

5) Autentica => A differenza dell’interpretazione letterale, qui si cerca chi ha scritto quella

determinata norma e quando l’ha scritta cosa intendeva dire. Per questo motivo è autentica.

6) Giurisprudenziale => E’ l’interpretazione fatta da uno studioso del diritto. Tale

interpretazione deve, ovviamente, tener conto di tutti i principi precedentemente scritti

Esistono delle norme di base dalle quali noi iniziamo per studiare le fonti del diritto. Vediamo qui

che vale sempre la legge posteriore (la legge nuova abroga quella vecchia). Questo criterio vale

in linea di massima e, solamente, quando parliamo di contenuto generale. Quando abbiamo ad

esempio una norma speciale, la legge del posteriore non vale.

Esiste un criterio gerarchico per la gestione delle fonti. Questo per il semplice fatto che le norme

non hanno tutte lo stesso valore e potere.

Vediamo ora la gerarchia delle fonti:

1. Costituzione => Sulla quale si basano tutte le norme. La costituzione Italiana è una

costituzione: scritta (composta da articoli e commi), votata (è stata votata da

un’assemblea costituente), lunga (sono 139 articoli. Quella americana ad esempio sono

solo 7 articoli più molti emendamenti) e rigida (poiché solamente un processo

costituzionale può modificare la costituzione). La costituzione può modificare tutto ad

eccezione della forma di Stato (Repubblica)

2. Leggi ordinarie => Il procedimento di approvazione di una legge ordinaria può avvenire

attraverso aula o attraverso commissioni. Per poter fare le leggi ordinarie è necessario il

“procedimento”. Tale procedimento è formato dall’iniziativa (proposta dal governo, da un

parlamentare, da 50.000 elettori, dal comitato dell’economia e del lavoro, e da un

consiglio regionale), dalla fase istruttoria (anche qui può essere fatta attraverso l’aula

parlamentare. Poiché tale procedimento è un po’ lungo, spesso si fa ricorso alle

commissioni. Tale commissioni sono: riferente, deliberante e mista. Referente è la

commissione che va a studiare il testo della legge che deve essere approvata e riferisce la

sua opinione all’aula. Deliberante è la commissione che….

La commissione mista…..) l’approvazione ed infine la promulgazione (sulla gazzetta

ufficiale. Si ha la vacatio legis di 15 giorni).

3. Testi Unici => Sono atti che vanno a regolamentare una determinata situazione.

4. Decreti => Possono essere decreti legge o legislativi. Un decreto legge è un atto tipico

del governo che viene emanato in casi di necessità ed urgenza. Entra direttamente in

vigore ma deve essere approvato entro 60 giorni dalla sua promulgazione (attraverso la

legge di conversione). Tale legge se non viene mai approvato è come se non fosse mai

esistito (ex tuc). Il decreto legislativo è un decreto emanato dal parlamento e deve essere

accompagnato da una delega dove specificata l’oggetto e i tempi.

5. Regolamenti

6. Consuetudine => Nel nostro sistema viene considerata come una norma di secondo

grado. In altri paesi la consuetudine viene considerata come fonte primaria. Per far si che

una consuetudine sia considerata tale (e non un uso o costume quindi), sono necessari due

elementi essenziali: la diuturitas (agire in un determinato modo per parecchio tempo) e la

opinio iuris ac necessitatis (la convinzione di chi pone in quell’atteggiamento,

l’osservanza di un imperativo giuridico). Le consuetudini possono essere di vario tipo:

Praeter legem, contra legem e secundua legem

Il popolo può, attraverso il referendum abrogativo, iniziare un movimento per abrogare una

norma o parte di essa. L’iniziativa del referendum abrogativo si ha con la raccolta di 500.000

firme o la petizione di 5 firme dei consiglieri regionali. Dopo l’iniziativa si ha il deposito,

l’esame e l’indizione del referendum.

Il referendum è validamente indetto se vanno a votare il 50% +1 degli aventi diritto al voto

(quorum costitutivo). Da qui si deve vedere la maggioranza dei voti validamente espressi

(quorum deliberativo). Il referendum abrogativo, ha però, un limite: non possono essere soggette

a referendum le norme riguardanti i trattati internazionali, la tassazione e le leggi di bilancio.

Anche le leggi di indulto e grazia non possono essere soggette a referendum (pensiamo ai

mafiosi che votano di massa per liberare altri mafiosi o parenti carcerati).

Oltre la gerarchia delle fonti del nostro ordinamento, elenchiamo ora, la gerarchia delle fonti

dell’Unione Europea di cui noi facciamo parte. Specifichiamo che le normative emanate

dall’unione Europea hanno effetto solamente sugli stati membri.

Fonti gerarchiche di primo grado:

1. Trattato Comunità Europa => E’ considerabile come la nostra costituzione

Regolamenti => Atti a portata generale ed astratti, direttamente applicabili negli

2. ordinamenti di tutti gli Stati membri a tutti i soggetti

Direttive => Atti che vincolano gli stati membri al raggiungimento dei risultati per i quali

3. sono state emanate, lasciando a questi la scelta dei mezzi giuridici più idonei con i quali

raggiungerli. Le direttive, in genere, non sono direttamente applicabili e obbligatorie

negli stati membri.

*

Va chiarito che il parlamento inizialmente era formato dai consiglieri del re che, appunto, davanti

consigli al sovrano. Oltre la corte, venne poi creata l’idea del commons. Questi erano i

rappresentanti di ogni comunità che andavano a porgere al sovrano le questioni che interessavano

le proprie comunità. Questo poiché il sovrano, come sappiamo, ha un potere su un vastissimo

territorio.

La struttura che abbiamo illustrato non era una struttura statale.

Il re era colui che alla fine dava la sentenza finale, sentendo però i vari pareri.

Con Giovanni Senzaterra venne concessa la Magna Carta. Cosi si allargarono i poteri degli altri

oltre quello del singolo re. La magna carta prevedeva che ogni decisione del re doveva essere

approvata dal parlamento. Nel XVII secolo abbiamo l’approvazione del Bill Of Rights da

ricordare.

Ad eccezione della Svezia, Portogallo e Danimarca, tutti gli altri stati hanno un bicameralismo.

In Italia, il bicameralismo viene definito perfetto (le camere hanno gli stessi poteri).

Parlamento:

1. Bicameralismo => Può essere perfetto (es. Italia) o imperfetto (es. Germania). Il

bicameralismo perfetto, in alcuni casi può portare alla seduta comune. Abbiamo anche un

elettorale attivo (soggetti che vanno a votare le persone) e passivo (coloro che sono

votati). Per poter votare devo avere 18 anni (per i deputati) e 25 anni per i senatori. Il

presidente della repubblica può essere qualsiasi cittadino italiano purché abbia compiuto i

50 anni di età.

2. Autonomia => Qui vediamo la discontinuità, l’immunità dei parlamentari (articolo 68

della cost.), il non veicolo di mandato, l’autonomia regolamentale e l’indennità. Per

immunità intendiamo che i parlamentari possono esprimere liberamente senza

condizionamenti la loro opinione senza esser perseguiti (se non con l’autorizzazione della

camera a cui appartiene).

3. Continuità

Solo con le commissioni d’inchiesta il parlamento ha un potere giudiziario. Il parlamento può

anche mettere sotto accusa il presidente della repubblica.

Quali sono le funzioni del parlamento?

1. Funzione Legislativa => Il parlamento emana delle leggi. Questo si può fare attraverso

la votazione e approvazione (vediamo anche qui l’iniziativa).

2. Recepimento delle norme della comunità Europea.

3. Fiducia\Sfiducia => Il governo eletto deve esporre ciò che intende fare. Qui verrà

approvata una nozione di fiducia o sfiducia da parte del parlamento.

4. Interrogazioni Parlamentari => Si chiede se un fatto avvenuto è vero o meno. Di solito

tale funzione spetto al ministro degli interni

5. Interpellanza => Qui viene fatta una domanda non su di un fatto ma su una questione

delicata e rilevante su di un governo.

Andiamo ora a vedere chi è e che cosa fa il Presidente della Repubblica

Il presidente della repubblica è il garante della costituzione e dell’unità nazionale. Qui in Italia, il

presidente della repubblica deve essere un cittadino che deve aver compiuto 50 anni e che deve

godere di diritti civili e politici. Questo significa che non deve far parte di cariche diverse da

quello del presidente della repubblica (questo poiché altrimenti ci sarebbe un conflitto di

interesse e, da parte del garante di tutti, questo non è ammissibile). La durata del Presidente della

Repubblica è di 7 anni. Il Presidente della Repubblica è rieleggibile ma, questo, in Italia non è

mai avvenuto anche perché sono anziani (di solito hanno intorno ai 70 anni quando vengono

eletti) e per non lasciare il potere concentrato in un’unica persona per troppo tempo (14 anni di

seguito). Abbiamo anche il semestre bianco. Il semestre bianco è l'espressione usata per indicare

il periodo di tempo, che si identifica con gli ultimi sei mesi del mandato, durante il quale il

non può sciogliere le Camere. La limitazione intende evitare

Presidente della Repubblica Italiana

colpi di mano da parte del Presidente della Repubblica, che sciogliendo le Camere potrebbe

dilazionare l'elezione del proprio successore o addirittura sbarazzarsi di un parlamento

sfavorevole alla sua rielezione (Definizione tratta da Wikipedia).

Ogni atto del Presidente della Repubblica non è valido se non è controfirmato da un ministro

(molte volte è il ministro della giustizia). Il presidente della repubblica può anche concedere la

grazia nei confronti di un soggetto.

Solamente in due casi il presidente della repubblica è responsabile delle proprie azioni in

funzione del suo esercizio: alto tradimento e attentato alla costituzione. L’alto tradimento è

quando il Presidente della Repubblica si accorda con una nazione che ha interessi contrari alla

propria nazione per arrecare un danno alla nazione a cui appartiene. Il secondo caso, si spiega da

solo. Quando si hanno uno di questi due casi, il presidente della repubblica viene messo sotto

accusa ed il processo viene fatto dalla corte costituzionale.

Il presidente può: sciogliere le camere e nominare il presidente del consiglio.

Passiamo ora al Governo.

Il Governo è il vertice di tutti gli ordinamenti. La sua finzione è di diritto politico e la più

importante.

Possiamo dire che il governo:


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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GDL3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pontificia Università Lateranense - PUL o del prof Scienze giuridiche Prof.

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