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Diritto pubblico - argomenti generali Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto pubblico riguardanti argomenti generali come: le fonti del diritto nelle prospettive dei giuristi, l'identificazione delle fonti legali, l’aspetto formale, l’aspetto sostanziale, la norma giuridica desumibile, criterio dello scopo, il sistema delle fonti legali.

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. P. Scienze giuridiche

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IL CRITERIO GERARCHICO; GERARCHIA DELLE FONTI E DELLE NORME

Esso consiste nell’ordinare e coordinare le fonti a seconda della diversa misura in cui le varie fonti

sono abilitate a produrre diritto, ripartendole secondo una distribuzione verticale; così, quando

norme sono di rango inferiore in contrasto con quelle superiori, sono da considerare invalide e

annullabili; è adoperato quando le norme confliggenti provengono da fonti diverse. Si serve della

forza e valore di legge, cioè il regime della legge, che comprende la disciplina, l’autorità emanante

e il procedimento lgsl. Discorsi simili si hanno per le norme interposte, nei giudizi di leg.cost.delle

leggi, che si elevano a parametri di legittimità di determinate fonti legali, fissando 1 serie di limiti,

traducibili in condizioni di validità degli atti stessi (l.deleganti)

IL CRITERIO DELLA COMPETENZA; FONTI RISERVATARIE E COST.PREFERITE

Il criterio della competenza, in base al quale l’efficacia delle fonti è distinta a seconda della sfera,

territoriale o materiale, in cui essa opera. Esso si divide in due forme: 1) c.d.competenza o di

riserva, cioè quando la cost.o altre leggi cost.riservano la disciplina di determinati settori a

determinate fonti. Ogni altro tipo di atto normativo, non avente rango cost., è escluso da quegli

ambiti, sia le fonti competenti abbiano già provveduto a regolarli, sia permanga un vuoto di

regolamentazione. L’es.+noto è quello dei reg.parlamentari (art.64) con cui la Cost.assegna la

disciplina dell’org.interna a ciascuna camera e le procedure d’approvazione degli atti lgsl. 2)

criterio della preferenza quando la Cost. mostra di preferire la disciplina di una materia ad una

fonte, anche se l’altra potrà regolarla fin quando la prima non lo faccia. Esse divengono operative

nel momento in cui la competenza sia stata esercitata. È il caso delle leggi regionali. Le regioni,

secondo la CC, non possono ricorrere, impugnando leggi statali ritenute invasive delle proprie

attribuzioni, fino a quando non abbiano usato di quelle competenze. Lo stesso è per le fonti

comunitarie. I reg., le direttive, e gli altri atti normativi delle CE non dispongono di competenze

riservate. Fino a quando esse non siano state esercitate esse spettano alle fonti interne.

CAP.IV: L’INTERPRETAZIONE

Il momento interpretativo, consistente in una articolata serie di precedenti formati dalla CC,

assume una posizione preminente rispetto al momento costituente. Esse coesistono sempre. La

legge, così com’è stata interpretata dal giudice al caso concreto, forma la premessa della decisione.

Così s’afferma il primato del metodo casistico su quello sistematico. Essi devono integrarsi a

vicenda, ma lo stato di giustizia non deve mai soppiantare lo stato di diritto. Sono inserite tra le

fonti normative atti applicativi di legge, quali sentenze e provvedimenti amm., anche se non hanno

forza di legge. In riferimento all’inter.c’è una coincidenza tra diritto vivente e vigente, alla quale

concorre la CC, rivolta a consolidare interp.ripetute in un certo periodo (consuetudini

interpretative). Infatti, oggi le premesse sociali, economiche e politiche, che incidono su produzione

e rinnovamento del diritto, vanno tenute presenti nel momento interpretativo, tutte le volte che si

possa collegarle all’ intenzione del lgsl. Non sono xò fonti legali xchè in ogni caso l’interp.non si

contrappongono mai ai testi normativi, ma fanno corpo con essi. Il concetto d’interpretazione

coincide con la ricostruzione del pensiero espresso dalla legge, e si risolve non in un atto di volontà,

ma in una semplice cognizione del diritto vigente. Occorre quindi distinguere testi normativi e i loro

enunciati, cioè disp.e norme. L’oggetto dell’inter.sono i testi, poste in essere dalle fonti legali

mentre le norme sono ricavate dai testi medesimi dalle autorità chiamate a farne applicazione. Se i

significati non sono univoci, si rende necessaria un’interpretazione sistematico-evolutiva,

L’inter.avviene generalmente puntando sugli usi consolidati del linguaggio dei giuristi tenendo

conto del significato grammaticale delle parole, (i.letterale), nonché dell’intenzione del legislatore

(mens o ratio legis). Essi vanno integrati con l’i.sistematica, cioè quando la norma deve

armonizzarsi con i principi fondamentali, e qualora non sia possibile, il legislatore dovrà

denunciarne l’incostituzionalità. Da questo processo la norma, calata nel sistema, potrà uscirne

arricchita (i.estensiva) o ristretta (i.restrittiva). La Cost.poi non va imbalsamata nei suoi concetti

originari, perché dallo stesso testo possono trarsi, in diversi periodi storici, norme in tutto o in parte

diverse, perché, pur immutato il testo, sono mutati i principi fondamentali che reggono l’ord.;

quindi occorrerà adeguare il significato della norma ai nuovi e diversi principi (i.adeguatrice).

Importante è il caso dei bilanciamenti per mezzo dei quali vanno riconciliati i principi. Nessuno di

loro fissato o desumibile dalla Cost.risulta immune da conflitti con altri principi o valori del

medesimo rango. Che a ogni disp.corrisponde una norma è vero solo in parte. Le interpretazioni

delle disp.hanno molte volte per oggetto il combinato disposto, cioè enunciati suscettibili di nuovi

significati quando siano in collegamento reciproco, accentuando il distacco tra norme e

disposizioni. Si hanno 2 grandi complessi di norme senza disposizioni; le norme consuetudinarie,

quali fonti del diritto non scritto. Dall’altro i principi generali o fondamentali. L’ord.infine si

fonda, oltre che sulla Cost., anche sulla discrezionalità delle decisioni delle autorità giudicanti, in

virtù di 3 ordini di fattori posti dal: 1) diritto processuale dove il ruolo dei giudici risulta ben

diverso da quello dei Parl (autori materiali delle fonti-atto). A ciò va aggiunto il principio del

contraddittorio (partecipazione degli interessati) e della motivazione (111).2) diritto sostanziale,

dove il presupposto dell’attribuzione del significato è dato dall’effettiva presenza delle fonti legali,

che i giudici sono tenuti ad applicare, nei margini previsti..3) l’esperienza giuridica, che forma i

precedenti, secondo il diritto vivente.

CAP.V: LA COSTITUZIONE

Essa è la legge basilare dello Stato, senza la quale esso non è concepibile Non è possibile staccare

quindi la Cost.materiale(Mortati) da quella formale, xchè essa rappresenterebbe la fonte di quella

formale, il fondamento dell’intero ord.normativo, in quanto sistema di valori fatto proprio dalla

classe governante di quel momento storico. Non è irriverente pensare a stati che non abbiano una

vera Cost. In Inghilterra, la cost.si risolve nella norma che affida al Parl.la parte saliente del potere

normativo, non essendo uno stato a struttura codicistica. In Francia la Cost.divenne forte con la V

repubblica, cioè da quando il Conseil constitutionnel, ha potuto sindacare le leggi ordinarie sulla

base di impugnative proposte anche da singole minoranze di parlamentari. Considerazioni analoghe

si hanno per le Cost.forti socialiste dell’Europa orientale, precedenti il crollo dei rispettivi regimi.

Esse riservavano esplicitamente alla Camera popolare le decisioni riguardanti la costituzionalità

delle norme giuridiche.Esse possono essere rigide o flessibili. Sono rigide quando, per modificare o

abrogare le disposizione in esse contenute sia necessaria una procedura aggravata rispetto a quella

delle leggi ordinarie, e assumono, nella gerarchia delle fonti, grado superiore a quello delle leggi

ordinarie. Rigida in senso debole, quando non ci sarà nessun controllo sulla conformità ad essa

della l.ord. Rigida in senso forte quando si prevedono disapplicazioni da parte del giudice in caso

d’incostituzionalità o annullamento quando sono in contrasto con la cost. Quando la procedura di

formazione è simile a quella della l.o., la cost. sarà flessibile. Nel periodo statuario(cost.flessibile)

non vi è mai stato un sindacato o controllo di legittimità delle leggi, per colpire eventuali

inosservanza delle disp.statuarie ed è questa la differenza con la cost.rep. In alcuni stati europei, la

superiorità della cost.è proclamata ma non assicurata. La supremazia della Cost. è data dal

sindacato di legittimità che esprime con la CC. Tutte le previsioni cost.si prestano a svolgere un

triplice ufficio 1) invalidare qualsiasi disciplina lgsl ordinaria che contrasti con le previsioni

stesse; 2) fissare i criteri interpretativi di tali discipline, fino al punto di esigere la

c.d.interpretazione adeguatrice. 3) integrare le lacune dell’ord., consentendo l’utilizzo della Cost.da

parte di qualsiasi autorità giudiziaria.

RAPPORTI TRA LA COST.E LA LGSL ORDINARIA

La Cost.è da un lato condizionante, ma è a sua volta condizionata dalla lgsl attuativa, sotto un

duplice profilo. Se quella lgsl difetta, le potenzialità normative degli enunciati cost.sono impoverite.

Se invece l’attuazione si registra, le scelte del Parl(e del governo) si prestano a reagire sulla

ricostruzione e applicazione della Carta C. Quindi la Cost.è una creazione storica, che di continuo si

trasforma, poiché incide su di esso l’attività lgsl rivolta a concretarlo, la cd Cost.vivente, diversa da

quella”materiale”perché questa fa della giustizia la sola e fonte suprema. Il momento

interpretativo è legato alle decisioni della CC, influenzate da un’indubbia politicità per gli effetti

che esse sono in grado di produrre. Cost.rigide come la ns lasciano ampio spazio alle opzioni

intepretative. Si pensi a quanto la CC utilizza il canone non scritto della ragionevolezza delle

discipline lgsl ad essa sindacate; o il necessario bilanciamento dei principi concorrenti o

configgenti, nella risoluzione di tante questioni di legittimità cost. La stessa CC forma l’oggetto di

una particolare antinomia: per un verso rappresenta l’elemento che conferisce la rigidità alla Cost,

per l’altro la Cost.è espressione di ciò che la CC le fa dire. Oltre alle varie fonti, la Cost.deve infine

tener conto delle consuetudini e convenzioni cost, che s’impongono e modificano di forza propria,

dovunque la Carta presenti lacune. Occorre infine che la CC tenga conto dei precedenti formati in

ogni campo dalle stesse sentenze, e non se ne discosti senza argomentare a fondo le ragioni che la

inducono a ratificare i propri indirizzi giurisprudenziali.

LA REVISIONE COSTITUZIONALE

Per diversificare i vari tipi di Cost.è necessaria un’indagine sulle apposite leggi di revisione

(art.138). Le fondamenta storiche della distinzione sono nel confronto tra: Cost.giacobina del

1793, dove fu chiarito che il popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria

Cost., perché una generazione non può assoggettare alle sue leggi generazioni future. Quindi, in


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AUTORE

luca d.

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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