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Diritto pubblico

Lezione del 20/02/2020

Il sistema e le regole

Ogni sistema è governato da regole.

In evidenza:

  • Regole codificate
  • Regole non codificate: quelle che non sono diritto positivo (ovvero diritto scritto). Norme sociali.
  • Regole pubblicistiche
  • Regole privatistiche
  • Regole informali

Tutte le regole che vengono utilizzate nei rapporti interpersonali (responsabilità civile, contratto, diritto di famiglia, diritti reali) sono state poste da istituzioni: generalmente tale istituzione è lo Stato di diritto, ovvero l’istituzione che pone in essere regole volte a regolare il vivere civile.

Nel diritto delle istituzioni pubbliche anche le regole non codificate a volte possono fare la differenza. Nel diritto pubblico le regole non codificate, cioè quelle che non sono diritto positivo (diritto scritto), servono per interpretare meglio le regole codificate e per concretizzarle sul caso specifico.

Nel parlare di norme non codificate bisogna tener conto delle norme, ovvero quelle norme che la stessa società crea e che vengono comunque utilizzate.

La violazione di regole giuridiche e dunque non di regole sociali, produce una sanzione giuridica nei confronti del soggetto che ha violato tale norma. Tale sanzione può assumere diverse caratteristiche: può essere amministrativa (la multa), civile (il pagamento di un risarcimento), oppure penale (la carcerazione).

Quelle regole le cui sanzioni non sono previste dall’ordinamento giuridico sono regole sociali, etiche, regole di buona creanza.

Possibile domanda:

Qual è la differenza tra regole giuridiche e non giuridiche?

È necessario capire che anche la legge stessa ha un limite, la cui osservanza nelle piccole e nelle grandi vicende della vita non deve derivare dalla preoccupazione della sanzione, bensì dalla convinzione che, ciò che elabora il diritto ed impone la legge ha un substrato nei valori e negli interessi circolanti in una determinata società. Sicché l’utilità di rispettare norme di comportamento più o meno codificate corrisponde all’utilità di ciascuno, e in definitiva, della comunità alla quale si appartiene. Le comunità che funzionano meglio sono quelle dove più si rispettano le regole, dove c’è un senso di appartenenza più forte.

Articolo 54 Costituzione

Ordinamento della Repubblica: Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e del Senato della Repubblica. Tutte le Pubbliche Amministrazioni sono sottoposte a quello che si chiama Codice Etico. Sono norme di etica.

Che cos’è il Codice Etico di una Pubblica Amministrazione?

Il Codice Etico di una Pubblica Amministrazione è un insieme di norme sociali che, dal 2016, per le Pubbliche Amministrazioni, la violazione delle norme etiche contenute nel Codice Etico, corrisponde ad una sanzione disciplinare.

Si applica il concetto: Ubi societas ibi jus: Significa: dov’è una società vi è il diritto e vi sono delle regole, dove ci sono regole allo stesso tempo c’è una società. Una delle cose che caratterizza una società sono i linguaggi, le espressioni visive, la modalità con la quale gli edifici vengono costruiti, le usanze. In Germania gli stipendi vengono pagati il 1° di ogni mese per quanto riguarda gli stipendi pubblici, mentre da noi il 23 circa di ogni mese. In Germania se si viola una regola etica non prendono la pensione mentre da noi viene applicata una sanzione disciplinare. Il diritto segue la società e la società fa il diritto.

Nel 2016 è stato emanato un decreto legislativo, che è una fonte del diritto che ha lo stesso valore giuridico di una legge ordinaria che viene emanato sulla base di una legge delega ex articolo 76 della Costituzione. Tale legge delega abilita il Governo ad emanare i decreti legislativi in conformità a quanto previsto nella legge delega.

Legge 190 del 2012: Legge Anticorruzione: Tale legge che conteneva anche delle deleghe, sancisce che chi lavora nella Pubblica Amministrazione, non fa un lavoro qualunque, ma fa un lavoro volto a curare interessi pubblici e perciò anche le regole etiche devono essere rispettate e una loro violazione da parte della Pubblica Amministrazione di una regola etica, corrisponde ad una sanzione disciplinare.

Che cos’è il diritto pubblico?

  • Il sottoinsieme delle norme di diritto pubblico

I principali oggetti di studio del diritto pubblico:

  • L’organizzazione costituzionale dello Stato
  • L’organizzazione della Pubblica Amministrazione
  • Le fonti del diritto
  • I provvedimenti amministrativi
  • La libertà e i diritti costituzionali
  • L’organizzazione della giustizia (in particolare il funzionamento della giustizia costituzionale)

La norma giuridica è un’unità elementare del sistema del diritto che può essere moltiplicata all’interno della stessa frase perché ha diversi significati. Si tratta di norme coordinate per assolvere una funzione unitaria: istituto. (Riserva di legge) È un insieme delle norme che compongono il sistema: ordinamento giuridico.

Norma: è un comando o precetto generale ed astratto. (impone o proibisce un certo comportamento, stabilisce diritto, obblighi, oneri, ecc.). Le norme hanno valenza generale e sono scritte per una comunità di soggetti e non pensando per una situazione specifica e puntuale. Il legislatore pensa a dei precetti che possono valere per una comunità di soggetti.

Sentenza: è un comando individuale e concreto. È un concetto diverso dalla Norma. La sentenza è espressa da un giudice che interpreta il diritto e lo applica in un caso concreto.

Il combinato disposto: è un concetto che riguarda l’applicazione vera, concreta del diritto. Ogni norma va applicata tenendo conto di altre norme e regole che verrebbero applicate per quella determinata situazione.

I rapporti giuridici

Siamo in presenza di norme giuridiche quando si instaura un rapporto fra due o più soggetti che sulla base di una regola comune (il diritto oggettivo) - imposta da altri (eteronoma) o posta dalle parti (autonoma)- dà luogo a vincoli reciproci.

  • Le situazioni giuridiche favorevoli o di vantaggio: Diritti in senso soggettivo: Diritto alla riservatezza-Libertà di opinione.
  • Le situazioni giuridiche non favorevoli o di svantaggio: Doveri o obblighi: Medico-Articolo 54 della Costituzione: dovere alla prestazione di soccorso, fedeltà alla Repubblica.

Pluralità degli ordinamenti giuridici

Ogni organizzazione produce diritto ed è essa stessa prodotta dal diritto. Ne deriva che il diritto non è monopolio di alcuna organizzazione (neanche dello Stato), ma inerisce a qualunque organizzazione: questa è la teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici.

Ordinamento giuridico

Un ordinamento giuridico è l’insieme di più elementi, prescrizioni, consuetudini, fatti normativi, accomunati dal fatto di essere tutti espressione di una determinata organizzazione sociale e coordinati fra loro secondo criteri sistematici.

Diritto positivo: (positivismo giuridico): Diritto scritto

Diritto naturale: (giusnaturalismo) Diritto da associare direttamente all’essere umano in quanto tale. Questo in molti casi è stato codificato, ovvero scritto e reso positivo nelle varie società. (Articolo 24 Costituzione: Diritto alla difesa, diritto al giudice naturale cioè al giudice che la legge preventivamente ha preposto a giudicare in quel caso che si è verificato. Tale articolo è un esempio di come una parte di tale diritto naturale è stato codificato). Oppure anche il diritto di partecipazione alle decisioni delle istituzioni è stato codificato.

Legge 241 del 1990: Partecipazione al procedimento amministrativo, ovvero partecipazione di una qualunque decisione di una qualunque Pubblica Amministrazione. Senti l’altro prima di decidere.

Disposizione e norma

Le disposizioni sono mere formulazioni linguistiche potenzialmente suscettibili di diverse interpretazioni. Le norme sono il risultato dell’interpretazione, operata sulla base di più criteri (letterale, logico-sistematico, storico-comparativo): da un’unica disposizione si possono ricavare diversi significati, cioè diverse norme.

La costituzione

  • Costituzione scritta
  • Costituzione non scritta: (Regno Unito)
  • Costituzione rigida: modificabile tramite un procedimento aggravato.
  • Costituzione flessibile: Modificabile tramite legge ordinaria: Statuto Albertino
  • Costituzione ottriata: Concessa come lo Statuto Albertino
  • Costituzione di origine rappresentativa

L'ordinamento costituzionale

Un ordinamento costituzionale è il complesso delle norme fondamentali, scritte e non scritte, che danno forma all’ordinamento giuridico e rappresentano il codice genetico che determina l’identità dell’ordinamento stesso, vale a dire il suo ordine costituzionale. Articolo 117 modificato con un referendum nel 2001. (potestà legislativa-Regioni-servizio sanitario)

  • Le norme formalmente costituzionali e le norme materialmente costituzionali
  • Gli organi costituzionali (nell’ordinamento italiano: Parlamento, Presidente della Repubblica, Governo, Corte Costituzionale) e gli organi di rilevanza costituzionale (ad esempio il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro)
  • Il potere costituente e il potere di revisione costituzionale

I rami del diritto pubblico

  • Il diritto costituzionale
  • Il diritto parlamentare
  • Il diritto regionale e il diritto degli enti locali
  • Il diritto amministrativo
  • Il diritto tributario
  • Il diritto ecclesiastico
  • Il diritto penale
  • Il diritto processuale civile e il diritto processuale penale
  • Il diritto internazionale
  • Il diritto dell’Unione Europea
  • Il diritto del lavoro
  • Il diritto dell’economia

Domande a fine capitolo 1:

  1. Che differenza c’è fra regole giuridiche e regole non giuridiche?
  2. Perché si parla di pluralità degli ordinamenti giuridici?
  3. In cosa differiscono le teorie normativiste e quelle istituzionaliste?
  4. Cosa significa diritto positivo o posto? E cosa diritto naturale?
  5. In che senso ogni ordinamento si concepisce come un sistema?
  6. Qual è la distinzione fra disposizioni e norme?
  7. Cos’è una Costituzione? E Quand’è che una Costituzione si dice rigida?
  8. Che differenza c’è fra costituzione e ordinamento costituzionale? Perché non coincidono?
  9. Cosa si intende per costituzione in senso formale e costituzione in senso materiale? Come mai vengono a volte contrapposte?
  10. In che cosa si differenzia l’ambito del diritto pubblico dall’ambito del diritto privato?

Cos’è una Costituzione? E quand’è che una costituzione si dice rigida?

Risposta breve

La costituzione è l’insieme di norme fondamentali, scritte e non scritte, che costituiscono la cornice di riferimento dell’ordinamento giuridico e rappresentano l’impianto base dell’identità dell’ordinamento stesso. Una Costituzione si considera rigida quando si può modificare solo con procedimento di revisione aggravato (Rispetto al modo di produzione della legge ordinaria), come quello indicato nell’articolo 138 della Costituzione

Risposta dettagliata

La Costituzione è una fonte del diritto e precisamente la massima fonte delle fonti perché essa legittima (sia direttamente che indirettamente) tutti i processi di produzione del diritto. In essa è presente l’insieme di norme fondamentali, scritte e non scritte, che costituiscono la cornice di riferimento dell’ordinamento giuridico e rappresentano il codice genetico e il tessuto valoriale che identifica l’ordinamento stesso. È tale fonte che garantisce unità, coerenza e completezza dell’ordinamento giuridico visto come sistema. Ed è anche in questa ottica che si prevede una distinzione fra costituzioni rigide e flessibili. Le prime sono quelle che possono essere modificate solo con procedimento di revisione aggravato (rispetto al modo di produzione della legge ordinaria) e quindi hanno una forte capacità di resistenza alla modifica. Il procedimento aggravato, nel caso della Costituzione italiana, è previsto dall’articolo 138 Costituzione: si prevede una duplice lettura da parte di ciascuna Camera e se nella seconda deliberazione è stata raggiunta solo la maggioranza assoluta si apre la strada al c.d. referendum costituzionale (come nel caso del progetto di riforma varato nel 2016). Direttamente connessi al concetto di rigidità, sono i limiti alla revisione costituzionale: limiti espressi (es. articolo 139 Costituzione) e limiti impliciti che coincidono con i principi supremi dell’ordinamento costituzionale e che se intaccati darebbero vita ad un mutamento costituzionale piuttosto che ad una revisione.

Lezione del 04/03/2020: Videolezione sui principi costituzionali

La Costituzione come documento scritto è una conquista relativamente recente dovuta al trionfo del cosiddetto costituzionalismo: un movimento filosofico e politico che a suo tempo fece della Costituzione scritta un obiettivo irrinunciabile.

La Costituzione come testo normativo è una conseguenza diretta dell’affermazione di profondi sconvolgimenti sia sociali che politici, e rappresenta la trasposizione di regole giuridiche di precisi valori e progetti.

Al di là di quelle che sono le definizioni associabili alla Costituzione, la Costituzione italiana specificamente ha una particolare forza: si tratta di una tavola di valori, valori condivisi da tutti che si può interpretare secondo indirizzi politici anche distanti tra loro, ma sempre entro una cornice normativa ben definita, quella costituzionale appunto.

La Costituzione italiana è divisa in più parti: si apre con i principi fondamentali (i primi 12 articoli).

Vi è una parte prima e una parte seconda della Costituzione: La prima è dedicata ai diritti e ai doveri dei cittadini, questa parte si apre con l’articolo 13 e si chiude con l’articolo 54. La prima parte della Costituzione è suddivisa in 4 titoli: Il titolo primo è relativo ai rapporti civili, il titolo secondo è dedicato ai rapporti etico sociali, il titolo terzo è dedicato ai rapporti economici mentre il titolo quarto ai rapporti politici.

Vi è poi la seconda parte della Costituzione che si apre con l’articolo 55 e si chiude con l’articolo 139 ed è dedicata all’ordinamento della Repubblica Italiana. Anche la seconda parte della Costituzione è divisa in titoli, in questo caso in 6 titoli distinti: Il titolo primo è dedicato al Parlamento, il titolo secondo è dedicato al Presidente della Repubblica, il titolo terzo al Governo, il titolo quarto alla Magistratura, il titolo quinto alle Regioni, Province e Comuni, e infine il titolo sesto è dedicato alle garanzie costituzionali. La seconda parte della Costituzione si chiude con l’articolo 139 che viene definito l’ultimo articolo della Costituzione.

Vi è poi un’ultima parte della Carta Costituzionale, in cui si trovano le disposizioni transitorie e finali.

Roberto Benigni: racconto nel corso di una trasmissione della nascita della nostra Carta Costituzionale contestualizzandola nel periodo storico. (Esempio: il suo articolo preferito è l’articolo 12 della Costituzione relativo alla bandiera italiana).

Ogni articolo della Costituzione va letto e compreso in combinato disposto con gli altri principi e con le altre parti della Costituzione.

Principi fondamentali: i primi 12 articoli della Costituzione italiana

Articolo 1: sancisce il fondamentale principio democratico della sovranità popolare. Essa si esercita nelle sole forme individuate dalla Costituzione, e cioè attraverso i canali della democrazia rappresentativa e quelli più limitati della democrazia diretta.

Articolo 2: viene affermata l’inviolabilità dei diritti umani, dell’individuo e delle formazioni sociali, ma anche l’inderogabilità dei doveri di solidarietà.

Articolo 3: afferma l’eguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge. Nel secondo comma sancisce anche il dovere pubblico di rimuovere le disuguaglianze di fatto al fine di raggiungere l’eguaglianza sostanziale. Il concetto di eguaglianza sostanziale è un concetto fondamentale.

Articolo 4: sancisce il diritto al lavoro che è al tempo stesso anche un dovere per tutti i cittadini italiani. Tutte le attività lavorative debbono concorrere al progresso materiale e spirituale della società. C’è questo contributo da parte di ognuno al progresso materiale e spirituale della società.

Articolo 5: stabilisce l’unità e l’indivisibilità della Repubblica. Contemporaneamente si riconoscono e si promuovono le autonomie locali e il decentramento amministrativo.

Articolo 6: tutela le minoranze linguistiche.

Articolo 7: sancisce l’indipendenza reciproca di Stato e Chiesa Cattolica e rimanda ai Patti Lateranensi per la regolazione dei loro rapporti.

Articolo 8: riconosce l’uguaglianza delle confessioni religiose davanti alla legge.

Articolo 9: tutela il paesaggio e il patrimonio storico, artistico, nazionale e promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca.

Articolo 10 e 11: regolano i rapporti tra ordinamento interno e ordinamento internazionale. In particolare con l’articolo 11 l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle contr...

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bedo99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof De Angelis Monica.
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