Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

“no”:

- la legge non viene abrogata e non può essere riproposto lo stesso quesito sulle stesse questioni

per almeno 5 anni, tale limite solo se non si raggiunge il quorum,

al referendum non si dà seguito qualora venga emanata una legge abroghi quella oggetto del referendum,

salva l’ipotesi in cui la nuova disciplina non modifichi i contenuti e principi ispiratori di quella sottoposta a

referendum.

Referendum relativi a modificazioni territoriali (art. 132 Cost.): È previsto per quelle aventi ad oggetto

la fusione tra regioni o la creazione di nuove, quale presupposto della legge costituzionale, mentre per il

distacco di comune o provincia è previsto quale presupposto per l’emanazione di una legge ordinaria che lo

consenta.

Referendum regionali e locali: Ai regolamenti regionali è rimessa anche la regolamentazione del

referendum avente ad oggetto “leggi e provvedimenti amministrativi della regione”, per quanto concerne gli

enti locali i referendum hanno ad oggetto “materie di esclusiva competenza locale”, è previsto un referendum

confermativo eventuale per l’approvazione degli statuti regionali, e nelle regioni a statuto speciale è previsto

referendum confermativo per l’approvazione delle “leggi statutarie”.

Il primo si ebbe nel 1974, grazie all’emanazione della Legge

Il referendum abrogativo nella prassi:

352/1970 circa la disciplina del referendum previsti in Costituzione, e da allora il ricorso a tale strumento è

stato molto frequente, ma la maggior parte sono caduti nel nulla per il mancato raggiungimento del quorum

si è tentato di delineare gli aspetti salienti dell’istituto referendario, evidenziando quelli più

strutturale,

propriamente giuridici:

l’ammissibilità dei referendum,

-

- problematica relativa alla valenza degli esiti referendari,

- effetti conseguenti il mancato raggiungimento del quorum,

- legittimità del referendum formalmente abrogativi ma sostanzialmente propositivi,

l’opportunità di modernizzare l’istituto sotto vari profili:

-

- successione temporale,

- numero delle sottoscrizioni richieste,

- previsione di un limite alle righereste da sottoporre al voto nella stessa tornata,

vincoli al legislatore affinché rispetti l’esito del voto,

- l’eliminazione o la riduzione del quorum strutturale,

-

il referendum va valutato del punto di vista del diritto e va esercitato nel rispetto della legge e nei limiti da

questa previsti.

Il popolo che partecipa: i partiti: I cittadini possono svolgere un ruolo attivo nella vita politica del Paese,

concorrendo ad influenzare le scelte collettive ed esercitare la propria sovranità, sotto tale profilo ha

rilevanza l’associazionismo in generale e l’uso per fini politici di determinati istituti previsti in Cost. che

che da inizio ‘900 si sono affermati

disciplina quello per fini politici, facendo riferimento ai partiti politici,

come strutture di massa, in grado di mobilitare moltissimi cittadini ed il primo modello fu quello

socialdemocratico, che coinvolse i lavoratori e ceti meno abbienti; in Italia questi hanno un ruolo

in grado di incidere sull’indirizzo di uno Stato, tanto che le difficoltà del sistema si sono

fondamentale,

riflesse sul funzionamento delle istituzioni, l’art. 49 Cost. prevede il diritto “ad associarsi liberamente in

a determinare la politica nazionale”, il

partiti politici per concorre, con metodo democratico, metodo

democratico prevede che il partito debba rispettare regole democratiche nei rapporti esterni e non deve

necessariamente caratterizzare quelli interni, il motivo di ciò è nell’intenzione degli stessi di non subire

influenze al proprio interno; essi hanno sempre goduto di tutela e la disciplina vigente necessiterebbe di un

riassetto, il testo normativo più compiuto è la Legge 157/1999 che disciplina il finanziamento pubblico dei

per le spese elettorali e l’estensione del finanziamento ai comitati promotori

partiti, prevedendo un rimborso –

dei referendum, a condizione del raggiungimento del quorum; di rilievo è il rapporto partito gruppo

parlamentare, i partiti in Italia nascono prima come realtà operante nella società e poi nelle istituzioni ed

hanno progressivamente assunto il controllo di tutti gli ambiti decisionali, coniando il termine partitocrazia

per indicare l’eccessivo potere da questi acquisito; per ridurre l’eccessiva frammentazione si è tentato un

consolidamento ed un’aggregazione tra le varie forze tramite l’introduzione delle coalizioni, attorno alle

quali tutti i partiti sono costretti a riunirsi, tale soluzione non ha risolto il problema, ed è stata accolta a fatica

sono tutt’altro che espunte ed il sistema mostra ancora fragilità. Debolezza

dai partiti, e le frammentazioni

organizzativa e tatticismo esasperato.

Altri istituti di partecipazione politica: Fra gli istituti di partecipazione popolare vi è la:

di “richiedere provvedimenti legislativi o far presenti

- petizione: circa la possibilità dei cittadini

comuni necessità”, ma raramente hanno seguito;

l’art. 71 Cost. prevede che 50.000 elettori possano presentare un

- iniziativa legislativa popolare:

disegno di legge alle Camere, spetta a quella che per prima lo riceve verificarne firme e regolarità di

richiesta, secondo i regolamenti di queste essa non decade a fine legislatura, ma anch’esse hanno

influenza limitata. Le fonti del diritto

Cosa sono le “fonti” del diritto: gli atti o i fatti che l’ordinamento ritiene idonei a produrre

Esse sono

norme giuridiche, e si caratterizzano per il fatto di essere:

- generali: rivolte ad una pluralità indistinta di soggetti,

- astratte: ripetibili nel tempo, indipendentemente dal caso concreto;

la teoria delle fonti del diritto si occupa dello studio delle fonti, indicando quali sono, e delle norme che

regolano i modi di produzione del diritto. Si definiscono fonti di produzione quei fatti o atti cui

l’ordinamento attribuisce la capacità di determinare conseguenze; sono fonti sulla produzione le norme che:

- regolano il procedimento di formazione del diritto,

- individuano i soggetti titolari del potere normativo e gli atti prodotti;

le fonti di produzione sono gli atti compiuti sulla base delle norme sulla produzione; le fonti sulla produzione

individuano:

- soggetti titolari del potere di produrre le norme,

- procedimenti che essi devono seguire,

- le modalità attraverso cui le norme devono sono portate a conoscenza dei destinatari e si parla di

fonti di cognizione.

Quando l’ordinamento riconosce alla collettività il potere di produrre norme, senza l’individuazioni di

specifiche procedure, si parla di fonti fatto; mentre quando esse promanano da soggetti ben individuati,

secondo procedure sulla produzione specifiche, si parla di fonti atto; per ogni fonte è prevista:

- la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,

l’applicazione dei principi “iura e “ignorantia

- novit curia” legis non excusat”,

di cui all’ex art. 111 della Costituzione,

- il ricorso in Cassazione

l’art. 12 delle preleggi sull’interpretazione e applicazione del diritto.

-

Quali sono i soggetti che concorrono a produrre diritto: La loro individuazione spetta alla Costituzione,

nell’800 e parte del ‘900, la fonte suprema di produzione era la legge del Parlamento, e costituiva la fonte

primaria, il re aveva un potere funzionale a dare concreta attuazione alla legge nella forma del regolamento

con l’avvento delle costituzioni, specie

definito fonte secondaria, quelle rigide, si posero come fonti di rango

primario superiori anche rispetto alla legge ordinaria; nella Costituzione vengono delineati anche i

procedimenti di formazione del diritto, assumendo il ruolo di fonte sulla produzione con l’individuazione dei

soggetti titolari di potere normativo; il sistema delle fonti di produzione si articola in maniera gerarchica

prevedendo:

- Costituzione,

- Leggi costituzionali,

- Leggi ordinarie ed atti equiparati,

Regolamenti dell’esecutivo.

-

La Costituzione individua anche i meccanismi di produzione del diritto a competenza riservata, con

l’attribuzione del potere del potere normativo in specifici settori a soggetti determinati, in ragione:

- del pluralismo istituzionale, con la seguente attribuzione di poteri normativi ai vari organismi che

compongono l’articolazione interna della Repubblica;

- del pluralismo sociale;

dell’apertura a processi di integrazione;

-

la maggiore articolazione del sistema ha l’esigenza di porre ulteriori criteri per assicurare unità e coerenza

all’ordinamento, quindi accanto ai criteri

interna cronologico e gerarchico, si è posto il moderno criterio

della competenza.

La Costituzione come fonte sulle fonti: La Costituzione individua e prevede i meccanismi di produzione

processi che permettono l’adozione di

delle norme ed esaurisce in sé quei atti fonte primari, la cui

caratteristica è quella di costruire un sistema chiuso, non possono individuarsi atti fonte primari se non

previsti nella Costituzione e sono:

- leggi di revisione costituzionale e leggi costituzionali,

- leggi di rango costituzionali,

- legge ordinaria dello Stato,

- delega da parte delle Camere al Governo dei poteri in caso di guerra,

- referendum abrogativo,

- regolamenti parlamentari,

- statuti delle regioni ad autonomia speciale,

- statuti delle regioni ordinarie,

- legge regionale;

Nell’indicare le fonti primarie, la Costituzione si limita ad indicare la disciplina essenziale; gli atti fonte

primari hanno forza di legge, non in riferimento al contenuto del singolo atto, bensì alla sua forma, la forza o

efficacia formale di un atto concerne i suoi requisiti formali, ossia il soggetto dal quale promana e quindi

titolare del potere normativo, il meccanismo di produzione, ecc... la forza formale di un atto investe due

profili: dell’atto di

- attivo: relativo alla capacità innovare il diritto, modificando norme preesistenti

equiparate o subordinate,

- passivo: relativo alla capacità di un atto di resistere alla modifica da parte di atti che non presentino

la stessa forza;

tutto ciò presuppone che l’ordinamento sia ordinato gerarchicamente in modo tale da impedire che un atto

gerarchicamente inferiore prevalga su uno superiore; il sistema delle fonti secondarie è un sistema aperto, la

cui definizione è lasciata ai soggetti titolari del potere normativo primario.

Unità, coerenza sistematica e completezza dell’ordinamento: La pluralità di fonti del diritto e delle norme

che vengono prodotte richiede che l’ordinamento abbia il requisito di: l’ordinamento

- unità: tutte le norme prodotte possano ricondursi al potere costituente che fonda

stesso,

- coerenza sistematica: è richiesta una coerenza interna che non ammette contraddizioni e discrasie e

di meccanismi che ne consentano la rimozione per individuare la norma applicabile al caso concreto,

indica l’assenza

- completezza: di lacune e vuoti normativi che non consentano la risoluzione di

situazioni concrete, anche qui necessitano meccanismi che consentano di risolvere il problema,

permettendo all’interprete di individuare la norma applicabile in concreto.

Criteri per ordinare le fonti del diritto: Sono fissati dalla Costituzione, e poi da una serie di norme

del 1942, la risoluzione delle antimonie è un’operazione

contenute nelle Disposizioni preliminari al cod. civ.

che si effettua in sede di applicazione del diritto, al fine di consentire di individuare la norma applicabile al

caso concreto, i criteri sono:

- cronologico: regola la successione delle norme nel tempo, attribuendo prevalenza alla norma

successiva rispetto a quella precedente, in presenza di fonti equiparate, nel caso di norme

incompatibili si applicherà la norma successiva, con conseguente abrogazione della precedente; tutti

di cui all’art.

gli atti normativi entrati in vigore, di regola, producono i loro effetti solo per il futuro,

11 delle preleggi ed è noto come divieto di efficacia retroattiva, i rapporti sorti prima continueranno

ad essere regolati dalla norma previdente, la retroattività costituisce un’eccezione e non è mai

assoluta, poiché riguarda i rapporti pendenti, un limite a questa è posto dai diritti quesiti, ossia

situazioni sorte e perfezionate in vigenza di una determinata normativa, un divieto assoluto di

retroattività è previsto dall’art. 25 della Cost. per le leggi in materia penale, infatti “nessuno può

essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”,

l’applicazione del criterio cronologico comporta l’abrogazione delle disciplina previdente

incompatibile e può essere:

- espressa: è la disposizione ad indicare quali norme preesistenti vengono abrogate,

è l’interprete a rilevare un contrasto tra norme dal contenuto incompatibile,

- per incompatibilità:

per nuova disciplina dell’intera materia:

- una nuova legge interviene a disciplinare integralmente una

data materia;

clausole di abrogazione espressa, in cui è la stessa legge a stabilire che la disciplina da essa dettata non potrà

l’interprete sarà tenuto a ad applicare la

essere abrogata o modificata, tali clausole sono usate dai testi unici,

norma precedente qualora essa non sia espressamente abrogata;

- gerarchico: risolve il conflitto tra norme poste da fonti non equiparate dando prevalenza alle norme

poste dalla fonte sovraordinata, la norma disapplicata si considera invalida e sarà espunta

dall’ordinamento con l’annullamento;

- competenza: interviene quando le fonti sono ordinate dalla Cost. secondo la competenza riguardante

ambito territoriale, materia, ecc... dando applicazione alla norma posta dalla fonte competente con la

conseguente esclusione di qualsiasi altra, quella disapplicata si considera invalida e sarà espunta

dall’ordinamento con l’annullamento.

L’interpretazione e l’integrazione del diritto: La risoluzione delle antinomie prevede un’attività

interpretativa regolata, in assenza di disposizioni costituzionali, dall’art. 12 delle preleggi, secondo criteri di

interpretazione:

- letterale: seguendo il senso di ogni parola,

- teleologica: individuando lo scopo del legislatore,

- sistematica: individuando la connessione tra le varie disposizioni;

l’esistenza di alcune lacune viene colmata con il ricorso all’analogia, applicando la disciplina applicabile ai

casi simili, e si ha l’analogia principi generali dell’ordinamento giuridico,

legis, in mancanza si ricorre ai e si

ha l’analogia iuris; tuttavia vi sono delle limitazioni che si concretano nel divieto di analogia per le leggi

l’interpretazione autentica

penali e speciali, definite dalla Cost. di stretta interpretazione; da ciò si distingue

proveniente dal legislatore con riferimento ad un testo normativo già vigente, le leggi di interpretazione

autentica sono retroattive, quindi qualsiasi operatore di diritto è tenuto ad applicare la legge secondo il senso

stabilito.

Le fonti del diritto. Tipologia: Esse sono classificabili in:

Fonti Statali:

- Costituzione e leggi costituzionali,

- fonti comunitarie,

- fonti legislative ordinarie,

fonti legislative “specializzate”,

-

- fonti espressione di autonomia degli organi costituzionali,

- fonti secondarie;

Fonti delle autonomie territoriali:

- fonti del diritto regionale,

- fonti degli enti locali,

- fonti espressione di autonomia collettiva,

fonti “esterne” riconosciute,

-

- fonti fatto.

La Costituzione e le leggi costituzionali: Caratteristica fondamentale delle Cost. è la rigidità che comporta

per la revisione costituzionale, un meccanismo aggravato rispetto al procedimento ordinario, a garanzia

contro modificazioni da parte di tutti gli altri poteri, le leggi di revisione costituzionale hanno il rango di

leggi costituzionali, ma ciò che le differenzia riguarda il contenuto:

- revisione costituzionale: hanno ad oggetto la modifica della costituzione,

- costituzionali: sono richiamate da disposizioni della Cost. e mirano ad integrare la disciplina di

alcune materie nei casi di riserva di legge costituzionale;

il loro procedimento di formazione si definisce aggravato, in quanto reso più complesso e articolato,

prevedendo una duplice lettura da parte di ciascuna delle Camera, la:

- prima: segue regole previste per ogni procedimento legislativo, ma con divieto di approvazione in

commissione,

- seconda: a distanza minima di tre mesi, la cui approvazione richiede maggioranze qualificate;

se il disegno di legge è approvato a maggioranza assoluta viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale, senza

essere immediatamente promulgata dal Presidente della Repubblica e dalla pubblicazione decorrono tre mesi

entro i quali un quinto dei componenti di una Camera, 5 consigli regionali o 500.000 elettori possono

richiedere un referendum costituzionale e solo se questo dia esito positivo la legge è promulgata; se invece il

progetto di legge è approvato a maggioranza di due terzi, non è ammesso referendum e la legge viene

immediatamente pubblicata e promulgata, esistono tuttavia dei limiti alla revisione costituzionale, tra cui

quanto previsto dall’art. 139 secondo cui “la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione

e quelli che per la dottrina coincidono con i

costituzionale”, principi supremi, che se variati implicano un

mutamento costituzionale.

Le fonti comunitarie: Le fonti del diritto comunitario sono:

- regolamenti,

- direttive, con le fonti nazionali al fine di garantire l’attuazione degli obblighi

e vanno necessariamente coordinate

comunitari e l’armonizzazione con le nostre normative per salvaguardarne la coerenza; il problema del

coordinamento ha trovato soluzione attraverso un graduale processo evolutivo che ha visto operare la Corte

costituzionale e la Corte di giustizia dell’Unione:

- in prima fase: il rapporto fra regolamento e legge interna andava regolato, secondo la Corte

costituzionale, ricorrendo al criterio cronologico, attribuendo prevalenza all’atto normativo che fosse

successivo nel tempo,

- in seconda fase: si ritenne di dover risolvere il contrasto sollevando la questione di legittimità

costituzionale,

- oggi: le Corti attribuiscono prevalenza al diritto comunitario sulla normativa interna con esso

incompatibile;

conseguenza dell’applicazione della normativa comunitaria sulla norma interna sarà la disapplicazione con

l’effetto di sospendere la sua efficacia formale fino a che permane la normativa comunitaria e qualora questa

venisse eliminata, quella interna riacquista la sua efficacia. Ciò vale anche per i regolamenti, mentre per le

dovendo, essere recepite dall’ordinamento interno mediante legge dello Stato o legge regionale,

direttive,

esse avranno all’interno del sistema nazionale, la stessa collocazione dell’atto di recepimento.

La legge ordinaria dello Stato: Essa costituisce la fonte a competenza generale, regola qualsiasi oggetto e

materia non attribuito dalla Cost. a fonte diversa, quelle riservate alla legge dello Stato sono materie di

ciò non contrasta con quanto stabilito nell’art. 117 che attribuisce alla competenza

interesse generale,

esclusiva dello Stato un complesso di materie, lasciando il resto alla competenza residuale della legge

regionale. Alla legge statale è affidata la regolamentazione di materie attraverso la previsione della riserva di

legge istituto che attribuisce alla sola legge, e agli atti ad essa equiparati la disciplina di una data materia e si

caratterizza in:

- positivo: nel senso che la legge interviene a disciplinare la materia ad essa attribuita,

vietare l’intervento di atti fonte diversi dalla legge;

- negativo:

vi sono vari tipi di riserve di legge:

- semplici: quando la disciplina di una materia è attribuita alla legge senza specificazioni,

che l’intervento della legge deve avvenire con specifiche procedure o

- rinforzate: quando si precisa

contenuti prestabiliti,

- assolute: quando la disciplina è devoluta esclusivamente alla legge salvo il caso di regolamenti di

esecuzione,

- relative: quando alla legge è attribuita la disciplina essenziale della materia, la fissazioni dei principi

base, devolvendo poi ai regolamenti la disciplina di dettaglio.

La legge ha la capacità di innovare l’ordinamento giuridico mediante l’introduzione di nuove norme o la

modifica, o l’abrogazione di norme preesistenti, vi sono ipotesi in cui l’atto pur avendo forma di legge non è

idoneo a introdurre innovazioni, un esempio è la legge di bilancio.

Gli atti normativi del Governo equiparati alla legge: La Costituzione attribuisce poteri normativi di rango

primario anche al Governo, tale potestà richiede l’intervento del Parlamento a garanzia del legittimo

esercizio del potere governativo, quindi esso può adottare, a norma degli art. 76 e 77 Cost., decreti:

è duplice poiché vede l’intervento del Parlamento

- legislativi: il procedimento per la loro adozione

attraverso l’approvazione di una legge delega, e del Governo per l’approvazione del decreto

legislativo delegato; la legge delega ha ad oggetto il conferimento del potere normativo al Governo e

contiene:

l’individuazione dell’oggetto preciso della delega,

-

- la fissazione di principi e criteri direttivi, ossia norme di carattere generale e i principi che regolano

la materia e le norme procedurali,

- il termine entro cui la delega può essere esercitata;

vi sono dei limiti relativi alle materie che il Parlamento può delegare al Governo, e sono inerenti agli atti che

presuppongono la necessaria distinzione di ruoli tra i due organi; esso è approvato dal Consigli dei Ministri,

emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con la denominazione di decreto

legislativo; un particolare tipo di potere spetta al Governo in caso di guerra, il quale può adottare decreti,

aventi forza di legge, sulla base di una deliberazione del Parlamento dello stato di guerra e con un

conseguente conferimento al Governo dei poteri necessari, ma tali atti non possono derogare le disposizioni

costituzionali;

- legge: hanno efficacia provvisoria, con forza di legge, deliberati dal Consiglio dei Ministri ed

emanati dal Presidente della Repubblica, vengono adottati dal Governo in caso ricorrano determinate

circostanze e presupposti sono:

la sussistenza di “casi di necessità ed urgenza”, non solo situazioni impreviste, ma ipotesi in cui è

- richiesto un intervento rapido, impossibile con il procedimento ordinario,

- la presentazione alle Camere per la conversione in legge,

- conversione in legge entro 60 giorni, pena la decadenza degli effetti ex tunc;

per la disciplina dell’art. 77 della Cost., integrata dalle prescrizioni della legge 400/1988, questi non possono:

- conferire deleghe legislative,

operare nelle materie di cui all’art 72 Cost.,

-

- riprodurre contenuti di precedenti decreti legge di cui sia stata negata la conversione,

ripristinare l’efficacia di disposizioni dichiarate

- illegittime dalla Corte Costituzionale,

per la conversione in legge esso diventa oggetto del disegno di legge di conversione, che si compone di un

è l’atto

unico articolo il cui contenuto è la conversione in legge del decreto, la legge di conversione con il

quale il Parlamento si riappropria del potere legislativo, poiché ne resta titolare e ne delega l’esercizio al

Governo; il ricorso alla decretazione d’urgenza ha prodotto il fenomeno della reiterazione dei decreti legge,

su cui si è pronunciata la Corte Costituzionale, stabilendone il divieto, in quanto tale fenomeno trasforma i

decreti legge in fonte ordinaria di produzione del diritto, con contrasto con i caratteri costituzionali delle

eccezionalità; tuttavia essa ha dichiarato legittima la riproposizione di decreti non convertiti aventi il

medesimo oggetto, purché fondati su presupposti di fatto nuovi o se dotati di una disciplina sostanzialmente

diversa, inoltre se il decreto decade, il Parlamento può adottare una legge regolatrice che regoli i rapporto

sorti in pendenza della provvisoria vigenza del decreto.

Le fonti legislative “specializzate”: Complesso di fonti diverse da quelle primarie che non appartengono ad

una categoria autonoma, ciò che le caratterizza concerne la:

- previsione di procedimenti di formazione particolari,

dissociazione tra la forma e forza dell’atto, hanno forza attiva o passiva diversa rispetto al tipo di

- fonte cui appartengono,

- essere destinate a disciplinare in forma specializzata alcune materie,

in esse rientrano leggi:

- amnistia e indulto: volte ad estinguere il reato e a condonare la pena deliberate a maggioranza di 2/3

di ogni Camera nella votazione finale e nell’approvazione di ogni articolo,

- esecuzione dei Patti lateranensi: regolano i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica, la cui modificazione,

in assenza di consensualità, richiede un procedimento di revisione costituzionale,

- regolatrici dei rapporti tra Stato e altre confessioni religiose: affidati alle intese tra Governo e

rappresentanze di ogni confessione,

variano l’assetto del territorio di una regione, staccando una provincia o comune per aggregarli

- che

ad altra regione: il cui procedimento richiede un referendum popolare,

- che stabiliscono i principi fondamentali: nelle materie di competenza regionale concorrente e di

autonomia finanziaria, prevedendosi la partecipazione dei rappresentanti delle ragioni e degli enti

locali,

- statali attributive di particolari forme e condizioni di autonomia alle regioni ordinarie: materie

soggette alla potestà legislativa concorrente, nonché materie di competenza esclusiva dello Stato, la

procedura richiede il l’iniziativa della regione con il parere degli enti locali e la legge è approvata

dalle Camere a maggioranza assoluta sulla base delle intese tra Stato e regione interessata,

- decreti legislativi di attuazione degli statuti delle ragioni ad autonomia speciale: adottati sulla base

delle previsioni contenute negli statuti deliberati dal Consiglio dei ministri previo parere di una

commissione formata da tre esperti designati dal Governo e tre della regione interessata ed emanati

con decreto del Presidente della Repubblica.

Previsti all’ art. 64 della Cost., sono atti fonte di rango primario a competenza

Regolamenti parlamentari:

materiale riservata, devono essere approvati a maggioranza assoluta, hanno il compito di disciplinare il

funzionamento interno, l’organizzazione e i rapporti delle Camere con gli altri organi; essi prevedono

l’adozione di che disciplinano l’organizzazione e il funzionamento

regolamenti parlamentari speciali, di

particolari organi, come la giunta delle elezioni, e sono adottati sempre a maggioranza assoluta; si

che disciplinano l’organizzazione amministrativa degli

distinguono poi i regolamenti di organizzazione

apparati burocratici del Parlamento.

Regolamenti di altri organi costituzionali: Anche altri organi costituzionali sono muniti di potestà

regolamentari: adottabili in base alla L. 87/1953 per disciplinare l’esercizio delle sue funzioni

- Corte costituzionale: cui all’art. 64 Cost.

e si ritiene equiparato ai regolamenti di

- Presidenza della Repubblica: adottabili in base alla L. 1077/1948, ma hanno solo lo scopo di

regolamentarne il funzionamento amministrativo interno e si ritiene abbiano natura secondaria,

- Apparato governativo: sono considerati di natura meramente secondaria,

il D.Lgs 303/1999 ha fatto propendere per l’attribuzione di rango di

- Consiglio dei Ministri: fonte

primaria.

Le fonti secondarie: Si caratterizzano per essere subordinate a quelle di rango primario, le principali sono i

regolamenti, i quali sono atti di competenza del Governo, dei Ministri, delle regioni e degli enti locali, ed è

necessario che la potestà regolamentare, per essere legittimamente esercitata, trovi fondamento in una norma

di legge attributiva del relativo potere (principio di legalità).

Regolamenti dell’esecutivo: Il potere regolamentare è disciplinato della L. 400/1988 e prevede:

- regolamenti governativi: sono approvati dal Consiglio dei Ministri su parere del Consiglio di Stato e

sono emanati con “decreto del Presidente della Repubblica” e possono essere regolamenti:

per rendere più agevole l’applicazione delle norme;

- di esecuzione:

- di attuazione e integrazione: per attuare ed integrare fonti primarie recanti norme di principio;

- indipendenti: disciplinano materie in cui sia assente una normativa di rango legislativo in cui il

regolamento si pone come unica fonte di disciplina;

- organizzazione: disciplinare organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni;

prevedono l’abrogazione di norme di legge vigenti

- delegati o autorizzati: detti di delegificazione,

sulla base di previa organizzazione legislativa, determinano un “abbassamento” della fonte di

disciplina della materia, per semplificare i procedimenti di produzione normativa, essi possono

di materie non coperte da riserva di legge assoluta e hanno un procedimento

intervenire nell’ambito

articolato in tre fasi:

legge di autorizzazione all’emanazione del regolamento delegato,

-

- emanazione del regolamento delegato, un’esplicita precisione contenuta nella legge di

- abrogazione delle norme di legge vigenti attraverso

autorizzazione,

con tale procedimento viene rispettato l’ordine gerarchico delle fonti;

emanati in base a una legge che autorizzi l’esercizio del

- regolamenti ministeriali e interministeriali:

potere regolamentare, i primi sono adottati in materie di competenza di un ministro o di autorità

sott’ordinante al singolo ministro, mentre i secondi la disciplina di materie che investono la

competenza di più ministri e sono subordinati ai regolamenti del Governo e vanno comunicati al

presidente del Consiglio prima della loro emanazione con decreto ministeriale o interministeriale.

Fonti del diritto regionale: Sono:

- Statuti ordinari: il procedimento di approvazione si articola in due fasi:

l’approvazione dello statuto da parte del consiglio regionale con due

- necessaria: attiene

deliberazioni a distanza di non meno di due mesi, e con maggioranza assoluta,

- eventuale: riguarda la possibilità di referendum,

e si pone come fonte sovraordinata rispetto alla legge regionale;

- Legge regionale: è adottata in conformità alle disposizioni contenute negli statuti regionali, il nuovo

testo dell’art. 117 Cost. che individua le materie di competenza esclusiva della legge statale e quelle

stabilendo che “per

di competenza concorrente fra Stato e regioni ogni materia non espressamente

spetta alle regioni una potestà

riservata alla legislazione dello Stato” legislativa di carattere

residuale; la potestà legislativa concorrente individua gli ambiti di competenza tra la legge statale e

la legge regionale, potestà legislativa spetta alle regioni, salvo la determinazione dei principi

fondamentali attribuita allo Stato; la potestà legislativa residuale spetta alle regioni per tutte le

materie non espressamente attribuite al altri soggetti, e ciò ha portato a ritenere che questa possa

considerarsi una potestà normativa di carattere esclusivo, equiparando alla forza normativa della

legge statale a quella della legge regionale;

- Regolamenti regionali: i regolamenti regionali possono intervenire in materie di competenza degli

enti locali, salva l’ipotesi in cui provvedano con propri regolamenti.

Statuti speciali: Le ragioni ad autonomia speciale dispongono di particolari condizioni di autonomia in base

agli statuti adottati con legge costituzionale, il procedimento di adozione segue il meccanismo previsto

dall’art. 138 della Cost., salvo l’ipotesi in cui l’iniziativa di revisione statutaria è del governo o di un

parlamentare, quindi il progetto deve essere comunicato all’assemblea rappresentativa regionale che entro

lasciando al Parlamento la tutela dell’interesse

due mesi esprime il proprio parere, e non vi è referendum,

nazionale.

Le fonti degli enti locali: Sono:

sono la disciplina fondamentale dell’organizzazione dell’ente locale,

- gli Statuti: si caratterizzano per

il procedimento aggravato che porta alla loro approvazione e che spingea ritenerli di natura

sovraordinata rispetto ai regolamenti dell’ente stesso, sono deliberati a maggioranza di 2/3, e ove

non fosse raggiunta, è rimesso nuovamente alla votazione entro un mese ed è approvato con due

successive deliberazioni con il voto favorevole della maggioranza assoluta;

sono volti a disciplinare l’esercizio delle funzioni di ciascun ente locale e trovano un

- i Regolamenti: Costituzione all’art. 117 e nel TUEL all’art. 7, e sono subordinati allo statuto

fondamento nella

dell’ente e alle leggi che disciplinano la stessa materie.

Circa i limiti delle fonti locali si distingue tra limiti allo Statuto subordinato solo alla legge statale e limiti per

i regolamenti che fanno riferimento a legge statale e a quella regionale; inoltre tali fonti sono disciplinate dal

nuovo testo degli art. 114 e 117 Cost. e dal testo unico sugli enti locali.

Le fonti espressione di autonomia collettiva: La Cost. attribuisce rilevanza di fonti del diritto anche ad atti

espressione dell’autonomia privata purché ricorrano:

- produzione di norme generali ed astratte anche se riferite a specifiche categorie sociali;

- legittimazione a produrre atti con efficacia erga omnes;

giurisdizionale al fine di garantirne l’osservanza;

- tutela

- trattamento proprio delle fonti pubbliche;

di cui all’art. 39 Cost., prevedendo per questa norma una

di rilevanza sono i contratti collettivi di lavoro,

riserva di competenza per i contratti stipulati sulla base di essa, salvo la possibilità per la legge di intervenire

per dettare principi inderogabili, a tale disposizione non è mai stata data attuazione, sopperendovi con la

disciplina prevista dai contratti collettivi di diritto comune; mentre per i rapporti lavorativi nelle pubbliche

amministrazioni le procedure sono fissate dalla legge e sono previste regole per la formazione del soggetto

contraente pubblico, l’ARAN.

Le fonti “esterne” riconosciute: Sono quelle appartenenti a distinti ordinamenti cui il nostro faccia rinvio,

consentendo di individuare criteri e meccanismi di collegamento con altri ordinamenti per consentire

l’introduzione di fonti giuridiche esterne, idonee a produrre diritto anche nell’ordinamento interno, si

distinguono rinvio alla:

- fonte o mobile: quando si rinvia a tutte le norme che la fonte di riferimento è in grado di produrre nel

tempo, ne è ipotesi l’adattamento automatico che si riferisce alle norme riconosciute

dall’ordinamento internazionale e che nel nostro ordinamento opera attraverso il meccanismo

previsto dall’art. 10 Cost.

- disposizione: quando ci si riferisce ad una disciplina precisa storicamente individuabile, ne è ipotesi

l’ordine di esecuzione per il quale vengono recepite norme contenute in accordi internazionali;

non tutte le norme cui si fa rinvio possono essere applicate, vi sono limiti imposti da leggi italiane di

e quelli derivanti dall’applicazione di una norma straniera contraria all’ordine

necessaria applicazione

pubblico.

Le fonti fatto: La più importanti è la consuetudine che si caratterizza per:

- esistenza di un comportamento ripetuto costantemente nel tempo,

- convinzione del corpo sociale che tale comportamento sia dovuto giuridicamente,

ove non sussistesse l’elemento soggettivo si avrebbe una prassi, in quanto tale comportamento non sarebbe

giuridicamente necessitato; le consuetudini per essere valide devono essere secundum legem, ossia conformi

alla fonti atto, oppure partem legem, ossia esterne a qualsiasi norma, e sono vietate quelle contra legem,

quelle di diritto sono gerarchicamente subordinate alle fonti atto; quelle costituzionali integrano le norme

costituzionali scritte ed hanno rango costituzionale.

Fonti di cognizione, testi unici, pubblicità delle fonti: Esse sono gli atti scritti sprovvisti di forza

normativa, idonei a produrre diritto oggettivo, il cui scopo è quello di rendere conoscibile il diritto oggettivo,

possono avere carattere cognitivo legale, o hanno la funzione di mera pubblicità notizia, i testi unici possono

avere carattere di fonte sia di cognizione, sia normativa e la loro funzione è quella di riordino e sistemazione

della disciplina di una materia, vi sono testi unici:

- di mera compilazione: mirano a favorire la conoscenza del diritto esistente in relazione ad una

materia esistente, limitandosi ad unificarne la disciplina senza innovarla, sono emanati dal Governo

con natura normativa amministrativa, o in base a mera autorizzazione del Parlamento;

- normativi: mirano a dettare la disciplina di una materia, raccogliendola in sé e provvedendo ad

armonizzarla, innovando gli atti fonte (novazione della fonte), divenendo fonte normativa e

abrogando gli atti preesistenti, essi sono deliberati dal Governo con decreti legislativi;

legislative e regolamentari; a norma dell’art. 73

vi sono anche i testi unici misti che raccolgono disposizioni

della Cost. tutti gli atti normativi vanno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e le leggi e

regolamenti regionali sul Bollettino Ufficiale della regione, gli atti regolamentari e legislativi vengono

entrano in vigore il quindicesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta, termine definito vacatio legis;

mentre le norme di diritto comunitario sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea nelle

lingue ufficiali. Le garanzie giurisdizionali

diretta all’applicazione della legge sulla base di

La funzione giurisdizionale: Essa è quella funzione statale

un impulso di parte, per risolvere una controversia o un conflitto, esercitata da un soggetto terzo, vincolato

solo dalla legge, nel rispetto del contraddittorio tra le parti, della pubblicità del procedimento e della

motivazione delle decisioni, ed ha un profilo:

- soggettivo: viene esercitata ogni volta che certe attività sono attribuite a soggetti appartenenti al

corpo giudiziario,

rileva l’attività svolta dal soggetto che decide poiché è oggettivamente giurisdizionale;

- oggettivo:

tipica di tale funzione è l’emanazione della l’atto con cui il giudice risolve la questione

sentenza, a lui

sottoposta.

L’organizzazione giudiziaria, la giurisdizione ordinaria: I giudici ordinari hanno giurisdizione in materia

la Cost. all’art. 102 stabilisce che “la funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati

civile e penale, e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario”, e prevede che questa si articola in 29

ordinari istituiti facenti capo ad altrettante corti d’appello, ed ognuno è diviso in

distretti giudiziari, circondari, i magistrati

giudicanti in materia civile si dividono in:

con competenze limitate a cause “minori”, organo monocratico, composto da un

- giudice di pace:

solo giudicante,

- tribunale: decide in composizione monocratica o collegiale,

corte d’appello:

- giudice collegiale di II° grado;

i magistrati giudicanti in materia penale sono:

- giudice di pace: solo per reati minori e le cui decisioni sono impugnabili dinnanzi al tribunale,

giudice di primo I° grado le cui decisioni sono impugnabili dinnanzi alla corte d’appello,

- tribunale:

corte d’appello:

- giudice collegiale di II° grado;

corte d’assise, corte d’assise

ad essi si aggiunge la in I° grado, le cui decisioni sono appellabili presso la

d’appello, composta da 2 giudici di carriera e 6 giudici popolari; è possibile il ricorso in Cassazione per

questioni di legittimità che attengono al rispetto della legge e delle forme procedurali, la svolta della

Suprema Corte di cassazione è la funzione nomofilattica, ossia la garanzia della uniforme interpretazione

della legge, potendo disporre l’annullamento della sentenza; vi sono anche magistrati con funzioni requirenti,

che ha l’obbligo di esercizio dell’azione penale e dirige le indagini tramite la

come il pubblico ministero

polizia giudiziaria; la Cost. prevede il divieto di istituire giudici speciali, con competenze settoriali e il

creati dopo l’accadere del fatto da giudicare, di cui all’art. 25 Cost. il

divieto di istituire giudici straordinari, ossia l’ufficio del giudice

quale prevede che in base a determinati criteri viene individuato il giudice naturale,

individuato dalla legge prima che sia commesso un reato o sorga una controversia, tale divieto non esclude

l’esistenza di sezioni specializzate.

Le giurisdizioni speciali: Ammesse nel nostro ordinamento sono la giurisdizione:

è competente, di cui all’art. 103

- amministrativa: Cost. per la tutela degli interessi legittimi e dei

diritti soggettivi nei confronti della pubblica amministrazione, è la legge a stabilire il riparto di

competenze e le materie di competenza esclusiva dei giudici amministrativi, di I° grado sono i

Tribunali amministrativi regionali, le cui sentenze sono appellabili dinnanzi al Consiglio di Stato;

- contabile: ha competenza in materia di contabilità pubblica e nelle materie specificate dalla legge, il

suo organo è la Corte dei conti, articolata in sezioni regionali, competente in I° grado, le cui

sentenze sono appellabili dinnanzi alle sezioni giurisdizionali centrali;

- militare: hanno competenza sui reati sui reati militari commessi da appartenenti alle Forze Armate,

mentre in tempo di guerra ha la giurisdizione stabilita dalla legge;

la Corte di cassazione ha il compito di dirimere i conflitti di competenza fra giudici ordinari e conflitti di

giurisdizione fra giudici ordinari e speciali.

L’autonomia e l’indipendenza della magistratura: L’art. 104 Cost. sancisce il principio dell’autonomia e

dell’indipendenza della magistratura, garantita dalla sua sottoposizione soltanto alla legge, ed ha carattere

- esterno: rispetto agli altri poteri,

- interno: nei rapporti tra magistrati,

mentre l’autonomia garanzia dell’inamovibilità dei giudici, ossia l’impossibilità di una loro

è rafforzata dalla

sospensione, se non a seguito della decisione del CSM; particolare è la posizione del Pubblico Ministero, essi

si caratterizzano per un’articolazione gerarchica interna connessa agli specifici compiti delle procure,

garanzia della loro indipendenza è la previsione dell’obbligatorietà dell’azione penale, che implica il

perseguimento di tutti i reati da chiunque commessi.

È l’organo di autogoverno

Il Consiglio Superiore della Magistratura: della magistratura, si compone di:

- 3 membri di diritto:

- Presidente della Repubblica,

- Primo presidente della corte di Cassazione,

- Procuratore generale presso la corte di Cassazione,

- membri elettivi: eletti

- 2/3 dai magistrati ordinari,

- 1/3 dal Parlamento;

all’interno è articolato in e tra i membri eletti dal Parlamento c’è un

commissioni, vicepresidente che svolge

compiti affidatigli dalla legge e le funzioni delegate dal Capo dello Stato, che lo presiede; le attribuzioni al

CSM attengono:

- gestione delle carriere,

- status giuridico dei magistrati,

- promozioni e trasferimenti,

- incarichi direttivi,

- sanzioni disciplinari; che si occupa dell’organizzazione

queste vanno coordinate con quelle spettanti al ministro della giustizia, e

relativi alla giustizia e alla promozione dell’azione disciplinare,

funzionamento dei servizi esso può

richiedere provvedimenti al CSM, ma la competenza esclusiva spetta a questo; per i provvedimenti

del CSM decidere l’eventuale sanzione

disciplinari spetta alla sezione disciplinare da irrogare nei confronti

dei singoli giudici, l’azione è promossa dal ministero della giustizia o dal Procuratore generale presso la

corte di Cassazione, ed ha carattere paragiurisdizionale ed è impugnabile dinanzi al giudice amministrativo.

I principi costituzionali del processo: La Cost. prevede le disposizioni per lo svolgimento del processo,

assistito da norme che ne garantiscono il corretto svolgimento nel rispetto di principi fondamentali circa le

sue finalità di:

- tutela di situazioni giuridiche soggettive,

- il rispetto dei diritti fondamentali delle persona,

l’art. 24 afferma che “tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi”,

garantendo, in ossequio al principio di eguaglianza sostanziale, “ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi

ed è garantito il

per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione”, diritto alla difesa; la Legge cost.

ha riformulato l’art. 111 Cost. che stabilisce:

2/1999, circa il giusto processo,

- parità delle armi processuali,

- garanzia del contraddittorio, ribadendo i principi di terziarietà ed imparzialità del giudice

ed i diritti fondamentali per l’imputato:

- alla difesa,

- ragionevole durata dei procedimenti, affinché non divengano diniego di giustizia;

111 Cost. circa l’obbligo

una garanzia prevista all’art. di motivazione,poiché grazie a questa viene

concretamente garantito il diritto alla difesa e consente la contestazione del provvedimento adottato,

rendendo palese il ragionamento giuridico che ho condotto ad un certo esito, ed è grazie a questa che viene

rispettato il principio del doppio grado di giudizio, finalizzato ad una miglio ponderazione delle decisioni

assunte in I° grado.

La responsabilità dei magistrati: Essi hanno una responsabilità disciplinare, derivante dal rapporto di

pubblico impiego con lo Stato e relativo alla propria condotta professionale, sollevata quando un

magistrato”manchi ai suoi doveri, o tenga in ufficio o fuori una condotta tale da renderlo immeritevole della

deve godere, o che comprometta il prestigio dell’ordine giudiziario”;

fiducia e della considerazione di cui

per le responsabilità giuridiche si hanno responsabilità:

sono penalmente responsabili di ogni reato commesso nell’esercizio delle proprie funzioni,

- penale: Legge 117/1998 che prevede l’applicazione delle sanzioni civilistiche

- civile: è disciplinata dalla

nell’ipotesi di un “danno ingiusto conseguente ad un comportamento, ad un atto o provvedimento

da un magistrato nell’esercizio delle sue funzioni,

posto in essere con dolo o colpa grave con

conseguente risarcimento del danno a carico dello Stato”, ma questa ricorre solo in caso di rilevante

gravità. Le pubbliche amministrazioni

Le amministrazioni tra diritto comune e diritto amministrativo: Costituite da personale con specifiche

competenze professionali, agiscono sotto la direzione di governo locale, per collaborare all’azione di

Governo, l’attività amministrativa si caratterizza per la cura concreta di interessi pubblici attraverso la

produzione di specifici atti e si distingue dall’attività giurisdizionale, intervenendo con imparzialità, ma non

come terzo soggetto; esse operano come:

- autorità amministrative: in una posizione di supremazia rispetto ad altri soggetti, utilizzando poteri e

strumenti propri del diritto amministrativo al fine di garantire il soddisfacimento immediato di un

interesse pubblico;

- soggetti che forniscono servizi pubblici: agiscono come soggetti privati, utilizzando gli strumenti del

diritto comune, assumendo posizione di parità rispetto ai soggetti con i quali entra in rapporto;

si opera una distinzione tra attività discrezionale e vincolata, a seconda che la legge lasci un margine, più o

meno ampio, di scelta circa le modalità di esercizio del proprio potere, o in presenza di certi presupposti deve

decidere secondo specifiche modalità; il soddisfacimento dei bisogni della collettività avviene con la

produzione e l’erogazione di beni e servizi, la quale può essere svolta attraverso l’amministrazione:

- diretta,

- per enti con istituzione di enti appositi,

- per regole;

dagli anni ’90 si è proceduto alla parificazione di disciplina tra lavoro nella pubbliche amministrazioni e

lavoro nel settore privato, tale equiparazione ha portato all’estensione della disciplina anche i dipendenti di

quest’ultime; a loro è esteso lo svolgimento dell’attività normativa nei modi e forme previste dalla legge,

destinati a regolare l’accesso a determinati servizi e all’uso di determinati beni.

L’organizzazione per ministeri e per L’amministrazione è strutturata in ministeri, per ciascuno

enti:

preposto un ministro, il quale dirige e gestisce il dicastero, facendo da raccordo tra questa e il Governo, i

ministeri sono quello di:

- degli affari esteri: si occupa della politica estera e dei rapporti internazionali,

dell’interno:

- con funzione di amministrazione delle forze polizia e di vigilanza e garanzia della

sicurezza pubblica,

- giustizia: si occupa dei servizi relativi alla giustizia,

- della difesa: si occupa della difesa e sicurezza dello Stato, attraverso le forze armate,

- delle economie e delle finanze: si occupa del controllo sui conti pubblici dello Stato,

- delle attività produttive: ha funzioni in materia di artigianato, industria ed energia,

- delle comunicazioni: ha funzioni relative ai mezzi di comunicazione,

- infrastrutture e dei trasporti: si occupa della realizzazione delle reti infrastrutturali e delle opere

pubbliche, si occupa della tutela e mantenimento dell’equilibrio ecologico

- per le politiche agricole e forestali:

del territorio,

- del lavoro e delle politiche sociali: ha funzioni in materia di politiche sociali,

- della salute: coordina il sistema sanitario nazionale e tutela la salute,

dell’istruzione, dell’università e della ricerca: si occupa di funzioni relative all’istruzione

- a tutti i

livelli,

- beni e attività culturali: spettano compiti di tutela e gestione del patrimonio artistico;

essi sono, organizzati intorno al ministro, si compongono direzioni generali o dipartimenti e si basa sul

tra il soggetto agente e l’amministrazione stessa, ogni attività viene

concetto di immedesimazione organica

imputata all’amministrazione che il ministro rappresenta ed in tal senso il soggetto agente è definito l’organo

dell’ amministrazione, che è portatore della volontà dell’amministrazione cui è preposto, a sostegno

dell’esercizio delle sue funzioni il ministero si avvale dell’ufficio, ossia un apparato amministrativo,

l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni si fonda su:

- decentramento delle funzioni a livello regionale,

- costituzione di enti pubblici:

attività produttiva in forma d’impresa,

- economici,

- non economici;

- privatizzazioni che hanno investito il settore delle partecipazioni statali,

costituzione di agenzie con compiti di organizzazione sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza

- dei

ministeri,

- diffondersi delle autorità amministrative indipendenti;

nella struttura ministeriale sono previsti organi a carattere consultivo e di controllo che la Costituzione

definisce organi ausiliari di Governo:

- Consiglio di Stato: consulenza giuridico-amministrativa con funzioni giurisdizionali,

- Corte dei Conti: svolge il controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo e il controllo

successivo sulla gestione del bilancio dello Stato.

L’organizzazione per autorità indipendenti: Esse, indipendenti dagli organi politici, operano per garantire

l’imparzialità nella gestione di settori delicati in relazione agli interessi coinvolti, specie circa l’informazione

e le libertà economiche, e sono:

- Commissione nazionale per le società e la borsa: istituita per vigilare sui mercati finanziari e di

borsa,

- Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo: regolamentazione e controllo

dell’attività di tali imprese,

- Autorità garante della concorrenza e del mercato: a tutela della libera concorrenza,

Commissione di garanzia dell’attuazione della Legge 146/1990: per regolare l’esercizio del diritto di

- sciopero,

- Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici: per garantire la regolarità degli appalti,

- Garante per la protezione dei dati personali: a garanzia del trattamento dei dati personali,

Autorità per l’energia elettrica e il gas:

- per gestire i servizi di erogazione di energia elettrica e gas;

esse agiscono su modelli propri e funzionali al tipo di attività svolta (controllo di atti su soggetti, alla cui

vigilanza sono preposti, poteri d’indagine e d’inchiesta, etc...), il problema riguarda eventuali responsabilità

di queste e del soggetto al quale devono rispondere; i loro regolamenti interni rientrano nella loro autonomia

organizzativa; tuttavia si pongono problemi circa se nel caso di atti rivolti a soggetti esterni, questi abbiano

natura amministrativa o normativa.

I principi costituzionali relativi alle pubbliche amministrazioni: La loro organizzazione ed azione deve

improntarsi a:

principio dell’autonomia: l’amministrazione è affidata alle regioni ed enti locali, rappresentativi della

- comunità ed ispirata al principio della sussidiarietà,

- principio del decentramento: le funzioni che restano allo Stato, vanno decentrate sul territorio

nazionale a livello burocratico o istituzionale, con apparati che fanno capo a quelli centrali,

- riserva di legge: ha carattere relativo, fissa principi e criteri generalizi quali esse dovranno attenersi

nella propria attività, la loro attività deve muoversi all’interno di quanto stabilito da leggi e altre

- principio della legalità:

fonti normative, con il limite dei principi generali del diritto, quindi gli atti contrari andranno

disapplicati per il principio della preferenza della legge ed annullati dal giudice amministrativo,

- principio del giusto procedimento: garantisce la corretta formazione della volontà

dell’amministrazione, di cui alla Legge 241/1990 che prevede:

l’obbligo di motivazione degli atti,

-

- trasparenza amministrativa,

- individuazione del responsabile del procedimento,

- contraddittorio tra i soggetti portatori di interessi contrapposti,

obbligo della fissazione di un termine per ogni atti, ossia l’obbligo di concluderlo in 30 giorni,

- improntato all’efficacia, dell’attività delle

- principio del buon andamento: efficienza ed economicità

amministrazioni,

- principio di imparzialità: richiede il necessario contemperamento fra interessi contrapposti ed

equilibri fra interessi pubblici da tutelare ed interessi privati da sacrificare,

- principio di responsabilità di pubbliche amministrazioni e funzionari: che prevede forme di

responsabilità diretta degli enti pubblici per le violazioni di leggi penali e civili,

principio dell’accesso mediante concorso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni.

-

Gli atti amministrativi: Sono prodotti dalle pubbliche amministrazioni, emanati a seguito di un

nel momento dell’emanazione e sono salva l’ipotesi in cui vadano notificati

procedimento, perfetti efficaci

agli interessati o sottoposti a particolari controlli, essi possono essere invalidi, sebbene perfetti ed efficaci,

essi sono: per mancanza di un elemento essenziale (impossibilità, inesistenza dell’oggetto),

- nulli:

- illegittimo: se emanati in violazione delle norme previste in materia di attività delle pubbliche

dell’autorità, per

amministrazioni, in tale ipotesi può essere annullato per vizi di incompetenza

violazione di legge rispetto ai contenuti o eccesso di potere, se emanato per fini diversi da quelli

previsti; al principio dell’autotutela,

possono essere imperativi, informati in quanto ritenuti legittimi in via presuntiva;

l’imperatività è indice della particolare forza di cui è dotato il provvedimento, mentre l’autotutela consente

di “imporre” al destinatario l’obbiettivo prefissato con un provvedimento, è

anche con la forza, di realizzare

invocata anche nei provvedimenti di secondo grado, quanto riferiti ad un precedente atto che

l’amministrazione può annullare, revocare o convalidare; infine sono atti giustiziabili, quelli passabili in

giudizio nelle forme e nei modi previsti. L’art. 113 Cost. prevede che “è sempre

La tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi: è previsto un

ammessa tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi”, sistema dualistico di

giustizia amministrativa, ossia la competenza a giudicare sugli atti della pubblica amministrazione è ripartita

tra giudice: ma non può annullare l’atto, e si limita a disapplicarlo

- ordinario: per lesione di un diritto soggettivo,

e stabilire il risarcimento del danno, che può annullare l’atto;

- amministrativo: per lesione di un interesse legittimo,

contro gli atti amministrativi lesivi è prevista una forma di tutela paragiurisdizionale, ossia ricorsi:

- in opposizione: di carattere amministrativo, rivolti dal soggetto direttamente alla pubblica

amministrazione,

rivolti dal soggetto dinnanzi all’autorità amministrativa gerarchicamente superiore;

- gerarchico:

è ammesso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che adotta una decisione assunta dal

Consiglio di Stato e rappresenta uno strumento di tutela alternativo a quella giurisdizionale.

Lo Stato

Gli Stati si affermano in varie parti d’Europa, sviluppandosi

Lo Stato come comunità politica: tale

processo in una duplice direzione:

affermando la propria autonomia rispetto sia all’ordinamento imperiale sia a quello del

- esterna:

Papato, e trova consacrazione con la fine della guerra dei Trent’anni,

- interna: affermando la propria supremazia nei confronti degli ordinamenti che esistevano al loro

interno, e si realizza attraverso il consolidamento della monarchia assoluta e si conclude nel 1789

con la Rivoluzione francese e la sottoposizione dello stesso alle regole di diritto.

Lo Stato moderno è caratterizzato da molteplici elementi, ma i più importanti sono:

l’ordinamento statale assume tra le proprie finalità la cura di tutti gli interessi generali che

- politicità:

riguardano una determinata collettività stanziata su un determinato territorio, ed in forza di tale

carattere lo Stato tende a sottoporre alle proprie regole tutti i diversi ordinamenti che esistono al suo

interno;

- sovranità: la sua supremazia rispetto ad ogni altro potere costituito al suo interno e la sua

indipendenza rispetto a poteri esterni;

queste sono caratteristiche fondamentali della statualità e sono tra loro collegate poiché non si possono

perseguire fini generali, in mancanza di sovranità, infatti questa è un potere non costituito, ma costituente, e

in essa trova legittimazione la costituzione dello Stato, che è a sua volta costituente di ogni altro potere

pubblico, quindi solo gli Stati sovrani possono darsi una costituzione. Uno Stato può definirsi tale se riesce a

conseguire, in un determinato territorio, il monopolio della forza, ossia se è in grado di agire tendenzialmente

senza resistenze al proprio interno e senza interferenze dall’esterno, tale monopolio può essere esercitato in

forma: con l’uso della

- diretta: forza legale, in grado di legittimarne altri all’uso della forza.

- indiretta: ponendosi come unico soggetto

Si potrà parlare di Stato quando una popolazione, sottomessasi a un potere politico, dà vita ad un

ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali, in tal modo la popolazione diviene popolo,

ovvero un insieme di persone legate dal fatto di condividere tutte un’uguale cittadinanza, per aversi uno

Stato devono essere presenti un:

- popolo,

- territorio,

- governo sovrano.

Nell’ordinamento italiano la sovranità è considerata “appartenente” al popolo, in ciò vi sono due aspetti

fondamentali, ossia che il popolo è:

- la fonte di legittimazione di ogni potere statale,

- il corpo elettorale il titolare dei poteri sovrani;

l’esercizio dei poteri sovrani incontra dei limiti crescenti, di:

- fatto: derivanti dallo sviluppo delle tecnologie che rendono difficile il controllo degli stati sovrani sia

sulla circolazione delle informazioni, che sulla circolazione dei capitali,

derivanti dall’ordinamento internazionale, che dalla fine del Secondo conflitto mondiale

- diritto: in

poi è andato perdendo le caratteristiche di ordinamento che mira solo ad assicurare la coesistenza fra

Stati e considera sempre più tra i propri soggetti anche i popoli e i singoli individui da proteggere in

nome dei diritti umani;

nonostante tali limiti la sovranità rimane ancora valida poiché si può presupporre che le limitazioni alla

sovranità dello Stato sono volute dal popolo nell’esercizio del potere costituente. Caso particolare è quello

dello stato federale, che realizza una complessa organizzazione, in cui la sovranità è distribuita su due livelli,

ossia quello:

- dello stato federale,

- degli stati federati, ciascuno dei quali con una propria costituzione;

in definitiva il processo di unificazione federale porta a individuare nella costituzione federale la fonte prima

di legittimazione di tutti i poteri pubblici federali e statali; diverso è il caso della confederazione di Stati o

dell’unione di Stati, in cui più Stati non danno vita ad un nuovo Stato, ma a comuni strutture di cooperazione

disciplinata dal diritto internazionale. Le trasformazioni degli Stati possono essere valutate dal punto di vista

del: - diritto internazionale,

- diritto interno,

a seconda che siano avvenuti o meno mutamenti dell’ordinamento costituzionale; accanto alla concezione

dello Stato inteso come comunità politica, vi è quella secondo cui esso altro non sarebbe che una pura

un centro di imputazione al pari di qualsiasi persona giuridica o fisica, in quest’ottica:

costruzione giuridica,

è solo l’ambito di

- il territorio validità delle norme,

- il popolo è solo la sfera personale di validità delle norme,

- le competenze e le finalità dello Stato delimitano solo la sfera materiale di validità delle norme,

è data solo dall’efficacia delle norme dell’ordinamento

- la forza dello Stato statale.

Le forme di Stato moderne e il costituzionalismo liberaldemocratico: Occorre distinguere tra forme di:

- governo: inerenti il modo in cui si distribuisce il potere politico tra gli organi dello Stato;

- Stato: inerenti il modo di atteggiarsi del rapporto tra cittadini e potere politico, nonché i fini ultimi

dell’ordinamento;

le forme di Stato possono classificarsi in Stato:

- assoluto: si afferma con la dissoluzione del potere feudale, e si caratterizza per:

l’investitura del Sovrano direttamente

- da Dio,

- accentramento del potere pubblico nelle mani del sovrano e dei suoi funzionari,

- articolazione rigida della società in classi;

si afferma con la Rivoluzione francese, si caratterizza per l’attribuzione del diritto di voto

- liberale:

ad un ristretto numero di soggetti muniti di particolari requisiti di classe, ma riconosce e garantisce a

tutti i cittadini il diritto alla proprietà e di libertà attraverso la previsione di regole generali ed

astratte, valide per tutti ed indistintamente (stato di diritto);

si afferma agli inizi del ‘900 nascono i partiti politici, i sindacati e si favorisce

- liberaldemocratico:

una più attiva partecipazione dei cittadini alla vita politica dello Stato;

assoluto dell’autorità dello

- fascista: si afferma tra le due guerre concezione hegeliana del valore

Stato e organizzazione corporativa dell’economia;

- confessionale: si fondano sulla legittimazione religiosa del potere statale (es. stato islamico).

Lo Stato e gli altri ordinamenti. L’ordinamento internazionale

Esso è l’ordinamento

Lo Stato e gli altri ordinamenti, il diritto internazionale: della comunità degli Stati

ed ha una base sociale costituita da entità collettive che sono gli Stati; la diversità di questo rispetto agli altri

ordinamenti sta in:

non c’è un ente che si ponga nella stessa posizione dello Stato rispetto ai singoli,

-

- non è dotato di un organo legislativo,

- le norme di diritto internazionale generale sono di natura consuetudinaria, vincolando tutti i soggetti

dell’ordinamento,

- può essere anche frutto di trattati e accordi tra singoli, dando vita al diritto internazionale pattizio,

vincolante solo per gli Stati aderenti,

- non esiste un organo che risolva eventuali controversie fra Stati,

in forza del quale ciascun soggetto può

- la tutela degli interessi dei singoli è affidata all’autotutela,

agire a tutela dei propri diritti.

Ordinamento internazionale e ordinamenti statali: Accanto alla teoria del pluralismo degli ordinamenti,

si pone la teoria monista che risolve il problema del rapporto tra ordinamenti, sulla base della prevalenza

dell’uno rispetto all’altro e della conseguente dell’uno sull’altro; le norme di natura pattizia si

derivazione

operano mediante l’istituto della ratifica dell’accordo concluso con terzi con la firma del trattato, poi

interviene la ratifica da parte dei singoli firmatari del trattato; nell’ordinamento italiano questo è un atto

presidenziale (art. 87 Cost.), ma va autorizzata, con Legge, dal Parlamento ove comporti:

- variazioni del territorio,

- oneri finanziari a carico dello Stato,

- modificazioni di leggi,

- trattati di natura politica che vincolano la politica estera dello Stato;

lo Stato opera:

- con la firma del trattato obbligandosi nei confronti degli altri Stati,

- con una normativa interna di attuazione.

L’adattamento dell’ordinamento italiano: La fase interna avviene secondo tre modalità, con:

ricorso alla Legge, realizzato un adattamento della normativa interna mediante l’introduzione di

- nuove norme o la modifica o abrogazione di norme preesistenti incompatibili,

- ricorso ad una Legge ad-hoc che:

- autorizza la ratifica del trattato,

dispone l’adattamento dell’ordinamento interno mediante l’ordine

- di esecuzione;

- la previsione di un meccanismo di adattamento automatico immediato e diretto, completo, continuo.

Costituzione all’art. 10 prevede che “l’ordinamento italiano si conforma alle norme di diritto

La nostra ossia alle norme consuetudinarie, ponendosi come norma sulla

internazionale generalmente riconosciute”,

produzione giuridica, quindi la violazione di una norma di diritto internazionale consuetudinario costituisce

una violazione indiretta della Costituzione.

Il diritto internazionale e la protezione dei diritti umani: Fra le norme di diritto internazionale

generalmente riconosciute vi è il principio “pacta Soprattutto dalla fine delle seconda guerra

sunt servanda”.

mondiale il novero dei principi di diritto internazionale si è ampliato con l’introduzione di un complesso di

norme volte alla tutela dei diritti umani, che riconoscono la titolarità di una serie di diritti che gli Stati hanno

il compito di salvaguardare; sotto il profilo processuale vi sono delle innovazioni destinate ad assicurare

l’osservanza, da parte degli Stati, dei precetti riguardanti la tutela di detti diritti, come la Corte penale

istituita nel 1998; importante fu l’istituzione, nel 1950, della Corte europea dei diritti umani, a

internazionale,

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,

seguito della

firmata a Roma lo stesso anno.

L’organizzazione delle Nazioni Unite: Esse godono di soggettività internazionale, e sono Stati riuniti per il

raggiungimento di obbiettivi comuni; la principale è l’ONU e i suoi organi principali sono:

- Assemblea generale: composta da tutti gli Stati membri.

- Consiglio di sicurezza: composto da 15 membri di cui 5 permanenti.

Consiglio economico e sociale: composto da 54 membri eletti dall’Assemblea generale e rinnovati

- ogni tre anni per 1/3. generale e

- Corte internazionale di giustizia: composta da 15 giudici eletti per 9 anni dall’Assemblea

dal Consiglio di sicurezza.

Segretario generale: eletto dall’assemblea su proposta del Consiglio per un periodo di 5 anni ed è

- l’organo esecutivo dell’Organizzazione.

All’ONU appartengono quasi tutti al fine di ripristinare la pace ed assicurare condizioni di sicurezza, perciò

può adoperare la forza il cui utilizzo è affidato al Consiglio di sicurezza in caso di minaccia alla pace.

Le organizzazioni internazionali regionali: Dopo la seconda guerra mondiale si sono sviluppate

organizzazioni internazionali, dette regionali, costituite da gruppi di Stati allo scopo di mantenere la pace in

determinate aree, tipica è l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, la NATO, che si fonda sui

in caso di attacco armato, di cui all’art. 5.

principi della mutua assistenza fra gli Stati alleati

L’ordinamento dell’Unione Europea

Dalla Comunità Europea all’Unione Europea: Essa nasce nel 1993, dopo l’entrata in vigore del Trattato di

che ha condotto all’UE è frutto di un percorso iniziato nel 1951, con la firma del

Maastricht, il processo pochi anni dopo si diede vita all’EURATOM,

Trattato di Parigi che diede origine alla CECA, e alla CEE con

il Trattato di Roma del 1957, il fondamento prevalentemente economico della comunità mirava alla

costituzione di:

- uno spazio di libero scambio fra gli Stati,

l’introduzione di una politica per l’agricoltura e i trasporti che fosse comune,

- con l’unificazione degli organi

nel 1965 si giunse alla fusione degli organi istituzionali delle tre Comunità,

esecutivi, in quanto si è avvertita l’esigenza che la Comunità andasse oltre l’aspetto strettamente economico;

sul piano della giustizia, la Corte di giustizia dà vita ad una giurisprudenza che interpreta in maniera sempre

più estesa il diritto della Comunità. Con il Trattato di Maastricht si modifica il trattato CEE, con

l’introduzione della moneta unica, e si aggiunge anche il Trattato dell’Unione Europea che dà vita ad una

struttura organizzativa complessa fondata su tre pilastri:

- preesistenza delle tre Comunità,

- la politica estera e di sicurezza comune,

- la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale,

non tutti i paesi concordarono da subito l’affidamento di aspetti della politica estera e della giustizia agli

organi e strutture comunitarie, si decise di affidare tale procedimento ai meccanismi del diritto comunitario

con la cooperazione intergovernativa; con il Trattato di Nizza si è cercato di rispondere alle esigenze e con la

revisione dei meccanismi di rappresentanza.

Organizzazioni e istituzioni dell’Unione Europea: Essa si è dovuta munire di organi e istituzioni cui

affidare il potere e in grado di fornire un sistema operativo unitario, mediante la creazione di un organismo

intergovernativo ed organi comunitari:

i cui membri sono i capi di Stato e di governo ed è l’organo di

- Consiglio europeo: indirizzo politico.

- Consiglio: opera come vera e propria istituzione comunitaria, è composto da un rappresentante per

diversa, ed ha l’obbiettivo di attuare

ogni stato membro, si riunisce ogni mese, in composizione

politiche dell’Unione in materia di relazioni esterne, economia e sviluppo, sicurezza, ecc...

- Parlamento europeo: rappresenta il popolo degli Stati membri ed è eletto ogni 5 anni dai cittadini, i

suoi principali poteri sono:

- approvare i Trattati di adesione dei nuovi Stati,

concorrere alla funzione legislativa attraverso l’iniziativa

- o mediante le procedure di codecisione e

cooperazione, attraverso l’approvazione delle

- controllo sulla Commissione mozioni di censura.

l’organo “esecutivo” dell’Unione ed agisce in piena autonomia ed indipendenza, dura

- Commissione:

in carica 5 anni e vigila sull’applicazione del Tce, i suoi poteri si concretano in una serie di poteri di

sull’attuazione

iniziativa, potere di vigilanza del diritto comunitario, gestisce il bilancio, ecc...

- Corte di giustizia e Tribunale di 1° grado: la Corte è costituita da 25 membri nominati dagli Stati per

sei anni, essa deve “assicurare il rispetto del diritto attraverso l’interpretazione e l’applicazione delle

norme”, giudica le controversie tra:

- Stati membri,

- Comunità e Stati,

- istituzioni comunitarie,

- ricorso di annullamento contro gli atti comunitari adottati in violazione dei trattati;

il Tribunale di 1° grado si occupa delle controversie tra la Comunità e i propri funzionari e delle azioni

intraprese dai singoli, il suo ruolo è minore e le sue decisioni sono impugnabili davanti alla Corte per soli

motivi di legittimità. che ha poteri nell’ambito della

Esistono istituzioni comunitarie settoriali, come la Banca Centrale Europea,

politica monetaria dell’Unione ed è dotata di un ampio grado di indipendenza rispetto alle altra istituzioni.

Il funzionamento dell’Unione Europea: Il suo ordinamento si fonda principalmente sui trattati, TUE e

TCE, che costituiscono le fonti primarie del diritto comunitario, e sulle fonti derivate, ossia il complesso di

norme adottate sulla base dei trattati secondo il procedimento previsto dal TCE, esse hanno carattere

secondario e devono essere compatibili con i trattati sotto il profilo formale e sostanziale.

All’interno dei trattati sono indicati i principi e i valori cardine dell’UE e

Fonti comunitarie primarie:

riguardano:

- la trasparenza nel sistema delle decisioni,

- il principio di sussidiarietà,

l’individuazione di difesa dell’integrità dell’Unione,

- una serie di obbiettivi comuni quali la libera

circolazione di merci, persone servizi e capitali,

un livello elevato di tutela e protezione dell’ambiente,

-

di particolare rilevanza sono: sull’intervento dell’istituzione più vicina al cittadino al fine di

- principio di sussdiarietà: si basa

raggiungere gli obbiettivi previsti solo qualora essa non sia in grado, interverrà quella più ampia, a

livello comunitario l’intervento della Comunità si avrà solo allorché i singoli Stati non siano in grado

di realizzare gli obbiettivi stabiliti, o non lo siano sufficientemente, ciò, per un verso, significa che se

un obbiettivo non può essere conseguito dallo Stato membro solo allora la Comunità può intervenire,

dall’altro lato vuol dire che se la Comunità non può fare meglio dello Stato membro, deve astenersi

dall’agire e la competenza deve restare dello Stato o dell’autorità dell’ordinamento statale;

- cittadinanza europea: si affianca ed integra quella nazionale, è riconosciuta a tutti i cittadini di uno

Stato membro, e concerne una serie di diritti spettanti al cittadino, quali la libera circolazione

all’interno dei paesi dell’Unione, il diritto all’elettorato attivo e passivo, ecc...

le politiche comunitarie, ossia gli ambiti d’intervento della Comunità, vanno dalla politica estera e di

sicurezza comune, alla cooperazione tra Stati membri, ecc...

Fonti comunitarie derivate: Per attuare le politiche comunitarie si dà vita a norme, nel rispetto dei trattati,

che costituiscono il diritto internazionale derivato, si distinguono, circa il loro grado di vincolatività e

soggetti destinatari, in: con portata generale ed obbligatori in tutti i propri elementi, hanno caratteristica

- regolamenti:”leggi”

di essere direttamente applicabili in tutti gli Stati membri senza necessità di procedure di

recepimento e possono avere come destinatari persone fisiche o giuridiche, soggetti pubblici o

privati,

- direttive: atti vincolanti per uno o più Stati membri in vista del raggiungimento di un risultato

prederminato entro un termine prestabilito, attraverso gli strumenti ritenuti più idonei, vi sono

ipotesi in cui la direttiva si caratterizza per un grado di percettività e precisione e la cui efficacia è

diretta, è il caso delle direttive dettagliate, che sono autoapplicative;

- decisioni: atti di natura vincolante ed obbligatorie nei propri elementi, esse hanno portata generale,

ma vincolano esclusivamente i soggetti cui sono destinate e servono a disciplinare casi concreti e

sono soggette alle condizioni di diretta applicabilità delle direttive;

- raccomandazioni e pareri: sono atti di natura non vincolante con valenza di indirizzo polito e non

fanno sorgere nei destinatari diritti e obblighi. stando l’iniziativa

Il procedimento di formazione del diritto comunitario: Il TCE prevede, ferma

normativa che appartiene alla Commissione, tre tipi di formazione del diritto comunitario derivato, che si

caratterizzano per il diverso grado di coinvolgimento delle varie istituzioni comunitarie, il ricorso all’uno o

all’altro procedimento dipende da dalla materia che s’intende regolare:

- codecisione: consiste nel coinvolgere Parlamento e Consiglio nella redazione del testo su proposta

della Commissione, talvolta si ricorre ad un comitato di conciliazione composto da un numero pari

di membri del Consiglio e del Parlamento per l’approvazione finale;

- cooperazione: si ricorre a tale meccanismo per adottare provvedimenti in materia di politica

economica e monetaria, il ruolo principale compete a Commissione e Consiglio, il Parlamento vi

concorre assumendo posizioni che possono essere superate dal voto del consiglio;

- consultazione: è applicata in ambiti particolarmente delicati, il Consiglio è tenuto a sentire il

Parlamento europeo attraverso un suo parere obbligatorio ma non vincolante.

in cui l’ultima parola spetta al Parlamento; accanto a tali

Una procedura specifica è prevista per il bilancio,

procedure, che costituiscono le procedure comunitarie, vi sono le procedure intergovernative volte a lasciare

agli Stati membri pieno di controllo sul procedimento, mentre le istituzioni comunitarie sono coinvolte a

livello consultivo e la decisione è adottata dai governi dei paesi membri per lo più all’unanimità.

Ordinamento italiano e ordinamento dell’Unione: L’Italia ha assunto obblighi riguardanti il concorrere

alla composizione degli organi comunitari, la rinuncia a una serie di competenze in favore della Comunità e

all’impegno a rispettare e far rispettare la normativa comunitaria, i trattati prevedono che destinatari diretti di

queste sono anche tutte le persone fisiche e giuridiche, verso le quali il diritto comunitario produce diritti e

obblighi; le autorità italiane applicano il diritto comunitario, disapplicando il diritto interno incompatibile

sulla base del: degli obblighi comunitari,

- fondamento costituzionale dell’assunzione

- concorso degli organi costituzionali e istituzionali alla formazione del diritto comunitario,

- modalità di attuazione del diritto comunitario.

dell’assunzione di obblighi

Circa il problema del fondamento costituzionale comunitari, questo si è tradotto

nell’attribuzione di funzioni e competenze alle istituzioni comunitarie, mediante il riferimento all’art. 11

della Costituzione e l’unico limite è costituito dal rispetto dei principi supremi e dei diritti inviolabili; per il

problema della partecipazione dei nostri organi costituzionali alla formazione del diritto comunitario, un

ruolo primario è svolto dal Governo, che partecipa ai processi decisionali della Comunità, mentre è più

difficile che il Parlamento possa incidere sulla formazione del diritto comunitario; ulteriore problema è

l’adempimento degli obblighi comunitari delle direttive, dove l’Italia si è sempre distinta per cronici ritardi

nell’attuazione di queste, fino all’emanazione della Legge 86/1989, con la quale riorganizzò le procedure di

adeguamento dell’ordinamento italiano al diritto comunitario, si tratta della legge comunitaria, che il

Governo, entro il 31 gennaio, presenta alle Camere per l’attuazione degli obblighi comunitari.

Peculiarità dell’ordinamento dell’Unione: I caratteri essenziali dell’ordinamento dell’Unione sono:

si fonda su trattati che all’origine avevano natura di atti di diritto internazionale con durata illimitata;

- dell’Unione;

- il trattato costituisce la carta costituzionale

- il TUE prevede una procedura di sospensione dei diritti in caso di violazione dei principi

fondamentali,

- il TCE dà vita al diritto comunitario derivato con la previsione di meccanismi e procedimenti per la

produzione di norme,

- il diritto comunitario è applicato direttamente dai giudici degli Stati membri e vede nella Corte di

giustizia l’unico organo legittimato alla sua interpretazione,

le decisioni fondamentali sono prese all’unanimità,

- gli organi dell’Unione sono in parte nominati degli Stati membri e in parte eletti

- dai cittadini,

- le istituzioni comunitarie, anche se limitate, hanno risorse proprie;

circa la natura dell’ordinamento si parla di ordinamento preferderativo e anche di federazione di Stati

l’Unione non è dotata di un apparato coercitivo per l’imposizione del rispetto e dell’attuazione delle

nazione;

norme di diritto comunitario, che resta affidato all’autorità degli Stati membri.

Verso una Costituzione per l’Europa: emerse l’esigenza di porre i processi

Nella Dichiarazione di Laeken

di globalizzazione in un quadro di solidarietà sociale e sviluppo sostenibile per tutti, indicando tre obbiettivi:

definire meglio le competenze dell’Unione e quelle dei singoli membri,

- razionalizzare l’ordinamento al fine di facilitarne le funzioni,

-

- rendere le istituzioni comunitarie maggiormente democratiche,

ciò doveva avvenire con un procedimento di revisione dei trattati, affidata ad una conferenza

testo costituzione dell’Unione,

intergovernativa che portasse alla redazione di un e a tal fine è stata istituita

sul futuro dell’Unione europea,

una Conferenza che concluse i lavoro nel 2003 adottando un Progetto di

Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, tale trattato è stato sottoscritto a Roma nell’ottobre

2004 e andrà ratificato dai membri dando vita ad una costituzione, i cui aspetti principali sono:

- i trattati vengono unificati in un solo testo formato da 4 parti:

- carattere generale,

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione,

- disciplinante politiche e funzionamento dell’Unione,

-

- disposizioni generali e finali;

- la parte normativa della Costituzione sarà introdotta da un preambolo che espone principi e valori

fondamentali dell’Unione;

l’Unione acquisterà una propria personalità giuridica;

-

- sarà semplificato il sistema delle fonti la cui gerarchia sarà:

- Costituzione,

- Legge europea,

- Legge quadro europea,

- atti non legislativi;

- le istituzioni saranno riorganizzate, rafforzando il ruolo legislativo del Parlamento europeo, il

Consiglio vedrà ridurre le sue composizioni, i componenti della Commissione cambieranno nel

numero;

l’entrata in vigore di molte norme è stata rinviata al 2009, mentre ora è aperto il processo di ratifica.

L’ordinamento giuridico e il diritto costituzionale

Le regole del diritto: Qualunque organizzazione sociale costituisce un ordinamento giuridico, e per

sopravvivere ha bisogno di un complesso di regole che ne disciplinano vita e attività, e perciò accanto ai

doveri, che porgono ad alcuni, prevedono la tutela di corrispondenti facoltà di altri consociati. Si è in

norme giuridiche solo se s’instaura un rapporto giuridico tra due o più soggetti, che, in base ad

presenza di

un regola comune, dà luogo a vincoli reciproci, che determinano in capo ad alcuni situazioni giuridiche

vantaggiose, in capo ad altri situazioni giuridiche non favorevoli; il diritto non è un monopolio di alcuna

organizzazione, ma è inerente a qualunque organizzazione, tale conclusione è propria della teoria della

pularilità degli ordinamenti giuridici.

L’ordinamento giuridico: Circa il rapporto tra diritto e organizzazione sociale vi sono teorie:

l’ordinamento giuridico è costituito dal complesso di norme vigenti in un determinato

- normativiste:

spazio territoriale (facenti capo al giurista austriaco Hans Kelsen);

- istituzionaliste: sono le prescrizioni normative che scaturiscono da una determinata organizzazione

sociale, e non viceversa (facenti capo al giurista italiano Santi Romano e a Maurice Hauriou);

L’ordinamento giuridico è l’insieme di più elementi accomunati dal fatto di essere tutti espressione di una

determinata organizzazione sociale e coordinati fra loro secondo criteri sistematici, il concetto di

ordinamento non è necessariamente ancorato ad una specifica gerarchia di valori.

Il diritto come sistema: Ogni ordinamento è un sistema, e in quanto tale presume se stesso come

necessariamente:

- completo: non ammettendosi lacune normative,

- coerente: non ammettendosi contraddizioni tra norme

esistenza di un principio ordinatore che ne garantisce l’unità;

- ordinato:

il diritto per essere applicato e svolgere la sua funzione regolatrice della vita dei consociati, va interpretato,

tale è il compito del giurista, presupponendo che il diritto da interpretare costituisca un sistema, così

l’interpretazione avviene attraverso varie fasi:

contribuendo a far sì che lo divenga effettivamente;

- interpretazione letterale: emerge dal significato proprio delle parole di un testo,

- interpretazione logico-sistematica guarda alla connessione non solo delle parole, ma anche al loro

inserimento nel contesto giuridico, dando vita a nuove regole per casi non espressamente previsti;

la dottrina moderna distingue tra:

- disposizioni: a queste si ferma alla mera interpretazione letterale,

- norme: a queste conduce la più ampia interpretazione che parte dove si ferma la prima.

Ordinamento costituzionale, costituzione, diritto costituzionale: Affinché un ordinamento giuridico possa

costituire un sistema devono essere garantite unità e coerenza, assicurate da un insieme di valori e principi

ispiratori in grado di innovarlo e renderlo idoneo a rispondere alle nuove esigenze nel loro rispetto, è

importante l’esistenza di un progetto fondante che ne è la base e che per l’ordinamento statale, è consacrato

nella costituzione, questa può essere scritta o non scritta, e se scritta:

- rigida: si può modificare solo con il procedimento di revisione aggravato,

- flessibile: si può derogare con legge ordinaria;

ogni ordinamento statale ha un proprio assetto costituzionale, inteso come complesso di valori e di principi di

riferimento, ma non esiste un solo tipo di costituzionalismo o di costituzioni, infatti vi sono ordinamenti che

fondamentali che costituiscono l’ordinamento

non hanno una costituzione scritta, ma sono dotati di norme

L’ordinamento costituzionale di un paese è

costituzionale di un dato paese. il complesso delle norme

fondamentali, scritte e non scritte, che danno forma a ciascun regolamento e rappresentano il “codice

che determina l’identità dell’ordinamento giuridico stesso, ed agisce all’interno di questo ultimo;

genetico”

il diritto costituzionale ha la funzione di:

assicurare l’identità dell’ordinamento giuridico,

-

- il suo ulteriore sviluppo.

L’ordinamento costituzionale di un paese non si identifica con le sole norme formalmente costituzionali e

viceversa, le norme di una costituzione non esauriscono i contenuti di un ordinamento costituzionale, infatti

la costituzione: agli elementi di fondo dell’ordinamento,

- come documento scritto non esaurisce tutto ciò che attiene

restano fuori da esso leggi costituzionali, consuetudini costituzionali e quella che la dottrina chiama

norme materialmente costituzionali;

- contiene disposizioni che disciplinano, al contrario aspetti, che, per quanto rilevanti, difficilmente

potrebbero essere considerati tali da caratterizzare l’ordinamento;

- può contenere norme non più effettivamente vigenti.

La distinzione tra norme costituzionali il cui contenuto conferisce identità all’ordinamento e norme

costituzionali che non hanno la medesima funzione permette di comprendere la distinzione tra soggetti e

organi:

- costituzionali: solo questi concorrono a delineare il volto stesso del nostro ordinamento

costituzionale;

- di rilevanza costituzionale: previsti dalla Costituzione non possono dirsi necessari;

il concetto di ordinamento costituzionale permette di:

interpretare le norme costituzionali vigenti, tenendo conto di ciò che caratterizza l’ordinamento nel

- suo complesso,

- individuare i limiti al potere di revisione costituzionale, essendo un potere costituito, non può

erodere le basi della propria legittimazione, ed è questo che legittima e dà validità alle singole

norme, comprese le norme che regolano la revisione della costituzione,

- stabilire se una carta costituzionale è in vigore o meno.

Compito dei costituzionalisti è anche quello di analizzare, l’effettiva vigenza di un testo costituzionale;

aspetto delicato di tale attività consiste nello stabilire se la mancata applicazione di una norma sia frutto di

una:

- vera e propria desuetudine,

- prolungata violazione delle norme costituzionali.

Diritto pubblico e diritto privato: Essa consiste nella distinzione tra ciò che è affidato:

all’autonomia dei privati che dettano da soli la legge dei propri rapporti attraverso

- liberi contratti,

- direttamente al potere pubblica, per la sua importanza;

tuttavia anche dove ci si affida ai privati, lo stato non è del tutto assente, ma si limita solo ad assicurare un

quadro generale che garantisca:

- una certa parità tra soggetti privati,

che la loro attività non contrasti con l’interesse

- generale;

e così si spiega perché tutto il diritto di un ordinamento a fini generali è in qualche modo pubblico, ciò che

cambia è il grado di immediatezza del collegamento con l’interesse generale; un confine tra diritto priva e

pubblico non c’è, anche se per convenzione se ne ammette l’esistenza, ma si tratta di un confine mobile, e

fino agli anni ’70 vi è stata una tendenza a spostare in avanti i confini dello stato pubblicistico; con la crisi

dello stato, questo è stato indotto a ridimensionare l’area degli interessi tutelati immediatamente e

fiscale

direttamente dallo stato; le stesse amministrazioni pubbliche, per ragioni di efficienza, hanno preso a usare

strumenti propri del diritto privato.

L'organizzazione e l'esercizio del potere politico

I soggetti delle decisioni politiche e la forma di governo: Le funzioni vengono attribuite ad organi diversi

per evitare l’eccessiva concentrazione di potere in capo allo stesso soggetto, la separazione dei poteri si pone

come connotato essenziale dei moderni stati democratici, la funzione giudiziaria è effettivamente separata

dalle altre, per garantire la terzietà dei soggetti che la esercitano, tale separazione è minore rispetto alla

funzione legislativa ed amministrativo-esecutiva; il perseguimento di determinati obbiettivi di carattere

generale di una comunità, ossia l’indirizzo politico, comporta la necessità di incidere sulla produzione

normativa e sulla sua successiva esecuzione da parte dei governi, cui compete la guida politica di uno Stato;

il modo in cui un ordinamento è organizzato richiede l’individuazione della forma di governo, ossia il modo

in cui una data comunità politica è organizzata e come viene distribuito il potere fra i vari organi che la

compongono, per perseguire gli obbiettivi generali che essa si pone; la teoria delle forme di governo nasce

dall’analisi del modo in cui operano gli organi fra i quali è ripartito il potere.

La dinamica delle forme di governo: Le attuali forme di governo si possono classificare in a direzione:

parlamentari o presidenziali, si caratterizzano per l’emergere di un organo di vertice

- monocratica:

monocratico che assume la direzione politica del governo dettandone le scelte, scegliendo i ministri e

assumendo la responsabilità dinanzi parlamento, fatta valere attraverso la sfiducia o la censura, che

obbligano alle dimissioni o alla revoca immediata, e al corpo elettorale, ed opera con le elezioni

politiche ordinarie, la cui periodicità è fissata in costituzione, ma è spesso affidata ai capi di governo,

quando hanno il potere di scioglimento anticipato, tali forme possono prevedere meccanismi di

in relazione al vertice dell’esecutivo, come l’elezione o l’elezione del

investitura diversi, diretta,

e l’elezione indiretta, la cui elementi sono:

primo ministro, come nel governo con premier elettivo,

- elezione non diretta del premier, attribuita con nomina dal capo dello stato o parlamento,

- possibilità del parlamento di sfiduciare il primo ministro e far cadere il governo,

- possibilità di scioglimento del parlamento da parte del capo dello stato o del primo ministro;

- duale: il tipico modello è quello semi-presidenziale, vi è un presidente con rilevanti poteri

al vertice dell’esecutivo, ciascuno può

costituzionali e di indirizzo politico, ed un capo del governo

essere sorretto da maggioranze diverse e, se conformi, prevale la figura cui le forze di maggioranza

riconoscano la leadership;

le scelte principali sono demandate all’organo collegiale di vertice,

- direzione collegiale: come nei

parlamentari di coalizione, dove il presidente dell’organo collegiale è un

governi primus intra pares,

con il ruolo di mediatore fri i diversi interessi interni all’organo che presiede.

L’ordinamento

Le forme di governo in Italia, profili storici: giuridico nacque con i caratteri della

ma si avvertì l’esigenza di coinvolgere il corpo elettorale; fino all’arrivo del

monarchia costituzionale,

fascismo l’Italia fu caratterizzata da un governo parlamentare dualista, che emerse in sede costituente;

l’attribuzione di particolari poteri al Presidente della Repubblica è una tematica coinvolgente la distinzione

tra poteri sostanzialmente o formalmente presidenziali.

La forma di governo in Italia: la Costituzione e la prassi: Nel 1946 la Costituente scelse la forma di

governo parlamentare e la Costituzione stabilisce che il Presidente della Repubblica nomina il presidente del

Consiglio, senza dare indicazioni circa il procedimento da seguire, il Governo deve ottenere la fiducia da

ambo i rami del Parlamento, ed entra in carica con il giuramento; non vi è alcuna gerarchizzazione nel

rapporto tra presidente del Consiglio, singoli ministri e Consiglio dei ministri tale da rinvenire una forma di

governo parlamentare a direzione monocratica, se non per il periodo in cui era presidente del Consiglio

Alcide De Gasperi; i successivi governi furono sempre di coalizione, fondata su una maggioranza

parlamentare composita, ove i ministri rispondevano maggiormente ai rispettivi partiti, con una conseguente

dei governi, l’assenza di un assetto gerarchico interno al Governo e l’instabilità di esso hanno

instabilità

caratterizzato tutti i governi fino agli anni ’90. Dagli anni ’80 si avvertì un’esigenza di efficienza e

La forma di governo in Italia: le trasformazioni:

stabilità, quali condizioni indispensabili per lo sviluppo, passando così al sistema elettorale maggioritario,

per instaurare una competizione bipolare per consentire l’investitura diretta di maggioranza e Governo, porre

fine al correntismo interno ai partiti, moralizzare la vita politica e pubblica e imporre un ricambio di classe

politica; tali innovazioni influirono sul funzionamento della forma di Governo, potenziando il ruolo del

presidente del Consiglio e consentendo di dare all’azione di Governo la necessaria stabilità di indirizzo; il


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

50

PESO

743.50 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto pubblico per l'esame del professor Lucarelli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli ordinamenti regionali e locali, i diritti fondamentali, il Governo, il Parlamento, il Presidente della Repubblica, la giustizia costituzionale, la sovranità popolare, le fonti del diritto, le garanzie giurisdizionali, le Pubbliche Amministrazioni, lo Stato, gli ordinamenti internazionali, l'Unione Europea, l'ordinamento giuridico, il diritto costituzionale, l'organizzazione della politica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BalboFonseca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Lucarelli Alberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia e commercio

Diritto privato in 93 pagine, Appunti completi, chiari e schematici
Appunto
Fideiussione omnibus
Appunto
Diritto privato - i soggetti del diritto
Appunto
Tesi di laurea dal titolo "Le collaborazioni coordinate e continuative"
Tesi