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Storia economica pre-industriale

Libri utilizzati

  • Storia economica dell’Europa pre-industriale (Cipolla)
  • Dalla rivoluzione industriale all’integrazione europea (Zamagni)
  • Dalla periferia al centro (Zamagni)
  • Integrazione economica europea (Fauri)

Epoca pre-industriale

Fattori determinanti della crescita

La terra era il primo fattore di ricchezza, dato che l’economia era agricola. Con la rivoluzione industriale si capisce che non è poi così importante, era meglio investire sull’uomo. Fino alla seconda guerra mondiale si pensava "più terra ho, più sono potente". Bisognava espandere i confini.

Il capitale e tecnologia: alcuni stati non avevano capitali e usavano fattori sostitutivi (banche, banche miste, finanziavano le industrie). Era importante investire in tecnologie.

Le innovazioni istituzionali: tanto più si cresce quanto più uno stato si sviluppa nel campo delle innovazioni istituzionali. Più le istituzioni sono innovative, più sono efficaci, più uno stato cresce. Esempio: il brevetto, nato in Inghilterra, per difendere l’inventore e stimolare a inventare.

Il lavoro e le istituzioni sociali: il lavoro si svolgeva principalmente nei campi. Economia di sussistenza (quanto basta per sopravvivere). Tutta la famiglia lavorava, anche i figli giovani e le donne, perché era un’attività poco produttiva. Si sfrutta al massimo la terra, ma rende poco. Necessità di un’organizzazione istituzionale che funzioni.

Le caratteristiche di questo fattore

Il reddito e i consumi: la popolazione viveva in uno stato di fame. Nel 1500, in Lombardia, il reddito percepito da un contadino non era sufficiente per la sua alimentazione, per questo lavorava tutta la famiglia. Invece, per quanto riguarda l’artigiano, l’80% del suo reddito serviva per l’alimentazione. Il 10% della popolazione controllava più del 50% della ricchezza.

Il tasso di dipendenza: ovvero il peso della popolazione dipendente. È importante distinguere la popolazione attiva (che produce e consuma) da quella dipendente (che consuma solo). Tra esse esiste un rapporto di dipendenza. La differenza tra la società pre-industriale e quella industriale sta nel fatto che in quest’ultima solo il 60% della popolazione era composta da ragazzi tra 0-14 anni. Invece nella società pre-industriale il 90% e costituivano quindi parte della popolazione dipendente. Proprio per questo motivo c’era un elevato numero di bambini abbandonati. La famiglia non riusciva a sfamarli/mantenerli. E il tasso di mortalità infantile era alto (il 30% non raggiungeva i 15 anni). Questo a causa della poca conoscenza della medicina. Anche il tasso di fertilità era alto. Era considerato normale il lavoro minorile.

Le condizioni di vita e istruzione

Molti vivevano in una condizione di sottonutrizione, analfabetismo. Le cose iniziano a cambiare quando sorgono le città (frontiera medievale). Rivoluzione urbana. Così la popolazione non era più costretta a stare in un feudo, il servo fugge dal feudo e diventa libero nella città. Ci sono diritti e non solo doveri. Nascono le corporazioni, ovvero organizzazioni orizzontali che tutelano l’artigiano. Il feudo era un’organizzazione verticale con servi, schiavi. Nelle città, il popolo può partecipare alla vita politica, ha la possibilità di avere una vita migliore. Però per restare al riparo delle mura delle città, la gente si concentrava in aree relativamente strette, con bassi livelli di igiene. La gente usava strade e piazze come latrine e buttava ogni cosa dalla finestra. Dall’anno 1000 nei Comuni nascono le scuole private e si diffondono forme di apprendistato (presso una corporazione). Nel 1200 nei Comuni italiani furono inserite varie leggi per migliorare l’igiene.

Il potenziale biotico (basso)

Ci sono resistenze ambientali che possono ostacolare il potenziale biotico. Le cause sono: l’elevata mortalità (epidemie, carestie e guerre). Il basso tasso di natalità, in confronto al tasso degli altri continenti. Le cause in Europa sono: l’età del matrimonio ritardata, l’intervallo intergenesico aumenta (intervallo tra un figlio e l’altro), un’elevata percentuale della popolazione non si sposava, perché c’erano molti preti, suore...

Periodi di epidemie, carestie e guerre

Gran parte dell’epoca preindustriale la popolazione vide una lenta crescita. Nel 1600 guerre, nuove epidemie bloccarono l’incremento demografico. Nel 1348 ci fu un'epidemia di peste. In neanche 3 anni morirono 25 milioni di persone (1/3 della popolazione europea). All’epoca le cause del contagio erano sconosciute e si cercarono cure, molte fantasiose e dannose. Com’è arrivata in Europa la peste? I genovesi presero la Crimea. I mongoli attaccarono i genovesi in Crimea lanciando cadaveri dentro le mura della città. I genovesi presero così la peste e quando tornarono a casa infettarono il resto della popolazione.

Visto che con la “medicina” non si riusciva a combattere il contagio, si passò poi a innovazioni istituzionali. Tra il 1348 e il 1700 l’Italia era una struttura all’avanguardia in Europa nel settore della prevenzione sanitaria: uffici o magistrature di sanità, costruzione dei lazzaretti, chiusura di case infette, creazione di cimiteri riservati ai morti di peste, controlli alle frontiere e cordoni sanitari. In questo modo, quando la peste si ripresentò nel 1600, fu più contenuta. I cordoni sanitari riuscirono a tenere fuori quasi completamente la Toscana e parte del regno di Napoli dal contagio. A Roma ci fu un basso tasso di mortalità, grazie al tentativo, che ebbe successo, di contenere l’epidemia dentro aree specifiche della città (Ghetto e Trastevere).

Il capitale e la tecnologia

In epoca pre-industriale lo sviluppo tecnologico fu lento perché la crescita della popolazione fu lenta. Non c’è stata abbastanza popolazione, nessuna rivoluzione industriale aumenta la produzione agricola, c’era cibo, aumenta la popolazione, più braccia per la rivoluzione industriale. Anche a causa della mancanza di energia. I convertitori di energia sono: il mulino con acqua che muovono i motori (esempio: macinare grano) e la vela di una nave. Infatti, il Medioevo era un mondo a bassa intensità di energia. L’energia chimica che alimenta uomo/animali è parzialmente trasformata in energia meccanica sotto forma di lavoro muscolare. Importante fu anche l’attitudine nei confronti del progresso tecnologico.

Ci sono miglioramenti tecnologici duraturi se la società è predisposta culturalmente ad accettare il cambiamento. Nuova mentalità, società predisposta al cambiamento. San Benedetto riallaccia la chiesa e il lavoro, dicendo che si può essere buon cristiani anche lavorando (ora et labora).

I mulini non sono un'invenzione, ma più una innovazione in quanto i mulini ad acqua erano già conosciuti dai Romani. Fu la prima rivoluzione tecnologica e venne usato per la macinazione del frumento. Grazie all’intuizione di un artigiano, fu costruita la camma, che cambia l’uso del mulino, da motore rotatorio ad alternato, così il mulino venne usato per usi diversi, esempio: mulino per la follatura (procedimento al quale erano sottoposti tessuti di lana e la stoffa diventava più compatta), per la battitura della canapa, per la carta.

Diffusione di tecnologie

Nel Medioevo le tecnologie non erano trasmesse attraverso informazioni scritte. Principalmente avveniva grazie alla migrazione dei tecnici, mobilità del capitale umano (persone). Se si pensava fosse conveniente, ci si recava all’estero per apprendere tecnologie nuove. Artigiani inglesi andavano in Olanda per imparare a costruire pendoli, navi a basso costo. Tra XI-XIII secolo ci fu una ripresa demografica in Europa. Ci fu un aumento della produzione agricola e la ripresa degli scambi a breve, media, lunga distanza. Si formano circuiti commerciali. Crescente urbanizzazione e nuove forme dell’economia cittadina (organizzazione del lavoro-arti).

I settori guida dello sviluppo economico medievale

  • Settore agricolo: aratro pesante, con l’aggiunta di parti in ferro. Rotazione triennale delle colture.
  • Il cavallo sostituisce il bue (ferro di cavallo, basto per cavallo, attacco a tandem per animali da traino).
  • Commercio internazionale di beni, alimentari, tessuti e spezie: le repubbliche marinare italiane sono: Pisa, Venezia, Genova (Amalfi).

Nel 1492, con la scoperta dell’America, le cose cambiano. Venezia era rimasta indietro a livello tecnologico. Poi era una città e doveva competere contro stati come Spagna, Portogallo, Gran Bretagna e Olanda. L’Italia era divisa in piccoli stati poco organizzati, infatti Colombo andò in Spagna. Nel 1448 avvenne la rotta del Capo, con la circumnavigazione dell’Africa. Incremento scambi e migrazioni.

L’artigianato è governato da corporazioni. L’industria domestica si sviluppa accanto all’agricoltura. Quando non si lavora nei campi (inverno), si tesse la canapa, seta; forma di industria tessile, in cui erano impiegate molte donne che si occupavano della filatura e tessitura. Solitamente le manifatture tessili erano organizzate sulla base del lavoro a domicilio: un mercante dava per esempio della lana a dei lavoratori che lavoravano nelle proprie case, poi ripassava per raccogliere il prodotto per la vendita. La manifattura centralizzata è un primo esempio di industria medievale.

L'evoluzione delle tecniche degli affari e della fiscalità

Innovazioni istituzionali

  • Evoluzione della moneta
  • Evoluzione delle banche e del settore creditizio
  • Sistema fiscale
  • Certificazione della proprietà: nascita del notaio, che certifica i contratti/proprietà tra privati.
  • Nasce quindi lo ius mercatorum (diritto commerciale)
  • Nascita della borsa

A cosa sono servite queste innovazioni istituzionali? A ridurre i costi di transazione (costi d’uso/funzionamento del mercato), le asimmetrie informative, l’incertezza nei rapporti economici. Quindi servono per dare informazioni sulla qualità delle merci, stesura contratti, garanzie sull’assolvimento delle obbligazioni, sanzione delle inadempienze. Nel Medioevo per le banche era molto rischioso prestare soldi e la borsa era utilizzata per scambiare titoli di stato.

Evoluzione della moneta

Per dare più certezza ai cittadini, facilitare gli acquisti di merci si introduce l’uso del denaro. Carlo Magno introdusse la moneta carolingia. Si era affermata con difficoltà nel Medioevo. La moneta era particolarmente usata al tempo dei romani, ma con la caduta dell’Impero si è poi tornati al baratto. Il valore della moneta è intrinseco ovvero è dato dalla quantità di metallo puro (oro/argento) presente in essa. Questo valore è chiamato filo.

Problema: nel Medioevo era difficile dare valore alle monete: con la rivoluzione urbana aumentò il bisogno di moneta. Nacquero zecche autorizzate a coniare monete (non usavano quella carolingia), che dovevano seguire le regole dettate dal re, che decideva peso e lega (es.: il principe poteva fare con 1 kg d’oro 400 monete all’anno e l’anno dopo farne 600, aggiungendo piombo e altri metalli). Però la quantità che doveva essere coniata dipendeva dall’ammontare di metallo che i cittadini portavano alla zecca per ottenere moneta (volume di emissione dipendeva dal mercato).

C’era la necessità di avere una persona incaricata di valutare correttamente il valore delle monete e anche i cittadini volevano qualcuno che dicesse loro il vero valore delle monete, nacquero le banche con persone incaricate di fare il cambia-valute: dovevano valutare il vero valore delle monete e fungere da intermediari tra pubblico e zecca. Col tempo, da banchisti diventano banchieri e così le persone iniziano anche a depositare soldi e fare altre operazioni. Per svalutare la moneta era sufficiente cambiare la lega delle monete nel tempo e avveniva quando lo stato voleva incrementare le entrate o adeguare il rapporto di mercato oro-argento.

Ad esempio, nel 1500 Enrico VIII sperperò denaro, sale al trono Elisabetta I e svaluta.

Evoluzione delle banche e del settore creditizio

Inizialmente, molte banche prestavano tutti i soldi e non chiedevano garanzie: rischioso. Nel 1400 iniziano a capire che circa il 30% dei depositi doveva rimanere in banca. I banchieri inizialmente erano banchisti/cambisti: intermediari tra pubblico e zecca. Poi iniziarono a raccogliere depositi, effettuare pagamenti, attività di credito, e diventano così banchieri. Introdotto il primo strumento cartaceo in Europa: la lettera di cambio, promessa di pagamento che possono essere scambiate. Veramente, nel 1200 Marco Polo in Cina trovò il denaro cartaceo, che in Europa ancora non c’era. Nel 1400 nascono i banchi pubblici, il primo a Barcellona. Diventa comune la cambiale, emessa a Venezia e riconosciuta ad Amsterdam, per esempio.

Inflazione: problema perché la banca emetteva 2 volte la stessa moneta, lo stato la fece chiudere.

Il sistema fiscale pre-industriale

Inizialmente solo una piccola parte del reddito veniva prelevato dal potere pubblico. Lo stato reperiva risorse per finanziare:

  • Guerre e difesa, costruzioni di carattere militare (mura, castelli)
  • Amministrazione civile e festività

Il denaro pubblico non veniva investito per i cittadini per fare strade, ponti. Vengono introdotte forme di tassazione diretta (sulla base di proprietà, reddito). Età imperiale: fodro = tassa sul fuoco di 26 denari a famiglia. Età comunale: estimo = stima della capacità contributiva dei singoli individui. Cittadini restii. Ai ricchi, il comune imponeva prestiti pubblici in proporzione al reddito in cambio di una rendita perpetua del 5% annuo (garantita), però i soldi non venivano restituiti. Era un prestito forzoso. I ricchi non pagavano le tasse, ma prestavano denaro che poi non ritornava a loro. Alla tassazione diretta basata sugli estimi, si sostituirono i prestiti forzosi, estimi usati per raccogliere prestiti obbligatori.

Tassazione indiretta: furono introdotte anche forme di fantasia tributaria. Ogni comune inventava dei dazi, come i dazi di mercato, pedaggio per uso di ponti, sull’entrata/uscita di merci dalle porte, sui consumi di pane, sale (prodotto molto richiesto).

Certificazione della proprietà e ius mercatorum

La figura del notaio: certificazione dei diritti di proprietà. I primi notai stavano in porto per certificare la somma che i creditori dovevano ai vascelli che partivano e per garantire la restituzione del denaro più assicurazione in caso di disastro/pirateria. Inoltre regolavano i fallimenti. Il notaio era un impegno finanche nei confronti del vascello, con proventi a metà tra vascello e chi finanzia: il rischio era elevato, per questo c’erano assicurazioni.

Ius mercatorum: diritto commerciale che si occupa di: tenuta libri, costituzione società, debiti e fallimenti. Nascono anche nuove forme d’impresa:

  • Commenda o colleganza: prima forma di società (per azioni) economica. Dura il tempo di un viaggio di una nave commerciale. Un mercante ha come capitale fisso solo la sua nave, ma deve sostenere spese, perciò ha bisogno di soci che investano capitale nella sua attività. Si dividono i ricavi in proporzione alla quantità prestata.
  • Compagnia di negozio: si investe in compagnie monopolistiche di commercio. Es.: G.B. con la compagnia delle Indie, si finanziavano i viaggi e si sperava che andasse bene.

La borsa

Borsa = stock exchange: unione d’affari, i cui membri si incontrano in tempi stabiliti, per trattare beni e titoli finanziari. Edifici borsistici, tutti con una struttura molto simile: grande hall, riservata ai membri che conducono acquisti/vendite, un pannello che indica il listino delle transazioni e dei corsi azionari.

Alla base della diffusione delle borse ci fu un mutamento culturale basato sulla crescita di comportamenti economici basati sull’azzardo e speculazione; e sui progressi matematici (tecniche probabilistiche).

Funzioni

  • Contrattazione di azioni e titoli di stato
  • Contratti a termine, ovvero i futures: fisso un prezzo nel futuro. Posso prenderci e guadagnare oppure no. Es.: compro una cosa a 10€ e scommetto che il prossimo mese costerà 20€ e potrò poi rivenderla.

L'affermazione della supremazia europea (1500-1700)

Nel 1500 l’Europa acquista supremazia in campo tecnologico. Inizio esplorazioni geografiche, espansione economica, militare e politica. Inizio conquiste degli imperi coloniali. Portoghesi, spagnoli (produttori di materie prime), olandesi e inglesi gettano le basi sulla supremazia europea su scala mondiale. Immetteva merce sul mercato a prezzi più bassi rispetto all’Italia, perché aveva costi più Bassi. Nel 1400-1500 era un paese secondario, esportava materie prime, inseguendo grazie alla sua capacità di investimento, le imprese iniziano a trasformare le materie prime (produttori).

Grazie all’America, c’era molto denaro in circolazione. Gli europei prendevano l’argento dalle Americhe e lo usavano per acquistare dall’oriente. L’oriente forniva materie prime dall’Europa, ma non comprava da quest’ultima, perché all’oriente non interessavano i prodotti europei. Nel 1700 gli europei trovarono quello che i cinesi...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valecomastri94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fauri Francesca Angela.
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