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Diritto pubblico - Appunti

Appunti di Diritto pubblico per l'esame del professor Pizzetti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le trasformazioni delle istituzioni pubbliche dallo Statuto Albertino alla Costituzione repubblicana, l'Italia e l’Unione europea, le caratteristiche fondamentali della Costituzione repubblicana.

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. F. Pizzetti

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• Allargamento dell’autonomia degli enti locali e trasformazione nel 1888 dei Presidenti

delle amministrazioni provinciali e dei Sindaci in organi elettivi e non più di autonomia

governativa.

• Accrescimento degli apparati pubblici, nascita delle prime aziende pubbliche e dei primi

enti pubblici nazionali.

8. Le caratteristiche fondamentali della Costituzione repubblicana (p.83)

Il nuovo sistema costituzionale era radicalmente difforme da quello che aveva trovato

espressione nello Statuto Albertino. Esso risente dei modelli sperimentati nelle costituzioni di

alcuni stati liberaldemocratici europei, oltre che alle più recenti esperienze costituzionali degl

ordinamenti anglosassoni.

Muta il fondamento di legittimazione del sovrano: (art 12.): “la sovranità appartiene al popolo

che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Principio di sovranità popolare: nessun organo di governo può vantare una legittimazione

autonoma all’esercizio delle massime funzioni statuali ma dovrà poter contare su una

legittimazione proveniente da un unico soggetto (il popolo) che in quanto titolare della

sovranità, l’attribuisce ad altri soggetti.

Organi costituzionali

Organi rappresentativi

Organi necessari

Organi indefettibili (insostituibili)

Art 2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia

nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità”.

Art 3: rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali.

Art 11: principio liberale dell’eguaglianza di tutti i cittadini dotati di pari dignità sociali ed

“eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso,razza,lingua, religione,opinioni politiche,

condizioni personali e sociali”.

Art 54: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la

Costituzioni e le regole”.

L’apertura verso i valori del pluralismo sociale si traduce anche nell’atrivuzione di veri e propri

poteri ad alcune essenziali formazioni sociali (famiglia,comunità locali, linguistiche, partiti,

sindacati, confessioni religiose..)

Art 118: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo

sia nelle formazioni sociali ove svolge la sua personalità”.

Principio supremo di laicità dello stato: implica non differenza dello Stato dinanzi alle religioni,

ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione.

Art 3: secondo comma, superamento dello Stato liberale a favore dello Stato sociale.

Art 1: definizione dell’Italia come una Repubblica fondata sul lavoro.

lavorocontributo che ciascuno da al progresso materiale e culturale della società, il valore

sociale primario. (polemica rispetto ai sistemi statali fondati sulla preminenza sociale dei

possessori di beni).

Principi che disegnano il rapporto tra lo Stato e l’economia(principi della Costituzione

economica), rapporti di lavoro che ribaltano la precedente tradizione fascista e prefascista,

riconoscono non solo la libertà sindacale (art 39) ma anche il diritto allo sciopero (art 40).

Corpo elettorale, Parlamento, PdR,

Governo, Corte Costituzionale

PRINCIPI ECONOMICI p.86-7

Rapporti di lavoro Diritti di proprietà ed iniziativa Intervento diretto

economica

La proprietà privata è riconosciuta e Istituzione di un sistema misto, nel quale

-Libertà sindacale garantita (art. 42.2) + disciplina legislativa iniziative pubbliche e private

(art.39) che ne assicura la funzione sociale e contribuiscono al perseguimento delle

-Diritto di sciopero (art. garantisce l’accesso al maggior numero di finalità di riequilibrio economico e

40) cittadini. La libertà dell’iniziativa economica sociale (art.41), intervento facoltativo

privata è riconosciuta (art.41) dello Stato (art.43)

Un complesso modello organizzativo

Si cerca di affiancare agli istituti tipici della democrazia rappresentativa, incisivi istituti di

democrazia diretta. Sistema centrale statalearticolato e forte sistema di autonomie regionali e

locali. Primato degli organi rappresentativi della volontà popolareruolo autonomo degli organi

di giustizia costituzionale.

A differenza del passato, ora trova direttamente fondamento nella Costituzione non solo

l’autonomia (legisl. e ammin.) delle regioni, ma anche quella (statuaria,regolamentare e

amministrativa) degli altri enti di governo locale (comuni, Province, città metropolitane). Lo

Stato si priva di gran parte delle sue funzioni a favore degli enti. La Regione trova la sua

disciplina fondamentale nella Costituzione (le 15 regioni ad autonomia ordinaria) o in apposite

leggi costituzionali (5 regioni ad autonomia speciale – Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli

Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia). I loro poteri e rapporti con lo Stato non dipendono dalla mera

volontà del paralemtno o del Governo, ma sono tutelati dagli strumenti di garanzia della rigidità

costituzionale. Le Regioni in determinati ambiti dispongono di una propria autonomia

legislativa.

Il ruolo autonomo e le funzioni degli organi giudiziari

La Costituzione ha introdotto notevoli novità già in riferimento alla speciale garanzia

d’indipendenza della magistratura ordinaria, attraverso l’attribuzione dei poteri di gestione di

questa particolare categoria di pubblici funzionari al Consiglio Superiore della Magistratura

(=nuovo organo prevalentemente rappresentativo degli stessi Magistrati, ma formato anche da

soggetti designati dal Parlamento e presieduto dallo stesso PdR).

La forma di governo parlamentare razionalizzata

Sono in particolare alcuni poteri propri del PdR (ad es: scioglimento anticipato delle Camere,

nomina del nuovo Governo prima del conferimento della fiducia parlamentare, possibilità di

trasmettere messaggi alle Camere), collegati alla sua stesssa indipendenza rispetto al

Parlamento, che possono costituire un freno potenzialmente efficace contro le degenerazioni

del parlamentarismo.

L’apertura internazionalista e il principio pacifista

Un ulteriore elemento caratterizzante della Costituzione Repubblicana è rappresentato dalla

particolare apertura internazionalista che essa manifesta (art. 10=subordinazione

dell’ordinamento giuridico nazionale alle norme internazionali generalmente conosciute),

nonché dall’esplicita adesione al principio pacifista in base al quale l’Italia ripudia la guerra

(art.11). Sulla base di questi principi, l’Italia ha chiesto e ottenuto di far parte dell’ONU e ha

svolto il ruolo da protagonista nella fondazione delle Comunità Europee.

Elementi portanti della nuova Costituzione Repubblicana:

Costituzione rigida

 Scelta a favore dello Stato sociale, tutore dei diritti di libertà

 Apertura internazionalista

 Sistema di giustizia costituzionale

La Costituzione è considerata come “compromesso” tra le tre grandi correnti ideologiche che

animarono il dibattito in Assemblea: quella cattolica, quella marxista e quella che si rifaceva

alla tradizione laico-liberale prefascista.

Modifiche principali della Costituzione

Art.27 : abrogazione ultimo comma relativo alla pena di morte

Art.48: voto degli italiani all’estero

Art.56 : pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive

Art.60 : durata di Camera e Senato

Art.68 : immunità membri del Parlamento

Art. 79 : disciplina dell’amnistia e dell’indulto

Art. 81 : manovra di bilancio

Art. 88 : i poteri del PdR nell’ultimo semestre del suo mandato

Art. 96 : reati ministeriali

Art. 111 : disciplina del giusto processo

Art 134-5: organizzazione e competenze della Corte Costituzionale

La riforma dell’intera seconda parte della Costituzione è stata approvata in seconda

lettura dal Parlamento il 16 novembre 2005. Esso si proponeva soprattutto di rafforzare il ruolo

del Presidente del Consiglio (a cui venivano conferiti il potere di nomina e revoca dei Ministri,

nonché quello di chiedere lo scioglimento anticipato delle Camere sotto la sua responsabilità).

Una forma di Governo, dunque, tutta sbilanciata a favore dell’Esecutivo (soprattutto il PdC). La

riforma voleva inoltre costruire uno Stato federale, ma questa legge è stata respinta con il

referendum del 25-26 giugno 2006.

Da circa 20 anni saremmo nella seconda Repubblica.

CAPITOLO V: L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA

1. La nascita dell’Unione Europea

Il processo d’integrazione europeo prende avvio agli inizi degli anni cinquanta con la nascita

delle tre grandi “comunità” europee:

- CECA: Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio, 1951

- CEE: Comunità Economica Europea, 1958

- CEEA/EURATOM: Comunità Europea dell’Energia Atomica, 1959

Obiettivo politico evitare le condizioni per un terzo conflitto mondiale.

Il desiderio principale era la creazione di un mercato comune, basato sulla libera circolazione di

merci e lavoratori dipendenti; diritto di stabilimento dei lavoratori autonomi, libera prestazione

dei servizi e libera circolazione di capitali. Le tappe furono:

a) Trattato di Bruxelles (1965):

- prima forma di coordinamento tra le 3 comunità

- creazione di una sola commissione europea, un singolo Consiglio e si vara un unico bilancio

europeo


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher TaylorSwift17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Pizzetti Federico Gustavo.

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