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Il diritto

Il diritto è una scienza umana, non è una scienza naturale (fisica, chimica, biologia, etc.). Nelle scienze umane: prima per tutti il diritto, poi l'economia e la storia. La medicina è un sapere umano o naturale? Non lo sappiamo, speriamo non ci sia una risposta. Ad esempio, mi vaccino? Sì, la medicina ha qualcosa delle scienze naturali ma è anche imperfetta poiché c'è un limite umano. "Chi vorrebbe vivere per sempre?"

Definizione del diritto

Definizione: insieme di regole giuridiche che disciplinano i rapporti tra individui in un certo luogo e tempo (o di una comunità).

  • È un fenomeno tendenzialmente relativo: relativo per via delle differenze tra le diverse comunità ma "tendenzialmente" perché dalla seconda guerra mondiale sono nati diritti universali, un'unità che vale ovunque, è un movimento giuridico e culturale. Molte volte esistono sulla carta ma non sempre sono rispettati: diritto all'acqua? All'ambiente? Affermare che siano universali è falso e incoerente. Qual è un diritto che nel 2021 è universale? I crimini contro l'umanità e l'omicidio, scelti al tribunale di Norimberga in seguito all'olocausto hanno dato vita alla dignità umana, l'unico concetto che vuole essere rispettato universalmente, persino la pena di morte cerca di rispettarlo progredendo da modi barbari come la Sedia Elettrica alla Ignizione Letale che ti lascia morire incosciente. Affermare che sia "meglio" è sbagliato, ma c'è stato un passo avanti: non si può giustiziare una donna incinta, un minorenne (sì in Afghanistan), non abbiamo eliminato la pena di morte, ma abbiamo ritenuto degno che una donna incinta non venga uccisa.
  • Le regole che formano il diritto sono regole giuridiche: non sono regole morali, etiche, religiose (anche se non ci fossero sarebbe difficile la convivenza tra individui), ma queste influenzano le regole giuridiche: non uccidere (religiosa) —> vietato uccidere (giuridica). Le regole giuridiche sono quelle regole che prevedono quando violate una sanzione esterna e istituzionalizzata, se violo una regola giuridica la sanzione non la decido io ed è prevista dall'ordinamento e quindi è uguale per tutti. Le regole giuridiche sono quindi oggettive, quelle etiche soggettive. (Es. tradire mia moglie e mi sanziono diventando il miglior marito del mondo) non esiste una sanzione istituzionalizzata per il tradimento ma so che è sbagliato. Non tutto ciò che è peccato non coincide con il reato, nascono due mondi distinti tra diritto e morale ma si influenzano a vicenda (es. 1981 in Francia abolizionista in cui la Ghigliottina è stata abolita per diritto alla morale).

Come si studia il diritto

  • Lo puoi approcciare da un punto di vista ontologico: studiarlo per quello che è, apro la legge e rispondo utilizzando il diritto per quello che è (sembra troppo semplice perché lascia fuori giudizi di valore, per esempio soldati che non fanno passare dal muro di Berlino nei checkpoint sono nel giusto perché dovevano solo seguire la legge). L'ontologia è un principio di civiltà perché grazie ad esso il poliziotto tratta tutti nello stesso modo. Il diritto ha orrore del vuoto, meglio una cattiva legge che una cattiva legge: dove c'è una cattiva legge vince il più forte, ma la legge vieta il libero arbitrio.
  • Lo puoi approcciare da un punto di vista deontologico: guarda il diritto secondo quello che dovrebbe essere, domandarsi se qualcosa sia giusto o sbagliato, riflettere su giustezza o erroneità di una legge. Mi dice che chiunque indipendentemente da quello che ha fatto ha diritto ad avere un funerale, ad avere un'idea che non è legge. La certezza è un valore di civiltà e la giustizia pure, entrambe sono importanti e vanno salvaguardate, il punto verso cui dovremmo tutti tendere.
  • Lo puoi approcciare da un punto di vista fenomenologico: quello che guarda le conseguenze, quello che ne determina l'utilità e l'efficacia. Se tolgo un divieto, si riduce o meno il numero degli incidenti. Guardo il funzionamento del diritto. Sono tre approcci separati e indipendenti, le influenzano ma sono tre dimensioni distinte. Se la legge non è ancora pubblicata quella legge e quel reato non sono ancora validi, come se non esistessero. Questi tre approcci ci proteggono dalle prevaricazioni: non puoi impormi la tua giustizia, la tua etica, non puoi usare la maggioranza per fare mille cose ma sono le leggi valide a scegliere. certezza= civiltà giustizia soggettiva. Nonostante questi tre siano distinti sono accaduti fatti storici dove certezza e giustizia sono state confuse e la giustizia ha vinto: In alcuni frangenti ha vinto la giustizia:

Tribunale di Norimberga

  • I tedeschi risposero "siamo innocenti" perché hanno eseguito un ordine, una legge e se avessimo applicato la certezza avremmo dovuto assolverli. Radbruck scrisse due tesi che vennero prese dal tribunale di Norimberga e poi dai tribunali tedeschi, parliamo di tesi così forti che vennero usate per condannare anche nell'89:
    • A) La legge è universale ma quando non ha neanche il minimo carattere di giustizia, quando è completamente ingiusta, discriminatoria, fatta per annientare l'uomo, in quel caso la giustizia prevale sulla certezza e nascono diritto ingiusto e inesistente (il giudice considera la legge inesistente perché rispetta questi criteri). Ma è impossibile sapere chi lo decide che sia così, infatti ci fu molto scalpore, molti non sapevano quale fosse il loro reato. Parliamo di attimi drammatici in cui l'uomo aveva conosciuto le camere a gas e gli orrori della Shoah non di leggi sull'immigrazione. La corte costituzionale fa giustizia rispetto alla costituzione, l'ergastolo nei confronti di un sedicenne (non è giusto eticamente, ma la legge dice così). Stesso discorso con la pena di morte, una donna in gravidanza uccide tutti con un bombardamento, deve essere giustiziata? Potremmo dire che sia sbagliata ma la legge dice che è così.

Lo stato

Vedremo in modo specifico popolo, sovranità, territorio, tre concetti giuridici. A questi elementi se ne possono aggiungere altri non propriamente giuridici che sono comunque importanti, ma non indispensabili. Il più importante è il riconoscimento da parte della comunità internazionale, non basta questo per parlare di stato. La comunità internazionale riconosce un gruppo che si stacca e diventa stato, ma a quel punto loro dovranno concretizzare i tre elementi giuridici. A quel punto si chiede di entrare nelle nazioni unite, un altro elemento non giuridico, ed è praticamente terminata la costituzione dello stato perché alle nazioni unite possono accedere solo gli stati.

Popolo

Il popolo è il complesso dei cittadini di uno stato, differente da questo c'è la popolazione, ovvero coloro che vivono nel territorio italiano senza essere riconosciuti come cittadini. Il nostro paese da stato di emigrazione (50s) ora è uno stato di immigrazione. Per quantificare siamo 56 milioni di italiani di qui e 5 milioni di immigrati. Vi è una terza entità, la nazione, che è servito per unire persone accomunate da una certa etica, lingua e tradizione, non fu usato dai francesi durante la rivoluzione ma nelle tribù indiane dove le tribù indiane erano le diverse fazioni. Dire che dal punto di vista giuridico la Nazione non ha importanza è eccessivo. L'Italia va celebrata nelle sue diversità e non nella sua unità, dal punto di vista sociologico l'Italia dovrebbe dare importanza alle sue diversità e quindi termini Nazioni o Patria non sono adatti. "La morte della patria è una frase come tante, l'incendio di una fattoria è una tragedia" Goethe, La Biografia.

Come si acquista la cittadinanza italiana

La legge attualmente in vigore che regolarizza l'acquisto della costituzione è stata approvata nel 1992 da Andreotti, questo rappresenta un problema culturale: non c'è un solo partito che ne pone la riforma al primo posto, di fronte al fenomeno migratorio una legge di quell'anno è vecchia ed è restrittiva, in Italia non è mai esistito un ministro delle immigrazioni, le immigrazioni sono trattati come problemi di sicurezza. È un problema culturale, ci sono paesi che la riformano ogni anno.

  • È cittadino italiano automaticamente per nascita chi è figlio di cittadino italiano (uno o l'altro, per sangue) o chi è nato in Italia da genitori entrambi apolidi o ignoti: a-polis senza cittadinanza, o abbandonato dai genitori. Risalta in sangue, l'etnia che ti dà il diritto di essere umano. Vale anche per l'adozione.
  • Chi nasce in Italia da genitori entrambi stranieri NON diviene automaticamente cittadino italiano: può domandare di esserlo al compimento del 18esimo anno di vita, entro un anno e a condizione di dimostrare la residenza ininterrotta in Italia. Papa polacco madre brasiliana, uno dei due ha un'offerta di lavoro in Francia per tre anni, l'azienda paga, loro partono ma il figlio lo lascio a casa sennò quando torno non gli viene data?
  • Può chiedere di ottenere la cittadinanza italiana il coniuge di cittadino Italiano: risieda nel territorio italiano da almeno 6 mesi (amore territoriale a prova di fuga lol) o per un reato con incarcerazione di tre anni. Il ministro no può impedirmi il matrimonio ma può impedire che lui o lei diventino cittadini italiani. Questo per la sicurezza interna dello stato (cazzata).
  • Può chiedere la cittadinanza chi risiede nel territorio dello stato da almeno dieci anni: una persona viene in Italia deve aspettare ed è sbagliato, giusti o meno i dieci anni?, si vuole usare la cittadinanza come mezzo di inclusione o esclusione? La persona da 9 anni in Italia paga le tasse come noi, ma per quei 10 anni di tasse noi abbiamo diritto di eleggere i rappresentati del parlamento loro non possono votare come tutti gli altri. (Poi chissà quando mi arriva).
  • Il consiglio dei ministri su richiesta del ministro degli interni può concedere cittadinanza ad uno straniero che fa eminenti servizi all'Italia o eccezionale interesse nello stato: uno straniero che salva la bimba dall'annegamento. Sembra incoerente, come se la cittadinanza fosse un merito, un premio, come se dovessi dimostrare qualcosa per avere la cittadinanza.

In Parlamento ci sono state proposte per riformulare la questione di dieci anni, anche dalla destra non ha nulla che vedere con il colore politico ma rendere più ragionevole l'integrazione in Italia figa. La cittadinanza può essere revocata, vi è una specifica disciplina per la doppia cittadinanza e in alcuni l'acquisto di una nuova cittadinanza definisce la revoca della cittadinanza.

  • Tutti i cittadini di uno stato membro europeo prendono la cittadinanza europea:
    • In quanto cittadini europei nasce diritto di votare per le amministrazioni locali dove è consentito dalla legge.
    • Quando una persona si reca in un paese complicato dell'Africa (democrazia è in fase di stabilizzazione) corre dei rischi se fa il giornalista che vuole documentare abusi e corruzione e rischia per la libertà di espressione ristretta. Nel 1992

Territorio

La terra ferma è territorio dello stato entro i confini naturali (alpi) e artificiali (cartina in cui si segna). Il mare territoriale, ovvero è sovranità dello stato entro le 12 miglia marine. Inizialmente erano 3 miglia marine, ovvero la gettata massima dei cannoni. Spazio aereo statale fino all'atmosfera, sotto in poi, da sopra no. Piattaforma continentale, la parte del fondo marino che circonda le terre emerse. Territorio mobile (navi e aerei battenti bandiera italiana). Guarantigie: ambasciata italiana a Tripoli sei nello stato italiano. Lo stato è Sovrano quando ha il monopolio delle forze dell'ordine, una delle conseguenze più disastrose è il colpo di stato che cerca di sopprimere la Sovranità dello stato.

Le forme di stato

Una volta venuto alla luce giuridicamente uno stato, nel corso della storia ha avuto diverse forme, ovvero i rapporti tra lo stato e gli individui sono cambiati nel corso della storia. Prima lo stato assoluto, poi liberale e la forma di stato democratica. Lo stato ha una data di inizio anche se è difficile poterlo affermare: Luigi XIV nel 1648 disse "lo stato sono io". Dal punto di vista giuridico Sparta e Atene non ha nessuna caratteristica dello stato, in quanto lo stato o è moderno o non è stato, dal 1500 hanno iniziato a delinearsi delle caratteristiche che hanno creato lo stato assoluto. Oltre al periodo spirituale il medioevo era retto da una miriade di Ducati, regni ma non parliamo di stato, piuttosto embrioni di stato (assoluto).

Stato assoluto (1500-1700)

  • Il potere del sovrano deriva da Dio, non esisteva una legittimazione dal basso ma il potere temporale era un riflesso del potere divino. Fino alla seconda metà del 1600 con problematiche sanitarie le persone si mettevano in coda di fronte al castello del sovrano perché si pensava avesse poteri divini. Fino a poco fa l'imperatore giapponese non si mostrava e questo alimentava la corrispondenza con Dio. Questa sorta di poteri sovrannaturali dello stato è rimasta per tantissimo tempo, in primo luogo nelle monarchie (regina Elisabetta è capo dello stato e della chiesa, fece scalpore quando premiò la vincitrice di una cosa, e va bene perché il Re non è eletto) nelle repubbliche Dio è fuori gioco, nessun presidente direbbe che il loro potere deriva da Dio ma hanno mantenuto la sacralità e alcune caratteristiche, come il potere di grazia: c'è una sentenza conclusa ma il capo di stato può estinguere la pena con una sola parola, ribaltando processi e il senso della sentenza definitiva, vince addirittura sul popolo. Questo potere deriva dallo stato Assoluto e la corrispondenza di Dio. (Uno stato in cui UNO decide vita e morte era solo a Roma.)
  • Il sovrano compendia tutti i poteri dello stato: legislativo, esecutivo e giurisdizionale ha il potere di creare, far rispettare e applicare leggi. Nominava tutti i giudici del suo regno.
  • La corona (la sede istituzionale del potere) diviene sede impersonale quando è il potere non si lotta, non si conquista chi va ad occupare quel potere, ma nasce il principio ereditario che è ancora oggi il principio che regge tutte le monarchie del mondo. Nasce lo stato ma sono proprio gli avvenimenti che hanno contribuito alla sua nascita a metterlo in difficoltà. In particolare il re riesce a controllare questi poteri, e quindi dare vita allo stato Assoluto, perché:
    • Nasce un esercito professionale, gente che entra nei ranghi del primissimo apparato che nasce accanto al sovrano, questo significa la possibilità di crescere e fare guerre.
    • Nasce un primo sistema di imposizione delle imposte, un'amministrazione finanziaria dello stato per poter aiutare le guerre. Una riscossione di tasse che lascia il popolo in miseria in mano al suo "ministro delle entrate" che imponeva il concetto di più imposte più esercito.

Questi due elementi sono anche elementi della sua entrata in crisi: Aumenta il potere economico della classe borghese che nasce intorno al Re, da esponenti della finanza ed esercito, nasce una nuova corrente interna che riflette sul fatto che l'economia cresceva ma il potere dello stato rimaneva tutto nelle mani del Re. Non riesce più a subire le scelte unilaterali della nobiltà e si rivolta. Nel 1700 nascono le tre grandi rivoluzioni di stampo borghese che pongono fine allo stato Assoluto: rivoluzione inglese, stati uniti, francese.

Stato liberale (1700-1800)

  • Saltano le teste dei sovrani e nasce lo stato liberale.
  • È uno stato di diritto: tutti i poteri pubblici sono soggetti al diritto, cessa il libero arbitrio e il potere del re, il diritto segna un limite del potere.
  • È uno stato borghese: Si sostituisce alla nobiltà, ma il popolo rimane fuori.
  • È uno stato Minimo: In campo economico i suoi interventi sono il minimo necessario, non si vuole uno stato prevaricatore o che si impicci troppo alle ortiche economiche e sociali. Nasce il "Laissez-faire" e il "self-made man", preso dal pensiero borghese. Vieta gli arresti arbitrari e si astiene dall'entrare nella vita.

Ad oggi uno stato liberale che nel suo DNA ha tutte queste caratteristiche sono gli Stati Uniti, dove il problema principale sono le armi ed il problema risiede proprio a questi anni, lo stato non deve intervenire perché un diritto fondamentale è la proprietà privata e il popolo ha il diritto di difendere la propria proprietà privata, e lo stato non può dire niente. Stato non può mettere dei limiti, è poco interventista. È uno stato che tende a soddisfare bisogni della borghesia, non del popolo. Il diritto di voto nello stato liberale è riservato a coloro che hanno un reddito superiore ad una certa identità (destra storica come esempio). Si afferma separazione dei poteri: diversi organi si dividono i tre poteri fondamentali. Nascono le costituzioni, diverse da quelle precedenti non modernamente intese, che ha caratteristiche precise:

  • Corta, ci sono pochi articoli che riflettono pochi diritti che si vogliono perpetrare agli individui. La costituzione USA inizialmente aveva 13 articoli, qualche disciplina sui rapporti agli organi e pochi diritti. Lo statuto Albertino ne aveva pochi, un'ottantina. Una costituzione che ne segna il cambiamento sono quelle costituzioni di paesi che vengono fuori da peri...
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabriel.vendolaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Galliani Davide.
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