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fra loro in gruppi, ciascuno corrispondente ad un partito; a sua volta il candidato presidente è

obbligato a collegarsi con uno o più gruppi di candidati presenti nei collegi uninominali

4)Per quanto riguarda le elezioni circoscrizionali, limitate ai soli comuni molto grandi, le modalità

di elezione di relativi consigli sono affidate dalla legge allo statuto del comune: in mancanza si

applicano le norme relative ai comuni con altre 15000 abitanti. I consiglieri provinciali saranno

eletti non più direttamente, ma dai consigli dei comuni che ricadono nella provincia.

PARAGRAFO 8 “LE ELEZIONI EUROPEE”

La legge elettorale italiana per il Parlamento europeo è la meno recente.

Fra le leggi elettorali vigenti nel nostro ordinamento. Le liste che, sul piano nazionale consegnano

almeno il 4% dei voti espressi non partecipano al riparto dei seggi.

Funziona nel seguente modo:

-I seggi da eleggere sono ripartiti in 5 grandi circoscrizioni pluri-regionali ( Nord-Ovest, Nord- Est,

Centro, Sud, Isole) con un numero di abitanti ossia diverso l'una dall'altra;

-Si applica la formula del quoziente naturale e dei più alti resti;

-non la si applica circoscrizione per circoscrizione;

-sono previste le preferenze ( tre e non una sola). Ciò determina una conseguenza perversa:

comprendendo le circoscrizioni più regioni di popolazione assai diverse per quelle meno popolose è

più difficile eleggere propri candidati e vi sono regioni senza rappresentanti.

PARAGRAFO 9 “ LA LEGISLAZIONE ELETTORALE DI CONTORNO”

1.CANDIDATURE

-In ordine alla presentazione delle liste di candidati, dopo le riforme degli anni Novanta è stato

formalmente ripristinato per tutte le elezioni tranne quelle europee, l'obbligo di sottoscrizione da

parte di un certo numero di elettori di entità rapportata alla popolazione del collegio.

-In ordine alla responsabilità delle diverse fasi del procedimento elettorale, essa è affidata in parte al

ministero dell'interno, in parte ai comuni, in parte ad organi istituiti di volta in volta.

2. LE CONTESTAZIONI

In merito alle contestazioni eventuali avverso il procedimento: fino alla proclamazione esse vanno

indirizzate agli uffici elettorali costituiti presso gli ordini giudiziari; dopo, dipende dal tipo di

elezione.

Per le elezioni politiche al fine di assicurare il rispetto degli interna corporis parlamentari, la

competenza è attribuita dalla Costituzione alla stessa camera. Invece per altri tipi di elezione, la

competenza a giudicare della legittimità del procedimento è affidata alla giustizia amministrativa in

quanto i vari uffici elettorali, pur composti da magistrati, sono considerati organi amministrativi

3.LE CAMPAGNE ELETTORALI

-La disciplina delle campagne elettorali prevede disposizioni che regolano l'accesso ai mezzi di

informazione, le altre forme di propaganda, i limiti alle spese elettorali dei candidati e dei partiti, le

forme di pubblicità di tali spese, la figura del mandatario elettorale ( che ogni candidato deve

nominare l'apertura di un apposito conto corrente);

-Inoltre, una specifica legislazione, disciplina minuziosamente l'accesso ai mezzi di informazione in

condizione di parità fra le varie liste durante le campagne elettorali, anche al di fuori di essa.

PARAGRAFO 10 “COME SI SONO TRASFORMATE LE LEGGI ELETTORALI”

E' possibile proporre un breve quadro di sintesi dei sistemi elettorali vigenti in Italia dopo le

innovazioni introdotte a partire dal 1993.

Gli elementi comuni a tutte le formule elettorali italiane possono essere così sintetizzati:

-tutte favoriscono (ma non impongono) l'aggregarsi delle forze politiche in due schieramenti

contrapposti (bipolarismo)

-tutte prevedono qualche forma di sbarramento, ma in misura assai variabile

-tutte pertanto perseguono l'obiettivo di facilitare la governabilità tutelando la possibilità di accesso

alla rappresentanza di una larga pluralità di forze politiche (frammentazione)

-tutte si traducono in formule e sistemi definibili come misti

La differenza, invece, riguarda il modo come obiettivi identici sono stati perseguiti. Ciò si spiega in

base all'esistenza, a livello nazionale, di precisi vincoli costituzionali: i quali hanno impedito di

introdurre, senza modifiche alla Costituzione, l'elezione diretta del vertice dell'esecutivo; si è

dunque potuto cambiare la legge elettorale, ma non direttamente la forma di governo.

Il cittadino elettore, il popolo che vota ed elegge, dispongono così di un doppio potere: da un lato

concorrono alla scelta di chi deve governare, dall'altro concorrono alla scelta di quale forza politica

deve rappresentarlo in consiglio ( e anche alla scelta del singolo consigliere, grazie alle preferenze).

PARAGRAFO 11: I REFERENDUM

Il nostro ordinamento prevede alcune forme di decisione popolare diretta mediante Referendum.

Consiste in una votazione sulla base di un quesito che viene sottoposto alla valutazione del corpo

elettorale in forme varie e con effetti diversi.

Vi sono Referendum che hanno carattere meramente consultivo, come un parere, ed altri che si

possono definire decisivi o deliberativi nel senso che incidono di per sé sull'ordinamento.

La caratteristica di tutti i Referendum è che la volontà di coloro che prevalgono diventa la volontà

del popolo senza mediazioni. E'un procedimento decisionale che non ammette compromessi e vie di

mezzo.

La Costituzione prevede:

REFERENDUM COSTITUZIONALE (ART.138)

E' un tipo di Referendum Approvativo o Confermativo, può essere promosso entro 3 mesi dalla

pubblicazione di una Legge Costituzionale nel caso in cui questa non sia approvata nella seconda

votazione dalla maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna camera.

Titolari del diritto di chiedere il Referendum sono:

-un quinto dei componenti della Camera o del Senato

-500.000 elettori

-5 consigli regionali Svolgimento

-L'Ufficio Centrale per il Referendum costituito presso la Corte di Cassazione decide con Ordinanza

sulla legittimità della richiesta

-Il Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri indice il Referendum

per una data posta tra 50° e 70° giorno dal decreto di indizione.

-Possono prendere parte alla votazione referendaria tutti i cittadini elettori della Camera

-Se la legge viene approvata dalla maggioranza dei voti validi, ciò viene attestato dalla Corte di

Cassazione

-Il Presidente della Repubblica lo promulga

-Se prevalgono i NO la legge non è promulgata ed è come se il Parlamento non l'avesse mai

approvata. Primi Referendum Costituzionali

-Il primo Referendum Costituzionale si è tenuto il 7 ottobre del 2001 e vi hanno partecipato il 34%

degli aventi diritto e il 64,2% dei quali si è espresso per il SI

-Un secondo Referendum si è tenuto il 25 Giugno del 2006 avente per oggetto la revisione della

Parte II della Costituzione approvata su iniziativa del governo Berlusconi ( XIV legislatura). La

partecipazione è stata del 53% degli aventi diritto, i NO hanno prevalso con il 61,3% dei voti.

REFERENDUM ABROGATIVO ( ART.75)

sottoporre al Corpo Elettorale la domanda: “VOLETE CHE

Il Referendum Abrogativo consiste nel

SIA ABROGATA LA LEGGE…. O CHE SIA ABROGATA LA LEGGE LIMITATAMENTE A

PARTI DI ESSA”

Titolari del potere di richiederlo sono:

-500.000 elettori

-5 consigli regionali

Non può richiederlo una minoranza parlamentare, questo perché il Referendum Abrogativo riguarda

un atto di natura legislativa che esprime un indirizzo politico di maggioranza, che la minoranza non

possa mettere in discussione.

Anche la disciplina di questo procedimento referendario è contenuta nella Legge n.352 del 1970.

Essa è però più complessa, in quanto la Costituzione prevede una serie di LIMITI sottoforma di

oggetti che non possono essere sottoposti a Referendum.

Ai sensi dell' ART.75 della Costituzione sono inammissibili Referendum aventi ad oggetto:

- Leggi Tributarie

-Leggi di Bilancio

-Leggi di Amnistia e Indulto

-Leggi di Autorizzazione alla Ratifica dei Trattati Internazionali

I divieti stabiliti dall'ART.75 comma 2 non esauriscono i limiti di ammissibilità al Referendum

Abrogativo. Limiti ulteriori sono stati individuati dalla Giurisprudenza Costituzionale, questi sono:

-La Costituzione e Leggi Formalmente Costituzionali

-Le Leggi a contenuto costituzionalmente vincolato, ossia quelle per le quali la Costituzione detta

l'unica disciplina possibile, senza lasciare margini di scelta al legislatore

-Leggi a Contenuto Comunitariamente vincolante, ossia quelle per le quali la discrezionalità del

legislatore nazionale è vincolata dal rispetto del Diritto Comunitario

-Gli Atti Legislativi ordinari aventi forza passiva rinforzata, ossia le fonti specializzate in ragione

della loro particolare competenza, la cui adozione deve seguire procedimenti più complessi di

quello ordinario.

Le Leggi Obbligatorie o Necessarie, ossia quelle che devono necessariamente esistere

nell'ordinamento perché direttamente previste dalla Costituzione.

Per quanto riguarda i Referendum su Leggi Elettorali:

Le Leggi Elettorali sono Leggi necessarie per il funzionamento degli organi costituzionali. Con

riferimento ad esse, la Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibili richieste di abrogazione totale,

ritenendo l'eliminazione delle Leggi Elettorali in contrasto con il Principio di Continuità degli

organi costituzionali.

Ulteriori limiti, vincoli, riguardano la Formulazione del Quesito Referendario; al fine di garantire la

libera e consapevole espressione del voto da parte del cittadino elettore, la richiesta per essere

ammissibile, deve essere:

1) Omogenea: Il requisito della omogeneità è riconosciuto quando la domanda che si sottopone al

voto consente la scelta tra un'alternativa secca ( l'eliminazione o il mantenimento di una certa

disciplina) rispetto alla quale è possibile rispondere con un SI o con un NO.

2) Chiara: La Corte ritiene che una richiesta sia omogenea quando il quesito sottoposto, o

proposizioni linguistiche, è riconducibile ad un unitario principio abrogativo in grado di tenerle tutte

insieme.

L'omogeneità della richiesta diventa il presupposto affinché un quesito referendario sia chiaro.

3) Univoca Indizione del Referendum:

Una volta che la Corte Costituzionale abbia dichiarato ammissibile il quesito referendario che si è

chiesto di sottoporre agli elettori, il Presidente della Repubblica, come sempre su deliberazione del

Consiglio dei ministri, indice il Referendum che si deve tenere fra il 15 Aprile e il 15 Giugno ( non

si può tenere lo stesso anno delle elezioni parlamentari)

Quorum Strutturale:

Perchè la consultazione abbia un esito favorevole all'abrogazione non è sufficiente che i SI

prevalgano sui NO ma deve aver partecipato la metà più uno degli aventi diritto.

Esito del Referendum:

L'Ufficio centrale per i Referendum verifica e proclama i risultati del Referendum, se è favorevole il

Presidente della Repubblica emana un Decreto col quale dichiara abrogata la Legge o la parte di

Legge sottoposta alla consultazione. Dal giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha

effetto.

Il procedimento referendario è interrotto, in qualsiasi momento, quando viene approvata una Legge

che abroga le norme oggetto della richiesta.

Questa previsione non si applica nel caso di nuova disciplina che non modifichi i Principi Ispiratori

e contenuti essenziali di quella sottoposta a referendum.

In tal caso l'Ufficio centrale per il Referendum modifica il quesito abrogativo e lo trasferisce sulla

nuova normativa.

REFERENDUM RELATIVI A MODIFICAZIONI TERRITORIALI (ART.132)

Ve ne sono di due tipi:

-Il Referendum che in caso di voto favorevole, costituisce il presupposto di una Legge

Costituzionale per la fusione di più regioni per la costituzione di una Nuova Regione

-Il Referendum che in caso di voto favorevole, costituisce il presupposto di una Legge Ordinaria

che consente a una provincia o a un comune di staccarsi da una regione e aggregarsi ad un'altra.

REFERENDUM REGIONALI E LOCALI

Quanto a regioni ed enti locali ai rispettivi statuti è rimessa la disciplina di Referendum Regionali e

Locali che devono avere ad oggetto leggi e provvedimenti amministrativi della regione.

Un Referendum confermativo è previsto per l'approvazione degli Statuti delle Regioni Ordinarie

mentre nelle Regioni Speciali per l'approvazione di Leggi statuatarie.

ALTRI REFERENDUM

Un singolare Referendum che può essere definito di Indirizzo. Si tenne nel 1989 in occasione delle

elezioni europee, oggetto fu il conferimento al Parlamento Europeo di un mandato costituente a

stendere la Costituzione Europea.

Non previsto dalla Costituzione fu necessario votare una legge costituzionale introduttiva di tale

consultazione. Si espresse a favore l'88% degli elettori, ma senza conseguenze concrete.

PARAGRAFO 12 “ IL REFERENDUM ABROGATIVO NELLA PRASSI

Il primo Referendum Abrogativo si ebbe nel 1974, questo perché quattro anni prima il Parlamento

aveva approvato la Legge 25 Maggio 1970 n. 352 contenente la disciplina delle varie forme

referendarie previste dalla Costituzione.

Il fenomeno referendario segna letteralmente la storia costituzionale e politica italiana per tre

decenni, è possibile tracciare un quadro di sintesi degli aspetti più propriamente giuridici emersi:

-La disputa ricorrente intorno all'ammissibilità delle richieste referendarie

-La questione dei vincoli determinati della decisione referendaria nei confronti del legislatore

affinché rispetti l'esito del referendum

-La questione di legittimità di referendum aventi natura abrogativa ma di fatto propositiva

-L'opportunità di aggiornare l'istituto sotto diversi profili, quali:

1)la successione temporale del procedimento

2)il numero delle firme richieste

3)l'eliminazione o riduzione del quorum strutturale (nel presupposto che esso attribuisca un

vantaggio ai sostenitori del NO)

Accade infatti che può bastare convincere un numero relativamente basso di elettori o disertare le

urne per portare alla sconfitta quella che sarebbe una fortissima maggioranza.

PARAGRAFO 13: I PARTITI

I cittadini hanno a disposizione altri strumenti per concorrere ad influenzare le scelte collettive,

esercitando la loro sovranità. Fra questi fondamentali sono i Partiti Politici.

Partito Moderno

E' sorto alla fine dell'Ottocento e si è affermato nelle forme del Partito di Massa all'inizio del

Novecento, cioè in grado di mobilitare moltissimi cittadini. Modello fu il Partito socialdemocratico

tedesco. I partiti conobbero in Italia:

-una prima fase in cui furono controllati

-una seconda in cui divennero strumento per impadronirsi dello Stato

-imporre un indirizzo unico all'interno dell'ordinamento.

Natura Giuridica:

Nel nostro ordinamento è del tutto peculiare in quanto i partiti sono espressione della società e una

delle formazioni sociali, sono più di una semplice associazione di fatto e ricoprono un ruolo

rilevante ai fini della funzionalità stessa dell'ordinamento costituzionale.

L'ART.49 ha come destinatari i cittadini e riconosce ad essi il diritto di associarsi liberamente in

partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Due aspetti sono

importanti:

-il primo è che secondo la Costituzione non sono i partiti a determinare la politica nazionale, sono i

cittadini che tutti insieme partecipano a questa funzione sovrana di indirizzo

-il secondo è che questo concorso deve avvenire con metodo democratico

I partiti sono garantiti dalla Costituzione nella prospettiva del Diritto dei cittadini ad associarsi e

sono perciò considerati organizzazioni proprie della Società Civile.

Il partito deve rispettare le regole democratiche nei rapporti esterni ma può essere organizzato senza

selezione democratica della dirigenza all'interno. La scelta di non sottoporre a sindacato i fini del

partito politico distingue il nostro da altri ordinamenti, nei quali si è compiuta la scelta opposta,

dando vita ad una Democrazia Protetta, così chiamata perché prevede istituti non coerenti con i

principi della Democrazia liberale.

In Germania, il Tribunale costituzionale può essere chiamato a decidere della legittimità di partiti

che per le finalità o per il comportamento dei loro aderenti si prefiggono di danneggiare

l'ordinamento democratico.

Nell'ordinamento italiano vi è una sola eccezione che riguarda il divieto di riorganizzazione del

Partito Fascista.

Finanziamento dell'Attività dei Partiti:

Ai fini dei rimborsi elettorali sono istituiti quattro fondi:

-Per l'elezione della Camera

-Per l'elezione del Senato

-Per l'elezione dei Consigli Regionali

-Per l'elezione del Parlamento Europeo

L'ammontare di ciascun fondo, distribuito tra partiti, in proporzione ai voti ottenuti, è pari, per

ciascun anno di legislatura, a 1 euro moltiplicato per il numero dei cittadini iscritti nelle liste

elettorali della Camera. Partito e Coalizioni

Nel nostro ordinamento costituzionale, il partito politico si è affermato prima nella società e poi

nelle istituzioni, diversamente da quanto era accaduto altrove (es. Inghilterra). I partiti su cui si era

consolidata la democrazia italiana dal 1943 si sono sfaldati e trasformati, dando vita ad un sistema

frammentato nel quale la legislazione elettorale ha introdotto le Coalizioni, cui le forze politiche

sono fortemente incentivate.

PARAGRAFO 14: ALTRI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE POLITICA

I cittadini hanno a disposizione ulteriori istituti e forme di partecipazione.

LA PETIZIONE

Consiste in una delle forme più antiche di rapporto tra i cittadini, anzi sudditi, ed autorità ed è stata

mantenuta dall'ART.50 ma con espressa esclusione di azioni a sostegno di interessi puramente

personali.

Ciascun cittadino, anche individualmente, può presentarla e i regolamenti delle due Camere

dispongono che le petizioni devono essere esaminate in commissione.

In una moderna democrazia fondata su altri meccanismi di mediazione delle esigenze dei cittadini, è

difficile che le petizioni abbiano eseguito in quanto le necessità che rappresentano sono raccolte

subito in un progetto di Legge successivamente approvato.

L'INIZIATIVA LEGISLATIVA POPOLARE

Secondo l'ART.72, esso prevede che 50.000 elettori possono presentare un progetto di legge redatto

in articoli ad una delle due Camere.

La Camera la cui proposta è presentata provvede a verificare le firme e ad accettare la regolarità

della richiesta.

Le modalità di raccolta delle sottoscrizioni sono in tutto analoghe a quelle previste per le richieste

referendarie. I Regolamenti Parlamentari prevedono che, diversamente dagli altri progetti di legge,

quelli di Iniziativa Popolare non decadono a fine legislatura e non devono quindi essere ripresentati.

Una sola misura legislativa di rilievo può considerarsi imposta tramite il ricorso a questo istituto, la

Legge sui quadri intermedi che nel 1985 modificò l'ART.2095 introducendo i quadri nelle categorie

di prestatori di lavoro subordinato, dopo i dirigenti e prima degli impiegati e degli operai.

CAP. 9 “ IL PARLAMENTO”

PARAGRAFO 1 “ ALLE ORIGINI PARLAMENTARI”

DA LEGGERE

I Parlamenti di oggi sono assai diversi rispetto a quelli cui fu per la prima volta dato quel nome,

oltre ottocento anni fa: quei “ primi parlamenti” erano riunioni di baroni e nobili. Si trattava di

incontri occasionali, senza periodicità né durata definite, e all'inizio senza garanzie per chi vi

partecipava.

La trasformazione di queste assemblee in qualcosa di vagamente simile a ciò che noi conosciamo

avvenne dapprima in Inghilterra e durò vari secoli. Quando il Parlamento inglese conquistò il potere

di stabilire l'ordine di successione al trono, questa può essere considerata la nascita del Parlamento

moderno che si proclamava sovrano. Già da tre secoli, in Inghilterra, esso si era diviso in due

camere assumendo carattere bicamerale : da una parte i conti, i vescovi e i titolari di antiche

baronie (House of Lords); dall'altra i rappresentanti delle città e poi della borghesia (House of

Commons).

Nel corso del '700 il parlamento inglese affermò poco a poco un suo potere fondamentale, quello di

influire sulla scelta da parte del re, dei ministri, e in particolare del primo ministro. Così, accanto al

potere di fare le leggi, anche il potere di condizionarne l'esecuzione venne progressivamente

sottratto alla corona a vantaggio del Parlamento.

Con il suffragio universale, i parlamenti diventarono assemblee espressione di tutta la società e

crocevia istituzionale dello stato democratico di derivazione liberale.

Nello stesso periodo nasceva il partito politico di massa che avrebbe caratterizzato tutto il secolo

scorso. L'esecutivo si era fino ad allora storicamente identificato con il re: infatti i parlamenti fra

Sette e Ottocento avevano affermato il proprio ruolo in conflitto costante con il governo del re..

Ciò spiega la tendenza, in quel periodo, a concepire in modo rigido la separazione dei poteri. Il

suffragio universale, la democratizzazione delle istituzioni, il ruolo assunto dai partiti politici,

finirono con ridimensionare il ruolo delle assemblee rappresentative e la loro capacità di essere

davvero la sede che decide le sorti del governo.

Queste passarono in parte nelle mani dei partiti, in parte in quelle dei cittadini elettori. In questo

modo il governo, di fatto, diventò il “comitato direttivo” in grado di guidare l'attività del

Parlamento: stabiliva cosa dovesse fare, dettendere (?) l'ordine del giorno, e come, imponendo le

proprie proposte e permettendo, al più, ai parlamentari della sua maggioranza un'azione di

integrazione e correzione.

La stessa funzione legislativa venne ridimensionata, sia a vantaggio del potere normativo

dell'esecutivo sia a vantaggio di autorità di regolazione aventi natura solo indirettamente

rappresentativa.

Intanto l'affermarsi dello stato costituzionale, caratterizzato da una costituzione rigida e dal

controllo di costituzionalità, limitava il potere normativo del Parlamento che non potè più dirsi

sovrano.

Le assemblee diventarono la sede dove, davanti all'opinione pubblica, si rappresentava lo scontro

politico fra chi governa e chi si oppone.

PARAGRAFO 2: “ IL PARLAMENTO IN ITALIA FINO ALLA COSTITUENTE”

Il nostro Parlamento è il diretto erede del Parlamento dell'Italia monarchica il quale a sua volta altro

non era che il Parlamento subalpino istituito dallo statuto del 1848.

Quello statuario era un Parlamento bicamerale, costituito di una camera sede della rappresentanza

nazionale (Camera dei Deputati) e a una camera tutta di nomina regia ( il Senato, i cui membri

erano nominati a vita).

Il Parlamento statuario era stato pensato come bicameralismo differenziato (funzioni diverse e

formati in maniera radicalmente diversa), paritario ( nessuno doveva prevalere sull'altro).

Questo bicameralismo in realtà era disuguale in quanto i governi si rivolgevano sempre alla camera

dei deputati e quindi solo con loro si instaurò un rapporto di fiducia, mentre si applicava la regola

secondo la quale “ il Senato non fa crisi”. (non poteva, cioè, determinare la cessazione delle

funzioni dell'esecutivo).

Si arrivò alla resa dei conti di questo bicameralismo in quanto non paritario e disuguale (oltre che

differenziato). Durante il fascismo, il Parlamento conobbe prima l'asservimento (sottomissione) al

capo del governo e al partito nazionale fascista, poi la soppressione della camera dei deputati,Il

trasformata in Camera dei fasci e delle corporazioni. Quando all' Assemblea Costituente si pose la

questione di come organizzare il futuro parlamento, alcune forze politiche ritenevano che una delle

2 camere dovesse diventare la sede di rappresentanza delle nuove autonomie territoriali. Altri invece

dicevano che ci doveva essere una sola camera: se il sovrano è uno (il popolo) non era

immaginabile che esso si potesse dividere in più organi in grado di rappresentarlo.

Quindi abbiamo 2 fazioni, chi voleva il monocameralismo e chi il bicameralismo. Il compromesso

fu raggiunto dando ragione a coloro che volevano due camere, rendendo sia la Camera dei Deputati

sia il Senato della Repubblica espressione della sovranità popolare.

In questo modo nacque il bicameralismo paritario ed indifferenziato, secondo la formula

tradizionale, perfetto, in quanto le 2 camere sono sullo stesso piano. Per quanto riguarda la durata

della carica del Senato era stata portata a 5 perché sarebbero state elette dopo la prima volta in

tempi sfalsati.

PARAGRAFO 3 “ COM'E' COMPOSTO IL PARLAMENTO ITALIANO”

Il Parlamento Italiano è un organo costituzionale complesso perché formato da due camere: la

Camera dei Deputati che consta 630 componenti tutti eletti dai cittadini maggiorenni e il Senato

della Repubblica che consta di 315 componenti eletti dai cittadini che abbiano compiuto 25 anni.

L'elezione avviene a suffragio universale e diretto: a suffragio universale perché il diritto di voto è

riconosciuto a tutti i cittadini; diretto nel senso che devono ritenersi escluse forme di elezione di

secondo grado (cioè assemblee elette non dai cittadini direttamente, ma da un corpo elettorale

ristretto, ancorchè a sua volta eletto dai cittadini).

Quanto all'elettorato passivo, diverso anch'esso per età, possono essere eletti tutti i cittadini che

abbiano compiuto nel giorno delle elezioni i 25 anni per la Camera dei deputati e i 40 anni per il

Senato della Repubblica.

La legge ex.art. 65.1.Cost. Prevede casi di incompatibilità e di ineleggibilità. Sussiste

incompatibilità quando la legge vieta di detenere 2 cariche contemporaneamente, ineleggibilità in

ragione della carica che ricorre al momento della candidatura, quindi non può essere eletto.

Fra gli ineleggibili vi sono: Presidente di provincia, capi di Gabinetto di ministri, prefetti e

viceprefetti, funzionari di polizia…). I magistrati non possono essere eletti a meno che non si

trovino in aspettativa (non esercitando le funzioni) e mai dove queste funzioni sono state esercitate

nei 6 mesi prima della candidatura.

La Corte Costituzionale è intervenuta dichiarando illegittima la prassi parlamentare che consentiva

il cumulo di mandati per casi di ineleggibilità sopravvenuta (parlamentare eletto sindaco).

Quanto ai senatori a vita, la durata della loro carica presidenziale è di 7 anni, può essere eletto solo

chi abbia compiuto 50 anni, questo fa si che i Senatori ex presidenti della repubblica siano pochi.

Quanto a quelli di nomina presidenziale, l'art.59 è stato interpretato nel senso che essi devono essere

in tutto 5 e non che ciascun presidente durante il proprio mandato ne possa comunque nominare 5.

PARAGRAFO 4 “ LA DURATA IN CARICA”

Le Camere durano in carica 5 anni e non possono essere prorogate se non per legge nel solo caso in

cui il paese sia in stato di guerra. (art.60 cost.).

I poteri delle Camere sono prorogati fin quando non si riuniscono le nuove camere per garantire la

continuità nell'esercizio delle funzioni parlamentari. Se il governo adotta un decreto legge è

obbligato a presentarlo alle camere (art.?) anche se sciolte il disegno di legge per la conversione il

giorno stesso.

Quindi le Camere decideranno se procedere subito oppure lasciare che se ne occupino le successive

camere col rischio che il decreto possa decadere

Questo istituto si chiama prorogatio : questa non va confusa con la proroga che invece consiste

nello spostamento in avanti di un termine disposto per legge. Una o entrambe le camere possono

essere sciolte in anticipo.

PARAGRAFO 5 “ IL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE”

Le due camere si riuniscono sempre nella Camera dei Deputati (ART.55.2).

Le funzioni affidate in comune ad entrambe le Camere quindi al Parlamento sono quasi

esclusivamente elettive.

Il Parlamento in seduta comune:

-elegge, con il concorso di delegati regionali, il Presidente della Repubblica (art.83.1 e 2 cost) e

assiste al suo giuramento (art.91); lo può mettere in stato di accusa (art.90.2)

-Elegge un terzo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura (art.104.4)

-Elegge un terzo dei componenti della Corte Costituzionale ( art.135.1) nonché i 45 cittadini fra i

quali estrarre i giudici aggregati ai fini del giudizio d'accusa contro il Presidente della Repubblica

(art.135.7)

Il Parlamento in seduta comune è presieduto dal Presidente della Camera; da ufficio di Presidenza

funge quello della Camera ( art.63.2); anche il regolamento è quello della Camera, come prevedono

gli stessi regolamenti parlamentari.

PARAGRAFO 6 “ LA DISCIPLINA COSTITUZIONALE DELLE 2 CAMERE”

L'organizzazione e il funzionamento delle 2 camere sono disciplinati da fonti costituzionali e da

fonti di autonomia parlamentare: il complesso di tali disposizioni nonché delle consuetudini e delle

prassi instauratesi costituiscono quella branca del diritto costituzionale che va sotto il nome di

diritto parlamentare.

Le regole fondamentali del diritto parlamentare sono stabilite dalla costituzione.

Esse sono le seguenti:

-ciascuna camera elegge fra i suoi componenti presidenza e ufficio di presidenza

-ciascuna camera adotta il proprio regolamento e lo fa a maggioranza assoluta dei propri

componenti. Nel rispetto di quanto direttamente disposto dalla Costituzione, l'organizzazione e il

funzionamento di ciascuna camera sono oggetto di una riserva di regolamento parlamentare, nel

senso che si tratta di materie che non possono essere disciplinate da altra fonte di rango sub-

costituzionale.

-Le sedute sono sempre pubbliche, a meno che non sia deliberata la seduta segreta; le sedute segrete

sono nella prassi rarissima dal momento che la pubblicità è connaturata (cosa significa) al ruolo

stesso delle assemblee rappresentative;

-Le decisioni sono di norma assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti(chiamato

quorum funzionale) purché sia presente la maggioranza dei componenti di ciascuna assemblea

(chiamata quorum strutturale o numero legale, art.64.3 cost.).

Il numero legale è particolarmente elevato: la metà più uno dei componenti, salvo congedi

autorizzati.

Il quorum funzionale per l'approvazione di una proposta è quello della maggioranza semplice,

costituito dalla metà più uno di coloro che votano, salvo che la Costituzione preveda una

maggioranza più ampia, cioè qualificata.

La più piccola della maggioranza qualificata è quella assoluta, costituita dalla metà più uno non di

coloro che votano, ma di coloro che compongono il collegio.

Nella Camera gli astenuti concorrono al quorum strutturale e non a quello funzionale, mentre al

Senato vengono calcolati entrambi ossia l'astenuto è come votare contro.

I componenti del governo possono assistere alle sedute parlamentari e hanno diritto di essere

ascoltati ogni volta che lo richiedono, hanno anche l'obbligo di farlo se richiesti, secondo le regole

dei regimi parlamentari fondati sul rapporto fiduciario.

La Costituzione disciplina poi il complesso dei diritti e dei doveri che formano il nucleo dello

specifico status giuridico dei Parlamentari:

-Non si può appartenere ad entrambe le camere

-Vi sono i titoli in base ai quali una persona diventa parlamentare (elezione nomina presidenziale

nel caso di Senatori a vita) e il sopraggiungere nel corso del mandato di cause di ineleggibilità o

incompatibilità

-ogni parlamentare rappresenta l'intera nazione ed esercita le sue funzioni senza rispondere ad altri

che alla propria coscienza.

L'Esclusione dei vincoli di mandato (art.67 Cost.) è una di quelle previsioni ereditate all'epoca

classica del costituzionalismo, quando si voleva affermare il superamento della divisione della

società in classi e corporazioni.

-ogni parlamentare riceve un'indennità stabilita per legge. La misura dell'indennità è stabilita

dall'ufficio di presidenza di ciascuna camera, entro un tetto che per legge è lo stipendio dei

magistrati con funzione di presidente di sezione della Corte di Cassazione.

-Ogni parlamentare gode di una serie di immunità (art.68). L'origine storica di queste prerogative

sta nella necessità di tutelarli dal potere regio.

Le immunità si distinguono in: per ciò che dicono “nell'esercizio delle

A) INSINDACABILITA' (ex. Art. 68): per come votano

loro funzioni” i parlamentari non possono essere in alcun modo chiamati a rispondere (in nessuna

sede penale, civile o amministrativa).

B) INVIOLABILITA' (ex.art. 68.2 e 3): i parlamentari non possono subire alcuna forma di

limitazione della libertà personale, a meno che la camera di appartenenza non la autorizzi. Al

riguardo esistono però eccezioni:

1) il caso in cui il parlamentare sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale l'arresto in

flagranza è obbligatorio

2) il caso in cui abbia subito una condanna passata in giudicato (non più appellabile in nessuna

sede).

PARAGRAFO 7 “ L'ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE”

Le 2 camere sono organizzate in modo sostanzialmente uguale secondo i rispettivi regolamenti. Gli

organi delle camere sono:

1)PRESIDENTE: Il presidente dell'assemblea ha il compito di rappresentare all'esterno la camera

e di assicurare il corretto svolgimento dei suoi lavori e sia il buon andamento dell'amministrazione

interna; fa osservare il regolamento e dirige le sedute.

2)L'UFFICIO DI PRESIDENZA: Composto in modo da rappresentare tutti i gruppi parlamentari,

ha compiti amministrativi (delibera il progetto di bilancio, ecc.), compiti attinenti alla disciplina

interna (decide su eventuali sanzioni proposte dal presidente) e compiti di natura politico-

organizzativa (interviene nella composizione commissioni).

3) LA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DEI GRUPPI: assiste il Presidente in relazione a

tutto ciò che riguarda lo svolgimento dei lavori dell'aula e delle commissioni. E' composta come

dice il nome dai Presidenti di tutti i gruppi parlamentari e il governo può inviarvi un proprio

rappresentante.

4)LE GIUNTE:

Distinguiamo:

-LA GIUNTA PER IL REGOLAMENTO: Dà pareri al Presidente quando si tratta di interpretare

il regolamento e ne consiglia le modifiche

-LA GIUNTA DELLE ELEZIONI: Controllano la regolarità delle elezioni e alla verifica di titoli

e se vi sono forme di ineleggibilità o incompatibilità degli eletti.

-LA GIUNTA DELLE AUTORIZZAZIONI A PROCEDERE: si riferisce all'applicazione

dell'art.68. Quindi autorizza a procedere nei confronti dei parlamentari quando l'autorità giudiziaria

richiede provvedimenti nei suoi confronti.

5)LE COMMISSIONI PERMANENTI: Oggi sono 14 suddivise in base all'oggetto della loro

competenza (giustizia, affari esteri, tesoro, finanza, cultura, ecc) e svolgono funzioni essenziali e

costituzionalmente necessarie (art.72). La composizione delle commissioni permanenti rispetta la

proporzione dei gruppi: ogni gruppo avrà un peso commisurato alla percentuale di parlamentari che

ad esso aderiscono.

Distinguiamo anche:

-COMMISSIONI SPECIALI: Si occupa di compiti specifici

-COMMISSIONI D'INCHIESTA: Possono essere istituite da ciascuna camera.

-COMMISSIONI BICAMERALI: Commissione mista costituita da un numero uguale di senatori

e deputati per svolgere funzioni che spettano ad entrambe le camere. Due di queste commissioni

bicamerali sono previste dalla Costituzione: la Commissione per le questioni regionali e le

Commissioni per i procedimenti d'accusa.

6) I GRUPPI PARLAMENTARI: Sono richiamati dalla Costituzione nell'articolo 70 e sono lo

strumento di organizzazione dei partiti politici all'interno delle camere. Gli aderenti devono

dichiarare a che gruppo appartengono e se non lo fanno faranno parte del gruppo misto.

Ogni gruppo deve essere formato da almeno 20 parlamentari della Camera e 10 del senato.

All'interno dei gruppi misti è permessa la composizione di componenti politiche. Ci sono i

presidenti dei gruppi che dirigono i lavori.

PARAGRAFO 8 “ FUNZIONI DELLE CAMERE”

Nella Costituzione non esiste un catalogo delle funzioni del Parlamento né un'esplicita definizione

del suo ruolo.

Il termine funzione può essere impiegato in 2 sensi:

-SENSO TECNICO GIURIDICO: Quei poteri che un organo ha il dovere di esercitare per

soddisfare interessi di terzi o della collettività. Con questo modo di vedere (accezione) la

Costituzione affida alle camere l'esercizio della FUNZIONE LEGISLATIVA.

-SENSO (LATO) ISTITUZIONALE: Ci si riferisce in maniera più generale al ruolo che l'organo

assume nell'ordinamento costituzionale, derivante dal complesso dei poteri che gli sono attribuiti.

Compiti del parlamento in seduta comune derivano dal rapporto fiduciario (art.94) e da tutti i poteri

che le camere possono esercitare e tutte le facoltà di cui si possono avvalere.

Ogni Camera si avvale di un proprio regolamento per svolgere le proprie funzioni: -FUNZIONI DI

INDIRIZZO - FUNZIONI DI CONTROLLO FUNZIONI DI INFORMAZIONE.

PARAGRAFO 9: “IL PROCEDIMENTO LEGISLATIVO”

Il PROCEDIMENTO LEGISLATIVO consta di diverse fasi:

1)INIZIATIVA: I Titolari del potere sono: 1) Governo, 2)Ciascun Consiglio regionale, 3)Consiglio

nazionale dell'economia e del lavoro, 4)Popolo mediante proposta firmato da almeno 50.000

elettori, 5)Ciascun membro del Parlamento.

LIMITAZIONI

Mentre i Parlamentari possono presentare proposte alla sola Camera a cui appartengono, gli altri

titolari dell'iniziativa hanno facoltà di scelta senza limitazione alcuna

2)ISTRUTTORIA: art.72, progetto redatto in articoli secondo la forma tipica della legge. Viene

assegnato dal Presidente a una delle Commissioni permanenti a seconda delle loro rispettive

competenze in materia. Una o più commissioni possono essere chiamate ad esprimere un parere, è

richiesto quasi sempre e ha effetto sul procedimento.

3)DELIBERATIVA: Esistono 3 tipi di procedimenti:

a)Procedimento normale o in sede referente: è quella che attribuisce alla commissione un

compito esclusivamente istruttorio. Il Presidente della commissione o come più spesso accade, un

relatore nominato da lui, riferisce il progetto e la commissione:

-prima lo discute in via generale

-poi lo esamina articolo per articolo

-infine crea un testo che invia all'assemblea, dando mandato al relatore di riferire sulla base di una

relazione i pareri delle altre commissioni.

b)Procedimento misto o in sede redigente: Alla commissione può essere conferito il compito di

formulare un testo semi-definitivo, cioè un testo che, approvato dalla Commissione, l'aula voterà

come tale senza possibilità di proporre, discutere e votare modifiche (prendere o lasciare).

c)Procedimento in sede legislativa o deliberante: Quando vi è un largo consenso ossia non vi si

oppone il governo o 1/10 dei componenti della camera, 1/5 della Commissione, progetti di legge

che non riguardano (questioni di speciale rilevanza generale) che possono essere esaminati ed anche

approvati dalla commissione senza passare dall'assemblea.

d)Discussioni in aula: Se il procedimento seguito è quello normale, l'esame in assemblea del

progetto di legge predisposto dalla commissione in sede referente si sviluppa in 3 momenti:

-DISCUSSIONE GENERALE: Nel corso della quale i deputati o i senatori dibattono

sull'opportunità di legiferare in materia

-ESAME E VOTAZIONE ARTICOLO PER ARTICOLO: Si discute e si vota su ciascun articolo e

sugli emendamenti presentati, cioè le proposte di modifica al testo degli articoli

-DICHIARAZIONI DI VOTO: Votazione finale che decide la sorte del progetto.

e)Il Messaggio all'altra camera ed eventuale navette: Se la Camera approva il progetto, questo

viene trasmesso con apposito messaggio al Presidente dell'altra camera. Qualsiasi modificazione da

parte dell'altra camera comporta il ritorno alla Camera che lo aveva approvato prima, questo su e

col termine francese “navette”.

giù viene chiamato

f)Promulgazione: Nel caso in cui il progetto di legge sia stato approvato anche dall'altra Camera, la

promulgazione spetta al Presidente della Repubblica. (con potere di rinvio cap.10)

g) Pubblicazione: è svolta dal ministro della giustizia.

PARAGRAFO 9.2 “PROCEDIMENTI LEGISLATIVI SPECIALI”

Le camere prevedono procedimenti speciali per alcuni oggetti:

-CONVERSIONE DECRETI LEGGE

-ESAME DEI PROGETTI DI LEGGE COSTITUZIONALE

-ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO E DELLA LEGGE FINANZIARIA

-ESAME DELLA LEGGE COMUNITARIA

-LA SESSIONE DI BILANCIO è un periodo di circa un mese e mezzo in cui ciascuna camera

dovrà discutere e votare la questione della legge di stabilità e del bilancio di previsione in modo che

siano approvati entro il 31 Dicembre. La sessione di bilancio costituisce la fase finale del ciclo

annuale di bilancio.

-Il ciclo annuale di bilancio nasce allo scopo di adeguare strumenti e tempi della programmazione

economica e finanziaria.

-LA LEGGE DI STABILITA': E' una manovra finanziaria che sostituisce la Legge finanziaria e,

rispetto a quest'ultima, prevede novità sia in ordine di tempi che in ordine contenuti. Oggi è limitata

alle fissazioni di poste, saldi e aliquote e definisce interventi di carattere organizzatorio e di

sviluppo dell'economia.

-LA LEGGE COMUNITARIA: è lo strumento con il quale viene assicurato il periodico

adeguamento dell'ordinamento interno all'ordinamento dell'Unione Europea.

-LEGGE DI SEMPLIFICAZIONE: Mediante il quale su iniziativa del governo si procede

periodicamente a delegificare (spostamento della disciplina di una materia di rango legislativo al

rango regolamentare) e semplificare settori dell'ordinamento.

-LEGGE FINANZIARIA: Dura circa 2 anni e mezzo e il governo presenta entro il 30 settembre di

ogni anno per approvare il progetto entro il 31 dicembre dello stesso. La legge finanziaria viene

presentata sottoforma di documento di programmazione economico-finanziaria.

PARAGRAFO 10 “LE PROCEDURE DI INDIRIZZO”

Le funzioni di indirizzo consistono:

-1)nell'indicare, innanzitutto al governo, ma non solo ad esso, cosa si deve fare e, soprattutto, a

quale fine, nel rispetto di quali principi, privilegiando quali interessi.

2) Il contenuto delle leggi che il Parlamento approva risponde all'indirizzo di cui sono interpreti

governo e maggioranza.

3)Le camere concorrono alla determinazione dell'indirizzo facendo ricorso a strumenti diversi. I

Principali sono quelli che riguardano il:

-RAPPORTO FIDUCIARIO, dunque il dibattito e la votazione sulla MOZIONE DI FIDUCIA al

nuovo governo;

-i dibattiti e le votazioni sulle eventuali QUESTIONI DI FIDUCIA poste dal governo;

-i dibattiti e le votazioni sulle eventuali mozioni di sfiducia presentate dall'opposizione.

Le Camere utilizzano altri strumenti allo scopo di specificare ed integrare l'indirizzo politico

generale: MOZIONI, RISOLUZIONI e GLI ORDINI DEL GIORNO DI ISTRUZIONE AL

GOVERNO.

-LE MOZIONI: Strumento che serve a PROVOCARE UNA DELIBERAZIONE su un qualsiasi

argomento. Le Camere possono votare una mozione chiedendo al governo di muoversi in un modo

piuttosto che in un altro. Il procedimento è uguale a quello del progetto di legge.

-LA RISOLUZIONE: Stesse finalità delle mozioni, ciò che cambia sono le circostanze in cui può

essere usata: ad esempio come atto di indirizzo che CONCLUDE UN DIBATTITO.

-GLI ORDINI DEL GIORNO DI ISTRUZIONE AL GOVERNO: Sono presentati nel corso

dell'esame di un progetto di legge o anche di una mozione.

PARAGRAFO 11” LE PROCEDURE DI CONTROLLO E INFORMAZIONE”

Le camere dispongono di molteplici strumenti per esercitare la funzione di controllo e di

informazione:

1)LE INTERROGAZIONI

2) LE INTERPELLANZE

3) AUDIZIONI E INDAGINI CONOSCITIVE

4) COMMISSIONI DI INCHIESTA LE INTERROGAZIONI

1)Domande per iscritto al governo in genere al ministro competente, per chiedere informazioni o

conferma di informazioni già note, alla quale il governo risponde in forma orale o scritta.

LE INTERPELLANZE

2)Domande per sapere dal governo perché si è comportato in un certo modo

3)AUDIZIONI: Prevedono di chiedere che i ministri vengano a riferire in commissione su

qualsiasi questione politica e amministrativa

INDAGINI CONOSCITIVE: serie di audizioni che si concludono con un documento, con il quale

si invita qualsiasi persona reputate in grado di fornire elementi che possano risultare utili.

4)La Costituzione prevede la possibilità per le Camere di istituire COMMISSIONI DI

INCHIESTA. L'art.82 stabilisce:

-ABBIANO PER OGGETTO MATERIE DI PUBBLICO INTERESSE

-SIANO COMPOSTE IN MODO DA RISPECCHIARE LA PROPORZIONE DEI GRUPPI

-DISPONGANO DEGLI STESSI POTERI E SIANO SOTTOPOSTE ALLE STESSE

LIMITAZIONI DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA

-LE COMMISSIONI DI INCHIESTA COSTITUISCONO LO STRUMENTO DI CONTROLLO

PIU' INCISIVO, AVVALENDOSI DEI POTERI DELL'AUTORITA' GIUDIZIARIA.

PARAGRAFO 12 “ALTRE FUNZIONI DELLE CAMERE”

Le funzioni giurisdizionali e quelle amministrative sono attribuiti a poteri dello Stato ma in casi

limitati sono le camere ad assolvere queste funzioni.

FUNZIONI GIURISDIZIONALI

Quando ciascuna camera decide in ordine alle contestazioni relative al procedimento elettorale

(ex.art.66), svolge una funzione giurisdizionale: nel solo caso delle elezioni politiche. Le camere

esercitano anche l'autodichia cioè la giurisdizione domestica su ricorsi personali dei dipendenti

delle camere. FUNZIONI AMMINISTRATIVE

A parte l'autonomia amministrativa, contabile e di bilancio di cui ciascuna camera gode, alcune

leggi attribuiscono alle camere la gestione diretta per esempio delle Tribune elettorali e l'accesso ai

programmi di informazione e comunicazione politica del servizio pubblico televisivo sono decisi

non dall'emittente ma dalla commissione parlamentare.

PARAGRAFO 13 “LA PROGRAMMAZIONE DEI LAVORI E SISTEMI DI VOTAZIONI”

I lavori parlamentari sono improntati al metodo della PROGRAMMAZIONE nel senso che sono

cadenzati secondo criteri concordati dalla conferenza dei capigruppo. Il principale strumento

tecnico che permette la concreta applicazione della programmazione è stato esteso dal solo ambito

della SESSIONE DI BILANCIO, a tutta l'attività d'aula, si tratta del CONTIGENTAMENTO DEI

TEMPI in base al quale i procedimenti in assemblea devono concludersi entro una data prefissata.

VOTAZIONI: Oggi la stragrande maggioranza delle numerose votazioni avvengono sempre a

scrutinio palese.

L'OSTRUZIONISMO: Chi è all'opposizione tende con frequenza a far ricorso

all'OSTRUZIONISMO, cioè all'utilizzo esasperato di tutte le facoltà previste dal regolamento allo

scopo di ritardare o impedire che l'assemblea deliberi.

PARAGRAFO 14 “IL GOVERNO IN PARLAMENTO”

La Costituzione conferisce al governo ben poche prerogative in relazione all'andamento dei lavori

parlamentari: l'art. 64.4 dà ai membri del governo il diritto di partecipare a qualsiasi riunione e di

far udire la propria voce in qualsiasi momento, l'art.72 permette al governo di ottenere, in qualsiasi

fase del procedimento legislativo, che sia seguito quello normale.

QUESTIONE DELLA FIDUCIA

Consiste nell'annuncio formale fatto dal governo nell'imminenza di una qualsiasi votazione

parlamentare che la considera tanto rilevante che si DIMETTERA' NEL CASO IN CUI

L'ASSEMBLEA SI PRONUNCI NEGATIVAMENTE.

PARAGRAFO 15 “ IL PARLAMENTO E I SUOI RAPPORTI CON ALTRI ORGANI”

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Il Parlamento in seduta comune lo elegge e ne ascolta il

giuramento; ne riceve i messaggi, eventualmente, discutendoli e ad esso trasmette le leggi approvate

per la promulgazione e ne riceve l'eventuale rinvio.

I Presidenti dei gruppi parlamentari sono ascoltati dal Presidente della Repubblica in vista della

nomina del Presidente del Consiglio.

CORTE COSTITUZIONALE: Il Parlamento elegge 1/3 dei giudici costituzionali e le leggi del

parlamento sono sottoposte al controllo di costituzionalità.

POTERE GIUDIZIARIO: Il Parlamento elegge 1/3 dei componenti del Consiglio Superiore della

Magistratura, può esercitare funzioni di indirizzo e controllo sul modo come il ministro della

giustizia provvede al funzionamento di alcuni servizi necessari all'esercizio della giurisdizione.

UNIONE EUROPEA: I regolamenti parlamentari prevedono specifiche procedure di indirizzo e

controllo sull'attività governativa in ambito europeo. In entrambe le Camere è istituita una

COMMISSIONE PERMANENTE POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA che ha i seguenti

compiti:

-si pronuncia all'esame in sede referente della legge comunitaria

-all'esame in sede consultiva degli schemi di atti del governo attuativi di direttive dell'UE

-si pronuncia all'esame in sede politica degli atti e progetti dell'UE.

REGIONI: Vi è una COMMISSIONE PARLAMENTARE per le questioni regionali

ORGANI AUSILIARI E AUTORITA' INDIPENDENTI:

Le camere si avvalgono di pareri del CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ECONOMIA E DEL

LAVORO.

LA CORTE DEI CONTI riferisce direttamente alle Camere sui riscontri che esegue.

CAP 10: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Ogni ordinamento statale conosce una Figura Istituzionale che lo rappresenta nella sua interezza e

unità. Il Presidente della Repubblica garantisce infatti l'Unità Nazionale e nel nostro circuito

rappresentativo è fuori dal circuito politico.

E' vero anche che il Presidente della Repubblica ha poteri importanti nella quadratura e definizione

del circuito politico (se il circuito politico funziona bene nessuno ci si accorge del Presidente della

Repubblica).

-Oltre ad essere Espressione dell'Unità Nazionale è il Comandante delle Forze Armate

-Presiede il Comando Supremo di Difesa

-Presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autocontrollo del Governo e della

Magistratura ( non c'è distacco tra il potere dello Stato e la dinamica nazionale)

-Determina la Formazione del Governo e può sciogliere le Camere.

Per quanto riguarda la presidenza del CSM da parte del Presidente della Repubblica la si ha solo

quando si tratta di una questione gravissima, quando viene invitato a partecipare o quando si insedia

il CSM.

Negli altri casi, in tutta l’attività ordinaria del CSM, quest’ultimo è presieduto dal Vicepresidente

del CSM (espresso dal Parlamento tra membri non togati, non deve essere un Giudice).

POTERI

Il Presidente della Repubblica svolge compiti che possono essere sostanzialmente presidenziali,

poteri che sono misti o complessi e poteri che sono solo formalmente presidenziali.

I poteri sostanzialmente presidenziale: la sostanza di quel potere è imputabile solo al Presidente

della Repubblica.

Poteri misti: cioè la sostanza del potere concorre con altri poteri dello Stato (si valutano le

condizioni politiche)

Poteri formalmente presidenziali ( il contenuto è voluto dal Governo)

Poteri sostanziali (poteri propri che svolge da sé)

-Formazione del Governo

-Nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri

-Promulgazione delle Leggi

-Invio dei messaggi alle nuove camere elettive; alla prima seduta delle camere; quando rinvia le

leggi per la promulgazione

-Lo Scioglimento delle Camere (è anche un potere complesso perché per sciogliere le Camere, il

Presidente della Repubblica deve prima consultare il Presidente delle Camere e del Senato).

Non è possibile però negli ultimi 6 mesi di mandato del Presidente della Repubblica, cosiddetto

SEMESTRE BIANCO. per evitare che il Presidente della Repubblica nell’imminenza della

Tale limite è stato posto

scadenza del suo mandato potesse decidere di sciogliere le Camere per potersi garantire un nuovo,

proprio corpo elettorale nell’eventuale elezione successiva. Se il semestre bianco coincide con gli

ultimi sei mesi di legislatura delle Camere allora il Presidente della Repubblica può sciogliere le

Camere anche durante il semestre bianco.

-Dopo che viene deliberato, il Presidente della Repubblica dichiara lo stato di Guerra.

-Controlla tutti gli Atti Governativi della Repubblica, controllo però solamente formale (verifica se

ci sono o meno gli elementi evidenti di legittimità costituzionale dell’atto che viene sottoposto alla

sua approvazione. Riepilogo

Il Presidente della Repubblica come garante della Costituzione nei confronti del potere legislativo

ha tali poteri:

-indire le elezioni delle Camere

-può sciogliere le Camere ( ART.88)

-può inviare messaggi

-promulga o rinvia le leggi

-nomina 5 senatori a vita

Come garante della Costituzione nei confronti del potere esecutivo ha tali poteri:

-nomina il Presidente del Consiglio

-nomina i ministri su proposta del Presidente del Consiglio

-ha il comando delle forze armate

-emana decreti legge, legislativi e regolamenti

Come garante della Costituzione nei confronti del potere giudiziario ha tali poteri:

-presiede il Consiglio Superiore della Magistratura

-nomina 5 giudici della Corte Costituzionale

-concede la grazia

Poteri formalmente presidenziali ( Atti del Presidente della Repubblica, il cui contenuto è voluto dal

Governo è parte del Governo)

Decreti Legge, Decreti legislativi emanati dal Governo

Poteri complessi o misti

Nomina del Presidente del Consiglio

Scioglimento anticipato delle Camere

Sono Poteri del Presidente della Repubblica che concorrono con altri poteri dello Stato, cioè si

valutano le condizioni politiche.

LE DIMISSIONI

Il Presidente della Repubblica che cessa per qualsiasi ragione della sua carica, destituzione da parte

della Corte Costituzionale esclusa, diventa senatore di diritto a vita.

[FORMALMENTE= è tale solo in astratto, in apparenza

SOSTANZIALMENTE= è tale sia in astratto che all’interno in concreto]

ELEZIONE

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune integrato da 3 delegati

uno è della Valle d’Aosta) in modo da garantire anche le minoranze.

regionali (

Può accadere che il Parlamento in seduta comune impieghi, più di un mese per eleggere il nuovo

Presidente della Repubblica, in questo caso il precedente va in regime di PROROGATIO (oltre il

suo mandato).

I delegati regionali sono presenti solo durante l’elezione ma non durante il giuramento.

L’Elezione ha luogo per scrutinio segreto, a maggioranza dei due terzi dei componenti

dell’assemblea nelle prime 3 votazioni mentre a maggioranza assoluta dalla quarta votazione.

REQUISITI

Unico requisito è essere un cittadino che abbia compiuto i 50 anni di età e goda dei Diritti Politici e

Civili, va da sé che la Carica non è compatibile con nessun’altra.

DURATA

Il Presidente della Repubblica:

-dura in carica per sette anni

-è rieleggibile

I sette anni decorrono dal giuramento che il Presidente della Repubblica deve presentare davanti al

Parlamento in seduta comune GODIMENTI

Il Presidente della Repubblica gode di un assegno personale e di dotazione finanziaria.

E’ istituito un apparato amministrativo autonomo che risponde a lui direttamente il Segretario della

Presidenza della Repubblica, tale apparato consta di un Segretario generale che è posto a capo di

una struttura organizzata in servizi, uffici e consiglieri.

La Supplenza

Se il Presidente della Repubblica non può temporaneamente assolvere alle sue funzioni è sostituito

dal Presidente del Senato (per malattia).

Impedimento permanente

Si ha se la causa è una grave malattia o un serio intervento che lasci però sperare una ripresa

dell’esercizio delle funzioni, si può anche pensare ad un esercizio pieno della Supplenza.

RESPONSABILITA’ GIURIDICA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica per gli atti commessi durante l’esercizio delle funzioni non può

essere perseguito in nessuna sede (penale o amministrativa) salvo che non si tratti di due tipi

particolari di reato:

ALTO TRADIMENTO ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE

Fattispecie di una collisione con potenze Violazioni tali da mettere a repentaglio

caratteri essenziali dell’ordinamento

straniere

In questi casi il Presidente della Repubblica deve essere messo in stato d’accusa dal Parlamento in

seduta comune. Si nomina un relatore a difesa e un relatore della parte che intende mettere in stato

d’accusa il Presidente.

-Si svolge una fase sommaria istruttoria in sede parlamentare

Parlamento svolge il ruolo del Giudice dell’udienza preliminare, cioè è il giudice speciale che

-Il

decide se il Presidente della Repubblica debba passare alla fase dipartimentale o no.

-Se passa alla fase dipartimentale, il giudice competente è la Corte Costituzionale composta da 20

giudici integrati da 16 giudici popolari (estratti a sorte da una lista piena di laureati redatta dal

Parlamento in seduta comune)

però un problema, cioè che sia per l’Attentato alla Costituzione che per l’Alto

Si è posto

Tradimento non vi è una norma penale che stabilisca cosa sia, quindi si ritiene che sia rimesso alla

valutazione del Parlamento in seduta comune se il comportamento del Presidente della Repubblica

contravvenga all’ordine costituzionale.

E’pacifico che il Presidente della Repubblica risponda come ogni altro cittadino per tutte le azioni

compiute fuori dall’esercizio delle sue funzioni, cioè tutte quelle che nulla hanno a che vedere con il

suo incarico costituzionale.

[Dopo l’atto d’accusa con decisione della Corte Costituzionale, il Capo dello Stato può essere

sospeso dalla carica in via cautelare]

RESPONSABILITA’ POLITICA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il Presidente della Repubblica non è responsabile politicamente perché la responsabilità politica è

assunta dal ministro con controfirma salvo la responsabilità politica che deriva da messaggi che non

sono controfirmati.

Se un organo costituzionale, indipendente da altri organi costituzionali, la competenza a stabilire se

l’eventuale reato sia svolto o meno durante l’esercizio delle funzioni spetta all’organo costituzionale

stesso. Questo però non vale più per le Camere perché ciò lo stabilisce il giudice mentre per i

ministri è stabilito dalla Camera che si pronuncia o il giudice.

Per il Presidente della Repubblica può essere perseguitato come qualunque cittadino però tutto ciò

deve accadere presso la residenza del Presidente della Repubblica (Quirinale).

Le Forze Politiche che non hanno rappresentanza parlamentare normalmente non vengono

convocate (non hanno maggioranza parlamentare)

Alla fine delle CONSULTAZIONI, il Presidente della Repubblica individua un Soggetto che viene

convocato al Quirinale, al quale viene affidato l’incarico di Formare il Governo, individua il

soggetto che secondo lui ha maggiore possibilità di formare il Governo, tale soggetto si chiama

Presidente del Consiglio Incaricato. Egli non è ancora Presidente del Consiglio perché non c’è

ancora maggioranza parlamentare. Tale soggetto ha compiti limitati:

a sua volta delle Consultazioni, “Piccole Consultazioni”, ascolterà solo le Forze Politiche

-compie

con le quali ritiene di poter formare un nuovo Governo, cioè una nuova maggioranza parlamentare.

-l’Incaricato stende anche il Programma di Governo con le forze politiche che lo sosterranno

-Stila anche una lista di ministri

Quando il Presidente della Repubblica affida l’Incarico, l’Incaricato accetta con RISERVA (non si

dice si lo faccio, ma si ci provo)

Una volta concluse le sue CONSULTAZIONI torna dal Presidente della Repubblica, scioglie la

RISERVA ed è pronto per essere nominato Presidente del Consiglio dei Ministri.

“Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e su sua proposta i

Ministri” Significa che

Il Presidente della Repubblica non può suggerire nessun ministro al Presidente del Consiglio dei

Ministri, ma è quest’ultimo che propone la lista e il Presidente della Repubblica può esprimere solo

qualche perplessità sulla lista.

In questo caso il Presidente del Consiglio dei Ministri troverà altri ministri che poi il Presidente

della Repubblica nominerà ministri.

Con il Giuramento da parte del Presidente del Consiglio e i ministri cessa il Governo Dimissionario

e si insedia il nuovo Governo, ma questo non è ancora nel pieno delle sue funzioni.

Il Nuovo Governo può solo compiere Atti di Ordinaria Amministrazione e Atti contingibili e

urgenti. Questo perché non vi è ancora il Rapporto di Fiducia con le Camere.

Entro 10 giorni dalla nomina, il Governo si presenterà alle Camere per ottenere la FIDUCIA,

intanto i parlamentari che sostengono il Governo presentano una MOZIONE DI FIDUCIA.

MOZIONE DI FIDUCIA: E’ quella mozione che attribuirà fiducia al governo e sarà votata a

maggioranza semplice ad appello nominale (palese) non prima di 3 giorni dal momento in cui è

stata presentata.

Basta la maggioranza dei presenti e la MOZIONE viene approvata da entrambe le Camere, il

Governo è in quel momento nella pienezza dei poteri e può avviare la sua Attività di Indirizzo

Politico.

Avvia l’esecuzione del programma che presenta prima dell’approvazione della mozione di fiducia;

il Governo si presenta alle due Camere, espone un Programma ed in base a tale programma le

Camere decidono se dare la fiducia.

Se invece la situazione è negativa, il Presidente della Repubblica effettua le consultazione ma non

riesce a trovare il soggetto a cui affidare la Formazione del Governo, allora ha diverse opzioni:

-il MANDATO ESPLORATIVO

Affida ad un Organo Istituzionale di negoziazione, di parlare più diffusamente con le forze politiche

per riuscire a sanare una situazione che sembra irrimediabile. In genere tale mandato viene affidato

ad Alte Cariche dello Stato, Presidente della Camera o Presidente del Senato.

Il Presidente della Repubblica rimanda alle Camere il Governo Dimissionario (se il mandato

esplorativo non funziona) per vedere se le Camere ritengono di soprassedere di votare di nuovo la

Fiducia al Governo Dimissionario. allora non c’è nessun altro modo per formare un Governo e

Se il Parlamento non concede la Fiducia

il Presidente della Repubblica scioglie le Camere.

Il Presidente della Repubblica quindi deve fare tutto ciò che è istituzionalmente lecito per non

arrivare a sciogliere le Camere e rimandare al Corpo Elettorale a definire la questione.

Se il Mandato Esplorativo ha successo, il Governo si presenta alle Camere ma queste non votano la

fiducia, in tal caso si parla di MANCATA DIFFERENZIALE il Governo in realtà non nasce

proprio.

Questo periodo di formazione del Governo può essere molto breve o molto lungo.

Una volta sciolte le Camere ci dovranno essere nuove elezioni, entro 70 giorni dallo scioglimento si

avranno le Nuove Camere e il Presidente della Repubblica procederà a Nuove Consultazioni e

riavvierà il Procedimento.

Tra le tante torsioni della nostra Forma di Governo vi è quella della ISTANZA VERSO LA

FORMA DI GOVERNO PRESIDENZIALE, cioè legando la Legittimazione del Governo alla

volontà popolare

Nella FORMA DI GOVERNO La torsione è quella di creare una

PARLAMENTARE il popolo, il corpo Legittimazione Diretta del Governo. Nel

elettorale sceglie i rappresentanti, questi in dibattito mediatico-politico il candidato è

qualche modo si coalizzano per votare la visto come colui che si vota direttamente

Formazione del Governo, quindi il Governo è come Presidente del Consiglio dei Ministri e

un organismo legittimato di secondo grado quindi godrà sicuramente di una maggioranza

(corpo elettorale legittima i rappresentanti parlamentare e quindi si definisce prima delle

parlamentari, questi legittimano i Gruppi elezioni. Si ribalta così la Forma di Governo.

parlamentari e questi il Governo)

[PRIMARIE: modo di risolvere conflitti interni al Partito che una volta venivano risolte con le

correnti interne al Partito]

Possiamo distinguere due momenti diversi di Formazione del Governo:

GOVERNO DI INIZIO LEGISLATURA GOVERNI CHE NON SONO DI INIZIO

LEGISLATURA

Sono i governi che sono formati a seguito di

elezioni pubbliche. Governi che sono formati in seguito. Il

Presidente della Repubblica non lega la

Il Presidente della Repubblica, per questi Formazione del Governo al risultato

governi ha un vincolo: nel senso che la prima elettorale, solo dopo le elezioni verifica di

strada che deve praticare è quella di verificare fatto se ci sono le giuste condizioni.

che il Candidato Premier della coalizione che

ha vinto le elezioni è in grado di formare il

governo. STRUTTURA DEL GOVERNO (ART.92)

Il Governo è costituito da ORGANI NECESSARI e ORGANI NON NECESSARI.

Organi necessari

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Ha un compito di direzione della Politica Generale del Governo

lui spetta mantenere l’unità dell’indirizzo politico ed amministrativo, non lo determina perché si

-A

ritiene sia il Consiglio dei Ministri, l’Organo collegiale a fissarlo

tale fine può promuovere e coordinare l’attività dei ministri

-A

-Il suo potere giuridico chiave è la proposta al Presidente della Repubblica dei nomi dei ministri

-Solo su sua iniziativa può essere posta la questione di fiducia dinanzi alle camere

-Controfirma qualsiasi atto deliberato dal Consiglio e presenta alle Camere i disegni di legge di

iniziativa governativa

l’alta direzione e la responsabilità generale della politica dell’informazione per la sicurezza, ha

-Ha

il potere di apporre il Segreto di Stato.

e coordina l’Azione del Governo nei rapporti con il sistema delle autonomie regionali

-Promuove

locali e coordina l’Azione del Governo nell’Unione Europea ed è responsabile dell’Attuazione

-Promuove

degli impegni assunti in ambito europeo.

Il Presidente del Consiglio ha sede in palazzo Chigi, è dotato di una struttura composta di numerosi

dipartimenti, uffici e servizi e diverse migliaia di dipendenti e collaboratori. Questa struttura ha il

nome di Presidenza del Consiglio che gode di Autonomia Contabile e di Bilancio.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Assume tutte le deliberazioni relative alla funzione di indirizzo politico, determina la Politica

Generale del Governo. Decide:

-su proposta del Presidente del Consiglio di porre la Questione di Fiducia al Parlamento

-sugli indirizzi di politica internazionali

-sulla presentazione di Disegni di Legge e su tutti gli atti normativi

nomine al vertice di enti, Istituti o Aziende di competenza dell’Amministrazione dello Stato

-sulle

-sui ricorsi alla Corte Costituzionale contro una Legge Regionale e sui conflitti di Attribuzione

contro un altro potere dello Stato

straordinario a tutela dell’Unità dell’ordinamento, gli atti amministrativi

-sull’annullamento

illegittimi.

Un regolamento adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri disciplina le riunioni

del Consiglio, le modalità di inserimento dell’Ordine del Giorno, delle varie questioni, le

convocazioni di Riunioni Preparatorie, il contenuto dei verbali.

I MINISTRI

Costituiscono il vertice delle amministrazioni cui sono preposti, rispondono insieme degli Atti del

Consiglio dei Ministri e individualmente ciascuno degli Atti dei rispettivi ministeri.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri + Ministri formano insieme il Consiglio dei Ministri

Organi non necessari

Integrano la composizione dell’organo complesso, quale il Governo e servono alla maggiore

efficienza di questo. Essi sono:

-MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

Ministri che non sono a capo di alcun dicastero (branca della Pubblica Amministrazione) hanno

particolari deleghe, queste vengono loro conferite dal Presidente del Consiglio dei ministri, inoltre

non godono di risorse da gestire per la propria attività eccetto quelle definite dalla Presidenza del

Consiglio dei Ministri. Sono nominati dal Presidente della Repubblica

-CONSIGLIO DI GABINETTO

Istituto copiato dalla Tradizione Inglese (CABINET, Organo istituzionale del Governo Inglese di

cui fanno parte i ministri più importanti)

Non ha poteri deliberativi, cioè non può prendere decisioni al posto del Consiglio dei Ministri,

quindi è solo un Organo Istruttorio, un organo consultivo del Presidente del Consiglio dei Ministri;

viene creato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e di questo organo fanno parte

solamente i Ministri, stabiliti dal Presidente. Dura per tutto il governo

-COMITATI DI MINISTRI

Vengono istituiti dal Presidente del Consiglio dei Ministri solo per risolvere delle situazioni, ma

non hanno la durata del governo. Una volta definita la situazione per la quale vengono costituiti,

vengono subito sciolti.

Sono composti da soli Ministri e sono istituiti dal Presidente ed infine non hanno potere deliberativo

ma istruttorio e poco consultivo.

-COMITATI INTERMINISTERIALI

Hanno la particolarità di essere organi del Governo ma per lo più di essere istituiti con Legge (e non

con decreto). Sono istituiti quindi dal Parlamento e sopravvivono al Governo, sono organismi dal

Governo stabili.

Tra i più importanti vi sono:

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA e il

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA SICUREZZA NAZIONALE.

Sono composti da ministri ed hanno la struttura stabile, inoltre svolgono compiti propri e possono

essere composti anche da soggetti che non hanno la carica di ministro ma sono per lo più dei tecnici

del comitato di cui fanno parte.

-SOTTOSEGRETARI o anche VICEMINISTRI

Si tratta di soggetti che coadiuvano l’attività di ministro, il ministro può affidare la delega di alcune

funzioni al sottosegretario o viceministro.

Delega di funzioni significa che il potere di esercitare la funzione rimane al ministro che lo può

affidare ad altro soggetto. Sono nominati dal Presidente della Repubblica, sono nominati dopo che il

Governo ha ottenuto la fiducia perché il ministro che richiede di aver bisogno di un sottosegretario

fa richiesta al Consiglio dei Ministri d’accordo con il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Consiglio dei Ministri approva la richiesta e il Presidente del Consiglio lo propone al Presidente

della Repubblica che lo nomina sottosegretario.

Non partecipano al Consiglio dei Ministri, non svolgono funzioni ministeriali vere e proprie. In

qualunque momento il ministro può ritirare la delega.

Come un ministro non può essere revocato dal Presidente della Repubblica così un viceministro non

può essere revocato dal ministro, deve dare lui stesso le dimissioni. Una volta nominati seguono le

sorti del governo.

Altri organi NON NECESSARI sono:

-COMITATI STRAORDINARI DEL GOVERNO

Ai quali sono affidati specifici progetti o particolari funzioni di coordinamento fra diverse

amministrazioni statali. Sono istituiti in casi di necessità e urgenza.

-Regioni ed enti locali mancava un organo costituzionale e venne fatto di recente per creare i

rapporti fra i vari enti. Qui vengono svolti compiti di informazione etc;

-Unione Europea il governo concorre alla partecipazione visto che al consiglio europeo partecipa

lo stesso presidente del consiglio europeo che ha rafforzato il ruolo dell’esecutivo nel diritto e

nell’organizzazione comunitaria.

RIASSUNTO CAPITOLO 12: ORDINAMENTI REGIONALE E LOCALI

Con la costituzione del 1948 per la prima volta l’ordinamento italiano si trasforma in una repubblica

che riconosce le autonomie territoriali e che riparte il territorio in regioni oltre ai già presenti

comuni e province.

L’ordinamento italiano inizialmente fu accentrato e uniforme, sul modello napoleonico. Basta

vedere che l’unità si era fondata sull’alleanza tra borghesia e corona e riconoscimento dello statuto

della Sardegna come costituzione del nuovo stato.

A votare non erano tutti. Prima vi erano i prefetti che stabilivano le modalità di voto e facevano i

dovuti controlli. Questo fino al secolo scorso ma con l’arrivo del nuovo secolo furono proprio gli

enti e i comuni a proporre servizi alla comunità come acqua, infrastrutture, etc.

La prima legislazione organica comunale e provinciale risaliva al 1865 poi al 1915 e poi al 1934.

Durante il Fascismo era ammissibile un solo indirizzo politico unificante, quello dettato dal governo

nazionale, infatti gli ENTI LOCALI furono chiamati autarchici nel senso che dovevano limitarsi

alla cura degli interessi della loro comunità.

Si discusse alla Costituente sull’ordinamento regionale. Vennero poi così istituite le regioni, ma non

in modo federalista. Divennero enti legislativi e non solo enti amministrativi e il modello era lo

stato regionale, modello ritenuto intermedio tra lo Stato accentrato e lo Stato Federale.

La repubblica come dice l’ articolo 5 è una e indivisibile che deve impegnarsi a promuovere gli enti

e comunità locali e infatti nessuno ha pensato di modificare questo articolo importante.

 Il costituente e le Scelte

Il costituente con una meditata discussione arrivò a ripartire la Repubblica in Regioni, Comuni e

Province (art.114) e sulle regioni definite enti autonomi con propri poteri e funzioni di legislazione

nel rispetto del potere dello stato e della costituzione.

La costituzione solo alle regioni concedeva una competenza legislativa e infatti gli permetteva di

introdurre uno statuto.

Fino al 2001 l’ art. 117 stabiliva che le regioni avevano competenza in alcune materie, le altre

spettavano allo stato. Le regioni non potevano ledere l’interesse nazionale, la costituzione, i limiti

territoriali e così via. inserito nell’ art.

Per evitare qualsiasi abuso da parte delle regioni venne 127 la clausola con la quale

si controllava ogni legge con la definizione di visto governativo e quindi si provvedeva al rinvio

alla regione.

La regione secondo l’ art. 127 poteva riapprovarla ma solo a maggioranza assoluta. Il governo

potrebbe chiedere anche questioni di legittimità davanti alla corte, cosa però mai usata. La

costituzione del 48 stabiliva i seguenti principi in materia regionale (fino alle riforme del 99-2001):

- Le regioni avevano potere amministrativo solo sulle materie di loro competenza;

-Di norma la regione poteva svolgere le sue attività delegandole i comuni e alle province;

-Hanno autonomia finanziaria seguendo dei loro tributi e ricevendo soldi dallo stato, ovviamente

con leggi e limiti stabili dalla repubblica;

-Le regioni non possono ostacolare la mobilità delle persone che lavorano;

-Ogni regione aveva autonomia statuaria sulla propria organizzazione interna;

un commissario di governo che lavorava per unificare i lavori tra stato e regioni;

-C’era

-Ogni legge della regione veniva sottoposta a controllo di legittimità;

dei casi in cui il consiglio regionale potesse essere sciolto dal presidente della Repubblica;

-C’erano

Nell’art.128 su comuni e province la costituzione rinvia a leggi della Repubblica, questo a

intendere che dovevano stare sotto legislazione statale e non regionale. Però l’istituzione delle

regioni ordinarie fu ritardataria, iniziò infatti negli anni 70 con non pochi problemi.

Secondo oltretutto le normi vigenti fino al 1999 le differenziazioni fra regioni erano pochissime e

infatti negli anni diventarono enti solo pesanti perché non avevano molta autonomia ed erano solo

organi di amministrazione. Dagli anni 90 la situazione è cambiata e ci furono varie tappe;

- Ordinamento delle autonomie locali con la quale comuni e province poterono darsi uno statuto

autonomi; e si ebbe la Legislazione elettorale comunale e provinciale che introdusse l’elezione

diretta del sindaco e del presidente nei rispettivi enti;

-Ordinamento dei conti e della finanza degli enti locali;

-Ogni ente ha propria autonomia amministrativa salvo alcune materie demandate dallo stato e con i

controlli che vengono fatti sulle varie leggi;

-La riforma della finanza regionale che permetteva di trattenere i fondi e tasse nelle regioni senza

che gran parte dei trasferimenti andassero allo stato;

-La legge costituzionale introdusse una forma di governo regionale e una elezione diretta del

presidente della regione.

 Caratteri dell’ordinamento regionale

Per conoscere l’ordinamento regionale di oggi bisogna fare ricorso alla legge costituzionale 1/1999

e legge costituzionale 3/2001. Ogni regione pur essendo nel territorio della Repubblica è un

ordinamento a sé che nel tempo sarà destinato ad espandersi in modo considerevole.

L’ art. 116 prevede che in alcune materie il governo possa dare maggiori autonomie alle regioni su

alcune leggi.

L’ art.114 dice che gli enti come comuni, province e regioni sono autonomi ma fissati nei principi

della costituzione. Le regioni nascono dalla costituzione italiana e quindi non possiamo parlare di

Federalismo. La repubblica è intesa come stato comunità non stato apparato o persona.

L’ art.114 non equipara gli enti che cita, anzi dispongono di poteri differenti. Adesso la situazione è

cambiata infatti lo stato non fa più un controllo preventivo sulle leggi regionali e riconosce alle

regioni la possibilità di darsi una propria forma di governo.

L’ORDINAMENTO DELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO

POTESTA’ STATUTARIA

La potestà statutaria è stata rafforzata dalla riforma del 1999. Quindi:

-Contenuti: lo statuto disciplina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione,

cioè l’esercizio del diritto di iniziativa popolare, il referendum, le modalità di pubblicazione di leggi

e regolamenti.

C’è il dubbio se le regioni possano legiferare su materie differenti dall’ art. 123 e la corte

costituzionale ha stabilito che in tal caso sono solo disposizioni di indirizzo politico e culturale, non

c’è valore normativo;

l’

-Procedimenti: art.123 prevede che lo statuto venga votato a maggioranza assoluta in due

successive votazioni e che il governo può impugnarlo entro 30 giorni. Entro 3 mesi 1/5 del

consiglio regionale o 1/50 della popolazione regionale può richiedere un referendum sullo statuto al

quale non c’è un limite di quorum da raggiungere ma la maggioranza di voti validi e non si può

chiedere un referendum su singole parti, ma sull’intero statuto.

Richiesto il referendum affinché la legge regionale dello statuto sia promulgata occorre che si

pronunci a favore la maggioranza dei voti

scritti nell’art.123 ovvero che ogni statuto ha delle limitazioni, perché dovrà rispettare

-Vincoli:

quelle disposizioni date dalla costituzione e che ora la corte costituzionale dovrà farsi carico non

essendoci più un mezzo di controllo che preceda la pubblicazione delle norme.

-Organizzazione e Funzionamento: ci sono dei vincoli infatti la regione deve avere come organi

un consiglio, una giunta, un presidente della giunta e un consiglio delle autonomie.

Il presidente della giunta è direttamente responsabile della politica.

La giunta regionale è un organo collegiale ma con un presidente eletto direttamente dai cittadini.

L’art.122 stabilisce anche il potere di revoca dei membri da parte del presidente.

Se il presidente si dimette o viene sfiduciato, si rivà al voto elettorale dei cittadini. La costituente

permette anche alla giunta di rieleggere un presidente senza riandare alle votazioni, ovviamente

permettendogli di essere sfiduciato.

Abbiamo 15 regioni a statuto ordinario e le altre a statuto straordinario e molte di queste come la

Toscana hanno fatto una propria legge elettorale, rispettando ovviamente la costituzione e le norme

dello stato. Quindi viene introdotta una propria normativa elettorale.

La regione è competente in materia elettorale, essa deve dotarsi di un sistema elettorale che agevoli

la formazione di stabili maggioranze.

 POTESTA’ LEGISLATIVA

Ripartizione delle competenze

L’ art.117 disciplina la potestà legislativa che non è più solo regionale ma anche statale. Con la

riforma del 2001 sono cambiate tante cose, ed è cambiata la competenza legislativa, adesso le

regioni sono a competenza residuale e lo stato è titolare di competenze enumerate; prima l’articolo

117 diceva solo una cosa competeva alle regioni e quindi il resto era in mano allo stato. Adesso

abbiamo:

Distinguiamo quindi: secondo l’

1-Competenza Esclusiva: art.117 secondo il quale lo stato è libero di avere competenza

e legiferare in certe materie; solo lo Stato è abilitato a legiferare

2-Competenza Concorrente: è di competenza regionale e spetta allo stato fissare i limiti ai quali

una regione non può opporsi; Le Regioni dettano norme legislative di dettaglio

3- Competenze Residuali: ovvero sono tutte quelle che per sottrazione non spettano allo stato e

quindi le prende la Regione;

Possono essere introdotte ulteriori forme e condizioni di autonomia. Sempre però nel rispetto della

Costituzione e quindi si può andare verso una forma di Regionalismo Differenziato, anche se

finora questa riforma non ha visto applicazione.

L’ art.117 inoltre pone dei limiti uguali sia alla legge statale che regionale come il rispetto della

costituzione, dei patti internazionali e del diritto comunitario. C’è chi con questo articolo ha

sostenuto che si fosse equiparato stato a regione, ma in realtà non è così e lo stato ha sempre il ruolo

centrale.

A) Potestà Legislativa Esclusiva dello Stato

Vi sono molte materie competenti allo stato, assai eterogenee queste materie possono essere

individuate secondo criteri oggettivi o a seconda delle funzioni da realizzare. Ci sono le materie

chiamate anche valori che sono un’evocazione dei cosiddetti poteri impliciti, cioè che

trasversali

spettano allo stato e che ha la potestà al di là dei suoi confini.

B)Potestà Legislativa concorrente fra stato e regioni

In questo caso le regioni se fanno leggi devono rispettare le materie e le leggi dello stato. La potestà

legislativa regionale deve esercitarsi nel rispetto dei principi fondamentali della materia dello stato,

leggi cornice o desunti dall’ordinamento vigente.

principi o espressi da apposte

Lo Stato attua disposizioni di dettaglio ma sono norme cedevoli che cadono di fronte a norme

accettate dalle regioni. La legge statale sarà invasiva fin quando la regione non avrà provveduto a

colmare quel vuoto legislativo che gli spetta.

C)La potestà legislativa residuale delle regioni

Come dice l’ art.117 tutte le materie che non spettano allo stato spettano alle regioni. Deve

applicarsi il differente criterio di prevalenza in forza del quale le materie prima di essere

riconosciute alle regioni devono superare una verifica diretta ad accertare se esse non possono

essere comunque ricondotte nell’ambito delle materie espressamente previste.

Siamo di fronte a un diritto regionale vivente che non sempre è coincidente con il titolo V della

Costituzione.

La Corte Costituzionale infatti ha svolto la ricostruzione delle varie materie spettanti. Se una

materia spetta ad entrambi la Corte Costituzionale oltre a usare il principio di prevalenza parla

anche di principio di leale collaborazione.

La potestà legislativa dello stato esiste solo nei punti richiamati dalla costituzione, ove vi sia

assenza di materia da parte di esso. La corte ha anche introdotto il principio di sussidiarietà ovvero

per far ricadere sullo stato la creazione di leggi su materie concorrenti o residuali.

Ovviamente si deve rispettare il principio di ragionevolezza. Infatti la corte richiama alla leale

collaborazione proprio per evitare conflitti in materie legislative. La dottrina infatti si divide tra

intese forti, volontà espressa al pari tra stato e regione, e intese deboli ovvero un accordo con

regioni anche se non raggiunto.

Alla luce della giurisprudenza costituzionale è possibile ritenere che siamo di fronte alla formazione

progressiva di un DIRITTO REGIONALE VIVENTE.

La Corte Costituzionale ha ricostruito le singole materie di competenza statale e regionale come

anche i principi che orientano l’attività legislativa e amministrativa.

-Ci può essere la concorrenza di competenze e vi sono due criteri da seguire:

 criterio di prevalenza

 principio di leale collaborazione

In merito al principio di leale collaborazione, si distinguono:

-Intese forti: con le quali si richiede la paritaria manifestazione di volontà dello Stato e della regione

-Intese deboli: è ritenuto sufficiente da parte dello Stato dimostrare di collaborare con la regione.

 La Potestà Regolamentare

Secondo l’ art.117 la potestà regolamentare spetta:

-Allo stato, nelle materie di legislazione esclusiva salvo la possibilità di delegarla alle regioni;

-Alle regioni, in ogni altra materia;

-Agli enti come comuni e province.

L’attribuzione della potestà regolamentare crea qualche problematica sulla competenza, su materie

che hanno carattere di rilevanza nazionale ma che vengono difficilmente regolamentate dalle

regioni.

Non potendo il governo fare atti regolamentati si usa fare atti che non hanno natura regolamentare.

Ma la corte costituzionale è andata ben oltre accettando questo. Rimane quindi evidente che sia

difficile dividere le materie, che infatti non hanno esatti confini.

 Funzioni amministrative

Con la riforma del 2001 venne introdotto il principio di sussidiarietà verticale ovvero in base a

questo le attività amministrative spettano all’ente più vicino, quindi al comune, provincia e infine

stato.

L’intervento degli enti superiori è quindi successivo e sussidiario. L’ art.118 dà le funzioni

amministrative ai comuni a meno che non sia necessario un lavoro di unitarietà e quindi darlo ad

enti come regioni etc. L’articolo 118 affianca due principi:

-Il principio di adeguatezza cioè si affida a quel governo il ruolo di svolgere le mansioni, ma in

caso non sia adeguato, ne va trovato uno più adeguato;

-Principio di differenziazione cioè i vari enti devono avere compiti differenti, ma in modo che le

divisioni siano uguali ad esempio della grandezza di comuni.

La corte si riserva comunque il diritto di valutare se ci siano le situazioni in cui un potere superiore

possa attribuirsi secondo alcune ragioni un potere di un qualcosa di inferiore (basta pensare ai

condoni edilizi e al prefetto che demolisce palazzi abusivi nei comuni).

C’è anche il principio di sussidiarietà orizzontale con la quale gli enti organi etc sono tenuti a

mantenere e tutelare l’autonomia dei cittadini. Ad esempio la legge del 5x1000 del 2006.

 I poteri di controllo dello stato

La riforma del titolo V della costituzione ha ridotto i poteri dello stato, infatti la legislazione

regionale non è più soggetta al visto preventivo dello stato (art.127) ma adesso la regione pubblica

la legge e lo stato può fare ricorso alla corte costituzionale entro 60 giorni promuovendo una

questione di legittimità.

L’articolo 125 è stato abrogato e questo prevedeva il controllo dello stato su atti amministrativi

della regione. La costituzione non priva comunque lo stato del suo potere centrale. Due istituti

importanti sono: è attribuito dall’articolo

-Il potere sostitutivo 120 della costituzione allo stato in alcuni casi come

tutela dell’unità giuridica e della

ad esempio di mancato rispetto di norme, pericolo grave,

Repubblica. Questo deve rispettare i principi di sussidiarietà e leale collaborazione;

La Corte Costituzionale ha ribadito una serie di elementi, i poteri sostitutivi:

-devono essere previsti dalla legge;

-la loro applicazione può essere introdotta nel caso di non rispetto della comunità;

-deve essere esercitato da un organo di governo;

-Il Potere di Scioglimento è attribuito allo stato e può togliere il presidente dalla sua carica ma solo

per motivazioni gravi che vanno appunto contro la costituzione e contro la Repubblica. Lo

scioglimento è predisposto da decreto del Presidente della Repubblica previa visione del consiglio

dei ministri.

Il controllo statale sugli organi degli enti locali è previsto dagli art.141 e 143.

Per i consigli comunali e provinciali lo scioglimento può essere determinato:

-dal compimento di atti contrari alla Costituzione

-dalla non approvazione del bilancio nei termini previsti dalla legge

-dai fenomeni di infiltrazione di tipo mafioso.

 Autonomia Finanziaria e Fiscale delle Regioni e Enti locali

l’articolo 119

Secondo le regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa e possono

quindi investire capitali nel mercato ma solo per poter fare costruzioni o interventi pubblici non per

stipendi o comunque spese correnti. Le risorse ordinarie delle regioni sono di diversa origine:

-Tributi ed entrate proprie, cioè stabilite da ogni regione cioè fonti di finanziamento autonome

-Compartecipazione al gettito di tributi statali riferibili al loro territorio;

-Entrate derivanti da un fondo perequativo per garantire una distribuzione di risorse e vanno

trasferite senza vincolo di destinazione, cioè le regioni ed enti hanno libertà di scelta. Queste risorse

sono trasferite senza vincolo di destinazione.

Questi finanziamenti devono garantire le varie attività e servizi. Sono previsti anche trasferimenti

ulteriori dello Stato a favore di determinati enti regionali o locali per specifiche finalità.

La corte ha stabilito una modalità di finanziamento alle regioni e lo stato non può finanziare attività

regionali ne prevedere finanziamenti in ambiti regionali. I finanziamenti devono passare per i

programmi regionali.

L’autonomia finanziaria degli enti comunque deve svolgersi nel rispetto della costituzione.

Abbiamo il coordinamento finanziario e fiscale che serve per unificare i vari sistemi finanziari e

tributari della Repubblica, comprese le Regioni.

Il coordinamento presuppone che ciascuno di essi possa fare politiche di bilancio autonome, le quali

devono essere ricondotte a coerenza.

Questo serve anche per rispettare il patto di stabilità firmato con l’UE per aderire all’unione. La

corte ha stabilito legittimo il limite posto dallo stato per gli stipendi in regione e inoltre ha

accettare leggi di comunità come ad esempio l’acquisto di ruote usate rigenerate

concordato sul far

per la materia ambientale e di organizzare gare pubbliche di appalti.

 Regioni a statuto speciale

GIULIA, TRENTINO ALTO ADIGE, VALLE D’AOSTA, SARDEGNA E

FRIULI-VENEZIA

SICILIA.

L’art.116 riguarda le regioni a statuto speciale è rimasto invariato ma con la legge costituzionale

del 2001 sono state introdotte delle modifiche. A tali regioni sono attribuite forme e condizioni di

autonomia e per questo si chiamano regioni a statuto speciale.

La specialità consiste che gli statuti vengono accettati con legge costituzionale e ogni regione ha un

profilo di autonomia.

L’articolo 10 della legge costituzionale del 2001 prevede che fino a che non si introduce lo statuto le

disposizioni introdotte con il titolo V si applichino anche a queste. Le ragioni speciali hanno avuto:

-Una potestà legislativa maggiore rispetto alle altre regioni anche se dal 2001 questo divario si è

delle autonomie

ridotto, ma le regioni ordinarie non possono avere competenza sull’ordinamento

locali a differenza di quelle a statuto speciale;

-Hanno competenza legislativa in molte materie, escluse quelle che competono allo stato per diritto

o a patti internazionali o comunitari;

-Autonomia finanziaria, ovvero rimane tutto in regione, con molte risorse ingenti.

Per quanto riguarda la forma di governo è stata prevista l’elezione del presidente della Regione a

suffragio universale e diretto contestualmente all’elezione del Consiglio regionale.

 Per quanto riguarda i Rapporti delle regioni con altri soggetti

-Rapporti internazionali: le regioni possono svolgere e fare trattati internazionali ma nei limiti di

legge in quanto è materia concorrente e partecipa ad accordi conclusi anche dallo stato;

con l’UE: nell’articolo 117

-Rapporti della costituzione è esplicitamente detto e le regioni

possono dare diretta attuazione delle direttive comunitarie e partecipano anche alla formazione degli

atti comunitari; dall’articolo 118 ci sono delle materie specifiche

-Rapporti con lo stato: regolate con i rapporti tra

regione e stato. Con la legge 400 del 1988 venne istituita la Conferenza permanente per i rapporti

tra Stato e regioni e le province autonome presso la Presidenza dei consigli dei ministri.

La Conferenza Permanente ha compiti di informazione e consultazione su tutto ciò che può incidere

sulle materie di competenza delle regioni.

-Rapporti con altre regioni: le regioni possono concludere tra loro intese per aiutarsi a svolgere

meglio attività etc.;

-Rapporti con gli enti locali: rimane esclusa al momento una competenza regionale degli enti

locali, ma la corte riconosce significativi poteri al legislatore e la leale collaborazione fra enti locali

e regioni. C’è infatti il consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la regione

e gli enti locali.

 Ordinamento dei comuni e delle province

Con la riforma del titolo V i comuni e le province hanno garanzia costituzionale e sono ritenuti

parte della Repubblica in tutta la sua totalità. E’ garantito dalla costituzione il poter creare uno

statuto per darsi un regolamento di organizzazione.

Hanno un’autonomia regolamentare, di imposte, un’autonomia amministrativa etc.

Comuni e province sono enti che rappresentano la loro comunità nella sua interezza e devono avere

delle prerogative per potersi occupare delle varie richieste.

Detti enti a fini generai nel senso che possono fare tutto ciò che ritengono utile alla tutela degli

interessi e alla promozione dello sviluppo.

 Funzioni degli enti locali e come sono organizzati

Gli Enti locali hanno vari tipi di funzioni, hanno potestà legislativa e regolamentare, hanno propri

statuti, seguono il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale. Le funzioni degli enti locali sono

e fondamentali. L’organizzazione di provincia e comune è la

funzioni proprie, conferite, attribuite

stessa, infatti abbiamo:

-Sindaco o presidente, durano in carica 5 anni e sono eletti con la maggioranza di voti a suffragio

universale diretto. Il sindaco nomina assessori e prevede l’incompatibilità tra due cariche (ad

esempio se era consigliere decade).

Il consiglio detta su come giunta e sindaco devono muoversi. La giunta collabora con il sindaco a

governare il comune e fa tutto ciò che gli consente la legge e lo statuto.

di tutta l’amministrazione e rappresenta l’ente, i cittadini convoca

Il sindaco porta la responsabilità

e presiede la giunta, adotta provvedimenti d’urgenza, coordina gli orari nei negozi, nomina

responsabili ed amministratori.

Il sindaco cessa dalla carica se c’è una mozione di sfiducia e deve essere approvata a maggioranza

assoluta. Se cessa il consiglio cessa anche il sindaco, è una regola stabilita. Hanno tutti dei doveri e

dei diritti come aspettative, permessi, indennità e rimborsi.

Prima c’era il segretario comunale, oggi è nominato dal sindaco che assiste alle riunioni e svolge

anche funzioni di direzione. Gli organi sugli enti locali sono configurati su atti e organi.

L’articolo 130 della costituzione prevedeva il controllo preventivo, ma esseno stato abrogato non

c’è più.

Sugli organi i controlli ci sono e possono essere sciolti o rimossi perché hanno agito contro la

costituzione, lo stato, i cittadini o non hanno approvato il bilancio oppure e soprattutto vi siano

evidenti segni di infiltrazione mafiosa.

La legge espressamente attribuisce ai dirigenti di comuni e province tutti i compiti di attuazione

degli obiettivi e dei programmi definiti con atti di indirizzo da sindaco, giunta, consiglio ed inoltre

la responsabilità di appalti e concorsi, la stipula di contratti, la gestione finanziaria.

Sotto la direzione degli organi di governo, le pubbliche amministrazioni curano specifici interessi

pubblici. In ogni ordinamento moderno ci sono strutture e impiegati pubblici volti a lavorare per le

varie funzioni amministrative degli enti e negli interessi pubblici.

Questa si chiama attività amministrativa che si distingue da quella normativa, perché la prima deve

provvedere a risolvere questioni oppure a fare appalti insomma a fare lavori, la seconda deve

prevedere con atti situazioni che vanno regolamentate.

L’atto amministrativo si esaurisce quello normativo invece no.

Le pubbliche amministrazioni sono soggetti di erogazione di servizi pubblici volti a migliorare la

situazione della comunità. Oggi queste pubbliche amministrazioni tendono a lavorare nel diritto

privato ma anche comune e possono regolare servizi, forniture, e opere pubbliche predisponendo

appalti regolamentati con la migliore offerta.

Si può attuare un’amministrazione diretta, per enti o per regole. Oggi infatti sono accresciute le

attività delle pubbliche amministrazioni fatte direttamente. Oppure si compongono società con

privati per dare i servizi e si chiamano società miste.

Le pubbliche amministrazioni possono svolgere attività normativa, nelle forme e nei modi regolati

ovviamente dalla legge, e a volte la distinzione atti normativi e amministrativi non è facile.

 Organizzazione per ministeri e per enti

I ministeri sono l’organo dell’amministrazione centrale che fanno da cerniera fra governo e

amministrazione. Ad ogni ministero è preposto un ministro ai quali spettano compiti di

amministrazione diretta nonché compiti di indirizzo.

Nel 1999 i ministeri stabiliti furono diversi, con modifica nel 2008, da quello dell’economia a

quello della giustizia. Il modello organizzato dei ministeri deriva dal regno di Sardegna ed è il

modello sul quale è impregnata tutta la macchina organizzativa italiana.

C’è l’immedesimazione organica dell’amministrazione con il soggetto, tanto che si può subito

imputare all’amministrazione stessa le sue azioni.

E’ un organo dell’amministrazione e ha quindi bisogno di un ufficio. Questo tipo di modello si è

modificato negli anni anche in base alle riforme che ci sono state. Infatti abbiamo:

-il decentramento, cioè alcune attività sono passate dallo stato alle regioni e agli enti locali;

-la costituzione di enti pubblici che godono di autonomia e ci sono enti pubblici anche economici

che investono come fossero in forma di impresa;

-Privatizzazioni, ci sono state in moltissime competenze statali e quindi anche tanti investimenti;

-Le amministrazioni hanno sempre più ottenuto una certa autonomia.

All’interno dei ministeri ci sono organi di controllo stabiliti dalla costituzione come il consiglio di

deve assicurare autonomia come stabilito dall’articolo 100

stato e la corte dei conti, ai quali la legge

della costituzione.

Il governo prende atto delle direttive del consiglio di stato, che è un organo di consulenza, ma è

se l’organizzazione

libero di scegliere o meno le indicazioni, salvo se un parere è vincolante anche

di province e comuni è la stessa.

Gli organi di governo comunale e provinciale sono:

-Sindaco o presidente:

• eletto a suffragio universale diretto a maggioranza assoluta dei voti validi, se non è

conseguito ciò si ricorre ad un ballottaggio fra i primi 2

• dura in carica 5 anni, non può essere immediatamente rieletto se ha già esercitato 2 mandati

esecutivi

• nomina e revoca gli assessori

-Consiglio:

organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e ha competenza di approvare una serie di

atti fondamentali dell’ente (statuto, programmi)

La Giunta:

agisce come organo collegiale e ha competenza generale, cioè fa tutto ciò che la legge o lo statuto

non attribuiscono alla Competenza del sindaco o consiglio.

ALTRI ENTI LOCALI

METROPOLITANE

CITTA’

Su proposta degli enti locali, previo referendum popolare, può essere istituito un ente locale

denominato così e dotato di uno speciale ordinamento che lo distingue da comune e province

UNIONI DI COMUNI

Sono enti locali costituiti da due o più comuni per esercitare insieme una pluralità di funzioni.

L’Unione potrebbe essere il presupposto di una successiva fusione, ma questa non è obbligatoria.

COMUNITA’ MONTANE

Previste fino al 2009, erano unioni di comuni costituite fra comuni montani o parzialmente montani

per affrontare i problemi specifici delle comunità di montagna.

COMUNITA’ ISOLANE

Erano unioni di comuni costituite da comuni appartenenti a un’isola o un arcipelago.

NON SONO ENTI LOCALI:

MUNICIPI all’interno dei soli comuni nati dalla fusione di precedenti comuni

Sono partizioni amministrative

CIRCOSCRIZIONI

Sono organismi di partecipazione, consultazione e gestione di servizi all’interno di comuni

CIRCONDARI

Sono partizioni all’interno di una provincia, ambiti di organizzazione di uffici e servizi istituiti dallo

statuto della provincia.

CAP 13: LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

In ogni ordinamento moderno sono previste strutture formate da pubblici impiegati con specifiche

competenze professionali, il cui compito è quello di:

le istituzioni politiche dando attuazione all’indirizzo politico espresso dagli organi di

-coadiuvare

governo, statali, regionali, locali, nell’azione di governo.

gli specifici interessi pubblici dando attuazione dall’indirizzo politico espresso dagli

-curare organi

di governo.

-produrre Beni o servizi a favore delle Collettività Amministrative.

In tutti e tre i casi, tali strutture svolgono attività amministrativa.

ATTIVITA’ AMMINISTRATIVA ATTIVITA’ NORMATIVA

Consiste nel provvedere con atti specifici alla Consiste nel prevedere casi e situazioni cui

interessi pubblici → L’atto applicare norme generali e astratte → L’atto

cura di determinati

amministrativo si esaurisce nel momento della normativo è suscettibile di una indefinita

sua esecuzione applicabilità e ripetibilità

Le PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI operano come Autorità Amministrative, come Soggetti

Erogatori di Servizi Pubblici.

Operano in posizione di Supremazia utilizzando Tendono, inoltre, ad operare attraverso gli

gli strumenti propri di DIRITTO strumenti contrattuali propri del Diritto Privato, il

AMMINISTRATIVO, complesso di Regole Diritto comune ponendosi cioè sullo stesso piano

Speciali volte a garantire immediatamente il di soggetti con cui vengono in rapporto.

perseguimento di un Pubblico Interesse.

Tra le Regole Speciali hanno particolare rilevanza le procedure di affidamento collegate ai Contratti

Pubblici. Attraverso di esse l’amministrazione seleziona il soggetto con cui stipulare un Contratto

per l’acquisizione di Servizi, di Forniture o per l’esecuzione di Opere Pubbliche.

Spetta alla legge stabilire quale regime deve essere seguito, se quello proprio di Diritto Privato o

quello Amministrativo ma la legge può anche lasciare all’Autorità Amministrativa tale scelta.

Nell’ambito dei Poteri Autoritativi si distingue:

L’ATTIVITA’ DISCREZIONALE L’ATTIVITA’ VINCOLATA

Si ha nei casi in cui l’Amministrazione

Si ha nei casi in cui la legge lascia alla Pubblica in

Amministrazione un margine di scelta circa le presenza di determinati presupposti deve

modalità di esercizio del potere. necessariamente adottare una determinata

decisione.

La DISCREZIONALITA’ non impedisce che l’Attività sia sindacabile in sede giurisdizionale, un

problema particolare è rappresentato dall’Atto Politico, cioè quell’atto che esprime una libera scelta

connessa all’esercizio della funzione di indirizzo politico del Governo.

LEGGE DI BILANCIO: Bilancio tra le entrate e le uscite dello Stato

La funzione di Produzione dei Beni o Servizi può essere svolta:

l’AMMINISTRAZIONE DIRETTA

-Attraverso l’istituzione di appositi enti o aziende pubbliche (AMMINISTRAZIONE PER ENTI)

-Attraverso

-Attraverso la regolazione di soggetti privati che operano sul mercato (AMMINISTRAZIONE PER

REGOLE)

Dagli inizi degli Anni ‘90 l’ordinamento del Lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni è passato dal

Regime Speciale proprio del Diritto Amministrativo a quello ordinario del Diritto del Lavoro

proprio dei lavoratori del settore privato.

Le Pubbliche Amministrazioni possono svolgere ATTIVITA’ NORMATIVA nelle forme e nei modi

previsti dalla legge per regolare l’accesso a determinati servizi, l’uso determinato di diversi beni.

L’organizzazione per Ministeri ed Enti

L’unità organizzativa dell’AMMINISTRAZIONE CENTRALE è rappresentata dai Ministeri, cui è

preposto un Ministro. I ministeri sono:

-MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

Si occupa della politica estera e dei rapporti internazionali, anche attraverso le rappresentanze

diplomatiche e consolari

DELL’INTERNO

-MINISTERO civile e alla sicurezza pubblica

Svolge compiti relativi all’amministrazione

-MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Si occupa di organizzazione e funzionamento dei servizi relativi alla giustizia

-MINISTERO DELLA DIFESA

Si occupa attraverso le Forze Armate, della difesa e della sicurezza militare dello Stato

DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

-MINISTERO

Ad esso spetta il controllo dell’entrata e della spesa, nonché la gestione come azionista delle

partecipazioni dello Stato.

-MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

in materia di industria, artigianato, energia…

Ad esso sono attribuite le funzioni

-MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI

Svolge funzioni di coordinamento e di rappresentanza in sede europea delle politiche in materia di

agricoltura, alimentazione e foreste

DELL’AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO e DEL MARE

-MINISTERO

Svolge compiti diretti alla tutela dell’equilibrio ecologico del territorio

-MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Ad esso sono attribuite le funzioni relative alla realizzazione di reti infrastrutturali e opere

pubbliche di competenza statale.

-MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Ad esso spettano le funzioni in materia di politiche di lavoro e della occupazione.

DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

-MINISTERO scolastica e dell’istruzione universitaria

Si occupa dell’istruzione

PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

-MINISTERO

Ad esso spettano compiti di tutela e gestione del patrimonio storico, artistico, archeologico.

-MINISTERO DELLA SALUTE

Esercita le funzioni in materia di tutela della salute umana, coordina il servizio sanitario nazionale.

Il Modello Organizzativo dei Ministeri

Incentrato sul ministro, assistito da un Capo di Gabinetto, articolato per direzioni generali o per

dipartimenti, decentrato in periferia attraverso direzioni provinciali e regionali, è stato ereditato dal

Regno di Sardegna.

Esso si basa, come suo necessario presupposto In questo caso egli è considerato un organo della

funzionale, sul concetto di immedesimazione amministrazione cioè una parte rispetto al tutto.

organica tra il soggetto che agisce per

l’amministrazione e l’amministrazione stessa. L’organo può essere inteso sia come persone

fisica sia come centro di competenze.

Ciò consente di imputare direttamente

all’amministrazione di riferimento gli atti L’organo ha bisogno di un apparato

compiuti dal soggetto in rapporto con altri amministrativo, cioè una unità organizzativa a

soggetti. supporto delle sue funzioni (un ufficio)

Questo modello è stato progressivamente ridimensionato da:

-DECENTRAMENTO REGIONALE E LOCALE che ha progressivamente trasferito funzioni e

risorse dal centro agli enti regionali e locali

-La Costituzione e Riorganizzazione degli ENTI PUBBLICI dotati di autonoma personalità

giuridica

-Le PRIVATIZZAZIONI che hanno investito il settore delle partecipazioni statali, in particolare i

più importanti Enti Pubblici Economici ( IRI, ENI, ENEL)

-La Costituzione di AGENZIE che svolgono attività a carattere tecnico-operativo già esercitate da

ministeri ed enti pubblici

diffondersi di AUTORITA’ AMMINISTRATIVE INDIPENDENTI che hanno

-Il Progressivo

assunto compiti di regolazione, di amministrazione e di controllo di interi settori prima affidati alle

direzioni generali dei ministeri o privi di regolamentazione.

Importanza particolare assumono come ORGANI AUSILIARI DEL GOVERNO due Istituti

direttamente definiti dalla Costituzione il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti.

CONSIGLIO DI STATO

E’ organo di consulenza giuridico-amministrativa del governo organo che svolge funzioni

giurisdizionali.

Può esprimersi attraverso PARERI FACOLTATIVI o PARERI OBBLIGATORI. In ogni caso il

Governo è libero di uniformarsi o meno alle indicazioni del Consiglio essendo rari i casi in cui il

parere è vincolante. LA CORTE DEI CONTI

Esercita il controllo preventivo di Legittimità sugli atti del Governo e il controllo successivo sulla

gestione del Bilancio dello Stato.

Partecipa nei casi e nelle forme indicate dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti

cui lo stato contribuisce in via ordinaria, riferendo direttamente alle Camere sul risultato del

riscontro eseguito.

L’art. 29 annovera tra gli organi di consulenza delle Camere e del Governo anche il CONSIGLIO

NAZIONALE DELL’ECONOMIA E DEL LAVORO.

L’organizzazione per Autorità Indipendenti

Le AUTORITA’ INDIPENDENTI sono collocate in posizione autonoma rispetto al Governo e

formate da personalità scelte con criteri che dovrebbero garantire autonomia e indipendenza di

giudizio rispetto sia agli organi politici sia agli apparati dei ministeri.

Nell’esercizio della loro attività si collegano direttamente alla Costituzione e alla Legge saltando la

mediazione Parlamentare e Ministeriale.

Per quanto riguarda i compiti:

NAZIONALE PER LA SOCIETA’ E LA BORSA

-COMMISSIONE

Istituite per la vigilanza sui mercati finanziari e di borsa e regolazione dei mercati dei valori

mobiliari

-ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PRIVATE E DI INTERESSE

COLLETTIVO

Istituito con funzioni di controllo e regolazioni delle imprese assicurative

GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

-AUTORITA’

Istituito con funzioni antitrust a tutela della libertà di concorrenza

DI GARANZIA DELL’ATTUAZIONE DELLA LEGGE 10 GIUGNO 1990

-COMMISSIONE

N.146

Istituita con compiti di regolazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali

Una forma di Autorità Indipendente può essere considerata la BANCA D’ITALIA il cui

governatore, nominato dal governo per sei anni con mandato rinnovabile una sola volta, gode di

notevoli garanzie di autonomia.

La Banca ha compiti di regolazione e vigilanza e di tutela della concorrenza nei confronti delle

aziende bancarie, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari.

I PRINCIPI COSTITUZIONALI RELATIVI ALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Le Pubbliche Amministrazioni sono organizzate e agiscono secondo alcuni PRINCIPI

COSTITUZIONALI, essi sono:

DELL’AUTONOMIA

-PRINCIPIO

L’amministrazione è affidata agli Enti Regionali e Locali devono essere decentrate nel territorio

nazionale o a livello burocratico, attraverso funzionari dipendenti dagli apparati centrali ma

collocati in sede locali, o a livello istituzionale, attraverso enti autonomi.

-LA RISERVA DI LEGGE

Per quanto riguarda l’Organizzazione delle pubbliche amministrazioni, i pubblici uffici sono

organizzati secondo disposizioni di legge. Si tratta di una Riserva di Legge Relativa: la legge non è

tenuta a disegnare l’intera organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, ma solo a fissare i

criteri generali sulla base dei quali le Pubbliche Amministrazioni possono svolgere esse stesse la

necessaria attività organizzativa

PRINCIPIO DI LEGALITA’

-IL

Per quanto riguarda l’Attività delle Pubbliche Amministrazioni vuol dire che l’Attività delle

Pubbliche Amministrazioni deve mantenersi nei binari stabiliti dalla legge

-IL PRINCIPIO DEL BUON ANDAMENTO

Impone efficacia, efficienza ed economicità dell’intervento delle Pubbliche Amministrazioni. Per

conseguire tali fini esiste la CONFERENZA DEI SERVIZI, essa consiste in un’unica sede alla

quale amministrazione può convocare le altre amministrazioni interessate ad acquisirne rapidamente

il necessario concorso in un dato procedimento.

PRINCIPIO DI IMPARZIALITA’

-IL

Richiede la ponderazione e composizione degli interessi pubblici da soddisfare con gli interessi

privati da sacrificare, il divieto di operare discriminazioni prive di ragionevole giustificazione.

DISTINZIONE FRA ATTIVITA’ DI GOVERNO E ATTIVITA’ DI GESTONE

-LA

AMMINISTRATIVA

E’ un principio non espressamente previsto dalla Costituzione, ma che si collega ai Principi di buon

andamento e imparzialità.

PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’ DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DEI

-IL

FUNZIONARI

I funzionari e i dipendenti dallo Stato e dagli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo

le leggi penali, civili e amministrative.

DELL’ACCESSO MEDIANTE CONCORSO AGLI IMPIEGHI NELLE

-IL PRINCIPIO

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

-IL REGIME SPECIALE DEI BENI PUBBLICI

Anche la Pubblica Amministrazione è titolare di particolari beni che vengono denominati

generalmente Beni Pubblici.

IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

La nozione Procedimento Amministrativo si articola in quattro fasi:

FASE procedente. organi consultivi o di dispiegare i propri effetti

DELL’INIZIATIVA FASE ISTRUTTORIA- esperti e tecnici giuridici.

PREPARATORIA specializzati

L’amministrazione

Atto iniziale del FASE COSTITUTIVA O

procedimento può procedente raccoglie FASE INTEGRATIVA DELIBERATIVA

DELL’EFFICACIA

consistere in una istanza tutti i dati e le Consiste nella adozione

Una volta adottato l’atto

del soggetto interessato informazioni necessari del provvedimento

in vista dell’adozione

al provvedimento finale finale si compiono tutti finale, secondo le

oppure in un’autonomia dell’atto finale, anche gli adempimenti modalità e le procedure

scelta della stessa attraverso specifici generalmente previsti previste per legge.

amministrazione pareri di competenza di per consentirgli di

Nel nostro ordinamento, sulla base dei più generali PRINCIPI COSTITUZIONALI e

COMUNITARI in materia di Azione Amministrativa, risulta accolto il PRINCIPIO DEL GIUSTO

PROCEDIMENTO, questo tende a garantire la corretta formazione della volontà

dell’amministrazione.

La disciplina generale del PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO è contenuta nella Legge 7

Agosto 1990 n.241, tale disciplina si fonda sui seguenti principi:

di MOTIVAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI

-L’obbligo

-La TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

di un RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO, chiamato ad assumersi le

-L’individuazione

relative responsabilità

-Il DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI da parte dei soggetti interessati

PARTECIPAZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI all’istruttoria

-La

-Il CONTRADDITTORIO fra i soggetti portatori di interessi diversi

di Concludere il procedimento con un PROVVEDIMENTO ESPRESSO entro il termine

-L’obbligo

che l’amministrazione procedente ha l’obbligo di stabilire, se non è stabilito dall’amministrazione si

applica di regola l’Istituto del Silenzio-Assenso.

GLI ATTI AMMINISTRATIVI

Le Pubbliche Amministrazioni agiscono come Autorità Amministrative e producono Atti

Amministrativi.

Sono Atti emanati Sono Atti sottoposti a informati al PRINCIPIO sfera giuridica del

DELL’AUTOTUTELA, destinatario dell’ATTO

seguendo Procedure verifiche anche

Amministrative preventive sulla loro proprio perché assistiti non richiede la

determinate. Gli Atti legittimità e sul merito dalla presunzione della collaborazione di questo.

legittimità dell’atto

Amministrativi sono attraverso specifici

PERFETTI allorchè controlli. stesso.

L’Imperatività indica la

emanati a conclusione di Sono Atti Giustiziabili al

un procedimento a speciale forza di un pari di qualunque

quindi divengono provvedimento grazie manifestazione del

efficaci se non sottoposti alla quale la potere amministrativo.

a termini o condizioni. Sono Atti imperativi e modificazione della

possono tuttavia essere invalidi, nulli o illegittimi. L’Atto è Nullo se

Gli Atti Perfetti ed Efficaci

manca di un elemento essenziale, mentre l’Atto è Illegittimo se è emanato in violazione dei principi

e delle regole che disciplinano l’attività delle pubbliche amministrazioni.

Nei casi di illegittimità, l’Atto può essere annullato quando risulti viziato per:

incompetenza dell’Autorità che lo ha emanato

-per eccesso di potere, qualora l’atto, pur non contrari alle prescrizioni di legge, sia stato emanato

-per

sviando dalle finalità per le quali è stato riconosciuto ad una pubblica amministrazione il potere di

emanare l’Atto stesso.

L’ ECCESSO di Potere che riguarda il CATTIVO USO del potere discrezionale da parte

dell’amministrazione può essere rilevato dalla motivazione ove emergono sintomi, contradditorietà

interna, insufficienza di motivazione.

Si usa ricondurre al PRINCIPIO DI AUTOTUTELA anche una serie di provvedimenti di Secondo

grado, quali il potere delle Amministrazioni di disporre a determinate condizioni: l’Annullamento

d’Ufficio, la Revoca, la Convalida di un atto amministrativo, l’amministrazione può inoltre imporre

delle sanzioni amministrative, a carico di chi non rispetta l’Atto.

ANNULLAMENTO RATIFICA CONVALIDA

D’UFFICIO Se l’atto mancava di un elemento

In caso di atto emanato da

Ha effetti dal momento organo non competente necessario

dell’emanazione dell’atto

LE ORDINANZE DI NECESSITA’

Sono una tipologia particolare di Atti Amministrativi, sono provvedimenti volti a fronteggiare in

modo tempestivo al di fuori delle normali procedure, situazioni di emergenza di vario tipo che

coinvolgono la collettività.

Problemi delicati si pongono quando il potere di ordinanza si spinge fino alla possibilità di derogare

a Norme Legislative.

La Corte affermò come mai essi non possono mai porsi in contrasto con prescrizioni costituzionali

che non consentono alcuna possibilità di deroga ad opera della Legge Ordinaria. Vi sono:

LE ORDINANZE DI PROTEZIONE CIVILE LE ORDINANZE DI SICUREZZA URBANA

Una volta deliberato lo Stato di emergenza dal Tali provvedimenti sono adottati dal sindaco con

Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio atto motivato e nel rispetto dei principi generali

dell’ordinamento al fine di prevenire e di

o un commissario straordinario appositamente

nominato, provvedono all’attuazione degli eliminare gravi pericoli che minacciano

l’incolumità pubblica.

interventi di emergenza anche a mezzo di

ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente.

Nella prassi entrambe le ordinanze sono oggetto di frequenti polemiche:

da alcuni sindaci esorbitando dall’ambito dei

Le prime perché spesso usate non solo per far

fronte a calamità ma anche in occasione di grandi provvedimenti finalizzati alla tutela della

eventi. sicurezza pubblica.

Le seconde perché talvolta usate disinvoltamente

La tutela Giurisdizionale dei Diritti e degli Interessi Legittimi.

Il Principio di Legalità porta con sé quanto prescritto dall’ art. 113 contro gli Atti della Pubblica

Amministrazione è sempre ammessa la tutela Giurisdizionale degli interessi legittimi e dei diritti.

In Italia vige un Sistema Dualistico di Giustizia Amministrativa che il costituente non ha voluto

eliminare.

Se il soggetto colpito da un atto amministrativo risarcimento del danno.

vede leso un proprio Diritto Soggettivo, la

competenza è del Giudice Ordinario, questi non Se viene scalfito un interesse legittimo la

può annullare l’Atto Amministrativo impugnato, competenza è del Giudice Amministrativo che

può annullare l’atto.

ma può solo disapplicarlo e procedere al

Accanto ai Rimedi Giurisdizionali esistono Rimedi Amministrativi detti anche paragiurisdizionali.

Si tratta di quei ricorsi che il soggetto leso può esperire rivolgendosi:

stessa amministrazione che ha emanato l’atto

-Alla

superiore gerarchico dell’autorità che ha emanato l’atto

-Al

Il primo si chiama RICORSO IN OPPOSIZIONE.Il secondo si chiama RICORSO GERARCHICO.

CAP 14: LE GARANZIE GIURISDIZIONALI

Per garantire l’armonia e la pace interna di un Gruppo Sociale, potenzialmente minacciate da

contrasti tra Consociati e da comportamenti individuali, è sempre stata prevista nelle forme e con i

nomi più diversi, la presenza dei GIUDICI. Figure preposte al compito di garantire l’osservanza

delle regole della convivenza sociale.

La Funzione Giurisdizionale possiede due prospettive essenziali:

PROFILO SOGGETTIVO PROFILO OGGETTIVO

Si individua l’esercizio della Funzione Non si dà rilevanza tanto allo status del soggetto

che decide, quanto al fatto che l’attività svolta si

Giurisdizionale ogni qual volta determinate

attività sono attribuite alla competenza degli caratterizza perché oggettivamente

appartenenti al corpo giudiziario, dando così giurisdizionale.

maggior rilievo alla natura del soggetto cui spetta

la decisione.

FUNZIONE solo alla legge

GIURISDIZIONALE FUNZIONE ESECUTIVO-

Funzione statale diretta alla AMMINISTRATIVA

applicazione della legge per FUNZIONE LEGISLATIVA Ha il compito di dare esecuzione

risolvere un conflitto o una Ha il compito di creare le a norme di legge attraverso

l’adozione di Atti e

controversia esercitata da parte disposizioni legislative, la sua

di un soggetto terzo vincolato espressione tipica è la Legge Provvedimenti Amministrativi

Il Giudice deve essere PASSIVO nel senso che non sta al giudice promuovere l’azione, deve essere

TERZO perché se tale non fosse non sarebbe accettato dalle parti, deve essere VINCOLATO solo

alla legge perché non deve ricevere istruzioni né dettare lui stesso il parametro in base al quale

decidere la controversia che ha davanti.

A seconda del tipo di Giurisdizione diversi sono NOME e RUOLO delle PARTI IN CAUSA con

riferimento al soggetto che inizia l’azione e a quello che la subisce o la contrasta, si chiamano:

ATTORE E CONVENUTO nel PUBBLICO MINISTERO e RICORRENTE e RESISTENTE

Processo Civile IMPUTATO nel Processo Penale nel Processo Amministrativo

Tipica espressione dell’esercizio della Funzione Giurisdizionale è la SENTENZA, l’atto

processuale del giudice con il quale questi risolve la questione sottoposta alla sua attenzione, mentre

si chiamano ORDINANZA e DECRETO gli Atti del giudice che non definiscono il procedimento,

ma ne regolano lo sviluppo. LA GIURISDIZIONE ORDINARIA

La Funzione Giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme

sull’ordinamento giudiziario, i GIUDICI ORDINARI hanno una giurisdizione generale in materia

civile e penale. Corte di Cassazione

(E’ posta al vertice, con sede a Roma, giudice collegiale di legittimità articolato in diverse sezioni

è quella di assicurare l’Uniforme Interpretazione

civili e penali. Tra le sue funzioni fondamentale

della Legge. Decide intorno ai singoli casi concreti ad essa sottoposti laddove vi tenga che il giudice

abbia interpretato in modo non corretto la legge, può disporre l’annullamento della sentenza,

al Giudice di Merito, in modo che questo può applicare l’interpretazione corretta della

rinviando

legge quale individuata dalla Corte di Cassazione)

Distretti Giudiziari Giudici di Primo e Secondo Grado

L’organizzazione della Giustizia ordinaria ha una L’organizzazione della Giustizia Ordinaria ha una

dimensione orizzontale, di diffusione sul dimensione verticale interna ad ogni singolo

territorio nazionale. ufficio territoriale nonché tra gli uffici di un

determinato distretto.

MATERIA CIVILE MATERIA PENALE

Per le cause in materia civile sono previsti: Per le cause in materia penale sono previsti:

GIUDICE DI PACE GIUDICE DI PACE

Ha una competenza limitata a cause minori e le Ma solo per reati minori, le cui decisioni sono

sue sentenze si impugnano presso il Tribunale appellabili presso il Tribunale

TRIBUNALE TRIBUNALE

A seconda dei casi può decidere in composizione Giudice di primo grado, le sue decisioni sono

appellabili presso la Corte d’Appello

monarchica o collegiale (3 giudici) e le sue

si impugnano presso la Corte d’Appello CORTE D’APPELLO

sentenze CORTE D’APPELLO Giudice collegiale di 2°grado

Giudice collegiale di secondo grado

REATI PIU’ GRAVI

Vi sono: TRIBUNALI, CORTI D’APPELLO

A questi si affianca la CORTE D’ASSISE

Le cui decisioni possono essere appellate in secondo grado presso la

CORTE D’ASSISE D’APPELLO.

Sono organi collegiali caratterizzati dal fatto che a fianco di 2 giudici di carriera siedono 6 giudici

popolari, cittadini dotati di determinati requisiti di capacità, estratti a sorte e tenuti ad esercitare tale

funzione.

La distribuzione del lavoro tra i diversi giudici è attuata in base al CRITERIO DELLA

COMPETENZA per cui a seconda della tipologia del caso, è previsto che il processo si svolga

presso un giudice piuttosto che un altro.

QUESTI SONO TUTTI MAGISTRATI CON FUNZIONI GIUDICANTI.

Accanto ai magistrati con FUNZIONI GIUDICANTI si collocano: magistrati con FUNZIONI

REQUIRENTI, questi sono i magistrati del Pubblico Ministero. Vi è:

Una PROCURA DELLA Una PROCURA GENERALE presso la CORTE DI

REPUBBLICA (presso ogni DELLA REPUBBLICA CASSAZIONE

d’Appello)

Corte Una PROCURA GENERALE

Il compito dei Magistrati con Funzioni Requirenti non è quello di giudicare una controversia, ma

perseguire l’interesse generale della Giustizia.

L’art.102 fa divieto di istituire Giudici Straordinari, giudici creati dopo l’accadimento del

comma 2

fatto da giudicare, o giudici speciali, cioè giudici con competenze ritagliate in base agli interessi o

alle materie in questione. LE GIURISDIZIONI SPECIALI

E’ la stessa Costituzione a prevedere alcune Giurisdizioni Speciali:

-La GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA

I Giudici amministrativi storicamente hanno competenza per le controversie che vedono coinvolta

la Pubblica Amministrazione. Hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della Pubblica

Amministrazione degli interessi legittimi e anche dei diritti soggettivi.

Quando all’organizzazione territoriale, sono previsti i Tribunali Amministrativi regionali, articolati

in sezioni (?) distaccate all’interno della stessa regione, questi sono Giudici Collegiali competenti in

primo grado le cui sentenze sono appellabili presso il Consiglio di Stato.

-LA GIURISDIZIONE CONTABILE

I Giudici contabili hanno una giurisdizione riservata in materia di contabilità pubbliche e nelle altre

specificate dalla Legge, attualmente giudicano sulla Responsabilità Amministrativa e Contabile di

amministratori, impiegati delle pubbliche amministrazioni.

Sono inoltre devoluti alla loro competenza i giudizi in materia di Pensioni. La Corte dei Conti si

articola in sezioni giurisdizionali regionali in ogni regione competenti in primo grado, le cui

decisioni possono essere appellate alle Sezioni Giurisdizionali Centrali.

-LA GIURISDIZIONE MILITARE

I Tribunali Militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge, in tempo di pace

hanno giurisdizione soltanto per i reati commessi dagli appartenenti alle Forze Armate.

Garante dell’ordinato svolgersi di tutte le attribuzioni delle diverse giurisdizioni è la CORTE DI

CASSAZIONE, ad essa spetta da un lato dirimere i conflitti di competenza tra i diversi giudici

ordinari e dall’altro i Conflitti di Giurisdizione tra Giudici Ordinari e Giudici Speciali.

LA MAGISTRATURA

Costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere, questo principio è rafforzato

dall’ulteriore garanzia in base alla quale i GIUDICI SONO SOGGETTI SOLTANTO ALLA

LEGGE.

All’interno dell’Ordinamento Costituzionale Italiano vi è il principio della separazione dei Poteri e

giudiziaria dagli altri poteri dello Stato, specialmente dal

della necessaria indipendenza dell’autorità

Potere esecutivo

previsto che i Magistrati siano nominati solo dopo il superamento di un PUBBLICO

-E’

CONCORSO che garantisca imparzialità e un grado elevato di selezione tecnica

-La nomina dei Magistrati Onorari, non inseriti cioè nella carriera burocratica giudiziaria e non

legati da un rapporto di pubblico impiego con lo Stato, ai quali affidare sia compiti sia giudicanti sia

requirenti

Sono Magistrati Onorari i GIUDICI DI PACE, è prevista la possibilità di nominare come

CONSIGLIERI DI CASSAZIONE per meriti insigni, i professori ordinari di università in materie

giuridiche e avvocati che abbiano 15 anni di esercizio della professione alle spalle.

AUTONOMIA INDIPENDENZA

E’rafforzata dalla garanzia della loro Va considerata sotto 2 profili: esterna le

inamovibilità, non possono essere dispensati o -con riguardo all’indipendenza

sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o osservazioni dimostrano che il costituente ha

funzioni se non a seguito di decisione del voluto garantire una notevole autonomia del

Consiglio Superiore della Magistratura potere giudiziario da indebite interferenze di altri

poteri.

-sotto il profilo interno si rilevano rapporti tra i

magistrati all’interno dell’ordine giudiziario.

Una posizione particolare è quella dei magistrati del Pubblico Ministero. La Costituzione prevede

che siano stabilite apposite garanzie di indipendenza: il Pubblico Ministero gode delle garanzie

sull’ordinamento giudiziario.

stabilite nei suoi riguardi delle norme

Particolari condizioni di indipendenza sono assicurate anche agli appartenenti alle Giurisdizioni

speciali in considerazione della possibile continuità con il potere esecutivo.

IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

E’ l’organo cui l’ART.105 affida il compito di occuparsi delle assunzioni, delle assegnazioni, dei

trasferimenti, promozioni o provvedimenti nei confronti dei magistrati ordinari, è l’organo dal quale

dipende tutta la camera del magistrato.

Ha una composizione mista:

-3 componenti di Diritto: il Presidente della Repubblica che lo presiede; il primo presidente della

Corte di Cassazione e il procuratore generale presso la stessa

-I componenti elettivi: 2 terzi, chiamati membri togati, sono eletti da tutti i magistrati ordinaria

-I componenti elettivi: 1 terzo, chiamati membri laici, sono eletti dal Parlamento in seduta comune

tra professori ordinari in materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di professione.

Il CSM:

-Elegge tra i membri eletti dal Parlamento un Vicepresidente, il quale esercita le attribuzioni

affidategli dalla legge e tutte quelle che il Presidente della Repubblica gli delega.

-Opera attraverso Commissioni che si occupano di specifiche competenze tra le quali assumono un

ruolo particolarmente importante la Commissione per il Conferimento degli Incarichi Direttivi e la

Sezione Disciplinare

deve essere considerato una sorta di Piccolo Parlamento della Magistratura ma è l’organo che

-Non

(a tutela dell’autonomia e indipendenza, ma anche della non separatezza corporativa della

magistratura) si occupa dei Concorsi in vista delle Assunzioni, Assegnazioni di uffici e sede, delle

promozioni e dei trasferimenti di ufficio e sede, dell’attribuzione degli incarichi direttivi e delle

sanzioni disciplinari.

Tali attribuzioni devono coordinarsi coi poteri del Ministro della Giustizia il quale è competente in

materia di organizzazione e funzionamento dei servizi giudiziari. Il Ministro possiede un sostanziale

potere di richiesta in relazione ai provvedimenti del CSM in materia di camera e stato giuridico dei

magistrati, ma la competenza ad adottare i relativi provvedimenti spetta esclusivamente al CSM.

pareri al ministro sui disegni di legge concernenti l’Ordinamento

-Dà funzione di decidere l’eventuale

Il CSM opera attraverso Corte di Cassazione cui spetta il

potere di promuovere l’Azione

commissioni che si occupano di irrogazione delle sanzioni

specifiche competenze tra le previste dalla legge, nei disciplinare.

quali assumono un ruolo confronti dei singoli magistrati

particolarmente importante la giudicati responsabili di Al Presidente spetta decretare lo

Commissione per il comportamenti contrari ai doveri scioglimento del Consiglio,

d’ufficio.

Conferimento degli incarichi sentito anche i pareri dei

direttivi e la Sezione La procedura può scaturire sulla presidenti delle Camere, qualora

Disciplinare. base di una richiesta di un ne sia impossibile il

Ministro della Giustizia o del funzionamento.

La Sezione Disciplinare ha la Procuratore Generale presso la

L’assetto delineato dalla Costituzione per la Magistratura Ordinaria ha rappresentato un modello per

rassicurare l’autonomia e l’indipendenza delle Giurisdizioni Speciali. Sono così stati istituiti:

-Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa

-Il Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti

-Il Consiglio della Magistratura Militare

I PRINCIPI COSTITUZIONALI DEL PROCESSO

Il fondamento di un Sistema Giudiziario autonomo e indipendente, accanto alle forme organizzative

e alle garanzie, è anche nelle disposizioni costituzionali che dettano i PRINCIPI

COSTITUZIONALI fondamentali in tema di Processo.

Tali norme tendono a far si che lo svolgimento dell’Attività Giurisdizionale sia sempre rivolta alle

sue finalità principali:

-da un lato la tutela delle situazioni giuridiche soggettive dei cittadini

il perseguimento dei responsabili di comportamenti delittuosi

-dall’altro

Ciò che deve essere assicurato nella fase che precede l’instaurazione di un giudizio viene ribadito

anche in relazione alla fase successiva quella processuale attraverso la Garanzia del Diritto di

Difesa.

In questo quadro si colloca il principio del Un altro Strumento di Garanzia è l’Obbligo di

Giudice Naturale precostituito per legge.

L’ ART.111 contiene i principi del GIUSTO Motivazione dei provvedimenti giurisdizionali.

PROCESSO. Ad integrare la garanzia del diritto Attraverso tale disposizione si concretizza il

di Difesa viene specificato che ogni Processo si Diritto di Difesa perché è la motivazione stesa dal

svolge nel contraddittorio fra le parti, in Giudice che permette di controllare il

condizioni di parità, davanti al Giudice Terzo e ragionamento alla base della decisione.

Imparziale e che il Processo Penale è regolato dal L’importanza della Motivazione è determinata

principio del Contraddittorio nella Formazione

della Prova. dalla esistenza, nel nostro sistema giudiziario, di

un doppio grado di Giudizio che prevede quasi

La Legge deve assicurare tali diritti e deve altresì sempre la possibilità di sottoporre a un giudice

assicurare la Ragionevole Durata dei diverso, di secondo grado, la medesima questione

procedimenti Giudiziari, affinché processi troppo già risolta dal Giudice di primo grado.

lunghi non si trasformano in Denegata Giustizia. DEI MAGISTRATI

LA RESPONSABILITA’

Essendo legati da un rapporto di Pubblico Impiego con lo Stato anche gli appartenenti all’ordine

giudiziario hanno una Responsabilità di tipo Disciplinare per quanto attiene la loro condotta

professionale e le eventuali violazioni dei doveri derivanti dal loro ufficio.

Anche se non formalmente ricompreso tra le sanzioni di natura disciplinare può giocare un ruolo in

certa misura analogo il potere del CSM di trasferire un magistrato per incompatibilità ambientale.

Un provvedimento del genere è previsto quando i magistrati per qualsiasi causa, anche indipendente

da loro colpa, non possono, nella sede occupata, svolgere le proprie funzioni con piena

indipendenza e imparzialità.

Diverso è il caso delle altre forme di Responsabilità Giuridica da parte di magistrati.

Essi sono responsabili penalmente di ogni reato che commettono nell’esercizio delle loro funzioni,

mentre dal punto di vista civilistico la questione della loro Responsabilità in relazione ai danni

ingiusti eventualmente provocati in violazione dei diritti dei singoli si pone in termini più

complessi.

Chiunque abbia subito un DANNO INGIUSTO per effetto di un comportamento, di un atto, di un

provvedimento giudiziario posto in essere dal Magistrato con Dolo o Colpa Grave nell’esercizio

delle sue funzioni ovvero per Diniego di Giustizia, cioè omissione di atti dal proprio ufficio

nonostante l’istanza di parte, può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni. Tale

forma di Responsabilità riguarda le ipotesi di comportamenti volontari (dolosi) o non volontari ma

di consistente gravità (colpa grave).

L’unica forma di responsabilità in senso lato politica cui i magistrati possono essere sottoposti è la

all’opinione pubblica in

Responsabilità Politica Diffusa, e cioè il potere di critica riconosciuto

relazione alla condotta di chi ricopre pubbliche funzioni, non essendo prevista una sede istituzionale

di controllo dell’opportunità politica delle decisioni dei singoli magistrati.

La Riforma dell’Ordinamento Giudiziario

Nel Luglio del 2005 per iniziativa del governo di centro-destra, ministro Castelli, il Parlamento

approvò un’ampia riforma dell’Ordinamento Giudiziario con la quale furono modificate molte

disposizioni. L’equilibrio tra merito ed anzianità ai fini delle

La Gerarchizzazione

all’interno delle procure è risultata non eliminata promozioni è stato di nuovo spostato in modo da

ma attenuata. Il ruolo del CSM è tornato centrale tener conto prima di tutto della seconda.

e non più ridimensionato con particolare La Corte Costituzionale ha affermato che la

riferimento alla gestione e al ruolo della Scuola di Costituzione consente al legislatore ordinario non

solo di vietare l’iscrizione formale a un partito,

Formazione dei Nuovi Magistrati. ma anche di precludere ai magistrati l’organico

Il passaggio da funzioni giudicanti a requirenti e

viceversa è stato limitato. schieramento con una delle parti politiche in

gioco.

L’ordinamento giuridico vigente sembra essersi assestato su un equilibrio normativo, certamente

molto complesso e particolarmente contorto.

CAP. 15 LA CORTE COSTITUZIONALE

E’ il custode della Costituzione; mentre il Presidente della Repubblica nell’architettura

costituzionale è il punto di riferimento del potere dello Stato e ha il compito di sorvegliare che

l’equilibrio costituzionale sia costantemente mantenuto nel nostro ordinamento, la Corte

Costituzionale (organo di chiusura del sistema) protegge la Costituzione.

COSTITUZIONE: E’un atto politico, è la scelta fondamentale che il popolo si è dato per la propria

convivenza ma è anche Fonte del Diritto che si trova al vertice della scala gerarchica.

La Corte Costituzionale tutela tutti questi aspetti della Costituzione e lo fa sia nel Sindacato di

legittimità costituzionale, sia nel sindacato di conflitti di attribuzione, sia nel sindacato sulla

ammissibilità del Referendum Abrogativo.

Il nostro modello di GIUSTIZIA COSTITUZIONALE è un modello accentrato (solo un organo),

non diffuso (gli altri ordinamenti sono diffusi, cioè ciascun giudice è competente a verificare

eventuali contrasti fra norma che sta per applicare e la Costituzione) e successivo, si verifica nella

fase in cui la norma è già entrata in vigore però nel momento in cui si richiede l’applicazione di

essa.

803 (?) La Giustizia Costituzionale nasce negli Stati Uniti dopo la sentenza MARBURY VS

MADISON, quando il giudice Marshall con tale sentenza crea la protezione costituzionale e cioè la

Giustizia Costituzionale.

Le forme fondamentali di Garanzia della Costituzione sono:

-il procedimento di revisione costituzionale -la giustizia costituzionale

STRUTTURA

La Corte Costituzionale è un organo formalmente giurisdizionale, custodisce non solo l’Atto fonte

Costituzionale ma anche la Forza politica della Costituzione, così come essa compare nel testo

costituzionale.

E’ un organo che rispetto ai Giudici ha una maggiore discrezionalità, mentre la magistratura è

interprete della legge ed i criteri interpretativi non danno margini di discrezionalità, la Corte

Costituzionale proprio perché interpreta la norma costituzionale deve avere maggiore discrezione.

INTERPRETAZIONE:E’ astrarre o estrarre dalla disposizione una norma.

COMPOSIZIONE

La Corte Costituzionale è composta da 15 giudici che sono nominati:

-per un terzo dal Presidente della Repubblica

-per un terzo dal Parlamento in seduta comune

-per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrative

Le supreme magistrature scelgono 5 magistrati ma anche avvocati, professori universitari, altri

soggetti che possono avere titolo per essere giudici costituzionali.

Dei giudici delle magistrature superiori, 3 sono eletti dai magistrati della Corte di Cassazione, 1 da

quelli del Consiglio di Stato e 1 da quello della Corte dei Conti

La Corte Costituzionale come organo politico

La Corte Costituzionale non fa politica, non adopera i suoi poteri per perseguire le finalità che non

sono quelle della vera tutela della Costituzione.

Le scelte dei giudici costituzionali, specie quella da parte del Parlamento in seduta comune, sono

scelte politiche ed inoltre 3 giudici sono scelti dalla maggioranza parlamentare e 2 giudici dalla

minoranza. Si tiene conto delle forze politiche presenti in Parlamento.

Questi discorsi vengono meno però quando i giudici entrano a far parte della Corte Costituzionale.

I GIUDICI COSTITUZIONALI

Il mandato dei giudici costituzionali dura 9 anni dalla data del giuramento, il presidente della corte

costituzionale è eletto dai suoi componenti per 3 anni ed è rieleggibile.

Quanto allo STATUS di Giudice Costituzionale, la Costituzione stabilisce che il relativo ufficio è

incompatibile con la carica di parlamentare, di consigliere regionale, ecc.

Anche i Giudici Costituzionali godono di Immunità, Inamovibilità (non possono essere trasferiti

dalla Corte Costituzionale ad altro organo), Insindacabilità (non possono essere chiamati a

rispondere per opinioni espresse o voti dati durante l’esercizio delle funzioni) ed Inviolabilità.

Un magistrato non può procedere nei confronti di un giudice costituzionale.

E’ la stessa Corte Costituzionale che valuta se ci si trovi o meno durante l’esercizio delle funzioni. Il

magistrato che non è d’accordo potrebbe anche sollevare un conflitto di attribuzioni contro la stessa

Corte Costituzionale.

Oggi però c’è una convenzione secondo la quale i Giudici Costituzionali non parlano, né rilasciano

interviste, non sono rivelatori di tematiche che possono disvelare il proprio ordinamento su certe

tematiche.

La Corte Costituzionale è competente a giudicare ( ART.134):

-sulle controversie relative alla Legittimità Costituzionale delle Leggi e degli atti aventi forza di

legge dello Stato e delle leggi delle regioni

-sui conflitti di Attribuzione tra i poteri dello Stato e tra lo Stato e le regioni ovvero tra le regioni

-sulle Accuse promosse dal Parlamento in seduta comune contro il Presidente della Repubblica in

caso di alto tradimento o attentato alla Corte sull’Ammissibilità delle richieste del Referendum

Abrogativo.

Il metodo di lavoro è improntato al principio di collegialità, alla decisione della questione, che deve


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Pubblico,basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Corso di Diritto pubblico di Barbera, Fusaro, in cui gli argomenti trattati nel testo sono: le regole del diritto pubblico, l'ordinamento giuridico, lo Stato,ordinamento internazionale,unione europea, le fonti del diritto,i diritti fondamentali,organizzazione e esercizio del potere politico,sovranità popolare,parlamento,presidente della repubblica,governo,ordinamenti regionali e locali,pubbliche amministrazioni,garanzie giurisdizionali,giustizia costituzionale,ordinamento italiano e la sua evoluzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (BARI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aricciardulli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Guarini Cosimo Pietro.

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