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Diritto pubblico

Divisione del diritto

Il diritto si divide in due macroaree: diritto pubblico (regole che disciplinano il rapporto tra un soggetto e la pubblica amministrazione → le regole del diritto pubblico non sono derogabili. C’è un soggetto amministrativo, es. lo Stato, che effettivamente sta sopra alle persone coinvolte) e diritto privato (regole che disciplinano i rapporti tra privati. Ha sia leggi certe che regole decise dai privati → è un diritto derogabile tra le parti).

Organizzazioni del diritto

Il diritto ha due tipi di organizzazioni:

  • Civil law (nostro, europeo tranne Inghilterra) che deriva dai romani, è un diritto con regole scritte. Il nostro diritto è solo scritto infatti quando c’è un processo e c’è una sentenza, sia in caso di innocenza che di condanna, il giudice deve citare le norme che ha usato. Dove sono le regole scritte? Nelle fonti del diritto. Il sistema delle fonti del diritto è un sistema gerarchico/piramidale.
  • Common law (inglese/americano) non ha codici, non è scritto e si ricava da un caso precedente: 'Smith è innocente perché nel 1967, Tom era stato dichiarato innocente avendo commesso la stessa azione'.

Fonti del diritto

È un sistema piramidale, gerarchico fatta scala in cui chi sta più in alto prevale. Al vertice c'è la Corte costituzionale che conserva ed esprime tutti i principi giuridici che devono essere rispettati dalle norme e dalle classi inferiori. Quello che c'è nella costituzione orienta/coordina il Parlamento che per derogare una legge deve rispettare ciò che è scritto nella costituzione. Se una norma non rispetta la costituzione, la Corte costituzionale cancella la legge. I principi contenuti nella costituzione sono insuperabili, cioè non possono essere in nessun modo violabili. La costituzione è stata scritta nel 1946 ed è entrata in vigore nel 1948. È un documento scritto in chiave chiaramente antifascista. Al centro c'è l'uomo egli si devono riconoscere dei diritti. Quando due leggi sono sullo stesso piano a livello gerarchico, prevale quella successiva rispetto a quella precedente.

Articoli della costituzione

I primi 12 articoli della costituzione non possono essere modificati, neanche con le leggi; infattila prima parte della costituzione parte dall'articolo 12.

Articolo 1: L’Italia è una repubblica democratica. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. Nel 1948 viene scritta una costituzione (liberale e l’uomo ha la sovranità ed ha dei diritti. Primacomposta da 139 articoli) in chiave antifascista → c’era lo statuto albertino, emanato da Carlo Alberto, ed adottato nel 1961, quando ci fu l’unione d’Italia. Era uno statuto liberale.

Mussolini cambiò la gerarchia delle leggi, cioè in caso di conflitto tra due leggi, prevale sull’altra la legge più recente. Questo fu possibile grazie alla flessibilità dello statuto albertino; mentre la costituzione del 48 è rigida e per cambiare una legge è necessario un procedimento aggravato (da gravis=pesante) molto complesso.

La costituzione è composta da:

  • Art. 1-12: Principi fondamentali
  • Prima parte della costituzione art. 13-54: Diritti e doveri dei cittadini
  • Seconda parte art. 55-139: Ordinamento della repubblica

Articolo 2: (aspetto formale) si riconoscono i diritti inviolabili dell’uomo (aspetto formale) → non si specifica per dare più spazio di aggiungere diritti nuovi (contenuto materiale). Clausola aperta = riconosco diritti che ancora non sono riconosciuti es. privacy e transessualismo che è un contenuto materiale molto ampio. Assoluto ma nell’applicazione.

Articolo 3: Principio di uguaglianza. I comma: È un principio relativa. Vi è distinzione tra soggetti diversi → differenziazione → distinzione legittima. E tra soggetti uguali → discriminazione → distinzione illegittima. A valutare la differenza tra differenziazione e discriminazione è la corte costituzionale che accetta le leggi legittime e elimina quelle illegittime (solo a volte utilizza sentenze adottive cioè aggiunge qualcosa alla norma) che a sua volta possono essere suddivise in discriminazione (quando due soggetti uguali sono trattati in modo diverso) e omologazione (quando due soggetti diversi sono trattati in modo uguale). Il principio di uguaglianza è il principio nel quale gli elementi di distinzione si rifanno al principio di ragionevolezza. Es. se il principio è la gravidanza siamo diversi se invece è lo stipendio no. II comma: lo stato deve eliminare gli ostacoli di ordine economico e sociale es. sanità pubblica, scuola primaria. Non è cosi scontato. Negli stati liberi c’è uno stato liberale, il primo comma c’è, il secondo no. In caso di una parte illegittima della legge, la corte costituzionale, adopera sentenze adottive, cioè aggiunge qualcosa alla legge.

Articolo 4: Tutela del lavoro: diritto e dovere al lavoro. Questo articolo ha una funzione programmatica, e non è un diritto prescrittivo. Io ho un diritto e lo stato cerca di fare in modo di realizzarlo, ma avere il diritto a lavoro non vuol dire che troverò lavoro per forza. Se fosse un diritto prescrittivo dovrei assolutamente trovare lavoro. Il diritto al lavoro è negli articoli principali poiché il diritto al lavoro è funzionale al sistema. Lo stato con l'articolo 4 dice poi che non tutti i lavori sono uguali. Gli insegnanti di scuola media superiore possono fare sciopero e gli alunni starebbero a casa, ma se a scioperare sono i medici l'ospedale rimarrebbe chiuso, e questo non è possibile. Ogni lavoro può avere una funzione sociale, una conseguenza rispetto alla società. Il medico ha diritto di scioperare, ma non in blocco. Quando c'è uno sciopero il diritto del singolo deve tener conto della collettività.

Articolo 5: L'Italia è una repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali. Questo vuol dire che in Italia non si potrà utilizzare mai il federalismo. → principio di decentramento: il cittadino per ricevere determinati servizi, si reca nell’ufficio della propria città, non a Roma.

Articolo 6: Lo stato tutela le minoranze linguistiche.

Articolo 7: Disciplina il tema della laicità dello stato. L’Italia è uno stato laico. I costituenti del '48 fanno una scelta: lo stato italiano sarà uno stato laico, senza una religione prevalente e riconosce tutte le religioni. Prima del '48 era uno stato confessionale. Questo pone subito un primo problema: la religione cattolica era talmente radicata in Italia che c'erano più parrocchie che chiese. Erano più efficaci le istituzioni cattoliche che statali. Lo stato quindi era soggetto alla chiesa. Anche l'ospedale era cattolico, ed era sempre affianco alla chiesa. Le infermiere erano le suore. Infatti fino alla legge del '71 solo le donne erano infermiere. Oltretutto l'atteggiamento cattolico era critico: le persone erano fortemente attaccate alla religione, tanto che il primo partito fu la democrazia cristiana. Le frizioni con la chiesa avverranno con la scolarizzazione, con l'aumento di intelligenza del popolo. La prima frizione importante fu quella del '68 con la manifestazione delle donne.

Articolo 19: Della costituzione: qualsiasi persona può avere una propria religione a patto che sia aderente al buon senso e non inciti a crimini.

Articolo 10-11: L'Italia può partecipare ad organizzazioni internazionali. L'Italia è entrata da subito nell'Onu, e ha fatto parte fin da subito anche dell'UE. L'organizzazione internazionale può fare leggi che valgono anche in Italia. Da appunti 10: l’Italia si conforma alle norme del diritto internazionale. 11: lo stato italiano ripudia la guerra come sistema di offesa e l’ordinamento deve assicurare la pace tra le nazioni promuovendo le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo es. ONU.

Articolo 12: La bandiera italiana (tricolore).

Revisione della costituzione

Come si può revisionare la costituzione? La modifica della costituzione è piuttosto grave (pesante), perché si vanno a cambiare delle regole fondamentali. Era possibile che nel tempo si potesse avere la necessità di cambiare la costituzione. Quando bisognava cambiare la costituzione bisognava sapere che col 50% di voti a favore si poteva cambiare la costituzione. Ora invece si può cambiare una costituzione in una maniera molto più complicata. Una legge si può cambiare con la maggioranza, la costituzione no.

Articolo 138: Per cambiare la costituzione occorre una doppia votazione a un intervallo non inferiore ai 3 mesi. Votano la camera e il senato, si aspettano 3 mesi e poi si rivota. Se entrambe le volte si raggiunge la maggioranza si può cambiare la costituzione. Questo è dato dal diritto di ravvedimento. Questo è dato dal fatto che i parlamentari devono essere sicuri di ciò che stanno votando. I parlamentari, infatti, molte volte votano ciò che gli dice il partito. Diritto di ravvedimento e lo schema: i parlamentari molte volte votano in base al proprio partito. Quando si vota i parlamentari scelgono lo schema dato dal partito, anche senza sapere che legge stia votando. Dopo 3 mesi si vota nuovamente, e nella seconda votazione non occorre la sola maggioranza assoluta, ma occorre la maggioranza qualificata. Maggioranza assoluta = 50%+1 (per votare una qualsiasi legge). Maggioranza qualificata = 2/3 (per modificare la costituzione).

Se ci fosse solo il 50%+1 la maggioranza in carica può cambiare da sola le regole. Quindi anche una parte dell'opposizione deve essere d'accordo, e se l'opposizione vota a favore esso vorrà dire che va bene per tutti. Se non si raggiungono i 2/3 ma solo la maggioranza assoluta la parola passa ai cittadini, con un referendum popolare, con una richiesta dei cittadini di referendum costituzionale. Non tutta la costituzione può essere modificata; i principi fondamentali non possono essere modificati. Le modifiche avvengono tramite passaggi complessi essendo la costituzione rigida.

Articolo 139: La forma repubblicana non può essere cambiata.

Piramide della costituzione

È un sistema gerarchico.

  • Primo livello: Costituzione (contiene tutti i principi contenuti dalle fonti minori e non può essere superata da altre leggi).
  • Secondo livello: Fonti primarie. L'unione europea nel 57 (la costituzione è stata fatta nel 48) fece i regolamenti e direttive. Non si sapeva quindi dove collocare questi regolamenti e direttive, poiché se fossero stati messi alla pari della costituzione prevarrebbe l'ordine cronologico, ma non potevano essere messi neanche al disotto. Se li mettessimo alla pari delle fonti primarie prevarrebbe l'ordine cronologico, e quindi se l'UE facesse una regola scavalcherebbe la nostra costituzione poiché sarebbero più recenti. Quindi furono messe in un nuovo livello: i regolamenti e le direttive (ovvero le fonti e il diritto europeo) sono sub costituzionali e ultra primarie. Quindi staranno sotto la costituzione ma sopra le leggi ordinarie.

Cosa sono i regolamenti e le direttive? Fonti dell’unione europea. Italia fa parte dell'unione europea perché ha aderito allo statuto europeo che è un po’ la costituzione dell'unione europea. L'unione europea si basa e si fonda sulla libera circolazione di persone, beni e servizi. UE = libera circolazione di persone, merci (beni), professioni (servizi)/prestazioni. Se voglio aprire un locale a Monaco ho le stesse imposizioni di un tedesco. Se prendo una merce dagli stati uniti devo pagare i dazi doganali.

L'UE oltretutto ha messo in atto delle restrizioni per la vendita di prodotti per equilibrare i paesi al proprio interno. Lo stato europeo venne accettato dagli stati membri perché conforme allo statuto dello stato quindi i regolamenti e le direttive sono conformi allo statuto europeo e non possono essere anticostituzionali.

Importanza delle fonti dal più importante al meno importante

  • Costituzione
  • Regolamenti e direttive (UE)
  • Fonti primarie
  • Fonti secondarie

Con i regolamenti l'UE vincola gli stati membri nei fini e nei mezzi, mentre con le direttive vincola gli stati membri solo nei fini lasciando gli stati membri liberi di individuare i mezzi. Quando l'UE impone gli obiettivi imponendo mezzi tutti uguali fa un regolamento, quando impone un obiettivo senza indicare i mezzi da utilizzare, questa è una direttiva, e ogni paese può individuare i mezzi per essa più vantaggiosi. La direttiva è meno vincolante perché vincola solo il fine. Il mezzo lo puoi scegliere ma obbliga lo stato a dire, tramite una legge, come arrivare al fine. Se non lo dice: infrazione.

Procedimento di infrazione

L'UE contesta a uno stato l'utilizzo dei mezzi utilizzati dal paese. Direttiva-vincolante dei regolamenti. Però lo stato deve specificare con una legge i mezzi; se non raggiungi i fini → processo di infrazione e devo pagare una multa. Se non paghi la multa → 2o infrazione. Se continui a non pagare → espulsione dall’unione europea.

Fonti primarie

Legge del Parlamento (legge ordinaria): Il parlamento è diviso in due camere: camere dei deputati e senato (art. 70: la funzione legislativa è esercitata da tutte e due le camere). Questo si dice bicameralismo perfetto: ogni cosa che avviene in una camera avviene anche nell'altra.

Articolo 71: iniziativa legislativa

L'iniziativa delle leggi appartiene al governo collettivamente (l'organo politico (la maggioranza)), può arrivare da ogni singolo membro della camera del senato e dei deputati, e porta il nome del deputato che la propone. Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori (cittadini maggiorenni), di un progetto redatto in articoli. La legge viene votata dai deputati o dai senatori che possono anche stravolgerla. Spesso le leggi però sono molto tecniche. Ogni camera ha 13 commissioni (divise per macroaree, come salute, finanza..) delle quali fanno parte i parlamentari in proporzione all'aula. → per fare leggi in cui non sono competenti chiamano gli specialisti in audizione. Queste commissioni possono lavorare in 3 modalità diverse: referente, redigente, deliberante. Nella referente tutto avviene in aula, quindi la commissione ha solo valore istruttorio (esempio: chiama gli esperti). Poi passa tutto a camera e senato, che votano prima articolo per articolo, poi fanno il voto finale.

Redigente: la votazione articolo per articolo avviene nella commissione (20 persone), e dopodiché il testo viene mandato all’aula (camera e senato) solo per il voto finale. Deliberante (solo leggi di poca importanza): si fa sia la parte istruttoria, sia articolo per articolo, sia voto finale in commissione. Una volta che il testo viene votato va all’altra camera e si avrà lo stesso meccanismo. Appena c’è la votazione bisogna vedere se entrambe le camere hanno votato lo stesso identico testo (→ meccanismo navetta che va avanti fino a quando le due camere non votano uguale). La legge poi verrà mandata al presidente della repubblica, che se dichiara giusta la legge la firma, se no la rimanda indietro per modificarla. Se il parlamento non è d’accordo con lui glielo rimanda indietro uguale a prima, e il presidente della repubblica deve approvarla per forza, se no commette attentato alla costituzione. Successivamente nei 15 giorni seguenti c’è la vacatio legis, un periodo in cui la nuova legge viene pubblicata sulla gazzetta ma non è ancora efficace. Questo serve perché il diritto non ammette ignoranza, forse la legge non la conosciamo ma avremmo potuto conoscerla, poiché la legge era stata pubblicata da 15 giorni nella gazzetta. Ci sono poi leggi che, per la loro importanza, vengono rese operanti il giorno dopo la pubblicazione.

Per le leggi tecniche vengono chiamati esperti del settore, che esprimeranno il proprio parere. La conclusione poi verrà dibattuta e trasferita in legge. Questo serve a sopperire un paradosso: se noi dicessimo che ai parlamentari si chieda la professionalità dovremmo dividere i parlamentari in base al loro titolo, questo andrebbe contro alla democrazia, poiché i parlamentari verrebbero scelti tra un ristretto numero di persone, tra un'elite. Questo porterebbe a un'oligarchia.

Schema su fonti primarie

  • Legge ordinaria del Parlamento: 4 tipi di fonti primarie: proposta di legge fatta dall’intero governo, da 1 solo deputato o da 50 mila cittadini. La legge poi verrà votata in parlamento. 3 forme: referente, redigente, deliberante.
  • Decreto legge: fatto dal governo in situazioni di grande emergenza (di straordinaria necessità ed urgenza es catastrofi naturali) per velocizzare i tempi. Il decreto legge ha validità di 60 giorni, e non è reiterabile. Durante questi 60 giorni il decreto può essere convertito in legge dal parlamento, annullato prima del termine (negata conversione), oppure non convertito in legge. Il decreto legge non è reiterabile, ovvero non si può ripresentare lo stesso decreto. Una volta passati i 60 giorni, se non avviene la conversione in legge vera e propria, il decreto legge viene automaticamente annullato, decade → non ha vacatio legis. Se il Parlamento nega la conversione del decreto legge, comunque gli effetti che ha avuto mentre era in vigore rimangono legittimi. Tuttavia il Parlamento può regolare con leggi i rapporti giuridici scritti sulla base di decreti non convertiti (solo in corso di effetti reversibili).

Da miei appunti: art. 77 sul decreto legge (vacatio legis: 15gg per entrare in vigore). Il decreto legge è uno schema primario alla pari delle leggi del Parlamento. È un atto provvisorio (60gg). i decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro i 60 giorni.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martina-iraci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof D'Onofrio Paco.
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