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dal lato dello spazio geografico

dal lato della domanda e dell’offerta

Dal punto di vista del mercato geografico, secondo la commissione, “ IL MERCATO

AREA NELLA QUALE LE IMPRESE ACQUISTANO O FORNISCONO

RILEVANTE COMPRENDE L

PRODOTTI O SERVIZI E NELLA QUALE LE CONDIZIONI DI CONCORRENZA SONO SUFFICIENTEMENTE

;

OMOGENEE QUESTA AREA PUÒ ESSERE TENUTA DISTINTA DALLE ZONE GEOGRAFICHE CONTIGUE

”.

PERCHÉ IN QUESTE ULTIME CI SONO REGOLE DI CONCORRENZA SOSTANZIALMENTE DIVERSE

Il potere di mercato viene qui rapportato ad un’area geografica che ci permette di distinguere

tra un mercato Europeo e uno Statale e all’interno di questa la distinzione viene fatta in base

all’operatività delle imprese e alle condizioni di concorrenza.

Dal punto di vista del prodotto, si tratta di un mercato in cui si devono valutare tutti i

prodotti e servizi che sono considerati intercambiabili o sostituibili dal consumatore in

ragione dell’uso ai quali sono destinati. Si valuta cioè il prodotto in base alla sua possibilità di

essere sostituito da un altro prodotto in grado di soddisfare il medesimo bisogno anche in base

ai vari parametri:

a. funzione d’uso

b. stesse caratteristiche

c. stessi prezzi

Per valutare la sostituibilità sul versante della domanda la comunità suggerisce che occorre

individuare una gamma di prodotti in grado di soddisfare uno stesso bisogno (prodotti

fungibili) e valutare cosa accadrebbe se se si aumentasse il prezzo su uno di essi. La domanda

potrebbe spostarsi su un prodotto fungibile ma potrebbe anche accadere che la domanda si

ostini sul prodotto sul quale è aumentato il prezzo, nel secondo caso significa che non si ha

fungibilità della domanda o meglio del prodotto.

Per valutare la sostituibilità dal punto di vista dell’ offerta, la concorrenza deve essere

guardata dal punto di vista del produttore analizzando la capacità che un’impresa ha di

modificare il proprio processo produttivo senza affrontare rischi aggiuntivi per rispondere alle

esigenze di mercato.

Perciò dal lato dell’offerta bisogna valutare il potere del mercato e la sostituibilità del

prodotto. Se l’impresa è in grado di entrare sul mercato con un prodotto nuovo, questa

immissione comporta che l’imprenditore ha una posizione dei mercato forte. 13

Secondo la commissione “ IL MERCATO RILEVANTE COMPRENDERÀ TUTTI I PRODOTTI

’ ”. La comunicazione,

OFFERTA

SOSTITUIBILI SOTTO IL PROFILO DELLA DOMANDA E DELL

poi, analizza i vari criteri utilizzati per misurare il mercato, fra i quali il criterio più utilizzato

è quello caratterizzato dalle “ ”.

INFORMAZIONI DISPONIBILI

Queste informazioni sono raccolte anche presso le imprese e le imprese concorrenti e i

consumatori e servono per chi deve valutare il comportamento delle imprese ed

eventualmente sanzionarlo.

La comunicazione si conclude con il , impiegate in

CALCOLO DELLE QUOTE DI MERCATO

vari campi primo tra tutti per stabilire le sanzioni per le imprese che abbiano fatto intese

contrarie al mercato le quali si calcolano in base al potere di mercato sul dato mercato

rilevato. Occorre valutare anche il potere e il grado di potere (o quota di mercato che si

occupa) perché in base ad esso si applicherà la sanzione.

Per il calcolo delle quote si guarda soprattutto alle vendite che le varie imprese realizzano su

un determinato mercato rilevante. Risulta utile calcolare il volume degli affari e il valore delle

vendite; quindi per stabilire la quota di mercato si tiene conto dell’incidenza e

QUALITATIVA

delle vendite.

QUANTITATIVA

Articolo81

L’art 81 enuncia le regole di concorrenza di cui la prima e

fondamentale regola è il , regole che

DIVIETO DELLE INTESE

enuncia in modo secco nelle parte iniziale dell’articolo.

Questo articolo è rivolto alle imprese, le quali sono definite a livello comunitario in maniera

molto elastica prima di tutto perché la comunità non da mai la definizione letteraria

d’impresa, essa la si intende in via interpretativa dalle sentenze, dalle pronunzie della

commissione e dell’esperienza comunitaria in materia antitrust.

La comunità intende mantenere un modello di mercato concorrenziale, vuole mantenere un

modello di mercato che persegua molti obbiettivi e quindi si rivolge proprio a chi vi opera.

Le imprese, quindi, sono tutti quei soggetti che operano sul mercato; chi opera sul mercato in

modo concorrenziale sono coloro che svolgono attività professionali che svolgono quindi il

servizio di vendita – svendita, soggetti questi che svolgono attività di professionalità che

hanno i connotati della concorrenza. Questi vengono intesi come imprese, mentre non sono

intesi come imprese quegli organismi che non hanno il potere di decisione come, per esempio,

14

le di una perché, in questo caso, è la società madre ad avere il

SOCIETÀ FIGLIE SOCIETÀ MADRE

governo sulle decisioni degli affiliati.

La comunità poi ha rielaborato la nozione di “impresa” guardando al fenomeno

concorrenziale e agli effetti che i vari comportamenti possono dare. Per cui i soggetti che

operano in modo concorrenziale vengono considerati come “imprese” e i caratteri di esse si

possono desumere dall’effetto del comportamento illecito.

Atti collusivi

Secondo lo stesso articolo, le operazioni vietate ed incompatibili con il mercato in quanto

possono essere comportamenti collusivi sono:

a. Accordi con le imprese

b. Pratiche concordate

c. Decisioni di associazioni di imprese

.

A ACCORDI CON LE IMPRESE

In questo caso abbiamo una nozione d’accordo diverso da quello a cui siamo abituati a

pensare, perché in questo caso, l’accordo non ha nulla a che vedere con il contratto perché

anche se è un incontro di volontà, non necessita del requisito formale per concretizzarsi in

contratto.

L’accordo viene definito come gamma vastissima di attività o interventi che prevedono una

sorta di consenso su un determinato ed che si può determinare sul mercato.

OGGETTO EFFETTO

Esso si può vedere non da un contratto scritto, ma si desume da una serie di circostanze di

fatto (indizi) come per esempio, telefonate, fatture, indagini fatte anche dall’autorità garante.

La nozione, quindi, di accordo si desume ex post, attraverso indizi che possono portare a

vedere una collusione.

Qualunque tipo di accordo è valido anche quello basato sul o .

CONSENSO ACCORDO TACITO

Questi accordi sono difficilmente distinguibili dalle pratiche concordate, altra fattispecie di

atto collusivo indicata dall’art 81.

.

B PRATICA CONCORDATA

forma di coordinamento tra più imprese che costituisce una consapevole collaborazione. Le

imprese collaborano tra loro stabilendo dei contratti con cui si comunicano le rispettive

strategie, scambiandosi delle informazioni. Per cui la pratica concordata è riassuntiva dei vari

15

illeciti che si possono fare, anche se è difficile differenziarla da quei comportamenti allineati

tra imprese che derivano da una spontanea reazione sul mercato che tutte le imprese hanno

quando un’impresa assume un certo comportamento. Questo è un fenomeno fisiologico del

(dove ci sono pochi produttori).

MERCATO OLIGOPOLISTA

È cos’ difficile districarsi anche guardando la stessa giurisprudenza perché abbiamo tanti casi

in cui non si è potuto facilmente discernere tra l’allineamento dei comportamenti e la pratica

concordata.

Nei casi dubbi autorità garante e commissione si sono espressi in modo diverso.

.

. ’

C DECISIONI DI ASSOCIAZIONI D IMPRESE

si tratta di delibere di organismi di categoria che influenzano le condotte degli associati. La

natura corporativa dell’associazione che ha la legittima finalità di tutelare interessi dei

consorziati sia verso l’esterno che verso l’interno. Se non che alcune volte il consorzio viene

utilizzato come scudo dai consorziati per difendere e legittimare delle decisioni che prese al di

fuori di queste associazioni andrebbero considerate delle intese collusive. Spesso le decisioni

hanno per oggetto quello di sollecitare i comportamenti omogenei.

Le intese

Quando il legislatore parla di intende un comportamento podromico alla restrizione

OGGETTO

della concorrenza, mentre intende per effetto la restrizione della concorrenza. Comportamenti

oggettivamente restringenti la concorrenza non hanno bisogno che sia verificato che hanno

l’effetto relativo, se non oggettivamente, allora bisogna verificare l’effetto.

Il registratore indica alcune fattispecie tipiche di restrizione della concorrenza attraverso la

comunicazione riguardante gli accordi minori del 9 dicembre 1997; qui sono indicati i

parametri per stabilire quando effettivamente si ha un intesa in grado di falsare la

concorrenza.

Dal divieto di accordi sono comunque fatte salve alcune intese che non incidono sulla

concorrenza.

Le intese possono essere a carattere verticale o orizzontale:

sono orizzontali quelle intese tra produttori che operano sulla stessa linea (concorrenza tra

marche)

sono verticali quelle intese che si sviluppano nella filiera o catena di produzione –

distribuzione e che hanno dome effetto quello di comprimere e agire sulla concorrenza sia

16

all’interno della stessa marca sia tra marche. Queste sono state viste con occhio più

permissivo.

Fattispecie tipiche dell’art 81:

a) '

FISSAZIONE DIRETTA O INDIRETTA DEI PREZZI D ACQUISTO O DI VENDITA O ALTRE CONDIZIONI DI

TRANSAZIONE

Questo comportamento se fatto in intese orizzontali è molto grave. Il prezzo è l’elemento

chiave della concorrenza e per ciò non può essere in alcun modo concordato. Sono altrettanto

vietate le clausole contrattuali che rendono uniforme l’offerta di prodotto per quanto riguarda

il prezzo.

b) , ,

LIMITAZIONE O CONTROLLO DELLA PRODUZIONE DEGLI SBOCCHI DELLO SVILUPPO TECNICO O DEGLI

INVESTIMENTI

questa è una materia molto sensibile dove non è facile definire ciò che è lecito e ciò che non

lo è. Se le intese convergono ad una posizione comune per assicurarsi una produzione

migliore, che perseguono lo sviluppo tecnico, e producono vantaggi per il consumatore non si

tratta di un comportamento collusivo. Il controllo e la limitazione avviene per lo più

attraverso la pratica delle informazioni e consultazioni cioè attraverso una pratica concordata

lecita. La comunicazione sulla cooperazione tra imprese serve per chiarire i confini delle

comunicazioni lecite tra imprese .

c) RIPARTIZIONE DEI MERCATI

detta anche è da sempre vista con occhio critico.

LOTTIZZAZIONE

adesso si sta man mano affermando una distribuzione selettiva, cioè viene accordato il diritto

di distribuire a taluni ed non ad altri perché i prescelti offrono servizi aggiuntivi e ciò basta a

giustificare il comportamento selettivo.

d) , ,

APPLICAZIONE NEI RAPPORTI COMMERCIALI CON GLI ALTRI CONTRAENTI DI CONDIZIONI DISSIMILI

,

PER PRESTAZIONI EQUIVALENTI COSÌ DA DETERMINARE PER QUESTI ULTIMI UNO SVANTAGGIO NELLA

CONCORRENZA

si tratta in una sola parola di : a taluno si accorda un certo vantaggio e altri di

BOICOTTAGGIO

conseguenza escono dal mercato perché non possono concorrere.

e) C ONTRATTI LEGANTI

Con i quali s’impone al distributore di fare un ulteriore prestazione che non è legata con il

primo contratto, l’accettazione del quale viene subordinata all’accettazione del secondo

contratto.

Nullità e deroghe di tale regime per le fattispecie indicate 17

Secondo il II comma dell’art 81 tutte queste pratiche sono nulle di pieno diritto cioè se ne

; una volta scoperti gli effetti dell’intesa, queste pratiche sono nulle

PRESUME LA NULLITÀ

retroattivamente cioè dal loro sorgere.

III comma dell’art 81 prescrive una deroga a questo regime e da ciò spicca il fatto che il

modello proposto dalla comunità sia di carattere misto.

Le intese possono essere dichiarate lecite quando sussistono 4 presupposti:

1. miglioramento della produzione o distribuzione dei prodotti

2. quando agli utilizzatori derivi una congrua parte dell’utile dell’intesa

3. quando l’intesa è indispensabile

4. quando non elimina concretamente la concorrenza.

Al punto 1 si hanno gli obbiettivi proconcorrenziali;

Al punto 2 aspetto riconducibile alle finalità economiche presenti nel modello comunitario;

Al punto 3 e 4 sono sempre presenti anche nel modello americano

I VARI SISTEMI DI DEROGA

Già nel 1962 con il regolamento n. 17 si disciplinò il sistema di deroga rendendolo esclusivo

attraverso due procedimenti:

- prevedeva che le imprese interessate ad un accordo di

ESENZIONE INDIVIDUALE

mercato che temevano potesse essere vietato, ricorrevano con una domanda alla

commissione facendo note tutte ciò che poteva essere utile ai fini dell’esonero. Tale

sistema inizialmente ha funzionato, ma pian piano le richieste cono cresciute in maniera

esponenziale, ingorgando gli uffici della commissione anche con richieste non rilevanti

ai fini della concorrenza( accodi laterali) in modo da vedersi comunque garantita la

legittimità civile.

- la commissione ha operato attraverso regolamenti

ESENZIONE PER CATEGORIA

nei quali consentiva l’esenzione di alcune categorie di intese.

La sempre maggiore richiesta ha indotto la comunità ad un regolamento che riuniva gran parte

di quelli per categoria: regolamento 2790 del 1999 sulle intese verticali in cui la comunità

indicava solo una serie di clausole assolutamente vietate delle “clausole della scatola nera”;

liberalizzando così le imprese a formulare vari accordi che non contenendo le clausole vietate

erano quindi valide. 18

Il regolamento ha sostituito il così detto “ ” con le 3 scatole:

LIBRO VERDE

= clausole lecite e proconcorrenziali

BIANCA

= clausole delle quali non si può presumere l’anticoncorrezialità ne valutare gli effetti

GRIGIA

ex ante.

= clausole assolutamente vietate in quanto anticoncorrenziali.

NERA Il libro verde aveva avuto un effetto tossico sul mercato in quanto si era dimostrato

troppo tassativo e aveva limitato la libertà contrattuale degli imprenditori; il nuovo metodo

delle scatole aveva ridato agli imprenditori la loro libertà contrattuale, ma tutti si erano

orientati alle clausole bianche le quali non erano assolutamente sanzionate divenendo così una

sorta di clausole vincolanti.

Il regolamento del 1999 è un regolamento podromico nei confronti del regolamento

del 2003 con il quale la comunità introduce un nuovo regime di esenzione dai divieti; abolisce

il regime di esenzione individuale mantenendo quello per categoria e liberalizzando in un

certo senso la possibilità di fare intese affidando ad imprese il compito di un’autovalutazione

di effetto discorsivo sul mercato, mentre il controllo del giudice e dell’autorità garante

avviene solo ex post.

Il modello europeo si avvicina quindi sempre più a quello americano, in più viene

introdotta una valutazione solo ai fini della proconcorrenzialità e non di altro tipo (per

esempio di carattere sociale).

La politica antitrust europea si allontana dal modello originario che perseguiva una

molteplicità di obbiettivi, si avvicina a quel modello il cui obbiettivo è l’ottimizzazione

economica.

Articolo 82

Abuso di posizione dominante

Comportamento assolutamente vietato: non c’è possibilità di essere esentato anche se oggi il

nuovo meccanismo introdotto per le intese avvicina di più i sistemi.

All’inizio la comunità non si è preoccupata più di tanto della posizione dominante, si è

dedicata più alle intese in quanto potevano creare un ostacolo alla concorrenza. Inizialmente i

monopoli e gli oligopoli non erano un problema in quanto negli anni 60 non esistevano

monopoli tali da comprimere la concorrenza attorno a se, ma addirittura era quasi auspicabile

agli occhi della comunità che vi fosse una posizione più importante sul mercato mondiale per

fronteggiare la concorrenza delle imprese americane. 19

Nel trattato la posizione dominante non viene considerata in modo negativo ne viene

disciplinata nei suoi comportamenti; viene individuato solo il comportamento discorsivo e

sanzionato.

La posizione dominante può essere raggiunta attraverso competizioni, ma anche in ragione di

altri fattori come per esempio attraverso l’intervento della mano pubblica in settori particolari,

in questo caso si parla di il quale non è affidato alla libera concorrenza.

MONOPOLIO LEGALE

Destinatari del divieto contenuto all’interno della norma è l’impresa da intendersi come

operatore economico, stesso significato che gli è stato dato anche trattando delle intese. La

particolarità in questo caso è che l’imprenditore si trova in una posizione dominante, che non

sempre determina una situazione collusiva come nel caso in cui il soggetto occupi un’ampia

quota di mercato, ma attorno a se esista una miriade di piccole imprese.

Ciò che qui ha rilevanza è il potere di mercato che deve essere visto sotto vari punti di

vista: possibilità di aumentare i prezzi sul mercato in modo durevole senza danni o

diminuzione del consumo; durata del potere sul mercato, capacità dal punto di vista

tecnologico; reputazione dell’impresa; gamma di prodotti offerti. Tutti questi elementi

concorrono a evidenziare la posizione dominante.

La condotta abusiva è invece difficile da individuare perché al di là delle varie

fattispecie è difficile stabilire i limiti tra liceità e illiceità.

Alcuni comportamenti, inoltre sono illeciti solo se svolti da imprese con posizione

dominante.

La posizione dominante, in se non è abusiva, è abusivo il modo illegale e limitante

della competizione per il mantenimento della posizione dominante.

La comunità ha elaborato il principio di si tratta di una diversa

RESPONSABILITÀ

valutazione del comportamento a seconda che sia stato messo in atto da chi ha una quota

elevata di mercato e chi no.

La condotta abusiva non deve necessariamente avere come effetto quello di aver

compresso la concorrenza, basta anche solo il comportamento illecito per arrivare a tale fine

senza che questo si realizzi.

Comportamenti abusivi:

- pratiche di sfruttamento a cui è riconducibile il comportamento illecito sul

prezzo o pratiche discriminatorie

- pratiche di esclusione, dove l’estromissione è oggetto dell’abuso 20

- abusi di struttura, quando questa assunta dall’impresa può determinare

scorrettezze

il problema sta dunque nel dover trovare una linea di confine tra diritto della concorrenza e

regolazione economica che disciplina i comportamenti sul mercato.

Fattispecie comportamentali

Al secondo comma dell’art 82 il legislatore prevede alcune fattispecie comportamentali che

possono essere valutate ex post come collusive.

Si noti che qui l’elemento della intenzionalità è molto più rilevante che nel campo delle

intese.

Una posizione dominante, non è una situazione di per sé illecita, lo diventa quando si ha un

comportamento che intende conservarla attraverso delle pratiche illecite. L’elemento

dominante è quindi l’intenzionalità di mantenere tale situazione.

P : imporre direttamente o indirettamente prezzi non equi

RIMA FATTISPECIE

Il prezzo deve essere determinato dal mercato; l’impresa in posizione dominante non

può stabilire clausole non eque nei confronti della controparte e del mercato.

Con non equo si richiama un principio di disuguaglianza, di disparità. Non si devono

praticare prezzi o condizioni contrattuali solo approfittando della posizione di dominio

sul mercato o approfittandosi del contraente.

Nel caso in cui ci si approfitti della situazione di predominio sul mercato viene meno la

CONCORRENZA POTENZIALE

Equità richiama alla mente la condizione di parità da garantire a tutti i soggetti

partecipanti al fine di proteggere il contraente debole. Con tale termine si passa

dall’ambito della concorrenza a quello della regolamentazione del mercato.

Applicando questa norma nel modo diverso da quello previsto ha come conseguenza

quella di tutelare il contraente e non la concorrenza(è per la concorrenza che sono state

elaborate le norme antitrust).

È però difficile stabilire l’equità o meno dei prezzi:

- Va fatto con riguardo ai costi affrontati dalle imprese.

- Occorre poi giudicare anche comparando servizi e prodotti analoghi. 21

Non sempre il prezzo gravoso è anticoncorrenziale. Sotto questo profilo l’antitrust

americano è molto più accondiscendente del nostro e spesso non guarda neppure ai

prezzi.

Se c’è il monopolio legale l’intervento della mano pubblica controlla che i prezzi

proposti siano veramente legati ai costi di produzione, prima era direttamente lo stato a

stabilire i prezzi ma con l’art 43 della costituzione questo pedissequi controllo da parte

dello stato sui prezzi è stato abolito, si è avuta liberalizzazione.

Tra i prezzi iniqui vengono adesso annoverati anche i così detti volti

PREZZI PREDATORI

ad escludere la concorrenza.

Tra questi ricordiamo gli sconti fidelizzanti con i quali l’impresa lega a se il

consumatore con l’intento di far si che questo con contratto di esclusiva e fedeltà non si

rivolga ad altri fornitori grazie allo sconto con il quale riceve la merce. Gli sconti

fidelizzanti sono di vario tipo:

a. SCONTO FEDELTÀ PER LUNGA DURATA

b. SCONTI TARGET

legati ad un certo target di vendita sia per espansione quantitativa che

territoriale.

c. CLAUSOLA INGLESE

il contratto prevede una sorta d’impegno da parte del proprio contraente di

informare il proprio dante causa su condizioni di mercato più vantaggiose e si

impegna anche a aderire alla proposta del contraente relativa all’adeguamento

alla proposta più vantaggiosa. si tratta di una specie di contratto di prelazione

all’interno di un contratto generale

d. SONTI QUANTITATIVI

S :

ECONDA FATTISPECIE LIMITARE LA PRODUZIONE AI DANNI DEI CONSUMATORI

Si tratta di una pratica escludente che si realizza con il divieto a contrarre per la

produzione di un bene secondario solitamente con l’intento di monopolizzare anche il

mercato derivato.

Si tratta di una pratica utilizzata da chi ha una posizione dominante sul mercato

regolamentato . Così chi è già presente nel mercato principale riesce facilmente ad

immettersi anche nel mercato secondario spostando così la sua posizione dominante. 22

Essential facilities pratiche escludenti. Certe infrastrutture essenziali possono essere

strumenti essenziali per entrare in certi mercati; queste a volte sono di dominio pubblico

e gestite in regime di concorrenza, altre sono realizzate direttamente dalle imprese e

quindi sono il frutto di uno sforzo economico e quindi vengono gestite dalla stessa

impresa in una sorta di monopolio legale.

È possibile che le altre imprese per entrare in altri mercati abbiano bisogno di certe

infrastrutture quindi il problema centrale diventa l’utilizzazione di queste da parte di

terzi. A proposito il nostro ordinamento prevede che quando questo infrastrutture sono

incentrate nelle mani di chi si trova in posizione dominante e sono essenziali devono

essere aperte a chi ne ha bisogno per poter entrare sul mercato.

T :

ERZA FATTISPECIE APPLICAZIONE DI CONDIZIONI DISSIMILI

Più o meno vale quanto detto per le strutture riconducibili ad equità

Q :

UARTA FATTISPECIE CONTRATTI LEGANTI

Contratti con i quali si impongono prestazioni supplementari che per loro natura non

hanno alcun nesso con il contratto principale.

La posizione dominante può essere o , cioè sfruttata da più

NOMINALE COLLETTIVA

soggetti che assumono un comportamento comune. La posizione dominante collettiva

può essere considerata come l’anticamera della concentrazione.

Abuso di dipendenza economica

Si tratta di una situazione di disequilibrio tra contraenti in cui il soggetto forte abusa della

posizione debole. Il rapporto squilibrato va visto dalla parte del contraente debole che viene

così sopraffatto. Il legislatore si occupa del rapporto tra le parti tutelando sempre il più

debole; al legislatore non interessa quanta quota di mercato viene occupata dal contraente

forte, l’ obbiettivo, non è più quello di tutelare la concorrenza ma il contraente singolo

nell’equità dei rapporti.

Questa materia esce dalle regole della concorrenza e viene disciplinata con Regolamento

comunitario n. 1 del 2003 il quale ha rimodernato la materia della concorrenza ed ha

disciplinato le deroghe alle intese recuperando anche questo discorso, il quale è facilmente

rintracciabile nella legge 192 del 1998 per i contratti di sub-fornitura.

Imprese che svolgono servizi d’interesse pubblico generale

Sono un tema riguardante il mercato regolamentato. 23

lo stato si riserva la regolamentazione di tale

MERCATO REGOLAMENTATO

mercato atti normativi.

M è l’opposto del precedente; qui lo stato non effettua

ERCATO CONCORRENZIALE

interventi legislativi pedissequi

Le imprese che svolgono servizi d’interesse pubblico generale si pongono a metà strada tra

questi due modelli; e sono disciplinate dall’art 90 del trattato (originariamente 86).

Si impone agli stati di non accordare alcun privilegio alle imprese di questo genere. Si

possono nei loro confronti accordare particolari diritti purché non vi siano conflitti con la

norma generale della concorrenza.

In ogni caso, queste imprese sono sottoposte alle norme del trattato, dalle quali possono essere

sottratte solo per quegli obbiettivi conformi alla propria funzione; sono quindi sottratte dalle

regole antitrust.

L’articolo non stabilisce quali sono l’imprese di servizio ad interesse pubblico

generale, e ciò costituì da subito un problema in quanto divenne interesse di tutte le imprese

essere qualificate come tali. A questo proposito la comunità ha fatto delle comunicazioni ed

interventi che hanno ristretto molto il numero delle imprese che possono svolgere i servizi

d’interesse pubblico derogando però agli stati la capacità di determinarli: i bisogni dei servizi

generali sono diversi da paese a paese, e molte imprese hanno fatto notevole pressione per

essere incluse nel servizio pubblico generale.

I privilegi accordati alle imprese che svolgono tali servizi sono una serie molto ampia:

- hanno i privilegi derivanti da una posizione dominante

- possono compiere comportamenti che compiuti da latri soggetti sarebbero illeciti.

Accanto alla di svolgere la specifica missione a loro affidata, occorre

NECESSITÀ

richiamare il : il comportamento abusivo assunto deve

PRINCIPIO DELLA PROPORZIONALITÀ

essere proporzionale alla sua efficacia.

Il sistema con cui si sono regolamentate all’interno degli stati i servizi d’interesse pubblico

generale è stato quello della . Con il quale si è provveduto a realizzare un

LIBERALIZZAZIONE

regime di concorrenza la dove prima si aveva un monopolio. Ciò ha previsto l’assegnazione

del servizio ad un numero d’imprese, solitamente molto ridotto, attraverso un sistema di gara,

configurando così un regime di concorrenza tra le imprese, ma comunque sempre in presenza

di un oligopolio. 24


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Diritto della proprietà industriale e della concorrenza con analisi accurata dei seguenti argomenti: nozione economica e giuridica della concorrenza, l'art. 41 della Costituzione italiana secondo cui l'iniziativa economica privata è libera, art. 42: i beni economici appartengono allo Stato, a Enti o a privati.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della proprietà industriale e della concorrenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Cavani Giovanni.

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