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L'arbitrato obbligatorio e ha sua incostituzionalità→arbitrato rituale che esso non sorge da un'espressa e

concorde volontà delle parti ma direttamente dalla legge o da un'altra fonte normativa (manca clausola

compromissoria o il compromesso→incostituzionale→qualsiasi arbitrato deve rinvenirsi nella libertà delle

parti interessate→decisione da parte degli arbitri prende valore di principio generale costituzionalmente

garantito dell'intero ordinamento (esso tradizionalmente era presente nel settore degli apparti pubblici).

Arbitrato obbligatorio negli appalti pubblici→facoltà a tutti i contraenti di declinare all'insorgere della lite la

competenza arbitrale (trasformazione in arbitrato facoltativo).

Dualismo arbitrale→giudice ad HOC.

Arbitrato RITUALE→le parti fissano nel loro contratto una clausola o altro apposito contratto→chi dovrà

pronunciare la decisione sulla loro causa→giudice scelto fra i CIVES capaci di agire.

La scelta dell'arbitro→statuirà UPON THE PARTIES→proprio come farebbe un giudice ufficiale ed

impersonale statale→vantaggio della fiducia sulle capacità dell'arbitro dovuta a conoscenza personale del

soggetto.

Arbitro giudice privato→ragionevole durata del processo→anche tranquillità sulla competenza delle doti

del giudice→la scelta precisa del soggetto può avvenire in un secondo momento.

L'arbitrato così detto IRRITUALE (libero):affinità e difformità con l'arbitrato così detto rituale→pratica

degli affari nello scorso secolo (nel codice navale chirografo d'avaria).

Riconoscimento normativo ed un'embrionale disciplina generale del fenomeno →D Lgs n

40/2006→introduzione della figura nel codice di rito →ammissione :” le parti possono stabilire che la

controversia sia decisa da arbitri “mediante determinazione contrattuale”→RATIO→modo migliore per

risolvere una controversia →procedimento negoziale che sfoci in un vincolo contrattuale fra le parti.

Si ricorre all'arbitro irrituale→nel quale si prevede che le parti non siano in grado di mettersi d'accordo nel

risolvere la loro lite.

La composizione della lite sul piano della autonomia negoziale→grazie ad essa l'arbitro definirà la

controversia in forza dell'autonomia negoziale→si comporrà la controversia attraverso una manifestazione di

volontà che valga come propria anche se il contenuto viene individuato per il momento →x

relationem→ARBITRATO NEGOZIALE.

Svolgimento dell'arbitrato libero e suo esito→generalmente clausola compromissoria nel contratto →che

identifica un soggetto come risolutore delle controversie od interpretazioni del contratto.

Arbitrato libero→processo senza giurisdizione→ma sempre seguendo regole processuali→contraddittorio

destinato ad operare entro il regno dell'autonomia negoziale privata.

Il contenuto della decisione é destinato a venire recepito e a valere giuridicamente come contenuto di un

contratto fra litiganti→mediante determinazione contrattuale.

Patto compromissorio libero e la sua creazione in via metalegislativa per sfuggire al formalismo dell'arbitrato

rituale→elemento rilevante→COMPOSITORE→comune mandatario→no decisione MA composizione

(definizione) →atto avente valore negoziale (NO giurisdizionale)→ESITO CONTRATTUALE NO VINTI!

Arbitrato irrituale→venuto in essere per la fantasia e libertà negoziale dei pratici→SPONTANEA.

Legge n 25/1994→intervenne sul CPC→lodo arbitrale→Considerarsi DECISIONE

GIURISDIZIONALE→e + EXEQUATOR anche di efficacia esecutiva→a prescindere dal valore le

impugnazioni vanno sempre proposte alla Corte di appello (territorialmente competente).

ESIGENZE PRATICHE CUI SI È RIVOLTO FINORA L'ARBITRATO LIBERO→esigenze di riservatezza.

Il patto di esclusione dell'exequator nella prassi→clausole compromissorie→senza possibilità per il suo lodo

di essere depositato nella cancelleria del giudice (x exequator).

Per il lodo irrituale→deve esservi deposito (senza termini) al fine di ricevere exequator x efficacia di

sentenza ed efficacia esecutiva.

Il mandato nell'arbitrato libero→sia di completare a modo di un arbitratore, il contenuto di un contratto già

fra le parti concluso (contratto di secondo grado)→esso risolverà la lite ed orientera le sue determinazioni

secondo l'assetto di interessi che riterrà più esatto ed opportuno)→questo contratto-cornice é o un contratto

di transazione oppure un contratto di accertamento negoziale.

L'arbitrato irrituale quale fattispecie complessa composta da un contratto di mandato e un contratto di

transazione o di accertamento.

Se decide secondo equità→mandato volto a porre in essere una transazione.

Se invece si vuole che la decisione sia fatta secondo norme di diritto (ma che il lodo non sia equiparabile a

sentenza)→la giurisprudenza ha creduto di poter immaginare che all'arbitro venga devoluto il potere di porre

in essere il contenuto di un contratto di accertamento negoziale.

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Struttura finale→mandato più un contratto di transazione o di accertamento, già stipulati in bianco con

l'incarico di arbitratore a un terzo affinché questi riempia di contenuto quei contratti attualmente incompleti

con le sue determinazioni ( ma non consistenti in un vero e proprio giudizio).

Il lodo IRRITUALE quale contratto che assume al suo interno un giudizio→ contratto che le parti avevano

stipulato fin dall'inizio→contenuto formulato dal terzo con una prestazione di un altra attività negoziale.

Profili ricostruttivi ulteriori→la tesi della CD processualizzazione dell'arbitrato libero→dare una specifica

causa al negozio di arbitrato irrituale quale contratto solutore di controversie.

Processualizzazione dell'arbitrato libero→individuare nel fenomeno descritto un quid diverso dall'arbitraggio

del negozio di accertamento detta adesso nuovi argomenti→realtà contrattuale a sé stante→da ricercare nel

contratto in generale in quanto compatibili.

Incomprensibile→Italia abbiamo 2 tipi di arbitrato di cui solo uno regolato dalla legge processuale→si che

il secondo finisce con l'apparire un tentativo di sottrarsi ad alcune regole inderogabili o cmq fondamentali di

quella disciplina legale.

Il recente orientamento della cassazione sulla natura dell'arbitrato→giudizio degli arbitri rituali come

equivalente e sostitutivo di quello del giudice statale→MA recente orientamento della corte→ha attribuito

anche al lodo rituale una esclusiva natura negoziale→alternativo alla giurisdizione statale perché fondato

sulla rinuncia all'azione giudiziaria delle parti e cospirante ad una decisione che promana da soggetti privati

come tali SFORNITI di potestà giurisdizionale d'imperio.

Inammissibile regolamento di C proposto contro la sentenza pronunciata sulla eccezione di arbitrato rituale e

di giurisdizione proposto a causa di una clausola compromissoria d'arbitrato estero (si prevede un revirement

causa inaccettabili ).

Clausola compromissoria e compromesso:analogie e differenze→compromesso contratto apposito→stipulato

quando é già sorta la lite→contenuto analogo della clausola compromissoria.

Validità ed autonomia della clausola→entrambi gli atti devono essere SCRITTI→se invalidità colpisce il

contratto essa non colpisce la clausola!

Compromesso→un autonomo contratto stipulato a lite già nata é ovviamente autonomo ad ogni altro loro

rapporto quando ad eventuali suoi vizi ed inoltre procederà analiticamente ad individuare l'oggetto del

giudizio arbitrale.

Il rapporto tra arbitrato e processo ordinario dà luogo ad una questione di competenza nel caso di arbitrato

rituale→prima del d lgs 40/2006→legge non diceva nulla ma giurisprudenza→se c´è un arbitrato rituale il

giudice civile é incompetente (competenza)→conferma di questa lettura con il nuovo articolo 819 TER

CPC→rapporti tra arbitri ed attività giudiziaria→grazie riforma del 2006→la pendenza del giudizio

ordinario sul medesimo diritto soggettivo non esclude la competenza per arbitri→se il giudizio viene

instaurato il convenuto può eccepire la EXCEPTIO COMPROMISSI→eccezione di incompetenza del

giudice in ragione della convenzione d'arbitrato ( a pena di decadenza nella comparsa di risposta→se essa é

tempestivamente formulata→il giudice ordinario decide su di essa con sentenza impugnabile con

regolamento di competenza necessario o facoltativo secondo che la questione sia stata decisa da sola o

insieme con il merito→senza eventuale translatio davanti al giudice privato.

In pendenza del procedimento arbitrale non possono essere proposte domande giudiziali aventi ad oggetto

l'invalidità o l'inefficacia della convenzione di arbitrato.

La questione di rinuncia alla giurisdizione nel caso di arbitrato irrituale→se il compromesso o clausola

compromissoria sono in arbitrato irrituale→l'art 819 ter non é applicabile→la giurisprudenza ritiene che non

sia un problema di competenza →bensì una rinuncia alla tutela giurisdizionale→eccezione di merito

rilevabile però solo ad istanza della parte interessata.

Arbitrato libero→rinuncia TOUT COURT alla giurisdizione sia statale che affidata ai privati (la possibilità

pure di richiedere provvedimenti cautelari d'urgenza→il dissidio verrà risolto con gli strumenti della propria

e paritaria autonomia negoziale.

Il conseguente contenuto della sentenza di rigetto in rito →se arbitrato rituale sentenza di rigetto per non

decidibilità nel merito della causa (essa dovrà essere svolta davanti ad un altro organo giudicante→NO

TRANSLATIO IUDICI→arbitri estranei all'organo giudicante.

Se arbitrato di tipo irrituale davanti al giudice incompetente→si trova a dire che le parti debbono arrangiarsi

in grazia dei loro poteri così come avevano stabilito.

Nell'arbitrato libero di tratta in realtà di un temporaneo difetto di interesse ad agire.

La distinzione tra compromesso in arbitri rituali o irrituali sul piano concreto della prassi.

In caso di insolubile dubbio sulle intenzioni delle parti→ristipulazione chiarificata della clausola

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IN DUBIO PRO →presume il carattere irrituale dell'arbitrato→in dubio pro NEGOTIO.

I mezzi di impugnazione del lodo rituale quale provvedimento giurisdizionale→impugnazione per nullità

(829 CPC) e revocazione ed opposizione di terzo (sia ordinaria che revocatoria)→anche contro il lodo non

ancora depositato (solo per l'acquisizione al lodo sentenza arbitrale della efficacia di titolo esecutivo o ai fini

della trascrizione immobiliare ma non più per aversi decisione e relativa efficacia di accertamento e

costitutiva→deposito in tribunale (ogni momento) sia prima che dopo che la sentenza arbitrale sia passata in

giudicato→con antecedente sottoscrizione da parte degli arbitri (ex art 820→ entro 240 giorni decorrenti

dall'accettazione della nomina)→relativa eccessiva estensione del termine per la deliberazione→oltre 240

giorni+ proroghe →tutte le parti dirette agli arbitri+dal presidente del tribunale→180 giorni se devono essere

assunte prove o se pronunciato lodo non definitivo.

L'omologazione giudiziaria del loro rituale→essa conferisce nuova attrattiva ed una nuova duttilità

all'arbitrato→il deposito verrà fatto se vi é la necessità di una esecuzione forzata.

Exequator giudicati stranieri→l'efficacia piena di accertamento del lodo rituale ancorché non depositato→se

esecuzione del lodo rituale italiano deve avvenire in uno stato estero→andrà depositato in uno stato estero

secondo le regole della convenzione di NY del 1958→lodo non depositato→ ha efficacia vincolante fra le

parti + piena efficacia di accertamento giurisdizionale (circoscritta alle parti loro eredi ed aventi causa.

La riforma dell'arbitrato rituale e i vantaggi che ne conseguono→Disinnescato così l'assillo della non

riservatezza degli esiti ed in parte anche quello fiscale soprattutto si garantisce appieno la riconoscibilità del

lodo non depositato all'estero secondo le Convenzioni di NY e Ginevra 1961.

Il giudicato straniero al pari del lodo→efficacia analoga a quella della sentenza pur promanando dai privati.

Arbitrato e costituzione→arbitrato rituale→forma + radicale di giurisdizione non togata frutto del

pluralismo→avanti ad organi privati e non pubblici ufficiali→possono deferire alla consulta→questioni di

incostituzionalità delle norme di legge che si troverebbero a dover applicare.

Lodo rituale→impugna con sentenza→motivi di revocazione straordinaria.

Impugnazione per nullità (ORDINARIA)→non é un azione di primo grado→evolversi da un grado all'altro

del rapporto processuale→competenza della corte di appello per ogni impugnazione→le sue analogie con

l'appello→una volta accertata la nullità del dolo→il giudice che avrebbe deciso sul gravame di secondo

grado si comporterà appunto come un giudice di appello poiché egli di regola deve poi decidere il merito

della causa→specie nella fase sostitutiva.

Se lodo annullato per invalidità→ della nomina degli arbitri+ convenzione d'arbitrato+arbitro

incapace+materia non compromesso+declinatoria in limine litis→corte non decide il merito.

Se lodo annullato relativamente a qualsiasi altra ragione→corte decide sul rescissorio salva volontà concorde

delle parti.

La sentenza della corte di appello di solito sarà destinata a sostituire la pronuncia sulla lite emessa in prima

battuta dagli arbitri→fase rescindente e decisione sostitutiva di merito→se dichiarazione nullità del

lodo+condizione di essere subito decisa→si ha una decisione sostitutiva rescissoria→nuova pronuncia nel

merito→le parti possono se d'accordo fa rivivere→COMPETENZA ARBITRALE→rivitalizzazione

dell'opzione per il giudice privato.

Unitarietà del rapporto processuale.

Inibitoria del lodo impugnato →domanda di arbitrato+sentenza della corte di appello→impugnabile a sua

volta nei modi consueti→ricorso per cassazione o revocazione→durante la pendenza del giudicato la

efficacia esecutiva può essere sospesa→dal 2006→inibitoria per GRAVI MOTIVI.

Analogie dell'impugnazione per nullità con il ricorso per cassazione→si può esperire questa impugnativa

solo per ipotesi tassative→ex art 829 CPC→arbitri non hanno rispettato regole di diritto sostanziale o di

diritto processuale→errori IN PROCEDENDO/IN IUDICANDO.

I motivi di impugnazione di cui all'art 829→1)invalidità del patto→attraverso questo motivo di

impugnazione possono farsi valere tutte le ipotesi di inesistenza invalidità ed inefficacia del compromesso o

della clausola compromissoria→se non é eccepita nella prima difesa successiva alla accettazione degli arbitri

→non può impugnare il lodo→salvo il caso di controversia NON ARBITRABILE.

Inesistenza giuridica del lodo rituale non rimarrà sanata dall'inutile decorso dei termini di impugnazione e

potrà farsi valere anche al di fuori delle impugnazioni con una ordinaria azione di accertamento di primo

grado o in sede di opposizione all'esecuzione promosso sulla base del lodo giuridicamente inesistente.

N2)vizi di nomina degli arbitri→impugnazione per nullità del lodo arbitrale per vizi attinenti alle formalità

prescritte per la nomina degli arbitri →l'impugnazione é possibile solo se il vizio che con essa si fa valere sia

stato già dedotto nel giudizio arbitrale→mancanza di qualità specifiche richieste nel patto compromissorio.

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Imparzialità dell'arbitro→solo con RICUSAZIONE ex art 815.

N 4 e 12: extrapetizione e omissione di pronuncia→l'impugnazione de lodo é preclusa alla parte che non

abbia eccepito che le conclusioni (durante il processo) delle altre parti esorbitavano dai limiti del

compromesso o della clausola compromissoria→o arbitri che devono decidere secondo equità decidono

secondo diritto e viceversa→dal 2006 inclusione del motivo di decisione del merito ove non poteva essere

deciso e viceversa.

N 5→carenze di contenuto forma →farsi valere la mancanza dei requisiti →esposizione sommaria dei motivi

della decisione/ del dispositivo e della sottoscrizione degli arbitri)→motivi di una sostanziale carenza del

lodo (ratio decidendi).

N6 tardività del lodo→pronuncia oltre il termine dell'art 820→purché la parte prima della deliberazione del

dolo risultante dalla deliberazione del dispositivo sottoscritto dalla maggioranza degli arbitri abbia notificato

alle altre parti e agli arbitri che intende far valere la loro decadenza.

N7→inosservanza delle forme→quando le parti ne avevano stabilito l'osservanza sotto espressa sanzione di

nullità.

N8&9→ulteriori errores in procedendo→impugnare il lodo contrastante con lodo o sentenza precedente → a

condizione che le suddette siano state prodotte nel processo arbitrale nel principio del contraddittorio.

Chi ha rinunciato→non eccependo nella prima istanza o difesa successiva la violazione di una regola che

disciplina lo svolgimento del procedimento arbitrale→non può impugnare il lodo.

È ammessa in ogni caso l'impugnazione delle decisioni per contrarietà all'ordine pubblico.

I motivi di impugnazione dunque LIMITATI→non come per l'appello.

Sintesi→maggiore vicinanza di questo rimedio al ricorso per cassazione che non all'appello.

Ciò che succede in un arbitrato rituale é un processo che incomincia in primo grado davanti ad un giudice

privato poi rientra nell'alveo del processo statale e procede se occorre in un particolare giudizio di secondo

grado in cui é sempre escluso il riesame del fatto ed é pure tendenzialmente escluso il controllo degli errores

iuris in iudicando→ed eventualmente poi nel giudizio di legittimità finale davanti alla corte Corte di

Cassazione.

Conclusione→natura giurisdizionale dell'arbitrato rituale.

Arbitri→non possono emettere provvedimenti cautelari (non detengono poteri di imperium giudiziario)→né

possono convocare testimoni ed imporre loro di giurare→ma possono richiedere al presidente del tribunale

di far comparire il teste.

La loro stessa decisione acquista efficacia esecutiva ove venga depositata in cancellerie e il giudice vi ponga

con proprio decreto di omologazione la formula esecutiva→l'EXEQUATOR→equipollenza del processo

arbitrale rituale a quello ordinario.

La domanda giudiziale arbitrale e i suoi effetti sostanziali→effetto sia interruttivo sia sospensivo della

prescrizione fino alla formazione del giudicato sul lodo o sulla sentenza resa in sede di sua impugnazione.

È possibile trascrivere la domanda arbitrale nei registri immobiliari e così di prenotare gli effetti del

conseguente giudicato rendendo l'arbitrato rituale confacente anche alle cause su diritti immobiliari.

La pendenza del processo arbitrale →non basta l'editio actionis ma occorre anche promuovere la formazione

dell'organo arbitrale →la notificazione di tale domanda determina la pendenza del procedimento arbitrale

non essendo necessaria l'accettazione della norma da parte degli arbitri che pur continua a rilevare per la

decorrenza del termine di pronuncia del lodo→quiescenza fino all'accettazione da parte degli arbitri.

I mezzi di impugnativa del “lodo” irrituale quale contratto erano prima d'ora le comuni impugnative

negoziali→no giudicato→completamento del contenuto di un contratto quale atto finale cui pone capo un

procedimento negoziale piuttosto complesso che é attivato da un atto di impulso non costituente esercizio

dell'azione giurisdizionale→non estraneo cmq al principio del contraddittorio→orbene dal punto di vista dei

rimedi veniva + considerato come un qualsiasi contratto →azioni di accertamento o di invalidazione previste

dal CC.

Lodo irrituale→ contratto→instaurare contro di lui azioni di impugnativa →dal punto di vista processuale é

in tutto e per tutto un'azione di primo grado esperita davanti al giudice competente per territorio e per valore

→ed articolato poi nei seguenti gravami della sua sentenza.

I “motivi” idonei a fondare l'impugnazione del “lodo” irrituale→OGGI QUESTE CONCLUSIONI DUBBIE

A CAUSA DEL NUOVO ART 808 TER!!!.→lodo-contratto→esperibilità contro siffatto lodo dei normali

rimedi di impugnativa negoziale→dal 2006 ha accostato che elenca dei motivi di annullamento che

assomigliano ai motivi di un impugnazione di una sentenza privata→concepire detti motivi come

tassativi→1)la invalidità della convenzione di arbitrato e conclusioni esorbitanti 2) violazione delle forme di

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nomina degli arbitri 3) violazione dell'art 812 CPC in termini della capacità dell'arbitro 4)violazione di

regole imposte dalle parti come condizione di validità del lodo (motivazione) 5) la violazione del principio

del contraddittorio.

Maggiore inattaccabilità del lodo irrituale→avviene sul territorio privatistico (sempre che non siano andati

oltre il loro mandato ed abbiano rispettato le forme essenziali→vincolo difficile dal quale

disfarsi→RATIO→le parti , prima che destinatarie ne figurano fonte valendo il lodo come un contratto da

esse voluto→neppure necessaria la motivazione (se non specificamente richiesta).

La natura negoziale del lodo irrituale e la sua attuazione in via giurisdizionale.

Essendo negozio→no titolo esecutivo giudiziale→ne titolo esecutivo stragiudiziale.

Se controparte soccombente non adempie→azione contrattuale di condanna all'adempimento.

Creditore danneggiato→azione di condanna con atto di citazione fondato sul negozio o azione monitoria in

vista di un decreto ingiuntivo (con prova scritta ai sensi dell'art 633 CPC).

Dualismo arbitrale e tutela del credito→carattere di definitività maggiore ma può aver bisogno di una

sentenza del giudice statale (arbitri liberi no decisione o condanna!).

Lodo Rituale→minore stabilità→no bisogno di una sentenza e dopo exequator anche forza esecutiva.

Conclusione e tendenze

Riforme 1994/2006→separazione netta tra i due arbitrati →ma solo arbitrato rituale garantisce la

riconoscibilità internazionale + idoneità esecutiva+ effetti sostanziali della domanda e trascrivibilità nei

registri immobiliari.

Arbitrato commerciale internazionale la sua disciplina nel codice di rito ora abrogata→1994 giusto

peso→50% arbitrati liti di commercio internazionale →disciplinare arbitrati con sede in Italia che

riguardassero liti soggettivamente od oggettivamente d rilevanza internazionale.

Arbitrato commerciale internazionale =peculiarità→Arbitrato italiano→forma convenzione arbitrale+scelta

della legge applicabile→+ possibilità video conferenza→+ varie clausole contro appello in corte di appello

per violazione regole di diritto→No revocazione straordinaria e opposizione di terzo e impugnazione per

nullità causa errores in procedendo.

D Lgs n 40/2006→ABROGATO articoli 823/838→arbitrati internazionali=arbitrati interni.

L'arbitrato estero→artt 839/840 CPC→sede al di fuori dell'Italia→modellati sulla Convenzione di NY del

1958→esecutiva in Italia con legge n 62/1968→non prevedere misure e spede giudiziali più gravose di

quelle previste per l'esecuzione dei lodi interni→provvedimento di riconoscimento dei lodi stranieri

necessario→per produrre i suoi effetti →provvedimento costitutivo del giudice italiano→accertamento dei

presupposti attribuirà ai lodi efficacia nell'ordinamento italiano.

2 FASI→inaudita altera parte →davanti al presidente della corte di appello→se la parte contro la quale é

chiesto il riconoscimento non risiede in Italia allora proposta alla corte di appello di Roma→seconda fase

davanti si svolge davanti alla corte di appello medesima→il giudice dovrà verificare che la legge sia arbitrale

secondo la legge italiana e che il lodo non contenga disposizioni contrarie all'ordine pubblico→fase che si

conclude con decreto→al quale é possibile fare opposizione alla corte di appello cui appartiene il presidente

che ha emesso il decreto impugnato nei 30 giorni.

Il nuovo arbitrato societario→ d Lgs 5/2003 art 34/37→disposizioni speciali→x atti costitutivi della

società→clausole compromissorie tra soci x diritti disponibili→comma 3 dell'art 34→x clausole

compromissorie nomina di tutti gli arbitri ad un soggetto estraneo alla società →APPOINTING

AUTHORITY→vincolatività della clausola compromissoria rispetto a tutti i soci e la opponibilità ad essi del

lodo arbitrale.

Art 36 comma 6→le modifiche dell'atto costitutivo→che introducano o eliminino clausole arbitrali→devono

essere approvate dai soci che rappresentino almeno 2/3 del capitale sociale.

Anche clausola compromissoria per validità delibere assembleari →decisione secondo diritto!

Anche se arbitrato non é rituale→non precluso il ricorso alla tutela cautelare.

Tutela cautelare e arbitrato libero.

LE CONDIZIONI DEL DIRITTO DI AZIONE E LA LEGITTIMITÀ AD AGIRE:

Le CD condizioni dell'azione→legittimazione (titolarità formale ed astratta) e dell'interesse ad agire in

giudizio ( titolarità nel caso concreto)→del diritto di azione→diritto soggettivo processuale per eccellenza.

L'azione e le azioni e la loro origine nella teorica del diritto d'azione in senso concreto→differenza con

common law e azioni romanistiche→causa ordinamento non dualistico.

Storicamente condizioni dell'azione→Chiovenda primi 3 decenni del secolo→Interesse ad

agire+legittimazione ad agire→condizioni necessarie affinché l'attore fosse riconosciuto quale titolare del

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diritto di azione.

INVECE→presupposti processuali→presupposti di validità del rapporto giuridico processuale.

Diritto di azione (ex Chiovenda)→diritto processuale concreto di azione→ottenere

positivamente=concretamente →tutela dal giudice attraverso il riconoscimento del diritto sostanziale

sottostante.

Azione per Chiovenda→rechtschutzanspruch→peculiare→disciplinato dall'ordinamento giuridico non sul

piano sostanziale tra le parti ma che intercorre fra i cittadini ed il giudice.

Le incongruità insite in tale teorica e il suo necessario superamento→cosi definito il Diritto di azione non

potrebbe + essere riferito al quesito che deve porsi all'inizio del processo →diritto di azione (diritto

dell'attore a una decisione nel merito della causa) ҂ diritto concreto di azione (pretesa giuridica di ottenere la

vittoria giudiziale).

Conviene riservare il concetto di azione semplicemente per esprimere l'esistenza in capo a chi agisce di un

diritto astratto dalla esistenza della ragione sostanziale fatta valere dall'attore e basato su elementi

interamente processuali.

La prevalente teorica del diritto d'azione in senso astratto→azione=diritto astratto (tesi prevalente dal

dopoguerra)→diritto prestazione processuale→ex art 24 Cost.

La conseguente equiparazione delle CD condizioni dell'azione alle condizioni di decidibilità nel

merito→interesse ad agire+ legittimazione ad agire→poste sullo STESSO piano dei presupposti processuali

e cosi delle altre condizioni di decidibilità della causa nel merito.

Se sentenze di rigetto di norme processuali→dunque sentenze di puro rito →non vincolano in nessun modo

il giudice di un secondo processo sulla stessa domanda.

Condizioni di decidibilità della causa nel merito→qualità del giudice/qualità di parte/circostanze oggettive+

soggettive→inerenti al contenuto della domanda fatta valere.

La giurisdizione CD condizionata→condizionamento da parte di leggi sovente speciali (es:liti

agrarie)→deflazione del contenzioso.

La legittimazione ad agire→riscontro legislativo indiretto→giusta titolarità del rimedio giudiziario→tutela di

un diritto sostanziale.

Legittimazione attiva→essi deve affermarsi titolare del diritto che dichiara esistente o violato (non ricorre

quando non vi é diritto ad una decisione nel merito)→giusta titolarità del rimedio giudiziario→non occorre

quando egli voglia dedurre un diritto appartenente ad altri.

Legittimazione a contraddire→acquista convenuto che vuole provare inammissibilità o infondatezza della

domanda proposta contro di lui.

Legittimazione passiva→parte in concreto convenuta corrisponda al soggetto che secondo la prospettazione

dell'attore stesso é la sua controparte nel rapporto sostanziale dedotto in giudizio.

La legittimazione attiva e passiva ed il suo uso inappropriato nella prassi processuale frutto di anacronismi

espressivi→e nella scelta delle categorie terminologiche→es:attore che fa valere un credito sorto da un

contratto stipulato da altri assumendo di essere subentrato nella titolarità di quel diritto in virtù di un negozio

di cessione dl credito da questo punto di vista se no dimostra di aver davvero acquistato il credito non

avrebbe il diritto concreto di azione.

Legittimazione in senso stretto→necessità dell'attore che si affermi titolare del diritto fatto valere→non si ha

solo quando ci si affermi titolari di un diritto altrui (caso scolastico!).

Legittimazione straordinaria ad agire→81 CPC→legittimazione straordinaria ad agire per conto di

altri→anche con dichiarazione formale di estraneità.

Art 69 CPC→sostituzione officiosa del PM.

L'ipotesi esemplare dell'AZIONE SURROGATORIA (art 2900 CC)→creditore che agisca giudizialmente

deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi→l'attore agisce per un suo interesse che il suo

debitore non si impoverisca i non perda un occasione per arricchirsi a causa della negligente sua inerzia.

La qualità del creditore surrogante é di sostituto processuale e non invece di rappresentante ( non si capisce

sennò la partecipazione del sostituito!).

Potere sostanziale di surrogazione é cosa diversa dalla sostituzione surrogatoria che qui interessa→si realizza

un fenomeno legale di mutamento della titolarità del diritto.

Nell'art 2900 non vi é uno spossessamento sostanziale dei diritti del debitore!→nomine alieno

La tutela solo indiretta del creditore surrogante e le ipotesi particolari di surrogatoria CD

satisfattiva→condannazione in modo passante e senza mediazioni ad adempiere al creditore del suo

creditore→tutela immediata.

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Altre fattispecie di sostituzione processuale previste dal codice civile e quelle da qualificare

diversamente→mandante sostituirsi al mandatario→creditore pignoratizio di rivendicare la res oggetto di

pegno→usufruttuario di agire in confessoria o negatoria servitutis→azione di nullità del matrimonio

esperibile dal genitore o a chi vi abbia interesse.

Azione dei sindacati→anche se non in virtù di un fenomeno di legittimazione straordinaria.

ATTRIBUZIONE DEL POTERE DI AZIONE DEL PM→sui generis→tutela di un interesse pubblico che

trascende il piano dei rapporti privati.

Tassatività delle ipotesi di legittimazione straordinaria ad agire→solo nei casi previsti x legge poiché non é

concepibile che si deducano in giudizio i torti subiti da altri e si interferisca così con le loro scelte

esclusive→ex art 81 CPC→FUORI DAI CASI ESPRESSAMENTE PREVISTI DALLA LEGGE

NESSUNO PUÒ FAR VALERE NEL PROCESSO IN NOME PROPRIO UN DIRITTO ALTRUI.

Confini fra non legittimato e falsus procurator.

Ipotesi di sostituzione processuale previste nel CPC→ex art 108 (estromissione del garantito) &111.

La peculiare fattispecie della CD azione diretta→assicurazione RCA→azione al danneggiato direttamente

anche contro l'assicurazione del danneggiante→essa potrà essere condannata a risarcire direttamente il danno

dimostrato dall'attore→estinzione di due obbligazioni in una sola volta.

ES simile→rapporto lavoratori-appaltatore-committente dell'opera→primi agisce contro quest'ultimo→vedi

anche sublocazione e mandato senza rappresentanza.

Differenze con la surrogazione→non vi é richiesta la inerzia del soggetto intermedio!o rischio della sua

solvibilità.

La tutela delle posizioni sostanziali non identificate in funzione dell'interesse di soggetti

determinati→legittimazione verrà riconosciuta a ciascun appartenente al novero di coloro il cui interesse

complessivo é stato leso→a soggetti particolarmente qualificati→PM o enti pubblici o associazioni di

categoria.

Azioni popolari e class action→es legge n 416/1981 sull'editoria→chiunque può far dichiarare nullo un

contratto di concentrazione della stampa quotidiana.

Azioni popolari→a ogni singolo viene concessa ope legis l'abilitazione a far valere un interesse collettivo.

Class action→di origine statunitense→singolo auto elettosi si accolla i diritti di tutta una serie di soggetti di

una classe→al quale il giudice se riconosciuto capace la legittimazione a trattate e decidere su questi

diritti→per danni si verserà indennizzo al trust che lo suddividerà.

Azioni associative→azione inibitoria collettiva→clausole abusive→codice del consumo→mera azione

dell'attore collettivo.

La nuova azione collettiva risarcitoria che opera con effetti per i soli aderenti con struttura processuale

bifasica→art 140 bis 1/1/2008 codice del consumo→consumatori avranno tutela dettata da un azione

collettiva mirante al risarcimento dei danni da loro subiti→adesione per iscritto all'azione!

Azione collettiva→decisione di condanna solo generica qualificata→enuncerà i criteri da seguire per

liquidare il danno nelle sedi successive→es: transattive o di conciliazione istituzionale o giudici civili

individuali di liquidazione esatta del danno risarcibile.

Adesione può avvenire pure in appello.

I processi a contenuto oggettivo→non vertono su diritti soggettivi o status→sull'accertamento del dovere

decisorio del giudice e di un certo suo contenuto→processo di interdizione e fallimento.

Nonostante non abbiano ad oggetto l'accertamento di diritti i processi a contenuto oggettivo sono tuttavia pur

sempre riconducibili all'esercizio della funzione giurisdizionale e sono destinati a svolgersi nei confronti di

parti con il rispetto delle garanzie del contraddittorio ed in funzione della pronuncia di una decisione avente

autorità di cosa giudicata quanto meno per il profilo del ne bis in idem.

IN PARTICOLARE SULLA LEGITTIMAZIONE NELL'AZIONE SURROGATORIA:

Art 2900 CC→La qualità di litisconsorte necessario del sostituito→art 102 CPC→a volte per arrivare ad una

decisione sul merito si ha bisogno di + di due parti→ se non vi sarà integrazione del contraddittorio allora vi

sarà estinzione del processo.

RATIO dell'esplicita previsione dell'art 2900→debitore surrogato inerte→partecipazione al giudizio del

sostituito contribuirà a fornire al giudice una serie di informazioni attinenti al rapporto obbligatorio che lo

lega al debitore convenuto al quale l'attore é estraneo e di cui può conoscere assai poco+surrogato NON può

costituite una fonte di prova infatti esso é parte.

Litisconsorzio anche per evitare riproposizione della stessa domanda da parte di due soggetti→giudicato che

21

vincolerebbe anche il surrogato nel processo proposto dal surrogante.

La preminente esigenze di tutelare il debitor debitoris dal rischio di un duplice processo e l'esigenza di

tutelare i diritti difensivi del sostituito→esigenza che sul quel credito di controverta una sola volta con un

giudicato comunque definitivo→senza però comprimere i diritti di difesa del surrogato→esso é litisconsorte

necessario e così posto in grado di far valere le sue ragioni sul diritto che secondo l'attore gli

appartiene→infatti egli potrebbe non essere inerte ecc.

La qualità di litisconsorte necessario del sostituito ed i suoi risvolti pratici nella dinamica del

processo→giudice per prima cosa deve vagliare l'esistenza del debito!→cognizione preliminare incidentale

ai soli fini della legittimazione dell'attore.

L'oggetto dell'accertamento idoneo al giudicato→le affermazioni contenute nella motivazione non sono

coperte dall'efficacia di accertamento→cognizione Incidenter TANTUM.

L'accertamento con efficacia di giudicato del rapporto pregiudiziale→domanda di accertamento incidentale

ex art 34 CPC→domanda di accertamento che viene inserita nel processo→= sentenza con due capi.

Profili di soccombenza e legittimazione all'impugnazione delle 3 parti→la surrogazione del creditore nel

potere di impugnazione della sentenza→entro 30 giorni.

L'attore può appellare soltanto sostenendo che il debitore ha perso nel processo di primo grado in modo

verosimilmente infondato con sentenza suscettibile di venir riformata e vi é quindi il pericolo che rimanendo

il debitore ancora inerte o facendo egli addirittura acquiescenza alla sentenza egli venga impoverito nel suo

patrimonio.

L'estinzione del processo non estingue l'azione→solo con giudicato di merito→se rigetto in rito della

domanda fino in passaggio in giudicato.

IN GENERALE IN OGNI CASO DI ESTINZIONE DEL PROCESSO L'AZIONE NON SI ESTINGUE→es

rinuncia agli atti dall'attore (accettazione da parte del convenuto) o inattività da parte di entrambe le parti.

Atti e provvedimenti che sopravvivono all'estinzione→a) sentenze non definitive di merito b)sentenze che

regolano la competenza (dopo 2001) c)le prove:la decimata efficacia nell'eventuale nuovo

processo→caducate da liberamente valutabili ma munite di efficacia probatoria piena a argomenti di prova!

Estinzione del processo fanno sì che essa possa segnare piuttosto un momento di arresto che la vera e propria

mors litis.

Pagamento delle spese del processo estinto→parti che le hanno anticipate se inattività delle parti se no a

carico del rinunciante→esse saranno liquidate dal giudice con ordinanza definita non soggetta ad

impugnazione.

L'INTERESSE AD AGIRE COME CONDIZIONE DELL'AZIONE ED IL SUO RISCONTRO:→delinea la

titolarità in concreto

Fondamentale condizione dell'azione→presupposto necessario per la decidibilità della causa nel merito→Art

100 CPC→avervi INTERESSE.

Suo difetto→rilevabile in ogni stato e grado del processo→per economia dell'attività processuale →carenza

originaria non ne preclude la validità.

Caratteri dell'interesse ad agire→concreto ed attuale (NO teorico e generico)→NESSUNA AZIONE SENZA

INTERESSE!

Il diverso rilievo operativo dell'interesse ad agire in relazione ai singoli tipi di azione nella dottrina classica

ed in quella critica→il bisogno di tutela si specifica in relazione ai singoli tipi di azione.

Il ruolo dell'interesse ad agire nel campo della tutela di condanna la lesione attiene già al giudizio di

merito→nelle azioni di condanna per la dottrina classica é data dalla lesione di un diritto mentre nelle azioni

di accertamento esso non sorge dalla lesione bensì dalla semplice incertezza o dalla mera contestazione del

diritto.

Art 100→non solo per la funzione di economia processuale ma per una valutazione che consente di sbarrare

il passo a processi privi di concreta utilità per la parte che vorrebbe attivarli.

Dottrina carenza di interesse ad agire→in realtà vi sono dei fatti estintivi o impeditivi del diritto→fatti che

non impediscono una pronuncia nel merito bensì impongono una pronuncia di merito sfavorevole.

Diritti soggettivi a termine o a condizione→esistenza di un termine o condizione é fatto impeditivo

quantomeno provvisorio per cui il giudice dovrebbe rigettare nel merito la domanda poiché il diritto é al

momento inesigibile.

Azione di rivendica →proprietario rivendica un bene quando non ne ha il possesso→no accertamento

proprietà ma recupero bene sulla base del suo diritto→entro l'anno azione possessoria.

Il ruolo dell'interesse ad agire nel campo della tutela costitutiva→IN RE IPSA→per ottenere una

22

modificazione giuridica il soggetto deve necessariamente ricorrere a un organo giurisdizionale→I ad A esiste

per definizione.

La limitata rilevanza dell'interesse ad agire in alcuni tipi di azioni costitutive→es risoluzione del

contratto→si può risolvere anche con semplice diffida ad adempiere.

Irrilevanza della distinzione fra azioni costitutive necessarie e non necessarie→non sempre mezzo necessario

di tutela anche senza motivazione.

Opportunità di non attribuire valenza generalizzante al principio dell'Interesse ad agire→bisogna evitare

affermazioni generalizzanti.

L'affermazione della lesione→affinché sussista l'I ad A occorre non tanto l'esistenza della lesione bensì deve

sussistere l'affermazione della lesione medesima ad opera dell'attore.

Critici partono dall'idea che L'I ad A per la condanna si definisca in termini di esistenza effettiva di una

lesione e non di affermazione di una lesione.

Il ruolo cospicuo dell'interesse ad agire é solo nel campo della tutela di mero accertamento→la sola che

merita di essere tenuta presente→nel nostro sistema non esiste più il principio dell'azione tipica→in ogni

sorta di azione anche atipica é ammissibile purché si dimostri la sussistenza dell'interesse ad agire in

accertamento.

L'I ad A in tale ambito→incertezza non meramente soggettiva ma concreta attuale obiettiva derivante da

contestazioni altrui o da un'apparenza giuridica.

L'incertezza derivante da un vanto o da una contestazione altrui→azione negatoria art 949 cc→non si muove

per il recupero del bene bensì perché altri vantano diritti sulla cosa (es:servitù).

Le ipotesi di incertezza derivanti da un'apparenza giuridica→es:azione di nullità del contratto.

Casistica nel campo laburistica e previdenziale→es lavoratore che vuole accertare se il suo contratto sia a

tempo in o determinato→circostanza di accertare un mero fatto cioè la data di inizio del rapporto.

Accertamento di mere questioni→può concedersi che l'azione di accertamento possa avere ad oggetto e porre

in chiaro anche singoli profili del rapporto giuridico da tutelare .

Art 100→indica il limite oltre il quale non sarà consentito all'attore di impegnare gli organi o giurisdizionali

e vessare la controparte con questione non attuali o non effettive ma future e ipotetiche rendendo cosi il

giudice poco + che un consulente della parte.

La soccombenza come fonte del potere di impugnare la sentenza→si estende anche ai giudizi di

impugnazione→costituito dalla soccombenza rispetto ad una statuizione del giudice capace di arrecare

pregiudizio alla parte.

IL GIUDICE: INDIPENDENZA COSTITUZIONE E RESPONSABILITÀ CIVILE

La tendenziale monocraticità nei giudizi affidati al tribunale→collegiale solo in certe tipologie di

cause→rende il Giudice Istruttore decidente la causa nel merito.

Cause riservate alla decisione nel collegio→problemi interpretativi posti dall'art 48→non vi era Ratio chiara

e coerente fra trattazione + o meno importanti.

Segue:le varianti ex D Lgs. 51/1998→sul giudice unico togato di primo grado→soppressione dei

pretori→sentenze dei giudici di pace appellabili se cause di valore ai 1100 euro→solo se sentenze del

giudice di pace saranno ormai appellabili in tribunale→l'opposizione di terzo e la revocazione avverso

sentenze giudicate dal tribunale monocratico→saranno decise dal dal giudice singolo.

Il nuovo articolo 50 bis→cause delle quali il tribunale giudica in composizione collegiale→ove é previsto il

OM→cause di opposizione impugnazione e revocazione o in quelle conseguenti da dichiarazioni tardive dei

crediti o leggi speciali per la liquidazione coatta amministrativa→cause devolute alle sezioni specializzate

→cause di omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo→cause di impugnazioni

delle delibere assembleari o contro responsabilità degli organi amministrativi→cause di impugnazione di

testamenti e di riduzione per lesione legittima →cause del codice del consumo→NEI PROCEDIMENTI IN

CAMERA DI CONSIGLIO (salvo che sia altrimenti disposto).

Le garanzie costituzionali di imparzialità ed indipendenza dei giudici nell'esercizio della funzione

giurisdizionale→tesa all'attuazione del diritto oggettivo attraverso un giudizio imparziale oltre che

indipendente da ogni condizionamento estraneo ai parametri decisori che reggono il giudizio stesso.

ART 101 COST→La giustizia é amministrata in nome del popolo→i giudici sono soggetti solo alla legge.

Ripudio del modello del IUDEX INVESTIGATOR→ossia munito di poteri inquisitorii di ricerca autonoma

della prova di fatti controversi (abbandonato dal 1988 pure nel processo penale)→rafforzamento dello stesso

con l'abbandono della collegialità.

Il dovere di astensione ed il correlato potere di ricusazione quali strumenti di concretizzazione di quelle

23

garanzie→Art 51& 73 che rispettivamente detta il dovere di astensione del giudice e del PM nonché quanto

al correlato potere delle parti di ricusare (sostituzione del giudice) il giudice che avrebbe dovuto astenersi.

Ipotesi si astensione obbligatoria→ove il giudice possa vedere alterata la propria terzietà od anche solo la

propria serenità →elencazione legislativa tassativa con interpretazione estensiva.

Ipotesi suscettibili di una applicazione analogica della fattispecie→astensione obbligatoria per gravi ragioni

di convenienza o per decidere sia sulla questione penale e civile→NO EQUIDISTANZA DI PARTENZA!

La più prudente interpretazione restrittiva per talune altre ipotesi→es rapporti di credito debito del

giudice→se no per certe questioni es tasse dovrebbe sempre astenersi essendo lui contribuente.

L'interesse nella causa→esso deve essere sufficientemente diretto ed immediato anche di indole

morale→esigenza di garantire un giudicante non preconcetto (anche fonte di interesse indiretto).

La tendenziale validità del processo e della sentenza anche nelle ipotesi di violazione del dovere di

astensione→anche iudex suspectus sembra de lege data pienamente capace→eccezione per un interesse

proprio e diretto del giudice nella causa rendendolo parte sostanziale della lite→dunque non validamente

costituito.

• Interesse diretto nella lite→ad validatem.

• Altri motivi→concorrente potere in capo alle parti di contestare la designazione del magistrato.

L'astensione CD facoltativa→gravi ragioni di convenienza→ampia potenzialità applicativa→rilevanza sul

piano deontologico-disciplinare.

La decisione sulla ricusazione é esercizio di un potere amministrativo di polizia endoprocessuale!

Il procedimento incidentale di ricusazione→si decide in via definitiva ed in unico grado→decisione resa con

ordinanza non é soggetta a ricorso straordinario per cassazione perché non ha neppure contenuto di sentenza

che statuisca su un diritto.

Il procedimento incidentale di ricusazione e la sua convenienza in termini concreti→pensare all'irreparabilità

di una messa in lite fra giudice e parte!!!

Motivi per il quale nel CPC la ricusazione non é mezzo di tutela ordinario del diritto al giudice imparziale.

Ricusazione pretestuosa→multa di 10 euro.

Anche gli arbitri possono essere ricusati.

Il vizio di costituzione del giudice e le nullità ex art 158 CPC→nullità insanabile rilevabile anche

d'ufficio→la + grave fattispecie dell'inesistenza→processo deciso A NON IUDICE→fino al rigetto della

ricusazione egli non é più giudice.

Nullità giudice con interesse ma non ricusato→insanabile!!!

Inesistenza→sentenza da un collegio inferiore o superiore rispetto a ciò prescritto.

Le nuove ipotesi di nullità relativa della sentenza del tribunale ex art 50 quater CPC→no nullità vizio di

costituzione del giudice nella ripartizione fra tribunale monocratico e collegiale→nullità relativa.

Se non viene proposto appello→sentenza pronunciata dal viziato composto tribunale passa in giudicato→ se

invece viene fatto appello la nullità potrà ancora essere riconosciuta!→se il giudice d'appello si trova ad

avere una sentenza consonante con il giudice antecedente emanerà una sentenza conforme a quella da lui

resa.

La responsabilità civile del giudice→art 28 Cost→dipendenti dello stato.

Riforma dal 1988→l'azione risarcitoria aquiliana del privato contro lo Stato→dolo o colpa grave dei

magistrati→azione contro lo stato→seconda parte di rivalsa dello Stato contro il giudice →particolare azione

con sanzione civile anziché disciplinari→non per tutto il risarcimento effettuato tranne per il caso del dolo

(fino ad un massimo di un terzo di una annualità)→mai diretto rapporto processuale con il magistrato ma

sempre Stato da intercapedine.

Le fattispecie che generano responsabilità→colpa grave= grave violazione di legge determinata da

negligenza inescusabile & affermazione determinata de negligenza inescusabile di un fatto la cui esistenza

risulta esclusa dagli atti di causa e viceversa & omissione di provvedimento concernente la libertà della

persona fuori dai casi consentiti dalla legge oppure senza motivazione→diniego prolungato di

giustizia=rifiuto omissione o ritardo del magistrato nel compimento di atti del suo ufficio decorso il termine

previsto nonché decorsi altri 30 giorni senza giustificato motivo dalla specifica istanza ddi parte.

Azione risarcitoria solo quando l'attore abbia senza successo esperito i mezzi ordinari di impugnazione

contro la decisione→termini per proposizione dell'azione di risarcimento→o dopo 3 anni se il procedimento

è ancora in corso.

La competenza→tribunale della corte di appello.

Il procedimento→preliminarmente pronunciarsi sulla ammissibilità della domanda→x termini e

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presupposti→poi con decreto motivato si procede o si dichiara la inammissibilità.

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA→la cennata esclusione di responsabilità quando il danno sia cagionato

nell'esercizio di attività di interpretazione di norme giuridiche!

Il pubblico ministero→gli ausiliari del giudice e i difensori delle parti:

L'Ufficio del PM→titolare di un Pubblico ufficio che esercita le funzioni lui domandate dalla legge e

dall'ordinamento giudiziario sotto la vigilanza del ministro di grazie e giustizia.

Magistrati con funzione →promozione giurisdizionale→magistratura requirente (contrapposti a quella

giudicanti→Non possono attivarsi d'ufficio ne procedat iudex ex officio).

Attribuzioni del PM→art 73→compiti con la necessità di promuovere la tutela di interessi pubblici o di

particolare rilevanza sociale.

L'azione del PM (anche nella dinamica processuale civile)→indisponibilità del diritto→ha legittimazione

straordinaria ad agire→art 69 attenuazione del principio della domanda es per dichiarazione di morte

presunta.

Intervento del PM→indisponibilità dei rapporti dedotti in giudizio→intervento é obbligatorio.

Art 70 (PM deve intervenire o intervento facoltativo nel quale ravvisi pubblico interesse) e 158.

Poteri del OM interveniente→→art 72→distinzione fra casi che avrebbe potuto proporre (qualità di parte) e

da altri casi di intervento in cui dispone solo di alcuni poteri espressamente previsti dalla legge (posizione

subordinata all'azione delle parti es:no impugnazione).

In determinati casi es matrimoniali o giudicati stranieri la facoltà di proporre impugnazione spetta sia al PM

presso il giudice a quo sia al P;M presso il giudice ad quem.

Conseguenze del mancato intervento del OM nel caso in cui esso é obbligatorio→nullità insanabile e

rilevabile d'ufficio→art 161 principio della conversione dei motivi di nullità della sentenza in motivi di

impugnazione.

Revocazione del PM→nell'ipotesi di intervento obbligatorio può impugnare la sentenza se essa é stata

pronunciata senza che egli sia stato sentito→carattere straordinario→entro 30 giorni dalla venuta a

conoscenza.

Il PM presso la corte di Cassazione→procura generale con a capo un procuratore generale e composta da

magistrati denominati avvocati generali e sostituti procuratori generali→sempre intervenire ma solo al fine i

esporre oralmente le sue conclusioni motivate→funzione di nomofilachia.

Il ricorso nell'interesse della legge→potere-dovere del procuratore generale di richiedere alla Corte quando le

parti non hanno ricorso per cassazione l'enunciazione del principio di diritto al quale il giudice di merito

avrebbe dovuto attenersi→ d Lgs. 40/2006→in tutti i casi in cui una questione di diritto di particolare

importanza indipendentemente dal tipo di vizio denunciato viene decisa.

Il cancelliere→ufficio complementari→attribuzioni accessorie di natura amministrativa→prevedere alla

documentazione dell'attività giurisdizionale→redige processi verbali→sentenza nasce con il deposito in

cancelleria→cancelliere da atto apponendo in calce alla stessa già firmata dal giudice la data e la propria

firma→dopo 5 giorni da comunicazione del dispositivo→+ altri obblighi tipo notificazioni e comunicazioni

ecc.

L'ufficiale giudiziario→assiste il giudice alla esecuzione dei suoi ordini in udienza + funzioni esecutive

inerenti al processo→notificazione degli atti processuali→o compiere vari atti del processo esecutivo +

funzione documentatrice + varie mansioni strumentali al processo.

Profili di responsabilità di tali due figure→ex art 60 rispondono civilmente →dolo e di omissioni nello

svolgimento dei loro compiti.

Soggetti esterni alla amministrazione giudiziaria→incarichi specifici affidato loro di volta in volta→indagini

con particolare competenza tecnica.

Consulente tecnico&Custode→particolari abilità tecniche e generalmente iscritto ad albi che assiste il

giudice per uno o + atti del processo→nomina con ordinanza ove nella prima comparizione presterà

giuramento (possono essere ricusati).

Attività del CTU→consulenza tecnica→indagini affidate al giudice ma tramite i CD

QUESITI→integrazione attività del giudice con tecniche di valutazione delle prove e dei fatti.

Contrapposizione fra tecnica VS prova anche le parti possono intervenire con un tecnico→il tutto tutelato da

disposizioni sanzionatorie penali anche per il caso di colpa grave→risarcimento danni causati alle

parti→resp. Extracontrattuale.

Il custode→persona cui il giudice ricorre là dove vi sia la necessità di provvedere all'amministrazione o alla

conservazione di beni che siano stati pignorati o sequestrati→conservazione di cose mobili pignorate diverse

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da denaro titoli di credito e oggetti preziosi.

Diviene custode anche il debitore in caso di pignoramento immobiliare→se occupato dal debitore

medesimo→ha diritto al compenso e ove non abbia questo diritto può chiederne la sostituzione ove sia

possibile→ogni violazione degli obblighi è sanzionata penalmente + sanzione civile verso le

parti→responsabilità del buon padre di famiglia.

Esperti→giudice/cancelliere o ufficiale giudiziario possono farsi assistere da esperti→interpreti e traduttori x

es→specie nei processi di cognizione sia ordinari che speciali e nei giudizi cautelari il protagonista oltre al

giudice sia l'avvocato!

La regola del patrocinio obbligatorio delle parti del processo e le sue eccezioni→ragione di interesse

pubblico→giudizio personalmente possibile x cause di valore non superiore a 516,46 euro nonché nel rito

del lavoro→il giudice di pace può autorizzare le parti a stare in giudizio personalmente in considerazione

della natura e dell'entità della causa.

Davanti al giudice di pace al tribunale e alla corte di appello il ministero di difensore può essere svolto da

qualunque avvocato iscritto ad un albo e così legalmente esercente→ x la corte di cassazione si ha un albo

speciale nel quale si accede per seniorità.

La rappresentanza e la difesa in giudizio delle amministrazioni dello Stato sono assunte per legge e quindi

senza necessità di procura dall'avvocatura dello Stato.

Il patrocinio a spese dello Stato→coloro che hanno un reddito annuo di poco superiore ai 9000 euro.

Avvocato e procuratore→distinzione di funzioni in disuso→legge 24 febbraio 1997 n 27 ha soppresso la

figura professionale del procuratore legale→fine delle limitazioni territoriali all'esercizio della professione

forense.

Un contratto di prestazione d'opera intellettuale lega la parte e il difensore→divieto del CD patto di quota

lite→causa vigenza tariffe ministeriali

CC norma che limita la responsabilità per danni del prestatore d'opera→problemi tecnici di grande

difficoltà→dolo o colpa grave.

Revoca e rinuncia della procura→la rinuncia o la revoca non hanno effetto finché non sia avvenuta la

sostituzione del difensore→in caso di morte o incapacità del difensore si ha l'immediata interruzione del

processo.

La procura alle liti→attribuzione del potere di rappresentanza→generale o speciale (obbligatoria per il

giudizio di querela di falso).

La procura ed il suo conferimento deve essere rilasciata con atto pubblico o scrittura privata

autenticata→procura speciale apposta in calce.

Procura al difensore della parte attrice→rilasciata anche in data posteriore alla notificazione

dell'atto→purché anteriormente alla costituzione della parte rappresentata.

Potere del difensore munito di procura può compiere o ricevere nell'interesse della parte tutti gli atti del

procedimento che dalla legge non siano espressamente riservati personalmente alla parte stessa→ad esempio

di atti riservati→interrogatorio libero ecc.

In altri casi gli atti riservati possono essere compiuti solo se muniti di procura speciale a tal fine→es

proposizione di querela di falso.

No nei poteri del difensore→atti che importano disposizione del diritto sostanziale dedotto in giudizio→es

transazione della lite→solo davanti al giudice di pace si ha il potere del difensore (x scrittura privata) di

conciliare la lite!

Legge lacunosa x vizi relativi alla difesa tecnica→vizi rilevabili d'ufficio ed insanabili→nullità della

sentenza→cassazione senza rinvio!!

Dottrina x impugnazioni sono sanabili!

Il dovere di lealtà e probità→ ex Art 88 ( no obbligo di dichiarare il vero né in sede di interrogatorio!

→doveri deontologici su cui giudicano i consigli dell'ordine di appartenenza se impugnato il consiglio

nazionale forense es infine la corte di cassazione a sezioni unite→sanzioni per le parti da un lato nella

responsabilità aggravata per le spese e nella possibilità per il giudice di desumere argomenti di prova da un

contegno processuale scorretto o sleale onde tenerne conto seppur in via ausiliaria e mai surrogatorie delle

prove vere e proprie nella formazione del proprio libero convincimento sui fatti di causa controversi fra le

parti.

Il divieto di usare espressioni sconvenienti ed offensive→ex art 89→limite nell'esigenza di difesa→giudice

può anche domandare somma a titolo di risarcimento se non riguardano l'oggetto della causa→a contrario le

espressioni offensive vengono tuttavia sotto il profilo penale es:diffamazione esplicitamente dichiarate non

26

punibili che togli loro la qualifica di reato e le assoggetta a mere sanzioni civili→ex art 598 CP.

LA CONDANNA ALLE SPESE E LA RESPONSABILITÀ PROCESSUALE:

Il costo dell'attività giurisdizionale→costo dell'organizzazione delle strutture materiali e personali che lo

Stato deve apprestare + costo che le parti devono sopportare x es: difensori.

Tasse che gravano sulle parti del processo→tasse da bollo→CD contributo unificato e imposte di registro +

diritti di cancelleria e diritti dell'ufficiale giudiziario→coprire i costi del servizio-giustizia.

Onere di anticipazione delle spese→sussidiarietà e provvisorietà dell'anticipazione e finalità della

soccombenza→art 8 DPR n 115/2002→sempre a carico della parte →se la parte é ammessa al gratuito

patrocinio a spese dello Stato le spese sono anticipate o prenotate a debito dell'erario.

Per gli atti necessari del processo →giudice dovrà valutare l'interesse cui l'atto risponde e determinare così su

chi ricade inizialmente l'onere di anticipazione.

Le spese del giudizio sono infine poste a carico delle parti soccombenti→sopportazione finale delle spese del

giudizio→criterio della soccombenza di rilievo costituzionale→non lasciare impoverita la parte che ha

ragione.

Condanna nella sentenza definitiva→art 91→principio della soccombenza al momento della sentenza che

chiude ogni grado del processo→il giudice deve condannare la parte soccombente al rimborso delle spese a

favore dell'altra parte →NO NATURA SANZIONATORIA→ma rifusione indennitaria.

La sentenza di condanna delle spese→pronunciata anche in assenza dell'istanza di parte→non

necessariamente in veste di sentenza→condanna del rimborso delle spese a favore dell'altra parte

nell'ammontare liquidato dal giudice insieme agli onorari di difesa→sulla base delle note spesa

dell'avvocato.

Procedimento davanti alla corte di cassazione→art 385→ la condanna alle spese deve essere pronunciata

dalla SC nei soli casi di rigetto del ricorso→in caso contrario il giudizio sulle spese rimessa al giudice di

rinvio o al giudice che ha pronunciato la sentenza cassata.

L'applicazione temperata della regola della soccombenza→applicazione razionale del criterio della

soccombenza→fa gravare le spese non su chi si rivolge al giudice ma su chi é tenuto a subire l'azione.

Anche→regola che pone le spese del processo esecutivo sostenute dal creditore procedente e da quelli

intervenuti che partecipano alla distribuzione a carico del debitore→art 95.

Il temperamento della CD causalità con la condanna alle spese per singoli atti e con la compensazione→il

giudice può compensare motivamente in tutto o in parte le spese non solo nel caso in cui vi sia soccombenza

reciproca ma anche in contrasto con quella che é stata la soccombenza effettiva del processo in base al

CD→criterio della causalità→ciascuna parte anche quella vincitrice é chiamata a rispondere delle spese che

essa ha causato con istanze o atti che alla fine del processo si siano rivelati non strettamente necessari al

perseguimento dello scopo di tutelare e ottenere il riconoscimento dei propri diritti o contro il dovere di lealtà

e probità→compensare spese anche per giusti motivi (ES buona fede del soccombente in casi di grande

difficoltà tecnica o anche di solidarietà sociale) ex comma 2 art 92.

Non vi sarà condanna alle spese nei casi in cui di soccombenza non si possa parlare essendovi stata

conciliazione tra le parti→o essendovi estinto il processo per inattività→se rinuncia spese a carico del

rinunciante salvo diverso accordo.

Condanna alle spese di rappresentanti o curatori→non riguardano i rappresentanti o assistenti delle parti né

tanto meno il difensore→eccezione rifusione delle spese per gravi motivi es:temerarietà della lite intrapresa.

Distrazione delle spese a favore del difensore→in forza della condanna sovrastante essi diventando parti

potranno impugnare la sentenza→i difensori potranno chiedere la distrazione della somma liquidata alla

parte rappresentata degli onorari non riscossi e delle spese che essi dichiarino di aver anticipato.

Se alla responsabilità per le spese va attribuito in linea di principio fondamento oggettivo dato che l'agire in

giudizio costituisce l'esercizio di un diritto e non può essere quindi considerato un fatto illecito é pur sempre

da tener presente che anche gli atteggiamenti soggettivi della parte vengono talora in considerazione in sede

di allocazione delle spese del processo.

La responsabilità aggravata da lite temeraria→l'obbligo di risarcire all'altra parte per il danno prodotto dal

processo da liquidarsi in sentenza anche per via equitativa oltre alla rifusione delle spese→comportamento

illecito dato dall'agire in mala fede o con colpa grave→in questo caso pure i danni causati dal processo

divengono risarcibili (richiedibili SOLO nello stesso processo).

Analogo fondamento della responsabilità aggravata→di chi promuove un procedimento esecutivo o cautelare

o trascrive domanda giudiziale o iscrive ipoteca a tutela di un diritto che venga poi accertato del tutto

inesistente.

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Clausola generale di responsabilità ex art 2043→sufficiente aver fatto ricorso a procedure esecutive o

cautelari senza la normale prudenza→anche con colpa lieve si potrà essere condannati al risarcimento dei

danno→normativa applicabile pure ai processi amministrativi davanti ai TAR E AI CONSIGLI DI STATO.

Degli atti processuali delle parti e dei provvedimenti del giudice. (VI libro I del CPC)

Nozione di atto processuale quale atto del procedimento→non importa da chi posto in essere si colloca nella

serie procedimentale di atti e provvedimenti coordinati fra loro poiché sovente un atto é presupposto del

seguente dalle norme processuali onde permettere l'esercizio della giurisdizione civile quale richiesta con la

domanda di parte e attuata appieno solo con la decisione passata in giudicato formale.

Un'autonomia funzionale spetta di regola solo all'atto terminale della serie che é sempre un atto del

giudice→la diversa rilevanza dei singoli atti nell'iter procedimentale.

Procedimento e provvedimento→procedimento in senso proprio con adeguati spazi per il contraddittorio lo

rende processo→fenomeno partecipativo→procedimento di cognizione ordinaria ed il procedimento

cautelare.

La forma degli atti processuali: il principio residuale della libertà di forme→forma + idonea al

raggiungimento dello scopo.

Il CD contenuto-forma degli atti processuali delle parti→non solo da tenere in considerazione i profili

relativi alla modalità del loro compimento nel processo e così ai modi in cui ivi deve manifestarsi la volontà

od il pensiero del soggetto agente (forma in senso stretto)→ma al di là di ciò alcuni tratti tipici del loro

contenuto (profilo comportamentale)→contenuto formale= indicazione di alcuni elementi che l enorme

prevedono affinché un concreto atto processuale possa venire ricondotto ad una certa specifica tipologia

individuata da un Nomen.

Nomen→categoria che esso indica cui consegue l'applicabilità di un determinata disciplina particolare.

Previsione di validità generale ex art 125→indicare: l'ufficio giudiziario, le parti l'oggetto le ragioni della

domanda e le conclusioni o l'istanza.

I requisiti extraformali degli atti processuali di natura oggettiva e soggettiva→norme tacciono.

Le nullità relative a questi profili →nullità tendenzialmente coincidenti con l'assenza di presupposti

processuali si dicono extraformali e soggiacciono ad una disciplina in parte diversa da quella che gli artt 156

e 157dettano per le nullità dovute a non corrispondenza dell'atto alle prescrizioni di forma e contenuto

formale poste nel titolo VI.

Soggettivamente si accenna che la più parte degli atti processuali meri (non negoziali) siano validi pur se non

bene intesi e voluti.

Il CD contenuto forma degli atti del giudice nel processo di cognizione→sentenza ordinanza e

decreto→legge prevede quando deve essere adottata ciascuna di tali forme→in assenza qualsiasi forma

idonea al raggiungimento dello scopo.

Sentenza→atto con cui il giudice decide sulla domanda giudiziale di parte→chiudendo il processo di rito o

di merito o definendo in via definitiva singole questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito idonee a

concludere il giudizio.

Oggetto delle sentenze non definitive→non ammesse per le CD questioni pregiudiziali di merito→causa

vertenza su veri e propri rapporti giuridici o status personali che potrebbero benissimo costituire oggetto di

un autonomo processo.

4 Tipi di sentenze non definitive→1)sentenze non definitive su questioni pregiudiziali di rito b)sentenze non

definitive su questioni preliminari di merito c)sentenze non definitive su singole domande d)sentenze non

definitive di condanna generica ile il processo debba proseguire per quantificare la prestazione dovuta in

vista della definizione dell'azione di condanna con statuizione completa ed esecutiva.

Il principio del nostro sistema é quello per il quale ogni processo dovrebbe dar luogo solo ad una sentenza

definitiva.

La motivazione della sentenza→sia per i giudizi di diritto sia per i giudizi sulle questioni di fatto

controverse→se la sentenza é di appello o di unico grado→diverso rilievo se atenga al giudizio di diritto

(cassazione deve controllare l'esattezza dell'esito del giudizio) oppure a quello di fatto (essendo in sede di

impugnazione di legittimità precluso il riesame diretto non rileva la giustizia dell'esito ma solo la congruenza

della motivazione.

In entrambi i casi la motivazione perde di rilievo a fronte della sola constatazione del risultato finale.

Motivazione→frutto pensiero illuminista→strumento di controllo popolare diffuso.

L'ordinanza→nel processo di cognizione si risolvono le questioni procedurali mere→relative al modo di

svolgimento del processo→questioni relative all'assunzione delle prove alla loro rilevanza ed ammissibilità

28

→sono di norma revocabili dal giudice che le ha emesse.

Decreto→forma dei provvedimenti ordinatori più semplici non preceduti dal contraddittorio sul loro

contenuto e revocabili.

Cenni su forma e impugnazioni→solo contro le sentenze sono con esse le impugnazioni e così di solito per le

sentenze di primo grado→rilievo decisivo solo alla forma in concreto assunta.

La forma dei provvedimenti del giudice nei processi speciali e nei procedimenti di esecuzione

forzata→sentenza é infrequentemente prevista→normalmente decisione finale viene data con ORDINANZA

o con DECRETO→i procedimenti di esecuzione forzata sono dati per regola con ordinanza→ ma molte

volte i provvedimenti sono dati anche con decreto.

Ordinanza e decreto→il diverso ruolo della motivazione→ordinanza con contraddittorio→i provvedimenti

giurisdizionali a cui si ricollega l'obbligo motivatorio sono solo quelli che esprimono scelte decisorie o

valutative del giudice ed il decreto almeno nel processo ordinario non é per solito chiamato a

compierle→così il presidente del tribunale non motiverà affatto la scelta di questo o quel GI per la causa

iscritta al ruolo.

Altri requisiti formali dei provvedimenti del giudice→solo per il rito ordinario il disposto per il quale ex art

133 la sentenza é resa pubblica e viene a giuridica esistenza con il suo deposito in cancelleria ad opera del

giudice deposito di cui il cancelliere da atto apponendovi la firma.

Nel rito speciale di lavoro previdenziali e di locazione la sentenza viene ad esistenza dopo la deliberazione

della decisione con la lettura del dispositivo in udienza→poi dopo che si é stesa la motivazione depositata in

cancelleria.

Mancanza allo stato attuale della NORMATIVA ANCHE REGOLAMENTARE di cui é parola in tutte queste

disposizioni rende piuttosto incerti i limiti di utilizzo di queste possibilità soprattutto da parte degli avvocati.

DELLE COMUNICAZIONI E DELLE NOTIFICAZIONI→regolate nella sezione IV→attività degli uffici

minori dell'organo giudiziario dirette a portare a conoscenza dei soggetti interessati atti del processo.

Le comunicazioni degli atti processuali→sono compiute ex art 136 dal cancelliere d'ufficio al fine di

informare le parti che si sono verificati determinati atti rilevanti per il processo→deposito della sentenza nel

termine di 5 giorni mediante biglietto contenente il dispositivo o ordinanze pronunciate fuori

udienza→comunicazioni ove previste dalla legge con biglietto di cancelleria→consegnato tramite

raccomandata o tramite l'ufficiale giudiziario.

Effetti circoscritti→non fanno decorrere i termini per le impugnazioni se non nei casi in cui la legge lo

stabilisce!

Legge n. 80/2005 le comunicazioni possono essere eseguite a mezzo di telefax o a mezzo di posta

elettronica.

La notificazione e i suoi effetti e le sue diverse modalità di realizzazione→atto dell'ufficiale giudiziario con

cui si porta a legale conoscenza di un soggetto l'atto processuale notificando→consegna di copia conforme

all'originario→la notificazione non esaurisce dunque in un singolo atto→essa costituisce propriamente un

procedimento che inizia con l'istanza del soggetto richiedente e si concluse con la consegna dell'atto.

Ufficiale giudiziario→documenta le attività con una relazione di notifica da lui datata e sottoscritta redatta in

calce sia dell'originale dell'atto sia della copia consegnata al destinatario→pubblica fede fino a querela di

falso→dopo la notifica si presume portato a conoscenza del destinatario→non sono emessi equipollenti della

notificazione.

La procedura di notificazione degli atti di natura recettizia producono effetti processuali e sostanziali loro

propri.

Notificazione dei provvedimenti giudiziali ha principalmente l'effetto di far decorrere i termini per le

impugnazioni.

Nel caso delle sentenze decorre il CD termine breve (30 giorni x appello e 60 per cassazione) →se la

sentenza non é mai stata notificata le impugnazioni si precludono decorso un anno dal suo deposito in

cancelleria.

Codice descrive in maniera tassativa il modo in cui l'ufficiale giudiziario deve procedere x eseguire la

notificazione.

La nullità della notificazione→prescrizioni relative al destinatario sono stabilite a pena di nullità→eccezione

se la notificazione invalida concerne l'atto introduttivo del giudizio→la sanatoria con efficacia retroattiva é la

costituzione del convenuto o la rinnovazione della notificazione stessa!

Luoghi e tecniche di notificazione alle persone fisiche→in mani proprie→eseguita mediante consegna

personale al destinatario→rifiuto della ricezione=consegna.

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Se non IMP allora nel comune di residenza del destinatario→oppure nel comune di dimora oppure nel

comune di domicilio→nella casa di abitazione o dove ha l'ufficio→ oppure consegnata a una persona di

famiglia o addetta alla casa ufficio o azienda→oppure al portiere o al vicino che accetti di riceverla (in

questo caso avvertimento del destinatario con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Se non può aver luogo per irreperibilità o rifiuto a ricevere copia da parte delle persone indicate dalla legge

la notificazione si esegue mediante deposito della copia dell'atto notificando presso la casa del comune dove

essa doveva avvenire affissione di un avviso del deposito alla porta della abitazione dell'ufficio o dell'azienda

del destinatario avvertimento al destinatario con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Se non ha dimora nello stato ma abbia una residenza nota in uno Stato estero→si deve eseguire convenzione

internazionale che ne permette la notificazione→convenzione dell'Aya del 15 novembre 1965→organo

centrale presso la corte di cassazione a Roma.

Per la notificazione nei Paesi della comunità europea la notificazione di Atti o provvedimenti in materia

civile e commerciale tra gli Stati della Comunità è ora regolata dal Reg CE n 1348/2000 del 29 maggio 2000

che ha previsto la creazione in ogni Stato di Organi mittenti e di Organi riceventi.→organi mittenti e

riceventi con qualsiasi mezzo appropriato→accanto al sistema regolamentare é peraltro ancora prevista la

possibilità di effettuare la trasmissione degli atti per via diplomatica e consolare o direttamente a mezzo di

posta.

Nel caso in cui manchi residenza, dimora o domicilio del destinatario→consegna mediante deposito di copia

nella casa del comune di ultima residenza o se questa ignota nella casa del comune del luogo di nascita del

destinatario→se non noti consegna di una copia dell'atto notificando al PM.

Notificazioni per casi di residenza ecc al estero o sconosciuti→dilazione di efficacia per rendere meno

improbabile la loro conoscenza da parte del destinatario→20 giorno successivo alla compiutezza delle

formalità prescritte.

Notificazione alle persone giuridiche→presso la loro sede→dal 1 marzo 2006→anche ad personam alla

persona fisica che rappresenta l'ente.

Alle società non aventi personalità giuridica alle associazioni o comitati non riconosciuto→ove svolgono

attività in modo continuativo o alla persona fisica che rappresenta l'ente.

La notificazione alle amministrazioni dello Stato é regolata da leggi speciali→notificazioni alla Pubblica

Amministrazione→RD n 1611/1933→la notificazione deve essere effettuata mediante consegna presso gli

uffici dell'Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l'autorità giudiziaria davanti alla quale pende la

causa→inosservanza da luogo a nullità rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento (errore del

ministro competente deve essere eccepito nella prima udienza).

La notificazione per mezzo di posta (raccomandata con avviso di ricevimento)→forma prevista come

normale quando la notificazione deve avvenire fuori dalla residenza dell'ufficiale giudiziario→esso può cmq

avvalersi di questo mezzo in ogni altro caso sempre purché la parte non richieda notificazione personale.

La notificazione a mezzo di servizio postale si perfeziona per il notificante già alla data della consegna

dell'atto all'ufficiale giudiziario.

Scissione del momento del perfezionamento (Corte Cost n 477/2002)→la notifica si perfeziona per il

soggetto notificante al momento della consegna del plico all'ufficiale giudiziario per il destinatario dal

momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza dell'atto→x il destinatario la notificazione é da ritenersi

compiuta solo con la sottoscrizione dell'avviso di ricevimento che deve essere unito all'originale e costituisce

la prova dell'avvenuta notificazione. In quest'ultima ipotesi i termini per il notificatorio si computano dalla

data di consegna della raccomandata risultante dall'avviso di ricevimento.

La notifica stessa deve considerarsi perfezionata al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.

La notificazione si considera eseguita anche ove il destinatario o le persone alle quali può farsi consegna

rifiutino di firmare l'avviso di ricevimento ovvero il destinatario rifiuti il piego raccomandati→se assenza di

soggetti atti a riceverlo→deposito piego all'ufficio postale con segnalazione da affliggere alla porta

dell'abitazione→trascorsi 10 giorni ritorno al mittente del piego.

I pubblici proclami→notificazioni anomale ex art 150→in presenza di troppi numerosi destinatari o di

destinatari di non facile identificazione il presidente del tribunale(no davanti al giudice di pace)→decreto che

indica i modi ed i mezzi e a quali destinatari la notificazione andrà fatta per mezzi ordinari→si può

prescrivere pure la notificazione telegrafica ed eventualmente via fax.

La notificazione ad opera degli avvocati→da luglio 1994 ex lege 53/1994 anche gli avvocati possono

direttamente eseguire la notificazione di atti in materia civile amministrativa stragiudiziale→tale possibilità

inverso per timore di irregolarità ed abusi é stata appesantita dal legislatore con molte cautele che sono state

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di ostacolo al pieno successo dell'innovazione→autorizzazione da parte del consiglio del albo + muniti di

procura e se non vi é il dovere di notificare personalmente il tutto→solamente ove il destinatario sia altro

avvocato.

Notificazioni presso il procuratore costituito→nel corso del processo di cognizione le notificazioni e le

comunicazioni alle parti costituite si fanno presso il loro avvocato→se l'avvocato rappresenta + parti é

sufficiente una copia dell'atto.

Atti di impugnazione della sentenza normalmente si notificano presso il difensore costituito nel grado

precedente→COMPARSE E MEMORIE→consentite dal giudice si comunicano di regola mediante deposito

in cancelleria→o ove previsto con modalità alternative es:posta elettronica.

LA NULLITÀ DEGLI ATTI E I TERMINI:

I termini per il commento di taluni atti processuali→esigenza di regolare il tempo degli atti processuali.

Tipologie:termini iniziali o dilatori→momento prima del quale un certo atto non potrà essere

compiuto→termini finali o acceleratori→un termine entro il quale un dato atto potrà essere compiuto.

I termini finali o acceleratori si suddividono in Termini perentori (si ha decadenza del potere) e ordinatori

(senza decadenza del potere)→prorogabilità dei termini ordinatori→la proroga da parte del giudice del

termine ordinatorio si può avere prima della sua scadenza

Il computo dei termini→se il termine cade in un giorno festivo é prolungato fino al successivo primo giorno

feriale.

Sospensione durante il periodo feriale→ i termini endo-processuali rimangono sospesi durante il periodo tra

il 1 agosto ed il 15 settembre →periodo feriale ex lege 742/1969→non applicabile ai processi urgenti.

La nullità degli atti processuali per vizi formali→norma chiave art 156→vizio di nullità atti che non

rispettino il paradigma formale previsto dalla legge + definiti nulla da una specifica norma→TASSATIVITÀ

DELLA NULLITÀ ed il suo temperamento in base alla irraggiungibilità dello scopo→possibilità di

dichiarare cmq nullo pur in difetto di specifica previsione quell'atto che manchi dei requisiti formali

indispensabili per il raggiungimento del suo scopo in base ad una verifica giudiziale da condursi

necessariamente caso per caso.

Art 156 comma 2 mostra come il legislatore bensì consapevole del valore di garanzia contro gli arbitri che le

forme processuali fino a che vengono spese bene rivestono→ma cerca di individuare con previsioni espresse

o deferendo al giudice un vaglio finalisticamente mirato quali siano le forme effettivamente essenziali onde

riconnettere solo a queste le sanzioni della invalidità dell'atto che non le rispetti.

Il raggiungimento dello scopo dell'atto nullo come sanatoria→il profilo sostanziale-funzionale così con

quello formale puro al punto che le stesse nullità esplicitamente comminate non possono essere pronunciate e

perdono dunque rilievo→se l'atto ha raggiunto lo scopo cui é destinato.

Modalità di rilevazione della invalidità→ex art 157 →disciplina le modalità di rilevazione della nullità degli

atti processuali→3 regole:

• a)La pronuncia di nullità esige l'istanza di parte se la legge non prevede anche quella d'ufficio.

• b)tale richiesta può provenire solo dalla parte a ciò legittimata che é quella nel cui interesse la norma

stabilisce il requisito carente e tale richiesta va effettuata subito.

• c)la nullità non può essere fatta però valere contra factum proprium ossia non dalla parte che vi ha

dato causa né da wuella che vi ha rinunciato anche tacitamente.

Nullità o annullabilità dell'atto processuale?→nel campo processuale la legge parla di annullabilità→atto

efficace almeno provvisoriamente→azione di invalidazione spettante alla parte entro un termine→possibilità

di convalida dell'opera della parte cui spetta quella azione ove essa già conosca il vizio.

La dichiarazione della nullità→concetto-cornice di invalidità rilevabile d'ufficio→di norma fatta valere dalla

parte interessata entro perentori limiti temporali→nullità relativa→rimessione alla parte legittima.

La pronuncia sulla nullità→ordinanza del giudice→solo quando assoluta dichiarata d'ufficio anche con

sentenza.

La rinnovazione dell'atto invalido e di quelli che ne dipendono (viziati per derivazione)→il giudice che

riscontri una nullità deve se possibile promuovere la rinnovazione degli atti nulli ed altresì di quelli

dipendenti→non possibile se interviene decadenza del potere es:termine.→se possibile si ha effetti

retroattivi.

La nullità della sentenza e la sua forma radicale nel caso eccezionale di sentenza non sottoscritta→in una

norma ex art 161→se la parte soccombente non propone impugnazione contro la sentenza viziata nei modi e

termini perentori previsti dall'ordinamento allora la sentenza passa in GIUDICATO e il suo vizio perde di

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ogni rilevanza→la nullità si riduce così di norma ad un motivo di gravame.

Sentenza non sottoscritta dal giudice→nullità assoluta ed insanabile anche nei casi di difetto involontario di

sottoscrizione o alla opposizione di sottoscrizione di magistrati diversi dal presidente o estensore→quando

sussista tale vizio e la conseguente nullità essi sopravvivono anche al passaggio in giudicato della

sentenza→nullità assoluta e radicale (no sananti)→trasformazione delle nullità della sentenza in motivi di

impugnazione→si potrebbe ravvisare la inesistenza della sentenza→non produzione dei suoi effetti

decisori→impugnabile per appello→giudice dovrà annullare la sentenza appellata e rimettere la causa al

giudice di primo grado.

Il rapporto fra gli artt 161 comma 2 354 e 383 ultimo comma→se il giudice d'appello non vede il

vizio→corte di cassazione cassa con rinvio diretto al giudice di primo grado.

La sentenza inesistente→altre ipotesi→es:carenza di duplicità delle parti.

L'actio nullitatis della sentenza e le sue forme→impugnazione della sentenza relativamente inesistente o

autonoma azione di nullità della sentenza→della sentenza può farsi valere qualsiasi soggetto

interessato→chiunque condannato potrà fare opposizione.

Sentenze assolutamente inesistenti (es:contro parte defunta)o solo relativamente tali→potrà passare in

giudicato per l'inerzia delle parti→qualunque parte possa dare impulso al processo quiescente con un atto di

riassunzione per cercare di ottenere una decisione efficace e idonea a dar luogo all'autorità del giudicato

sostanziale avvalendosi pur sempre dei vari effetti sostanziali della originaria domanda giudiziale.

Allorché la sentenza sia semplicemente invalida →errores in procedendo e in iudicando→vale il principio

per cui tali vizi se non siano fatti valere dalla parte legittimata alla impugnazione nei modi e nei tempi delle

impugnazioni esperibili si sanano e la sentenza non impugnata non solo passa in giudicato formale ma

spiegherà dopo tale momento tutti i suoi effetti decisori e di accertamento (se sentenza di merito).

La sentenza che decide sull'opposizione agli atti esecutivi sarà a sua volta impugnabile con il ricorso

straordinario per cassazione→l'ordinanza che decide sul reclamo cautelare non é impugnabile.

I vari tipi di vizi della sentenza→sentenza ingiusta o sentenza illleggitimamente pronunciata→e gli errore

che essa può contenere→affette da :

• Errores in procedendo→illegittime

• Errores in iudicando→ contenfono un giudizio ingiusto

Distinzione importante perché le sentenze di primo grado possono essere appellate per ogni loro eventuale

vizio→ricorso per cassazione solo per errores iuris in procedendo o error facti in iudicando→anche contro le

sentenze della cassazione é possibile la revocazione.

Il divieto di revoca della sentenza di nullità→a fronte di una sentenza viziata il giudice che la ha emessa non

può egli stesso intervenire revocandola e rinnovandola solo la ammissibile proposiizone della impugnazione

potrà condurre a seconda del tipo di impugnazione esperibile alla riforma o alla caducazione della sentenza

viziata→invalidità per violazioni in procedendo anche per le ipotesi ove anziché pronunciare la dovuta

absolutio ab instantia decidono il merito pur in mancanza delle condizioni di decidibilità nel merito nonché

le ipotesi di violazione della regola di corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato od anche della regola di

decisione secundum alligata et probata partium→illegittima anche sentenza che si fondi su assunzioni

provatorie invalide o su atti di impulso processuale invalidi (anche sentenza di rito).

Omissione di pronuncia su domande o su eccezioni→in violazione dell'art 112 CPC abbia deciso su

domande non proposte o invece omesso di pronunciarsi su una o + fra le varie domande proposte da una

delle parti→extrapetizione o accoglimento eccessivo rispetto al petitum =ultrapetizione→dovrà essere

semplicemente annullato.

Il passaggio in giudicato formale non vale a rendere stabile una decisione che non vi é!!! né può rendere

inovviabile l'omissione di decisione.

Un eccezione trascurata non può alimentare un nuovo processo→diverso il caso delle domande che

avrebbero potuto essere fatte valere in via riconvenzionale→riconvenzionale non sviluppata che é

l'eccezione di compensazione .

All'eccezione proposta e rimasta per errore del giudice senza pronuncia corrisponde un più ampio potere di

azione costitutivo-demolitoria tale azione potrà sempre essere proposta e formare l'oggetto di un nuovo

processo → ma non potranno rimuovere la forza della sentenza passata in giudicato.

La figura dell'omissione di pronuncia →come omissione parziale→ex art 112 giudice ha il dovere di

decisione completa!

Lodo arbitrale ha riferimento esplicito a impugnazione per nullità per omissione di pronuncia parziale.

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Diniego di giustizia→omissione di pronuncia totale quale species del genus→ omissione di atti dell'ufficio

del giudice con conseguente DDG!!→titolo dei risarcimento dei danni nell'esercizio delle funzioni

giudiziarie→ ex legge n117 del 13 aprile 1988!

Omissione di pronuncia della sentenza ossia la assoluta carenza di tale atto e non già la sua incompletezza.

IL PROCESSO COMPLESSO E CON PLURALITÀ DI PARTI:

L'ESERCIZIO DELL'AZIONE E IL PROCESSO OGGETTIVAMENTE E/O SOGGETTIVAMENTE

COMPLESSO:

Nozione di processo litisconsortile→+ parti rispetto alle 2 essenziali→attore e convenuto.

Le ragioni che lo determinano→soggettivamente complesso:

• Nella circostanza che il processo nasca con + parti.

• Che il medesimo si instauri con due parti e intervenga volontariamente un terzo soggetto

• Che il progetto sorga con due parti ma venga da una di esse o dal giudice chiamato in causa un terzo

senza quindi che quest'ultimo intervenga volontariamente.

• Il caso di due processi su cause connesse fra parti coincidenti che possono essere riuniti in un solo

processo avanti lo stesso giudice.

Le norme del codice di rito che disciplinano il fenomeno della pluralità di parti nel giudizio di primo grado

art 102 (litisconsorzio necessario) e poi quello facoltativo ex art 103→ex art 104 cumulo oggettivo di

domande contro la stessa parte provenienti dallo stesso attore.

Art 105→intervento volontario

Art 106/107→chiamata in causa di terzo nel processo pendente e cosi di un suo coinvolgimento involontario.

Le estromissioni→art 108 del garantito→109 dell'obbligato.

Le vicende successorie→artt 110&111→ successione processuale→disciplinano quando in un processo

viene a crearsi un evento idoneo a determinare sul piano sostanziale la successione nel diritto

controverso→rispettivamente successione a titolo universale o particolare.

Il principio del contraddittorio→art 101 CPC→il giudice non può statuire sopra alcuna domanda se la parte

contro la quale è proposta non è stata regolarmente citata e non è comparsa→principio della difesa ex art 24

Cost.

Le regole di citazione→la nullità della citazione la si può considerare una condizione di decidibilità della

causa in merito→sanatoria possibile ex lege n353/1990 novellazione dell'art 164 CPC.

Contumacia→l'effettiva comparizione in giudizio del convenuto non é affatto necessaria→processi

contumaciali che si svolgono senza che quello si sia costituito in giudizio e senza che il medesimo ed il suo

difensore siano mai comparsi alle udienze→anche attore può talvolta rimanere contumace.

Contumacia no SUDDITANZA delle parti→sanzione solo per rito societario.

Procedimento e processo→procedimenti amministrativi NO contraddittorio→no processuali ma

procedimenti puri!

Se un procedimento ad esempio amministrativo da il giusto spazio al contraddittorio esso può assumere il

carattere di processualità→procedimento giurisdizionale ha carattere processuale é quello del contraddittorio.

Processo cumulativo→può trattare più domande giudiziali contemporaneamente→litisconsorzio fra parti

parzialmente diverse→processo simultaneo.

Pluralità di domande contro la stessa parte connesse per pregiudizialità→es:2 domande che danno luogo a 2

cause diverse una principale e l'altra dipendente→domande raccordate.

Il sumultaneus processus risponde ad esigenze di economia processuale e talora ad esigenze di

coordinamento decisorio→se non si potesse cumulare si dovrebbe raddoppiare le citazioni ecc→dovrebbe il

giudice della causa dipendente usare l'istituto della sospensione necessaria per pregiudizialità ex art 295!

Cumulo condizionale di domande dipendenti→il rapporto di stretta connessione fra le due domande proposte

ne sollecita e ne suggerisce l'abbinamento nel contesto di un unico processo→per il rapporto di

pregiudizialità e dipendenza che li lega fa ritenere opportuno che esse siano trattate simultaneamente.

La domanda accessoria→cause legate fra loro da un nesso di accessorietà proposte congiuntamente da parte

del medesimo attore nei confronti del medesimo convenuto→nesso di pregiudizialità logico giuridica

l'accoglimento della domanda accessoria presuppone di regola l'accoglimento della domanda

principale→domande accessorie sono ad esempio quelle risarcitorie o restitutorie rispetto alle domande di

nullità annullamento risoluzione ecc.

Se domanda principale al giudice di pace e quella accessoria al tribunale→processo simultaneo cumulo

sempre realizzato presso il giudice togato.

Pluralità di domande contro la stessa parte connesse per pregiudizialità→due diverse cause sul quale il

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giudice dovrà statuire ma nell'unico processo.

Pluralità di domande contro la stessa parte non altrimenti connesse→intensa connessione oggettiva fra le due

causa →NO elemento imprescindibile→per legge anche cause solo tenuemente connesse→ex art

104→pluralità di domande contro la stessa parte →contro la stessa parte possono proporsi nel medesimo

processo più domande anche non altrimenti connesse purché sia osservata la norma dell'art 10 secondo

comma→connessione meramente soggettiva→stessi soggetti ma non connessi oggettivamente (ne titolo ne

oggetto in comune)→attenzione competenza per valore data dalla somma del valore delle due cause.

La trattazione congiunta di cause connesse solo soggettivamente risponde ad esigenze di economia

processuale→cumulo di domande oggettivamente connesse per una necessità di coordinamento

decisorio→processo simultaneo una volta sorto non può essere sciolto poiché scioglierlo significherebbe

rinnegare l'esigenza di garantire il coordinamento decisorio fra due cause.

Lo scioglimento del cumulo soggettivo→il cumulo non possa perdurare in tutti quei casi in cui una delle

domande per la sua minore complessità possa essere decisa rapidamente e l'altra no!

Separazione in istruttoria od in sede decisoria→se riunione rende + gravoso il processo→giudice su istanza

concorde con le parti ne dispone la separazione.

Non altrettanto semplice se vi é cumulo oggettivo di cause→non ha mai senso scioglierlo→l'attesa del tempo

per definire la causa dipendente non é inutile ai dini della decisione della domanda dipendente stessa anzi é

strettamente necessaria.

Cumulo oggettivo con vincolo condizionale→cumulo alternativo di domande (almeno una sarà accolta) una

domanda principale e le altre in subordine→accolta una il giudice dichiara assorbita l'altra→solo in caso di

rigetto della principale verrà esaminata l'altra diversamente verrà dichiarata assorbita.

Il processo cumulativo litisconsortile→+ cause sa abbinare in un unico alveo processuale non intercorrono

fra le stesse parti ma fra parti parzialmente diverse.

Il dato del carattere oggettivamente cumulativo del processo si può coniugare in altre parole con quello

soggettivamente cumulativo per cui si possono avere ipotesi in cui ci sono più di due parti per la ragione che

ci sono + diritti azionati e cosi + domande e queste proposte nel medesimo processo non hanno tutte lo stesso

attore e lo stesso convenuto→+ domande dovranno essere oggettivamente connesse→connessione in senso

tecnico→abbinamento in un unico processo anche perché si pongano questioni identiche di fatto e di diritto.

L'impugnativa di una delibera assembleare da parte di + soci assenti dissenzienti o astenuti da luogo ad una

ipotesi di processo litisconsortile attivo su cause oggettivamente connesse vi é un cumulo di domande→+

soci tutti legittimati che vogliono impugnare per lo stesso vizio→se non fosse cumulabile rischio

contraddittorietà fra le varie sentenze→se non impugnassero assieme →ex art 2378 CC esse saranno

necessariamente riunite per essere poi istruite congiuntamente e decise con un unica sentenza→sentenza ha

effetto rispetto a tutti i soci →pluralità di attori per il quale diverge la causa petendi (dimostrare a titolo

personale di possedere una quota qualificata di capitale sociale x poter impugnare)→connesse sul piano

oggettivo→COLEGITTIMAZIONE DISGIUNTIVA→in cui ex art 103 l'ordinamento favorisce il cumulo

originario di queste domande in un unico processo→si arriverà ad una sentenza con una pluralità di parti o

capi→contenuto plurimo della sentenza che definisce il processo litisconsortile facoltativo→sia la

connessione fra le domande cumulate é per il titolo svolta una istruzione tendenzialmente unitaria e così un

accertamento di fatti possibilmente omogeneo→lo stesso vale anche il cumulo sia basato, invece che sul

medesimo titolo, connessione impropria o logico-intellettiva.

PS! a taluni attori potrà essere negata la qualità di socio dissenziente in quanto nell'assemblea risulti

assenziente!→domande rigettate in LIMINE.

Art 2055 CC una ipotesi di processo litisconsortile passivo su cause oggettivamente connesse→creditore può

chiedere a ciascuno dei suoi debitori solidali l'adempimento dell'intera prestazione che può essere x es un

risarcimento danno anche solidamente→l'attore potrebbe richiedere soltanto nei confronti di uno dei debitori

→non si realizza in questo caso né un processo litisconsortile né un processo cumulativo→egli ha il diritto di

azione per l'intero nei confronti di ciascun condebitore →nel momento che viene soddisfatto per intero non

potrà + procedere con le altre esecuzioni.

Il litisconsorzio facoltativo nelle sue varie figure→litisconsorzio passivo i vari convenuti risultano invece

abbinati nello stesso processo a prescindere dal fatto che essi lo vogliano o meno→essi potranno decidere se

difendersi congiuntamente oppure separatamente→struttura pluralistica non muta.

Nozione di litisconsorzio facoltativo→litisconsorzio passivo→attore + domande giudiziali→passivo perché i

litisconsorti stanno dalla parte del convenuto→tuttavia la pluralità dei soggetti può riscontrarsi nel lato

attivo.

34

Differenza rispetto al Litisconsorzio necessario→ Litisconsorzio necessario ex art 102 CPC necessaria

pluralità di parti ma in presenza di processo oggettivamente non cumulativo Litisconsorzio necessario unica

causa con vari colegittimati congiuntivi Litisconsorzio necessario soggettivamente inscindibile.

Le deduzioni in giudizio delle obbligazioni soggettivamente complesse→si potrà avere cumulo litisconsortile

attivo se siano + creditori che agiscono insieme contro il comune debitore→passivo se la plurisoggettivita é

dal lato dei debitori convenuti tutti nello stesso processo.

Art 1294→condebito soolidale.

Condebito pro quota oppure solidale→debito pro quota perciò non in solido presenta allora una autonomia

fra le cause→se si aziona un condebito solidale vi sarà una connessione per l'oggetto mentre il titolo sarà + o

meno lo stesso.

Condebito fideiussorio→il debito del fideiussore é solidale ma nasce da un titolo in parte autonomo rispetto

a quello del debito dell'obbligato principale→terzo rispetto al contratto di fideiussione il quale sarà per

consueto favorito ma solo indirettamente.

Profili processuali della disciplina del condebito solidale→a causa della loro stretta connessione per l'oggetto

danno luogo pur sempre a un cumulo facoltativo di cause distinte→cause parallele e basate sullo stesso titolo

ma del tutto AUTONOME→nel processo si tenga allora conto della soluzione di questioni relative ad uno

dei convenuti nel decidere le cause relative agli altri→decisione dovranno essere omogenee e coese.

La prescrizione→ex art 1310→l'interruzione fatta ad uno dei debitori ha effetto nei confronti degli altri

debitori ma la rinuncia alla prescrizione fatta da uno dei debitori in solido non influenza gli altri.

Possibilità di decisioni diversificate→vi può essere (vedi rinuncia alla prescrizione)→un apparente contrasto

di giudicati imposto in realtà dalla norma sostanziale.

Se mancanza di eccezione in senso stretto→che deve farsi valere nella prima comparsa di risposta→hanno

effetto soltanto nei confronti di chi le ha eccepite.

La rimessione a favore di uno dei debiti in solido→remissione oggettiva parziale→rende il fatto estintivo di

una delle obbligazioni solidali operante nei confronti delle altre→se il giudice avrà considerato valida la

rimessione andrà ridotta dell'importo corrispondente alla quota interna del debitore destinatario della

remissione→l'attore quando rimette il debito ad uno dei suoi condebitori in realtà riduce il suo credito

complessivo.

Similmente per l'ipotesi di compensazione ex art 1302 CC→in modo satisfativo di estinzione della

obbligazione che dunque attua l'interesse del creditore.

Il giuramento sul debito→ex art 1305→il giuramento sul debito prestato da un debitore solidale possa

nuocere soltanto a questi e di conseguenza che non possa avere effetto nei confronti degli altri condebitori i

quali qualora l'esistenza del debito non sia in altro modo provata andranno assolti.

Le obbligazioni solidali danno luogo ad un cumulo di cause distinte ma non del tutto →estensione degli

effetti in UTILIBUS e non di quelli pregiudizievoli→litisconsorzio facoltativo ma con gli esiti delle cause

non sempre autonomi.

Uno dei vantaggi della solidarietà sta appunto nel poter coltivare la pretesa anche in sede processuale nei

confronti integralmente di uno solo dei debitori per consueto quello meglio solvibile→il creditore gode così

di una tutela + intensa che lo agevola nella riscossione del dovuto.

La confessione e il giuramento nel litisconsorzio facoltativo normale, scindibilità degli effetti→estende gli

effetti di prova legale vincolante a favore degli altri condebitori solidali.

Giuramento e la confessione per il litisconsorzio facoltativo→ essi mantengono valore di prova legale per la

parte che ha reso la dichiarazione giurata o confessoria mentre non avranno alcun valore propriamente di

prova per i suoi litisconsorti→né valore di prova legale vincolante né di prova vera e propria seppur

liberamente valutabile.

I poteri di azione costitutiva e i diritti reali possono dare forma al processo cumulativo.

Lo scioglimento del cumulo litisconsortile→nel processo litisconsortile facoltative non era necessario che lo

si sciogliesse a causa del fatto di poter proporre la domanda contro uno solo dei condebitori.

I presupposti della separazione→é sicuramente ammesso nel corso dell'ostruzione o in fase di decisione

emerga che la continuazione della riunione ritarderebbe o renderebbe più gravoso il processo.

La diversificazione dei possibili esiti per il gioco delle eccezioni o delle prove →processo litisconsortile

facoltative→processo cumulativo in cui le cause in esso calate non si confondono fra di loro e non perdono

per il solo fatto di essere state proposte cumulativamente la loro autonomia→infatti pur cumulate possono

avere un esito differente (diversa valenza dei fatti estintivi eccepibili dai vari convenuti→tante ipotesi di

35

diversificazione la separazione sarà non di rado RACCOMANDABILE.

Casistica di scindibilità o non opportuna scindibilità.

Litisconsorzio facoltativo→cumulo frutto di una libera scelta della parte attrice→non agevole o non

opportuna scindibilità del cumulo già realizzato→mancano ipotesi specifiche di separazione preclusa perché

la decisione delle varie cause in presenza di identità esige decisioni omogenee e conformi!

Non separabilità delle plurime impugnative della stessa delibera→es: impugnativa della medesima delibera

da vari soci →stretta connessione per oggetti e titolo→riunione necessaria→impedimento di ogni

separazione→dopo la sentenza→inscindibilià delle causa cumulate anche nelle successive fasi di gravame.

Il litisconsorzio CD unitario→facoltativo a causa della volontà dell'attore→instaurato=cumulo di cause

unitario che occorre conservare→scissione renderebbe elevato il rischio di decisioni incompatibili.

Litisconsorzio facoltativo non unitario→per connessione CD impropria → quando la decisione delle varie

domande cumulate dipendente totalmente o parzialmente dalla risoluzione di identiche questioni sia di fatto

che di diritto.

La comunanza di questioni→un legame meno intenso tra le cause e quindi la separazione delle medesime

risulta meno problematica→l'abbinamento delle cause avviene per motivi del tutto estrinseci in quanto esse

non hanno neppure un elemento identificatore comune→es:vari lavoratori contro un unico datore di

lavoro→connessione meramente logica-intellettiva.

L'eventuale separazione delle cause→la differenza fra connessione impropria ed autentica ossia per il titolo é

per l'oggetto non è peraltro solo una differenza concettuale.

Le regole di competenza che agevolano l'instaurazione del LF passivo per connessione per titolo o per

oggetto ex art 33 CPC →eccezione al: actor sequitur forum rei→principio che fonderebbe il diritto di

ciascun convenuto ad essere chiamato in giudizio davanti al giudice della propria residenza o del proprio

domicilio.

Il litisconsorzio passivo fittizio→deroga regole di competenza territoriale→negata ove la citazione congiunta

di + convenuti risulti essere solo un espediente per ottenere uno spostamento della competenza

stessa→litisconsorzio fittizio→se la domanda é preordinata al fine esclusivo di ottenere lo spostamento della

competenza ai danno degli altri litisconsorti ossia nel foro scelto a piacimento dall'attore→in questo caso

ESCLUSA competenza per connessione e il conseguente sacrificio del principio actor sequitur forum

rei→porterebbe a soddisfare interessi dell'attore non meritevoli di tutela.

Tipi di connessione e cumulo sopravvenuto→instaurazione successiva del litisconsorzio per connessione è

ammissibile nell'ipotesi in cui le cause pendano davanti ad un giudice competente a conoscere di

entrambe→il simultaneus processus potrà dunque instaurarsi successivamente ex art 40 solo nelle ipotesi in

cui la riunione dia luogo a un litisconsorzio facoltativo tra più soggetti che deducono o fanno valere domande

autenticamente connesse per identità del titolo o dell'oggetto.

Tipi di connessione e cumulo sopravvenuto→più parti possono agire o essere convenute nello stesso

processo quando tra le cause che si propongono esiste connessione per l'oggetto o per il titolo da quale

dipendono oppure quando la decisione dipende totalmente o parzialmente dalla risoluzione di identiche

questione.

I tipi di connessione contemplati dall'art 103 CPC:

• Connessione congiuntamente per il titolo e l'oggetto e ricomprende i casi di connessione propria +

forte→litisconsorzio facoltativo unitario.

• Connessione per il titolo o per l'oggetto connessione propria intermedia→o per il solo titolo o per il

solo ogg→separazione delle cause possibile.

• Vi sono identiche questione da risolversi cd connessione impropria.

Esempi di connessione propria debole:il condebito degli eredi pro quota coincide con il titolo ma non

l'oggetto→parzialmente connesse a causa della dimostrazione vicenda successoria é diversa per i due

eredi→infatti sono richieste due prestazioni diverse →rispondendo ciascuno per la sua parte di obbligazione

relativa alla sua quota ereditaria.

Utilità del cumulo di cause→economia processuale + garanzia dei contrasti logici nella motivazione quanto

all'accertamento giudiziale della parte di titolo costitutivo comune alle due domande→la connessione fra

domande data da quella parte di titolo che é incontroverso non giustifica allora più il simultaneus processus e

quindi si potrà avere la separazione!

IL LITISCONSORZIO FACOLTATIVO NELLO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO:

Il cumulo di cause scindibili→si applica disciplina di cui all'art 332 CPC che parla delle cause

scindibili→abbraccia il litisconsorzio facoltativo originario ma non si esaurisce in esso ma anche

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→intervento volontario o chiamata in causa del terzo + riunione dei processi.

Estinzione parziale del processo cumulativo litisconsortile e appello parziale della sentenza che lo

definisce→si ed é la prova del carattere sostanzialmente pluralistico di questo fenomeno

processuale→eventualità di una parziale estinzione del processo→si ammette anche appello parziale che

coinvolga solo uno dei capi della sentenza consentendo quindi alle parti non impugnate di passare in

giudicato cioè di diventare non + discutibili→frazionamento della sentenza→autonomia e scindibilità delle

diverse domande decise nei vari capi della decisione →es: coeredi connessi per il titolo→l'attore può

impugnare solo una parte della sentenza contro 1 dei coeredi.

Litisconsorzio facoltativo si può avere una estinzione parziale nel senso che il processo come contenitore

prosegue ma il suo contenuto viene dimezzato→es rinuncia agli atti dell'attore contro l'erede che solleva le

eccezioni + consistenti→ ma si dovrà avere accettazione del convenuto per il quale non si proseguirà il

processo.

Un ipotesi peculiare che si sottrae all'applicazione della disciplina generale:il litisconsorzio facoltativo in

materia di fideiussione→domanda contro diversi convenuti-dipendenti→contro il debitore principale e l'altra

contro il fideiussione→connesse per l'oggetto e interdipendenti→impossibilità di scissione→estinzione

parziale con rinuncia agli atti del giudizio→rinuncia agli atti relativa alla causa dipendente non travolge la

causa principale ma comporta lo scioglimento del cumulo→non si può sciogliere il rapporto di

pregiudizialità-dipendenza→per decidere la causa dipendente si definisca preventivamente la causa

principale.

Diritto oggetto della causa dipendente é un diritto la cui fattispecie costitutiva ingloba l'esistenza del diritto

dedotto nella causa principale.

Per sapere se sia fondata la domanda della banca nei confronti del fideiussore non é sufficiente accertare

l'esistenza di un valido contratto di fideiussione ma occorre accertare l'esistenza o meno di un debito

principale→FINO A QUANDO NON SIA DEFINITA LA CAUSA PRINCIPALE NON SI É IN GRADO DI

SAPERE SE LA CAUSA DIPENDENTE SIA FONDATA.

Altri casi di solidarietà dipendente→solidarietà sussidiaria→obbligato principale+ obbligati in via

secondaria→la differenza di trattamento si ricollega al modo di essere dei rapporti giuridici sul piano

sostanziale→struttura del simultaneo processo sia da ricercare nel modo in cui sono collegati i rapporti

giuridici sul piano sostanziale.

Cumulo litisconsortile→connessione impropria→logico-intellettiva →identiche questioni di fatto i diritto.

Connessione forte sono quelle di connessione parziale per il titolo totale per l'oggetto e con dipendenze di

cause→vi sono legami più o meno intensi→cause scindibili sta indicare può essere sciolto perché esso non

ha intense radici di diritto sostanziale e così le varie cause pur contenute in un processo formalmente unico

sono rimaste sostanzialmente autonome.

L'istruttoria→permettono di affrontare le questioni che sorgono quanto alla istruttoria del processo con

cumulo litisconsortile di cause.

Soluzioni variabili→riguardo l'ammissione di prove per il principio di acquisizione avranno efficacia per la

soluzione delle questioni di fatto comuni nell'ambito della decisione di tutte le cause→capacità a

testimoniare dei litisconsorti sulle istanze probatorie degli altri →va ammessa solo su fatti non comuni anche

alle loro cause.

Ex art 1305 sulle obbligazioni solidali→fra consorti obbligatori principio guida giuramento solo in

UTILIBUS→l'efficacia della prova legale nel campo applicativo dell'art 103 varrà appieno per la sola causa

cumulata in ordine alla quale essa si é formata e salva forse una rilevanza quale mero argomento di prova

non per le altre →si potrà allora pensare a separare le cause→salvo caso di litisconsorzio unitario.

Anche eccezioni di rito e di merito in senso stretto ove sollevate da uno dei litisconsorti passivi varranno solo

per la sua causa stante l'autonomia delle altre→nel caso in cui solo uno dei convenuti sollevi eccezioni di rito

in senso stretto (es:incompetenza territoriale) e l'eccezione sia fondata e da accogliere la sentenza di rito

riguarderà solo la relativa causa e di nuovo potrà aversi scioglimento del cumulo.

L'INTERVENTO VOLONTARIO: A)L'INTERVENTO LITISCONSORTILE

Art 105 CPC→esistenza originaria e sopraggiunta di un processo unico con cumulo di cause e così con una

pluralità di soggetti.

Le tre ipotesi di intervento volontario→l'intervento volontario consente di ampliare il numero delle parti in

causa→chiunque abbia interesse.

Intervento principale e intervento volontario litisconsortile e intervento volontario adesivo dipendente

Intervento principale e intervento volontario litisconsortile→in tutti e due il terzo propone una domanda

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volta a far valere un suo diritto ed estende così anche l'oggetto del giudizio.

Nozione di intervento volontario litisconsortile→ciascuno può intervenire in un processo tra altre persone

per far valere in confronto di alcune di esse un diritto relativo all'oggetto i dipendente dal titolo dedotto nel

processo medesimo.

Intervento principale→ ciascuno può intervenire in un processo tra altre persone per far valere in confronto

di tutte le parti un diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo.

Connessione per l'oggetto o per il titolo→terzo che voglia introdurre nel processo in corso la sua

domanda→la domanda che sarebbe potuta essere proposta ab initio sempreché il diritto fatto valere sia

connesso per il titolo o per l'oggetto con quello controverso tra le parti originarie.

Il terzo interveniente assume la qualità di parte→intervento litisconsortile si verifica un allargamento

dell'oggetto del processo→causa originaria + causa connessa parallela del terzo che diviene parte.

L'intervento del terzo nel lato attivo realizza successivamente un LC facoltativo attivo ex art 103→si

realizzerà un processo che dal momento dell'intervento avrà la stessa struttura oggetto e la stessa

composizione soggettiva che avrebbe avuto se avessero cominciato insieme il processo.

Se non viene svolto l'intervento →certamente il tizio non é colpito dal giudicato→nei casi di connessione

stretta può risentire però del giudicato favorevole all'attore→il giudicato di rigetto non crea invece

pregiudizio per il terzo.

L'intervento del terzo anche nel lato passivo?→improbabile ma possibile→es:accertamento passivo di un

compropietario di un fondo→interesse!

L'intervento volto ad esperire una domanda di accertamento negativo→un esempio in materia di

fideiussione→accertamento negativo che esista ancora il credito del debitore!→se il debitore principale non

intervenisse la sentenza che definisc e il processo tra la banca e il fideiussore con il relativo giudicato non lo

vincolerebbe nell'azione di regresso in quanto essa non contiene l'accertamento con efficacia di giudicato del

credito della banca nei confronti del debitore principale→contro azione di regresso con intervento

litisconsortile dallato passivo→instaurato il cumulo di cause connesse ma autonome sarà disciplinata dall'Art

103 ab initio.

B) L'intervento principale:Il terzo propone una domanda nei confronti di tutte le parti del processo

affermando un diritto relativo all'oggetto medesimo della domanda attrice e così incompatibile→intervento

al quale si riferiscono le parole nei confronti di tutte le parti →terzo interveniente interviene per proporre una

domanda contro tutte le parti in causa→interveniente principale ha la caratteristica di far valere nel processo

già pendente un diritto relativo all'oggetto del diritto già controverso nel processo medesimo nei confronti sia

dell'attore che del convenuto.→NON basata sullo stesso titolo dell'azione dell'attore.

Esempio in tema di rivendica→convenuto caio per difendersi dall'azione di rivendica affermi di non essere

neppure lui il proprietario bensì semplicemente il possessore del bene e chieda il rigetto della domanda di

Tizio sulla base del fatto che il possessore non é tenuto a dimostrare la proprietà e che Tizio non ha offerto

prova del diritto incompatibile→se si ha anche domanda di rivendica per la quale bisogna accertare il diritto

uti dominus (cioè non basato su contratto) alla restituzione é necessario preliminarmente accertare la

titolarità del diritto di proprietà→fonde del credito restitutorio.

La lite trilaterale→tizio contro cario sempronio contro tizio e sempronio contro cario.

Intervento ad INFRINGENDUM IURA UTRIUSQUE LITIGATORIS→intervento che si esperisce per

contestare i diritti di tutte le originarie parti del processo→terzo si afferma titolare di un diritto autonomo ma

oggettivamente connesso e appunto riferendosi in via esclusiva allo stesso oggetto incompatibile con quello

fatto valere dalle altre parti.

Intervento principale per far valere un credito→sia diritti assoluti che relativi.

L'intervento determina una estensione dell'oggetto del contendere e fa assumere al terzo la qualità di

parte→l'intervento principale é un opposizione anticipata→terzo vuole che si formi una decisione che possa

turbare un suo diritto→terzo diventa parte del processo con poteri propri e autonomi.

La CD lite fra pretendenti→attore originario e l'interveniente principale controvertono sulla spettanza all'uno

o all'altro della titolarità in ordine alla medesima situazione soggettiva attiva di credito o di diritto reale su un

determinato bene→se il convenuto non contesta di essere obbligato si daranno i presupposti per la sua

estromissione dal processo ai sensi dell'art 109 CPC→estromissione disposta con sentenza che prendendo

atto dell'avvenuto deposito della cosa o della somma accerti con efficacia di giudicato la posizione di

obbligato del convenuto nei confronti di colui che tra i due pretendenti sarà riconosciuto al termine del

processo titolare del credito o del diritto reale conteso.

L'oggetto del diritto fatto valere é lo stesso mentre il titolo dipende solo dal caso.

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Connessione anche per il titolo?→totale quando Sempronio dice che vi é stata CONTEMPLATIO DOMINI

mentre Tizio afferma di aver stipulato in nome proprio (rappresentante?).

Il terzo che non interviene non é soggetto al giudicato reso inter alios→legate sempre da un vincolo di

connessione per incompatibilità→il terzo é libero di far valere il proprio diritto in altro processo per vederlo

riconosciuto in forza del proprio titolo preminente→sentenza inter alios può provocargli un pregiudizio a

causa della esecuzione e a seguito dell'incertezza sulle relazioni sociali per la titolarità del diritto→diritto

senza limiti di tempo di impugnare la sentenza→OPPOSIZIONE ORDINARIA DI TERZO

L'intervento principale é ammissibile anche in appello →sempre ammissibile anche in appello ex art 344

CPC→mai ammissibile in appello l'intervento litisconsortile che può essere svolto da colui che se rimane

terzo non riceve alcun effetto dalla sentenza→per l'intervento adesivo sarà ammesso in appello solo quello

dei creditori degli aventi causa→nel rito societario amette in appello ogni tipo di intervento adesivo.

C)L'INTERVENTO ADESIVO E I LIMITI SOGGETTIVI DEL GIUDICATO.

L'intervento ad adiuvandum→nel processo può intervenire un terzo per sostenere le ragioni di alcuna delle

parti quando vi abbia un proprio interesse→a differenza del interveniente →diventa parte accessoria.

L'interesse del terzo interveniente adesivo→deve cmq avere un interesse ad un determinato esito del giudizio

fra le parti (no interesse ad agire) qua di configura come interesse giuridicamente qualificato in ordine

all'esito nel merito del giudizio in corso in un certo modo anziché in un altro→legittimato ad intervenire

adesivamente é il terzo titolare di un rapporto dipendente da quello oggetto del processo inciso dal

giudicato→terzi che andrebbero esposti all'efficacia riflessa della sentenza→rimanendo terzi.

L'ipotesi prevista ex art 1595 comma 3 CC qui il diritto dipendente é soggetto ex lege all'efficacia riflessa di

cosa giudicata della sentenza che accerta il diritto principale→es:contratto e sub contratto come locazione e

sublocazione→senza pregiudizio delle ragioni del subconduttore verso il sublocatore la nullità o la

risoluzione del contratto di locazione ha effetto anche nei confronti del subconduttore e la sentenza

pronunciata tra locatore e conduttore ha effetto anche contro di lui→la dipendenza permanente e la

riflessione del giudicato→interesse giuridicamente rilevante il quale discende qui addirittura dalla

circostanza che il terzo risulta titolare di un rapporto dipendente su cui sarebbe cmq destinata a riflettersi per

disposizione di legge l'efficacia di cosa giudicata della sentenza di accertamento e costitutiva pronunciata sul

rapporto principale.

Sub contratti obbligatori→nesso di pregiudizialità-dipendenza permanente fra i due rapporti→continuano a

vivere così astretti→anche un atto negoziale si rifletterebbe con piena efficacia sul rapporto

dipendente→condizionato dal rapporto principale.

Soluzione per le ipotesi non disciplinate dalla legge in cui la dipendenza sia solo genetica→deve avere sul

piano sostanziale caratteri di permanenza→tesi della riflessione del giudicato generalizzata→vincolo riflesso

in capo a terzi→deviazione dalla regola generale di limitazione del giudicato alle parti→ex art 2909

CC→interesse del terzo a sostenere le ragioni della parte adiuvata al fine di evitare il formarsi di un

accertamento definitivo sfavorevole in ordine al rapporto principale→opponibile al terzo medesimo.

L'intervento adesivo del fideiussore e quello litisconsortile dal lato passivo→l'intervento del debitore

principale ove convenuto sia il fideiussore→se banca agisce contro fideiussore il debitore principale potrà

essere chiamato in causa o potrà comparire volontariamente.

L'intervento adesivo del venditore garante per evizione e la sua chiamata in causa ex art 1485 comma 1

CC→interviene a fianco dell'acquirente →il compratore convenuto da un terzo che pretende di avere diritti

sulla cosa venduta deve chiamare in causa il venditore→qualora non lo faccia e sia condannato con sentenza

passata in giudicato perde il diritto alla garanzia→se il venditore prova che esistevano ragioni sufficienti per

far respingere la domanda→efficacia riflessa debole.

Il venditore rimasto terzo e la dimostrazione della ingiustizia della sentenza di evizione→se il venditore

rimane terzo prevede una efficacia riflessa debole→norme simili all'art 1485→dettati in materia di

fideiussione e ipoteca→Art 1595 CC→la sentenza sulla nullità o sulla risoluzione del contratto di locazione

é pienamente e sempre opponibile al subconduttore rimossa ogni sua possibilità di replica e così proprio con

forza di accertamento di giudicato→relazione di dipendenza tra rapporti giuridici.

Il terzo diviene parte sia pure ad adiuvandum la decisione sarà invece sempre pienamente vincolante nei suoi

confronti→il terzo che interviene

adesivamente non fa valere il suo diritto ma ne promuove una indiretta forma di tutela→l'intervento adesivo

promuove una indiretta forma di tutela→in altre ipotesi di dipendenza se il terzo rimane tale non vada

soggetto ad alcun vincolo, neppur debole,→ma non di meno dovrà ammettersi perfino qui la sua

legittimazione attiva all'intervento adesivo al fine di garantire che la decisione sia pienamente efficace nei

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suoi confronti.

Terzi che possono intervenire ma che non subirebbero alcun tipo di vincolo→intervento del magistrato

esposto ad un'eventuale obbligazione di rivalsa nel giudizio di responsabilità del danneggiato verso lo

Stato→possono intervenire anche per la prima volta in appello.

Terzi non titolari di rapporti dipendenti interessati all'esito del giudizio:il creditore sia legittimazione selettiva

all'intervento→art 2900 CC→attribuisce al creditore esposto a quel rischio la legittimazione straordinaria ad

agire+ art 344 CPC attribuisce al creditore il potere di intervenire financo in appello.→rischio di insolvibilità

legittima come anche l'inerzia o la negligenza nel difendersi del convenuto.

Il terzo diventa parte e così titolare di una seria di poteri processuali→a seguito dell'intervento adesivo il

terzo chiede che il rapporto litigioso venga accertato con efficacia di giudicato anche nei suoi confronti→egli

ne diventa parte (parte accessoria) e diventa titolare di una serie di poteri processuali assai estesi che

incontrano un limite solo nella carenza del potere di disporre del diritto controverso→nel processo di primo

grado tutti i poteri delle parti ma non può confessare o prestare giuramento decisorio→il terzo diventa parte

così titolare di una serie di rapporti processuali→terzo non può: opporsi agli atti dispositivi che vengano

compiendosi fra le parti & non può opporsi alla estinzione del processo non accettando la rinuncia agli atti

dell'attore (sua accettazione non necessaria).

Art 105 CPC VEDI→

Dubbi e distinguo sul potere di impugnazione autonomo→nel processo societario si!→riconoscere la

legittimazione all'impugnazione nei casi in cui il terzo intervenuto adesivamenme avrebbe potuto mettere in

moto il processo sul rapporto pregiudiziale in virtù di una sua legittimazione straordinaria→si dovrebbe

disconoscere la legittimazione all'impugnazione a quei terzi che sarebbero stati cmq soggetti alla piena

efficacia della sentenza anche qualora non fossero intervenuti nel processo relativo al rapporto pregiudiziale.

Applicabilità dell'art 331 CPC nelle fasi di gravame→se la parte adiuvata appella il terzo intervenuto

adesivamente in primo grado sarà parte necessaria del nuovo grado di giudizio in quanto la causa dovrà

considerarsi inscindibile nei suoi confronti.

Disciplina procedurale dei tre interventi→l'art 268 e la sua recente novellazione→il terzo qualunque tipo di

intervento voglia esperire deve costituirsi presentando un udienza o depositando in cancelleria una comparsa

il cui contenuto é il medesimo della comparsa di risposta.

Termine per l'intervento→ex art 268→l'intervento può aver luogo sino a che non vengano precisato le

conclusioni posto che dopo di ciò la rimessione al collegio sarà solo un'ipotesi eccezionale→il terzo non può

compiere atti che al momento dell'intervento non sono più consentiti ad alcuna altra parte salvo che

comparisca volontariamente per l'integrazione necessaria del contraddittorio→se l'intervento ha luogo dopo

la prima udienza il terzo non può compiere atti che non sono consentiti alle altre parti salvo comparisca

volontariamente per l'integrazione necessaria del contraddittorio.

Le preclusioni maturate dalle parti in causa si estendono al terzo che vedrebbe in tal modo violato il suo

diritto di difesa a meno che non si ritenga art 268 comma 2 inapplicabile all'intervento principale

litisconsortile→l'intervento può avvenire lungo tutto l'arco temporale che va dall'inizio della causa fino al

momento della precisazione delle conclusioni→l'attività difensiva di terzo che non sia intervenuto fin

dall'inizio del processo finirebbe così con l'essere molto ristretta.

Il terzo vede ammissibile il suo intervento fino alla precisazione delle conclusioni ma se egli esercita questa

facoltà dopo la udienza di trattazione o dopo la scadenza di eventuali termini per le memorie→essendo ormai

precluse allegazioni di fatti o istanze probatorie il suo diritto diventerà bensì oggetto di quel processo ma egli

non potrà efficacemente far fronte ai corrispondenti oneri dimostrativi→il terzo in questo caso dovrebbe

dedurre in un autonomo processo che non presenterà preclusione alcuna.

Interpretazione costituzionalmente orientata ristretta all'intervento adesivo→riferire il comma 2 dell'art 268

CPC al solo intervento adesivo→bisogni di economia processuale ed ancora + di coordinamento decisorio

tutt'altro che trascurabili.

L'intervento del pubblico ministero→art 70 prevede quale necessario a pena di nullità rilevabile d'ufficio→in

ogni altra causa in cui si ravvisa un pubblico interesse il PM ha il potere dovere di intervenire→potere

dedurre prove →prendere autonome conclusioni→non però di impugnare la sentenza.

LA CHIAMATA IN CAUSA→L'intervento di un terzo in un processo già pendente non sempre consegue ad

una sua iniziativa spontanea ma può anche essere coatto→vale a dire può essere determinato dalla chiamata

ad opera di una delle parti originarie per propria iniziatica o a ciò sollecitate da un ordine del giudice→ ex art

106.

Le due ipotesi di chiamata in causa del terzo previste dall'art 106 CPC→chiamata del terzo per comunanza di

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PADOVA, TREVISO)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Consolo Claudio.

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