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7-bis) dei delitti previsto dagli articoli 600, 600-bis, comma 1, 600-ter, comma 1,

601, 602, 609-bis nelle ipotesi aggravate previste dall'articolo 609-ter, 609-quater,

609-octies del codice penale;

b) notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni per la

molteplicità di fatti tra loro collegati ovvero per l'elevato numero di persone

sottoposte alle indagini o di persone offese;

c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero;

d) procedimenti in cui è indispensabile mantenere il collegamento tra più uffici del

pubblico ministero a norma dell'articolo 371.

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis, qualora il pubblico ministero non

abbia esercitato l'azione penale o richiesto l'archiviazione nel termine stabilito

dalla legge o prorogato dal giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza

del termine non possono essere utilizzati.

Analizziamo questi due complessi articoli.

Secondo il 406 c.3 la richiesta di proroga è notificata alla persona sottoposta ad

indagini : essa viene così messa a conoscenza di indagini preliminari a suo carico al

di fuori dell’informazione di garanzia.

Inoltre al G.I.P. non viene trasmesso l’intero fascicolo ma semplicemente

“l'indicazione della notizia di reato e l'esposizione dei motivi che la giustificano”;

Pertanto il G.I.P non ha in mano alcun elemento per decidere .

Diversa la richiesta di archiviazione: In quel caso viene trasmesso l’intero fascicolo.

Ci può essere però il caso di quando si tratta di

proroga coperta delle indagini,

particolari delitti 5-bis. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 non si applicano se si

procede per taluno dei delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e nell'articolo

407, comma 2, lettera a), numeri 4 e 7-bis. In tali casi, il giudice provvede con

ordinanza entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, dandone

comunicazione al pubblico ministero.

La proroga viene concessa dal G.I.P. con ordinanza emessa in camera di consiglio

senza contraddittorio fra le parti : ordinanza “de plano”.

Quindi:

1) se il G.I.P. ritiene di dover concedere la proroga allora provvede de plano

(secondo il principio di tassatività delle impugnazioni tale ordinanza NON è

appellabile)

2) Se il G.I.P. è incerto allora fissa un udienza camerale

non decide più de plano,

dandone avviso alle parti, e il procedimento si svolge secondo le regole

generali di cui all’art. 127 se le regole sono quelle del 127 sembrerebbe che

l’ordinanza che definisce il procedimento sia ricorribile per cassazione

La giurisprudenza però è contraria e dice che il rinvio all’art. 127 è un

semplice rinvio alle forme.

Contenuto ordinanza:

a) Ordine prosecuzione indagini 25

b) Respinge richiesta di proroga; fissa termine (max 10 gg) entro cui il P.M. deve

chiedere archiviazione o rinvio a giudizio.

Gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza (solo gli atti di indagine e non tutti

gli atti) compiuti dopo la scadenza non sono utilizzabili

ESPEDIENTI:

1) Archiviazione suicida

Il P.M. chiede l’archiviazione motivando di non aver avuto tempo per svolgere le

indagini il G.I.P. può respingere l’archiviazione e ordinare nuove indagini ex

409 c.p.p.

2) Ritardo nell’iscrizione del registro degli indagati

Se sfogliando il fascicolo il G.I.P. si accorge che il P.M. ha indebitamente

ritardato l’iscrizione allora retrodatando mentalmente l’iscrizione al momento

corretto , alcuni atti delle indagini potrebbero venire invalidati.

La giurisprudenza in questo caso considera la retrodatazione dell’iscrizione da

ricorribile dal P.M. in Cassazione.

parte del G.I.P. come un atto abnorme,

Quindi questo espediente da parte del P.M. ha solo eventuali ricadute disciplinari.

Il 2 comma dell’art. 414 prevede la riapertura delle indagini dopo l’archiviazione .

Art. 414. Riapertura delle indagini.

1. Dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli precedenti,

il giudice autorizza con decreto motivato la riapertura delle indagini su richiesta del

pubblico ministero motivata dalla esigenza di nuove investigazioni.

2. Quando è autorizzata la riapertura delle indagini, il pubblico ministero procede a

335.

nuova iscrizione a norma dell'articolo

DIRETTIVE DEL P.M. AGLI ORGANI DI P.G.

Art. 348 c. 3 Attività tipica di P.G.

Dopo l'intervento del pubblico ministero, la polizia giudiziaria compie gli atti ad essa

specificamente delegati a norma dell'articolo 370, esegue le direttive del pubblico

ministero ed inoltre svolge di propria iniziativa, informandone prontamente il

pubblico ministero, tutte le altre attività di indagine per accertare i reati ovvero

richieste da elementi successivamente emersi e assicura le nuove fonti di prova.

1) Atti delegati

2) Direttive P.M.

3) Attività autonoma 26

Art. 348 c. 2 Attività atipica di P.G.

Al fine indicato nel comma 1, procede, fra l'altro:

a) nonché alla conservazione

alla ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al reato

di esse e dello stato dei luoghi;

in grado di riferire su circostanze rilevanti per la

b) alla ricerca delle persone

ricostruzione dei fatti;

Dentro questa attività stanno pedinamenti, pedinamenti con GPS, appostamenti,

contatto con informatori, videoriprese tutte attività per cui non occorre

autorizzazione del G.I.P.

N.B. come è noto alcune attività sono riservata ai cosiddetti ufficiali di P.G., altre

anche ad agenti di P.G.

La violazione di tali norme non ha alcuna ricaduta processuale.

ATTIVITA’ DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Alcuni atti sono riservati espressamente al P.M. ( quasi interrogatorio alla persona

privata della libertà personale

Inoltre:

Art. 354 c. 3

Se ricorrono i presupposti previsti dal comma 2, gli ufficiali di polizia giudiziaria

compiono i necessari accertamenti e rilievi sulle persone diversi dalla ispezione

Se gli accertamenti comportano il prelievo di materiale biologico, si

personale.

osservano le disposizioni del comma 2-bis dell'articolo 349.

Si tende a dire che l’ispezione personale riguarda tutte le parti del corpo coperte dai

vestiti a tutela del pudore, nonché le cavità naturali del corpo.

La radiografia dello stomaco del corriere di droga invece dovrà essere autorizzata dal

P.M.

Art. 353. Acquisizione di plichi o di corrispondenza.

1. Quando vi è necessità di acquisire plichi sigillati o altrimenti chiusi, l'ufficiale di

polizia giudiziaria per l'eventuale sequestro.

li trasmette intatti al pubblico ministero

2. Se ha fondato motivo di ritenere che i plichi contengano notizie utili alla ricerca e

all'assicurazione di fonti di prova che potrebbero andare disperse a causa del

ritardo, l'ufficiale di polizia giudiziaria informa col mezzo più rapido il pubblico

ministero il quale può autorizzarne l'apertura immediata e l’accertamento del

contenuto (1).

3. Se si tratta di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi o altri oggetti di

corrispondenza, anche se in forma elettronica o se inoltrati per via telematica, (2)

27

per i quali è consentito il sequestro a norma dell'articolo 254, gli ufficiali di polizia

giudiziaria, in caso di urgenza, ordinano a chi è preposto al servizio postale,

Se entro

telegrafico, telematico o di telecomunicazione (3) di sospendere l'inoltro.

quarantotto ore dall'ordine della polizia giudiziaria il pubblico ministero non

dispone il sequestro, gli oggetti di corrispondenza sono inoltrati.

Art. 349. Identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini

e di altre persone.

1. La polizia giudiziaria procede alla identificazione della persona nei cui confronti

vengono svolte le indagini e delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti

per la ricostruzione dei fatti.

2. Alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini può

procedersi anche eseguendo, ove occorra, rilievi dattiloscopici, fotografici e

antropometrici nonché altri accertamenti. ed in particolare del

Stiamo parlando del cosiddetto fermo di identificazione

prelievo coattivo di materiale biologico ai fini dell’identificazione del fermato.

Il prelievo coattivo è evidentemente autorizzato dal P.M.

Recentemente però abbiamo avuto un intervento legislativo a seguito del caso dei

“Miracoli della madonnina di Civitavecccchia”.

Infatti abbiamo un intervento della Corte Costituzionale che ritiene che

immobilizzare una persona per consentire un prelievo biologico, costituisce una

limitazione della libertà personale e quindi necessita di una disposizione di legge ex

art. 13 Costituzione.

Nel 2005 abbiamo un provvedimento legislativo che autorizza la P.G. (e solo la P.G.)

al prelievo su autorizzazione del P.M. o del giudice.

Ma il paradosso era che la P.G. aveva il potere dietro autorizzazione del P.M., ma al

contrario il P.M. che pur autorizzava NON aveva il potere.

Nel 2009 abbiamo l’introduzione del comma 2 bis:

Ai fini dell’identificazione :

2-bis. Se gli accertamenti indicati dal comma 2 comportano il prelievo di capelli o

saliva e manca il consenso dell'interessato, la polizia giudiziaria procede al prelievo

coattivo nel rispetto della dignità personale del soggetto, previa autorizzazione

scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto, del pubblico ministero.

Dal punto di vista delle garanzie difensive abbiamo quindi:

Atti a cui ha diritto di assistere il difensore il quale deve

ATTI GARANTITI

essere (sommarie informazioni da persona non privata

preventivamente avvisato

della libertà personale) 28

Atti a cui ha diritto di assistere il difensore ma senza

ATTI SEMI-GARANTITI

previo avviso. si ricavano per differenza

ATTI NON GARANTITI

AUSILIARI DI POLIZIA

Questa figura emerge dal 348 c. 4 Fonti di prova.

La polizia giudiziaria, quando, di propria iniziativa o a seguito di delega del

pubblico ministero, compie atti od operazioni che richiedono specifiche competenze

tecniche, può avvalersi di persone idonee le quali non possono rifiutare la propria

opera.

In questo caso la c.d. “perizia di polizia” serve solo a procedere ed elaborare la

notizia di reato.

Non può servire per prendere decisioni sulla responsabilità dell’indagato.

MEZZI DI PROVA/MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA

Abbiamo 2 settori di attività di polizia giudiziaria.

Mezzi di prova: artt. 350 – 351

Art. 350.

Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte

le indagini.

Suddividiamo questo articolo in 3 segmenti:

Situazione standard: commi 1-4

1. Gli ufficiali di polizia giudiziaria assumono, con le modalità previste dall'articolo

64, sommarie informazioni utili per le investigazioni dalla persona nei cui

che non si trovi in stato di arresto o di fermo a

confronti vengono svolte le indagini

norma dell'articolo 384.

2. Prima di assumere le sommarie informazioni, la polizia giudiziaria invita la

persona nei cui confronti vengono svolte le indagini a nominare un difensore di

fiducia e, in difetto, provvede a norma dell'articolo 97 comma 3.

29

3. Le sommarie informazioni sono assunte con la necessaria assistenza del

al quale la polizia giudiziaria dà tempestivo avviso. I difensore ha

difensore,

l'obbligo di presenziare al compimento dell'atto.

4. Se il difensore non è stato reperito o non è comparso, la polizia giudiziaria

richiede al pubblico ministero di provvedere a norma dell'articolo 97, comma 4.

Questo costituisce quello che in gergo viene chiamato “quasi-interrogatorio”, che si

svolge con le garanzie previste dall’art. 64.

1) Indagato non privato della libertà personale

2) Avvisi di garanzia art. 64

3) necessaria assistenza del difensore

Art. 64.

Regole generali per l'interrogatorio.

1. La persona sottoposta alle indagini, anche se in stato di custodia cautelare o se

detenuta per altra causa, salve le cautele

interviene libera all'interrogatorio,

necessarie per prevenire il pericolo di fuga o di violenze.

2. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interrogata,

metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare

la capacità di ricordare e di valutare i fatti .

3. Prima che abbia inizio l'interrogatorio, la persona deve essere avvertita che:

a) le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti;

b) salvo quanto disposto dall'articolo 66, comma 1, ha facoltà di non rispondere ad

alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso;

c) se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri,

salve le incompatibilità

assumerà, in ordine a tali fatti, l'ufficio di testimone,

previste dall'articolo 197 e le garanzie di cui all'articolo 197-bis.

3-bis. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 3, lettere a) e b), rende

inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona interrogata. In mancanza

dell'avvertimento di cui al comma 3, lettera c), le dichiarazioni eventualmente rese

dalla persona interrogata su fatti che concernono la responsabilità di altri non sono

utilizzabili nei loro confronti e la persona interrogata non potrà assumere, in ordine

a detti fatti, l'ufficio di testimone

.

Quindi per l’assunzione di sommarie informazioni valgono le garanzie generali per

l’interrogatorio di cui all’art. 64, ma non quelle dell’art. 65 che non è richiamato.

Art. 65.

Interrogatorio nel merito.

1. L'autorità giudiziaria contesta alla persona sottoposta alle indagini in forma

le rende noti gli elementi di prova

chiara e precisa il fatto che le è attribuito,

esistenti contro di lei e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, gliene

comunica le fonti.

2. Invita, quindi, la persona ad esporre quanto ritiene utile per la sua difesa e le pone

direttamente domande. 30

3. Se la persona rifiuta di rispondere, ne è fatta menzione nel verbale. Nel verbale è

fatta anche menzione, quando occorre, dei connotati fisici e di eventuali segni

particolari della persona

Quindi quando vengono assunte sommarie informazioni dagli organi di P.G. non sarà

necessaria la contestazione del fatto nè comunicare le prove contro di lui.

Queste regole valgono solo per l’interrogatorio nel merito che è effettuato sempre

dall’autorità giudiziaria.

Deroga al requisito della libertà personale : commi 5-6

1) Si prescinde dalla presenza del difensore

2) Si prescinde dallo status libertatis gli ufficiali di polizia giudiziaria possono,

5. Sul luogo o nell'immediatezza del fatto,

anche senza la presenza del difensore, assumere dalla persona nei cui confronti

vengono svolte le indagini, a norma

anche se arrestata in flagranza o fermata

dell'articolo 384, notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle

indagini.

6. Delle notizie e delle indicazioni assunte senza l'assistenza del difensore sul luogo o

nell'immediatezza del fatto a norma del comma 5 è vietata ogni documentazione e

utilizzazione.

Cominciamo dal 6 comma le informazioni non possono avere alcun utilizzo

processuale, e possono essere utilizzate solo a fini investigativi.

Vediamo ora il significato di : Sul luogo o nell'immediatezza del fatto

La “o” disgiuntiva sembrerebbe significare che questi due fattori siano in alternativa

fra loro.

Questa interpretazione porterebbe però a conseguenze aberranti: se io porto qualche

giorno dopo la persona arrestata sul luogo del delitto posso assumere sommarie

informazioni.

Una soluzione di compromesso proposta dalla dottrina è interpretare la “o” nel senso

che anche se non ci troviamo sul luogo, almeno siamo nell’immediatezza del fatto (o

= quantomeno).

Dichiarazioni spontanee dell’indagato

7. La polizia giudiziaria può altresì ricevere dichiarazioni spontanee dalla persona

nei cui confronti vengono svolte le indagini, ma di esse non è consentita la

salvo quanto previsto dall'articolo 503 comma 3.

utilizzazione nel dibattimento, 31

In certe situazioni vi è un interesse della persona a rilasciare spontanee dichiarazioni

al fine di salvaguardare la propria posizione.

Il problema nasce dall’aggettivo spontanee: è sempre problematico capire quanto

siano spontanee le dichiarazioni e quanto siano invece frutto di tecniche di

persuasione da parte della P.G. (viene detto che verranno valutate positivamente dal

giudice) il risultato è che non sono più spontanee.

In assenza del difensore queste dichiarazioni non possono avere alcun utilizzo in

dibattimento salvo il caso di contestazioni all’imputato che sottostia all’esame

dibattimentale e solo per valutare la credibilità dell’imputato.

Non viene richiamato l’art. 513 per cui tali dichiarazioni non potranno essere

utilizzate se l’imputato resti assente o contumace o rifiuti l’esame.

Attenzione: la norma parla di utilizzazione nel dibattimento, quindi ne se deduce che

le dichiarazioni spontanee potranno essere utilizzate:

a) nel rito abbreviato

b) per fondare un’ordinanza di custodia cautelare

Art. 351. Altre sommarie informazioni (da persone informate sui fatti)

1. La polizia giudiziaria assume sommarie informazioni dalle persone che possono

Si applicano le disposizioni del

riferire circostanze utili ai fini delle indagini.

secondo e terzo periodo del comma 1 dell'articolo 362.

Questo articolo riguarda le persone informate sui fatti.

Questo articolo rinvia all’art. 362 che rinvia ulteriormente all’art. 197-198

(incompatibilità e obblighi del testimone).

Sembrerebbero le regole che si applicano in sede di incidente probatorio o di

testimonianza dibattimentale.

Attenzione però, non vengono richiamati :

Art. 194 testimonianza su moralità dell’indagato

Art. 195 testimonianza indiretta

Nei casi dell’art. 351 la reticenza o la falsità delle dichiarazioni alla P.G. non

integrano il reato di false comunicazioni al P.M., nemmeno quando la P.G. agisce su

delega del P.M.

Restano però possibili le possibilità di calunnia e favoreggiamento.

1-bis. All'assunzione di informazioni da persona imputata in un procedimento

connesso ovvero da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si

procede nel caso previsto dall'articolo 371 comma 2 lettera b), procede un ufficiale

di polizia giudiziaria. La persona predetta, se priva del difensore, è avvisata che è

assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. Il difensore

deve essere tempestivamente avvisato e ha diritto di assistere all'atto

32

Vediamo ora le regole sulla connessione art. 12

1. Si ha connessione di procedimenti:

a) se il reato per cui si procede è stato commesso da più persone in concorso o

cooperazione fra loro, o se più persone con condotte indipendenti hanno

determinato l'evento;

b) se una persona è imputata di più reati commessi con una sola azione od omissione

ovvero con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso;

c) se dei reati per cui si procede gli uni sono stati commessi per eseguire o per

occultare gli altri.

Oppure: art. 371 Indagini collegate: non influiscono sulla competenza

c) se si tratta di reati dei quali gli uni sono stati commessi in occasione degli

altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il

prezzo, il prodotto o l'impunità, o che sono stati commessi da più persone in

danno reciproco le une delle altre, ovvero se la prova di un reato o di una sua

circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza;

Nel caso dell’art. 351 possiamo notare che non compare alcun riferimento all’articolo

64, che compare però nel caso già visto del 350.

Quindi da ciò possiamo dedurre che il soggetto potrà rilasciare dichiarazioni sul fatto

altrui, quando vengono da lui assunte sommarie informazioni come persona

informata sui fatti, mentendo come se fosse il fatto proprio e non può assumere le

vesti di testimone assistito.

Al contrario ai sensi del 350 al soggetto indagato vengono fatti gli avvisi di cui al 64

e quindi può assumere la veste di testimone assistito, se riferisce su fatto altrui dopo

l’avviso.

Questo non piace molto alla dottrina che ritiene debbano, anche in questo caso, essere

fatti gli avvisi di cui all’art. 64.

Art. 354.

Accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone. Sequestro.

Sopralluogo di polizia

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria curano che le tracce e le cose

pertinenti al reato siano conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venga

mutato prima dell'intervento del pubblico ministero.

33

Accertamenti e rilievi

2. che le cose, le tracce e i luoghi indicati nel comma 1 si alterino o

Se vi è pericolo

si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire

tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli

ufficiali di polizia giudiziaria compiono i necessari accertamenti e rilievi sullo stato

In relazione ai dati, alle informazioni e ai programmi

dei luoghi e delle cose.

informatici o ai sistemi informatici o telematici, gli ufficiali della polizia giudiziaria

adottano, altresì, le misure tecniche o impartiscono le prescrizioni necessarie ad

assicurarne la conservazione e ad impedirne l’alterazione e l’accesso e provvedono,

ove possibile, alla loro immediata duplicazione su adeguati supporti, mediante una

procedura che assicuri la conformità della copia all’originale e la sua

immodificabilità

periculum in mora Carattere di urgenza

Presupposto sono fotografie di frammenti di realtà che altrimenti andrebbero

Nozione di rilievi

perdute (es. impronte sulla neve, rilievi per rintracciare polvere da sparo sulle mani)

non è più una fotografia, ma sfocia in un’attività di tipo

Nozione di accertamenti

conoscitivo .

L’accertamento di polizia non comporta una valutazione come nella perizia.

Esempio se scopro un ladro che trafuga dei beni e gli trovo un mazzo di chiavi,

l’accertamento potrà consistere nel provare le chiavi nella serratura dell’appartamento

svaligiato è un accertamento meccanico che non comporta espressione di alcuna

opinione.

Altro esempio alcool test

Sequestro (siamo entrati nei mezzi di ricerca della prova)

Se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti.

Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso

nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo.

E’ questa una variante del sequestro probatorio che spetta normalmente alla polizia

giudiziaria.

Abbiamo anche il sequestro conservativo art. 321 c. 3 bis (Nel corso delle indagini

preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il

provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato dal pubblico

ministero. Negli stessi casi, prima dell'intervento del pubblico ministero, al sequestro

procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive,

trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato

convalida art. 355

eseguito).--> 34

3. Se ricorrono i presupposti previsti dal comma 2, gli ufficiali di polizia giudiziaria

compiono i necessari accertamenti e rilievi sulle persone diversi dalla ispezione

personale. Se gli accertamenti comportano il prelievo di materiale biologico, si

osservano le disposizioni del comma 2-bis dell'articolo 349.

Apertura immediata del plico. Art. 353 c 2

Quando vi è necessità di acquisire plichi sigillati o altrimenti chiusi, l'ufficiale di

polizia giudiziaria li trasmette intatti al pubblico ministero per l'eventuale sequestro.

2. Se ha fondato motivo di ritenere che i plichi contengano notizie utili alla ricerca e

all'assicurazione di fonti di prova che potrebbero andare disperse a causa del

l'ufficiale di polizia giudiziaria informa col mezzo più rapido

ritardo, il pubblico

e l’accertamento del

ministero il quale può autorizzarne l'apertura immediata

contenuto.

Fermo di identificazione art. 349 c. 2 bis

2-bis. Se gli accertamenti indicati dal comma 2 comportano il prelievo di capelli o

saliva e manca il consenso dell'interessato, la polizia giudiziaria procede al prelievo

coattivo nel rispetto della dignità personale del soggetto, previa autorizzazione

del pubblico ministero.

scritta, oppure resa oralmente e confermata per iscritto,

Art. 356.Assistenza del difensore.

1. Il difensore della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini ha facoltà di

assistere, senza diritto di essere preventivamente avvisato, agli atti previsti dagli

articoli 352 e

(perquisizioni in caso di flagranza o evasione) 354 (accertamenti

oltre che all'immediata apertura del plico autorizzata dal pubblico

urgenti)

ministero a norma dell'articolo 353 comma 2.

PERQUISIZIONE

Art. 352. Perquisizioni.

1. gli ufficiali di polizia giudiziaria

Nella flagranza del reato o nel caso di evasione,

procedono a perquisizione personale o locale quando hanno fondato motivo di

ritenere che sulla persona si trovino occultate cose o tracce pertinenti al reato che

possono essere cancellate o disperse ovvero che tali cose o tracce si trovino in un

determinato luogo o che ivi si trovi la persona sottoposta alle indagini o l'evaso.

1-bis. Nella flagranza del reato, ovvero nei casi di cui al comma 2 quando sussistono

i presupposti e le altre condizioni ivi previsti, gli ufficiali di polizia giudiziaria,

adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e

ad impedirne l’alterazione, procedono altresì alla perquisizione di sistemi

informatici o telematici, ancorchè protetti da misure di sicurezza, quando hanno

fondato motivo di ritenere che in questi si trovino occultati dati, informazioni,

35

programmi informatici o tracce comunque pertinenti al reato che possono essere

cancellati o dispersi.

Questi commi riguardano i casi di flagranza di reato oppure di evasione; in questi casi

il legislatore non si è preoccupato di richiedere come requisito l’urgenza, in quanto,

in tali casi, si considera in re ipsa.--> si procede in assenza di autorizzazione del

P.M.

2. Quando si deve procedere alla esecuzione di un'ordinanza che dispone la custodia

o di un ordine che dispone la nei confronti di persona

cautelare carcerazione

imputata o condannata per uno dei delitti previsti dall'articolo 380 ovvero al fermo

gli ufficiali di polizia giudiziaria possono altresì

di una persona indiziata di delitto,

procedere a perquisizione personale o locale se ricorrono i presupposti indicati nel

che non consentono la emissione

comma 1 e sussistono particolari motivi di urgenza

di un tempestivo decreto di perquisizione.

3. La perquisizione domiciliare può essere eseguita anche fuori dei limiti temporali

dell'articolo 251 quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l'esito.

4. La polizia giudiziaria trasmette senza ritardo, e comunque non oltre le quarantotto

ore, al pubblico ministero del luogo dove la perquisizione è stata eseguita il verbale

delle operazioni compiute. Il pubblico ministero, se ne ricorrono i presupposti, nelle

quarantotto ore successive, convalida la perquisizione.

Qui invece abbiamo il caso di esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare

oppure di carcerazione purchè si tratti di delitti di cui all’art. 380 (arresto obbligatorio

in flagranza) oppure di fermo indiziario.

Nel secondo comma invece ritroviamo i che devono giustificare

motivi di urgenza

una perquisizione in assenza di autorizzazione del P.M.

In caso di mancata convalida del sequestro restituzione cose

In caso di mancata convalida della perquisizione nessuna conseguenza di ordine

pratico. DOCUMENTAZIONE ATTI DI P.G.

Art. 357.

Documentazione dell'attività di polizia giudiziaria.

secondo le modalità ritenute idonee ai fini delle

1. La polizia giudiziaria annota

indagini, anche sommariamente, tutte le attività svolte, comprese quelle dirette alla

individuazione delle fonti di prova.

2. Fermo quanto disposto in relazione a specifiche attività, dei

redige verbale

seguenti atti:

a) denunce, querele e istanze presentate oralmente;

b) sommarie informazioni rese e dichiarazioni spontanee ricevute dalla persona nei

cui confronti vengono svolte le indagini;

c) informazioni assunte, a norma dell'articolo 351;

36

d) perquisizioni e sequestri;

e) operazioni e accertamenti previsti dagli articoli 349, 353 e 354;

f) atti, che descrivono fatti e situazioni, eventualmente compiuti sino a che il pubblico

ministero non ha impartito le direttive per lo svolgimento delle indagini.

3. Il verbale è redatto da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria nelle forme e con le

modalità previste dall'articolo 373.

4. La documentazione dell'attività di polizia giudiziaria è posta a disposizione del

pubblico ministero.

5. A disposizione del pubblico ministero sono altresì poste le denunce, le istanze e le

querele presentate per iscritto, i referti, il corpo del reato e le cose pertinenti al

reato.

Annotazioni = sintetiche e informali (annotazioni di un pedinamento)

Verbali = documentazione ufficiale e formale di tutte le attività di cui è certo o

presumibile l’impiego in sede dibattimentale.

Annotazioni e verbali sono destinate al fascicolo delle indagini preliminari.

Art. 373 5° comma

L'atto contenente la notizia di reato e la documentazione relativa alle indagini sono

conservati in apposito fascicolo presso l'ufficio del pubblico ministero assieme agli

atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell'articolo 357.

ATTI DI P.G. RIGUARDO LA LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’

PERSONALE

Art. 382.

Stato di flagranza. ovvero chi,

1. E' in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato

dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da

subito dopo il reato, è inseguito

altre persone ovvero è dalle quali appaia che egli abbia

sorpreso con cose o tracce

commesso il reato immediatamente prima.

2. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è cessata la

permanenza.

Mentre è abbastanza chiaro lo stato di flagranza dubbi possono sorgere sulla quasi

flagranza cosa significa subito dopo o immediatamente prima?

Dalla lettera della norma il collegamento temporale sembrerebbe essere molto stretto;

la giurisprudenza al contrario lo interpreta in modo elastico in caso di

inseguimento anche qualche ora, sempre che l’inseguimento non abbia avuto

soluzione di continuità.

Art. 380.

Arresto obbligatorio in flagranza. :Nessuna discrezionalità

37

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono all'arresto di chiunque è

consumato o tentato, per il quale la

colto in flagranza di un delitto non colposo,

legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a

cinque anni e nel massimo a venti anni.

2. Anche fuori dei casi previsti dal comma 1, gli ufficiali e gli agenti di polizia

giudiziaria procedono all'arresto di chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti

delitti non colposi, consumati o tentati:

……..

…….

…….

3. Se si tratta l'arresto in flagranza è eseguito se la

di delitto perseguibile a querela,

querela viene proposta, anche con dichiarazione resa oralmente all'ufficiale o

all'agente di polizia giudiziaria presente nel luogo. Se l'avente diritto dichiara di

rimettere la querela, l'arrestato è posto immediatamente in libertà.

Discrezionalità per gravità del fatto e

Art. 381. Arresto facoltativo in flagranza.

pericolosità del soggetto

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di arrestare chiunque è

colto in flagranza di un consumato o tentato, per il quale la

delitto non colposo, ovvero di

legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni

per il quale la legge stabilisce la pena della

un delitto colposo reclusione non

inferiore nel massimo a cinque anni .

2. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno altresì facoltà di arrestare

chiunque è colto in flagranza di uno dei seguenti delitti:

……..

…….

……

4. Nelle ipotesi previste dal presente articolo si procede all'arresto in flagranza

soltanto se la misura è giustificata ovvero

dalla gravità del fatto dalla pericolosità

desunta dalla sua personalità o dalle circostanze del fatto.

del soggetto

4-bis. Non è consentito l'arresto della persona richiesta di fornire informazioni dalla

polizia giudiziaria o dal pubblico ministero per reati concernenti il contenuto delle

informazioni o il rifiuto di fornirle.

Art. 383 Facoltà di arresto da parte dei privati.

1. Nei casi previsti dall'articolo 380 ogni persona è autorizzata a procedere

all'arresto in flagranza, quando si tratta di delitti perseguibili di ufficio.

2. La persona che ha eseguito l'arresto deve senza ritardo consegnare l'arrestato e le

cose costituenti il corpo del reato alla polizia giudiziaria la quale redige il verbale

della consegna e ne rilascia copia. 38

Art. 384. Fermo di indiziato di delitto.

1. Anche fuori dei casi di flagranza, quando sussistono specifici elementi che, anche

in relazione alla impossibilità di identificare l'indiziato, fanno ritenere fondato il

della persona

il pubblico ministero dispone il fermo gravemente

pericolo di fuga, per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della

indiziata di un delitto

reclusione non inferiore nel minimo a due anni e superiore nel massimo a sei anni

ovvero di un delitto concernente le armi da guerra e gli esplosivi o di un delitto

commesso per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione

dell'ordine democratico .

2. Nei casi previsti dal comma 1 e prima che il pubblico ministero abbia assunto la

direzione delle indagini, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria procedono al

fermo di propria iniziativa. qualora sia

3. La polizia giudiziaria procede inoltre al fermo di propria iniziativa

successivamente individuato l'indiziato ovvero sopravvengono specifici elementi,

quali il possesso di documenti falsi, che rendano fondato il pericolo che l'indiziato

e non sia possibile per la situazione di urgenza, attendere il

sia per darsi alla fuga

provvedimento del pubblico ministero.

Quindi, contrariamente al caso di flagranza, il fermo di polizia può essere disposto sia

dal P.M. che dalla P.G. di propria iniziativa.

Secondo l’art. 13 della Costituzione il provvedimento deve essere convalidato

dall’Autorità Giudiziaria, che nel nostro codice è ora il G.I.P. del luogo dove è

avvenuto il fermo.

Ricordiamo che la P.G. non può assumere informazioni da una persona privata della

libertà personale salvo:

- Dichiarazioni spontanee

- indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini.

Le procedure di convalida del fermo e dell’arresto in flagranza presentano caratteri

comuni.

Art. 386. Doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo.

1. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto o il

fermo o hanno avuto in consegna l'arrestato, ne danno immediata notizia al pubblico

dove l'arresto o il fermo è stato eseguito. Avvertono inoltre

ministero del luogo

l'arrestato o il fermato della facoltà di nominare un difensore di fiducia.

2. Dell'avvenuto arresto o fermo gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria

informano immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero

quello di ufficio designato dal pubblico ministero a norma dell'articolo 97.

3. Qualora non ricorra l'ipotesi prevista dall'articolo 389 comma 2, gli ufficiali e gli

agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a disposizione del

dall'arresto

pubblico ministero al più presto e comunque non oltre ventiquattro ore

39

o dal fermo. Entro il medesimo termine trasmettono il relativo verbale, salvo che il

pubblico ministero autorizzi una dilazione maggiore. Il verbale contiene l'eventuale

nomina del difensore di fiducia, l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo in cui

l'arresto o il fermo è stato eseguito e l'enunciazione delle ragioni che lo hanno

determinato.

4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria pongono l'arrestato o il fermato a

disposizione del pubblico ministero mediante la conduzione nella casa

o mandamentale del luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito.

circondariale

5. Il pubblico ministero può disporre che l'arrestato o il fermato sia custodito, in uno

dei luoghi indicati nel comma 1 dell'articolo 284 ovvero, se ne possa derivare grave

pregiudizio per le indagini, presso altra casa circondariale o mandamentale.

6. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria trasmettono il verbale di fermo

se diverso da quello indicato nel

anche al pubblico ministero che lo ha disposto,

comma 1.

7. L'arresto o il fermo diviene inefficace se non sono osservati i termini previsti dal

comma 3.

L’art. 25 delle disposizioni di attuazione vieta alla P.G. e alla polizia penitenziaria di

dare consigli circa la nomina dell’avvocato di fiducia.

N.B. saranno notiziati sia il P.M. del luogo dove è stato effettuato il fermo, sia il

P.M. competente in base al procedimento.

Art. 388.

Interrogatorio dell'arrestato o del fermato.

1. Il pubblico ministero dell'arrestato o del fermato,

può procedere all'interrogatorio

ovvero, in mancanza, al difensore

dandone tempestivo avviso al difensore di fiducia

di ufficio.

2. Durante l'interrogatorio, osservate le forme previste dall'articolo 64, il pubblico

ministero informa l'arrestato o il fermato del fatto per cui si procede e delle ragioni

che hanno determinato il provvedimento comunicandogli inoltre gli elementi a suo

carico e, se non può derivarne pregiudizio per le indagini, le fonti.

Questo interrogatorio, precede normalmente

detto interrogatorio investigativo,

quello del G.I.P. in sede di udienza di convalida.

L’interrogatorio di garanzia del G.I.P. è invece disciplinato dall’art. 294 ed è quello

successivo all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare.

Fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice che ha deciso in

ordine all'applicazione della misura cautelare se non vi ha proceduto nel corso

dell'udienza di convalida dell'arresto o del fermo di indiziato di delitto procede

della persona in stato di custodia cautelare in carcere

all'interrogatorio dall'inizio dell'esecuzione

immediatamente e comunque non oltre cinque giorni

della custodia, salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita.

40

Qui il G.I.P. ha provveduto all’ordinanza su richiesta del P.M. e quindi è il primo che

sente la persona sottoposta a misura cautelare.

Art. 104.

Colloqui del difensore con l'imputato in custodia cautelare.

1. L'imputato in stato di custodia cautelare ha diritto di conferire con il difensore fin

dall'inizio dell'esecuzione della misura.

2. La persona arrestata in flagranza o fermata a norma dell'articolo 384 ha diritto di

conferire con il difensore subito dopo l'arresto o il fermo.

3. Nel corso delle indagini preliminari, quando sussistono specifiche ed eccezionali

il giudice su richiesta del pubblico ministero può, con decreto

ragioni di cautela,

motivato, dilazionare, per un tempo non superiore a cinque giorni, l'esercizio del

diritto di conferire con il difensore.

4. Nell'ipotesi di arresto o di fermo, il potere previsto dal comma 3 è esercitato dal

pubblico ministero fino al momento in cui l'arrestato o il fermato è posto a

disposizione del giudice.

Quindi in caso di arresto o fermo il P.M. ha il potere di differire il colloquio

dell’arrestato con il suo difensore e può quindi interrogarlo prima che possa parlare

con il suo legale.

Da notare che il procedimento è scandito da termini previsti a pena inefficacia

dell’arresto o del fermo.

1) termine di 24 ore P.G. deve porre l’arrestato a disposizione del P.M.

2) Termine di 48 dall’arresto il P.M. deve chiedere la convalida

3) Termine di 48 ore il G.I.P. deve convalidare

Art. 390.

Richiesta di convalida dell'arresto o del fermo.

1. o dal fermo il pubblico ministero, qualora non

Entro quarantotto ore dall'arresto

debba ordinare la immediata liberazione dell'arrestato o del fermato , richiede la

competente in relazione al luogo

convalida al giudice per le indagini preliminari

dove l'arresto o il fermo è stato eseguito.

2. Il giudice fissa l'udienza di convalida al più presto e comunque entro le

dandone avviso, senza ritardo, al pubblico ministero e al

quarantotto ore successive

difensore.

3. L'arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le

prescrizioni del comma 1.

3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per

con gli elementi

l'udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà personale

su cui le stesse si fondano.

L’udienza di convalida si svolge in camera di consiglio ex art 327.

41

Art. 391. Udienza di convalida. con la

1. L'udienza di convalida si svolge in partecipazione

camera di consiglio

dell'arrestato o del fermato.

necessaria del difensore

2. Se il difensore di fiducia o di ufficio non è stato reperito o non è comparso, il

giudice provvede a norma dell'articolo 97 comma 4.

3. Il pubblico ministero, se comparso, indica i motivi dell'arresto o del fermo e

illustra le richieste in ordine alla libertà personale. Il giudice procede quindi

salvo che questi non abbia potuto o si

all'interrogatorio dell'arrestato o del fermato,

sia rifiutato di comparire; sente in ogni caso il suo difensore.

4. Quando risulta che l'arresto o il fermo è stato legittimamente eseguito e sono stati

osservati i termini previsti dagli articoli 386 comma 3 e 390 comma 1, il giudice

Contro l'ordinanza che decide sulla

provvede alla convalida con ordinanza.

convalida, il pubblico ministero e l'arrestato o il fermato possono proporre ricorso

per cassazione.

5. Se ricorrono le condizioni di applicabilità previste dall'articolo 273 e taluna delle

esigenze cautelari previste dall'articolo 274, il giudice dispone l'applicazione di una

Quando l'arresto è stato eseguito per

misura coercitiva a norma dell'articolo 291.

uno dei delitti indicati nell'articolo 381, comma 2, ovvero per uno dei delitti per i

quali è consentito anche fuori dai casi di flagranza, l'applicazione della misura è

disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1,

lettera c), e 280.

6. Quando non provvede a norma del comma 5, il giudice dispone con ordinanza la

immediata liberazione dell'arrestato o del fermato.

7. Le ordinanze previste dai commi precedenti, se non sono pronunciate in udienza,

sono comunicate o notificate a coloro che hanno diritto di proporre impugnazione.

Le ordinanze pronunciate in udienza sono comunicate al pubblico ministero e

notificate all'arrestato o al fermato, se non comparsi. I termini per l'impugnazione

decorrono dalla lettura del provvedimento in udienza ovvero dalla sua

comunicazione o notificazione. L'arresto o il fermo cessa di avere efficacia se

l'ordinanza di convalida non è pronunciata o depositata anche quarantotto ore

successive al momento in cui l'arrestato o il fermato è stato posto a disposizione del

giudice.

Nota bene: l’ordinanza di convalida del fermo o arresto e l’ordinanza di custodia

cautelare sono due provvedimenti logicamente e giuridicamente separati.

Potremmo avere convalida del fermo ma rigetto delle misure cautelari successive, ma

anche , viceversa, mancata convalida del fermo con applicazione di misura cautelare.

o non convalida del fermo o arresto Ricorso per

Ordinanza di convalida

cassazione. tribunale della libertà se concessa, Cassazione se negata (P.M.)

Misura cautelare

Poniamo il caso: nell’ordinanza di convalida viene avvisato un avvocato di fiducia

che non è più tale (per revoca mandato) avremmo una nullità assoluta che vizia gli

atti conseguenti la convalida del fermo.

42

Ma cosa succede all’eventuale ordinanza di custodia cautelare?

La giurisprudenza dice che non ne risente perché la misura cautelare non dipende

logicamente e consequenzialmente dal fermo convalidato (e infatti è emessa

normalmente dal G.I.P. su richiesta del P.M.).

Nota bene: il G.I.P. del luogo del fermo è un giudice incompetente per territorio, e

allora:

Art. 27.

Misure cautelari disposte dal giudice incompetente.

1. Le misure cautelari disposte dal giudice che, contestualmente o successivamente,

si dichiara incompetente per qualsiasi causa cessano di avere effetto se, entro venti

giorni dalla ordinanza di trasmissione degli atti, il giudice competente non provvede

a norma degli articoli 292, 317 e 321.

Il G.I.P. competente per il procedimento dovrà riemettere entro 20 giorni una nuova

ordinanza. GIUDIZIO DIRETTISSIMO

Art. 449.

Casi e modi del giudizio direttissimo.

1. Quando una persona è stata arrestata in flagranza di un reato, il pubblico

se ritiene di dover procedere,

ministero, può presentare direttamente l'imputato in

per la convalida e il contestuale

stato di arresto davanti al giudice del dibattimento,

giudizio, entro quarantotto ore dall'arresto. Si applicano al giudizio di convalida le

disposizioni dell'articolo 391, in quanto compatibili.

2. Se l'arresto non è convalidato, il giudice restituisce gli atti al pubblico ministero.

Il giudice procede tuttavia a giudizio direttissimo quando l'imputato e il pubblico

ministero vi consentono.

3. Se l'arresto è convalidato, si procede immediatamente al giudizio.

4. Il pubblico ministero, quando l'arresto in flagranza e' gia' stato convalidato,

procede al giudizio direttissimo presentando l'imputato in udienza non oltre il

salvo che ciò pregiudichi gravemente le indagini. (1)

trentesimo giorno dall'arresto,

5. Il pubblico ministero procede inoltre al giudizio direttissimo, salvo che cio'

pregiudichi gravemente le indagini, nei confronti della persona che nel corso

L'imputato libero a comparire a una

dell'interrogatorio ha reso confessione. è citato

udienza non successiva al trentesimo giorno dalla iscrizione nel registro delle notizie

di reato. L'imputato in stato di custodia cautelare per il fatto per cui si procede è

presentato all'udienza entro il medesimo termine. (1)

6. Quando il reato per cui è richiesto il giudizio direttissimo risulta connesso con

altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si

procede separatamente per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo

che ciò pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile,

prevale in ogni caso il rito ordinario. 43

UDIENZA DIRETTISSIMA

Nel 2008 ci sono state alcune modifiche legislative che hanno inciso sui termini dei

commi 4 e 5 che sono diventati di 30 giorni (prima erano 15).

Prima della novella la formula era che il P.M. “può procedere” al giudizio

direttissimo.

Adessa la formula è “procede” configurando quello che sembrerebbe essere un

obbligo.

Però non è un obbligo incondizionato poichè successivamente compare la formula

salvo che cio' pregiudichi gravemente le indagini.

In tutti i casi il giudice ritenga che il giudizio direttissimo sia stato instaurato fuori

dei casi previsti dalla legge, restituisce gli atti al P.M.

Ma se al contrario il P.M. pur potendo procedere per direttissima, sceglie di andare

davanti al G.U.P. allrora questi non potrà restituirgli gli atti.

Il giudizio direttissimo dell’art. 449 è quello innanzi al tribunale e alla corte di assise.

Un altro giudizio direttissimo è quello previsto dall’art. 558 comma 9 innanzi al

tribunale in composizione monocratica. al giudizio direttissimo nei casi

9. Il pubblico ministero può, altresì, procedere

previsti dall'articolo 449, commi 4 e 5.

Notiamo qui che è rimasta la locuzione “può procedere”.

Inoltre:

1. Gli ufficiali o gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l'arresto in

flagranza o che hanno avuto in consegna l'arrestato lo conducono

direttamente davanti al giudice del dibattimento per la convalida dell'arresto e

il contestuale giudizio, sulla base della imputazione formulata dal pubblico

In tal caso citano anche oralmente la persona offesa e i testimoni e

ministero.

avvisano il difensore di fiducia o, in mancanza, quello designato di ufficio a

norma dell'articolo 97, comma 3.

Si noti bene: non è più il P.M. che porta l’arrestato davanti al giudice, ma è la stessa

P.G.; al P.M. spetta però la qualificazione giuridica del fatto.

Se però il P.M. ritiene , allora:

4. Se il pubblico ministero ordina che l'arrestato in flagranza sia posto a sua

a norma dell'articolo 386,

disposizione lo può presentare direttamente all'udienza,

in stato di arresto, per la convalida e il contestuale giudizio, entro quarantotto ore

dall'arresto. Se il giudice non tiene udienza, la fissa a richiesta del pubblico

ministero, al più presto e comunque entro le successive quarantotto ore. Si applicano

al giudizio di convalida le disposizioni dell'articolo 391, in quanto compatibili.

L’imputato a questo punto ha la possibilità di chiedere un termine a difesa.

7. L'imputato ha facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore

Quando l'imputato si

(giudizio innanzi al tribunale monocratica)

a cinque giorni 44

avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all'udienza immediatamente

successiva alla scadenza del termine.

Sottolineiamo il fatto che nel procedimento innanzi al giudice di Pace i giudizi

speciali sono esclusi, così come le limitazioni alla libertà personale.

Negli articoli 450 e 451 il verbo “presentare” implica una privazione della libertà

personale.

In caso invece di confessione dell’imputato abbiamo visto che questo viene “citato”.

SVOLGIMENTO

Vediamo il 4° comma dell’art. 451.

4. Il decreto, unitamente al fascicolo previsto dall'articolo 431, formato dal pubblico

ministero, è trasmesso alla cancelleria del giudice competente per il giudizio.

Notiamo qui che il fascicolo contenente gli atti processuali è formato dal P.M. senza

contraddittorio ed è trasmesso al giudice.

Ma se per esempio il giudizio direttissimo viene chiesto per la confessione

dell’imputato, come farà il giudice a rendersi conto, da un atto di parte, se vi è stata o

meno una vera confessione?

5. Al difensore è notificato senza ritardo a cura del pubblico ministero l'avviso della

data fissata per il giudizio.

Cosa significa senza ritardo ai fini di verificare la congruità o meno del termine?

Lo svolgimento dell’udienza direttissima è regolato tramite un richiamo agli artt. 470

e ss. per le udienze del rito ordinario.

4. Il pubblico ministero, fuori del caso previsto dall'articolo 450 comma 2, contesta

l'imputazione all'imputato presente.

Abbiamo qui la contestazione orale dell’imputazione , salvo il caso di citazione a

giudizio.

6. L'imputato è altresì avvisato della facoltà di chiedere un termine per preparare la

Quando

difesa (tribunale collegiale o Corte d’Assise)

non superiore a dieci giorni

l'imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all'udienza

immediatamente successiva alla scadenza del termine.

Il giudice ha discrezionalità solo in ordine al quantum è obbligato a concedere un

termine e il dibattimento si sospende.

. Il presidente avvisa l'imputato della facoltà di chiedere il giudizio abbreviato

5

ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.

Il giudizio direttissimo non impedisce l’applicazione dei riti premiali , quali il

patteggiamento e il rito abbreviato.

Questo meccanismo è giustificato dal fatto che il giudizio direttissimo è comunque

disposto dal P.M. ex autoritate.

La peculiarità di questo rito abbreviato sarà quella di svolgersi innanzi al giudice del

dibattimento anziché innanzi al G.U.P. 45 e obbliga il P.M. a

L’ordinanza di restituzione degli atti non è impugnabile

scegliere un'altra modalità di giudizio.

6. Quando il reato per cui è richiesto il giudizio direttissimo risulta connesso con

altri reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si

per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo

procede separatamente

che ciò pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile,

prevale in ogni caso il rito ordinario.

Se è possibile i riti vengono celebrati separatamente; in caso contrario prevale il rito

ordinario. POTERI DI INDAGINE DEL P.M

Art. 358. Attività di indagine del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo

326 e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona

sottoposta alle indagini.

L’idea originaria era di configurare il P.M. come una parte ma anche come un organo

di giustizia.

Nel vecchio codice il P.M. non solo emetteva ordini di arresto ma anche formava il

fascicolo di istruzione sommaria.

La seconda parte dell’articolo non prevede un obbligo del P.M. a cercare le prove

dell’innocenza dell’indagato; configura però un obbligo, in presenza di fatti e

circostanze favorevoli, di verbalizzare comunque.

Tale obbligo non sussiste per esempio nel caso di indagini difensive: in caso di indizi

sfavorevoli al proprio assistiti questi non dovranno essere introdotti nel fascicolo.

Quando agisce in autonomia la P.G. non ha alcun obbligo di informare la persona

indagata (diverso è il caso di attività delegata).

Diverso è il caso del P.M.

Art. 369. Informazione di garanzia.

1. il

Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere,

pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di

ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa una informazione

di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate della data e

del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di

fiducia.

2. Qualora ne ravvisi la necessità ovvero l'ufficio postale restituisca il piego per

irreperibilità del destinatario, il pubblico ministero può disporre che l'informazione

di garanzia sia notificata a norma dell'articolo 151.

Nel 1969 questa forma di avviso era stata introdotta anche nel codice Rocco.

Negli anni assunse diverse denominazioni:

46

1) Avviso di procedimento

2) Comunicazione giudiziaria

3) Informazione di garanzia

Da un punto di vista costituzionale realizza il principio del diritto di difendersi

provando.

Notiamo che all’art. 369 comma 1 l’informazione viene inviata a mezzo posta

raccomandata, un mezzo che meglio di altri garantisce il diritto alla riservatezza

tutelato all’art. 111 della costituzione (informata riservatamente).

D’altra parte visto che destinatario è pure la persona offesa dal reato, questo può

comportare l’annullamento dei benefici dell’invio a mezzo posta.

L’informazione di garanzia potrebbe essere spedita anche in una fase iniziale delle

indagini, quindi dal punto di vista dell’informativa non è molto appagante.

In pratica abbiamo solo:

- Norma di legge violata

- Data e luogo del fatto

- Invito a nominare 1 difensore

Ma questo esclusivamente Solo quando deve compiere un atto al quale il

difensore ha diritto di assistere con preavviso

Questo non vale per gli atti a cui il difensore ha diritto di assistere senza avviso.

Art. 365.b Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso.

1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione o

chiede alla persona sottoposta alle indagini, che siapresente, se è assistita

sequestro,

da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a

norma dell'articolo 97 comma 3.

2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell'atto, fermo quanto previsto

dall'articolo 249.

3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 7.

Prima del 1985 non veniva specificato “solo quando” e quindi spesso l’informazione

di garanzia veniva spedita in anticipo rispetto a quando sarebbe stata necessaria, con

grave danno d’immagine dell’indagato.

Nel caso dell’arresto in flagranza non funziona esattamente così in quanto in quel

caso non può più essere messo in dubbio che l’imputato non sappia di un

procedimento penale a suo carico.

Esempio notifica di ordinanza di custodia cautelare

L’informazione di garanzia non copre il ventaglio di tutti i possibili atti di indagine.

Ne restano fuori: 47

- Indagini di P.G.

- Accertamenti tecnici ripetibili

- Testimoni ex art 362 (assunzione di informazioni utili per le indagini)

L’omissione dell’avviso di garanzia comporta una nullità intermedia ex art. 178

c.p.c. ne deriva la nullità degli atti successivi presupposti.

Inoltre quando il P.M. deve compiere il primo atto di indagine al quale il difensore

dell’indagato ha il diritto di assistere e comunque prima di notificare l’invito a

comparire per l’interrogatorio ex 375 c.3 ( o ex 415 bis) fa notificare all’indagato la

nomina di un difensore d’ufficio Art. 369-bis.

Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa.

a cui il difensore ha diritto di assistere

1. Al compimento del primo atto (cioè prima)

e, comunque, prima dell'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi del

combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, il pubblico ministero, a pena

di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la

comunicazione della nomina del difensore d'ufficio.

2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:

a) l'informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con

l'indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta

alle indagini;

b) il nominativo del difensore d'ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;

con l'avvertimento

c) l'indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia

che, in mancanza, l'indagato sarà assistito da quello nominato d'ufficio;

d) l'indicazione dell'obbligo di retribuire il difensore d'ufficio ove non sussistano le

condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l'avvertimento che, in caso

di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;

e) l'indicazione delle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

In questo caso abbiamo :

1) notifica e non semplice invio A.R.

e non anche al suo legale

2) solamente all’indagato

3) Atto riguardante la sola difesa tecnica e non anche quella personale

4) Manca l’embrione di imputazione

5) Il dies a quo è lo stesso (al compimento del primo atto) significa PRIMA

48

6) La violazione comporta per entrambe gli atti una nullità intermedia

7) Anche qui vi è il rilievo degli atti equipollenti se viene notificata un

ordinanza di custodia cautelare entrambe gli avvisi diventano superflui

Problema: nel 369 se il P.M. non compie atti garantiti non deve inviare

l’informazione di garanzia.

E nel 369 bis?

La norma aggiunge “comunque, prima dell'invito a presentarsi per rendere

l'interrogatorio…”

Quindi se il P.M. invia A.C.I.P. e l’indagato chiede di essere sentito allora il P.M.

deve inviare 369 bis.

INDIVIDUAZIONE DI PERSONE O DI COSE

attribuire un nome alla persona fisica

:

Identificazione riconosco una persona in mezzo ad altre; manca ogni garanzia; va

Individuazione :

bene anche fotografia

è la procedura del dibattimento oppure in sede di incidente probatorio

:

Ricognizione

se il G.I.P. autorizza per casi di urgenza (testimone con malattia agli occhi

degenerante) Art. 361.

Individuazione di persone e di cose.

1. Quando è necessario per la immediata prosecuzione delle indagini, il pubblico

ministero procede alla individuazione di persone, di cose o di quanto altro può

essere oggetto di percezione sensoriale. ovvero sottoposti in

2. Le persone, le cose e gli altri oggetti sono presentati

immagine a chi deve eseguire la individuazione.

3. Se ha fondata ragione di ritenere che la persona chiamata alla individuazione

possa subire intimidazione o altra influenza dalla presenza di quella sottoposta a

49

individuazione, il pubblico ministero adotta le cautele previste dall'articolo 214

comma 2. (SPECCHIO).

L’individuazione è la procedura meno garantistica in termini di esattezza, per questo

può essere utilizzata solo necessario per la immediata prosecuzione delle indagini.

Ci sono metodi per una sua utilizzazione processuale?

1 strada

Principio del libero convincimento del giudice il giudice può trarre un libero

convincimento da qualsiasi dato (anche dall’individuazione) questa tesi viola il

principio di legalità della prova del codice Vassalli (prove legalmente ammesse e

legalmente acquisite)

2 Strada

Si è sostenuto che l’individuazione potrebbe costituire una prova atipica 189 c.p.p.

tesi da respingere.

3 strada

Utilizzo processuale al fine di effettuare delle contestazioni contesto al teste in

ricognizione la contraddizione rispetto all’individuazione, al fine di togliere valore

alla testimonianza.

ACCERTAMENTI DEL PUBBLICO MINISTERO

1) Accertamenti tecnici ripetibili

Art. 359.

Consulenti tecnici del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti, rilievi segnaletici,

descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie

specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti, che non possono

rifiutare la loro opera.

2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a singoli

atti di indagine 50

Sono accertamenti di parte. Non assiste il difensore né consulente di parte.

2) accertamenti tecnici irripetibili (autopsia)

Art. 360.

Accertamenti tecnici non ripetibili.

1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o

luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza

ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori

del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà

di nominare consulenti tecnici.

2. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 2. (nomina e assistenza del

difensore)

3. I difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di

assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli accertamenti e di

formulare osservazioni e riserve. (ma non hanno diritto alla formulazione dei

quesiti)

È questa una brutta copia della perizia disposta dal giudice, in cui il CTP può

partecipare alla formulazione dei quesiti ex art. 230 1° comma.

4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini

il pubblico ministero dispone

formuli riserva di promuovere incidente probatorio,

che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più

essere utilmente compiuti.

Ovviamente per la difesa è molto più garantistico il rito dell’incidente probatorio

davanti al G.I.P.; pertanto l’imputato potrà opporsi presentando riserva di

chiedere incidente probatorio.

Ovviamente tale tattica potrà essere ostruzionistica (mi oppongo, ma non promuovo

incidente probatorio).

La legge non offre soluzioni ma ragionevolmente in caso di ritardo l’incidente

probatorio sarà chiesto dal P.M.

L’opposizione sarà negata in caso di pericolo per la prova

5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona

sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte

51

del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi

risultati non possono essere utilizzati nel dibattimento.

Attenzione: si tratta di inutilizzabilità relativa (solo nel dibattimento).

Quindi utilizzabile per patteggiamento, rito abbreviato e per fondare un’ordinanza di

custodia cautelare.

Abbiamo quindi due differenti tipologie di vizi:

nullità intermedia

1) Vizio di notifica

2) inutilizzabilità relativa

Mancanza dei presupposti

Legge 85/2009 istituisce la banca dati del DNA in esecuzione di un trattato

internazionale.

Viene quindi prelevato e conservato in banca dati il DNA:

1) persone scomparse

2) Resti non identificati

3) Reperti biologici reperiti durante procedimenti penali

Inoltre:

Art. 9.

(Prelievo di campione biologico e tipizzazione del profilo del DNA)

1. Ai fini dell'inserimento del profilo del DNA nella banca dati nazionale del DNA,

sono sottoposti a prelievo di campioni biologici: in carcere o

a) i soggetti ai quali sia applicata la misura della custodia cautelare

quella degli arresti domiciliari;

b) i soggetti arrestati di indiziato di delitto;

in flagranza di reato o sottoposti a fermo

o internati a seguito di sentenza irrevocabile,

c) i per un delitto non

soggetti detenuti

colposo;

d) i soggetti nei confronti dei quali sia applicata una misura alternativa alla

a seguito di sentenza irrevocabile, per un delitto non colposo;

detenzione

e) i soggetti ai quali sia applicata, in via provvisoria o definitiva, una misura di

sicurezza detentiva.

2. Il prelievo di cui al comma 1 può essere effettuato esclusivamente se si procede nei

confronti dei soggetti di cui al comma 1 per delitti, non colposi, per i quali è

52 Il prelievo non può essere effettuato se

consentito l'arresto facoltativo in flagranza.

si procede per i seguenti reati:

a) reati di cui al libro II, titolo III, capo I, tranne quelli di cui agli articoli 368, 371-

bis, 371-ter, 372, 374 aggravato ai sensi dell'articolo 375, 378 e 379, e capo II,

tranne quello di cui all'articolo 390, del codice penale;

b) reati di cui al libro II, titolo VII, capo I, tranne quelli di cui all'articolo 453, e

capo II, del codice penale;

c) reati di cui al libro II, titolo VIII, capo I, tranne quelli di cui all'articolo 499, e

capo II, tranne quello di cui all'articolo 513-bis, del codice penale;

d) reati di cui al libro II, titolo XI, capo I, del codice penale;

e) reati di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

f) reati previsti dal codice civile;

g) reati in materia tributaria;

h) reati previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione

finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

3. Nel caso di arresto in flagranza di reato o di fermo di indiziato di delitto, il

prelievo è effettuato dopo la convalida da parte del giudice.

4. I soggetti indicati al comma 1 sono sottoposti a prelievo di campioni di mucosa

a cura del personale specificamente addestrato delle Forze di polizia

del cavo orale

o di personale sanitario ausiliario di polizia giudiziaria.

5. Le operazioni sono eseguite nel rispetto della dignità, del decoro e della

riservatezza di chi vi è sottoposto. Delle operazioni di prelievo è redatto verbale.

6. Il campione prelevato è immediatamente inviato, a cura del personale procedente,

al laboratorio centrale di cui all'articolo 5, comma 2, per la tipizzazione del relativo

profilo e la successiva trasmissione alla banca dati del DNA.

Ricordiamo che già l’art. 224 bis aveva introdotto la disciplina delle perizie con atti

idonei ad incidere sulla libertà personale.

224-bis. Provvedimenti del giudice per le perizie che richiedono il compimento di

atti idonei ad incidere sulla libertà personale. Regola l’incidente probatorio

consumato o tentato, per il quale la

1. Quando si procede per delitto non colposo,

legge stabilisce la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre

e negli altri casi espressamente previsti dalla legge, se per l’esecuzione della

anni

perizia è necessario compiere atti idonei ad incidere sulla libertà personale, quali il

su persone viventi ai fini della

prelievo di capelli, di peli o di mucosa del cavo orale e non vi è il consenso

determinazione del profilo del DNA o accertamenti medici,

della persona da sottoporre all’esame del perito, il giudice, anche d’ufficio, ne

53

dispone con ordinanza motivata l’esecuzione coattiva, se essa risulta assolutamente

indispensabile per la prova dei fatti. 224, l’ordinanza di cui al comma 1 contiene,

2. Oltre a quanto disposto dall’articolo

a pena di nullità:

a) (persona generica e non

le generalità della persona da sottoporre all’esame

e quanto altro valga ad identificarla;

quindi indagato)

b) l’indicazione del reato per cui si procede, con la descrizione sommaria del

fatto;

c) l’indicazione specifica del prelievo o dell’accertamento da effettuare e delle

ragioni che lo rendono assolutamente indispensabile per la prova dei fatti;

d) l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore o da persona di fiducia;

e) l’avviso che, in caso di mancata comparizione non dovuta a legittimo

impedimento, potrà essere ordinato l’accompagnamento coattivo ai sensi del comma

6; f) l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora stabiliti per il compimento

dell’atto e delle modalità di compimento.

3. L’ordinanza di cui al comma 1 è notificata all’interessato, all’imputato e al suo

di quello stabilito per

difensore nonché alla persona offesa almeno tre giorni prima

l’esecuzione delle operazioni peritali.

Bernardo Provengano è stato arrestato comparando il suo DNA prelevato da un

ospedale in Francia con quello di un suo stretto parente.

Una parte di dottrina minoritaria sostiene che il parente potrebbe opporre l’art. 199

facoltà di astensione dei prossimi congiunti.

4. Non possono in alcun caso essere disposte operazioni che contrastano con espressi

divieti posti dalla legge o che possono mettere in pericolo la vita, l’integrità fisica o

la salute della persona o del nascituro, ovvero che, secondo la scienza medica,

possono provocare sofferenze di non lieve entità.

5. Le operazioni peritali sono comunque eseguite nel rispetto della dignità e del

pudore di chi vi è sottoposto. In ogni caso, a parità di risultato, sono prescelte le

tecniche meno invasive.

6. Qualora la persona invitata a presentarsi per i fini di cui al comma 1 non compare

senza addurre un legittimo impedimento, il giudice può disporre che sia

accompagnata, anche coattivamente, nel luogo, nel giorno e nell’ora stabiliti.

54

Una prima ipotesi di mancanza di collaborazione è la mancata comparizione

accompagnamento coatto ex artt. 132 e 133.

Se, pur comparendo, rifiuta di prestare il proprio consenso agli accertamenti, il

L’uso di mezzi di coercizione

giudice dispone che siano eseguiti coattivamente.

fisica è consentito per il solo tempo strettamente necessario all’esecuzione del

prelievo o dell’accertamento. Si applicano le disposizioni dell’articolo 132, comma

2.

Se pur comparendo la persona rifiuta di collaborare forza fisica

7. L’atto è nullo se la persona sottoposta al prelievo o agli accertamenti non è

) nullità assoluta.

assistita dal difensore nominato .

Ma se la mancata assistenza riguarda persone diverse dall’indagato Nullità

relativa

Logicamente quindi avremo il 359 bis che disciplina le operazioni di cui al 224 bis

fuori del

359-bis. Prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi.

caso dell’incidente probatorio

1. Fermo quanto disposto dall’articolo 349, comma 2-bis, quando devono essere

eseguite le operazioni di cui all’articolo 224-bis e non vi è il consenso della persona

interessata, il pubblico ministero ne fa richiesta al giudice per le indagini

che le autorizza con ordinanza quando ricorrono le condizioni ivi

preliminari

previste.

2. quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa

Nei casi di urgenza, il pubblico ministero dispone

derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini,

lo svolgimento delle operazioni con decreto motivato contenente i medesimi

provvedendo a disporre

elementi previsti dal comma 2 dell’articolo 224-bis,

l’accompagnamento coattivo, qualora la persona da sottoporre alle operazioni non si

presenti senza addurre un legittimo impedimento, ovvero l’esecuzione coattiva delle

se la persona comparsa rifiuta di sottoporvisi.

operazioni, il pubblico ministero richiede al giudice per le

Entro le quarantotto ore successive

indagini preliminari la convalida del decreto e dell’eventuale provvedimento di

accompagnamento coattivo. con ordinanza al più presto e

Il giudice provvede

dandone avviso immediatamente al

comunque entro le quarantotto ore successive,

pubblico ministero e al difensore. 55

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni degli articoli 132, comma 2, e 224-

bis, commi 2, 4 e 5, si applicano a pena di nullità delle operazioni e di

Si applicano le disposizioni di cui

inutilizzabilità delle informazioni così acquisite.

(1) .

al comma 2 dell’articolo 191

Le regole saranno quelle dell’incidente probatorio come disposto dall’art. 392.

2. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono altresì chiedere

una perizia che, se fosse disposta nel dibattimento, ne potrebbe determinare una

sospensione superiore a sessanta giorni ovvero che comporti l’esecuzione di

accertamenti o prelievi su persona vivente previsti dall’articolo 224-bis [c.p.p. 227,

(5) (6)

commi 2 e 4, 468, comma 5] .

L’ordinanza del G.I.P. contiene a pena nullità: data, ora , luogo, modalità almeno 3

giorni prima!

Vediamo ora alcune norme.

P.M. può acquisire autonomamente, senza autorizzazione del G.I.P., i tabulati relativi

alle telefonate, ance su istanza dei difensori delle parti private.

Il difensore ha il diritto soltanto di acquisire i tabulati del proprio assistito

Art. 362.

Assunzione di informazioni.

1. Il pubblico ministero assume informazioni dalle persone che possono riferire

circostanze utili ai fini delle indagini. Alle persone già sentite dal difensore o dal suo

sostituto e sulle

non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate

risposte date. Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200,

201, 202 e 203.

Norma a tutela della lealtà processuale 391 bis stesso obbligo al difensore.

Per gli imputati in procedimento connesso o collegato occorre l’assistenza del

2-bis.

difensore ai sensi dell’art. 238 Nei casi previsti dai commi 1 e 2 i verbali di

dichiarazioni possono essere utilizzati contro l'imputato soltanto se il suo difensore

ha partecipato all'assunzione della prova o se nei suoi confronti fa stato la sentenza

civile. 56

GARANZIE DIFENSIVE (ARTT. 364 – 365 – 366)

Assistenza = l’atto non vede mai il difensore come protagonista attivo

Partecipazione = Il difensore è protagonista dell’atto processuale (controesame)

Nell’assistenza all’esame del P.M. non compare mai la domanda fatta, ma solo la

risposta preceduta da a.d.r.

Se il difensore ritiene che una domanda sia suggestiva potrà solo farlo mettere a

verbale, ma per il resto la sua presenza deve essere discreta.

Atti con preavviso Art. 364.

Nomina e assistenza del difensore.

1. Il pubblico ministero, se deve procedere a ovvero a o

interrogatorio, ispezione

cui deve partecipare la persona sottoposta alle indagini, la invita a

confronto

presentarsi a norma dell'articolo 375.

2. La persona sottoposta alle indagini priva del difensore è altresì avvisata che è

assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia.

3. Al difensore di ufficio o a quello di fiducia in precedenza nominato è dato avviso

del compimento degli atti indicati nel comma 1 e

almeno ventiquattro ore prima

delle ispezioni a cui non deve partecipare la persona sottoposta alle indagini.

4. Il difensore ha in ogni caso diritto di assistere agli atti indicati nei commi 1 e 3,

fermo quanto previsto dall'articolo 245.

5. Nei quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo

casi di assoluta urgenza, il pubblico

possa pregiudicare la ricerca o l'assicurazione delle fonti di prova,

ministero può procedere a interrogatorio, a ispezione o a confronto anche prima del

e comunque

termine fissato dandone avviso al difensore senza ritardo

quando il pubblico ministero procede

tempestivamente. L'avviso può essere omesso

a ispezione e vi è fondato motivo di ritenere che le tracce o gli altri effetti materiali

E' fatta salva, in ogni caso, la facoltà del difensore

del reato possano essere alterati.

d'intervenire.

Qui il legislatore delegante aveva previsto sempre la presenza del legale. Il legislatore

delegato si è quindi trovato di fronte a questo vincolo che però svuotava di significato

l’atto l’ispezione personale se c’è il preavviso non ha senso

57

6. Quando procede nei modi previsti dal comma 5, il pubblico ministero deve

i motivi della deroga e le modalità

specificamente indicare, a pena di nullità,

dell'avviso.

7. E' vietato a coloro che intervengono agli atti di fare segni di approvazione o

Quando assiste al compimento degli atti, il difensore può

disapprovazione.

presentare al pubblico ministero richieste, osservazioni e riserve delle quali è fatta

menzione nel verbale.

Atti senza preavviso Art. 365.

Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso. o

1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione

chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è

sequestro,

assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di

ufficio a norma dell'articolo 97 comma 3.

2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell'atto, fermo quanto previsto

dall'articolo 249.

3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364 comma 7.

Deposito verbali Art. 366.

Deposito degli atti cui hanno diritto di assistere i difensori.

1. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni, i verbali degli atti compiuti dal

pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di

sono depositati nella segreteria del pubblico ministero

assistere, entro il terzo giorno

successivo al compimento dell'atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed

Quando del

estrarne copia nei cinque giorni successivi. non è stato dato avviso e

compimento dell'atto, al difensore è immediatamente notificato l'avviso di deposito

il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha facoltà di

esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di

documenti, di estrarne copia.

2. Il pubblico ministero, con decreto motivato, può disporre, per gravi motivi, che il

deposito degli atti indicati nel comma 1 e l'esercizio della facoltà indicata nel terzo

58

periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attività

del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la

persona sottoposta ad indagini ed il difensore possono proporre opposizione al

giudice, che provvede ai sensi dell'articolo 127.

Per gli atti del P.M. la regola è la verbalizzazione scritta, da coordinare però con l’art.

141 bis Art. 141-bis.

Modalità di documentazione dell'interrogatorio di persona in stato di

detenzione.

1. Ogni interrogatorio di persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di

detenzione, e che non si svolga in udienza, deve essere documentato integralmente, a

pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva.

Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale

tecnico, si provvede con le forme della perizia, ovvero della consulenza tecnica.

Dell'interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione

della riproduzione è disposta solo se richiesta dalle parti .

Questa norma per evitare che ci possano essere pressioni.

Art. 367.

Memorie e richieste dei difensori.

1. Nel corso delle indagini preliminari, i difensori hanno facoltà di presentare

memorie e richieste scritte al pubblico ministero.

Però nell’analogo art. 121 il giudice deve provvedere entro 15 gg, al contrario il P.M.

non ha questo obbligo.

INDAGINI DIFENSIVE

Art. 327 bis e artt. 391 bis-391 nonies

Art. 327-bis.

Attività investigativa del difensore.

1. Fin dal momento dell'incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore

per ricercare ed

ha facoltà individuare elementi di prova

di svolgere investigazioni

nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI-bis

a favore del proprio assistito,

del presente libro. 59

Doverosa parzialità del difensore : decida cosa riversare negli atti del procedimento

2. La facoltà indicata al comma 1 può essere attribuita per l'esercizio del diritto di

nell'esecuzione penale e per

difesa, in ogni stato e grado del procedimento,

promuovere il giudizio di revisione.

3. Le attività previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore,

e, quando sono necessarie specifiche

dal da investigatori privati autorizzati

sostituto,

competenze, da consulenti tecnici.

Naturalmente ogni stato e grado del procedimento è un termine restrittivo; in realtà le

indagini difensive possono cominciare anche prima dell’apertura del procedimento.

Investigatori privati autorizzati:

Devono possedere sia licenza ex art. 134 T.U.L.P.S. che autorizzazione prefettizia ex

art. 222 disp. Att. C.p.c. Art. 391-bis.

Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del

difensore.

1. Salve le incompatibilità previste dall'articolo 197, comma 1, lettere c) e d), per

acquisire notizie il difensore, il sostituto, gli investigatori privati autorizzati o i

consulenti tecnici possono conferire con le persone in grado di riferire circostanze

In questo caso, l'acquisizione delle notizie

utili ai fini dell'attività investigativa.

avviene attraverso un colloquio non documentato.

Il colloquio è molto informale e può essere effettuato da tutti i soggetti; non è

documentato

2. Il difensore o il sostituto possono inoltre chiedere alle persone di cui al comma 1

una dichiarazione scritta ovvero di rendere informazioni da documentare secondo le

modalità previste dall'articolo 391-ter.

Tecnica della dichiarazione scritta oppure dell’interrogatorio (INTERVISTA

DIFENSIVA) a.d.r. solo difensore e sostituto.

Durante l’intervista difensiva la persona sentita gode delle garanzie di cui all’art. 63

c.1 le dichiarazioni non potranno essere utilizzate contro di lui.

Anche nell’intervista difensiva la persona ha facoltà di non rispondere e se siamo nel

) della

caso di indagini preventive non c’è nessuna soluzione. Art. 391 c. 3 lett. d

facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione;

60

Se invece il procedimento è in corso si può agire secondo i commi 10 e 11 dell’art.

391 bis.

Procedimento davanti al P.M.

10. Quando la persona in grado di riferire circostanze utili ai fini dell'attività

investigativa abbia esercitato la facoltà di cui alla lettera d) del comma 3, il pubblico

che fissa entro sette

ministero, su richiesta del difensore, ne dispone l'audizione

giorni dalla richiesta medesima. Tale disposizione non si applica nei confronti delle

persone sottoposte ad indagini o imputate nello stesso procedimento e nei confronti

delle persone sottoposte ad indagini o imputate in un diverso procedimento nelle

ipotesi previste dall'articolo 210. L'audizione si svolge alla presenza del difensore

Anche con riferimento alle informazioni

che per primo formula le domande.

richieste dal difensore si applicano le disposizioni dell'articolo 362.

Vengono così svelate al P.M. le carte in mano alla difesa anche perché il P.M. non

deposita i verbali delle persone da lui sentite fino alla fine delle indagini preliminari.

Se il difensore sente qualche persona non deposita il verbale se può nuocere al suo

cliente; ma non può in ogni caso depositare pezzi di testimonianza o una

testimonianza falsata (falso in atto pubblico ex 479 c.p.)

Davanti al P.M. il testimone reticente o falso commette reato ma lo stesso dicasi se

la testimonianza avviene davanti al difensore.

Se l’audizione davanti al P.M. viene richiesta dal difensore allora il verbale finisce

nel fascicolo del P.M.

Procedimento davanti al giudice con incidente probatorio

11. Il difensore, in alternativa all'audizione di cui al comma 10, può chiedere che si

proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza o all'esame

della persona che abbia esercitato la facoltà di cui alla lettera d) del comma 3, anche

al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 392, comma 1.

Si procede con incidente probatorio anche quando non ne sussisterebbero i requisiti.

L’unico inconveniente è che il verbale della testimonianza va a finire direttamente nel

fascicolo del dibattimento. Art. 391-sexies.

Accesso ai luoghi e documentazione.

61

1. Quando effettuano un accesso per prendere visione dello stato dei luoghi e delle

cose ovvero per procedere alla loro descrizione o per eseguire rilievi tecnici, grafici,

planimetrici, fotografici o audiovisivi, il difensore, il sostituto e gli ausiliari indicati

nell'articolo 391-bis possono redigere un verbale nel quale sono riportati:

a) la data ed il luogo dell'accesso;

b) le proprie generalità e quelle delle persone intervenute;

c) la descrizione dello stato dei luoghi e delle cose;

d) l'indicazione degli eventuali rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici o

audiovisivi eseguiti, che fanno parte integrante dell'atto e sono allegati al medesimo.

Il verbale è sottoscritto dalle persone intervenute.

Il classico esempio è il sopralluogo in un luogo pubblico; se sono fatti dei rilievi

(misurazioni, fotografie) sono verbalizzati.

Art. 391-septies.

Accesso ai luoghi privati o non aperti al pubblico. e non vi è il

1. Se è necessario accedere a luoghi privati o non aperti al pubblico

consenso di chi ne ha la disponibilità, l'accesso, su richiesta del difensore, è

con decreto motivato che ne specifica le concrete modalità.

autorizzato dal giudice,

2. Nel caso di cui al comma 1, la persona presente è avvertita della facoltà di farsi

assistere da persona di fiducia, purché questa sia prontamente reperibile e idonea a

norma dell'articolo 120.

3. Non è consentito l'accesso ai luoghi di abitazione e loro pertinenze, salvo che sia

necessario accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato.

L’autorizzazione del G.I.P. sarà impossibile nelle indagini preventive.

L’ultimo comma si riferisce alle abitazioni: l’accesso non può essere consentito se

non per accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato.

Art. 391-quater.

Richiesta di documentazione alla pubblica amministrazione.

1. Ai fini delle indagini difensive, il difensore può chiedere i documenti in possesso

della pubblica amministrazione e di estrarne copia a sue spese.

62

2. L'istanza deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o lo

detiene stabilmente.

3. In caso di rifiuto da parte della pubblica amministrazione si applicano le

disposizioni degli articoli 367 e 368.

In caso di rifiuto si può chiedere al P.M. che disponga il sequestro (sempre che ne

sussistano i requisiti).

Non essendo prevista una norma per i privati, se ne deduce che questi si potranno

rifiutare di fornire documentazione.

Neppure esiste una norma ad hoc per le investigazioni all’estero quindi ci si dovrà

rivolgere al magistrato per la rogatoria.

UTILIZZAZIONE

Art. 391-octies.

Fascicolo del difensore.

1. Nel corso delle indagini preliminari e nell'udienza preliminare, quando il giudice

il difensore può

deve adottare una decisione con l'intervento della parte privata,

presentargli direttamente gli elementi di prova a favore del proprio assistito.

convalida di arresto o fermo;interrogatorio di

Utilizzazione diretta e immediata:

garanzia, procedimento innanzi al tribunale della libertà

2. Nel corso delle indagini preliminari il difensore che abbia conoscenza di un

procedimento penale può presentare gli elementi difensivi di cui al comma 1

direttamente al giudice, perché ne tenga conto anche nel caso in cui debba adottare

una decisione per la quale non è previsto l'intervento della parte assistita.

per evitare un ordinanza di custodia cautelare

Utilizzazione in via preventiva:

oppure, se persona offesa, per evitare l’archiviazione

3. La documentazione di cui ai commi 1 e 2, in originale o, se il difensore ne richiede

la restituzione, in copia, è inserita nel fascicolo del difensore, che è formato e

Della

conservato presso l'ufficio del giudice per le indagini preliminari.

documentazione il pubblico ministero può prendere visione ed estrarre copia prima

o con il loro

che venga adottata una decisione su richiesta delle altre parti

63

intervento. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il fascicolo del difensore è

inserito nel fascicolo di cui all'articolo 433.

La documentazione è inserita in un fascicolo presso il G.I.P. mentre quella delle

indagini preliminari è presso la segreteria del P.M.

ma solo prima che venga adottata una decisione su

Il P.M. non ha libero accesso

istanza di revoca di custodia cautelare che faccia valere

richiesta delle altre parti

elementi di indagine difensiva.

Dalla lettera dell’ultimo periodo si intuisce che il fascicolo sta presso il G.I.P. fino

alla chiusura delle indagini preliminari.

Successivamente viene inserito nel fascicolo del P.M. e ne diviene un sotto-fascicolo.

Ma prima dell’udienza preliminare non ha senso parlare di fascicolo quindi si deve

intendere che fino alla chiusura dell’udienza preliminare, nel periodo che trascorre

dal rinvio a giudizio, il fascicolo sta presso il G.I.P.

4. Il difensore può, in ogni caso, presentare al pubblico ministero gli elementi di

prova a favore del proprio assistito.

Art. 391-decies.

Utilizzazione della documentazione delle investigazioni difensive.

1. Delle dichiarazioni inserite nel fascicolo del difensore le parti possono servirsi a

norma degli articoli 500, 512 e 513.

2. Fuori del caso in cui è applicabile l'articolo 234, la documentazione di atti non

compiuti in occasione dell'accesso ai luoghi, presentata nel corso delle

ripetibili

indagini preliminari o nell'udienza preliminare, è inserita nel fascicolo previsto

dall'articolo 431.

3. Quando si tratta di il

accertamenti tecnici non ripetibili, difensore deve darne

per l'esercizio delle facoltà previste, in

avviso, senza ritardo, al pubblico ministero di cui al

quanto compatibili, dall'articolo 360. Negli altri casi di atti non ripetibili

comma 2, il pubblico ministero, personalmente o mediante delega alla polizia

giudiziaria, ha facoltà di assistervi.

In caso di il P.M. deve presenziare,

accertamenti tecnici non ripetibili negli atti

di cui la comma 2 ne ha la facoltà

non ripetibili

4. Il verbale degli accertamenti compiuti ai sensi del comma 3 e, quando il pubblico

ministero ha esercitato la facoltà di assistervi, la documentazione degli atti compiuti

ai sensi del comma 2 sono inseriti nel fascicolo del difensore e nel fascicolo del

64

pubblico ministero. Si applica la disposizione di cui all'articolo 431, comma 1,

lettera c).

In caso di accertamenti tecnici non ripetibili e negli atti non ripetibili a cui abbia

partecipato il P.M., il verbale sarà inserito nei fascicoli del difensore e del P.M.

fascicoli processuali.

In caso di atti non ripetibili ai quali non abbia partecipato il P.M. l’inserimento nel

fascicolo sarà a discrezione del difensore.

INCIDENTE PROBATORIO

L’istituto previsto nel nuovo codice è stato rivisto e corretto durante gli anni.

Vi era il timore che il G.I.P. diventasse una riproduzione del giudice istruttore.

Questo istituto rappresenta una parentesi dibattimentale in una fase pre-

dibattimentale, nella maggior parte dei casi durante le indagini preliminari, ma anche

durante l’udienza preliminare e nella fase tra l’udienza preliminare e il dibattimento.

Art. 467.

Atti urgenti.

1. Nei casi previsti dall'articolo 392, il presidente del tribunale o della corte di assise

dispone, a richiesta di parte, l'assunzione delle prove non rinviabili, osservando le

forme previste per il dibattimento.

Incidente probatorio

Art. 392.

1 )

Casi. (

1. Nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero e la persona sottoposta

alle indagini possono chiedere al giudice che si proceda con incidente probatorio:

Questo articolo è stato dichiarato incostituzionale nella parte in cui non consente

l’incidente probatorio nella fase dell’udienza preliminare.

La caratteristica di questo istituto è che le garanzie del dibattimento sono anticipate.

Infatti l’art. 401 c. 5 prevede che Le prove sono assunte con le forme stabilite per il

dibattimento. Il difensore della persona offesa può chiedere al giudice di rivolgere

domande alle persone sottoposte ad esame

65

Attenzione però : non è esattamente la stessa cosa delle prove assunte in dibattimento

Nel dibattimento il giudice ha un rapporto diretto con la prova; in questo caso invece

il giudice avrà a disposizione un verbale e si perderà il rapporto diretto.

L’incidente probatorio può essere richiesto:

1) dal P.M.

2) Dall’indagato

La persona offesa non può chiedere direttamente l’incidente probatorio ma può

farne istanza al P.M. Art. 394.

Richiesta della persona offesa.

1. La persona offesa può chiedere al pubblico ministero di promuovere un

incidente probatorio.

2. Se non accoglie la richiesta, il pubblico ministero pronuncia decreto motivato e lo

fa notificare alla persona offesa.

Vi può anche essere un uso strumentale da parte della difesa dell’incidente probatorio

per vedere quali armi ha in mano il P.M per evitare ciò abbiamo la richiesta di

differimento Art. 397.

Differimento dell'incidente probatorio.

1. Il pubblico ministero può chiedere che il giudice disponga il differimento

richiesto dalla persona sottoposta alle indagini quando la

dell'incidente probatorio

sua esecuzione pregiudicherebbe uno o più atti di indagine preliminare. Il

differimento non è consentito quando pregiudicherebbe l'assunzione della prova.

Vediamo ora i casi: di una persona, quando vi è fondato motivo di

a) all'assunzione della testimonianza

ritenere che la stessa o

non potrà essere esaminata nel dibattimento per infermità

altro grave impedimento;

b) all'assunzione di una testimonianza quando, per elementi concreti e specifici, vi è

fondato motivo di ritenere che la persona sia esposta a violenza, minaccia, offerta o

o di altra utilità affinché non deponga o deponga il falso;

promessa di denaro

c) all'esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la

responsabilità di altri; 66

d) all'esame delle persone indicate nell'articolo 210;

e) al confronto tra persone che in altro incidente probatorio o al pubblico ministero

hanno reso dichiarazioni discordanti, quando ricorre una delle circostanze previste

dalle lettere a) e b);

f) a una perizia o a un esperimento giudiziale, se la prova riguarda una persona, una

cosa o un luogo il cui stato è soggetto a modificazione non evitabile;

g) a una ricognizione, quando particolari ragioni di urgenza non consentono di

rinviare l'atto al dibattimento.

Il caso di cui alla lettera a) riguarda la prova non rinviabile per questioni oggettive.

Il caso di cui alla lettera b) riguarda ragioni che potrebbero inquinare al genuinità

della prova e così quello di cui alla lett. e).

Il caso di cui alla lettera f) riguarda la ricognizione di cui all’art. 460.

Invece i casi di cui alle lettere c) e d) non riguardano situazioni di non rinviabilità: si

che possono

tratta di persone imputate in un procedimento connesso o collegato,

ricoprire l’ufficio di testimone:

1) coimputati in un procedimento connesso art. 12 lett. a) in cui sia già intervenuta

sentenza;

2) altri imputati in procedimento connesso lett. c) o art. 371 avvisati ex art. 64

1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli 572, 609-bis, 609-ter, 609-

quater, 609-quinquies, 609-octies, 612-bis, 600, 600-bis, 600-ter, anche se relativo al

materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 601 e 602 del

codice penale il pubblico ministero, anche su richiesta della persona offesa, o la

persona sottoposta alle indagini possono chiedere che si proceda con incidente

ovvero della

probatorio all'assunzione della testimonianza di persona minorenne 2

anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1. ( )

persona offesa maggiorenne,

Questi casi riguardano delitti a sfondo sessuale quando la testimonianza riguarda un

minorenne: lo scopo è quello di evitare dopo diverso tempo di far rivivere alla

persona in sede di esame dibattimentale un episodio tragico.

2. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono altresì chiedere

una perizia che, se fosse disposta nel dibattimento, ne potrebbe determinare una

sospensione superiore a sessanta giorni.

La ratio del comma 2 è invece quella di evitare che tempi di sospensione troppo

lunghi possono pregiudicare la continuità e la concentrazione del dibattimento.

67

Art. 393. 1 )

Richiesta. (

1. La richiesta è presentata entro i termini per la conclusione delle indagini

preliminari e comunque in tempo sufficiente per l'assunzione della prova prima della

scadenza dei medesimi termini e indica:

a) la prova da assumere, i fatti che ne costituiscono l'oggetto e le ragioni della sua

rilevanza per la decisione dibattimentale; per i fatti oggetto della prova;

b) le persone nei confronti delle quali si procede

c) le circostanze che, a norma dell'articolo 392, rendono la prova non rinviabile al

dibattimento.

2. La richiesta proposta dal pubblico ministero indica anche i difensori delle persone

interessate a norma del comma 1 lettera b), la persona offesa e il suo difensore.

2-bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all'articolo 392, comma 1-bis,

(discovery in caso

il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti.

di reati sessuali)

3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si osservano a pena di inammissibilità.

4. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono chiedere la

proroga del termine delle indagini preliminari ai fini dell'esecuzione dell'incidente

probatorio. Il giudice provvede con decreto motivato, concedendo la proroga per il

tempo indispensabile all'assunzione della prova quando risulta che la richiesta di

incidente probatorio non avrebbe potuto essere formulata anteriormente. Nello

stesso modo il giudice provvede se il termine per le indagini preliminari scade

durante l'esecuzione dell'incidente probatorio. Del provvedimento è data in ogni caso

comunicazione al procuratore generale presso la corte di appello.

Esaminiamo ora il comma 2 bis.

Il P.M. è obbligato in sede di incidente probatorio ex art. 392 c. 1 bis (reati sessuali)

a depositare TUTTI gli atti d’indagine compiuti.

Premettiamo che l’incidente probatorio è richiesto dal P.M. dopo aver sentito la

persona; normalmente il P.M. deposita solo il verbale della persona da sentire e la

difesa conosce solo questo; la difesa ha solo una conoscenza relativa delle carte in

mano al P.M.; 68

Invece in questo caso il legislatore ha fatto una concessione alla difesa che ora può

conoscere tutti gli atti in mano al PM., al fine proprio di evitare di ripetere l’esame in

dibattimento.

Per evitare che la difesa comunque richieda l’esame in dibattimento abbiamo la

modifica all’art. 190 bis in cui viene sancita la perdita del diritto alla prova già

esperita nell’incidente probatorio (solo in questi casi).

Art. 190-bis.

Requisiti della prova in casi particolari.

1. Nei procedimenti per taluno dei delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis,

quando è richiesto l'esame di un testimone o di una delle persone indicate

nell'articolo 210 e queste hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente

probatorio o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le

dichiarazioni medesime saranno utilizzate ovvero dichiarazioni i cui verbali sono

stati acquisiti a norma dell'articolo 238, l'esame è ammesso solo se riguarda fatti o

circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il

giudice o taluna delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze.

1-bis. La stessa disposizione si applica quando si procede per uno dei reati previsti

dagli articoli 600-bis, primo comma, 600-ter, 600-quater, anche se relativi al

materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1, 600-quinquies, 609-bis, 609-

ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies del codice penale, se l'esame richiesto

riguarda un testimone minore degli anni sedici.

L’incidente probatorio è preceduto da un contraddittorio scritto fra le parti, che

riguarda la rilevanza e l’ammissibilità dello stesso.

) che accoglie la richiesta il giudice stabilisce:

2. Con l'ordinanza (non impugnabile

nei limiti della richiesta e delle deduzioni;

a) l'oggetto della prova della prova individuate sulla base della

b) le persone interessate all'assunzione

richiesta e delle deduzioni;

c) Tra il provvedimento e la data dell'udienza non può

la data dell'udienza.

intercorrere un termine superiore a dieci giorni.

L’udienza di Incidente probatorio è un atto con la partecipazione necessaria delle

parti; in mancanza avremo una nullità assoluta.

Le prove sono assunte con le modalità del dibattimento, cioè attraverso l’esame

incrociato dei testimoni. 69

Ci sono però alcuni interrogativi:

1) Contestazioni

Si dice che siano ammesse quelle destinate a minare la credibilità del testimone;

in cui non ci si

non sono invece ammesse le contestazioni con allegazione,

limita a screditare il testimone ma implicano il passaggio del fascicolo del P.M. al

fascicolo per il dibattimento.

Ma questo in dibattimento ha un senso perché il giudice ha una conoscenza

allargata della vicenda, non così il G.I.P.

L’avviso di celebrazione dell’incidente probatorio viene notificato a tutti coloro che

hanno il diritto di partecipare. Art. 403.

Utilizzabilità nel dibattimento delle prove assunte con incidente probatorio.

le prove assunte con l'incidente probatorio sono utilizzabili

1. Nel dibattimento

soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro

assunzione.

La prova così formata extra dibattimento sarà così utilizzabile nei confronti di coloro

che vi hanno partecipato. quindi

Nei confronti di altri soggetti la prova sarà inutilizzabile in dibattimento

sarà utilizzabile nel rito abbreviato oppure potrà fondare una misura cautelare.

1-bis. Le prove di cui al comma 1 non sono utilizzabili nei confronti dell'imputato

raggiunto se

solo successivamente all'incidente probatorio da indizi di colpevolezza

il difensore non ha partecipato alla loro assunzione, salvo che i suddetti indizi siano

emersi dopo che la ripetizione dell'atto sia divenuta impossibile.

Nota bene: anche se il legislatore non ha usato tale

Non si parla di dibattimento

termine, sarebbe una differenza di operatività poco logica, per cui deve intendersi

che questo comma abbia la stessa valenza del c. 1.

Esempio:

incidente probatorio a cui partecipano due medici; successivamente emergono pesanti

responsabilità anche dell’anestesista; se l’incidente probatorio è ripetibile allora lo

posso ripetere con la partecipazione dell’anestesista; in caso contrario, nei suoi

confronti, la prova va persa. 70

Art. 404.

Efficacia dell'incidente probatorio nei confronti della parte civile.

1. La sentenza pronunciata sulla base di una prova assunta con incidente probatorio

a cui il danneggiato dal reato non è stato posto in grado di partecipare non produce

gli effetti previsti dall'articolo 652, salvo che il danneggiato stesso ne abbia fatta

accettazione anche tacita.

Apriamo quindi una parentesi sull’efficacia del giudicato penale sui giudizi civili e

amministrativi.

RAPPORTI PROCESSO CIVILE PROCESSO PENALE

Abbiamo 2 strade:

1) Il danneggiato si costituisce parte civile nel processo penale

2) Il danneggiato agisce in sede civile

Nel punto 20 della legge delega era espressamente prevista la possibilità di costituirsi

parte civile nel processo penale, così il legislatore delegato fu vincolato da questo

istituto.

Normalmente la parte civile nel processo penale funziona da stimolo ed impulso per

il P.M., quantificando spesso il danno risarcibile in maniera simbolica.

Abbiamo però alcuni vincoli all’azione nel processo della parte civile:

a) La parte civile che non debba essere sentita come testimone viene esaminata

solo se lo richiede

In compenso la parte civile che si inserisce nel processo penale potrà avvalersi

delle indagini del P.M. e della P.G. per i suoi fini risarcitori.

In questo contesto e nella logica del processo accusatorio, questa scelta del

legislatore non è molto coerente : si pensi ad un imputato e a una pluralità di

danneggiati parti civili.

Tutto ciò premesso il sistema è stato perciò concepito in modo da invogliare il

danneggiato ad intraprendere l’azione civile.

Nel vecchio codice invece il processo civile veniva automaticamente interrotto

dall’esercizio dell’azione penale e il giudicato penale faceva stato e vincolava il

giudice civile. 71

Nel nuovo codice quella che prima era una regola diventa l’eccezione: il processo

civile si sospende ora solo nei casi previsti dalla legge art 75 c. 3 (revoca

volontaria e esercizio azione civile dopo sentenza di primo grado)

2. Se l'azione è proposta in sede civile nei confronti dell'imputato dopo la

costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di

primo grado, il processo civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza

penale non più soggetta a impugnazione, salve le eccezioni previste dalla

legge.

Meccanismo:

a) Il danneggiato che esercita subito l’azione in sede civile si può avvalere della

(in seguito a dibattimento);

sentenza di condanna

Art. 651.

Efficacia della sentenza penale di condanna nel giudizio civile o amministrativo di

danno. pronunciata

1. La sentenza in seguito a

penale irrevocabile di condanna

ha efficacia di giudicato, quanto all'accertamento della sussistenza del

dibattimento

fatto, della sua illiceità penale e all'affermazione che l'imputato lo ha commesso, nel

giudizio civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno

promosso nei confronti del condannato e del responsabile civile che sia stato citato

ovvero sia intervenuto nel processo penale.

2. La stessa efficacia ha la sentenza irrevocabile di condanna pronunciata a norma

dell'articolo 442, salvo che vi si opponga la parte civile che non abbia accettato il

rito abbreviato.

Non fanno quindi stato il patteggiamento e il decreto penale di condanna.

La sentenza nel rito abbreviato fa stato salvo che la parte civile si sia opposta: non

sempre il rito abbreviato è una situazione favorevole alla parte civile (si pensi alla

condanna con l’attenuante della tenuità del danno cagionato).

Art. 652. nel giudizio civile o amministrativo

Efficacia della sentenza penale di assoluzione

di danno.

1. La sentenza penale irrevocabile di assoluzione pronunciata in seguito a

ha efficacia di giudicato, quanto (occorre

dibattimento all'accertamento che il fatto non

accertamento in positivo e non semplice mancanza di prove)

sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto è stato compiuto

nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima, nel giudizio

civile o amministrativo per le restituzioni e il risarcimento del danno promosso dal

72

danneggiato o nell'interesse dello stesso, sempre che il danneggiato si sia costituito

parte civile,

o sia stato posto in condizione di costituirsi salvo che il danneggiato dal

reato abbia esercitato l'azione in sede civile a norma dell'articolo 75, comma 2.

2. La stessa efficacia ha la sentenza irrevocabile di assoluzione pronunciata a norma

dell'articolo 442, se la parte civile ha accettato il rito abbreviato.

Invece la sentenza di assoluzione fa stato, salvo che il danneggiato non abbia

in tal caso l’assoluzione non ha alcuna influenza nel processo

iniziato l’azione civile:

civile.

Il fulcro di questo articolo è la frase salvo che il danneggiato dal reato abbia

; questo significa che gli effetti negativi della

esercitato l'azione in sede civile

sentenza (di assoluzione) non riproducono se il danneggiato ha iniziato l’azione

civile. significa che occorre ci sia un accertamento in positivo e quindi non

Accertamento

basta una mancanza di prove..

L’efficacia negativa della sentenza assolutoria si realizza solo quando il danneggiato

abbia revocato volontariamente l’azione civile oppure inizia l’azione civile dopo la

sentenza penale di primo grado (comportamento negligente).

Da ciò ne consegue che il sistema è congeniato in modo tale che al danneggiato ,

al fine di ottenere il risarcimento del danno, converrà sempre esercitare l’azione

in sede civile.

Torniamo ora la 404 e all’efficacia dell’incidente probatorio sulla parte civile.

Se interviene una sentenza di assoluzione sulla base di un incidente probatorio e la

persona danneggiata non è stata posta in grado di partecipare (non sempre la persona

offesa dal reato coincide con il danneggiato) La sentenza pronunciata sulla base di

una prova assunta con incidente probatorio a cui il danneggiato dal reato non è stato

posto in grado di partecipare non produce gli effetti previsti dall'articolo 652, salvo

che il danneggiato stesso ne abbia fatta accettazione anche tacita. (se la parte civile

costituita nel processo inserisce il teste nella lista di testimoni da sentire)

VERBALE DI INCIDENTE PROBATORIO

fascicolo del P.M.

Immediatamente fascicolo del dibattimento

Al termine dell’udienza preliminare

Per quanto riguarda invece l’efficacia dell’incidente probatorio nel dibattimento, ove

il teste rilasci dichiarazioni contrastanti, vige il principio del libero convincimento del

giudice ex art. 192, in quanto , entrambe rese

non vi è gerarchia fra le dichiarazioni

in contraddittorio. 73

Art. 653.

Efficacia della sentenza penale nel giudizio disciplinare. nel

1. La sentenza penale irrevocabile di assoluzione ha efficacia di giudicato

giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità quanto

all'accertamento che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale ovvero che

l'imputato non lo ha commesso.

1-bis. La sentenza ha efficacia di giudicato nel

penale irrevocabile di condanna

giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità quanto

all'accertamento della sussistenza del fatto, della sua illiceità penale e

all'affermazione che l'imputato lo ha commesso.

qualunque sentenza penale fa stato nel

Qui scompare la parola di dibattimento

procedimento disciplinare

Art. 654.

Efficacia della sentenza penale di condanna o di assoluzione in altri giudizi civili o

amministrativi. della e del che si sia

1. Nei confronti parte civile responsabile civile

dell'imputato, la sentenza penale irrevocabile

costituito o che sia intervenuto nel processo penale,

di condanna o di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento ha efficacia di

nel giudizio civile o amministrativo, quando in questo si controverte

giudicato

intorno a un diritto o a un interesse legittimo il cui riconoscimento dipende

che furono oggetto del giudizio penale,

dall'accertamento degli stessi fatti materiali

purché stati ritenuti rilevanti ai fini della decisione penale e

i fatti accertati siano

purché la legge civile non ponga limitazioni alla prova della posizione soggettiva

controversa. e cioè dei fatti spogliati da ogni connotazione

Si parla qui di “fatti materiali

giuridica.

Esempio: Giudizio di opposizione a sanzione amministrativa e perdita punto patente

il

per guida in stato di ebbrezza giudizio penale che accerta che il tasso alcolico era

superiore al consentito, questo fatto fa stato nel giudizio di opposizione.

CONCLUSIONE INDAGINI PRELIMINARI

Alla conclusione delle indagini preliminari il P.M. può decidere:

a) richiesta di archiviazione

b) Rinvio a giudizio

c) Richiesta di proroga indagini preliminari

74

In tutti questi casi l’ordinamento italiano prevede che la scelta del P.M. sia comunque

soggetta al vaglio di un giudice (se una notizia di reato è iscritta nel mod. 45 non

occorre archiviazione).

RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

Art. 408. quando gli

Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato.

elementi non sono idonei a sostenere l’accusa

1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico ministero, se la notizia

presenta al Con la richiesta

di reato è infondata, giudice richiesta di archiviazione.

è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa

alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini

preliminari .

2. L'avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona

che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia

offesa

dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione.

3. Nell'avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa può

prendere visione degli atti e di

presentare opposizione con richiesta motivata

prosecuzione delle indagini preliminari.

Fino al 2009 sussisteva anche l’ipotesi di cui all’art. 1 bis dell’art. 405.

Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione

quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi

indizi di colpevolezza, ai sensi dell'articolo 273, e non sono stati acquisiti,

successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini

La norma è stata dichiarata incostituzionale in quanto per richiedere una misura

cautelare il P.M. non è obbligato a depositare tutto il fascicolo nelle sue mani (non

c’è obbligo di discovery), quindi non c’è alcuna relazione fra il castello probatorio

globale e il materiale che ha fondato la sentenza della Corte di Cassazione..

Inoltre la Cassazione è un giudice di legittimità e quindi non entra nel merito della

singola prova: la cassazione può annullare l’ordinanza di custodia cautelare

o perché motivata in modo incoerente

semplicemente per un errore di motivazione

o illogico senza per questo inficiare la bontà della prova.

Procedura:

1) trasmissione fascicolo completo

2) notifica persona offesa che ne abbia fatto richiesta

75

Quindi possiamo dividere il procedimento in:

PROCEDIMENTO A DUE SOGGETTI : P.M. + G.I.P.

PROCEDIMENTO A PIU’ SOGGETTI : P.M. + G.I.P. + PERSONA OFFESA

decreto di archiviazione senza contraddittorio

Ipotesi 1)

Il P.M. chiede archiviazione al G.I.P. e gli trasmette il fascicolo il G.I.P. accoglie e

emette un (se accoglie la richiesta di archiviazione, pronuncia

decreto motivato atto non

decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero)

impugnabile per mancanza di interesse.

Se però la allora

persona offesa ha chiesto di essere informata e non viene fatto,

secondo la sentenza C. Cost. 353/1991 allora può fare ricorso in Cassazione contro il

decreto di archiviazione.

Invece la persona indagata normalmente non viene a conoscenza dell’archiviazione

salvo il caso dell’art. 315 (riparazione per ingiusta detenzione) entro 2 anni dalla

notifica del decreto di archiviazione.

ordinanza di archiviazione dopo contraddittorio in camera di

Ipotesi 2)

consiglio ex art. 409.

Il G.I.P. non ritiene di dover archiviare de plano e fissa un udienza

Successivamente comunica la data dell’udienza anche al procuratore Generale presso

la Corte di Appello affinché possa, eventualmente esercitare il suo potere di

avocazione ex art 409.

In questo caso infatti, se il G.I.P. non si convince e quindi convoca l’udienza, vuol

dire che ci potrebbe essere un caso in cui il P.M. è stato inerte

L’archiviazione dopo l’udienza è disposta con ordinanza (il giudice, quando non

accoglie la richiesta di archiviazione)

Ipotesi 3) Indagini coatte

Il G.I.P. ritiene che siano necessarie nuove indagini e le indica con ordinanza

motivata ma non in modo troppo specifico in modo da vincolare le indagini del P.M.

(A seguito dell'udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica

con ordinanza al pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il

compimento di esse.)

Imputazione coatta

Ipotesi 4)

Il G.I.P. ordina al P.M. di esercitare l’azione penale indicando il nome di colui che

sarà l’imputato. (quando non accoglie la richiesta di archiviazione, dispone con

ordinanza che, il pubblico ministero formuli l'imputazione (In

entro dieci giorni,

questo caso se ne deduce che non occorre l’invio dell’A.C.I.P.)

76

Il procedimento di archiviazione si complica se c’è l’intervento della persona offesa

che abbia fatto richiesta di essere informata sulla richiesta di archiviazione.

Art. 408 commi 2 e 3.

2. L'avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona

offesa che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia

dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione.

la persona offesa può

3. Nell'avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, di

prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata

prosecuzione delle indagini preliminari.

La persona offesa può proporre opposizione ma questa deve essere:

1) Proposta entro il termine perentorio di 10 giorni

2) Essere motivata (e quindi non generica )

Se sussistono questi fattori l’opposizione si ritiene inammissibile.

Ricapitolando, la richiesta di archiviazione è accolta dal G.I.P. de plano (senza

udienza) quando sussistono contemporaneamente queste due condizioni:

1) Il G.I.P. aderisce, in base agli atti , alle tesi del P.M.

2) Non vi sia un’opposizione ammissibile da parte della persona offesa

Abbiamo qui considerato le archiviazioni ex art. 408 (infondatezza della notizia di

) e ex art. 411 (manca una condizione di procedibilità, che il reato è estinto

reato

o che il fatto non è previsto dalla legge come reato).

Abbiamo però una terza ipotesi prevista dal codice cioè quella dell’art. 415 (Reato

commesso da persone ignote.) Art. 415.

Reato commesso da persone ignote.

il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data

1. Quando è ignoto l'autore del reato

della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di

archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.

2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a

proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al

pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata

ordina che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato.

3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.

77

4. Nell'ipotesi di cui delle norme di attuazione (Le denunce a

all'articolo 107-bis

carico di ignoti sono trasmesse all'ufficio di procura competente da parte degli organi

di polizia, unitamente agli eventuali atti di indagine svolti per la identificazione degli

, di coordinamento e transitorie, la richiesta di

autori del reato, con elenchi mensili )

archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati

cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con

l'eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono

escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.

In caso degli elenchi di denunce a carico di ignoti trasmesse dalla P.G. si potranno

fare anche archiviazioni cumulative.

RICHIESTA DI PROROGA INDAGINI PRELIMINARI

CASO DI DELITTO COMMESSO DA IGNOTI

Art. 415.

Reato commesso da persone ignote.

1. Quando è ignoto l'autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data

della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di

archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.

2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a

proseguire le indagini, il e restituisce gli atti al

giudice pronuncia decreto motivato

pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata

nel registro delle notizie di reato.

ordina che il nome di questa sia iscritto

3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.

4. Nell'ipotesi di cui all'articolo 107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento

e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la

richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi

dagli organi di polizia con l'eventuale indicazione delle denunce che il pubblico

ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal

decreto.

1) Se il G.I.P. aderisce allora provvede de plano con decreto motivato ( e non con

ordinanza come nel 406) 78

2) Se invece il G.I.P. non è immediatamente convinto, allora fissa un udienza, a

seguito della quale:

a) Accoglie la richiesta di proroga fissando il nuovo termine

b) Ordina che venga iscritto un nominativo nel registro degli indagati

c) Respinge la richiesta di proroga (il P.M. dovrà chiedere

l’archiviazione)

Parliamo adesso dell’efficacia preclusiva del provvedimento di archiviazione

Art. 414.

Riapertura delle indagini.

1. Dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli precedenti,

il giudice autorizza con decreto motivato la riapertura delle indagini su richiesta del

pubblico ministero motivata dalla esigenza di nuove investigazioni.

2. Quando è autorizzata la riapertura delle indagini, il pubblico ministero procede a

nuova iscrizione a norma dell'articolo 335.

La riapertura delle indagini può essere richiesta al G.I.P. senza alcuna condizione.

Il provvedimento del G.I.P. può essere motivato anche semplicemente da una diversa

rilettura degli atti a disposizione rebus sic stantibus.

Se, al contrario, il P.M. non richiede l’autorizzazione alla riapertura delle indagini

preliminari, tutte le prove raccolte successivamente dal P.M. non saranno utilizzabili

( è questa una condizione di procedibilità atipica).

Se invece il P.M. viene autorizzato dal G.I.P. allora deve provvedere a una nuova

iscrizione nel registro degli indagati.

Caso dell’archiviazione per essere ignoti gli autori.

1) interpretando letteralmente l’art. 414 non

dottrina maggioritaria

occorrerebbe il decreto del G.I.P. per riaprire le indagini; infatti il 414 si

riferisce esplicitamente agli articoli precedenti e , quindi, non anche al 415)

2) appare illogico prevedere l’intervento del G.I.P.

dottrina minoritaria

quando si tratta di archiviare e non quando si tratta di riaprire, dopo che è

intervenuto un suo provvedimento. 79

RINVIO A GIUDIZIO

Prima di esercitare l’azione penale, il P.M. deve notificare l’ A.C.I.P. introdotto dalla

legge carotti. degli atti in mano al P.M.

Con l’A.C.I.P. abbiamo la discovery

Prima del 415 bis la discovery avveniva solamente dopo l’esercizio dell’azione

penale e quindi con il rinvio a giudizio.

A questo punto, il P.M. non poteva più ripensarci ed occorreva sempre l’intervento di

un Giudice per tornare indietro.

L’A.C.I.P. rappresenta, quindi, lo sviluppo più evoluto di un sistema che , in

precedenza, era stato introdotto dalla legge 234/1997 che aveva modificato l’art. 416

1° comma (rinvio a giudizio obbligatoriamente preceduto dall’interrogatorio

dell’indagato) .

L’A.C.I.P. è richiesto anche nei procedimenti innanzi al tribunale in

composizione monocratica in cui non è prevista l’udienza preliminare.

. Prima della dichiarazione di apertura del dibattimento,

Art. 555 2° comma

l'imputato o il pubblico ministero può presentare la richiesta prevista dall'articolo

della pena su richiesta delle parti) 1; l'imputato, inoltre,

444, comma (applicazione

può richiedere il giudizio abbreviato o presentare domanda di oblazione.

Vediamo ora in dettaglio il 415 bis. Art. 415-bis.

Avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari.

1. Prima della scadenza del termine previsto dal comma 2 dell'articolo 405, anche se

prorogato, il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai

sensi degli articoli 408 e 411, fa notificare alla persona sottoposta alle indagini e al

avviso della conclusione delle indagini preliminari.

difensore

L’A.C.I.P. non è notificato alla persona offesa dal reato. Se l’indagato è privo di

difensore ne sarà nominato uno d’ufficio al quale notificare l’A.C.I.P.

Se l’indagato non conosce la lingua italiana l’A.C.I.P. gli deve essere notificato in

una lingua a lui comprensibile. per il quale si procede, delle

2. L'avviso contiene la sommaria enunciazione del fatto con

norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto,

l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata

presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno

facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.

80

Abbiamo qui la discovery: vi è l’enunciazione del fatto storico e la messa a

disposizione della documentazione relativa alle indagini

3. L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine

di

di venti giorni, presentare memorie, produrre documenti, depositare

chiedere al pubblico

documentazione relativa ad investigazioni del difensore,

ministero nonché di presentarsi per rilasciare

il compimento di atti di indagine,

dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato

chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.

Delle richieste dell’indagato il P.M. è tenuto ad ottemperare alla richiesta di essere

interrogato, ma non alla richiesta di compiere altre indagini.

Se però non lo fa allora abbiamo la possibilità di cui all’art. 421 bis : il G.U.P. se le

indagini preliminari sono incomplete, indica le ulteriori indagini, fissando il termine

per il loro compimento e la data della nuova udienza preliminare

4. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste dell'indagato, dispone

nuove indagini, queste devono essere compiute entro trenta giorni dalla

presentazione della richiesta. Il termine può essere prorogato dal giudice per le

indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, per una sola volta e per non

più di sessanta giorni.

Il P.M. che aderisce all’istanza dell’indagato ha 30 gg di tempo prorogabili dal G.I.P

solo una volta per non oltre 60 gg.

5. Le dichiarazioni rilasciate dall'indagato, l'interrogatorio del medesimo ed i nuovi

atti di indagine del pubblico ministero, previsti dai commi 3 e 4, sono utilizzabili se

compiuti entro il termine stabilito dal comma 4, ancorché sia decorso il termine

stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l'esercizio dell'azione penale o per

la richiesta di archiviazione.

Tutte le iniziative da parte dell’indagato devono compiersi entro il termine

perentorio di 20 giorni.

L’A.C.I.P. non opera nei procedimenti speciali e cioè:

- giudizio immediato

- direttissimo

- procedimento per decreto

- procedimento davanti al G.d.P.

Problema: se l’azione penale avviene su disposizione del G.I.P. il P.M. è tenuto

ugualmente a notificare l’ A.C.I.P.? 81

Dall’art. 409 sappiamo che il P.M. deve esercitare l’azione penale entro 10 giorni

dall’ordinanza del G.I.P. se ne deduce che in questo caso non deve essere

notificato l’A.C.I.P.

PATOLOGIE A.C.I.P.

Art. 416.

Presentazione della richiesta del pubblico ministero.

1. La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal pubblico ministero nella

cancelleria del giudice. La richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è preceduta

dall'avviso previsto dall'articolo 415-bis, nonché dall'invito a presentarsi per rendere

l'interrogatorio ai sensi dell'articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta

alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di

cui all'articolo 415-bis, comma 3.

Abbiamo una nullità intermedia da eccepire entro la conclusione del giudizio di

primo grado.

Essendo una nullità che riguarda un atto propulsivo si trasmette a tutte le attività che

ne dipendono.

Da notare che l’A.C.I.P. è nullo anche se non è notificato l’invito a presentarsi

all’indagato che ne abbia fatto richiesta.

L’obbligo del P.M. non è quello di interrogare l’indagato , ma solo quello di

convocarlo. UDIENZA PRELIMINARE

Nei casi seguenti, innanzi al tribunale in composizione monocratica, si procede con

citazione diretta , saltando l’udienza preliminare.

Art. 550. Casi di citazione diretta a giudizio.

1. Il pubblico ministero esercita l'azione penale con la citazione diretta a giudizio

quando si tratta di contravvenzioni ovvero di delitti puniti con la pena della

reclusione o con la multa, sola o

non superiore nel massimo a quattro anni

congiunta alla predetta pena detentiva. Si applicano, in quanto compatibili, le

disposizioni di cui all'articolo 415-bis. Per la determinazione della pena si osservano

le disposizioni dell'articolo 4. 82

2. La disposizione del comma 1 si applica anche quando si procede per uno dei

seguenti reati:

a) violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 del codice

penale;

b) resistenza a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 337 del codice penale;

c) oltraggio a un magistrato in udienza aggravato a norma dell'articolo 343, secondo

comma, del codice penale;

d) violazione di sigilli aggravata a norma dell'articolo 349, secondo comma, del

codice penale;

e) rissa aggravata a norma dell'articolo 588, secondo comma, del codice penale, con

esclusione delle ipotesi in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato

lesioni gravi o gravissime;

f) furto aggravato a norma dell'articolo 625 del codice penale;

g) ricettazione prevista dall'articolo 648 del codice penale.

3. Se il pubblico ministero ha esercitato l'azione penale con citazione diretta per un

reato per il quale è prevista l'udienza preliminare e la relativa eccezione è proposta

entro il termine indicato dall'articolo 491, comma 1, il giudice dispone con

ordinanza la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

Fuori da questi casi, in genere l’udienza preliminare ha la funzione di garanzia per

l’imputato, contro le imputazioni c.d. temerarie (casi in cui il P.M. avrebbe dovuto

chiedere l’archiviazione).

La funzione piena di garanzia è dovuta anche a numerose modifiche, soprattutto con

la legge Carotti, in particolar modo dell’art. 425.

Il 3° comma dell’art. 425 adesso recita “ Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a

procedere anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o

comunque non idonei a sostenere l'accusa in giudizio” che è la stessa formula

dell’art. 125 disp. Att. (parametro in base al quale il P.M. deve chiedere

l’archiviazione)

Prima della modifica non era così; ci voleva un’evidenza della prova (quando risulta

evidente che…)

Notiamo subito che ai sensi dell’art. 419, 5 comma, l’imputato può chiedere il

giudizio immediato, saltando l’udienza preliminare.

5. L'imputato può rinunciare all'udienza preliminare e richiedere il giudizio

immediato con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di

procuratore speciale, della data dell'udienza. L'atto di

almeno tre giorni prima a cura

rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato

dell'imputato.

Lo scopo della rinuncia all’udienza preliminare, che comunque una garanzia per

l’imputato, in genere è quello di evitare qualsiasi tipo di condizionamento del giudice

del dibattimento; oppure in caso di evidenza dell’innocenza l’imputato può volere il

proscioglimento dibattimentale, al fine di acquisire la forza di un giudicato.

83

Inoltre:

1) L’udienza preliminare è il primo contesto procedimentale/processuale nel

quale troviamo le c.d. parti eventuali del processo.

2) Il rito abbreviato e il patteggiamento avvengono nell’udienza preliminare, fino

al momento della precisazione delle conclusioni

3) In questa fase si incomincia a parlare di imputato e di processo, pertanto gli

istituti del c.p.p. ancorati al termine processo partono dall’udienza preliminare

(questioni pregiudiziali, rimessione, riunione o separazione)

4) In base all’art. 34 c. 2 bis il G.U.P. deve essere persona fisica diversa dal G.I.P.

ATTI PROPEDEUTICI

Art. 416. Presentazione della richiesta del pubblico ministero.

1. La richiesta di rinvio a giudizio è depositata dal pubblico ministero nella

cancelleria del giudice . La richiesta di rinvio a giudizio è nulla se non è

(G.U.P.)

preceduta dall'avviso previsto dall'articolo 415-bis, nonché dall'invito a presentarsi

per rendere l'interrogatorio ai sensi dell'articolo 375 , comma 3, qualora la persona

sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il

termine di cui all'articolo 415-bis, comma 3.

2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato , la

e i verbali degli atti compiuti

documentazione relativa alle indagini espletate

davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti

al reato sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.

2-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma, del

codice penale, la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero deve essere

depositata entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari.

Art. 417. Requisiti formali della richiesta di rinvio a giudizio.

1. La richiesta di rinvio a giudizio contiene:

a) le generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgono a

identificarlo nonché le generalità della persona offesa dal reato qualora ne sia

possibile l'identificazione;

b) l'enunciazione, in delle e

forma chiara e precisa, del fatto, circostanze aggravanti

di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza, con

l'indicazione dei relativi articoli di legge;

c) l'indicazione delle fonti di prova acquisite;

d) la domanda al giudice di emissione del decreto che dispone il giudizio;

108 e) la data e la sottoscrizione. 84

Con la richiesta di rinvio a giudizio abbiamo finalmente l’Imputazione, cioè

l’addebito del fatto, qualificato giuridicamente, alla persona fisica.

A parte ciò la richiesta non deve essere motivata.

Se confrontiamo questo atto al 415 bis notiamo un tassello in più : l’accusa specifica

non solo il fatto previsto come reato, ma anche le eventuali circostanze aggravanti.

Art. 418. Fissazione dell'udienza.

dal deposito della richiesta, il giudice fissa con decreto il

1. Entro cinque giorni

giorno, l'ora e il luogo dell'udienza in camera di consiglio, provvedendo a norma

dell'articolo 97 quando l'imputato è privo di difensore di fiducia.

2. Tra la data di deposito della richiesta e la data dell'udienza non può intercorrere

un termine superiore a trenta giorni.

I termini previsti da questa norma sono puramente ordinatori; in genere i tempi si

dilatano, e quindi la parentesi temporale fra la richiesta di rinvio a giudizio e

l’udienza preliminare può essere anche molto lunga.

Durante questo periodo può sorgere l’esigenza di effettuare ulteriori atti di indagine,

le c.d. indagini suppletive.

Ma se sono scaduti i termini per le indagini preliminari?

In primo luogo possiamo dire che ciò, ovviamente, non preclude il compimento da

parte del P.M. di atti processuali (rinvio a giudizio, richiesta di misure cautelari).

Una volta depositata la richiesta di rinvio a giudizio nella cancelleria del G.U.P. il

P.M. potrà compiere ulteriori atti di indagine; ovviamente ciò vale anche per le

indagini suppletive della difesa, che avranno un senso in caso di nomina del difensore

dopo la notifica dell’A.C.I.P.

Vediamo nell’art. 419.

Art. 419. Atti introduttivi. (non

1. Il giudice fa notificare al danneggiato)

all'imputato e alla persona offesa

della quale risulti agli atti l'identità e il domicilio, l'avviso del giorno, dell'ora e del

luogo dell'udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico

ministero e con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in

contumacia.

2. L'avviso è altresì comunicato al e

pubblico ministero notificato al difensore

con l'avvertimento della facoltà di prendere visione degli atti e delle

dell'imputato

cose trasmessi a norma dell'articolo 416 comma 2 e di presentare memorie e

produrre documenti. contiene inoltre

3. L'avviso( sono scomparse le parole “comunicato al P.M.”)

l'invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente

dopo la richiesta di rinvio a giudizio.

espletate

4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data

dell'udienza. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del responsabile civile e

della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.

85

5. L'imputato può rinunciare all'udienza preliminare e richiedere il giudizio

con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di

immediato

procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell'udienza. L'atto di

rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato a cura

dell'imputato.

6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato.

7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità

Il dies a quo sarà la data del

Estensione temporale delle indagini suppletive:

deposito della richiesta nella cancelleria del G.U.P. e potranno svolgersi in parallelo

con l’udienza preliminare.

Ma come si risolve il problema del contraddittorio in questa fase?

Sentenza C. Cost. 16/1994:

L'impianto sistematico del c.p.p. giustifica che non siano state frapposte limitazioni

temporali all'attività di indagine del p.m., dopo la richiesta di rinvio a giudizio e fino

all'udienza preliminare, e che sia stato rimesso al giudice di regolare, ove non sia

assicurata un'adeguata difesa, le modalità di svolgimento dell'udienza preliminare,

anche attraverso congrui differimenti; pertanto, è infondata la questione di

legittimità costituzionale dell'art. 419 comma 4 c.p.p., sollevata con riferimento

all'art. 24 comma 2 cost., sotto il profilo che il citato articolo, non prevedendo un

termine per l'adempimento dell'obbligo del p.m. di trasmettere al giudice per le

indagini preliminari la documentazione acquisita dopo la richiesta di rinvio a

giudizio e non disponendo che il p.m. debba trasmettere tale documentazione

immediatamente dopo la ricezione dell'avviso del giorno, ora e luogo dell'udienza,

recherebbe lesione al diritto dell'imputato ad un effettivo contraddittorio.

Limiti contenutistici delle indagini suppletive

il P.M. è il dominus nella fase delle indagini

1) Interrogatorio dell’imputato;

preliminari e può disporre anche l’accompagnamento coatto dell’indagato.

Nell’udienza preliminare è l’imputato che può rendere dichiarazioni spontanee

e chiedere di essere sottoposto all'interrogatorio (nel dibattimento il termine è

“esame”);

2) : sono possibili solo nella fase delle indagini

Intercettazioni telefoniche

preliminari; 361 : possibile solo durante le indagini preliminari

3) Individuazione ex art.

Almeno 3 giorni prima dell’udienza l’imputato può chiedere il giudizio immediato

il G.U.P. emetterà un decreto di giudizio immediato

GIUDIZIO IMMEDIATO

86

Quando è richiesto dal P.M. questo rito è considerato il “fratello minore” del giudizio

direttissimo.

Il presupposto è quello di un evidenza della prova.

Art. 453.

Casi e modi di giudizio immediato.

1. Quando la prova appare evidente, salvo che cio' pregiudichi gravemente le

(prima era può chiedere, ma non vi sono

indagini, il pubblico ministero chiede

il giudizio

conseguenze processuali) immediato se la persona sottoposta alle

(e non

indagini è stata interrogata sui fatti dai quali emerge l'evidenza della prova

ovvero, a seguito di invito a presentarsi emesso con

interrogata in modo generico)

l'osservanza delle forme indicate nell'articolo 375 comma 3 secondo periodo, la

stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato adottato un legittimo

impedimento e che non si tratti di persona irreperibile.

1-bis. Il pubblico ministero richiede il giudizio immediato, anche fuori dai termini di

cui all'articolo 454, comma 1, e comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione

della misura, per il reato in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si

, salvo che

(giudizio immediato c.d. custodiale)

trova in stato di custodia cautelare 2 )

la richiesta pregiudichi gravemente le indagini. (

1-ter. La richiesta di cui al comma 1-bis e' formulata dopo la definizione del

procedimento di cui all'articolo 309, ovvero dopo il decorso dei termini per la

2

proposizione della richiesta di riesame. ( )

2. Quando il reato per cui è richiesto il giudizio immediato risulta connesso con altri

reati per i quali mancano le condizioni che giustificano la scelta di tale rito, si

procede separatamente per gli altri reati e nei confronti degli altri imputati, salvo

che ciò pregiudichi gravemente le indagini. Se la riunione risulta indispensabile,

prevale in ogni caso il rito ordinario. a norma dell'articolo 419 comma

3. L'imputato può chiedere il giudizio immediato

5. (rinuncia cioè all’udienza preliminare almeno 3 giorni prima della data

dell’udienza) 454.

Presentazione della richiesta del pubblico ministero.

1. Entro novanta giorni dalla iscrizione della notizia di reato nel registro previsto

dall'articolo 335, il pubblico ministero trasmette la richiesta di giudizio immediato

alla cancelleria del .

giudice per le indagini preliminari

87

2. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la

documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti

al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato,

sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.

Art. 455.

Decisione sulla richiesta di giudizio immediato.

1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio

immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico

ministero.

1-bis. Nei casi di cui all'articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se

l'ordinanza che dispone la custodia cautelare e' stata revocata o annullata per

1 )

sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. (

Presupposti:

1) La prova deve essere evidente (es. fermo di indiziato)

2) La persona deve essere stata interrogata sui fatti dai quali emerge l’evidenza

della prova

3) Il P.M. deve richiederlo entro 90 gg. Dalla iscrizione nel registro delle notizie

di reato.

Problema del dies a quo: basta l’iscrizione del reato o il termine decorre

dall’iscrizione nel registro degli indagati? questione controversa.

La decisione spetta al G.I.P., che entro 5 gg.:

1) Decreto che dispone il giudizio immediato

2) Decreto di rigetto e trasmissione degli atti al P.M.

Entrambi i decreti non sono motivati e non sono impugnabili , anche per

salvaguardare da condizionamento il giudice del dibattimento.

Art. 456.

Decreto di giudizio immediato.

1. Al decreto che dispone il giudizio immediato si applicano le disposizioni

dell'articolo 429 commi 1 e 2.

2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio

secondo la

abbreviato ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.

88

C.Cost. l’omissione di questo avviso determina una nullità generale di ordine

intermedio. L’imputato può chiedere il rito abbreviato entro 15 gg dalla notifica

del decreto.

3. Il decreto è comunicato al pubblico ministero e notificato all'imputato e alla

persona offesa almeno trenta giorni prima della data fissata per il giudizio.

4. All'imputato e alla persona offesa, unitamente al decreto, è notificata la richiesta

del pubblico ministero.

5. Al difensore dell'imputato è notificato avviso alla data fissata per il giudizio entro

il termine previsto dal comma 3.

Formazione del fascicolo. Art. 457.

Trasmissione degli atti.

1. Decorsi i termini previsti dall'articolo 458 comma 1, il decreto che dispone il

giudizio immediato è trasmesso, con il fascicolo formato a norma dell'articolo 431,

al giudice competente per il giudizio.

2. Gli atti non inseriti nel fascicolo previsto dal comma 1, sono restituiti al pubblico

ministero. Si applica la disposizione dell'art. 433 comma 2.

Ma cosa significa formato a norma dell'articolo 431?

a) Il contenuto del fascicolo è uguale a quello formato per il dibattimento

Oppure

b) Il contenuto del fascicolo è formato nel contraddittorio fra le parti

La Corte di Cassazione ha optato per la tesi più restrittiva, quindi il rinvio al 431 si

intende relativo solamente al contenuto del fascicolo.

Nel caso di giudizio immediato, quindi:

1) l’imputato perde la garanzia del 415bis

2) Non c’è alcun filtro alla richiesta del P.M.; il G.I.P. decide solo sulla base degli

atti di parte

3) La formazione del fascicolo per il dibattimento avviene unilateralmente

Art. 458.

Richiesta di giudizio abbreviato.

1. L'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando

nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova

89

della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla

notificazione del decreto di giudizio immediato

2. Se la richiesta è ammissibile, il giudice fissa con decreto l'udienza dandone avviso

almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla

persona offesa. Nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli

articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441-

bis, comma 4, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio

abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio immediato.

3. Le disposizioni del presente articolo non si applicano quando il giudizio

immediato è stato richiesto dall'imputato a norma dell'articolo 419 comma 5.

Abbiamo visto che l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato entro 15 gg

dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato.

Ma , considerato che il decreto è notificato sia all’imputato che al difensore, e le

notifiche possono avvenire in giorni differenti.

Quindi la Corte Costituzionale dichiara l’incostituzionalità dell’art. 458 nella parte

in cui fa decorrere i 15 giorni dalla notifica all’imputato anziché dalla notifica

effettuata per ultima.

La via è stata quella di ritenere applicabile l’art. 585 c. 3 sulle impugnazioni che

prevede : “Quando la decorrenza è diversa per l'imputato e per il suo difensore,

opera per entrambi il termine che scade per ultimo”

Se l’imputato volesse chiedere il patteggiamento l’art. 446 c.1 richiama il 458 “Se è

stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta è formulata entro il

termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1.”

La richiesta ovviamente sarà depositata presso al cancelleria del G.I.P. il quale la

trasmetterà al P.M. assegnandogli un termine.

Se invece non succede alcuna di queste “complicazioni” si apre un dibattimento

disciplinato dal libro VII.

Ma una volta iniziato il dibattimento si possono contestare i presupposti del rito

immediato (non evidenza della prova, mancato interrogatorio sull’evidenza) ?

Di norma il rito non potrà essere messo in discussione con la sola eccezione del

mancato interrogatorio dell’imputato che realizza una nullità intermedia.

GIUDIZIO IMMEDIATO CUSTODIALE

90

Qui abbiamo un imputato in custodia cautelare (in carcere, agli arresti domiciliari, in

luogo di cura).

1-bis. Il pubblico ministero richiede il giudizio immediato, anche fuori dai termini di

cui all'articolo 454, comma 1, e comunque entro centottanta giorni dall'esecuzione

della misura, per il reato in relazione al quale la persona sottoposta alle indagini si

, salvo che

(giudizio immediato c.d. custodiale)

trova in stato di custodia cautelare 2 )

la richiesta pregiudichi gravemente le indagini. (

- Il termine è di 180 gg che decorrono dall’esecuzione della misura cautelare.

L’ordinamento, in questo caso, non è coerente perché consente al latitante di sottrarsi

al giudizio immediato.

1-ter. La richiesta di cui al comma 1-bis e' formulata dopo la definizione del

procedimento di cui all'articolo 309, ovvero dopo il decorso dei termini per la

2 )

proposizione della richiesta di riesame. (

La richiesta può essere proposta solo dopo definito il riesame o scaduti i termini per il

riesame abbiamo quindi unan presunzione di evidenza della prova.

Occorre inoltre che la custodia cautelare permanga anche nel momento in cui il G.I.P.

esamina la richiesta (il termine di 5 giorni spesso non viene rispettato)

Nel caso di ordinanza revocata dal riesame o annullata in Cassazione, il fatto è

irrilevante se sono venute meno le esigenze cautelari.

Se vengono meno i gravi indizi di colpevolezza allora:

1-bis. Nei casi di cui all'articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se

l'ordinanza che dispone la custodia cautelare e' stata revocata o annullata per

1

sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. ( )

UDIENZA PRELIMINARE

Possiamo dividerla in diverse sottofasi:

1) Accertamenti relativi alla costituzione delle parti

2) Svolgimento udienza preliminare

a. Standard 91

b. Integrazioni probatorie da parte del G.U.P.

3) Fase finale

SOTTOFASE 1)

Se l’imputato è presente e non ci sono parti eventuali l’accertamento si esaurisce

subito solo il difensore è un partecipante necessario

Se invece l’imputato è fisicamente assente il G.U.P. deve fare una serie di verifiche.

1) verificare che non ci sia stata qualche nullità nella notifica

Il giudice procede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la

rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di

cui dichiara la nullità.

2) verificare se è provato o probabile che l’imputato abbia avuto, nonostante

la regolarità della notifica, l’effettiva conoscenza dell’avviso.

Art. 420-bis.

Rinnovazione dell'avviso.

1. Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovato l'avviso dell'udienza

preliminare a norma dell'articolo 419, comma 1, quando è provato o appare

probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto

non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al

difensore a norma degli articoli 159, 161, comma 4, e 169.

3) Verificare se non vi sia qualche impedimento o caso fortuito o forza

maggiore Art. 420-ter.

Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore.

1. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza e risulta che

l'assenza è dovuta ad per caso fortuito, forza

assoluta impossibilità di comparire

il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio,

maggiore o altro legittimo impedimento,

rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato, a

norma dell'articolo 419, comma 1.

2. Con le medesime modalità di cui al comma 1 il giudice provvede quando appare

probabile che l'assenza dell'imputato sia dovuta ad assoluta impossibilità di

Tale probabilità è liberamente

comparire per caso fortuito o forza maggiore.

92

valutata dal giudice e non può formare oggetto di discussione successiva né motivo

di impugnazione.

3. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta alle successive udienze e

ricorrono le condizioni previste dal comma 1, il giudice rinvia anche d'ufficio

l'udienza, fissa con ordinanza la data della nuova udienza e ne dispone la

notificazione all'imputato.

4) Se c’è una dichiarazione dell’imputato esplicita di non voler partecipare al

processo avremmo la situazione di imputato assente

Art. 420-quinquies.

Assenza e allontanamento volontario dell'imputato.

1. Le disposizioni degli articoli 420-bis e 420-ter non si applicano quando l'imputato,

anche se impedito, chiede o consente che l'udienza preliminare avvenga in sua

assenza o, se detenuto, rifiuta di assistervi. L'imputato in tali casi è rappresentato

dal difensore.

2. L'imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall'aula di udienza è

considerato presente ed è rappresentato dal difensore.

5) Fuori dai casi precedenti avremmo la contumacia

Art. 420-quater.

Contumacia dell'imputato.

1. Se l'imputato, libero o detenuto, non compare all'udienza e non ricorrono le

condizioni indicate negli articoli 420, comma 2, 420-bis e 420-ter, commi 1 e 2, il

giudice, sentite le parti, (definizione in negativo); se il

ne dichiara la contumacia.

giudice non sente le parti avremmo una nullità intermedia)

2. L'imputato, quando si procede in sua contumacia, è rappresentato dal suo

difensore.

3. Se l'imputato compare prima che il giudice adotti i provvedimenti di cui al comma

, il giudice revoca

1 dell'articolo 424 ( Dichiarazione di chiusura della discussione)

l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia. In tal caso l'imputato può rendere (si

dichiarazioni spontanee e chiedere di essere

deve intendere ha il diritto di rendere)

sottoposto ad interrogatorio. 93

Queste disposizioni che perde così il diritto di

non valgono per l’imputato assente

farsi esaminare e di rendere dichiarazioni spontanee.

4. L'ordinanza dichiarativa di contumacia è nulla se al momento della pronuncia vi è

la prova che l'assenza dell'imputato è dovuta a mancata conoscenza dell'avviso a

norma dell'articolo 420-bis ovvero ad assoluta impossibilità di comparire per caso

fortuito, forza maggiore od altro legittimo impedimento.

perviene dopo la pronuncia

5. Se la prova dell'assenza indicata nel comma 4

dell'ordinanza prevista dal comma 1, ma prima dei provvedimenti cui al comma 1

, il giudice e, se

dell'articolo 424 (comparsa tardiva) revoca l'ordinanza medesima

l'imputato non è comparso, rinvia anche d'ufficio l'udienza. Restano comunque validi

gli atti compiuti in precedenza, ma se l'imputato ne fa richiesta e dimostra che la

il giudice dispone l'assunzione o la

prova è pervenuta con ritardo senza sua colpa,

che ritiene rilevanti ai fini dei provvedimenti di cui al comma

rinnovazione degli atti

1 dell'articolo 424.

6. Quando si procede a carico di più imputati, si applicano le disposizioni

dell'articolo 18, comma 1, lettere c) e d).

7. L'ordinanza dichiarativa della contumacia è allegata al decreto che dispone il

Nel decreto è in ogni caso indicato se l'imputato è contumace o assente.

giudizio.

La situazione di contumacia (dal latino contemnere = disprezzare), prima delle legge

Carotti riguardava solo il dibattimento; adesso riguarda anche l’udienza preliminare,

oltre che l’appello.

Non riguarda invece il procedimento in Cassazione, dove le parti stanno in giudizio

per mezzo dei propri difensori.

Mentre nel caso dell’assente abbiamo un imputato che ha comunque manifestato la

sua volontà di non assistere al processo, nella contumacia tali ragioni sono ignote (si

presume il disprezzo nei confronti del giudice)

Ovviamente avremmo contumacia necessaria quando le notifiche sono fatte al

difensore d’ufficio con il rito ex art. 159 c.p.p. (rito degli irreperibili)

Preclusioni per l’imputato assente:

1) Non può successivamente chiedere di essere sentito o rilasciare dichiarazioni

spontanee

2) Ai sensi dell’art. 603 c. 4 il contumace ha il potere di chiedere la rinnovazione

del dibattimento in appello; l’imputato assente no.

94

Il giudice dispone, altresì, la quando

rinnovazione dell'istruzione dibattimentale

ne fa richiesta e prova di non essere

l'imputato, contumace in primo grado,

potuto comparire per caso fortuito o forza maggiore o per non avere avuto

conoscenza del decreto di citazione, sempre che in tal caso il fatto non sia dovuto

a sua colpa, ovvero, quando l'atto di citazione per il giudizio di primo grado è

stato notificato mediante consegna al difensore nei casi previsti dagli articoli 159,

161 comma 4 e 169, non si sia sottratto volontariamente alla conoscenza degli atti

del procedimento.

3) All’imputato assente non viene comunicato il deposito della sentenza né il fatto

che può impugnarla. Invece all’imputato contumace viene notificato l’avviso di

deposito e i termini per impugnare decorrono dalla notifica. art 548 c.3 e

585 c.2

L'avviso di deposito con l'estratto della sentenza è in ogni caso

548 c.3

notificato all'imputato contumace e comunicato al procuratore generale presso la

corte di appello.

dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la

585 c.2 lett. d)

comunicazione dell'avviso di deposito con l'estratto del provvedimento, per

l'imputato contumace e per il procuratore generale presso la corte di appello

rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua

circoscrizione diverso dalla corte di appello.

PARENTESI SUGLI ORDINAMENTI STRANIERI

1) e contemporaneamente i

Alcuni ordinamenti sospendono il processo penale

termini per la prescrizione nel nostro codice il processo si sospende solo in

caso di sopravvenuta incapacità di intendere dell’imputato (ordinamento poco

coerente)

2) Altri ordinamenti non sospendo il processo; tuttavia, se viene accertato

successivamente che l’imputato non è comparso perché non aveva la

conoscenza di un processo penale a suo carico, allora la sentenza viene

annullata e il processo ricomincia.

In Italia abbiamo il caso del procedimento davanti al giudice di Pace ed in particolare

del procedimento di appello innanzi al tribunale monocratica.

95

Art. 39.

Giudizio di appello

1. Competente per il giudizio di appello e' il tribunale del circondario in cui ha sede

il giudice di pace che ha pronunciato la sentenza impugnata. Il tribunale giudica in

composizione monocratica.

2. Oltre che nei casi previsti dall'articolo 604 del codice di procedura penale, il

giudice d'appello dispone l'annullamento della sentenza impugnata, disponendo la

trasmissione degli atti al giudice di pace, anche quando l'imputato, contumace in

per o

primo grado, prova di non essere potuto comparire caso fortuito per forza

o per non avere di citazione a

maggiore avuto conoscenza del provvedimento

giudizio, sempre che in tal caso il fatto non sia dovuto a sua colpa, ovvero, quando

l'atto di citazione per il giudizio di primo grado e' stato notificato mediante

nei casi previsti dagli articoli 159, 161, comma 4, e 169 del

consegna al difensore

codice di procedura penale, non si sia sottratto volontariamente alla conoscenza

degli atti del procedimento.

Dopo questo provvedimento abbiamo la decisione quadro dell’UE che introduce il

mandato di cattura europeo. In tale provvedimento è presente un paragrafo in cui si

dice che lo Stato richiesto di consegnare un imputato giudicato in contumacia, può

rifiutare la consegna se l’ordinamento dello Stato richiedente presenta minori

garanzie di quelle previste dall’art. 6 della C.E.D.U.

A questo punto il legislatore interviene con il D.L. 17/2005 convertito nella L.

60/2005 facendo qualche passo in avanti verso le garanzie richieste dall’art. 6

C.E.D.U.

Si interviene su una norma apparentemente periferica, l’art. 175 c.2

o decreto di condanna, l'imputato è

2. Se è stata pronunciata sentenza contumaciale

restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione,

(onere della prova a carico del

salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza

del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato

giudice )

a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. A tale fine l'autorità

giudiziaria compie ogni necessaria verifica.

Prima dell’intervento il testo della norma era “salvo che provi di non aver avuto

l’onere della prova prima era a carico dell’imputato.

effettiva conoscenza”

Quindi abbiamo un riequilibrio del sistema in quanto le situazioni di dubbio giovano

sempre all’imputato giudicato in contumacia, fermo restando che comunque, si è già

giocato un grado di giudizio, sul quale non si torna indietro.

Inoltre torniamo un attimo indietro al procedimento di appello.

96

Normalmente il giudizio di appello è un giudizio cartolare: si giudica sui verbali del

primo grado le prove sono quelle assunte in primo grado che transitano nel

giudizio di appello attraverso i verbali, salvo 603 c.4 :

4. Il giudice dispone, altresì, la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale quando

l'imputato, contumace in primo grado, ne fa richiesta e prova di non essere potuto

o per non avere avuto conoscenza del

comparire per caso fortuito o forza maggiore

decreto di citazione, sempre che in tal caso il fatto non sia dovuto a sua colpa,

ovvero, quando l'atto di citazione per il giudizio di primo grado è stato notificato

mediante consegna al difensore nei casi previsti dagli articoli 159, 161 comma 4 e

169, non si sia sottratto volontariamente alla conoscenza degli atti del procedimento.

Notiamo qui che il legislatore ha si cambiato il 175 rimettendo in termini l’imputato

contumace senza accollargli l’onere della prova, ma ha mantenuto quest’onere nel

603 c. 4 nei casi dubbi quindi il giudizio di appello si farà senza rinnovazione

delle prove.

GIURISPRUDENZA SUL GIUDIZIO CONTUMACIALE

Vediamo il caso di notifica con il rito degli irreperibili notifica al difensore

d’ufficio.

Il difensore notificato propone appello e si giunge quindi a una sentenza di appello.

A questo punto un imputato contumace che chiedesse la rimessione in termini si

troverebbe la strada sbarrata dal giudicato, frutto dell’iniziativa di un difensore troppo

zelante.

Le. Stesse SS.UU. interpellate hanno affermato che l’appello si è consumato.

Interviene quindi la Corte Costituzionale con sentenza 317/2009 che dichiara

l’incostituzionalità dell’art. 175 c. 2 nella parte in cui non consente la restituzione

dell’imputato, che non abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del

provvedimento, nel termine per proporre impugnazione contro la sentenza

contumaciale, nel concorso delle ulteriori condizioni indicate dalla legge, quando

analoga impugnazione sia stata proposta in precedenza dal difensore (d’ufficio) dello

stesso imputato.

Quindi in sostanza potremmo avere 2 appelli!

L’art. 669 e 630 ci dà le regole per risolvere i conflitti fra giudicati.

97

. Se più sentenze di condanna divenute irrevocabili sono state

Conflitti pratici

pronunciate contro la stessa persona per il medesimo fatto, il giudice ordina

l'esecuzione della sentenza con cui si pronunciò la condanna meno grave, revocando

le altre. criterio guida = favor rei

a) se i fatti stabiliti a fondamento

Conflitti teorici casi di revisione del giudicato

della sentenza o del decreto penale di condanna non possono conciliarsi con quelli

stabiliti in un'altra sentenza penale irrevocabile del giudice ordinario o di un giudice

speciale; SVOLGIMENTO UDIENZA PRELIMINARE

Art. 421.

Discussione.

1. Conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, il giudice dichiara

aperta la discussione.

2. Il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e

L'imputato

gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio.

può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto

per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su

all'interrogatorio,

richiesta di parte, il giudice dispone che l'interrogatorio sia reso nelle forme previste

dagli articoli 498 e 499. Prendono poi la parola, nell'ordine, i difensori della parte

civile, del responsabile civile, della persona civilmente obbligata per la pena

pecuniaria e dell'imputato che espongono le loro difese. Il pubblico ministero e i

difensori possono replicare una sola volta.

3. Il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni

utilizzando gli atti contenuti nel fascicolo trasmesso a norma dell'articolo 416

della

comma 2 nonché gli atti e i documenti ammessi dal giudice prima dell'inizio

discussione. dichiara chiusa la

4. Se il giudice ritiene di poter decidere allo stato degli atti,

discussione.

2) Richiesta e ammissione atti e documenti prima dell’inizio della discussione

Inizio della discussione : Il P.M. espone

3) gli elementi di prova che giustificano

non è più una mera elencazione di fonti

la richiesta di rinvio a giudizio

di prova 98

4) Richiesta di essere sottoposto a interrogatorio normalmente procede il

G.U.P. ma il P.M. o le altre parti possono chiedere che si proceda come

nell’esame dibattimentale per i testimoni.

5) Prendono la parola prima le parti private

6) Il P.M. e il difensore precisano le conclusioni

7) Fino al momento della precisazione delle conclusioni l’imputato può chiedere

il rito abbreviato oppure il patteggiamento

8) Se il giudice ritiene di poter decidere allo stato degli atti, dichiara chiusa la

discussione.

9) Altrimenti abbiamo la possibilità di integrazione probatoria.

Art. 421-bis.

Ordinanza per l'integrazione delle indagini.

1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell'articolo 421, il giudice, se le

indagini preliminari sono incomplete, indica le ulteriori indagini, fissando il termine

per il loro compimento e la data della nuova udienza preliminare. Del provvedimento

è data comunicazione al procuratore generale presso la corte d'appello.

2. Il procuratore generale presso la corte d'appello può disporre con decreto

motivato l'avocazione delle indagini a seguito della comunicazione prevista dal

comma 1. Si applica, in quanto compatibile, la disposizione dell'articolo 412, comma

1.

Abbiamo qui il caso di ulteriori indagini richieste al P.M. in caso di indagini

incomplete es. ha sentito 2 persone presenti al fatto tralasciandone una terza.

Attenzione se però l’integrazione disposta dal G.U.P. smonta il castello probatorio

costruito dal P.M., questi comunque non potrà ritirare l’azione penale divenuta

oramai irretrattabile. Art. 422.

Attività di integrazione probatoria del giudice.

1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell'articolo 421, ovvero a norma

l'assunzione delle

dell'articolo 421-bis, il giudice può disporre, anche d'ufficio, di non luogo a

prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza

procedere.--> indipendentemente dal ricorso al 421 bis)

2. Il giudice, se non è possibile procedere immediatamente all'assunzione delle

prove, fissa la data della e dispone la citazione dei testimoni, dei

nuova udienza 99

periti, dei consulenti tecnici e delle persone indicate nell'articolo 210 di cui siano

stati ammessi l'audizione o l'interrogatorio. una discreta gamma di prove

3. L'audizione e l'interrogatorio delle persone indicate nel comma 2 sono condotti

Il a mezzo del

dal giudice. pubblico ministero e i difensori possono porre domande,

giudice, nell'ordine previsto dall'articolo 421, comma 2. Successivamente, il

pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni.

(seconda precisazione delle conclusioni momento ultimo per chiedere riti

premiali

4. (in

In ogni caso l'imputato può chiedere di essere sottoposto all'interrogatorio

ogni caso si intende che può chiedere un nuovo interrogatorio dopo le nuove

per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di

prove)

parte, il giudice dispone che l'interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli

articoli 498 e 499.

Il presupposto del 421 bis sono le indagini incomplete.

Il presupposto del 422 è la decisività della prova ai fini della sentenza di non luogo

a procedere.

Sarebbe un eccezione al 190 secondo il principio di disponibilità della prova

secondo questo articolo sembrerebbe un fine in favor rei.

Una parte della dottrina dà un interpretazione critica:

1) è difficilissimo stabilire a priori quale sarà il risultato dell’esperimento di una

prova

2) ma se il G.U.P. non si attivasse di fronte a una richiesta del P.M. diretta ad

acquisire una prova per un rinvio a giudizio, e questo sfociasse in una sentenza

di non luogo a procedere tale sentenza non fonderebbe un giudicato e quindi

il P.M. potrebbe ottenere la revoca della sentenza sulla base di nuove prove

arriveremmo allo stesso risultato con un giro molto più tortuoso.

Dopo l’ampliamento dell’istruzione probatoria le parti posso prendere la parola per

precisare di nuovo le conclusioni.

Inoltre l’imputato può chiedere nuovamente l’interrogatorio.

MODIFICA DELL’IMPUTAZIONE NELL’UDIENZA

PRELIMINARE 100

Art. 423.

Modificazione dell'imputazione.

da come è descritto

1. Se nel corso dell'udienza il fatto risulta diverso a norma dell'articolo 12 comma

nell'imputazione ovvero emerge un reato connesso

1 lettera b), il pubblico ministero modifica

o una circostanza aggravante,

l'imputazione e la contesta all'imputato presente. Se l'imputato non è presente, la

modificazione della imputazione è comunicata al difensore, che rappresenta

l'imputato ai fini della contestazione. nella richiesta di

2. Se risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato

rinvio a giudizio, per il quale si debba procedere di ufficio, il giudice ne autorizza la

contestazione se il pubblico ministero ne fa richiesta e vi è il consenso

dell'imputato.

Nella richiesta di rinvio a giudizio abbiamo:

1) elementi modificabili

2) elementi immodificabili del fatto o nomen juris.

Si può modificare la qualificazione giuridica

Può essere contestata un’aggravante.

Per quanto riguarda invece la modificazione del una volta

soggetto imputato,

esercitata l’azione penale, questa si deve chiudere con sentenza.

è il meno problematico

2° comma

Se abbiamo un fatto nuovo, non enunciato nel rinvio a giudizio, aggiuntivo e slegato

dal fatto contestato ci vuole consenso dell’imputato e autorizzazione del G.U.P.

1° comma

1) circostanza aggravante

2) reato connesso concorso formale o reato continuato non si chiede il

consenso dell’imputato perchè che l’imputato sa benissimo di cosa si sta

parlando; non può essere definito un “colpo di scena”.

3) Il fatto risulta diverso cosa significa?

Sembrerebbe che qualsiasi diversità del fatto si possa prestare a un cambiamento

in corso di giudizio modo, luogo, ora, strumenti, elemento soggettivo (dolo

anziché colpa)

Una modifica però non può essere fatta rientrare nel 423 la condotta

dell’agente. 101

In tal caso occorre una sentenza di non luogo a procedere per quel fatto e una

nuova richiesta di rinvio a giudizio ( es. non sono io il ladro ma ho tenuto una

condotta che in realtà costituisce favoreggiamento)

Come abbiamo visto la legge Carotti ha ridotto le distanze tra Udienza

preliminare e dibattimento.

Alcune differenze però rimangono : le modifiche all’imputazione in udienza

preliminare vengono comunicate al difensore d’ufficio; in dibattimento abbiamo

invece il 520 Quando intende contestare i fatti o le circostanze indicati negli

articoli 516 e 517 all'imputato contumace o assente, il pubblico ministero chiede

al presidente che la contestazione sia inserita nel verbale del dibattimento e che il

verbale sia notificato per estratto all'imputato.

Inoltre il contumace perde la possibilità di accedere ai riti premiali a meno che

non abbia rilasciato procura speciale al difensore.

La Corte Costituzionale con sentenza 348/200 ha dichiarato non fondata la

questione di legittimità costituzionale.

DECISIONE

1) Non luogo a procedere

2) Decreto che dispone il giudizio

3) Incompetenza del G.U.P.

La sentenza di non luogo a procedere viene pronunciata subito dopo la chiusura

dell’udienza preliminare. Art. 424.

Provvedimenti del giudice.

1. Subito dopo che è stata dichiarata chiusa la discussione, il giudice procede alla

deliberazione pronunciando sentenza di non luogo a procedere o decreto che dispone

il giudizio (non sarà motivato per non violare la verginità conoscitiva del giudice

del dibattimento)

2. Il giudice dà immediata lettura del provvedimento. La lettura equivale a

notificazione per le parti presenti.

3. Il provvedimento è immediatamente depositato in cancelleria. Le parti hanno

diritto di ottenerne copia. 102


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto processuale penale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Della Casa Franco.

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