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Riassunto esame Diritto Processuale Penale, prof. Garofoli, libro consigliato L'Introduzione della Prova Testimoniale nel Processo Penale Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto Processuale Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'Introduzione della Prova Testimoniale nel Processo Penale, Garofoli (parte speciale). Gli argomenti trattati sono: l'introduzione della prova testimoniale nel processo penale, l’introduzione della prova testimoniale nell’incidente... Vedi di più

Esame di Diritto processuale penale docente Prof. V. Garofoli

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Con la legge delega del 1987 scompaiono definitivamente la figura del Le prove trovano ingresso nel processo su richiesta delle parti. La difesa

giudice istruttore e l’eventualità di una istruttoria da lui condotta. In può svolgere attività d’indagine a favore dell’indagato e portare

esecuzione della direttiva n. 52 dell’art. 2, l’udienza preliminare viene all’attenzione del giudice i risultati conseguiti dall’attività svolta. Il

destinata a vagliare il fondamento dell’imputazione nel contraddittorio giudice non conosce, se non in misura del tutto limitata, i fatti sottoposti

delle parti. al suo giudizio.

La direttiva n. 52 contiene un’apertura ad un supplemento informativo: Le prove ammesse rappresentano il substrato indispensabile al giudice per

potere del giudice di rinviare ad altra udienza affinché le parti forniscano conoscere i fatti di causa e valutarne l’esatta qualificazione giuridica.

ulteriori elementi ai fini della decisione. La testimonianza costituisce la prova per eccellenza, la prova su cui in

Con l’intervento della L. 479/1999 la disciplina dell’udienza preliminare fa assoluto si fonda il convincimento del giudice. Essa mani tutta la sua

registrare ampliamenti dei suoi tratti originari, tali da strutturare una essenza in un ordinamento processuale come quello attuale, ispirato ad un

sorta di dibattimento anticipato con un’incontestabile profilo inquisitorio, sistema di tipo accusatorio e sorretto dai principi del giusto processo (in

specificato da incentivate ed in parte inedite formule di investimento. particolare dal princ. della formazione della prova in contraddittorio tra le

L’art. 442 è stato riscritto nella prospettiva di un potenziamento della parti dinanzi al giudice terzo ed imparziale).

figura del GUP, che può ora disporre, anche d’ufficio, l’assunzione delle Nel codice del 1930 invece, la testimonianza si assumeva nella fase

prove se ne appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo istruttoria, senza l’intervento dell’imputato o del suo difensore, pertanto

a procedere (in funzione di garante della presunzione di innocenza). senza contraddittorio. In udienza dibattimentale, dopo aver prestato

Per quanto attiene alle modalità di assunzione della prova testimoniale in giuramento, il teste veniva invitato a confermare le dichiarazioni già

udienza preliminare, si stabilisce che il GUP fissa la data della nuova documentate a seguito dello svolgimento del protocollo istruttorio.

udienza, disponendo la citazione delle persone di cui sia stata ammessa L’esperienza applicativa ha confermato questa realtà come quella della

l’audizione, quando non possibile procedere immediatamente. prassi delle “conferme”, con la conseguente perdita di un vero e proprio

contraddittorio per la formazione della prova e dell’essenza stessa della

testimonianza. In definitiva, il presidente o il giudice monocratico

giungevano in dibattimento spesso con un’opinione precostituita ed il

L’INTRODUZIONE DELLA PROVA TESTIMONIALE NEL GIUDIZIO meccanismo della conduzione diretta dell’esame testimoniale finiva per

ORDINARIO divenire lo strumento di verifica di quell’ipotesi preconcetta.

Per introduzione della prova testimoniale intendiamo l’insieme delle La riforma del 1988, fondata sulla separazione delle fasi che connotano la

attività poste in essere dalle parti e dal giudice affinché un determinato sequenza procedimentale del rito ordinario ha rappresentato una svolta

strumento possa essere inserito nell’ambito di un dato processo (si epocale per il procedimento di introduzione ed ammissione della prova

prescinde sia dall’attività preliminare volta alla ricerca dei mezzi di prova, testimoniale: attualmente è possibile distinguere una fase dedicata alle

sia dall’attività successiva volta ad acquisire processualmente la prova – indagini preliminari destinata alla ricerca della prova e propedeutica

c.d. assunzione o escussione –, sia dall’ulteriore momento destinato alla rispetto alle determinazioni del pubblico ministero circa l’esercizio

valutazione. dell’azione penale e una fase del giudizio deputata all’acquisizione delle

Introduzione: fase del procedimento in cui viene vagliata l’ammissibilità prove dinanzi al giudice nell’oralità e nel contraddittorio delle parti.

della prova. 5

testimonianze vietate dalla legge e quelle manifestatamene

Solo il dibattimento è la sede deputata all’assunzione dei mezzi di prova sovrabbondanti”. Il decreto presidenziale non pregiudica “la decisione

per la verifica delle ragioni formulate dall’accusa e dalla difesa dinanzi al sull’ammissibilità della prova a norma dell’art. 495 cpp”.

giudice che, in posizione di terzietà, ricostruisce il fatto storico sulla base Il potere discrezionale del giudice di concedere o negare l’autorizzazione

della rappresentazione che di esso gli offrono le parti. alla citazione deve essere esercitato nel rigoroso rispetto dei limiti

All’interno del dibattimento è poi possibile distinguere 2 fasi del imposti dall’art. 468 co. 2 cpp.

procedimento di ammissione della prova testimoniale: Nel sistema processuale previdente, il deposito delle liste testimoniali

1. fase “necessaria”: propria di ogni processo, è costituita dalla instaurava un rapporto diretto col giudice del dibattimento, il quale

presentazione delle liste testimoniali (468 cpp), dalle richieste di decideva quali prove testimoniali ammettere, senza che le parti potessero

prova (493 cpp) e dalla conseguente ordinanza del giudice (495 interloquire in merito. Nel nuovo processo, il deposito sollecita al giudice

cpp). un provvedimento autorizzativi di natura meramente formale. Il

2. fase “eventuale”: finalizzata ad integrare il materiale probatorio meccanismo processuale in oggetto assicura una vera e propria discovery

raccolto. rispettosa del principio dispositivo e volta a garantire un effettivo e

corretto contraddittorio, evitando l’introduzione di prove c.d. “a

sorpresa”.

Il deposito delle liste testimoniali nel vigente codice La ratio dell’art. 468 cpp, secondo cui le parti che intendono chiedere

l’esame dei testimoni sono tenute a pena di inammissibilità a depositare

La fase necessaria del procedimento di ammissione della prova entro un certo termine in cancelleria la lista con l’indicazione delle

testimoniale ha inizio col deposito delle liste testimoniali che rappresenta circostanze su cui deve vertere l’esame è quella di garantire a ciascuna

una delle 3 tappe fondamentali attraverso le quali si snoda l’esercizio del parte di conoscere tempestivamente le prove che l’altra parte vorrebbe

diritto alla prova. assumere in dibattimento per poter opporre una propria linea difensiva ed

Appare subito evidente il ribaltamento dei criteri di valutazione (rispetto eventualmente dedurre prova contraria.

al codice del 1930) operato dal legislatore del 1988 (ove si esalta la

prevalenza pressoché esclusiva delle iniziative di parte “effettivamente

collocate in posizione paritetica” e una limitazione dei poteri del giudice in

tale fase del processo. Le circostanze previste dall’art. 468 cpp

L’art 468 cpp impone alle parti, a pena di inammissibilità, di depositare

nella cancelleria del giudice (almeno 7 giorni prima della data fissata per il Nei primi anni di applicazione del codice vigente, la giurisprudenza di

dibattimento) la lista di testimoni, periti o consulenti tecnici con legittimità e la dottrina più autorevole avevano più volte ritenuto

l’indicazione delle circostanze su cui deve vertere l’esame. Esse devono inammissibile la lista testimoniale nel caso di omessa o insufficiente

indicare la veste processuale dei soggetti che compaiono nelle liste indicazione delle specifiche circostanze su cui deve vertere l’esame.

(testimone piuttosto che consulente tecnico), i dati anagrafici che ne Un diverso orientamento, da considerarsi prevalente, riconduce le ipotesi

consentano l’identificazione, nonché l’oggetto della prova inteso come di inammissibilità esclusivamente all’omesso deposito della lista nei termini

“proposizioni rappresentative di fatti” che appaiono verificabili col mezzo di legge e non anche alla mancata o incompleta indicazione delle

di prova. Il giudice può solamente, con decreto, “escludere le circostanze richieste dall’art. 468 cpp. 6

parti, segnatamente di quella pubblica che, avendo chiesto il giudizio nella

L’indicazione delle circostanze è un fatto irrinunciabile per consentire al convinzione che gli elementi sono idonei a sostenere l’accusa, è la più

giudice la verifica ex art. 468 co. 2 cpp sull’ammissibilità o idonea ad illustrare l’imputazione”.

sovrabbondanza delle testimonianze richieste e, soprattutto, alle parti Con la L. 474/1999 è stata innanzitutto soppressa la formula contenuta

avversarie di esercitare il proprio diritto alla prova contraria. nel primo comma dell’art. 493 c.p.p.: il rappresentante della pubblica

A parere della dominante giurisprudenza di legittimità il dato letterale accusa è stato posto in posizione di piena parità rispetto ai difensori delle

dell’art. 468 cpp “indicazione delle circostanze” è ampiamente soddisfatto

per parti private, dovendo oggi, indistintamente, tutte le parti solamente

anche senza la specifica indicazione delle stesse, ma semplicemente

relationem “indicare” i fatti che esse intendono provare. Sono state modificate anche

ai fatti ricompresi nel capo di imputazione o in altri atti che la rubrica e la norma di cui al comma 4 dell’art. 493, concernente i poteri

devono essere comunque noti alle parti. del presidente, con l’esclusione di ogni riferimento all’esposizione

Dottrina e giurisprudenza di merito hanno da sempre escluso che sulle introduttiva e con la previsione esplicita del potere di impedire ogni

parti incombe l’onere di una capitolazione della prova sulla falsariga di lettura o esposizione del contenuto degli atti compiuti durante le indagini

quanto avviene nel processo civile. Allora, una certa elasticità nel valutare preliminari.

l’adempimento dell’onere ex art. 468 cpp è consigliabile. Si deve cercare Tra le prove che le parti sono onerate di richiedere nell’esposizione

un giusto punto di equilibrio. Appare consigliabile una valutazione caso per introduttiva rientrano quelle orali – rappresentative, che le parti

caso, escludendo l’ammissibilità della lista soltanto quando la ratio dell’art. medesime hanno già dovuto indicare nelle liste di cui all’art. 468 (con il

468 cpp (il contraddittorio dibattimentale) viene ad essere violata. deposito delle liste, gli interessati non hanno richiesto né ottenuto

l’ammissione delle prove nelle medesime designate, ma solo lo strumento

autoritativo per ottenere la presenza in giudizio delle persone da

Le richieste di prova ad opera delle parti esaminare).

Le parti possono chiedere l’acquisizione di prove non comprese nella lista

Per ciò che concerne la fase immediatamente successiva alla dichiarazione prevista dall’art. 468 se dimostrano di non averle potute indicare

di apertura del dibattimento, in cui le parti sono chiamate a formulare le tempestivamente (trattasi di una disposizione costituente applicazione

proprie richieste di prova ai sensi dell’art. 493 c.p.p., il legislatore è generale del principio della restituzione nel termine di cui all’art. 175

intervenuto di recente, modificandone sia la rubrica che il testo. c.p.p.).

Il testo originario dell’art 493 primo comma prevedeva una “esposizione

concisa” da parte del PM, concernente i “fatti oggetto dell’imputazione”,

con l’indicazione delle prove richieste per l’ammissione. Successivamente i

difensori delle parti private, secondo l’ordine che risulta tuttora stabilito, La prova contraria

dovevano limitarsi ad indicare i fatti che avessero inteso provare, La discovery c.d. predibattimentale non si completa in sede di esposizione

domandando l’ammissione delle prove pertinenti.

Secondo la dottrina il giudice non conosceva gli atti “se non nei limiti esigui delle richieste probatorie, ma nel corso della fase immediatamente

e slegati rivelatigli dal fascicolo per il dibattimento, e siccome non vi è successiva, quando le parti esprimono prima il parere in ordine

stato alcun provvedimento sull’ammissione delle prove è necessario che a all’ammissibilità delle prove richieste da controparte, e poi esercitano il

ciò si pervenga previa informazione del giudice medesimo ad opera delle 7

diritto alla prova contraria. Tale diritto può essere esercitato ai sensi del al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono

combinato disposto degli artt 468 co. 4 e 495 co. 2. dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di

L’art. 468 co. 4 attribuisce il diritto alla prova contraria genericamente persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di

alle parti in relazione alle circostanze indicate nella lista, mentre l’art 495 ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se

co. 2 stabilisce che l’imputato ha diritto all’ammissione delle prove non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo”.

indicate a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a discarico; lo Il diritto alla prova contraria, a differenza di quanto previsto dal

stesso diritto spetta al PM in ordine alle prove a carico dell’imputato sui combinato dei commi 1 e 2 dell’art. 468 appare svincolato da qualunque

fatti costituenti oggetto delle prove a discarico. giudizio di ammissibilità attribuito al giudice che potrebbe intervenire

Contrariamente all’esame, la citazione o presentazione del teste in solo successivamente, quando ritenesse la prova già ammessa ormai

controprova non è subordinata alla prescrizione di cui all’art 468 co. 1, che superflua.

richiede la formazione della lista con l’indicazione delle circostanze, da

depositare almeno 7 giorni prima della data dell’udienza dibattimentale a

pena di inammissibilità, potendo entrambe le facoltà esercitarsi fino alla

fase degli atti introduttivi, ossia fino al momento della presentazione al

dibattimento del mezzo di prova da confutare. I provvedimenti del giudice in ordine alla prova

Il nesso esistente tra i commi 1 e 4 dell’art. 468 c.p.p. deve essere

individuato nelle “circostanze” indicate nella lista. Gli atti introduttivi al dibattimento si esauriscono con la decisione del

Per quanto attiene al diritto alla prova contraria (art. 495 co. 2), è utile giudice in ordine alle richieste delle parti.

ricordare che in passato, la Suprema Corte non ebbe dubbi nell’affermare L’art. 495 richiama l’art. 190 co. 1 per cui: il giudizio di ammissibilità deve

che la prova contraria testimoniale potesse trovare ingresso articolarsi secondo i tre criteri della non illegittimità, della non manifesta

esclusivamente nei termini enunciati dall’art. 468 co. 4, al fine di superfluità e della manifesta irrilevanza.

confutare i testimoni che la controparte ha indicato nelle proprie liste. Sono:

L’art. 495 co. 2, nello stabilire che l’imputato ha diritto all’ammissione a) vietate le prove di cui un’espressa disposizione di legge impedisce

delle prove, opera volutamente un riferimento generico alle prove senza l’acquisizione;

prevedere alcuna corrispondenza tipologica tra prova diretta e prova b) manifestatamene superflue quelle sovrabbondanti, in quanto

conducono ad un risultato obiettivamente consolidato da altra

contraria, ma richiedendo solo che le prove a discarico vertano su fatti prova;

oggetto delle prove a carico e viceversa. c) manifestatamene irrilevanti quelle che non attengono all’oggetto

L’art. 495 co. 2 cpp recepisce quanto statuito dall’art. 6 n. 3 lett. d) della dell’imputazione e quelle che, pur attenendovi, non hanno

Conv. Europea dei Diritti dell’Uomo, dall’art. 14 n. 3 lett. e) del Patto possibilità di incidere sulla decisione.

Internaz. sui Diritti Umani e quanto garantito dall’art. 111 co. 2 Cost: “Nel Il giudice, nella fase introduttiva del dibattimento, non deve ammettere o

processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, escludere la prova sulla base di una valutazione prognostica della sua

nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei idoneità a dimostrare l’esistenza dei fatti dedotti con essa.

motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle

condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti 8

Conclusa l’istruttoria dibattimentale, il giudice valuterà se le prove dell’istruzione dibattimentale il giudice “decide con ordinanza sulle

assunte hanno contribuito “in termini positivi all’arricchimento della eccezioni proposte dalle parti in ordine all’ammissibilità delle prove. Il

piattaforma su cui dovrà formarsi il suo convincimento” oppure se il giudice, sentite le parti, può revocare con ordinanza l’ammissione di prove

patrimonio probatorio acquisito debba essere integrato ex artt. 506 (il che risultino superflue o ammettere prove già escluse”. Nel corso

presidente può indicare alle parti temi di prova nuovi o più ampi) e 507 dell’istruzione dibattimentale quindi, sono possibili nuove questioni

(terminata l’acquisizione delle prove, il giudice, se risulta assolutamente sull’ammissibilità delle prove e di conseguenza nuove richieste.

necessario può disporre anche d’ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di L’art. 507 attribuisce al giudice del dibattimento, una volta terminata

prova). l’acquisizione delle prove e se risulta assolutamente necessario, il potere

A seguito della L. 63/2001 (legge di attuazione dei principi del giusto di disporre “anche d’ufficio, l’assunzione di nuovi mezzi di prova” compresi

processo) resta fermo, nel co. 1 dell’art. 495, il richiamo all’art. 190 bis, quelli “relativi agli atti acquisiti al fascicolo per il dibattimento a norma

ma la prima parte di quest’ultimo è stata sostituita dall’art. 3 della L. degli artt. 431 co. 2 e 493 co. 3.

63/2001: nei procedimenti suindicati, quando siano state rese le suddette L’esercizio del potere di integrazione probatoria costituisce una sorta di

indicazioni, l’esame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi intrusione nell’iniziativa che, in via principale, è demandata alle parti in

da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il giudice o deroga al principio dispositivo incardinato nell’art. 190.

taluna delle parti lo ritengano necessario sulla base di specifiche esigenze. Una decisione delle Sezioni unite ha precisato che “il potere istruttorio

Al di fuori delle ipotesi eccezionali previste dall’art. 190 bis, il giudice d’ufficio non è eccezionale e può esercitarsi anche con riferimento a

applica gli ordinari criteri di ammissione delle prove valutando le prove, in relazioni alle quali siano decadute ed anche quando non sia

argomentazioni svolte dalle parti. avvenuta alcuna acquisizione probatoria”.

Il provvedimento di accoglimento o reiezione della richiesta di prova ha L’art. 523 co. 6 presenta l’ultimo momento attraverso cui può trovare

forma di ordinanza, come espressamente previsto dal comma 1 dell’art. ingresso la prova testimoniale nel processo penale: “la discussione non può

495. essere interrotta per l’assunzione di nuove prove, se non in caso di

assoluta necessità. Se questa si verifica, il giudice provvede a norma

dell’art. 507”. La giurisprudenza ha interpretato la locuzione “nuove

prove”, contenuta nella disposizione in esame, in senso analogo a quella di

La fase eventuale del procedimento di ammissione della prova “nuovi mezzi di prova” indicata nell’art. 507. il giudice può quindi

testimoniale ex artt. 495 co. 4, 507 e 523 co. 6 c.p.p. interrompere la discussione per ammettere, d’ufficio o su istanza di parte,

Con l’ordinanza del giudice con la quale vengono ammesse le richieste di “tutte le prove che non sono state ancora ammesse”, senza ulteriori

prova si chiude la fase necessaria del procedimento di ammissione. limitazioni.

Ma la prova testimoniale può altresì trovare ingresso in dibattimento

durante la c.d. fase eventuale, che comprende gli istituti previsti dall’art.

495 co. 4, 507 e 523. L’INTRODUZIONE DELLA PROVA TESTIMONIALE NEL GIUDIZIO

In ossequio a quanto previsto dal co. 3 dell’art. 190 secondo cui “i DINANZI AL GIUDICE DI PACE E AL TRIBUNALE PER I

provvedimenti sull’ammissione della prova possono essere revocati sentite MINORENNI

le parti in contraddittorio”, il co. 4 dell’art. 495 prevede che nel corso 9

L’esclusione dei riti alternativi, se da un lato risponde ad esigenze di

L’esercizio della jurisdictio minor nell’attuale assetto normativo coerenza logica con l’assetto normativo peculiare del giudizio (nel quale,

D. Lgs. 274/2000: scelta del legislatore delegato di abbandonare la connotato essenziale e di maggior rilievo è proprio il contatto tra le parti

classica dicotomia tra pena detentiva pena pecuniaria, scomparendo e il giudice, che da un lato è funzionale alla verifica della praticabilità

definitivamente l’ipotesi di sanzioni che limitino la libertà personale delle vie alternative alla sanzione, dall’altro ad un giudizio rapido in cui, in

attraverso la reclusione in carcere, sostituendo la stessa con la sanzione ipotesi di condanna, conseguano pene miti ma effettive) per altro verso è

pecuniaria, elevandola a “sanzione principale”. tutto improntato alla logica conciliativa che deve investire il giudice sin

Con riferimento alla disciplina processuale, appare di facile intuizione la dal suo primo contatto con la res judicanda.

scelta operata dal legislatore nel propendere verso epiloghi del

procedimento squisitamente di tipo risarcitorio o riparatorio (ad ex l’art.

34 del D. Lgs. Che introduce il criterio della “particolare tenuità” del L’introduzione della prova testimoniale nel giudizio di fronte al giudice

fatto come causa di esclusione della punibilità, nonché l’art. 35 in tema di di pace

estinzione del reato per effetto di condotta riparatoria.

Si delinea dunque una disciplina inerente la competenza penale del giudice Il Capo V del D. Lgs. 274/2000 disciplina il giudizio dinanzi al giudice di

di pace incentrata sulla figura di un giudice “conciliatore” in grado di pace. Anche per il giudice di pace l’udienza di comparizione è destinata ad

garantire una risposta efficace dell’ordinamento (anche in presenza di aprire il dibattimento ed eventualmente anche a concluderlo, sempre che

reati non gravi, espressione di micro – conflittualità tra privati) e di l’istruttoria, propedeutica alla decisione, possa validamente esaurirsi nel

deflazionare il carico di lavoro dei tribunali. medesimo contesto.

La scelta del legislatore di operare uno spostamento di competenza in Il PM o la persona offesa che abbia agito ai sensi dell’art. 21 d. lgs.

favore del giudice di pace soffre di un vizio congenito da subito censurato, depositano nella cancelleria del giudice l’atto di citazione a giudizio con le

vale a dire la singolare anomalia tra la legge delega e il d. lgs. 274/2000. relative modifiche.

Il rito innanzi al giudice di pace, secondo l’art. 17 della legge delega (n. Il termine per il deposito delle liste testimoniali è previsto a pena di

468/1999), doveva essere predisposto ricalcando quanto statuito nel inammissibilità: ciò significa che il PM o la persona offesa (a seconda di

chi sia stato il promotore del procedimento) dovrà indicare i propri

Libro VIII del codice, recante disposizioni circa il procedimento davanti al testimoni e consulenti tecnici direttamente nell’atto di citazione a giudizio

tribunale in composizione monocratico. o nel ricorso immediato al giudice.

Tale esplicito richiamo è scomparso nel testo del decreto legislativo Vi sono due differenti tecniche di vocatio in judicium e gli artt. 20 e 21

generando la proporzione di quella che sarebbe stata la prima di una lunga del decreto infatti introducono due differenti strumenti all’uopo preposti:

serie di antinomie legate alla riforma del giudice di pace penale. la citazione affidata alla polizia giudiziaria e il ricorso immediato al

giudice ad opera della persona offesa.

Art. 20: la polizia giudiziaria salvo specificate ipotesi, sulla base

L’esigenza di “massima semplificazione”: dal rito pretoriale alle dell’imputazione formulata dal PM dispone direttamente la comparizione

vocazioni conciliatorie del giudice di pace dell’imputato davanti al giudice. 10

È inevitabile che il rinnovato potenziamento di ruolo attribuito alla polizia al principio di libertà processuale, garantendo la riservatezza delle

giudiziaria finisca col ripercuotere talune scelte operative del PM prima e udienze nell’interesse dei minorenni.

del giudice di pace in seconda istanza. Di notevole importanza è stata la Risoluzione ONU che ha stabilito

L’art. 21 dispone che l’offeso possa ricorrere immediatamente al giudice. I “Regole Minime per l’amministrazione della giustizia dei minori” (c.d.

riflessi sul modus operandi del giudice sono immediati dal momento che, Regole di Pechino) che individuano delle linee guida relative alle

nell’ipotesi di ricorso immediato della persona offesa, l’atto di chiamata in fattispecie processuali in cui è coinvolto un minorenne.

giudizio proviene direttamente dal giudice che compie un controllo L’ordinamento interno ha istituito ben presto il Tribunale per i Minorenni

preliminare sull’atto introduttivo del privato, pur rimanendo nei limiti della (r.d.l. 20/7/1934) e già prima dell’approvazione delle Regole di Pechino ha

mera delibazione, effettuata sulla base di quanto predisposto dal stabilito norme costituzionali a tutela del minore. Agli artt. 2 e 3 Cost.

ricorrente. sono attribuiti al fanciullo il diritto di maturare e di sviluppare la propria

Il PM e la persona offesa hanno l’obbligo di indicare i testimoni ed i personalità e le proprie potenzialità di ottenere uguaglianza sostanziale;

consulenti tecnici nello stesso atto di vocativo in ius a pena di all’art. 30 è garantito il diritto all’educazione e all’art. 31 è imposta la

inammissibilità; il deposito delle liste (nel termine ordinario di 7 giorni) protezione della gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

riguarderà le altre parti le quali non hanno avuto, fino a quel momento, Il fanciullo può essere autore, vittima, testimone di un reato.

l’occasione per indicare le fonti orali. Il minore può sia partecipare al processo penale ordinario (in questo caso

La dizione “per l’udienza di comparizione” non lascia margini interpretativi il legislatore ha predisposto una disciplina ad hoc, cercando di

in relazione al termine ultimo previsto a pena di decadenza per il deposito salvaguardare la serenità del bambino e di evitare che il processo possa

delle liste. produrgli conseguenze negative), sia essere sottoposto egli stesso ad un

Il comma 8 dell’art. 29 prevede che “la parte che omette la citazione processo (in questo caso si apre un altro binario: il processo penale

decade dalla prova”. L’omessa citazione di testi e consulenti tecnici, minorile).

autorizzata dal giudice nell’udienza di rinvio, provoca la decadenza della Il legislatore ha predisposto una normativa particolare relativa al

prova per la parte che, pur avendone chiesto l’ammissione abbia processo in cui sono parte i minori (D.P.R. 448/1988), in virtù della tutela

manifestato per facta concludentia la carenza di interesse all’acquisizione delle condizioni psicofisiche del minore – autore del reato. La Corte

del mezzo di prova. Costituzionale ha affermato che è prioritario il dovere dello Stato al

recupero del minore piuttosto che la realizzazione della pretesa punitiva

nei confronti dello stesso. L’esigenza primaria è quella di proteggerlo da

situazioni che possano influenzarne la crescita e l’inserimento nella

L’esame e la testimonianza del minore società.

Nel 1924 la Convenzione di Ginevra ha enunciato dieci punti relativi al Il fanciullo viene protetto da tutti quegli atti che potrebbero provocargli

trattamento dei minori, riconoscendo il diritto del bambino alla propria turbamento. La giurisdizione viene attuata con organi speciali: presso ogni

integrità fisica e ad un processo formativo normale. Il bambino veniva sede o sezione distaccata di corte d’appello è istituito un Tribunale per i

riconosciuto soggetto di diritti in un documento internazionale. Minorenni, che opera con due magistrati ordinari e due giudici onorari, che

La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle sono benemeriti nell’assistenza sociale o esperti scelti tra biologi,

libertà fondamentali, all’art. 6 ha espressamente statuito un’espressione psichiatri, antropologi criminali, pedagoghi o psicologi. 11

Il PM presso il tribunale per i minorenni ha un’autonoma Procura della Qualora il processo non venga definito all’udienza preliminare si passa al

Repubblica che dispone di una sezione specializzata di polizia giudiziaria dibattimento, sede in cui si svolge eventualmente l’esame del minore. La

dotata di personale con specifiche attitudini e preparazione. In grado di conclusione del processo può avvenire nelle stesse forme del giudizio

appello è competente una sezione per i minorenni della Corte d’appello che ordinario; in caso di condanna la pena verrà diminuita ex art. 98.

giudica con tre magistrati e due giudici onorari con competenze Il nostro sistema, pur statuendo (art. 120) che i minori di quattordici anni

specifiche. non possono intervenire come testimoni ad atti del procedimento, non ha

Il fanciullo viene tutelato dalla presenza dei genitori o di un’altra persona posto alcun limite alla loro testimonianza nel momento in cui ha disciplinato

idonea a prestare assistenza affettiva e psicologica. la capacità a testimoniare.

Un ruolo fondamentale lo svolgono le indagini condotte sull’età e sulla Il minorenne si ritiene capace i rendere testimonianza all’interno di una

personalità del minore che hanno lo scopo di accertarne l’imputabilità e il fattispecie processuale, sia esso autore, vittima o semplice testimone del

grado di responsabilità, di valutare la rilevanza sociale del reato avendo reato. La minore età di un testimone non incide sulla sua capacità di

riguardo ala capacità del minore di riuscire a comprenderne il disvalore del testimoniare. La valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni del

fatto in base alla situazione e alle condizioni in cui egli è vissuto e minore resta affidata al prudente apprezzamento del giudice. Il giudice

cresciuto. Non sono esperibili quei procedimenti speciali che non può decidere di accertare l’idoneità mentale o fisica a rendere

consentano un’adeguata indagine sulla personalità del minore. testimonianza, avvalendosi di periti psicologici o di latri esperti e con i

Quanto alle misure precautelari vengono posti limiti all’arresto in mezzi consentiti dalla legge (regola che deve ritenersi applicabile anche al

flagranza ed è previsto un tipo particolare di misura precautelare: minorenne).

l’accompagnamento a seguito di flagranza (in questo caso il minore viene È necessario evitare che la partecipazione al processo possa costituire un

accompagnato ed eventualmente trattenuto negli uffici della polizia pregiudizio alla crescita del bambino o possa comportare ulteriori e

giudiziaria al fine di essere consegnato al genitore o a chi ne esercita la superflui turbamenti nella psiche del minore.

potestà). Le misure cautelari comprendono anche il collocamento in

comunità, alternativa alla custodia cautelare (che si tende a confinare

nelle ipotesi estremamente necessarie e in tempi molto ridotti). L’introduzione della prova testimoniale del minore nella fase

Nel processo penale minorile non interviene la parte civile: il motivo di dibattimentale

questa estromissione è che la presenza di un’accusa privata potrebbe Il legislatore ha previsto che l’esame testimoniale del minore si possa

pregiudicare le finalità rieducative e di protezione del minorenne. svolgere a porte chiuse; anche la legislazione minorile ha statuito che

Il procedimento penale minorile può concludersi anche nell’udienza l’udienza dibattimentale nella quale vengono assunte le dichiarazioni del

preliminare, che rappresenta la prima sede di definizione del processo: in minore si svolga a porte chiuse, salvo richiesta in senso contrario

questa fase è possibile che il giudice emetta l’ordinario decreto che dell’ultrasedicenne.

dispone il giudizio, che accolga la richiesta di giudizio abbreviato, che È stato inoltre statuito all’art. 114 co. 6 il divieto di pubblicare generalità

condanni l’imputato ad una pena pecuniaria o ad una sanzione sostitutiva. e immagini dei minorenni fino a quando non abbiano raggiunto la maggiore

In sede di udienza preliminare il magistrato può anche disporre la età, salvo che il tribunale dei minorenni (o lo stesso minore che abbia

sospensione del processo e la messa alla prova del minore o pronunciare

sentenza di non luogo a procedere. 12


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Processuale Penale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L'Introduzione della Prova Testimoniale nel Processo Penale, Garofoli (parte speciale). Gli argomenti trattati sono: l'introduzione della prova testimoniale nel processo penale, l’introduzione della prova testimoniale nell’incidente probatorio, le circostanze previste dall’art. 468 cpp, i provvedimenti del giudice in ordine alla prova.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ectoplasmon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Garofoli Vincenzo.

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