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LA PRIMA UDIENZA DI TRATTAZIONE

INCOMBENTI DEL GIUDICE:

verifica regolare instaurazione del contraddittorio

ai fini della dichiarazione di contumacia

verifica regolare costituzione delle parti: art. 182 c.p.c

> verifica validità atto di citazione e notificazione citazione

(artt. 164 e 171 c.p.c)

> rileva difetto di rappresentanza o di autorizzazione o di

nullità della procura alle liti con conseguente ordine per

sanare il vizio

> rileva eventuali impedimenti processuali (es.

litispendenza, continenza, connessione; incompetenze

«forti»)

Per diverse ragioni il giudice può quindi anche

rinviare la prima udienza di trattazione. 11

LA PRIMA UDIENZA DI TRATTAZIONE

L’ATTIVITÀ DI TRATTAZIONE

 primo contatto tra le parti (i.e. difensori) e il giudice

 trattazione orale con esposizione proprie difese

sulla base di quanto già esposto nei rispettivi atti difensivi

 possibile esaurimento della trattazione in senso stretto

in questa udienza oralmente con immediata apertura

della fase di ammissione delle prove richieste

negli atti introduttivi o in udienza

(o a seguito di ordinanza «riservata») 12

L’EPILOGO DI TRATTAZIONE SCRITTA

ART. 183.6 C.P.C. (novella 2006)

 su richiesta anche di una sola parte,

il giudice concede la triade di memorie scritte

 la legge di riforma n. 69/2009 rifiuta il progetto Mastella

su concessione termini solo per gravi motivi

 interpretazione correttiva nei casi di questioni pregiudiziali

di rito o preliminari di merito assorbenti (eccezione di

prescrizione) per non concedere tutte e tre le memorie:

potere direzionale del giudice ex art. 175 c.p.c. 13

PRECLUSIONI ALL’UDIENZA DI TRATTAZIONE

L’attore è tenuto a pena di decadenza a:

 proporre domande riconvenzionali o eccezioni che sono

conseguenza delle domande riconvenzionali o eccezioni

sollevate dal convenuto nella comparsa di risposta

 la differenza tra reconventio reconventionis e

inammissibile domanda nuova

 può richiedere di essere autorizzato a chiamare in causa

un terzo ex art. 269 c.p.c. se esigenza conseguente alle

difese del convenuto

 domanda di accertamento incidentale

Fa eccezione il caso di eccezione rilevabile d’ufficio e

Nota.

sollevata all’udienza: qui ammesso slittamento eventuali

domande nella memoria n. 1 (anche senza rimessione in

nel caso di intervento del terzo all’udienza

termini); idem

183 c.p.c. 14

L’EPILOGO DI TRATTAZIONE SCRITTA

ART. 183.6 C.P.C. (novella 2006)

LA «TRIADE» DI MEMORIE:

30 + 30 + 20 15

L’EPILOGO DI TRATTAZIONE SCRITTA

ART. 183.6 C.P.C. (novella 2006)

MEMORIA N. 1:

 funzione solo emendatrice delle difese già proposte:

jus poenitendi (barriera preclusiva)

 precisazione e modificazione

di domande, eccezioni e difese già proposte

 differenza tra inammissibile mutatio libelli ed

ammissibile emendatio libelli

 si possono ancora dedurre fatti costitutivi nuovi che non modificano

il diritto dedotto in giudizio (solo domande «autodeterminate»:

vendita / usucapione). Mai per diritti di credito: sono sempre

eterodeterminati e rileva qui la causa petendi indicata in origine

 si possono qualificare giuridicamente ma in modo diverso i fatti

costitutivi già dedotti ma non introdurne di nuovi

(difficile passaggio da responsabilità contrattuale 16

ad arricchimento senza giusta causa)

L’EPILOGO DI TRATTAZIONE SCRITTA

ART. 183.6 C.P.C. (novella 2006)

MEMORIA N. 2:

 memoria «mista di trattazione e istruttoria»

repliche e nuove eccezioni, ma solo in conseguenza dello

jus poenitendi svolto in udienza o nella memoria n. 1

MEMORIA N. 3:

 istruttoria di replica

solo prova contraria (e replica), ma sì anche documenti a

prova contraria (la nozione di prova contraria si misura

sull’oggetto della prova ovvero il «fatto secondario») 17

LA FASE ISTRUTTORIA

A valle della «triade» di memorie il giudice vaglia

l’ammissibilità e la rilevanza dei mezzi di prova richiesti

dalle parti.

Ordinanza di ammissione delle prove (solitamente

pronunciata fuori udienza, ma molti protocolli di fori

prevedono ancor oggi una udienza ad hoc di ammissione

delle prove, che la novella 2006 ha inteso eliminare). 18

IL «CALENDARIO DEL PROCESSO»:

IL NUOVO 81-BIS DISP. ATT. C.P.C.

 portata essenzialmente politica della norma:

onere di programmazione dell’attività processuale

da parte del giudice ma senza sanzioni

Il giudice, con l’ordinanza di ammissione delle prove (a

 valle della «triade» di memorie 183.6 c.p.c.), fissa le

successive udienze di assunzione prove e dei successivi

incombenti fino all’udienza di precisazione delle

conclusioni.

 calendario necessario solo in caso di ammissione

prove: soluzione migliore rispetto al progetto Mastella,

che lo imponeva in ogni caso già all’udienza 183 c.p.c.

19

IL «CALENDARIO DEL PROCESSO»:

IL NUOVO 81-BIS DISP. ATT. C.P.C.

 agenda agevolmente modificabile ogni volta che sono

necessarie maggiori udienze per assunzione prove

 ipocrisia legislativa nel limite dei «gravi motivi

sopravvenuti» per la proroga di eventuali termini

assegnati alle parti o al perito

 termini non perentorî in ogni caso

 «sentite le parti»: ipotizzabile il consolidamento dei

protocolli che prevedevano comunque l’udienza di

ammissione prove anche dopo novella 2006 20

IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE

DI CUI AL NUOVO ART. 115.1 C.P.C. / slide 01

L’ONERE DI CONTESTAZIONE E

IL REGIME DELLE PRECLUSIONI

L’onere di contestazione del convenuto e dell’attore alla

 luce del nuovo art. 115.1 c.p.c. (novella legge n.

69/2009).

 «Il giudice deve porre a fondamento della decisione le

prove proposte dalle parti o dal p.m., nonché i fatti non

specificatamente contestati dalla parte costituita». 21

IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE

DI CUI AL NUOVO ART. 115.1 C.P.C. / slide 02

ONERE DELLA «SPECIFICA CONTESTAZIONE»

DEI FATTI

l’orientamento (2002)

 recepito de lege lata

delle Sezioni Unite della Suprema Corte di cassazione

 principio ricavabile dal sistema e

giustificato dalla natura dispositiva del processo civile

 onere della parte di contestare i fatti rilevanti di causa

allegati dall’altra parte

 non attiene alla contestazione del diritto fatto valere

ex adverso: differenza tra contestazione della domanda e

contestazione dei fatti rilevanti di causa 22

IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE

DI CUI AL NUOVO ART. 115.1 C.P.C. / slide 03

L’OGGETTO DEL «THEMA PROBANDUM»

 Sono oggetto di prova solo i fatti controversi esulano

dal thema probandum:

> fatti ammessi

> fatti non tempestivamente contestati

> «fatti notori»

 Nota. Differenza di intensità tra la non contestazione e

l’ammissione (cui è funzionale l’interrogatorio libero) 23

IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE

DI CUI AL NUOVO ART. 115.1 C.P.C. / slide 04

ONERE DELLA «SPECIFICA CONTESTAZIONE»

DEI FATTI

 onere della sola parte costituita:

no ficta confessio e no tacita ammissione

l’espressione «fatti specificatamente non contestati»

 è un’espressione tecnica 24

IL PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE

DI CUI AL NUOVO ART. 115.1 C.P.C. / slide 05

I FATTI RILEVANTI DI CAUSA

SU CUI SI MISURA L’ONERE DI CONTESTAZIONE

Secondo un orientamento tradizionale (recepito dalle

Sezioni Unite nel 2002), si usa distinguere tra:

 FATTI «PRINCIPALI» DI CAUSA (ART. 2697 C.C.)

fatti costitutivi e e.i.m. (estintivi, impeditivi e modificativi)

Nota. I fatti principali sono oggetto di prova diretta

(per l’attore i f.c.; per il convenuto i f.e.i.m.)

 FATTI SECONDARI. Sono fatti diversi ed ulteriori che

meglio circoscrivono il caso concreto ma non spostano

l’onere di prova e, se dedotti dal convenuto, sono infatti

oggetto della «prova contraria» 25


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AUTORE

flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Slide di Diritto processuale civile a cura della prof.ssa R. Muroni, contenenti concetti di: costituzione delle parti ed iscrizione a ruolo della causa, processo contumaciale, prima udienza di trattazione, la fase istruttoria, il calendario del processo, etc.etc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Muroni Raffaella.

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