LEZIONE 1
28 SETTEMBRE 2020
Processo ordinario a cognizione piena ovvero quello disciplinato nel libro II cpc
rappresenta il modello generale. Libro I principi generali che si devono ritenere
applicabili a tutti i processi (ordinari e speciali). Ben scandito nelle sue fasi
procedimenti, prodotto nale consiste nella pronuncia di una sentenza, esso accoglie
tutte e tre le tipologie di azioni di cognizione (mero accertamento, di condanna,
costitutive in senso lato ovvero puntano a costituzione, modi cazione ed estinzione di
una situazione sostanziale).
Si conclude con una sentenza che se di merito è dotata di cosa giudicato ex art 2909
cc. Ben scandito nelle sue sequenze: instaurazione, trattazione, istruttoria e decisoria.
Rappresenta un modello generale il quale fa i conti con il fatto di essere un processo
che richiede un impegno di tempo notevole (es assunzione delle prove richiede
parecchio tempo). Lunghezza processo perché processo cosi strutturato è sinonimo di
garanzie. Prima di arrivare alla pronuncia della sentenza trascorrono parecchi anni
(malattia del processo ordinario).
I processi speciali sono contenuti invece nel libro IV. Ciascuna forma di tutela
giurisdizionale (cognitiva, esecutiva, cautelari) ha una propria funzione, in ragione
della quale di manifesta una certa struttura.
Nel libro IV procedimenti di cognizione e di cautela, di cognizione sommaria e
sommari cautelari, nel libro IV si trova una varietà di procedimenti che si
caratterizzano per il fatto di essere speciali. La specialità va di volta in volta
individuata. La specialità si individua solo perché sono diversi da quello ordinario.
Bisogna capire funzione, struttura e perché c’e la specialità: cosi si ricostruisce una
sistema.
Procedimenti speciali di cognizione
- Procedimento sommario
- Procedimento per ingiunzione (o per decreto ingiuntivo)
- Procedimento convalida licenza o sfratto
Sono tutti procedimenti speciali non cautelari
Caratteri che individuano la cognizione:
- Prodotto nale è sentenza idonea alla cosa giudicata
- Giudice esercita funzione dichiarativa (dichiara della volontà di legge nel caso
concreto, circa esistenza o inesistenza del diritto fatto valere nel processo)
Si tratta di procedimenti alternativi al processo ordinario a cognizione piena, non
escludono affatto la possibilità per l’attore di ricorrere al processo ordinario a
cognizione piena.
Dal punto di vista della funzione sono tutti e tre in rapporto di alternatività: l’attore è
chiamato a fare questa scelta. Può ricorrere al procedimento speciale laddove ci siano
i presupposti che lo rendano praticabile. Ciò non esclude che l’attore si orienti
comunque verso procedimento ordinario a cognizione piena. Emerge che c’e un
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concorso di tutela giurisdizionale perché c’e concorso di strumenti di tutela: il tipo di
tutela che l’attore ottiene all’esito del processo speciale è equivalente di quelle
pronunciata all’esito del processo ordinario. Il provvedimento nale è in tutto e per
tutto equiparabile alla sentenza ottenuta all’esito del procedimento ordinario (ef cacia
di cosa giudicata).
Ci sono altri procedimenti speciali che si presentano come esclusivi ovvero
rappresentano l’unico modo di tutela del diritto. Il rito del lavoro ex 409 cpc è
processo speciale di cognizione che però ha ad oggetto solo le controversie individuali
di lavoro: rapporto con procedimento ordinario è rapporto di esclusività. Se l’attore
compie un errore nella scelta del giudice, il giudice deve rilevare l’errore ed emettere
un provvedimento di conversione del rito.
Il processo del lavoro è disciplinato nel libro II dopo il processo ordinario di
cognizione.
Altro procedimento speciale esclusivo è il contenzioso che ha ad oggetto le
controversie locative.
Il primo gruppo sopra sono tutti processi di cognizione, hanno tutti come funzione la
cognizione.
Dal punto di vista strutturale si caratterizzano per il fatto che in essi è prevista una
cognizione sommaria.
Sommarietà vs cognizione piena
Nel processo a cognizione piena la raccolta del materiale che serve al giudice (fase di
trattazione in senso ampio, comprende anche la fase istruttoria, fasi del processo art
183 184)
Tale fase di raccolta di tutto il materiale è piena ed esauriente, proprio per questo
richiede parecchio tempo. Di fronte poi a prove ammesse dal giudice si innesca il
principio del contraddittorio. Cognizione piena perché il giudice deve esaminare
tutto.
Nel procedimento sommario invece la fase di trattazione è più contenuta, più
contratta, ciò consente al giudice di arrivare più velocemente al provvedimento
decisorio. In tutti i casi la parte convenuta ha diritto a far aprire come conseguenza o
in alternativa al processo speciale, un processo a cognizione piena. Ciò fa si che non si
ritenga violato l’art 24 cost: il diritto di azione e difesa è comunque garantito.
PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE
702 bis ter e quater
Introdotto nel 2009, de nito dalla legge sommario, è procedimento di cognizione
inserito però nel libro IV. Sommario non deve trarre in inganno: è rito di cognizione,
ciò che lo rende speciale è la sempli cazione delle forme processuali, la cognizione di
per se è piena. Si possono trattare tutte le tipologie di domande del procedimento
ordinario di cognizione (accertamenti, condanna e costitutive).
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Si af anca agli altri due riti: ordinario e quello del lavoro disciplinati dal libro II.
Funzione giurisdizionale e tutela piena. Ha forma diversa ovvero ordinanza ma ha gli
stessi effetti della sentenza (giudicato).
E’ sicuramente un procedimento di cognizione, è individuato come procedimento che
ha forme sempli cate, in grado di accogliere qualsiasi tipo di domanda e si pone in un
rapporto di alternatività con il procedimento ordinario a cognizione piena. La
cognizione è piena, ciò che è sempli cata è la struttura del procedimento.
D.lgs 150/2011 riduzione e sempli cazione dei riti di cognizione perché il panorama
era quello per cui per ogni tipologia di controversia prevedeva una tipologia di rito.
C’erano troppe tipologie di rito, troppa frammentazione. Prevede tre tipologie di rito:
il rito ordinario, il rito speciale del lavoro e il rito speciale sommario di cognizione. Il
legislatore indica a quale rito è soggetto un certo oggetto della controversie.
A titolo di curiosità nel 2012 il legislatore ci offre la legge Fornero: viene creato il
nuovo rito speciale dei licenziamenti.
Procedimento per decreto ingiuntivo e per convalida di licenza o di sfratto
Procedimenti di cognizione, si concio con provvedimenti idonei alla cosa giudicata,
sono procedimenti sommari di condanna (possono accogliere solo domande di
condanna), sommari perché si svolgono secondo forme speciali rispetto a quelle che
caratterizzano il procedimento ordinario.
La dottrina non recente li de niva come accertamenti con prevalente funzione
esecutiva: la funzione era quelli di arrivare celermente alla formazione di un titolo
esecutivo giudiziale (nulla executio sine titulo ex art 474 cpc). Si voleva sottolineare
l’interesse soggettivo dell’attore creditore all’ottenimento veloce del titolo esecutivo
per poter procedere poi a processo esecutivo. Si privilegiava funziona primaria del
procedimento speciale (tutela esecutiva) da funzione secondaria (tutela dichiarativa).
Obiettivo: sempli care le forme di cognizione del giudice ed arrivare in tempi brevi
ad un provvedimento equivalente alla sentenza di condanna nell’ipotesi in cui c’e
motivo di ritenere che la controparte non eserciterà il suo diritto ad ottenere una
cognizione piena. Nel procedimento per decreto ingiuntivo la cognizione è sommaria:
il decreto ingiuntivo deroga il principio del contraddittorio in quanto il giudice
concede il decreto sulla base della sola domanda dell’attore, art 24 cost non è
comunque violato perché si da possibilità alla controparte di ricorrere al rito ordinario
a condizione piena.
Art 702bis
Introdotto nel 2009 nel libro IV, è uno dei tre riti assunti dal legislatore a modello.
Primo elemento caratterizzante: domanda introduttiva assume la forma del ricorso e
non dell’atto di citazione. 3 di 40
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LEZIONE 2
29 SETTEMBRE 2020
Caratteristiche: rito alternativo a quello ordinario, assai agile ma suf cientemente
garantista (principio del contraddittorio) in un ottica di riduzione per quelle
controversie che non richiedono un iter istruttorio particolarmente complessa. La
complessità la de nisce il giudice, la giurisprudenza ha identi cato degli elementi con
cui si riesce ad identi care la complessità. E’ un procedimento a cognizione piena, la
specialità deriva dal fatto che la fase di trattazione ed istruzione sono sempli cate. Ex
art 702 quater se il provvedimento nale non è impegnato esso è idoneo ad acquistare
ef cacia di cosa giudicata ex art 2909. Il provvedimento ha forma di ordinanza, non
di sentenza. Il d.lgs del 150/2011 ha intensi cato tre modelli di rito: rito ordinario,
rito del lavoro, rito sommario.
Il rito sommario è stato indicato come modello processuale di riferimento per la
trattazione e de nizione di determinate controversie indicate dal decreto stesso: per
queste controversie l’adozione del procedimento sommario è obbligatorio. Ciò
comporta che esso venga applicato se pur con qualche deviazione. E’ rito ad adozione
libera oppure per decisione del giudice quando si veri cano i presupposti ex art 183
bis cpc (passaggio dal rito ordinario al rito sommario): siamo davanti ad un giudice
monocratico di tribunale, giudice valuta che l lita non è complessa e richiede un
istruzione probatoria sempli cata. Può comunicare alle parti questa sua valutazione e
sulla questione fa scattare il contraddittorio, invita le parti a indicare a pena di
decadenza i mezzi di prova, i documenti e la prova contraria (nel rito ordinario le
parti nell’udienza ex art 183 cpc non hanno ancora provveduto a istanze istruttorie e i
documenti quindi si trovano in dif coltà a fornire tutto nella stessa udienza quindi
solitamente si chiude un nuovo termine ex art 183 bis).
Riassumendo: ad adozione libera per scelta dell’attore, ad adozione vincolata nelle
ipotesi degli art 14 e ss d.lgs 150/2011, ad adozione del giudice ex art 183bis.
Ha natura dichiarativa confermato dal fatto che il provvedimento nale se non
impugnato acquista ef cacia di giudicato ex art 2909 cc.
Ogni tipo di domanda può essere proposta nelle forme del rito sommario: è
importante sottolineare questa cosa perché vi sono rito speciali che possono accogliere
solo determinati tipi di domanda. Da ciò si nota perfetto allineamento tra rito
ordinario e rito sommario.
Art 702bis
indica il presuppose processuale speciale per l’applicazione del rito sommario di
cognizione ovvero le cause di competenza del tribunale in composizione monocratica,
l’atto introduttivo ha la forma del ricorso ma il contenuto dell’atto di citazione (perché
deve poter funzionare anche a seguito a ordinanza di mutamento del rito da
sommario a ordinario) infatti deve contenere le indicazioni e gli avvertimenti di cui art
163 cpc esclusa la data dell’udienza che viene stabilita dal giudice entro un
determinato periodo di tempo. Primo presupposto processuale speciale cause in cui
tribunale giudica in composizione monocratica quindi sono escluse tutte quelle cause
ex art 50bis in cui il giudice è chiamato a giudicare in composizione collegiale;
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secondo presupposto è che il giudice siano giudice tribunale; terzo presupposto è che
si posso passare attraverso un’istruzione sempli cata. Se giudice non condivide scelta
di rito fatta dalla scelta di rito dalla parte attrice con ordinanza non impugnabile ex
art 702 ter cpc. Cause competenza giudice di appello anche monocratico, cause
competenza giudice di pace, cause per cui è previsto rito speciale non sono procedibili
con rito sommario. La causa si propone al tribunale competente (applicazione delle
norme ordinarie della competenza art 18 e ss cpc). Nei procedimenti speciali la
disciplina della competenza può strutturarsi in maniera diversa: quando nella
disciplina del rito manca la norma speci ca che detta la competenza si fa riferimento
alla disciplina del processo ordinario. Es procedimento per convalida di sfratto o
licenza qui c’e una norma sulla competenza speci ca (luogo in cui si trova
l’immobile).
L’atto introduttivo del ricorso imprime maggiore velocità al processo, è spesso
utilizzato dal legislatore quando vuole accelerare le cose. La data a differenza del rito
ordinario è stabilita dal giudice.
Dal rito ordinario al sommario: giudice valuta necessità di una istruzione non
complicata salvo ovviamente il presupposto della composizione monocratica del
tribunale.
Da sommario a ordinario: giudice veri ca sussistenza della monocraticità del giudice
e sulla base di una sua valutazione discrezionale valuta il mutamento del rito.
Il convenuto si costituisce con la comparsa di risposta ex art 702bis che ha gli stessi
contenuti ci cui all’art 167cc: anche in questo caso la forma è dettata dal fatto che in
caso di passaggio al rito ordinario l’atto è comunque ef cace. Nel sommario si può
immaginare solo la contumacia del convenuto perché attore si costituisce con il
deposito del ricorso.
702ter giudice se lo ritiene può disporre passaggio da rito sommario a rito ordinario.
PROBLEMA: diritto di difesa del convenuto leso perché ha solo 20gg quando in
realtà ne avrebbe di più nel rito ordinario.
Ripasso nozioni presenti nell’art 702 bis
Eccezione di merito è strumento di difesa: serve per veicolare fatti estintivi,
modi cativi, estintivi del diritto fatto valere dall’attore
Eccezione processuale: ha ad oggetto la mancanza di un presupposto processuale cd
condizioni di decidibilità della causa nel merito.
Eccezioni rilevabili solo ad istanza di parte e rilevabili anche d’uf cio.
Domanda riconvenzionale.
Chiamata di un terzo per comunanza e in garanzia ex art 106 cpc
Comunanza di causa quando c’e connessione per titolo o per oggetto.
Chiamata in garanzia es terzo reclama bene e convenuto chiama in garanzia il
venditore. La chiamata è sempre innovativa amplia l’oggetto del processo, giudice
deve decidere dalla domanda principale e della domanda innovativa.
Chiamata per comunanza si propone nei confronti del terzo una domanda solo al ne
di rendergli opponibile la sentenza, non si veri ca un cumulo oggettivo, non si amplia
l’oggetto della domanda. 5 di 40
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Procedimento per decreto ingiuntivo
La difesa del destinatario del decreto di condanna si articola mediante proporzione di
una opposizione al decreto. Questo atto può essere proposto sia seguendo un rito
ordinario (nelle norme dell’atto di citazione) sia con il rito sommario (nelle forme del
ricorso). Il rito sommario può essere utilizzato quindi anche per le opposizioni al
decreto ingiuntivo.
Fase 1 senza contraddittorio: domanda di condanna che il creditore propone al
giudice che decide inaudita altera parte ovvero sui fatto costituivi allegati dall’attore
Fase 2 con contraddittorio: giudice emette la condanna ed a scelta del destinatario
ingiunto si può instaurare il contraddittorio.
Art 702ter
Disciplina il procedimento sommario
Giudice veri ca condizioni di decidibilità della causa nel merito. Ai presupposti
processuali generali si aggiunge presupposto processuale speciale. Il giudice con
ordinanza dichiara la propria incompetenza (impugnabile con regolamento
necessario di competenza). La norma al primo comma parla solo di incompetenza,
ma si ritiene che con la stessa ordinanza il giudice dichiara la non sussistenza degli
altri presupposti processuali (impugnabile con appello).
LEZIONE 3
5 OTTOBRE 2020
L’art 702 ter comma 2 disciplina ulteriore ipotesi di provvedimento non decisorio sul
merito della domanda: se domanda non rientra tra quelle elencate dal 702 bis (manca
presupposto processuale speciale): dichiara con ordinanza non impugnabile che ne
sancisce la inammissibilità. Lo stesso comma ci dice anche che nello stesso modo
provvede sulla domanda riconvenzionale. Quando manca presupposto speciale
l’ordinanza è de nita non impugnabile di inammissibilità che può riguardare sia
domanda principale che riconvenzione. Le conseguenze sono quelle dell’art 177.3
cpc: l’ordinanza che dichiara inammissibilità della domanda per mancanza di un
elemento processuale speciale chiude il procedimento, non è impugnabile, non è ne
modi cabile ne revocabile. È proponibile un ricorso straordinario per Cassazione?
Esso è ricorso esperibile contro tutte le sentenze in senso formale ma anche nei
confronti di quei provvedimenti che non hanno la forma di sentenza ma sono
sentenze in senso sostanziale (nb: deve statuire su diritti). Quindi tale mezzo non è
esperibile. L’altro mezzo esperibile in caso di ordinanza di inammissibilità è la
riproponibiàita dell’azione: si aggancia alla previsione contenuta nell’art 640.2 cpc
che disciplina il rigetto del ricorso per decreto ingiuntivo, non c’e nessun effetto
preclusivo.
L’art 702 ter comma 3 dice che il giudice che ha davanti a se gli atti introduttivi
(ricorso e comparata di risposta) deve fare una valutazione anche sul tipo di istruttoria
che la causa richiede (guarda per es alla strategia difensiva delle parti): se le difese
delle parti richiedono una istruttoria non sommaria il giudice ssa l’udienza ex art
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