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domande assorbite.

Quando una domanda può definirsi assorbita?

2 ipotesi: quando sono state proposte domande subordinate, in cui la subordinata non è esaminata

– perchè viene accolta la principale,

quando sono state proposte domande alternative pure, cioè senza vincolo di

– subordinazione.

Ma perchè dobbiamo disitnguere tra impugnazione incidentale e riproposizione ex art 346 cpc?

Domande rigettate -> oggetto di impugnazione incidentale

domande assorbite -> oggetto di riproposizione ex art 346 cpc

Sentenza primo grado Appello

A A B A B

P

P

E (vince A, quindi B impugna la (appellato) (appellante)

L sentenza mediante appello)

L

O Se B l'appellante è contumace, della riproposizione delle questioni egli NON va avvertito;

L'appello incidentale deve invece essergli notificato in paralello con quanto accade nel processo in

I contumacia di primo grado, quando si propongono domande nuove.

N

C L'appello incidentale infatti rispetto al processo di appello è l'equivalente di una domanda nuova

I rispetto al processo di primo grado , determina una novita di oggetto del processo di appello.

D Quindi bisogna tenere distinto ciò che è oggetto di appello incidentale da ciò che è oggetto di

E pura e semplice riproposizione.

N

T

A Quindi art 346 cpc fa riferimento a:

L domande assorbite

E eccezioni sia assorbite che rigettate

– le domande rigettate ed esaminate sono oggetto di impugnazione incidentale.

• Non è mai necessario l'appello incidentale per le questioni pregiudiziali di rito,

non è mai necessario l'appello incidentale per le prelimianri di merito,

se ed in quanto esse siano rimaste effettivamente tali e non si siano sviluppate in domande.

Alla regola appena esposta vi è però un eccezione -> appello incidentale delle sentenze non definitive

Appello incidentale può essere:

1. tempestivo

2. tardivo

3. inammissibile

Analizziamo ora il problema inverso: i limiti in cui, in sede di appello, si può discutere di questioni che

non sono state dedotte in primo grado cioè le NOVITA' IN APPELLO.

DOMANDE

NOVITA' IN APPELLO: ECCEZIONI art 345 cpc

PROVE NUOVE Art 345 cpc

"Nel giudizio di appello non possono proporsi domande nuove, e se proposte, debbono essere

c.1 dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia domandarsi, gli interessi, i frutti e gli eccezione

accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonchè il risarcimento dei danni sofferti dopo la

sentenza stessa.

Non possono proporsi nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche d'ufficio.

c.2 Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere inseriti nuovi documenti, salvo

c.3 che la parte dimostri di non aver potuto produrli o proporli nel giudizio di primo grado per causa

ad essa non imputabile. Può sempre deferirsi il giuramento decisorio."

ANALISI COMMA 1 ->

Una domanda nuova presuppone necessariamente l'allegazione di nuovi fatti, ma non è detto che tutte

le nuovi allegazioni costituiscono nuove domande.

Dobbiamo distinguere fra:

nuove allegazioni che portano a una nuova domanda

– nuove allegazioni che portano a una semplice modificazione di una domanda già proposta.

– N

Come si fa a capire se la nuova allegazione integra o meno una nuova domanda? O

Dobbiamo porci la seguente domanda: se la pronuncia di primo grado passa in giudicato, il quidnovi, di V

cui si deve giudicare l'ammissibilità in appello, sarebbe proponibile in un successivo processo, o I

sarebbe precluso dal igudicato? T

1. se passata in giudicato la sentenza di primo grado, il giudicato non preclude di proporre ocn una A'

domanda autonoma la novità che in sede di appello si vuol far valere, ciò significa che l'oggetto del

processo è diverso, proprio perhcè il giudicato non prelcude; conseguentemente siamo in presenza di

una domanda nuova e in quanto tale non proponibile in appello.

2. se l'ipotetico passaggio in giudicato della sentenza di primo grado impedisce di porre il quid novi a

fondamento di una successiva domanda allora siamo in presenza non di una domanda nuova, ma

semplicemente di una modificazione della domanda in primo grado e come tale la novità non è in

contrasto con il divieto di proporre domande nuove in appello.

Questo accade quando l'ambito oggettivo del processo ocmprende e quindi preclude anche la novità

che si vuole introdurre in appello.

* parliamo di dichiariazione di inammissibilità della domanda nuova, non di rigetto nel merito.

Eccezione -> nuove domande ammissibili, la ratio di questa disposizione è quella di consentire un

adeguamento della entità della somma al nuovo termine cronologico di riferimento dell'efficacia della

sentenza. ANALISI COMMA 2 ->

Non sono proponibili nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche d'ufficio.

Il divieto di proposizione di eccezione nuove riguarda quindi solo quelle non rilevabili d'ufficio (cioè le

eccezioni in senso stretto).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Annaritagoti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Tedoldi Alberto Maria.

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