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«riassunzione» in analogia col fenomeno corrispondente nel giudizio di

cognizione. È previsto un ricorso da inoltrarsi nel termine perentorio fissato dal

giudice dell'esecuzione e, in ogni caso, non più tardi di sei mesi dal passaggio in

giudicato della sentenza che rigetta l'opposizione, o dalla sua comunicazione, se

si tratta di sentenza d'appello. L'istanza è rivolta al giudice dell'esecuzione che,

con decreto, dispone la comparizione delle parti.

L’estinzione del processo esecutivo

L’estinzione del processo esecutivo è stato configurata dal legislatore secondo

uno schema analogo quello proprio dell'istituto medesimo nel processo di

cognizione, senza che peraltro sia stato tenuto adeguatamente conto della

profonda differenza strutturale dei due processi. Ciò costringe l'interprete a

compiere un delicato lavoro di adattamento.

Occorre, ricordare che l'estinzione del processo di cognizione è configurata dal

legislatore come una ipotesi di fine anormale del processo stesso, per cause

diverse da quella fine normale che è determinata dall'esaurimento della serie

degli atti. Ed inoltre occorre tener presente che questo esaurimento della serie

normale degli atti (con conseguente fine normale del processo) si verifica, nel

processo esecutivo, sia nell'ipotesi che sia stato conseguito il risultato di

attuazione coattiva del diritto e sia nell'ipotesi che questo non sia stato

conseguito (per ragioni contingenti, come ad es., nell'espropriazione, la

mancanza o l'insufficienza dei beni del patrimonio del debitore; l'irreperibilità

della cosa da consegnare nell'esecuzione per consegna, ecc.).

Le ragioni che possono dar luogo alla fine anormale del processo sono, anche

qui, come nel processo di cognizione, di due ordini e fanno capo ai due tipi di

estinzione:

a) La rinuncia, da compiersi, prima dell'aggiudicazione o dell'assegnazione,

«personalmente» dal creditore procedente e dai creditori intervenienti. La

rinuncia anche di questi ultimi è necessaria solo se essi sono muniti di titolo

esecutivo; ma se la rinuncia avviene dopo la vendita, occorre che sia effettuata

da tutti i creditori anche non muniti di titolo.

Le modalità della rinuncia, la legge dichiara applicabile, in quanto possibile, la

norma dell'art. 306, che disciplina la rinuncia nel processo di cognizione;

b) per inattività delle parti, che si verifica o per il difetto di atti d'impulso

(prosecuzione o riassunzione) nel termine perentorio stabilito dalla legge o dal

giudice (art. 630, l0 comma), oppure per mancata comparizione all'udienza,

secondo il meccanismo che l'art. 631 configura in modo analogo a quello col

quale opera l'art. 309 c.p.c. nel processo di cognizione tenendo peraltro presente

che - come previsto da un inciso che la L. 263/2005 ha inserito nell'arto 631 -

dalle udienze alla cui diserzione consegue l'estinzione va esclusa quella in cui

ha luogo la vendita.

Non sembra infine che sussistano i presupposti normativi per immaginare una

diversa forma di estinzione d'ufficio dell'esecuzione da alcuni ipotizzata come

conseguenza della riscontrata impossibilità di vendita. D'altra parte, il venir

meno dei presupposti del processo esecutivo (come, in particolare, l'efficacia

del titolo) non potrebbe essere oggetto che di un provvedimento di cognizione.

Anche per l'estinzione del processo esecutivo, la legge riproduce il disposto

dell'art. 307 ultimo comma; e qui le perplessità sono ancora maggiori poiché

alla contraddizione tra l'operare di diritto e l'onere di eccezione nella prima

difesa (contraddizione da risolversi anche qui, come nel giudizio di cognizione,

ammettendo che gli effetti dell'estinzione, avvenuta di diritto, possono essere

eliminati dalla eventuale mancata eccezione).

Se, quando si verifica l'estinzione, pendono opposizioni, occorre distinguere a

seconda che si tratti di contestazioni sul «come» o di contestazioni sul «se»

dell'esecuzione, Nel primo caso, il giudizio di opposizione si svuota della


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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