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ESTRATTO DOCUMENTO

42 C.P.C. che come ricordiamo prevede la possibilità di impugnare il

provvedimento con cui si dispone la sospensione del processo col regolamento

di competenza. Da ciò si può desumere la prevalenza della natura decisoria. In

particolare:

 La forma del provvedimento di sospensione è quello della sentenza

impugnabile col regolamento di competenza se dispone la sospensione

 La forma è invece quella della sentenza impugnabile con i mezzi ordinari

se nega la sussistenza dei presupposti.

 PARERE CORTE DI CASSAZIONE → Ma secondo quanto si evince

dalle pronunce della Cassazione il provvedimento di sospensione è

un’ordinanza impugnabile col regolamento di competenza se

dispone la sospensione.

 CASO PARTICOLARE DI SOSPENSIONE → Un caso particolare di sospensione è quello

configurato dall’art 337,2 comma. La particolarità dell’ipotesi sta nell’eventualità che sulla

questione pregiudiziale sia già intervenuta una sentenza. Se tale sentenza passa in

giudicato, il giudice della questione pregiudicata dovrà adeguarsi ad essa; ma se è

impugnata, il giudice della questione pregiudicata può sospendere il processo in attesa

della pronuncia sull’impugnazione; tuttavia trattandosi di una facoltà può anche non

sospendere e giudicare liberamente.

 SITUAZIONE DURANTE LA SOSPENSIONE → Il provvedimento di sospensione, una volta

pronunciato, produce gli effetti di cui all’art 298 C.P.C. → “Durante la sospensione non

possono essere compiuti atti del procedimento” . “ La sospensione interrompe i termini

in corso, i quali ricominciano a decorrere dal giorno della nuova udienza fissata nel

provvedimento di sospensione”. L’unica eccezione a questa totale stasi è quella prevista

dall’art 48, 2 comma in relazione agli atti urgenti. STASI SOLO PARZIALE → In alcuni casi,

la stasi è solo parziale perché il processo continua in un’altra sede particolare. Ciò accade

quando è proposto il regolamento di giurisdizione o il regolamento di competenza o la querela

di falso e nel caso di ricusazione del giudice.

 IPOTESI PARTICOLARE DI SOSPENSIONE → Un’ipotesi particolare di sospensione è

prevista per l’ipotesi che venga sollevata da una delle parti o dal PM una questione di

illegittimità costituzionale . L'autorità giurisdizionale, qualora il giudizio non possa

essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione di legittimità

costituzionale o non ritenga che la questione sollevata sia manifestamente infondata,

emette ordinanza con la quale dispone l'immediata trasmissione degli atti alla Corte

costituzionale e sospende il giudizio in corso.

- DUPLICE VALUTAZIONE → La legge richiedere una duplica valutazione da parte

del giudice: la necessità di risolvere la questione e la sua non manifesta

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infondatezza; valutazione che, in quanto investe una delle componenti del giudizio ( la

questione di diritto ) spetta all’organo che dovrebbe applicare la norma e perciò

all’organo giudicante. L’organo giudicante potrà pronunciare quindi o la

sospensione e la rimessione degli atti alla Corte Cost. o il rigetto dell’eccezione.

I CASO → La sospensione durerà fino a quando il procedimento innanzi alla

o Corte Cost. non sia giunto alla pronuncia. Se la pronuncia è positiva rende la

norma inapplicabile nei confronti di qualsiasi giudizio a partire dal giorno

successivo alla sua pubblicazione; mentre se è negativa, esaurisce i suoi effetti

nel giudizio in corso nel quale soltanto rimane preclusa la riproposizione della

questione

II CASO → Il giudizio proseguirà regolarmente

o

 RIPRESA DEL PROCEDIMENTO → Andiamo a vedere le possibili opzioni:

- Se il provvedimento di sospensione contiene già la fissazione di un’udienza oltre il

periodo di sospensione, non c’è alcun problema

- Per l’ipotesi contraria , quindi se non c’è un ‘udienza previamente fissata, la parte

interessata alla prosecuzione è onerata a proporre , non oltre 10 giorni prima

della scadenza del termine di sospensione ( 6 mesi dalla conoscenza della

cessazione della causa di sospensione ) , ricorso al presidente per la fissazione

dell’udienza.

63. L’INTERRUZIONE DEL PROCESSO E LA SUA RIASSUNZIONE

 INTERRUZIONE DEL PROCESSO → Anch’esso consiste nell’arresto dell’iter processuale

a causa di un determinato evento . La diversità rispetto alla sospensione riguarda gli

eventi che vi danno luogo.

 EVENTI CHE DANNO LUOGO ALL’INTERRUZIONE DEL PROCESSO → sono fatti che

compromettono l’effettività del contraddittorio in ogni fase del giudizio di merito, esclusa

solo la fase di cassazione nella quale opera l’impulso d’ufficio.

 FUNZIONE DELL’ISTITUTO → la funzione di quest’istituto è di evitare i pregiudizi che

potrebbero derivare alla parte colpita dall’evento in ossequio del principio del

contraddittorio e del diritto costituzionale di difesa. Per evitare quindi queste

conseguenze, la legge, attraverso l’istituto in esame, blocca il processo congelandolo in

una totale stasi destinata a durare fino a quando per iniziativa dell’una o dell’altra parte,

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non sia ristabilita l’effettività del contradditorio; e cmq non oltre un periodo di 6 mesi, il

cui eventuale decorso senza la restaurazione del contraddittorio darebbe luogo

all’estinzione. Il termine perentorio di 6 mesi decorre dalla conoscenza dell’interruzione.

 EVENTI INTERRUTTIVI → Gli eventi interruttivi sono elencati nell’art 299 C.P.C.

1. MORTE DELLA PARTE E EVENTI AD ESSA ASSIMILABILI ( come ad es. l’estinzione

della persona giuridica e la morte presunta o la scomparsa della persona fisica a processo

iniziato ) → Abbiamo già visto che in caso di morte si verifica il fenomeno della

successione “in universum ius”, ossia il subingresso nelle situazioni giuridiche

processuali. Ma si è anche precisato che il legislatore ha evitato un automatico

inserimento del successore nel processo stesso, poiché ciò avrebbe pregiudicato il

successore. È possibile ora precisare che il suddetto pregiudizio da evitarsi è

conseguito attraverso l’interruzione le processo.

2. PERDITA CAPACITÁ PROCESSUALE DELLA PARTE → O + esattamente della

legittimazione processuale, per effetti di interdizione, inabilitazione ecc.

3. MORTE O PERDITA DI CAPACITÁ PROCESSUALE DEL RAPPRESENTANTE LEGALE

DELLA PARTE → non anche del rappresentante volontario

4. CESSAZIONE DELLA RAPPRESENTANZA LEGALE → ad es. perché il minore ha

raggiunto la maggiore età o il rappr. Legale ha cessato dall’ufficio ecc. Ma si fa riferimento

alla sola rappresentanza legale e non a quella volontaria ( che può ad es. cessare per

revoca della procura ) e neppure a quella organica ( ad es. sostituzione dell’amministratore

di una società ).

5. GLI ALTRI EVENTI INTERRUTTIVI DI CUI ALL’ART 301 → concernono non la parte

ma il suo difensore – procuratore e sono: la morte e la radiazione o sospensione del

procuratore stesso. Sono invece escluse la revoca della procura, la rinuncia e la

cancellazione volontaria dall’albo.

 CARATTERISTICA DISCIPLINA → La legge disciplina in maniera diversa il modo col

quale la interruzione del processo consegue all’evento interruttivo.

. EVENTO INTERRUTTIVO COLPISCE LA PARTE

1 PERSONALMENTE

↓↓↓↓

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a) SE L’EVENTO INTERRUTTIVO COLPISCE LA PARTE PRIMA CHE QUESTI SI SIA

COSTITUITA → e in quanto non sia scaduto il termine per la costituzione ,

l’interruzione si verifica immediatamente come conseguenza automatica dell’evento.

Il che non impedisce che l’interruzione divenga superflua - e perciò la legge la esclude -

se l’evento interruttivo sia seguito immediatamente dalla ricostituzione dell’effettività

del contraddittorio; ciò che può avvenire o con la costituzione spontanea di coloro ai quali

spetta di proseguire il processo ( il successore, il rappr. Legale ecc. ) o con la loro citazione

in riassunzione ad opera dell’altra parte

b) SE L’EVENTO INTERRUTTIVO SI VERIFICA DOPO CHE LA PARTE SI SIA

COSTITUITA IN GIUDIZIO A MEZZO DI PROCURATORE→ In questo caso,a differenza

del precedente, c’è un procuratore costituito il quale conosce la situazione del processo ed

è in grado di prendere contatto con le persone alle quali spetta di proseguire il processo.

Perciò la legge condiziona l’interruzione al fatto che il procuratore dichiari in udienza

l’evento interruttivo o lo notifichi alle altre parti. Così si ha l’interruzione ,salva la

costituzione spontanea o la riassunzione di coloro ai quali spetta proseguire il

processo ( art 300 C.P.C. ) . In mancanza della dichiarazione dell’evento interruttivo o

della sua notifica, il processo prosegue nei confronti della parte che ha subito

l’evento,ancorché defunta o estinta, ma processualmente ancora in vita. Tutto questo

naturalmente nel caso in cui la parte si sia costituita a mezzo di procuratore, poiché se si

fosse , invece, costituita personalmente mancherebbe il diaframma del difensore

perciò il processo si interromperebbe al momento dell’evento.

c) SE L’EVENTO SI VERIFICA DOPO LA RIMESSIONE IN DECISIONE → non produce

effetto se non nel caso di riapertura dell’istruzione. Se invece si verifica durante la

decorrenza del termine per impugnare, il termine stesso resta interrotto.

2. EVENTO INTERRUTTIVO COLPISCE IL DIFENSORE –

PROCURATORE

↓↓↓↓

 La mancanza del difensore rende impossibile un’intermediazione con le persone alle

quali spetta di proseguire il processo. Perciò l’art 301 dispone che l’interruzione avviene

automaticamente salva la facoltà della parte interessata di delegare altro difensore.

 FINE DELL’INTERRUZIONE E PROSECUZIONE DEL PROCESSO → La prosecuzione si

verifica per effetto della ricostituzione del contraddittorio che si può avere :

- CON LA COSTITUZIONE SPONTANEA DI COLORO AI QUALI SPETTA DI

PROSEGUIRE IL PROCESSO → può avvenire all’udienza o a norma dell’art 166

ovviamente provando la qualità di successore. Se non è fissata alcuna udienza, la

parte interessata è onerata a chiederne la fissazione con ricorso al giudice o al

presidente che fissa udienza con decreto da notificarsi personalmente a coloro che

devono costituirsi per la prosecuzione. ( art 302 )

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- CON LA CITAZIONE IN RIASSUNZIONE DI COLORO AI QUALI SPETTA DI

PROSEGUIRE IL PROCESSO → L’art 303 prevede la richiesta di fissazione

dell’udienza a cura dell’altra parte e la notifica del ricorso e del decreto a coloro

che debbono costituirsi per proseguire il processo. Se la parte che ha ricevuto la

notificazione non si costituisce e non comparisce all’udienza fissata si procede in

sua contumacia.

64. L’ESTINZIONE DEL PROCESSO

 PREMESSA → Come ben sappiamo, la fine del processo si ha con la pronuncia della

sentenza definitiva. Tuttavia anche la fine del processo può essere determinata da una

vicenda anormale, che dà luogo al suo arresto anticipato, ossia alla sua fine senza che sia

avvenuta la pronuncia della sentenza definitiva. Tale vicenda è l’estinzione del processo.

 FUNZIONE ESTINZIONE DEL PROCESSO → è quella di evitare la prosecuzione

dell’attività processuale quando tutte le parti , o per accordo esplicito o per

comportamento concludente, la ritengono orami inutile. Neppure lo Stato , infatti, in tale

situazione ha interesse a tenere impegnati i proprio organi giurisdizionali

 MECCANISMO DEL QUALE SI SERVE LA LEGGE → è quello della fissazione per il

compimento di determinati atti che sono ritenuti essenziali per l’iter processuale di

termini perentori con funzione acceleratoria: l’estinzione costituisce appunto la

conseguenza del mancato compimento di quegli atti nei termini prestabiliti. Ma queste

considerazioni si riferiscono solo ad una delle 2 fattispecie di estinzione, quella dovuta ad

inattività delle parti.

ESTINZIONE PER RINUNCIA AGLI ATTI DEL GIUDIZIO

 NOZIONE → La rinuncia agli atti è una dichiarazione esplicita della parte che ha

proposto la domanda, di voler rinunciare agli atti, ossia alla domanda e agli atti

successivi. Ma poiché l’estinzione non può determinarsi se non con l’accordo di tutte le

parti, l’art 306, 1 comma dispone che il processo si estingue per rinuncia agli atti del

giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero aver interesse

alla prosecuzione. È evidente quindi che non occorra:

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- L’accettazione delle parti non ancora costituite

- L’accettazione di quelle che hanno dimostrato di non avere interesse ad una pronuncia

sul merito

 CONDIZIONE → L’accettazione non è efficace se contiene riserve o condizioni. In

sostanza la legge richiede un vero e proprio consenso esplicito e incondizionato sulla

rinuncia, affinché questa possa produrre l’effetto dell’estinzione. Si tratta di un accordo

risultante da una duplice dichiarazione unilaterale, e a contenuto non negoziale, in quanto

produce effetti predeterminati e puramente processuali.

 SOGGETTI E MODALITÁ→ Poiché le dichiarazioni di rinuncia e di accettazione investono

addirittura il “ se “ del processo, la legge dispone che tali dichiarazioni siano compiute dalle

parti o da loro procuratori speciali. Tali dichiarazioni sono compiute verbalmente all’udienza

o con atti sottoscritti e notificati alle altre parti. Il giudice ( l’istruttore o l’organo decidente )

verificata la regolarità della rinuncia e della accettazione, dichiara l’estinzione del processo. Il

rinunciante deve rimborsare le spese alle altre parti salvo diverso accordo tra loro.

ESTINZIONE PER INATTIVITÁ DELLE PARTI

 CONCETTO “INATTIVITÁ DELLE PARTI” → fa pensare ad una generica inerzia di tutte le

parti. In realtà è esatto che tale inerzia debba riguardare tutte le parti, ma non è esatto che

l’inattività venga in rilievo come generica inerzia, poiché, al contrario, l’estinzione è

configurata dalla legge come conseguenza dell’omissione di determinati atti compresi in

un’elencazione tassativa.

 DISTINZIONE → Occorre distinguere tra 2 gruppi di casi:

A) Un primo gruppo di casi nei quali l’estinzione viene senz’altro fatta conseguire

all’omissione dell’atto nel termine perentorio

B) Un altro gruppo di casi nei quali la fattispecie estintiva si articola in un doppio grado di

omissioni, nel senso che l’estinzione si verifica in conseguenza del mancato

compimento di un atto ( la riassunzione ) che a sua volta costituisce il rimedio ( nel

senso appunto di evitare l’estinzione ) alle conseguenze di una precedente omissione.

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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Zucconi galli fonseca Elena.

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