Che materia stai cercando?

Diritto processuale civile II - pignoramento Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale civile II sull'espropriazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’espropriazione forzata in generale e pignoramento, il pignoramento (in generale), funzione ed effetti, la struttura, la conversione e la riduzione del pignoramento.

Esame di Diritto Processuale Civile II docente Prof. A. Carratta

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il pignoramento (in generale)

a) funzione ed effetti

L’atto con il quale inizia l’espropriazione forzata è il pignoramento che ha la

funzione di vincolare determinati beni del debitore alla soddisfazione del

credito, ed ha l’effetto di rendere inefficaci nei confronti del creditore

procedente gli atti con il quale il debitore esecutato intende alienare le cose

pignorate (inefficacia relativa), cosicché l’atto di alienazione del debitore è

inefficace rispetto all’espropriazione. Gli atti di alienazione o disposizione

anteriori al pignoramento prevalgono sul pignoramento a condizione che questi

siano stati trascritti anteriormente, trasmessi anteriormente al pignoramento, in

quanto siano stati notificati e accettati anteriormente al pignoramento.

b) la struttura. La conversione e la riduzione del pignoramento

I caratteri essenziali del pignoramento sono dettati dall’art. 492 c.p.c., che

enuncia: “il pignoramento consiste in un’ingiunzione che l’ufficiale giudiziario

fa al debitore, di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del

credito esattamente indicato i beni che si assoggettano all’espropriazione e i

frutti di essi”. Pertanto, sotto il profilo soggettivo il pignoramento è l’atto

dell’ufficiale giudiziario, il quale lo attiva su istanza del creditore, dietro

esibizione del titolo esecutivo e del precetto ritualmente notificati; mentre sotto

il profilo oggettivo consiste nell’ingiunzione al debitore di non sottrarre i beni

alla garanzia del credito.

Importanti integrazioni all’art. 492 c.p.c. sono intervenute con la L. 80/2005 e

L. 263/2005 e L. 52/2006 che hanno introdotto:

1) l’invito al debitore a dichiarare la propria residenza o domicilio in uno dei

comuni del circondario in cui ha sede il giudice per l’esecuzione con

l’avvertimento che in difetto le notifiche avverranno in cancelleria del giudice

dell’esecuzione;

2) l’avvertimento può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati, una

somma di denaro comprensiva del debito interessi e spese, pari ad 1/5 da

depositare in cancelleria prima che venga disposta la vendita o l’assegnazione.

Se i beni pignorati risultano insufficienti, l’ufficiale giudiziario invita il debitore

ad indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi ove si trovano ovvero le

generalità dei terzi debitori, con avvertimento della sanzione prevista per

l’omessa o falsa dichiarazione.

L’ufficiale giudiziario, su istanza del creditore, qualora i beni pignorati risultino

insufficienti, può rivolgersi a gestori dell’anagrafe tributaria e di altre banche

dati pubbliche.

I medesimi beni possono essere pignorati da più creditori. Al momento del

pignoramento il debitore può evitarlo versando all’ufficiale giudiziario la

somma per cui si procede comprensiva delle spese da consegnare al creditore.

Inoltre, in qualsiasi momento anteriore alla vendita il debitore può chiedere per

una sola volta la conversione del pignoramento in una somma di denaro pari

all’importo dovuto oltre le spese allegando all’istanza 1/5 del dovuto. Il giudice

dell’esecuzione può consentire nel pignoramento immobiliare al versamento

rateale per un massimo di 18 mesi se ricorrono “giustificati motivi”. Inoltre è

possibile la riduzione del pignoramento quando il valore dei beni pignorati è

superiore all’importo dei crediti per cui si procede. L’efficacia del

pignoramento è soggetta al termine perentorio di giorni 90. Se entro tale termine

non viene compiuto il successivo atto il pignoramento diviene inefficace.

L’intervento dei creditori nell’espropriazione (in generale)

I creditori intervenuti concorrono insieme con creditore procedente alla

ripartizione del ricavato della vendita dei beni pignorati in misura proporzionale

al credito di ciascuno, salvi i diritti di prelazione di altri creditori che risultino

da pubblici registri o scritture contabili.


PAGINE

5

PESO

16.96 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto processuale civile ii

Ordinamento giudiziario
Dispensa
Esecuzione forzata - Art. 614 bis cpc
Dispensa
PCT- Vademecum Avvocati
Dispensa
Diritto processuale civile II - processo esecutivo
Appunto