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delle somme dovute, l’intimazione al terzo di non disporne senza ordine del

giudice; la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio; 4) la citazione

del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice dell’esecuzione affinché

faccia dichiarazione (art. 547) e il debitore sia presente alla dichiarazione ed

agli atti ulteriori con invito al terzo a comparire quando il pignoramento

riguarda somme dovute per stipendi, salari, e assimilati e negli altri casi

comunicare la dichiarazione al creditore procedente entro 10 giorni a mezzo

raccomandata. L’atto di pignoramento presso terzi è la citazione che conterrà

l’indicazione della data di udienza di comparizione innanzi al giudice

dell’esecuzione ove ha residenza il terzo. Nel caso di pignoramento presso più

terzi, il debitore può chiedere al giudice la riduzione proporzionale o la

dichiarazione di inefficacia di alcuni di essi. I crediti per alimenti sono

pignorabili previa autorizzazione del giudice solo per cause di alimenti. I crediti

per stipendi, salari ed indennità sono pignorabili nella misura determinata dal

giudice per cause di alimenti e in misura non superiore a 1/5 o pari alla metà.

La dichiarazione del terzo e il susseguente eventuale giudizio. L’intervento dei

creditori

(art. 543 c.p.c.)

All’udienza fissata per la dichiarazione del terzo, il quale potrà comparire

oppure non comparire, il terzo personalmente comparso o a mezzo di

mandatario personale dichiara di quali somme o di quali cose si trova in

possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna, dichiarando

altresì se vi sono altri precedenti pignoramenti o sequestri. Se il creditore

procedente ed il debitore non hanno contestazioni circa la dichiarazione del

terzo, in caso contrario, se il terzo non compare ovvero rifiuta la dichiarazione,

si svolgerà un giudizio di cognizione che si concluderà con sentenza,

il giudice provvederà per l’assegnazione o la vendita, sentite le parti.

L’assegnazione e la vendita (nell’espropriazione presso terzi)

(artt. 552 - 553c.p.c.)

Se il terzo volontariamente o giudizialmente è dichiarato possessore di beni del

debitore, il giudice provvederà alla loro assegnazione o vendita, sentite le parti.

Se il terzo si è riconosciuto debitore si somme nei confronti del debitore, il

giudice provvederà alla sua assegnazione eventualmente previa ripartizione pro

quota e pro solvendo con i creditori concorrenti. Se il credito è esigibile in un

termine superiore a 90 giorni, l’assegnazione è possibile solo se concordata da

tutti i creditori, altrimenti il credito verrà venduto coattivamente.

L’ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE

Il pignoramento immobiliare

Il pignoramento immobiliare è compiuto dal creditore procedente che dovrà

indicare i beni immobili appartenenti al debitore intende pignorare al fine di

soddisfare il suo credito. L’atto di pignoramento immobiliare è un atto

complesso predisposto e sottoscritto dal creditore procedente con l’esatta

indicazione dei beni e dei diritti immobiliari che si intendono sottoporre ad

esecuzione che lo consegna all’ufficiale giudiziario, il quale lo integra con

l’ingiunzione al debitore di non sottrarre i beni alla garanzia del credito e

provvede alla notificazione. Successivamente il creditore procedente o

l’ufficiale giudiziario provvederanno affinché l’atto notificato in duplice copia

sia trascritto nei pubblici registri immobiliari. L’originale dell’atto di

pignoramento notificato deve essere depositato nella cancelleria del giudice

dell’esecuzione, nel fascicolo dell’esecuzione nel quale il creditore pignorante

dovrà inserire –entro 10 giorni dal pignoramento- il titolo esecutivo e il precetto

nonché la nota di trascrizione. Il giudice dell’esecuzione può nominare custode

dei beni pignorati il debitore o una persona diversa rendendo periodicamente

conto della gestione e depositando le rendite. Il giudice dispone con

provvedimento non impugnabile la liberazione dell’immobile pignorato.

L’intervento dei creditori (nell’espropriazione immobiliare)

I soggetti legittimati all’intervento sono quelli indicati dall’art. 499 c.p.c.

Occorre distinguere in intervento tempestivo effettuato entro la prima udienza

per l’autorizzazione alla vendita, e intervento tardivo dopo la prima udienza di

autorizzazione alla vendita, ma prima del provvedimento di distribuzione, i

quali possono soddisfarsi sul residuo.

La vendita (nell’espropriazione immobiliare) Cenni sulle c.d. esecuzioni

speciali

(art. 580 c.p.c.)

Il creditore per richiedere la vendita deve proporre ricorso al giudice

dell’esecuzione con il termine dilatorio di 10 giorni dal pignoramento. Al

ricorso sono da allegare entro 120 giorni dal suo deposito l’estratto del catasto

nei 20 anni anteriore alla trascrizione del pignoramento ovvero da certificato

notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari. I

predetti documenti consentono al giudice dell’esecuzione di stabilire il valore

base dell’immobile che viene inserito nel provvedimento di vendita e che viene

pronunciato in sede di udienza di autorizzazione della vendita. Il giudice

dell’esecuzione entro 30 giorni dal deposito dei documenti nomina l’esperto e

fissa l’udienza per la comparizione delle parti. Se non vengono sollevate

contestazioni ovvero si raggiunge l’accordo su di esse, il giudice emette

ordinanza di vendita e fissa il termine per la proposizione delle offerte

d’acquisto entro un termine non inferiore a 90 giorni e non superiore a 120

giorni. Il giudice fissa nella stessa ordinanza la cauzione da versare. Le

opposizioni sono decise dal Tribunale con sentenza e il giudice dispone la

vendita con ordinanza da notificare ai creditori iscritti che non sono comparsi.

La vendita senza incanto consiste nell’esame da parte del giudice

dell’esecuzione e nell’eventuale accoglimento delle offerte di acquisto che

chiunque – tranne il debitore può presentare per l’acquisto del mobile pignorato.

L’offerta è depositata in cancelleria da parte dell’offerente. Essa è irrevocabile

salvo che il giudice ordini l’incanto o siano decorsi 120 giorni dalla sua

presentazione ed essa non sia stata accolta. L’offerta deve essere depositata in

busta chiusa da aprire in presenza di tutti gli offerenti. Il giudice delibera

sull’offerta in accordo con il creditore procedente ovvero qualora non ritenga

più favorevole procedere con la vendita con incanto. Quando il giudice dispone

la vendita emette decreto con il quale indica le modalità di pagamento, indi, a

pagamento avvenuto pronuncia altro decreto con il quale l’immobile viene

trasferito in proprietà all’acquirente. La vendita con incanto si apre con

ordinanza pubblicata a cura del cancelliere, con la quale il giudice, fissa i

termini elencati ex art. 576 ( prezzo, giorno ora dell’incanto, misura minima di

aumento delle offerte, cauzione minima da depositare preventivamente, termine

di versamento del prezzo, il termine che deve intercorrere tra le forme di

pubblicità e l’incanto. Tutti tranne il debitore possono partecipare all’incanto

previo versamento della cauzione. L’incanto ha luogo in udienza davanti al

giudice dell’esecuzione, e diventa assegnatario l’offerente la cui offerta non è

superata entro il periodo di 3 minuti. Dopo l’incanto possono essere proposte

nel termine di 10 giorni offerte che non superano di almeno 1/5 il prezzo

raggiunto nell’incanto previa eventuale gara tra più offerenti. Le offerte dopo

l’incanto vanno depositate in cancelleria prestando cauzione per il doppio della

cauzione versata ai sensi dell’art. 580. Il giudice indice la gara della quale il

cancelliere dà pubblico avviso e comunicazione all’aggiudicatario. Alla gara

possono partecipare anche gli offerenti al precedente incanto che abbiano

integrato la cauzione. L’aggiudicatario per divenire proprietario a pieno titolo


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto processuale civile II sull'espropriazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il pignoramento mobiliare (art. 513 c.p.c.), l’intervento dei creditori (nell’espropriazione mobiliare) (art. 499 c.p.c.), vendita, assegnazione e distribuzione (nell’espropriazione mobiliare) (art. 530).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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