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L'esecuzione diretta o in forma specifica

L'esecuzione per consegna o rilascio

Fondamento della procedura per consegna o rilascio è l'art. 2930 c.c. che enuncia l'eseguibilità specifica dell'obbligo di consegnare una cosa mobile o di rilasciare una cosa immobile. Con la parola "obbligo" la legge si riferisce a ogni situazione passiva che si presenta come obbligo al momento dell'esecuzione, e cioè, oltre ai casi in cui l'obbligo è legato a un diritto di natura obbligatoria o personale, anche i casi in cui l'obbligo è legato a un diritto reale la cui violazione dà luogo all'obbligo della restituzione mediante consegna o rilascio.

Con riguardo ad entrambi i tipi di procedimento, la legge detta innanzi tutto una disposizione che concerne un atto anteriore all'inizio del procedimento, ossia il precetto. Più precisamente, dispone che il precetto, la cui notificazione, nel procedimento in esame, come in ogni altro procedimento esecutivo, deve precedere l'inizio del procedimento stesso (insieme o successivamente alla notificazione del titolo esecutivo), ha qui un requisito in più, e cioè la descrizione sommaria dei beni sui quali si intende procedere con l'esecuzione per consegna o rilascio; ed in ciò si può ravvisare il fondamento, che il precetto, che può e deve avere portata generica quando preannuncia l'esecuzione per espropriazione, deve invece avere una portata specifica quando preannuncia un'esecuzione in forma specifica. D'altra parte, anche nell'intimazione ad adempiere, il creditore deve, nel precetto, riferirsi al termine eventualmente disposto nel titolo esecutivo e che potrebbe essere più lungo di quello di cui all'art. 482.

Nel corso dell'esecuzione, sorgano "difficoltà che non ammettono dilazione", stabilendo - per questa eventualità - che ciascuna parte può chiedere al giudice dell'esecuzione, anche verbalmente, i provvedimenti temporanei occorrenti revocabili e modificabili.

Queste "difficoltà" non sono vere e proprie contestazioni di natura giuridica sulla legittimità del "se" o del "come" dell'esecuzione, poiché siffatte contestazioni esigono un giudizio di cognizione e perciò possono essere sollevate solo con un'opposizione per la cui proposizione, peraltro, l'iniziativa in discorso può offrire l'occasione. Si tratta invece di questioni di opportunità o di modalità dell'esecuzione: quelle questioni che, nell'espropriazione, costituiscono il campo d'azione del potere direttivo del.

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Scienze giuridiche IUS/15 Diritto processuale civile

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Carratta Antonio.
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