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Diritto processuale civile II - esecuzione diretta

Appunti di Diritto processuale civile II riguardanti l'esecuzione diretta. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’esecuzione per consegna o rilascio, l’esecuzione forzata degli obblighi di fare o di non fare, l'espressione "obbligo".

Esame di Diritto Processuale Civile II docente Prof. A. Carratta

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Nel corso dell'esecuzione, sorgano «difficoltà che non ammettono dilazione»,

stabilendo - per questa eventualità - che ciascuna parte può chiedere al giudice

dell'esecuzione, anche verbalmente, i provvedimenti temporanei occorrenti

revocabili e modificabili.

Queste «difficoltà» non sono vere e proprie contestazioni di natura giuridica

sulla legittimità del «se» o del «come» dell'esecuzione, poiché siffatte

contestazioni esigono un giudizio di cognizione e perciò possono essere

sollevate solo con un'opposizione per la cui proposizione, peraltro, l'iniziativa in

discorso può offrire l'occasione. Si tratta invece di questioni di opportunità o di

modalità dell'esecuzione: quelle questioni che, nell'espropriazione, costituiscono

il campo d'azione del potere direttivo del giudice dell'esecuzione. Perciò i

provvedimenti sul punto non hanno carattere decisorio. Anche da questa

disposizione si può dedurre che, in questo procedimento, pur non essendo

espressamente disciplinata la nomina di un giudice dell'esecuzione, ne sono

previste le funzioni, ancorché in via eventuale. Eventuale perché l'esecuzione di

cui trattasi è caratterizzata da atti tanto semplici, da poter essere affidati

senz'altro all'organo esecutivo, ossia all'ufficiale giudiziario; mentre il giudice

rimane come sullo sfondo. Le norme concernenti la competenza per questo

procedimento debbono essere intese come riguardanti più propriamente l'ufficio

giudiziario, ossia il tribunale, al quale appartengono sia l'organo esecutivo

(ufficiale giudiziario) e sia il giudice dell'esecuzione (le cui funzioni sono solo

eventuali).

Nel quadro di questo ruolo che ha il giudice dell'esecuzione, va veduta la sua

funzione di liquidare a norma degli artt. 91 e ss. le spese dell'esecuzione: ciò

che il giudice compie, sulla base di una specifica effettuata dall'ufficiale

giudiziario, con un decreto che costituisce titolo esecutivo.

Il procedimento per consegna di cose mobili si sostanzia con un semplice atto

dell'ufficiale giudiziario a seguito di richiesta anche verbale del creditore della

consegna. Dopo la notificazione del titolo e del precetto, ed il decorso del

relativo termine, il creditore può, esibendo titolo e precetto, rivolgere la

suddetta richiesta all'ufficiale giudiziario, il quale si reca (munito, appunto, del

titolo e del precetto) sul luogo in cui le cose si trovano, e le ricerca con le

modalità stabilite dall'art. 513. Dopo averle rinvenute, se ne impossessa e ne fa

consegna alla parte istante o a persona da lui designata.

Nell'esecuzione per il rilascio di immobili, le forme procedimentali sono

lievemente meno semplici.

Il nuovo art. 608 prevede che: «L'esecuzione inizia con la notifica dell' avviso

con il quale l'ufficiale giudiziario comunica almeno dieci giorni prima alla

parte, che è tenuta a rilasciare l'immobile, il giorno e l'ora in cui procederà».

Con la quale disposizione la legge prende tra l'altro posizione sulla questione

del momento d'inizio di questa esecuzione (soprattutto rilevante con riguardo

alle modalità di proposizione delle opposizioni).

Nel giorno e nell’ora stabiliti, l’ufficiale giudiziario munito del titolo esecutivo

e del precetto si reca sul luogo dell’esecuzione, ed immette ex art. 513 la parte

istante o una persona da lei designata nel possesso dell’immobile del quale

consegna le chiavi.

Qualora l'immobile sia detenuto da terzi nomine debitoris (ad es. conduttori o

affittuari) la cui detenzione non impedisce il trasferimento del possesso,

l'ufficiale giudiziario ingiunge a tali eventuali detentori di riconoscere il nuovo

possessore, Qualora invece il terzo detentore vanti un titolo di possesso

autonomo da quello del debitore, o comunque non assoggettato espressamente

dalla legge all'efficacia del titolo contro il debitore, l'esecuzione non può,

almeno in linea di principio, proseguire fino a quando non sia stata respinta

l'opposizione nella quale la pretesa del detentore dovrebbe concretarsi ed alla

quale esso detentore sarebbe legittimato in quanto assoggettato all'esecuzione, e

fino a quando il creditore non si sia munito di un titolo nei confronti del terzo.

Se nell'immobile si trovano cose mobili estranee all'esecuzione, e che non

vengano immediatamente asportate dal debitore, l'ufficiale giudiziario può


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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