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Diritto processuale civile - class action

Appunti di Diritto processuale civile con analisi dei seguenti argomenti: la class action italiana, la Legge Finanziaria 2008, i provvedimenti per la prosecuzione del giudizio, la notificazione della sentenza, la composizione della Camera di conciliazione.

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. A. Tedoldi

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restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o

utenti nell'ambito di rapporti giuridici relativi a contratti

stipulati ai sensi dell'articolo 1342 del codice civile, ovvero

in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche

commerciali scorrette o di comportamenti

anticoncorrenziali, quando sono lesi i diritti di una pluralità

di consumatori o di utenti

I consumatori o utenti che intendono avvalersi della tutela

ART. 140-bis, comma II, prevista dall’art. 140-bis CdC devono comunicare per

CdC iscritto al proponente la propria adesione all'azione

Adesione all’azione collettiva.

collettiva L'adesione può essere comunicata, anche nel giudizio di

Termini appello, fino all'udienza di precisazione delle conclusioni.

Interventori Nel giudizio promosso ai sensi dell’art. 140-bis, comma 1,

CdC è sempre ammesso l'intervento dei singoli

Effetti consumatori o utenti per proporre domande aventi il

medesimo oggetto.

L'esercizio dell'azione collettiva di cui all’art. 140-bis,

comma 1, CdC o, se successiva, l'adesione all'azione

collettiva, produce gli effetti interruttivi della prescrizione

ai sensi dell'articolo 2945 del codice civile.

Alla prima udienza il tribunale, sentite le parti, e assunte

ART. 140-bis, comma III, quando occorre sommarie informazioni, pronuncia

CdC sull'ammissibilità della domanda, con ordinanza

Ammissibilità dell’azione reclamabile davanti alla corte di appello, che pronuncia in

camera di consiglio. La domanda è dichiarata inammissibile

GO ed Autorità quando:

Indipendente 1. è manifestamente infondata,

Pubblicità dell’azione 2. sussiste un conflitto di interessi,

3. il giudice non ravvisa l'esistenza di un interesse

collettivo suscettibile di adeguata tutela ai sensi

dell’art. 140-bis CdC

Il giudice può differire la pronuncia sull'ammissibilità della

domanda quando sul medesimo oggetto è in corso

un'istruttoria davanti ad un'autorità indipendente

Se ritiene ammissibile la domanda il giudice dispone, a

cura di chi ha proposto l'azione collettiva, che venga data

idonea pubblicità dei contenuti dell'azione proposta e dà i

provvedimenti per la prosecuzione del giudizio

Se accoglie la domanda, il giudice determina i criteri in

ART. 140-bis, comma IV, base ai quali liquidare la somma da corrispondere o da

CdC restituire ai singoli consumatori o utenti che hanno aderito

Accoglimento della all'azione collettiva o che sono intervenuti nel giudizio.

domanda La sentenza che definisce il giudizio fa stato anche nei

ART. 140-bis, comma V, confronti dei consumatori e utenti che hanno aderito

CdC all'azione collettiva. È fatta salva l'azione individuale dei

consumatori o utenti che non aderiscono all'azione

Ambito soggettivo del collettiva, o non intervengono nel giudizio promosso

giudicato Se possibile allo stato degli atti, il giudice determina la

ART. 140-bis, comma IV, somma minima da corrispondere a ciascun consumatore o

CdC utente.

Quantificazione del Nei sessanta giorni successivi alla notificazione della

danno sentenza, l'impresa propone il pagamento di una somma,

Proposta dell’impresa con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente diritto e

entro 60 giorni depositato in cancelleria. La proposta in qualsiasi forma

accettata dal consumatore o utente costituisce titolo

ART. 140-bis, comma VI, esecutivo

CdC Se l'impresa non comunica la proposta entro il termine di

Omessa comunicazione legge o non vi è stata accettazione nel termine di sessanta

della proposta o mancata giorni dalla comunicazione della stessa, il presidente del

accettazione tribunale competente costituisce un'unica camera di

conciliazione per la determinazione delle somme da

Camera di conciliazione corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che

hanno aderito all'azione collettiva o sono intervenuti e che

Composizione non ne fanno domanda.

contenziosa dinnanzi agli

organismi di La camera di conciliazione è composta da un avvocato

conciliazione di cui indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva

all’art. 38 d.lgs. 5/03 e da un avvocato indicato dall'impresa convenuta ed è

presieduta da un avvocato nominato dal presidente del

tribunale tra gli iscritti all'albo speciale per le giurisdizioni

superiori. La camera di conciliazione quantifica, con

verbale sottoscritto dal presidente, i modi, i termini e

l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori o

utenti. Il verbale di conciliazione costituisce titolo

esecutivo.

alternativa, su concorde richiesta del promotore

In

dell'azione collettiva e dell'impresa convenuta, il

presidente del tribunale dispone che la composizione non

contenziosa abbia luogo presso uno degli organismi di

conciliazione di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 17

gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni, operante

presso il comune in cui ha sede il tribunale. Si applicano, in

quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 39 e 40 del

citato decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e

successive modificazioni

2. In punto di procedura, qualora l’azione collettiva si riveli fondata, i consumatori che

hanno aderito e quelli successivamente intervenuti, hanno diritto ad ottenere il

risarcimento del danno subito. Se, tuttavia, l’an è riservato, secondo le regole

debeatur

ordinarie di procedura, alla del rito ordinario giudiziale, diversamente dicasi

plena cognitio

per il che diviene oggetto di una vera e propria procedura di

quantum debeatur

conciliazione (cd. composizione non contenziosa).

L’avvio della è affidato al Presidente del Tribunale

composizione non contenziosa

competente, il quale può orientarsi verso una Camera di Conciliazione costituita ad hoc

ovvero, sull’accordo delle parti, verso uno degli organismi di conciliazione previsti dall’art.

38 d.lgs. 5/2003 (ai sensi del I dell’art. 38 cit.: gli enti pubblici o privati, che diano garanzie

di serietà ed efficienza, sono abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte

interessata, a gestire un tentativo di conciliazione delle controversie nelle materie di cui

all'articolo 1 del presente decreto. Tali organismi debbono essere iscritti in un apposito

registro tenuto presso il Ministero della giustizia).

GIUDICE ACCOGLIE LA DOMANDA E DETERMINA LA SOMMA MINIMA DEL

RISARCIMENTO

SENTENZA

NOTIFICA DELLA SENTENZA ALL’IMPRESA CONVENUTA

ENTRO 60 G G

IMPRESA PROPONE IL PAGAMENTO DI UNA SOMMA

(con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente diritto e depositato in

cancelleria)


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Tedoldi Alberto Maria.

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