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Diritto di Procedura Civile

Diritto di procedura civile: ha come fonte principale il codice di procedura civile, ma sono fonti anche

quelle comunitarie e internazionali.

Contiene la disciplina del processo civile, che è inserita in un Codice e che quindi è sistematica, regolando

l’attività giurisdizionale civile. La norma processuale è strumentale e non sostanziale perché non regola

rapporti tra soggetti e non detta regole comportamentali. Regola invece l’attività del giudice che risolve le liti

fra i consociati.

Questa disciplina è funzionale al controllo dell’esercizio della funziona giurisdizionale civile

Es: vi è una lite perché Tizio non ha pagato il bene. Il giudice verifica la mia pretesa secondo le regole del

processo civile, la sentenza è l’esito del processo ( entrambi disciplinati dal diritto processuale civile ).

L’ oggetto del processo civile è più complesso dell’oggetto del processo penale perché in quel caso è

sempre uguale, cioè accertare un reato. Nel processo civile invece varia, ogni lite ha per oggetto un diritto

controverso, una situazione di incertezza su un diritto soggettivo.

Tornando all’esempio, se il bene contestato fosse intestato a due persone, vi sarebbero tre soggetti coinvolti.

Questo significa automaticamente regole diverse, perché si parla di litis consortile, cioè fra più parti.

Giurisdizione civile: nozione controversa perché ricomprende varie modalità di esercizio. Oltre alle

sentenze infatti, il giudice dispone di strumenti quali l’esecuzione forzata che è un’attività svolta dal giudice

civile ma che non sfocia in una sentenza. Peraltro viene vista in tre modi:

- Prevale l’ elemento soggettivo, e quindi la titolarità spetterebbe in base a chi esercita determinati

poteri. In base a questa visione la magistratura ordinaria si declina in modo piramidale ( giudici di

primo grado, di secondo grado, Corte di Cassazione o ‘di mera legittimità’ ).

- Prevale l’ elemento oggettivo / contenutistico, visione di Chiovenda, studioso di diritto di procedura

civile che importò e adeguò il diritto processuale germanico a quello italiano. Nel ’23 scrive la sua

definizione di giurisdizione civile, sostenendo che rileva l’applicazione della legge al caso concreto, il

giudice sarebbe quindi colui che formula la regola giuridica concreta ( = applica alla fattispecie

concreta così come accertata gli effetti giuridici previsti in astratto dalla norma principale. )

[ Se il venditore non consegna il bene entro il termine previsto, bisogna verificare che il suddetto

termine non fosse stato prorogato, perché in questo caso non si verificherebbe nessuna lesione. Il

ruolo del giudice è quello di verificare se la proroga è avvenuta. ]

In questo caso il giudice svolge un’attività che è essenzialmente accertativa poiché pone fine ad uno

stato di incertezza.

Definizione che è la più popolare ma che incontra dei limiti, come ad esempio il fatto che non sempre

il giudice riesce nel suo intento.

- Prevale la funzione punitiva, la distinzione avviene quindi in base all’illecito commesso, in base alla

norma violata. Si distinguono quindi giudici civili, giudici penali e giudici amministrativi. Riparto

che però è in crisi, basti pensare agli illeciti amministrativi che fanno ormai parte del mondo civile.

art. 111 Cost. : la giurisdizione si attua mediante il giusto processo, disciplinato dalla legge. Caratteristica

essenziale di ogni forma di giurisdizione è il processo, il cui apice è la pronuncia detta sentenza. Con

quest’ultima il giudice esercita il potere decisorio formulando la regola concreta. Solo quest’atto finale ha

impatto e efficacia extraprocessuale, incidendo sul rapporto sostanziale controverso.

Processo: si contraddistingue per essere una concatenazione di atti disciplinata dalla legge processuale.

Discplina l’atto di impulso a cui seguono atti che sono l’effetto dell’atto che li ha preceduti. E’ anche

concatenazione di poteri e facoltà. Quando Tizio decide di adire il giudice lo fa attraverso l’ atto di citazione,

con cui si sollecita l’azione del giudice civile.


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Biavati Paolo.

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