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Le successioni per causa di morte

Con la morte si trasmettono diritti reali e di obbligazione (sia nel lato attivo che in quello passivo). Nel testamento sono contenute disposizioni di ordine personale (riconoscimento del figlio naturale) e patrimoniale (imposizione di obblighi all’erede).

Dal momento della morte opera la separazione dei diritti, e da quel momento si dice che la successione è aperta (456); il luogo d'apertura è quello dell'ultimo domicilio del defunto.

Vocazione ereditaria

La vocazione ereditaria è il titolo che prende concretezza e vita nella delazione, che è l’effettiva chiamata; vocazione si ha per legge o per testamento (457). Si fa luogo alla successione legittima solo quando manchi, in tutto o in parte, quella testamentaria. Il potere di disporre mortis causa è sottoposto a limiti: va rispettato il diritto alla quota di patrimonio riservata ai più stretti congiunti; l'art 458 sancisce la nullità dei patti successori (patti che vincolano una persona a disporre in favore dell’uno o dell’altro successibile costitutivi; ogni convenzione relativa a diritti eventualmente derivanti dalla futura successione di un terzo dispositivi; ogni atto di rinunzia a successioni non aperte abdicativi).

Tipi di successione

Si ha successione a titolo universale (eredità) quando una persona viene a sostituire il de cuius nella totalità o in una quota dei suoi rapporti attivi e passivi; la successione a titolo particolare (legato) è istituzione in singoli determinati rapporti. L’erede ex re certa (previsto dall’art 588) si ha quando il testatore indichi i singoli beni che dovranno comporre la quota astratta in una chiamata ereditaria. Il legatario non risponde dei debiti ereditari (756) ed è tenuto all’adempimento degli oneri a lui imposti solamente entro i limiti del valore ricevuto (671).

Capacità e indegnità di succedere

Per la capacità di succedere il primo requisito è l’esistenza della persona; è sufficiente che sia concepito, se non è ancora nato è subordinato all’evento della nascita, anche i non concepiti purché si tratti di figli di una persona determinata che sia vivente (462); le persone giuridiche hanno la capacità di ricevere, se non sono società l’accettazione deve farsi con il beneficio d’inventario.

È indegno a succedere il chiamato che ha compiuto uno degli atti elencati nell’art 463: sono previste ipotesi di gravi colpe verso il de cuius, a carico di chi abbia compiuto determinati gravi atti contro la libertà testamentaria o il testatore. L’indegno acquista l’eredità o il legato, ma con sentenza del giudice l’acquisto può essere annullato. La dichiarazione di indegnità ha effetto ex tunc.

Ordini di successione

La successione nel patrimonio del defunto avviene per il rapporto di parentela o di coniugio con il successore, senza riguardo all’origine dei beni. I parenti in linea retta discendente sono preferiti ai collaterali anche di grado più vicino. Ci sono quattro ordini:

  • Discendenti e parenti legittimi: sono eredi per eccellenza i discendenti legittimi e i naturali il cui stato sia legalmente accertato (566). Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi; la categoria dei discendenti esclude tutti gli altri parenti e concorrono solamente con il coniuge.
  • Ascendenti legittimi o adottanti: se mancano discendenti succedono i genitori o gli ascendenti legittimi o gli adottanti con adozione speciale; il prossimo esclude i remoti. I genitori o gli ascendenti concorrono con il coniuge e con i fratelli del de cuius, escludono tutti gli altri collaterali.
  • Fratelli: mancando discendenti legittimi o naturali, i fratelli hanno sempre titolo per la successione legittima.
  • Genitori e figli non riconoscibili: se il figlio naturale muore senza lasciar prole, alla sua eredità hanno diritto, insieme con il coniuge, i genitori che lo hanno riconosciuto o dei quali è stato dichiarato figlio.

Successione del coniuge superstite

Il coniuge concorre con i figli legittimi o naturali, con gli ascendenti e con i fratelli del defunto; in mancanza a lui si devolve tutta l’eredità (583), quando con il coniuge concorrono figli legittimi e/o figli naturali egli ha diritto alla metà dell’eredità se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi (581), sono devoluti ad esso i due terzi se concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle. Quando sussiste l’addebito della separazione al coniuge spetta soltanto il diritto ad un assegno vitalizio se al momento dell’apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge defunto (548).

Successione dello Stato

In mancanza di ogni altro chiamato dalla legge l’eredità è devoluta al patrimonio dello stato (586), egli è l’unico erede necessario perché avviene senza l’accettazione e la possibilità di rinunzia.

Testamento

L’art 587 definisce il testamento (unilaterale) “un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o parte di esse”. Il testamento è l’unico atto riconosciuto alla persona per una efficace esplicazione della volontà in ordine alla successione dei propri diritti. Esso contiene talora atti di disposizione, la cui concreta efficacia dipende dall’accettazione dell’eredità da parte dell’erede. È negozio mortis causa, la volontà del suo autore non produce immediati effetti giuridici. L’atto di ultima volontà vale a predisporre per la futura successione un ordine diverso da quello legale. È un atto unipersonale, non si può far testamento da più persone nel medesimo atto. È atto formale, non solo è negozio solenne, ma nella manifestazione...

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Gatt Lucilla.
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