Che materia stai cercando?

Diritto Privato - Società e diritto

Appunti riguardanti i fondamenti della Giurisprudenza in materia di società e diritto, quali: applicazione della legge, fatti, atti e negozi giuridici, prescrizione e decadenza, diritti assoluti, adempimento e inadempimento delle obbligazioni.

Esame di Diritto Privato docente Prof. G. Palermo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Il problema potrebbe nascere se il proprietario di un bene lo vende a più persone,

in tal caso vale l'acquisto di data anteriore, se non c'è stata nessuna trascrizione.

Se manca uno dei passaggi anteriori, viene a mancare il cd Processo di

continuità delle trascrizioni, in ogni caso, le successive trascrizioni hanno valore

cd PRENOTATIVO. Analoga funzione prenotativa ha la trascrizione delle:

1. Domande giudiziali che è l'inizio di un procedimento giudiziario perciò

è opportuno trascrivere nei registri immobiliari accanto al nome di X,

che c'è una causa in corso in modo tale da:

a. impedire che X venda

b. portare a conoscenza del problema l'eventuale compratore.

c. dare possibilità a Y di opporsi all'eventuale compratore.

2. Contratti preliminari.

Gli atti soggetti a trascrizione sono:

1. I contratti che trasferiscono la proprietà o che costituiscono o

modificano o estinguono diritti reali di godimento ultranovennale su

beni immobili e mobili registrati. (vendita, locazione oltre i 9 anni o

usufrutto).

2. Gli atti unilaterali che provocano i medesimi effetti es. atti di rinunzia a

tali diritti.

3. Le sentenze che provocano gli stessi effetti.

La trascrizione ha funzione di pubblicità costitutiva nel caso dell'ipoteca e

nell'usucapione.

PRESCRIZIONE E DECADENZA

La PRESCRIZIONE è l'estinzione dei diritti dovuta all'inerzia del titolare che

non li esercita nei tempi previsti dalla legge. Sono soggetti a prescrizione tutti i

diritti assoluti e relativi con esclusione di quelli indicati dalla legge che non

vanno in prescrizione e sono la proprietà e gli atti da dichiarare nulli, vendo un

fondo e il contratto per qualche motivo è nullo, posso fare dichiarare la nullità

della vendita in qualsiasi momento (certo se passano più di 20 anni scatta

l'usucapione e il fondo non mi sarà restituito). La prescrizione decorre dal giorno

in cui il diritto può essere fatto valere e finisce allo spirare dell'ultimo giorno del

termine. La prescrizione è una norma inderogabile, non si può escluderla o

modificarla e vi si può rinunciare solo dopo che essa si sia compiuta.

Sono previsti gli istituti della INTERRUZIONE E SOSPENSIONE per il

decorso del tempo.

Interruzione è causata da domande giudiziali e atti di costituzione in mora.

Quando interrotta il tempo ricomincia.

Sospensione esiste se dovuta ad uno stato impossibilitato a esercitare il mio

diritto perché sono stato male. In tal caso la prescrizione è sospesa e gli anni già

trascorsi rimarranno conteggiati.

In base alla durata possiamo distinguere:

1. PRESCRIZIONE ORDINARIA: 10 anni, vale per tutti i diritti per i

quali non sia disposto diversamente.

2. PRESCRIZIONE BREVE varia da 5 anni (risarcimenti da danni) a 2

(risarcimento da sinistri stradali).

3. PRESCRIZIONE PER DIRITTI REALI DÌ GODIMENTO: in 20 anni.

4. PRESCRIZIONE PRESUNTIVA è un istituto per il quale, trascorso un

certo periodo di tempo, un diritto si presume estinto. La legge prevede

che ,passato un breve lasso di tempo, il debito possa presumersi estinto.

La durata è varia: sei mesi a 1 anno a 3 anni. L’unica arma che il

creditore ha per dimostrare il suo credito è il giuramento decisorio del

debitore o la sua confessione.

La DECADENZA si ha quando il soggetto non può più esercitare un diritto, è

dunque l'estinzione di un diritto dovuta all'oggettivo decorrere del tempo fissato

dalla legge. La decorrenza non può essere né interrotta né sospesa ma solo

impedita: se faccio la denunzia il mio diritto non va in decadenza, anzi potrò

agire in giudizio entro 1 anno, prima che vada in prescrizione. Sono previsti due

tipi di decadenza:

LEGALE è irrinunciabile, in quanto prevista nell'interesse generale di uno dei

soggetti.

CONVENZIONALE le parti possono determinare i termini temporali però entro

certi limiti.

I BENI sono nel linguaggio comune tutto ciò che arreca utilità all'uomo in

quanto soddisfa un suo bisogno, in senso giuridico invece bene è ciò che forma

oggetto di diritti. costituiscono beni le cose materiali e immateriali.

BENE IMMOBILE è il suolo e tutto ciò che, per natura o artificialmente, è

incorporato ad esso. Richiede la forma scritta e la registrazione, quella di un

bene mobile no.

BENE MOBILE è tutto ciò che non è immobile, eccetto per i BENI MOBILI

REGISTRATI (auto, navi, aerei).

Si parla di UNIVERSALITA' di mobili quando ci si riferisce a una pluralità di

cose appartenenti alla stessa persona che le ha riunite e destinate a una funzione

unitaria. Il valore del complesso è superiore alla somma dei componenti

(libreria: i libri hanno un valore e sono UNIVERSALITA' DI FATTO; l'azienda

(libreria nel suo complesso) è UNIVERSALITA' DI DIRITTO quando nasce per

volontà della legge)

Non costituisce universalità invece il PATRIMONIO, inteso come insieme dei

rapporti attivi e passivi facenti capo a uno stesso soggetto (quindi comprende

debiti e crediti).

COSA SEMPLICE: costituita da elementi connessi e non separabili, se no

porterebbe alla distruzione della cosa (tavolo).

COSA COMPOSTA: costituita da elementi di per sé distinti e autonomi.

DIVISIBILI: beni il cui frazionamento non altera la funzione economica delle

parti risultanti e ne mantiene il valore es. edificio e appartamenti.

PERTINENZE: sono beni destinati a servizio o ornamento di un altro, non

costituiscono parte dell'elemento principale ma ne accrescono il valore o l'utilità

es. area a parcheggio:

FRUTTI: sono beni che provengono da altri beni es. prodotti agricoli (FRUTTI

NATURALI) o interessi che provengono da capitali (FRUTTI CIVILI): ne

beneficia il titolare del bene originario.

BENI FUNGIBILI: beni sostituibili con altri dello stesso genere es. denaro con

denaro.

BENI INFUNGIBILI beni con caratteristiche proprie e uniche es. opere d'arte.

BENI CONSUMABILI si consumano con l'uso tutte in una volta - non si può

concedere ad altri il godimento.

BENI DETERIORABILI si consumano poco a poco es. automobile

BENI INCONSUMABILI è concessa l'utilizzazione a terzi.

BENI PUBBLICI: appartengono a un Ente pubblico. Es. un comune può

possedere un locale come un privato

Ma ci sono beni pubblici di interesse collettivo:

1) BENI DEMANIALI che possono appartenere allo stato (la spiaggia

appartiene al demanio marittimo) o a un ente pubblico territoriale es. un cimitero

appartiene al demanio comunale.

2) BENI PATRIMONIALI INDISPONIBILI foreste, miniere, reperti

archeologici, fauna selvatica.

3) BENI PATRIMONIALI DISPONIBILI es. i beni ecclesiastici.

I DIRITTI ASSOLUTI si distinguono in NON patrimoniali e sono i DIRITTI

DELLA PERSONA come il diritto alla vita E a interessi patrimoniali e sono i

DIRITTI REALI: sono la proprietà, l'usufrutto ecc.

I DIRITTI REALI: sono i diritti su una cosa e si distinguono in 2 categorie:

1) Diritti riguardanti una cosa propria: PROPRIETA

2) Diritti riguardanti una cosa altrui: DIRITTI REALI MINORI.

Caratteri dei diritti reali sono:

1) IMMEDIATEZZA: il rapporto tra soggetto e cosa è diretto, non

mediato da alcuno.

2) INERENZA ALLA COSA: opponibilità erga omnes – farlo valere

verso chiunque.

3) FACOLTA' DI SEGUITO o SEQUELA: esiste la successione dei

diritti sullo stesso bene.

4) ELASTICITA': il diritto può espandersi: se su un fondo mio è

costruito un edificio questo è mio.

5) TIPICITA': non è consentito ai privati di creare nuove categorie o

tipi di diritti reali (numerus clausus)

6) ASSOLUTEZZA: la concessione viene fatta a titolo personale cioè

solo a Tizio e a nessun altro.

7) IMPRESCRITTIBILITA': sono soggetti a prescrizione solo diritti

reali minori.

LA PROPRIETA' è il primo e fondamentale fra i diritti reali e l'art 832 cc ne

descrive il contenuto: ‘è il diritto di GODERE e DISPORRE delle cose in modo

PIENO ed ESCLUSIVO, entro i limiti stabiliti dall'ordinamento giuridico. Il

diritto di GODERE è la facoltà di utilizzare il bene perseguendo interessi e fini

liberamente scelti. Il diritto di DISPORRE è la facoltà di alienare un bene o di

costituire su di esso diritti reali in favore di terzi. La PIENEZZA sta nel fatto che

il proprietario può fare tutto ciò che non è espressamente vietato e

l'ESCLUSIVITA' consiste nella facoltà di escludere tutti coloro che non abbiano

un diritto.

La costituzione (art. 42) riconosce e garantisce la proprietà privata e parla di una

sua FUNZIONE SOCIALE. L'interpretazione delle leggi esistenti si basa

sull'equilibrio tra funzione sociale e interesse privato. Fino al periodo della

rivoluzione industriale la proprietà era il fondamento dell'economia, oggi la

legge non vede più la proprietà come un FINE da raggiungere ma un MEZZO

per la promozione umana con un interesse generale. La legge stabilisce che la

proprietà sia nell'interesse pubblico i vincoli legati a beni culturali o ai parchi

naturali ecc. e nell'interesse privato per ciò che riguarda distanze, luci e vedute

ecc.

Il codice civile si occupa innanzitutto della proprietà fondiaria, distinguendola in

proprietà agricola o rurale e edilizia.

Alla proprietà fondiaria, l’art. 840 parla dell’estensione verticale che si estende

dal sottosuolo con tutto ciò che vi è contenuto, mentre di estensione orizzontale

con i CONFINI che impediscono agli estranei di accedere al fondo. Limiti e

obblighi specifici sono dettati per i rapporti di vicinato, sono RECIPROCI e

AUTOMATICI in quanto nascono direttamente dalla legge; infine sono

GRATUITI perché non richiedono il pagamento di alcuna indennità.

Importanti sono le regole in tema di IMMISSIONI cioè le propagazioni derivanti

a un fondo dalla attività svolta in un altro: propagazione di fumo o rumori che

proprietario non può impedire se non superano la normale tollerabilità: si tratta

quindi di ripercussioni indirette, involontarie cioè non conseguenze di attività

voluta.

Un ulteriore criterio è dato dalla necessità di armonizzare le esigenze di

produzione.

La PROPRIETA' AGRICOLA è specificamente contemplata dalla Costituzione

in quanto privilegia la funzione economica, prevedendo limiti nella sua

estensione e bonifica (procedimento di eliminazione degli inquinanti da un sito

contaminato) delle terre, trasformazione del latifondo (terreno agricolo di grandi

dimensioni, normalmente abbandonato) e ricostruzione delle unità produttive.

La PROPRIETA' EDILIZIA, non contemplata dalla Costituzione, è regolata

dall'art 869 che specifica la regolamentazione per le distanze da osservarsi fra gli

edifici e fra altri manufatti. Per la proprietà edilizia vale più che mai il concetto

di funzione sociale: il proprietario non ha più un totale ius aedificandi ma può

costruire solo nei limiti del piano regolatore (previo rilascio di un permesso) e

delle disposizioni di salvaguardia dei beni.

1. DISTANZA TRA EDIFICI: tenute a una distanza non inferiore a 3 metri. La

scelta fra i due confinanti è affidata al criterio della prevenzione temporale:

chi costruisce per primo può scegliere se edificare al confine o a 1.5 m.

2. DISTANZE PER ALTRI MANUFATTI E (alberi) IMPIANTI: analoga la

distanza dal confine per evitare danni.

3. LUCI sono aperture che danno passaggio a luce e aria ma non permettono di

affacciarsi sul fondo del vicino.

4. VEDUTE (finestre) sono aperture che consentono di affacciarsi e poter

guardare. Devono essere tenute a una certa distanza dal confine: 1,5 m per

le vedute dirette, 0,75 m per le vedute laterali e oblique.

MODI DÌ ACQUISTO DELLA PROPRIETA':

1. Titolo derivativo - presuppongono un precedente titolare che trasferisce il

diritto con gli stessi caratteri: es. se c'era un'ipoteca questa rimane cd.

SUCCESSIONE NELLO STESSO DIRITTO.

2. Titolo originario: acquisti che non presuppongono un precedente diritto di

altri, la proprietà quindi si acquista libera da diritti altrui sulla cosa e si parla

di DIRITTO NUOVO. I modi di acquisto a titolo originario sono:

a) OCCUPAZIONE: è il possesso di cose mobili non appartenenti ad alcuno o

abbandonate dal proprietario.

b) INVENZIONE è il ritrovamento di cose mobili smarrite, ma non

abbandonate, dal proprietario. Il ritrovatore ne acquisisce la proprietà se,

dopo la consegna al Sindaco, il proprietario non le reclami entro 1 anno. In

un fondo di proprietà, sarà suo se lo trova lui, se lo trova un altro a questi

spetterà la metà. Se si tratta di beni di interesse artistico o archeologico,

interviene anche lo Stato.

c) ACCESSIONE è l'acquisizione della proprietà di un bene per effetto della

sua congiunzione con un altro considerato principale. A secondo se la cosa

è mobile o immobile si hanno:

a. accessione DA MOBILE A MOBILE:

i. prende il nome di UNIONE quando più cose appartenenti a

proprietari diversi vengono unite. Se le cose non sono

separabili la proprietà diventa comune in proporzione al

valore.

ii. prende il nome di SPECIFICAZIONE quando più cose

formano una cosa NUOVA.

b. accessioni DA IMMOBILE A IMMOBILE dette INCREMENTI

FLUVIALI caratterizzate dal fatto che in seguito a modificazioni del

regime o del corso delle acque, si verificano mutamenti nell'assetto

di fondi confinanti, che oggi sono attribuiti al demanio pubblico

prima si potevano acquistare dai proprietari. AVULSIONE è l'unica

ipotesi di accessione a una proprietà privata e si ha quando, al

contrario, una parte di un fondo viene staccata dalle acque e portata

a valle dove si unisce a un altro fondo.

c. Accessione da MOBILE A IMMOBILE cd ACCESSIONE AL

SUOLO: qualsiasi opera realizzata sopra o sotto il suolo, appartiene

al proprietario del fondo anche se realizzata da terzi. In tal caso il

proprietario del suolo può richiederne la rimozione o tenerla, ma

dovrà pagare la minor somma tra lo speso e il migliorato. Ipotesi

particolare è l'ACCESSIONE INVERTITA : se una costruzione

occupa parte del suolo del vicino e il costruttore sia in buona fede

,egli può chiedere al giudice di attribuirgli anche la proprietà del

suolo occupato, previo pagamento del doppio del valore del suolo.

LE AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA’ o TUTELA DELLA

PROPRIETA'.

1. La RIVENDICAZIONE è l’azione fondamentale concessa al proprietario

che può rivendicare la cosa da chiunque la POSSIEDE o DETIENE.

L’azione ha una duplice funzione:

a. Accertamento della titolarità del diritto.

b. Restituzione della cosa (carattere petitorio).

Ritroviamo, perciò, 2 soggetti cioè il legittimato attivo (chi sostiene di essere

il proprietario e dovrà dimostrare tale qualità con il titolo originario di

acquisto) e il legittimato passivo (chi possiede o detiene la cosa ed è tenuto

alla restituzione o a pagarne il valore oltre al risarcimento danni). I ruoli

sono ben precisi. L’AZIONE di rivendicazione non si prescrive per il

proprietario poiché il non uso del diritto è una facoltà del proprietario, e

ovvio sottolineare che un disuso continuato di 20 anni porta all’usucapione.

2. AZIONE NEGATORIA è concessa al legittimo proprietario per far negare

l'esistenza di diritti parziari altrui sulla sua cosa, si parla perciò del

contenuto es. la servitù. In questo caso toccherà al legittimato passivo (chi

pretende di avere diritti sulla cosa) presentare le sue prove.

3. AZIONE DÌ REGOLAMENTO DEI CONFINI suppone un'incertezza sulla

posizione dei confini tra due fondi da dover accertare. È ammessa ogni tipo

di prova da ambedue le parti: in mancanza si affida alle mappe catastali. Qui

pertanto, a differenza, non c’è la contestazione di titolarità.

4. AZIONE PER APPOSIZIONE DÌ TERMINI presuppone la certezza o

comunque la non contestazione dei confini e ha lo scopo di impostare spese

comuni per i termini cioè i segnali di riconoscimento.

LA COMUNIONE si ha quando la proprietà o un altro diritto reale spetta in

comune a più persone. I soggetti in questione sono definiti “contitolari” di uno

stesso diritto sullo stesso bene. Non si ha una pluralità di diritti ma solo uno

stesso diritto distribuito fra più persone. Il diritto di ciascuno investe la totalità

della cosa ma è limitato a esercitarlo nella quota è nella misura della

partecipazione. Nel caso di rinuncia di uno dei contitolari essa va ad accrescere

la quota degli altri.

Esiste l'esigenza di conciliare l'interesse individuale con quello collettivo. Il

gruppo ha competenza solo per gli interessi comuni e non deve ledere l'interesse

del singolo. Non c'è uno scopo comune come nelle associazioni ma un interesse

collettivo per razionalizzare il miglior godimento della cosa.

Un principio è quello maggioritario: le decisioni della maggioranza vincolano

anche i dissenzienti ma non possono ostacolare i diritti individuali. E'

caratterizzato da 3 profili:

1) l'uso spetta individualmente a ciascuno in proporzione alla quota e limiti

indicati.

2) l'amministrazione spetta collettivamente a tutti, secondo il principio

maggioritario per le decisioni di interesse comune; per gli atti di ordinaria

amministrazione basta la maggioranza, per gli atti di straordinaria

amministrazione invece occorre una doppia maggioranza.

3) La disposizione spetta individualmente a ciascuno nei limiti della sua quota,

cioè ciascuno può vendere liberamente a terzi la sua quota.

Si distinguono comunioni:

VOLONTARIE: create dalle parti

 INCIDENTALI: create dalla legge

 (tra esse le comunioni forzose che non è possibile

sciogliere per volontà unilaterale).

ORDINARIE: è l'ipotesi generale di contitolarità della proprietà o di un

 diritto reale dove prevale l'interesse collettivo su quello individuale.

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purché non ne alteri

la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso. La

misura del diritto di ciascuno è segnata dalle quote fissate e in mancanza

di specificazione si presumono tutte uguali.

Il CONDOMINIO è una particolare comunione che si instaura tra gli edifici. In

essi ciascuno è contemporaneamente

proprietario esclusivo di un piano o porzione di esso e comproprietario di alcune

parti comuni suolo, scale ecc. Il diritto sulle cose comuni è segnato dalla quota

espressa in millesimi. E' caratterizzato dalla prevalenza dell'interesse collettivo

su quelli individuali. L'amministrazione è affidata a 2 organi:

I. assemblea dei condomini che è l'organo deliberativo e ha competenza

generale sulla gestione della cosa comune. Si richiede la preventiva

convocazione di tutti gli aventi diritto, la presenza di un numero minimo di

condomini e l'approvazione a maggioranza semplice ; per gli atti di ordinaria

amministrazione occorre in seconda convocazione l'approvazione di 1/3 dei condomini che siano titolari

di almeno 1/3 del valore dell'edificio; per gli atti di straordinaria amministrazione occorre l'approvazione

della maggioranza numerica degli intervenuti che siano titolari di almeno metà del valore dell'edificio.

Per le innovazioni occorrono maggioranze più consistenti.

II. l'amministratore è l'organo esecutivo e ha rappresentanza anche processuale

del condominio . La sua competenza è speciale ed è limitata dalla legge e dal

regolamento.

regolamento

Il infine è lo statuto del condominio e contiene le norme dell'uso

della cosa comune, la ripartizione delle spese, l'amministrazione e il decoro

dell'edificio; è obbligatorio quando i condomini sono più di 10 e si approva a

maggioranza semplice. Le delibere dell'assemblea non hanno natura negoziale

ma sono ATTI COLLETTIVI cioè quello che conta non è la decisione singola

ma la volontà della maggioranza; quando però si tratta di disporre dei diritti

individuali sulla cosa propria o su quella comune, si entra nel campo negoziale e

in tal caso saranno i singoli condomini a decidere: ad es chiudere la piscina

condominiale - occorre il consenso di TUTTI .

La MULTIPROPRIETA' IMMOBILIARE è una comunione caratterizzata da un

vincolo di destinazione e da una particolare modalità di godimento ripartito di

beni immobili, basata sulla turnazione cioè ciascuno dei condomini ha diritto al

godimento dell'unità immobiliare in periodi prefissati (es. 1 settimane l'anno).

Non è regolata da specifiche leggi; c'è un codice di consumo espresso da una

direttiva UE ma si limita a disciplinare i contratti di alienazione. Si tratta quindi

di obblighi di informazione, di diritto di recesso, di obblighi del venditore ecc.

Caratteristiche proprie della multiproprietà sono:

1) Il vincolo negoziale turnario (non stabilisce lo spazio spettante ai diversi

proprietari ma il tempo di godimento).

2) Indivisibilità (non è imposta dalla legge ma dalla impossibilità di dividere il

tempo).

3) Le particolari norme di amministrazione di solito affidata a una società di

gestione.

Col tempo si sono sviluppati altri tipi di multiproprietà:

1) Multiproprietà azionaria in cui ciascun partecipante possiede una o più

azioni privilegiate di una società che danno diritto al godimento di unità

abitative di proprietà della società stessa.

2) Multi - locazione alberghiera in cui i partecipanti hanno diritto di godere in

periodi predeterminati di una serie di servizi tra cui l'alloggio.

Si noti che in ambedue i casi non si acquista un diritto reale (non divento proprietario) ma solo il diritto di

.

godimento del diritto reale

DIRITTI REALI DI GODIMENTO attribuiscono un potere su una cosa

altrui, si tratta di beni di proprietà di altri e limitano le facoltà di altri e il

contenuto del loro diritto, riducendo pienezza ed esclusività. In quanto

appartenenti alla categoria dei diritti reali godono di tutte le caratteristiche. Si

dicono minori o parziari per il loro contenuto ristretto che talvolta si riduce a una

sola caratteristica. Es. solo il passaggio sul fondo altrui che tra l’altro possono

coesistere più diritti reali minori purché di contenuto diverso (servitù e

usufrutto). Se il proprietario e il titolare del diritto coincidono nella stessa

persona , il diritto minore si estingue cd CONSOLIDAZIONE. In ogni caso i

diritti minori si estinguono dopo 20 anni di non uso (prescrizione), per il

proprietario c’è l’usucapione dopo 20 anni.

La tutela di questi diritti è erga omnes in quanto il titolare del diritto può agire

direttamente contro chiunque si trovi in possesso del bene, al fine della

restituzione del diritto o del suo accertamento (cd confessoria che è il contrario

delle negatoria con la quale si NEGA l'esistenza dell'altrui diritto).

I diritti reali di godimento sono: la superficie, l'usufrutto, l'enfiteusi, l'uso,

l'abitazione e le servitù.

SUPERFICIE

La consiste nel diritto di fare una costruzione sopra o sotto il

suolo altrui (IUS AEDIFICANDI = diritto di costruire, non avere la proprietà

della costruzione, questo diritto dura 20 anni e poi si estingue), oppure separare

la proprietà di una costruzione già esistente dalla proprietà del suolo

(PROPRIETA' SUPERFICIARIA = in quanto proprietà non si prescrive, ci può

essere un usucapione). Dall'art 934 è ogni opera esistente sopra e sotto il suolo

appartiene al proprietario del suolo: nulla vieta però che questo può dare a un

altro il diritto di costruire sul proprio terreno oppure di vendere una casa

riservandosi la proprietà del suolo su cui essa è costruita.

La costituzione della superficie può avvenire :

1. per contratto scritto.

2. per legge (quando ho il diritto di passaggio e per usufruirne devo costruire un terrapieno sul

fondo servente, il terrapieno è mio).

3. per usucapione.

L'estinzione della superficie avviene :

1. per scadenza del termine se previsto nel contratto.

2. per consolidazione (riunione del soggetto delle qualità di proprietario del

suolo e del superficiario).

3. per prescrizione del diritto di costruire (20 anni).

In ogni caso l'estinzione della superficie comporta l'acquisto della costruzione a

titolo originario in capo al proprietario del fondo per accessione senza necessità

di accettazione.

L'USUFRUTTO è il diritto di godere di una cosa altrui entro i limiti segnati dal

rispetto della sua destinazione economica. Attribuisce al titolare un ampio potere

di godere della cosa, traendone ogni utilità che questa può dare.

Si avvicina alle situazioni proprietarie ma se ne discosta in quanto vi sono 2

limitazioni:

1. La durata temporale: non può eccedere la vita dell'usufruttuario, per un

ente non oltrepasserà i 30 anni.

2. La destinazione economica (se l’oggetto di usufrutto è un appartamento questo non può

essere adibito a deposito)

Oggetto dell'usufrutto non è solo il bene materiale ma anche i crediti, i titoli di

credito, le azioni. E' possibile anche che l'usufrutto sia costituito su una cosa

consumabile, è evidente che l'utilizzo ne comporta la perdita e quindi

l'impossibilità di restituirla al termine dell'usufrutto. In questo caso

l'usufruttuario potrà servirsi liberamente del bene per poi pagarne il valore di

stima o restituirne un altro dello stesso genere, si parla di “quasi usufrutto”.

Nel caso invece di cose deteriorabili, l'usufruttuario può servirsene secondo l'uso

ordinario, pur se ciò comporti l'usura, e le restituirà nello stato in cui si trovano.

I POTERI dell'usufruttuario, sono:

1. Utilizzare la cosa traendone i frutti naturali e civili che gli spettano per la

durata del suo usufrutto.

2. Realizzare miglioramenti e addizioni, cioè incrementi qualitativi e

quantitativi. In entrambi i casi l'usufruttuario ha diritto a un'indennità nella

misura della minor somma tra la spesa e il migliorato alla cessazione

dell'usufrutto.

Gli OBBLIGHI invece sono connessi alla restituzione della cosa al termine

dell'usufrutto oltre che alle spese di ordinaria manutenzione (le straordinarie e le

imposte dominicali toccano al proprietario).

L'usufrutto si costituisce per legge (usufrutto dei genitori sui beni dei figli

minori), per volontà privata tramite testamento o contratto o donazione con

riserva di usufrutto, oppure si acquisisce per usucapione.

L'usufruttuario può anche cedere il proprio diritto a terzi mediante atto tra vivi

ma non è ammesso il passaggio da una persona a un'altra al momento della

morte. La trasmissione per successione ereditaria è ammessa solo in un caso,

questo muoia prima del cedente, in tal caso gli eredi del cessionario

proseguiranno nel godimento del diritto per il periodo restante.

L'estinzione si verifica:

1. per scadenza del termine

2. alla morte dell'usufruttuario

3. per prescrizione ventennale

4. per abuso che l'usufruttuario può fare del suo diritto (deteriora il bene)

5. per perimento totale della cosa

6. per consolidazione.

SERVITU'

La consiste in un “peso” posto sopra un fondo (detto servente) per

l'utilità di un altro fondo (detto dominante) appartenente a un diverso

proprietario. Esso consente l'utilizzo specifico della cosa altrui (cd

SPECIALITA' della servitù: )

se la servitù è quella del passaggio non posso anche attingere acqua

ma in particolare si caratterizza perché dà origine a una oggettiva relazione di

servitù tra due fondi in virtù della quale la limitazione imposta al primo fondo

avvantaggia il secondo (cd predialità della servitù); inoltre ha carattere di

accessorietà alla proprietà di un immobile nel senso che è legata

inscindibilmente ad esso e si trasferisce automaticamente col trasferimento di

proprietà del fondo (in altre parole si mantiene anche se cambiano i proprietari

dei due fondi).

Gli elementi costituenti la servitù sono dunque:

1) Il PESO sul servente che costituisce una limitazione della facoltà di

godimento del bene e può consistere nel permettere o

(il passaggio sul fondo)

nel non permettere : Se per contratto è tenuto ad

(non piantare alberi di alto fusto)

es a spurgare l'acquedotto che passa sul suo terreno, si tratterebbe di

un'OBBLIGAZIONE PROPTER REM.

2) L'UTILITA' del fondo dominante che può consistere in qualsiasi

vantaggio economico o no.

3) DIVERSITA' DEI PROPRIETARI DEI DUE FONDI

La costituzione della servitù può avvenire:

1) Servitù coattive: sono quelle che si costituiscono forzosamente con

sentenza del giudice per assicurare un servizio di interesse generale

o perché non c'è accordo tra le parti

(acquedotto) (ad es. si rifiuta il passaggio a un

fondo che altrimenti resterebbe isolato).

2) Servitù volontarie - sono quelle che si costituiscono per:

a. atto negoziale (contratto o testamento), le parti sono libere di

determinarne il contenuto.

b. usucapione

c. destinazione del padre di famiglia è un modo peculiare di acquisto (a

titolo originario) della servitù e ha luogo quando i due fondi divisi

sono appartenuti allo stesso proprietario il quale ha realizzato opere

tali da asservire un fondo all'altro: se la proprietà viene

successivamente divisa, la servitù si costituisce automaticamente,

ma si deve trattare di opere tangibili (si parla in tali casi di

SERVITU' APPARENTI).

L'estinzione si verifica:

1) per rinuncia scritta,

2) per confusione quando il proprietario dei fondi diventa unico,

3) per prescrizione cioè per mancato uso per 20 anni, ad es. a partire dall'ultimo

passaggio o dal giorno in cui l'acquedotto ha cessato di funzionare perché il

pozzo si è esaurito.

IL POSSESSO (ART 1140) NON è un diritto, ma una situazione di fatto per cui

un soggetto gode di un bene a prescindere dalla circostanza che ne abbia o meno

il diritto. La situazione possessoria può anche presentarsi come una situazione di

esercizio solo INDIRETTO del potere sulla cosa, pertanto si parla di detenzione.

Distinguiamo, allora:

1) il possesso vero e proprio che consiste nell'esercizio diretto dei poteri sulla

cosa.

2) il possesso mediato tramite un terzo che ne ha la detenzione cioè la materiale

disponibilità.

Il possesso è formato quindi da due elementi:

1) un elemento oggettivo: la materiale disponibilità della cosa (corpus).

2) un elemento soggettivo: l'intenzione di tenere la cosa per sé (animus).

La detenzione è invece formata solo dall'elemento oggettivo e implica l'obbligo

della restituzione. Inoltre il possessore esercita i poteri sempre nel proprio

interesse mentre, i poteri che il detentore può esercitare dipendono dallo scopo

particolare per il quale il bene è stato consegnato (affido un affinché lo

custodisca o lo amministri o lo affitti ecc.).

Mentre la detenzione può acquistarsi solo in modo derivativo presupponendo

quindi un possessore (non per forza proprietario) dal quale si riceve la cosa, il

possesso può acquistarsi anche in modo originario:

1. Nell'ipotesi di acquisto della proprietà a titolo originario (accessione,

occupazione, invenzione).

2. Quando il possesso sia conseguito con la materiale apprensione del bene

altrui (es. furto).

3. Nell'ipotesi di mutamento della detenzione in possesso:

1.1. CAUSA PROVENIENTE DA UN TERZO il quale afferma di essere

proprietario e trasferisce il diritto di proprietà al detentore.

1.2. OPPOSIZIONE del detentore che rende noto al possessore in

qualunque modo la sua intenzione di detenere la cosa non più in nome

del possessore ma in nome e per conto proprio.

Le circostanze che qualificano il possesso sono:

1. Lo stato psicologico del soggetto al momento dell'acquisto: buona o mala

fede.

2. Le modalità di acquisto: viziato o non viziato.

3. Le modalità di esercizio: continuo o discontinuo: si definisce continuo

quando non siano sopravvenute interruzioni civili (una chiamata in giudizio)

o naturali (se si è perduto il possesso per oltre 1 anno).

4. Durata del possesso.

Nel caso di acquisto a titolo derivativo occorre fare una distinzione:

1) successione a titolo universale es. eredità: in questo caso il possesso continua

nell'erede con gli stessi caratteri e qualificazioni che esso aveva presso

l'ereditando, quindi se il possesso era viziato continuerà ad esserlo.

2) successione a titolo particolare es. la consegna del bene a seguito di vendita o

donazione.

La TUTELA del possesso è solo provvisoria perché in caso di azione di

rivendicazione da parte del titolare, il possessore dovrà restituire la cosa. In

particolare se il possessore è in buona fede e si tratta di una cosa fruttifera, potrà

fare suoi i frutti percepiti fino al giorno della domanda giudiziale; andranno

restituiti i frutti percepiti dopo tale data.

Il possessore in mala fede invece deve restituire insieme alla cosa tutti i frutti dal

giorno dell'inizio del suo possesso.

Secondo la regola generale il possessore ha diritto al rimborso delle spese

necessarie per la produzione e riparazioni straordinarie. Infine i miglioramenti

vanno rimborsati nella misura dell'aumento del valore della cosa (se in buona

fede) oppure nella minor somma tra spese e migliorato (se in malafede).

Le azioni a difesa della situazione possessoria sono:

1) L'azione di MANUTENZIONE è concessa a chi è stato molestato nel

possesso di un immobile e mira ad ottenerne la cessazione. Legittimato

attivo è solo il possessore di diritti reali sui beni immobili. Requisiti specifici

sono il possesso non viziato, continuo e non interrotto da oltre un anno;

Legittimato passivo è chiunque compia atti di turbativa o molesti.

2) L'azione di REINTEGRAZIONE o spoglio è concessa a chi è spogliato

violentemente od occultamente del possesso e mira a ottenere la

reintegrazione nella situazione possessoria anche qui restando insoluta la

questione relativa al diritto. Legittimato attivo è sia il possessore che il

detentore di beni mobili o immobili. Legittimato passivo è colui che ha

commesso lo spoglio violento o clandestino. L'azione è soggetta a decadenza

dopo 1 anno dal giorno dello spoglio o se clandestino dal momento in cui è

stato scoperto.

3) La denunzia di nuova opera è un azione cautelare, che mira a preservare il

bene da un danno. Può essere esercitata quando si abbia ragione di temere un

danno da una NUOVA opera intrapresa da altri da non oltre un anno: i

giudici potranno vietare o permettere la prosecuzione delle opere imponendo

le dovute cautele.

4) La denunzia del danno temuto è un azione cautelare, che mira a preservare il

bene da un danno. Può essere esercitata quando si abbia ragione di temere un

danno grave e imminente da un edificio, albero o cosa altrui: il giudice

disporrà le idonee cautele tecniche o giuridiche per l'eventuale risarcimento.

L' ACQUISTO DEI DIRITTI REALI MEDIANTE IL POSSESSO avviene nei

casi di:

Possesso titolato di beni mobili cd. Possesso vale titolo:

1) l'art 1153 dice che

chi acquista beni mobili dal non proprietario ne consegue la proprietà se

ricorrono le seguenti condizioni:

a. titolo idoneo al trasferimento del diritto ad es. un contratto di

vendita.

b. buona fede al momento dell'acquisto (ignoranza che il venditore non

è il proprietario).

c. la consegna materiale del bene mobile.

Quanto al possesso la sua durata vale in relazione al bene:

10 anni per i beni immobili e le universalità dei mobili

5 anni per la piccola proprietà rurale

3 anni per i beni mobili registrati

Anche per i beni mobili è prevista un'usucapione abbreviata di 10 anni

nel caso in cui l'acquirente, pur in buona fede, manchi di un titolo valido

(il diritto si acquisirebbe immediatamente mediante la regola “possesso vale titolo”).

Non si tratta di un acquisto a titolo derivativo (chi vende non è proprietario) e

libero da diritti altrui sulla cosa.

In sostanza se uno mi vende un bene rubato, mi fa un contratto regolare e mi

consegna la merce. Ne divento proprietario e il derubato non potrà pretendere

nulla da me ma si dovrà rivolgere contro chi gli ha rubato la cosa.

Usucapione

2) è un modo di acquisto della proprietà e degli altri diritti reali di

godimento derivato dal possesso continuato per un certo tempo, così potrei

acquistare un rustico senza fare ricerche sui registri in quanto mi basterebbe

sapere che il venditore ne ha avuto il possesso da almeno 20 anni, pertanto il

proprietario lo è diventato per usucapione. L'acquisto è a titolo originario e

la proprietà della cosa si acquista libera da eventuali pesi e diritti altrui. Con

l'usucapione si acquistano tutti i diritti reali di godimento ma non i diritti

reali di garanzia. L’usucapione come acquisto della proprietà avviene:

possesso senza alcun titolo = usucapione ordinaria

1) si compie in virtù

del possesso continuato per 20 anni in questo caso i requisiti necessari

sono:

a) acquisto pacifico e pubblico cioè senza violenza o clandestinità.

b) possesso continuo e non interrotto da citazione in giudizio. Con

l'usucapione ordinaria ventennale si acquistano i diritti di proprietà e

di godimento su tutti i beni mobili, immobili, universalità di mobili

e mobili registrati; per l'usucapione della piccola proprietà rurale

bastano 15 anni

possesso legittimato usucapione abbreviata

2) da titolarità = ( compro, con

Richiede oltre al possesso continuato per

regolare contratto ma non è proprietario).

un certo tempo,

a) un titolo idoneo a trasferire il diritto (pur se in concreto inefficace perché non

proveniente da chi è titolare del diritto alienato),

b) la buona fede (ignoranza non gravemente colposa dell'altruità del bene)

c) la trascrizione del diritto per i soli beni immobili o beni mobili

registrati (è fondamentale perché è da tale momento che decorre il

possesso utile per l'usucapione).

LE PROVE: sono mezzi attraverso cui si dimostra l’accadimento dei fatti.

Secondo il nostro sistema giuridico non è il giudice che deve cercare le prove,

bensì le parti stesse. Le prove, fornite tramite MEZZI DI PROVA sono distinte

in:

1) PROVA DOCUMENTALE che si precostituiscono prima del processo ed è

fornita tramite documenti. Quelli per eccellenza sono l'atto pubblico e la

scrittura privata.

- L'ATTO PUBBLICO è il documento redatto da un notaio (o da altro

pubblico ufficiale). Chi volesse contestare tali risultanze è tenuto a

instaurare un procedimento specifico, la QUERELA DI FALSO, nel corso

del quale si verificano le eventuali falsità dell'atto.

- La SCRITTURA PRIVATA consiste in un documento (contratto,ricevuta)

sottoscritto da un privato, con sottoscrizione riconosciuta dall'autore (basta

disconoscere la firma per neutralizzarla) o autenticata da un

2) PROVA SEMPLICE che si formano durante il processo e si suddividono in:

- PROVA TESTIMONIALE è la dichiarazione del testimone al giudice. La

prova testimoniale è ammessa quando:

a. C'è un principio di prova scritta che possa confermare la testimonianza

orale.

b. Quando la parte si è trovata nell'impossibilità morale o materiale di

procurarsi una prova scritta.

c. Quando si è perduto senza colpa il documento scritto.

- La CONFESSIONE è la dichiarazione che una parte fa della verità di fatti a

sé sfavorevoli:

a. GIUDIZIALE quando è resa in giudizio: fa piena prova

b. STRAGIUDIZIALE quando è resa fuori dal giudizio: fa piena prova se resa

alla controparte; se viene resa a terzi invece sarà valutata dal giudice caso

per caso.

- GIURAMENTO è la dichiarazione solenne di una parte circa la verità di

certi fatti. Può essere:

a. DECISORIO se prestato da una parte su invito dell'altra.

b. SUPPLETORIO se prestato su invito del giudice perché le prove non sono

convincenti o per stimare il valore di una cosa (giuramento estimatorio).

PRESUNZIONE o procedimento deduttivo: mezzo di prova logica che non dà

dimostrazione diretta dei fatti ma tramite ragionamenti induttivi. Può essere

legale se stabilita dalla legge o semplice se elaborata dal giudice caso per caso

secondo il suo prudente apprezzamento.

IL RAPPORTO OBBLIGATORIO - Consiste in un vincolo tra due soggetti,

chiamati debitore e creditore, nel quale il debitore è tenuto a eseguire una

specifica prestazione a favore del creditore. In genere si parla di

OBBLIGAZIONE quando la prestazione ha carattere patrimoniale e di

OBBLIGO quando manca tale carattere. Tutto ciò che riguarda le obbligazioni le

ritroviamo nel libro 4° del c.c.

Quindi un' OBBLIGAZIONE CIVILE si caratterizza per la presenza

contemporanea di un debito ed una responsabilità, se manca uno dei due requisiti

siamo in presenza di altro: ad es. il debito manca nella fideiussione (garanzia per

un debito altrui); la responsabilità manca nelle cd OBBLIGAZIONI

NATURALI, obblighi che nascono nell'ambito dei doveri morali e sociali, in

questi casi la legge non concede azioni per ottenere l'adempimento.

Le fonti sono i contratti, i fatti illeciti e qualsiasi atto o fatto giuridico.

I caratteri sono la VINCOLATIVITÀ del debitore che si ritrova obbligato, in

una posizione di svantaggio o vincolo ad un obbligo, e la COERCIBILITÀ che

significa che l’adempimento della prestazione si può ottenere in maniera forzata,

infatti, li dove manchi l'adempimento spontaneo del debitore, il creditore potrà

richiedere l'esecuzione forzata in forma: risultato

SPECIFICA che consente di ottenere un corrispondente a quello

pattuito.

PER EQUIVALENTE che consente di ottenere un risultato economicamente

equivalente, per es. ho diritto di richiedere la vendita forzata dei suoi beni e

rifarmi sul ricavato. A questo consideriamo l’ART.2740 della responsabilità

patrimoniale dove il debitore risponde all'adempimento delle obbligazioni con

tutti i suoi beni, presenti e futuri.

I soggetti devono essere almeno due ma esistono obbligazioni in cui i

 soggetti sono più di due e sono le cd obbligazioni PLURISOGGETTIVE O

in cui più debitori (condebitori) sono

SOGGETTIVAMENTE COMPLESSE

obbligati alla stessa prestazione o più creditori (concreditori) hanno diritto

alla medesima prestazione. Nelle OBBLIGAZIONI AMBULATORIE può

esserci un'incertezza soggettiva sul titolare del rapporto ma questo può

essere in ogni momento determinato Nelle OBBLIGAZIONI REALI

(assegno).

l'obbligato si individua in funzione alla titolarità di un diritto reale.

La prestazione è l’oggetto del rapporto obbligatorio che il debitore è tenuto

 a conseguire per l'interesse creditorio.

DARE: si tratta di consegnare un bene o trasferimento di un diritto che può

essere GENERICO quando il debitore deve dare una certa quantità di cose non

ancora determinate o SPECIFICO quando deve dare una determinata cosa.

FARE: si tratta di eseguire una certa attività con la distinzione tra

OBBLIGAZIONI DI MEZZI dove la prestazione è indipendente dal risultato,

(medico verso paziente guarisce o no) e OBBLIGAZIONI DI RISULTATO

dove le obbligazioni saranno adempiute sarà raggiunto il risultato promesso

(consegna di una cosa). Con riguardo alle obbligazioni di fare si distinguono

prestazioni FUNGIBILI nelle quali è indifferente se ad adempiere sia il debitore

o un terzo e le prestazioni INFUNGIBILI quando il debitore deve adempiere

personalmente (professionista, viste le qualità).

NON FARE: che si tratta di astenersi dal compiere una certa attività (es.

l'obbligo di un lavoratore di non divulgare notizie dell’azienda in cui lavora).

Secondo l'art. 1174 un carattere distintivo della prestazione è la

PATRIMONIALITA' cioè che deve essere suscettibile di valutazione economica

e deve corrispondere ad un interesse, anche non patrimoniale, del creditore.

Secondo l'art. 1346, che parla dell’oggetto del contratto, appunto la prestazione,

che deve essere POSSIBILE: alla portata di qualunque debitore che con una

diligenza media, sia in grado di adempierla; LECITO quando non urta le norme

imperative, l'ordine pubblico e il buon costume; DETERMINATA o

determinabile: quando è fissata nei suoi estremi quantitativi e qualitativi o

perlomeno determinabile dalli parti dalla legge o da un terzo detto arbitratore.

Tipi di obbligazione: Le obbligazioni possono classificarsi in alcune tipologie

sia con riferimento ai soggetti che all’oggetto del rapporto obbligatorio.

Relativamente ai soggetti le obbligazioni possono essere solidali o parziarie,

relativamente all’oggetto invece possono essere pecuniarie, alternative e

divisibili o indivisibili.

obbligazioni solidali o indivisibili

Le possono essere passive o attive. Requisiti

necessari per l’obbligazione solidale:

1. pluralità dei soggetti.

2. unicità della prestazione.

3. unicità della causa o fonte dell'obbligazione: un contratto unico di

compravendita.

Se ci sono questi requisiti si avrà AUTOMATICAMENTE il vincolo solidale

passivo. La solidarietà passiva consente al creditore di rivolgersi ad uno solo dei

debitori per ottenere l’intera prestazione liberando quindi il resto dei debitori da

vincolo obbligatorio. Il debitore che ha eseguito l’intera prestazione

l’azione di regresso

intraprenderà nei confronti degli altri condebitori. In caso

di insolvenza di un debitore la perdita viene ripartita in modo uguale o

proporzionale su tutti i debitori, compreso quello che ha eseguito l’intera

prestazione al creditore. La solidarietà attiva consente invece al debitore di

eseguire l’intera prestazione in favore di uno dei creditori liberandosi nei

confronti di tutti i creditori. Il creditore che ha ricevuto la prestazione è tenuto a

ripartirla tra i concreditori.

obbligazioni parziarie o divisibili

Le invece il creditore può esigere da ciascun

debitore solo la parte di debito spettante (parziarietà passiva) e quindi per

ottenere l’intera prestazione dovutagli dovrà agire nei confronti di tutti i debitori.

Mentre nella parziarietà attiva il debitore è tenuto a corrispondere a ciascun

creditore la quota dovuta. Possiamo dire che generalmente in caso di più debitori

l’obbligazione si considera solidale mentre nel caso di più creditori si considera

parziaria salvo che in entrambi le situazioni non sia diversamente specificato

dalle parti o dalla legge.

Le obbligazioni alternative sono quelle obbligazioni che hanno ad oggetto una

pluralità di prestazioni ed il debitore si libera dal vincolo obbligatorio eseguendo

una di esse. Si differenziano dalle obbligazioni generiche perché si ha il potere

di scelta attraverso un atto UNILATERALE RECETTIZIO. Gli elementi

fondamentali sono dunque:

La pluralità delle prestazioni, sin dalla nascita del rapporto (nelle facoltative la

prestazione è 1 sola).

L’unicità dell'adempimento (nelle cumulative invece bisogna adempiere tutte le

prestazioni).

L'obbligazione alternativa diventa semplice (cd CONCENTRAZIONE) nel

momento in cui si fa la scelta, che di solito spetta al debitore. In caso di

impossibilità sopravvenute, il debitore deve eseguire quella che è rimasta

possibile. Quando però l'impossibilità sia imputabile a una delle parti questa ne

risponde:

- Se è imputabile al DEBITORE e la scelta tocca a lui, l'obbligazione diventa

semplice, se la scelta tocca al creditore egli sceglie quella rimasta possibile o

chiede risarcimento.

- Se è imputabile al CREDITORE e la scelta tocca a lui, egli può scegliere la

prestazione rimasta ma deve risarcire il debitore per la perdita. Invece, se la

scelta tocca al debitore egli viene liberato o sceglie quella rimasta e

risarcimento.

Le obbligazioni FACOLTATIVE si hanno quando è dovuta una sola prestazione

ma il debitore ha facoltà di liberarsi eseguendone un'altra - IUS VARIANDI.

Le obbligazioni pecuniarie invece sono quelle che hanno ad oggetto la

corresponsione di una somma di denaro. Il denaro è il termine generico per i

mezzi di liquidità, infatti va fatta una distinzione con il termine MONETA che

indica quel mezzo di pagamento che ha corso legale nello stato. Le funzioni

svolte dal denaro sono 3: mezzo di scambio o pagamento, unità di misura per

esprimere il valore di un bene, e infine una riserva di liquidità per beni futuri.

Tra le obbligazioni pecuniarie si distinguono:

Debiti di valuta dove la somma di denaro costituisce il bene della prestazione.

Debiti di valore dove invece la somma di denaro equivale alla misurazione di

un diverso valore economico, come accade ad es. nel risarcimento del danno, è

possibile che la prestazione venga poi quantificata in una somma di denaro ma

questa non rappresenta l'oggetto vero e proprio del debito.

Considerando che alla "valuta" o moneta va associato il fenomeno di

svalutazione e rivalutazione, l'art. 1277 ha sancito un principio nominalistico

dove pone come vincolo sulle obbligazioni pecuniarie che i debiti ad oggetto

somme di denaro si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al

Il principio nominalistico

tempo del pagamento e per il valore nominale.

(NOMINALISMO VALUTARIO) comporta la necessità di dover prevedere

idonei strumenti per evitare la perdita del potere di acquisto della moneta nel

cd clausole di

corso del tempo. Uno di questi può essere quello di inserire le

indicizzazione ossia rapportare il valore del denaro al momento

dell’obbligazione equivalente al valore di un diverso bene suscettibile

dell’andamento dell’economia reale come ad esempio l’oro. Un es. è stato

l'introduzione dell'euro (01/01/02) dove la sostituzione della lira con l'euro

principio di continuità,

seguiva il cioè non modificava i contenuti dei contratti

se non per l'automatica conversione della lira in euro. Questo ha comunque

portato diversi problemi di valuta e a questo proposito, lo Stato è intervenuto

prevedendo un periodo transitorio (99-01) nel quale tutte le obbligazioni

contratte potevano essere espresse sia in lire che in euro.

NOMINALISMO DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO che fa riferimento al

potere di acquisto, senza considerare le relative variazioni. Diventa oneroso per

il creditore, anche se penalizzato di decidere apposite clausole che regolino gli

effetti di interessi variabili in relazione all'andamento dell'inflazione. Si è ormai

consolidata la distinzione fra: DEBITO IN VALUTA: quando l'obbligazione è

determinata fin dall'origine con riferimento a una certa quantità di denaro, e

DEBITO IN VALORE quando l'obbligazione è determinata con riferimento a un

valore economico diverso dal denaro.

Gli INTERESSI sono un'obbligazione pecuniaria accessoria, cioè una somma di

denaro che si aggiunge al capitale iniziale. La funzione degli interesse può

essere COMPENSATIVA, quando è un riconoscimento per il godimento del

denaro oppure RISARCITORIA quando, per il ritardo dell’adempimento, si

pagano interessi moratori.

La fonte degli interessi sono CONVENZIONALI quando nascono da un

apposito accordo tra le parti, mentre LEGALI quando stabiliti dalla legge

secondo l’ART.1282. Il saggio di interesse legale del 2010 è fissato all'1 % ma

le parti possono disporre diversamente ma si richiede la forma scritta, altrimenti

risulta nulla. Sono vietati gli interessi USURARI che d'altra parte rendono nulla

qualsiasi trattativa. La soglia massima definita dal Ministro del Tesoro, oltre la

quale il tasso viene definito usurario, pena il mancato riconoscimento al

creditore dell’intera percentuale di interessi. Il tasso legale è anch’esso definito

dal Ministro del Tesoro annualmente.

IL PROBLEMA DELL'USURARIETA’ viene sancita dalla legge 108 del 1996

che introduce il tasso soglia considerando lo stato di difficoltà economica del

debitore, infatti in caso di interessi usurari, la clausola è nulla e NON E'

DOVUTO ALCUN INTERESSE nemmeno quello legale.

L’ANATOCISMO consiste nella produzione di interessi da altri interessi scaduti

e non pagati. Scaduta l'obbligazione il nuovo tasso di interesse sarà calcolato

sul capitale iniziale più gli interessi già maturati. Occorre, comunque, un

accordo tra le parti POSTERIORE e che si tratti di interessi dovuti da almeno 6

mesi.

ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI è l'esatta realizzazione della

prestazione dovuta. Effettuato l’esatto adempimento, l’adempiente ha diritto a

ottenere quietanza liberatoria e affinché il debitore raggiunga l’effetto liberatorio

cioè la ricevuta, l'adempimento deve essere esatto e deve soddisfare determinati

criteri legali:

1) DILIGENZA E BUONA FEDE che si riferiscono al comportamento del

debitore. Con DILIGENZA, l’ART:1176 fa riferimento alla prudenza e

competenza nell'esecuzione della prestazione e alla diligenza del buon padre di

famiglia. Considerando che esiste un carattere OGGETTIVO nel senso che il

debitore è richiesto ad applicare il massimo della propria competenza e

RELATIVO in quanto non tutti hanno una stessa posizione professionale o di

istruzione, pertanto la diligenza richiesta è quella media. La BUONA FEDE

(art. 1175) è un obbligo che impone a entrambe i soggetti un comportamento

correttezza

secondo le regole della salvaguardando l'interesse altrui entro i

limiti in cui sia compatibile col proprio. Costituisce clausola generale ed è

rigorosamente inderogabile.

2) ESATTEZZA MATERIALE (art. 1178) - si riferisce al livello qualitativo e

quantitativo del bene, immune da vizi che ne diminuiscano il valore, non deve

essere inferiore alla media quando l'oggetto della prestazione è un bene.

REGOLARITA' GIURIDICA – significa che il debitore deve adempiere con

cose di cui ne abbia piena disponibilità, è perciò inesatto il pagamento eseguito

con cose altrui o gravate da diritti da terzi. Se il debitore in difficoltà offre in

pagamento un bene diverso, occorre il consenso del creditore (DATIO IN

SOLUTUM).

3) TEMPO E LUOGO DELL'ADEMPIMENTO. L’ART1183 sancisce che

quando il tempo non è determinato, il creditore può esigerla immediatamente, se

non esiste un accordo ed è necessario un termine sarà il giudice a stabilirlo e si

presume che sia a favore del debitore per consentirgli di potersi preparare

all'adempimento, pertanto il creditore non potrà pretendere il pagamento

anticipato; però il debitore può pagare in anticipo e chiedere la restituzione

dell'arricchimento conseguito dal creditore tramite gli interessi, dal giorno del

pagamento anticipato a quello della scadenza effettiva. Il debitore decade dal

beneficio del termine ove sia divenuto insolvente, a tal punto si applicano le

regole dettate dalla prescrizione.

Per quanto riguarda il LUOGO DELL'ADEMPIMENTO, esso è determinato dal

titolo, dagli usi o dalla natura della prestazione, in mancanza di indicazioni la

consegna di una cosa va eseguita nel luogo in cui si trovava la cosa quando è


PAGINE

48

PESO

330.56 KB

AUTORE

MrStout

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrStout di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Palermo Gianfranco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato

Riassunto esame Diritto Privato, docente Di Porto, libro consigliato Manuale di Diritto Privato, Alpa, integrato con il Torrente-Schlesinger
Appunto
Diritto privato - la disciplina del testamento
Appunto
Diritto privato - domande e risposte
Esercitazione
Riassunto esame Diritto Privato, prof. Masi, libro consigliato Manuale di Diritto Privato, Alpa
Appunto