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- opzione (art.1331 CC) è un contratto nel quale le parti convengono che una di esse rimane

vincolata dalla propria dichiarazione mentre l’altra si riserva la facoltà di accettarla o meno.

Diventa una proposta definitiva nel momento dell’accettazione della proposta effettuata

dall’altra parte;

- patto di prelazione

: si distingue dagli altri rapporti giuridici in quanto non crea un obbligo a

contrarre, ma più semplicemente crea un obbligo a preferire un determinato soggetto ad altri, a

parità di condizioni, se ed in quanto si deciderà a contrarre. Differenza tra patto di prelazione e

diritto di prelazione, il patto nasce da contratto il diritto nasce da ex legge e dove nella

violazione del diritto l’ordinamento scatta con meccanismi di natura reale, mentre nel patto si

avrà solo diritto ad un riconoscimento dei danni;

- proposta irrevocabile (art.1329 CC);

- la prenotazione .

Condizioni generali di contratto (artt.1341-1342,1370,1679,2211,2965 CC): contratti di massa o di

adesione. Vengono a mancare le contrattazioni individuali di pari forza.

Vengono a crearsi una serie di contratti standardizzati proposti ai consumatori che però fanno

nascere una specie di diritto privato d’impresa visto l’impari equilibrio tra i due soggetti (impresa e

consumatore).

Le condizioni generali di contratto sono il regolamento negoziale predisposto da un contraente per

la regolazione di una serie infinita di successivi rapporti.

Art.1341 CC: Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei

confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe

dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.

Il legislatore accetta il fenomeno delle condizioni generali ma esige come tutela della parte debole

che ci sia la conoscenza da parte del contraente delle condizioni.

Arte.1342 CC: Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti

per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al

modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano

incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate. Viene così riconosciuta un

po’ di autonomia contrattuale.

Art.1341 II CC: sistema di protezione da clausole vessatorie (condizioni che stabiliscono, a favore

di colui che le ha predisposte):

limitazioni di responsabilità;

- facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione;

- decadenze;

- limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;

- restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi;

- tacita proroga o rinnovazione del contratto;

- clausole compromissorie;

- deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

-

Strumento protettivo è il richiamo del consumatore sul contenuto della clausola in quanto esse non

hanno effetto se non sono esplicitamente approvate per iscritto.

L’unione europea è intervenuta a protezione dei consumatori intervenendo con il Capo14 bis circa i

contratti dei consumatori (Direttiva 5/4/1993 93/13 attuata con L.52 6/2/96). Nel contratto concluso

tra il consumatore e il professionista, si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona

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fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi

derivanti dal contratto.

Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto o per effetto di:

escludere o limitare la responsabilità;

- prevedere l’alienazione di un diritto

-

ELEMENTI ACCIDENTALI ED EFFETTI DEL CONTRATTO:

Si fa riferimento a:

- condizione : è un avvenimento futuro e incerto al cui verificarsi si producono o vengono meno

gli effetti del contratto. Si distingue tra condizione sospensiva, se gli effetti del negozio non si

verificheranno che all’avverarsi della condizione; o condizione risolutiva se gli effetti del

negozio si verificheranno subito ma cesseranno all’eventuale verificarsi della condizione. La

condizione può essere:

causale se si tratta di elementi estranei al soggetto;

- potestativa se si tratta di elementi determinati dal soggetto;

- mista se si verificano entrambi i casi.

-

La condizione meramente potestativa consente in un fatto il cui compimento o la cui omissione

non dipende dalla volontà del terzo ma dal mero arbitrio (se vorrò); per questo motivo è nulla;

- termine : avvenimento futuro e certo dal quale, o fino al quale, debbono prodursi gli effetti del

negozio;

- modo : peso che si oppone ad una liberalità allo scopo di limitarla.

Effetti del contratto (art.1372 CC):

Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause

ammesse dalla legge.

Mutuo consenso: due sono le parti che hanno creato il vincolo negoziale e per sciogliersi da quel

vincolo occorre un nuovo e rinnovato consenso di entrambe le parti.

L’art.1373 prevede altresì il recesso unilaterale (convenzionale o legale) che può essere configurato

come il diritto potestativo di risolvere eccezionalmente dall’interno, ex uno latere, il contratto.

Può scaturire dalla volontà delle parti (convenzionale) o per legge (legale). Nel primo caso sono le

parti stesse che al momento della stipulazione del contratto convengono che una di esse potrà, a

certe condizioni, recedere. Nel secondo caso invece è il recesso attribuito per legge come nei

rapporti di durata con assenza del termine finale e dove l’ordinamento deroga al principio generale

per il quale il contratto ha forza di legge tra le parti e ammette che la volontà di un solo soggetto

determini lo scioglimento del contratto (es. recesso dal contratto di agenzia a tempo indeterminato

art.1750 CC).

Nel nostro ordinamento vige il principio consensualistico ad effetto translativo nei contratti ad

effetti reali (art.1376 CC): la proprietà si trasmette o si acquista per effetto del consenso delle parti

legittimamente manifestato.

E’ con il codice napoleonico che si supera la traditio, basta il consenso per perfezionare il contratto

e non serve la consegna del bene. C’è un distinguo nell’art.1377 CC dove per il trasferimento di

massa di cose occorre una misurazione stabilita.

L’art.1378 CC per trasferimento di cose determinate solo nel genere il momento del trasferimento

della proprietà è l’individuazione, cioè l’isolare la massa di cose che viene trasferita. Se il

trasferimento è da piazza a piazza l’individuazione avviene mediamente la consegna al vettore o

spedizioniere. PAGINA 31

Art.1380 CC: questa norma risolve il conflitto tra persone che abbiano diritti personali di godimento

sulla medesima cosa adottando un criterio temporale (il primo che ha goduto) o il titolo di data

anteriore.

Altri effetti del contratto:

- acconto : somma di denaro corrisposta in conto prezzo (pagamento frazionato);

- caparra confirmatoria : ha la funzione di rinforzare l’impegno ad adempiere ed ha la funzione di

liquidazione convenzionale del danno in caso di risoluzione del contratto per inadempimento

(art.1385 CC);

- caparra penitenziale : è il corrispettivo del diritto di recesso; la funzione è quindi di corrispettivo

del diritto di recesso (art.1386 CC);

- clausola penale : non si ha dazione di denaro al momento della stipula, come nel caso della

caparra. Ha la funzione di predeterminare il risarcimento del danno.

Interpretazione del contratto:

Nell’interpretazione soggettiva del contratto bisogna analizzare il comportamento delle parti anche

dopo la stipulazione del contratto stesso.

Se rimangono ulteriori dubbi dopo l’interpretazione soggettiva del contratto si ricorre alle norme di

interpretazione oggettiva come l’art.1367 (principio di conservazione il quale stabilisce che

vengono fatti salvi gli effetti che con una interpretazione soggettiva sarebbero negati).

L’interpretazione di un contratto si può dividere in tre fasi:

- interpretazione letterale;

- ricerca della comune intenzione delle parti;

- valutazione del comportamento delle parti.

L’art.1366 CC ci dice inoltre che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede, dove la

buona fede non è tanto di chi interpreta il contratto ma in chi lo ha sottoscritto.

Per quanto riguarda l’interpretazione nei contratti di massa si applicano i principi dell’art.1370 CC “

Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno

dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.”

L’art.1371 CC conclude le eventuali oscurità di un contratto anche dopo le varie interpretazioni.

Qualora, nonostante l’applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto rimanga

oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel

senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti se è a titolo oneroso.

LA RAPPRESENTANZA:

Art.1388 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei

limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

Un soggetto agisce in nome e per conto di un altro soggetto nella sottoscrizione di contratti (si evita

così la duplicazione dei contratti).

Tra rappresentante e rappresentato vi è l’attribuzione di poteri per sostituirsi nel compimento di una

attività giuridica cosicché gli effetti risalgono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato.

Le fonti della rappresentanza (art.1387 CC): Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge

ovvero dall'interessato. I tipi di rappresentanza sono: PAGINA 32

- legale : dalla legge (genitori rappresentano i figli minorenni);

- volontaria : procura atto unilaterale

mandato contratto;

- organica : il potere di rappresentanza consegue all’organo della persona giuridica (es. Presidente

S.p.A.).

Agire in nome di un soggetto significa spenderne il nome ed il fatto che in un atto di rappresentanza

il dominus sia fatto palese o meno al terzo, distingue la rappresentanza diretta (il rappresentante

dichiara al terzo di agire in nome e per conto del rappresentato) o la rappresentanza indiretta (il

rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio).

Contratto di mandato (art.1703 CC): Il mandato è il contratto con il quale una parte si obbliga a

compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra.

Il mandato può essere:

- con rappresentanza (art.1704 CC) se al mandatario è stato conferito il potere di agire in nome

del mandante. Si applicano le regole della rappresentanza;

- senza rappresentanza (art.1705 CC) Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e

assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi (salvo l’obbligo di trasferire il diritto

al mandante).

Il parametro di diligenza del mandatario deve essere quello del buon padre di famiglia (art.1710

CC).

L’agire nell’interesse del rappresentante può portare ad un conflitto di interessi tra il rappresentante

ed il rappresentato.

art.1394 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d’interessi col rappresentato può

essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal

terzo.

art.1395 CC: contratto con se stesso.

art.1398 CC: Rappresentanza senza potere. - Colui che ha contrattato come rappresentante senza

averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo

contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

art.1393 CC: giustificazione dei poteri (il terzo può esigere la dimostrazione dei poteri che il

rappresentante dichiara di avere).

art.1399 CC: il terzo può esercitare la facoltà di ratificare il contratto nel caso della rappresentanza

senza potere.

Interferenze tra contratto ed i terzi:

art.1401 CC: Nel momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà di

nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti

dal contratto stesso.

La nomina deve essere fatta entro 3 giorni e non ha effetto se non viene accettata restando così

obbligata nel contratto il soggetto nominante.

Effetti della nomina art.1404 CC: Quando la dichiarazione di nomina è stata validamente fatta, la

persona nominata acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto con effetto dal

momento in cui questo fu stipulato. PAGINA 33

Contratto a favore di terzi (artt.1411 ss CC):

Gli effetti positivi del contraente vanno a favore di un terzo (es. assicurazione sulla vita con

beneficiario altro soggetto). Lo stipulante deve avere interesse nella stipula. Non è un contratto

trilaterale.

Cessione del contratto (artt.1406 ss CC):

Ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni

corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purché l’altra parte vi consenta.

La differenza con la cessione del credito è che nella cessione del contratto è necessario il consenso

dell’altra parte, mentre non nella cessione del credito.

NULLITA’ E ANNULLABILITA’:

La nullità e l’annullabilità sono sanzioni che rientrano nella categoria della invalidità del contratto.

Nullità: ciò che nullo non produce alcun effetto.

è la sanzione più grave prevista dal nostro ordinamento giuridico;

- l’atto nullo non produce alcun effetto;

-

- la nullità ha effetto retroattivo (agisce fin dalla formazione dell’atto).

Cause di nullità del contratto (art.1418 CC): Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la mancanza

di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 (accordo tra le parti, forma, oggetto causa), l’illiceità

della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell’oggetto dei

requisiti stabiliti dall'articolo 1346 (possibile, lecito, determinato).

nullità parziale (art.1419 CC): se le clausole colpite da nullità sono elemento determinante per il

consenso delle parti l’intero contratto diviene nullo. Se le clausole nulle sono sostituite da norme

imperative il contratto non è soggetto a nullità.

Art.1421 CC: Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi

ha interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione (art.1422 CC) ed inoltre il

contratto nullo non può essere convalidato (art.1423 CC).

Esiste però la conversione dell’atto nullo che è comunque cosa differente dalla convalida. Mentre la

convalida sana il negozio viziato con la conversione si permette di salvare gli effetti di un contratto

diverso a determinate condizioni cioè che abbia i requisiti di forma e di sostanza previsti dalla legge

(art.1424 CC) es. cambiale nulla diventa promessa di pagamento.

Annullabilità:

Cause di annullabilità sono: l’errore, la violenza, il dolo e gli altri casi stabiliti dalla legge.

Le cause annullabilità possono essere suddivise in due grandi gruppi:

- le cause attinenti all’incapacità di chi contrae (art.1425 CC) es. minore, interdetto, inabilitato;

- le cause che attengono ai vizi del consenso: il soggetto che contrae è pienamente capace ma la

sua volontà è viziata (errore, violenza o dolo) art.1427 CC. PAGINA 34

L’errore può essere: errore vizio o errore ostativo.

L’errore è dovuto ad una falsa rappresentazione della realtà che nasce dalla mia percezione di essa.

Se è indotta si parla di dolo. Viene a costituirsi un conflitto tra la salvaguardia del soggetto in errore

ed il libero traffico economico. Quindi i tratti fondamentali perché l’errore sussista è la

riconoscibilità dell’errore dall'altro contraente (art.1428 CC) e l’essenzialità dell’errore stesso.

Essenzialità dell’errore (art.1429 CC):

L’errore è essenziale:

1) quando cade sulla natura o sull’oggetto del contratto;

2) quando cade sull'identità dell’oggetto della prestazione ovvero sopra una qualità dello stesso che,

secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi determinante del

consenso;

3) quando cade sull’identità o sulle qualità della persona dell’altro contraente, sempre che l’una o le

altre siano state determinanti del consenso;

4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

Esiste anche l’ipotesi dell’errore di calcolo che però non porta alla nullità del contratto ma solo ad

una sua modificazione.

La violenza può essere: fisica o psichica.

La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo (art.1434 CC).

Solo la violenza psichica porta all’annullabilità del contratto in quanto lascia due scelte: la scelta di

stesura del contratto o conoscere se la minaccia era vera. La violenza fisica porta al contratto nullo

in quanto fa mancare uno dei suoi elementi fondamentali: l’accordo tra le parti.

Il dolo può essere: determinante o incidente.

Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati

tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (art.1439 CC).

Il dolo incidente non è causa di annullabilità del contratto in quanto il contratto sarebbe stato

ugualmente stipulato anche se diversamente (art.1440 CC).

La convalida può essere solo per i contratti annullabili e non i nulli:

- espressa: è effettuata mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di

annullabilità e la dichiarazione che si intende convalidarlo;

- tacita : si estrinseca dal comportamento concludente del contraente cui spetta l’azione di

annullamento, il quale dà volontaria esecuzione al contratto conoscendo il motivo

dell’annullabilità.

Differenze tra nullità e annullabilità:

- causa ;

- natura dell’interesse protetto (un interesse generale per la nullità mentre un interesse particolare

per l’annullabilità);

- soggetti e legittimazione attiva (i criteri distintivi attengono ai soggetti che possono far valere il

vizio; più esteso nella nullità, più ristretto nella annullabilità);

- prescrizione (l’atto nullo non si prescrive mai, l’atto annullabile si prescrive in 5 anni);

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- convalida (i negozi annullabili possono essere convalidati mentre non quelli nulli);

- effetti (il negozio nullo non produce effetti fin dal suo nascere mentre il negozio annullabile

produce effetti fino a quando non è esercitata con successo l’azione di annullamento).

Simulazione:

creare un’apparenza al fine di creare uno stato di cose fittizie, conoscibili dai terzi.

Il negozio simulato crea per il terzo una apparenza, una finzione, che non corrisponde a realtà.

- simulazione assoluta: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà non ne

vogliono porre in essere nessuno;

- simulazione relativa: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà ne vogliono

porre in essere un altro, diverso, denominato contratto dissimulato.

Effetti della simulazione (non produce effetto tra le parti ed è nullo). Effetti tra le parti (art.1414

CC) Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se le parti hanno voluto concludere un

contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne

sussistano i requisiti di sostanza e di forma;

Prove della simulazione (art.1417 CC):

La prova per testimoni della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è proposta da

creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l’illeicità del contratto dissimulato, anche se è

proposta dalle parti.

Tra le parti la simulazione si prova a mezzo della contro-dichiarazione.

RESCISSIONE E RISOLUZIONE:

Sono rimedi previsti dall’ordinamento a causa di anomalie del contratto.

La rescissione si applica ad anomalie genetiche cioè che erano presenti alla formazione del

contratto:

contratto concluso in stato di pericolo (art.1447 CC);

- azione generale di rescissione per lesioni (art.1448 CC).

-

La risoluzione si applica ad anomalie sorte in fase successiva alla formazione del contratto, durante

la sua vita:

per inadempimento;

- per impossibilità;

- per eccessiva onerosità.

-

RESCISSIONE (art.1447 CC): Il contratto con cui la parte ha assunto obbligazioni a condizioni

inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno

grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che si è obbligata.

Elementi necessari alla rescissione sono quindi: lo stato di pericolo attuale e grave per la persona e

che la situazione sia nota alla controparte.

Vi è una somiglianza tra la rescissione e l’annullamento causa violenza con la differenza che

nell’annullamento la violenza e fatta da un soggetto verso l’altro mentre nella rescissione la

violenza è solo conosciuta dall’altro soggetto.

Art.1448 CC: Azione generale di rescissione per lesione. Se vi è sproporzione tra la prestazione di

una parte e quella dell’altra, e la sproporzione è dipesa dallo stato di bisogno di una parte, del quale

l’altra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata può domandare la rescissione del

contratto. L’azione non è ammissibile se la lesione non eccede la metà del valore che la prestazione

eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo del contratto. PAGINA 36

Non sono ammessi i contratti aleatori.

RISOLUZIONE:

1. per inadempimento . Occorre distinguere tra:

la nozione di inadempimento dell’obbligazione;

- l’inadempimento come causa di risoluzione del contratto.

-

Art.1453 CC risoluzione del contratto per inadempimento: Nei contratti con prestazioni

corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta

chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del

danno.

La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere

l’adempimento; ma non può più chiedersi l’adempimento quando è stata domandata la

risoluzione.

Dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può adempiere la propria

obbligazione.

Non ogni inadempimento dà luogo all’azione di risoluzione, ma solo un inadempimento che, ai

sensi dell’art.1455 CC, non sia di scarsa importanza avuto riguardo degli interessi dell’altra

parte. L’inadempimento deve essere quindi grave.

E’ l’azione giudiziaria che porta alla risoluzione del contratto. Stante però la difficoltà e la

lunghezza dei tempi per l’azione giudiziaria si può pervenire ad una risoluzione di diritto:

- diffida ad adempiere (art.1454 CC): non c’è più interesse nella prosecuzione del contratto e

quindi tramite una sollecito scritto si invita l’altra parte ad adempiere entro un determinato

periodo di tempo, trascorso il quale il contratto si riterrà risoluto di diritto;

- clausola risolutiva espressa (art.1456 CC): è prevista alla stipulazione del contratto e copre

l’interesse fondamentale di una parte, di cui è a conoscenza anche l’altra, dei modi della

prestazione;

- termine essenziale (art.1457 CC): scrivere sul contratto dell’essenzialità del termine

temporale di esecuzione trascorso il quale c’è la risoluzione di diritto.

2. per impossibilità sopravvenuta . Si distingue tra:

impossibilità genetica comporta la nullità del contratto;

- impossibilità funzionale comporta la risoluzione del contratto.

-

L’impossibilità può inoltre essere:

totale (art.1463 CC) comporta la restituzione, da parte del liberato, di ciò che ha ricevuto

- secondo le norme della ripetizione dell’indebito;

parziale (art.1464 CC) riduzione della controprestazione oppure possibilità di risoluzione.

-

3. per eccessiva onerosità (art.1467 CC). E’ presente nei contratti a prestazioni corrispettive

(l’esecuzione è continuata o periodica ovvero differita). Non si trova quindi nei contratti a

prestazione istantanea o i contratti aleatori oppure i contratti unilaterali.

L’articolo stride un po’ con il principio del contratto che ha forza di legge tra le parti.

Elementi sono la eccessiva onerosità; il verificarsi di avvenimenti straordinari ed imprevedibili

nel momento della conclusione del contratto.

E’ prevista una riconduzione all’equilibrio della prestazione. PAGINA 37

L’art.1468 prevede che anche i contratti unilaterali si possono ricondurre ad equità.

Presupposto fondamentale per la riconduzione ad equità è che la prestazione (divenuta

eccessivamente onerosa) non sia stata ancora eseguita.

Caratteristiche della risoluzione per eccessiva onerosità sono:

- l’azione della parte a cui spetta la prestazione onerosa (non agisce automaticamente);

- gli effetti della risoluzione retroagiscono al momento della stipulazione;

- la risoluzione può essere evitata con la riconduzione del contratto ad equità.

L’evoluzione socio-economica ha portato al crearsi di una molteplicità di contratti speciali ed

evoluti che sono regolati non solo dal Codice Civile.

La disciplina dei contratti è composta da:

- disciplina generale del contratto (artt.132-1469 CC);

- disciplina dei contratti speciali (dei singoli tipi di contratto).

L’evoluzione normativa è stata dovuta:

trasformazione interna ai tradizionali contratti tipici (es. contratto di locazione);

- emergere di nuovi tipi di contratto (realtà mutevole e transnazionale es. leasing);

- individuare nell’ambito del contratto diversi sottotipi (es. assicurazione vita o danni).

-

E’ quindi sulla base del tipo di contratto che se ne evidenziano le norme regolatrici.

Sistematica dei tipi contrattuali secondo:

- criterio della natura giuridica (consensuali, reali, aleatori);

- criterio effetti giuridici (translativi della proprietà, sorgere di obbligazioni);

- criterio della funzione economica (conseguenze sulla realtà economica).

Secondo il criterio della funzione economica possiamo riclassificare:

analisi costi-benefici degli strumenti contrattuali (valutare quale tipo di contratto adottare);

- tutela del consumatore (nuova esigenza economico sociale);

- strategie giuridiche d’impresa (il diritto può dare vantaggio competitivo).

-

La classificazione per tipi caratteristici (genotipi) è tra:

contratti per la circolazione dei beni;

- contratti per la utilizzazione dei beni;

- contratti per la produzione di beni e l’esecuzione di servizi;

- contratti per la cooperazione negli affari;

- contratti di credito e di garanzia;

-

Troveranno poi più specifico approfondimento nel diritto commerciale i:

contratti per la distribuzione;

- contratti di banca e di borsa;

- contratti di assicurazione e di rendita;

- contratti diretti a dirimere controversie.

- PAGINA 38

CONTRATTO DI VENDITA (art.1470 CC): La vendita è il contratto che ha per oggetto il

trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di

un prezzo.

Si tratta quindi di un contratto oneroso a prestazioni corrispettive con scambio di un bene contro

denaro. Il contratto è altresì consensuale con immediato effetto translativo della proprietà.

Alcune vendite sono definite con effetti obbligatori nel senso che fanno sorgere obbligazioni mentre

la proprietà si trasferisce in un momento successivo. Fanno parte di questo tipo di contratti le:

vendite alternative (bene A o bene B);

- vendita di cose generiche (il passaggio di proprietà avviene nel momento dell’individuazione);

- vendite di cosa futura (es. acquisto della casa sui progetti) di cui:

- vendita di speranza (cose aleatorie);

vendita di cose sperate (se il bene non avrà esistenza il contratto è nullo);

vendita di cose altrui.

-

Obbligazioni del compratore e del venditore:

compratore (art.1498 CC):

a) pagare il prezzo che è fissato tra le parti. Se manca l’accordo si utilizzano i criteri legali

sostitutivi:

prezzo normalmente praticato dal venditore;

- prezzo di borsa o di mercato;

- giusto prezzo fissato da un terzo arbitratore (terzo a cui le parti demandano la definizione di

- un elemento del contratto).

Tempo e luogo sono quelli fissati dal contratto o altrimenti nel momento e nel luogo della

consegna.

b) pagare le spese della vendita salvo patto contrario (art.1475 CC).

venditore (art.1476 CC):

a) consegnare la cosa al compratore (cosa che è già di proprietà del compratore). La consegna può

essere materiale o simbolica (es. chiavi della casa). La consegna deve essere effettuata nello

stato in cui si trova la cosa al momento della vendita con i relativi documenti (art.1477 CC). I

documenti stanno diventando sempre più essenziali nella consegna.

Luogo della consegna è dove la cosa si trovava o dove il venditore aveva il suo domicilio o la

sede dell’impresa. Se la cosa deve essere trasportata la consegna al vettore o allo spedizioniere

è tecnicamente consegna del bene (rischi del trasporto è quindi a carico dell’acquirente).

b) fargli acquistare la proprietà della cosa;

c) garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa: c’è una garanzia legale ex art.1490 Il

venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendono inidonea

all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

vizi rilevanti tali da rendere la cosa non idonea all’uso cui è destinata o diminuendone in

- modo apprezzabile il valore;

vizi occulti cioè non riconosciuti né facilmente riconoscibili dal compratore al momento del

- contratto (es. malattia in incubazione dell’animale).

L’acquirente ha l’onere di denunziare entro 8 giorni dalla scoperta il vizio accertato ed ha inoltre a

disposizione due azioni:

- redibitoria per ottenere la risoluzione del contratto; PAGINA 39

- estimatoria per ottenere una riduzione del prezzo.

Entrambe si prescrivono se non esercitate entro 1 anno dalla consegna ed è inoltre sempre previsto

il risarcimento dei danni.

Esiste inoltre la garanzia per il buon funzionamento delle cose mobili se prevista dal contratto o

dagli usi (garanzia contrattuale). Scopo della garanzia è la riparazione o sostituzione della cosa

(art.1512 CC). Anche qui c’è l’onere della denunzia del difetto di funzionamento entro 30 giorni

dalla scoperta. L’azione è esercitabile entro sei mesi.

Mancanza di qualità promesse o essenziali: la difformità delle garanzie in ambito europeo ha spinto

ad una tutela del consumatore e c’è una proposta di direttive UE per una garanzia comunitaria per

poter così agevolare il traffico comunitario.

Altri rimedi per il compratore:

vendita di cosa diversa da quella pattuita = inadempimento;

- errore del compratore sulla qualità della cosa = azione di annullamento.

-

Sono rimedi azionabili senza onere di denunzia o termini brevi di prescrizione.

Garanzia per evizione:

Quando la cosa venduta presenta vizi giuridici che impediscono al compratore di acquistare la piena

proprietà (es. il terzo afferma che la cosa è sua).

Il rimedio immediato è dato dalla sospensione dei pagamenti del prezzo (art.1481 CC). Se il terzo

agisce in giudizio e vince la causa, il compratore può far valere la garanzia contro il venditore.

Conseguenze sono la restituzione del prezzo, il rimborso per le spese sostenute ed il risarcimento

del danno. Il compratore rischia di perdere la garanzia nel caso che il convenuto in giudizio non

chiami in causa il venditore oppure che riconosca spontaneamente il diritto del terzo.

Può esserci inoltre evizione parziale se sul bene gravano oneri o diritti di godimento terzi (es.

locazione) o è rivendicata solo una parte della proprietà del bene. Il compratore può far fissare dal

giudice un termine per liberare la cosa.

Effetti sono la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo oltre che al risarcimento del danno.

VENDITE SPECIALI:

a) vendita con riserva di gradimento : si perfeziona con il gradimento del compratore (art.1520

CC);

b) vendita a prova

: sottoposta alla condizione sospensiva della verifica (art.1521 CC);

c) vendita su campione (presentazione su cataloghi): sottoposta alla condizione risolutiva della

difformità fra merce e campione (art.1522 CC);

d) vendita su documenti : cose mobili rappresentate da documenti (polizza di carico, fede di

deposito). Consegna del documento e obbligo del pagamento del prezzo. Pagamento contro

documenti a mezzo banca (credito documentario), la banca paga a sole determinate condizioni

(art.1527 CC);

e) vendita di immobili (artt.1537 ss):

vendita di terreni;

- vendita a misura (esattamente misurato); PAGINA 40

vendita a corpo (venduto nella sua estensione);

vendita di edifici sottoposta alla regolarità urbanistica della costruzione (L.10/77 e 47/85);

- vendita di multiproprietà;

-

f) vendita con patto di riscatto : il venditore si riserva il diritto di recuperare la proprietà del bene

restituendo il prezzo (art.1500 CC). Il riscatto è quindi un diritto potestativo che si esercita con

atto unilaterale recettizio .

Il contratto è sottoposto ad una condizione risolutiva e presenta una retroattività reale in quanto

travolge anche l’eventuale acquisto da parte del terzo (art.1504 CC).

Termine massimo entro cui il riscatto è esercitabile è di 2 anni per i beni mobili e di 5 per i beni

immobili. Il corrispettivo del riscatto è dato dal prezzo più il rimborso delle spese.

Può essere contratto anche ai fini di garanzia anche se si scontra con il divieto del patto

commissorio (usura). Quindi la vendita con patto di riscatto a scopo di garanzia può essere

contratto in frode alla legge.

g) vendita a rate con riserva di proprietà : il pagamento è frazionato nel tempo ed il compratore

acquista la proprietà solo dopo aver pagato l’ultima rata (art.1523 CC). Si tratta di una vendita

ad effetti obbligatori e dà garanzia al compratore.

La consegna del bene è immediata in quanto passano al compratore il possesso ed i rischi della

cosa. Il compratore può usare la cosa ma non disporne. Se il bene viene alienato è opponibile al

terzo la riserva di proprietà.

Nel caso di inadempimento del compratore, mancato pagamento delle rate:

il mancato pagamento di una sola rata che non superi 1/8 del prezzo non giustifica la

- risoluzione (tutela dell’acquirente);

se il contratto si risolve il venditore deve restituire le rate già riscosse più un’equo

- compenso per l’uso della cosa ed il risarcimento del danno (art.1526 CC);

se viene concluso un patto con cui le rate già pagate restano acquisite al venditore come

- indennità, il giudice può ridurne l’ammontare.

h) vendita fuori dai locali commerciali (DL 50/92 attuaz. Dir. CEE 85/577):

vendite a domicilio o per strada;

- vendite “aggressive” o a “sorpresa”.

-

Tutela del consumatore come persona fisica che agisce per scopi che possono considerarsi

estranei alla propria attività.

Necessitano di forma scritta a pena di nullità, di un periodo di ripensamento e di un diritto di

recesso come revoca alla proposta sottoposta alla condizione risolutiva dell’esercizio del

recesso.

Il recesso è un diritto irrinunciabile ed esercitabile entro 7 giorni con comunicazione

all’operatore commerciale. Se manca l’informazione sul diritto di recesso il periodo si allunga a

60 giorni. Tale diritto si sta estendendo a tutti i contratti del consumatore.

i) vendita a distanza (Dir. CEE 97/7): vendite telefoniche, televisive, telematiche.

Necessario dare al consumatore informazioni circa il fornitore, il tipo di bene o servizio, il

prezzo e le spese.

Presenza della conferma scritta da parte del consumatore ed il contratto deve essere eseguito

entro 30 giorni dall’ordinazione. Sono vietate le forniture non richieste ed inoltre la mancata

risposta non dà consenso.

Il periodo di ripensamento è di 7 giorni o di 3 mesi se manca l’informazione.

j) vendita in multiproprietà (Dir. CEE 94/47): PAGINA 41

comunione immobiliare turnaria (I, SP) diritto reale;

- società di attribuzione e diritto del socio (F) diritto reale;

- club (trust) (GB) diritto connesso a utilizzazione beni del club.

-

Tutela dell’acquirente di diritto di godimento a tempo parziale:

contratto scritto;

- informazioni precontrattuali e contrattuali;

- periodo di ripensamento; recesso entro 10 giorni 3 mesi se mancano informazioni.

-

k) vendita internazionale : problema dei diversi ordinamenti giuridici regolato dal diritto

internazionale privato che è ora obsoleto.

Dal diritto internazionale privato (art.25 D.P.l. 218/95) al diritto transnazionale (diritto scelto

tra le parti).

Convenzione di Vienna 1980 su “Vendita internazionale di beni mobili” (L.765/85).

Convenzione di Roma 1980 su legge applicabile agli obblighi contrattuali (L.975/84).

Normativa uniforme derogabile (modificabile dalle parti) che regola:

vendita transnazionale , commerciale, di cose mobili;

- formazione del contratto di vendita;

- diritti e obbligazioni delle parti;

- passaggio del rischio.

-

Non regola il passaggio di proprietà (troppa differenza tra i vari ordinamenti).

Il modello contrattuale ha elementi di Common Law e di Civil Law.

Formazione del contratto:

1. battaglia delle condizioni generali del contratto (battle of the forms) conclusione del

contratto solo quando c’è coincidenza di proposta e di accettazione sugli elementi essenziali

del contratto;

2. revocabilità della proposta sino all’invio dell’accettazione art.16 (contro art.1328 CC);

3. difetto di conformità dei beni (artt.35 ss). Qualità quantità e tipo richiesti dal contratto e

idoneità all’uso esplicitamente o implicitamente portata a conoscenza del venditore.

4. rimedi (artt.45 ss) fissazione di un termine supplementare ragionevole per adempiere,

richiesta di consegna di un bene in sostituzione, risoluzione del contratto, riduzione del

prezzo, risarcimento del danno;

5. passaggio del rischio

: modelli di passaggio all’acquirente del rischio per perimento o

deterioramento fortuito: all’acquisto della proprietà o all’acquisto del possesso (consegna).

La vendita internazionale adotta il metodo più economicamente razionale, quindi il rischio

grava su chi è in grado di meglio gestirlo (chi detiene la cosa). Il rischio passa con la

consegna della cosa.

Vendita regolata dagli INCOTERMS, termini del commercio internazionale raccolti dalla CCI

di Parigi (vendite franco fabbrica, Free on Board, reso sdoganato).

l) contratto di permuta : la permuta ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose

o di altri diritti da un contraente all’altro (art.1552 CC).

C’è quindi scambio di cosa contro cosa e l’assenza di denaro. E’ utilizzato ne:

1. società prive di denaro;

2. scambi di beni non valutati in denaro (es. collezionisti);

3. commercio internazionale con gli scambi di compensazione per:

mancanza di valuta convertibile;

- PAGINA 42

pagamento di tecnologie con beni prodotti;

- pagamento con parti di prodotto costruito in comune.

-

Modelli:

1. Baratto;

2. Counter purchase – controacquisto;

3. buy back – acquisto di ritorno;

4. Offset- pagamento con componenti di prodotto in comune.

CONTRATTI PER L’UTILIZZAZIONE DEI BENI:

I contratti di godimento producono un investimento dato dall’utilizzazione del bene.

Locazione: è il contratto con cui una parte (locatore) si obbliga a far utilizzare all’altra parte

(conduttore) una cosa per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo (canone) art.1571 CC.

E’ un contratto non formale infatti può essere verbale. E’ richiesta la forma scritta per i beni

immobili o durate ultranovennali.

Durata della locazione:

- locazione a tempo determinato: massimo per 30 anni;

locazione a tempo indeterminato: durata stabilita dalla legge. Alla scadenza del contratto la

- locazione non cessa se una parte non comunica all’altra la disdetta nel tempo stabilito (art.1596

CC). Si ha quindi il silenzio comportamento concludente.

Disciplina del Codice Civile e discipline speciali: la disciplina del CC fissa i principi generali ed è

residuale.

Sottotipi di locazione in relazione all’oggetto:

cosa produttiva (affitto): affitto d’azienda, affitto di fondo rustico;

- nave o aereomobile: locazione regolata nel codice della navigazione;

- immobile urbano: locazione degli immobili urbani L.392/78.

-

Obbligazioni del locatore (art.1575 CC):

- consegnare al conduttore la cosa in buono stato di manutenzione. Se c’è la presenza di vizi

occulti: risoluzione del contratto (se il bene è inutilizzabile);

riduzione del canone oltre al risarcimento del danno (art.1580 CC);

- mantenere la cosa in buono stato locativo : effettuare le riparazioni necessarie, le spese di piccola

manutenzione (se bene mobile le spese di ordinaria manutenzione) spettano al conduttore;

- garantire al conduttore il pacifico godimento della cosa.

Obbligazioni del conduttore (art.1587 CC):

- prendere in consegna la cosa;

- pagare il canone nei termini pattuiti;

- utilizzare la cosa per l’uso stabilito dal contratto usando la normale diligenza.

Sublocazione: di regola il conduttore può sublocare la cosa salvo patto contrario. La sublocazione di

un bene mobile deve essere autorizzata dal locatore o consentita dagli usi. PAGINA 43

La locazione ed i diritti dei terzi:

Conduttore non ha sulla cosa un diritto reale ma un diritto di credito (diritto personale di

godimento). Non è possessore ma semplice detentore.

Le tutele in caso di molesti di terzi sono date da:

- molestie di fatto : il conduttore può difendersi agendo in nome proprio ma con una azione

possessoria (di reintegrazione) art.1585 CC;

- molestie di diritto : il conduttore non può opporre ai terzi il suo diritto relativo. La protezione

passa attraverso l’azione del locatario che è tenuto a garantirlo.

Tutela contro il terzo acquirente: se il locatore aliena la cosa la locazione è opponibile al terzo

acquirente se ha data certa anteriore all’alienazione (art.1599 CC). Il terzo può prevalere se ha

acquistato il possesso in buona fede (principio possesso vale titolo) o ha trascritto preventivamente

l’acquisto (registrazione del contratto).

Locazione di immobili urbani: (l.392/78 legge sull’equo canone)

Intervento dopo un lungo periodo in cui il legislatore aveva ripetutamente disposto il blocco dei

contratti di locazione e dei canoni. C’era l’esigenza di conciliare l’interesse dei proprietari di

immobili all’efficiente gestione degli immobili stessi con gli interessi dei conduttori in posizione di

debolezza economica.

Criteri legali: la legge è materia di differenti valutazioni. Da alcuni se ne contesta l’efficacia e

l’adeguatezza e se ne propone una riforma globale. Modifiche con la L.359/92.

Locazioni abitative: durata non inferiore ai 4 anni, rinnovabile automaticamente salvo disdetta 6

mesi prima della scadenza. Il canone è stabilito per legge che determina, sulla base di criteri

inderogabili, il valore locativo:

superficie immobile;

- costo di costruzione;

- coefficienti correttivi che variano in rapporto a condizioni ambientali (ubicazione, vetusticità,

- tipologia), eccezioni con L.389/92 patti in deroga.

Indicizzazione del canone al 75% incremento del costo della vita (ISTAT).

L’esperienza ha dimostrato che l’inderogabilità del canone non trova spesso riscontro nella realtà.

Locazioni non abitative: (attività industriali, commerciali, artigianali, turistiche, ecc.) durata minima

6 anni rinnovabili tacitamente (9 anni alberghi); alla prima scadenza il locatore può dare disdetta

solo per particolari ragioni (es. utilizzare in proprio il bene). Il conduttore può recedere in qualsiasi

momento. Il canone è liberamente concordato tra le parti senza equo canone, ma è aggiornabile al

75 % indice ISTAT.

La sublocazione e la cessione del contratto è consentita al conduttore anche senza il consenso del

locatore se viene locata o ceduta l’azienda.

Diritto di prelazione del conduttore nel caso in cui il locatore intenda vendere l’immobile (previene

la perdita dell’avviamento). Se cessa la locazione di immobile adibito ad attività commerciale

rivolta al pubblico è prevista una indennità per la perdita dell’avviamento dato dal multiplo

dell’ultimo canone mensile (18 volte, 21 per gli alberghi).

Affitto: locazione di cose produttive (art.1615 CC) viene tutelato l’interesse della produzione.

Nell’affitto di fondo rustico (artt.1628 ss CC) il proprietario del terreno (concedente)lo mette a

disposizione dell’affittuario che lo coltiva con autonoma organizzazione.

Il canone annuo è calcolato in base al reddito catastale (equo canone). La durata è di 15 anni se

affittato a coltivatore diretto ed inoltre esiste una prelazione agricola in caso si alienazione

(prelazione reale). PAGINA 44

Contratto di locazione finanziaria (leasing):

Contratto con cui una parte (concedente) attribuisce all’altra (utilizzatore) l’uso di un bene per un

periodo determinato, in cambio del pagamento di canoni periodici e gli attribuisce l’opzione per

l’acquisto del bene stesso alla fine del rapporto.

Il bene non è originariamente di proprietà del concedente, ma del fornitore da cui il concedetelo

acquista per darlo in leasing all’utilizzatore. Ha quindi una funzione di finanziamento.

Posizione del concedente: consegnare il bene; non garantisce per vizi o mancanza di qualità.

Posizione dell’utilizzatore: pagare i canoni pattuiti, assumere i rischi e la manutenzione del bene,

pagare il prezzo convenuto se alla fine del rapporto si esercita l’opzione di acquisto.

Risoluzione per mancato pagamento del canone: l’utilizzatore deve restituire il bene al concedente.

Per quanto riguarda la restituzione dei canoni pagati si distinguono:

- leasing di godimento : i canoni commisurati al godimento del bene non sono ripetibili;

- leasing traslativo : i canoni sono quote del prezzo del bene. Si applicano le regole della vendita

con riserva di proprietà.

Lease-back:

Il bene appartiene inizialmente all’utilizzatore che lo trasferisce in proprietà al concedente dal quale

ne riacquista il godimento a titolo di leasing.

E’ un contratto di finanziamento con garanzia. Rischio di aggiramento del divieto del patto

commissorio e per questo non è più applicato.

Leasing internazionale: convezione di Ottawa del 1988 ratificata con L.259/93. Si è molto

sviluppato.

Contratto di comodato:

E’ il contratto con cui una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa affinchè se

ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituirla (art.1803 CC).

Contratto reale ed essenzialmente gratuito infatti se è previsto un corrispettivo è locazione.

La gratuità non impedisce di realizzare un comodato per interessi economici (es. impianti di

distribuzione carburante dati da aziende petrolifere in comodato ai gestori).

Il contratto di comodato realizza la scissione tra la titolarità e l’uso gratuito del bene consentendo al

comodante un controllo sull’uso del bene da parte del comodatario (regolamenti di prestito).

Posizione del comodatario:

- deve custodire o conservare la cosa con l’ordinaria diligenza e usarla secondo il contratto o la

natura del bene (art.1804 CC);

- non può concedere a terzi l’uso della cosa senza il consenso del comodante;

- in caso di inadempimento il comodante può richiedere la restituzione immediata;

deve restituire la cosa alla scadenza o al termine dell’uso concordato.

-

Il comodante può esigere subito la restituzione se manca il termine (comodato precario) o se ha

bisogno urgente o imprevisto.

CONTRATTI PER LA PRODUZIONE DI BENI O ESECUZIONE DI SERVIZI:

Causa è l’incarico di compiere un’opera o un servizio dietro corrispettivo.

Appalto: PAGINA 45

L’appalto è il contratto con cui una parte (appaltatore) con l’organizzazione di mezzi necessari e

con una gestione a proprio rischio, assume su incarico dell’altra parte (appaltante o committente) il

compimento di un’opera o di un servizio dietro corrispettivo in denaro (art.1655 CC).

Tipologie di contratto d’appalto:

- appalto d’opera appalto di servizi : consta nella fornitura di materiali o di prodotto finito.

Bisogna distinguere tra appalto d’opera e vendita di cosa futura e dove è appalto se il prodotto

non rientra nella produzione standardizzata del fornitore ma viene realizzato su specifica

richiesta della controparte;

- appalti pubblici : il committente è lo Stato o altro Ente pubblico che stipula contratti di diritto

privato. Seguono norme particolare Dir. CEE e legge quadro in materia di lavori pubblici

(L.104/94).

Esecuzione dell’appalto:

deve essere eseguito direttamente dall’appaltatore infatti è un contratto basato sulla fiducia e quindi

non è ammesso il subappalto se non specificatamente autorizzato (art.1656 CC).

Bisogna eseguire l’opera secondo le modalità pattuite (es. progetto) ma possono essere previste

delle varianti cioè delle modifiche (varianti in corso d’opera) che si possono così suddividere:

- varianti concordate : apportate su iniziativa dell’appaltatore, non è previsto un compenso

supplementare (art.1659 CC);

- varianti necessarie : tecnicamente indispensabili, sono concordate o determinate dal giudice. Se

sono di importo notevole l’appaltatore può recedere dal contratto;

- varianti ordinate su iniziativa del committente : solo se l’importo non supera 1/6 del prezzo.

L’appaltatore ha diritto ad una maggiorazione.

Verifiche e collaudo:

Durante l’esecuzione il committente ha diritto di verifica controllando lo stato di avanzamento dei

lavori con un tecnico di fiducia (direttore lavori).

A opera terminata c’è il collaudo cioè una verifica se l’opera è stata eseguita a regola d’arte e

conformemente al progetto. Con la consegna l’opera si considera accettata (art.1665 CC).

Eventi che incidono negativamente sull’opera: se sono imputabili ad una parte c’è l’inadempimento

se invece non sono imputabili c’è l’allocazione del rischio:

- se l’opera diventa impossibile il committente deve pagare la parte già eseguita nei limiti in cui

gli è utile (art.1642 CC);

- se l’opera è deteriorata o di distrutta prima dell’accettazione il rischio è a carico

dell’appaltatore.

Lo scioglimento anticipato dell’appalto, oltre che per le ipotesi ordinarie, è previsto:

- recesso del committente con indennizzo dell’appaltatore;

- morte dell’appaltatore : l’appalto continua con gli eredi meno che cessi il rapporto di fiducia.

Il prezzo dell’appalto può essere stabilito a corpo (forfait), a misura (bill of quantities), costi + spese

generali fisse + utile (cost plus fee) oppure a negoziazione costo per costo (schedule of rates).

La revisione del prezzo pattuito è prevista se le variazioni imprevedibili del costo dei materiali o

della manodopera incida oltre il 10% del prezzo; la revisione può essere accordata solo per quella

PAGINA 46

parte che eccede il 10% (art.1664 CC). Se l’appaltatore incontra invece difficoltà impreviste

(geologiche o idriche) è previsto un equo compenso.

Il prezzo può essere pattuito fisso o variabile secondo gli indici ISTAT.

Garanzia per difformità e vizi:

l’appaltatore è tenuto a garantire il committente se l’opera si discosti dal progetto (difformità) o

comunque presenti dei difetti (vizi). La garanzia opera a condizione che:

il committente non abbia accettato l’opera;

-

- il committente ne faccia denuncia entro 60 giorni dalla scoperta a pena di decadenza.

Rimedi per difetti: se sono così gravi da rendere l’opera inidonea c’è la risoluzione del contratto

(art.1668 CC). Se non hanno tale gravità c’è l’eliminazione dei vizi ed una corrispondente

diminuzione del prezzo oltre che al risarcimento se la colpa è dell’appaltatore. L’azione di garanzia

si prescrive in 2 anni dalla consegna.

Garanzia per gli edifici: in caso di crollo, minaccia di crollo o gravi difetti c’è il risarcimento del

danno a condizione che l’evento dannoso si sia manifestato entro 10 anni dalla fine dell’opera.

Necessario che ne sia fatta denuncia entro 1 anno dall’evento dannoso (termine di prescrizione).

Contratto d’opera:

E’ il contratto con cui una persona si obbliga a compiere, verso corrispettivo, un’opera o un

servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del

committente. (art.2222 CC). Si applicano in via semplificata i principi del contratto d’appalto.

Contratto del professionista intellettuale (art.2229 ss CC): professioni con ordini e albi

professionali. Il prezzo è determinato dalle parti o in base a tariffe professionali.

Se la prestazione è eseguita da un soggetto non iscritto all’albo egli non può agire in giudizio per

ottenere il compenso. Se spontaneamente prestata è obbligazione naturale.

Il professionista deve eseguire personalmente le prestazioni, può avvalersi di ausiliari solo se

consentito dal contratto o dagli usi (principio del rapporto di fiducia).

Le società tra professionisti erano vietate dalla L.1815/39 ma la L.266/97 ammette la costituzione di

società tra professionisti e di società interprofessionali: società tipiche (ss, snc, spa, s.coop.),

associazioni professionali.

Responsabilità del professionista attenuata, ma in via di adeguamento a standard di regola d’arte. Le

società professionali devono assicurarsi per RC professionale.

La pubblicità professionale era un tempo vietata per evitare la concorrenza intracorporativa ma

dopo l’intervento dell’Autorità del Garante e del mercato è diventata ammissibile per consentire una

scelta consapevole da parte del cliente e sviluppare così un mercato aperto dei servizi professionali.

Contratto di ingegneria: realizzazione di opere complesse (centrali nucleari, opere pubbliche)

prestazioni diverse e coordinate che implicano uno studio di fattibilità, la progettazione, la

costruzione e la manutenzione.

E’ un contratto atipico che richiama l’appalto di opere e di servizi.

La progettazione è attività complessa con investimenti e organizzazione imprenditoriale. Sono leciti

il contratto di engineering e l’esercizio dell’attività in forma societaria.

Contratti turistici:

Contratto con cui il turista, in cambio di una somma di denaro, riceve un complesso coordinato di

servizi. Vacanza come bene.

Contratto atipico, ticipizzato dalla Convenzione di Bruxelles 1970 e recepito dalla L.1084/77 e Dir.

CEE del 1990. PAGINA 47

1. contratto di organizzazione di viaggio : un tour operator si impegna di procurare al turista, in

cambio di un prezzo complessivo, un insieme di prestazioni coordinate di trasporto, soggiorno e

altri servizi collegati. Tutela del turista attraverso:

informazione e contratto scritto;

- recesso del turista e del TO;

- responsabilità del TO per disservizi, scadente qualità dei servizi e lesioni.

-

2. contratto di intermediazione di viaggio : un intermediario (agenzia turistica) si impegna a

procurare al turista, in cambio di un prezzo, un contratto di organizzazione di viaggio con un

TO. Il contratto concluso tra agenzia e TO si considera come concluso dal turista stesso.

Esistono varie responsabilità:

responsabilità dell’agenzia per negligenza nell’informazione;

- responsabilità solidale del TO e dell’agente;

- TO responsabile anche per i terzi che lavorano per il suo interesse (responsabilità oggettiva);

-

Esiste un fondo di garanzia a copertura dei rischi per i turisti in vacanza il cui TO fallisca.

CONTRATTI DI CREDITO E DI GARANZIA:

Causa dei contratti di credito è la messa a disposizione di una somma di denaro normalmente dietro

corrispettivo (interesse).

Mutuo (contratto tipo): è il contratto con cui una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario)

una determinata quantità di denaro o di altra cosa fungibile e l’altra si obbliga a restituire altrettante

cose della medesima specie e quantità (art.1813 CC).

Contratto reale che si perfeziona con la consegna del denaro al mutuatario che ne acquista la

proprietà e ne può disporre liberamente (art.1814 CC).

Prima della consegna c’è la promessa di mutuo con cui il finanziatore si impegna a erogare il

prestito. Il mutuante può rifiutarsi di sottoscrivere il mutuo se nel frattempo le condizioni

patrimoniali della controparte sono peggiorate.

Interessi: il contratto è naturalmente oneroso, può essere gratuito solo su accordo delle parti. Il

mutuatario ha l’obbligo di restituire il capitale e di pagare gli interessi che possono essere

convenzionali o legali.

Le tranche di restituzione possono essere pattizie o fissate dal giudice. Il mancato pagamento di

interessi porta la risoluzione del contratto (art.1820 CC) che dà diritto alla immediata restituzione

del capitale.

Usura: dalla dottrina medioevale abbiamo eredita il divieto di usura ed era presente inoltre una certa

diffidenza verso il prestito a interesse.

Giustificazioni all’interesse sono:

prezzo del denaro;

- prezzo nel tempo;

- prezzo del rischio.

-

La legislazione moderna ha regolato l’usura con la L.108/96 disposizioni in materia di usura, con

l’art.664 c.p. che ha inasprito le pene per chi pratica l’usura, ed è stato modificato L’art.1815 CC

“Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.”

E’ emersa quindi la necessità di una trasparenza degli interessi bancari e finanziari con la presenza

di informazioni complete e trasparenti al consumatore. (Dlgs 385/95 testo unico legge bancaria e

Dir. CEE 87/102 e 90/98 sul credito al consumo recepita con L.142/92).

TAEG tasso annuo effettivo globale: costo totale del credito espresso in percentuale annua e

comprensivo degli interessi e tutti gli altri oneri.

L’inadempimento porta alla risoluzione del mutuo. PAGINA 48

Sottotipi di mutuo:

- mutuo agevolato : a sostegno di attività produttive o di altre finalità sociali. Il mutuatario paga

interessi inferiori a quelli di mercato e la differenza viene sostenuta dell’ente pubblico

agevolatore;

- mutuo di scopo : il mutuatario è obbligato a usare la somma solo per il particolare fine a cui è

destinata. Il motivo del mutuo entra a far parte della sua causa. Il rispetto del fine è obbligatorio

per il mutuatario. L’inadempimento può comportare la risoluzione del mutuo.

Contratto di factoring:

Il factoring è un’operazione fondata sulla cessione dei crediti d’impresa a un soggetto specializzato

(factor). Contratto atipico ora tipicizzato L.52/91. Cause sono:

- funzione di gestione dei crediti da parte di un terzo dietro compenso agevolato in ciò della

cessione del credito;

- funzione di finanziamento: il factor versa subito parte della somma al cedente che trasforma i

propri crediti in liquidità attuale, la differenza tra versato e incassato è l’utile del factor.

Cessione del credito:

- cessione pro solvendo : se il factor non riesce a incassare il credito per l’insolvenza del debitore

può rivalersi sul cedente;

- cessione pro soluto : il rischio dell’insolvenza è tutto a carico del factor che monetizza il

maggior rischio con un più largo scarto tra l’importo del credito ceduto e la somma corrisposta.

Crediti cedibili sono i crediti d’impresa cioè sorti da contratti stipulati nell’esercizio dell’impresa.

Crediti che possono essere attuali o futuri ma comunque escutibili entro 24 mesi. E’ previsto inoltre

la cessione del credito di massa per evitare periodiche notifiche al debitore ceduto.

Factor: banca o impresa di factoring soggetta alla disciplina degli intermediari finanziari.

Se il factor ha pagato il corrispettivo della cessione con data certa il pagamento è opponibile ai terzi.

La L.52/91 ha regolamentato il rapporto che viene ad esserci tra il fallimento del debitore ceduto e

l’imprenditore cedente.

Factoring internazionale: convenzione di Ottawa 1988 rattificato con L.260/93.

Contratti di garanzia personale:

La loro causa sta nell’affiancare alla garanzia patrimoniale del debitore il patrimonio del terzo

(garante).

Fideiussione: è il contratto con cui una parte (fideiussore) garantisce per l’adempimento di una

obbligazione altrui, obbligandosi personalmente verso il creditore (art.1936 CC).

Parti sono il fideiussore ed il creditore. Non è richiesto il consenso del debitore ma in pratica è il

debitore che sollecita il terzo a prestare fideiussione.

E’ un contratto con obbligazione del solo proponente e si conclude con la dichiarazione espressa del

fideiussore (art.1937 CC).

E’ un contratto accessorio in quanto la fideiussione è valida solo se l’obbligazione principale esiste

ed è valida.

La fideiussione può essere prestata anche per obbligazioni future o condizionali (art.1938 CC).

Limiti della fideiussione è l’aumento del capitale principale.

Rapporti tra fideiussore e creditore: il fideiussore diventa obbligato in solido con il debitore

principale. PAGINA 49

Limiti della coobbligazione:

beneficio della preventiva escussione: il creditore si rivolge prima al debitore principale;

- beneficio della divisione tra più fideiussori: ogni fideiussore risponde solo per la sua parte.

-

Le eccezioni del debitore principale sono opponibili al fideiussore e al creditore.

Rapporti tra fideiussore e debitore principale: il fideiussore che ha pagato il debito è surrogato nei

diritti del creditore verso il debitore (art.1949 CC). Azione di regresso è prevista per capitale,

interessi e spese.

Fideiussione omnibus: oggetto illimitato e indeterminato (debiti). Garanzia per tutti i debiti che il

debitore assumerà verso una banca. E’ una garanzia atipica utilizzata negli scambi transnazionali.

L.154/92 sulla trasparenza bancaria: la fideiussione omnibus è ammessa se indica l’importo

massimo. Il fideiussore si può liberare anticipatamente se è stato concesso credito ed il debitore è in

difficoltà economiche.

Bond: il garante (di solito una banca) si obbliga, per il caso di inadempimento del debitore

principale, ad eseguire la prestazione “a prima richiesta” del creditore, senza possibilità di opporgli

eccezioni.

Tipologie di bond negli appalti internazionali:

big bond: garanzia per la serietà dell’offerta;

- performance bond: garanzia di buona esecuzione (più utilizzato);

- advance payment bond: garanzia per la somma anticipata dal committente;

- labour bond: garanzia per la retribuzione del lavoratore;

- maintenance bond: garanzia per la manutenzione di impianti.

-

Differenza con la fideiussione è la non accessorietà ma l’autonomia della garanzia a prima richiesta

quindi l’obbligazione del garante viene adempiuta anche se l’obbligazione principale ha problemi di

validità o di efficacia.

Nel negozio che nasce astratto, astrazione solo temporanea, la banca paga sempre al creditore, ma

se esistono valide ragioni per non pagare, dopo il pagamento queste ragioni possono essere fatte

valere.

Occorre proteggere il debitore principale contro l’escussione abusiva della garanzia a prima

richiesta (paesi del 3° mondo contro i paesi industrializzati). Eccezione di “frode politica” o

principio di buona fede.

RESPONABILITA’ CIVILE:

1. Illecito penale : violazione di una specifica norma penale che tutela interessi collettivi (ordine

pubblico) o privati (proprietà privata, corrispondenza, onore).

2. Illecito amministrativo : violazione di una norma o principio posto a tutela dell’interesse e al

buon funzionamento della P.A.

3. Illecito civile

: atto che cagiona danno

atti dannosi leciti (danno da concorrenza);

- atti dannosi illeciti (concorrenza sleale).

-

Responsabilità civile: responsabilità per fatto illecito, responsabilità extracontrattuale, responsabilità

aquiliana “lex aquilia” del diritto romano.

Esiste il problema di individuare se un comportamento è dannoso e per questo si hanno due strade:

- sistema della tipicità degli illeciti: la regola giuridica descrive preventivamente i casi in cui il

danno deve essere risarcito. Sistema inglese dei “tortis”; PAGINA 50

- sistema della atipicità degli illeciti: il legislatore individua con formula ampia gli elementi

dell’illecito. Spetta al giudice identificare in concreto i singoli casi di danno risarcibile. Sistema

francese ed italiano della fattispecie illecita (art.2043 CC).

La responsabilità civile era una responsabilità non personale ma comunitaria.

Funzioni della R.C.:

1. funzione sanzionatoria: punisce il responsabile per il comportamento riprovevole;

2. funzione preventiva o deterrente: impedisce che il danno si produca o limita il numero dei danni

(imponendo somme di denaro molto alte);

3. funzione compensativa: compensa il danneggiato per la perdita subita.

Risarcimento per fatto illecito (art.2043 CC): Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri

un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

Elementi costitutivi della R.C.:

1. danno subito da altro soggetto: il danno (perdita che il soggetto subisce) può essere:

a) danno patrimoniale:

danno emergente: effettiva diminuzione di patrimonio del danneggiato;

- lucro cessante: mancato guadagno del danneggiato;

-

b) danno non patrimoniale:

danno che il soggetto patisce a seguito della violazione di un valore della personalità

- umana;

non suscettibile di diretta valutazione economica, ma di valutazione equativa.

-

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge

(art.2059 CC). Più frequenti sono i danni derivanti da reato. Il danno non patrimoniale si

somma al danno patrimoniale (es. professionista dileggiato).

2. danno ingiusto : contrario al diritto e quindi atipico

a) danno che viola una regola giuridica (es. lesioni personali, diffamazione);

b) danno che lede un interesse protetto dal diritto (diritto soggettivo).

Se esistono interessi protetti contrapposti (es. diritto all’informazione e diritto alla riservatezza)

c’è una valutazione comparativa dei due interessi contrapposti in base al criterio di pubblica

utilità.

C’è stato un intervento del legislatore con la legge sulla tutela dei dati personali (L.675/96) che

obbliga chi utilizza dati personali ad informare l’interessato e ad avere il suo consenso. E’

previsto un regime speciale per l’attività giornalistica.

Se si presenta un danno lesivo della riservatezza ad opera di banche dati, il cui esercizio di

attività è considerato pericoloso, esse rispondono anche senza colpa per il solo rischio

d’impresa.

3. nesso di causalità tra fatto e danno : il danno è risarcibile solo se è conseguenza del fatto

dannoso. Criteri sono: PAGINA 51

a) causalità materiale: il fatto come condizione necessaria del danno;

b) causalità giuridica: ragionevole probabilità, secondo criteri di regolarità statistica, che quel

fatto produca quel danno. Causalità diretta ed immediata.

Ci può essere un concorso di più criteri di imputazione e quindi se più soggetti, rispondono

solidalmente delle conseguenze di un fatto illecito, si applicano a ciascuno i diversi criteri di

imputazione.

Concorso del danneggiato al verificarsi dell’evento (art.1227 CC): se c’è mancanza di diligenza

e questa provoca o aggrava il danno si ha una riduzione proporzionale della responsabilità.

Il concorso fortuito di situazione occasionale esclude il nesso di causalità solo in casi

eccezionali (giurisprudenza rigorosa).

4. anteriorità del fatto alla capacità di intendere e volere (imputabilità):

Il danno non obbliga al risarcimento se il soggetto era privo della capacità di intendere e di

volere (capacità naturale) nel momento in cui ha compiuto il fatto. L’incapace risponde però se

lo stato di incapacità dipende da sua colpa (art.2046 CC). Risponde in sua vece chi è tenuto alla

sorveglianza dell’incapace (art.2047 CC).

5. fatto compiuto senza una causa di giustificazione : il danno non deve essere risarcito se il fatto è

stato compiuto in circostanze idonee a giustificarlo:

a) esercizio del diritto : clausola generale dove chi esercita un proprio diritto non commette un

comportamento antigiuridico (es. informazione bancaria sulla correttezza di un

imprenditore);

b) consenso dell’avente diritto: non è responsabile chi lede un diritto altrui se è stato

autorizzato dallo stesso danneggiato. I diritti personali alla vita, alla salute, alla integrità

fisica, all’onore, alla libertà non sono disponibili;

c) legittima difesa

: non è responsabile chi causa il danno per difendere un diritto proprio o

altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata

alla offesa (art.2044 CC). L’eccesso di legittima difesa è il comportamento non

proporzionato all’offesa;

d) stato di necessità : non è responsabile chi causa un danno per la necessità di salvare sé o altri

dal pericolo attuale di un danno grave alle persone se il pericolo non è stato da lui

volontariamente causato né altrimenti evitabile (art.2045 CC). Il giudice può distribuire il

danno.

6. danno addebitato al soggetto in base a due distinti criteri:

a) dolo o colpa dell’autore del fatto.

b) rischio che la legge accolla all’autore del fatto.

Dolo: coscienza o volontà di cagionare il danno;

dolo commissivo (dolo attivo);

- dolo omissivo (dolo passivo) es. passante che non interviene.

-

Colpa: come mancato impegno della diligenza richiesta per un certo tipo di attività.

negligenza, imprudenza o imperizia, quindi inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

I gradi della colpa sono: PAGINA 52

colpa grave: mancanza di diligenza minima (es. danno causato dal Giudice);

- colpa lieve: mancanza di diligenza media (responsabilità contrattuale);

- colpa lievissima: mancanza di diligenza massima (colpa richiesta nella RC).

-

Principio di carattere generale era che non c’è responsabilità senza colpa. La colpa deve essere

provata dal danneggiato. E’ stata inserita la colpa presunta. Ci può quindi essere responsabilità

senza colpa (oggettiva).

Nella responsabilità per colpa presunta l’autore del fatto ha l’onere della prova liberatoria (es.

responsabilità dei sorveglianti degli incapaci art.2047 CC); tramite la prova liberatoria deve

dimostrare di non aver potuto impedire il fatto.

Responsabilità dei genitori: i genitori rispondono del fatto illecito del loro figlio minorenne se non

emancipato se abita con loro (art.2048 CC). Sono responsabili in solido con il figlio minore.

Prova liberatoria è di non aver potuto impedire il fatto. Necessaria la prova di un’adeguata

educazione e vigilanza.

Responsabilità degli insegnanti: gli insegnanti rispondono dei fatti illeciti compiuti dagli alunni e

apprendisti se compiuti sotto la loro vigilanza. Prova liberatoria come le altre responsabilità.

Responsabilità per circolazione di autoveicoli: il conducente è responsabile dei danni. Prova

liberatoria è l’aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Ad essa si aggiunge la responsabilità solidale del proprietario. Prova liberatoria è che l’autoveicolo

circolava contro la sua volontà.

Responsabilità per rovine di edificio: il proprietario è responsabile delle rovine del proprio edificio.

Prova liberatoria è che deve provare che la rovina non dipende né da una mancata manutenzione né

da vizi di costruzione.

Responsabilità Civile e diritto privato nell’economia:

Funzione sanatoria, preventiva e compensativa della R.C., come?

ruolo deterrente del diritto penale. Regolamentazione autoritativa;

- ruolo preventivo e compensativo del contratto. Libertà contrattuale;

- ruolo intermedio della RC tra regolamentazione autoritativa e libertà contrattuale.

-

Diritto nella società mista:

Sviluppo della RC nella società industriale avanzata. In Italia la RC è regolata nel CC del 1942 in

soli 16 articoli, ma negli anni successivi ha avuto un rapido sviluppo. Le leggi speciali e la

giurisprudenza hanno elaborato nuove figure di RC connesse allo sviluppo dell’attività economica.

Successo della responsabilità:

- la RC regola i rapporti con i terzi (guidatori, sportivi professionisti) con cui non è stipulato un

contratto;

- la RC si applica anche ai rapporti contrattuali (infortuni sul lavoro);

la RC è luogo di incontro tra formante giurisprudenziale, dottrinale e legale aprendo così

- interessanti spazi di libertà interpretativa. Le regole nascono di comune accordo tra i formanti.

Quindi nel diritto della società industriale avanzata vige il principio della RESPONSABILITA’.

RESPONSABILITA’ OGGETTIVA:

La colpa era considerata fonte di responsabilità nelle società preindustriali, poiché era facilmente

controllabile.

Nella società industriale lo sviluppo di nuove energie molto più potenti e incontrollabili ha richiesto

una maggiore attenzione per i rischi connessi in quanto è più difficile collegare il nesso tra fatto e

colpa. C’è quindi una responsabilità per rischio derivante da attività pericolose.

Strategie di prevenzione, riduzione o compensazione del danno sono: PAGINA 53

- vietare le attività pericolose;

- autorizzare le attività pericolose con adeguati sistemi di prevenzione e di sicurezza.

Quest’ultima può avere limiti economici e tecnologici portando a tendere allora ad un prodotto

ragionevolmente sicuro. (Dir. CEE 52/92 tutela del consumatore di fronte a prodotti insicuri es.

farmaceutici);

- consentire l’attività pericolosa. In caso di danni ineliminabili questi sono a carico di chi esercita

l’attività con quindi una responsabilità oggettiva con il significato che chi esercita un’attività

potenzialmente pericolosa, espone la società al rischio (valutazione costi/benefici di

quell’impresa rispetto alla collettività).

Leggi e giurisprudenza fissano un limite oltre il quale il rischio è considerato socialmente

inaccettabile:

1. l’impresa svolge un’attività finalizzata al profitto (quindi accollo del rischio);

2. l’impresa organizza e gestisce attività (quindi best decider per valutare);

3. l’impresa può trasferire il rischio all’assicuratore. Costo fisso e calcolabile dell’attività

d’impresa distribuibile sui consumatori.

Limite generale alla responsabilità oggettiva:

Il titolare non risponde per danno causato da caso fortuito inteso come caso estraneo al controllo

dell’attività d’impresa.

Art.2043 CC atipicità delle ipotesi di responsabilità per colpa (criterio generale atipicità); tipicità

delle ipotesi di responsabilità oggettiva.

Responsabilità per fatto di dipendenti:

Il datore è responsabile per i fatti commessi ai dipendenti e sottoposti. Elementi costitutivi sono:

dipendenza;

- illeicità;

- nesso tra fatto dannoso e incombenza del dipendente.

-

La responsabilità è esclusa tra ditta appaltante e appaltatrice.

Se l’attività è svolta fuori dall’orario di lavoro per l’interesse dell’impresa o del datore di lavoro la

colpa nella scelta e vigilanza dei dipendenti non è facilmente attribuibile al datore di lavoro.

Ipotesi più vicina alla responsabilità oggettiva (connesso con il rischio d’impresa).

Art.2050 CC Chi svolge attività pericolosa (per natura intrinseca o mezzi utilizzati) risponde per i

danni cagionati dalla stessa anche se è ammessa la prova liberatoria dimostrando di aver adottato

tutte (in senso lato) le misure idonee ad evitare il danno (quindi difficile da dimostrare poiché anche

senza colpa c’è l’onere oggettivo).

Art.2051 CC Custodia: si risponde per danni causati da cose custodite salvo caso fortuito (che per la

giurisprudenza è un evento imprevedibile e ineluttabile estraneo alla cosa e alla sfera del custode,

mentre per la dottrina è un evento raro ed eccezionale).

Art.2052 CC Danno cagionato da animali: prova liberatoria è il caso fortuito. Difficile è quindi

sfuggire al principio della responsabilità oggettiva.

Art.965 C.N. l’esercente risponde per i danni aereonautici, provocati da cause di forza maggiore

quindi estranei alla manutenzione.

Sono esclusi i fatti dolosi del terzo o i danni derivanti da altri soggetti.

Esercente di un impianto nucleare risponde per i danni derivati da incidente nucleare; materia

regolata dalla Convenzione Parigi del 1960 e ratificata con L.

La RC si sta espandendo in quanto vengono evidenziati nuovi danni e quindi si aprono nuove

frontiere della RC: PAGINA 54

1. Responsabilità per danno ambientale: non sono più idonee le regole classiche della RC in

quanto non vengono lesi diritti soggettivi ma interessi della collettività. La RC la possiamo

vedere come conseguenza di qualunque fatto che comprometta l’ambiente ad esso arrecando

danno, alterandolo o distruggendolo in tutto o in parte obbliga l’autore del fatto al risarcimento

purchè il fatto sia doloso o colposo o violi una norma o un provvedimento dell’autorità pubblica

(L.349/86). Trattandosi di una violazione di un interesse diffuso della collettività il soggetto

legittimato ad agire è lo Stato. La misura di risarcimento è stabilita da un criterio equitativo e

comprende la gravità della colpa, il costo necessario al ripristino ed il profitto conseguito dal

trasgressore;

2. Responsabilità per il danno alla persona (danno biologico): è una lesione all’integrità fisica o

della salute (psichica o fisica) della persona. Il risarcimento comprende:

- danno patrimoniale : che può essere danno emergente e lucro cessante con:

grado di menomazione della capacità di lavoro (percentuale di invalidità);

- reddito ricavato dalla attività lavorativa;

- età del soggetto.

-

- danno morale : sofferenza fisica o psichica che la lesione infligge alla persona e che è

risarcibile solo se deriva da reato;

- danno biologico : lesione all’integrità fisico-psichica, la menomazione della salute (danno

evento) distinta dal danno conseguenza (danno patrimoniale e morale). Corte Cost. sentenza

n.184/86. Il riconoscimento a partire dagli anni 70 risponde al principio di valorizzazione

della persona umana a prescindere dalla sua capacità di produrre reddito e al superamento

delle diseguaglianze economico sociali. Attribuire a tutti lo stesso risarcimento. Danno

biologico risarcibile anche ai famigliari (Corte Cost. 94). Danno biologico anche per lesioni

personali con previsto risarcimento anche per il coniuge;

3. Responsabilità per lesione del credito: se un terzo fa in modo che il debitore non adempia il suo

debito verso il creditore e questi ne subisce un danno diventa responsabile del danno arrecato

(es. Torino Superga). In passato la giurisprudenza ammetteva la responsabilità solo per la

lesione di diritti soggettivi assoluti, mentre il diritto di credito è un diritto relativo. Soluzione

condivisa è diventata l’induzione all’inadempimento con il rischio però che l’allargamento

indiscriminato della risarcibilità dei danni da lesione del credito (uso del nesso di causalità);

4. Responsabilità per esercizio della attività medica: quando un paziente subisce danni

(all’integrità fisica o alla salute) in dipendenza di un intervento chirurgico o altro trattamento

sanitario che non ha avuto l’esito sperato, può sorgere responsabilità del medico o della struttura

sanitaria. Responsabilità del medico è attenuata, presente se c’è dolo o colpa grave. Se la

prestazione professionale implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà la

responsabilità è attenuata. Regola giurisprudenziale è che se il trattamento non implica problemi

di speciale difficoltà scatta la presunzione di negligenza o inadeguatezza. Prova liberatoria è che

l’esito insoddisfacente del trattamento è dipeso dal caso fortuito. Vi è comunque in ogni caso

responsabilità se il medico non si è preoccupato di ottenere il consenso informato del paziente.

5. Responsabilità per esercizio della attività giornalistica: se un giornale o una televisione

diffondono notizie o commenti offensivi, il diffamato può chiedere il risarcimento della lesione

della sua reputazione (diritto all’onore). Contrapposizione di due diritti: diritto di cronaca e di

PAGINA 55

informazione e diritto all’onore. Prevale il diritto che comparativamente riflette il criterio

dell’utilità sociale. Il giudizio comparativo è basato su valori e interessi, criteri elaborati dalla

giurisprudenza:

notizia basata su fatti non veri: ammessa la verità putativa se fondata su adeguati

- accertamenti;

notizia basata su fatti veri che non presentano un apprezzabile interesse sociale o seguono

- modalità espressive inadeguate.

La responsabilità ricade sul giornalista, sul direttore e sull’editore;

6. Responsabilità per esercizio della attività giudiziaria: dibattito sull’opportunità di affermare la

responsabilità dei giudici per comportamenti sbagliati o irregolari:

non vi è ragione per esimere i giudici da responsabilità dei giudici per comportamenti

- sbagliati o irregolari;

il timore di incorrere in responsabilità potrebbe indurre il magistrato ad eccessi di cautela,

- menomandola sua indipendenza di giudizio, costituzionalmente garantita.

Referendum 1987 e L.117/88 equilibrio tra tutela dei cittadini ingiustamente danneggiati e

salvaguardia dell’indipendenza della magistratura. Il danno è risarcibile solo se derivante da:

- diniego di giustizia ;

- atti giudiziari compiuti cono dolo o colpa grave (grave violazione di norma o affermazione

di un fatto chiaramente inesistente).

Responsabilità dello Stato a cui spetta l’azione di rivalsa contro il magistrato con limite

quantitativo (somma non superiore a 1/3 dello stipendio annuo);

7. Responsabilità della Pubblica Amministrazione: da esonero a responsabilità dello Stato, degli

enti pubblici e di loro funzionari per i danni causati (art.28 Cost.). Chi riceve danno da

un’attività della PA può richiedere il risarcimento all’ente pubblico titolare dell’attività. Il

danneggiato può agire anche contro il dipendente pubblico che però risponde solo per dolo o

colpa grave. Se l’ente pubblico è stato costretto a risarcire può agire in regresso contro il

dipendente autore materiale del fatto dannoso.

Si discute se la PA risponda solo per violazione di diritti soggettivi o anche per la lesione di

interessi legittimi. La dottrina è orientata per la risarcibilità degli interessi legittimi mentre la

giurisprudenza non prevede la risarcibilità della lesione di interessi legittimi, fedele quindi alla

distinzione tradizionale. E’ prevista però una estensione dell’area di risarcibilità comprendendo

situazioni che corrispondono a diritti soggettivi;

8. La concorrenza sleale e gli illeciti dell’imprenditore: commette concorrenza sleale

l’imprenditore che (art.2598 CC):

crea confusione tra la propria attività o i propri prodotti con attività e prodotti del

- concorrente;

diffonde notizie o apprezzamenti idonei a determinare il discredito dei prodotti e dell’attività

- del concorrente (pubblicità comparativa);

si appropria di pregi dei prodotti o dell’impresa del concorrente (pubblicità: tipo, modo….);

- compie atti dannosi non conformi ai principi della correttezza professionale (pubblicità

- menzoniera).

LA RESPONSABILITA’ DEL PRODUTTORE:

Il produttore di beni è responsabile del prodotto messo in circolazione anche se non ha rapporto

diretto con il consumatore finale (produttore-dettagliante-consumatore). PAGINA 56

Modelli di allocazione del rischio in caso di messa in circolazione di prodotto difettoso:

- sul consumatore : responsabilità contrattuale (vendita responsabile per vizi della cosa art.1494

CC) o extracontrattuale (art.2043 CC) onere della prova della colpa incombe sul consumatore;

- sull’impresa : responsabilità per colpa presunta, responsabilità senza colpa;

- sulla società : fondo di solidarietà.

Modelli di elaborazione di regole giurisprudenziali in Common Law:

Usa 1919 MacPherson v.Buick: responsabilità diretta del produttore superando la relatività del

- contratto (privaty of contract). Responsabilità senza colpa (Strict liability) e responsabilità

dell’assemblatore;

UK 1926 Donogue v.Stevenson: responsabilità del by stander;

- USA 1960 Henningsen v. Bloomfield Motor Co.: responsabilità del produttore per garanzia

- implicita di commerciabilità del bene venduto.

Sviluppi contemporanei della product of liability:

Nader v.Chevrolet Corvoir: unsafe at any speed e finanziamento delle lobby consumistiche.

- 1906 Pure food and drug Act;

- anni 30 Boicott a Detroit, Consumer Union;

- anni 70 politica consumerista Truth in leiding Act (trasparenza contrattuale);

- anni 80 deregulation e stabilizzazione della consumer protection (protezione del cittadino

- socialmente debole, ghetto consumer, da parte delle Corti).

Giurisprudenza nei paesi di Civil Law:

I 1964 schettini c. Saiwa: responsabilità del produttore per colpa presunta. Inversione dell’onere

- della prova;

D 1968 peste dei polli: responsabilità per colpa presunta a tutela del consumatore soggetto

- debole;

- F Bernard c. Lombard c. Grandes Brasseries: action indirecte (contrattuale), devoir de garde du

venditeur. Necessità di una armonizzazione europea.

Mercato unico con libera circolazione di beni in base al principio di mutuo riconoscimento

- (sentenza Cassis de Dijon) e difformità di regolamentazione porta a squilibri interni;

Disparità di trattamento tra cittadini europei;

- Difformità di tutela produce un freno agli acquisti transfrontalieri.

-

Direttiva CEE 374 “Tutela del consumatore su prodotti difettosi” è dettagliata con opzioni di scelta

dei vari paesi su:

prodotti agricoli;

- rischio di sviluppo;

- tetto alla responsabilità.

-

Recepita in Italia con DPR 25/8/88 i cui principi e regole di base sono:

- responsabilità senza colpa (oggettiva) del produttore;

prodotto è ogni genere di bene esclusi i prodotti agricoli;

- produttore è il fabbricante, anche del componente o della materia prima, l’assemblatore, il

- distributore e l’importatore da paesi extra UE; PAGINA 57


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto Privato, Galgano.
Gli argomenti trattati con particolare attenzione sono: la validità, l'effettività, la cogenza, la norma giuridica, la definizione di diritto privato, la definizione di diritto pubblico, il diritto oggettivo, il diritto soggettivo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Rolli Rita
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Rolli Rita.

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