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accessione cosa mobile a cosa immobile (art.934-938 CC) es. costruzione edificio su un

fondo;

accessione di cosa immobile a cosa immobile (art.942,945-947 CC) es. alluvione e

avulsione;

accessione cosa mobile a cosa mobile (art.939 CC) unione o mescolanza.

Accessione invertita (art.938 CC) occupazione di fondo attiguo (es. costruzione di opere pubbliche

come l’occupazione acquisitiva dove un ente statale occupa illegittimamente un suolo privato per

costruire un’opera pubblica, si avrà l’estinzione del diritto di proprietà del privato con la

conseguente acquisizione a titolo originario della proprietà del suolo in capo all’ente costruttore che

dovrà però versare un risarcimento al privato).l’ accessione invertita dovrà avvenire solo occupando

una parte del suolo altrui e soprattutto secondo buona fede

specificazione (art.940 CC):

Se taluno ha adoperato una materia che non gli apparteneva per formare una nuova cosa ne acquista

la proprietà pagando al proprietario il prezzo della materia, salvo che il valore della materia sorpassi

notevolmente quello della mano d'opera. In quest'ultimo caso la cosa spetta al proprietario della

materia, il quale deve pagare il prezzo della mano d'opera. (es. stilista).

Diritti reali minori:

diritti reali su cosa altrui, coesistenza di diritti tra proprietario e altri soggetti.

Caratteristiche:

fanno diritto di seguito cioè seguono la trascrizione della cosa;

- godono di difesa assoluta;

- sono suscettibili di possesso e di acquisto a titolo originario tramite possesso (usucapione);

- si prescrivono in 20 anni;

- formano un numero chiuso cioè l’autonomia dei privati non può crearne altri (risponde ad una

- finalità di politica legislativa che vuole evitare che sui beni si formino una generalità di diritti in

modo tale da impedire o rendere difficoltosa la loro circolazione e quindi la formazione di

ricchezza).

Tali diritti sono:

Diritto di superficie (art.952 CC): scissione tra proprietà del fondo e proprietà dell’edificio. La

costituzione del diritto di superficie sospende l’operatività del diritto di accessione.

Il diritto di superficie temporaneo è stato utilizzato come strumento di politica urbanistica con la

L.865/71 la quale prevede che i suoli espropriati per fini di edilizia popolare possono restare di

proprietà dei comuni e che su di essi venga concesso ai costruttori solo diritto di superficie

temporaneo (normalmente 99 anni).

enfiteusi (art.957-965 CC): diritto reale minore che attribuisce all’enfiteuta la facoltà di godimento

che spettano al proprietario (si parla di dominio utile per l’enfiteuta e dominio diretto per il

proprietario).

L’enfiteuta ha l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare un canone (art.960 CC), il fondo può

essere affrancato dall’enfiteuta ed in caso di inadempimento degli obblighi dell’enfiteuta il

concedente può richiedere la devoluzione (art.972 CC).

E’ un’istituto scarsamente utilizzato.

usufrutto (art.981 CC):

usufruttuario ha la facoltà di godere della cosa ma di rispettarne la destinazione.

Si costituisce per legge, volontà dell’uomo o per usucapione (art.978 CC). I frutti spettano

all’usufruttuario per la durata del suo diritto (art.984 CC) e la durata non eccede la vita

dell’usufruttuario o se persona giuridica non oltre 20 anni (art.979 CC). PAGINA 17

Uso e abitazione: forma di usufrutto più limitata.

Uso (art.1021 CC): Chi ha il diritto d'uso di una cosa può servirsi di essa e può raccogliere i frutti

per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia. (ricordare la riserva a favore del coniuge

anche in caso di uso art.540 CC).

abitazione (art.1022 CC). Né l’uso né l’abitazione consentono di cedere il diritto di dare in

locazione la casa. Possono essere goduti come diritti solo in caso di bisogno del titolare e della sua

famiglia.

servitù prediali (art.1027 CC): La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per

l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

Rapporto di asservimento tra fondi con la presenza di proprietari diversi.

Art.1031 CC costituzione delle servitù: le servitù prediali possono essere costituite coattivamente o

volontariamente. Possono anche essere costituite per usucapione o per destinazione del padre di

famiglia.

Servitù coattive:

- acquedotto coattivo (art.1033-1048 CC);

passaggio coattivo (art.1051-1057 CC) concesso il passaggio da un fondo a cui è interclusa

la pubblica via;

servitù acquistate per usucapione o destinazione del padre di famiglia:

- valgono solo per le servitù apparenti (art.1061 CC) es. senza opere visibili.

Estinzione delle servitù:

confusione (art.1072 CC) proprietario del fondo servente e fondo dominante diventano la stessa

- persona;

prescrizione (art.1073 CC) non se ne usa per 20 anni.

-

POSSESSO:

art.1140 CC: “Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente

all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

Il possesso dà il potere di fatto su una cosa.

Rapporto tra possesso e proprietà:

- la proprietà è una situazione di diritto (art.832 CC) che può essere acquistato a titolo originario

o definitivo;

- il possesso è invece una situazione di fatto;

le vesti di proprietario e di possessore normalmente coincidono nella stessa persona;

- il possessore può non essere il proprietario e ugualmente godere della tutela possessoria, il

- proprietario, non essendo il possessore, può agire per recuperarla.(art.948 CC).

La legge tutela il possesso di per sé anche se il soggetto non ne è anche il proprietario e anche se il

possesso avviene in malafede.

Il possesso richiede:

- che ci sia una materiale disponibilità della cosa, che è diversa dalla disponibilità giuridica;

- intenzione di comportarsi come proprietario della cosa (animus possidendi) cioè di non

riconoscere in altri titolari del diritto del bene.

Possesso e detenzione si risolvono entrambe in potere di fatto sulla cosa, ma si differenziano in

quanto il potere del detentore sulla cosa presuppone e riconosce un possesso altrui. Quindi è

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detentore e non possessore colui che ha il materiale godimento dei una cosa in forza di un titolo che

implichi il riconoscimento dell’altruità della cosa (es. rapporto di locazione).

Mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC) può avvenire per:

causa proveniente da un terzo;

- opposizione del detentore.

-

Possesso in buona fede (art.1147 CC): Colui che ritiene di essere anche il proprietario.

È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.

La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave.

La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto

Il possesso si acquista a titolo:

originario con l’apprensione fisica della cosa tramite:

spoglio o occupazione (art.923 CC) cose mobili di proprietà di nessuno;

- mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC);

- interversione del possesso (art.1164 CC).

-

derivativo tramite:

consegna della cosa che può essere materiale o simbolica (es. chiavi immobile);

- successione.

-

Effetti del possesso:

il proprietario può rivendicare dal possessore la restituzione del bene. A tal fine se la domanda è

accolta il possessore è tenuto a restituire la cosa con i frutti ma con diverse modalità:

- se possessore in buona fede acquista i frutti maturati in data anteriore alla domanda di rivendica

e già separati e restituisce quelli percepiti dal momento della domanda;

- se possessore in malafede deve restituire tutti i frutti percepiti fin dall’inizio del possesso.

Il possessore ha comunque diritto al rimborso delle spese fatte per le manutenzioni straordinarie.

Nell’acquisto della proprietà tramite possesso il possesso vale come titolo.

Per i beni mobili colui al quale sono alienati da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la

proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede e sussista un titolo idoneo al trasferimento

della proprietà (art.1153,1155 CC).

Usucapione:

Per i beni immobili la proprietà e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano

in virtù del possesso continuato per venti anni (art.1158 CC).

(art.1159 CC)Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un

titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie

l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.

la proprietà dei beni mobili si acquistano in virtù del possesso continuato per dieci anni se in buona

fede. Se il possessore è di mala fede, l'usucapione si compie con il decorso di venti anni.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA’:

Azioni petitorie rivolte a chi ha il diritto di proprietà su un bene: PAGINA 19

- azione di rivendicazione (art.948 CC) Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la

possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha

cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il convenuto è obbligato a

ricuperarla per l'attore a proprie spese, o a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il

danno.

L’azione di rivendicazione spetta quindi solo al proprietario che avrà l’onere della prova

(art.2697 CC) del diritto di proprietà. Non sarà quindi ritenuto sufficiente un acquisto a titolo

derivativo ma occorrerà risalire ad un acquisto a titolo originario.

Al fine di dimostrare il suo diritto, il rivendicante deve dimostrare di aver acquistato a titolo

originario (es. ex art.1153 CC possesso in buona fede più titolo idoneo) oppure di aver

usucapito anche unendo il proprio possesso con quello del suo dante causa (ex art.1146 CC) per

un periodo in totale non inferiore ai 20 anni.

Prescrizione: l’azione di rivendicazione non si prescrive salvo gli effetti di acquisto della

proprietà da parte di altri per usucapione.

- Azioni negatorie (art.949 CC) Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti

affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Se sussistono anche

turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la

condanna al risarcimento del danno.

L’onere probatorio è meno impegnativo che nelle azioni di rivendicazione infatti il proprietario

può dare prova di acquisto anche solo a titolo derivativo.

- Regolamento di confine e apposizione di termini (art.950-951 CC) Quando il confine tra due

fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente. Ogni

mezzo di prova è ammesso. In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine

delineato dalle mappe catastali. Se i termini tra fondi contigui mancano o sono diventati

irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano apposti o ristabiliti a

spese comuni.

Azioni possessorie concesse a chi ha il possesso del bene.

Sono accordate al possessore in quanto tale a prescindere che si o meno il proprietario del bene.

Sono azioni più rapide rispetto di quelle petitorie.

Il possessore deve solo dimostrare il suo stato possessorio e se riveste anche la figura di proprietario

è dispensato dall’onere della prova di proprietà.

La motivazione giuridica di tale tutela è data da esigenze attinenti l’ordine pubblico onde evitare

una autotutela da parte dei cittadini.

- azione di reintegrazione (art.1168 CC) deve essere esercitata entro l’anno contro chi con

violenza ha spogliato il possessore del suo bene. Viene tutelato anche il detentore qualificato

(non chi detiene per servizio o ospitalità). La reintegrazione è ordinata dal giudice sulla

semplice notorietà del fatto senza dilazione.

- Azione di manutenzione (art.1170 CC) il possessore se detiene il possesso da almeno un anno e

tale possesso non è stato acquistato in modo violento o clandestino, può chiedere che entro

l’anno dalla turbativa la manutenzione (tutela) del possesso. PAGINA 20

Azioni di nunciazione (artt.1171-1172 CC) sono azioni tutelari tese ad impedire che si producano

danni in capo ad un soggetto. Possono essere promosse da proprietari, possessori o titolari di un

diritto. Sono:

- denunzia di nuova opera (art.1171 CC) se si teme che da una nuova opera in costruzione possa

arrivare un danno all’oggetto di un proprio diritto;

- denunzia di danno temuto (art.1172 CC) se vi è una previsione di danno.

OBBLIGAZIONI:

Lo studio dell’obbligazione attiene all’oggetto del rapporto giuridico.

Differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione:

diritti reali:

- attengono ai diritti dell’uomo sulla cosa

godimento della cosa avviene sulla cosa stessa

diritti assoluti la loro efficacia è rivolta a tutti i soggetti (erga omnes);

perdurano nel tempo.

diritti di obbligazione:

- attengono ai diritti che un soggetto (creditore) ha nei confronti di un altro soggetto (debitore)

presuppongono la cooperazione del debitore (adempimento)

diritti relativi cioè possono essere fatti valere dal creditore solo nei confronti del debitore;

tende ad esaurirsi nel tempo.

L’obbligazione è un vincolo giuridico in virtù del quale il debitore è tenuto verso il creditore ad una

prestazione (artt.1173-1320 CC).

Il creditore ed il debitore sono quindi legati da un vincolo un legame di comportamenti che sfocia in

una prestazione.

Elementi dell’obbligazione:

soggetto attivo (creditore) oggetto (prestazione) soggetto passivo (debitore)

Fonti delle obbligazioni (art.1173 CC): Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da

ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico.

Il contratto è quindi la fonte principale seguita dal fatto illecito. Altri fatti o atti idonei a far sorgere

una obbligazione sono: la promessa di pagamento (art.1988 CC), la promessa al pubblico (art.1989

CC), la ricognizione di debito (art.1988 CC), i titoli di credito, la gestione d’affari (art.2028 CC), il

pagamento dell’indebito (art.2033 CC) e l’arricchimento senza causa (art.2041 CC).

Oggetto del rapporto giuridico è la prestazione che deve essere:

- a carattere patrimoniale (art.1174 CC) suscettibile a valutazione economica;

- possibile , ci può essere impossibilità oggettiva o soggettiva, però solo l’impossibilità oggettiva

non fa sorgere l’obbligazione;

- lecita , illecita è l’obbligazione contraria alla legge, all’ordine pubblico, alla morale o al buon

costume;

- determinatezza e determinabilità che contenga tutti gli elementi per il suo stesso svolgimento.

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Art.1175 CC: Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza. Ci

deve essere quindi collaborazione tra i due soggetti per la soddisfazione dell’obbligazione; anche da

parte del creditore.

Tipi di obbligazione:

- di dare consegnare di mezzi: il debitore si obbliga nei confronti

del creditore

a compiere una determinata attività senza garantirne il

risultato (es. prestazioni professionali)

di risultati: il debitore si obbliga nei confronti del

creditore non solo a compiere una determinata attività

ma anche a raggiungere un particolare risultato.

restituire

fare

-

- non fare .

ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI (artt.1176-1200 CC):

L’adempimento consiste nell’esatta esecuzione da parte del debitore della prestazione che forma

l’oggetto della obbligazione.

Elementi dell’esatto adempimento sono:

a) modalità di esecuzione della prestazione . Non è sufficiente quindi adempiere ma occorre

adempiere secondo gli elementi dell’esatto adempimento:

nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia

- (art.1176 CC);

il creditore può rifiutare un adempimento parziale, quindi il debitore deve adempiere per

- intero, salvo i casi previsti dalla legge come la legge cambiaria (art.1181 CC);

quando l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel genere,

- il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media (art.1178 CC);

obbligo di custodire la cosa da consegnare fino alla consegna (art.1177 CC);

- chi è tenuto a prestare garanzia la può dare reale o personale (art.1179 CC).

-

b) persona che esegue la prestazione (art.1180 CC). L’obbligazione assunta dal debitore può

essere adempiuta da un terzo, anche se non rientrava nel rapporto obbligatorio. Il creditore non

può opporsi all’adempimento del terzo a meno che non abbia un interesse particolare

sull’adempimento del debitore. (es. imprenditore teatrale che ingaggia un noto cantante). Ci può

essere anche una opposizione del debitore all’intervento del terzo.

c) persona che riceve la prestazione (art.1188 CC). Il pagamento deve essere fatto al creditore o al

suo rappresentante. Se il pagamento non è fatto al creditore e comunque lui lo rettifica il

debitore viene liberato dalla obbligazione.

d) luogo dell’adempimento (art.1182 CC). E’ il luogo stabilito dalle parti o in mancanza:

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obbligo di consegna di cosa certa e determinata nel luogo dove si trova quando è sorta

- l’obbligazione;

somma di danaro consegnata al domicilio del creditore alla scadenza o se il domicilio è

- diverso dal momento in cui è sorta l’obbligazione al domicilio del debitore;

in tutti gli altri casi al domicilio del debitore alla scadenza.

-

e) tempo dell’adempimento (art.1183 CC). Si distinguono sue ipotesi:

è stato fissato il termine si presume che sia a favore del debitore;

- non è stato fissato il termine di esecuzione della prestazione e quindi il creditore può

- esigerla immediatamente.

f) identità della prestazione oggetto dell’obbligazione . Perché ci sia esatto adempimento ci deve

quindi essere una esatta identità della prestazione oggetto della obbligazione con la prestazione

promessa.

Pagamento a creditore incapace (art.1190 CC). Il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo

non libera il debitore, se questi non prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a vantaggio

dell'incapace.

Pagamento eseguito da debitore incapace (art.1191 CC). Il debitore che ha eseguito la prestazione

dovuta non può impugnare il pagamento a causa della propria incapacità se la fonte di nascita

dell’obbligazione è legittima.

Imputazione di pagamento (art.1193 CC). Di fronte ad un pagamento, se non è stato specificato il

debito che si vuole soddisfare, le obbligazioni vengono soddisfatte nel seguente ordine:

più debiti , di cui uno scaduto, il debito scaduto;

- più debiti scaduti, quello meno garantito;

- più debiti scaduti ugualmente garantiti, quello più oneroso per il debitore;

- più debiti scaduti ugualmente garantiti e onerosi per il debitore, quello più antico;

- in mancanza, proporzionalmente ai vari debiti.

-

L’art.1199 CC sancisce che le spese per il pagamento sono a carico del debitore e comunque il

debitore ha diritto di ricevere la quietanza del pagamento.

Il creditore può accettare una prestazione diversa da quella dovuta e il debito si esaurisce al

compimento della prestazione stessa (art.1197 CC).

Surrogazione (artt.1201-1205 CC):

Quando un terzo interviene in favore del debitore sostituendolo nell’adempimento della prestazione,

il creditore può surrogarlo dei propri diritti. La surrogazione può essere: per volontà del creditore,

per volontà del debitore o legale.

Mezzi di pagamento. Non viene rispettato il luogo dell’adempimento come domicilio del creditore:

trasferimento elettronico di fondi, sistema bancomat, carta di credito, accredito bancario e assegno.

Altri modi di estinzione del rapporto di obbligazione (diversi dall’esatto adempimento):

- novazione (artt.1230-1235 CC) sostituire una obbligazione esistente con una nuova diversa dalla

precedente per oggetto o per titolo. Può essere soggettiva se cambia uno dei due soggetti

(debitore o creditore) od oggettiva se cambia l’oggetto della obbligazione. Deve quindi essere

caratterizzata dalla volontà di novare e dalla cosa nuova; PAGINA 23

- remissione (artt.1236-1240 CC) il creditore può rimettere il debito estinguendo così

l’obbligazione;

- compensazione (artt.1241-1252 CC) quando due soggetti sono legati da più rapporti di debito-

credito:

- compensazione legale (art.1243 CC)opera automaticamente se i debiti sono liquidi ed

esigibili;

- compensazione giudiziale (art.1243 CC) se il debito è di facile liquidazione il giudice può

dichiarare la compensazione;

- volontaria (art.1252 CC) se c’è volontà tra le parti anche si debiti non sono liquidi ed

esigibili.

- confusione (art.1253-1255 CC) debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona e così i

rapporti di debito-credito si esauriscono;

- impossibilità sopravvenuta (art.1256-1259 CC) estingue l’operazione anche se al suo sorgere

era possibile. L’impossibilità non deve essere né temporale né parziale.

INADEMPIMENTO:

L’inadempimento consiste in ogni discordanza tra il dovuto e ciò che è effettivamente prestato.

Art.1218 CC: Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento

del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della

prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Il debitore è in mora quando non esegue la prestazione o la esegue in ritardo.

La mora scatta con la costituzione in mora quindi un atto del creditore (art.1219 CC) ma è

automatica:

quando il debito deriva da fatto illecito;

- quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire l’obbligazione;

- quando è scaduto il termine se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

-

Effetti della mora:

obbligo di risarcire il danno del ritardo;

- il rischio della prestazione passa dal creditore al debitore (art.1221 CC).

-

Gli elementi del danno risarcibile sono quelli generali cioè:

perdita subita (danno emergente);

- mancato guadagno (lucro cessante).

-

Art.1226 CC valutazione equitativa del danno. Il giudice, se non è stato provato un danno preciso

nell’ammontare, fa una valutazione equitativa.

Mora del creditore (art.1206 CC):

Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei modi

indicati dagli articoli seguenti o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa

adempiere l'obbligazione. PAGINA 24

La mora del creditore, più complessa di quella del creditore, scatta quando il debitore ha fatto

un’offerta valida al creditore ex art.1208 CC. I requisiti per la validità dell’offerta sono:

che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui;

- che sia fatta da persona che può validamente adempiere;

- che comprenda la totalità della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle

- spese liquidate, e una somma per le spese non liquidate, con riserva di un supplemento, se

necessario;

che il termine sia scaduto;

- che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l’obbligazione;

- che l’offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio;

- che l’offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.

-

Se l’obbligazione ha per oggetto danaro o titoli di credito l’offerta deve essere reale (materiale).

La cessione del credito (art.1260 CC): Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo

credito, anche senza il consenso del debitore , purché il credito non abbia carattere strettamente

personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

Efficacia della cessione (art.1264 CC): La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto

quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata.

Nella cessione a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire esclusivamente l’esistenza del credito;

nella cessione a titolo gratuito non deve neanche garantire l’esistenza del credito a meno che la

garanzia non sia espressamente pattuita.

Cessione pro soluto il cedente non risponde della solvenza del debitore; cessione pro solvendo il

cedente con apposito atto garantisce la solvibilità del debito.

La cessione del credito tra imprese (factoring) viene regolata dalla L.52/91.

La cessione del credito privato e quella del credito d’impresa si differenziano per le seguenti

caratteristiche:

a) i soggetti:

cessione del credito nel diritto privato: chiunque può cedere il credito;

- factoring: il cedente deve essere un imprenditore e il cessionario deve essere una società.

-

b) le garanzie della cessione:

cessione del credito nel diritto privato: il cedente non garantisce la solvenza del debitore (salvo

- patto contrario);

factoring: il cedente garantisce nei limiti del corrispettivo pattuito, la solvenza (salvo patto

- contrario).

c) la natura dei crediti ceduti:

cessione del credito nel diritto privato: non vi è alcuna particolare limitazione;

- factoring: oggetto della cessione devono essere i crediti sorti da contratti stipulati dal cedente

- nell’esercizio dell’impresa.

SUCCESSIONE NEL DEBITO (art.1268 ss. CC):

Delegazione: il debitore originario (delegante) assegna un nuovo debitore (delegato) al creditore

(delegatario): Tizio (debito di 100) PAGINA 25

(Tizio delega Caio a pagare il suo debito a Sempronio) Sempronio (creditore)

a) delegazione di pagamento:

- è liberatoria quando il delegante è liberato da debito per espressa dichiarazione del delegatario;

- è cumulativa quando il delegante non è liberato e resta obbligato accanto al delegato. Il

delegatorio cioè acquista accanto al vecchio debitore (delegante) un nuovo debitore (delegato).

b) delegazione a promettere:

- è titolata se il debitore nel promettere di pagare al delegatario fa riferimento al rapporto di

provvista o al rapporto di valuta o ad entrambi (emerge la struttura a triangolo);

- è pura se il delegato promette di pagare al delegatario una certa somma senza riferirsi né al

rapporto di provvista né al rapporto di voluta.

Espromissione: è un contratto tra un terzo (espromittente) ed il creditore (espromissario) dove il

terzo promette di pagare un debito altrui (espromesso):

- espromissione liberatoria: il creditore espromissario libera espressamente il debitore espromesso

(solo l’espromittente rimane obbligato);

- espromissione cumulativa: il terzo espromittente è obbligato in solido con il debitore

espromesso nei confronti dell’espromissario.

Accollo: è un contratto tra un terzo (accollante) ed il debitore (accollato):

liberatorio;

- cumulativo, c’è un affiancamento dell’accollante al accollato nell’obbligazione;

- semplice, il creditore (accollatario) non è a conoscenza dell’avvenuto accollo del debito tra

- l’accollante e accollato.

Obbligazioni pecuniarie sono quelle obbligazioni che hanno per oggetto un somma di denaro

(art.1277 CC). Si dice che le obbligazioni pecuniarie sono regolate dal principio nominalistico e

cioè il debito viene considerato al suo valore nominale. Si presenta quindi un problema di

mutamento di valore della moneta nel tempo a cui la giurisprudenza risponde con la corrispondenza

valore nominale al creditore sufficiente ad estinguere il debito. Il rischio di mutamento di valore

della moneta grava sul creditore.

In caso, però, di ritardato pagamento l’art.1224 CC stabilisce che il debitore deve almeno gli

interessi legali se non ne erano stati previsti di diversi. Il creditore ha diritto ad un ulteriore

risarcimento se prova che il danno sofferto è stato maggiore.

distinzioni tra obbligazioni:

l’obbligazione è semplice quando unica e sola è la prestazione assunta dal debitore;

- l’obbligazione è alternativa quando due sono le prestazioni dedotte; o una o l’altra;

- l’obbligazione è parziaria se il creditore deve chiedere a ciascheduno dei debitori il pagamento

- della sua quota di debito; PAGINA 26

l’obbligazione è solidale se il creditore può chiedere a ciascheduno dei debitori il pagamento

- dell’intero debito:

attiva: più creditori con un solo debitore;

passiva: più debitori con uno solo creditore.

CONTRATTI (art.1321 CC):

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un

rapporto giuridico patrimoniale.

Volontà come elemento fondamentale.

L’art.1325 CC delinea invece i requisiti essenziali del contratto ne:

- accordo tra le parti ;

- la causa;

- l’oggetto;

- la forma quando risulta prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Produce nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 CC.

Classificazione dei contratti:

- reali : i contratti si formano con il consenso o la consegna della merce;

- consensuali : i contratti si formano con il consenso delle parti.

In base all’effetto:

- ad effetti reali: i contratti che producono l’effetto translativo;

- ad effetti obbligatori: i contratti che producono l’effetto di far sorgere obbligazioni in capo ad

uno o ad entrambi i contraenti;

In base alle obbligazioni che fanno sorgere:

- contratti onerosi: l’obbligazione è rivolta ad entrambe le parti;

- contratti gratuiti: l’obbligazione è rivolta ad una parte sola.

Autonomia contrattuale (art.1322 CC): le parti possono liberamente determinare il contenuto del

contratto nei limiti imposti dalla legge.

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina

particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento

giuridico.

Quindi come si vede dal secondo comma per i contratti atipici ci deve essere un controllo di

meritevolezza dell’oggetto (es. contratto di sponsorizzazione).

A differenza dei contratti (categoria aperta) gli atti unilaterali patrimoniali, intesi come

dichiarazione di volontà di una sola parte, formano un numero chiuso (es. procura, atto di

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fondazione) e sono disciplinati specificamente dal CC per ognuno di essi pur potendosi applicare, in

quanto compatibili, le norme generali sui contratti (art.1324 CC).

Processo di formazione del contratto (art.1325 CC):

Il contratto si forma sul principio dell’accordo tra le parti ed inoltre il contratto è concluso nel

momento in cui chi ha fatto la proposta è a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

proposta consenso negoziale

accettazione

Un’accettazione non conforme alla proposta equivale ad una nuova proposta.

La proposta per essere valida deve contenere gli elementi necessari e sufficienti a determinare con

l’accettazione il consenso negoziale. Se mancano gli elementi si parla di invito ad offrire.

L’effetto del contratto avviene dal momento in cui la proposta viene accettata e l’accettazione della

proposta fatta al domicilio del proponente porta alla presunzione di conoscenza a meno che egli non

dimostri di non averne avuto notizia senza sua colpa (art.1335 CC).

La proposta può essere revocata finché il contratto non si è formato e partendo dal presupposto che

la proposta non può rimanere vincolante all'infinito le cause della sua caducazione sono:

termine di validità della proposta espressamente evidenziato;

- revoca;

- morte del proponente;

- sopravvenuta incapacità del proponente.

-

C’è comunque la possibilità di rinunciare alla revoca della proposta dando un termine alla

irrevocabilità della proposta. Durante tale periodo non sono possibili modifiche alla proposta che, se

viene accettata, rende il contratto concluso.

Causa: come funzione economico sociale del contratto. Non c’è nel codice una definizione della

causa ma si desume da tre articoli. L’illeicità della causa produce nullità nel contratto. Il controllo

della funzione economico sociale della causa si pone solo per i contratti atipici.

Art.1343 CC la causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon

costume. La causa non va confusa con il motivo.

Il motivo è la ragione interna per la quale il soggetto si induce al negozio. I motivi sono irrilevanti

per il diritto ma rileva solo il motivo illecito. Il contratto è illecito (quindi nullo) quando le parti si

sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe

(art.1345 CC). I caratteri necessari per l’annullamento quindi sono:

illecito;

- determinante alla ragione del negozio;

- comune alle parti (non basta la conoscenza di una delle parti ma ci vuole la condivisione del

- motivo).

Ci possono essere contratti in frode alla legge visti cioè come mezzi per eludere una norma

imperativa (art.1344 CC).

Oggetto è il contenuto concreto del singolo rapporto contrattuale. PAGINA 28

Art.1346 CC L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

L’impossibilità deve essere oggettiva in quanto la soggettiva non rileva; la leicità come conformità

al diritto.

L’oggetto deve essere determinato o determinabile attraverso gli elementi compresi nel contratto. Ci

può essere il caso di un oggetto determinato da un terzo diverso dai contraenti.

Forma: requisito essenziale del contratto è la forma quando risulta prescritta dalla legge sotto pena

di nullità.

Esiste un principio di libertà delle forme cioè la forma assume requisito essenziale del contratto solo

se la legge lo stabilisce se no la forma è libera.

La legge però prevede una serie di contratti che devono farsi per atto pubblico o scrittura privata

pena la nullità (art.1350 CC) es. beni immobili.

Si distinguono:

- forma ad substantiam richiesta per la validità dell’atto;

- forma ad probationen necessaria per dare la prova dell’atto (prova documentale).

Art.2699 CC. L'atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da

altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato (fa

prova in se).

Art.2702 CC. La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle

dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la

sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta (la prova scatta se il

soggetto contro il quale viene prodotta non la disconosce).

Ciò che fa prova non è il contenuto della dichiarazione ma la dichiarazione stessa.

Le trattative e la responsabilità precontrattuale. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella

formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede (art.1337 CC).

Secondo buona fede vuol dire entrare nelle trattative con un serio desiderio a contrarre.

Se si viola questo principio di buona fede si incappa nella responsabilità precontrattuale che ci porta

a dover riconoscere dei danni all’altro soggetto.

I danni risarcibili sono riconosciuti nei limiti del cosiddetto “interesse negativo”. Dove si intende

l’interesse che la parte di buona fede aveva a che le trattative non avessero avuto inizio.

L’interesse negativo si quantifica nelle spese delle perdute occasioni di stringere un altro valido

contratto e dalla attività sprecata nelle trattative (danno emergente e lucro cessante).

La quantificazione dell’interesse negativo non può essere mai pari o superiore al valore del

contratto che si sarebbe dovuto stipulare.

I rapporti giuridici preparatori:

Si intendono per rapporti giuridici preparatori quei rapporti diretti a fermare un affare, il cui assetto

definitivo viene posticipato nel tempo. I rapporti giuridici preparatori sono:

- contratto preliminare (artt.1351,2932 CC) con la stipulazione del contratto preliminare le parti si

obbligano a stipulare un futuro contratto, detto contratto definitivo. Esistono i contratti

preliminari unilaterali o bilaterali. La forma deve essere quella del contratto definitivo pena la

nullità. L’art.2932 stabilisce che se colui che era obbligato a concludere un contratto non

adempie l’altra parte può ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non

concluso e quindi non solo un risarcimento del danno. L’effetto definitivo avviene attraverso la

stipulazione di un contratto nuovo; PAGINA 29

- opzione (art.1331 CC) è un contratto nel quale le parti convengono che una di esse rimane

vincolata dalla propria dichiarazione mentre l’altra si riserva la facoltà di accettarla o meno.

Diventa una proposta definitiva nel momento dell’accettazione della proposta effettuata

dall’altra parte;

- patto di prelazione

: si distingue dagli altri rapporti giuridici in quanto non crea un obbligo a

contrarre, ma più semplicemente crea un obbligo a preferire un determinato soggetto ad altri, a

parità di condizioni, se ed in quanto si deciderà a contrarre. Differenza tra patto di prelazione e

diritto di prelazione, il patto nasce da contratto il diritto nasce da ex legge e dove nella

violazione del diritto l’ordinamento scatta con meccanismi di natura reale, mentre nel patto si

avrà solo diritto ad un riconoscimento dei danni;

- proposta irrevocabile (art.1329 CC);

- la prenotazione .

Condizioni generali di contratto (artt.1341-1342,1370,1679,2211,2965 CC): contratti di massa o di

adesione. Vengono a mancare le contrattazioni individuali di pari forza.

Vengono a crearsi una serie di contratti standardizzati proposti ai consumatori che però fanno

nascere una specie di diritto privato d’impresa visto l’impari equilibrio tra i due soggetti (impresa e

consumatore).

Le condizioni generali di contratto sono il regolamento negoziale predisposto da un contraente per

la regolazione di una serie infinita di successivi rapporti.

Art.1341 CC: Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei

confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe

dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.

Il legislatore accetta il fenomeno delle condizioni generali ma esige come tutela della parte debole

che ci sia la conoscenza da parte del contraente delle condizioni.

Arte.1342 CC: Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti

per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al

modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano

incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate. Viene così riconosciuta un

po’ di autonomia contrattuale.

Art.1341 II CC: sistema di protezione da clausole vessatorie (condizioni che stabiliscono, a favore

di colui che le ha predisposte):

limitazioni di responsabilità;

- facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione;

- decadenze;

- limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;

- restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi;

- tacita proroga o rinnovazione del contratto;

- clausole compromissorie;

- deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

-

Strumento protettivo è il richiamo del consumatore sul contenuto della clausola in quanto esse non

hanno effetto se non sono esplicitamente approvate per iscritto.

L’unione europea è intervenuta a protezione dei consumatori intervenendo con il Capo14 bis circa i

contratti dei consumatori (Direttiva 5/4/1993 93/13 attuata con L.52 6/2/96). Nel contratto concluso

tra il consumatore e il professionista, si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona

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fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi

derivanti dal contratto.

Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto o per effetto di:

escludere o limitare la responsabilità;

- prevedere l’alienazione di un diritto

-

ELEMENTI ACCIDENTALI ED EFFETTI DEL CONTRATTO:

Si fa riferimento a:

- condizione : è un avvenimento futuro e incerto al cui verificarsi si producono o vengono meno

gli effetti del contratto. Si distingue tra condizione sospensiva, se gli effetti del negozio non si

verificheranno che all’avverarsi della condizione; o condizione risolutiva se gli effetti del

negozio si verificheranno subito ma cesseranno all’eventuale verificarsi della condizione. La

condizione può essere:

causale se si tratta di elementi estranei al soggetto;

- potestativa se si tratta di elementi determinati dal soggetto;

- mista se si verificano entrambi i casi.

-

La condizione meramente potestativa consente in un fatto il cui compimento o la cui omissione

non dipende dalla volontà del terzo ma dal mero arbitrio (se vorrò); per questo motivo è nulla;

- termine : avvenimento futuro e certo dal quale, o fino al quale, debbono prodursi gli effetti del

negozio;

- modo : peso che si oppone ad una liberalità allo scopo di limitarla.

Effetti del contratto (art.1372 CC):

Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause

ammesse dalla legge.

Mutuo consenso: due sono le parti che hanno creato il vincolo negoziale e per sciogliersi da quel

vincolo occorre un nuovo e rinnovato consenso di entrambe le parti.

L’art.1373 prevede altresì il recesso unilaterale (convenzionale o legale) che può essere configurato

come il diritto potestativo di risolvere eccezionalmente dall’interno, ex uno latere, il contratto.

Può scaturire dalla volontà delle parti (convenzionale) o per legge (legale). Nel primo caso sono le

parti stesse che al momento della stipulazione del contratto convengono che una di esse potrà, a

certe condizioni, recedere. Nel secondo caso invece è il recesso attribuito per legge come nei

rapporti di durata con assenza del termine finale e dove l’ordinamento deroga al principio generale

per il quale il contratto ha forza di legge tra le parti e ammette che la volontà di un solo soggetto

determini lo scioglimento del contratto (es. recesso dal contratto di agenzia a tempo indeterminato

art.1750 CC).

Nel nostro ordinamento vige il principio consensualistico ad effetto translativo nei contratti ad

effetti reali (art.1376 CC): la proprietà si trasmette o si acquista per effetto del consenso delle parti

legittimamente manifestato.

E’ con il codice napoleonico che si supera la traditio, basta il consenso per perfezionare il contratto

e non serve la consegna del bene. C’è un distinguo nell’art.1377 CC dove per il trasferimento di

massa di cose occorre una misurazione stabilita.

L’art.1378 CC per trasferimento di cose determinate solo nel genere il momento del trasferimento

della proprietà è l’individuazione, cioè l’isolare la massa di cose che viene trasferita. Se il

trasferimento è da piazza a piazza l’individuazione avviene mediamente la consegna al vettore o

spedizioniere. PAGINA 31

Art.1380 CC: questa norma risolve il conflitto tra persone che abbiano diritti personali di godimento

sulla medesima cosa adottando un criterio temporale (il primo che ha goduto) o il titolo di data

anteriore.

Altri effetti del contratto:

- acconto : somma di denaro corrisposta in conto prezzo (pagamento frazionato);

- caparra confirmatoria : ha la funzione di rinforzare l’impegno ad adempiere ed ha la funzione di

liquidazione convenzionale del danno in caso di risoluzione del contratto per inadempimento

(art.1385 CC);

- caparra penitenziale : è il corrispettivo del diritto di recesso; la funzione è quindi di corrispettivo

del diritto di recesso (art.1386 CC);

- clausola penale : non si ha dazione di denaro al momento della stipula, come nel caso della

caparra. Ha la funzione di predeterminare il risarcimento del danno.

Interpretazione del contratto:

Nell’interpretazione soggettiva del contratto bisogna analizzare il comportamento delle parti anche

dopo la stipulazione del contratto stesso.

Se rimangono ulteriori dubbi dopo l’interpretazione soggettiva del contratto si ricorre alle norme di

interpretazione oggettiva come l’art.1367 (principio di conservazione il quale stabilisce che

vengono fatti salvi gli effetti che con una interpretazione soggettiva sarebbero negati).

L’interpretazione di un contratto si può dividere in tre fasi:

- interpretazione letterale;

- ricerca della comune intenzione delle parti;

- valutazione del comportamento delle parti.

L’art.1366 CC ci dice inoltre che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede, dove la

buona fede non è tanto di chi interpreta il contratto ma in chi lo ha sottoscritto.

Per quanto riguarda l’interpretazione nei contratti di massa si applicano i principi dell’art.1370 CC “

Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno

dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.”

L’art.1371 CC conclude le eventuali oscurità di un contratto anche dopo le varie interpretazioni.

Qualora, nonostante l’applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto rimanga

oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel

senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti se è a titolo oneroso.

LA RAPPRESENTANZA:

Art.1388 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei

limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

Un soggetto agisce in nome e per conto di un altro soggetto nella sottoscrizione di contratti (si evita

così la duplicazione dei contratti).

Tra rappresentante e rappresentato vi è l’attribuzione di poteri per sostituirsi nel compimento di una

attività giuridica cosicché gli effetti risalgono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato.

Le fonti della rappresentanza (art.1387 CC): Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge

ovvero dall'interessato. I tipi di rappresentanza sono: PAGINA 32

- legale : dalla legge (genitori rappresentano i figli minorenni);

- volontaria : procura atto unilaterale

mandato contratto;

- organica : il potere di rappresentanza consegue all’organo della persona giuridica (es. Presidente

S.p.A.).

Agire in nome di un soggetto significa spenderne il nome ed il fatto che in un atto di rappresentanza

il dominus sia fatto palese o meno al terzo, distingue la rappresentanza diretta (il rappresentante

dichiara al terzo di agire in nome e per conto del rappresentato) o la rappresentanza indiretta (il

rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio).

Contratto di mandato (art.1703 CC): Il mandato è il contratto con il quale una parte si obbliga a

compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra.

Il mandato può essere:

- con rappresentanza (art.1704 CC) se al mandatario è stato conferito il potere di agire in nome

del mandante. Si applicano le regole della rappresentanza;

- senza rappresentanza (art.1705 CC) Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e

assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi (salvo l’obbligo di trasferire il diritto

al mandante).

Il parametro di diligenza del mandatario deve essere quello del buon padre di famiglia (art.1710

CC).

L’agire nell’interesse del rappresentante può portare ad un conflitto di interessi tra il rappresentante

ed il rappresentato.

art.1394 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d’interessi col rappresentato può

essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal

terzo.

art.1395 CC: contratto con se stesso.

art.1398 CC: Rappresentanza senza potere. - Colui che ha contrattato come rappresentante senza

averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo

contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

art.1393 CC: giustificazione dei poteri (il terzo può esigere la dimostrazione dei poteri che il

rappresentante dichiara di avere).

art.1399 CC: il terzo può esercitare la facoltà di ratificare il contratto nel caso della rappresentanza

senza potere.

Interferenze tra contratto ed i terzi:

art.1401 CC: Nel momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà di

nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti

dal contratto stesso.

La nomina deve essere fatta entro 3 giorni e non ha effetto se non viene accettata restando così

obbligata nel contratto il soggetto nominante.

Effetti della nomina art.1404 CC: Quando la dichiarazione di nomina è stata validamente fatta, la

persona nominata acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto con effetto dal

momento in cui questo fu stipulato. PAGINA 33

Contratto a favore di terzi (artt.1411 ss CC):

Gli effetti positivi del contraente vanno a favore di un terzo (es. assicurazione sulla vita con

beneficiario altro soggetto). Lo stipulante deve avere interesse nella stipula. Non è un contratto

trilaterale.

Cessione del contratto (artt.1406 ss CC):

Ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni

corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purché l’altra parte vi consenta.

La differenza con la cessione del credito è che nella cessione del contratto è necessario il consenso

dell’altra parte, mentre non nella cessione del credito.

NULLITA’ E ANNULLABILITA’:

La nullità e l’annullabilità sono sanzioni che rientrano nella categoria della invalidità del contratto.

Nullità: ciò che nullo non produce alcun effetto.

è la sanzione più grave prevista dal nostro ordinamento giuridico;

- l’atto nullo non produce alcun effetto;

-

- la nullità ha effetto retroattivo (agisce fin dalla formazione dell’atto).

Cause di nullità del contratto (art.1418 CC): Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la mancanza

di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 (accordo tra le parti, forma, oggetto causa), l’illiceità

della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell’oggetto dei

requisiti stabiliti dall'articolo 1346 (possibile, lecito, determinato).

nullità parziale (art.1419 CC): se le clausole colpite da nullità sono elemento determinante per il

consenso delle parti l’intero contratto diviene nullo. Se le clausole nulle sono sostituite da norme

imperative il contratto non è soggetto a nullità.

Art.1421 CC: Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi

ha interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione (art.1422 CC) ed inoltre il

contratto nullo non può essere convalidato (art.1423 CC).

Esiste però la conversione dell’atto nullo che è comunque cosa differente dalla convalida. Mentre la

convalida sana il negozio viziato con la conversione si permette di salvare gli effetti di un contratto

diverso a determinate condizioni cioè che abbia i requisiti di forma e di sostanza previsti dalla legge

(art.1424 CC) es. cambiale nulla diventa promessa di pagamento.

Annullabilità:

Cause di annullabilità sono: l’errore, la violenza, il dolo e gli altri casi stabiliti dalla legge.

Le cause annullabilità possono essere suddivise in due grandi gruppi:

- le cause attinenti all’incapacità di chi contrae (art.1425 CC) es. minore, interdetto, inabilitato;

- le cause che attengono ai vizi del consenso: il soggetto che contrae è pienamente capace ma la

sua volontà è viziata (errore, violenza o dolo) art.1427 CC. PAGINA 34

L’errore può essere: errore vizio o errore ostativo.

L’errore è dovuto ad una falsa rappresentazione della realtà che nasce dalla mia percezione di essa.

Se è indotta si parla di dolo. Viene a costituirsi un conflitto tra la salvaguardia del soggetto in errore

ed il libero traffico economico. Quindi i tratti fondamentali perché l’errore sussista è la

riconoscibilità dell’errore dall'altro contraente (art.1428 CC) e l’essenzialità dell’errore stesso.

Essenzialità dell’errore (art.1429 CC):

L’errore è essenziale:

1) quando cade sulla natura o sull’oggetto del contratto;

2) quando cade sull'identità dell’oggetto della prestazione ovvero sopra una qualità dello stesso che,

secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi determinante del

consenso;

3) quando cade sull’identità o sulle qualità della persona dell’altro contraente, sempre che l’una o le

altre siano state determinanti del consenso;

4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

Esiste anche l’ipotesi dell’errore di calcolo che però non porta alla nullità del contratto ma solo ad

una sua modificazione.

La violenza può essere: fisica o psichica.

La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo (art.1434 CC).

Solo la violenza psichica porta all’annullabilità del contratto in quanto lascia due scelte: la scelta di

stesura del contratto o conoscere se la minaccia era vera. La violenza fisica porta al contratto nullo

in quanto fa mancare uno dei suoi elementi fondamentali: l’accordo tra le parti.

Il dolo può essere: determinante o incidente.

Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati

tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (art.1439 CC).

Il dolo incidente non è causa di annullabilità del contratto in quanto il contratto sarebbe stato

ugualmente stipulato anche se diversamente (art.1440 CC).

La convalida può essere solo per i contratti annullabili e non i nulli:

- espressa: è effettuata mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di

annullabilità e la dichiarazione che si intende convalidarlo;

- tacita : si estrinseca dal comportamento concludente del contraente cui spetta l’azione di

annullamento, il quale dà volontaria esecuzione al contratto conoscendo il motivo

dell’annullabilità.

Differenze tra nullità e annullabilità:

- causa ;

- natura dell’interesse protetto (un interesse generale per la nullità mentre un interesse particolare

per l’annullabilità);

- soggetti e legittimazione attiva (i criteri distintivi attengono ai soggetti che possono far valere il

vizio; più esteso nella nullità, più ristretto nella annullabilità);

- prescrizione (l’atto nullo non si prescrive mai, l’atto annullabile si prescrive in 5 anni);

PAGINA 35

- convalida (i negozi annullabili possono essere convalidati mentre non quelli nulli);

- effetti (il negozio nullo non produce effetti fin dal suo nascere mentre il negozio annullabile

produce effetti fino a quando non è esercitata con successo l’azione di annullamento).

Simulazione:

creare un’apparenza al fine di creare uno stato di cose fittizie, conoscibili dai terzi.

Il negozio simulato crea per il terzo una apparenza, una finzione, che non corrisponde a realtà.

- simulazione assoluta: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà non ne

vogliono porre in essere nessuno;

- simulazione relativa: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà ne vogliono

porre in essere un altro, diverso, denominato contratto dissimulato.

Effetti della simulazione (non produce effetto tra le parti ed è nullo). Effetti tra le parti (art.1414

CC) Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se le parti hanno voluto concludere un

contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne

sussistano i requisiti di sostanza e di forma;

Prove della simulazione (art.1417 CC):

La prova per testimoni della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è proposta da

creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l’illeicità del contratto dissimulato, anche se è

proposta dalle parti.

Tra le parti la simulazione si prova a mezzo della contro-dichiarazione.

RESCISSIONE E RISOLUZIONE:

Sono rimedi previsti dall’ordinamento a causa di anomalie del contratto.

La rescissione si applica ad anomalie genetiche cioè che erano presenti alla formazione del

contratto:

contratto concluso in stato di pericolo (art.1447 CC);

- azione generale di rescissione per lesioni (art.1448 CC).

-

La risoluzione si applica ad anomalie sorte in fase successiva alla formazione del contratto, durante

la sua vita:

per inadempimento;

- per impossibilità;

- per eccessiva onerosità.

-

RESCISSIONE (art.1447 CC): Il contratto con cui la parte ha assunto obbligazioni a condizioni

inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno

grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che si è obbligata.

Elementi necessari alla rescissione sono quindi: lo stato di pericolo attuale e grave per la persona e

che la situazione sia nota alla controparte.

Vi è una somiglianza tra la rescissione e l’annullamento causa violenza con la differenza che

nell’annullamento la violenza e fatta da un soggetto verso l’altro mentre nella rescissione la

violenza è solo conosciuta dall’altro soggetto.

Art.1448 CC: Azione generale di rescissione per lesione. Se vi è sproporzione tra la prestazione di

una parte e quella dell’altra, e la sproporzione è dipesa dallo stato di bisogno di una parte, del quale

l’altra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata può domandare la rescissione del

contratto. L’azione non è ammissibile se la lesione non eccede la metà del valore che la prestazione

eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo del contratto. PAGINA 36

Non sono ammessi i contratti aleatori.

RISOLUZIONE:

1. per inadempimento . Occorre distinguere tra:

la nozione di inadempimento dell’obbligazione;

- l’inadempimento come causa di risoluzione del contratto.

-

Art.1453 CC risoluzione del contratto per inadempimento: Nei contratti con prestazioni

corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta

chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del

danno.

La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere

l’adempimento; ma non può più chiedersi l’adempimento quando è stata domandata la

risoluzione.

Dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può adempiere la propria

obbligazione.

Non ogni inadempimento dà luogo all’azione di risoluzione, ma solo un inadempimento che, ai

sensi dell’art.1455 CC, non sia di scarsa importanza avuto riguardo degli interessi dell’altra

parte. L’inadempimento deve essere quindi grave.

E’ l’azione giudiziaria che porta alla risoluzione del contratto. Stante però la difficoltà e la

lunghezza dei tempi per l’azione giudiziaria si può pervenire ad una risoluzione di diritto:

- diffida ad adempiere (art.1454 CC): non c’è più interesse nella prosecuzione del contratto e

quindi tramite una sollecito scritto si invita l’altra parte ad adempiere entro un determinato

periodo di tempo, trascorso il quale il contratto si riterrà risoluto di diritto;

- clausola risolutiva espressa (art.1456 CC): è prevista alla stipulazione del contratto e copre

l’interesse fondamentale di una parte, di cui è a conoscenza anche l’altra, dei modi della

prestazione;

- termine essenziale (art.1457 CC): scrivere sul contratto dell’essenzialità del termine

temporale di esecuzione trascorso il quale c’è la risoluzione di diritto.

2. per impossibilità sopravvenuta . Si distingue tra:

impossibilità genetica comporta la nullità del contratto;

- impossibilità funzionale comporta la risoluzione del contratto.

-

L’impossibilità può inoltre essere:

totale (art.1463 CC) comporta la restituzione, da parte del liberato, di ciò che ha ricevuto

- secondo le norme della ripetizione dell’indebito;

parziale (art.1464 CC) riduzione della controprestazione oppure possibilità di risoluzione.

-

3. per eccessiva onerosità (art.1467 CC). E’ presente nei contratti a prestazioni corrispettive

(l’esecuzione è continuata o periodica ovvero differita). Non si trova quindi nei contratti a

prestazione istantanea o i contratti aleatori oppure i contratti unilaterali.

L’articolo stride un po’ con il principio del contratto che ha forza di legge tra le parti.

Elementi sono la eccessiva onerosità; il verificarsi di avvenimenti straordinari ed imprevedibili

nel momento della conclusione del contratto.

E’ prevista una riconduzione all’equilibrio della prestazione. PAGINA 37

L’art.1468 prevede che anche i contratti unilaterali si possono ricondurre ad equità.

Presupposto fondamentale per la riconduzione ad equità è che la prestazione (divenuta

eccessivamente onerosa) non sia stata ancora eseguita.

Caratteristiche della risoluzione per eccessiva onerosità sono:

- l’azione della parte a cui spetta la prestazione onerosa (non agisce automaticamente);

- gli effetti della risoluzione retroagiscono al momento della stipulazione;

- la risoluzione può essere evitata con la riconduzione del contratto ad equità.

L’evoluzione socio-economica ha portato al crearsi di una molteplicità di contratti speciali ed

evoluti che sono regolati non solo dal Codice Civile.

La disciplina dei contratti è composta da:

- disciplina generale del contratto (artt.132-1469 CC);

- disciplina dei contratti speciali (dei singoli tipi di contratto).

L’evoluzione normativa è stata dovuta:

trasformazione interna ai tradizionali contratti tipici (es. contratto di locazione);

- emergere di nuovi tipi di contratto (realtà mutevole e transnazionale es. leasing);

- individuare nell’ambito del contratto diversi sottotipi (es. assicurazione vita o danni).

-

E’ quindi sulla base del tipo di contratto che se ne evidenziano le norme regolatrici.

Sistematica dei tipi contrattuali secondo:

- criterio della natura giuridica (consensuali, reali, aleatori);

- criterio effetti giuridici (translativi della proprietà, sorgere di obbligazioni);

- criterio della funzione economica (conseguenze sulla realtà economica).

Secondo il criterio della funzione economica possiamo riclassificare:

analisi costi-benefici degli strumenti contrattuali (valutare quale tipo di contratto adottare);

- tutela del consumatore (nuova esigenza economico sociale);

- strategie giuridiche d’impresa (il diritto può dare vantaggio competitivo).

-

La classificazione per tipi caratteristici (genotipi) è tra:

contratti per la circolazione dei beni;

- contratti per la utilizzazione dei beni;

- contratti per la produzione di beni e l’esecuzione di servizi;

- contratti per la cooperazione negli affari;

- contratti di credito e di garanzia;

-

Troveranno poi più specifico approfondimento nel diritto commerciale i:

contratti per la distribuzione;

- contratti di banca e di borsa;

- contratti di assicurazione e di rendita;

- contratti diretti a dirimere controversie.

- PAGINA 38

CONTRATTO DI VENDITA (art.1470 CC): La vendita è il contratto che ha per oggetto il

trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di

un prezzo.

Si tratta quindi di un contratto oneroso a prestazioni corrispettive con scambio di un bene contro

denaro. Il contratto è altresì consensuale con immediato effetto translativo della proprietà.

Alcune vendite sono definite con effetti obbligatori nel senso che fanno sorgere obbligazioni mentre

la proprietà si trasferisce in un momento successivo. Fanno parte di questo tipo di contratti le:

vendite alternative (bene A o bene B);

- vendita di cose generiche (il passaggio di proprietà avviene nel momento dell’individuazione);

- vendite di cosa futura (es. acquisto della casa sui progetti) di cui:

- vendita di speranza (cose aleatorie);

vendita di cose sperate (se il bene non avrà esistenza il contratto è nullo);

vendita di cose altrui.

-

Obbligazioni del compratore e del venditore:

compratore (art.1498 CC):

a) pagare il prezzo che è fissato tra le parti. Se manca l’accordo si utilizzano i criteri legali

sostitutivi:

prezzo normalmente praticato dal venditore;

- prezzo di borsa o di mercato;

- giusto prezzo fissato da un terzo arbitratore (terzo a cui le parti demandano la definizione di

- un elemento del contratto).

Tempo e luogo sono quelli fissati dal contratto o altrimenti nel momento e nel luogo della

consegna.

b) pagare le spese della vendita salvo patto contrario (art.1475 CC).

venditore (art.1476 CC):

a) consegnare la cosa al compratore (cosa che è già di proprietà del compratore). La consegna può

essere materiale o simbolica (es. chiavi della casa). La consegna deve essere effettuata nello

stato in cui si trova la cosa al momento della vendita con i relativi documenti (art.1477 CC). I

documenti stanno diventando sempre più essenziali nella consegna.

Luogo della consegna è dove la cosa si trovava o dove il venditore aveva il suo domicilio o la

sede dell’impresa. Se la cosa deve essere trasportata la consegna al vettore o allo spedizioniere

è tecnicamente consegna del bene (rischi del trasporto è quindi a carico dell’acquirente).

b) fargli acquistare la proprietà della cosa;

c) garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa: c’è una garanzia legale ex art.1490 Il

venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendono inidonea

all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

vizi rilevanti tali da rendere la cosa non idonea all’uso cui è destinata o diminuendone in

- modo apprezzabile il valore;

vizi occulti cioè non riconosciuti né facilmente riconoscibili dal compratore al momento del

- contratto (es. malattia in incubazione dell’animale).

L’acquirente ha l’onere di denunziare entro 8 giorni dalla scoperta il vizio accertato ed ha inoltre a

disposizione due azioni:

- redibitoria per ottenere la risoluzione del contratto; PAGINA 39

- estimatoria per ottenere una riduzione del prezzo.

Entrambe si prescrivono se non esercitate entro 1 anno dalla consegna ed è inoltre sempre previsto

il risarcimento dei danni.

Esiste inoltre la garanzia per il buon funzionamento delle cose mobili se prevista dal contratto o

dagli usi (garanzia contrattuale). Scopo della garanzia è la riparazione o sostituzione della cosa

(art.1512 CC). Anche qui c’è l’onere della denunzia del difetto di funzionamento entro 30 giorni

dalla scoperta. L’azione è esercitabile entro sei mesi.

Mancanza di qualità promesse o essenziali: la difformità delle garanzie in ambito europeo ha spinto

ad una tutela del consumatore e c’è una proposta di direttive UE per una garanzia comunitaria per

poter così agevolare il traffico comunitario.

Altri rimedi per il compratore:

vendita di cosa diversa da quella pattuita = inadempimento;

- errore del compratore sulla qualità della cosa = azione di annullamento.

-

Sono rimedi azionabili senza onere di denunzia o termini brevi di prescrizione.

Garanzia per evizione:

Quando la cosa venduta presenta vizi giuridici che impediscono al compratore di acquistare la piena

proprietà (es. il terzo afferma che la cosa è sua).

Il rimedio immediato è dato dalla sospensione dei pagamenti del prezzo (art.1481 CC). Se il terzo

agisce in giudizio e vince la causa, il compratore può far valere la garanzia contro il venditore.

Conseguenze sono la restituzione del prezzo, il rimborso per le spese sostenute ed il risarcimento

del danno. Il compratore rischia di perdere la garanzia nel caso che il convenuto in giudizio non

chiami in causa il venditore oppure che riconosca spontaneamente il diritto del terzo.

Può esserci inoltre evizione parziale se sul bene gravano oneri o diritti di godimento terzi (es.

locazione) o è rivendicata solo una parte della proprietà del bene. Il compratore può far fissare dal

giudice un termine per liberare la cosa.

Effetti sono la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo oltre che al risarcimento del danno.

VENDITE SPECIALI:

a) vendita con riserva di gradimento : si perfeziona con il gradimento del compratore (art.1520

CC);

b) vendita a prova

: sottoposta alla condizione sospensiva della verifica (art.1521 CC);

c) vendita su campione (presentazione su cataloghi): sottoposta alla condizione risolutiva della

difformità fra merce e campione (art.1522 CC);

d) vendita su documenti : cose mobili rappresentate da documenti (polizza di carico, fede di

deposito). Consegna del documento e obbligo del pagamento del prezzo. Pagamento contro

documenti a mezzo banca (credito documentario), la banca paga a sole determinate condizioni

(art.1527 CC);

e) vendita di immobili (artt.1537 ss):

vendita di terreni;

- vendita a misura (esattamente misurato); PAGINA 40

vendita a corpo (venduto nella sua estensione);

vendita di edifici sottoposta alla regolarità urbanistica della costruzione (L.10/77 e 47/85);

- vendita di multiproprietà;

-

f) vendita con patto di riscatto : il venditore si riserva il diritto di recuperare la proprietà del bene

restituendo il prezzo (art.1500 CC). Il riscatto è quindi un diritto potestativo che si esercita con

atto unilaterale recettizio .

Il contratto è sottoposto ad una condizione risolutiva e presenta una retroattività reale in quanto

travolge anche l’eventuale acquisto da parte del terzo (art.1504 CC).

Termine massimo entro cui il riscatto è esercitabile è di 2 anni per i beni mobili e di 5 per i beni

immobili. Il corrispettivo del riscatto è dato dal prezzo più il rimborso delle spese.

Può essere contratto anche ai fini di garanzia anche se si scontra con il divieto del patto

commissorio (usura). Quindi la vendita con patto di riscatto a scopo di garanzia può essere

contratto in frode alla legge.

g) vendita a rate con riserva di proprietà : il pagamento è frazionato nel tempo ed il compratore

acquista la proprietà solo dopo aver pagato l’ultima rata (art.1523 CC). Si tratta di una vendita

ad effetti obbligatori e dà garanzia al compratore.

La consegna del bene è immediata in quanto passano al compratore il possesso ed i rischi della

cosa. Il compratore può usare la cosa ma non disporne. Se il bene viene alienato è opponibile al

terzo la riserva di proprietà.

Nel caso di inadempimento del compratore, mancato pagamento delle rate:

il mancato pagamento di una sola rata che non superi 1/8 del prezzo non giustifica la

- risoluzione (tutela dell’acquirente);

se il contratto si risolve il venditore deve restituire le rate già riscosse più un’equo

- compenso per l’uso della cosa ed il risarcimento del danno (art.1526 CC);

se viene concluso un patto con cui le rate già pagate restano acquisite al venditore come

- indennità, il giudice può ridurne l’ammontare.

h) vendita fuori dai locali commerciali (DL 50/92 attuaz. Dir. CEE 85/577):

vendite a domicilio o per strada;

- vendite “aggressive” o a “sorpresa”.

-

Tutela del consumatore come persona fisica che agisce per scopi che possono considerarsi

estranei alla propria attività.

Necessitano di forma scritta a pena di nullità, di un periodo di ripensamento e di un diritto di

recesso come revoca alla proposta sottoposta alla condizione risolutiva dell’esercizio del

recesso.

Il recesso è un diritto irrinunciabile ed esercitabile entro 7 giorni con comunicazione

all’operatore commerciale. Se manca l’informazione sul diritto di recesso il periodo si allunga a

60 giorni. Tale diritto si sta estendendo a tutti i contratti del consumatore.

i) vendita a distanza (Dir. CEE 97/7): vendite telefoniche, televisive, telematiche.

Necessario dare al consumatore informazioni circa il fornitore, il tipo di bene o servizio, il

prezzo e le spese.

Presenza della conferma scritta da parte del consumatore ed il contratto deve essere eseguito

entro 30 giorni dall’ordinazione. Sono vietate le forniture non richieste ed inoltre la mancata

risposta non dà consenso.

Il periodo di ripensamento è di 7 giorni o di 3 mesi se manca l’informazione.

j) vendita in multiproprietà (Dir. CEE 94/47): PAGINA 41

comunione immobiliare turnaria (I, SP) diritto reale;

- società di attribuzione e diritto del socio (F) diritto reale;

- club (trust) (GB) diritto connesso a utilizzazione beni del club.

-

Tutela dell’acquirente di diritto di godimento a tempo parziale:

contratto scritto;

- informazioni precontrattuali e contrattuali;

- periodo di ripensamento; recesso entro 10 giorni 3 mesi se mancano informazioni.

-

k) vendita internazionale : problema dei diversi ordinamenti giuridici regolato dal diritto

internazionale privato che è ora obsoleto.

Dal diritto internazionale privato (art.25 D.P.l. 218/95) al diritto transnazionale (diritto scelto

tra le parti).

Convenzione di Vienna 1980 su “Vendita internazionale di beni mobili” (L.765/85).

Convenzione di Roma 1980 su legge applicabile agli obblighi contrattuali (L.975/84).

Normativa uniforme derogabile (modificabile dalle parti) che regola:

vendita transnazionale , commerciale, di cose mobili;

- formazione del contratto di vendita;

- diritti e obbligazioni delle parti;

- passaggio del rischio.

-

Non regola il passaggio di proprietà (troppa differenza tra i vari ordinamenti).

Il modello contrattuale ha elementi di Common Law e di Civil Law.

Formazione del contratto:

1. battaglia delle condizioni generali del contratto (battle of the forms) conclusione del

contratto solo quando c’è coincidenza di proposta e di accettazione sugli elementi essenziali

del contratto;

2. revocabilità della proposta sino all’invio dell’accettazione art.16 (contro art.1328 CC);

3. difetto di conformità dei beni (artt.35 ss). Qualità quantità e tipo richiesti dal contratto e

idoneità all’uso esplicitamente o implicitamente portata a conoscenza del venditore.

4. rimedi (artt.45 ss) fissazione di un termine supplementare ragionevole per adempiere,

richiesta di consegna di un bene in sostituzione, risoluzione del contratto, riduzione del

prezzo, risarcimento del danno;

5. passaggio del rischio

: modelli di passaggio all’acquirente del rischio per perimento o

deterioramento fortuito: all’acquisto della proprietà o all’acquisto del possesso (consegna).

La vendita internazionale adotta il metodo più economicamente razionale, quindi il rischio

grava su chi è in grado di meglio gestirlo (chi detiene la cosa). Il rischio passa con la

consegna della cosa.

Vendita regolata dagli INCOTERMS, termini del commercio internazionale raccolti dalla CCI

di Parigi (vendite franco fabbrica, Free on Board, reso sdoganato).

l) contratto di permuta : la permuta ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose

o di altri diritti da un contraente all’altro (art.1552 CC).

C’è quindi scambio di cosa contro cosa e l’assenza di denaro. E’ utilizzato ne:

1. società prive di denaro;

2. scambi di beni non valutati in denaro (es. collezionisti);

3. commercio internazionale con gli scambi di compensazione per:

mancanza di valuta convertibile;

- PAGINA 42

pagamento di tecnologie con beni prodotti;

- pagamento con parti di prodotto costruito in comune.

-

Modelli:

1. Baratto;

2. Counter purchase – controacquisto;

3. buy back – acquisto di ritorno;

4. Offset- pagamento con componenti di prodotto in comune.

CONTRATTI PER L’UTILIZZAZIONE DEI BENI:

I contratti di godimento producono un investimento dato dall’utilizzazione del bene.

Locazione: è il contratto con cui una parte (locatore) si obbliga a far utilizzare all’altra parte

(conduttore) una cosa per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo (canone) art.1571 CC.

E’ un contratto non formale infatti può essere verbale. E’ richiesta la forma scritta per i beni

immobili o durate ultranovennali.

Durata della locazione:

- locazione a tempo determinato: massimo per 30 anni;

locazione a tempo indeterminato: durata stabilita dalla legge. Alla scadenza del contratto la

- locazione non cessa se una parte non comunica all’altra la disdetta nel tempo stabilito (art.1596

CC). Si ha quindi il silenzio comportamento concludente.

Disciplina del Codice Civile e discipline speciali: la disciplina del CC fissa i principi generali ed è

residuale.

Sottotipi di locazione in relazione all’oggetto:

cosa produttiva (affitto): affitto d’azienda, affitto di fondo rustico;

- nave o aereomobile: locazione regolata nel codice della navigazione;

- immobile urbano: locazione degli immobili urbani L.392/78.

-

Obbligazioni del locatore (art.1575 CC):

- consegnare al conduttore la cosa in buono stato di manutenzione. Se c’è la presenza di vizi

occulti: risoluzione del contratto (se il bene è inutilizzabile);

riduzione del canone oltre al risarcimento del danno (art.1580 CC);

- mantenere la cosa in buono stato locativo : effettuare le riparazioni necessarie, le spese di piccola

manutenzione (se bene mobile le spese di ordinaria manutenzione) spettano al conduttore;

- garantire al conduttore il pacifico godimento della cosa.

Obbligazioni del conduttore (art.1587 CC):

- prendere in consegna la cosa;

- pagare il canone nei termini pattuiti;

- utilizzare la cosa per l’uso stabilito dal contratto usando la normale diligenza.

Sublocazione: di regola il conduttore può sublocare la cosa salvo patto contrario. La sublocazione di

un bene mobile deve essere autorizzata dal locatore o consentita dagli usi. PAGINA 43

La locazione ed i diritti dei terzi:

Conduttore non ha sulla cosa un diritto reale ma un diritto di credito (diritto personale di

godimento). Non è possessore ma semplice detentore.

Le tutele in caso di molesti di terzi sono date da:

- molestie di fatto : il conduttore può difendersi agendo in nome proprio ma con una azione

possessoria (di reintegrazione) art.1585 CC;

- molestie di diritto : il conduttore non può opporre ai terzi il suo diritto relativo. La protezione

passa attraverso l’azione del locatario che è tenuto a garantirlo.

Tutela contro il terzo acquirente: se il locatore aliena la cosa la locazione è opponibile al terzo

acquirente se ha data certa anteriore all’alienazione (art.1599 CC). Il terzo può prevalere se ha

acquistato il possesso in buona fede (principio possesso vale titolo) o ha trascritto preventivamente

l’acquisto (registrazione del contratto).

Locazione di immobili urbani: (l.392/78 legge sull’equo canone)

Intervento dopo un lungo periodo in cui il legislatore aveva ripetutamente disposto il blocco dei

contratti di locazione e dei canoni. C’era l’esigenza di conciliare l’interesse dei proprietari di

immobili all’efficiente gestione degli immobili stessi con gli interessi dei conduttori in posizione di

debolezza economica.

Criteri legali: la legge è materia di differenti valutazioni. Da alcuni se ne contesta l’efficacia e

l’adeguatezza e se ne propone una riforma globale. Modifiche con la L.359/92.

Locazioni abitative: durata non inferiore ai 4 anni, rinnovabile automaticamente salvo disdetta 6

mesi prima della scadenza. Il canone è stabilito per legge che determina, sulla base di criteri

inderogabili, il valore locativo:

superficie immobile;

- costo di costruzione;

- coefficienti correttivi che variano in rapporto a condizioni ambientali (ubicazione, vetusticità,

- tipologia), eccezioni con L.389/92 patti in deroga.

Indicizzazione del canone al 75% incremento del costo della vita (ISTAT).

L’esperienza ha dimostrato che l’inderogabilità del canone non trova spesso riscontro nella realtà.

Locazioni non abitative: (attività industriali, commerciali, artigianali, turistiche, ecc.) durata minima

6 anni rinnovabili tacitamente (9 anni alberghi); alla prima scadenza il locatore può dare disdetta

solo per particolari ragioni (es. utilizzare in proprio il bene). Il conduttore può recedere in qualsiasi

momento. Il canone è liberamente concordato tra le parti senza equo canone, ma è aggiornabile al

75 % indice ISTAT.

La sublocazione e la cessione del contratto è consentita al conduttore anche senza il consenso del

locatore se viene locata o ceduta l’azienda.

Diritto di prelazione del conduttore nel caso in cui il locatore intenda vendere l’immobile (previene

la perdita dell’avviamento). Se cessa la locazione di immobile adibito ad attività commerciale

rivolta al pubblico è prevista una indennità per la perdita dell’avviamento dato dal multiplo

dell’ultimo canone mensile (18 volte, 21 per gli alberghi).

Affitto: locazione di cose produttive (art.1615 CC) viene tutelato l’interesse della produzione.

Nell’affitto di fondo rustico (artt.1628 ss CC) il proprietario del terreno (concedente)lo mette a

disposizione dell’affittuario che lo coltiva con autonoma organizzazione.

Il canone annuo è calcolato in base al reddito catastale (equo canone). La durata è di 15 anni se

affittato a coltivatore diretto ed inoltre esiste una prelazione agricola in caso si alienazione

(prelazione reale). PAGINA 44


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto Privato, Galgano.
Gli argomenti trattati con particolare attenzione sono: la validità, l'effettività, la cogenza, la norma giuridica, la definizione di diritto privato, la definizione di diritto pubblico, il diritto oggettivo, il diritto soggettivo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Rolli Rita
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Rolli Rita.

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