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C 11: I

APITOLO L DIRITTO DI PROPRIE TÀ

1. I :

L CONTENUTO DELLA PR OPRIETÀ PROBLEMI E FONTI NO RMATIVE

Codice Civile, art. 832. <<Il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno

• ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico >>.

Godere: trarre utilità dalla cosa; sia con l’uso diretto che ricavando i frutti naturali e civili.

− Disporre: il potere di decidere e attuare operazioni materiali sulla cosa e di determinare la

− sorte giuridica della cosa.

Diritto pieno: se la legge non stabilisce limiti, il proprietario può fare ciò che crede della cosa e

− del proprio diritto.

Diritto esclusivo: il proprietario può pretendere dagli altri un comportamento che non ostacoli il

− libero e pieno godimento del bene (= una pretesta verso tutto).

I poteri e le facoltà del proprietario variano in base al contesto:

bene

il oggetto della proprietà (differenti beni, differenti discipline): un immobile viene trattato

• diversamente da un quadro o da un’automobile;

proprietario

l’identità del : influisce sulle facoltà e i poteri che questo può esercitare; situazioni

• diverse a seconda di persona, incapace legale, persona giuridica o gruppo. Nel caso di un incapace

legale nessuno ha la facoltà di libero godimento né potere di libera diposizione;

scopo della proprietà: come nel caso del patrimonio destinato a uno scopo. Più si fa forte il vincolo

• allo scopo, e più risultano limitati le facoltà e i poteri.

New Propreties: beni e valori dematerializzati. In modo da adattare il Codice civile a tali situazioni è

fictio

stata introdotta una iuris; i beni immateriali (o cose non corporali) vengono considerati come beni

materiali. Possono essere oggetto di possesso e quindi di proprietà. Infatti, nel campo dei beni mobili

“possesso vale titolo”: può essere oggetto di possesso soltanto una res.

2. L C

A PROPRIETÀ PRIVATA NEL ODICE CIVILE

Proprietà fondiaria: la proprietà del suolo e degli immobili

• Il proprietario non può usare la cosa con lo scopo di nuocere agli altri (sono vietati cioè gli atti

• emulativi), art.833. Esempio: costruire un muro altissimo con lo scopo di limitare la vista del vicino.

Basta una minima utilità del proprietario per rendere lecito l’atto.

• La proprietà non soffre limiti di tempo e non è soggetta a un termine di prescrizione. Se però il

• bene cade in possesso di terzi questo può acquistarlo per usucapione (prescrizione acquisitva).

3. L A PROPRIETÀ FONDIARI A

La proprietà non è esente da limiti, esistono limiti pubblici (che incidono sull’interesse della collettività)

e limiti privati (che incidono sugli interessi individuali di altri proprietari).

Limiti pubblici: norme che riguardano l’urbanistica e la proprietà agricola, per proteggere e

• assicurare l’armonia del territorio. Lo sviluppo del territorio deve essere fatto sotto certi criteri

ed equilibri, che riflettono i bisogni e l’interesse della collettività. Esempio: distanze legali tra

strade, autostrade, e ferrovie.

Limiti privati: norme che regolano i rapporti di vicinato (come le distanze nelle costruzioni e

• piantagioni, delle luci e delle vedute, e norme concernenti le immissioni e gli atti di emulazione).

La proprietà del suolo si estende al sottosuolo e allo spazio sovrastante.

• Limiti verticali: il proprietario del suolo non può opporsi ad attività di terzi che si svolgono a tale

• profondità o altezza che egli non abbia interesse ad escluderle (art.840). 28

Il proprietario non può sfruttare miniere, cave, torbiere che fanno parte del patrimonio

• indisponibile dello Stato e delle Regioni; non può appropriarsi di reperti archeologici; non può

opporsi all’esecuzione di opere di pubblico interesse (come le opere idrauliche), art.840.

Diritto di escludere: vietare l’ingresso nel fondo e quindi chiudere il fondo, art.841. In certi casi

• deve però ammetere l’accesso:

- Es. vicino che debba costruire/riparare un muro/recuperare una cosa art.843. Se l’accesso causa

danno, è dovuta un’indennità.

4. I RAPPORTI DI VICINAT O

Il rapporto di vicinato è fonte di vari limiti (orizzontali) della proprietà privata, che hanno 3

caratteristiche:

Automaticità, i limiti nascono direttamente dalla legge;

− Reciprocità, quel che vale per l’uno vale anche per l’altro (sacrificio e vantaggio sono reciproci);

− Gratuità, non esistendo uno squilibrio di vantaggi non c’è un compenso.

− Divieto di immissioni di fumi, esalazioni, calore, rumori, scuotimenti e simili propagazioni.

• normale tollerabilità

Il criterio di equilibrio prescelto per giudicare è quello della , criterio legato alle

condizioni del luogo e alle circostanze (art.844).

Altri due criteri completano quello principale:

Confrontare le ragioni della proprietà con quelle della produzione:

: non sempre è possibile

− eliminare le immissioni, poiché richiederebbe costi talvolta sproporzionati rispetto all’interesse

dell’altra parte.

Priorità d’ uso: le ragioni della produzione possono portare ad alzare la soglia di tolleranza imposta

− (es.: se vado ad abitare sopra una falegnameria).

Sono legittimati ad agire, oltre ai proprietari, anche i possessori e i detentori (come gli inquilini) degli

immobili vicini.

I rimedi sono:

− l’ordine di cessare l’abuso (azione inibitoria);

 provvedere alle misure necessarie per ridurre le immissioni;

 se ne sussistono i presupposti il risarcimento del danno.

NB: Negli ultimi decenni, il problema delle immissioni si è legato con quello dell’inquinamento. Le norme riguardati le

immissioni sono quindi state estese, oltre che ai rapporti di vicinato, anche alla collettività in modo da limitare

l’inquinamento nell’interesse generale.

Norme sulle distanze nelle costruzioni e nelle piantagioni:

• edifici

Distanza tra gli : 3 metri scopo di evitare intercapedini troppo strette, art.847.

− Se il proprietario costruisce sul confine, il vicino ha una scelta: o costruisce in aderenza,

− oppure rispetta la distanza costruendo in posizione arretrata all’interno del proprio fondo.

Se il primo proprietario costruisce a una distanza dal confine minore della metà di quella

− prescritta dal codice o dai regolamenti, l’altro ha un diritto potestativo di ottenere la

comunione forzata del muro (acquista la proprietà della striscia di terra dal confine al muro,

di cui dovrà pagare il valore). Il primo però potrà impedire l’occupazione del suo suolo

portando la sua costruzione al confine, o arretrandola fino alla metà della distanza prevista.

(art.875)C

Criterio della prevenzione temporale: il proprietario che costruisce per primo può determinare in

concreto l’arretramento del vicino rispetto al confine. 29

Distanza tra la costruzione e il confine. Questo accade quando il problema riguarda l’apertura di

• finestre, che si distinguono in:

Vedute (balconi, finestre e simili che permettono di affacciarsi), la cui distanza minima dal

− confine è metà di quella tra le costruzioni.

L’apertura di una veduta influisce anche sulla distanza legale tra le costruzioni (art.905): il

proprietario del fondo vicino, che voglia a sua volta costruire, dovrà mantenersi alla distanza di

3 metri dal muro in cui è aperta la veduta, senza poter costruire in aderenza. (art.907)

Luci (passaggio di luce o aria), non impediscono al vicino di acquistare la comunione del muro

− servitù di luce

ne di costruire in aderenza (salvo che ci sia un contratto di ). (art.904)

NB: La disciplina delle distanze è prevista anche per pozzi, canali, piantagioni, ecc…(art.889 ss.).

La violazione delle norme sulla distanza possono determinare:

riduzione in pristino;

 risarcimento del danno.

Altri limiti sono stabiliti da leggi speciali e regolamenti edilizi comunali.

5. L A PROPRIETÀ EDILIZIA

Proprietà degli edifici urbani.

Lo scopo dominante delle norme sulla proprietà edilizia è di combinare:

l’interesse dei privati di edificare sul suolo di loro proprietà;

• l’interesse generale di assicurare uno sviluppo razionale dell’edilizia.

La fonte fondamentale da cui derivano le norme di edilizia è il piano regolatore comunale che prevede

quali aree possano essere edificate, quali mantenute verdi, quali destinate a pubblici servizi. Stabilisce

inoltre i caratteri delle zone edificabili (altezze, volumi, aree a giardino, …).

Permesso di costruire. La facoltà di edificare (riedificare o modificare), necessità di

• un’autorizzazione della pubblica amministrazione.

Le opere interne, che non sono in contrasto con i piani regolatori e non comportino grandi

• modifiche, non hanno bisogno di un permesso. Bisogna solo presentare una denunzia al sindaco.

Il proprietario deve pagare un contributo commisurato alle spese di urbanizzazione e al costo di

• produzione.

Le norme di edilizia rispondono a esigenze diverse e disciplinano situazioni differenti:

Norme allo scopo di migliorare l’utilizzazione privata - la violazione di tali norme da diritto

− alla riduzione in pristino e al risarcimento;

Norme dirette a realizzare interessi generali (criteri di igiene ed estetica) - se non vengono

− rispettate prevedono l’abbattimento (contesto pubblico) e il risarcimento del danno (contesto

privato).

6. L A PROPRIETÀ AGRICOLA

Minima unità culturale: area minima da non dividere nemmeno in caso di successione ereditaria

− art. 846;

Obbligo di esecuzione di opere per talune tipologie di aree.

7. I MODI DI ACQUISTO DELLA PROPR IETÀ

La proprietà può essere acquistata:

(relazione di dipendenza tra l’alienante e l’acquirente):

A TITOLO DERIVATIVO

− Contratto: accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto

 giuridico patrimoniale, cioè suscettibile di valutazione economica. 30

Successione a causa morte: fenomeno per cui, alla morte di una persona, i rapporti giuridici

 patrimoniali (attivi e passivi) di cui egli era titolare si trasferiscono a un altro soggetto.

NB: l’acquisto a titolo derivativo può essere costitutivo o traslativo (vedi cap.4).

(non dipende dalla posizione di un titolare precedente):

A TITOLO ORIGINARIO

− Occupazione, riguarda le cose mobili che non sono proprietà di alcuno (abbandonate non

 smarrite). Si acquistano prendendone possesso (art.923). Come nel caso della pesca nelle acque

Res nullius.

pubbliche. Gli immobili abbondanti diventano proprietà dello stato.

Invenzione, riguarda le cose mobili smarrite. Dal ritrovamento e dalla consegna al Sindaco può

 derivare l’acquisto della proprietà (dopo 1 anno) o il diritto a un premio se il proprietario si

presenta a reclamare la cosa. (art 927 e 928)

Nel caso di ritrovamento del tesoro (cosa mobile di pregio di cui nessuno può provare di essere

il proprietario) appartiene al proprietario del fondo; ma se il ritrovatore è una persona diversa

dal proprietario, spetta per metà a uno e metà all’altro (art.932).

Accessione, si verifica quando un bene mobile viene in rapporto con uno immobile che lo “attrae”

 così che tutto diventa proprietà del bene principale (immobile). Es. Piante e materiali da

costruzione che sono attratti nella proprietà del suolo su cui si pianta o si edifica.

Accessione Invertita: nel caso in cui il costruttore, iniziata l’edificazione sul suolo di sua

− proprietà, l’abbia poi continuata sconfinando su un fondo altrui (nella convinzione di

costruire sempre sul suo suolo), può chiedere al giudice di respingere la domanda di

demolizione del proprietario e di trasferire a suo favore il diritto di proprietà della

superficie occupata. Il giudice può accogliere la domanda del costruttore che dovrà

pagare il doppio valore della superficie occupata e l’eventuale risarcimento dei danni.

Unione o Commistione, cioè la mescolanza di cose mobili che non possono essere separate senza

 deterioramento. La proprietà è del proprietario della cosa di maggior valore, che deve però

pagare il valore dell’altra cosa (es. macchina verniciata con vernice di terzi). Se le due cose

hanno poca differenza di valore, la proprietà diventa comune.

Specificazione, quando una persona adopera una materia che non le apparteneva per formare

 una cosa nuova. Il proprietario si determina confrontando il valore della mano d’opera e del

materiale e bisognerà poi pagare l’eventuale valore.

Usucapione, possesso pacifico, continuato ed interrotto di per almeno 20 anni.

 Se c’è in buona fede, un titolo idoneo a trasferire la proprietà e la trascrizione dell’atto,

− il termine di usucapione è di 10 anni per i beni immobili e di 3 anni per i beni mobili

registrati.

Tutti i diritti reali possono essere acquistati per usucapione.

Altri modi stabiliti dalla legge:

• Riscatto

- : in caso di vendita con patto di riscatto, con cui il venditore si riserva il diritti di

riottenere la proprietà della cosa venduta restituendo al compratore il prezzo pagato e il rimborso

stabilito.

Diritto di prelazione

- : diritto di essere preferito ad altri acquirenti nel caso di alienazione di un

bene.

8. I MODI DI ACQUISTO DEL LA PROPRIETÀ PUBBLIC A

Lo Stato acquista la proprietà secondo i modi di acquisto di diritto comune o tramite i seguenti modi

privilegiati:

Espropriazione per motivi di interesse generale e con il pagamento di una giusta indennità. È

− prevista anche per abbandono (come nel caso di immobili). Permette di provvedere alle opere di

pubblica utilità senza pagare a prezzo di mercato e senza ledere il diritto del proprietario.

Requisizione: sottrazione temporanea di beni immobili e mobili per gravi e urgenti necessità

− pubbliche. 31

C 12: I

APITOLO DIRITTI SU COSA ALT RUI

Diritti reali limitati: comprimono la proprietà mentre danno facoltà e poteri al titolare del diritto (nei

limiti imposti dalla legge). ius in re aliena.

Sono diritti su cosa altrui: Comprendono due soggetti: il proprietario

− e il titolare del diritto reale minore.

Il diritto reale limitato cessa quando la posizione del proprietario e del titolare del

− diritto si riuniscono nella stessa persona (confusione). La proprietà si riespande;

principio di elasticità della proprietà .

I diritti reali sono detti assoluti, poiché possono essere fatti valere nei confronti di tutti, e sono:

Diritto di proprietà.

− Diritti reali di godimento: consentono di trarre dalla cosa solo definite e limitate utilità.

− Diritti reali di garanzia: assicurano al creditore la possibilità di soddisfarsi sulla cosa posta a

− pegno e ipoteca

garanzia del proprio credito con preferenza agli altri creditori. Sono il .

D IRITTI REALI DI GODI MENTO

Usufrutto: diritto di godere della cosa,traendo dalla cosa ogni utilità che questa può dare

• rispettano la sua destinazione economica. Comprende l’uso (diretto e indiretto) della cosa altrui e

Può essere ceduto!

percezione dei frutti naturali e civili.

Obblighi dell’usufruttuario:

rispettare la destinazione economica della cosa;

− usare la diligenza del buon padre di famiglia;

− fare l’inventario e prestare garanzia;

− pagare le spese per l’ordinaria manutenzione e amministrazione della cosa;

− provvedere a pagare tutte le spese necessarie (imposte, canoni, rendite…)

Poteri e facoltà dell’usufruttuario:

ha il diritto al possesso della cosa;

− può dare in locazione la cosa (se la cessazione dell’usufrutto avviene per la scadenza del

− termine stabilito, le locazioni non durano. Altrimenti, la locazione continua anche alla cessazione

dell’usufrutto, fino al termine stabilito, ma non oltre 5 anni);

può introdurre miglioramenti (in questo caso gli spetta un’indennità);

Caratteristiche dell’usufrutto:

nasce per volontà privata (contratto, testamento) o per usucapione;

− si estingue confusione

per a) prescrizione per non uso ventennale; b) ; c) totale perimento della

− cosa (se perisce un edificio l’usufrutto permane sull’area).

abuso: alienazione, deterioramento, abbandono o mutamento della destinazione economica dei

− beni dati in usufrutto. L’abuso è causa di estinzione, su provvedimento del giudice.

il nudo proprietario non ha la facoltà di godere della cosa ma ha controllo su di essa (può dare il

− consenso per mutare la destinazione economica, provvede alle riparazioni straordinarie);

durata limitata: non può eccedere la vita dell’usufruttuario. L’usufrutto vitalizio ha valore

− proporzionale all’età dell’usufruttuario.

l’usufrutto a favore di persone giuridiche ha una durata massima di 30 anni.

− si può disporre anche della nuda proprietà; la si può vendere(trarre un compenso e disporre del

− bene allo stesso tempo) o donare (evitare litigi con il testamento).

Se l’usufrutto comprende:

deteriorabili,

cose l’usufruttuario ha il diritto di servirsene e restituirle nello stato in cui si

− trovano;

consumabile,

cosa l’usufruttuario ha l’obbligo di pagarne il valore al termine; quasi-usufrutto.

− 32

Uso: attribuisce al titolare (usuario) il diritto di servirsi della cosa e di goderne i frutti,

• limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia. L’uso è personalissimo e quindi incedibile. Si

costituisce per contratto, per testamento o per usucapione.

Abitazione: facoltà d’uso di un immobile al solo scopo di abitarvi (per se e per la famiglia). Diritto

• incedibile. .

NB. Per famiglia si intende quella nucleare (costituita direttamente dal soggetto) con anche le persone di servizio

Diritto di Superficie: diritto reale su cosa altrui che determina l’acquisto della proprietà

• dell’edificio separatamente da quella del suolo. superficie

Si ha una separazione tra proprietà del suolo ( ) e proprietà di ciò che è costruito

− proprietà superficiaria

sopra o sotto il suolo ( ).

Sospende il principio di accessione.

− Si estingue per prescrizione, confusione, rinunzia o scadenza del termine.

Enfiteusi: si realizza quando il proprietario di un fondo concede ad un’altra persona (enfiteuta) il

• diritto di godere del fondo stesso con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone annuo in denaro

o in natura (il canone è disciplinato da leggi speciali).

Durata minima di 20 anni e può essere perpetuo;

− L’obbligo di miglioria è essenziale all’enfiteusi: questo istituto è infatti nato per porre

− rimedio all’abbandono dei terreni agricoli.

L’enfiteuta può acquistare la piena proprietà del fondo in qualsiasi momento pagando una

− somma pari a 15 volte l’ammontare del canone annuo (diritto di affrancazione).

Servitù prediali: è un peso imposto sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a

• diverso proprietario. Prediali deriva dal latino, e sta per fondo.

Scopo: soddisfare i bisogni del fondo dominante, con il minor sacrificio per il fondo

− servente.

È un rapporto che si instaura tra due fondi e che ne rimane accessorio (non è legato ai

− proprietari). Le servitù personali non ricadono su un nuovo proprietario in caso di vendita.

I fondi devono essere abbastanza vicini da poter recare un vantaggio al fondo dominante.

Le servitù prediali si possono costituire nei seguenti modi:

Coattivamente (servitù coattive): quando un fonde esige che sia imposto un peso. Se il

− proprietario dell’ipotetico fondo servente si rifiuta di stipulare un contratto l’avente diritto può

chiedere al giudice una sentenza.

Sono unilaterali, suppongono un’indennità e nascono per contratto o per sentenza.

− Le servitù espressamente previste dalla legge sono:

− Acquedotto;

• Elettrodotto;

• Passaggio

Volontariamente (servitù volontarie): sono quelle servitù la cui costituzione non è obbligatoria.

− Si costituiscono per contratto o per testamento.

Altri due modi di costituzione che valgono solo per le servitù apparenti, sono:

Per usucapione : si crea tramite il possesso ininterrotto per 20 anni.

− Per destinazione del padre di famiglia : si crea fra parti diverse uno stato di cose tale che, se

− si trattasse di proprietà distinte saremmo di fronte a una servitù.

1. Servitù apparenti e non apparenti: se esiste o no un’opera visibile/tangibile destinata all’utilizzo

della servitù. facere

2. Servitù affermative: consentono al proprietario del fondo dominante un . Possono essere:

Continue: senza intervento umano

− Discontinue: attività dell’uomo coincide con l’esercizio della servitù.

− vietare

3. Servitù negative: consentono al proprietario del fondo dominante di qualcosa al fondo

servente.

Le servitù si estinguono per prescrizione e per confusione.

• 33

C 13: L

APITOLO A COMUNIONE

Comunione: situazione in cui la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone.

• Comunione equivale a contitolarità di un diritto reale: comproprietà, cousufrutto, etc.

• immateriali

Può verificarsi anche riguardo ai diritti su beni .

• Si distinguono tre origini della situazione di comunione:

• Volontaria: si realizza per volontà delle parti (comprare insieme una cosa);

− Incidentale: si attua indipendentemente dalla volontà delle parti (come la comunione tra eredi);

− Forzosa: imposta dalla legge a una o a tutte le parti (comunione forzosa del muro).

Un caso particolare è rappresentato dalla comunione legale tra i coniugi, che riguarda i beni

acquistati anche separatamente, dopo il matrimonio. Le parti sono libere di evitare la comunione, ma

nel silenzio viene applicata. È soggetta a regole particolari.

Scopo: stabilire un equilibrio tra l’interesse individuale del singolo partecipante e l’interesse collettivo,

dell’insieme dei partecipanti, a proposito del godimento e della disposizione del bene.

Per la disposizione del diritto sulla cosa comune è necessario il consenso di tutti i partecipanti.

• Per gli atti di ordinaria amministrazione: maggioranza semplice delle quote.

• Per gli atti di straordinaria amm. e innovazioni: 2/3 del valore delle quote.

• Il diritto stabilisce delle norme di coordinamento per la comunione, infatti ogni partecipante:

• può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri

− partecipanti di farne uso secondo il loro diritto, art. 1102;

ha i seguenti diritti sulla quota del bene (frazione ideale, matematica, del bene intero):

− può disporre del suo diritto, e cioè della quota, art. 1103;

 può chiedere lo scioglimento della comunione in qualsiasi momento (se gli altri non

 consentono, ci si rivolge al giudice), art. 1111 tranne nei casi in cui:

si tratta di cose che, se divise, cessano di servire all’uso a cui sono destinate o

• perdono gran parte del loro valore art.1112. In questi caso il bene può essere

venduto all’asta e il ricavo viene diviso. Si può inoltre posticipare la vendita per un

massimo di 5 anni, per trarre frutti maggiori.

patto di non divisione , per un periodo massimo di 10 anni.

La comunione non stabilisce alcun vincolo di destinazione dei beni.

• Autonomia patrimoniale imperfetta:

• Si può disporre liberamente dei beni comuni;

− I creditori del singolo possono rivalersi sui beni comuni (nei limiti della quota del debitore).

Il condominio (comunione di edificio) è una particolare forma di proprietà degli edifici che combina:

• proprietà individuale di piano o porzioni di piano;

− parti comuni

comunione forzosa delle .

La quota (millesimale) può essere ceduta solo insieme alla proprietà del piano / porzione di piano.

• Le spese variano in base alla quota (non si può liberarsi dall’obbligo di contribuire alle spese di

• manutenzione). Vale anche per il potere decisionale all’interno dell’assemblea.

Ordinaria amm. maggioranza dei condomini e ½ delle quote;

− Straordinaria amm. e innovazioni maggioranza qualificata (2/3 delle quote e la maggioranza

− dei condomini).

Amministratore: necessario se i condomini sono più di 4. Rappresenta la volontà dei condomini.

• Regolamento: necessario se sono più di 10. Forma particolare di contratto con valore vincolante. Le

• norme del regolamento non possono danneggiare i diritti di ciascun condomino.

La proprietà individuale dei piani o delle porzioni di piano comprende tutti i poteri e le facoltà che

• normalmente spettano al proprietario, con i limiti che derivano dalla comunione forzosa dei muri. 34

La multiproprietà è un contratto con il quale un immobile viene venduto – con atti separati - a una

• pluralità di acquirenti.

Più soggetti sono pieni proprietari di uno stesso immobile, goduto da ciascuno, a turno (proprietà

• turnaria), per una frazione limitata dell’anno.

Ogni multiproprietario è titolare di una mirco-quota del bene.

• Altri casi:

Multiproprietà azionaria: il multiproprietario acquista la posizione di socio in una società per

− azioni (Spa) acquistando così un diritto d’uso esclusivo per il turno stabilito.

Multiproprietà alberghiera: nei casi in cui il godimento del bene è assicurato da un gestore a cui

− l’acquirente si lega.

Tutela dell’acquirente :

Obblighi di informazione del venditore, presentati in un documento informativo;

− Il contratto deve essere redatto per iscritto a pena di nullità;

− Diritti di recesso, libero entro 10 giorni. Prolungato se il venditore viola i suoi obblighi

− informativi. 35

C 14: I

APITOLO L POSSESSO

Il possesso è un concetto distinto da quello di proprietà, perché non indica l’appartenenza giuridica di

una cosa al possessore, ma solo il fatto che una persona si trovi ad averne la disponibilità,

indipendentemente dalla circostanza che abbia o no il diritto di farlo.

Il possesso è il potere di fatto sulla cosa (legittima o illegittima), che si manifesta in un’attività

corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale, art. 1140. Tutto quello che importa è

che una persona si comporti di fatto come si comporterebbe il titolare di un diritto.

a. Animus possidendi: comportarsi come se si fosse il proprietario.

b. Corpus: implica una relazione materiale.

Azione possessoria: sistema di protezione del possesso contro spoliazioni, turbative e molestie.

Tutela del possessore

Consente il ripristino dello status quo e la protezione. ( )

Azione petitoria: azione che spetta al proprietario per difendere il suo diritto contro turbative altrui.

Tutela del proprietario

( ).

Il possesso è tutelato per due ragioni:

interesse generale ad attribuire una certa forza allo stato di fatto;

− nell’interesse generale a conservare una pacifica convivenza.

− possesso diretto possesso

Si può possedere direttamente ( ), oppure per mezzo di un’altra persona (

• mediato ) che ha la detenzione della cosa.

La detenzione è il potere di fatto sulla cosa di chi la tiene e la utilizza riconoscendo un diritto

• altrui (corpus ma non animus). Come il caso in cui presto la macchina a un mio amico che diviene

detentore.

Conduttore: inquilino/colui che prende in locazione l’immobile. Il conduttore è un detentore

• qualificato: detiene per uso proprio a titolo oneroso (paga un canone).

Locatore: proprietario.

• Interversione del possesso:

• a. Detenzione che muta in possesso;

b. Possesso di un diritto reale limitato(possesso minore) che muta in possesso a titolo

di proprietà (possesso pieno).

atto di opposizione

Questo avviene a seguito di un contro il potere del proprietario oppure se c’è un

• oggettivo cambiamento della situazione. (art.1164) .

La detenzione non può mutarsi in possesso per la pura volontà del detentore; se non c’è un oggettivo

• atto di opposizione

cambiamento della situazione occorre un , con cui il detentore da segno di non

riconoscere un potere altrui.

Acquisto del possesso.

A titolo originario per:

− Apprensione (per impossessamento d’iniziativa di chi diviene possessore).

 pubblico

Usucapione (basta che il possesso sia pacifico, , ininterrotto e continuato).

A titolo derivativo per:

− Consegna (anche simbolica come per le chiavi, documenti, etc.).

L’acquisto derivativo del possesso può realizzarsi anche senza la consegna in 2 casi:

Quando l’acquirente è già detentore e diviene possessore (da affitto poi compro);

− Se chi cede il possesso, conserva la detenzione della cosa (tiene presso di se la cosa venduta).

− 36

Altre regole:

Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore;

− Se la persona ha posseduto in tempo più remoto, si presume il possesso intermedio;

− Si presume che il possesso cominci dall’eventuale data del titolo;

− È possessore di buona fede colui che possiede ignorando di ledere l’altrui diritto (ignoranza non

− colpevole o non dipendente da colpa grave);

Il possessore di buona fede ha il diritto di appropriarsi dei frutti;

− Acquisto a non domino. La persona cui è alienato un bene mobile ne acquista la proprietà anche

− se l’alienante non è proprietario se (art.1153):

l’acquisto del possesso avviene in buona fede;

 vi è un titolo (atto giuridico) astrattamente idoneo (cioè deve essere valido) a trasferire la

 proprietà.

Questa regola non si applica alle universalità e ai beni mobili registrati (art.1156).

Conflitto tra due aventi causa dallo stesso autore (se lo stesso bene viene venduto più volte)

• art.1155:

Beni mobili: indipendentemente dalla data d’acquisto prevale colui che per primo

− possesso

acquista il in buona fede. trascrive

Beni immobili: prevale chi per primo l’atto (cosi che diventa opponibile erga

− omnes). La data d’acquisto e il possesso sono irrilevanti, conta la trascrizione.

Conflitto tra più aventi diritto personale di godimento:

• Vince chi per primo in concreto comincia a godere del bene.

− 37

C 15: L

APITOLO A TUTELA DELLA PROPR IETÀ E DEL POSSESSO

A ZIONI P ETITORIE

Il titolare di un diritto assoluto può agire contro chiunque si trovi a violare il diritto stesso; dispone

• quindi di un azione reale.

Azioni per la tutela della proprietà. restituzione

Azione di rivendicazione: si chiede la consegna o la della cosa al proprietario. L’azione

• si svolge contro chi ha il possesso o la detenzione (l’azione segue la cosa).

Chi agisce in rivendicazione deve provare di essere proprietario (onere della prova)

− Probatio diabolica

accertando un acquisto a titolo originario. , la legge ammette qualsiasi

mezzo di prova.

La rivendicazione non si prescrive, ma può essere acquistata per usucapione.

Azione di accertamento.

• Azione negatoria: è diretta a far dichiarare l’inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa

• quando il proprietario ha motivo di temerne pregiudizio.

Può essere utilizzata per fa cessare una molestia di fatto o di diritto (azione inibitoria) e

− condanna l’altra parte al risarcimento del danno.

È sufficiente provare di essere proprietario con un valido titolo d’acquisto.

Azione di regolamento dei confini: in caso di confine incerto tra due fondi, se non si trova un

• accordo, si chiede al giudice una sentenza che stabilisca i confini. L’azione spetta ad entrambe le

parti. Sono ammesse anche le mappe catastali come mezzi di prova (solitamente non ammesse).

Azione di apposizione dei termini: chiede che i termini (segni di delimitazione del confine) siano

• collocati a spese comuni.

Azioni per la difesa dei diritti reali limitati.

Azioni per la difesa delle servitù:

• Azione confessoria: mira ad ottenere il riconoscimento in giudizio del proprio diritto sulla

− cosa altrui, contro chiunque ne contesti l’esercizio (l’opposto dell’azione negatoria).

Azione inibitoria: provvedimento per cessazione delle molestie e turbative;

− chiedere la rimessione in pristino e il risarcimento dei danni.

Si applica per analogia, a tutti gli altri diritti reali minori, la norma sull’azione confessoria.

L E AZIONI POSSESSORIE

Azioni di reintegrazione: qualunque possessore può chiedere al giudice entro 1 anno dallo spoglio

• (privazione violenta o clandestina del possesso), di essere reintegrato. Evita la giustizia fai da te.

detentore qualificato

Azione concessa anche al (salvo per ospitalità e servizio).

− Il proprietario in sede possessoria ha torto; potrà agire in sede petitoria con l’azione di

− rivendicazione, dimostrando di essere proprietario.

Azioni di manutenzione: a favore di immobili o universalità di mobili, il cui possesso (continuo,

• pacifico, ininterrotto e pubblico) è stato acquistato da almeno 1 anno.

Protegge contro le molestie e contro una privazione non violenta né clandestina.

L (spetta sia al proprietario sia al possessore di esercitarle entro 1 anno)

E AZIONI DI NUNCIAZI ONE

Azioni preventive che permettono di intervenire velocemente per evitare un danno o un aggravamento.

Denuncia di nuova opera, esperita qualora si abbia ragione di temere che da una nuova opera (che

• non deve essere terminata) possa derivare, come diretta conseguenza, un danno alla propria cosa.

Denuncia di danno temuto, che si riferisce al pericolo di un danno grave e prossimo ma derivante

• da uno stato di cose già esistente (dovuta quindi dall’inerzia del vicino). 38

ISTITUZIONI DI DIRITTO PRIVATO

Schemi studio tratti dal libro “Linguaggio e regole del diritto privato”.

SECONDA PARTE 39

C 16: L’

APITOLO OBBLIGAZIONE

La parola obbligazione indica il rapporto tra un debitore e un creditore.

L’obbligazione è un rapporto giuridico in forza del quale una persona (creditore) ha diritto di

pretendere da un’altra (debitore) una prestazione suscettibile di valutazione economica.

La prestazione deve avere carattere patrimoniale ma può anche essere diretta a soddisfare

• un interesse non patrimoniale.

Es. Se voglio seguire un corso di meditazione, il mio interesse è solo spirituale ma la prestazione (professionale)

del maestro è suscettibile di valutazione economica.

La prestazione può anche non avere un valore di mercato ma assumere rilevanza economica

• nel rapporto tra debitore e creditore (come la persona che viene pagata dal vicino studio di

psicoterapia per rispettare certi orari di silenzio).

In sostanza è obbligazione qualsiasi relazione economico-giuridica che preveda obblighi tra le parti.

Es. Rapporti tra chi compra e vende, tra inquilino e padrone di casa, tra trasportatore e trasportato.

Fonti dell’obbligazione (art. 1173) Le obbligazioni nascono da:

• contratto (art. 1321-1986);

− fatto illecito (art. 2043-2059)

− ogni altro atto o fatto idoneo (a fungere da fonte di obbligazioni): promesse unilaterali + titoli

− di credito (art.1987-2027), gestione affari altrui (art.2028-2032), arricchimento senza causa

(art.2041/2), testamento, matrimonio, filiazione, provvedimenti giudiziari, obblighi matrimoniali

di mantenimento e alimenti.

NB. Filiazione è la situazione intercorrente tra una persona e ciascuno dei suoi genitori.

Tipi di obbligazioni, che si distinguono in base al contenuto della prestazione:

• di dare consegna di una cosa specifica o di una quantità specifica di cose determinate solo

− non dare

nel genere. La prestazione è la cosa (che è l’oggetto della prestazione), ma è la cosa.

NB: L’obbligazione di dare una cosa specifica comprende un’obbligazione di fare; custodire la cosa da consegnare.

di fare svolgimento di un’attività a carattere patrimoniale; come il dover trasportare,

− custodire o eseguire qualcosa.

di non fare astensione da un’attività, divieto; non fare concorrenza.

1. Prestazioni fungibili: Possono anche essere compiute da ausiliari (lavoratori dipendenti oppure

terzi – vettore terrestre) del debitore.

2. Prestazioni infungibili: l’obbligazione deve essere eseguita personalmente dal debitore.

NB. Il creditore può rifiutare la prestazione negli stessi casi dell’adempimento del terzo (art.1180): cioè quando ha

interesse all’esecuzione personale da parte dell’obbligato.

Art. 1175 impone a entrambe le parti del rapporto obbligatorio, un dovere di correttezza.

Debitore: deve usare una media diligenza nell’adempiere l’obbligazione (art.1176). Ci sono poi nei

• singoli rapporti contrattuali particolari doveri di correttezza: doveri di informazione (nel

trasporto, mandato e agenzia) o richiesta di istruzioni (nel trasporto).

Creditore: dovere di collaborazione con il debitore perché questi possa adempiere e limitare (o

• evitare), usando un’ordinaria diligenza, le conseguenze dannose in caso di inadempimento.

L’obbligazione non è un obbligo ma un vincolo (cioè qualcosa di più di un dovere) a comportarsi in

• un certo modo, infatti essa da luogo a obblighi e responsabilità.

L’art. 1175 (dovere di correttezza), si collega alle norme che prescrivono una condotta di buona fede.

Buona fede oggettiva: dovere di comportarsi da persone oneste e leali ( = correttezza). Lo

• specifico comportamento dovuto si determinerà caso per caso in relazione alle circostanze. 40

Buona fede soggettiva: intesa come una situazione psicologica, ovvero l’ignoranza che con

• dipende da colpa grave.

In tutti i casi, la buona fede soggettiva si presume (art.1147); è la controparte che deve

• provare la malafede, eccezione fatta nei casi dove si impone l’onere di provare la buona fede.

Es. Nel caso del creditore apparente il debitore è liberato solo se prova di essere stato in buona fede, cioè di

aver agito ritenendo la persona legittimata a ricevere. (art.1189)

Quando la buona fede è intesa sia come oggettiva che come soggettiva si delinea il modello della

• persona onesta e leale. Es. (art.1366): il contratto deve essere interpretato seconda buona

fede (cioè come farebbe una persona onesta e leale). 41

C 17: D

APITOLO ISCIPLINA E VICENDE DEL RAPPORTO OBBLIGA TORIO

1. A DEMPIMENTO

L’esatta esecuzione

Def. della prestazione dovuta (il creditore è soddisfatto e il debitore si libera

dell’obbligazione). Inadempiente è quel debitore che non esegue esattamente la prestazione (art.1218).

Nell’adempiere il debitore deve seguire i seguenti criteri:

a. Criterio della diligenza nell’adempimento (art.1176): il debitore deve adempiere usando la

diligenza del buon padre di famiglia. Il difetto di diligenza costituisce colpa del debitore.

NB. Le obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale richiedono una diligenza qualificata o tecnica,

indicata dalla natura dell’attività esercitata (nel rispetto delle regole dell’arte).

b. Specifici criteri di diligenza per l’adempimento di determinate prestazioni:

L’obbligazione di consegnare una cosa determinata include l’obbligo di custodirla fino

• alla consegna (art.1177);

L’obbligazione che ha per oggetto cose generiche: debitore deve prestare cose di

• qualità non inferiore a quella media (art.1178)

c. Rilevanza del risultato nell’adempimento: non sempre il mancato risultato indica

inadempimento. Si distinguono, infatti, obbligazioni:

di mezzi (o diligenza): la prestazione del debitore si identifica nell’attività diligente,

− non

per cui il risultato è assicurato.

di risultato: nelle quali il debitore è tenuto a produrre un risultato concreto, altrimenti

− l’obbligazione si considera inadempiuta.

2. M ’

ODALITÀ DELL ADEMPIMENTO

Adempimento parziale : creditore può rifiutare, anche se la prestazione è divisibile (art.1181).

Luogo dell’adempimento (art.1182): innanzitutto bisogna considerare l’accordo tra le parti, poi gli usi,

regole suppletive

poi la natura della prestazione, poi le circostanze dell’adempimento e infine tre :

cosa determinata

Consegna di : nel luogo in cui era la cosa quando è sorta l’obbligazione;

− denaro

Pagamento di somma di : al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza;

− Altre prestazioni: vanno eseguite al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza.

In base al luogo della consegna si distinguono 2 casi:

portable

(o ): devono essere pagati al domicilio del creditore;

DEBITI PORTABILI

− querable

(o ): devono essere pagati al domicilio del debitore.

DEBITI CHIEDIBILI

NB. Suppletive: che integrano. / Oneroso: non gratuito, che prevede un onere (peso) o un costo economico

Tempo dell’adempimento (art.1183) è stabilito in base a: accordo, usi, natura, circostanze.

Se non è stabilito un termine, la prestazione va compiuta immediatamente; se però gli usi, la natura

• della prestazione, il modo o il luogo dell’adempimento richiedono un termine, è stabilito dal giudice.

Decadenza del beneficio del termine (art.1806): anche se è stabilito un termine a favore del

• debitore, il creditore può esigere immediatamente la prestazione se il debitore è divenuto

insolvente, o ha diminuito le garanzie date o non ha dato quelle promesse.

Termine: stabilito a favore del debitore, che può rinunciare e adempiere in anticipo. Il creditore

• non può rifiutare una prestazione anticipata (si può però inserire una clausola che non ammette

l’adempimento prima di una data, per cui il termine diventa a favore del creditore).

Ordine dell’adempimento: il debitore che ha più debiti della medesima specie verso un creditore può

scegliere quale estinguere per primo, senza il consenso del creditore (art.1193). 42

Se non dichiara quale debito vuole estinguere per primo l’ordine è il seguente: prima debito scaduto,

• poi (tra i debiti scaduti) quello meno garantito, poi (a parità di garanzie) il più oneroso per il

debitore, poi il più vecchio. Se tutti i debiti sono alla pari rispetto a questi criteri, il pagamento è

imputato proporzionalmente.

Se il debitore non fa l’imputazione e il creditore, ricevendo il pagamento, dichiara nella quietanza di

• imputarlo a un certo debito e il debitore accetta, il pagamento è imputato secondo la dichiarazione

del creditore (se il creditore non ha usato dolo o sorpresa).

non

Una prestazione diversa da quella dovuta libera il debitore (art.1197). Il creditore può accettare

anche la prestazione offerta (prestazione in luogo dell’adempimento): in questo caso il debito si

estingue al momento dell’esecuzione della nuova prestazione.

Il debitore che paga ha diritto a ricevere a sue spese una quietanza: dichiarazione del creditore con

cui attesta l’avvenuto pagamento (art.1199); ha anche diritto di liberare i beni dalle garanzie (art.1200).

3. I ’

SOGGETTI DELL ADEMPIMENTO

a. Capacità del debitore

Il debitore che ha eseguito la prestazione dovuta non può impugnare il pagamento a causa della

• propria incapacità (art.1191).

Il problema sorge se il debitore era incapace nel momento del contratto, altrimenti il contratto ha

• forza di legge tra le parti.

Per gli atti di autonomia che si accompagnano all’adempimento (dichiarazione per l’imputazione di

• pagamento, la prestazione in luogo dell’adempimento, o anche l’atto con cui si riceve la quietanza)

invece la capacità e la volontà del soggetto è richiesta.

b. Capacità del creditore

Il creditore deve essere capace di agire, nonché di intendere e di volere.

non

Il pagamento del debito a creditore incapace libera il debitore, salvo che provi che ciò che fu

• pagato è stato rivolto a vantaggio dell’incapace (art.1190): evitare la dispersione del ricavato.

Quando il creditore incapace ha un rappresentante, il debitore deve eseguire la prestazione a

• favore di tale rappresentante.

c. Legittimazione a ricevere

Il destinatario dell’adempimento non è solo il creditore (capace), ma può essere anche un suo

rappresentante o soggetto autorizzato a ricevere (il debitore si libera anche se paga a questi).

Es. il giudice può ordinare che i debitori di uno dei coniugi, tenuto al mantenimento dei figli e

• inadempiente, debbano versare direttamente all’altro coniuge le somme dovute (art.148).

Il pagamento fatto a un qualsiasi altro soggetto non libera il debitore, salvo:

1. Il creditore lo ratifichi;

2. Debitore dimostra che è andato a buon fine;

3. Nelle circostanze del creditore apparente.

Il debitore che paga a chi non ne è legittimato a ricevere può essere liberato, se colui che ha pagato

appariva legittimato in base a circostanze univoche (creditore apparente), e se il debitore ha pagato in

buona fede soggettiva, cioè convinto, senza colpa, di pagare al creditore o a una persona che poteva

ricevere (art.1189). In questo caso sarà il creditore a dover recuperare la somma da chi ha ricevuto

indebitamente. 43

4. I NADEMPIMENTO

Def. Prestazione non eseguita o non eseguita puntualmente per causa imputabile al debitore, che genera

in capo al debitore una responsabilità contrattuale:

- debitore deve risarcire il danno se non prova che l’inadempimento è determinato da

impossibilità della prestazione, derivante da causa a lui non imputabile.

Requisiti dell’impossibilità:

• Oggettiva (che non dipende dalla particolare situazione del debitore);

 Assoluta (tale da escludere anche la minima possibilità di esecuzione).

Il debitore deve provare l’esistenza di una causalità a lui esterna o non imputabile:

• i. Caso fortuito (evento non prevedibile);

ii. Forza maggiore (fatto o situazione, anche prevedibile a cui non si può resistere);

iii. Atto d’autorità (es. requisizione / divieto di commercio di un bene).

In tal modo si ha una responsabilità oggettiva del debitore, che si realizza anche senza colpa.

L’impossibilità sopravvenuta causa l’estinzione dell’obbligazione.

Le prestazioni consistenti nel dare cose determinate solo nel genere o i pagamenti di somme di denaro

non sono mai oggettivamente impossibili. Sono esclusi limitatissimi casi di catastrofi o emergenze che

giustificano il ritardo, ma comunque non estinguono l’obbligazione.

Se l’adempimento risulta oltremodo gravoso e difficile, esigere l’adempimento in tali casi costituisce

abuso del creditore. La prestazione, benché possibile, risulterebbe inesigibile.

Es. il cantante che disdice uno spettacolo per andare dal figlio morente.

5. G ’

LI EFFETTI DELL INADEMPIMENTO

A. Inadempimento assoluto

B. Inadempimento relativo:

Parziale: dovevo 100€, pago 50€.

• Tardivo: ritardo della consegna.

• Qualitativo: la prestazione deve essere fatta in un certo modo, non basta prestare

• tutto e per tempo.

Tutte e quattro le ipotesi sono fonte di responsabilità per inadempimento, per cui il debitore è tenuto

a risarcire il danno causato.

Responsabilità patrimoniale: il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i

• suoi beni presenti e futuri (art. 2740). È una garanzia patrimoniale generica (non specifica come il

pegno e l’ipoteca e non personale come la fideiussione).

Per soddisfare i propri interessi contro un debitore che non collabora il creditore, può ricorrere al

giudice perché disponga:

esecuzione coattiva o forzata: espropriazione e vendita dei beni, per recuperare denaro e beni

− generici; recuperando anche un eventuale risarcimento dei danni.

esecuzione in forma specifica: varie azioni per soddisfare prestazione, e quindi interessi, specifici

− (come la consegna e il rilascio forzati di una cosa determinata).

Il creditore può esigere l’adempimento più il danno per il ritardo (eccezione fatta per i casi di

inesigibilità conseguenza del dovere di correttezza).

6. L A MORA DEL DEBITORE

NB. Mora: ritardo qualificato per cui è necessaria una dichiarazione da parte del creditore. intimazione o

Il debitore è costituito in mora se manca di adempiere nel tempo dovuto, mediante

• richiesta di adempiere fatta per iscritto dal creditore (art.1219 – mora ex persona). 44

Non è necessaria intimidazione o dichiarazione (mora ex re):

debito deriva da fatto illecito;

− debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere;

− scaduto il termine per i debiti portabili.

effetti

Gli della mora sono: il debitore

è tenuto a risarcire i danni provocati dal ritardo nell’adempimento (art.1218,1223);

− sopporta il rischio dell’impossibilità sopravvenuta anche per causa a lui non imputabile.

Non si applicano le norme sulla mora alle obbligazioni di non fare.

7. L A MORA DEL CREDITORE

NB. Il debitore non può essere considerato in mora se è pronto ad adempiere ma il creditore non riceve la

prestazione. Non vale se però il creditore rifiuta per un motivo legittimo (prestazione parziale o antitempo).

L’offerta non formale o alla buona impedisce di formare la mora del debitore.

• L’offerta formale o solenne costituisce la mora del creditore ( = verifica il rifiuto):

• 1. L’ offerta reale, per le obbligazioni che hanno ad oggetto danaro, titoli di

credito o cose mobili da consegnare al domicilio del creditore.

2. L’offerta per intimazione, per le obbligazioni che hanno per oggetto beni mobili

da consegnare in luogo diverso dal domicilio del creditore, consegna di cose

immobili e per le obbligazioni di fare (i.e. tutte le altre).

L’offerta solenne deve essere controllata dal giudice che ne accerta i requisiti. Quando avviene, il

• creditore è considerato in mora dal giorno dell’offerta.

effetti

Gli della mora sono: il creditore

risponde dell’impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al debitore;

− non ha più diritto né agli interessi né ai frutti;

− deve risarcire i danni ed eventuali spese.

Il debitore, per liberarsi dall’obbligazione, deve reagire al rifiuto dell’offerta da parte del creditore

con il deposito:

può essere accettato dal creditore o dichiarato valido con sentenza;

• riguarda cose mobili e si esegue con le forme del sequestro.

• per gli immobili, l’effetto liberatorio si ottiene nel momento in cui il debitore, ottenuta dal giudice

• la nomina di un sequestratario, gliene consegna la cosa.

Nelle obbligazioni di fare il deposito non è possibile per cui il debitore ottiene gli effetti della mora ma

si libera solo quando:

la prestazione diviene impossibile;

! l’adempimento non può più essere richiesto per la natura o il titolo della prestazione

! o perché il creditore non ha più interesse a ricevere;

interviene la prescrizione.

!

8. I L RISARCIMENTO DEL DAN NO

Danno: la perdita e anche il mancato guadagno (art.1223). La responsabilità del debitore va ben oltre il

singolo fatto, se la mancata prestazione provoca una serie di conseguenze negative per il creditore.

Per essere risarcito, il danno

• deve essere conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento (nesso di causalità e causalità

− giuridica o adeguata); (art. 1223)

NB. Nesso di causalità: nesso fra il fatto e l’evento dannoso (legati dal rapporto causale).

Causalità giuridica: solo le conseguenza immediate e dirette sono imputabili al soggetto.

deve essere prevedibile al tempo in cui è sorta l’obbligazione, salvo che l’inadempimento sia

− doloso, nel qual caso il risarcimento si estende ai danni imprevedibili (art.1225);

il danno non deve essere collegato a un fatto colposo del creditore (concorso di colpa):

− se il creditore avesse potuto evitare il danno, usando l’ordinaria diligenza, il debitore è

 esonerato da ogni responsabilità; 45

se una colpa del creditore ha contribuito alla nascita del danno viene ridotto il risarcimento.

Se non è possibile valutare l’ammontare esatto del danno il giudice provvede con valutazione equitativa.

non

Possono essere oggetto di risarcimento anche le conseguenze patrimoniali.

• Le clausole di esonero da responsabilità (che escludono o limitano la responsabilità del

• debitore per dolo o per colpa grave oppure derivante dalla violazione di obblighi imposti da

norme di ordine pubblico) sono nulle.

9. I ’

MODI D I ESTINZIONE DIVERSI DALL ADEMPIMENTO

N (in cui manca la soddisfazione dell’interesse ma l’obbligazione si estingue comunque):

ON SATISFATTORI

Impossibilità sopravvenuta: il debito si estingue se l’impossibilità è oggettiva e assoluta e non è

• stata causata dal debitore; ci sono due casi particolari:

Impossibilità temporanea: al termine dell’impossibilità l’obbligazione può anche estinguersi (se

− il creditore non ha più interesse o il debitore non può più essere obbligato). Finché resta

impossibile il debitore non è responsabile per il ritardo;

Impossibilità parziale: il debito si estingue prestando la parte rimasta possibile.

Inesigibilità: quando il debito risulta oltremodo gravoso e oneroso, cosicché pretendere

• l’adempimento è contrario a correttezza (avviene in rarissimi casi).

Novazione: le parti si accordano per sostituire l’obbligazione esistente con una nuova (sostituendo

• titolo, oggetto o soggetto) immediata estinzione della vecchia obbligazione e nascita di una nuova

senza che quest'ultima debba essere necessariamente eseguita.

NB. La novazione è senza effetto, se l’obbligazione originaria non esisteva o derivava da atto nullo. È invece valida

in caso di atto annullabile se il debitore conosceva il vizio del titolo originario.

1

Dazione in pagamento: l’obbligo si estingue con una prestazione diversa da quella dovuta (serve il

• consenso del creditore). L'estinzione si verifica solo quando la diversa prestazione è eseguita.

atto unilaterale

Remissione del debito: è un con il quale il creditore rinuncia ad esigere il proprio

• credito. Produce l’effetto nel silenzio del debitore, ma nullo in caso di opposizione del debitore.

S (in cui l’interesse del creditore è soddisfatto):

ATISFATTORI

Compensazione: quando le due parti sono obbligate l’una verso l’altra e viceversa (esistono due

• diversi debiti). La compensazione è legale, cioè avviene senza intervento del giudice, se i debiti sono

Omogenei : denaro o cose fungibili dello stesso genere;

− Liquidi : determinati nel loro preciso ammontare;

− Esigibili : non sottoposti a termine, condizione o termine scaduto.

NB. La compensazione legale non opera automaticamente; serve una dichiarazione unilaterale.

Compensazione giudiziale: decide il giudice se uno dei debiti è esigibile ma non

! ancora liquido, mentre l’altro deve presentare tutte e tre i requisiti.

Compensazione volontaria: accordo delle parti quando mancano tutti i requisiti,

! purché i debiti siano di facile e pronta liquidazione.

Confusione: quando le posizioni di creditore e debitore si riuniscono nella stessa persona; Tizio,

• debitore di Caio, gli succede come erede.

Contratto di conto corrente: contratto con il quale le due parti si obbligano ad annotare in conto i

crediti reciproci considerandoli inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto, quando si ha una

compensazione.

1 dazione in pagamento prestazione in luogo dell’adempimento

La e la sono la stessa cosa: Datio in Solutum

art.1197. 46

II. Tipi particolari di obbligazione

10. O BBLIGAZIONI PECUNIAR IE

Def. Debiti di somme di denaro.

Rischio dei creditori: perdita di potere di acquisto del denaro di una certa percentuale

• svalutazione e inflazione

annua ( ).

Soluzione del codice: i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello

• Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale (art.1277); cioè senza riguardo

all’eventuale perdita di valore (principio nominalistico).

Questo principio non vale sempre, va fatta una distinzione tra le obbligazioni pecuniarie:

Debiti di valore: il denaro è il mezzo che rappresenta un valore reale, e se varia il potere di

− acquisto varia anche la somma che deve essere pagata al creditore. Es. risarcimento del danno;

Debiti di valuta: in cui la somma di denaro è l’oggetto del debito e in cui vale il principio

− nominalistico; il creditore si tutela con gli interessi.

Le parti possono evitare l’applicazione del principio nominalistico, e caratterizzare un debito di denaro

come un debito di valore, concordando certe clausole che agganciano la somma dovuta al valore di un

bene che serve come termine di paragone (clausole d’oro, moneta straniera).

Il denaro è un bene fruttifero: i suoi frutti sono gli interessi.

Interessi corrispettivi: fungono da corrispettivo per il godimento della somma da parte di chi ne

− dispone ma è obbligato a restituirla. Decorrono ex lege per i debiti di denaro liquidi ed esigibili

(sono quindi un’obbligazione accessoria del pagamento della somma di denaro). Sono calcolati:

rispettando il saggio di interesse legale stabilito dal Ministro del tesoro (che si applica in

 mancanza di un diverso accordo tra le parti);

con un interesse diverso, nei limiti della legge (è necessaria la forma scritta) : interessi

 convenzionali. Sono usurari

a. tassi che superano una soglia di tasso media;

b. tassi, che pur non violando il limite, sono sproporzionati rispetto alla

prestazione della controparte.

Interessi moratori (per il ritardo): interessi legali + eventuali altri interessi derivanti da perdita

− (per svalutazione) e/o mancati guadagni.

Se prima del ritardo c’erano degli interessi convenzionali, quelli moratori dovranno essere maggiori

− (altrimenti sarebbe un vantaggio per il debitore).

Interessi compensativi: hanno la finalità di compensare il godimento del compratore rispetto al

− godimento del venditore che non riceve ancora il corrispettivo.

11. O BBLIGAZIONI CON PLUR ALITÀ DI OGGETTI

Un singolo rapporto obbligatorio può avere ad oggetto due o più prestazioni

Obbligazioni con pluralità di oggetti:

• obbligazioni alternative: il debitore si libera adempiendo una delle prestazioni a sua scelta;

− la scelta spetta al debitore se le parti non l’hanno attribuita al creditore o a un terzo.

Es. Abbonamento teatrale che da diritto di assistere a un certo numero di presentazioni; il contratto con cui un

impresa si impegna a trovare un alloggio al dipendente o a sopportare le spese di albergo.

obbligazioni facoltative: il debitore è obbligato a eseguire una certa prestazione, ma è

− prevista, nel solo interesse del debitore, la facoltà di eseguire una diversa prestazione. In caso

d’impossibilità della prestazione principale il debito è estinto.

Es. erede obbligato a dare a un legatario parte dell’argenteria, ma può liberarsi anche con un’equivalente in denaro.

47

12. O . L .

BBLIGAZIONI CON PLUR ALITÀ DI SOGGETTI A SOLIDARIETÀ

Obbligazioni con pluralità di soggetti:

• 1. Quando più debitori sono obbligati a una medesima prestazione che sia divisibile, si possono

avere due differenti situazioni (art.1292,1314):

Solidarietà nel debito (o passiva): quando ciascun debitore può essere costretto

 all’adempimento per la totalità (contitolarità del debito):

la solidarietà si presume; i condebitori sono tenuti in solido se dalla legge o dal titolo non

• risulta diversamente.

tutti i debitori rispondono con i loro beni presenti e futuri, quindi il creditore non solo ha

• una garanzia più forte ma può anche scegliere su chi rivalersi;

l’adempimento di uno libera tutti e il debitore che ha pagato potrà rivalersi sugli altri;

• la solidarietà può esistere anche se si tratta di debitori con modalità diverse (ognuno

• può opporre le proprie eccezioni personali, es. termini di pagamento diversi).

Non opera nel caso di successione ereditaria fra almeno due eredi; gli eredi sono tenuti

• verso il creditore, ciascuno solo per la quota.

Obbligazione parziaria: ciascun debitore paga solo la sua parte. L’insolvenza di un debitore

 finisce per gravare sugli altri debitori. Es. se uno fallisce gli altri devono coprire la sua parte.

2. Più creditori che hanno diritto a una medesima prestazione:

Credito solidale: ciascun creditore può esigere l’intera prestazione.

 Credito parziario: ciascun creditore può esigere solo una parte ( = regola generale).

 In caso di successione ereditaria un credito solidale si trasmette come parziario.

o

La distinzione tra solidarietà e parzialità non può porsi quando la prestazione è indivisibile: in

! questo caso l’obbligazione è regolata dalle norme sull’obbligazione solidale.

I crediti e i debiti dell’eredità si dividono automaticamente con l’apertura del testamento. Ma

! l’indivisibilità opera anche nei confronti degli eredi del debitore/creditore.

III. La successione nel credito e nel debito

L A SUCCESSIONE NEL CR EDITO E NEL DEBITO

La posizione di creditore/debitore si assume in base a un titolo.

• Obbligazione ambulatoria: se la titolarità del diritto principale passa ad un altro soggetto,

− anche l’obbligazione accessoria passa;

Obbligazione reale: il debito è legato alla titolarità del diritto reale. Il debitore si può liberare

− con l’abbandono della cosa o la rinunzia al suo diritto.

S UCCESSIONE NEL CREDI TO

• il rapporto obbligatorio non

Surrogazione: un terzo sostituisce il creditore che ne acquista i diritti;

si estingue . Ci sono tre tipi di surrogazione:

per volontà del creditore

! per volontà del debitore

! legale, 4 casi previsti dalla legge:

! a. creditore chirografario paga un altro creditore che gode di privilegio o garanzia

reale, e subentra in questi diritti;

b. acquirente di un immobile ipotecato paga il creditore per liberare l’immobile;

c. terzo obbligato a pagare un debito altrui o un debito che ha con altri;

d. erede che accetta con beneficio d’inventario paga i debiti ereditari per evitare

l’espropriazione dei beni dell’eredità. 48

contratto

Cessione (a titolo oneroso o gratuito): con cui si realizza il trasferimento del diritto dal

cedente cessionario.

creditore, , a un

Le parti possono escludere di comune accordo la cessione del credito ma se accade il patto

! non è opponibile al cessionario se non era a conoscenza della clausola preventiva. In questo

caso il cedente deve risarcire il danno, ma la cessione ha ugualmente effetto.

La cessione è vietata per i crediti strettamente personali e quando previsto dalla legge.

! Efficacia tra le parti: trasferimento avviene con il solo consenso del creditore.

! Efficacia verso il debitore (opponibilità): solo quando il debitore accetta o gli viene data

! notifica della cessione. La notificazione è un onere del cessionario e risolve anche i conflitti

tra più acquirenti (prevale chi ha notificato per prima).

Garanzia: se la cessione è a titolo oneroso il cedente risponde verso il cessionario

! non

dell’esistenza del credito ma dell’insolvenza del debitore.

S UCCESSIONE NEL DEBIT O

• Delegazione: un nuovo debitore si obbliga su invito del 1° debitore. Ci sono 3 possibilità: il creditore

rifiuta;

− delegazione cumulativa

accetta, anche tacitamente, senza liberare il 1° debitore ( ). Non può

− rivolgersi al vecchio debitore se non richiede prima l’adempimento al delegato;

delegazione liberatoria

accetta e libera il 1° debitore ( ) = trasferimento del debito.

− Rapporto di provvista: tra delegato e delegante;

• Rapporto di valuta: tra delegato e creditore delegatario.

• astratta

Delegazione pura (o ): quando il delegato si obbliga senza menzionare nessuno rapporto.

− titolata

Delegazione causale (o ): legata ai rapporti di valuta o provvista. Il riferimento ai

− rapporti consente al delegato di opporre al delegatario le eccezioni relative a tali rapporti.

Può sempre essere opposta la nullità del rapporto.

Delegazione di pagamento: delegato non è invitato a obbligarsi verso il delegatario, ma solo a

pagare il debito del delegante.

NB. Il delegato, anche se debitore del delegante, non è tenuto ad accettare l’incarico. di sua

Espromissione: un terzo (espromittente) che promette al creditore di pagare il debito,

iniziativa , per cui nasce un rapporto obbligatorio tra terzo e creditore.

Mancando l’invito, l’espromissione può avvenire solo menzionando il rapporto di valuta. Per

! cui non può essere astratta.

L’effetto può essere cumulativo o liberatorio (dipende se il creditore dichiara di liberare o

! meno il debitore espromesso).

contratto

Accollo: tra debitore e un terzo (accollante) il quale si accolla il debito.

interno

Accollo semplice (o ): accollante si obbliga solo nei confronti del debitore.

! Accollo esterno: accollante si obbliga anche verso il creditore. Il debitore originario resta

! obbligato (accollo cumulativo) a meno che il creditore consenta alla liberazione (privativo).

NB. Se il creditore accetta, la stipulazione a suo favore diventa irrevocabile. 49

C 18: L

APITOLO E GARANZIE

In caso di inadempimento il creditore può tutelarsi attraverso diversi meccanismi (tutela del

! diritto del creditore): resp.patrimoniale, cause di prelazione, conservazione della garanzia

patrimoniale.

Il creditore ha diritto a procedere ad esecuzione forzata su qualsiasi bene pignorabile.

! R :

ESPONSABILITÀ PATRIM ONIALE

• Responsabilità illimitata: il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i

− suoi beni presenti e futuri (art.2740). non

Con l’esclusione di alcuni cespiti attivi, soggetti ad espropriazione: oggetti di prima

− necessità, credito agli alimenti e altri previsti dal cod. proc. Civ.

Esistono limitazioni di responsabilità che limitano il potere dei creditori.

− Patrimonio di destinazione: una parte del patrimonio è destinato a garanzia primaria di

 determinati debiti, ed è distinto dal patrimonio generale.

i. Patrimonio separato: raccoglie una parte dei rapporti attivi/passivi che fanno capo

ad un soggetto e che sono distinti dal suo patrimonio generale.

Es. Eredità con beneficio di inventario: l’erede risponde dei debiti ereditari con i soli beni dell’eredità. Con la

semplice accettazione dell’eredità si verificherebbe la confusione dei patrimoni (un solo attivo e un sono passivo).

Atti di destinazione (beni immobili): stabilisce un vincolo di destinazione ad uno scopo. Trascrizione

• permette di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione.

Atipicità: ogni interesse meritevole di tutela può essere uno scopo legittimo.

! Limite massimo: 90 anni o la durata della vita della persona beneficiaria del vincolo.

! Per i debiti non connessi allo scopo di destinazione, i creditori del disponente non possono

! aggredire i beni vincolati.

Per i debiti connessi allo scopo, il disponente risponde con tutti i suoi beni.

! ii. Patrimonio autonomo: riunisce un complesso di rapporti attivi e passivi che fanno

capo a più soggetti, e che sono distinti dai patrimoni individuali di ciascuno;

caratteri comuni:

a) complesso di beni destinati ad uno scopo di cui sono contitolari più soggetti;

b) mette al riparo, in varia misura, questi beni dall’azione dei creditori personali

dei contitolari;

P : tutti i creditori hanno eguale diritto di soddisfarsi sui beni del

ARI CONDI ZIONE DEI CREDITORI

• debitore; ci sono però alcune eccezioni: le cause di prelazione (cioè il creditore ha diritto a

soddisfarsi a preferenza degli altri) sono

Privilegi: sono accordati in considerazione della causa/natura del credito. Si distinguono:

− i. privilegio generale, su tutti i beni mobili del debitore: non è un diritto sulle cose

del debitore, ma solo la pretesa a una prestazione particolare del credito;

privilegio speciale, su determinati beni mobili o immobili: hanno un diritto di

ii. sequela il creditore può seguire il bene nonostante la sua circolazione (può

aggredire il bene anche se ha cambiato proprietario).

NB. I privilegi non possono essere creati o pattuiti dalle parti. Sono previsti e attribuiti dalla legge.

1° posto tra privilegi: i crediti derivanti da rapporto di lavoro.

• Il pegno prevale sul privilegio speciale mobiliare.

• Il privilegio sugli immobili prevale sull’ipoteca.

• 50

L (mezzi di sicura soddisfazione del credito):

E GARANZIE DEL CREDITO

1. G : potere di espropriare un determinato bene, e di soddisfarsi con diritto di

ARANZIE REALI

preferenza sul ricavato della vendita, anche se la proprietà del bene è passata ad altri (diritto di

prelazione sequela

e di ).

Pegno: diritto di garanzia su cose mobili, universalità di mobili, crediti, diritti aventi per oggetto cose

mobili. contratto reale

Si costituisce attraverso contratto di pegno; è un che si perfeziona con

• la consegna. Lo spossessamento è essenziale per la conoscibilità da parte dei terzi.

Il creditore deve custodirla, e non può disporne né farne uso.

• Pegno irregolare: se ha per oggetto denaro/cose fungibili è solo obbligato a restituire

• cose della stessa specie o quantità.

Diritti del creditore pignoratizio: vendere la cosa in pagamento; farsi pagare con

• prelazione sulla cosa ricevuta in pegno; far suoi i frutti (salvo patto contrario); nel pegno

su crediti può riscuotere il credito.

Ipoteca: diritto di garanzia su immobili, usufrutto di beni immobili, superficie, enfiteusi, beni mobili

registrati e rendite dello stesso stato.

Nasce attraverso una fattispecie complessa: 1) esistenza del titolo per la costituzione,

• 2) costituzione tramite iscrizione in un pubblico registro (pubblicità costitutiva).

Il diritto a iscrivere ipoteca può nascere per 3 cause:

Legale: iscritta in base a una specifica norma di legge;

Es. Divisione da diritto ad iscrivere ipoteca sugli immobili dell’altro comunista a garanzia del conguaglio.

Giudiziale: ipoteca iscritta utilizzando come titolo una sentenza di condanna al pagamento, o

 ad altra obbligazione o al risarcimento dei danni.

Volontaria: concessione volontaria, del proprietario del bene, tramite contratto o

 dichiarazione unilaterale tra vivi. Va fatta per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

NB.L’iscrizione ha effetto per 20 anni; per non perdere il grado di ipoteca bisogna rinnovarla prima della scadenza.

Il grado dell’ipoteca dipende dalla data dell’iscrizione e dal numero d’ordine delle iscrizioni.

• Surrogazione del creditore perdente : Il creditore ipotecario, qualora si trovi perdente perché si è

• in tutto o in parte soddisfatto un creditore anteriore, la cui ipoteca si estendeva ad altri beni dello

stesso debitore, può surrogarsi nell'ipoteca iscritta a favore del creditore soddisfatto, al fine di

esercitare l'azione ipotecaria su questi altri beni con preferenza rispetto ai creditori posteriori

alla propria iscrizione.

Acquirente di un bene ipotecato può:

• Pagare i creditori iscritti;

o Rilasciare i beni stessi;

o Liberare il bene dall’ipoteca.

o

Cause di estinzione:

• Estinzione del credito garantito o conclusione dell’esecuzione forzata;

o Creditore che rinuncia all’ipoteca;

o Cancellazione e mancata rinnovazione fanno venire meno l’ipoteca ma non il titolo, per

o cui non impediscono una nuova iscrizione;

Prescrizione del credito (in generale 10 anni): estinzione dell’obbligazione e dell’ipoteca.

o Prescrizione ventennale fa estinguere ipoteca verso il terzo acquirente, anche se il

o credito è ancora in vita.

Il patto commissorio – che prevede che la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al

• creditore in caso di mancato pagamento- è vietato e nullo.

Surrogazione dell’indennità alla cosa:

NB. Se la cosa soggetta a privilegio, pegno, ipoteca, va distrutta, il

creditore perde la possibilità di far valere coattivamente le proprie pretese. Se il debitore è assicurato le 51

somme dovute dagli assicuratori come indennità sono vincolate al pagamento dei creditori privilegiati,

pignoratizi o ipotecari, secondo l’ordine di preferenza. Si sostituisce alla cosa danneggiata un’indennità.

2.G : la fideiussione (unica garanzia personale prevista dal codice ma nella realtà sono

ARANZIE PRESONALI

molteplici perché sono contratti caratterizzati dall’atipicità).

Contratto di fideiussione: un soggetto (garante o fideiussore) garantisce l’adempimento

• di un’obbligazione altrui obbligandosi personalmente verso il creditore (art.1936) e

quindi rispondendone con tutti i suoi beni presenti e futuri.

Il fideiussore che ha pagato è surrogato nei diritti del creditore, subentra cioè non solo

• nel credito, ma anche nelle garanzie. Il fideiussore ha diritto all’azione di regresso, che

comprende il capitale, gli interessi dal giorno del pagamento e le spese sostenute.

La fideiussione può essere assunta anche se il debitore principale non ne è a conoscenza;

• è un contratto fra creditore e terzo che interviene a garantire un’obbligazione altrui.

Forma: dichiarazione espressa.

• Effetto: rendere il fideiussore e il debitore obbligati in solido verso il creditore

• garantito.

Le parti (fideiussore e il creditore) possono pattuire il beneficio di escussione: il

• creditore dovrà prima soddisfarsi sul debitore principale e solo in seguito sul

fideiussore; il fideiussore però ha l’onere, se convenuto in giudizio, di indicare i beni del

debitore da sottoporre a esecuzione.

Mandato di credito: contratto in cui una parte dà incarico all'atra di far credito ad un terzo.

Accettato l'incarico, l'altra parte non può poi rinunciarvi, ma se il terzo risulterà inadempiente, la parte

che ha conferito l'incarico risponderà dell'obbligazione come fideiussore di un debito futuro.

Dichiarazione del mandante: lettera di credito (o credenziale).

Fideiussione omnibus: un fideiussore presta garanzia per tutte le obbligazioni presenti e future del

debitore verso la banca.

Per le obbligazioni future deve essere previsto un importo massimo garantito (art.1938), altrimenti si

tratterebbe di un oggetto indeterminato o indeterminabile e perciò il contratto sarebbe nullo.

Fuori dall’ambito della garanzia si collocano i due seguenti contratti:

Lettera di patronage: quando una delle società controllate chiede un credito alla banca, la

− capogruppo manda alla banca una dichiarazione con la quale comunica di avere il controllo della

società da finanziare; il patron non promette nessuna garanzia ma induce la banca a confidare delle

circostanze e a contrarre il finanziamento.

Anticresi: contratto col quale il debitore (o un terzo) si obbliga a consegnare un’immobile a

− creditore a garanzia del credito; il creditore percepisce i frutti dell’immobile imputandoli agli

interessi, se dovuti, altrimenti al capitale. Deve essere redatto per iscritto a pena di nullità

(art.1350). Per essere opponibile ai terzi deve essere trascritto (art.2643).

G : il creditore è tutelato quando il debitore mette in pericolo la garanzia.

ARANZIA PATRIMONIALE

• mezzi di conservazione

3 della garanzia patrimoniale:

1. Azione surrogatoria: il creditore si sostituisce al debitore nell’esercizio di diritti e azioni che il

debitore trascura di esercitare. Presupposto per usare l’azione:

i. Inerzia del debitore;

Eventus damni

ii. : situazione di potenziale pregiudizio per i creditori.

Il creditore solerte che esercita l’azione provoca un incremento del patrimonio del

 debitore; la sua solerzia giova a lui e a tutti gli altri creditori. 52

2. Azione revocatoria: il creditore può chiedere che siano dichiarati inefficaci gli atti di

disposizione del patrimonio del debitore che ne rechino diminuzione, pregiudicando il

soddisfacimento del creditore. Presupposti per esercitare l’azione:

i. Eventus damni;

ii. Consilium fraudis (elemento soggettivo): intenzione di frodare i propri creditori.

iii. Se l’atto è a titolo oneroso, anche il terzo deve essere stato partecipe alla frode.

Effetti: l’atto resta valido ed efficace ma il creditore può agire come se l’atto non fosse stato

compiuto. Perciò l’azione giova solo nei confronti del creditore che la esercita. Prescrizione: 5 anni.

3. Sequestro conservativo: misura preventiva applicabile quando ci siano ragioni oggettive per

temere la perdita delle garanzie. Diretto ad evitare che il bene esca dal patrimonio del

debitore. 53

P Q

ARTE UARTA

L’ATTIVITA’ GIURIDICA

C 19: I

APITOLO L CONTRATTO IN GENER ALE

1. I :

L CONTRATTO REALTÀ E DEFINIZION E

il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un

Def.

rapporto giuridico patrimoniale , cioè suscettibile di valutazione economica (art.1321).

Non ogni patto e promessa quindi è contratto, ma solo quelli che hanno ad oggetto relazioni economiche.

Es. Il matrimonio non è un contratto: prevalgono gli aspetti personali.

I requisiti essenziali del contratto sono: accordo, oggetto, forma, causa.

2. F UNZIONE ED EFFICACIA DEL CONTRATTO

Funzione: regolare il rapporto giuridico patrimoniale.

Efficacia: ha forza di legge tra le parti (art.1372).

Si possono distinguere due modi elementari di operare del contratto:

Funzione/efficacia traslativa (o reale): trasferimento;

− Funzione/efficacia obbligatoria: la nascita delle obbligazioni tra le parti.

Il contratto in generale può essere visto da diversi punti di vista, tra loro interconnessi:

accordo contrattuale

contratto-atto: , formato tra due o più parti.

− conseguenze giuridiche regolamento di interessi

contratto-rapporto: dell’accordo, ovvero il che ne

− nasce, quindi il rapporto contrattuale che si stabilisce tra le parti.

3. I L CONTRATTO COME ATT O GIURIDICO

Il contratto è un accordo: la convergenza di dichiarazioni di volontà.

• Si compone di manifestazioni di volontà concordi con cui le parti manifestano reciprocamente

• la propria volontà.

Atto giuridico bi- o plurilaterale non unilaterale (procura, disdetta, diffida, rinuncia, voto).

• Il contratto è destinato a comporre questi interessi e soddisfare entrambe le parti, che sono

• due controinteressati, cioè titolari di interessi in conflitto.

NB. Le regole dettate per i contratti si estendono anche agli atti unilaterali tra vivi che hanno contenuto

patrimoniale.

Atti unilaterali: manifestano la volontà di una sola parte. Si distinguono in:

Atti unilaterali ricettizi: diretti a un destinatario determinato, che assume il ruolo di

• controinteressato. Es. Dichiarazione di recesso, intimazione a pagare;

Atti unilaterali non ricettizi: come una dichiarazione di voto.

4. I L PRINCIPIO DI BUONA FEDE

Principio di buona fede: regola fondamentale in tutte le fasi di realizzazione del contratto (trattative,

interpretazione, esecuzione).

Nelle trattative e nella formazione dell’accordo le parti sono tenute a comportarsi secondo buona

− fede (art.1337) oggettiva: dovere di correttezza che impone, in particolare, un dovere reciproco di

informazione con riguardo a eventuali vizi del contratto (art.1338).

Responsabilità precontrattuale: la malafede è fonte di responsabilità per l’eventualità di aver

− cagionato danni all’altra parte, che abbia confidato nella validità del contratto (art.1338). 54

La buona fede è anche un criterio importante per l’interpretazione del contratto (art.1366), con cui

− si stabilisce il significato delle manifestazioni di volontà che formano l’accordo contrattuale, che

vanno intese così come le intenderebbe una persona onesta e leale.

L’art.1375 impone alle parti una condotta di buona fede nell’esecuzione del contratto.

5. L’ AUTONOMIA CONTRATTUA LE E I SUOI LIMITI

Tutela di interessi tenuti prevalenti rispetto alla libertà di mercato. La libertà di mercato non deve

− svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla

dignità umana.

Tutela della libera concorrenza. Esigenza di limitare e vigilare sulla concentrazione di imprese

− attraverso varie regolamentazioni (soprattutto la normativa Antitrust), per assicurare la libertà di

concorrenza.

Tutela delle parti deboli del mercato. Tutela degli interessi diffusi per proteggere particolari

− categorie (prestatori di lavoro, consumatori, utenti). Sono stati creati una serie di strumenti di

controllo del mercato (come ad esempio quelli sui prezzi e le tariffe).

6. L A FORZA LEGGE DEL CO NTRATTO

Def. Autonomia: ognuno è signore dei propri interessi nei limiti stabiliti dalla legge.

Ciascuno può decidere circa i propri interessi;

• Nessuno può disporre degli interessi di un altro soggetto. Infatti, qualsiasi modificazione

• della sfera giuridica di un soggetto richiede il suo consenso.

Neppure un vantaggio economico può essere imposto; la donazione è un contratto non un

• atto unilaterale.

NB. A parte i casi di rappresentanza legale, l’ingerenza non autorizzata è ammessa sono nel caso della gestione

degli affari altrui (art.2028).

7. L A LIBERTÀ DI CONTRAR RE

Eccezioni alla libertà di contrarre:

Obbligo legale a contrarre: per determinazione di legge.

− monopolio legale

Es. Sono obbligate a contrarre le imprese in regime di (art.2597) come le imprese che

esercitano servizi pubblici di trasporto (art.1679).

Obbligo convenzionale a contrarre: per un vincolo assunto in base a un precedente contratto.

− contratto preliminare

Es. A causa del con il quale le parti si obbligano a concludere un contratto

definitivo; a causa del contratto di mandato senza rappresentanza, dove il mandatario è obbligato a

ritrasferire al mandante quanto acquistato per suo conto (art.1706).

8. A UTONOMIA CONTRATTUAL E E CONTENUTO DEL CO NTRATTO

Le parti possono determinare liberamente il contenuto del contratto, nei limiti imposti dalla legge.

Clausole: patti con cui si stabiliscono punto per punto il contenuto del contratto.

Contratti tipici: quelli previsti dalla legge.

− Contratti atipici o innominati: contratti che non appartengono ai tipi previsti dalla legge, purchè

− diretti a realizzare un interesse meritevole di tutela (cioè non illeciti).

Contratti misti: risultano dalla combinazione di elementi propri a diversi contratti tipici.

Es. il contratto di albergo combina elementi di locazione, della somministrazione e del deposito.

Limiti alla libertà di determinare il contenuto del contratto:

• Limiti legali: la legge può determinare alcune parti di determinati contratti. Es. una o più clausole

− possono essere imposte per legge e sostituire di diritto le clausole difformi senza rendere invalido

il contratto.

Limiti convenzionali: limiti stabiliti da un contratto precedente. Es. contratti normativi che

− obbligano ad inserire determinate clausole nei contratti futuri tra le parti. 55

C 20 : G

APITOLO LI ELEMENTI DEL CONT RATTO

1 - 2. I . L’

REQUISITI DEL CONTR ATTO ACCORDO

elementi essenziali

Art.1325 del contratto: accordo, causa, oggetto, forma.

mancanza difetto vizio

La di uno dei requisiti essenziali è causa di nullità del contratto (art.1418); un o

dei requisiti stessi è causa di annullabilità (art.1425 ss.).

A : lo scambio e la convergenza di manifestazioni di volontà tra due o più parti. Elementi

CCORDO

fondamentali dell’accordo: capacità giuridica capacità di agire

Soggetti: devono avere la e la .

− Manifestazione di volontà: cioè rendere conoscibile ad altri, comunicare. Si divide in:

− Espressa: un segno diretto a comunicare la volontà, che può essere fatto per iscritto,

• oralmente oppure con gesti che nell’uso comune equivalgono a parole.

Es. Lettere, telegrammi, firmare uno stesso documento, parlando, per telefono, alzare la mano in un’asta.

Tacita: quando si tiene un comportamento concludente (comportamente, che se interpretato

• seconda buona fede, assume il significato univoco di concludere un contratto). Per cui il

comportamento prende il posto di una dichiarazione.

Es. se in un supermarcato raccolgo nel cestino tutto quel che mi serve e mi presento alla cassa, il mio

comportamento è segno che intendo comperare. Se salgo sul treno ciò significa che intendo usufruire del servizi,

cioè il comportamento ne implica la conclusione; per cui se non ho il biglietto, sono un contraente inadempiente.

Caso particolare di manifestazione tacita è il rinnovo tacito dei contratti che durano nel tempo:

• quando manca la dichiarazione di recesso entro il termine previsto.

NB. L’accettazione (anche se tacita) deve essere manifestata. Perciò di regola il silenzio non vale accettazione.

Può assumere valore solo se espressamente previsto dalle parti. Es. Se non ci sentiamo entro domani il contratto è

concluso.

3. L A CONCLUSIONE DEL CO NTRATTO proponente accettante

Nel contratto si distinguono due ruoli, quello del , e quello dell’ . Si considera

quindi l’accordo come uno scambio di due dichiarazioni di volontà: proposta e accettazione.

Proposta: dichiarazione (o la diversa manifestazione di volontà) con cui la parte che assume

• l’iniziativa offre all’altra la conclusione del contratto.

Es. Propongo al mio vicino di comprare da lui una strascia di terreno a 25.000 lire il mq.

Accettazione: è la dichiarazione (o la diversa manifestazione di volontà) con cui la parte che riceve

• la proposta, da il suo consenso al contratto come risulta dall’offerta (altrimenti fa una contro-

offerta). Es. Il mio vicino mi risponde che è d’accordo.

Requisiti ed effetto della proposta

Una volta fatta la proposta, se l’altra parte accetta allora il contratto è concluso.

• La proposta deve:

• contenere tutti gli elementi essenziali del contratto che si vuole concludere;

 manifestare una volontà attuale di contrarre.

Altrimenti si ha un invito a proporre, e la parte che lo riceve se vuole concludere il contratto deve

• assumere la posizione del proponente.

Es. Se con il mio vicino non avessi indicato il prezzo, egli avrebbe dovuto dichiararsi disponibile a ricevere una

proposta più precisa o proporre lui stesso un prezzo di vendita.

Accettazione e controproposta

accettazione

L’ deve corrispondere esattamente alla proposta; se è anche in parte diversa è una

• controproposta.

L’accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito, o in mancanza, entro un

• tempo adeguato alla natura dell’affare o secondo gli usi (art.1326). 56

Offerta al pubblico: un’offerta rivolta a tutti o a persone con certi requisiti. È una vera proposta

• contrattuale se contiene gli estremi essenziali del contratto, salvo che risulti diversamente dalle

circostanze e dagli usi (art.1336).

Es. Negozianti, secondo gli usi, possono discriminare i clienti e quindi preferire/rifiutare un cliente.

Non sempre è agevole stabilire i ruoli di proponente e accettante. L’accordo può risultare da una

• scambio di dichiarazioni

dichiarazione congiunta o contestuale delle parti oppure lo può avvenire

in modo praticamente simultaneo; Es. Contratti conclusi a voce o per telefono.

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza

Conclusione:

• dell’accettazione dell’altra parte (art.1326).

Per le comunicazioni scritte tra persone lontane: la conoscenza si presume nel momento in cui la

• dichiarazione giunge all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua

Presunzione di conoscenza

colpa, nell’impossibilità di averne conoscenza. (iuris tantum) . Le eccezioni

alla presunzione sono rarissime; provare il contrario è quasi una probatio diabolica.

Il criterio della cognizione è valido anche per gli atti unilaterali ricettizi: producono effetto nel

• momento in cui vengono a conoscenza della persona cui sono destinati.

NB. Queste regole valgono per i contratti che si concludono con il solo consenso (contratti consensuali).

I contratti reali (come il deposito e il mutuo) si concludono solo con la consegna della cosa cui il

• consenso consegna

contratto si riferisce. Si perfezionano se oltre al vi è la della cosa. promesse di

Es. Se chiedo un prestito a una banca che accetta, non ho concluso il contratto di mutuo, ma solo una .

mutuo (ha gli effetti di un contratto preliminare). Il mutuo si conclude con la consegna (traditio) del denaro.

In alcuni casi l’accettazione può mancare.

Esecuzione prima della risposta. È possibile che chi riceve la proposta debba eseguire senz’altro la

• sua prestazione senza preventiva accettazione del contratto (su richiesta del proponente, per la

natura dell’affare o secondo gli usi). Art.1327. il proponente ha diritto di ricevere un avviso della

iniziata esecuzione.

Contratto con obbligazioni per il solo proponente. L’accettazione può del tutto mancare. Es. Offerta

• di una fideiussione (la proposta è irrevocabile una volta che l’altra parte ne giunge a conoscenza).

Fino alla conclusione le parti possono revocare sia la proposta che l’accettazione. Chi vuole ritirarsi

• deve far arrivare all’indirizzo dell’altra parte la revoca, prima che arrivi all’indirizzo del proponente

l’accettazione del contratto (art.1328).

La proposta può essere resa irrevocabile:

per iniziativa dello stesso proponente, che dichiari di tenere ferma la proposta per un certo tempo

− (proposta ferma, art.1329).

per effetto di un patto di opzione tra le due parti, le quali si accordano nel senso che una di esse

− rimane vincolata alla propria dichiarazione, per un certo tempo, mentre l’altra (ha un diritto di

opzione) rimane libera di accettare o meno (art.1331).

Proposta irrevocabile: morte o la sopravvenuta incapacità del proponente non tolgono efficacia alla

• proposta. In caso di morte il contratto si conclude vincolando gli eredi; in caso di sopravvenuta

incapacità, è vincolato l’incapace, come se il contratto fosse stato concluso quando era ancora

capace.

NB. Non si applica in considerazione di particolari qualità della persone (contratto di lavoro, di opera, mandato, di

società, …). 57

La proposta rimane efficace dopo la morte o per incapacità se è fatta da un imprenditore e

• riguarda l’esercizio dell’impresa (la proposta si spersonalizza e sopravvive alle vicende personali).

Adesione a un contratto aperto, (come un’associazione o cooperativa): la proposta è la richiesta

• d’iscrizione e l’atto con cui si ammette il socio è l’accettazione.

4. L E TRATTATIVE E LA RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE

contrattazioni trattative

Le e le , anche se inconcludenti, costituiscono una relazione tra le parti.

• Dovere di comportarsi secondo buona fede (correttezza e lealtà reciproca) perché si

 potrebbero perdere altre occasioni.

La violazione della buona fede costituisce un illecito e porta alla responsabilità precontrattuale:

• Risarcimento del danno risentito per aver confidato nella validità del contratto: perdite

 (spese) e mancato guadagno (occasioni perdute).

Art. 1338: se una delle parti è a conoscenza di una causa d’invalidità del contratto e non informa l’altra;

una volta affermata la nullità o l’annullamento la parte in buona fede ha diritto al risarcimento

5. I L CONTRATTO PRELIMINARE

Def. Contratto che obbliga le parti a stipulare entro una data un contratto definitivo. È un contratto a

effetti obbligatori dal quale nasce un obbligo a contrarre

Il preliminare può essere:

• Improprio : quando ha il definitivo consenso delle parti ma manca della forma richiesta non

 per la validità, ma per altri fini. Produce tutti gli effetti del contratto che le parti vogliono

concludere e nasce l’obbligo a riprodurre il consenso in altra forma.

Proprio : deve avere la stessa forma richiesta per il definitivo sotto pena di nullità. Se una

 parte rifiuta di stipulare il contratto definitivo l’altra può richiedere al giudice di emettere

esecuzione specifica

una sentenza (costitutiva) che produca gli effetti del contratto (’

dell’obbligo di contrarre).

I preliminari con oggetto diritti reali limitati e proprietà su beni immobili devono essere trascritti.

• Gli effetti della trascrizione del preliminare vengono cancellati se i definitivi non vengono trascritti

entro un anno dalla data di stipulazione oppure;

o entro 3 anni dal preliminare.

o

NB. Se una parte si rifiuta di riprodurre il consenso in forma d’atto pubblico, il rimedio è la domanda di

verificazione della scrittura privata (accertamento giudiziale dell’autenticità della firma).

Altri accordi preparatori ma che non obbligano a contrarre:

Minuta (o puntualizzazione): fermare l’accordo su certi punti e trattare ancora su altri.

 Contratto normativo: obbliga le parti ad inserire in futuri contratti determinate clausole (si

 vincola il contenuto del contratto non la libertà di contrarre).

5. C ONTRATTI DI SERIE E CONTRATTI DEL CONSUMATORE

Alcuni contratti non derivano da trattative ma una parte predispone il contratto e l’altra dà il suo

• consenso (es. ENEL). Per consentire una veloce stipulazione.

Le condizioni generali di contratto: le clausole uniformi che caratterizzano i contratti standard.

• conosciute avrebbe potuto conoscerle con

NB. Queste clausole entrano nel contratto solo se l’altra parte le ha o

l’ordinaria diligenza . (conoscibilità = conoscenza)

Le clausole vessatorie che prevedono vantaggi per il predisponente devono essere necessariamente

• approvate per iscritto dall’altro contraente altrimenti non hanno effetto.

Il predisponente ha l’onere di formulare con chiarezza il contratto. Nel dubbio le clausole vanno

• interpretare nel senso più favorevole all’altra parte.

Moduli o formulari:

Non è sufficiente la firma al modulo per l’approvazione delle clausole vessatorie.

 58

Le clausole scritte in seguito a mano o a macchina esse prevalgono su quelle prestampate.

Contratti del consumatore : quelli stipulati tra un professionista e un consumatore (si applicano le

• norme previste dal codice del consumo).

Sono vessatorie tutte quelle clausole che svantaggiano il consumatore, indipendentemente dalla

 buona fede del professionista. Queste clausole sono nulle e quindi inefficaci.

Nessuna clausola è vessatoria se è stata oggetto di trattativa individuale o se gli elementi sono

 individuati in modo chiaro e comprensibile.

Azione inibitoria (prevista per le associazioni di consumatori e professionisti): posso richiedere al

• giudice di inibire l’uso delle condizioni di cui si è accertata l’abusività.

NB. I contratti stipulati via internet hanno dettagliati obblighi di trasparenza e informazione (ulteriori limiti).

6. L . I

A CAUSA DEL CONTRATTO MOTIVI

C : funzione economico-sociale del contratto.

AUSA

Elemento essenziale del contratto; se manca il contratto è nullo.

• Il contratto deve essere diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela (ovvero leciti).

• La causa qualifica il contratto e fa distinguere contratti tipici (nominati dal codice) da atipici

Possono essere stipulati contratti collegati che rimangono distinti perché connessi dalla finalità

complessiva dell’operazione.

I difetti della causa:

Mancanza = quando il contratto non ha senso di esistere e non può produrre sin

 dall’inizio i suoi effetti, perché ne mancano i presupposti giuridici.

Es. Il contratto di assicurazione è nullo quando il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere.

Illiceità della causa = vedi Cap.22. quando l’oggetto è illecito lo è anche la causa (sono

 infatti pochissimi i casi in cui è la combinazione cause-oggetto ad essere illecita).

I motivi sono irrilevanti e

Motivo: ragione individuale soggettiva che spinge la parte a contrarre.

• ben distinti dalla causa.

7. C LASSIFICAZIONE DEI CONTRATTI IN BASE ALLA CAUSA

1. Contratti a prestazioni corrispettive: funzione di scambio tra due prestazioni, che si

giustificano l’una con l’altra.

Sinallagma: nesso di reciprocità tipico dei contratti a prestazioni corrispettive.

 Ogni difetto del rapporto sinallagmatico è un difetto della causa.

 Difetto genetico della causa: se il sinallagma manca già dall’inizio.

 Difetto funzionale della causa: se il sinallagma si altera in un momento successivo.

Si distinguono:

a) Contratto aleatorio: una parte è senz’altro gravata da una prestazione, mentre per l’altra

rimane incerto se una prestazione dovrà o meno essere eseguita. Lo scambio è caratterizzato

alea

da un rischio ( ). Es. Le scommesse o i giuochi autorizzati.

contratto di assicurazione

Rientra in questa categoria il ; l’assicuratore potrà trovarsi o

 meno obbligato a pagare, mentre l’assicurato paga sempre il premio.

b) Contratto commutativo: le prestazioni convenute a carico di ciascuna delle parti è certo e

soggetto soltanto al normale rischio economico.

Oppure:

a) Contratti a titolo oneroso: ciascuna parte ricava vantaggi e sopporto sacrifici.

b) Contratti a titolo gratuito: il sacrificio è di una sola parta, mentre l’altra riceve solo un

vantaggio.

2. Contratti unilaterali: le obbligazioni/prestazioni sono a carico di una sola parte.

3. Contratti di collaborazione: contratti tra più soggetti che collaborano tra loro. Es. Società. 59

8. L’ OGGETTO

Def. Contenuto complessivo del contratto.

Art. 1346. L’ deve essere:

OGGETTO

Possibile = la prestazione deve essere esistente e realizzabile. Solo la radicale

 impossibilità, oggettiva e assoluta, rende nullo il contratto.

Il contratto può riguardare cose e diritti futuri (salvo nella donazione).

Lecito = la prestazione non deve essere contraria alla legge e in particolare a norme

 imperative, ordine pubblico e buon costume. NB. illiceità causa ≠ illiceità oggetto.

Determinato o determinabile = bisogna definire o porre criteri che ne consentano la

 determinazione (es. clausole oro).

9. L A FORMA quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

La è un requisito essenziale

FORMA

NB. Nessun contratto può essere privo di forma intesa come un segno che manifesti la volontà delle parti.

Di regola la forma è libera per semplificare la stipulazione di contratti.

• La forma scritta è però sempre utile come mezzo di prova (forma ad probationem)

Art.1350. Forma ad substantiam per la validità di determinati atti:

forma scritta: contratti che hanno ad oggetto diritti reali o diritti di godimento

 su immobili.

ultranovennali

atto pubblico --> donazioni, convenzioni matrimoniali, costituzione società di capitali.

Forme convenzionali: quelle che risultano da un accordo tra le parti per la validità del

• contratto.

La forma di un contratto preliminare deve essere uguale a quella del contratto definitivo.

Rispetto alle nuove norme; un documento informatico

è giuridicamente rilevante e valido;

 se sottoscritto con firma elettronica equivale alla scrittura privata;

 se sottoscritto con firma digitale equivale alla scrittura privata autenticata .

10. G . C , ,

LI ELEMENTI ACCIDENTALI ONDIZIONE TERMINE ONERE

Def. Sono clausole contrattuali, non richieste per la validità del contratto, ma se opposte ne

condizionano gli effetti.

Adeguano lo schema contrattuale a particolari interessi delle parti.

! futuro

A) Condizione: clausola che subordina l’efficacia o la risoluzione del contratto ad un avvenimento

e incerto . La condizione può essere:

Sospensiva = sospende gli effetti del contratto fino a quando non si verifica un

 certo evento;

Risolutiva = che fa cessare di produrre gli effetti del contratto (e fa sciogliere il

 contratto) se avviene un certo fatto.

!

! Attraverso la clausola condizionale, le parti posso far si che il motivo per cui contraggono,

! divenga determinante per l’efficacia del contratto.

Se la condizione si verifica gli effetti del contratto si considerano avvenuti alla stipulazione del

! contratto (retroattività). Si crea una situazione di aspettativa tutelata dalla legge.

Pendenza: periodo nel quale si aspetta l’avverarsi della condizione. Durante il quale bisogna

! comportarsi secondo buona fede.

Se l’evento previsto non si avvera per causa imputabile alla parte che l’ha messa, la condizione si

! fictio iuris

considera avverata ( ). 60

nullo non

Condizione impossibile: se sospensiva rende il contratto, se risolutiva è come se la clausola

• esistesse.

Condizione illecita: rende nullo il contratto in ogni caso.

• Condizione tacita = la condizione non deve essere necessariamente espressa ma può essere

• interpretazione del contratto

ricostruita attraverso l’ secondo il principio di buona fede.

In base alla dipendenza del verificarsi della condizione si dividono:

Condizione casuale: il verificarsi dell’evento non dipende dalla volontà di terzi;

 Condizione potestativa: dipende soltanto dalla volontà di una delle parti (“se mi

 trasferisco a NY”). Non deve trattarsi di un puro arbitrio: “se vorrò” (c. meramente

potestativa).

Condizione mista: concorrono sia il caso o la volontà di terzi, sia la volontà di una

 delle parti.

condizione legale

Condicio iuris (o ): quando è la legge a subordinare l’efficacia di un atto al

• verificarsi di un determinato fatto giuridico.

B) Termine: clausola con la quale si fissa nel tempo l’inizio o la cessazione degli effetti del contratto. È

futuro ma certo

la previsione di un veneto . Può essere:

Iniziale: stabilisce il principio degli effetti del contratto;

 Finale: stabilisce la cessazione degli effetti del contratto.

Gli effetti del contratto cominciano o cessano dal momento in cui il termine scade (irretroattività)

• ≠ condizione.

C) Onere (o modus): clausola prevista per la donazione modale. È un obbligo imposto al beneficiario che

è tenuto ad adempierlo nei limiti del valore della cosa donata.

Es. proprietario di un antico palazzo ne fa dono all’Università con l’onere di restaurarlo e destinarlo a biblioteca

della facoltà di giurisprudenza.

L’onere non muta la causa del contratto, per cui non è una prestazione corrispettiva. Può però

• prevedere la risoluzione per inadempimento. non apposto,

L’onere impossibile o illecito si considera come salvo che risulti che ha costituito il solo

• motivo determinante della donazione (per cui il contratto è nullo). 61

C 21 : ’

APITOLO L EFFICACIA DEL CONTRA TTO

1. L A FORZA DI LEGGE

Quando il contratto è concluso nasce tra i contraenti un vincolo, un legame giuridico.

• (art. 1372).

Il contratto ha forza di legge tra le parti

• Il contratto è fonte di una legge privata che stabilisce un regolamento d’interessi tra le parti.

2. V INCOLO E RECESSO

Le parti non possono sciogliersi con decisione unilaterale dagli impegni derivanti dal contratto.

• Diritto di recesso (di una parte): l’esercizio del diritto provoca lo scioglimento del vincolo.

• Può essere attribuito dalla legge o dallo stesso contratto.

Es. può recedere il cliente dal contratto concluso con il professionista.

È un diritto potestativo.

 gravi motivi, giusta causa o

La facoltà di recedere può essere limitata all’esistenza di

 giustificato motivo. Es. Il licenziamento, che è un recesso dal datore di lavoro.

prima

Il recesso deve essere esercitato dell’esecuzione del contratto, salvo nei contratti di durata

• (a esecuzione periodica o continuata).

irretroattivo

Il recesso è : fa cessare gli effetti del contratto a partire dal momento del recesso.

• Il mancato esercizio del potere di recesso può costituire rinnovazione tacita del contratto.

• Può anche essere collegato a un corrispettivo in tal caso il recesso ha effetto

(Es. rimborso spese);

• solo con il pagamento.

Caparra penitenziale: somma versata alla conclusione del contratto, che funge da

 corrispettivo dell’eventuale recesso. Se recede chi ha ricevuto la caparra deve

restituirne il doppio del valore.

Nei contratti del consumatore e per quelli negoziati fuori dai locali commerciali (porta a porta),

• telematici e a distanza, è prevista dalla legge una speciale facoltà di recesso.

Diritto di pentimento: diritto potestativo a sciogliere il contratto, il cui esercizio

 non è subordinata ad alcuna giustificazione.

La violazione, da parte dell’operatore, dell’obbligo d’informazione, è sanzionata con

 un allungamento del termine utile per recedere (fino a 60 giorni o fino a 3 mesi).

L’unica tutela per il professionista sono alcune condizioni di certezza e di

 correttezza. Es. comunicazione entro un termine, integrità della merce restituita.

3. D ’

IVERSI TIPI D EFFICACIA

A) Contratti a : hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa

EFFICACIA REALE

determinata, la costituzione o il trasferimento di un diritto reale o il trasferimento di un altro diritto

funzione traslativa

( ).

Il diritto si trasmettere si acquista per effetto del consenso delle parti

 legittimamente manifestato principio consensualistico

( ).

Per le cose infungibili la vendita è ad effetti reali: il trasferimento dell proprietà

 avviene subito.

Il principio consensualistico non si applica al trasferimento di cosa generica;

 individuazione o specificazione.

presuppone il processo dell’

Per i beni fungibili la vendita è ad effetti obbligatori, perché non c’è il

 trasferimento immediato.

Se le cose devono essere trasportate, l’individuazione avviene mediante consegna al

 trasportatore (terzo - vettore terrestre). 62

NB. In questo caso è il vettore a rispondere del perimento della cosa, perché la proprietà si trasferisce quando gli

viene consegnata la cosa.

Se il trasporto è fatto dal venditore in persona o da un suo dipendente, il

 trasferimento avviene con la consegna all’acquirente (ed è il venditore a rispondere

dei rischi del perimento del bene).

B) Contratti a : il trasferimento avviene in un momento successivo alla

EFFICACIA OBBLIGATORIA

stipulazione del contratto, in cui sorgono degli obblighi per entrambe le parti. Es. vendita di cosa futura.

In base al tempo si dividono:

Contratti a efficacia istantanea. Es. donazione o compravendita.

− Contratti di durata: effetti si prolungano nel tempo perché l’esecuzione è differita, periodica o

− continuata.

4. L A DETERMINAZIONE DEGLI EFFETTI DEL CONTRATTO

Interpretazione del contratto

Per comprendere quali effetti il contratto produrrà è necessario interpretarlo in modo da

• interpretazione soggettiva

comprendere la comune intenzione delle parti (c.d. ) e non limitarsi al

senso letterale delle parole.

Comune intenzione: la determinazione della volontà manifestata, in considerazione del tempo, del

• luogo e delle circostante.

La regola base dell’interpretazione è la buona fede: il significato che una persona corretta e leale

• assegnerebbe (art. 1366).

Nell’interpretare:

Bisogna tener conto del contesto, non del significato meramente letterale;

! Bisogna tener conto del comportamento della controparte;

! Il senso delle clausole va letto dal senso che risulta dal complesso dell’atto.

!

1. Se ci sono parti di dubbio significato si ricorre ad un’interpretazione oggettiva.

Sono previste varie regole (art. 1367 e ss.), si preferisce il significato:

che dà effetti rispetto a quello che li toglie (art. 1367);

 usi interpretativi

derivante dagli del luogo in cui il contratto è concluso (art. 1368);

 più conveniente alla natura e all’oggetto del contratto (art. 1369);

 meno favorevole a chi ha predisposto la clausola (art. 1370);

2. Regola finale (se le altre falliscono): si sceglie il significato che dà un equo contemperamento degli

interessi (nei contratti a titolo oneroso) o il minimo sacrificio per l’obbligato (nei contratti a titolo

gratuito) (art. 1371)

NB. In ogni caso il principio ispiratore è quello della buona fede oggettiva (sia per l’interpretazione soggettiva che

per quella oggettiva).

Integrazione del contratto

Integrazione: procedimento che, sulla base dell’accordo manifestato tra le parti, completa il contenuto

del contratto o ne determina gli effetti.

L’integrazione può essere fatta:

I. con l’inserimento di clausole, che entrano a far parte dell’accordo come se le parti le avessero

effettivamente stipulate. Questa integrazione può avere carattere:

Dispositivo: si applica se le parti non hanno stabilito diversamente (come le clausole d’uso);

 Imperativo (o sostitutivo): si applica anche se le parti hanno stabilito diversamente.

Es. Art.1339: le clausole o i prezzi di beni e servizi imposti dalla legge vengono inseriti di diritto nel contratto,

anche in sostituzione di clausole difformi pattuite tra le parti (che sono nulle, ma il contratto rimane valido). 63

II. dagli effetti. Art.1374: gli effetti non si limitano a quanto le parti abbiano espressamente pattuito

ma si estendono anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo legge, usi ed equità.

Le 3 fonti d’integrazione sono inserite in modo gerarchico anche se solo la legge ha

 la forza di correggere la volontà dei privati con norme imperative (o inderogabili),

che limitano l’autonomina privata in ragione di interessi della collettività.

l’analogia iuris

Con i contratti atipici si applica . Il giudice, analizzando la causa del contratto atipico

cercherà somiglianze con quelli tipici e provvederà secondo quanto è disposto dai contratti tipici.

Se non si presenta analogia il giudice terrà conto degli usi e infine ricorrerà all’equità.

5. L’ .

EFFICACIA DEL CONTRATTO RISPETTO AI TERZI principio di

Il contratto produce effetti tra le parti ma non produce effetti rispetto ai terzi (

• relatività ).

Non può produrre effetti diretti nella sfera giuridica dei terzi. Si producono solo effetti riflessi

• rispetto ai terzi nei confronti dei quali si possono far valere gli effetti del contratto (opponibilità).

Contratto a favore di terzi (art. 1411): promittente si obbliga nei confronti dello stipulante, a

• eseguire una prestazione a favore di un terzo. È valida solo se lo stipulante vi abbia interesse (è

un’eccezione al principio della relatività).

Lo stipulante può rifiutare.

 Basta il non–rifiuto da parte del terzo per rendere irrevocabile la stipulazione a suo

 favore. Non è necessaria un’accettazione espressa.

Il contratto per persona da nominare: una parte si riserva di nominare successivamente una persona

• che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso.

Non rappresenta un’eccezione al principio della relatività.

 La dichiarazione di nomina ha effetto solo se il terzo ha dato procura allo stipulante, il

 quale deve avere accettato.

6. C ESSIONE DEL CONTRATTO E SUBCONTRATTO

Def. Contratto tra cedente e cessionario; solitamente si applica nei contratti a prestazioni

corrispettive e il cessionario dovrà succedere nel debito e quindi non opera senza il consenso del

cessionario.

Si può però inserire una clausola che preveda la cedibilità del contratto per volontà unilaterale di

• una delle parti.

Cessione legale: l’effetto della successione nel contratto si verifica senza o contro la volontà di

• entrambe le parti, per decisione del giudice. Es. assegnare casa di due separati a uno solo dei coniugi.

La successione nel contratto può avvenire anche:

• Quando alienando un bene, l’acquirente subentra nei contratti dell’alienante;

 Quando si vende un’azienda (universalità di beni) l’acquirente subentra in tutti i

 contratti stipulati dall’alienante.

Quando si ha successione a titolo universale mortis causa, e nella fusione, la regola è che il

• successore subentra nei contratti in corso.

Subcontratto: contratto che regola una situazione nuova derivata da quella esistente tra una delle parti

ed un terzo. . Questo può avvenire se:

Es. locatario che affitta ad un terzo

Nel contratto originario si attribuisce questa facoltà al contraente o se è necessario il

 consenso dell’altra parte (la legge disciplina alcuni casi in cui è o non è necessario il consenso);

Bisogna vedere se il subcontratto fa nascere rapporti diretti tra il primo contraente ed il terzo

 subcontraente. 64

7. L . L

A RAPPRESENTANZA A PROCURA

Rappresentanza: istituto in forza del quale il rappresentante si vede attribuito dalla legge o

dall’interessato il potere di sostituirsi al rappresentato nel compimento di un’attività giuridica, con

effetti diretti nella sfera giuridica del rappresentato.

Rappresentanza legale: attribuita dalla legge.

! Rappresentanza volontaria: conferita dall’interessato.

!

Procura: atto unilaterale rivolto ai terzi, costitutivo del potere di rappresentanza.

prescritta per l’atto che il rappresentante deve compiere

Forma: quella .

! Procura tacita: quella che si desume dal comportamento dei soggetti o dalla situazione

! di fatto.

A. Rappresentanza diretta: agisce in nome e per conto dell’interessato e produce gli effetti

direttamente in capo al rappresentato.

B. Rappresentanza indiretta (o interposizione gestoria): agisce solo per conto del rappresentato, e

.

produce gli effetti in capo al rappresentante che dovrà poi trasferirli al rappresentato

NB. La rappresentanza non è ammessa nel testamento e nei negozi di diritto di famiglia (che richiedono la

presenza dell’interessato). Nella donazione è possibile ma con tanti limiti.

Parte sostanziale del contratto: rappresentato che deve avere la capacità d’agire richiesta x l’atto.

• Parte formale del contratto: rappresentante che deve manifestare la volontà di contrarre e deve

• essere capace d’intendere e di volere.

NB. Se c’è qualche problema nel contratto si guarda al rappresentante salvo questo sia stato un semplice nuncio

(che si limita a trasmettere la volontà del rappresentato).

Il rappresentante può agire solo nei limiti della procura e nell’interesse del rappresentato.

Violazioni:

Falso procuratore: soggetto del tutto sprovvisto della procura .

− Eccesso dal potere: soggetto che eccede i limiti della procura.

− In entrambi i casi, solo con la ratifica (espressa o tacita) si determina l’efficacia del

 contatto nei confronti del rappresentato.

La ratifica vale solo per il singolo atto; non estende la procura.

 Altrimenti il contratto è inefficace con sola responsabilità precontrattuale del

 rappresentante che ha violato il dovere di correttezza. Dovrà risarcire i danni risentiti

dall’altra parte per aver confidato senza colpa nella efficacia del contratto.

Abuso del potere: quando non si agisce nell’interesse del rappresentato, per cui il contratto

− produce effetti ma il rappresentato può chiederne l’annullamento. Due casi:

Conflitto d’interesse: situazione che genera sospetti.

 Contratto con se stesso

NB. In questi due casi per chiedere l’annullamento bisogna provare la situazione di sospetto non il danno.

Revoca della procura: la revoca va portata a conoscenza dei terzi con mezzi idonei. È un onere

− tutela

dell’interessato che altrimenti rimane vincolato da una rappresentanza apparente (

dell’affidamento dei terzi ).

8. LA SIMULAZIONE DEL CONTRATTO

Def. Stipulare, su accordo delle parti, un contratto che non produce effetti, per far apparire che è

stato concluso.

NB. Spesso la simulazione è inquinata da uno scopo illecito o di frode alla legge.

La simulazione richiede:

• la stipulazione di un contratto;

1. l’accordo simulatorio (in base al quale si decide che il contratto non abbia effetti).

2. 65

Può comprendere l’accordo a stipulare un contratto vero (contratto dissimulato) che deve restare

• nascosto (simulazione relativa) o può non prevedere altro (simulazione assoluta).

Un particolare tipo di simulazione relativa è l’interposizione di persona: si simula l’acquisto di un

• bene, di proprietà di Tizio, da parte di Caio mentre il vero acquirente è Sempronio.

È un accordo tra 3 persone: l’alienante, il simulato acquirente e il vero acquirente.

o

Gli effetti della simulazione sono solo quelli previsti dalle parti (cioè nessuno) e se esiste il

• contratto dissimulato solo questo avrà effetti tra le parti, purché ne esistano i requisiti di

sostanza e di forma. fraudolenta; se

Se lo scopo è illecito la simulazione è il contratto dissimulato è illecito esso è nullo.

Problema: terzi che hanno creduto nella situazione giuridica apparente o sono interessati al contratto

dissimulato vanno tutelati. I mezzi di tutela dei terzi sono (art. 1415 – 1416):

non si può opporre la simulazione ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal

1. titolare apparente;

i terzi possono far valere la simulazione nei confronti delle parti quando essa pregiudica i

2. loro diritti;

la simulazione non può essere opposta ai creditori del simulato acquirente che abbiano in

3. buona fede cominciato l’esecuzione forzata;

i creditori il cui credito è anteriore alla simulata alienazione sono preferiti ai creditori

4. chirografari.

Inoltre, (art.1417) la prova per testimoni della simulazione è sempre ammissibile.

9. U . I

SO INDIRETTO E FIDUCIA L TRUST

L’uso indiretto del contratto avviene quando un contratto è stipulato perché produca i suoi effetti,

anche se in vista di un risultato ulteriore. Permette di raggiungere indirettamente il risultato voluto.

Es. donazione a prezzo simbolico.

Il patto di fiducia è un patto, all’interno di un contratto che trasferisce la proprietà, con cui si

• impone all’acquirente di conservare il bene per restituirlo all’alienante o ad altra persona.

Ci sono sostanzialmente 2 ipotesi:

Fiducia cum creditore: quando in cambio di un credito vendo al mio creditore una cosa

 che egli mi restituirà all’estinzione del credito. Si ha un mutuo con garanzia reale,

raggiunto attraverso il trasferimento della proprietà al creditore.

NB. Questo accordo è sul filo dell’illiceità, perché il patto commissorio è sempre vietato e nullo.

Fiducia cum amico: si trasferiscono beni a un congiunto per amministrarli e, alla fine di

 un determinato periodo, essi vengono restituiti (in modo che l’interessato non risulti

proprietario di certi beni).

NB. Fiduciante: colui che da il bene/ da fiducia. Fiduciario: colui a cui viene data fiducia.

La fiducia ha efficacia esclusivamente obbligatoria; il fiduciario è titolare del diritto, con il solo

• limite di un obbligo che lo lega al fiduciante, il quale non ha nessun diritto sul bene ma solo una

pretesa.

Se il fiduciario dispone della cosa violando la fiducia, gli atti da lui compiuti sono efficaci ma

• costituiscono un illecito contrattuale, per cui il fiduciante avrà diritto al risarcimento dei danni.

NB. Nel sistema anglosassone il bene sottoposto a fiducia (trust) rimane separato dal patrimonio del

fiduciario. 66

C 22. V

APITOLO ALIDITÀ E INVALIDITÀ DEL CONTRATTO

1. L E VICENDE DEL VINCOLO CONTRATTUALE

Il contratto crea un vincolo ma, tale vincolo può:

• Non formarsi, se manca uno dei requisiti essenziali del contratto; invalidità

 Formarsi fragilmente, se i requisiti sono presenti ma difettosi;

 Sciogliersi successivamente. scioglimento

Si dice che un contratto è valido quando:

• Si è formato in modo conforme alla legge;

 Il contratto è idoneo a produrre effetti ed effetti stabili

Si dice che un contratto è invalido quando:

• Si è formato in modo difforme alle prescrizioni di legge;

 Il contratto è inidoneo a produrre effetti (nullo) o a produrre effetti stabili

 (annullabile).

NB. Un contratto invalido può essere efficace (come il contratto nullo) e un contratto valido può essere inefficace

(es. condizione sospensiva) o diventarlo (condizione risolutiva).

Lo scioglimento non suppone nessuna idea di inidoneità ma consiste nel termine della produzione di

• effetti per:

Accordo tra le parti;

 Recesso di una delle parti nei casi stabiliti dalla legge o dal contratto;

 Risoluzione del contratto (art.1453 e ss.) per inadempimento, impossibilità

 sopravvenuta, onerosità eccessiva sopravvenuta.

Ci può anche essere la rescissione che sta in mezzo tra annullabilità e risoluzione.

2. N ULLITÀ E ANNULLABILITÀ

Nella il contratto è assolutamente inidoneo a produrre effetti sin dalla sua stipulazione

NULLITÀ

(retroattività) e i difetti che lo caratterizzano non sono sanabili.

Non ci sono rimedi: è un’invalidità radicale e insanabile.

o viola norme imperative, salvo che la legge

Si ha nullità (art. 1418) di un contratto quando questo

disponga diversamente :

Mancanza di uno dei requisiti essenziali del contratto (accordo, causa, oggetto e forma)

 Illiceità del contratto derivante da:

 Illiceità della causa

 Illiceità dell’oggetto

 Illiceità del motivo comune per entrambe le parti, quando è l’unica ragione che ha

 spinto le parti a concludere il contratto.

Illiceità della condizione

Altri casi stabiliti dalla legge

Comunque la nullità ha fondamento generale perché è sufficiente che sia contraria a norme imperative

(virtualità); non deve essere stabilita volta per volta.

Nella il contratto è idoneo a produrre effetti immediati ma non stabili, esso è sanabile

ANNULLABILITÀ

solo per alcuni aspetti (irretroattività).

L’annullabilità non ha un fondamento generale come la nullità ma nel codice ci sono singole e tassative

cause di annullamento (testualità). 67

3. I PRINCIPALI CASI DI NULLITÀ

Una delle più importanti cause di nullità è la mancanza di un elemento essenziale del contratto.

L’accordo può essere nullo se:

1. Il soggetto manca del tutto (contratto con defunto) o manca la sua capacità giuridica (o

 speciale) richiesta per assumere obblighi e diritti derivanti dal contratto.

NB. L’incapacità di intendere o volere provoca l’annullamento e non la nullità del contratto.

Nei casi estremi d’incapacità naturale o di fatto, in cui è impossibile qualificare la

 condotta dell’incapace come manifestazione di volontà di contrarre.

Es. bambino di pochi anni o cerebroleso grave.

La dichiarazione di volontà manca o non è attendibile come nei casi di scherzo e violenza

 assoluta o fisica.

NB. L’accordo non può però mancare altrimenti bisognerebbe accertare la mancata conclusione, non la nullità. Le

dichiarazioni devono essere almeno esteriormente concordati (un dissenso palese equivale a mancata conclusione

del contratto).

Mancanza della causa: il contratto è senza funzione. Es. Assicurazione con rischio inesistente.

2. Mancanza dell’oggetto o oggetto impossibile, inesistente o indeterminabile.

3. Mancanza della forma richiesta per la validità dell’atto (e non per la prova).

4. Altri casi che provocano la nullità del contratto consistono nell’illiceità del contratto:

Il contratto è illecito quando:

è illecito uno dei suoi elementi essenziali (causa, oggetto)

L’illiceità della causa non implica l’illiceità dell’oggetto (prostituzione) mentre l’oggetto illecito implica

sempre illiceità della causa (associazione contro stato)

NB. È stabilita la nullità anche nei casi di contratto in frode alla legge, stipulato per eludere l’applicazione di una

norma imperativa (vizio della causa). Si distingue però dalla frode ai creditori, cioè l’atto con il quale il debitore

pregiudica le ragioni del creditori. Qui è leso un interesse particolare, e il rimedio è l’inopponibilità ai creditori del

contratto, che si ottiene con l’azione revocatoria.

quando le parti si sono determinate a concludere esclusivamente per un motivo illecito

 comune a entrambe;

quando è illecita la condizione apposta al contratto. Se la condizione riguarda un singolo

 patto, si applica la norma sulla nullità parziale.

Def. Illiceità: la violazione di norme imperative, dell’ordine pubblico e del buon costume. ed è nulla ogni

contratto che viola tali norme senza che esse siano espresse dal codice civile (fondamento generale e

nullità virtuale del contratto).

4. L . L’

E CAUSE DI ANNULLAMENTO INCAPACITÀ

L’art. 1425 prescrive l’annullabilità del contratto per:

incapacità legale di una delle parti: minore e interdetto, inabilitato e minore emancipato

 per gli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza il curatore.

NB. Il contratto non è annullabile, se il minore ha con raggiri occultato la sua minore età (art. 1426).

atti patrimoniali tra vivi

incapacità naturale quando per gli , esclusi i contratti, sussistono

 due presupposti:

l’autore dell’atto non era in grado di intendere e di volere al momento della

 conclusione del contratto;

tale atto provoca un grave pregiudizio per l’incapace;

 contratto

Per l’annullamento del concluso da incapace naturale non è necessario un

 pregiudizio, ma solo lo stato d’incapacità e la malafede dell’altra parte.

NB. L’ignoranza dell’interdizione o inabilitazione di un soggetto (che risultano dall’atto di nascita) è sempre

ritenuta colpevole e non costituisce buona fede.

per difetti dell’atto compiuto dai legali rappresentanti senza l’autorizzazione giudiziale

 per atti di disposizione e di straordinaria amministrazione. 68

5. I VIZI DEL CONSENSO

Il consenso è stato:

A. Dato per errore

B. Estorto con violenza morale

C. Carpito con dolo

A. Errore: falsa rappresentazione della realtà. formazione della volontà

Errore – vizio (o errore – motivo): errore che vizia la .

 manifestazione della volontà o nella sua trasmissione

Errore ostativo =errore che cade o nella .

 Si forma un accordo che non corrisponde alla reale volontà della parte che ha sbagliato.

Per produrre annullabilità l’errore deve essere:

Essenziale e cioè:

 Determinante per il consenso;

o Che riguardi certe circostanze d’errore elencate nell’art.1429:

o sulla natura (causa) o sull’oggetto del contratto

1. sull’identità dell’oggetto della prestazione o sulla qualità dell’oggetto.

2.

Es. penso di comprare un appartamento che mi era stato mostrato e invece ne compro un altro).

L’errore di valore

NB. : è rilevante solo se l’errata valutazione dipende da un errore sulla qualità, se invece si valuta

male il contratto non è annullabile.

sull’identità o sulle qualità dell’altro contraente determinanti per il consenso.

3. di diritto che sia stato la ragione unica o principale del contratto. Non è

4. l’ignoranza di una norma ma l’errata interpretazione di un qualcosa

influenzato da una norma.

NB. Gli errori sui motivi personali che portano al contratto non sono giuridicamente rilevanti nel contratto.

Riconoscibile cioè quando una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo.

La parte in errore non può chiedere l’annullamento se l’altra offre tempestivamente di eseguirlo in

• modo conforme al contenuto e alle modalità del contratto che la prima intendeva concludere.

(art.1432)

Tutela dell’affidamento: si cerca di tutelare l’interesse di chi riceve una dichiarazione ed in buona

• fede confida nell’attendibilità di essa e allo stesso tempo si vuole assicurare una generale sicurezza

nell’ambito contrattuale.

B. Violenza morale (o psicologica): la minaccia per estorcere il consenso al contratto. Tale minaccia:

Deve essere tale da far impressione su una persona sensata

NB. Bisogna però tener conto dell’età, il sesso e le condizioni della persona, per cui si valuta caso per caso.

Deve riguardare un male ingiusto o notevole alla persona, ai suoi beni o alla persona o ai beni

 dei suoi familiari più stretti (coniuge, discendenti e ascendenti). Se riguarda altre persone,

l’annullamento è lasciato alla discrezione del giudice.

Il timore non indotto dalla minaccia non è causa di annullamento. Se l’altra parte si accorge di

• questo timore e ne approfitta allora si a violazione del diritto di correttezza

C. Dolo: raggiro usato per carpire il consenso altrui.

Raggiro:quando una parte si è data attivamente da fare per ingannare l’altra.

o

Il dolo deve essere determinante: senza i raggiri l’altra parte non avrebbe contratto. Se il dolo è

• incidente (ha indotto a contrarre a condizioni diverse) il raggirante dovrà risarcire il danno, ma il

contratto non è annullabile.

Se il dolo viene effettuato da un terzo il contratto è annullabile solo se la controparte conosceva

• tale raggiro (malafede).

dolus bonus

Il (imbonimento) è accettabile negli scambi (ovviamente fino a un certo punto).

• 69

6. L ’

A TUTELA DELL AFFIDAMENTO

Interessi contrapposti:

L’interesse della parte il cui consenso è viziato (tutela della volontà per evitare di vedersi

 legato a vincoli contrattuali che non corrispondono alla propria volontà).

L’interesse di chi contrae basandosi su una dichiarazione non reale (principio di auto

 responsabilità; per cui almeno in parte bisogna sopportare il rischio delle dichiarazioni fatte e

dei comportamenti tenuti).

a) L’equilibrio di queste due esigenze si riassume nella formula di tutela dell’affidamento: la

protezione della volontà è limitata quando l’altra parte ha fatto affidamento sulla dichiarazione

fatta.

7. L E AZIONI DI NULLITÀ E ANNULLAMENTO

In ogni caso d’invalidità c’è un interesse leso. Per rimediare all’invalidità si operano azioni di nullità e

azioni di annullamento.

Legittimazione ad agire:

Nullità è assoluta: può agire chiunque ne abbia interesse e può essere rilevata d’ufficio.

 Eccezione: a favore del cliente per i contratti bancari che violano le norme sulla

trasparenza delle condizioni contrattuali (nullità relativa).

Annullabilità è relativa: può essere fatta valere solo dalla parte nel cui interesse è

 stabilita dalla legge (art. 1441). Eccezione: Incapacità derivante da interdizione legale

(annullabilità assoluta).

Questa differenza è dovuta dal fatto che l’annullamento ha fondamento particolare mentre la nullità

riguarda esigenze di carattere generale.

Convalida: atto unilaterale di riconoscimento della annullabilità, che contiene la volontà di convalidarlo:

Nella nullità non è ammessa convalida

 Nell’annullamento la convalida è ammessa; può anche essere tacita quando si esegue

 volontariamente il contratto.

La parte deve essere in condizione di concludere il contratto (per cui se era

o incapace al tempo della stipulazione non lo deve essere più).

Rende definitivi gli effetti giuridici, per cui elimina la possibilità delle parti di

o fare valere i vizi.

Il contratto nullo possa essere convertito in un contratto valido cambiando i requisiti di sostanza e di

forma ma cercando di raggiungere lo scopo originario (non serve dichiarazione di volontà delle parti).

La legge dispone la conversione in alcuni casi anche senza corrispondenza tra contratto

 “convertito” e volontà delle parti con un procedimento simile all’integrazione. Es. Contratti

convertiti, in caso di nullità, in contratti d’affitto.

Conversione formale del contratto : atto formato da un pubblico ufficiale, incompetente o incapace,

• non vale come atto pubblico ma è valido come scrittura privata, se sottoscritta dalle parti.

Il rapporto tra invalidità e inefficacia è diverso tra nullità e annullabilità:

La nullità non fa produrre effetti; essa è conseguenza del fatto previsto, non della

 dichiarativa

sentenza che si limita a dichiarare la nullità (sentenza ).

costitutiva

L’annullabilità produce effetti sino alla sentenza (sentenza ) che è causa

 dell’annullamento ed ha efficacia retroattiva.

Anche le norme sulla prescrizione sono diverse:

L’azione di nullità non si prescrive (per cui la mancanza del titolo può essere accertata

 senza limiti di tempo). 70

L’azione di annullamento si prescrive in 5 anni a partire dalla cessazione della violenza

 e dell’incapacità o dalla scoperta dell’errore o del dolo. Passato questo periodo gli

effetti definitivi.

Opponibilità nei confronti dei terzi:

La nullità non ha una norma generale di salvaguardia del terzo perché chi non è titolare

di un diritto non può trasferirlo

L’annullamento (che non dipenda da incapacità legale) non pregiudica i diritti acquistati

da terzi in buona fede e a titolo oneroso, salvo che la trascrizione della domanda di

annullamento sia antecedente alla trascrizione dell’acquisto del terzo (art. 1445).

NB. Il terzo che va a trascrivere il suo acquisto e trova contro il dante causa la trascrizione della domanda di

annullamento non è più in buona fede, e quindi non è più tutelato.

C’è la possibilità di pubblicità sanante quando vengono alienati beni immobili o mobili registrati e ci sia

un divario di più di 5 anni tra la trascrizione dell’atto e la successiva trascrizione della domanda di

nullità (o di annullamento per incapacità legale) dello stesso.

Nullità parziale: nullità di una parte o di singole clausole. Il contratto è comunque nullo se risulta

• che i contraenti non l’avrebbero concluso senza la parte colpita da nullità.

Questa regola non si applica quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme

 integrazione imperativa

imperative ( ).

Nel contratto plurilaterale in cui le prestazioni di ciascuna parte sono dirette a conseguire uno

• scopo comune la nullità o l’annullabilità colpiscono solo una parte e il contratto viene dichiarato

nullo se la parte colpita è essenziale.

8. . L

IL CONTRATTO INIQUO A RESCISSIONE

Contratti iniqui: contratti che si basano su “fondamenti” sbagliati. Es. l’acquisto di una cosa di poco valore

ad un gran prezzo.

Il legislatore non pone limiti all’autonomia contrattuale e quindi questi contratti sono validi, il

• privato corre il rischio della poca convenienza.

Anche dal punto dell’invalidità l’iniquità non ha gran rilievo perché ogni soggetto capace d’agire è

• considerato in grado di tutelare i propri interessi; solo quando lo squilibrio è dovuto

a dolo (raggiro) si può chiedere il risarcimento del danno o

 nel caso di una totale incapacità di intendere e volere nel momento della stipulazione.

Un limitato rimedio all’iniquità è offerto dalla rescissione che sussiste solo quando un contratto

• viene concluso in stato di pericolo o di bisogno (= condizione economia).

Un contratto può essere rescisso quando:

• Art. 1447: una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique per la necessità, nota

 alla controparte di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla

persona.

Art. 1448: una parte ha concluso un contratto a condizioni inique per lo stato di

 bisogno (necessità di denaro liquido) e l’altra abbia approfittato per trarne vantaggio;

qui la rescissione è possibile solo se la lesione eccede il 50% del valore del bene.

Un contratto aleatorio non può essere mai rescisso per causa di lesione.

• L’azione di rescissione si prescrive in 1 anno (a meno che il fatto costituisca reato) dopo il quale

• non si può nemmeno eccepire la rescindibilità.

Il convenuto può evitare la rescissione offrendo di riportare il contratto a equità.

NB. La rescissione non è una forma di invalidità del contratto ma piuttosto di scioglimento. 71

C 23. L

APITOLO O SCIOGLIMENTO DEL C ONTRATTO

1. L O SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO

Il contratto può essere sciolto con mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge (art. 1372).

• Lo scioglimento non riguarda l’atto (che può essere valido o invalido) ma il rapporto tra le parti che

• viene meno.

Scioglimento: quando gli effetti del contratto cessano per cause non imputabili al titolo (o atto) ma

• che riguardano il rapporto contrattuale. Può avvenire:

con mutuo consenso: successivo accordo delle parti di sciogliere il contratto.

o se il contratto include clausole che prevedono la risoluzione del contratto come la

o condizione risolutiva e la clausola risolutiva espressa.

per i casi di scioglimento previsti dalla legge in cui c’è un potere di revoca, di recesso

o o di rinuncia.

Risoluzione del contratto: un modo di scioglimento che riguarda i contratti a prestazioni corrispettive

difetto funzionale del sinallagma

dove vi sia un . I tre casi di risoluzione del contratto sono:

Inadempimento

 Impossibilità sopravvenuta

 Eccessiva onerosità

Gli effetti della risoluzione sono comuni a tutti e tre i casi e prevedono:

Effetto retroattivo solo tra le parti (tranne nei contratti a esecuzione continuata o

 periodica, in cui la risoluzione non si estende alle prestazioni già eseguite).

È inopponibile a terzi e non pregiudica i diritti da loro acquistati. Non viene fatta

 distinzione tra buona fede e mala fede per quanto riguarda i terzi.

Il venir meno del rapporto verso uno dei contraenti non determina la risoluzione dell’intero

 contratto, salvo che la parte colpita debba considerarsi essenziale.

2. L A RISOLUZIONE PER INADEMPIMENTO

Quando una delle parti è inadempiente l’altra può:

Pretendere l’esecuzione del contratto (reversibile);

 Richiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni (irreversibile).

NB. Neanche la parte inadempiente può adempiere dopo che è stata domandata la risoluzione.

NB. L’inadempimento di una parte attribuisce all’altra il diritto potestativo di risolvere il contratto.

L’inadempimento deve essere di non scarsa importanza; deve superare una soglia critica, che va

• valutata caso per caso. (art. 1455)

L’inesatto adempimento non basta per chiedere la risoluzione.

Risoluzione di diritto:

Nel contratto si può prevedere la clausola risolutiva espressa che, in caso d’inadempimento se la

1. parte lesa dichiara di avvalersi di tale clausola, produce la risoluzione del contratto, senza la

necessità di altri procedimenti.

Deve essere riferita a una o più specifiche obbligazioni.

L’interesse ad ottenere l’adempimento si ritiene cessato quando scade il termine essenziale.

2. Def. Il termine è tale per cui un adempimento tardivo non soddisfa l’interesse del

 creditore. Es. consegna di un abito per le nozze.

Non è necessario che il termine sia espresso. Prevede il risarcimento del danno.

 Se la parte interessata vuole esigere l’esecuzione anche dopo il termine deve darne notizia

 entro 3 giorni, altrimenti si ha la risoluzione di diritto del contratto.

In via extragiudiziale, con il procedimento monitorio: si invia una diffida ad adempiere (atto

3. scritto con cui si intima l’altra parte ad adempiere entro un periodo non inferiore a 15 giorni) e una

72

dichiarazione che, trascorso il termine, il contratto si sciolga di diritto se l’altra parte non adempie

a scadenza.

Risoluzione giudiziale: sentenza costitutiva)

Con domanda giudiziale: si chiede al giudice di risolvere il contratto ( e la

• restituzione della prestazione effettuata, salvo il risarcimento del danno.

La parte inadempiente deve comunque risarcire il danno, sia esso cagionato per il ritardo, per

• l’inadempimento o per la stessa risoluzione del contratto.

Eccezione di inadempimento: comportamento, in un contratto a prestazioni corrispettive, in cui una

parte si rifiuta di adempiere se l’altra non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente.

L’eccezione non ci può essere se:

Sono stabiliti termini diversi per le prestazioni;

NB. Se la parte che doveva adempiere per prima vede che le condizioni patrimoniali dell’altra parte cambiano tanto

da mettere in pericolo la controprestazione può avvalersi dell’eccezione, salvo che sia prestata idonea garanzia.

Il rifiuto, in base alle circostanze, è contrario alla buona fede.

Le parti possono pattuire che non siano opponibili eccezioni alla pretesa di adempimento (clausola

• solve et repete). La clausola non ha effetto per le eccezioni di nullità, annullamento, rescissione.

La clausola penale prevede che, se una certa prestazione non sarà adempiuta (o non sarà puntualmente

adempiuta), la parte inadempiente dovrà senz’altro pagare una determinata somma.

Ratio: sollevare la parte che subisce l’inadempimento dall’onere di provare il danno.

 Il creditore non può pretendere il risarcimento di un danno maggiore.

 Il giudice può comunque decidere un’equa riduzione della somma se questa è troppo gravoso

 per il debitore.

La caparra confirmatoria è una somma di denaro data a conferma della serietà dell’impegno, nel

momento in cui si conclude il contratto; se il contratto viene adempiuto la caparra sarà considerata un

anticipo mentre se il contratto non è adempiuto la parte creditrice può recedere trattenendo la

caparra. Se è la parte che detiene la caparra a non adempiere dovrà ridare il doppio del valore della

caparra.

3. L A RISOLUZIONE PER IMPOSSIBILITÀ SOPRAVVENUTA

L’impossibilità sopravvenuta libera il debitore se questa sia dovuta ad un fatto a lui non imputabile.

• Provoca la risoluzione del contratto senza bisogno di attività giudiziali o extragiudiziali dell’altra

• parte.

Se l’impossibilità è parziale allora il debitore si libera eseguendo la prestazione rimasta possibile. Il

creditore può richiedere:

Una riduzione della prestazione da lei dovuta;

• La rescissione del contratto perché non ha interesse all’adempimento parziale.

Se l’impossibilità è temporanea provoca lo scioglimento del contratto quando il creditore non abbia più

interesse all’adempimento una volta tornata la prestazione possibile.

NB. Nei contratti traslativi bisogna guardare il momento di trasferimento della proprietà e non della cosa quindi

chi è proprietario subisce il perimento della cosa.

4. L A RISOLUZIONE PER ECCESSIVA ONEROSITÀ

Si ha quando una prestazione diventa eccessivamente onerosa rispetto all’altra e questo vale solo

• ed esclusivamente nei contratti differiti o ad esecuzione continuata e periodica.

Il sinallagma si altera successivamente alla stipulazione del contratto: difetto funzionale.

• È considerata causa di risoluzione solo quando questa sia dovuto ad avvenimenti straordinari e

• imprevedibili che superano il normale rischio (alea) del contratto. 73

La risoluzione per eccessiva onerosità può essere evitata con un’offerta di modificazione delle

• condizioni del contratto secondo equità.

NB. Nei contratti unilaterali nei quali si obbliga una sola persona, l’eccessiva onerosità, non libera il debitore, ma

gli dà diritto ad una riduzione o ad una modificazione delle modalità di esecuzione.

5. L A PRESUPPOSIZIONE

La presupposizione è un’ipotesi di scioglimento del contratto non prevista dalla legge ma dalla

• giurisprudenza.

Def. Quando le parti, nel concludere un contratto, fanno riferimento ad una circostanza esterna,

attuale o futura, che senza essere espressamente pattuita ne costituisce il presupposto oggettivo.

Il contratto si fonda su basi oggettive (cosiddetti presupposti) che, se vengono meno, dovrebbero

• provocare lo scioglimento del contratto.

La legge però, prevede questo solo nei casi imprevedibili e straordinari e non nella consuetudine,

• ma, la presupposizione si fonda sul principio della buona fede con il quale il giudice può stabilire che

le nuove condizioni hanno provocato una situazione incompatibile con l’esecuzione che, con le nuove

circostanze, sarebbe scorretta.

Non va confusa con la presupposizione in senso soggettivo; cioè che la volontà contrattuale di una

• delle parti muovesse dal convincimento che una certa situazione di fatto fosse destinata a

persistere. Si tratterà di un errore sui motivi, per cui irrilevante.

Il ricorso alla presupposizione non è necessario quando, interpretando il contratto, si ritiene

• pattuita una condizione tacita. 74

S S

EZIONE ECONDA

I SINGOLI CONTRATTI

C 24. I

APITOLO CONTRATTI DI ALIENA ZIONE

1. L A VENDITA

Il più antico tipo di scambio è la permuta (o baratto) cioè lo scambio in natura di bene contro bene ma,

con l’avvento della moneta, il contratto universalmente più diffuso è quello di vendita e cioè di scambio

di bene contro denaro. È per questo che alla permuta si applicano il più possibile le norme sulla vendita.

Vendita: contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di

verso il corrispettivo di un prezzo

un altro diritto (art. 1470).

Le prestazioni essenziali della vendita sono quindi:

1. Il trasferimento del diritto o del bene da parte del venditore.

2. Il pagamento del corrispettivo per l’acquirente.

La vendita può essere:

A effetti reali: quando la vendita produce un effetto traslativo immediato di un bene o di

 un diritto; questo avviene quando il contratto ha per oggetto la proprietà, un diritto reale o

su cose determinate

un altro diritto (principio consensualistico).

A effetti obbligatori: quando la vendita produce un effetto traslativo non immediato; cioè

 quando è necessaria l’individuazione del bene, e cioè quando la vendita:

Riguarda cose generiche

 Nella vendita di cose future

 Nella vendita di cose altrui

 Nella vendita con riserva della proprietà.

Le obbligazioni del compratore consistono

nel pagamento del prezzo nel tempo e nel luogo fissati per contratto

 nel pagamento degli interessi se il prezzo non è immediatamente esigibile

 nel pagamento delle spese se non è pattuito diversamente

Le obbligazione del venditore consistono:

nel consegnare la cosa (nella vendita ad effetti reali)

1. Trasferendo il possesso della cosa, in modo effettivo o simbolico.

NB. Costituto possessorio (modo particolare di consegna): il venditore trattiene la cosa presso di sé, ma

costituisce come possessore il compratore dichiarando di detenere la cosa in sua vece.

La consegna deve comprendere le pertinenze, i titoli e i documenti inerenti alla cosa.

fargli acquistare la proprietà (nella vendita ad effetti obbligatori)

2. obbligato a fare quanto è necessario

Nella vendita di cosa futura il venditore è perché la

 cosa venga ad esistenza.

Tale vendita può considerarsi

come contratto commutativo, in cui il compratore non corre il rischio della mancanza

 realizzazione della speranza; no cosa = inefficacia.

come contratto aleatorio, in cui il compratore acquista la “speranza” di avere la cosa

 e il rischio grava interamente su di lui; anche se la cosa non viene ad esistenza il

compratore è obbligato a pagare il prezzo convenuto.

Nella vendita di cosa altrui ci sono problemi di efficacia (difetto di legittimazione a

 vendere); se il compratore: 75

era a conoscenza dell’altruità della cosa il contratto si regola normalmente, per cui

 se il venditore non si procura l’acquisto si ha inadempimento.

non era a conoscenza dell’altruità della cosa può chiedere subito la risoluzione, per il

 solo fatto di aver comprato da chi non era proprietario, salvo che non abbia già

acquistato la proprietà. Il venditore deve risarcire il danno.

NB. L’effetto traslativo si produce automaticamente, quando il venditore acquista la proprietà dal titolare della

cosa venduta.

nel garantire all’acquirente la protezione da evizione.

3. La rivendica della cosa da parte di un terzo (evizione) che può essere:

 Parziale: il contratto si risolve o il prezzo si riduce, salvo il risarcimento del danno

• Totale: il venditore deve risarcire il danno al compratore

• pericolo di rivendica

In entrambi i casi, il consente al compratore di sospendere il

 pagamento se ne ignorava il pericolo al tempo della vendita (art. 1481).

La garanzia per evizione è un effetto naturale della vendita e va inserita anche se le parti

 non lo prevedono; esse possono però escluderla (integrazione dispositiva).

nel garantire all’acquirente per i vizi materiali della cosa

4. Protegge il compratore contro i vizi occulti della cosa e anche dai vizi conoscibili se il

 venditore aveva dichiarato l’esenzione della cosa da vizi.

La garanzia per vizi è un effetto naturale della vendita. Può essere esclusa o limitata; ma il

 patto non ha effetto se il venditore in mala fede ha taciuto al compratore i vizi della cosa.

NB. La garanzia per vizi è diversa dalla garanzia per funzionamento, che comprende la gratuita riparazione di

qualsiasi guasto entro una certa data (e comprende la garanzia per i vizi).

La garanzia consente al compratore di scegliere tra la risoluzione del contratto e la riduzione del

• senza

prezzo. Il compratore ha diritto al risarcimento se il venditore non prova di aver ignorato

colpa i vizi della cosa.

Il venditore ha l’obbligo di controllare nei limiti dell’ordinaria diligenza, che la cosa sia

o immune da vizi.

Il diritto di garanzia decade se non lo si denuncia entro 8 giorni; poi si può esercitare il diritto per

• un anno dalla consegna.

NB. Vi è tutela anche per la mancanza di qualità promesse, se essenziali per l’uso; il compratore può far risolvere il

contratto e/o farsi risarcire il danno.

La nuova direttiva CEE, per i contratti conclusi dal consumatore si basa sulla conformità al contratto

(no distinzione tra vizi e qualità) e prevede (Art. 1519) che:

Il venditore debba consegnare la cosa conforme alle pattuizioni contrattuali.

 Il venditore sia responsabile per qualsiasi difetto di conformità.

 Il compratore può così richiederne la riparazione o la sostituzione (tranne che uno dei due sia

 oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso) se denunzia il vizio entro 2 mesi dalla

consegna. Se nessuna delle due risulta adeguata si può passare alla scelta tra risoluzione del

contratto (salvo il difetto sia di lieve entità) o riduzione del prezzo. Tale diritto decade dopo 2

anni dalla consegna.

Il venditore debba garantire la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo che

 il compratore si può ragionevolmente aspettare e, se nel caso sulla descrizione delle

caratteristiche che il venditore dichiara pubblicamente.

La rilevanza del difetto di conformità è esclusa se il compratore la conosceva prima

 dell’acquisto o avrebbe dovuto esserlo usando la diligenza media.

NB. Tale disciplina CEE si applica anche ai contratti di permuta, di somministrazione, di appalto, di opera e ai

contratti che forniscono beni di consumo da fabbricare o produrre.

Nei contratti di vendita internazionali vige un diritto uniforme stabilito dalla Convenzione di Vienna che

si discosta un po’ dalle regole italiane. 76

Particolari tipi di vendita:

Vendita con patto di riscatto: il venditore si riserva di riacquistare la proprietà della cosa

1. mediante: dichiarazione unilaterale comunicata al compratore entro un termine fissato (minore di

 2 anni nella vendita di beni mobili, di 5 con immobili).

restituzione del prezzo pagato + i rimborsi per spese e riparazioni

NB. Ogni patto che prevede la restituzione di un prezzo maggiore è nullo per la parte eccedente.

soggezione

Il compratore è in posizione di mera .

• La vendita con patto di riscatto può essere usata a scopo di garanzia, ma si ha un caso di

• frode alla legge: è diretto a eludere il divieto del patto commissorio.

Patto di retrovendita: i contraenti assumono l’obbligo di contrarre una nuova compravendita che

2. faccia riacquistare al venditore la cosa venduta. Occorre la stipulazione di un nuovo contratto, che

può essere sostituito solo da una sentenza costitutiva.

Vendita a rate con riserva di proprietà, i caratteri essenziali sono:

3. Concluso il contratto la proprietà non passa al compratore fino al pagamento dell’ultima

 rata di prezzo (eccezione al principio consensualistico);

La cosa viene subito consegnata al compratore che ne acquista subito il godimento;

 Il rischio per il perimento della cosa è eccezionalmente attribuito al detentore.

 L’inadempimento del compratore (non paga le rate) porta alla risoluzione del contratto

 (salvo che la rata non pagata sia inferiore ad 1/8 del valore del bene).

La risoluzione determina l’obbligo del venditore di restituire le rate, salvo il diritto a un

 equo compenso per l’uso della cosa, oltre al risarcimento del danno.

Il contratto può prevedere che il venditore trattenga, a titolo d’indennità, le rate

 riscosse. Il giudice può però ridurre l’indennità.

Vendita a rate con trasferimento immediato: efficacia reale immediata e con pagamento

4. rateizzato senza riserva di proprietà; di solito su beni immobili o mobili registrati.

2. LA SOMMINISTRAZIONE

Con la somministrazione una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore

• prestazioni periodiche o continuative di cose

dell’altra, . (art. 1559)

Un caso particolare è quello del catering (fornitura di pasti preconfezionati e alimenti) che si

• configura come un contratto a cavallo tra l’appalto di servizi e la somministrazione.

La vendita a consegne differite è diversa dalla somministrazione perché consiste nella consegna di

• esecuzione differita

cose (anche future) nel tempo, è ad .

Concessione di vendita: una parte (concessionario) si impegna ad acquistare e a rivendere

esclusivamente i prodotti di una determinata impresa.

3. L A SUBFORNITURA

Def. Contratto stipulato tra 2 imprenditori, con cui una parte (subfornitore) si impegna ad effettuare

per conto di un’impresa (committente) lavorazioni su prodotti forniti dalla stessa impresa committente

(fare) o fornire dei prodotti destinati ad essere utilizzati dall’impresa committente (dare).

dipendenza economica del subfornitore

Questo contratto è caratterizzato da una situazione di

• rispetto al committente.

Il contratto è soggetto a forma scritta a pena di nullità.

• Sono nulle le clausole di recessione unilaterale e di variazione unilaterale di clausole; divieto di

• abusare della dipendenza economica dell’impresa subfornitrice.

4. I L CONTRATTO ESTIMATORIO

Def. Contratto con il quale al commerciante è attribuita la disponibilità materiale e il potere di

vendere, senza però trasferire la proprietà delle cose e perciò senza imporgli il pagamento del prezzo.

77

conto-vendita conto-deposito

Per questo contratto si parla anche di o .

• contratto reale

Il contratto si conclude quando una parte consegna all’altra una o più cose ( ); il

• consegnatario paga solo quello che non restituisce al tempo stabilito.

Il rischio della perdita grava sul ricevente dalla consegna.

5. I L FRANCHISING contratto di affiliazione commerciale

Franchising (o ): contratto con il quale una parte (concedente)

• concede ad un’altra (concessionaria) l’attività di distribuzione dei propri prodotti.

Il contratto obbliga il franchisee a far uso dei segni distintivi concordati e di seguire le modalità

• d’esercizio pattuite mentre il franchisor ha l’obbligo di fornire i prodotti da distribuire e

l’assistenza necessaria.

La parte cessionaria viene inserita come affiliata in una rete distribuita sul territorio allo scopo di

• commercializzare bene o servizi.

Forma scritta sotto pena di nullità.

• L’affiliazione può essere pattuita a tempo indeterminato o determinato con durata minima di 3 anni,

6. C ’ . I F

ESSIONE DI CREDITI D IMPRESA L ACTORING

cessione dei crediti d’impresa

Il factoring (o ) è un contratto con il quale un imprenditore cede al

factor la massa dei suoi crediti per la loro gestione, dietro versamento di una percentuale sulle somme

da riscuotere.

Evita a un imprenditore i costi di esazione dei singoli crediti e assicura una liquidità costante.

Elementi essenziali di questo contratto:

la società di factoring deve essere un ente con capitale sociale non inferiore a 10 volte il

 capitale minimo prescritto per le spa; la sua attività è soggetta al controllo della Banca

d’Italia e deve essere iscritta in un albo.

Il cedente deve essere un imprenditore

 Possono essere ceduti solo i crediti già sorti (anche crediti futuri ma non superiori a 2 anni)

La cessione può avvenire:

pro solvendo

a) : il creditore che trasferisce il credito è responsabile anche della solubilità del debitore

ceduto. Se il debitore non paga, il cessionario può richiedere il pagamento al creditore cedente.

pro soluto

b) : il creditore è responsabile della sola esistenza e validità del credito al momento della

cessione.

La legge stabilisce che, salvo patto contrario, la cessione del credito avviene pro solvendo. Infatti,

• il factor solitamente accetta la cessione pro soluto solo in casi particolari. Es. Crediti verso lo stato o

enti pubblici (casi meno rischiosi).

Nella cessione pro soluto solitamente il credito viene ceduto per un importo inferiore; minore è la

• possibilità che il debitore paghi, minore è il prezzo che il cessionario paga per acquisire il credito.

7. I CONTRATTI DI RENDITA

Rendita perpetua (art.1861): consiste nell’alienazione di un immobile o di un capitale in cambio di

 poter esigere in perpetuo la prestazione periodica di una somma di denaro. (è di rara applicazione)

Esiste un diritto di riscatto a favore dell’acquirente-debitore che si libera pagando la somma

• che risulta dal capitale + gli interessi legali maturati.

Rendita vitalizia (art. 1872): consiste nell’alienazione di un bene (anche immobile) in cambio di una

 rendita per il resto della vita dell’alienante. Qui non è previsto il diritto di riscatto perché

toglierebbe la funzione previdenziale di tale contratto.

Il contratto è aleatorio visto che la durata della vita dell’alienante è incerta, e con essa l’entità

• della prestazione dell’acquirente. 78

C 25. I

APITOLO CONTRATTI DI UTILIZ ZAZIONE

NB. C : inquilino/chi prende in locazione. L : chi dà in locazione un bene.

ONDUTTORE OCATORE

1. L A LOCAZIONE

Locazione: contratto con il quale una parte (locatore) si obbliga a far godere l’altra (locatario) una cosa

mobile o immobile per un dato tempo, in cambio di un determinato corrispettivo (art. 1571).

La disciplina del codice si applica ai contratti non regolati da leggi speciali.

• Dalla locazione si distingue il noleggio (solo di nave o aeromobile) in cui il noleggiante conserva la

• disponibilità della cosa e si impegna a farne uso secondo le indicazioni del noleggiatore.

Gli obblighi del locatore sono sostanzialmente tre (art. 1575):

la consegna della cosa in buono stato

1. non ci devono essere vizi altrimenti il locatario può chiedere la risoluzione del contratto o la

riduzione del prezzo se i vizi non erano conosciuti o riconoscibili; il locatore risponde dei danni

derivanti dai vizi se non prova la sua buona fede (qui la buona fede non si presume).

obbligo di manutenzione in buono stato locativo

2. impone al locatore di eseguire tutte le riparazioni necessarie salvo quelle di piccola

manutenzione che sono a carico del conduttore .Il conduttore deve avvisare il locatore della

necessità di riparazioni.

Per le cose mobili tutta l’ordinaria manutenzione è a carico del conduttore.

garanzia del pacifico godimento

3. Per le molestie di fatto il locatore non garantisce ma il possessore può esercitare, in quanto

detentore, le azioni possessorie.

Gli obblighi del conduttore consistono soprattutto nel

pagamento del corrispettivo

1. prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene

2. per l’uso determinato nel contratto (art. 1587)

deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui l’ha ricevuta salvo il

3. deterioramento o l’uso svolto stabilito nel contratto

L’obbligo di restituire comprende quello di custodia; il conduttore è responsabile della perdita

o del deterioramento della cosa, quando non provi che siano accaduti per causa a lui non

imputabile (anche se il danno è causato da terzi da lui autorizzati all’utilizzo della cosa).

NB. Il conduttore è responsabile verso il locatore convenuto da un terzo per il risarcimento del danno, se non lo ha

avvisato della necessità di riparazioni la cui mancanza ha determinato il danno; è anche responsabile direttamente

verso i terzi.

Il conduttore ha facoltà di dare in sublocazione la cosa.

 Def. Rapporto tra conduttore e subconduttore, anche se il locatore può esigere dal

• subconduttore il prezzo della sublocazione e l’adempimento di tutte le altre obbligazioni

derivanti dal contratto di sublocazione (il locatore ha un’azione diretta contro il subconduttore).

Il conduttore non può cedere il contratto senza il consenso del locatore.

 Limite massimo di un contratto di locazione: 30 anni. La durata non è mai indeterminata nel

 contratto; anche quando non è espressa si calcola con dei criteri fissati nell’art. 1574.

tempo determinato

a) Locazione a : cessa alla scadenza del termine, senza disdetta. Il conduttore non

deve mantenere la detenzione della cosa, altrimenti si ha un rinnovo tacito.

senza determinazione convenzionale

b) Locazione : cessa solo se prima della scadenza viene data la

disdetta, altrimenti la mancata disdetta vale come rinnovazione tacita del contratto. 79

2. L A LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI

Per la locazione di immobili ad uso abitativo è prescritta la forma scritta.

Ci sono due modalità di conclusione:

modalità privatistica: il contenuto del contratto è stipulato dalle due parti senza interventi di

1. limiti legali:

controllo salvo alcuni durata maggiore di 4 anni

 alla prima scadenza, rinnovo obbligatorio di 4 anni con facoltà di rifiuto

 del rinnovo da parte del locatore solo in alcuni casi.

Es. Intenzione di destinare l’immobile ad uno proprio o dei propri congiunti entro il 2° grado; l’intenzione di vedere

a terzi se il locatore non ha altre proprietà di immobili ad uso abitativo, oltre alla casa di residenza.

Possibilità di diniego del rinnovo per il conduttore. Può inoltre recedere

 in qualsiasi momento, per gravi motivi, con preavviso di 6 mesi.

diritto di prelazione

Il conduttore ha in caso di vendita o di ripristino

 del rapporto di locazione (se il locatore, esercitato legittimamente il

diniego del rinnovo, non lo adibisca entro 1 anno agli usi previsti per

giustificare il diniego).

modalità assistita, prevede:

2. la predeterminazione di condizioni contrattuali basate su accordi di tipo

 parasindacali, stabiliti in una convenzione nazionale.

durata maggiore di 3 anni con rinnovo per altri 3 anni o, in caso di disaccordo,

 di altri 2 anni.

Sono nulli i contratti di locazione che:

hanno patti che stabiliscono canoni diversi da quelli iscritti sul contratto.

a. hanno patti che stabiliscono canoni superiori a quelli previsti dai contratti tipo.

b.

NB. si può richiedere al giudice che la locazione venga ricondotta a condizioni conformi alla legge.

Non hanno la forma scritta. Il conduttore può chiedere al giudice che il rapporto sia

c. costituito giudizialmente tra le parti sulla base della relazione di fatto.

Hanno una clausola che prevede la risoluzione del contratto in caso di alienazione della cosa

d. locata.

In caso di morte del conduttore gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi,i parenti e affini

 con lui abitualmente conviventi.

In caso di separazione giudiziale o di divorzio succede al conduttore il coniuge se il giudice gli ha

 assegnato la casa.

In caso di separazione consensuale o di nullità matrimoniale è prevista la successione se i coniugi

 hanno così convenuto.

Per gli immobili ad uso non abitativo l’interesse tutelato è quello della continuità dell’attività

produttiva. Principali caratteristiche:

Il canone è lasciato alla libera contrattazione ma non possono essere previste variazioni nei

 primi 3 anni e successivamente devono rimanere nel 75% dell’indice dei prezzi del consumo.

Il conduttore ha diritto ad un’indennità per la perdita dell’avviamento, se il contratto cessa

 per ragioni diverse dal suo inadempimento.

Durata minima: 6 anni (e 9 anni per l’attività alberghiera).

 In mancanza di disdetta il contratto si rinnova tacitamente.

Il conduttore può:

Sublocare l’immobile

 Cedere il contratto a terzi senza il consenso del locatore se dà in affitto o cede l’azienda.

 Diritto di prelazione nella vendita dell’immobile con notificazione da parte del locatore. Se

 non c’è notificazione il conduttore può riscattare l’immobile, da ogni altro successivo avente

causa entro 6 mesi dalla trascrizione del contratto di vendita. 80

3. I L LEASING

Il leasing è un contratto innominato ma non atipico perché si trova in alcuni testi legislativi.

Leasing operativo: contratto con il quale una parte concede all’altra, dietro versamento di un

• corrispettivo di un canone periodico e per un tempo determinato, l’utilizzazione di un bene e, al

il conduttore potrà scegliere se restituire la cosa, rinnovare il contratto con

termine del contratto,

un altro bene o acquistarne la proprietà .

È un contratto misto tra locazione e vendita con riserva di proprietà.

o tre

Leasing finanziario: contratto nel quale intervengono soggetti. Il concedente finanziatore che

• acquista il bene dal fornitore del bene e si fa pagare i canoni per l’utilizzo di questo bene dal

acquistare il bene, prorogare la

conduttore il quale, alla fine del contratto, potrà decidere se

locazione o restituire il bene .

Il conduttore si assume il rischio per il perimento e il deterioramento del bene, si obbliga ad

 assicurarlo e deve curarne la manutenzione.

Il finanziatore è proprietario del bene locato, per cui è al sicuro nel caso di fallimento dell’altro.

Il contratto sale and lease back (variante del leasing) prevede che il proprietario di un bene li venda

ad una società di leasing che concede di nuovo il bene in leasing al proprietario (bisogna fare attenzione

al divieto di patto commissorio).

4. L’ AFFITTO E I CONTRATTI AGRARI

L’affitto ha per oggetto il godimento di una cosa produttiva (di solito un’azienda) mobile o immobile.

L’affittuario deve essere un imprenditore e ha il diritto di fare propri i frutti e gli altri proventi

• della cosa, ma ha l’obbligo di curarne la gestione in conformità alla sua destinazione economica.

Solitamente tra locatore e affittuario c’è una relazione di fiducia oltre al pagamento del canone,

infatti, occorre che l’affittuario sia in grado di gestire la cosa.

Il locatore può

controllare l’attività dell’affittuario in ogni momento (art.1619)

 risolvere il contratto se egli ne cambia la destinazione economica (art.1618)

 risolvere il contratto se l’affittuario è interdetto, inabilitato o insolvente (art. 1626)

 vietare il subaffitto dell’affittuario senza il suo consenso (art.1624)

NB. L’interdizione, l’inabilitazione e l’insolvenza dell’affittuario sono causa di risoluzione del contratto.

Oggi l’unico contratto di nuova stipulazione ammesso in agricoltura è affitto, i contratti di

• mezzadria e di colonia possono essere convertiti in affitto dal coltivatore con una semplice

richiesta e non possono esserne stipulati di nuovi (il contratto è nullo ma è soggetto a conversione

legale in affitto).

L’affitto di fondi rustici è disciplinato da norme esterne al codice civile e vi sono differenze tra

l’affitto a: coltivatore diretto (piccolo imprenditore agricolo che coltiva il fondo con prevalente lavoro

 proprio e dei propri familiari). Egli ha diritto a:

equo canone

 contratto di minimo di 15 anni prorogabile per altri 3 anni; se egli compie

 miglioramenti con investimenti propri può prorogare per altri 12 anni.

Diritto di prelazione nell’acquisto, con notifica da parte del venditore che

 l’affittuario può accettare entro 30gg. Se non c’è notifica l’affittuario può

riscattare il fondo entro un anno dalla trascrizione della vendita.

Affitto a soggetti diversi dal coltivatore diretto

 81

C : prestito d’uso;

OMODATO

M : prestito di consumo.

UTUO

5. I ’

L COMODATO O PRESTITO D USO

Comodato: contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile affinché se ne

serva per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta (art.1803).

NB. Il comodato è praticamente la concessione gratuita dell’uso. Se non fosse gratuita sarebbe locazione.

Oggetto del comodato è una cosa infungibile (restituire quella e non altra) e inconsumabile.

contratto reale

Il contratto è un che si conclude con la consegna della cosa.

Il comodatario:

deve custodire e conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia;

 non può sub-comodare senza il consenso del comodante;

 non può servirsene per una destinazione diversa dalla natura della cosa o del contratto;

 Se inadempiente il comodante può pretendere la restituzione immediata della cosa e il

 risarcimento del danno (art.1804)

Risponde della perdita o della distruzione della cosa dovuta alla sua negligenza. Ma se

 impegna la cosa per uso diverso da quello previsto o se è in ritardo nella restituzione

sopporta anche il rischio della perdita fortuita o dovuta a causa a lui non imputabile;

Deve restituire la cosa prima del termine se il comodante ne ha un urgente e imprevedibile

 bisogno (art. 1809);

Deve restituirla a richiesta del comodante se non è fissato un termine (art.1810)

Il comodante, se non ha avvisato il comodatario, deve risarcire i danni derivanti dai vizi della cosa.

6. I L MUTUO O PRESTITO DI CONSUMO

Mutuo: contratto con il quale si ottiene la disponibilità di una certa somma di denaro con l’obbligo di

restituire altrettanto della stessa specie e qualità.

Contratto reale che si perfeziona con la consegna della cosa; prima della consegna c’è una promessa

• di mutuo che obbliga alla consegna.

Chi ha promesso di dare mutuo può rifiutare di adempiere, se le condizioni patrimoniali dell’altro

• diventano talmente gravi da mettere in pericolo la restituzione della somma, salvo che siano offerte

idonee garanzie.

Chi contrae mutuo ha obbligo di pagare gli interessi (tranne nei casi di mutuo gratuito) e di

• restituire la somma a scadenza. Il mancato pagamento degli interessi o di una sola rata di

restituzione danno diritto al mutuante alla risoluzione del contratto.

È a carico del mutuante la responsabilità per i danni derivanti dai vizi delle cose date in prestito.

• 82

C 26. I ’

APITOLO CONTRATTI DI PRESTA ZIONE D OPERA O DI SERVIZI

1. L’ ’

APPALTO E IL CONTRATTO D OPERA

Contratto d’appalto: una parte (appaltatore) si obbliga al compimento di un’opera o di un servizio e

l’altra (committente) si obbliga a versare un corrispettivo in denaro (art. 1655).

Si ha appalto solo quando il compimento dell’opera è assunto con organizzazione dei

o mezzi necessari e con gestione a proprio rischio.

Quindi è appaltatore solo chi:

Dispone di un’organizzazione di mezzi (capitale, risorse materiali, personale)

 Ed è quindi imprenditore

 Assume a proprio rischio la gestione dell’attività produttiva (assume il rischio

 dell’inefficienza della sua organizzazione).

L’oggetto è ampio e si possono ricondurre all’appalto molti tipi di contratto che confinano con altri.

Es. Il contratto di engineering nel quale una parte si assume l’incarico di elaborare un progetto edilizio o

industriale o di realizzarlo chiavi in mano (engineering commerciale).

Vi sono norme particolari per gli appalti relativi all’esecuzione di opere pubbliche.

• La legge non stabilisce una particolare forma per il contratto ma è usualmente scritto.

• L’appaltatore non può dare in subappalto l’opera, salvo autorizzazione del committente (art. 1656).

• Se l’appaltatore muore il contratto non si scioglie automaticamente ma può essere continuata dagli

• eredi se il committente vuole proseguire con essi (art. 1674).

Negli effetti dell’appalto vi è un sostanziale contemperamento degli interessi tra committente e

appaltatore;

L’appaltatore è protetto contro l’eventualità che circostanze sopravvenute alterino i termini

• economici dello scambio, ma corre il rischio di ciò che poteva prevedere.

L’appaltatore può, in caso di circostanze imprevedibili, chiedere la revisione del prezzo (art.1664).

• Le variazioni rispetto al progetto originario devono essere concordare, e l’autorizzazione del

• committente si deve provare per iscritto.

Se le parti non trovano un accordo, spetta al giudice determinare le variazioni da introdurre e le

• correlative variazioni del prezzo.

diritto di verifica dell’opera

Il committente ha un :

Può controllare lo svolgimento dei lavori e, se vede che l’opera non procede secondo i patti

 può intimare l’appaltatore a conformarsi entro un termine trascorso il quale il committente

risolve di diritto il contratto e ottiene il risarcimento (art. 1662).

Può controllare prima della consegna l’operato dell’appaltatore (collaudo) e, se accetta

 l’opera, l’appaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo.

L’opera si intende accettata (art. 1665) quando:

Il committente riceve la consegna senza sollevare riserve con o senza collaudo;

 L’appaltatore ha invitato il committente al collaudo/verifica e questo o l’ha tralasciato o non

 ne ha comunicato il risultato, entro brevi termini.

L’appaltatore deve fornire una garanzia per difformità e vizi non riconosciuti dal committente o

• dolosamente taciuti dall’appaltatore. Bisogna denunciare tali vizi entro 2 anni dalla consegne ed

entro 2 mesi dalla loro scoperta (art. 1667). Vi sono termini più lunghi (10 anni e 1 anno) nel caso di

rovina o di difetti dell’immobile.

I dipendenti dell’appaltatore (art. 1676) hanno un’azione diretta contro il committente per le

• eccezione del principio di relatività del contratto

somme loro dovute a titolo di retribuzione ( ). 83

Quando non c’è organizzazione di mezzi imprenditoriale allora si ha lavoro autonomo disciplinato nel

Libro V del codice. Il titolo si divide nella disciplina del contratto d’opera e nella disciplina delle

professioni intellettuali.

2. I L TRASPORTO

Il trasporto è il contratto con il quale una parte (vettore) si obbliga, verso un corrispettivo, a

trasportare persone o cose da un luogo all’altro (art. 1678).

Nei servizi pubblici di trasporto vi è l’obbligo a contrarre e l’obbligo di parità di trattamento tra

• gli utenti salvo richieste specifiche. Il contratto si conclude per condizioni generali (inderogabili).

Nel trasporto di persone, sia esso gratuito o a pagamento, il vettore si obbliga a trasportare le

• persone evitando sinistri alla persona e perdita/danni alle cose della persona. Se tali danni sono a lui

imputabili e non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno egli è ritenuto

inadempiente. Clausole che limitano la responsabilità del vettore sono nulle.

NB. Nel trasporto di cortesia (autostop) il trasportato ha l’onere di provare la colpa del vettore.

Nel trasporto di cose il mittente affida le cose al vettore, che ne assume la custodia ed è

• responsabile dei danni alla cosa dal momento del ricevimento fino alla consegna, salvo egli provasse

di aver preso tutte le misure idonee a evitare la perdita.

Le parti del contratto sono il vettore e il mittente, ma è un contratto a favore di terzi

 (ovvero del destinatario).

Il mittente può sospendere il trasporto, chiedere la restituzione della cosa o indicare un

 diverso destinatario (salvo il risarcimento danni al vettore) solo fino al momento in cui il

destinatario accetta la consegna.

Nel caso di trasporto marittimo e aereo di persone si prescrive la forma scritta mentre per le

• cose la forma è libera.

Nel trasporto marittimo di persone il vettore, per liberarsi dalla responsabilità, deve anche provare

• che l’evento è derivato da causa a lui non imputabile.

Nel trasporto marittimo di cose il vettore non è responsabile se l’altra parte non prova che la

• perdita è stata determinata dal vettore o dai suoi dipendenti.

Nel trasporto aereo di persone ci si uniforma al diritto comune ma è stabilito un valore assoluto

• (195 milioni) dovuto dal vettore salvo che il danno sia determinato da dolo, sua colpa grave o dei

dipendenti.

Nel trasporto aereo di cose il vettore è liberato anche se la perdita o l’avaria è dovuta a colpa lieve

• di pilotaggio, di condotta o di navigazione.

3. I L MANDATO

Mandato: contratto con il quale una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per

conto dell’altra (mandante). Art. 1703

È un contratto che si basa sulla fiducia tra mandante e mandatario e di qui la revocabilità del

 mandato per morte, interdizione, inabilitazione e nei casi previsti nei quali il mandatario si fa

sostituire nell’esecuzione del contratto (art. 1717).

Obblighi del mandatario:

Eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia (minore se mandato gratuito);

 Informare il mandante di ogni cambiamento importante;

 Dovere di custodia delle cose che riceve per conto del mandante.

Obblighi del mandante:

Fornire i mezzi necessari per l’esecuzione del mandato e per l’adempimento delle

 obbligazioni assunte in proprio nome; 84


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Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher carugo1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Iudica Giovanni.

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