Che materia stai cercando?

Riassunto esame Diritto privato, prof. Butturini Appunti scolastici Premium

Riassunto di Diritto privato per l'esame del professor Butturini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il bene, il concetto giuridico di bene è molto più ristretto, Art. 812. Distinzione dei beni., Art. 832. Contenuto del diritto., Art. 833. Atti d'emulazione.

Esame di Istituzioni di diritto amministrativo dal corso del docente Prof. P. Butturini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

• non sono più dovuto dal debitore interessi sulle somme si denaro

• sono dovuti dal creditore il rimborso delle spese di custodia e il risarcimento dei danni che il

debitore abbia subito a causa della mora

• liberazione del debitore con il deposito della somma in banca o delle altra cose in un luogo

deciso da un giudice

Cause dell'estinzione di un'obbligazione:

1. adempimento;

2. impossibilità definitiva (se il tempo era da considerarsi essenziale) o, se parziale,

tramite l'esecuzione della parte rimanente;

3. novazione = nuova obbligazione diversa per oggetto/titolo (non per il tempo) o

prestazione al posto dell'adempimento (se la prima obbligazione era stata annullata,

la seconda non ha effetti);

4. remissione = dichiarazione espressa con cui il creditore rinuncia di ricevere la

prestazione (con la restituzione del documento nel quale risultava il credito) a meno

che il debitore non vi si opponga;

5. confusione quando il debitore e il creditore sono la stessa persona;

6. compensazione quando due persone sono obbligate l'una nei confronti dell'altra (i

debiti si estinguono per quantità corrispondenti): legale/automatica quando si tratta

di debiti omogenei, liquidi ed esigibili; giudiziale quando è il giudice a dichiararla;

volontaria quando vi è l'accordo delle parti.

CAP. 11 - IL CONTRATTO

Art. 1321. Nozione generale Il contratto è l'accordo (concorde volontà) di due (contratto bilaterale) o più (contratto

plurilaterale) parti (centri di interesse) per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico (rapporto

regolato dal diritto nei confronti del quale può scattare la coercitività) patrimoniale. (suscettibile di valutazione

economica).

Il regolamento contrattuale è caratterizzato dall'insieme di clausole o patti, ovvero le determinazioni delle parti inserite

in un contratto scritto.

Art. 1324. Norme applicabili agli atti unilaterali. Salvo diverse disposizioni di legge, le norme che regolano i contratti

si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto patrimoniale. gli atti unilaterali tra

vivi sono considerati come contratti e regolati in quanto tali solo se hanno contenuto patrimoniale.

Atti unilaterali = dichiarazioni di volontà (volontà di produrre effetti giuridici che il soggetto forma nella propria mente

e dichiarazione dell'interna volontà che si manifesta; si parla di errore ostativo quando la volontà non corrisponde alla

dichiarazione e ciò è causa di annullabilità) di una sola delle parti di per sè produttive di effetti giuridici che

costituiscono una categoria chiusa e sono regolati da una disciplina particolare.

Art. 1322. Autonomia contrattuale. 2 tipi di libertà: Le parti possono liberamente determinare il contenuto del

contratto (può esserci o non esserci) nei limiti imposti dalla legge. Le parti possono anche concludere contratti (=

libertà di contrarre) che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare (i contratti si suddividono in contratti

in generale, regolati da norme che valgono per tutti i contratti, e singoli contratti, per i quali vigono discipline particolari

poichè si tratta di contratti nuovi/atipici/innominati che non trovano norme regolatrici nel C.C. o nelle leggi speciali

collegate perchè ideati e praticati dal mondo degli affari; rimangono tali finchè la legge non li regola. La combinazione

di due contratti atipici crea un contratto misto), purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo

l'ordinamento giuridico.

L'effetto giuridico , costitutivo o regolare o estintivo del rapporto, è prodotto dalla volontà dell'uomo; si riconosce

quindi la signoria della volontà, ovvero la facoltà di provvedere, con proprio atto di volontà, alla costituzione,

regolazione, estinzione di rapporti patrimoniali. Si parla quindi di libertà o autonomia contrattuale del privato, che

significa che nessuno può essere spogliato dei propri beni o essere costretto ad eseguire prestazioni a favore di altro

contro o indipendentemente dalla propria volontà (nessuno può essere vincolato, se non per legge, dalla volontà altrui).

Il contratto non vincola se non chi ha partecipato all'accordo, ovvero non produce effetti rispetto a terzi.

Il contenuto di un contratto si divide in: contenuto pattizio delle parti e contenuto legale, imposto dalla legge. Le fonti

del regolamento contrattuale sono: la volontà espressa dalle parti, le norme imperative di legge, gli usi (norme

consuetudinarie) e l'equità (ha carattere suppletivo, ossia vale solo se mancano le altre fonti ed è decisa dal giudice).

Esistono anche dei limiti che possono essere applicati nei confronti di una (per favorire l'altra) o di entrambe le parti. Si

parla di contratto in serie quando è una sola delle due parti a predeterminare il contenuto del contratto, mentre si parla di

contratto isolato quando entrambe le parti discutono sulle condizioni che costituiranno il contratto. In casi di limitazione

di una sola delle parti possono sorgere: clausole vessatorie, ovvero condizioni che stabiliscono limitazioni di

responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione da parte del contraente debole; obbligo a

contrarre per il contraente forte es. imprenditore che ha l'obbligo di contrarre con chiunque richieda le sue prestazioni

osservando la parità di trattamento (altrimenti dovrebbe giustificare il diniego). In caso di limitazione di entrambe le

parti, esempi plausibili possono essere le tariffe di determinati servizi pubblici o i prezzi di vendita di beni di largo

consumo: questi sono volti a proteggere interessi come il costo della vita, l'inflazione ecc..

> le clausole aggiunte a penna prevalgono su quelle stampate anche se queste ultime non sono state cancellate.

> ogni clausola contraria ad una norma imperativa è nulla

Elementi essenziali del contratto

Art. 1325.

Indicazione dei requisiti. I requisiti del contratto sono: 1) l'accordo delle parti; 2) la causa; 3) l'oggetto; 4) la forma,

quando risulta che è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

a) L'accordo tra le parti= incontro simultaneo o per fasi successive delle manifestazioni o dichiarazioni di volontà di

ciuscuna di esse; il contratto si conclude solo se si raggiunge la piena coincidenza, ma può concludersi in modo tacito

(la volontà non viene dichiarata ma si desume dal comportamento di attuazione) o espresso (dichiarato in maniera

scritta o orale). La violenza fisica fatta dall'altro contraente o da un terzo che provoca la dichiarazione non voluta è

sottoposta a nullità.

Art. 1326. Conclusione del contratto. Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha

conoscenza dell'accettazione dell'altra parte. L'accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito o

in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi. Il proponente può ritenere efficace

l'accettazione tardiva, purché ne dia immediatamente avviso all'altra parte. Qualora il proponente richieda per

l'accettazione una forma determinata, l'accettazione non ha effetto se è data in forma diversa. Un'accettazione non

conforme alla proposta equivale a nuova proposta.

Proposta = dichiarazione di volontà di chi prende l'iniziativa che può essere revocata fino al momento in cui il contratto

non è ancora concluso, a meno che non sia dichiarata dallo stesso proponente ferma o irrevocabile per un dato periodo

Accettazione = dichiarazione di volontà del destinatario che accetta o respinge la proposta secondo la sua autonomia

contrattuale; questa vale solo se conforme alla proposta, altrimenti ha il valore di nuova proposta e richiede

l'accettazione dell'originario proponente entro il termine stabilito in relazione alla natura dell'affare o secondo altri usi o

secondo il giudice.

/ atti unilaterali che richiedono la comunicazione al destinatario e producono l'effetto dal momento in cui sono da questo

conoscibili (vale la presunzione di conoscenza)

Art. 1335. Presunzione di conoscenza. La proposta, l'accettazione , la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta a

una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all'indirizzo del domicilio del

destinatario anche se questo non è presente , se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di

averne notizia.

Deroghe

Art. 1327. Esecuzione prima della risposta dell'accettante. Qualora, su richiesta del proponente o per la natura

dell'affare o secondo gli usi, la prestazione debba eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto è concluso nel

tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l'esecuzione. L'accettante deve dare prontamente avviso all'altra parte della

iniziata esecuzione e, in mancanza, è tenuto al risarcimento del danno. L'esecuzione (accettazione tacita per fatto

concludente che si deve far sapere anticipatamente che essa è partita) del contratto fa le veci dell'accettazione

Art. 1333. Contratto con obbligazioni del solo proponente. La proposta diretta a concludere un contratto da cui

derivino obbligazioni solo per il proponente è irrevocabile appena giunge a conoscenza della parte alla quale è

destinata. Il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla natura dell'affare o dagli usi. In

mancanza di tale rifiuto il contratto è concluso.

La proposta che implica un'obbligazione non necessita l'accettazione esplicita (basta la mancata negozione/silenzio

assenso)

b) La causa = funzione economico-sociale del contratto, giustificazione dello spostamento patrimoniale (traferimento di

risorse) a titolo oneroso (scambio di prestazioni) o a titolo gratuito (la prestazione di una delle parti non trova

giustificazione in una controprestazione dell'altra parte)

/ motivo= movente, elemento soggettivo di cui il diritto si disinteressa

I contratti tipici hanno tutti una causa (causa tipica/in concreto) e si presentano, quindi, come modelli o schemi

precostituiti di affari o di operazioni economiche direttamente giustificati dalla legge. In questi casi la giurisprudenza

esige l'expressio causae, ovvero l'enunciazione esplicita della causa escludendo che la funzione del contratto possa

essere dimostrata da elementi estranei al contratto. Esiste, appunto, il pincipio dell'inamissibilità di contratti astratti,

ossia diretti a produrre effetti per sola volontà delle parti, indipendentemente dalla presenza di una causa. I contratti

atipici o innominati, invece, hanno la causa in astratto o atipica che è conforme all'ordinamento giuridico/diritto; il

controllo giudiziario vigila a protezione degli interessi dei contraenti, soprattutto del più debole. I contratti atipici

risultanti dalla combinazione di più contratti tipici possiedono una causa mista. I contratti collegati (pluralità coordinata

di contratti che conservano ognuno una causa autonoma) mirano ad attuare, fra le parti, una unitaria e complessa

operazione economica e le vicende che investono un contratto possono ripercuotersi su un altro.

c) L'oggetto= causa/diritto/prestazione che le parti si obbligano a fornire nel contratto

Art. 1346. Requisiti. L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

- possibile materialmente (deve esistere già o essere suscettibile di venire ad esistenza: caratteristica legato al processo

tecnologico/all'evoluzione) e giuridicamente (non devo esistere vincoli che ne impediscano la realizzazione); l'oggetto è

impossibile quando consiste in una cosa che non è, per legge, un bene in senso giuridico, ovvero non può formare

oggetto di diritti (es. parti del corpo umano) o è inalienabile o fuori commercio (es. vendita dell'arena)

- lecito se non esiste divieto volto a tutelare interessi pubblici; l'illiceità si pone contro il diritto, le norme imperative,

l'ordine pubblico e il buon costume.

- determinato = identificato dalle parti + determinabile = non esiste una determinazione specifica ma ci sono i criteri

oggettivi per la sua determinazione (esigenze di certezza)

Arbitramento = contratto che deferisce ad un terzo, diverso dai contraenti, la determinazione dell'oggetto.

d) La forma

Art. 1350 La forma scritta è quella usuale per il contratto, pena la nullità (la norma elenca 8 tipi diversi di contratto

immobiliari che richiedono la scrittura privata). Se non ci sono altre deroghe/eccezioni vale la regola generale

secondo cui la forma del contratto è libera (orale o fatto conclusivo)

Esistono 3 tipi di forme scritte:

- la scrittura privata con la data e l'identità dei contraenti

- la scrittura privata autenticata da un notaio che certifica/attesta la data e l'identità dei contraenti e ne garantisce il

contenuto

- atto pubblico redatto direttamente da un notaio o da un pubblico ufficiale autorizzato (è richiesto a pena di nullità

soltanto in alcuni casi eccezionali, come la donazione e il contratto di società per azioni)

Gli ultimi due tipi costituiscono il titolo per la trascrizione del contratto nei registri immobiliari.

La forma viene richiesta a fini di:

- validità del contratto > se manca il contratto è invalido

- prova > se manca il contratto è valido ma se c'è contestazione bisogna dare la prova della sua conclusione che in

questo caso non c'è

- pubblicità (solo per scrittura privata e atto pubblico) per essere iscritti ai registri pubblici, ovvero al registro delle

imprese o alla conservatoria dei registri immobiliari

Contratto preliminare = contratto con il quale le parti si obbligano a concludere un futuro contratto, del quale

predeterminano il contenuto essenziale; la forma deve essere quella stessa che la legge richeide per il contratto

definitivo e prevede l'esecuzione forzata nel caso in cui una delle parti non adempia il preliminare.

Minuta di contratto o lettera di intenti = le parti concordano su alcuni estremi del futuro contratto, ma non ancora su

punti essenziali; se non si raggiunge il successivo accordo sui punti mancanti, il contratto è indeterminato e

indeterminabile, perciò nullo.

Contratti con il consumatore (direttiva comunitaria che lo tutela) = contratti che avvengono tra un professionista che

svolga in modo non occasionale un'attività diretta alla produzione o alla distribuzione di beni oppure alla prestazione di

servizi e di un'altra persona fisica o giuridica, detta consumatore, che si procura tali beni e servizi a fini personali. In

questo caso le clausole vessatorie sono clausole contrattuali che provocano uno squilibrio oggettivo dei diritti e degli

obblighi reciproci (intento del professionista di profittare della propria forza contrattuale per piegare il consumatore a

condizioni contrattuali inique / squilibrio economico di qualità-quantità servizi o beni). La nullità del contratto opera

solo a favore del consumatore, poichè non annulla tutto il contratto ma colpisce soltanto la clausola vessatoria (nullità

parziale o relativa) se questa non è stata approvata per iscritto dallo stesso consumatore (anche se con la tutela collettiva

dell'associazione dei consumatori o dei professionisti si può chiedere ugualmente al giudice di inibirla). Nel caso di

contrattazione porta a porta, ovvero fuori dagli edifici commerciali, il consumatore ha il diritto di recesso entro i 10

giorni lavorativi dal contratto.

CAP. 12 - VALIDITA' E INVALIDITA' DEL CONTRATTO

INVALIDITA'

L'invalidità del contratto è caratterizzata da 2 particolari vizi genetici (difformità, violazioni) che dipendono da qualcosa

che avviene nel momento in cui il contratto è concluso: la nullità, che è una sanzione di carattere generale (non è

necessaria una previsione specifica) e virtuale, e l'annullabilità, che è una sanzione di carattere speciale (deve essere

espressamente prevista dalla legge) e testuale.

Nullità

Art. 1418. Cause (la legge le specifica) di nullità del contratto. Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative (norme che non ammettono una diversa volontà delle parti / norme dispositive ammettono una diversa

volontà delle parti), salvo che la legge disponga diversamente (eccezione quando la violazione di norme imperative è

sottoposta ad altre sanzioni o quando scatta l'annullabilità del contratto). Producono nullità del contratto la mancanza

di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 (requisiti del contratto), l'illiceità della causa, l'illiceità dei motivi nel

caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell'oggetto dei requisiti stabiliti dall'articolo 1346 (requisiti

dell'oggetto). Il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla legge.

Art. 1343. Causa illecita.(legame tra due prestazioni) La causa è illecita quando è contraria a norme imperative,

all'ordine pubblico (es. contratto di killeraggio) o al buon costume (es. contratto per prostituzione). E' il caso del

contratto che obblighi le parti ad una prestazione e ad una controprestazione in sè lecite, ma delle quali è vietato lo

scambio.

Art. 1345. Motivo illecito. Il contratto è illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per

un motivo illecito comune ad entrambe.

Es. affitto una casa per creare un bordello e il venditore mi chiede un canone maggiore sapendo l'intenzione

dell'acquirente Si tratta di un'eccezione perchè solitamente il motivo è irrilevante. In questo caso si tutelano i valori

collettivi per la pacifica e civile convivenza fra gli uomini e per il progresso della società, ma anche i valori individuali,

come la libertà, la dignità e la sicurezza (ordine pubblico) > non sono espresse dalla legge, ma si ricavano per implicito

dal sistema legislativo.

Il contratto nullo non ha effetti, ovvero produce soltanto apparenza giuridica (si tratta di prestazioni e controprestazioni

obbligatorie soltanto apparentemente). La sentenza che dichiara la nullità opera retroattivamente, ovvero elimina ogni

effetto del contratto. Il contratto nullo non può essere convalidato (non preclude l'azione di nullità) ma è suscettibile di

conversione quando presenta i requisiti di un altro tipo di contratto non nullo. Le cause di nullità che riguardano singole

clausole comportano la nullità di quelle clausole se non sono essenziali e se sono sostituibili da norme imperative di

legge (si parla di integrazione del contratto)

Art. 1421. Legittimazione all'azione di nullità. Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da

chiunque (le due parti o terzi direttamente pregiudicati) vi ha interesse e può essere rilevata d'ufficio dal giudice

Art. 1422. Imprescrittibilità dell'azione di nullità. L'azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione,

salvi gli effetti dell'usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione. (in questi due casi il contratto può essere

dichiarato nullo dopo la scadenza del termine)

Annullabilità

L'annullabilità si verifica in caso di:

- incapacità legale (minore che non abbia conseguito l'emancipazione, interdetto, inabilitato; essa causa l'annullamento

in quanto tale poichè c'è l'evidenza che limita la capacità del soggetto, ovvero la carta d'identità o il documento dei

giudici) o naturale (incapacità di intendere e di volere anche momentanea del maggiorenne affetto da infermità mentale,

ma non interdetto nè inabilitato); in questi casi l'annullamento può essere chiesto da chi ne eserciti la potestà, dallo

stesso soggetto o dagli eredi (es. quando un bambino di 10 anni compra qualcosa si presume lo faccia per conto dei

genitori o di chi ne fa le veci, per cui ogni cosa comprata o ogni obbligazione assunta, è come se fosse assunta dai

genitori)

Art. 428. Atti compiuti da persona incapace d'intendere o di volere. Gli atti compiuti da persona che, sebbene non

interdetta, si provi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace d'intendere o di volere al momento in

cui gli atti sono stati compiuti possono essere annullati su istanza della persona medesima o dei suoi eredi o aventi

causa, se ne risulta un grave pregiudizio all'autore. L'annullamento dei contratti non può essere pronunziato se non

quando, per il pregiudizio che sia derivato o possa derivare alla persona incapace d'intendere o di volere o per la

qualità del contratto o altrimenti, risulta la malafede dell'altro contraente. L'azione si prescrive nel termine di cinque

anni dal giorno in cui l'atto o il contratto è stato compiuto. Resta salva ogni diversa disposizione di legge.

annullamento = incapacità naturale quando non c'è evidenza documentaria + malafede dell'altra parte

- 3 vizi del consenso (il consenso c'è ma è difforme, il processo formativo della volontà è alterato), come l'errore, il dolo

e la violenza morale.

L'errore di divide in:

• errore motivo, quando riguarda la falsa rappresentazione della realtà; esso sorge nella formazione della

volontà, prima che questa venga dichiarata all'esterno.

• errore ostativo, quando riguarda la sbagliata ed involontaria trasmissione della volontà contrattuale; esso può

essere provocato dal dichiarante o dal terzo.

• errori di fatto, determinati dalla falsa conoscenza dei fatti o delle cose o delle persone

• errori di diritto, provocati dall'ignoranza o dalla falsa conoscenza di norme di legge o di regolamento

Art. 1428. Rilevanza dell'errore. L'errore è causa di annullamento del contratto quando è essenziale ed è

riconoscibile dall'altro contraente.

Art. 1429. Errore essenziale. determinante del volere, tale per cui il contraente, se non fosse incorso in errore, non

avrebbe concluso il contratto L'errore è essenziale: 1) quando cade sulla natura (tipo) o sull'oggetto (sulla sua identità

o sulla sua qualità; è irrilevante se è sul suo valore) del contratto; 2) quando cade sull'identità dell'oggetto della

prestazione ovvero sopra una qualità dello stesso che, secondo il comune apprezzamento o in relazione alle

circostanze, deve ritenersi determinante del consenso; 3) quando cade sull'identità o sulle qualità (determinanti del

consenso es.condizioni economiche) della persona dell'altro contraente, sempre che l'una o le altre siano state

determinanti del consenso; 4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del

contratto.

Art. 1431. Errore riconoscibile. L'errore si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze

del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo. facilmente

Il dolo/raggiro/errore indotto/imbroglio che fa cadere in errore è sempre rilevante copre una fattispecie molto più ampia

di quella dell'errore. L'annullamento non avviene in caso di ''dolus bonus'', che consiste nell'esagerare le vanterie che

spesso accompagnano l'offerta di un bene o di una prestazione e sono facilmente riconoscibili da una persona di media

intelligenza.

Art. 1439. Dolo. Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati

tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe contrattato. Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto è

annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio. (basta che quest'ultimo ne fosse a conoscenza,

non che abbia cospirato)

Esso si divide in:

• dolo determinate se determina il consenso e non influisce sulle condizioni (l'altra parte non avrebbe

contrattato)

• dolo incidente se influisce sulle condizioni (l'altra parte avrebbe contrattato ugualmente)

Art. 1440. Dolo incidente. Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido,

benché senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede risponde dei danni.

(il venditore deve risarcire il danno e dare indietro il prezzo parziale) Si basa sul principio di conservazione del

contratto/atti negoziali, secondo cui il diritto cerca di non annullare un contratto quando si può, rettificandolo in

favore della circolazione della ricchezza.

La violenza morale = consenso deviato / violenza fisica (senza consenso)

Art. 1434. Violenza. minaccia qualificata che può ledere all'integrità fisica o ai diritti della persona (reputazione..) e

deve essere mirata a vantaggi ingiusti La violenza è causa di annullamento del contratto anche se esercitata da un

terzo.

Art. 1435. Caratteri della violenza. La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra una persona

sensata e da farle temere di esporre sé o i suoi beni a un male ingiusto e notevole.(la sua rilevanza dipende dal

soggetto) Si ha riguardo, in questa materia, all'età, al sesso e alla condizione delle persone.

Art. 1436. Violenza diretta contro terzi. La violenza è causa di annullamento del contratto anche quando il male

minacciato riguarda la persona o i beni del coniuge del contraente o di un discendente o ascendente di lui. Se il male

minacciato riguarda altre persone, l'annullamento del contratto è rimesso alla prudente valutazione delle circostanze

da parte del giudice.

Art. 1437. Timore riverenziale. (non osare dire di no per la soggezione rispetto ad una persona autorevole o più ricca) Il

solo timore riverenziale non è causa di annullamento del contratto. il pusillanime non è tutelato dall'ordinamento

Gli effetti dell'annullamento si producono ma vengono meno se questo è dichiarato retroattivamente; la sentenza

dell'annullabilità opera retroattivamente soltanto tra le parti e rispetto a terzi di mala fede, ma non pregiudica i diritti

acquistati da quelli in buona fede (se il terzo ha acquistato diritti a titolo gratuito o se l'annullamento dipende da

incapacità legale, allora la sua sentenza prosuce effetti anche rispetto a terzi in buona fede, come accade per la nullità).

L'annullabilità, inoltre, può esser fatta valere soltanto dalla parte lesa (nel cui interesse essa è stata stabilita) oppure dal

giudice soltanto su richiesta nel termine di 5 anni, dopo i quali il contratto rimane stabile.

Il contratto affetto da causa di annullamento può essere convalidato (con effetto di precludere l'azione di annullamento)

con espressa dichiarazione di convalida proveniente dalla parte cui spetta l'azione di annullamento o in modo tacito.

Nei contratti plurilaterali la nullità o l'annullabilità della partecipazione al contratto di una delle due parti non comporta

nullità dell'intero contratto se la sua partecipazione non risulta essenziale e se il contratto può ugualmente avere

attuazione con le parti restanti.

CAP. 13 - EFFICACIA E INEFFICACIA DEL CONTRATTO

Inefficacia (contratto invalido-nullo che non produce effetti ed elimina quelli che si siano nel frattempo prodotti /

contratto annullabile è efficace finchè non viene reso nullo / il contratto valido è efficace)

Gli effetti di un contratto possono essere: reali se trasferiscono una proprietà o un diritto reale (consensuali); obbligatori

se da essi derivano obbligazioni.

In base alla conclusione del contratto (momento in cui esso risulta idoneo a produrre degli effetti) esso può essere reale,

e quindi prevedere il consenso e la consegna, oppure consensuale, prevedere cioè solo il consenso.

Art. 1376. Contratto con effetti reali. Nei contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa

determinata (o diritti reali) , la costituzione o il trasferimento di un diritto reale ovvero il trasferimento di un altro

diritto, la proprietà o il diritto si trasmettono e si acquistano per effetto del consenso delle parti legittimamente

manifestato. il consenso, e non la consegna della cosa fungibile, comporta la conclusione del contratto (principio

consensualistico che regge il sistema legislativo)

L'efficacia può essere oggetto di alcune clausole, ovvero degli elementi accidentali che possono o meno esistere

all'interno del contratto / elementi essenziali-sostanziali:

• il termine (iniziale o finale), ovvero l'avvenimento temporale fissato dal quale dipende la realizzazione o

l'estinguersi del contratto e della sua efficacia.

• la condizione, ovvero l'avvenimento futuro ed incerto (non si è sicuri che avvenga);

Art. 1353. Contratto condizionale. Le parti possono subordinare l'efficacia o la risoluzione del contratto o di

un singolo patto a un avvenimento futuro e incerto.

L'incertezza può essere di vario grado: può essere incerto solo il ''se'' o il ''quando'' oppure anche entrambi. La

condizione può essere:

- sospensiva se si sospendono gli effetti fino a quando non si verifica l'evento (gli effetti cominciano a prodursi

da quel momento in poi)

- risolutiva se al verificarsi di quell'evento gli effetti cessano.

- casuale, se è indipendente dalla volontà delle parti

- potestativa se dipende dal futuro comportamento di una delle due parti; la condizione sospensiva meramente

potestativa è nulla, perchè il contratto non può consistere nel semplice arbitrio di una delle parti (dichiarare

''voglio se vorrò'' equivale a dire ''per ora non voglio'' > manca dunque la volontà attuale) non tutelando

l'interesse dell'altra. La condizione risolutiva meramente potestativa è efficace e prevede il diritto di recesso di

uno dei contraenti.

Art. 1355. Condizione meramente potestativa. È nulla l'alienazione di un diritto o l'assunzione di un obbligo

subordinata a una condizione sospensiva che la faccia dipendere dalla mera volontà dell'alienante o,

rispettivamente da quella del debitore.

Art. 1360. Retroattività della condizione. Gli effetti dell'avveramento della condizione retroagiscono al tempo

in cui è stato concluso il contratto , salvo che, per volontà delle parti o per la natura del rapporto, gli effetti

del contratto o della risoluzione debbano essere riportati a un momento diverso. (in questo caso gli effetti non

retroagiscono) Se però la condizione risolutiva è apposta a un contratto ad esecuzione continuata o periodica ,

l'avveramento di essa, in mancanza di patto contrario, non ha effetto riguardo alle prestazioni già eseguite.

Una volta verificatosi l'evento, il contratto di condizione sospensiva fa vale i suoi effetti sin dall'inizio, mentre

quello di condizione risolutiva li fa cessare immediatamente.

E' impossibile la condizione che consiste in un evento irrealizzabile in assoluto o in concreto.

Il codice civile regola soltanto la condizione volontaria, ovvero quella apposta al contratto per volontà delle

parti. Si parla, invece, di condizione legale, quando è la legge a subordinare l'efficacia del contratto al

verificarsi di un evento futuro ed incerto.

L'efficacia può essere:

- temporanea

- definitiva

- assoluta se opera sia fra le parti che rispetto a terzi

- relativa se agisce soltanto nei confronti di terzi o determinati terzi (in quest'ultimo caso prende il nome di

inopponibilità), ma risulta pienamente efficace tra le parti

Patologia

Le cause dell'inefficacia sono:

• contrarietà a norme imperative

• le condizioni generali predisposte da uno dei contraenti non sono conosciute o conoscibili da parte dell'altro

contraente es. manca il consenso

• le clausole onerose non sono efficaci se non approvate per iscritto

Vi sono cause di inefficacia iniziale, che ritardano il termine iniziale dell'efficacia del contratto o che rendono possibile

un' efficacia successiva (condizione sospensiva) e cause di efficacia sopraggiunta, che tolgono effetti al contratto

inizialmente efficace,limitando nel tempo gli effetti che il contratto produrrà (condizione risolutiva)

Art. 1354. Condizioni illecite o impossibili. È nullo il contratto al quale è apposta una condizione, sospensiva o

risolutiva, contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume (usi). La condizione impossibile rende

nullo il contratto se è sospensiva (è come se fosse illecita, perciò il contratto viene considerato nullo poichè si evita la

continuità di un contratto che non si risolverà mai); se è risolutiva, si ha come non apposta (è come se non fosse scritta;

è efficace anche se il contratto non si concluderà mai). Se la condizione illecita o impossibile è apposta a un patto

singolo del contratto, si osservano, riguardo l'efficacia del patto, le disposizioni dei commi precedenti, fermo quanto è

disposto dall'articolo 1419.

CAP. 14 - LA RAPPRESENTANZA

In questo caso gli effetti del contratto riguardano soggetti diversi dai contraenti: il rappresentante partecipa alla

conclusione del contratto con una propria dichiarazione di volontà che corrisponde a quella dell'interessato, il quale

vincola la volontà del rappresentante che deve concludere in nome del rappresentato (occorre la spendita del nome,

ovvero la sua menzione nel caso si contratto scritto che segnala all'altra parte che il contratto è stato concluso

nell'interesse di un'altra persona; se un soggetto agisce in nome proprio, nell'interesse però di qualcun'altro, il contratto

produrrà effetti nei suoi confronti, anche se l'altro contraente sapeva benissimo che egli non agiva per conto proprio) e

nell'interesse di quest'ultimo.

Si tratta di una scissione tra le parti del contratto (chi firma) e le parti del rapporto contrattuale (permette il potere

rappresentativo).

Art. 1387. Fonti della rappresentanza. Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge (legale) ovvero

dall'interessato (volontaria).

Art. 1388. Contratto concluso dal rappresentante. Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse

del rappresentato, nei limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

La rappresentanza può essere:

• legale, se è stabilita dalla legge es. dei genitori nei confronti dei minori o dei tutori per gli inabilitati o interdetti

• volontaria, se è conferita dall'interessato che deve essere legalmente capace di disporre dei propri diritti (se la

procura è conferita da una persona legalmente incapace di agire, allora essa risulta annullabile); non è

necessaria, invece, la capacità legale di agire del rappresentante, che non dispone dei propri diritti ma di diritti

altrui (per la validità del contratto egli deve avere la capacità naturale di agire) > procura = atto unilaterale che

dichiara la volontà di un soggetto di farsi rappresentare da un altro (affinchè questo contratti in suo nome); può

essere generale se attiene ad una serie ampia di atti (in questo caso prevede la forma scritta per la complessità e

molteplicità delle persone contraenti), oppure speciale se attiene ad un atto specifico

Art. 1392. Forma della procura. La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte

per il contratto che il rappresentante deve concludere.

/ mandato = azione per conto di qualcuno; interno rapporto tra rappresentante e rappresentato regolato da un

contratto secondo cui un soggetto (mandatario) si obbliga ad agire per conto e nell'interesse del mandante (no

spendita del nome ma successivo trasferimento al mandante tramite un altro contratto); si tratta di contratto

oneroso, per cui il mandatario ha diritto ad un compenso per l'attività svolta.

Mandato senza rappresentanza = mandatario agirà per conto del mandante, ma in proprio nome e sarà

successivamente obbligato a ritrasferire al mandante, con un nuovo contratto, i diritti che ha acquistato e

rimborsato per quanto avrà dovuto pagare al terzo contraente.

Mandato con rappresentanza = procura

• organica, se il rappresentante è un organo della persona giuridica es. l'amministratore ha poteri rappresentativi

per la sua posizione all'interno della persona giuridica

Art. 1393. Giustificazione dei poteri del rappresentante. Il terzo che contratta col rappresentante può sempre esigere

che questi giustifichi i suoi poteri e, se la rappresentanza risulta da un atto scritto, che gliene dia una copia da lui

firmata.

Art. 1394. Conflitto d'interessi. Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d'interessi col rappresentato può

essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

Art. 1395. Contratto con se stesso. È annullabile il contratto che il rappresentante conclude con sè stesso, in proprio o

come rappresentante di un'altra parte, a meno che il rappresentato lo abbia autorizzato specificatamente (ed

espressamente) ovvero il contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la possibilità di conflitto

d'interessi. L'impugnazione può essere proposta soltanto dal rappresentato.

Art. 1398. Rappresentanza senza potere. Colui che ha contrattato come rappresentante senza averne i poteri o

eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere

confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

Si parla di falsus procurator > il terzo contraente è colpevole nel momento in cui ha la facoltà di capire che il procurator

è falsus con l'uso dell'ordinaria diligenza, altrimenti il contratto è inefficace-invalido. La persona in nome della quale il

falsus procurator ha contrattato o gli eredi di essa possono rettificare il contratto con una successiva dichiarazione di

volontà: la ratifica, diretta a sanare l'originario difetto di potere rappresentativo di chi ha contrattato; essa ha effetto

retroattivo: il contratto rettificato ha efficacia a partire dalla sua data, non da quella della ratifica. Il danno risarcibile

viene detto interesse contrattuale negativo: si tratta della somma corrispondente alla diminuzione patrimoniale (spese

sostenute per la contrattazione) che il terzo non avrebbe subito e al vantaggio (occasioni perse-rinuncia ad altri contratti)

che egli avrebbe avuto se non avesse contrattato con il falso rappresentante. L'interesse contrattuale positivo è, invece, il

guadagno che l'altro contraente si prefiggeva di ricavare dal contratto concluso con il falsus procurator.

Il rappresentato ha sempre la possibilità di revocare la procura o di modificarla con un atto unilaterale che deve essere

portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei, altrimenti il contratto concluso con l'ex rappresentante risulterebbe

efficace nei suoi confronti (il rischio del falsus procurator è qui addossato al rappresentato che, per evitare di dover

risarcire i danni, deve dimostrare di aver fatto pubblicità della revoca al terzo o che il terzo poteva rendersene conto da

solo usando la diligenza).

Se la procura non pone limiti al potere del rappresentante, egli dichiara la propria volontà e ciò crea dei vizi del

consenso che derivano dalla volontà del rappresentante che renderanno il contratto annullabile. Può accadere che alcuni

elementi della procura siano predeterminati: se questi sono stati viziati dalla volontà del rappresentante, allora il

contratto risulterà annullabile; se si parla di mala fede del rappresentato, bisognerà valutare la buona/mala fede del

rappresentante. Se tutti gli elementi della procura sono predeterminati, il rappresentante si limiterà soltanto a dichiarare

la volontà in tutto e per tutto altrui: si parla in questo caso di ambasceria, secondo cui il rappresentante viene chiamato

messo o nuncius, poichè di suo esso non fa se non la firma in calce al contratto. In questo caso i vizi della volontà sono

sempre quelli del rappresentato, anche se rilevante risulta l'errore ostativo del portavoce che può sbagliare nel dichiarare

la volontà del rappresentato (contratto annullabile).

CAP. 15 - GLI EFFETTI DEL CONTRATTO

Il contratto è fonte di obbligazioni e di diritti delle parti: l'insieme dei diritti e delle obbligazioni reciproche che nascono

è detto rapporto contrattuale.

L'adempimento, da parte dei contraenti, delle obbligazioni assunte con il contratto prende il nome di esecuzione o

attuazione del contratto, che può essere:

- istantanea per i contratti il cui adempimento di esaurisce nel compimento di un solo atto, simultaneo alla conclusione

- differita, se l'adempimento si frazione in una pluralità di atti e sia fissato un termine di scadenza entro il quale devono

essere conclusi tutti

- continuata o periodica se si tratta di una prestazione continuativa o che deve essere periodicamente ripetuta nel tempo

fino ad un termine massimo di durata (la legge nega l'ammissibilità di rapporti contrattuali perpetui, che vincolino per

tutta la vita una persona che, in questa maniera, rinuncia alla propria libertà contrattuale; per altri contratti è ammessa

una durata a tempo indeterminato, ma riconoscendo la facoltà di recesso)

Il contratto, una volta concluso, ha forza vincolante per le parti (forza di legge). Per scioglierlo è necessario:

• un mutuo dissenso, ossia un nuovo accordo fra le parti diretto ad estinguere il già costituito rapporto

contrattuale

• cause ammesse dalla legge, come la risoluzione e la rescissione per contratti a titolo oneroso e altre per i

contratti di durata.

Il contratto può, però, consentire ad una o ad entrambe le parti la facoltà di recesso unilaterale, ossia l'atto unilaterale di

una parte che non richiede l'accettazione dell'altra, basta che questa ne venga portata a conoscenza (questa facoltà può

essere esercitata solo prima che il contratto abbia avuto un principio di esecuzione, nel caso di esecuzione istantanea o

differita). Esso può presentarsi come puro e semplice se non richiede giustificazione, oppure per giusta causa, se deve

essere giustificato dal contraente che recede. Il recesso non ha effetto retroattivo: il contratto conserva la piena efficacia

per tutto il tempo anteriore alla data del recesso. Nei contratti plurilaterali il recesso di una parte non comporta

necessariamente lo scioglimento dell'intero contratto, se la sua partecipazione non è considerata essenziale. In alcuni

casi vi è una clausola che prevede un corrispettivo per il recesso (caparra penitenziale). Le modificazioni, invece, non

possono essere unilaterali (a meno che non sia previsto).

Si parla di effetti obbligatori quando si fa riferimento alle obbligazioni che derivano dal contratto, mentre si parla di

effetti reali quando sono prodotti direttamente dal contratto, al momento della formazione dell'accordo tra le parti es.

trasferire la proprietà (di cose determinate solo nel genere passerà solo al momento della loro individuazione, che

avviene all'atto della consegna al vettore o allo spedizioniere, se non al domicilio dell'altro contraente) o altri diritti.

Sono contratti reali:

• comodato, contratto con il quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile affinchè se ne serva

per un tempo ed un uso determinato, con l'obbligo di restituire la cosa ricevuta

Nei contratti consensuali, che si perfezionano soltanto con l'accordo delle parti, la consegna della cosa che forma

oggetto del contratto è adempimento di un'obbligazione già sorta al momento dell'accordo.

Criterio di soluzione nel caso in cui una parte conceda a diversi contraenti un diritto personale di godimento sulla

medesima cosa: fra più acquirenti di un bene mobile prevale quello che tra essi ha conseguito per primo il possesso; fra


PAGINE

21

PESO

153.00 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in lingue per la comunicazione turistica e commerciale
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ioa.nica92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Butturini Paolo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in lingue per la comunicazione turistica e commerciale

Appunti Diritto Industriale e della Concorrenza
Appunto