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Il possesso termina quando cominci in capo al terzo che si sia impossessato

della cosa, o in favore del quale si sia compiuta l’interversione o al quale la

cosa sia stata consegnata. Termina anche per il perimento della cosa,

l’abbandono o altri fatti naturali.

ACCESSIONE E SUCCESSIONE: Colui al quale sia trasferito un diritto a titolo

particolare, in virtù di una successione tra vivi o a causa di morte, può unire

al proprio possesso quello del suo autore (dante causa) per goderne gli effetti;

la legge parla al proposito di ’accessione nel possesso’, che consente al

possessore di sommare al periodo di durata del suo potere sulla cosa quello di

chi gliel’ha trasferito.

L’accessione si verifica quando:

a) Sussista un atto idoneo a provocare una vicenda traslativa

b) La cosa sulla quale il dante causa aveva il potere di fatto sia identica a

quella sulla quale è iniziato il potere dell’avente causa

La successione nel possesso invece si produce in maniera automatica, in capo a

chi acquisti il potere.

DURATA DEL POSSESSO ’ BUONA FEDE: In alcuni casi la legge richiede che il

possessore provi di aver posseduto continuativamente per un determinato periodo

di tempo, ad esempio per l’usucapione. Altre ipotesi invece, si richiede che il

possessore sia in buona fede, dunque si deve accertare che egli ignori di ledere

diritto altrui, ossia che non sappia dell’esistenza di un diritto altrui sulla

cosa posseduta. La buona fede non giova se dipende da colpa grave.

AZIONI A DIFESA DEL POSSESSO: sin dall’antico diritto romano, è riconosciuta una

protezione del possesso quanto mai rapida ed efficace. Una protezione efficace

assicura una veloce restaurazione della pace sociale e dell’ordine, inquietato

dalla sottrazione di una cosa.

Due azioni sono quindi assegnate al possessore, al quale altri abbiano sottratto

il possesso della cosa:

1) Azione di reintegrazione o di spoglio: essa può essere attuata da chi sia

stato spogliato da un terzo, in maniera violenta o clandestina, del possesso di

una cosa mobile o immobile. Lo spoglio consiste quindi nella privazione duratura

e totale del possesso, che in tal modo comincia in capo allo spoliator (colui

che ruba), il quale deve aver agito in maniera violenta.

2) La seconda è l’azione di spoglio semplice. Essa può essere attuata da chi

abbia subito uno spoglio in maniera non violenta né clandestina. Chi la

esperisce deve dimostrare di non avere a sua volta acquistato il possesso in

maniera violenta e di averlo mantenuto in maniera continua e non interrotta da

almeno un anno oppure che, pur avendolo acquistato in maniera clandestina o

violenta, esse siano cessate da almeno un anno.

3) Vedi anche la manutenzione.

DIRITTI REALI

Quando un soggetto ha un diritto la legge gli da dei poteri o delle facoltà.

I diritti sono assoluti o relativi. Quelli assoluti sono efficaci verso tutti, e

il titolare può farli valere contro qualsiasi terzo che abbia violato l’obbligo

di non ingerirsi riguardo alla cosa oggetto del diritto stesso, mentre i diritti

relativi possono essere fatti valere soltanto contro il singolo obbligato, detto

debitore.

I diritti assoluti poiché comportano un obbligo a carico di ciascuno dei membri

della società, il loro numero e il loro contenuto non potrà che essere

determinato dalla legge, che è l’unico atto giuridico capace di stabilire la

doverosità della condotta anche di quei soggetti che non hanno prestato il loro

consenso, dunque agli atti di autonomia negoziale, come il contratto, non è

consentito dar vita a obblighi che colpiscano indiscriminatamente qualunque

soggetto se egli non consente. Per dar vita a obblighi simili si richiede un

atto normativo, si parla dunque di ’tipicità dei diritti reali’ a numero chiuso,

ossia che l’insieme di essi è un numero finito.

Si dice allora, che i diritti reali si caratterizzino per l’immediatezza, cioè

per l’assenza di uno strumento ’medium’ (che nelle obbligazioni è il debitore).

Il soddisfacimento del diritto non dipenderebbe da prestazioni di terzi.

FATTI COSTITUTIVI DEI DIRITTI REALI

USUCAPIONE:

Tutti i diritti reali si acquistano per ’usucapione’ cioè attraverso il possesso

continuato per un determinato periodo di tempo.

Bisogna però precisare che:

a) Il possesso acquistato in modo violento o clandestino impedisce l’acquisto

del diritto, sino a quando la violenza o la clandestinità non siano cessate.

b) Chi abbia un potere che si realizza in comportamenti corrispondenti a

diritti reali minori (usufrutto, uso, enfiteusi..), se intende acquistare la

proprietà deve effettuare ’l’interversione del possesso’

c) Si osservano per l’usucapione le disposizioni generali sulla prescrizione,

per questo la disciplina dell’usucapione non può essere modificata

pattiziamente.

Durata del possesso ad usucapionem: ai fini dell’usucapione, il possesso deve

perdurare per venti anni, quando si tratta di un immobile, un’universalità di

mobili.

Acquisti a non domino: quando si intenda realizzare una successione o una

traslazione di un diritto reale tra vivi, si può verificare che il disponente

sia privo della necessaria legittimazione a disporne, ad esempio: Tizio acquista

da Caio un libro che possiede, anche se è di proprietà di Sempronio. Per questo

si intende proteggere l’acquirente in buona fede. Gli si richiede tuttavia anche

di aver cominciato a possedere la cosa acquistata, si parla così del così detto

’possesso vale titolo’.

Vi si stabilisce in sostanza che colui al quale sia trasferito un diritto reale,

da chi non ne aveva la titolarità, acquista un nuovo diritto di contenuto

identico a quello che avrebbe dovuto acquistare, purchè gli sia stata consegnata

la cosa e sia in buona fede.

Dunque:

a) Per trasferire un diritto reale a titolo particolare (inter vivos ’ mortis

causa) occorre un atto giuridico.

b) Tale atto deve essere valido ed efficace.

c) Il disponente non deve essere il titolare del diritto reale

d) L’acquirente del nuovo diritto deve avere ricevuto il possesso mediante la

consegna effettiva.

e) L’art.1154 impedisce l’insorgere del diritto quando si conosca

l’illegittima provenienza della cosa.

LA PROPRIETA’

’Il proprietario ha il diritto di godere e di disporre delle cose in modo pieno

ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dalla

legge.’ [Art. 832]

Godere = farne uso


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management dell'informazione e della comunicazione aziendale (Facoltà di Economia, di Giurisprudenza, di Lettere e Filosofia, di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Scienze Politiche )
SSD:
Docente: Riva Ilaria
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefanogatto2006 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Riva Ilaria.

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