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Norma giuridica

La norma giuridica è un comando giuridico di carattere generale e astratto. Questo esclude che essa sia posta per favorire o danneggiare una determinata persona e impedisce la discriminazione individuale durante la sua applicazione. Si può avere:

  • Una coazione diretta per impedire il compimento di un atto vietato.
  • L’esecuzione forzata, mediante l’uso della forza pubblica, per eliminare una situazione antigiuridica (es: edificio costruito in una zona di divieto verrà demolito).

Non tutte le norme sono direttamente collegate con un rimedio o meccanismo sanzionatorio. L’art. 315 cod. civ., per esempio, dispone che il figlio deve rispettare i genitori, ma non vi è sanzione giuridica contro il figlio che contravviene a questa norma.

L’intero sistema giudiziario si fonda sul principio che il giudice deve decidere secondo la legge, ma non vi è rimedio contro una sentenza sbagliata del giudice di ultima istanza (Corte di Cassazione) – la legge è la regina (siamo società legicentriche). Sono regole giuridiche che collegandosi ad altre, formano l’ordinamento giuridico. Il rispetto della norma giuridica nasce spesso dalla sua accettazione fondata sul riconoscimento della sua utilità.

Fonti del diritto

  • Costituzione
  • Le leggi ordinarie dello Stato
  • Le leggi regionali
  • I regolamenti
  • Gli usi

Al diritto nazionale italiano si affianca quello comunitario. Il trattato istitutivo dell’Unione Europea attribuisce all’Unione Europea il potere di emanare delle norme (regolamenti) direttamente applicabili in tutti gli stati membri; è una limitazione della sovranità dello Stato italiano (art 11 della C).

L’art 1 di queste disposizioni preliminari comprende un elenco di fonti:

  • Leggi
  • Regolamenti
  • Norme corporative (ormai abrogate dopo l’ordinamento fascista)
  • Usi

È una diversa predisposizione in quanto il codice civile è stato scritto nel 1942 mentre la Costituzione nel 46/47 e quindi mancano le leggi regionali e quelle europee. La costituzione italiana sta nella prima gerarchia delle fonti del diritto perché esprime i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. Essa detta le norme fondamentali di organizzazione dello stato determinando gli organi supremi e le loro responsabilità. Le norme costituzionali oltre che a vincolare i privati e organi esecutivi dello stato (come le leggi ordinarie) vincolano anche lo stesso Parlamento fissando direttive precise.

Norme del diritto privato

Le norme principali del diritto privato sono raccolte nel Codice civile, emanato nel 1942. Poi vi sono state trasformazioni del diritto che si sono espresse mediante leggi che hanno modificato gli articoli del codice civile, così facendo si sono inseriti contenuti nuovi in articoli del codice che conservano l’antica numerazione (per questo esistono le denominazioni bis, tris..es: 230-bis). Successivamente nuovi problemi ed esigenze hanno accresciuto la massa e l’importanza delle leggi speciali.

Gli usi o consuetudini nascono impersonalmente dalla tradizione, formatasi attraverso la pratica costante degli interessati. Per l’esistenza di una consuetudine ci devono essere 2 elementi:

  • Elemento materiale (oggettivo, consiste in una pratica uniforme e costante tenuta per lungo tempo dalla generalità degli interessati in un particolare ambito di rapporti).
  • Elemento psicologico (soggettivo, occorre che la pratica costante sia tenuta con la convinzione che sia obbligatoria in quanto conforme a una regola).

Una legge non può venir meno per desuetudine, ma può venire abrogata solo da un’altra legge successiva.

Attività giurisdizionale

La norma giuridica è generale e astratta, ma è sempre una situazione o un comportamento concreto che deve venire qualificato come giuridico o antigiuridico. Occorre cioè giungere ad un giudizio individuale, questo giudizio viene espresso dal giudice nella sentenza. In questo caso la norma è la premessa maggiore, il fatto quella minore e la sentenza la conclusione.

Diritto privato e pubblico

Il diritto pubblico ha per oggetto l’organizzazione dello stato, degli enti pubblici territoriali, enti che sono stati costituiti per realizzare interessi collettivi e a questo scopo sono muniti di poteri di supremazia. Rientrano nel diritto pubblico i rapporti reciproci tra questi enti, quando riguardano l’esercizio delle loro funzioni pubbliche (es: pretesa punitiva dello stato nei confronti di chi abbia commesso un reato).

Il diritto privato invece regola i rapporti reciproci degli individui, sia nel campo personale che familiare, sia in quello patrimoniale. Non sempre lo stato e gli enti pubblici entrano in rapporto coi privati operando da una posizione di supremazia giuridica, al di fuori della zona in cui è ammissibile l’esercizio di poteri di supremazia, trovano applicazione le regole del diritto privato.

La distinzione tra diritto privato e pubblico non può dipendere dalla qualità dei soggetti o dalla natura degli interessi in gioco; bensì dal rapporto, secondo che esso si svolga su un piano di parità giuridica (autonomia dei soggetti) o manifesti l’esercizio di poteri di supremazia.

Appunti

Con la gerarchia tra le fonti si evita il caos. Fonti sovranazionali (riguardano solo l’Unione Europea):

  • Istituto dell’Unione Europea
  • Trattato sul funzionamento
  • Carta dei diritti fondamentali dell’UE
  • I regolamenti: atti legislativi emanati dal consiglio europeo che si applicano direttamente all’interno degli stati membri.
  • Direttive: uniformano la legislazione dei singoli stati

Le prime due sono state modificate dal trattato di Lisbona. Il diritto europeo aggiorna il diritto privato. Art 5 che impediva la donazione degli organi grazie alla legislazione europea è stato superato dall’art 3 che invece permette di donare parti del corpo.

Il diritto privato si trova nelle leggi ordinarie, il nucleo si trova nel reggio decreto del 42: il codice civile è una legge che può essere derogata (non lo è mai stata totalmente, ma parzialmente si!)

Decodificazione: cercare il diritto civile al di là del codice, una legge ordinaria esterna dal codice modifica il codice stesso. Tutto il diritto privato si trova nelle leggi speciali e codice civile o ci sono altri istituzioni? Vi è la costituzione, le leggi regionali e le leggi speciali e una fonte non scritta: le consuetudini (art 1 del codice civile spiega che quando vi è la ripetizione di una condotta allora questa può essere ricondotta a una legge).

Art 8 prelegge: l’uso è valido solo quando richiamato dalla legge e regolamenti. L’uso è definito pochissimo: es art 770 2° comma in materia di donazione e art 896 in materia di proprietà rurale.

La giurisprudenza è la regina del sistema giuridico in America; da noi no in quanto il giudice applica la legge mentre in America la fa, qui non può muoversi oltre certi limiti, la Corte di Cassazione crea essa alcune parti del diritto ma perché la legge glielo permette.

Giudice di rinvio: quando una sentenza viene rifiutata e la Corte di Cassazione le da una procedura da seguire egli lo deve fare. Esempio: i giudici a forza di fissare degli importi per la perdita di persona a causa di incidenti stradale per colpa di qualcun altro che è in torto, forma dei precedenti e quindi ci si basa anche su quelli (in America sono definiti dalla legge) qui invece la legge non definisce le somme da versare, lo fa il giudice.

Le leggi obbligano da quando vengono pubblicate. La legge non può discutersi sulla sua validità, si presume conosciuta da tutti: conoscenza teorica della legge.

Appunti terza lezione

  • Diritto privato: andremo a studiare:
    • Interpretazione
    • Il codice civile
    • Diritto privato e costituzionale
  • Situazioni soggettive (rapporti giuridici)
  • Soggetti

Interpretazione: Il giudice interpretando la legge non è libero: art 12 1° comma delle disposizioni sulla legge in generale, conferma una legge. Art 12 1°comma: “Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.” L’interpretazione può essere restrittiva o estensiva.

Statualità del diritto: una norma acquisisce un effetto giuridico in quanto elaborata da uno Stato. Ciò in quanto lo Stato è l'unico titolare del potere di irrogare una sanzione volta a colpire l'inadempimento, da parte di un soggetto, della violazione del precetto della norma stessa. La famiglia è un’unione di parentela sulla base del matrimonio. Una norma giuridica non si applica sempre allo stesso modo per un determinato caso, si può presentare una problematica più rilevante, esistono infatti lacune legislative, non esiste cioè una legge che risolva quel determinato conflitto (non si può applicare in quel caso): la risoluzione si ha con l’art 12 comma 2 “Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materia analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato.”

Principi generali: A differenza delle regole, alquanto variabili da un ordinamento all'altro e nel tempo, i principi generali presentano una certa stabilità, tanto che molti dei principi che informano le norme degli ordinamenti attuali travalicano i confini nazionali e risalgono molto indietro nel tempo: si pensi a quelli espressi nei brocardi. Ci sono, negli articoli della Costituzione, i principi generali, ma si trovano anche nel diritto privato, lo Stato protegge la parte più debole (il codice del consumo è rivolto al consumatore), il codice civile privilegia chi agisce in buona fede (consapevolezza di non ledere diritto altrui); vi è poi un altro principio: il buonsenso secondo cui ognuno è responsabile delle proprie azioni.

Il codice civile

Non tutto il diritto privato si trova all’interno del codice civile. Cos’è il codice? I primi codici erano una semplice raccolta di leggi (coex). L’atto di nascita del codice è una legge.

Caratteristiche del codice civile:

  • Unicità della legge: il codice civile non è una raccolta di leggi ma è una legge unica, unitaria e coerente.
  • Sistematicità: coordinazione delle tematiche.
  • Vocazione universale: è rivolto a tutti e garantisce l’uguaglianza.

Perché esistono i codici?

  • Rendono più agevole la consulta giuridica (semplifica la vita del giurista e del cittadino).
  • Offrono una certezza giuridica; prima del codice c’erano leggi ovunque, il codice crea ordine e quindi certezza.

Esso stabilisce l’uguaglianza, è il figlio prediletto della rivoluzione francese. Con la stesura del codice civile vi è stata un’italianizzazione.

Codificazione in Italia

Il codice civile fu scritto nel 1942 quando l’Italia era più o meno unificata, viene scritto nell’epoca fascista, anche se ora non è più considerato un testo fascista in quanto l’ordinamento corporativo (composto da leggi fasciste) è stato abolito; è ora un codice tecnico ed è circolato ovunque nel mondo (Cina, ecc…). Ha una particolarità: Unifica le materie del diritto civile e quello commerciale.

Secondo l’idea dello stato fascista questi 2 codici suddivisi erano considerati di classe, e lo stato fascista voleva eliminare i conflitti tra le diversi classi sociali e quindi ha creato un codice unico (idea politica).

Geografia del codice civile

  • Libro 1° delle persone e della famiglia
  • Libro 2° delle successioni
  • Libro 3° della proprietà
  • Libro 4° obbligazioni e singoli contratti
  • Libro 5° del lavoro (parla dell’impresa e società, non parla del lavoro in generale, deriva il titolo dalla carta del lavoro)
  • Libro 6° tutela e diritti

Diritto civile e costituzionale: la Costituzione è rivolta ai cittadini, all’individuo; essa descrive la democrazia. La Costituzione è solidale. Questi testi sociali nacquero per immettere l’individuo al centro dell’attenzione.

Rapporti giuridici

Relazione di ordine giuridico tra 2 o più soggetti. Soggetto attivo: il titolare di una pretesa, di un potere. Soggetto passivo: chi deve rispettare quella pretesa. La norma giuridica consiste in un comando. Se un soggetto è comandato di tenere un determinato comportamento allora quest’ultimo sarà oggetto di un suo dovere. Il dovere giuridico può avere per oggetto un’azione (pagare) o un’astensione (non diffamare). Il dovere è sempre imposto per la realizzazione di un interesse. Se di questo interesse è portatore un soggetto diciamo che questi è titolare di una pretesa. Per esempio al dovere del debitore corrisponde la pretesa del suo creditore. L’esistenza di una pretesa correlativa al dovere è costante nel diritto privato. Il diritto corrispondente a una pretesa si può designare con il termine di "obbligo". Pretesa e obbligo sono concetti correlati: dire che A ha nei confronti di B l'obbligo di tenere un certo comportamento equivale a dire che a B spetta la pretesa nei confronti di A.

Negazione dei concetti di pretesa e di obbligo: se A non può pretendere un determinato comportamento da parte di B significa che B ha la facoltà di non tenere quel comportamento (facoltà e mancanza di pretesa). Esempio: se ho un'auto è mia pretesa escludere che nessuno la tocchi, è una mia facoltà decidere se voglio o meno usarla. La facoltà si può avere nei confronti di chiunque ma anche nei confronti di un singolo soggetto: infatti un atto può essere facoltativo nei confronti di qualcuno e vietato per tutti gli altri (es se A promette a B di non fargli concorrenza, questa attività è vietata solo nei confronti di B, a tutti gli altri può farla.

Il diritto attribuisce la possibilità di modificare situazioni giuridiche mediante atti di disposizione (esempio: il proprietario può rinunciare a un suo diritto, disporlo a un rappresentante e quest'ultimo può assumere impegni in nome del rappresentato. La possibilità di operare questo risultato si chiama potere. La situazione di chi subisce le conseguenze dell'esercizio del potere giuridico si chiama soggezione (esempio: il creditore ha il potere di far vendere all'asta la cosa del suo debitore, al fine di soddisfarsi del ricavato; il debitore ha una corrispondente soggezione.

Negazione dei concetti di potere e soggezione: se A non ha il potere di modificare una certa situazione giuridica di B, B ha una corrispondente immunità (per esempio il debitore non può per legge essere obbligato a lasciare al creditore oggetti che la legge definisce impignorabili le cose sacre, l'anello nuziale, i propri vestiti; il proprietario è di regola immune agli atti di disposizione delle cose sue compiute da terzi che non abbiano il potere di rappresentarlo. Abbiamo così ottenuto un'altra coppia di concetti: immunità e mancanza di potere.

Rapporti giuridici semplici e rapporti complessi

Il rapporto giuridico è la relazione tra il titolare di un interesse (soggetto attivo) e chi è tenuto a realizzare o rispettare quell'interesse (soggetto passivo). Il rapporto giuridico tra due persone può presentare un fascio di diritti e doveri tra loro collegati (esempio: nel rapporto tra compratore e venditore il diritto del venditore di ottenere il prezzo è corrispettivo al diritto del compratore di ottenere la cosa, con la conseguenza che ciascuna delle due parti può rifiutarsi di adempiere il proprio obbligo, se l'altra non adempie a sua volta; il venditore ha però altri doveri nei confronti del compratore, per esempio ha l'obbligo di informarlo sulla pericolosità del materiale, di garantirlo contro difetti. Si ha quindi un rapporto giuridico complesso, talvolta una di queste posizioni soggettive può venir ceduta ad altri (esempio: il venditore cede ad altri il credito del prezzo, ma a lui restano gli obblighi di garanzia).

I soggetti

Bisogna collocare la dignità dell’individuo al centro dell’ordinamento giuridico, lo stato deve garantire gli strumenti adatti per garantire la dignità.

1° elemento: inserire la persona al centro dell’ordinamento giuridico.

2° elemento: regola i rapporti tipici del codice civile (famiglia, lavoro, proprietà).

Costituzionalizzare il diritto privato significa abbattere le barriere tra costituzione e diritto privato.

Es: Juan e Rosita di sposano (art 143 c.c il dovere matrimoniale più importante è la fedeltà). Rosita è infedele, Juan la scopre in flagrante, si rivolge all’avvocato e chiede il risarcimento per danni non patrimoniali e la separazione, è un attacco alla dignità. Il matrimonio per il codice civile non è un contratto.

Diritto soggettivo

È una facoltà che il diritto riconosce alla persona perché rispecchia un suo interesse. Vi sono diritti che non sono soggettivi, non sono trasmissibili (per esempio quello della dignità). I diritti soggettivi sono pretese a carattere patrimoniale. I diritti soggettivi a carattere patrimoniale riguardano l’eredità, il diritto allo studio, i diritti personali non patrimoniali; i beni rappresentano una pretesa relativa alle cose. Quando la pretesa riguarda un bene...

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.gasdi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Miguez Nunez Rodrigo.
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