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Diritto privato - lezioni

Appunti contenenti le lezioni di Diritto privato per l'esame della professoressa Gaia Marzo. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: le regole e il loro potere di evitare i conflitti, il processo, l'ordinamento giuridico, lo Stato e il suo potere di applicare le norme.

Esame di Diritto privato docente Prof. G. Marzo

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Quali sono le fonti del diritto privato? Differenza tra una legge in generale e un codice: il codice ha

l’ambizione di governare un’ampia parte dell’ordinamento cioè di strutturare con organizzazione

sistematica un intero complesso di norme. 4 codici: civile, penale(riguardano norme sostanziali=regole di

condotta dettate ai cittadini), procedura civile, procedura penale(dettano regole specifiche per lo

svolgimento dei processi). Legislatori moderni chiamano codici alcune discipline speciali.

 La storia del codice civile: diritto privato parte dai giuristi romani. Ma questo diritto muore nel 500

dopo cristo quando, dal conflitto con i barbari, non se ne esce vincitori. Dal commercio rinasce una

sensibilità tra le persone. In Germania e Francia prima del 700 non esistono norme scritte ma

esistono delle consuetudini rispettate da persone i uno stesso territorio. L’area germanica studia

l’essere umano, la loro condotta e le regole che nascono da loro nell’autodeterminarsi. In francia

arriva Napoleone che decide di scrivere le regole che erano solo a livello consuetudinario e decide

di organizzarlo in modo sistematico. Il problema è che le storie dei due paesi sono differenti.

L’esigenza che nasce nei due paesi l’esigenza di TRADURRE (=mettere per scritto le consuetudini)

lo stato organizza i codici strutturalmente e sistematicamente. Le diverse storie dei due paesi

hanno fatto si che in Germania nasce un codice che si basa sulla persona e cerca di dettare le regole

su come esso si possa rapportare con gli altri modellando il rapporto. In Francia nasce un codice

che parte dalle cose e di come le cose si spostino tra i cittadini. Il nostro paese che è un’insieme di

stati, quando si sente il bisogno di codificare, ogni stato crea un codice civile ispirato ai rapporti

politici di ogni territorio. Il territorio è pieno di microcodici. Nel 1861 con l’unificazione d’ Italia c’è

il problema delle diverse regole tra i cittadini. Hanno creato il codice civile (1865 primo codice).

Hanno tradotto il codice civile di napoleone i giuristi italiani che studiavano il diritto romano

fiorente ma con l’influenza tedesca. I giuristi italiani si sono dimenticati che stavano traducendo il

codice francese con l’occhio tedesco creano così un codice che non poteva funzionare perché non

rispettava la tradizione italiana. Qualche anno dopo è nata l’esigenza di creare un vero e proprio

codice civile italiano (1942). La potenza del commercio in Italia è tale da imporre allo stato un

codice (c. del commercio) infatti nel c. civile non viene trattato l’argomento del commercio. Il

codice del ’42 viene studiato per comprendere anche il codice del commercio. Nel ’42 vengono

abrogati codice civile e codice del commercio. Anche se nel ’42 siamo in pieno fascismo il codice

non ha nessuno stampo fascista visto che Mussolini non lo influenza. Quando il fascismo cade (’48)

e viene promulgata la costituzione, il codice, anche se precedente, rimane in vigore. C’è una sola

norma che secondo alcuni ha uno stampo fascista.

È possibile modificare una legge precedente A) lo stato può decidere di emettere una legge speciale

che poi rimane fuori dal codice ma che va comunque a influenzare la regola b) lo stato può

novellare cioè il legislatore inserisce nel codice la nuova disciplina togliendo quello che non va più

bene (strada difficile perché il codice è complicato e bisogna far si che non venga modificato tutto).

Il legislatore quindi non va a novellare il codice perché troppo pericoloso quindi crea sempre leggi

speciali eccetto nel caso del diritto di famiglia. Il diritto privato è contenuto nel codice civile ma

anche in una lunga serie di norme speciali che entrano in vigore dal ’65 ad oggi, in base

all’argomento.

 Com’è fatto il codice civile ? strutturato in 6 libri. È preceduto da insieme di norme (PRELEGGI) utile

per lo studio del codice e dell’rdinamento italiano. C’è il codice civile. È seguito da DISPOSIZIONI DI

ATTUZIONE E TRANSITORIE (è la coda in cui c’è una spiegazione tecnica). Nel codice è presente

anche la costituzione, dei trattati e delle leggi speciali. Ogni libro è diviso in TITOLI, i titoli si

dividono in CAPI e i capi in SEZIONI. Ogni titolo ha una frase che lo denomina e ogni sezione è

composta da ARTICOLI che è individuato da un numero e da una denominazione. (sapere titoli libri)

primo libro del codice si occupa “delle persone” e disciplina le persone fisica, in parte le persone

giuridiche che non perseguono un fine di lucro e poi disiplina il rapporto della famiglia. Il secondo

libro “delle successioni a causa di morte”. Il terzo libro “della proprietà” disciplina i diritti reali cioè

le cose e i rapporti tra le persone e le cose. Il quarto libro “delle obbligazioni” sono descritti i

rapporti tra un soggetto e un altro (rapporti relativi) (es: debiti). Il quinto libro “del lavoro” e

contiene tutto il lavoro commerciale, il discorso sulle società. il sesto libro “tutela dei diritti”

contiene le regole sostanziali della gestione processuali delle regole precedenti. Il codice va dall’art.

1 al 2958. Il libro primo va da 1 a 400 (circa 400 art) il libro due va da 400 a 800 (circa 400 art), il

libro terzo va da 800 a 1100 (circa 300 art), il quarto libro va da 1100 al 2059 (circa 900 art), libro

sesto ha circa 300 art.. il libro quarto è fondamentale ed anche il più ampio perché è luogo dove la

panvettistica si è sviluppata. nel libro quarto è presente il cuore del diritto privato. (N.B. esame

parte dal libro quarto, se si sa esame continua sennò non superato)

Di cosa si occupa il diritto privato? Lo stato è posto in posizione superiore rispetto ai cittadini. Lo stato

preso atto della possibilità del conflitto, individua uno strumento per evitarlo. Il d. privato si occupa dei

RAPPORTI TRA CITTADINI che partono dal nucleo più vicino alla persona (famiglia) fino a nuclei più lontani.

È possibile che lo stato non si trovi più in una posizione di SUPREMAZIA ma si trovi sullo STESSO LIVELLO dei

cittadini quindi lo stato si occupa anche dei RAPPORTI che si creano con il cittadino quando lo stato non si

trova più in posizione di supremazia e si comporta come tutti gli altri cittadini.

Parole tecniche:

ISTITUTO= insieme delle norme sistematiche che governa un intero aspetto del diritto privato (es:

proprietà, successione, famiglia)

PRELEGGI= la consuetudine rispetto alla regola scritta ha il vantaggio che la condotta tenuta dalla persone è

più facilmente interpretabile. Lo scritto gioca sulle parole e le parole vanno interpretate. Nelle preleggi

esiste una disciplina che regola come il giurista debba comprendere ciò che è scritto.

11.10.2012 

INTERPRETARE = assegnare un senso a parole, comportamenti le condotte tenute dalle persone hanno

un rilievo giuridico criteri per l’interpretazione:

A) Chi è il SOGGETTO che interpreta l’interpretazione può provenire dal LEGISLATORE e si chiama

AUTENTICA (primo soggetto che interpreta) che crea ulteriori leggi volte all’interpretazione delle

norme. Queste leggi INTERPRETANTI (con effetto RETROATTIVO) vengono prodotte a seguito della

legge che va a interpretare. DOTTRINA (= coloro che studiano la legge in modo astratto) (secondo

soggetto che interpreta) ognuno da la propria interpretazione raccontando come quella norma

vada compresa. GIURISPRUDENZA (= insieme delle sentenze che vengono emesse sul nostro

territorio da tutti gli organi istituzionali) (terzo soggetto che interpreta)

B) Qual è l’ EFFETTO dell’interpretazione? L’ interpretazione del legislatore ha effetto ERGO OMNES (è

vincolante per tutti); l’interpretazione dottrinale non ha nessun effetto. L’effetto della

giurisprudenza ha effetto di giudicato (le persone coinvolte non potranno più discutere del fatto

perché è VINCOLANTE x le parti; la sentenza vincola le parti in causa ma per tutti gli altri bisogna

considerare che le sentenze vengono studiate dalla dottrina studiando la regola ma guardando

anche le sentenze emesse su un determinato argomento la giurisprudenza, quindi, ha un effetto

indotto x gli altri LA GIURISPRUDENZA HA UN EFFETTO PERSUASORIO (= aiuta a capire in casi

 

successivi) il giudice si è formato all’università dove ha studiato il diritto sulla DOTTRINA. che

rapporto c’è tra un giudice e l’altro? Giudice del tribunale di catania andrà a vedere anche sentenze

precedenti. 

Ci sono 3 gradi di giudizio: I grad (tribunale,giudice di pace) II grado (appello corti d’appello-

21,nel capoluogo di regione) III grado (cassazione-1 a roma). Eistono gradi diversi di giudizio perché

a fronte di una sentenza sullo stesso argomento può avere due sentenze diverse in base al

tribunale in cui si svolge. I soggetti,quindi, possono andare avanti con i gradi di appelli in cui sempre

meno giudici giudicheranno l’interpretazione fatta dal giudice di I grado. Se le corti d’appello che

hanno giudicato il MERITO (cioè il fatto e le prove del fatto) i soggetti possono rivolgersi al III grado

in cui c’è un solo giudice (la cassazione non può riesaminare i fatti, non sentono i testimoni, non

leggono i documenti) che si limita a verificare se i giudici hanno rispettato la legge: il giudizio della

cassazione è un giudizio di LEGITTIMITA’. La cassazione ha la funzione di dare un’unica

interpretazione(principio di …) riportando alla pari principi di ingiudicato, svolge la funzione di

un’interpretamento unitario. Esistono CONFLITTI DIACRONICI = è possibile che nel tempo la

cassazione emani delle sentenze con interpretazione diversa da altre sentenze emesse con il corso

del tempo ( la società si è evoluta quindi anche giudici sono diversi con occhi,studi e vita diversa)

ma esistono anche CONFLITTI SINCRONICI = la cassazione può dire due cose diverse ogni giorno. La

cassazione è divisa in 9 sezioni con diversi compiti, ma anche quando i membri di ogni sezione non

va d’accordo ci si può riunire in CASSAZIONE A SEZIONI UNITE (= ci si riunisce per decidere): la

norma viene interpretata in base al caso per questo possono essere emesse sentenze diverse nella

stessa giornata. La cassazione emetto ogni anno un MASSIMARIO (= raccolta di massime

massima= l’estrapolazione del principio di diritto che la cassazione ha deciso in ciascuna sentenza

 ogni sentenza può avere X massime).

La costituzione dice che è soggetto solo alla legge: è libero di decidere, quindi interpretare, solo la

legge anche diversamente da cosa fa la cassazione. Il giudice è soggetto alla legge ma deve

MOTIVARE (= scrivere il ragionamento giuridico fatto) la sentenza se il ragionamento giuridico

non è corretto i giudici di gradi superiori possono valutare se il ragionamento è corretto o meno

quindi se il senso attribuito alle norme è corretto o no. La motivazione è oggetto del RIESAME:

ragionamento LOGICO o ILLOGICO. Nel caso in cui il giudice ha utilizzato una motivazione usata in

precedenza della cassazione fa solo un richiamo alla motivazione della cassazione quindi quando il

giudizio arriverà in cassazione, questa o salva la sentenza oppure la cassazione cambia idea. la

giurisprudenza può cambiare perché c’è qualche giudice che interpreta in modo diverso dalla

cassazione. 

Esistono paesi di Civil Law e paesi a Common Law nei paesi di Civil, tradizione romana. Nei paesi di

Common, la norma viene creata partendo dalle sentenze (verificano come la corte suprema del territorio

ha deciso per un caso simile bisogna verificare però che il caso da decidere sia UGUALE a quello da

decidere ≠ dai paesi di Civil in cui la norma è sempre uguale e non è necessario che un caso sia esattamente

uguale ad un altro). Nel Common avvocati ricercano le DIVERSITA’ FATTUALI individuano gli aspetti

concreti del caso per cercare di differenziare un caso con l’altro. Nei paesi di Civil gli avvocati cercano di

isolare ogni singolo caso fattore comune dei due ordinamenti è cercare i punti differenti.

C) RISULTATO interpretativo: la dichiarazione è DICHIARATIVA (= interpretazione assegna alla norma

lo spirito del legislatore); interpretazione ESTENSIVA ( dare alle parole un significato più ampio);

interpretazione RESTRITTIVA (dare un senso meno ampio alle parole). Se il giudice non trova norme

con cui risolvere il caso si apre l’INTERPRETAZIONE ANALOGICA (non è un’interpretazione) ci

sono due tipi di analogia 1) ANALOGIA LEGIS: vado a verificare se esiste una legge che assomiglia al

mio caso 2) ANALOGIA IURIS: se non esiste una norma devo rifarmi ai principi generali (non scritti).

Tutto ciò è scritto nelle PRELEGGI art. che spiega le modalità per l’interpretazione.

SENTENZA = atto che proviene dal giudice e chiude il processo. Atto con cui il giudice si spoglia del dovere

di decidere soggetto che formula la domanda al giudice si chiama ATTORE, il soggetto che assume la

posizione passiva del processo è il CONVENUTO. L’AZIONE è la facoltà che ognuno ha di agire in giudizio

chiedendo l’intervento del giudice. La chiamata si fa attraverso un atto che si chiama CITAZIONE. L’atto

viene NOTIFICATO al convenuto che ha il diritto di difendersi può non essere presente (contumacia =

assenza regolamentata); partecipa al processo mettendo sul tavolo del giudice il suo atto difensivo (

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA) in cui spiega le sue ragioni. L’ATTO DI CITAZIONE viene dato al

giudice che può analizzare la domanda e in quel momento il giudice deve risponde. L’eccezione è uno

strumento processuale che permette di paralizzare la domanda fatta contro il convenuto. L’altra domanda

fatta dal convenuto si chiama domanda RICONVENZIONALE (fa parte della strategia difensiva convenuto). --

 Esistono regole dettate per i giudici che decidono sulla base delle PROVE che non può cercarsi da solo

(non ha potere inquisitorio) ma saranno le PARTI a portare sul tavole del giudice le prove. Se il convenuto

ha adempito ai suoi doveri ma non trova nessuna prova, il giudice lo ricondanna perché deve rispondere

solo in basa alle prove. Regola della DISTRIBUZIONE DELL’ONERE DELLA PROVA (libro 6 c.c) secondo cui i

fatti si dividono e si caricano ad ogni parte ciò che deve provare: esistono FATTI COSTITUTIVI (potere

dell’attore di agire in giudizio)l’onere di provare l’atto costitutivo grava sull’attore. Esistono FATTI ESTINTIVI

(estingono la posozione del convenuto) l’onere di provare l’atto estintivo grava sul convenuto. Esistono due

tipi di verità a) STORICA (= reale andamento dei fatti) b) FORMALE (= fatto emerso nel processo). Il giurista

accetta che possano esistere due verità (processo volto a far emergere la verità storica) come indiretta

applicazione del principio di libertà ( ogni parte sceglie per se quale sia la posizione migliore) infatti il

giudice aspetta di ricevere prove dalle parti proprio per lasciarle libere. Il giudice non può costringere le

parti a tirare fuori le prove può però ordinare a una parte di tirare fuori le prove che sa che è presente. Il

giudice ha anche la possibilità di farsi assistere da un consulente tecnico d’ufficio (CTU) quando non riesce a

capire dal punto di vista tecnico. Il giudice decide IUSTA ALLIGATA ET PROBATA PARTIUM (= decide sulla

base di allegazioni cioè fatti individuate dalle parti, e dalla prova delle parti.

PROCESSO = da progredior (percorso) che inizia con una domanda e finisce con una sentenza. Nel mezzo

sono presenti una serie di atti cioè occorre che chi ha interesse al processo dia impulso al processo sennò

questo si estingue. Il processo può essere interrotto x causa di TRANSAZIONE o CONCILIAZIONE cioè le parti

hanno perso interesse alla sentenza perché le parti hanno trovato un accordo. Oppure il processo può

essere interrotto quando le parti non si presentano in aula per 2 volte consecutive. L’attività tra domanda e

sentenza si chiama ISTRUTTORIA che va richiesta dalle parti e il giudice terrà conto della richiesta (può

accogliere o meno le istanze istruttorie). Il giudice nella sentenza può dire qualcosa in più che nel processo

non è emerso ma questo viene deciso dal legislatore ed avviene quando lo STATO HA INTERESSE ALLA

PRONUNCIA = il PM rappresenta lo stato in determinati processi civili eccezionali (es: diritto di famiglia) in

cui determinati soggetti non possono essere chiamati in giudizio come i minori. Il contenuto della sentenza

deve coincidere con la domanda iniziale (corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato). PM è un

magistrato. 2 magistrature a)INQUIRENTE (procuratore della repubblica) b)GIUDICANTE.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaiangiurisprudenzato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Marzo Giovanna.

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