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Diritto Privato Le obbligazioni

Appunti di Diritto privato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. La Rosa dell’università degli Studi di Catania - Unict, Facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in scienza delle amministrazioni. Scarica il file in formato PDF! Diritto Privato, Le obbligazioni.

Esame di Diritto privato docente Prof. D. La Rocca

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Se uno dei contribuenti non paga, la perdita corrispondente è ripartita

fra gli altri (compreso quello che ha fatto il pagamento) e non è risentita

dal creditore: in questo modo ciascuno dei condebitori garantisce so-

stanzialmente gli altri. La solidarietà passiva rafforza dunque il credito.

attribuendo al creditore dei vantaggi: egli può escutere uno solo, anzi-

ché più soggetti e l’insolvenza di alcuni condebitori non gli nuoce. La

solidarietà passiva costituisce la regola: se più persone sono obbligate

insieme per la medesima causa o il medesimo oggetto, esse sono te-

nute normalmente in solido, salvo patto contrario con il creditore. Se il

debito è solidale, il creditore è libero di escutere i debitori nell’ordine

che preferisce. Talvolta invece la legge o la convenzione fra le parti im-

pone un determinato ordine successivo: il creditore di una società in

nome collettivo, per esempio può pretendere il pagamento dal singolo

socio solo dopo aver inutilmente tentato di ottenerlo dalla società ( be-

neficio di escussione).

Il debitore che abbia pagato al creditore l’intero eserciterà contro gli al-

tri obbligati un’azione di regresso. Da ciascuno egli potrà pretendere un

rimborso pro quota: ma se l’obbligazione è stata contratta contro l’inte-

resse esclusivo di uno degli obbligati, questi dovrà rimborsare per l’in-

tero chi ha pagato. L’obbligazione solidale pone il problema delle con-

seguenze, rispetto agli altri condebitori, dei fatti giuridici verificatisi fra

uno dei condebitori e il creditore. Il principio generale è che si propon-

gano agli altri condebitori solo le conseguenze favorevoli non quella

sfavorevoli.

LA SOLIDARIETA’ ATTIVA:

Quando vi è una pluralità di creditori, si ha la solidarietà attiva, se cia-

scuno di essi ha diritto di chiedere l’adempimento per l’intero, salvo il

suo obbligo di riversare agli altri la parte che spetta loro. Se invece cia-

scuno dei creditori può pretendere solo il pagamento della sua quota, il

credito si dice parziario. La solidarietà attiva consente che il diritto ven-

ga esercitato in modo più rapido e sciolto, evitando gli indugi che deri-

verebbero da un esercizio collettivo o frazionato. La solidarietà attiva è

eccezionale, essa si può avere solo per volontà dei creditori o in rari

casi previsti dalla legge.

OBBLIGAZIONI INDIVISIBILI:

Quanto si è detto fin qui circa solidarietà e parzialità vale solo se l’ob-

bligazione ha per oggetto una prestazione che possa essere divisa ed

eseguita in parti. Quando invece non è possibile, valgono regole ana-

loghe a quelle delle obbligazioni solidali.

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OBBLIGAZIONI ALTENATIVE:

L’obbligazione è alternativa se al creditore o al debitore è attribuita la

scelta fra diverse prestazioni poste sullo stesso piano di importanza.

Per esempio un abbonamento a un teatro che dia il diritto di assistere

alla rappresentazione di un certo numero di lavori scelti dall’abbonato.

La scelta se non è stabilito diversamente, spetta al debitore. La scelta

rende semplice l’obbligazione, da alternativa che era perciò, se l’ogget-

to scelto diventa successivamente impossibile, l’obbligazione si estin-

gue, Se invece una delle prestazioni è impossibile fin dall’origine o di-

venta impossibile prima della scelta per una causa non amputabile ad

alcuna delle parti, la scelta stessa si restringe alle altre prestazioni.

OBBLIGAZIONI FACOLTATIVE:

L’obbligazione è facoltativa se prevede come oggetto una sola presta-

zione, ma attribuisce al debitore la facoltà di liberarsi eseguendo un’al-

tra prestazione in funzione di surrogato della prima. La distinzione ri-

spetto all’obbligazione alternativa con facoltà di scelta del debitore sta

nella circostanza che qui la prestazione sussidiaria è considerata delle

parti come un surrogato di quella principale, ed è ammessa nell’esclu-

sivo interesse del debitore. L’obbligazione si considera semplice. Se la

prestazione principale diventa impossibile per una causa non imputabi-

le al debitore questi è liberato: l’esecuzione dell’altra costituisce per lui

una facoltà, non un dovere ( ma potrebbe avere interesse ad eseguirla

ugualmente, se per esempio, vuole evitare la risoluzione del contratto

per impossibilità sopravvenuta).

L’ADEMPIMENTO E ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DELLE OBBLI-

GAZIONI

L’ADEMPIMENTO IN GENERALE:

L’adempimento consiste nell’eseguire la prestazione dovuta, qualunque

ne sia la natura. Uguale significato nel linguaggio giuridico, la parola

pagamento anche se l’uso comune la riferisce alle sole obbligazioni

pecuniarie. L’adempimento del debitore è un atto materiale, non un ne-

gozio giuridico. Ciò implica che il pagamento eseguito dal debitore in-

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capace non può essere impugnato. E si comprende: poiché si tratta di

una prestazione dovuta poco importa la volontà del debitore. Anche la

volontà del creditore non ha importanza, se egli ha materialmente otte-

nuto ciò che gli spettava. Ma se il creditore è incapace, vi è il pericolo

che disperda quanto gli venga pagato. Perciò il pagamento va fatto al

sul rappresentante legale; altrimenti può liberare il debitore, ma solo se

questi prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a vantaggio dell’inca-

pace. L’obbligazione può essere adempiuta dal debitore personalmen-

te, oppure per mezzo di un ausiliario. Ma la possibilità di fare eseguire

la prestazione da un ausiliario è esclusa quando la prestazione stessa

abbia carattere personale: si pensi alle prestazioni artistiche per esem-

pio. Il pagamento deve essere fatto al creditore o al suo rappresentante

oppure al soggetto indicato dal creditore o autorizzato dalla legge o dal

giudice a riceverlo. Di regola il pagamento fatto a un terzo non legitti-

mato a riceverlo non libera il debitore, il quale dovrà perciò pagare

nuovamente.

La prestazione deve essere eseguita per intero: salvo eventuali usi di-

versi, il creditore può rifiutare un adempimento parziale, anche se la

prestazione è divisibile, senza incorrere perciò in mora del creditore. Il

debitore deve eseguire esattamente ciò che è dovuto: non può liberarsi

eseguendo una prestazione diversa, anche se di valore uguale o mag-

giore, salvo che il creditore consenta. Nel caso particolare che l’obbli-

gazione abbia per oggetto una somma di denaro e, d’accordo fra le

parti, venga estinta con il trasferimento di una cosa, si parla di azione

di pagamento e si applicano regole analoghe a quelle della vendita.

L’ADEMPIMENTO DEL TERZO:

L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo non obbligato. L’inte-

resse che spinge il terzo a pagare il debito altrui può essere vario. Una

volta eseguito il pagamento, i rapporti fra il terzo e il debitore saranno

regolati dai loro accordi , se ve ne sono. Altrimenti il terzo potrà chiede-

re l debitore, il rimborso in base alla regola generale sull’arricchimento

senza causa: la liberazione del debito costituisce un arricchimento ot-

tenuto a spese del terzo. Il debitore non può opporsi all’adempimento

del terzo: qualunque sia la ragione che lo spinga ad opporsi, la legge

considera prevalente l’interesse all’attuazione del rapporto obbligatorio.

Il creditore dal canto suo, può rifiutare l’adempimento del terzo solo

quando l’obbligazione abbia per oggetto una prestazione di fare di ca-

rattere personale. In ogni caso l’intervento del terzo è escluso se tanto il

creditore quanto il debitore vi si oppongono. Il pagamento da parte del

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debitore non è un negozio giuridico, bensì un atto materiale: trattandosi

di una prestazione dovuta, l’esistenza oggettiva del debito è sufficiente

a giustificare il pagamento, anche senza una volontà piena e consape-

vole del debitore. Per l’adempimento, del terzo le cose stanno diversa-

mente; il terzo non è obbligato a pagare, perciò il pagamento deve es-

sere giustificato dalla sua volontà di adempiere il debito altrui. Se que-

sta volontà manca o è viziata il pagamento è invalido, e il terzo potrà

chiedere la restituzione in base all’articolo 2033 codice civile o in base

all’articolo 2036 codice civile secondo i casi. La causa del pagamento

del terzo sta nel rapporto obbligatorio fra debitore e creditore. Se que-

sto rapporto non esiste, il pagamento è invalido e il terzo può chiedere

la restituzione. La ripetizione dell’indebito spetta la terzo, perché questi

ha eseguito la prestazione in nome e per conto proprio. Diversamente

starebbero le cose se il terzo avesse chiarito di pagare su delegazione

del debitore: in tal caso non si avrebbe un adempimento da pagare su

delegazione del debitore: in tal caso non si avrebbe un adempimento

del terzo, bensì un adempimento del delegante per mezzo del terzo e

l’eventuale ripetizione dell’indebito spetterebbe al delegante.

IL PAGAMENTO CON SURROGAZIONE (ovvero con sostituzione):

Il terzo, nel pagare il debito altrui, può subentrare al creditore nel diritto

di credito verso il debitore. Si può trattare di un terzo condebitore soli-

dale o di un terzo garante; si può trattare anche di un terzo non obbli-

gato. In tutti questi casi si parla di pagamento con surrogazione. Anche

in mancanza della surrogazione il terzo avrebbe azione contro il debito-

re: se si tratta di un condebitore in solido che abbia pagato l’intero, la

legge, gli riconosce il diritto di essere rimborsato pro-quota dagli altri

condebitori; se si tratta di un terzo interveniente, i suoi diritti nei con-

fronti del debitore sono regolati dai loro eventuali accordi: in mancanza,

egli ha azione per il rimborso in base alla regola sull’arricchimento sen-

za causa; Tuttavia il terzo ha interesse a subentrare nel diritto del credi-

tore, se questo è assistito da particolari garanzie o da interessi partico-

larmente elevati. La surrogazione può avvenire:

DI DIRITTO (SURROGAZIONE LEGALE): in una serie di casi previsti

I. dalla legge, fra i quali va menzionato quello del terzo che essendo

tenuto con altri (condebitore solidale) o per altri (garante) al paga-

mento del debito, aveva interesse a soddisfarlo

PER VOLONTÀ’ DEL CREDITORE: il quale, ricevendo il pagamento

II. da un terzo, dichiari espressamente di surrogarlo nei propri diritti.

6 PER VOLONTÀ’ DEL DEBITORE: il quale, nel prendere a mutuo una

III. somma di denaro o un’altra cosa fungibile al fine di pagare il debito,

dichiari con determinate forme di surrogare il mutante nei diritti del

creditore.

LA COMPENSAZIONE:

La compensazione è l’estinzione di due debiti reciproci, esistenti fra le

stesse persone. L’estinzione è dunque totale se i due debiti reciproci

hanno lo stesso ammontare; se invece, hanno misure diverse, il minore

di estingue del tutto, mentre il maggiore si riduce di una quantità corri-

spondente. In questo modo si ha un risparmio di attività inutili e una

semplificazione che può essere assai importante quando i debiti reci-

proci siano numerosi. La compensazione costituisce una soddisfazione

preferenziale del credito. La legge prevede tre tipi di compensazione:

la compensazione legale che si verifica quando siano realizzati deter-

minati requisiti previsti dalla legge; la compensazione giudiziale, che

risulta da una decisione del giudice e infine la compensazione volonta-

ria, che risulta da un accordo delle parti.

LA COMPENSAZIONE LEGALE affinché essa si verifichi, occorre che le

obbligazioni reciproche abbiano le seguenti caratteristiche: devono es-

sere omogenee e fungibili avere cioè per oggetto entrambe una somma

di denaro o cose fungibili dello stesso genere. Devono essere esigibili

entrambe: non sottoposte a un termine, e infine devono essere liquide

cioè determinate nel loro ammontare (è liquido il credito espresso in ci-

fre).

LA COMPENSAZIONE GIUDIZIALE si ricorre quando uno dei due cre-

diti non è liquido, ma è di facile e pronta liquidazione. Il creditore do-

manda al giudice di liquidarlo pronunciando, di conseguenza, la com-

pensazione ( la quale in questo caso ha effetto solo dal momento della

sentenza).

LA COMPENSAZIONE VOLONTARIA le parti possono d’accordo estin-

guere per compensazione anche i debiti e crediti reciproci che non

abbiano le caratteristiche sopra indicate.

“LA CONFUSIONE”:

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AUTORE

r.d.1994

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'amministrazione
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.d.1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof La Rocca Delia.

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