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Diritto privato - il rapporto giuridico

Appunti di Diritto privato sul rapporto giuridico. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il rapporto giuridico, le situazioni soggettive attive, il diritto soggettivo, il soggetto passivo, le facoltà, le potestà, l'esercizio del diritto soggettivo, le categorie dei diritti soggettivi.

Esame di Diritto privato docente Prof. M. Tatarano

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una persona non corrisponde alcun dovere, ma solo uno stato di soggezione. Questa è la categoria

dei diritti potestativi che consistono nel potere di operare il mutamento della situazione giuridica di

un altro soggetto (ad. es. il proprietario di un fondo contiguo al muro altrui può chiederne la

comunione forzosa). Il diritto potestativo si esercita con la dichiarazione del titolare del potere a lui

attribuito, indirizzata al soggetto passivo (dichiarazione recettizia).

Gli interessi legittimi. Quando una norma disciplina un rapporto fra il cittadino ed una Pubblica

Amministrazione, il rapporto che ne discende si configura come giuridico. Si parla, in tal caso, di

norme di relazione. Più frequenti sono le c.d. norme di azione, che regolano, cioè, il funzionamento

delle pubbliche amministrazioni (ad es. regole sui concorsi pubblici). L’interesse legittimo è la

pretesa che la pubblica amministrazione agisca secondo la legge e l’atto illegittimo venga annullato

dal giudice. Il candidato ad un concorso non ha diritto di vincerlo, ma ha un interesse legittimo al

regolare svolgimento della gara e può quindi chiedere l’annullamento di tutti gli atti che siano

illegittimi, compiuti cioè in violazione delle norme di azione dettate per disciplinare l’attività

dell’amministrazione che ha bandito il concorso. Gli artt. 24\1 e 113 della Carta costituzionale

garantiscono la tutela giurisdizionale degli interessi legittimi, e l’art. 103 Cost. specifica gli organi

ai quali è affidata tale tutela.

Situazioni soggettive passive. Distinguiamo: il dovere è il rovescio del diritto assoluto; l’obbligo

cui è tenuto il soggetto passivo di un rapporto obbligatorio, a cui fa riscontro nel soggetto attivo la

pretesa, ossia il potere di esigere il comportamento; e la soggezione che corrisponde al diritto

potestativo. Poi c’è l’onere: questa figura ricorre quando ad un soggetto è attribuito un potere, ma

l’esercizio di tale potere è condizionato ad un adempimento (che però non è obbligatorio e quindi

non prevede sanzioni per l’ipotesi che resti inattuato). Per esempio il compratore che intende

avvalersi della garanzia per i vizi della cosa vendutagli ha l’onere di denunciare i vizi della cosa

entro otto giorni dal momento in cui li ha scoperti.

Vicende del rapporto giuridico. Il rapporto giuridico si costituisce allorché il soggetto attivo

acquista il diritto soggettivo. L’acquisto può essere di 2 specie: a titolo originario, quando il diritto

soggettivo sorge a favore di una persona, senza che sia stato trasmesso da nessuno (per es. il

pescatore che fa propri i pesci caduti nella rete); a titolo derivato, quando il diritto si trasmette da

una persona ad un’altra ( per es. compro un immobile da chi è proprietario). Si ha acquisto a titolo

originario anche se la cosa ha gia formato oggetto di altro rapporto, ma il soggetto non subentra in

tale rapporto, perché la cosa non gli viene trasmessa dal precedente titolare. È, quindi, a titolo

originario l’acquisto per occupazione delle cose abbandonate ovvero l’acquisto per usucapione di

un bene altrui. In tal caso, pur esistendo un precedente diritto sul bene (da parte del proprietario

legittimo), chi usucapisce acquista il diritto a titolo originario, non essendogli questo stato

trasmesso dal precedente titolare, e quindi libero da ogni vincolo gravante su esso. Nell’acquisto a

titolo derivato si verifica il fenomeno della successione: il diritto che apparteneva ad una persona

passa ad un’altra. La successione può essere di 2 specie: a titolo universale, quando una persona

subentra in tutti i rapporti di un’altra persona (es. successione mortis causa diretta a evitare che a

causa della morte di una persona il suo patrimonio rimanga privo di un titolare e per la quale la

legge stabilisce come individuare chi erediterà beni, diritti e doveri del cittadino; quella fra società:

la fusione); a titolo particolare, quando una persona subentra solo in un determinato diritto o

rapporto. Il rapporto giuridico si estingue quando il diritto che ne ha costituito l’oggetto viene perso

dal titolare e non è più acquistato da nessuno.

IL SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

A) LA PERSONA FISICA

La capacità giuridica. I destinatari delle norme giuridiche sono i soggetti giuridici o di diritto, i

titolari dei diritti e dei doveri; tali soggetti possono essere individui (persone fisiche) o

organizzazioni ed enti collettivi (persone giuridiche). Al momento della nascita la persona fisica

acquista la capacità giuridica, cioè l’idoneità a divenire titolari di diritti e doveri (art. 1 cod. civ.). E’

sufficiente che il feto si sia separato dall’alveo materno perché acquisti la c. giuridica, anche se il

nato muore qualche istante dopo. Non è invece considerato soggetto il concepito: ecco perché è

autorizzato l’aborto. Ma il concepito ha sia capacità di succedere sia capacità di ricevere donazioni.

Sono capaci di succedere (art. 462 cod. civ.) tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo

dell’apertura della successione. Ove il concepito non venga alla luce vivo, non si apre una

autonoma successione ereditaria nei diritti a lui destinati. Per stabilire se, al momento delle morte di

una persona, si sia o meno già verificato il concepimento di chi potrebbe aver titolo a succederle

mortis causa si ricorre alla presunzione stabilita dall’art. 462 cod. civ.: si presume concepito al

tempo dell’apertura della successione chi è nato entro trecento giorni dalla morte della persona della

cui successione si tratta. A norma dell’art. 22 Cost. nessuno può essere privato per motivi politici

della capacità giuridica.

Inammissibilità di limitazioni della c. giuridica individuale. L’art. 3 Cost. esclude che possano

essere previsti limiti alla c. giuridica di alcuni soggetti, per ragioni di sesso, razza, lingua, religione,

opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Il principio di eguaglianza è stato rilevante

soprattutto per quanto riguarda il trattamento della donna, nei cui confronti sono state fatte via via

cadere tutte le precedenti limitazioni (come ad es. il divieto di accesso agli impieghi pubblici e, in

particolare, alla magistratura). Ma è rilevante anche per gli stranieri che godono dei diritti civili nei

limiti in cui lo Stato di appartenenza dello straniero riconoscerebbe gli stessi diritti ad un italiano.

La capacità di agire. È l’idoneità a compiere validamente atti giuridici ossia la possibilità di agire

per tutelare i propri diritti e mettere in pratica i propri doveri. Si acquista con il raggiungimento

della maggiore età e cioè a 18 anni. La capacità di porre in essere validamente tali atti è attribuita

dal legislatore al soggetto che abbia raggiunto un’adeguata maturità psichica (purché le sue

condizioni mentali non siano alterate da cause patologiche). Se la persona fisica è incapace di agire,

occorre che altri provvedano per lui alla cura dei suoi interessi (il padre e la madre, ovvero un

tutore). Ricorre in tal caso il fenomeno della rappresentanza legale. Del resto anche la persona

giuridica è sempre, in un certo senso, incapace di agire, e può compiere atti giuridici esclusivamente

tramite i propri amministratori o rappresentanti (c.d. rappresentanza organica). Peraltro numerosi

atti, definiti personalissimi, non possono essere compiuti tramite rappresentanti: così, ad es. il

testamento e il matrimonio (salvi i casi previsti dall’art. 111 cod.civ. :matrimonio per procura).

La minore età. Tre sono i casi di limitazione della c. d’agire e s’inquadrano nella figura più

generale dell’incapacità legale: minore età, interdizione giudiziale e interdizione legale. Queste

sono le tre situazioni in presenza delle quali si presume legalmente che un soggetto non sia in grado

di curare i propri interessi ed esercitare i propri diritti in maniera autonoma e consapevole. Con la

maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia richiesta un’età

diversa, o superiore (ad es. l’adozione di persone maggiorenni è consentita solo a chi abbia gia

compiuto gli anni 35) o inferiore (ad es. il riconoscimento di un figlio naturale può avvenire anche a

16 anni). Gli atti posti in essere da un minorenne sono, di regola, annullabili a meno che il minore

abbia con raggiri occultato la sua minore età. L’atto annullabile può essere impugnato dal

rappresentante legale del minore o dallo stesso minorenne quando sia divenuto maggiorenne.

Numerose sono le eccezioni all’incapacità legale del minorenne: tra le altre (età per contrarre

matrimonio ecc.) la più importante è quella relativa alla capacità di stipulare contratti di lavoro, che

si acquista, di regola, già a 15 anni, purché non si tratti di lavori pesanti.

Interdizione giudiziale. Il codice civile italiano prevede l’interdizione giudiziale per la persona che

( pur essendo maggiorenne) si trovi in condizioni di grave infermità mentale e non sia in grado di

tutelare i propri interessi (art. 414 c.c.). la sentenza d’interdizione viene pronunciata dal giudice su

richiesta del coniuge o dei parenti entro il 4° grado, o dagli affini entro il 2° grado, o dal tutore o dal

curatore, ovvero dal Pubblico Ministero (art. 417). L’interdizione determina una situazione di

incapacità legale identica a quella in cui si trova il minore, cosicché gli atti eventualmente compiuti

dall’interdetto sono annullabili (art. 427 c. c.). Essa è soggetta a pubblicità in quanto è comunicata

dal cancelliere all’ufficiale dello stato civile per l’annotazione in margine all’atto di nascita, in

maniera che tutti siano in grado di venire a conoscenza della situazione d’incapacità in cui


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (BARI, TARANTO)
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Tatarano Maria Chiara.

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