Il diritto
Il diritto è un insieme di regole che serve a risolvere i conflitti fra gli uomini, che si possono generare nel quotidiano. La sua funzione è quindi impedire l’uso della violenza. Un gruppo di regole o norme, mutevole nel tempo e spazio viene definito sistema. Nel sistema giuridico che compone (il diritto), si presentano le norme giuridiche.
La norma giuridica
La norma giuridica è la regola che impone a tutti i soggetti di tenere un determinato comportamento, e ha 3 caratteristiche fondamentali, è:
- Generale; perché è rivolta alla collettività, cioè rivolta a tutti (tranne per la norma speciale che è valida solo per certe categorie di soggetti)
- Astratta; perché riguarda un insieme ipotetico di fatti
- Obbligatoria; perché chi non la osserva subisce una sanzione.
Struttura della norma
Per quanto riguarda la struttura della norma, possiamo avere:
- La norma-regola; contiene regole di condotta (come ti devi comportare in una certa situazione)
- La norma-sanzione; prevede la conseguenza della violazione della norma di condotta. Se ti sei comportato correttamente, quindi ti viene applicata una sanzione, che prevede cosa devi scontare per risolvere la controversia). La funzione di questa norma-sanzione è:
- Soddisfattiva, prevede l’eliminazione della lesione/danno e che si ripristini allo status quo ante
- Compensativa, (compensazione con del denaro); risarcisce il danno non si può ripristinare lo status quo ante
- Punitiva, imporre una pena, tipica del diritto penale
- La norma con previsione di determinati effetti legali; diversa dalle precedenti, (es. principio consensualistico: “Il principio consensualistico enunciato dall’articolo 1376 del CC, comporta che i contratti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà o di altri diritti, sia reali sia relativi, cioè la costituzione, la modificazione o l’estinzione di un diritto reale limitato producono i loro effetti con il semplice consenso delle parti, legittimamente manifestato e indipendentemente dal trasferimento del possesso e dall’eventuale pagamento del corrispettivo”).
Le nozioni
Il fatto giuridico è un evento idoneo a produrre conseguenze giuridiche (conseguenze rilevanti per il diritto). L'effetto giuridico è la conseguenza che la norma collega ad un fatto. La fattispecie è il contenuto della previsione normativa (immagine del fatto, rappresenta un accadimento, al verificarsi del quale la norma prevede una determinata conseguenza giuridica).
Diritto pubblico e diritto privato
Pubblico – è il diritto che regola i rapporti in cui partecipa lo Stato e nei quali lo Stato si pone in una posizione di supremazia, ed è composto da norme che si caratterizzano per preminenza, autorità, supremazia, tutte norme imperative e inderogabili (obbligatorie).
Privato – è il diritto che disciplina i rapporti tra privati cittadini, ed è composto da norme che si fondono su reciproca autonomia e parità formale delle parti, sono norme dispositive. Lo Stato non si pone su un livello di supremazia.
L’autorità del nostro paese è il parlamento (eletto dal popolo) che fa le leggi; è fondamentale il consenso sociale. In alcuni casi di particolare urgenza può essere il governo ad emanare una legge (es. pandemia COVID dpcm; non sono durature).
Il rapporto giuridico
Il rapporto giuridico è la relazione tra 2 soggetti, regolata dal diritto: soggetto attivo e soggetto passivo (es. diritto di credito, il debitore che deve dare una somma di denaro, mentre il creditore che ha diritto di pretendere). Vi è anche un terzo, colui che resta estraneo alla relazione, ma che a volte può essere coinvolto.
Il diritto soggettivo
Il diritto soggettivo è il potere di agire per il soddisfacimento del proprio interesse individuale. I diritti soggettivi si dividono in:
Assoluti
- Valevoli nei confronti di chiunque. E quali sono?
- I diritti reali; sono i diritti su una cosa (iure in re). Attribuiscono al titolare un potere pieno, detto proprietà, o con limitazioni su bene.
- I diritti della personalità; chiamati anche diritti inviolabili o personalissimi (es. il diritto alla vita, all’integrità fisica, l’immagine, l’onore, alla riservatezza, all’identità personale).
- I diritti sui beni materiali.
Relativi
- Valevoli soltanto nei confronti di qualche determinato soggetto; il titolare ha una pretesa (es. la pretesa del creditore verso il debitore). E quali sono?
- I diritti di credito; sono i diritti ad una prestazione avente valore economico; viene in considerazione il rapporto tra 2 soggetti, come il titolare del diritto di credito.
- I diritti personali di godimento; es. diritto del locatario e comodatario.
- Il diritto di famiglia; sono i diritti tra i reciproci componenti della famiglia.
Le situazioni soggettive attive
Le situazioni soggettive attive, sono le situazioni che fanno capo al soggetto attivo del rapporto giuridico, e sono:
- Il potere: attribuito al solo titolare, ed è il potere di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse. Comportamento liberamente attuabile che comporta una modifica preesistente altrui- non correlato ad obbligo.
- La pretesa: diritto di cui il soggetto ritiene di essere titolare; ha come oggetto un certo comportamento da parte di un altro soggetto.
- La facoltà: potere del soggetto di diritto, che può tenere un determinato comportamento consentito dalla norma.
- Il diritto potestativo: il potere del titolare di incidere su situazioni soggettive altrui, senza che il titolare delle situazioni su cui si incide possa fare nulla per impedirlo.
- L’aspettativa: è la posizione di chi non è ancora titolare di una situazione giuridica attiva, ma è in attesa di esserlo, se si verificherà un determinato evento futuro. È tutelata (es. tutela conservativa- avere vinto un concorso e avere la tutela che dall’ordinamento nessun altro occupi il posto), mentre se non è tutelata è semplicemente un’aspettativa di fatto. Tuttavia vi possono essere degli ostacoli di natura normativa dell’Ente, es.: Consiglio di stato – 26 ottobre 2010 n.2243: l’aspettativa all’assunzione del vincitore di un concorso, indipendentemente dalla sua qualificazione in termini di diritto soggettivo o di interesse legittimo, può essere paralizzata nella sua esplicazione da fatti sopravvenuti di natura normativa, per esempio un blocco generalizzato dalle assunzioni, organizzativa, per esempio riordino delle dotazioni organiche, o anche solo finanziaria per esempio per difetto di copertura, che inducano la P.A, se del caso, anche ad annullare la procedura stessa, salvo l’avvio controllo giurisdizionale sulla congruità e la correttezza delle scelte in concreto operate.
- La potestà: da non confondere con il potere di potestà; è il potere attribuito al titolare di incidere su interessi di altri soggetti. Il titolare non ha la possibilità di scegliere se esercitare o meno i poteri attribuiti (es. potestà genitoriale, quando una coppia ha un minore, e agisce in suo nome). È soggetta a controlli esterni, come il giudice tutelare, che controlla la legittimità e che l’atto sia nell’interesse del minore.
Interesse legittimo e sentenza 500/99
L’interesse legittimo è il potere attribuito ad un soggetto a tutela di un suo interesse individuale, ma in via diretta e mediata.
- Il potere è a tutela diretta e immediata di un interesse generale, che ricomprende l’interesse individuale del soggetto cui è attribuito (per esempio: partecipante concorso, l’interesse individuale del soggetto).
- Individua un rapporto fra pubblico e privato.
- Rappresenta il potere di promuovere un controllo giurisdizionale sugli atti della PA.
- Non è concesso a nessun cittadino, ma presuppone un interesse specifico (è il partecipante al concorso che potrà agire in giudizio, laddove ritenga che il proprio interesse legittimo è stato leso. Non un qualunque cittadino, pure avendo l’interesse generale che tutti i concorsi si svolgano in modo corretto).
- La PA deve svolgere la propria attività in conformità alla legge, in caso di violazione, il titolare può ottenere:
- Annullamento atto illegittimo
- L’emanazione ed esecuzione atto legittimo rifiutato (esempio: quando la PA si rende inerte e il cittadino ha bisogno di una decisione della PA).
- Prima della sentenza 500/99: Si prescindeva della risarcibilità del danno cagionato dalla PA; Cass. SS. UU. 22 luglio 1999 n.500. Con la sentenza, per la prima volta si riconosce la responsabilità della PA per la lesione di un interesse legittimo;
- La normativa sulla responsabilità aquiliana ex. art 2043 c.c. ha la funzione di consentire il risarcimento del danno ingiusto (danno arrecato non iure, cioè inferto in assenza di una causa giustificativa), che si risolve in una lesione di un interesse rilevante per l’ordinamento, a prescindere dalla sua qualificazione formale, ed in particolare, senza che assuma rilievo la qualificazione dello stesso, in termini di diritto soggettivo.
Per molto tempo si riteneva che l’art. 2043 c.c. facesse riferimento alla lesione di un diritto soggettivo, ma l’Art. 2043- risarcimento per fatto illecito-dice: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
Interessi collettivi e diffusi
(entrambi situazioni giuridiche attive)
- Interesse collettivo: caratterizzato da un interesse riferito a determinate categorie sociali e/o professionali (es. consumatori o imprenditori).
- Interesse diffuso: caratterizzato da un interesse riferibile genericamente alla collettività (es. ambiente o paesaggio).
Sono entrambi tutelati dal diritto.
Le situazioni soggettive passive
Le situazioni soggettive passive sono:
- Il dovere: situazione giuridica passiva cui corrispondono ai diritti soggettivi assoluti (es. il diritto assoluto di un soggetto è di non rubare, allora il dovere è di non rubare nulla a quel soggetto). Il dovere ha contenuto generico (es. dovere di astensione, divieto).
- L'obbligo: è la necessità di tenere un comportamento di contenuto specifico, che risulti funzionante rivolto alla realizzazione di un interesse particolare, facente capo ad un determinato soggetto (es. dare, fare, non fare).
- La soggezione: situazione giuridica passiva cui corrisponde al diritto potestativo (es. essere sottoposti a qualcuno). Non si riferisce ad un comportamento e non richiede un’attività di cooperazione o adempimento, è una situazione statica (es. servitù prediale coattiva- Il proprietario di un terreno ha il diritto di passare sul terreno del suo vicino per poter accedere alla pubblica via: ha un diritto di servitù coattiva. Il titolare del fondo servente si trova in una soggezione: non può impedire il passaggio del vicino sul suo terreno).
- L'onere: L’onere è la situazione giuridica soggettiva del soggetto che è tenuto ad un determinato comportamento, imposto dalla legge, al fine di ottenere o conservare un vantaggio giuridico. Se ho un onere, ce l’ho a fronte del fatto che voglio ottenere una certa situazione (es. clausola risolutiva espressiva: dopo l’avvenimento dell’evento che scioglie la clausola, il locatario ha l’onere di comunicare che vuole avvalersi di quella clausola; prova dei fatti: Art. 2697 onere della prova “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda”).
Status
(es. Il status è una qualità del soggetto, che sta ad indicare la titolarità di poteri e doveri distinti (es. cittadino, coniuge, figlio/a, unito civilmente l.76/216); è la posizione di un soggetto all’interno dell’ordinamento sociale.
L'azione giudiziale
È il rimedio previsto dalla legge contro la violazione di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo. Non posso agire da sola, ma devo agire in giudizio proponendo un’azione giudiziale. Le diverse forme di azione giudiziale sono a seconda del tipo di diritto o di situazione soggettiva arriva che io ritengo essere stata violata. (giurisdizione civile, amministrativa, penale, contabile) Il potere giurisdizionale spetta alla magistratura.
La tutela dei diritti
La tutela giurisdizionale è il metodo più diffuso della tutela dei diritti, e consiste nella difesa del diritto davanti all’autorità competente (che individuo in base alla pretesa/richiesta che ho). L’art. 185 c.p. dice che, le sanzioni civili sono costituite da restituzioni e risarcimento:
- Restituzione quo ante (locuzione latina “come stavano le cose: ristabilisce situazioni prima”, es. reintegra nel possesso).
- Risarcimento del danno per equivalente; danno emergente e lucro cessante.
Forme di tutela ulteriori
- La realizzazione in via primaria del proprio diritto: misura di carattere satisfattivo (es. Art 2932 c.c. esecuzione specifica “se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie l'obbligazione, l'altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso”).
- La prevenzione: azione inibitoria (es. Art 7/844 cc) 1456 c.c. clausola risolutiva espressa)
- Forme di tutela stragiudiziali: (es. espropriazione forzata per responsabilità patrimoniale del debitore, art. 2740/2910 c.c.)
Il soggetto giuridico
Il soggetto giuridico è colui che è preso in considerazione dalla legge, titolare di obblighi e diritti; e questo soggetto può essere una persona fisica o una persona giuridica.
La persona fisica
La persona fisica è caratterizzata dalla capacità giuridica e dalla capacità di agire. La capacità giuridica sorge al momento della nascita dell’essere umano (art 1), più precisamente, la nascita è intesa con il momento in cui il piccolo si stacca dall’alveo della madre-primo respiro/autonomia respiratoria.
Capacità e diritti alla nascita
Il diritto a nascere sani: il ginecologo si obbliga nei confronti della gestante a prestarle tutte le cure necessarie al fine di assicurare e garantire la nascita del feto, evitando qualsiasi possibile danno. La giurisprudenza si è interrogata sul danno da nascita indesiderata e diritto a non nascere se non sano: Danno da nascita indesiderata: la madre e il padre hanno il diritto al risarcimento del danno se provano che la corretta diagnosi di malformazione del feto avrebbe determinato l’aborto stesso. Gli altri familiari (fratelli/sorelle) hanno diritto ad essere risarciti per le minori attenzioni da parte dei genitori. Non c’è un diritto a non nascere se non sano: SS. UU. 25767/2015 “il nato disabile non può agire per risarcimento danni da nascita indesiderata”, sulla madre onere probatorio su aborto in caso di informazione su malformazione. È riconosciuto il diritto al risarcimento sofferto a seguito dell’uccisione del genitore da parte di un terzo (es. incidente d’auto, mamma muore, figlio viene fatto nascere) durante la gestazione (il feto nel grembo materno).
Concepturus
Il concepturus: il concepito può ricevere donazioni e successioni, ma inizia a godere di questo diritto solamente al momento della nascita (ex art.1, comma 2 e art. 456 c.c.). La perdita della capacità giuridica coincide con la morte (l .578/93) apertura della successione, “La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto”). La morte legale coincide con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo.
Dichiarazione di nascita
La dichiarazione di nascita: uno dei due genitori o chi assiste al parto, deve entro 10 giorni dichiarare la nascita al comune oppure entro 3 giorni alla direzione ospedaliera del parto. L’ufficiale provvede, quindi, all’iscrizione del nuovo nato, nel registro di stato civile.
Capacità di agire
Accanto alla capacità giuridica della persona fisica, vi è la capacità di agire, ovvero la capacità di compiere atti che hanno rilevanza giuridica. Si acquista con il compimento del 18esimo anno di età. Talvolta, per legge, può essere anticipato l’acquisto della capacità giuridica (può essere anticipata con matrimonio o riconoscimento di un figlio: art. 394 c.c.). L’accesso al lavoro si ha al 16esimo anno di età, se sono stati compiuti 10 anni di istruzione.
Limiti alla capacità di agire
La legge, però, prevede dei limiti alla capacità di agire, si tratta di casi in cui c’è l’incapacità legale di agire, quale può essere:
- Assoluta: incapacità di compiere qualsiasi atto; colpisce il minore di età, ed il soggetto è interdetto con una sentenza del giudice (interdizione giudiziale).
- Relativa: incapacità non grave, tale da poter compiere certi atti; colpisce il minore emancipato (art 390-397); (affetto da patologia che rende il soggetto parzialmente inferto di mente-non grave).
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