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PARTE GENERALE

Rapporto giuridico: è la relazione tra due soggetti regolata dal diritto.

Soggetto attivo: è colui cui l’ordinamento giuridico attribuisce il potere (o diritto soggettivo); ad

esempio di pretendere il pagamento.

Soggetto passivo: è colui a carico del quale sta il dovere; ex. di pagare.

Situazioni soggettive attive

Diritto soggettivo: è la signoria del volere, il potere di agire (agere licere) per il soddisfacimento del

proprio interesse, protetto dall’ordinamento giuridico.

Potestà: figure di poteri che al tempo stesso sono doveri (poteri-doveri); mentre l’esercizio del diritto

soggettivo è libero, in quanto il titolare può perseguire i fini che ritiene più opportuni, l’esercizio della

potestà deve sempre ispirarsi al fine della cura dell’interesse altrui.

Facoltà: (o diritti facoltativi) sono manifestazioni del diritto soggettivo che non hanno carattere

autonomo, ma sono in esso comprese. Esse non si estinguono se non si estingue il diritto di cui fanno

parte.

Titolare: colui al quale l’ordinamento giuridico attribuisce il diritto soggettivo.

Esercizio del diritto soggettivo: è l’esplicazione dei poteri di cui il diritto soggettivo consta.

Realizzazione del diritto soggettivo: consiste nell’attuazione, nella soddisfazione dell’interesse protetto,

sebbene spesso i due fenomeni possono coincidere. Può essere spontanea e coattiva: quest’ultima si

verifica quando occorre far ricorso ai mezzi che l’ordinamento predispone per la tutela del diritto

soggettivo.

I diritti soggettivi si dividono in:

*) diritti assoluti: che garantiscono al titolare un potere che egli può far valere verso tutti (erga omnes)

*) diritti relativi: che gli assicurano un potere che egli può far valere solo nei confronti di una o più

persone determinate.

Tipici diritti assoluti sono i diritti reali (iura in re). E cioè i diritti su una cosa. Essi attribuiscono al

titolare una signoria, piena (proprietà) o limitata (diritti reali su cosa altrui), su un bene.

E’ stato efficacemente detto che nei diritti reali si risolve un problema di attribuzione di beni, nei

rapporti di obbligazione un problema di cooperazione.

Nel rapporto obbligatorio (o di credito) figura in primo piano il comportamento di un altro soggetto, il

quale (soggetto passivo) è tenuto a una determinata condotta verso un altro soggetto (sogg. Attivo).

Quest’ultimo ha interesse a conseguire un bene da altri: ha quindi bisogno della collaborazione altrui.

La categoria dei diritti relativi si riferisce in primo luogo ai diritti di credito (che vengono anche

chiamati personali, in contrapposizione ai diritti reali); quella dei diritti assoluti non comprende solo i

diritti reali ma anche i c.d. diritti della personalità(diritto al nome, all’immagine, ecc) Il rovescio, sia

del diritto di credito sia del diritto reale, è costituito dal dovere.

Diritti potestativi: consistono nel potere di operare il mutamento della situazione giuridica di un altro

soggetto. Il diritto potestativo si esercita con la dichiarazione del titolare del potere a lui attribuito

indirizzata al soggetto passivo (dichiarazione recettizia)

Interesse legittimo: specifico potere riconosciuto al privato, portatore di interessi coinvolti dall’azione

pubblica (ex. candidato di un concorso), di controllo della regolarità dell’azione pubblica e di

impugnativa degli atti eventualmente viziati.

Situazioni soggettive passive

Dovere generico di astensione: che incombe su tutti come rovescio della figura del diritto assoluto;

Obbligo: cui è tenuto il soggetto passivo di un rapporto obbligatorio, a cui fa riscontro nel soggetto

attivo la pretesa, ossia il potere di esigere il comportamento;

Soggezione: che corrisponde al diritto potestativo.

Onere: diversa dalle figure di situazioni sog. passive innanzi considerate. Essa ricorre quando ad un

soggetto è attribuito un potere, ma l’esercizio di tale potere è condizionato ad un adempimento (che

però essendo previsto nell’interesse dello stesso soggetto, non è considerato obbligatorio e quindi non

prevede sanzioni per l’ipotesi che resti inattuato)

Il rapporto giuridico si costituisce allorché il soggetto attivo acquista il diritto soggettivo.

L’acquisto indica il fenomeno del collegarsi di un diritto con una persona che diventa il titolare; può

essere di due specie: a titolo originario, quando il diritto soggettivo sorge a favore di una persona senza

essere trasmesso da nessuno; a titolo derivativo, quando il diritto si trasmette da una persona ad

un’altra.

Titolo d’acquisto o, come anche si dice, causa adquirendi è l’atto o il fatto giuridico su cui si fonda

l’acquisto di un diritto da parte di un soggetto che giustifica l’acquisto.

Com’è chiaro nell’acquisto a titolo derivativo si verifica questo fenomeno: il diritto che appartiene ad

una persona passa ad un’altra.Questo fenomeno si chiama successione: esso indica il mutamento del

soggetto di un rapporto giuridico (o di un complesso di più rapporti giuridici).

Autore o dante causa: colui che per effetto della successione perde il diritto;

Successore o avente causa: chi lo acquista.

Nella successione può verificarsi non soltanto il mutamento del soggetto attivo del rapporto

(successione nel lato attivo) ma anche quello del soggetto passivo (successione nel lato passivo; ex.

l’erede succede nell’obbligo di pagare i debiti del defunto).

La successione è di due specie: a titolo universale quando una persona subentra in tutti i rapporti di

un’altra persona e, cioè, sia nella posizione attiva sia in quella passiva; a titolo particolare, quando una

persona subentra in un determinato diritto o rapporto (o in più rapporti determinati).

Indisponibili: sono in genere i rapporti che servono a soddisfare un interesse superiore.

Diritti disponibili: quelli di cui il titolare può disfarsi, trasferendoli ad altri o rinunziando.

Diritti indisponibili: il contrario. Cap.7

Persone” fisiche”: sono al tempo stesso gli autori del fenomeno giuridico e d i destinatari delle regole

che il diritto pone. L’uomo, cioè caratterizzato dalla corporeità donde la qualificazione come”persona

fisica”.

Capacità giuridica: è l’idoneità a divenire titolari di diritti e di doveri -quando si realizzano le

rispettive fattispecie acquisitive- e nel nostro ordinamento, per le persone fisiche, è attribuita dal

legislatore, per il fatto solo della “nascita”

Capacità di agire: l’idoneità a compiere validamente atti giuridici che consentano al soggetto di

acquisire ed esercitare diritti o di assumere ed adempiere obblighi.

Annullabili sono gli atti posti in essere da un minorenne. L’atto annullabile può essere impugnato dal

rappresentante legale del minore o dallo stesso minorenne quando sia divenuto maggiorenne.Non può

mai, viceversa, essere impugnato dalla controparte maggiorenne (si parla perciò di negozi claudicanti).

Interdizione: determina una situazione di incapacità di agire del soggetto, identica a quella in cui si

trova il minore.Può essere giudiziale: l’incapacità è l’effetto di un provvedimento del giudice che

accerta lo stato di inidoneità della persona a curare i propri interessi;

o legale: l’incapacità è prevista da apposite norme dell’ordinamento come conseguenza automatica

a particolari condizioni (detenzione per più di 5 anni, ecc.).

L’incapacità. Può essere naturale o di fatto: la persona che sebbene legalmente capace, sia tuttavia

incapace di “intendere o di volere” (cioè per una situazione puramente transitoria).

O relativa o parziale: il soggetto non può compiere d a solo gli atti che possono incidere più

sensibilmente sul suo patrimonio, ma solo gli atti di ordinaria amministrazione (è concessa al minore

emancipato e all’inabilitato)

assoluta: si dice l’incapacità che non consente al soggetto di compiere alcun atto giuridico (minore di

età, interdizione).

Emancipazione: può, oggi essere conseguita solo dal minore che vanga ammesso dal tribunale a

contrarre matrimonio prima del diciottesimo anno.In tal caso il minore è emancipato di diritto.

Inabilitazione: può essere pronunciata dal giudice nei confronti dell’infermo di mente lo stato del quale

non sia talmente grave da far luogo all’interdizione.

Rappresentante legale: Ogni soggetto legalmente incapace di agire deve avere un r.l. che sia in

condizione di curare i suoi interessi e di compiere ogni atto giuridico opportuno in sostituzione

dell’incapace.

Sull’incapacità è fondamentale l’art. 428

La legittimazione: è l’idoneità giuridica dell’agente ad essere soggetto del rapporto che si svolge

nell’atto.

La sede della persona:

*) domicilio: luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, anche

morali e familiari.

*)residenza: luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

*)dimora: luogo in cui la persona attualmente si trova.

La cittadinanza: è la situazione di appartenenza di un individuo ad un determinato stato.

Con le nuove disposizioni la cittadinanza italiana si acquista: iure sanguinis; iure soli; iuris

comunicatio, per naturalizzazione o concessione.

Nello status familiae, la parentela è il vincolo che unisce la persone che discendono dalla stessa

persona o, come dice il codice, dallo stesso stipite. L’affinità è il vincolo che unisce il coniuge e i

parenti dell’altro coniuge.Coniugio è la relazione esistente tra i coniugi.

La persona scomparsa: tale è la persona rispetto alla quale concorrono questi due elementi: a)

allontanamento dal luogo del suo ultimo/a domicilio o residenza; b) mancanza di notizie, non si sa “an

sit et ubi sit”.

L’assenza:è la situazione che si verifica quando la scomparsa della persona si protrae per più

tempo(dopo 2 anni).

La dichiarazione di morte presunta: viene pronunciata dal tribunale quando la scomparsa si protrae per

un periodo maggiore ai 10 anni o si riconnette ad avvenimenti (guerra, infortuni) che fanno apparire

probabile la morte.

Cap. 8

La persona giuridica: è una persona tale soltanto sul piano formale; accanto alla persona fisica vi sono,

cioè altre entità, caratterizzate da un corpus mysticum o morale, assimilabile ad una res incorporalis, e

quindi persona in senso traslato (persona ficta) o “artificiale”. Persone giuridiche sono gli enti

specificamente individuati e regolati.(gli enti di fatto sono diversi dagli enti con personalità.

Persone giuridiche pubbliche: sono innanzitutto lo stesso Stato, poi gli altri enti pubblici territoriali

(Regioni, Province e Comuni), infine ogni altro ente di diritto pubblico (ex. INPS).

Persone giuridiche private:

Autonomia patrimoniale della persona giuridica: vale a dire che il patrimonio dell’ente si distingue

nettamente da quello degli associati, degli amministratori , di qualunque altro soggetto.Imperfetta :

quando per le obbligazioni dell’associazione rispondono anche, personalmente solidalmente, (non tutti

gli associati, ma) le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.(enti di fatto ,

associazioni non riconosciute).

Manomorta: l’accumulo presso la persona giuridica di beni sottratti alla circolazione e, quindi , a

destinazioni produttive.

La nazionalità: si usa per disegnare l’appartenenza di una persona giuridica a questo o a quello stato.

Sede:è il luogo in cui la persona giuridica svolge la sua principale attività:

L’estinzione: rappresenta la fine della persona giuridica per tre motivi.1) La stessa volontà degli

associati o del fondatore;2) per il venir meno dell’elemento fondamentale per l’esistenza della persona

giuridica, lo scopo;3)per lo scioglimento disposto dall’assemblea o dal governo.

Il provvedimento di estinzione determina al liquidazione del patrimonio.

Comitato: è il gruppo delle persone che si propongono di raccogliere i fondi per uno scopo comune.Si

può costituire senza formalità, Anche verbalmente.

Cap9

Cosa:è una parte di materia.

Bene:una cosa che possa essere fonte di utilità e oggetto di appropriazione. L’art.810.c.c. precisa che

“sono beni le cose che possono formare oggetti di diritti”.

Beni corporali:Sono quelli che si caratterizzano per la loro corporeità.

Beni immateriali:

Beni immobili:sono il suolo(ivi comprese le sorgenti e i corsi d’acqua) e tutto ciò che naturalmente o

artificialmente è incorporato al suolo.Immobili sono anche i mulini, i bagni e gli edifici galleggianti,

uniti saldamente per destinazione permanente alla riva o all’alveo.

Beni mobili:tutti gli altri beni.

Valori mobiliari:per v.m. deve intendersi un documento rappresentativo di diritti derivanti da

operazioni di massa , donde la fungibilità del documento.

Beni fungibili: appartenente ai beni mobili è il bene che può essere sostituito indistintamente con un

altro, in quanto non interessa avere proprio quel bene ma una data quantità di beni di quel genere.

Beni infungibili:quelli che non possono essere sostituiti indifferentemente con un altro.

Beni consumabili:sono quei beni che non possono prestare utilità all’uomo senza perdere la loro

individualità o senza che il soggetto se ne privi.

Beni inconsumabili:gli altro beni. ex. i vestiti.

Beni presenti: sono i beni già esistenti in natura.

Beni futuri:i beni che ancora non esistono .

I frutti: sono suddivisi in 2 categorie:

*) f. naturali : quello che provengono direttamente da altro bene, vi concorra o no l’opera dell’uomo

come i prodotti agricoli, i parti degli animali, legna, cave ecc.

*)f. civili: sono i redditi che si conseguono da un bene, come corrispettivo del godimento che ne venga

concesso ad altri. Ex. interessi dei capitali, le rendite vitalizie, il corrispettivo delle locazioni ecc.

Cosa semplice:è quella i cui elementi sono talmente compenetrati tra loro che non possono staccarsi senza

distruggere o alterare la fisionomia del tutto .ex. minerale.

Cosa composta: è invece quella risultante dalla connessione, matematica o fisica, di più cose, ciascuna della

quali potrebbe essere staccata dal tutto ed avere autonoma rilevanza giuridica ed economica. ex. la casa è fatta di

mattoni.

Pertinenza: quando una cosa è posta a servizio o ad ornamento di un’altra , senza costituirne parte

integrante e senza rappresentare elemento indispensabile per la sua esistenza, ma in guisa da

accrescerne l’utilità o il pregio.

Universalità di mobili:la pluralità di cose che appartengono alla stessa persona e hanno una

destinazione unitaria. Ex. i libri di una biblioteca.

L’azienda:il complesso di beni organizzato dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

L’imprenditore:è chi esercita professionalmente , e cioè sistematicamente , un’attività economica

organizzata al fine dello scambio di beni o di servizi.

Il patrimonio:in senso giuridico è il complesso dei rapporti attivi e passivi , suscettibili di valutazione

economica, facenti capo ad una persona.

P. Separato: quando il singolo stacca dei beni o dei rapporti giuridici dal proprio patrimonio per

riservarli ad alcuni creditori escludendo gli altri( ciò può avvenire solo nei casi previsti dalla legge).

P. autonomo:è ,invece , quello che viene attribuito ad un nuovo soggetto mediante la creazione di una

persona giuridica, oppure anche ad un ente che, sebbene sprovvisto di personalità ,è, peraltro, dotato di

autonomia patrimoniale , sebbene imperfetta.

Beni pubblici:

*)in senso soggettivo: beni appartenenti ad un ente pubblico;

*)in senso oggettivo : beni assoggettati ad un regime speciale, diverso dalla proprietà privata, per

favorire il raggiungimento dei fini pubblici cui quei cespiti sono destinati(ex. beni demaniali).

Beni patrimoniali: i beni non demaniali appartenenti ad un ente pubblico .Si distinguono in due

categorie:

a)beni indisponibili: edifici destinati a sedi di uffici pubblici, che non possono essere sottratti alle loro

destinazioni , stabilite o dalle norme o da provvedimenti delle autorità.

b)beni disponibili: che non sono destinati direttamente e immediatamente a pubblici servizi e sono

soggetti, salvo leggi speciali, alle norme del codice civile.

Il fatto giuridico

Fatto giuridico:è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici, ovvero ogni accadimento

naturale o umano al verificarsi del quale l’ordinamento ricollega un effetto giuridico , modificativo o

costitutivo o estintivo di rapporti giuridici.

FATTO GIURIDICO IN SENSO STRETTO : ATTO GIURIDICO:

tutti quei fatti in cui manca del tutto la volontà tutti quegli atti rilevanti per l’ordinamento

dell’uomo (terremoto) o quelli in cui la volontà giuridico e riconducibili alla volontà dell’uomo.

dell’uomo gioca in modo indifferente (seminagione).

NEGOZIO GIURIDICO: ATTO GIURIDICO IN SENSO STRETTO:

Sono quegli atti consapevoli e volontari Sono quei comportamenti consapevoli

le cui conseguenze giuridiche sono e volontari produttivi di effetti giuridici

determinate dai soggetti stessi che però non possono essere determinati

dalle parti perché predeterminati dall’ord.

giuridico.

(Vedi schema seguente ) Atti materiali(sinonimi sono: Dichiarazioni (o comunicazioni)

operazioni, atti reali o effettuali che hanno lo scopo di informare

o non negoziali o comportamenti): (ex. notificare al debitore della

operazioni in cui vi è una diretta cessione del creditoart.1264)o

modificazione del mondo esterno di intimare (ex.atto di costituzione

(ex.la presa di possesso di una cosa) in mora).

Negozio giuridico

Una dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti perseguiti (il c.d. – che significa

così detto - intento empirico) ed alla quale l’ordinamento giuridico –se la finalità dell’atto è meritevole

di tutela e se esso risponde ai requisiti fissati dalla legge per le singole figure- ricollega effetti giuridici

conformi al risultato voluto.

Classificazione dei negozi giuridici

a) in relazione alla struttura soggettiva

UNILATERALI BILATERALI PLURILATERALI

Si perfeziona con la Occorre la concordia Occorre la concordia

dichiarazione di una di due dichiarazioni di più dichiarazioni di

sola parte di volontà ex. Compravendita volontà. Contr. di Società

Recettizi: Non recettizi:

Per produrre effetto la Producono effetto

dichiarazione negoziale indipendentemente

deve pervenire a conoscenza dalla comunicazione

di una data persona ad uno specifico destinatario

Negozi unilaterali pluripersonali:

che promanano da più persone , le quali

Costituiscono, però, una parte unica.

Nell’ambito di tale categoria distinguiamo :

a)Atto collettivo, in cui le dichiarazioni di

volontà provenienti da più persone ( che

costituiscono parte unica) e tendenti ad un

comune fine ed effetto giuridico, si uniscono

pur rimanendo tra loro distinte e discernibili.

Ex.le delibere di un condominio.

b)Atto collegiale: in cui le dichiarazioni di Riflessioni:la rilevanza della distinzione

volontà si fondono e formano la volontà di atto collettivo e atto complesso è che:

un soggetto diverso e propriamente di una nell’atto collettivo le volontà non si

persona giuridica. Ex.delibere dell’assemblea fondono .Ne consegue che il vizio di

di una S.p.A. una dichiarazione non vizia la

c)Atto complesso: che consta di più deliberazione collettiva.

manifestazioni di volontà , che, aventi lo nell’atto complesso le volontà si fondono.

stesso contenuto si fondano in una sola Ne consegue che il vizio di una

volontà unitaria. Dichiarazione vizia tutta la deliberazione.

Classificazione dei negozi giuridici

b) in relazione alla funzione (o causa)

Negozi mortis causa: Negozi inter vivos:

( nel nostro ordinamento è previsto un Sono tutti gli altri negozi che solo

negozio mortis causa, il testamento, prescindono da tale presupposto,

e sono vietati tutti i patti successori( ) essi sono destinati ad aver effetto

art.458

e le “donazioni mortis causa”) i cui effetti durante la vita del soggetto.

presuppongono la morte di una persona

Negozi patrimoniali: Negozi di diritto familiare

Riguardano rapporti economicamente In questi prevale sull’interesse del

Valutabili.essi si distinguono in: singolo l’interesse superiore del nucleo

familiare, onde sono stati qualificati

atti di potestà familiare.

Negozi di attribuzione patrimoniale: Negozi di accertamento:

che tendono ad uno spostamento di diritti che si propongono soltanto di eliminare

patrimoniali da un soggetto ad un altro. Controversie, dubbi, discussioni sulla

(ex.vendita.) situazione esistente.(Si è d’accordo nel

ritenere che il negozio di

accertamento ha effetto retroattivo).

Negozi di disposizione: Negozi di obbligazione:

che importano una immediata che danno luogo soltanto alla nascita di

diminuzione del patrimonio mediante un’obbligazione, ancorché diretta al

alienazione o mediante rinunzia trasferimento di un bene.

Negozi traslativi : Negozi di obbligazione:

che attuano il trasferimento Ex.la rinunzia: dichiarazione unilaterale

o la limitazione del diritto del titolare di un diritto sog. diretta a

a favore di terzi dismettere il diritto stesso senza

trasferirlo ad altri.

In relazione al corrispettivo:

Negozio a titolo oneroso:quando un soggetto per Negozio a titolo gratuito: il negozio per effetto

acquistare qualsiasi tipo di diritto ,beneficio o del

vantaggio, accetta un correlativo sacrificio, e tra quale un soggetto acquisisce un vantaggio senza

vantaggio e sacrificio esiste un nesso di causalità. alcun correlativo sacrificio.

Fattispecie:

astratta :la situazione-tipo prevista dalla norma giuridica al verificarsi della quale si collegano

determinate conseguenze;

concreta: il caso concreto sottoposto all’esame del giudice (astratta e concreta).

Semplice:quando consta di un solo fatto;

complessa:quando è costituita da una pluralità di fatti giuridici.

Cap. 11

Prescrizione estintiva (art. 2934)- ordinaria 10 anni -: produce l’estinzione del diritto soggettivo per

effetto dell’inerzia del titolare del diritto stesso che non lo esercita o non ne usa per il tempo

determinato dalla legge.

E’ un istituto di ordine pubblico (per cui vi è l’inderogabilità –art. 2936- della disciplina della

prescrizione).

La prescrizione presuppone, quindi, l’inerzia ingiustificata del titolare del diritto: essa non opera

allorché sopraggiunga una causa che giustifichi l’inerzia stessa(sospensione), oppure nel caso in cui

l’inerzia stessa venga meno(interruzione).

Sospensione: è determinata o da particolari rapporti tra le parti (art. 2941: tra i coniugi) o dalla

condizione del titolare (art 2942: militari in servizio attivo in tempo di guerra).

L’interruzione: ha luogo o perché il titolare compie un atto con il quale esercita il diritto (domanda

giudiziale, atto di costituzione in mora del debitore) o perché il diritto viene riconosciuto dal soggetto

passivo del rapporto.

Differenza tra i due istituti: la sospensione spiega i suoi effetti per tutto il periodo per cui gioca la causa

giustificativa dell’inerzia, ma non toglie valore al periodo eventualmente già trascorso;si può

paragonare ad una parentesi. Invece l’interruzione, facendo venir meno l’inerzia, toglie ogni valore al

tempo anteriormente trascorso;dal verificarsi del fatto interruttivo però comincia a decorrere un nuovo

periodo di prescrizione.

Prescrizione presuntiva (6 mesi, 1 anno, 3 anni):quando la legge presume l’estinzione di un debito.Può

essere assoluta( se non ammette la prova contraria)o relativa( se ammette la prova contraria).

In realtà sono le presunzioni che possono essere assolute o relative:

Assolute (iuris et de iure): non ammettono la prova contraria

Relative (iuris tantum): ammettono la prova contraria

Decadenza:produce l’estinzione del diritto in virtù del fatto oggettivo del decorso del tempo, esclusa ,

in genere ogni considerazione relativa alla situazione soggettiva del titolare.La decadenza implica,

quindi l’onere di esercitare il diritto nel tempo prescritto dalla legge. Ha cioè un carattere perentorio e

non da spazio alle figure della sospensione e della interruzione (che invece ci sono per la prescrizione)

Cap.12

Gli atti giuridici si distinguono in due grandi categorie:

1) Atti leciti:atti conformi alle prescrizioni dell’ordinamento giuridico.

2) Atti illeciti: atti compiuti in violazione di doveri giuridici e che producono la lesione del diritto

soggettivo altrui.

Negozio Giuridico (definizione): una “dichiarazione di volontà” con la quale vengono enunciati gli

effetti perseguiti (il c.d. intento empirico) ed alla quale l’ordinamento giuridico – se la finalità dell’atto

è meritevole di tutela e se esso risponde ai requisiti fissati dalla legge per le singole figure – ricollega

effetti giuridici conformi al risultato voluto. (V. CMQ SCHEMA PRECEDENTE)

Elementi del negozio giuridico:

*) Essenziali: senza i quali il negozio è nullo. Possono essere generali, se si riferiscono ad ogni tipo di

negozio (la volontà, la dichiarazione, la causa); o particolari, se si riferiscono a quel particolare tipo

considerato.

*) Accidentali: che le parti sono libere di apporre o meno. Gli e.a. una volta apposti ad un negozio

fanno parte del contenuto dello steso ed alla loro osservanza non può sottrarsi nessuna delle parti.

Anche essi possono essere generali, quelli che possono essere introdotti in tutte le categorie negoziali,

salvo particolari eccezioni (condizione, termine e modus); particolari, queli previsti solo per alcuni tipi

di negozio (così elementi accidentali dei soli contratti sono la clausola penale, la caparra)

*) I presupposti: sono circostanze estrinseche al negozio indispensabili perché il negozio sia valido

*) Elementi naturali: in realtà si tratta di effetti naturali: gli effetti che la legge considera connaturati al

negozio posto in essere dalle parti stesse. E’ cmq, consentito alle parti di aumentarli, limitarli,

escluderli, o modificarli con apposita clausola inserita nei negozi stessi

Cap.13

Dichiarazione espressa:se fatta con parole, cenni, alfabeto Morse, insomma con qualsiasi mezzo

idoneo a far palese ad altri il nostro pensiero.

Manifestazione tacita: consistente in un comportamento che, secondo il comune modo di pensare e di

agire , risulti incompatibile con la volontà contraria.

Forma solenne o vincolata: è un elemento essenziale del negozio.

Forma ad probationem tantum: cioè al fine limitato della prova.

Cap.14

La pubblicità: serve a dare ai terzi la possibilità di conoscere l’esistenza e il contenuto di un negozio

giuridico, o, anche, lo stato delle persone fisiche e le vicende delle persone giuridiche.

Tipi di pubblicità:

a)pubblicità-notizia:la cui omissione dà luogo ad una sanzione pecuniaria o penale,ma è irrilevante per

la validità dell’atto, che rimane anche opponibile ai terzi.

b)pubblicità dichiarativa: che serve a rendere opponibile il negozio ai terzi o ad alcuni terzi.

c)pubblicità costitutiva: questo tipo di pubblicità è elemento costitutivo della fattispecie, è requisito per

la perfezione del negozio.

Cap.15

Teoria dell’affidamento: se la dichiarazione diverge dall’interno del volere, ma colui cui essa è

destinata non era in grado di conoscere la divergenza, il negozio è valido; è invalido se il destinatario

sapeva o era in grado di accorgersi che la dichiarazione non corrispondeva all’interno volere del

dichiarante.

Casi di mancanza di volontà o di divergenza: (V. infra)

*)Riserva mentale:consiste nel dichiarare intenzionalmente cosa diversa da quel che s’intende

effettivamente senza che l’altra parte sia in grado di scoprire la divergenza.

*)Violenza fisica(vis absoluta):manca del tutto la volontà .

*)Violenza psichica(vis compulsava):consiste in una minaccia che fa deviare la volontà inducendo il

soggetto a emettere una dichiarazione che, senza la minaccia , non avrebbe emesso.

Errore ostativo:è l’errore che cade sulla dichiarazione(determinante divergenza tra volontà e

dichiarazione).

La simulazione: si considera “simulato” un contratto quando le parti ne documentano la stipulazione, al

fine di poterlo invocare di fronte ai terzi (sebbene si tratti di un atto meramente apparente), ma sono tra

loro d’accordo che gli effetti previsti dall’atto simulato non si devono verificare.

Causa simulandi:lo scopo per cui le parti ricorrono alla simulazione.

Simulazione assoluta:se le parti con i loro accordi interni si limitano ad escludere la rilevanza nei loro

rapporti, del contratto apparentemente stipulato,(cosicché la situazione preesistente rimane, in realtà,

immutata).

Simulazione relativa:qualora le parti concordino che nei loro rapporti interni (pur non dovendo

svolgere effetti l’atto simulato) assuma rilevanza un diverso negozio, che si dice dissimulato, in quanto

celato sotto l’ombrello del negozio simulato.

Negozio dissimulato: quando le parti non vogliono lasciare immutata la situazione giuridica

preesistente, ma intendono modificarla, sebbene non già secondo risulta dal contratto apparentemente

stipulato, bensì secondo quanto da esse concordato con l’atto dissimulato.

La simulazione relativa può essere oggettiva o soggettiva, a seconda che il negozio dissimulato

differisca da quello simulato per quanto riguarda l’oggetto dell’atto ovvero i soggetti.

Interposizione fittizia di persone:la figura più importante di simulazione relativa soggettiva; ricorre

quando il contratto simulato viene stipulato tra Tizio e Caio , ma entrambi sono d’accordo con

Sempronio che , in realtà , gli effetti dell’atto si verificheranno nei confronti di quest’ultimo.

Interposizione reale:in questo caso, l’alienante, non partecipa agli accordi tra acquirente (persona

interposta) e terzo, cosicché l’alienazione non è simulata, ma realmente voluta e gli effetti dell’atto si

producono regolarmente in capo all’acquirente, restando indifferente per l’alienante che quest’ultimo

non intende acquistare per se, ma per conto di un terzo, con cui l’alienante non entra in rapporto e verso

il quale né assume obblighi né acquista diritti.

Differenza tra simulazione e frode alla legge o ai creditori: mentre nel negozio giuridico simulato gli

effetti negoziali non sono voluti dalle parti, negli atti in frode (alla legge o ai creditori) gli effetti

negoziali sono voluti , sia pure con un intento di frode.

Negozio indiretto o procedimento indiretto:quando un determinato effetto giuridico non viene

realizzato direttamente, ma viene conseguito mediante una via traversa, ponendo in essere atti diretti ad

altri effetti, ma che con la loro combinazione realizzano egualmente il risultato perseguito, o un

risultato simile.

Negozio fiduciario: quando un soggetto detto sfiduciante trasferisce(senza corrispettivo) o fa trasferire

da un terzo (pagando lui il corrispettivo) ad un fiduciario la titolarità di un bene( più frequentemente

mobile) ma con il patto (c.d.pactum fiduciae) che l’intestatario utilizzerà e disporrà del bene

esclusivamente in conformità alle istruzioni che il fiduciante gli ha impartito o si riserva di impartirgli

successivamente. I vizi della volontà

I vizi della volontà cui la legge attribuisce valore sono:

1) l’errore, 2) la violenza,3) il dolo.

-Art.1427:il contraente il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo, può

chiedere l’annullamento del contratto….


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AGRIGENTO, PALERMO, TRAPANI)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Galasso Giovanni.

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