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Classificazione dei negozi giuridici

b) in relazione alla funzione (o causa)

Negozi mortis causa: Negozi inter vivos:

( nel nostro ordinamento è previsto un Sono tutti gli altri negozi che solo

negozio mortis causa, il testamento, prescindono da tale presupposto,

e sono vietati tutti i patti successori( ) essi sono destinati ad aver effetto

art.458

e le “donazioni mortis causa”) i cui effetti durante la vita del soggetto.

presuppongono la morte di una persona

Negozi patrimoniali: Negozi di diritto familiare

Riguardano rapporti economicamente In questi prevale sull’interesse del

Valutabili.essi si distinguono in: singolo l’interesse superiore del nucleo

familiare, onde sono stati qualificati

atti di potestà familiare.

Negozi di attribuzione patrimoniale: Negozi di accertamento:

che tendono ad uno spostamento di diritti che si propongono soltanto di eliminare

patrimoniali da un soggetto ad un altro. Controversie, dubbi, discussioni sulla

(ex.vendita.) situazione esistente.(Si è d’accordo nel

ritenere che il negozio di

accertamento ha effetto retroattivo).

Negozi di disposizione: Negozi di obbligazione:

che importano una immediata che danno luogo soltanto alla nascita di

diminuzione del patrimonio mediante un’obbligazione, ancorché diretta al

alienazione o mediante rinunzia trasferimento di un bene.

Negozi traslativi : Negozi di obbligazione:

che attuano il trasferimento Ex.la rinunzia: dichiarazione unilaterale

o la limitazione del diritto del titolare di un diritto sog. diretta a

a favore di terzi dismettere il diritto stesso senza

trasferirlo ad altri.

In relazione al corrispettivo:

Negozio a titolo oneroso:quando un soggetto per Negozio a titolo gratuito: il negozio per effetto

acquistare qualsiasi tipo di diritto ,beneficio o del

vantaggio, accetta un correlativo sacrificio, e tra quale un soggetto acquisisce un vantaggio senza

vantaggio e sacrificio esiste un nesso di causalità. alcun correlativo sacrificio.

Fattispecie:

astratta :la situazione-tipo prevista dalla norma giuridica al verificarsi della quale si collegano

determinate conseguenze;

concreta: il caso concreto sottoposto all’esame del giudice (astratta e concreta).

Semplice:quando consta di un solo fatto;

complessa:quando è costituita da una pluralità di fatti giuridici.

Cap. 11

Prescrizione estintiva (art. 2934)- ordinaria 10 anni -: produce l’estinzione del diritto soggettivo per

effetto dell’inerzia del titolare del diritto stesso che non lo esercita o non ne usa per il tempo

determinato dalla legge.

E’ un istituto di ordine pubblico (per cui vi è l’inderogabilità –art. 2936- della disciplina della

prescrizione).

La prescrizione presuppone, quindi, l’inerzia ingiustificata del titolare del diritto: essa non opera

allorché sopraggiunga una causa che giustifichi l’inerzia stessa(sospensione), oppure nel caso in cui

l’inerzia stessa venga meno(interruzione).

Sospensione: è determinata o da particolari rapporti tra le parti (art. 2941: tra i coniugi) o dalla

condizione del titolare (art 2942: militari in servizio attivo in tempo di guerra).

L’interruzione: ha luogo o perché il titolare compie un atto con il quale esercita il diritto (domanda

giudiziale, atto di costituzione in mora del debitore) o perché il diritto viene riconosciuto dal soggetto

passivo del rapporto.

Differenza tra i due istituti: la sospensione spiega i suoi effetti per tutto il periodo per cui gioca la causa

giustificativa dell’inerzia, ma non toglie valore al periodo eventualmente già trascorso;si può

paragonare ad una parentesi. Invece l’interruzione, facendo venir meno l’inerzia, toglie ogni valore al

tempo anteriormente trascorso;dal verificarsi del fatto interruttivo però comincia a decorrere un nuovo

periodo di prescrizione.

Prescrizione presuntiva (6 mesi, 1 anno, 3 anni):quando la legge presume l’estinzione di un debito.Può

essere assoluta( se non ammette la prova contraria)o relativa( se ammette la prova contraria).

In realtà sono le presunzioni che possono essere assolute o relative:

Assolute (iuris et de iure): non ammettono la prova contraria

Relative (iuris tantum): ammettono la prova contraria

Decadenza:produce l’estinzione del diritto in virtù del fatto oggettivo del decorso del tempo, esclusa ,

in genere ogni considerazione relativa alla situazione soggettiva del titolare.La decadenza implica,

quindi l’onere di esercitare il diritto nel tempo prescritto dalla legge. Ha cioè un carattere perentorio e

non da spazio alle figure della sospensione e della interruzione (che invece ci sono per la prescrizione)

Cap.12

Gli atti giuridici si distinguono in due grandi categorie:

1) Atti leciti:atti conformi alle prescrizioni dell’ordinamento giuridico.

2) Atti illeciti: atti compiuti in violazione di doveri giuridici e che producono la lesione del diritto

soggettivo altrui.

Negozio Giuridico (definizione): una “dichiarazione di volontà” con la quale vengono enunciati gli

effetti perseguiti (il c.d. intento empirico) ed alla quale l’ordinamento giuridico – se la finalità dell’atto

è meritevole di tutela e se esso risponde ai requisiti fissati dalla legge per le singole figure – ricollega

effetti giuridici conformi al risultato voluto. (V. CMQ SCHEMA PRECEDENTE)

Elementi del negozio giuridico:

*) Essenziali: senza i quali il negozio è nullo. Possono essere generali, se si riferiscono ad ogni tipo di

negozio (la volontà, la dichiarazione, la causa); o particolari, se si riferiscono a quel particolare tipo

considerato.

*) Accidentali: che le parti sono libere di apporre o meno. Gli e.a. una volta apposti ad un negozio

fanno parte del contenuto dello steso ed alla loro osservanza non può sottrarsi nessuna delle parti.

Anche essi possono essere generali, quelli che possono essere introdotti in tutte le categorie negoziali,

salvo particolari eccezioni (condizione, termine e modus); particolari, queli previsti solo per alcuni tipi

di negozio (così elementi accidentali dei soli contratti sono la clausola penale, la caparra)

*) I presupposti: sono circostanze estrinseche al negozio indispensabili perché il negozio sia valido

*) Elementi naturali: in realtà si tratta di effetti naturali: gli effetti che la legge considera connaturati al

negozio posto in essere dalle parti stesse. E’ cmq, consentito alle parti di aumentarli, limitarli,

escluderli, o modificarli con apposita clausola inserita nei negozi stessi

Cap.13

Dichiarazione espressa:se fatta con parole, cenni, alfabeto Morse, insomma con qualsiasi mezzo

idoneo a far palese ad altri il nostro pensiero.

Manifestazione tacita: consistente in un comportamento che, secondo il comune modo di pensare e di

agire , risulti incompatibile con la volontà contraria.

Forma solenne o vincolata: è un elemento essenziale del negozio.

Forma ad probationem tantum: cioè al fine limitato della prova.

Cap.14

La pubblicità: serve a dare ai terzi la possibilità di conoscere l’esistenza e il contenuto di un negozio

giuridico, o, anche, lo stato delle persone fisiche e le vicende delle persone giuridiche.

Tipi di pubblicità:

a)pubblicità-notizia:la cui omissione dà luogo ad una sanzione pecuniaria o penale,ma è irrilevante per

la validità dell’atto, che rimane anche opponibile ai terzi.

b)pubblicità dichiarativa: che serve a rendere opponibile il negozio ai terzi o ad alcuni terzi.

c)pubblicità costitutiva: questo tipo di pubblicità è elemento costitutivo della fattispecie, è requisito per

la perfezione del negozio.

Cap.15

Teoria dell’affidamento: se la dichiarazione diverge dall’interno del volere, ma colui cui essa è

destinata non era in grado di conoscere la divergenza, il negozio è valido; è invalido se il destinatario

sapeva o era in grado di accorgersi che la dichiarazione non corrispondeva all’interno volere del

dichiarante.

Casi di mancanza di volontà o di divergenza: (V. infra)

*)Riserva mentale:consiste nel dichiarare intenzionalmente cosa diversa da quel che s’intende

effettivamente senza che l’altra parte sia in grado di scoprire la divergenza.

*)Violenza fisica(vis absoluta):manca del tutto la volontà .

*)Violenza psichica(vis compulsava):consiste in una minaccia che fa deviare la volontà inducendo il

soggetto a emettere una dichiarazione che, senza la minaccia , non avrebbe emesso.

Errore ostativo:è l’errore che cade sulla dichiarazione(determinante divergenza tra volontà e

dichiarazione).

La simulazione: si considera “simulato” un contratto quando le parti ne documentano la stipulazione, al

fine di poterlo invocare di fronte ai terzi (sebbene si tratti di un atto meramente apparente), ma sono tra

loro d’accordo che gli effetti previsti dall’atto simulato non si devono verificare.

Causa simulandi:lo scopo per cui le parti ricorrono alla simulazione.

Simulazione assoluta:se le parti con i loro accordi interni si limitano ad escludere la rilevanza nei loro

rapporti, del contratto apparentemente stipulato,(cosicché la situazione preesistente rimane, in realtà,

immutata).

Simulazione relativa:qualora le parti concordino che nei loro rapporti interni (pur non dovendo

svolgere effetti l’atto simulato) assuma rilevanza un diverso negozio, che si dice dissimulato, in quanto

celato sotto l’ombrello del negozio simulato.

Negozio dissimulato: quando le parti non vogliono lasciare immutata la situazione giuridica

preesistente, ma intendono modificarla, sebbene non già secondo risulta dal contratto apparentemente

stipulato, bensì secondo quanto da esse concordato con l’atto dissimulato.

La simulazione relativa può essere oggettiva o soggettiva, a seconda che il negozio dissimulato

differisca da quello simulato per quanto riguarda l’oggetto dell’atto ovvero i soggetti.

Interposizione fittizia di persone:la figura più importante di simulazione relativa soggettiva; ricorre

quando il contratto simulato viene stipulato tra Tizio e Caio , ma entrambi sono d’accordo con

Sempronio che , in realtà , gli effetti dell’atto si verificheranno nei confronti di quest’ultimo.

Interposizione reale:in questo caso, l’alienante, non partecipa agli accordi tra acquirente (persona

interposta) e terzo, cosicché l’alienazione non è simulata, ma realmente voluta e gli effetti dell’atto si

producono regolarmente in capo all’acquirente, restando indifferente per l’alienante che quest’ultimo

non intende acquistare per se, ma per conto di un terzo, con cui l’alienante non entra in rapporto e verso

il quale né assume obblighi né acquista diritti.

Differenza tra simulazione e frode alla legge o ai creditori: mentre nel negozio giuridico simulato gli

effetti negoziali non sono voluti dalle parti, negli atti in frode (alla legge o ai creditori) gli effetti

negoziali sono voluti , sia pure con un intento di frode.

Negozio indiretto o procedimento indiretto:quando un determinato effetto giuridico non viene

realizzato direttamente, ma viene conseguito mediante una via traversa, ponendo in essere atti diretti ad

altri effetti, ma che con la loro combinazione realizzano egualmente il risultato perseguito, o un

risultato simile.

Negozio fiduciario: quando un soggetto detto sfiduciante trasferisce(senza corrispettivo) o fa trasferire

da un terzo (pagando lui il corrispettivo) ad un fiduciario la titolarità di un bene( più frequentemente

mobile) ma con il patto (c.d.pactum fiduciae) che l’intestatario utilizzerà e disporrà del bene

esclusivamente in conformità alle istruzioni che il fiduciante gli ha impartito o si riserva di impartirgli

successivamente. I vizi della volontà

I vizi della volontà cui la legge attribuisce valore sono:

1) l’errore, 2) la violenza,3) il dolo.

-Art.1427:il contraente il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo, può

chiedere l’annullamento del contratto…. 1)Errore

L’errore consiste in una falsa conoscenza della realtà.

Errore vizio:incidente sul processo interno di formazione della volontà: cioè quello consistente in un

contrasto tra la rappresentazione interna così come si sarebbe dovuta formare e come si è formata

Errore ostativo:divergenza tra il significato obiettivo della dichiarazione e la rappresentazione

soggettiva (volontà) che ne faceva il dichiarante.

Errore di fatto:quando cade su una circostanza di fatto

Errore di diritto:quando concerne la stessa esistenza o l’interpretazione o l’applicabilità di una norma

giuridica imperativa o dispositiva.

Art.1428:l’errore è causa di annullamento del contratto quando è essenziale ed è riconoscibile

dall’altro contraente.

Art.1429:l’errore è essenziale:

1) quando cade sulla natura o sull’oggetto del contratto;

1) quando cade sull’identità dell’oggetto della prestazione, ovvero sopra una qualità dello stesso

che,secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi

determinante il consenso.

3) quando cade sull’identità o sulla qualità della persona dell’altro contraente, sempre che l’una o

le altre siano state determinante il consenso.

4) quando , trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

Riflessione:l’indicazione non è tassativa ma è di stretta interpretazione altrimenti potrebbero assumere

rilievo gli errori sul motivo.

Art.1431.l’errore si considera riconoscibile quando in relazione al contenuto, alle circostanze del

contratto, ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo.

2) Violenza

Violenza fisica (vis absoluta): manca del tutto la volontà. Ipotesi rara. Ad es. Un uomo molto forte ci

prende la mano costringendola a firmare

Violenza psichica (vis compulsava) : consiste nella minaccia di un male ingiusto, rivolta ad una

persona allo specifico scopo di estorcerle il consenso alla stipulazione di un contratto, ovvero di indurla

a porre in essere un altro tipo di negozio giuridico.

Art.1434.La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo.

Art.1435.caratteri della violenza: la violenza deve essere di tal natura da far impressione sopra una

persona sensata da farle temere di esporre se o i suoi beni a un mele ingiusto e notevole.Si ha riguardo ,

in questa materia, all’età al sesso, e alla condizione delle persone.

Riflessioni:per persona sensata deve intendersi oltre che una persona capace di intendere di volere ,

una persona con un grado di maturità psicofisica adeguata all’età, al sesso e alla condizione (personale

e sociale).

Art.1436.La violenza è causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda

la persona o i beni del coniuge del contraente, o di un discendente o ascendente di lui.

Se il male riguarda altre persone, l’annullamento del contratto viene rimesso alla prudente valutazione

delle circostanze da parte del giudice.

Art.1437.Il solo timore reverenziale (metus reverentialis: inteso rispetto che si nutre verso persone

autorevoli)non è causa di annullamento del contratto.

3)Dolo

Dolo:consiste in un inganno che induce un soggetto in errore e che lo induce a stipulare un negozio.Il

dolo consiste sia con l’ingannare con notizie false, con parole o con fatti la parte interessata ,

direttamente o per mezzo di terzi(dolo commissorio), quanto nel nascondere alla conoscenza altrui fatti

o circostanze che avrebbero potuto indurre la controparte a rinunciare alla stipulazione dell’atto(dolo

omissivo).anche la mera reticenza e la menzogna, oltre che il silenzio possono integrare un

comportamento doloso quando siano determinanti nella volizione, tenendo conto delle circostanze ,

delle qualità e delle condizioni soggettive della vittima.

Dolus bonus:bonaria esaltazione della propria merce.Esso non determina l’annullamento del contratto

Art.1439.Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono

stati tali che, senza di essi, l’altra parte no avrebbe contratto.

2°quando i raggiri sono stati usati da un terzo,il contratto è annullabile se essi erano noti al contraente

che ne ha tratto vantaggio.

Art.1440.Dolo incidente: se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso , il contratto è

valido, benché senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse; ma il contraente in mala fede

risponde dei danni

Riflessioni:ispirata dal principio di conservazione, la norma offre al contraente che è stato ingannato su

aspetti non essenziali dell’accordo, solo il rimedio del risarcimento del danno.

Cap.17

Causa : è definita come l’ultimo dei motivi , la funzione economico-sociale del negozio, lo scopo lecito

che l’ordinamento garantisce di raggiungere, ragione d’essere del negozio che l’ordinamento riconosce

e giustifica.

contratti tipici: sono disciplinati specificatamente dal legislatore.

Contratti atipici:sono quelli che la pratica pone in essere pur in assenza di uno schema legislativo.

Contratti misti o complessi :la cui causa è costituta dalla fusione delle cause di due o più contratti

tipici;secondo la dottrina più autorevole e la giurisprudenza, si applica per analogia la disciplina del

contratto la cui funzione è in concreto prevalente(teoria dell’assorbimento).

Negozi astratti:sono quelli in cui la causa esiste ma non è espressa, non emerge dalle strutture del

negozio, è, pertanto ad esso esterna.

L’Astrazione sostanziale:è quella per cui il negozio nel suo funzionamento resta vincolato alla causa.

L’Astrazione processuale:presuppone che il negozio sia casuale.

Illiceità della causa:la causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico e al

buon costume.

Negozio illegale:quando è contrario a norme imperative o all’ordine pubblico.

Immorale:quello contrario al buon costume;

Motivo:scopo pratico, individuale perseguito dal soggetto e che lo motiva al compimento dell’atto.

Differenza dalla causa: mentre la causa è sempre uguale per ciascun tipo di contratto (ad es. nella

compravendita è scambio di cosa con prezzo; nel baratto è scambio di cosa con cosa, etc.), il motivo è

soggettivo, varia da soggetto a soggetto (uno compra una bici per rivenderla, uno per usarla: è

soggettivo).

Negozio in frode alla legge:ha luogo, quando il negozio, pur rispettando la lettera della legge(verba

legis) costituisca il mezzo per eludere l’applicazione di una norma imperativa e cioè per raggiungere un

risultato praticamente equivalente a quello vietato.

Negozio contrario alla legge:con questo le parti mirano direttamente ad un risultato vietato.

Cap.18 Rappresentanza

Art1388.il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell’interesse del rappresentato, nei limiti

delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

E’ l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) è attribuito (dalla legge o dall’interessato) un

apposito potere di sostituirsi ad un altro soggetto(rappresentato) nel compimento di attività giuridica

per conto di quest’ultimo e con effetti diretti nella sua sfera giuridica (se ad un soggetto è attribuito il

potere di ricevere atti o prestazioni in nome del rappresentato, si parla di rappresentanza passiva).

Nuncius:colui che trasmette materialmente la dichiarazione altrui(egli è un portavoce).

Rappresentanza diretta:è la figura vera e propria di rappresentanza che si ha quando il rappresentante

agisce non solo per conto (e cioè nell’interesse) del rappresentato, ma anche nel nome (spendita del

nome) di questo.Caratteristiche della rappresentanza diretta sono dunque:

a)la spendita del nome altrui(c.d. contemplatio domini).

b)il verificarsi degli affetti del negozio direttamente ed unicamente nella sfera giuridica del

rappresentato.

Rappresentanza indiretta(o impropria o mediata o interposizione gestoria):quando il rappresentante

agisce solo per conto, ma non nel nome del rappresentato

Caratteristiche della R. indiretta sono:

a) la mancata spendita del nome altrui

b) il realizzarsi degli effetti del negozio nella sfera giuridica del rappresentato, per cui sarà

necessario il compimento di un’ulteriore attività affinché questi effetti possano riversarsi

definitivamente in capo al rappresentato .A questa ulteriore attività il rappresentante è tenuto in

base al rapporto interno che lo lega al rappresentato.La R.indiretta, per le sue caratteristiche e

per il fatto che ad essa in genere ricorre che vuole conseguire gli effetti di un atto pur non

configurando come parte, è anche denominata interposizione reale di persona.

Autorizzazione:figura particolare che si avvicina alla rappresentanza indiretta; con essa una persona

(autorizzante) conferisce ad altra (autorizzato) il potere di compiere negozi giuridici, diretti ad influire

nella sfera dell’autorizzante, in nome tuttavia dell’autorizzato.

Art.1387.Fonti della rappresentanza il potere di rappresentanza è conferito dalla legge, ovvero

dall’interessato.

Rappresentanza legale:quando il potere di agire in nome altrui deriva dalla legge; essa ricorre quando

il soggetto è incapace: il minore è rappresentato dai suoi genitori(art.320), ovvero qualora gli sia stato

nominato un tutore, da quest’ultimo; l’interdetto è rappresentato dal tutore.Si usa parlare di

rappresentante legale(per la verità impropriamente) anche a proposito della c.d. rappresentanza

organica, ossia, con riguardo al potere di rappresentare un ente che spetta all’organo (e quindi alla

persona fisica che ne è titolare), che , in base allo studio dell’ente stesso, ha la competenza ad esternare

la volontà di quest’ultimo.Potere rappresentativo (che riguarda la direzione interna dell’ente ed anche la

formazione di quelle decisioni, che il rappresentante ha il compito di comunicare ai terzi).

Ufficio privato: diverso dal concetto di rappresentanza legale e di organo della persona giuridica;questo

consiste nel potere di svolgere un’attività nell’interesse altrui e con effetti diretti nella sfera giuridica

del soggetto sostituito, in adempimento di una funzione prevista dalla legge 8esempio tipico:esecutore

testamentario).

Assistenza: essa è affidata al curatore che integra la dichiarazione dell’emancipato o dell’inabilitato.

Procura:nella rappresentanza volontaria il negozio con il quale una persona conferisce ad un’altra il

potere di rappresentarla (nel linguaggio comune si parla anche di delega).E’ un atto a rilevanza

esterna:essa infatti tocca i rapporti esterni del rappresentato nei confronti dei terzi, in quanto il

rappresentante acquista il potere di impegnare direttamente il rappresentato con i terzi coi quali viene in

contatto. –diversa dal mandato che è un contratto -

Perciò il rappresentante volontario si chiama procuratore.

La rappresentazione diretta implica l’esistenza di due differenti rapporti tra rappresentato e

rappresentante:

-un rapporto avente rilevanza esterna,in virtù del quale il rappresentante acquista la legittimazione a

spendere il nome del rappresentato nei rapporti coi terzi;tale rapporto trova la su afonte nella procura;

-un rapporto interno detto di gestione, in virtù del quale il rappresentante è tenuto a compiere

un’attività giuridica che incide nella sfera d’interessi del rappresentato;tale rapporto trova di solito la

sua fonte nel mandato(contratto con il quale il rappresentante (mandatario9 si obbliga a compiere uno o

più atti giuridici -ossia nell’interesse- del rappresentato(mandante) ma può derivare anche da altre

figure contrattuali(es. società, lavoro subordinato, agenzia, ecc.)

Natura giuridica della procura:

a)unilaterale:esso si perfeziona con la dichiarazione di volontà di un’unica parte, senza che occorra il

consenso del destinatario.

b)recettizio:la sua efficacia è subordinata alla sua ricezione da parte del rappresentante(Carota-Ferrara

e la giurisprudenza prevalente) o, secondo altri, da parte dei terzi(Messineo).

c)preparatorio:il potere di rappresentanza viene infatti conferito , mediante la procura per il

compimento di uno o più negozi giuridici; la procura è pertanto accessoria ai negozi per i quali essa

viene conferita.

Differenza dal mandato:anche se spesso la procura è compresa in un mandato è necessario distinguerli:

-la procura è un negozio unilaterale, costitutivo di poteri per il rappresentante, mentre il mandato è un

contratto(pertanto un negozio bilaterale) costituivo di obblighi per le parti e destinato a regolare i

rapporti interni tra rappresentante e rappresentato.

-La procura può essere connessa ad un negozio diverso dal mandato(ex.rapporto institorio che è un

rapporto di lavoro).

-Il mandato può essere stipulato anche senza l’attribuzione del potere di rappresentanza , cioè senza la

procura:in tale ipotesi il mandatario assume l’obbligo di compiere un’attività giuridica per conto del

mandante, senza avere il potere di agire in nome di questi;il rapporto si riconduce nella sfera della

rappresentanza indiretta.

Come ogni dichiarazione di volontà la procura. può essere espressa o tacita, cioè, risultante da fatti

concludenti(come ad esempio nel caso di affidamento ad un commesso del compito delle vendite).

La procura può anche essere :

speciale: quando concerne un solo affare o più affari determinati.

Generale(o ad negozia):riguarda tutti gli affari del rappresentato; il procuratore generale si chiama

anche”alter ego”.

Forma:Art.1392.La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che

il rappresentante deve concludere.

Naturale appare che il rappresentante possa vincolare il rappresentato solo nei limiti dei poteri

conferitigli(v. art. 1388)

Revoca della procura:l’atto con il quale il rappresentato fa cessare gli effetti della procura;anche la

revoca è un negozio unilaterale.

Procurator in rem suam: quando la procura è conferita anche nell’interesse del

rappresentante(ex.cessione dei beni ai creditori.Art.1977).

Conflitto d’interessi tra rappresentante e rappresentato: quando il rappresentante è portatore di

interessi proprio o si terzi in contrasto con quelli del rappresentato.rientra nello schema del conflitto

d’interessi la figura del contratto con se stesso (unico soggetto che assume 2 parti: procuratore che

rappresenta contemporaneamente il compratore e il venditore; questo contratto è di regola annullabile).

Eccezioni:Art.1395.A meno che il rappresentato lo abbia autorizzato specificamente, ovvero il

contenuto del contratto sia determinato in modo da escludere la possibilità di conflitto d’interesse

Rappresentanza senza potere:il negozio compiuto da chi ha agito come rappresentante senza averne il

potere (difetto di potere)o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli(eccesso di potere) non produce

effetti nella sfera giuridica dell’interessato;il negozio è perciò inefficace.

Ratifica:negozio unilaterale, con cui l’interessato fa propri gli atti conclusi in suo nome da chi non

aveva potere di rappresentarlo o ha esorbitato dai poteri concessigli;essa può essere espressa o tacita:

deve essere fatta con osservanza delle forme prescritte per la conclusione del contratto.Art1399.

Gestione di affari altrui:Art2028.chi senza esserne obbligato, assume scientemente la gestione di un

affare altrui è tenuto a continuarla e a condurla a termine finché l’interessato non si in grado di

provvedervi da se stesso.Art2031.Qualora la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve

adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto in nome di lui…

Del contratto per persona da nominare:Art.1401.Nel momento della conclusione del contratto , una

parte può riservarsi la facoltà di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e

assumere gli obblighi nascenti dal contratto stesso.

Differisce dalla:

-Rappresentanza indiretta: in quanto non occorre un nuovo negozio perché gli effetti si producano a

favore dell’interessato:basta la dichiarazione unilaterale di nomina, purché fatta nel termine di tre

giorni dalla stipulazione del contratto, se le parti non hanno stabilito un termine diverso(art.1402)

-Interposizione fittizia o simulata, perché in questa, con l’intesa dell’altra parte, il contraente dichiara

apparentemente e fittiziamente di agire in nome proprio, ma in realtà , chi contrae è l’interponente;nel

caso del contratto p.p.d.n. il contraente, invece, dichiara(e la dichiarazione corrisponde all’interno

volere) di contrarre per persona da nominare.

-Contratto per conto di chi spetti in cui colui che agisce, lo fa in nome e per conto di altri e, a

differenza del contratto p.p.d.n, non diventa mai parte del contratto.Si tratta in sostanza di un’ipotesi di

contemplatio domini in incertam personam,in cui il soggetto è indeterminato,ma certo, non eventuale.

Natura del c.p.p.d.n.:opinione preferibile: rappresentanza eventuale in incertam personam o

innominata:

-in incertam personam:perché chi agisce dichiara di agire in nome altrui(dichiara di acquistare non per

se, ma per persona da nominare), ma non rivela la persona per cui agisce.

-eventuale: perché se manca la procura anteriore o l’accettazione contemporanea alla dichiarazione di

nomina, non ricorre la figura della rappresentanza, perché il contratto produce i suoi effetti tra le parti

originarie

Cap.19 Elementi accidentali e motivi

(Vanno approfonditi)

Condizione:è un avvenimento futuro ed incerto dal quale le parti fanno dipendere o la produzione degli

effetti del negozio, cui la condizione è apposta, o l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già

prodotto.

Condizione sospensiva: se da essa dipende l’efficacia del negozio

Condizione risolutiva: se da essa dipende l’eliminazione degli effetti del negozio

La condizione (condicio facti) si distingue in :

1)casuale: se il suo avveramento dipende dal caso o dalla volontà di terzi;

2)potestativa:se dipende dalla volontà di una della parti;

3)mista:se dipende in parte dal caso o dalla volontà di terzi, in parte dalla volontà di una delle parti:

Condicio iuris:costituisce un elemento previsto e stabilito dalla legge, sul quale quindi, la volontà delle

parti non può influire ex. L’evento morte da cui dipende l’efficacia del testamento.

Presupposizione:allorquando da un’interpretazione secondo buona fede della volontà negoziale risulta

che le parti pur non facendone espressa mansione nel contratto , hanno considerato pacifica e come

determinante per la conclusione dell’affare una data situazione di fatto attuale o futura. (si da per

scontato che l’affitto di un balcone è fatto per assistere ad un’importante marcia )

Condizione illecita: quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico e al buon costume.

(distinzione negozi inter vivos e mortis causa)

Condizione impossibile:quella che consiste in un avvenimento irrealizzabile o dal punto di vista

naturale o dal punto di vista giuridico. (distinzione negozi inter vivos e mortis causa)

In un negozio condizionato occorre distinguere due momenti:

1)pendenza della condizione,l’avveramento non si è ancora verificato, ma potrebbe ancora verificarsi.

2)avveramento o mancanza della condizione, l’incertezza è eliminata, l’avvenimento si è avverato o è

certo che non si può verificare.

-La condizione si dice avverata quando si è verificato l’evento dedotto.

Termine di efficacia consiste in un evento futuro certo dal quale (termine iniziale)o fino al

quale(termine finale)debbono prodursi gli effetti del negozio.Si distingue in :

*)determinato, si sa quando avverrà;

*)indeterminato, non si sa quando avverrà.

Termine di adempimento:o di scadenza, che riguarda il momento in cui l’obbligazione deve essere

eseguita.

Pendenza: quando la data indicata non sia giunta o l’avvenimento certo non si è verificato

Il modo è una clausola accessoria che si appone a una liberalità (istituzione di erede, donazione) allo

scopo di limitarla.

Limitazione: può consistere in un obbligo di dare, fare o di non fare.

L’onere impossibile o illecito: sia che si tratti di liberalità mortis causa o inter vivos, si ha per non

apposto, a meno che esso non risulti essere stato il solo motivo determinante.

Il modo riduce gli effetti dell’attribuzione patrimoniale, ma non ne costituisce un corrispettivo

Gratuità del negozio modale: il modo è incompatibile con la natura del negozio a titolo oneroso

Modo, diverso dalla semplice raccomandazione o desiderio che implicano dei doveri morali

Modo diverso dalla condizione sospensiva: questa non produce un obbligo a carico della persona e,

d’altro canto, il mondo non sospende, a differenza della condizione, l’efficacia del negozio

Regole d’interpretazione:si distinguono in due gruppi

-a) regole d’interpretazione soggettiva, quelle che sono dirette a ricercare il punto di vista dei soggetti

del negozio;

b) regole d’interpretazione oggettiva, che intervengono quando non riesca possibile attribuire un senso

al negozio, nonostante il ricorso alle norme d’interpretazione soggettiva.

Principio della conservazione del negozio:nel dubbio, il negozio deve interpretarsi nel senso in cui esso

possa avere qualche effetto anziché in quello secondo cui non ne avrebbe alcuno

Qualificazione dell’atto:per q.d.a. si intende la sussunzione sotto il “nomen iuris” dal quale si

determina la disciplina applicabile.

Negozi dispositivi ad effetti reali:hanno per oggetto la trasmissione o la costituzione di un diritto reale o

il trasferimento di un altro diritto.

Negozi ad effetti obbligatori:danno luogo alla nascita di un effetto obbligatorio.

Negozio invalido:quando, per l’inosservanza dei limiti stessi, il negozio è viziato, difettoso, malato

.L’invalidità può assumere due aspetti: la nullità, l’annullabilità.

Nullità:un atto si dice nullo, pertanto, quando –a prescindere della “causa della nullità”-va valutato

come inidoneo a produrre i suoi effetti “tipici”.Il vizio che determina la nullità può investire l’intero

negozio, ovvero soltanto una o più clausole dell’atto. Differenze dalla Inesistenza.

Annullabilità:costituisce un’anomalia di minore gravità della nullità.Il contrasto con l’ordinamento

giuridico è meno profondo.Il negozio annullabile produce tutti gli effetti cui era diretto, ma questi

effetti vengono meno se viene proposta ed accolta l’azione di annullamento.

Convalida:è un negozio con il quale la parte legittimata a proporre l’azione di annullamento si preclude

la possibilità di far valere il vizio.

L’inefficacia:si usa questo termine per designare l’inattitudine del negozio a produrre i suoi effetti per

un fatto estraneo al negozio stesso(Può essere originaria rispetto alle parti e sempre transitoria), o

successiva( può dipendere dall’impugnativa di una delle parti o di terzi)

FARE BENE LE AZIONI DI NULLITà E DI ANNULLABILITà

LE OBBLIGAZIONI

L’obbligazione:consiste in un rapporto tra due parti in virtù del quale una di esse(debitore) è obbligata,

ha il dovere giuridico di tenere un certo comportamento , di eseguire una prestazione a favore dell’altra

parte(creditore).

Famosa definizione romana:”Obligatio est iuris vinculum, quo necessitate adstringimur alicuius

solvendae rei secundum nostrae civitatis iura”.

Obligatio est iuris vinculum: l’obbligazione è un vincolo giuridico; e in questo si distingue dagli altri

rapporti da cui derivano obblighi non giuridici(morali, o di convenienza).

Necessitate adstringimur: per il quale siamo necessariamente tenuti ; è, quindi un legame inderogabile;

ed essere debitori, vuol dire appunto che si è tenuti anche contro la volontà.

Alicuius solvendae rei: ad assolvere una qualche cosa- ad adempier qualche obbligo; definizione

romana troppo vaga e si dovrebbe specificare quali sono i requisiti di questa prestazione- a cominciare

dal suo carattere patrimoniale- e quale il suo contenuto, positivo(fare, dare) negativo(non fare, lasciar

godere,ecc.)

Secundum nostra civitatis iura: secondo i diritti della nostra civiltà ; si indica, cioè la necessità del

riconoscimento del vincolo da parte dell’ordinamento giuridico, che ne stabilisce la configurazione e le

modalità.

E’ stato detto che nei diritti reali figura un problema di attribuzioni di beni nei rapporti di obbligazione

un problema di cooperazione. Conseguentemente il rapporto obbligatorio è sempre relativo: mentre il

diritto reale è opponibile erga omnes, il diritto di credito può essere fatto valere solo nei confronti del

debitore.(si dice che è un diritto personale).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AGRIGENTO, PALERMO, TRAPANI)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Galasso Giovanni.

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