Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

come indici rilevatori dell’appalto, dall’altro si è sostenuta la presenza di

un contratto di trasporto pur in presenza di un contratto di durata

col quale era stato assunto l’obbligo di eseguire più trasporti in un arco

temporale determinato. L’elemento della diversa organizzazione è

decisivo perché la moderna impresa di trasporto deve dimostrare di

possedere un’organizzazione di impresa. La distinzione tra i due contratti

è rimessa alla prudente valutazione del giudice. In conclusione, il

contratto di trasporto è una specie di appalto, il fatto che il contratto di

trasporto sia legislativamente nominato non altera la struttura dell’appalto

di servizi. Il contratto di trasporto è soggetto alla specifica disciplina

dettata al suo riguardo, costituendo al contempo una forma

d’appalto esso sarà soggetto anche alla disciplina dettata per

quest’ultimo. Trovano applicazione sia le norme della species

trasporto sia quelle del genus appalto: le prime prevarranno – in

forza del principio di specialità- sulle seconde.

Il noleggio di autoveicolo – criteri distintivi –

Col contratto di noleggio taluno si obbliga ad effettuare col proprio veicolo e con la

. Questa figura riceve un’ampia

propria organizzazione uno o più viaggi per conto di altri

e specifica disciplina in ambito marittimo e aereo ma si manifesta anche nei

traffici terrestri. Le imprese di medie e grandi dimensioni, pur operando come

vettori contrattuali sono solite affidare l’esecuzione della prestazione ai cd

padroncini. Costoro sono piccoli imprenditori, estranei all’organizzazione

delle imprese per le quali viaggiano, ma, invero, sottoposti ad una

stringente e penetrante direzione da parte del vettore contrattuale. Costui

gestisce il veicolo sul quale è indicato il nome della sua ditta, emette i

documenti di viaggio ed esercita una potestà decisionale su tutte le attività

accessorie e connesse all’es.del trasporto sui rapporti con chi ne fruisce e

richiede l’effettuazione. I contratti prescelti per la collaborazione con i

padroncini presentano caratteri simili al noleggio di nave o aeromobile. Manca

un’articolata e specifica normativa. L’art. 85 cds ripristina il termine noleggio di

veicolo, ma la ricostruzione teorica del contratto noleggio è condizionata dalla

sostanziale assenza di una specifica normativa.. Nel contratto di noleggio, il

noleggiante si obbliga verso il noleggiatore a compiere col suo veicolo uno o

più viaggi predeterminati nel contratto ovvero a richiesta del noleggiante in

un determinato periodo di tempo. Si è sostenuto che tale contratto è

sottotipo del contratto di trasporto ex art 1678, pertanto si applica sia la

disciplina generale prevista dal codice che quella prevista dalle leggi

speciali. La L. 298/74 fa emergere l’esistenza di una precisa tendenza

normativa a prediligere una visione unitaria del contratto di trasporto in

cui si inseriscano tutti i possibili strumenti contrattuali prescelti dagli

autotrasportatori, non escluso il noleggio. Dalla citata legge, unitamente alla

L. 162/93, emerge che il noleggio di autoveicoli ed autotrasporto sono

disciplinati congiuntamente e rafforzano e rendono preferibile una

valorizzazione degli innegabili punti di contatto tra la causa dei due negozi.

L. 298/74 Sistema nazionale trasporto merci su strada.

L.162/93 La legislazione speciale è contenuta fondamentalmente nella L. 298/74 che offre

la fondamentale distinzione tra trasporto in conto proprio e trasporto in conto

terzi. Sono fattispecie distinte sia per collocazione topografica ( sono in due capi

) sia per il diverso regime autorizzatorio necessario per l’esercizio

distinti

dell’attività, assenza del corrispettivo per i trasporti in conto proprio, diversa

5

documentazione. In nessun caso un vettore abilitato all’un tipo di trasporto può,

senza il relativo provvedimento abilitativo ed autorizzativo, esercitare

indiscriminatamente l’altro. L’esigenza di separare i due sottotipi di trasporto e

di non permettere al soggetto munito di licenza ( ) di effettuare

trasp.conto proprio

l’attività professionalmente ha indotto il legislatore a dettare una serie di

condizioni e requisiti in presenza dei quali il soggetto sprovvisto di

autorizzazione ( ) può effettuare dei trasporti. Qualora vengano a

trasp.conto terzi

mancare i requisiti o le condizioni in base alle quali è stato rilasciato il

provvedimento autorizzatorio sono previste delle sanzioni. L’autotrasporto

esercitato in forma imprenditoriale può essere effettuato solo da vettori iscritti

all’Albo e che abbiano conseguito il provvedimento autorizzatorio.

31 L. 298/74 L’art. 31 L. 298/74 stabilisce che il trasporto di cose in conto proprio è il trasporto

TMCP eseguito da persone fisiche,giuridiche, enti privati o pubblici, qualunque sia la loro natura

per esigenze proprie

40 L. 298/74 L’art. 40 L. 298/74 stabilisce che è trasporto di cose per conti di terzi l’attività

TMCT imprenditoriale per la prestazione di servizi di trasporto verso un determinato corrispettivo.

Questo tipo di trasporto ha un ruolo prevalente rispetto a quello in conto

proprio. La rilevanza attribuita dal ns ordinamento all’attività esercitata in modo

professionale e la preminenza di tale forma, rispetto a quella svolta per esigenze

proprie, risultano inequivocabilmente dimostrate dalla più recente legislazione.

Quest’ultima ha individuato nel solo vettore professionale il destinatario di

specifici obblighi. il cui adempimento ed osservanza è ritenuta di fondamentale

importanza per la sicurezza sociale e la circolazione stradale. Il trasporto su

gomma è la componente più importante del trasporto. Il trasporto di merci su

strada è stato progressivamente sottratto all’autonomia privata ( regolamentata dal

) ed è entrato nel diritto pubblico, la recentissima legislazione

codice del commercio

ha attenuato un siffatto aspetto. Vi era una penetrante azione di controllo su

tutte le attività di trasferimento merci su strada che aveva una diretta influenza

sul contratto di trasporto. La L. 162/93 faceva uscire il contratto di trasporto dal

sistema privatistico del c.civ. piegandolo verso obiettivi di politica legislativa,

peraltro più o meno condivisibili. Di questa legge bisognerà tener conto anche

se il 28/02/2006 è intervenuta l’abrogazione del sistema tariffario obbligatorio.

La forma del contratto veniva più intesa in funzione di garanzia di ponderatezza

del negozio per bilanciare interessi contrapposti, ma viene finalizzata ad evitare

forme di abusivismo o posizioni di maggior o minor favore per il vettore e per le

parti interessate alle operazioni di trasporto. La L. 162/93 sanciva l’obbligo di

iscrizione all’albo ed il possesso di una regolare autorizzazione e l’art. 1 –

testualmente – stabiliva che al momento di conclusione del contratto di autotrasporto

cose conto terzi, a cura di chi effettua il trasporto sono annotati nella copia del contratto da

consegnare al committente pena nullità del contratto stesso, i dati relativi agli estremi

dell’attestazione di iscrizione all’Albo e dell’autorizz.trasp.conto terzi rilasciati dai competenti

comitati provinciali dell’Albo nazionale degli autotrasportatori di cui alla presente legge, da

Da questa prescrizione normativa si ricava

cui risulti il possesso dei requisiti di legge.

la conclusione che si fosse inteso usare la forma del contratto per combattere ed

evitare forme di abusivismo. Alla luce di tutto questo si può concludere che il

contratto non possa essere validamente stipulato da un qualsiasi soggetto di

diritto. L’impresa costituisce oggi una necessaria condizione per una positiva

realizzazione del trasporti. Le imprese di autotrasporto che stipulano contratti di

trasferimento cose da un luogo all’altro dietro corrispettivo per operare

legittimamente devono essere iscritte all’Albo ( ) , essere strutturate

art. 1 L 298/74

in forma di impresa ossia avere una adeguata capacità finanziaria e

professionale. La legislazione speciale si è affiancata a quella del c.civ. col

dichiarato intento di tutelare l’affidamento riposto dagli utenti i servizi di

6

trasporto nella professionalità, disponibilità di un’organizzazione, funzionali

all’esercizio di un’attività di trasporto in grado di garantire che il vettore si

renda adempiente a quegli obblighi di comportamento cui deve ottemperare per

una corretta e puntuale esecuzione delle prestazioni di trasporto.

Trasporto e contratti aventi ad oggetto prestazioni di logistica

( )

appalto + somministrazione

L’odierno spedizioniere tende a configurarsi come vero e proprio vettore o

come operatore di trasporto multimodale. Oggi, in realtà, il contratto di

spedizione appare individuabile sulla base di un dato soggettivo (concluso da

soggetto che si definisce spedizioniere) piuttosto che in base al dato oggettivo

della prestazione svolta. La domanda di trasporto è sempre più articolata e

complessa e vi è la tendenza degli operatori di fornire tutta una serie di servizi

complementari. Le mutate esigenze degli utenti hanno comportato la loro

trasformazione in prestatori di servizi logistici (cd. operatori logistici) che

assumono a proprio carico la gestione dei flussi complessi per conto del mittente,

coordinando i diversi mezzi di trasporto, occupandosi di immagazzinaggio e distribuzione dei

prodotto ed offrendo servizi complementari. Oggetto del contratto dei servizi di logistica è la

prestazione di una serie coordinata e continuativa di servizi, complessivamente e non più

singolarmente considerati, finalizzati ad offrire un opus caratterizzato dall’attuazione del

processo di pianificazione, implementazione e controllo di tutte le operazioni di

movimentazione, immagazzinamento e dei relativi flussi informativi, connessi col flusso

totale dei materiali, dall’acquisto delle materie prime fino alla consegna del prodotto al

. Si è passati

consumatore, per garantire un adeguato livello di servizio a costi ragionevoli

dalla figura dell’operatore unimodale a quello multimodale per arrivare a quello

logistico. I vettori hanno dovuto rivedere il loro ruolo e funzione istituzionale

perché chiamati a curare, oltre al trasferimento del carico, tutti gli altri aspetti

logistico organizzativi legati al flusso delle merci. Questo non ha inciso sugli

istituti dell’impianto codicistico e della legislazione speciale, ma ha posto il

problema giuridico della qualificazione dei contratti nei quali si prevedono

prestazioni di servizi di logistica. Il trasporto potrà essere l’attività prevalente

ma non costituirà più l’unica prestazione oggetto del contratto di logistica

perché quest’ultimo consta di una complessa combinazione con variegate

prestazioni. Il vero e proprio contratto di servizi di logistica non può essere

qualificato come contratto di trasporto con prestazioni accessorie.

L’inquadramento del contratto di servizio di logistica appartiene alla categoria dei

. Sulla normativa genericamente prevista in

contratti di appalto-somministrazione

materia di appalto prevalgono le disposizioni speciali sulla prescrizione,

responsabilità, ritenzione, forma del contratto, tariffe ecc. La fattispecie va

collocata nel genus locatio operis e species appalto dove l’appalto ha ad oggetto

prestazioni continuate e periodiche di servizi. Alle nome in tema di appalto si

aggiungono quelle relative al contratto di somministrazione ( Art. 1677

Prestazione continuativa o periodica di servizi - Se l'appalto ha per oggetto prestazioni

continuative o periodiche di servizi si osservano, in quanto compatibili, le norme di questo

) tra cui l’art. 1570 che prevede

capo e quelle relative al contratto di somministrazione

che si applichino le disposizioni che disciplinano i contratti cui corrispondono le

singole operazioni. La ratio del combinato disposto Art. 1677 1570 giustifica

il richiamo alla disciplina dei singoli contratti, anziché l’applicazione per intero

della disciplina generale attinente all’appalto.

IL TRASPORTO PERSONE

Il contratto trasporto persone e le modalità del suo perfezionamento

7

La dottrina prevalente, nel silenzio del codice del comm. del 1882, riteneva

applicabile la disciplina del c.civ. del 1865 relativamente alla locazione d’opera.

Il legislatore del 1942 ha contemplato in modo specifico solo la responsabilità

del vettore per i sinistri che colpiscono il passeggero durante il viaggio e per la

perdita ed avaria delle cose che egli porta con sé. Bisognerà far riferimento

all’art. 1678 per desumerne la definizione di contratto oneroso nel quale il

vettore assume l’obbligo di trasferire a proprio rischio, riservandosi la direzione

tecnica, una o più persone da un luogo all’altro verso un determinato

corrispettivo. Si tratta pur sempre di un contratto unitario perché le varie forme

di trasporto non danno vita a contratti tipici distinti ma solo a diverse species

nell’ambito di un unico genus contrattuale. Sebbene sia unica la causa del

contratto, l’oggetto si atteggia diversamente a seconda che si tratti di cose o

persone. La persona è un essere umano vivente dotato di capacità giuridica

che, essendo presente durante il viaggio con la sua intelligenza e volontà,

rimane consegnato anzitutto a se stesso. L’oggetto del contratto s’inquadra

nella prestazione da parte del vettore di un risultato che si concretizza nel

trasferire il passeggero, con gestione a proprio rischio dell’attività svolta,

assunzione della direzione tecnica, autonomia nella scelta dei mezzi e nella

predisposizione di un’adeguata organizzazione. Non possono essere ricondotte a

questo paradigma contrattuale le ipotesi in cui, sebbene vi sia un trasporto in

senso tecnico, esso sia inquadrabile in un’altra fattispecie ( es. contratto d’albergo e

). La prestazione dell’uso di un veicolo da parte del vettore può

trasporto del cliente

dar luogo ad una distinta forma di godimento della cosa, oppure mutare la

natura del contratto che si verrebbe a configurare come locatio rei nonostante si

sia convenuto un dato corrispettivo. Stante la scarsità della disciplina bisognerà

far riferimento ai principi generali in tema di obbligazioni e di contratti

sinallagnatici e alla locatio operis al cui genus appartiene la specie di trasporto.

Se vi siano lacune bisognerà far ricorso ai principi sul contratto d’opera o

d’appalto a seconda che il vettore esegua la prestazione mediante un’attività

prevalentemente personale o che la prestazione sia l’esplicazione di una più

complessa organizzazione di mezzi. Il contratto di trasporto è riconducibile

allo schema generale della locatio operis e, pur assumendo una configurazione

giuridica unitaria, riceve diversa disciplina a seconda dell’oggetto e del mezzo

col quale il trasporto viene eseguito. Se le parti non hanno stabilito l’entità

del compenso o le modalità per determinarlo esso sarà calcolato con riferimento

alle tariffe esistenti, agli usi, o , in mancanza, sarà determinato dal giudice ex

art. 1657 ( ) e 2225 (

corrispettivo nell’appalto contratto d’opera – corrispettivo da lavoro

). Nel caso di contratto conclusosi con il consumatore ( ) si

autonomo dir. 93/13/CEE

dovrà tener conto della presunzione di vessatorietà ex art. 1469 bis che ricade

su quelle clausole che consentano al professionista di stabilire che il prezzo dei

beni e dei servizi sia determinata al momento della consegna o della

prestazione, ovvero ex art 1469bis n. 10 sulle pattuizioni che prevedano

l’estensione dell’adesione del consumatore a clausole che non ha potuto

conoscere prima della conclusione del contratto. Il passeggero può recedere

dal contratto prima e durante l’esecuzione del viaggio purchè tenga indenne il

vettore delle spese sopportate, della prestazione eseguita e del mancato

guadagno ex artt. 1671-1227c.civ. In base agli artt. 1672-1228 sarà possibile

stabilire l’incidenza del rischio dell’impossibilità di eseguire il trasporto per

causa non imputabile ad alcuna delle parti che impedisca l’intera prestazione

dovuta: il vettore ha diritto ad un compenso nei limiti in cui il percorso,

parzialmente eseguito, sia utile per il viaggiatore con proporzionale riduzione

del prezzo dovuto per l’intero viaggio. Il contratto si perfeziona col semplice

consenso delle parti. Il momento perfezionativo rileva al fine di accertare la

sussistenza del vincolo contrattuale che è necessario presupposto per il

8

sorgere della responsabilità contrattuale del vettore, questo regime non può

essere invocato dall’utente clandestino. Nel trasporto persone su mezzi pubblici

il contratto si considera concluso nel momento in cui il passeggero accetta la

generale offerta a contrarre proveniente dal vettore mediante un

comportamento concludente. In questo caso si può parlare di rapporti

contrattuali di fatto, la fonte del rapporto obbligatorio non nasce dallo scambio

dei consensi ma da un comportamento di fatto es. quando, pur non avendo

ancora acquistato il biglietto, l’utente salga sulla vettura ferma nel luogo

stabilito, purchè la salita sia regolare e non avvenga su un mezzo in corsa.Il

momento conclusivo del rapporto contrattuale viene identificato nella discesa

dal mezzo di trasporto. Per la validità del contratto non è richiesta una forma

particolare. Questo non vale per il trasporto marittimo ed aereo: il contratto

deve essere provato per iscritto. Il codice non esige neanche particolari requisiti

per la prova. Non è applicabile l’art. 2725 c.civ. che limita l’operatività della

prova testimoniale per i contratti che, per legge o volontà delle parti, devono

essere provati per iscritto. Nell’ambito del trasporto pubblico è richiesta

l’emissione di un biglietto, contenente gli estremi per individuare la

prestazione delle parti, che è documento probatorio del contratto e titolo di

legittimazione. Ma il rilascio del biglietto non è essenziale per la formazione del

contratto che si perfeziona col consenso espresso in ogni modo anche per facta

concludentia ( la salita sul veicolo manifesta la volontà di accettare le condizioni proposte dal

). Siccome il c.civ. non detta

vettore e di concludere un rapporto contrattuale

disposizioni sul biglietto bisognerà far riferimento alle diverse modalità di

trasporto e alle diverse specie di biglietti per ricostruire il suo ambito di

operatività quale documento di legittimazione per il creditore del trasporto.

L’emissione del biglietto è espressamente prevista nel contratto di trasporto

marittimo ed aereo nel cod.della nav. e dalla Conv.di Vars. 1929

. Quest’ultima

ex art. 3 par.2 esclude la rilevanza della mancata emissione del biglietto ai fini

della validità del contratto ma prevede che se il biglietto viene emesso privo

delle indicazioni del par. 1 questo comporta la decadenza del vettore dal

beneficio dei limiti di responsabilità. Il biglietto funge da documento di

legittimazione ed il possesso individua l’avente diritto alla prestazione, il

vettore si libera dell’obbligazione assunta eseguendo il trasporto a favore di

colui che ne sia in possesso. Quando il contratto di trasporto è stipulato tenuto

conto delle qualità personali del passeggero ( es.biglietti ridotti per i portatori di

) o delle modalità del viaggio ( ) la

handicap o militari tariffa particolare andata-ritorno

cedibilità del diritto è, in via di principio, esclusa. Quando questa possibilità non

è vietata o incompatibile con la natura del trasporto allora sarà lecito cedere il

biglietto tramite semplice tradizione. Il biglietto è documento di legittimazione

che serve ex art.2002 ad identificare l’avente diritto alla prestazione, non è un

titolo di credito incorporante un diritto letterale ed autonomo. In questo tipo di

contratto manca la tripartizione tipica del contratto trasporto cose:

mittente,vettore e destinatario. La nozione legale di vettore di persone prescinde

dal carattere professionale dell’attività svolta dall’assuntore del trasporto. Non

sussiste alcuna differenza di disciplina se il vettore sia un mero prestatore

d’opera che esegue il trasporto con mezzi prevalentemente personali oppure se

si avvalga di un’organizzazione di mezzi nell’esercizio di un’impresa. Le ipotesi

di trasporto assunte al di fuori di un’attività imprenditoriale sono marginali e

riguardano essenzialmente il trasporto gratuito. Se spetta al vettore la scelta dei

mezzi e delle persone addette allo svolgimento della prestazione e la relativa

direzione tecnica, non è detto che necessariamente abbia la disponibilità dei

mezzi e provveda personalmente. Rileva l’assunzione del rischio economico e

della responsabilità del trasporto. Si è sostenuto che la prestazione del vettore

sia infungibile perché concluso intuitu personae. Questo non solo per la

9

rilevanza che assume la sicura individuazione dell’autore della prestazione, ma

perché l’infungibilità della prestazione oggetto di una locatio operis troverebbe

1 2

conferma nell’art. 1656 ( ) e 2232 ( ).

appalto contratto d’opera professionale

Gli obblighi del vettore – obbligo di protezione dell’incolumità fisica del

1681 passeggero

OBBLIGHI DEL Alla prestazione principale del vettore è connesso un obbligo di protezione

VETTORE avente ad oggetto l’adozione di tutte le misure idonee a far giungere il

passeggero incolume al luogo di destinazione. Il principio generale è che chi

per contratto è tenuto ad una data obbligazione è obbligato anche per tutte le

prestazioni accessorie. Tra queste rientra la garanzia di un’adeguata vigilanza

affinché il passeggero arrivi incolume a destinazione. Il dovere di vigilanza è

ricondotto nella categoria dei doveri contrattuali di protezione. Questi

ultimi sono connessi agli obblighi primari della prestazione perché la buona

fede richiede che venga preservato l’interesse di ciascuna parte dal rischio di

danno derivante dalla relazione costituitasi tra due soggetti. Nell’ambito del

trasporto cose, l’obbligo di vigilanza corrisponde all’obbligazione accessoria di

custodia. Questa non è una tesi accolta unanimemente dalla dottrina che

evidenzia che l’obbligo di custodia sia normalmente presente nel trasporto di

cose e necessariamente assente nel trasporto persone. Questa prestazione di

natura accessoria non è essenziale perché potrebbe esserci un trasporto di cose

senza consegna al vettore e quindi senza obbligo di custodia. L’obbligo di

vigilare sulla cosa trasportata e non consegnata, invece, è essenziale, si

manifesta allo stato puro ed è connesso all’obbligazione principale. L’obbligo di

custodia nasce solo se la cosa venga consegnata. L’obbligazione di vigilanza

non è un’obbligazione di risultato, non impone al vettore l’obbligo di far

giungere incolume il passeggero, ma gli impone di adottare tutte le misure

idonee a tal scopo.Tra le altre prestazioni accessorie vi è il trasporto del

bagaglio. Normalmente esso si accompagna ad uni ipotesi di trasporto di

persone ed è ritenuto un elemento naturale, nel concetto rientrano anche gli

indumenti che il passeggero indossa. Bisogna stabilire la valenza concettuale di

bagaglio. L’Art. 1681 recita

- Responsabilità del vettore – : Salva la responsabilità per il

ritardo e per l'inadempimento nell'esecuzione del trasporto (1218 e seguenti), il vettore risponde

dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o

dell'avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato tutte le

L’Art. 410 prescrive, per il

misure idonee a evitare il danno (2951).. cod. nav.

bagaglio non registrato, che esso deve contenere esclusivamente oggetti personali del

La dottrina sostiene che nel concetto di bagaglio debbano essere

passeggero.

ricompresi tutti gli oggetti personali, escluse le cose di carattere commerciale.

Tale definizione è imprecisa e va intesa in senso lato tenendo conto degli usi e

dei particolari accordi stipulati col vettore per i quali qualunque oggetto può

essere trasportato come bagaglio. La natura accessoria dovrebbe essere

riconosciuta solo per il trasporto del bagaglio a mano, in questo caso il

passeggero conserva la custodia non avendolo consegnato al vettore. Se avviene

la consegna si configurerebbero due contratti autonomi. In contrasto con questa

tesi si è sostenuto che non è esatto parlare di 2 categorie di trasporto, ma di

un’unica categoria con caratteristiche sostanziali uniformi che si differenzia

1 Art. 1656 Subappalto -L'appaltatore non può dare in subappalto l'esecuzione

dell'opera o del servizio, se non è stato autorizzato dal committente (1670).

2 Art. 2223 Prestazione della materia -Le disposizioni di questo Capo si osservano anche se la

materia e fornita dal prestatore d'opera (1658), purchè le parti non abbiano avuto prevalentemente in

considerazione la materia, nel qual caso si applicano le norme sulla vendita (1470 e seguenti).

10

dall’ordinario trasporto cose. Questa categoria unitaria non dà luogo ad un

contratto distinto ma collegato a quello del trasporto di persona e

completamente assorbita da quest’ultimo in funzione subordinata ed accessoria.

Gli obblighi del passeggero

PAGAMENTO DEL

PREZZO L’obbligazione principale del passeggero è il pagamento del prezzo. Le parti

lo possono determinare direttamente o far riferimento alle tariffe normalmente

praticate dal vettore. In assenza di indicazioni espresse o tacite, rilevano le

tariffe esistenti, gli usi o la determinazione del giudice secondo quanto stabilito

nell’art. 1657 in tema di appalto. Normalmente il prezzo è pagato in tutto o

in parte prima dell’inizio del viaggio anche se dalle disposizioni di legge si

desume che tale pagamento sia successivo in quanto il corrispettivo è

determinato in relazione al risultato utile e non in base al lavoro necessario

a compierlo. Il prezzo può esser corrisposto da un soggetto diverso dal

passeggero perché non viene alterata la natura del contratto. Le opinioni in

merito sono discordanti circa la configurabilità del contratto di trasporto

oneroso come contratto a favore del terzo. Il passeggero, in quanto creditore,

può verificare l’esatto svolgimento della prestazione nel momento stesso nel

quale viene effettuata. Costui avendo una piena autonomia d’azione potrà

proteggersi da sé contro le cause estranee di danno o subire un danno in

conseguenza di fatto proprio. Ne consegue che al passeggero è attribuito un

onere di cooperazione col vettore durante tutto lo svolgimento del viaggio.

In tal modo il vettore potrà maggiormente garantire l’osservanza dell’obbligo di

vigilanza e protezione.

1681 Contratto di trasporto gratuito ed il trasporto di cortesia

GRATUITO Prima del 1942, in assenza di specifiche indicazioni normative, si affermò il

AMICHEVOLE principio della natura contrattuale del trasporto gratuito ricomprendendo

anche il trasporto di cortesia. Dottrina e giurisprudenza sostennero anche la

tesi opposta, taluni sostennero la natura contrattuale del trasporto gratuito ed

aquiliana per il trasporto di cortesia.L’Art. 1681 - Responsabilità del vettore –

recita : Le norme di questo articolo si osservano anche nei contratti di trasporto gratuito .

L’art. risolve le dispute in merito al trasporto gratuito ma lasci irrisolto il

problema relativo alla disciplina applicabile al trasporto di cortesia. Il cod.nav.

ha codificato la distinzione tra le 2 fattispecie sancendo un regime diverso di

3

responsabilità . Un primo orientamento della C.cass. – nel silenzio del c.civ –

affermava l’applicabilità dell’art. 1681 anche al trasporto amichevole perchè

non esisterebbe alcuna differenza col trasporto gratuito, poi cambiò idea. Altri,

pur sostenendo la contrattualità del rapporto di mera cortesia, esclusero

l’applicabilità dell’art. 1681 al trasporto amichevole perchè richiama solo il

trasporto gratuito. Ricondussero il trasporto di cortesia nella categoria dei

contratti innominati assoggettabili alla disciplina contrattuale ex artt. 1176-

3 gli artt. 413-947 dichiarano espressamente applicabile anche al trasporto gratuito di

persone la disciplina in tema di responsabilità sia del vettore aereo che marittimo – art. 1

Conv.Vars. applicabilità delle sue norme se il trasporto gratuito è effettuata da

un’impresa di trasporto aereo. 11

4 5 6 7

1218 -1223 -1225 . Fu anche teorizzata l’applicazione dell’art. 414 cod.nav ma

8

incontrò l’ostacolo dell’art. 14 prel. data la pregiudiziale di eccezionalità della

norma rispetto al principio generale in tema di responsabilità extracontrattuale

ex art. 2043. C’è ora unanimità di consensi nell’attribuire natura

extracontrattuale al trasporto di cortesia e nel riconoscere che anche il

trasporto gratuito ponga in essere obbligazioni di carattere contrattuale

anche se manca il corrispettivo. Sul piano dogmatico si è discusso sulla

configurabilità di un prezzo nel trasporto gratuito essendo elemento essenziale

o naturale del contratto. L’art. 1678 lo prevede esplicitamente ed il fatto che il

legislatore abbia voluto estendere al trasporto gratuito la sola disciplina della

responsabilità, ha indotto la dottrina ad individuare nel prezzo un elemento

essenziale del contratto. Si è considerato il trasporto gratuito fuori dalla

locatio operis e costituente un contratto atipico o innominato. Configurando il

corrispettivo come semplice elemento naturale, invece, si è ricondotto il

trasporto gratuito allo schema del contratto onerosO ritenendone applicabile la

relativa disciplina.Riguardo al trasporto amichevole, avrebbe natura

extracontrattuale ma l’opinione non è unanime. Si è proposto il ricorso all’art.

2050 – relativo alle attività pericolose – che pone in capo all’agente l’obbligo di

provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Difficilmente, in realtà, è possibile configurare come pericolosa un’attività così

diffusa e fondamentale nella vita quotidiana. Si è anche ipotizzato il ricorso

all’art. 2054 per equiparare il regime probatorio del trasporto di cortesia con

quello del vettore contrattuale stabilito dall’art. 1681. La giurisprudenza di

merito e di legittimità hanno escluso che i trasportati a qualsiasi titolo potessero

chiedere il risarcimento danni al conducente o al proprietario solidale

avvalendosi delle presunzioni ex art. 2054. La norma era stata stabilita per

tutelare i terzi che avrebbero avuto grandi difficoltà a dimostrare la colpa del

conducente, mentre il trasportato per mera cortesia era in grado, a differenza dei

primi, di valutare preventivamente i rischi insiti nel trasporto e di accettarli. Il

tutto determinava una disparità di trattamento perché il passeggero poteva

esperire solo l’azione aquiliana ex art. 2043 nei confronti del proprio

conducente, mentre nei confronti del conducente/proprietario dell’altro

9

veicolo valevano solo le presunzioni di responsabilità ex art. 2054 . Questo

4 Art. 1218 Responsabilità del debitore -Il debitore che non esegue esattamente la prestazione

dovuta è tenuto al risarcimento del danno (2740), se non prova ( 1681) che l'inadempimento o il

ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile

(1256).

5 Art. 1223 Risarcimento del danno- Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo

deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano

conseguenza immediata e diretta.

6 Art. 1225 Prevedibilità del danno - Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del

debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta

l'obbligazione.

7 -

Art. 414 - Responsabilità del vettore nel trasporto amichevole Chi assume il trasporto di persone o

di bagagli a titolo amichevole è responsabile solo quando il danneggiato provi che il danno dipende

da dolo o colpa grave del vettore o dei suoi dipendenti e preposti.

8 Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre

i casi e i tempi in esse considerati (articolo 25 Costit., articolo 2 codice penale).

9 Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia

concorso ugualmente a produrre il danno subìto dai singoli veicoli. Il proprietario del veicolo

o, in sua vece, l'usufruttuario o l'acquirente con patto di riservato dominio, è responsabile in solido

col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.

12

indirizzo è incoerente con l’esigenza di dare tutela ai terzi, comunque estranei

alla circolazione del veicolo, ed ha determinato un ripensamento e superamento

dell’orientamento, in precedenza assunto dalla Corte, che ha riconosciuto le

istanze di tutela dei soggetti danneggiati. La giurisprudenza di legittimità ha

proposto una rilettura dell’art. 2054 in chiave evolutiva ed hanno ricostruito il

concetto di terzietà – espresso dalla norma – ricomprendendovi tutti i soggetti

danneggiati dalla circolazione del veicolo. In tal modo si è pervenuti ad una

disciplina di responsabilità del vettore uniforme e che prescinde dal titolo di

trasporto. Dal punto di vista del vincolo obbligatorio discendente dal contratto è

10

necessario cercare l’animus contrhendae obbligationis . In realtà, la volontà

delle parti è rivolta a conseguire un risultato pratico. Se il vettore sia indotto ad

eseguire un trasporto da un interesse economico o dalla prospettiva di una

utilità, si pure mediata o indiretta, il rapporto avrà natura contrattuale anche se

manca il corrispettivo. In assenza di un qualsiasi incentivo utilitaristico saremo

fuori dall’ambito contrattuale. Al riguardo bisogna tener conto della nozione di

11

contratto ex art. 1321 e al suo riferimento alla nozione di obbligazione che

12

necessariamente ha contenuto patrimoniale ex art. 1174 . La Suprema Corte

riconobbe l’esistenza dell’esistenza di un vincolo contrattuale solo nel

trasporto gratuito. I giudici di legittimità hanno ritenuto che il godimento

dell’altrui compagnia non dovesse essere considerato un elemento incompatibile

col trasporto gratuito perché concreta un interesse giuridicamente rilevante del

vettore all’adempimento della prestazione. Questo ha comportato un

ampliamento del contratto di trasporto gratuito nel cui ambito venivano

ricondotte la maggior parte delle ipotesi di trasporto amichevole così

sancendone la pratica scomparsa.

LA RESPONSABILITA’ DEL VETTORENEL TRASP.PERSONE

Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

1681 L’art. 1681 Responsabilità del vettore recita: Salva la responsabilità per il ritardo e per

l'inadempimento nell'esecuzione del trasporto (1218 e seguenti), il vettore risponde dei

Dal lato del sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o

passeggero dell'avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé, se non prova di avere adottato

L’articolo in questione rinvia alla

tutte le misure idonee a evitare il danno.

disciplina generale ex art. 1218 per le ipotesi di ritardo ed

inadempimento. Viene codificato l’orientamento che riconosceva la

natura contrattuale della responsabilità del vettore anche per i sinistri

che colpiscono il viaggiatore. Viene affermata la natura soggettiva della

responsabilità del vettore perché è ammessa la prova liberatoria. Ex art.

13

1228 tale responsabilità si fonda sulla colpa sia del vettore che dei suoi

10 Ossia la comune intenzione di istituire un rapporto vincolante.

11 Art. 1321 Nozione - Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o

estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

12 Art. 1174 Carattere patrimoniale della prestazione - La prestazione che forma

oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve

corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore (1256 e seguente, 1411

e seguenti).

13 Art. 1218 Responsabilità del debitore -Il debitore che non esegue esattamente la prestazione

dovuta è tenuto al risarcimento del danno (2740), se non prova ( 1681) che l'inadempimento o il

13

ausiliari. Il codice non ha risolto la questione dell’esperibilità, oltre che

dell’azione contrattuale, di quella aquiliana ex 2043, qualora il sinistro

abbia determinato una violazione del principio neminem laedere. La

giurisprudenza prevalente ammette il concorso tra le due azioni se il

danno violi sia il diritto relativo derivante dal contratto ( essere trasportato

) sia i diritti fondamentali che spettano erga omnes al singolo.

incolume

L’inadempimento, in fatto, a volte determina anche la violazione di un

diritto assoluto preesistente alla conclusione del contratto e che

prescinde da quest’ultimo. Il principio dell’assorbimento,

diversamente, comporterebbe un’inaccettabile prevalenza

dell’autonomia delle parti sulla disciplina della responsabilità

aquiliana ( ) e non trova giustificazione quando il

che è di ordine pubblico

fatto illecito costituisce violazione di un diritto primario che non può

essere oggetto di rinuncia da parte del passeggero che entra in relazione

contrattuale col vettore. Secondo alcuni, invece, ricorrerebbe un

semplice concorso di norme pertanto sarebbe unica l’azione ed il

petitum mentre la qualificazione, contrattuale o meno, dipenderebbe

unicamente dalla causa pretendi che non ne altererebbe l’identità. Se si

ammette il concorso si viene a configurare diversamente l’onere della

prova a carico del danneggiato, a seconda dell’azione esercitata. In

ambito aquiliano egli dovrà dimostrare sia l’evento dannoso, il nesso di

causalità e la responsabilità del vettore. Il passeggero potrà esser

soddisfatto di tutti i danni sofferti e non solo di quelli prevedibili ex

art. 1225 sulla responsabilità contrattuale. Potrà fruire del termine

prescrizionale di 2 anni ex art. 2947 anzicchè di quello breve di 1

anno ex 2951. Le due azioni sono esercitabili cumulativamente (

non

) nel processo.

selettivamente

La responsabilità per i sinistri alla persona del passeggero

Alla luce dell’art. 1681 chi agisce nei confronti del vettore deve provare

l’esistenza di un valido contratto di trasporto e di essere stato vittima di un

sinistro durante il viaggio. La stipulazione di un contratto è presunta nell’ art.

1681 ed opera solo nei confronti di chi sia parte del contratto e non a favore dei

terzi che, in caso di sinistro, potranno valersi della tutela ex 2043. Taluno sostiene

che il danneggiato, unitamente agli elementi costituenti il pregiudizio

sofferto,debba provare anche il nesso di causalità tra sinistro ed attività di

trasporto. Parte della stessa giurisprudenza sostiene questa tesi poiché l’infortunio

è posto in diretta e non occasionale derivazione causale rispetto all’attività di

trasporto e si devono considerare come verificatisi durante il viaggio anche i

sinistri occorsi durante le operazioni preparatorie ed accessorie e durante le

fermate perché il passeggero è tenuto ad indicare la causa specifica di

verificazione dell’evento. Il vettore, per liberarsi della presunzione di

responsabilità ex art. 1861, deve provare che il danno costituisce fatto

imprevedibile e non evitabile con la normale diligenza. La nozione di sinistro è

nozione molto ampia, però, non ogni danno alla persona può essere qualificato

come sinistro imputabile al vettore. Tale sarà soltanto quello corrispondente ad una

anormalità o accidentalità della prestazione di trasporto. Dovranno essere

ricomprese le anomalie riguardanti il veicolo in sé o le modalità del suo

funzionamento che possano spiegare effetti dannosi sul passeggero e tutti quei

ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile

(1256). 14

difetti relativi all’attività organizzativa ed esecutiva necessaria per l’effettuazione

del trasporto. La giurisprudenza sostiene che presupposto sufficiente per poter

ravvisare un sinistro sia soltanto la prova del nesso di causalità tra il danno e

l’attività svolta dal vettore in attuazione della prestazione contrattuale e non è

necessario individuare la specifica anomalia che ha determinato il sinistro. La

prova da parte del passeggero di un qualsiasi danno alla sua persona, intervenuto

durante il viaggio, funge da fatto costitutivo della responsabilità del vettore.

1681 La prova liberatoria che grava sul vettore

dal lato del vettore

Una volta che il passeggero abbia dimostrato l’essersi verificato un sinistro spetterà

al vettore provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il

danno ex art. 1681 . Il riferimento a tutte le misure non va inteso in

senso letterale ma a quelle attuabili in base alle conoscenze tecniche,

diversamente si tratterebbe di addossare al vettore una responsabilità

oggettiva. Per delimitare la portata della disposizione bisogna ricollegarla

ai principi generali in materia di diligenza ed in particolare all’art. 1176.

Quest’ultimo dapprima delinea la diligenza del buon padre di famiglia e

poi opera una graduazione in rapporto alla natura dell’attività

professionale esercitata. Il vettore non dovrà dimostrare di aver adottato

tutte le misure astrattamente concepibili, ma tutte le misure opportune

secondo la natura dell’attività che in concreto siano idonee ad evitare

il danno. Per dimostrare di essere esente da responsabilità, il vettore

dovrà identificare positivamente ed in tutti i suoi aspetti la causa

specifica del danno. Il passeggero, essendo dotato di intelligenza e

volontà, dovrà rispettare le condizioni del contratto, della legge e dei

1227 regolamenti, nonché quelle suggerite dalla comune prudenza

cooperando col vettore al fine di salvaguardare la propria

incolumità. In caso di violazione dei suddetti obblighi, il

comportamento del passeggero potrà avere efficacia esimente della

responsabilità del vettore secondo il principio codificato dall’art.

1227 : il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto

1227 . Ma questo da solo non vale ad

evitare usando l’ordinaria diligenza .

escludere la responsabilità del vettore che è sempre tenuto a

dimostrare di aver posto in essere tutte le misure in concreto idonee

ad evitare il danno. Se il passeggero ha concorso alla produzione

dell’evento dannoso si darà luogo alla proporzionale riduzione

dell’ammontare del risarcimento ex art. 1227 se il fatto colposo del

creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la

Se l’evento è

gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate.

dovuto a caso fortuito, il vettore dovrà fornire la relativa prova

identificando positivamente l’evento. Il fatto del terzo è causa

esimente se si inserisce nell’iter del trasporto interrompendo il nesso

causale tra l’attività del vettore ed il danno subito dal passeggero. Per

avere efficacia esimente deve essere causa unica ed esclusiva del

sinistro. Se non si pone come causa immediata e diretta dell’evento ma

solo concorrente non avrà efficacia liberatoria parziale o totale né

determinerà una proporzionale riduzione del risarcimento, ma farà

sorgere una responsabilità solidale tra vettore e terzo. In questa ipotesi

per superare la presunzione di responsabilità ex art. 1681, il vettore

dovrà dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni atte a

prevenire anche il fatto del terzo, vale a dire che il fatto del terzo, come

causa esclusiva del sinistro, non deve trovare occasione per operare nel

mancato apprestamento delle misure cautelative idonee. Il vettore non

15

incorre in responsabilità contrattuale per inadempimento qualora, per far

fronte ad una situazione di necessità, non esegua la prestazione dovuta.

Se l’inadempimento si concreta in una lesione di un diritto primario

ricorrerà l’ipotesi di responsabilità aquiliana e dovrà corrispondere al

danneggiato un’indennità il cui ammontare è rimesso all’equo

apprezzamento del giudice. La situazione di necessità può essere

1245 determinata da elementi fortuiti o naturali e al comportamento del

terzo contro costui è proponibile un’autonoma azione di risarcimento ex

Stato di necessità 2043. In queste situazioni il passeggero potrà agire sia nei confronti

del vettore per far valere il diritto all’equa indennità sia nei confronti

del terzo per ottenere l’integrale risarcimento del danno. Questo

perché se lo stato di pericolo è derivato dalla condotta colposa del terzo,

il sinistro sarà comunque imputabile, in tutto o in parte, anche al

comportamento del vettore mancando un nesso di causalità esclusivo tra

l’azione del terzo e l’evento lesivo. Qualora manchi un fine

utilitaristico il trasporto non può essere inquadrato nello schema del

relativo contratto civilistico. La Suprema corte ha espresso questo

principio ritenendo che la responsabilità del vettore non sia applicabile al

trasporto di militari perché effettuato dalla PA senza alcun fine

utilitaristico e nell’esercizio di imprescindibili necessità di interesse

collettivo, a differenza dell’attività del privato che liberamente e per

proprio esclusivo interesse pone in essere contratti di trasporto. Le

regole dell’art. 1681 sono state applicate al contratto di risalita in

seggiovia. Nel trasporto eseguito con un mezzo in continuo movimento,

la responsabilità del vettore si estende alle operazioni di risalita e discesa

dal mezzo, sempre che sussista un nesso di causalità tra viaggio ed

evento e sempre che il gestore-vettore non provi di aver adottato tutte le

misure idonee ad evitare il danno.

la nullità delle clausole di limitazione della responsabilità del vettore

1681 Sono nulle le clausole che limitano la responsabilità del vettore per i sinistri

che colpiscono il viaggiatore (1229). Questa limitazione trova la giustificazione

nel presupposto che nel nostro ordinamento le regole poste a tutela dell’integrità

fisica della persona costituiscono principi di ordine pubblico. Si tratta di

un’applicazione particolare dell’art. 1229 - Clausole di esonero da responsabilità -E' nullo

qualsiasi patto che esclude o limita preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o per

colpa grave.E' nullo altresì qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per

i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari (1580) costituisca violazione di obblighi

Sono inoltre nulle le convenzioni che

derivanti da norme di ordine pubblico (prel. 31).

abbiano come contropartita particolari concessioni nelle condizioni del trasporto.

Sono valide quelle che aumentano le garanzie del passeggero o che riversano su

un terzo le conseguenze economiche della responsabilità del debitore quando il

terzo, che si accolla l’onere, vi abbia interesse. In questo caso non vi è esonero da

responsabilità del vettore ma attribuisce a quest’ultimo un diritto di rivalsa nei

confronti del terzo. Sono derogabili le disposizioni sulla responsabilità per

inadempimento, ritardo e perdita ed avaria delle cose che il passeggero porta

con sé perché viene meno l’esigenza di tutelare l’integrità della persona umana.

298/741 IL TRASPORTO DI COSE

62/9328 GLI ELEMENTI DEL CONTRATTO

6/05 Il vettore

16

V’è una sovrapposizione della legislazione speciale alla disciplina codicistica che

ha innovato il quadro normativo. Secondo la L.298/74 l’esercizio

dell’attività di trasporto svolto in modo professionale risulta

profondamente innovato. La struttura organizzativa è connotata

dall’istituzione dell’Albo autotrasportatori merci in conto terzi,

obbligo di iscrizione all’Albo nazionale delle persone fisiche e

giuridiche che esercitano l’attività di autotrasporto di cose per conto

di terzi, presenza di termini e modi per l’accesso all’attività e vincoli

per il relativo esercizio. La normativa codicistica è destinata ad operare

in un ridotto numero di situazioni economico-giuridiche, dal momento

che, nella regolamentazione degli interessi tra le parti, i disposti degli

artt. 1678 ss lasciano il passo alla disciplina speciale che ha apportato

notevoli profili di diversificazione ed innovazione normativa. L’odierna

impresa di trasporto, chiamata a soddisfare esigenze sociali, è

connotata da una costante ed attiva presenza di poteri di intervento e

Art. 40 controllo della PA che si sostanziano nell’inibizione all’esercizio

L.298/74 dell’attività in carenza del titolo autorizzativo, dei requisiti morali,

tecnici e finanziari e nel divieto di libera determinazione del prezzo

del esercizio. Il soggetto che occasionalmente e senza organizzazione di

D.lgs 286/05 impresa esercita l’attività di vettore è una categoria residuale. Il trasporto

merci conto terzi è definito dall’art. 40 L.298/74 come l’attività

imprenditoriale per la prestazione di servizi di trasporto verso un

determinato corrispettivo. Il D.lgs 286/05 definisce l’attività di

autotrasporto come la prestazione di un servizio, eseguito in modo professionale e

non strumentale ad altre attività, consistente nel trasferimento di cose di terzi su

L’attività di

strada mediante autoveicoli, dietro il pagamento di un corrispettivo.

trasporto posta in essere al di fuori di un contratto di ACCT è oggi un

fenomeno irrilevante che coinvolge interessi marginali e secondari. Un

contratto stipulato con un autotrasportatore abusivo è affetto da

nullità. Vettore è chiunque assume in qualunque modo di eseguire o far

eseguire un trasporto. Nella R.Min. al c.civ n. 707 precisa che il nuovo

codice non distingue tra l’obbligo di trasportare o far trasportare. La circostanza che

il trasporto si compia mediante l’opera di altre imprese non spinge il rapporto verso il

contratto di spedizione, perché anche l’imprenditore di trasporti assume la

responsabilità del vettore, mentre lo spedizioniere risponde solo per l’inadempimento

all’obbligo di concludere un contratto di trasporto e lascia nella sfera di terzi il

L’assunzione della qualifica di

rischio connesso a quest’ultimo contratto .

vettore è del tutto indipendente dalla circostanza che per l’esecuzione

siano impiegati mezzi ed organizzazione propri o di terzi.L’istituzione

dell’Albo Naz. ACCT , modalità e svolgimento dell’attività ed

istituzione del sistema di tariffe a forcella hanno notevolmente limitato

il senso e la portata dell’enunciato della Nella R.Min. al c.civ n. 707.

Infatti l’iscrizione all’Albo Naz. ACCT è condizione necessaria per

l’esercizio dell’attività e, tra i requisiti previsti per l’iscrizione, è richiesta

Per

la disponibilità di mezzi tecnici ed economici adeguati all’attività da svolgere .

l’ordinamento non è cosa indifferente che possa assumere la qualifica di

vettore professionale anche colui che sia privo dei requisiti e che si

obbliga ad eseguire il trasporto demandandolo ad imprese ed

organizzazioni terze. Il che significa che sia che si assuma l’incarico sia

che lo demandi egli pone in essere un’attività rilevante agli effetti del

diritto privato nella misura in cui sia in possesso dei requisiti e risulti

iscritto all’Albo.L’assunzione della qualifica di vettore non può

prescindere dalla presenza di determinati requisiti ed aspetti tipici

caratterizzanti tale figura, in loro assenza l’esercizio professionale ed

17

imprenditoriale dell’attività di trasporto non gode alcuna protezione

nell’ambito del nostro ordinamento.

Il mittente

1685 Mittente è colui che richiede la prestazione ed esegue la consegna delle merci. Il

contrordine mittente è tenuto ad una serie di atti di cooperazione necessaria nei

confronti del vettore: consegna del carico adeguatamente imballato e in

condizioni tali da garantirne l’integrità nella fase di trasporto, dovere di

fornire le indicazioni ed i documenti necessari. Il mittente è il

creditore del trasporto medesimo. Per individuarlo bisogna far

riferimento alla persona che ha stipulato in nome proprio il contratto,

non è rilevante che le spese siano a carico del destinatario o che questi

debba dare il consenso sulla scelta del vettore. Il mittente ha diritto che

le merci siano consegnate a destinazione integre e nei tempi

contrattualmente convenuti. Ex art. 1685 può sospendere il trasporto e

chiedere la restituzione delle cose, ovvero ordinare la consegna a un destinatario

diverso da quello originariamente indicato o anche disporre diversamente, salvo

l’obbligo di rimborsare le spese e di risarcire i danni derivanti dal

Secondo un’autorevole dottrina, il contrordine è esercizio di

contrordine.

un diritto potestativo del mittente di variare le condizioni del

contratto. Nel caso in cui ordini che la consegna avvenga in un luogo

non compreso nell’itinerario del viaggio, taluni ritengono che il diritto

di contrordine non comprenda la facoltà di imporre al vettore una

prestazione diversa da quella originariamente pattuita e non

compresa in essa. Sulla stessa linea si propone un’altra interpretazione

che giudica inaccettabile il fatto che basti stipulare un qualsiasi

contratto per acquisire il mezzo per far nascere nel vettore, mediante

semplice contrordine, l’obbligazione di eseguire un trasporto diverso

che esorbiti completamente dalle previsioni del vettore e dal genere

di affari e rischi che costui è disposto ad accettare secondo una sua

insindacabile scelta soggettiva. Il diritto di contrordine ha contenuti

assai ampi che si spingono fino a richiedere la cancellazione dell’ordine

di trasporto. L’interpretazione , in argomento, fu giudicata troppo

restrittiva da un autorevole dottrina che ha affermato che la legge prevede

che il mittente possa imporre al vettore di effettuare la consegna ad altro destinatario

che potrebbe avere sede e recapito nello stesso luogo del destinatario originale e

.

riesce difficile ridurre il diritto di contrordine entro limiti circoscritti restrittivamente

La soluzione preferibile e che non sia possibile aprioristicamente delimitare i

confini di tale diritto, ma individuarli di volta in volta alla luce dei principi generali

. Qualora venga ordinata

dell’ordinamento e ai canoni di correttezza e buona fede

la consegna ad un destinatario diverso, il vettore non si può sottrarre agli

ordini ed indicazioni del mittente. Il mittente è tenuto a cooperare col

vettore per consentirgli un puntuale e regolare svolgimento del servizio

secondo le modalità concordate, è obbligato a corrispondergli il nolo

concordato. E’ da ricordare che in passato non era possibile determinare

consensualmente il corrispettivo perché questa opzione era concessa solo

nel caso in cui il servizio non era svolto in modo professionale ed

imprenditoriale.

Il destinatario e la sua posizione nell’ambito del contratto di trasporto. Il

contratto di trasporto come contratto a favore di terzi.

Il creditore del trasporto, che nella fase costitutiva è il mittente, nella fase esecutiva

appare nella figura del destinatario. Mittente è il soggetto in nome del

18

1683 quale è stipulato il contratto, nella fase esecutiva, normalmente avviene

una scissione tra mittente e destinatario. Quest’ultimo è colui che riceve

la prestazione ossia il soggetto al quale le merci devono essere

riconsegnate nel luogo di destinazione e normalmente è persona

diversa dal mittente ed assume la veste di terzo perché, pur non

avendo partecipato alla stipulazione del contratto, ne acquista i

benefici. Se il termine destinatario identifica il soggetto al quale la merce

viene spedita, lo stesso termine può indicare anche il soggetto non terzo

Rel.Min.n al quale il vettore è tenuto a consegnare la merce dopo averla trasferita da

.708 un luogo all’altro. L’art. 1683 recita: il mittente deve indicare con esattezza al

. Questo è un onere

vettore il nome del destinatario ed il luogo di destinazione

1689 preciso in qualunque ipotesi anche nei casi in cui il destinatario sia lo

DIRIT stesso mittente o un suo rappresentante. La posizione del destinatario ha

TI DEL

DESTINATARIO indotto la prevalente dottrina e giurisprudenza a costruire il c.t. come

contratto a favore di terzi: il mittente ( ) designa un terzo

stipulante

) come colui che ha diritto alla prestazione dovuta dal vettore

(destinatario

( ). Il terzo acquista il diritto nei riguardi del promittente in base

promittente

al contratto, ma lo stipulante può modificare o revocare la disposizione a

favore del terzo fino a quando questi dichiari di volerne profittare. La

Rel.Min.n.708 afferma: la posizione del destinatario è quella di un terzo

beneficiario del contratto, il suo diritto sorge e trae misura dal contratto, ma si

perfeziona con la richiesta di riconsegna, al momento in cui le cose siano arrivate a

destinazione o sia scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare; esso è

subordinato nel suo esercizio al pagamento dei crediti del vettore e degli assegni di

L’art. 1689 disciplina il momento

cui siano gravate le cose trasportate (1689).

in cui il diritto del destinatario si perfeziona stabilendo che i diritti

nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario dal

momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero

L’art.

dovute arrivare, il destinatario ne richieda la riconsegna al vettore.

1689 disciplina l’esercizio del diritto stabilendo che Il destinatario non

può esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei

rediti derivanti dal trasporto e degli assegni da cui le cose trasportate sono gravate.

Nel caso in cui l’ammontare delle somme dovute sia controverso, il destinatario deve

. Il prezzo del

depositare la differenza contestata presso un istituto di credito

trasporto grava sul destinatario, tuttavia, il mittente può accollarsi il

pagamento così il destinatario beneficia semplicemente del diritto alla

prestazione di riconsegna gravante sul vettore. In questo caso , il contratto

a favore del terzo opera sul piano delle attribuzioni solo dal punto di vista attivo e,

quindi, della investitura del destinatario in tutte le azioni derivanti dal trasporto ma

Dopo la domanda di riconsegna da parte del

non negli obblighi corrispondenti.

destinatario, il vettore matura il diritto di pretendere il pagamento del

corrispettivo cui è tenuto il destinatario. Sorge il problema di stabilire se

spetti al mittente o al destinatario, nel caso di perdita od avaria delle

cose trasportate, l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti

del vettore. C.Cass.: Secondo quanto stabilito nell’art. 1689, per effetto

della riconsegna, il destinatario acquista solamente i diritti attribuitigli dal

contratto ed inerenti alla prestazione di trasporto e non i diritti spettanti al

mittente ed al vettore che restano le uniche parti in senso tecnico. Il

mittente, pertanto, conserva la titolarità dell’azione di risarcimento

per i danni subiti a seguito dell’inadempimento del contratto. Questa

pronuncia ha invertito la tendenza ( ) secondo la quale, una volta

anni 70

avvenuto lo svincolo simbolico o reale, tutti i diritti e le facoltà circa la

disponibilità della merce, reclami ed azioni giudiziarie (

compresa l’azione di

)

risarcimento danni nei confronti del vettore per la perdita o avaria della merce

spettavano unicamente al destinatario. Secondo la C.Cass., dunque, se

l’inadempimento è stato cagionato al mittente è costui il legittimato ad

19

agire per il risarcimento. La tesi viene sostenta anche in dottrina: l’art.

1689 stabilisce che : i diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore

spettano al destinatario dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto

il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richieda la riconsegna

Esclude che il risarcimento del danno sia subordinato al

al vettore .

pagamento del porto, esso non è diritto nascente dal contratto, pertanto, è

escluso dalla portata del 1°. Ma un ragionamento più convincente per

affermare che il vettore, nonostante la riconsegna, sia responsabile nei

confronti del mittente per l’avaria e la perdita delle cose trasportate di sua

14

proprietà viene fatto sulla base dell’ Art. 1692 Se il vettore risponde

.

verso il mittente degli assegni dovutigli, in caso di perdita della cosa

gravata egli è responsabile anche per il valore della medesima. La

giurisprudenza, contrariamente, sostiene che, qualora una parte di

carico sia andata perduta od avariata, se il destinatario chiede ed

ottiene la riconsegna della parte restante trova applicazione l’art.

1689 per il quale i diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il

vettore spettano al destinatario e non al mittente. Il problema va

affrontato secondo una prospettiva giuridica diversa perché non si può

affermare una aprioristica esclusione della legittimazione all’azione del

mittente o del destinatario. Poiché ognuno è titolare di un interesse

legittimo all’esatta esecuzione dell’obbligazione del vettore, una sua

violazione comporta un distinto e parallelo diritto alla riparazione

del danno subito. Dal momento in cui le cose trasportate passano nella

disponibilità del destinatario, costui diviene l’unico creditore della

riconsegna e quindi anche titolare dell’azione di risarcimento danno per

la perdita o avaria delle cose trasportate. Il mittente,però, può esigere il

risarcimento perché ha interesse all’esatta prestazione del vettore. Se si

escludesse che il mittente non abbia diritto al risarcimento dopo lo

svincolo della merce, il contratto con l’adesione del destinatario

diverrebbe per lui res inter alios. Questo è incompatibile col principio

che il mittente conserva, anche dopo lo svincolo, la sua veste di parte del

contratto. Questo è chiaramente ribadito dall’art. 1692 in ordine alla

responsabilità del vettore per la mancata riscossione degli assegni

gravanti la cosa trasportata. Se dopo lo svincolo, al destinatario compete

il risarcimento del danno corrispondente al valore delle merci perdute, al

mittente spetterà sempre la riparazione per il diverso pregiudizio subito

come diretta conseguenza della violazione degli obblighi del vettore.

L’oggetto del trasporto

Si deve parlare dell’oggetto delle prestazioni assunte contrattualmente dal

vettore e dal mittente nel contratti di trasporto di cose ( ). La

CTC

prestazione tipica del vettore è il trasporto, quella del mittente è il

pagamento del corrispettivo. Il trasporto deve essere possibile ed

1692 avere un’utilità patrimoniale.

Il requisito della possibilità giuridica assume una notevole importanza per la

Art. 41-26 presenza di divieti legali imposti dalla legislazione speciale. L’art. 41

L.298/74 prescrive che

L.298/74 per effettuare il trasporto cose conto terzi è necessario che

14 (Responsabilità del vettore nei confronti del mittente) Il vettore che esegue la riconsegna al destinatario

senza riscuotere i propri crediti o gli assegni da cui è gravata la cosa, o senza esigere il deposito della somma

controversa, è responsabile verso il mittente dell'importo degli assegni dovuti al medesimo e non può

rivolgersi a quest'ultimo per il pagamento dei propri crediti, salva l'azione verso il destinatario (2951).

20

l’imprenditore sia iscritto all’albo nazionale trasportatori cose conto terzi e deve aver

. L’art. 26

ottenuto l’autorizzazione vieta e sanziona l’esercizio abusivo

.Il CTC stipulato ed eseguito da imprenditore non

dell’autotrasporto

iscritto all’albo e/o non autorizzato è nullo e senza effetto, pertanto

non fa sorgere tra le parti né un’obbligazione né una responsabilità

contrattuale. Questo è in sintonia con quanto sancito dalla C.Cost..

Il corrispettivo del trasporto. L’abolizione delle tariffe a forcella

La L. 298/74 ha posto rigidi vincoli sulle modalità di esercizio di tale attività. Al

tempo si riteneva che fosse essenziale una penetrante ed incisiva azione

di controllo sull’autotrasporto cose perché attività considerata di interesse

pubblico. L’istituzione delle tariffa a forcella risiede nella necessità di

Art. 50-53 ristabilire un equilibrio economico nella gestione delle imprese di

L.298/74 autotrasporto, compromesso dallo loro estrema polverizzazione. L’ art.

50 prevedeva l’istituzione del sistema di tariffe a forcella da applicare

al TCCT. L’ art. 51 specificava che : il sistema consiste in tariffe definite

ciascuna da un limite minimo e massimo, i prezzi per un trasporto determinato

possono essere liberamente fissati tra il limite minimo e massimo della tariffa a

forcella corrispondente. E’ vietata la stipulazione di contratti che comportino prezzi

Gli

di trasporto determinati al di fuori dei limiti minimi e massimi delle forcelle.

artt. 52 e 53 dettavano i criteri e le procedure per la fissazione delle

tariffe. Il legislatore trasse esempio da altri paesi dell’Unione Europea

come la Germania (1952) e la Francia (1961). Il Reg.CEE 4058/89

sanciva il superamento di questa posizione stabilendo un regime di libera

determinazione dei corrispettivi. Si sosteneva che l’introduzione di un

sistema obbligatorio di fissazione dei prezzi non era volto a tutelare

una specifica categoria di imprese, ma perseguiva l’interesse generale

alla corretta concorrenza tra le imprese evitando che le tariffe sottocosto

concordate tra le parti incidessero sulla sicurezza dei trasporti e creassero

situazioni monopolistiche. I benefici che ne derivavano erano: a) indurre

stimolandole a

le imprese a reggere economicamente la propria gestione

perfezionarsi; b) garanzia di offrire un prezzo che contenesse un certo margine di

; c) le situazioni di ;d)evitare lo

utile evitare concorrenza sleale sfruttamento dei

;e) permettendo di

lavoratori realizzare il principio di trasparenza del mercato

operare sulla base di elementi certi e determinati. La normativa interna,

sensibile al mutamento emerso in sede comunitaria, ha abbandonato il

principio della necessità di una prederminazione amministrativa del

corrispettivo che la succ. L. 162/93 aveva addirittura rinforzato. L.

162/93 estese a) il regime tariffario obbligatorio a tutti i contratti di

trasporto merci; b) il termine prescrizionale di 5 anni per poter far

valere i diritti derivanti dal contratto; c) prevedeva una sospensione della

decorrenza dei termini nel caso in cui l’impresa offrisse prestazioni e

servizi coordinati e continuativi a favore del mittente fino al termine di

tali prestazioni; d) stabiliva deroghe alle regole processualistiche in

sede di emissione del decreto ingiuntivo, l’organo giudicante aveva

facoltà di concedere la provvisoria esecutività se erano comprovate

l’esecuzione del trasporto e la conformità e congruità del

corrispettivo richiesto rispetto ai parametri previsti dal sistema tariffario

obbligatorio. Essa finì con l’aggravare la posizione degli utenti e

rafforzare quella dei vettori dimostrando che essa era un sostegno

alle imprese di autotrasporto. Nel momento in cui la disciplina

comunitaria si stava muovendo verso la liberalizzazione, la CGE (1993)

ritenne che se la normativa di uno stato membro prevedesse la fissazione

21

L.

Reg.CEE

162/93

4058/89 delle tariffe e le rendesse obbligatorie per tutti gli operatori non erano

violati i principi del Tr. CEE. La L. delega n. 32/05 delegava al

L. delega n. Governo il riassetto del settore e con la L. 286/05 venne abolito il

32/05 sistema tariffario obbligatorio attuato con DM 18/11/1982. il sistema

286/05 tariffario obbligatorio aveva comunque avuto un impatto applicativo

d.lgs assolutamente insoddisfacente. Tra i criteri della L. delega n. 32/05

spiccava il superamento del sistema delle tariffe a forcella obbligatorie

e la libera contrattazione dei corrispettivi a far data dal 28/02/2006.

L’art. 3 stabiliva l’abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili con

il dlgs. L’art. 4 stabiliva la libera contrattazione sui corrispettivi.

Profili critici del passaggio dal sistema tariffario vincolistico a quello

Art.51 liberalizzato

L.298/74 Il sistema delineato dalla L.298/74 veniva irrigidito dalla L.162/93 che sanciva

l’inderogabilità ed obbligatorietà del regime tariffario. L’art. 51 L.298/74

sanciva il divieto di stipulare contratti che comportassero prezzi di trasporto fuori

dai limiti massimi e minimi delle tariffe a forcella. L’art. 8 DPR 56/78 stabiliva:

Art. 8 DPR non è ammessa la stipulazione di contratti particolari o speciali, sotto qualsiasi forma, i quali

56/78 prevedano prezzi di trasporto non compresi nella forcella e comunque non rientranti nella

La normativa estendeva l’operatività del sistema delle

disciplina tariffaria ex L. 298/74 .

tariffe a forcella a tutti i rapporti che prevedessero un’attività di autotrasporto. Tutto

questo indusse a stipulare contratti atipici di appalto di servizi di autotrasporto o di

noleggio perché ad essi non era applicabile il regime tariffario obbligatorio. La

giurisprudenza riteneva che il sistema cogente non fosse applicabile al trasporto

puro e semplice. L’art. 50 L.298/74, infatti, diceva che le disposizioni del presente titolo

Artt. L’art. 51 stabiliva che

si applicano agli autotrasporti di merci effettuati conto terzi. i prezzi …

50 51 . L’art. 52 :

possono essere liberamente fissati tra un limite massimo e minimo il prezzo base è

. L’art.

determinato tenendo conto del costo medio delle corrispondenti prestazioni di trasporto

55 parlava di L’art. 56

contatto di trasporto concluso con l’intervento di un ausiliario.

parlava di . L’art. 59

spedizione soggetta a regime tariffario e di più trasporti dello stesso tipo

. Il DM 18/11/1982 determinando il

elencava i trasporti esenti campo di applicazione del

sistema tariffario obbligatorio precisava che si applicava ai trasporto eseguiti sul territorio

. Tali norme risultavano essere dettate

italiano in virtù di contratti di trasporto

esclusivamente per il trasporto in senso stretto, la loro operatività era esclusa

quando si trattasse di altri tipi di contratto come quello di locazione, noleggio,

appalto di sevizi di trasporto. Secondo un orientamento opposto le norme

andavano applicate ai singoli trasporti indipendentemente dal tipo di contratto

prescelto. Questo orientamento è stato seguito dalla C.Cass. che ha sostenuto che la

disciplina de qua mira a garantire alle imprese di trasporto la realizzazione di un certo margine di

utile e ad evitare situazioni di concorrenza sleale mediante il contenimento dei corrispettivi, con

possibili riflessi negativi sulla qualità e sicurezza deil trasporto. Pertanto la normativa andava

applicato a qualsiasi contratto che prevedesse una prestazione di trasporto, compreso il contratto

Il problema fu superato con la L. 162/93 che sanciva l’applicabilità della

d’appalto.

disciplina a tutti i contratti che prevedessero la prestazione di un autotrasporto cose

conto terzi. L’attività presa in considerazione era l’attività imprenditoriale ex art.

40 L. 298/74, definizione che metteva in evidenza dei profili comuni al contratto

d’appalto. La C.Cost. investita della questione di costituzionalità dell’art. 3 L.

162/93 per contrasto con gli artt. 3-41 cost. ne ha escluso l’incostituzionalità. Si

riteneva, inoltre, pacifico che il sistema di tariffe a forcella non potesse essere

invocato da impresa non iscritta all’albo e priva del titolo autorizzativo.

Iscrizione all’albo e titolo autorizzativo sono tutt’ora requisiti indispensabili. In

conclusione il sistema di tariffe a forcella costituiva un sistema imperativo ed

inderogabile, si applicava indipendentemente dallo schema negoziale prescelto

dalle parti. Se il corrispettivo veniva determinato in deroga alla disciplina legale

era automaticamente sostituito ex art. 1339 da quello previsto dalla legge. Le

22

nuove regole di mercato dell’autotrasporto hanno recepito l’esigenza di superare il

sistema tariffario obbligatorio. Ma il meccanismo per il suo superamento non

appare pienamente convincente soprattutto per la previsione di un termine di

decadenza per l’esercizio dei diritti relativi alla determinazione del

corrispettivo. L’esercizio di tali azioni doveva avvenire entro il termine

decadenziale del 25/07/2005. Se una vertenza tariffaria, per differenze di

corrispettivo, fosse proposta successivamente era soggetta al termine

prescrizionale di 5 anni. Questo meccanismo determinava una disparità di

trattamento perché discriminava in modo iniquo la posizione delle imprese in

relazione al momento perfezionativo del contratto rispetto a quello in cui facciano

valere i diritti derivanti dal sistema tariffario. La norma si colora di

anticostituzionalità. Questo ragionamento è stato messo in discussione dal Trib. di

Verona che con argomentazioni non condivisibili ha proposto una diversa

interpretazione dell’art. 3 dlgs 286/00. Esso ha ritenuto che il termine

decadenziale di 4 mesi andasse riferito all’azione di nullità e non all’azione

recuperatoria della differenza di credito. La norma si riferirebbe ad una specifica

azione di nullità del contratto, stipulato per iscritto, causata dalla mancata

annotazione sulla copia del contratto degli estremi di iscr.albo e dell’autorizzazione,

precludendola se venisse esercitata dopo il termine decadenziale dei 4 mesi.

Secondo il Trib.VR ciò spiega la ratio stessa della disposizione limitativa in commento:

difatti, una volta venuto menol’obbligo di annotazione testè indicato, il legislatore

dell’art. 3 dlgs 286/05 per esigenze di certezza dei traffici negoziali, ha

ragionevolmente ritenuto di porre una secca dead line per l’esercizio della

corrispondente azione di nullità essendo venuto meno l’interesse pubblico generale

all’invalidazione dei contratti difformi da uno schema legale cogente oramai

La decisione non è condivisibile perché l’art. in questione

superato .

riferendosi ad azioni da esercitare ha inteso quelle che abbiano ad

oggetto diritti derivanti dal sistema di tariffe a forcella. A conferma,

la C.Cost. ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 26 L. 298/74 nella parte

in cui prevede la nullità del contratto di autotrasporto, concluso per

iscritto, se nella copia del contratto da consegnare al committente non

siano annotate iscr.albo e autorizzazione. La C. Cost. ha ravvisato nel

disposto una disparità di trattamento tra colui che stipula oralmente

il contratto e quello che lo stipula verbalmente se entrambi siano in

possesso dei titoli abilitanti. Cancellata questa norma è irrragionevole

pensare che il legislatore abbia successivamente inteso – introducendo

il termine decadenziale quadrimestrale – riferirsi ad una specifica

azione di nullità del contratto per il semplice motivo che l’intervento

della corte è già risolutivo sul punto.

LA CONCLUSIONE E LA DOCUMENTAZIONE DEL CONTRATTO

Le modalità di perfezionamento del contratto – profili innovativi del d.lgs. n.

286/05

Il contatto di trasporto è consensuale con assoluta libertà di forma. Si perfeziona

con la semplice prestazione del consenso. La mancanza di una forma

vincolata o solenne , prima dell’entrata in vigore della legislazione

speciale, non pregiudicava la possibilità di adottare una determinata

forma scritta. Il consenso può essere manifestato sia oralmente sia per

art. 1 n. 2 iscritto, la lettera di vettura non è affatto richiesta come modalità

L. 162/93 essenziale e necessaria del contratto. L. 162/93 art. 1 n. 2- rovescerà il

tutto: al momento della conclusione del contratto TCC, a cura di chi effettua il

trasporto, sono annotati nella copia del contratto da consegnare al committente, pena

1-3-6

Art. 6 23

Dlgs 286/05 L’introduzione di

nullità, i dati relativi agli estremi dell’iscr.albo e dell’autorizz.

una forma solenne e vincolata non incideva sulla natura consensuale

del contratto ed era consentito l’inserimento di clausole negoziali che

possono fare del trasporto un contratto reale es. ipotesi in cui il

mittente ed il vettore stabiliscano che sia necessaria la materiale consegna

delle merci. Il trasporto ha attuazione solo nel momento in cui al vettore

vengono consegnate le merci. La consegna non attiene al momento

perfezionativo del contratto ma ne costituisce il primo atto di esecuzione.

Con il Dlgs. 286/05 art. 6 viene reintrodotta la libertà di forma: il

contratto di trasporto merci su strada è, di regola, stipulato in forma scritta per

favorire la correttezza e trasparenza tra i contraenti, ai sensi delle vigenti disposizioni

Il 3° individua gli elementi essenziali, mentre il 6° prevede che

di legge

. in

assenza di anche uno solo degli elementi indicati nel comma 3, il contratto si

In ogni caso la forma scritta è

considera non stipulato in forma scritta.

consigliata dal legislatore per le rilevanti conseguenze per i soggetti

interessati alle operazioni di trasporto.

La reintroduzione del principio della libertà della forma del contratto di

trasporto. La forma scritta concepita non come requisito di validità del

contratto, ma come elemento discriminante la posizione dei soggetti

interessati alle operazioni di trasporto.

art. 1 Da un’accurata lettura dell’art. 1 L. 162/93 sembra difficile non considerare la

L. 162/93 forma scritta come requisito di validità del contratto e non

ricollegarvi, in caso di eventuale mancanza, la nullità del rapporto

contrattuale. L’adozione di una forma solenne o di quella orale

comporta evidenti posizioni di vantaggio/svantaggio. Le fattispecie

idonee a determinare la nullità del contratto sono risultate nella pratica

assai estese con ripercussioni negative sull’operatività della disciplina,

del limite risarcitorio e del sistema tariffario all’epoca vigente. Secondo

la dottrina la comminazione della nullità ex L. 162/93 poneva le

premesse per una ridotta applicabilità delle disposizioni qualificanti il

contratto di trasporto. La legge in questione, oltre alla ,

forma scritta

poneva il vincolo della menzione ed annotazione dei dati relativi agli

estremi dell’iscr.albo e dell’autorizz. rilasciati dai competenti comitati provinciali

dell’albo nazionale degli autotrasportatori, da cui risulti il possesso dei prescritti

. In tal modo veniva rafforzato il principio della nullità che

requisiti di legge

non era semplicemente collegato alla conclusione del contratto ma anche

nell’omesso rispetto di questa ultima formalità. La rigidità della L.

162/93 emergeva anche dall’imposizione dell’obbligo di iscrizione e

possesso del titolo anche per il vettore di fatto. Questa interpretazione

era avvallata dal dato testuale ( ) e si poneva in

chi effettua il trasporto

sintonia con l’orientamento della C.Cost. che considerava iscr.albo

autrasp. requisito necessario per l’esercizio dell’attività e nullo il

contratto stipulato con un autotrasportatore abusivo.

L’interpretazione era troppo rigorosa perchè l’iscr.albo autotrasp. del

vettore di fatto non era in linea con l’intendimento del legislatore, più

preoccupato di assicurare il controllo sull’attività esercitata piuttosto che

sul rapporto negoziale. Secondo alcuni sarebbe stata sufficiente la sola

indicazione dei dati di chi stipulava il contratto diversamente si

sarebbe sancita l’interdizione del sub-trasporto. La tesi più

ragionevole, che ha prevalso, è che i dati da menzionare

obbligatoriamente sul contratto dovevano essere quelli del vettore di

3°-6°

Art. 7 fatto. Tutto questo serve a capire il d.lgs 286/05 sulla rilevanza

d.lgs 3°

dell’adozione della forma scritta od orale. Secondo l’art. 7 del d.lgs

286/05 24

286/05 se il contratto è stipulato in forma scritta, il conducente che

effettua il trasporto e violi le norme di sicurezza della circolazione

stradale ex 7 , il mittente, il caricatore ed il proprietario delle merci

che abbiano fornito indicazioni circa le modalità ed i tempi di consegna,

sono obbligati in solido con il conducente se le modalità di esecuzione

risultino dalla documentazione contrattuale e siano incompatibili col

rispetto delle norme di sicurezza della circolazione stradale. La

responsabilità è accertata dagli organi preposti all’effettuazione dei

servizi di Polizia Stradale. E’ sancita la nullità di quei patti e

comportamenti diretti a far gravare sul vettore le conseguenze

economiche delle sanzioni applicate nei confronti dei soggetti sopra

menzionati. Il vettore non deve rispondere patrimonialmente per

comportamenti tenuti in violazione a norme di legge quando gli sono

imposti da altre parti interessate al trasporto. Se manchino tali

indicazioni non vi sarà il coinvolgimento dei citati soggetti. Comunque

sia la norma è facilmente eludibile perché basta che si introducano in

contratto parametri premianti in termini di resa.. Se il contratto fosse

stipulato oralmente mittente vettore sono tenuti a produrre la

documentazione dalla quale si evinca la compatibilità delle istruzioni

trasmesse al vettore in merito all’esecuzione dello specifico trasporto, se

la documentazione non sia fornita il vettore ed il mittente sono tenuti in

solido con l’autore delle violazione. L’art. 7 prevede che se il

trasporto sia concluso in forma orale, il committente-stipulante è

tenuto ad acquisire la copia della carta di circolazione del veicolo e la

7 dichiarazione sottoscritta dal vettore che attesti la regolarità dell’iscr.

Albo e autorizzazione. Se il committente non provvede in tal senso è

sempre applicabile la sanzione amministrativa pecuniaria ex art. 26 L.

298/74. La difficoltà ad acquisire la documentazione del vettore di

fatto, rappresenta un aggravamento della posizione del committente

che abbia stipulato il contratto in forma orale il che dovrebbe spingerlo

a mutarne la modalità. L’art. 9 dlgs 286/05 prevede che nelle

controversie sui contratti stipulati in forma orale sono applicati gli usi

e le consuetudini raccolti nei bollettini predisposti dalle CCIAA. Il che

significa che nelle controversie relative al corrispettivo, se il contratto

viene stipulato in forma scritta è intangibile, mentre se è stipulato in

forma orale è data al vettore la possibilità di ottenere un adeguamento

tariffario. Questa opzione data al vettore ha prodotto un notevole

contenzioso ecco perché il legislatore “consiglia” l’adozione della forma

scritta.

La documentazione del contratto: la lettera di vettura e la documentazione

obbligatoria dell’autotrasporto merci conto terzi.

1684 L’ Art. 1684 stabilisce che

Art.9 Su richiesta del vettore, il mittente deve rilasciare una lettera di

vettura con la propria sottoscrizione, contenente le indicazioni enunciate nell'articolo precedente

Lettera di vettura

dlgs e le condizioni convenute per il trasporto. Su richiesta del mittente, il vettore deve rilasciare un

286/05 duplicato della lettera di vettura con la propria sottoscrizione o, se non gli è stata rilasciata lettera

Questa norma va coordinata con

di vettura, una ricevuta di carico, con le stesse indicazioni.

L’Art. 1683 che, relativamente al dovere di cooperazione del mittente, stabilisce Il

1683 mittente deve indicare con esattezza al vettore il nome del destinatario e il luogo di destinazione,

la natura, il peso, la quantità e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per

Art. 56

Indicazioni del eseguire il trasporto. Se per l'esecuzione del trasporto occorrono particolari documenti, il mittente

mittente deve rimetterli al vettore all'atto in cui consegna le cose da trasportare. Sono a carico del mittente

L. 298/74 i danni che derivano dall'omissione o dall'inesattezza delle indicazioni o dalla mancata consegna

Art.16 Nel previgente sistema il contratto di trasporto si

o irregolarità dei documenti .

DPR 56/78

DPR 472/96 25

DM 16/02/84

DM 22/12/82 configurava come un contratto non formale ed era ammesso ogni mezzo di prova, a

richiesta della controparte e a tutela dei contraenti poteva essere imposto un onere

di forma. Il mittente, pertanto, poteva essere tenuto a rilasciare una lettera di

vettura contenente tutti gli elementi ex Art. 1683 facente prova contro di lui. Il

vettore poteva essere tenuto a rilasciare un duplicato della lettera di vettura,

controfirmato per il ricevimento merci, facente prova contro di lui della consegna

delle merci da trasportare e delle condizioni del contratto. La lettera di vettura è a

tutt’oggi un documento importante e costituisce ex L. 298/74 una documentazione

obbligatoria. L’art. 56 L. 298/74 prevede che per ogni spedizione soggetta a regime

tariffario obbligatorio la compilazione di un apposito documento, emesso dal vettore e contenente

e

tutte le indicazioni atte a consentire il controllo sull’osservanza delle norme del presente titolo

l’art. 16 DPR 56/98 per ogni spedizione soggetta al reg.tariff. è obbligatoria la compilazione

del documento di trasporto ex art. 56 L,298/74 denominato lettera di vettura in almento 4

Il DPR 472/96 ha tolto l’obbligo della bolla di

esemplari originali firmati dal vettore.

accompagnamento ( ) e la possibilità di utilizzare la lettera di vettura

doc.fiscale

integrativa prevista dal DM 16/02/84 , ora vi è l’obbligo di compilare la lettera di

vettura originariamente prevista dal DM 22/12/82.

L’ESECUZIONE DEL CONTRATTO

La fase della consegna delle merci al vettore

La consegna del carico costituisce obbligazione caratteristica del mittente ed è

Art. 2 atto di cooperazione ai fini della prestazione. La consegna consiste nel

dlgs 286/05 trasferimento della detenzione del carico al vettore, pur restando al

mittente il possesso mediato. L’art. 2 dlgs 286/05 introduce la nozione di

CARICATORE

IL caricatore colui che consegna la merce al vettore, curandone la sistemazione sul veicolo

La figura è stata introdotta per estendere la

adibito all’esecuzione del trasporto .

responsabilità per i danni avvenuti in fase di carico delle merci e può

rendere non necessario l’obbligo di cooperazione del mittente (consegna

merci), salvo vi sia coincidenza tra le 2 figure. La consegna delle merci è a

carico del caricatore nella misura in cui egli stesso proceda alla sistemazione

del carico. La locuzione curando sottolinea la rilevanza delle operazioni

materiali di cura e sistemazione delle merci sul veicolo ai fini dell’assunzione

della qualità di caricatore. Consegna e sistemazione sono collegate

inscindibilmente tra loro e dovranno sussistere affinché si possa qualificare

caricatore il soggetto che le compie. Il c.civ non regola direttamente

LA MANCATA l’obbligo di consegna delle cose al vettore di conseguenza non disciplina

CONSEGNA nemmeno le eventuali responsabilità dei soggetti interessati alla spedizione

nel caso di mancata consegna. La dottrina ritiene si debba far ricorso ai

principi generali, la mancata consegna rende impossibile l’esecuzione del

contratto stipulato e costituisce inadempimento del mittente tenuto a

risarcire il danno all’altra parte. Le parti, ai fini della più efficace e corretta

esecuzione del trasporto, possono liberamente pattuire la modalità della

consegna circa il luogo, tempo, operazioni di imballaggio e l’eventuale

deposito prima della caricazione. Il contenuto di queste pattuizioni è di notevole

importanza per determinare la responsabilità del vettore in caso di perdita od

avaria delle cose. La consegna è un atto di cooperazione necessario per

consentire al vettore di eseguire quanto contrattualmente convenuto, è dubbio

se costituisca un vero e proprio obbligo giuridico o sia un semplice onere.

La riconducibilità della mancata o ritardata consegna alla figura dell’obbligo

riveste una notevole importanza pratica. Se non esiste un obbligo in senso

tecnico di consegna delle merci, la mancata consegna determina mora

credendi o accipiendi del mittente e non mora solvendi. La dottrina sostiene

26

che la consegna, pur non rappresentando una prestazione a cui il vettore abbia

diritto come attribuzione patrimoniale, rappresenta l’atto necessario del

mittente perchè la prestazione del trasporto possa essere iniziata e per far

sì che il vettore possa liberarsi della sua obbligazione. Il mittente sarà

responsabile verso il vettore della ritardata consegna se costui dimostri di esser

pronto ad eseguire il trasporto ha diritto a vedersi corrispondere il prezzo anche

in caso di ritardata consegna.

Gli atti di cooperazione del mittente

1683 L’art. 1683 elenca gli obblighi che, adempiuti, pongono il vettore in grado di

°

effettuare esattamente la prestazione. Al 1 stabilisce che Il mittente deve indicare

COOPERAZIONE 1° con esattezza al vettore il nome del destinatario e il luogo di destinazione, la natura, il peso, la

quantità e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il

L’inciso fa intendere che

trasporto. estremi necessari per eseguire il trasporto

l’elencazione è puramente indicativa e lascia la porta aperta ad una notevole

elasticità di valutazione legata alla natura, oggetto e alle particolari previsioni

contrattuali. In ogni caso il vettore deve filtrare tali indicazioni che se

eseguite alla lettera potrebbero avere riflessi negativi in ordine agli obblighi

di custodia e conservazione del carico che gravano su di esso. Se manca

l’indicazione di alcuni estremi necessari, il vettore non è legittimato ad

adottare una diligenza minore. Se si vuole garantire un regolare svolgimento

del trasporto, si deve imporre al mittente l’obbligo di indicare con esattezza gli

estremi essenziali, ma l’inadempimento a tale obbligo non può svuotare il

correlativo obbligo del vettore di adoperarsi secondo la diligenza professionale

per garantire il risultato promesso. Nel 2° stabilisce che Se per l'esecuzione del

2° trasporto occorrono particolari documenti, il mittente deve rimetterli al vettore all'atto in cui

Si tratta di adempimenti amministrativi che si

consegna le cose da trasportare.

estrinsecano nella consegna della documentazione richiesta da norme nazionali

o internazionali che si ottiene ottemperando alle prescrizioni dettate da queste

3° ultime. 3° : Sono a carico del mittente i danni che derivano dall'omissione o dall'inesattezza

Il legislatore non

delle indicazioni o dalla mancata consegna o irregolarità dei documenti .

addebita al vettore gli inadempimenti derivanti dall’obbligo di cooperazione

gravante sul mittente, ma vi deve essere un nesso causale tra l’inosservanza

degli obblighi ed i danni conseguenti alla perdita ed avaria delle cose

trasportate. Rimangono nella sfera di responsabilità del vettore i danni che

derivano dalla sua condotta colposa in ordine ai quali l’omissione o l’inesattezza

delle indicazioni fornite dal mittente costituiscono una semplice occasione.

Secondo alcuni tali indicazioni vanno date al vettore all’atto di consegna delle

merci ed in ogni caso prima dell’inizio del trasporto. La tempestività della

comunicazione va valutata in relazione alle esigenze cui le stesse appaiano

connesse, ma vanno date prima dell’inizio del trasporto. Il vettore può essere in

grado di predisporre una adeguata struttura organizzativa ed imprenditoriale

solo se sappia previamente la natura,peso, quantità, numero di cose da

trasportare e di tutti quegli estremi necessari per eseguire il trasporto.

1685 Il diritto di contrordine

CONTRORDINE

1° Art. 1685 Il mittente può sospendere il trasporto e chiedere la restituzione delle cose, ovvero

ordinarne la consegna a un destinatario diverso da quello originariamente indicato o anche

disporre diversamente , salvo l'obbligo di rimborsare le spese e di risarcire i danni derivanti dal

Il contenuto e la portata di tale diritto è ampia e comprende la facoltà di

contrordine.

sospendere e modificare il contenuto del contratto. Qualcuno sostiene che il diritto

in questione sia riconducibile al recesso, altri che costituisca esercizio di un diritto

27


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

52

PESO

937.76 KB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Tomassetti Simona.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto tributario

Appunti di Diritto tributario: accertamento
Appunto
Appunti di Diritto tributario: accertamento
Appunto
Diritto delle successioni - lezioni di teoria
Appunto
Appunti del corso di Diritto Processuale Penale
Appunto