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33. Servitù e Azioni a tutela della servitù

Le servitù sono diritti personali di godimento particolari, in quanto non riguardano una relazione

fra soggetti, ma una relazioni fra fondi. La servitù può essere spiegata come il peso imposto sul

fondo detto servente, per soddisfare l’utilità di un altro fondo, detto dominante.

Già nella definizione, si delineano i principali requisiti:

a. Utilità del fondo dominate, che può consistere anche in pura comodità o amenità.

b. I proprietari dei fondi devono essere diversi, altrimenti rientra nelle facoltà del

proprietario fare quello che vuole sul proprio bene.

c. Il diritto non si può separare dal fondo, anche nel caso in cui esso venga alienato

d. Il peso sul servente può consistere solamente in un non fare o in un pati, non può

esistere un obbligazione di fare.

Le servitù si distinguono principalmente in servitù previste dalla legge perché poste a

coattive,

tutela di un interesse generale (es. servitù di acquedotto o di passaggio), e servitù se

volontarie

trovano fonte in atti di autonomia privata. L’atto deve essere scritto e trascritto per essere reso

opponibile ai terzi. Infatti si possono costituire per contratto,per testamento o per destinazione

del padre di famiglia. Quest’ultimo caso è particolare, perché ricorre nel caso in cui i due fondi

coinvolti, appartenevano prima allo stesso proprietario, che ha costituito un opera per l’utilità di

un fondo, che inevitabilmente coinvolgeva anche l’altro. Se il proprietario aliena un fondo,

mantenendo in vita l’opera, si costituisce una servitù, in quanto sono presenti tutti i requisiti.

Inoltre si distinguono in apparenti, se sono presenti opere visibili (es. servitù di acquedotto) e

non apparenti in caso contrario (es, servitù di passaggio). Sono continue, se non è necessario

l’intervento dell’uomo e discontinue in caso contrario. Sono affermative se consentono al

proprietario del fondo dominante di eseguire una determinata attività (es. passaggio o pascolo)

negative se il servente si deve astenere dal fare qualcosa sul proprio fondo (es. non

sopraelevare). La servitù si estingue per rinuncia da parte del proprietario del dominante, per

scadenza del termine, per prescrizione, per confusione (proprietari diventano la stessa persona).

Azioni a tutela della servitù:

Esse sono volte ad accertare il diritto del dominante, e di far cessare le turbative che

eventualmente ne ostacolano l’esercizio. Oltre le azioni possessorie, è concessa al titolare della

confessoria,

servitù presumibilmente “violata”, anche l’azione con cui la parte lesa, ovvero il

titolare del fondo dominante, chiede al giudice di accertare e dichiarare l’esistenza del suo

diritto, e di far cessare le eventuali turbative, oltre che al risarcimento del danno. Legittimato

attivamente è ovviamente il titolare della servitù, mentre legittimato passivamente è il soggetto

che ha un rapporto con il servente, es. il proprietario o il futuro acquirente. L’azione confessoria

ha carattere petitorio.

34. Onere

E’ una situazione giuridica passiva particolare, in quanto il titolare non è tenuto ad un

comportamento pena sanzione (come nell’obbligo e nel dovere), ma è tenuto a comportarsi in

un certo modo per tutelare i suoi interessi. Se non fa ciò che la legge gli concede, non ottiene

nessuna conseguenza, ma se lo fa esercita un suo diritto. Ad esempio l’art. 2697, l’onere della

prova, dice che chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne

costituiscono il fondamento.

35. Luogo Adempimento

Il luogo dell’adempimento viene stabilito dalle c.d. norme suppletive che colmano le eventuali

lacune del contratto. Esso è stabilito:

- In caso di cosa certa è determinata luogo in cui l’obbligazione è sorta

- Obbligazioni pecuniarie domicilio del creditore

- Tutti gli altri casi domicilio del debitore 13

36. Quando si discorre di “Inversione dell’onere della prova”?

In genere, l’onere della prova come dimostrazione dell’esistenza di un diritto, spetta al titolare

nel caso di diritti reali, e al creditore, nel caso di obbligazioni, per pretenderne l’adempimento.

Ci sono tuttavia delle eccezioni. Ad esempio nel caso della promessa di pagamento e della

ricognizione di debito, il debitore sta implicitamente riconoscendo il suo debito, perciò in caso

di inadempimento, spetta a lui dimostrare l’inesistenza del rapporto obbligatorio (es. se il

contratto è stato annullato o la prestazione già effettuata).

37. Fatto illecito – responsabilità 2043,

Il fatto illecito, secondo la fattispecie generale descritta dall’art. è qualsiasi fatto o atto

doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il danno

fattispecie generale

al risarcimento del danno. Quest’art. descrive la per distinguerla dalle

fattispecie speciali descritte negli artt. seguenti. La concezione tradizionale attribuiva al fatto

illecito una funzione fondamentalmente dell’atteggiamento riprovevole avuto

sanzionatoria

dall’attore, mentre nella disciplina moderna si attribuisce una funzione principalmente

delle conseguenze dannose della lesione. Nel 2043 sono racchiuse tutte le

riparatoria

condizioni per descrivere sia la fattispecie originaria , i requisiti affinché nasca l’obbligazione, e

le relative conseguenze.

Elementi soggettivi:

Imputabilità capacità di intendere e di volere, mentre non è richiesta la capacità di

• agire. Per l’incapace di agire, risponde il tutore tenuto alla sorveglianza.

Colpevolezza dolo o colpa del danneggiante:

• Colpa : se danno causato da negligenza, imprudenza o imperizia, o per

o inosservanza di regolamenti

Dolo : se l’evento dannoso previsto e voluto come conseguenza dell’azione o

o dell’omissione.

Elementi oggettivi:

Danno ingiusto lesione di un interesse giuridicamente protetto dall’ordinamento da

• parte di un soggetto che non ne aveva diritto

Nesso di causalità tra il danneggiante e il danno

• danno ingiusto,

A seconda del significato che si attribuisce al il risarcimento risulterà più o

meno ampio. Il danno si distingue in:

Danno contra ius: ovvero lesione di un interesse protetto dall’ordinamento. Prima

inteso solamente come lesione dei diritti assoluti (diritti reali e della personalità), si è

esteso nella concezione moderna anche come tutela aquiliana del diritto di credito per

danno cagionato da un terzo. Infatti prima degli anni 70, vi era la convinzione che,

essendo un rapporto obbligatorio bilaterale (creditore/debitore) l’unico danno possibile

fosse l’inadempimento del debitore. Ad oggi invece si è estesa la responsabilità al terzo

che coopera nell’inadempimento o induce l’inadempimento (se ad es. uccide il debitore).

Inoltre, sempre per quanto riguarda l’estensione della concezione di risarcibilità, si pone

il concetto di patrimonialità. Prima infatti, si pensava che l’unico danno risarcibile,

danno non patrimoniale

fosse quello che incidesse sul patrimonio del danneggiato: il

era escluso, a meno che non causasse reato. Quindi il risarcimento, pur includendo sia il

danno emergente che il lucro cessante, era proporzionale alla ricchezza del danneggiato

(lucro cessante = mancato guadagno), preferendo i soggetti con capacità reddituali più

alte ed escludendo i non lavoratori. Dal 1986, il legislatore riconosce il danno non

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patrimoniale come ogni danno che deriva dalla lesione di valore inerenti alla persona,

direttamente tutelati dalla Costituzione, dunque risarcibili anche in assenza di una

fattispecie reato.

Figure di danno non patrimoniale:

a. Danno morale soggettivo: sofferenza psico-fisica subita dalla persona (sfera

interiore).

b. Danno biologico: lesione della salute, dell’integrità psico-fisica, liquidazione sulla

base di punti di invalidità stabiliti in apposite tabelle

c. Danno esistenziale: pregiudizio che ostacola le attività realizzatrici della persona

umana (sfera esteriore)

Danno non iure datum: ovvero danno causato senza che il danneggiante ne avesse

diritto. L’antigiuridicità è esclusa il fatto dannoso sia stato compiuto nell’esercizio di un

diritto o nell’adempimento di un dovere (es. testimoniando contro qualcuno).

Inoltre sono previste altre due importanti cause di giustificazione:

Legittima difesa: non è responsabile chi cagiona danno costretto dalla necessità

o di difendere se stesso o altri da un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia

proporzionale all’offesa.

Lo stato di necessità: non è responsabile chi cagiona fatto

o

38. Risponde il minore di età che ha causato il danno?

Risponde il tutore che sarebbe tenuto alla sorveglianza, salvo provare di non averlo potuto

evitare.

39. Differenza fra opzione e proposta irrevocabile

Opzione e proposta irrevocabile sono atti che producono lo stesso effetto ma si differenziano per

la struttura, in quanto l’opzione e un contratto con cui le due parti convengono che una si

impegni a tenere ferma la proposta per un determinato periodo di tempo, mentre la proposta

irrevocabile è un atto unilaterale con cui una parte si impegna a tenere ferma la proposta. La

revoca di una proposta irrevocabile è priva di effetti e il contratto si conclude ugualmente.

40. Condizione

La condizione è un elemento accidentale del negozio, ed è la clausola con cui le parti vincolano

l’inizio degli effetti o la risoluzione del negozio stesso al verificarsi di un evento futuro e

incerto. Quest’ultima caratteristica è fondamentale per la differenza col termine (iniziale o

finale), in cui l’evento è futuro ma non incerto. La condizione quindi può essere:

il contratto è improduttivo di effetti fino al verificarsi della condizione

Sospensiva

• (es. stipulerò un contratto di locazione nel caso in cui venga trasferita)

se il contratto si risolve al verificarsi della condizione (es. se mi trasferisco

Risolutiva

• risolviamo il contratto di locazione).

In caso di condizione risolutiva, gli effetti si considerano come mai prodotti, mentre in caso di

condizione sospensiva si considerano come prodotti sin dal momento della conclusione (per

questo si dice che gli effetti retroagiscono sin dalla conclusione).

La condizione deve essere ovviamente lecita e possibile. L’evento è illecito se contrario alle

norme imperative, al buon costume o all’ordine pubblico, mentre invece è impossibile se non è

suscettibile di attuazione. L’illeicità rende sempre il negozio nullo, mentre l’impossibilità rende

il negozio nullo solo se è sospensiva, se è risolutiva si ha per non apposta.

La condizione può essere:

Potestativa se dipende dalla volontarietà di una parte (decide in ordine all’azione, es.

• “se farò un viaggio”). 15

Esempio: Vendita con patto di riscatto: il venditore, pur avendo trasferito la

o proprietà della cosa, conserva il diritto di farla rientrare nel suo patrimonio con

un atto unilaterale, senza che sia necessario un altro contratto con effetti inversi.

se oltre la volontà c’è il libero arbitrio (decide in ordine al

Meramente potestativa

• negozio, ma se comporta il trasferimento di un diritto o la nascita di un’obbligazione,

rende nullo il negozio, non potendo dipendere da un capriccio, es. se ne avrò voglia”).

se dipende da un evento esterno (“es. se cade il governo”)

Casuale

Mista se vi concorre la volontà e un evento esterno (“es. se otterò un mutuo”).

41. Responsabilità per inadempimento (art. 1218 c.c.) obbligazioni di

L responsabilità del debitore, è valutata in modi diversi a seconda che si tratti di 1176,

mezzi obbligazioni di risultato.

ed Nel primo caso, il legislatore dispone nell’art. che il

debitore nell’effettuare la prestazione, deve usare la diligenza del buon padre di famiglia

(cura,attenzione,perizia), senza citare l’effettivo raggiungimento del risultato, e quindi l’esatta

effettuazione della prestazione. Tipico esempio è il chirurgo che deve garantire la massima

diligenza e professionalità, ma non può garantire il risultato di un’operazione. Nel secondo caso

1218,

invece, disciplinato dall’art il legislatore dispone che il debitore deve eseguire esattamente

la prestazione dovuta, pena il risarcimento del danno. Esempio, il costruttore che deve edificare

una palazzina esattamente come richiesta dal committente. Per questo le due norme non sono in

conflitto, perché disciplinano casi differenti fra loro. responsabilità contrattuale,

La responsabilità per inadempimento è detta anche e comporta

risarcimento del danno

diversi effetti. Primo fra tutti, il da parte del debitore, che consiste sia

nel danno emergente, ovvero le perdite subite, sia nel lucro cessante, ovvero il mancato

guadagno comportato dal danno (es. possibili alternative contrattuali). Secondo il principio del

nesso di causalità adeguata, sono risarcibili i danni che discendono direttamente

dall’inadempimento, secondo il normale svolgimento dei fatti. Inoltre, sono risarcibili solamente

i danni prevedibili nel momento in cui l’obbligazione è sorta, mentre il danno imprevedibile è

risarcibile solo in caso di dolo. Il debitore deve pagare al creditore una somma parti al danno

che costui avrebbe evitato, se l’obbligazione fosse stata correttamente adempiuta. Le regole

pattizie),

sulla responsabilità possono in qualche modo essere derogate dalle parti (deroghe

apponendo clausole sulle modalità di risarcimento (se e quanto). Esse possono ampliare la

responsabilità del debitore, in questo caso di parla di clausole di assunzione del rischio, o

limitarla, in questo caso si parla di clausole di esonero della responsabilità. Queste ultime sono

viste con sfavore dal legislatore, che ne ha disposto la nullità nei casi in cui esonerano il

debitore anche in caso di inadempimento doloso o di violazione degli obblighi derivanti

dall’ordine pubblico. Inoltre l’ammontare del risarcimento può essere fissato tramite

clausola penale

l’apposizione di clausole come la (si promette in caso di inadempimento,

caparra confirmatoria

quindi dopo la scadenza del termine), o la (si da alla conclusione del

contratto e il creditore la trattiene in caso di inadempimento, in caso di adempimento è tenuto a

restituirla).

Al sorgere dell’obbligazione, il debitore pone a garanzia del credito, il suo patrimonio,

esponendolo appunto alla responsabilità. In questo caso si parla di in quanto

garanzia generica,

non esistono cause di prelazione, di pegno o di ipoteca (garanzia Il creditore può

specifica).

rivalersi sui beni del debitore, mediante delle azioni dirette alla conservazione della garanzia

patrimoniale. Esse sono: azione surrogatoria, azione revocatoria, sequestro conservativo,

esecuzione forzata in forma specifica.

42. Persone giuridiche

Le persone giuridiche sono soggetti di diritto, in quanto dotate di capacità giuridica ottenuta non

dalla nascita (come nel caso delle persone fisiche), ma dal riconoscimento dell’autorità. Le

persone giuridiche possono essere definite come organizzazione stabili di persone, che

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perseguono uno scopo comune, avvalendosi di un patrimonio. L’elemento materiale delle

persone giuridiche è dato dall’organizzazione di persone appunto, mentre l’elemento formale è

dato dal riconoscimento ottenuto dall’autorità. Per quanto riguarda gli enti con finalità

economiche (società di capitali), esse devono iscriversi alla camera di commercio (registro delle

imprese), cui è presente la ragione sociale e vicende giuridiche ad esse connesse. Questo sistema

è detto normativo, in quanto la capacità giuridica viene riconosciuta automaticamente in

conseguenza all’iscrizione. Gli enti con finalità non economiche sono iscritte nel registro delle

persone giuridiche istituito presso le Prefetture. Questo sistema è detto concessorio, in quanto è

il Prefetto a concedere la capacità dopo 120 giorni se non riscontra anomalie nell’atto costitutivo

e nello statuto (analizza caso per caso).

La persona giuridica è considerata come centro di imputazione di diritti e doveri,

completamente autonoma rispetto alle persone fisiche che la costituiscono. Esse formano gli

organi mediante il quale compie gli atti giuridici, i cui effetti si producono in capo alla persona

giuridica stessa. Il legislatore prevede 3 figure di persone giuridiche: Associazioni, Fondazioni,

Società commerciali.

Associazioni:

Sono enti con finalità non economiche, in cui le persone fisiche, che ne costruiscono gli organi,

perseguono obiettivi posti nell’ interesse dei consociati, avvalendosi di un patrimonio.

L’associazione si costituisce mediante contratto, redatto in forma di atto pubblico, aperto alle

future adesioni di altri consociati. E’ scomponibile in atto costitutivo, in cui sono presenti gli

obiettivi da raggiungere, e quindi lo scopo dell’associazione, e statuto, in cui è presente il

regolamento dell’associazione stessa. Gli organi principali sono gli amministratori, che

svolgono fondamentalmente funzioni esecutive e di rappresentanza, e l’assemblea, che svolge

invece funzione decisionale e di voto.

Il patrimonio è formato dai contributi degli associati e dai futuri acquisti. Esso appartiene

all’associazione ed è completamente indipendente dal patrimonio dei consociati. Ciò significa

che non è in alcun modo aggredibile dai creditori dei consociati stessi, né tantomeno i creditori

dell’associazione possono aggredire i beni dei singoli. Essi hanno come unica garanzia i beni

dell’associazione (autonomia patrimoniale perfetta). Inoltre, i consociati che abbiano cessato di

far parte dell’associazione, non possono chiedere il rimborso dei contributi. L’associazione può

decidere in merito dell’accettazione di un consociato, ma non può escluderlo se non per gravi

motivi. L’associazione si estingue per morte dei consociati, per raggiungimento degli obiettivi o

se questi sono diventati impossibili. L’estinzione è dichiarata dall’autorità amministrativa, e gli

amministratori non possono fare altre operazioni che estinguere i debiti esistenti, e liquidare il

restante patrimonio secondo quanto stabilito nello statuto.

Fondazioni:

Sono organizzazioni stabili di persone che, avvalendosi di un patrimonio perseguono un

obiettivo deciso dal fondatore, di pubblica utilità e di natura non economica. Le fondazioni

possono essere costituite come atto unilaterale inter-vivos o mortis causa (testamento). In questo

caso, la fondazione diviene efficace solo dopo la morte del fondatore. Alle fondazioni, si applica

la stessa disciplina delle Associazioni. Con una differenza fondamentale. Le associazioni

nascono per perseguire obiettivi di interesse dei consociati, mentre gli obiettivi delle fondazioni

soddisfano l’interesse di terzi, i beneficiari, che però non hanno voce in capitolo nelle decisioni.

Inoltre le fondazioni non hanno assemblea, e per questo vi è un forte coinvolgimento

dell’autorità amministrativa.

43. Obbligazioni pecuniarie

Le obbligazioni pecuniarie sono obbligazioni aventi per oggetto somme di denaro. Il problema

fondamentale che si pone in questa sede, è nel caso delle obbligazioni di durata, in cui

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l’adempimento è differito nel tempo. Infatti, il valore della moneta è suscettibile di variazioni

legate appunto all’andamento dei mercati, in particolare dell’inflazione. Ciò significa che il

potere di acquisto di 100 dollari di 10 anni fa, non è lo stesso di oggi. Nel nostro ordinamento

vale il principio nominalistico, secondo cui il valore della prestazione è esattamente quello

iscritto nell’atto fonte dell’obbligazione. Questo per garantire al debitore la certezza

dell’ammontare del suo debito. Tuttavia il creditore si può tutelare vincolando l’ammontare del

debito ad altre grandezze, es. il prezzo dell’oro, oppure facendo fruttare degli interessi (detti

appunto remunerativi). Il principio nominalistico vale solo per le obbligazioni di valuta, ovvero

obbligazioni eventi per oggetto somme di denaro sin dall’origine e non per quelle di valore, che

hanno per oggetto un bene diverso del denaro, che sovviene in un momento successivo.

Interessi:

a. Riguardo alla fonte:

nella misura del 5%

i. Legali

ii. Convenzionali decisi dalle parti

b. Riguardo alla funzione:

i. Remunerativi del godimento altrui del denaro

1. Corrispettivi

2. Compensativi

ii. Moratori che hanno funzione risarcitoria nel caso di ritardo

nell’adempimento.

44. Contratto preliminare

Il contratto preliminare è un contratto che ha per oggetto la conclusione di un contratto

contratto ad effetti obbligatori,

definitivo, per questo il preliminare è un in quanto non

trasferisce alcun diritto. Può capitare che le parti decidano di differire nel tempo la conclusione

di un contratto definitivo idoneo a trasferire diritti, perché non possono ad es. adempiere

l’obbligazione nell’immediato. La figura del contratto preliminare è molto diffusa nelle

compravendite immobiliare, che hanno per oggetto somme di danaro ingenti e non disponibili al

momento della conclusione. Il contenuto del contratto definitivo deve essere già esplicato nel

preliminare, così come la forma richiesta dal definitivo, deve essere la stessa del preliminare,

pena nullità dello stesso. Possono comunque essere apportate delle modifiche alle clausole

accessorie. Questa potrebbe essere una ragione che spinge le parti ad effettuare 2 contratti,

piuttosto che uno solo che rimane inefficace sino al verificarsi di un evento, nel caso della

condizione sospensiva, o allo scadere del termine, nel caso del termine iniziale. In caso di

inadempimento di preliminare, la parte può:

a) Chiedere al giudice l’esecuzione forzata tramite una sentenza costitutiva volta a produrre

gli effetti del definitivo

b) Chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni all’inadempiente.

Il preliminare per il trasferimento di proprietà di beni immobili deve essere e debitamente

scritto

in modo da renderlo opponibile ai terzi. Ciò significa che, nel caso in cui il venditore,

trascritto,

dopo aver trascritto il preliminare, aliena il bene ad un altro soggetto diverso dalla controparte,

rende invalido il secondo trasferimento. In un certo senso il preliminare ha un effetto di

prenotazione di vendita, e dura da un anno dal momento in cui il definitivo dovrebbe essere

stato concluso o comunque non più di 3 anni dalla stipulazione del preliminare.

Per la compravendita di immobili spesso si fa uso di un preliminare improprio (compromesso):

è una scrittura privata del contratto già concluso tra le parti, che non ha però la forma per essere

trascritto. E’quindi una promessa a riprodurlo di fronte ad un notaio.

45. Vizi del consenso – Errore

Il legislatore dispone che le parti, nella fase delle trattative volte alla conclusione di un negozio,

devo comportarsi come buona fede, intesa in senso oggettivo, ovvero secondo le regole di lealtà

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e correttezza. Sono contrari alla buona fede, quei comportamenti turbativi e molesti della

volontà, che spingono una parte a concludere un negozio, che altrimenti non avrebbe concluso.

Questi comportamenti sono chiamati vizi della volontà, e sono errore, dolo e violenza, e

comportano l’annullamento del negozio.

L’errore è distinguibile in errore vizio e errore ostativo:

Errore vizio falsa rappresentazione della realtà che induce una parte a concludere un

negozio che non avrebbe concluso se avesse conosciuto la realtà. Es. compro una macchina

diesel pensando sia a benzina.

Errore ostativo errore nella manifestazione o nella trasmissione della volontà. Ad es. se

volessi comprare 10 esemplari di un prodotto e scrivo 100.

L’errore comporta l’annullamento del negozio quando è essenziale e riconoscibile dall’altra

parte. E’ essenziale quando:

a) Cade sulla natura o sul titolo dell’obbligazione: es. penso di concludere un contratto di

compravendita invece è un leasing

b) Cade sulla qualità della prestazione: es. penso di comprare un quadro originale, invece è

una copia

c) Cade sulla qualità del soggetto che avrebbe dovuto effettuare la prestazione: es. vorrei

prendere lezioni di piano da un pianista famoso, invece è un altro.

d) Errore di diritto: mancata o falsa conoscenza di una norma giuridica che incide sugli

effetti del negozio: es. acquisto un mezzo per cui ci vuole una determinata patente che io

non ho.

Inoltre l’errore deve essere conosciuto o conoscibile dalla controparte, che quindi ha omesso

degli elementi che avrebbero impedito la conclusione del contratto.

46. Diritti reali

Il termine “diritti reali” deriva dal latino e significa “diritti sulla cosa” , proprio per intendere il

potere di utilizzazione di un bene (in modo pieno o meno). Essi si distinguono in:

Diritti reali assoluti proprietà : potere di godere e di disporre in modo pieno ed esclusivo del

bene, nei limiti previsti dalla legge

Diritti reali limitati sono diritti esercitati su beni di proprietà altrui, e consentono al titolare

il solo potere di godere, mentre il potere di disporre è “lasciato” al proprietario. Sono:

diritti personali di godimento (usufrutto, enfiteusi, servitù, uso e abitazione, superficie)

• tipizzati dalla legge

diritti reali di garanzia (pegno e ipoteca)

I caratteri essenziali dei diritti reali, che li distinguono dai diritti di credito sono:

a) il potere di far valere il diritto verso qualsiasi terzo, che deve astenersi

Assolutezza

dai comportamenti turbativi dell’esercizio del diritto stesso.

b) strettamente correlato col precedente, il potere di esigere il rispetto

Opponibilità

verso tutti i terzi

c) del diritto al bene, ovvero il potere di inseguire il bene presso qualsiasi terzo

Inerenza

esso si trovi (diritto di seguito)

d) potere di esercitare il diritto direttamente sul bene

Immediatezza

47. Diritti assoluti e relativi

Sono assoluti i diritti che possono essere fatti valere verso tutti, ovvero erga omnes, in quanto

tutti i terzi hanno il dovere di astenersi dall’effettuare comportamenti turbativi dell’esercizio di

tali diritti. Essi sono proprietà e diritti della personalità.

Sono diritti relativi, i diritti che possono essere fatti valere verso un soggetto o verso

determinate categorie di soggetti, che si trovano in una situazione si obbligo verso il titolare.

Essi sono i diritti di credito. 19

48. Cause giustificatrici illecito

Non risponde del fatto illecito chi lo compie nell’adempimento di un dovere (es. se testimonia

contro un imputato) o chi lo compie nell’esercizio di un diritto. Inoltre non è imputabile

l’incapace di intendere e di volere, a meno che non si trovi in quello stato per sua colpa. Inoltre,

non è imputabile “direttamente” l’incapace di agire, ma per lui risponde il tutore tenuto alla sua

sorveglianza.

49. Modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall’adempimento

Le obbligazioni possono estinguere fondamentalmente in due modi:

Satisfactori Soddisfano l’interesse del creditore:

• Adempimento, compensazione, confusione

o

Non satisfactori Non soddisfano l’interesse del creditore:

• Novazione, Impossibilità sopravvenuta, remissione

o

Compensazione:

L’obbligazione si può estinguere per compensazione, quando le parti sono obbligate

reciprocamente, in forza di titoli diversi. Sarebbe antieconomico che ognuna pagasse il proprio

debito, perciò la legge prevede la possibilità di estinguere i propri debiti per le quantità

corrispettive. Esistono 3 tipi di compensazione:

a) la legge prevede compensazione se i crediti soddisfano 3

Compensazione legale:

requisiti:

a. Omogeneità es. somme di denaro o altri beni fungibili

certezza nel loro ammontare

b. Liquidità

c. Esigibilità devono essere immediatamente disponibili

La compensazione non può comunque essere rilevata d’ufficio, ma deve essere la parte

che intende avvalersene a manifestare la propria volontà.

b) : qualora i crediti siano esigibili e fungibili ma non liquidi, è

Compensazione giudiziale

il giudice a provvedere alla loro liquidazione (purchè siano di pronta e facile

liquidazione)

c) le parti, di comune accordo, possono compensare i loro

Compensazione volontaria:

debiti (tranne i debiti personalissimi, es. di alimenti, e i crediti impignorabili).

Confusione:

Se debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona. La confusione può verificarsi per via

di una successione ereditaria, sia per atto tra vivi.

Novazione:

E’ un modo di estinzione dell’obbligazione che consiste nella sostituzione di un’obbligazione

(che si estingue) con un’altra, che viene a costituirsi, avente oggetto o titolo diverso. La

fattispecie novativa consiste in un elemento soggettivo e uno oggettivo.

Elemento soggettivo volontà di estinguere l’obbligazione pre-esistente. Tale volontà deve

risultare in maniera non equivoca (altrimenti l’obbligazione vecchia continuerebbe ad esistere

accanto alla nuova).

Elemento oggettivo modificazione di un elemento essenziale del rapporto, quale il titolo,

ovvero la ragione giustificatrice del contratto, o l’oggetto cioè la prestazione.

Es. locatore e conduttore si accordano per sostituire i canoni arretrati con un mutuo

Es. al posto di pagare una somma di danaro, le parti possono accordarsi per far si che il debitore

trasferisca un mobile di pari valore. 20

Non importano novazione le modificazioni accessorie. Inoltre, la novazione non ha effetto se

l’obbligazione precedente, che ne costituisce presupposto, era nulla, mentre è valida in caso di

atto annullabile, se la parte che potrebbe trarre vantaggio dall’annullamento, fosse a conoscenza

delle cause (convalida tacita).

Prima esisteva la novazione soggettiva, ovvero quando le modifiche non attengono al titolo o

all’oggetto, ma ai soggetti del rapporto. Il legislatore del ’42, ha eliminato questa causa, giacchè

la sostituzione di un soggetto è considerata una vicenda modificativa del rapporto.

Remissione:

E’ un negozio unilaterale recettizio, con cui il debitore dichiara di non voler più profittare della

prestazione del debitore , che quindi di intende liberato(non sono suscettibili di remissione i

crediti indisponibili, es. crediti di alimenti). La remissione produce i suoi effetti quando giunge

a conoscenza del destinatario, che può però dichiarare non volerne profittare.

50. Obbligazioni alternative

Sono obbligazioni avente per oggetto prestazioni diverse, il cui debitore è da intendersi liberato

quando ne effettua almeno una. A queste si contrappongono le obbligazioni cumulative, in cui il

debitore si libera quando le ha adempiute tutte.

51. Diritto potestativo – Acquisto – Esempi

E’ uno dei diritti soggettivi, in cui il titolare può esercitare il diritto stesso ponendo la

controparte in una situazione di soggezione, ovvero in una situazione in cui deve astenersi dal

tenere qualsiasi comportamento che possa ostacolare l’esercizio del diritto.

Esso può avere fonte legale, come ad esempio la comunione forzosa del muro, o fonte

contrattuale, come ad esempio il recesso (diritto di liberarsi unilateralmente dall’obbligazione,

pattuito dalle parti, può essere esercitato solamente se non è stata ancora iniziata l’esecuzione).

52. La remissione può essere considerato un contratto? (1236)

No, è una fonte non contrattuale delle obbligazioni, ovvero un contratto unilaterale recettizio. Si

perfeziona quando giunge a conoscenza del beneficiario, che può comunque dichiarare di non

volersene avvalere.

53. Ripetizione dell’Indebito (oggettivo e soggettivo).

Si parla di indebito, in riferimento ad un pagamento non dovuto.

oggettivo,

L’indebito può essere se alla base non vi è alcun rapporto obbligatorio (es. debito

prescritto). In questo caso, chi ha pagato può chiedere sempre la ripetizione.

soggettivo,

Oppure l’indebito può essere quando il debito esiste, ma chi paga non è l’effettivo

creditore. In questo caso la ripetizione è ammessa solo se:

- L’errore è scusabile, ovvero se chi ha pagato ha tenuto sempre comportamento di

diligenza e perizia

- Che il creditore non si sia privato in buona fede del titolo o delle garanzie del titolo.

Quando la ripetizione non è ammessa, colui che ha pagato rientra nei diritti del creditore: è

questo un caso di surrogazione legale.

Inoltre, non si può chiedere la ripetizione delle prestazioni effettuate nei contratti contrari al

buon costume, se l’immoralità era bilaterale. Nel caso fosse unilaterale chi ha adempiuto può

chiedere la ripetizione. 21

54. Parità dei creditori (Par condicio creditorum)

Secondo questo principio, nel caso in cui un debitore sia inadempiente nei confronti di diversi

creditori, questi hanno pari diritto di rivalersi sui beni dello stesso. Ciò significa che se il primo

che propone la causa di esecuzione, da notizia anche agli altri creditori che quindi vi

partecipano, e il patrimonio del debitore non è sufficiente per soddisfare completamente tutti

loro, il patrimonio viene ripartito proporzionalmente fra essi.

Questo principio viene però spesso disatteso. Infatti:

a) il debitore può estinguere alcuni debiti prima della sentenza

b) in caso di legittime cause di prelazione, non opera questo principio, in quanto i

creditori non chirografari hanno il diritto di rivalersi per primi

c) il primo creditore che propone la sentenza, non ha l’obbligo di darne notizia anche

agli altri. Ciò significa che se l’ultimo creditore che intende avvalersi della sentenza,

non trova più beni disponibili, non otterrà nulla.

55. Incapacità naturale (prescrizione dell'azione, per donazioni, testamento,

matrimonio)

56. Conclusione contratto

57. Trascrizione

58. Differenza fra indennità – risarcimento – indennizzo

59. Possesso e relativi effetti

60. Chi risponde dei debiti delle Associazioni non riconosciute?

61. Differenza fra scioglimento e divisione della comunione legale.

62. Azioni petitorie

63. Azioni possessorie

64. Anatocismo

65. Differenza fra Datio in solutum e novazione

66. Contratto definitivo stipulato da un incapace.

67. Contratto per persona da nominare.

68. Conversione del negozio nullo

69. Determinabilità dei soggetti. (Promessa al pubblico e sorgere

dell’obbligazione).

70. Differenza tra illecito contrattuale ed extracontrattuale.

71. Effetti del contratto simulato rispetto ai terzi

72. Fideiussione.

73. Il dolo. Da chi deve provenire e che differenza c’è per quanto riguarda questo

punto con la violenza?

74. Interessi moratori, compensativi e remuneratori

75. Obbligazioni solidali (attive e passive - con requisito di identità della causa?)

76. Privilegio generale e speciale

77. Divieto di patto commissorio

78. L’ipoteca

79. Quali rimedi ha a disposizione un contraente in caso di violazione dell’obbligo

di buona fede?

80. Adempimento del terzo

81. Revocabilità e irrevocabilità della proposta.

82. Ruolo dell’animus novandi nella novazione. 22


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Appunti contenenti domande e risposte Diritto privatocon riferimento a questi argomenti: diritti assoluti, diritti potestativi, diritti relativi, prescrizione, rappresentanza diretta e indiretta, interpretazione della legge, distinzione tra buona fede in senso oggettivo e soggettivo, cessione del credito, surrogazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Deiana Massimo.

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