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sottrarli all’esecuzione forzata, modificando quindi il patrimonio su cui il creditore aveva fatto

affidamento per la tutela dell’adempimento.

Azione surrogatoria:

Nel caso in cui il debitore abbia dei crediti verso altri soggetti e non intende esigerli, il suo

creditore, può con l’azione surrogatoria sostituirsi ad esso verso i suoi debitori. I diritti su cui

può rivalersi (anche se non direttamente) devono avere e devono essere

carattere patrimoniale

tali che per la loro natura o per disposizioni di legge, non possano essere esercitati solo dal

titolare. Egli non può comunque far propri quei crediti in una misura maggiore del suo credito,

in quanto l’azione surrogatoria ha efficacia puramente e quindi i crediti riscossi in

conservativa,

esubero ricadono sul patrimonio del debitore, in modo che gli altri creditori ne possano

profittare.

Azione revocatoria:

Quest’azione può essere esperita dal creditore contro gli atti di disposizione posti in essere dal

debitore per sottrarre i suoi beni dall’esecuzione forzata. E’ necessario precisare che anche

quest’azione ha una funzione puramente in quanto per i terzi gli atti continuano ad

conservativa,

essere validi, mentre sono retroattivamente inefficaci per il creditore, che una volta eseguita

l’azione, considera i beni oggetto degli atti come se non fossero mai usciti dal patrimonio del

Affinché possa essere esperita quest’azione sono necessarie delle condizioni:

debitore.

a. Esistenza di un atto di disposizione, ovvero un atto di autonomia privata che incide

sul patrimonio del debitore. Sono atti di disposizione gli atti di alienazione, gli atti di

costituzione di diritti reali o di costituzione di obbligazioni

b. Il pregiudizio arrecato al creditore

c. La malafede del debitore, che quindi sapeva di arrecare pregiudizio

d. La malafede del terzo in caso di acquisto a titolo oneroso, mentre in caso di acquisto

a titolo gratuito, l’azione può essere comunque esperita in quanto il legislatore fra il

soggetto che vuole trarre vantaggio dall’acquisto e il pregiudizio del creditore,

preferisce tutelare quest’ultimo.

Quindi come già detto, i creditori non possono aggredire il bene se non hanno partecipato

all’azione revocatoria. Quindi l’atto è inopponibile solamente al creditore che ha esperito

l’azione.

25. Comportamento concludente

La volontà alla conclusione del contratto può essere manifestata in due modi:

- Espressamente utilizzando qualsiasi mezzo di comunicazione idoneo

- Tacitamente ovvero iniziando l’esecuzione della prestazione

In questo caso si parla di comportamento concludente, perché la parte che inizia ad eseguire la

prestazione, sta senz’altro manifestando la sua volontà alla conclusione, facendo produrre tutti

gli effetti derivanti dal contratto stesso, in quanto il contratto acquista forza di legge fra le parti

quando può dirsi concluso (l’accettazione è pervenuta al proponente).

26. Principio di relatività del Contratto ( effetti tra la parti)

Secondo l’art. 1345 c.c. il contratto ha forza di legge di legge fra le parti, mentre non produce

effetti verso i terzi, se non nei casi previsti per legge (es. contratto a favore del terzo). Una volta

che il contratto può dirsi concluso, le parti devono effettuare le prestazioni, o la prestazione se a

carico di una sola parte, pena il risarcimento del danno. Non solo, le parti infatti sono tenute

alla buona fede, intesa in senso oggettivo come dovere di correttezza e di lealtà sia nella fase

delle trattative, che nella fase dell’esecuzione. Infatti, dal momento in cui il contratto acquista

forza di legge, per l’ordinamento ha la stessa forza delle norme giuridiche, cosicchè la sua

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violazione comporta senz’altro delle conseguenze. La principale è ovviamente il risarcimento

dei danni. Esso si divide in :

perdite subite

- Danno emergente

- Lucro cessante mancato guadagno.

L’interesse violato in caso di inadempimento è detto interesse positivo, in quanto viene violato

l’interesse di una parte a ricevere la prestazione, mentre l’interesse violato nella fase delle

trattative è detto interesse negativo, perché riguarda l’interesse che avevano le parti a non

iniziare delle trattative dispendiose e quindi dannose perché non hanno portato alla conclusione

del contratto. Anche nella fase delle trattative è previsto il risarcimento del danno.

27. Rescissione

La rescissione è una particolare forma di scioglimento del contratto, che sopraggiunge nel caso

in cui una parte abbia concluso il contratto in stato di pericolo o di bisogno, quindi in condizioni

inique. pericolo

Si parla di contrattazione in caso di se:

- una parte ha concluso il contratto per salvare se o gli altri da un pericolo grave per la

persona,

- questa situazione era nota alla controparte

- ne ha profittato per porre delle condizioni inique. Questo è il tipico caso della persona

che sta per morire di freddo su una montagna e stipula un contratto con un alpinista per

salvarlo per 200.000€.

bisogno

Il caso di si riferisce strettamente alle difficoltà economiche di un soggetto. In questo

caso può intervenire la rescissione se:

- la prestazione chiesta è inferiore alla metà del suo reale valore

- la controparte ne ha tratto vantaggio.

La rescissione ha efficacia retroattiva e si prescrive in un anno senza eccezioni.

28. Obbligazioni naturali

Si distinguono dalle obbligazioni civili perché, pur avendo carattere patrimoniale, il creditore

non può agire in giudizio per ottenere l’adempimento o il risarcimento dei danni. In questo

modo il legislatore ha voluto tutelare quelle obbligazioni assunte per mera cortesia o per dovere

morale. Rientra nello schema di obbligazioni naturali il pagamento dell’indebito.

29. Classificazione negozi

I negozi giuridici sono atti giuridici in cui è presente il carattere della volontà dei soggetti al

compimento degli atti stessi, e la loro conoscenza degli effetti da esso prodotti e quindi la

volontà di farli propri. I negozi si distinguono principalmente in unilaterali e bilaterali (o

plurilaterali) a seconda di quante parti (intese come centro d’interesse sono coinvolte).

Negozi unilaterali:

Sono negozi in cui è coinvolta una sola parte. Si dividono in

Recettizi se è necessario che il destinatario ne venga a conoscenza e dia accettazione

• (es. remissione di debito, recesso, disdetta, procura)

Non recettizi se non è necessaria la conoscenza del destinatario (es. accettazione

• eredità, dichiarazione di voto)

Inter vivos se si tratta di atti posti in essere fra soggetti in vita (es. procura)

Mortis causa se dipendono da causa di morte (es. testamento)

Ai negozi unilaterali si applica la stessa disciplina dei contratti se essi sono a carattere

e e solamente se I negozi unilaterali sono per lo più tipici,

patrimoniale inter vivos compatibili.

ma si discute spesso sul fatto di lasciare più autonomia ai privati, purchè trattino atti inter vivos

a carattere patrimoniale. Inoltre l’ultima distinzione è data dai negozi che producono effetti:

- Nella sfera giuridica del dichiarante (es. accettazione eredità) 10

- Nell’altrui sfera giuridica, sia favorevoli (es. remissione di debito), sia sfavorevoli (es.

recesso, disdetta, affrancazione)

In quest’ultimo caso il negozio è valido solamente se trova fonte contrattuale o legale.

Negozi bilaterali o plurilaterali:

I negozi bilaterali più importanti sono ovviamente i contratti, che sono lo strumento per la

realizzazione più ampia dell’autonomia privata in relazione soprattutto agli effetti. Il contratto

(art. 1321 c.c.) è l’accordo fra due o più parti volto a regolare, costituire o estinguere un rapporto

giuridico avente carattere patrimoniale. Quindi, nella definizione stessa, sono presenti i requisiti

fondamentali del contratto, essi sono:

- L’accordo

- La bilateralità (viene escluso ad es. il testamento)

- La patrimonialità (vengono esclusi gli atti familiari come ad es. il matrimonio)

30. Procura e falso procuratore

La procura è un atto unilaterale recettizio, con cui un soggetto, detto rappresentato, concede il

potere ad un altro soggetto, detto rappresentante, di compiere atti giuridici in nome e per conto

suo, e in capo al rappresentato si produrranno gli effetti. Ci troviamo nell’ambito della

rappresentanza volontaria (si distingue da quella legale che è prevista per legge come ad es. i

genitori verso i figli). La procura si distingue in:

Generale se il procuratore rientra in tutti gli affari del rappresentato

-

Speciale

- se rientra in determinati affari.

Nel primo caso non è richiesta una forma particolare, mentre nel secondo è richiesta la stessa

forma capacità di agire,

degli atti giuridici da compiere. Al procuratore non è richiesta la

mentre al rappresentato si. La procura può essere limitata o revocata in qualsiasi momento, ma

per la revoca è necessario che ne venga data conoscenza ai terzi con mezzi idonei. Infatti, nel

caso in cui un procuratore agisca comunque anche se revocato o comunque non si attenga ai

limiti posti dalla procura stessa, ci troviamo in presenza di un falso procuratore. In questo caso,

la validità dell’atto può essere compromessa:

- Se è colpa del rappresentato che non ne ha dato conoscenza ai terzi, e il terzo contraente

è in buona fede, gli effetti si producono in capo al rappresentato.

- Se il terzo è in malafede, il contratto è improduttivo di effetti

In questo caso, il rappresentato potrebbe comunque trovare vantaggioso l’atto stipulato e con la

ratifica (negozio unilaterale) lo rende produttivo di effetti. Se invece l’atto non viene ratificato,

gli effetti si producono in capo al rappresentante. Ci troviamo nell’ambito della responsabilità

precontrattuale). Un altro caso di “malafede” nella procura, è il conflitto di interessi. Ovvero il

procuratore può agire non tutelando gli interessi del rappresentato, ma i suoi o quelli di terzi. In

questo caso il rappresentato può chiedere l’annullamento se il conflitto era noto ai terzi (tutela

dell’affidamento del terzo di buona fede).

31. Forma

E’ un elemento essenziale del contratto e stabilisce come deve essere manifestata la volontà dei

contraenti alla conclusione del negozio. In alcuni casi questa è prevista per legge pena nullità

del negozio stesso (per mancanza dei requisiti appunto), in tutti gli altri casi si applica il

libertà della forma,

principio della in cui sono le parti a decidere come stipulare l’atto. La

forma richiesta pena nullità è detta mentre in alcuni casi la forma non è

ad substantiam,

richiesta ai fini della validità del contratto, ma solamente ai fini dell’onere della prova. In questo

caso si parla di forma La forma scritta è richiesta ad esempio per il

ad probationem.

trasferimento della proprietà di beni immobili e mobili registrati, mentre non è richiesta per il

trasferimento di mobili. Infatti ai fini della conclusione del contratto, nei contratti ad effetti reali

11

per il trasferimento della proprietà di beni mobili, è necessario e sufficiente il consenso delle

parti a voler produrre gli effetti (principio consensualistico).

32. Capacità di agire assoluta e relativa – Eccezioni

La capacità di agire è la astratta capacità di compiere validamente atti giuridici, e quindi di

tutelare i propri interessi. L’ordinamento riconosce tale capacità al partire dal 18° anno di età,

dopodiché essa si presume, a meno che essa non sia revocata. In tale caso, è necessaria una

sentenza che ne dia conoscenza a tutti i terzi. L’incapacità può essere:

Assoluta se l’incapace non può compiere atti ne di ordinaria ne di straordinaria

-

amministrazione il giudice nomina un tutore che agisce in nome e per conto

dell’incapace

Relativa

- se può compiere solamente atti di ordinaria amministrazione il giudice

nomina un curatore che affianca l’incapace in alcuni atti.

Incapaci Assoluti:

Minore i tutori legali sono i genitori; nel caso questi siano venuti a mancare, è il giudice a

stabilire che ne deve fare le veci. Essendo incapaci assoluti, i minori non potrebbero compiere

nessun atto giuridico. Questo solo teoricamente, in quanto un bambino può ad es. compiere

acquisti di valore irrisorio, agendo come rappresentante dei genitori.

Interdetto giudiziale possono essere interdetti i soggetti che si trovano in costante stato di

infermità mentale, tale da far temere pregiudizio per lui o per la sua famiglia. In questo caso, un

suo famigliare può chiedere al giudice di emanare una sentenza costitutiva volta a dichiararne

l’interdizione e nominare un tutore. L’interdizione può essere revocata quando cessano le cause

che l’hanno comportata.

Interdetto legale Mentre l’interdizione giudiziale ha uno scopo protettivo dell’incapace, in

questo caso, l’interdizione legale è stata prevista come pena accessoria per il detenuto che ha

compiuto omicidio colposo o che comunque debba scontare una periodo di detenzione superiore

ai 5 anni.

Incapaci relativi:

Minore emancipato viene così chiamato il minore che ha contratto il matrimonio dai 16 ai

18 anni. Egli può compiere atti a conservazione del suo patrimonio, ma non atti che possono

incidere notevolmente su esso, come ad esempio trasferimento di proprietà immobili. In questo

caso viene assistito da un curatore nominato dal giudice che lo affianca per la stipulazione degli

atti.

Inabilitato Ad esso viene applicata la stessa disciplina del minore emancipato, pur

ricorrendo per cause molto diverse. Infatti può essere richiesta l’inabilitazione per un soggetto

che si trova in stato di abituale incoscienza dovuta ad abuso di alcolici o di stupefacenti, al

prodigo, al cieco e sordomuto che non ha ricevuto adeguata educazione.

Alla capacità di agire vi sono alcune eccezioni:

Capacità lavorativa 15 anni

Capacità di adozione 35 anni

Capacità di riconoscimento di figli naturali anche il minore 12

33. Servitù e Azioni a tutela della servitù

Le servitù sono diritti personali di godimento particolari, in quanto non riguardano una relazione

fra soggetti, ma una relazioni fra fondi. La servitù può essere spiegata come il peso imposto sul

fondo detto servente, per soddisfare l’utilità di un altro fondo, detto dominante.

Già nella definizione, si delineano i principali requisiti:

a. Utilità del fondo dominate, che può consistere anche in pura comodità o amenità.

b. I proprietari dei fondi devono essere diversi, altrimenti rientra nelle facoltà del

proprietario fare quello che vuole sul proprio bene.

c. Il diritto non si può separare dal fondo, anche nel caso in cui esso venga alienato

d. Il peso sul servente può consistere solamente in un non fare o in un pati, non può

esistere un obbligazione di fare.

Le servitù si distinguono principalmente in servitù previste dalla legge perché poste a

coattive,

tutela di un interesse generale (es. servitù di acquedotto o di passaggio), e servitù se

volontarie

trovano fonte in atti di autonomia privata. L’atto deve essere scritto e trascritto per essere reso

opponibile ai terzi. Infatti si possono costituire per contratto,per testamento o per destinazione

del padre di famiglia. Quest’ultimo caso è particolare, perché ricorre nel caso in cui i due fondi

coinvolti, appartenevano prima allo stesso proprietario, che ha costituito un opera per l’utilità di

un fondo, che inevitabilmente coinvolgeva anche l’altro. Se il proprietario aliena un fondo,

mantenendo in vita l’opera, si costituisce una servitù, in quanto sono presenti tutti i requisiti.

Inoltre si distinguono in apparenti, se sono presenti opere visibili (es. servitù di acquedotto) e

non apparenti in caso contrario (es, servitù di passaggio). Sono continue, se non è necessario

l’intervento dell’uomo e discontinue in caso contrario. Sono affermative se consentono al

proprietario del fondo dominante di eseguire una determinata attività (es. passaggio o pascolo)

negative se il servente si deve astenere dal fare qualcosa sul proprio fondo (es. non

sopraelevare). La servitù si estingue per rinuncia da parte del proprietario del dominante, per

scadenza del termine, per prescrizione, per confusione (proprietari diventano la stessa persona).

Azioni a tutela della servitù:

Esse sono volte ad accertare il diritto del dominante, e di far cessare le turbative che

eventualmente ne ostacolano l’esercizio. Oltre le azioni possessorie, è concessa al titolare della

confessoria,

servitù presumibilmente “violata”, anche l’azione con cui la parte lesa, ovvero il

titolare del fondo dominante, chiede al giudice di accertare e dichiarare l’esistenza del suo

diritto, e di far cessare le eventuali turbative, oltre che al risarcimento del danno. Legittimato

attivamente è ovviamente il titolare della servitù, mentre legittimato passivamente è il soggetto

che ha un rapporto con il servente, es. il proprietario o il futuro acquirente. L’azione confessoria

ha carattere petitorio.

34. Onere

E’ una situazione giuridica passiva particolare, in quanto il titolare non è tenuto ad un

comportamento pena sanzione (come nell’obbligo e nel dovere), ma è tenuto a comportarsi in

un certo modo per tutelare i suoi interessi. Se non fa ciò che la legge gli concede, non ottiene

nessuna conseguenza, ma se lo fa esercita un suo diritto. Ad esempio l’art. 2697, l’onere della

prova, dice che chi vuole far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne

costituiscono il fondamento.

35. Luogo Adempimento

Il luogo dell’adempimento viene stabilito dalle c.d. norme suppletive che colmano le eventuali

lacune del contratto. Esso è stabilito:

- In caso di cosa certa è determinata luogo in cui l’obbligazione è sorta

- Obbligazioni pecuniarie domicilio del creditore

- Tutti gli altri casi domicilio del debitore 13

36. Quando si discorre di “Inversione dell’onere della prova”?

In genere, l’onere della prova come dimostrazione dell’esistenza di un diritto, spetta al titolare

nel caso di diritti reali, e al creditore, nel caso di obbligazioni, per pretenderne l’adempimento.

Ci sono tuttavia delle eccezioni. Ad esempio nel caso della promessa di pagamento e della

ricognizione di debito, il debitore sta implicitamente riconoscendo il suo debito, perciò in caso

di inadempimento, spetta a lui dimostrare l’inesistenza del rapporto obbligatorio (es. se il

contratto è stato annullato o la prestazione già effettuata).

37. Fatto illecito – responsabilità 2043,

Il fatto illecito, secondo la fattispecie generale descritta dall’art. è qualsiasi fatto o atto

doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il danno

fattispecie generale

al risarcimento del danno. Quest’art. descrive la per distinguerla dalle

fattispecie speciali descritte negli artt. seguenti. La concezione tradizionale attribuiva al fatto

illecito una funzione fondamentalmente dell’atteggiamento riprovevole avuto

sanzionatoria

dall’attore, mentre nella disciplina moderna si attribuisce una funzione principalmente

delle conseguenze dannose della lesione. Nel 2043 sono racchiuse tutte le

riparatoria

condizioni per descrivere sia la fattispecie originaria , i requisiti affinché nasca l’obbligazione, e

le relative conseguenze.

Elementi soggettivi:

Imputabilità capacità di intendere e di volere, mentre non è richiesta la capacità di

• agire. Per l’incapace di agire, risponde il tutore tenuto alla sorveglianza.

Colpevolezza dolo o colpa del danneggiante:

• Colpa : se danno causato da negligenza, imprudenza o imperizia, o per

o inosservanza di regolamenti

Dolo : se l’evento dannoso previsto e voluto come conseguenza dell’azione o

o dell’omissione.

Elementi oggettivi:

Danno ingiusto lesione di un interesse giuridicamente protetto dall’ordinamento da

• parte di un soggetto che non ne aveva diritto

Nesso di causalità tra il danneggiante e il danno

• danno ingiusto,

A seconda del significato che si attribuisce al il risarcimento risulterà più o

meno ampio. Il danno si distingue in:

Danno contra ius: ovvero lesione di un interesse protetto dall’ordinamento. Prima

inteso solamente come lesione dei diritti assoluti (diritti reali e della personalità), si è

esteso nella concezione moderna anche come tutela aquiliana del diritto di credito per

danno cagionato da un terzo. Infatti prima degli anni 70, vi era la convinzione che,

essendo un rapporto obbligatorio bilaterale (creditore/debitore) l’unico danno possibile

fosse l’inadempimento del debitore. Ad oggi invece si è estesa la responsabilità al terzo

che coopera nell’inadempimento o induce l’inadempimento (se ad es. uccide il debitore).

Inoltre, sempre per quanto riguarda l’estensione della concezione di risarcibilità, si pone

il concetto di patrimonialità. Prima infatti, si pensava che l’unico danno risarcibile,

danno non patrimoniale

fosse quello che incidesse sul patrimonio del danneggiato: il

era escluso, a meno che non causasse reato. Quindi il risarcimento, pur includendo sia il

danno emergente che il lucro cessante, era proporzionale alla ricchezza del danneggiato

(lucro cessante = mancato guadagno), preferendo i soggetti con capacità reddituali più

alte ed escludendo i non lavoratori. Dal 1986, il legislatore riconosce il danno non

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patrimoniale come ogni danno che deriva dalla lesione di valore inerenti alla persona,

direttamente tutelati dalla Costituzione, dunque risarcibili anche in assenza di una

fattispecie reato.

Figure di danno non patrimoniale:

a. Danno morale soggettivo: sofferenza psico-fisica subita dalla persona (sfera

interiore).

b. Danno biologico: lesione della salute, dell’integrità psico-fisica, liquidazione sulla

base di punti di invalidità stabiliti in apposite tabelle

c. Danno esistenziale: pregiudizio che ostacola le attività realizzatrici della persona

umana (sfera esteriore)

Danno non iure datum: ovvero danno causato senza che il danneggiante ne avesse

diritto. L’antigiuridicità è esclusa il fatto dannoso sia stato compiuto nell’esercizio di un

diritto o nell’adempimento di un dovere (es. testimoniando contro qualcuno).

Inoltre sono previste altre due importanti cause di giustificazione:

Legittima difesa: non è responsabile chi cagiona danno costretto dalla necessità

o di difendere se stesso o altri da un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia

proporzionale all’offesa.

Lo stato di necessità: non è responsabile chi cagiona fatto

o

38. Risponde il minore di età che ha causato il danno?

Risponde il tutore che sarebbe tenuto alla sorveglianza, salvo provare di non averlo potuto

evitare.

39. Differenza fra opzione e proposta irrevocabile

Opzione e proposta irrevocabile sono atti che producono lo stesso effetto ma si differenziano per

la struttura, in quanto l’opzione e un contratto con cui le due parti convengono che una si

impegni a tenere ferma la proposta per un determinato periodo di tempo, mentre la proposta

irrevocabile è un atto unilaterale con cui una parte si impegna a tenere ferma la proposta. La

revoca di una proposta irrevocabile è priva di effetti e il contratto si conclude ugualmente.

40. Condizione

La condizione è un elemento accidentale del negozio, ed è la clausola con cui le parti vincolano

l’inizio degli effetti o la risoluzione del negozio stesso al verificarsi di un evento futuro e

incerto. Quest’ultima caratteristica è fondamentale per la differenza col termine (iniziale o

finale), in cui l’evento è futuro ma non incerto. La condizione quindi può essere:

il contratto è improduttivo di effetti fino al verificarsi della condizione

Sospensiva

• (es. stipulerò un contratto di locazione nel caso in cui venga trasferita)

se il contratto si risolve al verificarsi della condizione (es. se mi trasferisco

Risolutiva

• risolviamo il contratto di locazione).

In caso di condizione risolutiva, gli effetti si considerano come mai prodotti, mentre in caso di

condizione sospensiva si considerano come prodotti sin dal momento della conclusione (per

questo si dice che gli effetti retroagiscono sin dalla conclusione).

La condizione deve essere ovviamente lecita e possibile. L’evento è illecito se contrario alle

norme imperative, al buon costume o all’ordine pubblico, mentre invece è impossibile se non è

suscettibile di attuazione. L’illeicità rende sempre il negozio nullo, mentre l’impossibilità rende

il negozio nullo solo se è sospensiva, se è risolutiva si ha per non apposta.

La condizione può essere:

Potestativa se dipende dalla volontarietà di una parte (decide in ordine all’azione, es.

• “se farò un viaggio”). 15

Esempio: Vendita con patto di riscatto: il venditore, pur avendo trasferito la

o proprietà della cosa, conserva il diritto di farla rientrare nel suo patrimonio con

un atto unilaterale, senza che sia necessario un altro contratto con effetti inversi.

se oltre la volontà c’è il libero arbitrio (decide in ordine al

Meramente potestativa

• negozio, ma se comporta il trasferimento di un diritto o la nascita di un’obbligazione,

rende nullo il negozio, non potendo dipendere da un capriccio, es. se ne avrò voglia”).

se dipende da un evento esterno (“es. se cade il governo”)

Casuale

Mista se vi concorre la volontà e un evento esterno (“es. se otterò un mutuo”).

41. Responsabilità per inadempimento (art. 1218 c.c.) obbligazioni di

L responsabilità del debitore, è valutata in modi diversi a seconda che si tratti di 1176,

mezzi obbligazioni di risultato.

ed Nel primo caso, il legislatore dispone nell’art. che il

debitore nell’effettuare la prestazione, deve usare la diligenza del buon padre di famiglia

(cura,attenzione,perizia), senza citare l’effettivo raggiungimento del risultato, e quindi l’esatta

effettuazione della prestazione. Tipico esempio è il chirurgo che deve garantire la massima

diligenza e professionalità, ma non può garantire il risultato di un’operazione. Nel secondo caso

1218,

invece, disciplinato dall’art il legislatore dispone che il debitore deve eseguire esattamente

la prestazione dovuta, pena il risarcimento del danno. Esempio, il costruttore che deve edificare

una palazzina esattamente come richiesta dal committente. Per questo le due norme non sono in

conflitto, perché disciplinano casi differenti fra loro. responsabilità contrattuale,

La responsabilità per inadempimento è detta anche e comporta

risarcimento del danno

diversi effetti. Primo fra tutti, il da parte del debitore, che consiste sia

nel danno emergente, ovvero le perdite subite, sia nel lucro cessante, ovvero il mancato

guadagno comportato dal danno (es. possibili alternative contrattuali). Secondo il principio del

nesso di causalità adeguata, sono risarcibili i danni che discendono direttamente

dall’inadempimento, secondo il normale svolgimento dei fatti. Inoltre, sono risarcibili solamente

i danni prevedibili nel momento in cui l’obbligazione è sorta, mentre il danno imprevedibile è

risarcibile solo in caso di dolo. Il debitore deve pagare al creditore una somma parti al danno

che costui avrebbe evitato, se l’obbligazione fosse stata correttamente adempiuta. Le regole

pattizie),

sulla responsabilità possono in qualche modo essere derogate dalle parti (deroghe

apponendo clausole sulle modalità di risarcimento (se e quanto). Esse possono ampliare la

responsabilità del debitore, in questo caso di parla di clausole di assunzione del rischio, o

limitarla, in questo caso si parla di clausole di esonero della responsabilità. Queste ultime sono

viste con sfavore dal legislatore, che ne ha disposto la nullità nei casi in cui esonerano il

debitore anche in caso di inadempimento doloso o di violazione degli obblighi derivanti

dall’ordine pubblico. Inoltre l’ammontare del risarcimento può essere fissato tramite

clausola penale

l’apposizione di clausole come la (si promette in caso di inadempimento,

caparra confirmatoria

quindi dopo la scadenza del termine), o la (si da alla conclusione del

contratto e il creditore la trattiene in caso di inadempimento, in caso di adempimento è tenuto a

restituirla).

Al sorgere dell’obbligazione, il debitore pone a garanzia del credito, il suo patrimonio,

esponendolo appunto alla responsabilità. In questo caso si parla di in quanto

garanzia generica,

non esistono cause di prelazione, di pegno o di ipoteca (garanzia Il creditore può

specifica).

rivalersi sui beni del debitore, mediante delle azioni dirette alla conservazione della garanzia

patrimoniale. Esse sono: azione surrogatoria, azione revocatoria, sequestro conservativo,

esecuzione forzata in forma specifica.

42. Persone giuridiche

Le persone giuridiche sono soggetti di diritto, in quanto dotate di capacità giuridica ottenuta non

dalla nascita (come nel caso delle persone fisiche), ma dal riconoscimento dell’autorità. Le

persone giuridiche possono essere definite come organizzazione stabili di persone, che

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perseguono uno scopo comune, avvalendosi di un patrimonio. L’elemento materiale delle

persone giuridiche è dato dall’organizzazione di persone appunto, mentre l’elemento formale è

dato dal riconoscimento ottenuto dall’autorità. Per quanto riguarda gli enti con finalità

economiche (società di capitali), esse devono iscriversi alla camera di commercio (registro delle

imprese), cui è presente la ragione sociale e vicende giuridiche ad esse connesse. Questo sistema

è detto normativo, in quanto la capacità giuridica viene riconosciuta automaticamente in

conseguenza all’iscrizione. Gli enti con finalità non economiche sono iscritte nel registro delle

persone giuridiche istituito presso le Prefetture. Questo sistema è detto concessorio, in quanto è

il Prefetto a concedere la capacità dopo 120 giorni se non riscontra anomalie nell’atto costitutivo

e nello statuto (analizza caso per caso).

La persona giuridica è considerata come centro di imputazione di diritti e doveri,

completamente autonoma rispetto alle persone fisiche che la costituiscono. Esse formano gli

organi mediante il quale compie gli atti giuridici, i cui effetti si producono in capo alla persona

giuridica stessa. Il legislatore prevede 3 figure di persone giuridiche: Associazioni, Fondazioni,

Società commerciali.

Associazioni:

Sono enti con finalità non economiche, in cui le persone fisiche, che ne costruiscono gli organi,

perseguono obiettivi posti nell’ interesse dei consociati, avvalendosi di un patrimonio.

L’associazione si costituisce mediante contratto, redatto in forma di atto pubblico, aperto alle

future adesioni di altri consociati. E’ scomponibile in atto costitutivo, in cui sono presenti gli

obiettivi da raggiungere, e quindi lo scopo dell’associazione, e statuto, in cui è presente il

regolamento dell’associazione stessa. Gli organi principali sono gli amministratori, che

svolgono fondamentalmente funzioni esecutive e di rappresentanza, e l’assemblea, che svolge

invece funzione decisionale e di voto.

Il patrimonio è formato dai contributi degli associati e dai futuri acquisti. Esso appartiene

all’associazione ed è completamente indipendente dal patrimonio dei consociati. Ciò significa

che non è in alcun modo aggredibile dai creditori dei consociati stessi, né tantomeno i creditori

dell’associazione possono aggredire i beni dei singoli. Essi hanno come unica garanzia i beni

dell’associazione (autonomia patrimoniale perfetta). Inoltre, i consociati che abbiano cessato di

far parte dell’associazione, non possono chiedere il rimborso dei contributi. L’associazione può

decidere in merito dell’accettazione di un consociato, ma non può escluderlo se non per gravi

motivi. L’associazione si estingue per morte dei consociati, per raggiungimento degli obiettivi o

se questi sono diventati impossibili. L’estinzione è dichiarata dall’autorità amministrativa, e gli

amministratori non possono fare altre operazioni che estinguere i debiti esistenti, e liquidare il

restante patrimonio secondo quanto stabilito nello statuto.

Fondazioni:

Sono organizzazioni stabili di persone che, avvalendosi di un patrimonio perseguono un

obiettivo deciso dal fondatore, di pubblica utilità e di natura non economica. Le fondazioni

possono essere costituite come atto unilaterale inter-vivos o mortis causa (testamento). In questo

caso, la fondazione diviene efficace solo dopo la morte del fondatore. Alle fondazioni, si applica

la stessa disciplina delle Associazioni. Con una differenza fondamentale. Le associazioni

nascono per perseguire obiettivi di interesse dei consociati, mentre gli obiettivi delle fondazioni

soddisfano l’interesse di terzi, i beneficiari, che però non hanno voce in capitolo nelle decisioni.

Inoltre le fondazioni non hanno assemblea, e per questo vi è un forte coinvolgimento

dell’autorità amministrativa.

43. Obbligazioni pecuniarie

Le obbligazioni pecuniarie sono obbligazioni aventi per oggetto somme di denaro. Il problema

fondamentale che si pone in questa sede, è nel caso delle obbligazioni di durata, in cui

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l’adempimento è differito nel tempo. Infatti, il valore della moneta è suscettibile di variazioni

legate appunto all’andamento dei mercati, in particolare dell’inflazione. Ciò significa che il

potere di acquisto di 100 dollari di 10 anni fa, non è lo stesso di oggi. Nel nostro ordinamento

vale il principio nominalistico, secondo cui il valore della prestazione è esattamente quello

iscritto nell’atto fonte dell’obbligazione. Questo per garantire al debitore la certezza

dell’ammontare del suo debito. Tuttavia il creditore si può tutelare vincolando l’ammontare del

debito ad altre grandezze, es. il prezzo dell’oro, oppure facendo fruttare degli interessi (detti

appunto remunerativi). Il principio nominalistico vale solo per le obbligazioni di valuta, ovvero

obbligazioni eventi per oggetto somme di denaro sin dall’origine e non per quelle di valore, che

hanno per oggetto un bene diverso del denaro, che sovviene in un momento successivo.

Interessi:

a. Riguardo alla fonte:

nella misura del 5%

i. Legali

ii. Convenzionali decisi dalle parti

b. Riguardo alla funzione:

i. Remunerativi del godimento altrui del denaro

1. Corrispettivi

2. Compensativi

ii. Moratori che hanno funzione risarcitoria nel caso di ritardo

nell’adempimento.

44. Contratto preliminare

Il contratto preliminare è un contratto che ha per oggetto la conclusione di un contratto

contratto ad effetti obbligatori,

definitivo, per questo il preliminare è un in quanto non

trasferisce alcun diritto. Può capitare che le parti decidano di differire nel tempo la conclusione

di un contratto definitivo idoneo a trasferire diritti, perché non possono ad es. adempiere

l’obbligazione nell’immediato. La figura del contratto preliminare è molto diffusa nelle

compravendite immobiliare, che hanno per oggetto somme di danaro ingenti e non disponibili al

momento della conclusione. Il contenuto del contratto definitivo deve essere già esplicato nel

preliminare, così come la forma richiesta dal definitivo, deve essere la stessa del preliminare,

pena nullità dello stesso. Possono comunque essere apportate delle modifiche alle clausole

accessorie. Questa potrebbe essere una ragione che spinge le parti ad effettuare 2 contratti,

piuttosto che uno solo che rimane inefficace sino al verificarsi di un evento, nel caso della

condizione sospensiva, o allo scadere del termine, nel caso del termine iniziale. In caso di

inadempimento di preliminare, la parte può:

a) Chiedere al giudice l’esecuzione forzata tramite una sentenza costitutiva volta a produrre

gli effetti del definitivo

b) Chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni all’inadempiente.

Il preliminare per il trasferimento di proprietà di beni immobili deve essere e debitamente

scritto

in modo da renderlo opponibile ai terzi. Ciò significa che, nel caso in cui il venditore,

trascritto,

dopo aver trascritto il preliminare, aliena il bene ad un altro soggetto diverso dalla controparte,

rende invalido il secondo trasferimento. In un certo senso il preliminare ha un effetto di

prenotazione di vendita, e dura da un anno dal momento in cui il definitivo dovrebbe essere

stato concluso o comunque non più di 3 anni dalla stipulazione del preliminare.

Per la compravendita di immobili spesso si fa uso di un preliminare improprio (compromesso):

è una scrittura privata del contratto già concluso tra le parti, che non ha però la forma per essere

trascritto. E’quindi una promessa a riprodurlo di fronte ad un notaio.

45. Vizi del consenso – Errore

Il legislatore dispone che le parti, nella fase delle trattative volte alla conclusione di un negozio,

devo comportarsi come buona fede, intesa in senso oggettivo, ovvero secondo le regole di lealtà

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Appunti contenenti domande e risposte Diritto privatocon riferimento a questi argomenti: diritti assoluti, diritti potestativi, diritti relativi, prescrizione, rappresentanza diretta e indiretta, interpretazione della legge, distinzione tra buona fede in senso oggettivo e soggettivo, cessione del credito, surrogazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Deiana Massimo.

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