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Diritto Privato-Diritti di credito

Appunti di Istituzioni di diritto privato 1 sui diritti di credito basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Sartori dell’università degli Studi di Trento - Unitn, Facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea in Giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istituzioni di diritto privato I dal corso del docente Prof. F. Sartori

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ESTRATTO DOCUMENTO

DESTINATARIO DELL’ADEMPIMENTO

→ il debitore deve eseguire la prestazione DIRETTAMENTE al creditore, il quale deve avere la CAPACITA’ DI

RICEVERE: se è incapace di ricevere, il debitore dovrà effettuare la prestazione ad un rappresentante legale del

creditore.

Pagamento all’adiectus solutionis causa→ persona legittimata dal creditore a ricevere la prestazione al posto suo.

[1188cc]

Se il debitore effettua la prestazione a persona non legittimata a ricevere, egli non viene liberato dall’obbligazione.

Può liberarsi se paga IN BUONA FEDE a persona che, in base a circostanze univoche, APPARE essere il creditore →

CREDITORE APPARENTE, il quale è tenuto alla restituzione del pagamento art.1189cc.

Il solvens che invochi il principio dell’apparenza deve dimostrare che il suo erroneo convincimento è stato determinato

da un comportamento colposo del creditore!

LUOGO DELL’ADEMPIMENTO:

- È indicato nel titolo costitutivo del rapporto: è determinato dagli usi o dalla natura della prestazione;

- Se le parti non lo stabiliscono  art. 1182:

_ l’obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata va adempiuta nel luogo in cui la cosa si trovava

quando l’obbligazione è sorta

_ l’obbligazione di pagare una somma di danaro (se determinata o determinabile nel suo ammontare) va

adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza → c.d. obbligazione portable

_ negli altri casi → adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza -> obbligazione quérable.

TEMPO DELL’ADEMPIMENTO:

1. se l’obbligazione è ad esecuzione continuata o ad esecuzione periodica (c.d. obbligazioni di durata) occorre

determinare il momento iniziale e finale della prestazione dovuta;

2. se l’obbligazione è ad esecuzione istantanea occorre determinare il dies solutionis;

- Il TERMINE è indicato nel titolo costitutivo dell’obbligazione; è a favore del debitore in quanto il creditore non

può esigere la prestazione prima del termine ma il debitore può agire prima di esso. [1184] prestazione

inesigibile ma ESEGUIBILE.

- art.1185-> il credito è ESIGIBILE ma ineseguibile-> il credito può essere richiesto immediatamente dal

creditore se il termine è fissato a favore del creditore, ma il debitore non può offrire l’esecuzione della

prestazione prima del termine.

- Se il termine è fissato a favore di entrambi, la prestazione sarà INESIGIBILE ed INESEGUIBILE.

1186-> DECADENZA del termine: il debitore è in situazione di beneficio (c’è un termine) qualora però si verifichino le

condizioni del 1186, allora il creditore può chiedere il pagamento immediato del credito:

1. Insolvenza del debitore: insolvenza civilistica [≠INSOLVENZA DELL’IMPRESA], che va intesa nei confronti di

qualsiasi debitore che versa in una situazione di dissesto economico tale, da indurre il creditore ad esigere il

proprio credito.

2. Debitore ha diminuito per fatto proprio le garanzie che aveva dato-> garanzia sul bene immobile

3. Debitore non ha dato le garanzie che aveva promesso 

Le parti possono definire il tempo dell’adempimento, ad eccezione delle TRANSAZIONI COMMERCIALI * viene

sanzionata con la nullità ogni accordo sulla data del pagamento che risulti gravemente iniquo in danno del creditore.

Questo per contrastare situazioni di abuso di cui possono essere vittime le imprese, piccole e medie, a fronte dello

strapotere contrattuale della controparte. L’adempimento deve essere fatto entro 30gg a decorrere da eventi specifici

indicati nella norma del 2014.

*→ obbligazioni di pagare una somma di danaro a titolo corrispettivo per la fornitura di merci o prestazione di servizi tra

imprenditori o tra liberi professionisti.

LIMITAZIONI ALL’USO DEL CONTANTE: vietato trasferimento di danaro contante quando pari o superiore a € 1.000

[vietato anche quando effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia] per favorire mezzi di pagamenti alternativi

(bonifici, carte di credito).

ADEMPIMENTO DEL TERZO: Quando la prestazione è INFUNGIBILE (es: quella dell’attore), il creditore può

legittimamente rifiutare la prestazione offerta da un sostituto.

Se la prestazione è FUNGIBILE, il creditore non può rifiutare la prestazione offerta dal terzo. →rifiuto può determinare

le conseguenze della mora accipiendi. Può rifiutarlo solo se il debitore è contrario all’esecuzione della prestazione da

parte del terzo.

Il terzo, a meno che non abbia agito per spirito di liberalità, potrà esperire contro il debitore (che si è avvantaggiato del

pagamento del terzo) l’azione di arricchimento.

IMPUTAZIONE DEL PAGAMENTO (è un atto negoziale unilaterale, recettizio): nesso di collegamento tra prestazione e

rapporto obbligatorio; si può verificare che

• Il debitore debba al creditore una somma in sorta di interessi, di capitale o di spese

1194-> affiora il FAVOR CREDITORIS: interesse, spese, capitali

11

• Il debitore abbia più debiti della medesima specie nei confronti dello stesso creditore se ne pago uno, quale si

estingue??

1193-> la prima scelta spetta al debitore; in mancanza di tale scelta, spetta al creditore decidere quale debito

estinguere. Molto spesso le parti convengono sulla scelta del pagamento. In mancanza della dichiarazione del

debitore e del creditore, l’ordinamento stabilisce una sorta di gerarchia dei debiti da estinguere in primis:

1- Debito scaduto

2- Debito meno garantito

3- Debito più oneroso per il debitore [Favor debitoris]

4- Debito più antico

(5-) Criterio della proporzionalità-> imputazione fatta proporzionalmente ai vari debiti

QUIETANZA CON IMPUTAZIONE: se il debitore accetti una quietanza nella quale il creditore dichiari di imputare il

pagamento ricevuto ad un determinato debito, il debitore non può più pretendere un’imputazione diversa.

art.1200-> Liberazione delle garanzie: quando il creditore riceva il pagamento, oltre ad avere un obbligo di “quietanziare”

il pagamento, ha obbligo di liberare i beni da qualsiasi garanzia reale o limitazione.

ACCETTAZIONE DELLA PRESTAZIONE: apprensione volontaria del bene; è il momento in cui il creditore deve mettere

nelle condizioni il debitore di poter adempiere. L’accettazione è un’attività che agevoli l’esecuzione della prestazione da

parte del debitore a meno che ciò non si traduca in uno sforzo eccesivo per il creditore. È un atto di cooperazione da

parte del creditore nei confronti del debitore.

Solitamente, l’accettazione è preceduta da un’operazione dove si accerta la conformità della prestazione a quello che

era il rapporto obbligatorio. Può essere il legislatore stesso a disciplinare le modalità di verificaes. collaudo nel contratto

di appalto.

Quiescenza-> accettazione consapevole di una prestazione qualitativamente inesatta ha valore di ACQUIESCENZA,

ovvero una tolleranza definitiva all’inadempimento. Il debitore viene liberato e il creditore dovrà ritenersi soddisfatto di

quella prestazione inferiore a quella pattuita. Anche il debitore ha un interesse meritevole di tutela-> permette di stabilire

se l’interesse del creditore è stato soddisfatto o meno. Il debitore ha interesse a liberarsi dell’obbligo e ha un interesse

reputazionale, commerciale.

PAGAMENTO CON SURROGAZIONE

Dal punto di vista della struttura del rapporto, dà luogo ad una successione a titolo particolare dal lato attivo-> un terzo

adempie, subentrando nella stessa posizione del creditore nei confronti del debitore. Il rapporto obbligatorio permane.

Istituto che dà il senso del favore dell’ordinamento giuridico all’adempimento; il legislatore tutela colui che salda il debito.

Il terzo che adempie ha titolo per agire in regresso nei confronti del debitore. Art.1204. può avvenire:

- 1201: Per volontà del creditore: si verifica a mezzo di un atto espresso e contemporaneo al pagamento; non

comporta l’estinzione del debito originario, ma c’è una sostituzione del creditore;

- 1202: Per volontà del debitore: il debitore surroga il terzo, il quale non paga il creditore, ma da una somma di

denaro al debitore affinché egli, debitore, possa pagare direttamente il creditore.

- 1203: Per volere legale: questa sostituzione si verifica quando ricorrano i presupposti previsti dalla legge;

Dal lato passivo: il debitore potrà opporre al nuovo creditore eccezioni che erano opponibili al creditore originario.

Il terzo surrogato subentra nel diritto di credito che spettava all’altro creditore e spetta l’azione di regresso-> il terzo è

titolare di una pretesa che può far valere a titolo di regresso nei confronti del debitore; spetta al terzo se agire in

regresso o in virtù dell’intervenuta surroga.

[PAGAMENTO CON SURROGAZIONE VS CESSIONE DEL CREDITO]:

SURROGAZIONE-> inquadrata come ipotesi di successione a titolo particolare del lato attivo dell’obbligazione.

A mezzo di successione a titolo universale (es. successione mortis causa, eredi che subentrano nei rapporti del

de cuius)

A mezzo di titolo particolare, con specifico riferimento a quel rapporto:

-1 surrogazione, che segua all’adempimento art.1201-1205

-2 cessione del credito art.1260-1267

Due istituti simili per gli effetti, diversi per quanto riguarda la funzione.

Nella cessione del credito, ciò che giustifica la disciplina è la circolazione del credito; l’adempimento non si è ancora

verificato.

Ciò che giustifica il pagamento con surrogazione è l’agevolazione del pagamento; valorizza l’adempimento del rapporto

obbligatorio in quanto la surrogazione suppone che l’obbligazione sia adempiuta e che il creditore sia soddisfatto; il

terzo che paga subentra nei diritti che il creditore vantava nei confronti del debitore. Il terzo effettua il pagamento, anche

se permane il rapporto obbligatorio, così da tutelarlo. (ES. portabilità del mutuo= possibilità di estinguere il rapporto

con la propria banca mediante accensione di un nuovo contratto di finanziamento con altra banca che gli offra condizioni

più vantaggiose ES: tizio è debitore della banca a di 100, la banca b finanzia tizio affinché venga pagata la banca a; il

creditore originario viene soddisfatto se viene effettuata una surrogazione; la banca b può sostituirsi nella posizione

dell’altro creditore beneficiando delle garanzie che già accedevano al credito originario-> agevola il rientro del credito di

colui che ha dato la somma per pagare il primo creditore).

PRESTAZIONE IN LUOGO DI ADEMPIMENTO- DAZIO IN SOLUTUM

Adempimento della prestazione con altra prestazione. 12

ES. Primo è debitore di Secondo di 15000euro: Primo decide di consegnare un Rolex da 23000euro, oppure consegna

un pacchetto di azioni di 15000euro. Primo può farlo? Se c’è consenso del creditore, sì!

La Datio in solutum si sostanzia in un accordo tra debitore e creditore che sostituisce alla prestazione una prestazione

diversa. È un accordo satisfattivo nei confronti del creditore. Il contratto realizza il suo scopo quando il debitore esegue

effettivamente la prestazione sostitutiva.

Art. 1197-> obbligazione si estingue quando la diversa prestazione viene eseguita

≠Art.1230-> obbligazione si estingue quando la nuova obbligazione viene posta in essere (NOVAZIONE OGGETTIVA)

≠Art. 1198-> L’obbligazione si estingue subordinatamente all’esecuzione della prestazione-> anche se il bene sostituito

è un credito; cessione pro solvendo= in luogo dell’adempimento è ceduto un credito;

1) Se il luogo dell’adempimento è ceduto un CREDITO, l’obbligazione si estingue con la riscossione del credito;

1198cc

2) Se l’obbligazione originaria viene sostituita con una prestazione che ha per oggetto il TRASFERIMENTO DELLA

PROPRIETÀ o di un altro diritto, il debitore dovrà garantire il creditore da qualsiasi vizio della cosa o da qualsiasi

rivendicazione giuridica SALVO la possibilità da parte del creditore di chiedere l’esecuzione della prestazione

originaria e il risarcimento di eventuali danni subiti-> non rivivranno le garanzie già prestate da terzi.

Particolare forma di datio in solutum: gli eredi e legatari possono proporre allo Stato, in pagamento totale o parziale

dell’imposta sulla successione, la cessione di BENI CULTURALI.

DOVERE DI COOPERAZIONE DEL CREDITORE

Per la realizzazione dell’adempimento, è necessaria la cooperazione del creditore, il quale deve compiere tutte quelle

attività che risultino necessarie per la realizzazione dell’obiettivo cui è finalizzato il singolo rapporto giuridico.

Se il creditore non accetta la prestazione o ometta di compiere gli atti preparatori per il ricevimento della prestazione, il

debitore può, mediante offerta della prestazione, costituirlo in MORA, c.d. MORA CREDENDI O ACCIPIENDI.

MORA DEL CREDITORE Consiste nel ritardato adempimento del debitore imputabile al creditore, il quale senza

motivo, non rende possibile l’adempimento della prestazione. Il creditore non accetta l’esecuzione della prestazione che

gli viene offerta dal debitore nelle forme di cui all’art. 1206.

Effetti: Il rischio dell’impossibilità sopravvenuta non sopravvenuta grava sul creditore; 1207

 Il debitore non può essere chiamato al risarcimento del danno al creditore;

 Il creditore è tenuto a risarcire il danno al debitore e deve restituire ciò che ha già ricevuto; 1463

 Il creditore è tenuto a restituire gli interessi legali che ha percepito

Il debitore sarà liberato dal vincolo obbligatorio; 1256

 L’offerta può essere di due tipi:

Effettuata nelle forme d’USO, osservando le modalità della prassi costante generalizzata in un

determinato luogo o settore di attività;

Effettuata nelle forme di legge, o SOLENNE: può essere effettuata nelle forme di cui al 1209:

 • Reale-> offerta di consegna della realtà; ha per oggetto la consegna di diritti reali, di cose mobili al

domicilio del creditore;

• Per intimazione-> riguarda i beni immobili che non possono essere consegnati. Riaffiora la distinzione

tra credito chiedibile e portabile.

L’offerta deve comprendere la TOTALITA’ della prestazione dovuta.

Se il creditore non accetta l’offerta, è necessario il DEPOSITO per beni mobili e la CONSEGNA al sequestratario

nominato dal giudice per quelli immobili. Art.1210 e 1212. Se l’offerta e il deposito non vengono accettati dal creditore, è

necessario far eseguire un giudizio (GIUDIZIO DI CONVALIDA) in cui vengono accertate le ritualità dell’offerta e del

deposito e la legittimità del rifiuto.

Se l’obbligazione ha come oggetto un FACERE, l’offerta si fa mediante intimazione al creditore di ricevere la prestazione

o di compiere gli atti che sono da parte sua necessari per renderla possibile art.1217cc.

L’OFFERTA NON FORMALE DI PAGAMENTO non vale a costituire in mora il creditore: vale solo per escludere la

mora debendi.

Atto non negoziale, atto recettizio, il cui rifiuto non giustificato del creditore evita la mora del debitore -> se il debitore

non adempie perché non è messo in condizioni di poterlo fare, attraverso il 1220 evita di essere messo in mora e di

dover così pagare i danni al creditore malizioso. Se la mancata disponibilità dell’adempimento del creditore vive

all’ombra di un termine essenziale, il debitore è liberato dal vincolo! (ES. sarto che deve consegnare l’abito, ma il

committente lo rifiuta senza giustificato motivo!) -> se l’adempimento non è esatto, il creditore ha diritto di rifiutarlo. La

nozione di esattezza va collegata al concetto di buona fede e correttezza-> se l’inesattezza non pregiudica

l’adempimento, il creditore, in buona fede, lo deve accettare.

Anche se c’è un ritardo del debitore, esso potrà comunque offrire la prestazione al creditore, il quale ha interesse a

riceverla. L’interesse cessa, quando ci sia un termine essenziale.

2- MODI DIVERSI DALL’ADEMPIMENTO

MODI DI ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI:

Adempimento –modo naturale

 Mora creditoris convalidata in sede giudiziale

 13

Compensazione

 Confusione

 Novazione

 Remissione

 Impossibilità sopravvenuta per cause non imputabili al debitore

Vengono classificati sulla base di avere carattere satisfattorio o meno-> se realizzano o meno l’interesse del creditore.

SATISFATTIVI

Compensazione(1241cc)  quando due soggetti siano rispettivamente debitore e creditore l’uno dell’altro. In

 tale circostanza i due debiti si estinguono sino alla concorrenza dell’ammontare residuo: invece di un doppio

adempimento, si conclude con un adempimento singolo o ADDIRITTURA neanche uno (x deve 100 a y e

viceversa). Il carattere satisfattorio sta nel fatto che il debitore non debba pagare al creditore.

Compensazione impropria: rapporti di debito-credito traggono origine da un unico rapporto: la valutazione delle

reciproche pretese importa solo un accertamento contabile di dare e avere, cui il giudice deve procedere anche

in assenza di eccezione di parte.

La compensazione non è ammessa tra un’obbligazione civile ed un’obbligazione naturale.

legale art.1243: opera soltanto quando i due debiti siano:

1- Omogenei = oggetto somma di danaro o quantità di cose fungibili dello STESSO VALORE.

2- Liquidi = determinati nel suo ammontare e non contestati nell’esistenza e nell’ammontare. E

3- Esigibili = suscettibili di richiesta di immediato adempimento

Non può essere rilevata d’ufficio; i debiti si estinguono dal momento della loro COESISTENZA -ex tunc-.

giudiziale: quando sia invocato un credito liquido ed esigibile, e l’altra parte opponga in compensazione un

controcredito esigibile, omogeneo ma non liquido. Art.1243

su base volontaria art.1252: opera perché le parti così hanno voluto, nei LIMITI dei crediti che ammettono

siffatta compensazione (vedi art.1246) VS compensazione facoltativa= quando una parte rinunzia ad eccepire

un ostacolo che si frapporrebbe alla compensazione legale.

Confusione fenomeno in cui la qualità del creditore e del debitore vengono ad unirsi nella stessa persona;

 questo per atti tra vivi e atti tra morti. Effetti: estinzione del rapporto obbligatorio.

NON SATISFATTIVI

Novazione oggettiva è un modo di estinzione che si verifica quando le parti sostituiscono all’obbligazione

 originaria, un’altra obbligazione con oggetto e titolo diverso. (come Datio in solutum)

È un contratto mediante il quale le parti ESTINGUONO il rapporto precedente per sostituirlo con uno che ha

oggetto e titolo diverso. (diverso da Datio in solutum-> l’obbligazione originale si estingue!)

Si distingue in:

NOVAZIONE SOGGETTIVA: sostituzione riguarda la persona del debitore, che viene liberato 1235

≫ NOVAZIONE OGGETTIVA: sostituzione riguarda l’oggetto o il titolo 1230CC; ci devono essere dei

presupposti: Presupposto oggettivo= aliquid novi-> che la nuova obbligazione sia DIVERSA; 1231:

l’obbligazione deve essere diversa, una modifica del termine –elemento accessorio- non è sufficiente!

Presupposto soggettivo= animus novandi-> volontà delle parti di estinguere il rapporto

obbligatorio originario; non è richiesta una dichiarazione scritta!! Può risultare per facta concludentia,

purchè in modo non equivoco.

È un contratto solutorio che non ha carattere satisfattivo. Mentre nella datio in solutum, l’estinzione del vincolo

scaturisce dalla realizzazione della prestazione sostituita!

ART. 1232: stabilisce la regola generale in forza della quale le garanzie che accedono all’obbligazione novanda

si estinguono per effetto della novazione.

ART. 1234: se l’obbligazione originaria era inesistente o nulla, la nuova obbligazione non produce effetti.

Remissione del debito 1236-1240→ dichiarazione con cui il creditore rimette il debito nei confronti

 dell’obbligato; la remissione estingue l’obbligazione quando comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in

un congruo termine di non volerne profittare.

1237: Restituzione volontaria del titolo originale del credito (da creditore a deb.) vale come liberazione

dall’obbligazione

Comporta l’estinzione delle garanzie; la rinuncia alle garanzie non comporta l’estinzione del rapporto

obbligatorio.

1. Viene presentata come negozio unilaterale, laddove per contro non deve essere esclusa la figura del

contratto recessorio.

2. Non consiste in un atto di liberalità

VS PACTUM DE NON PETENDO: il creditore si obbliga a non chiedere l’adempimento (ad es. prima di una

dato tempo); il creditore conserva tutte le garanzie e può agire verso gli altri debitori solidali per l’intero; la

remissione invece fa cadere le garanzie inerenti al credito.

Impossibilità sopravvenuta per cause non imputabili al debitore

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- Produce un effetto estintivo del vincolo.

- = situazione impeditiva dell’adempimento non prevedibile al momento del sorgere del rapporto obbligatorio e

non superabile con lo sforzo che può essere legittimamente richiesto al debitore.

- Può essere:

definitiva→ impossibilità determinata da un impedimento irreversibile: estingue automaticamente

l’obbligazione;

temporanea→ impossibilità determinata da un impedimento di natura presumibilmente transitoria: estingue

l’obbligazione solo se perdura fino a quando il creditore non ha più interesse a conseguire la prestazione. Essa

esonera il debitore dalla responsabilità per il ritardo nell’adempimento.

- Occorre distinguere tra:

impossibilità totale: preclude integralmente il soddisfacimento dell’interesse creditorio; se definitiva, importa

l’estinzione del rapporto obbligatorio;

impossibilità parziale: preclude solo in parte il soddisfacimento dell’interesse creditorio; se definitiva, importa

l’estinzione del rapporto obbligatorio per la parte divenuta impossibile, con la conseguenza che il debitore dovrà

effettuare la parte della prestazione rimasta possibile, senza che il creditore possa rifiutare l’adempimento

parziale.

- Equiparata allo SMARRIMENTO della cosa oggetto della prestazione.

- Se la prestazione ha per oggetto una cosa determinata e diviene impossibile a causa del terzo, il debitore non

incorre in responsabilità, ma deve dare al creditore quanto ottenuto dal terzo.

INADEMPIMENTO E LA MORA

Talora, può aversi inadempimento anche prima che sia maturato il tempo dell’adempimento; ciò accade:

- quando il debitore non abbia tempestivamente svolto le attività preparatorie

- quando il debitore non proceda nell’esecuzione secondo le condizioni stabilite

- quando il debitore non sarà in grado, alla scadenza, di eseguire la prestazione

- quando il debitore abbia formalmente dichiarato che non è in grado o non intende adempiere.

L’inadempimento può essere:

• TOTALE: quando la prestazione è mancata interamente

• PARZIALE: quando la prestazione è stata effettuata, ma non correttamente → c.d. inadempimento inesatto.

INESATTEZZA: può riguardare la diligenza richiesta nell’adempimento, la perizia necessaria, la prudenza

indispensabile, il luogo ove deve essere eseguita la prestazione, l’adeguatezza dei mezzi, la quantità dovuta, la

qualità della cosa dovuta.

- ASSOLUTO o definitivo: l’inesatta esecuzione esclude che l’adempimento si possa ancora verificare nel futuro;

è assoluto se non è più possibile materialmente o giuridicamente eseguire la prestazione (quadro distrutto)

ovviamente per causa imputabile al debitore. So verifica laddove la parti abbiamo introdotto un termine

essenziale, al di là del quale non vi è più alcun interesse del creditore a ricevere la prestazione. C’è

inadempimento assoluto quando il ritardo ha indotto il creditore a chiedere la risoluzione del rapporto

obbligatorio -> non c’è più interesse del creditore a ricevere la prestazione.

- RELATIVO: il debitore non ha ancora adempiuto, ma lo può ancora fare perché l’adempimento risponde ad un

interesse attuale del creditore; in tal caso, si parla di RITARDO, che è una situazione transitoria destinata a

sfociare o in un adempimento tardivo, o in un inadempimento definitivo.

RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE art. 1218

Non si intende solo la responsabilità che discende dall’inadempimento di una prestazione dedotta in un rapporto

contrattuale, ma si INTENDE la responsabilità di cui un soggetto è chiamato a rispondere in tutti i casi in cui viola un

obbligo dedotto in un rapporto obbligatorio.

Qualora il creditore non sia soddisfatto, può agire un giudizio ottenendo il risarcimento del danno, il quale consiste nel

danno emergente (es. spese processuali) e nel lucro cessante, cioè il mancato guadagno che avrebbe avuto il creditore

qualora il debitore avesse adempiuto.

In ipotesi di inadempimento assoluto, la prestazione risarcitoria si SOSTITUISCE alla prestazione originaria rimasta

ineseguita e che non potrà esserlo.

In ipotesi di inadempimento relativo, la prestazione risarcitoria si AGGIUNGE a quella originaria, la quale continua

anch’essa ad essere dovuta, seppure tardivamente.

CAUSE DI ESONERO

art 1218: il debitore deve sempre rispondere alle conseguenze dannose dell’inadempimento, salvo che l’inadempienza

sia stata determinata da impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile al debitore stesso.

Questo articolo non detta il CRITERIO per individuare le cause di giustificazione dell’inadempimento, ma costituisce

mera NORMA DI RINVIO ad una PLURALITA’ di criteri variamente rintracciabili nell’ordinamento.

Responsabilità per colpa

Il debitore risponde per colpa, cioè per non aver usato la diligenza, la prudenza, la perizia necessarie. Il principio per cui

il debitore risponde per colpa varrebbe per le obbligazioni di MEZZI: quelle obbligazioni in cui il debitore è impegnato a

svolgere una determinata attività senza garantire un risultato utile.

In tutti i casi, il PROBLEMA diviene quello di chiarire quale sia il grado di diligenza richiesto nel singolo caso al debitore.

Art.1176: diligenza del buon padre di famiglia, ovvero di una persona attenta, onesta.

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La diligenza varia a seconda del tipo di attività dovuta.

Art.2236: alle obbligazioni del professionista intellettuale si risponde dei danni sofferti dal cliente solo in caso di dolo o

colpa grave.

Responsabilità anche senza colpa

Può succedere che il debitore possa rispondere anche se nessuna negligenza, imprudenza o imperizia possa essergli

imputata. ES: obbligo, gravante su un vettore, di evitare la perdita o l’avaria delle cose consegnateli per il trasporto. Il

vettore può liberarsi solo dimostrando il caso fortuito, ovvero che la perdita dipende da cause che sfuggono alla sfera di

controllo del vettore stesso.

→ Questo vale anche per le obbligazioni di consegnare una certa quantità di cose generiche: il debitore risponde dei

rischi inerenti all’organizzazione della prestazione, ma non risponde per inadempimenti derivanti da cause fuori dalla sua

sfera organizzativa.

→ Anche il debitore di una somma di danaro risponde pur in assenza di una sua condotta colpevole, sempre salvo che

l’inadempienza sia determinata da sopravvenienze straordinarie ed imprevedibili.

→ art.1228: il debitore risponde dei fatti dolosi o colposi dei terzi (ausiliari) di cui si sia avvalso nell’adempimento

dell’obbligazione; ipotesi che costituisce la regola allorché la prestazione sia dovuta da un imprenditore o presenti una

certa complessità.

Il dominus risponde anche quando non possa essergli imputata: né una culpa in eligendo (= scelta della persona di cui

avvalersi), né una culpa in vigilando (= nell’impartire istruzioni all’ausiliario, ovvero nel sorvegliarne l’attività). Si parla di

RESPONSABILITA’ OGGETTIVA → manca colpa dell’obbligato.

Il legislatore semplifica la fenomenologia del rapporto dando per assunto che in esso ci sia un creditore e un debitore, ma

spesso le parti sono creditore e debitore l’una dell’altra (quando c’è obbligazione di fonte contrattuale e contratto è a

prestazioni corrispettive). Il legislatore dedica spazio ad essi agli articoli 1453 e seguenti.

Il Codice del 1865 all’art.1225-> debitore avrebbe risposto dell’inadempimento o del ritardo nell’inadempimento qualora

non avesse provato che l’inadempimento fosse dovuto a causa estranea ad esso non imputabile.

Si creano due opinioni:

1- causa estranea-> Debitore avrebbe potuto evitarlo con l’uso dell’ordinaria diligenza

2- estraneità rispetto alla sfera economica del debitore-> tutti gli impedimenti che si originano nella sfera economica del

debitore, sono ad esso imputabili anche se egli abbia dimostrato di aver usato l’ordinaria diligenza. L’evento doveva

essere esteriore rispetto alla sfera di vigilanza del debitore ed inevitabile da parte di questo con tutte le misure

possibili.

La tesi con maggior consenso è stata la prima-> l’impossibilità che libera è oggettiva, ossia concerne la prestazione

oggettivamente considerata.

1- Impossibilità oggettiva e assoluta-> fosse da riferirsi all’impossibilità che qualsiasi debitore avrebbe incontrato

nell’adempiere a quella prestazione

2- Impossibilità oggettiva e relativa.

L’impossibilità che possa liberare il debitore è l’impossibilità oggettiva e RELATIVA.

Art.1218-> il creditore non soddisfatto perché debitore non ha adempiuto correttamente recando un danno al creditore->

il debitore potrebbe salvarsi se prova che il mancato adempimento non è stato dovuto a lui. Ma l’art.1776-> il debitore

deve usare la diligenza del buon padre di famiglia.

Dottrina-> ci sono dei rapporti obbligatori il cui risultato è auto evidente-> art1218 (debitore non consegna un bene)

Altri in cui il risultato non è evidente (es. avvocato che non garantisce la vincita della causa) -> se l’avvocato dimostra di

aver agito diligentemente (1176) è salvo.

Distinzione tra obbligazione di mezzi e di risultati nasce dalla dicotomia tra questi due articoli:

1218: disciplina rapporti in cui il risultato è evidente oggettivo

1176: disciplina casi in di obbligazioni di mezzi.

Questa soluzione non è abbracciata da tutta la dottrina. PERCHE’:

- L’unica norma volta a disciplinare l’inadempimento contrattuale è art.1218 il debitore non è responsabile solo

qualora provi che l’inadempimento non sia dovuta a lui

- Concetto di mezzi e risultato sono concetti relativi

- In ogni rapporto obbligatorio è necessario che ci sia un risultato sennò non si estinguerà mai

- Impossibilità di inadempimento non imputabile al debitore-> impossibilità di eseguire la prestazione che non si

sarebbe potuta evitare con l’utilizzo della diligenza del buon padre di famiglia. L’impossibilità dev’essere

imputabile a COLPA (=mancanza di diligenza del buon padre di famiglia).

- La responsabilità contrattuale fa discendere l’obbligo del, debitore a risarcire il danno AMMENOCHE’ non

dimostri che l’inadempimento non è dovuto alla mancanza di diligenza.

Questa dicotomia esiste, ma è screditata. Ogni rapporto obbligatorio deve avere come oggetto prestazioni utili al

creditore.

Obbligazioni in cui il risultato coincide con l’interesse del creditore contratto di compravendita di un cane:

 interesse del creditore è proprietà del cane: debitore deve soddisfare quell’interesse!

16

Risultato dovuto non può essere lo stesso rispetto all’interesse del creditore, ma qualcosa di intermedio che può

 condurre alla soddisfazione effettiva dell’interesse creditorio cliente-avvocato: interesse cliente= vincere la

causa; risultato che il creditore potrà pretendere dal debitore= creditore abbia prestato una difesa adeguata->

attività diligente che si sia concretata in un risultato efficace. Si fa sempre riferimento ad un risultato, ma non è

detto che questo dipenda solo dal comportamento del debitore.

Sul piano difensivo in giudizio ci sono conseguenze di non scarso rilievo qualora si verta in ipotesi, quali

 compravendita del cane, un cui il risultato è evidente, l’inadempimento provato dal creditore è incontestabile!  E’

INADEMPIMENTO MA DIVERSAMENTE NON POTEVA ESSERE

Se la prestazione non ha termine finale ben definito, il debitore potrà far valere che, nel caso concreto, alla luce

 dei mezzi disponibili che concretamente può avere un diligente padre di famiglia, altro risultato non si sarebbe

potuto conseguire che quello effettivamente raggiunto nel caso di specie--> il creditore, alla luce dei criteri di

buona fede e correttezza, altro non potrebbe pretendere che ciò veramente prestato.  NON E’

INADEMPIMENTO!!

1176 COMMA II

Nell’espletamento di attività professionali, la valutazione e il sindacato –valutazione del giudice- sull’inadempimento

dev’essere maggiormente rigorosa -> non deve far rifermento alla diligenza che può richiedersi al buon padre di

famiglia, quanto piuttosto, alla perizia che tecnicamente il professionista medio avrebbe dovuto tenere. -> il debitore

sarà tenuto a dimostrare che un professionista mediamente perito non avrebbe potuto impedire il verificarsi di un

evento.

Tipo di sindacato che il giudice deve fare al fine di valutare l’asserito inadempimento del debitore è l’IPOTESI

GENERALE. Vi sono però delle ipotesi in cui il debitore si ritiene liberato SOLO in circostanze straordinarie, estranee

alla sfera di controllo dell’obbligato, e pertanto inevitabili con tutte le misure ragionevolmente ed economicamente

possibili. Il sindacato quindi si fa sempre più rigoroso!!

ES: art.1693 contratto di trasporto-> il vettore non è liberato anche se prova di essersi comportato diligentemente ma

soltanto si sia verificato un rischio atipico ed incontrollabile da un soggetto che opera in quel settore.

Fondamenti di responsabilità contrattuale:

Tradizionale, che vuole il debitore liberato

 Liberazione del debitore nei casi in cui faccia valere l’estraneità dell’evento rispetto alla sua sfera di controllo

1218 -> consegna due problematiche:

1- Natura della responsabilità e i connessi profili di esonero:

Vi sono due opposte concezioni:

- Concezione oggettiva che individua nella responsabilità di inadempimento in capo al debitore una responsabilità

oggettiva. Il debitore è sempre responsabile e deve risarcire il danno a prescindere dalla sua colpa salvo che

l’obbligazione si estingua per un inadempimento oggettivo e assoluto. Il debitore è oggettivamente responsabilità

dell0inadempimento; l’unico modo per vincere tale responsabilità è privare che l’obbligazione è oggettivamente

impossibile.  1218 (modello di responsabilità svincolato dal criterio sogg.)

OBBLIGAZIONI DI RISULTATO

- Concezione soggettiva basata sulla colpa. Il debitore può sottrarsi da responsabilità limitandosi a provare di

essersi diligentemente provato a adempiere la prestazione.  1176 (modello fondato sulla colpa)

OBBLIGAZIONI DI MEZZO

Es: consegna dei PC impossibile per sciopero legittimo dei dipendenti del debitore:

1176-> danno rimane in capo al creditore perché manca criterio di diligenza nei confronti del debitore.

1218-> prestazione non era impossibile! Il debitore avrebbe potuto impiegare forze straordinarie per adempiere alla

prestazione, non c’è impossibilità materiale assoluta ! il debitore dovrà pagare il danno!

A seconda dei criterio (oggettivo o soggettivo) si arriva a soluzioni completamente opposte.

Il criterio da preferire qual è? Nel sistema del diritto vivente, i due coesistono e si intrecciano. Senza dubbio il nostro

sistema è un SISTEMA BINARIO.

La natura della responsabilità è legata alla natura del rapporto obbligatorio

CAUSA dell’impossibilità sopravvenuta-> il 1218 sottolinea anche questa problematica: di chi è la causa

dell’impossibilità sopravvenuta al debitore?

Obbligazioni di consegna di cosa generica -> più facile da adempiere

 Obbligazioni di consegna di cosa specifica

2- Ripartizione dell’onere probatorio (chi deve provare cosa?)

La giurisprudenza si è interrogata sulla ripartizione dell’onere della prova, utilizzando diversi criteri probatori.

2697cc-> grava il creditore dell’onere della prova: il creditore che vuole il risarcimento deve provare i fatti (titolo e prova

dell’inadempimento).

Se l’attore chiede l’esecuzione in forma specifica basta prova il titolo. Nel 2001 la giurisprudenza a sezioni unite della

corte di cassazione prende posizione su quello che era l’effettivo assetto probatorio in capo al creditore: introduce il

principio di presunzione di persistenza del diritto il giudice di legittimità afferma il principio che nel momento in cui il

creditore prova il titolo del suo diritto, prova che quel diritto effettivamente esiste. Sarà onere del debitore dimostrare

l’esistenza del fatto estintivo del diritto di credito:

• Provando di aver adempiuto 17

• Provando l’estinzione dell’obbligazione attraverso modi diversi

• Provando l’impossibilità sopravvenuta

Se il debitore non è in grado di dare la prova del fatto impeditivo, graverà su di lui il rischio che la causa rimanga ignota.

↪ nella sentenza del 2001 si esclude il principio della presunzione della persistenza del diritto in capo al creditore

nell’ipotesi di obbligazioni negative in forza delle quali il credito nasce già soddisfatto, il debitore non dovere lederlo, ma

egli lo ha compromesso non opera il principio di presunzione di persistenza del diritto.

Nelle obbligazioni positive, il diritto nasce con l’adempimento del debitore ma viene soddisfatto dal comportamento del

debitore.

INESATTO ADEMPIMENTO NELL’AMBITO DELLE OBBLIGAZIONI DI MEZZI: molto spesso l’inadempimento non è

assoluto, ma ad es. relativo. Se l’obbligazione è di mezzi, l’onere della prova del difetto di è in capo al creditore, il quale

deve provare le deficienze che hanno indotto il debitore a non adempiere correttamente alla prestazione.

CASI DI IMPOSSIBILITA’

- Evento naturale, che è estraneo alla sfera di controllo del debitore;

- Factum principis, l’ordine dell’autorità

- Impedimenti personali del debitore (es. malore che colpisce il debitore)

- Sciopero -> rischio di sciopero su chi grava? La giurisprudenza italiana non condannerebbe il debitore al

risarcimento del danno. Lo sciopero non dovrebbe essere una causa di impossibilità da inadempimento, perché lo

sciopero è uno dei rischi di impresa. Il criterio di imputazione è fondato sulla colpa??

IL DANNO RISARCIBILE→ varia a seconda che si tratti di:

- Inadempimento assoluto: danno è costituito dalle conseguenze negative delle definitiva inattuazione della

prestazione dovuta

- Inadempimento relativo: danno risarcibile è costituito dalle conseguenze negative del ritardo fatto registrare

nell’esecuzione della prestazione dovuta.

Risarcimento deve comprendere art.1223:

DANNO EMERGENTE→ perdita subita dal creditore

 LUCRO CESSANTE→ mancato guadagno del creditore

Oltre al danno PATRIMONIALE, è risarcibile anche il danno NON PATRIMONIALE, seppure limitatamente all’ipotesi in

cui l’inadempimento abbia determinato la lesione di diritti inviolabili della persona.

Risarcibile è soltanto il danno che sia conseguenza IMMEDIATA E DIRETTA dell’inadempimento→ art.1223

Se l’inadempimento o il ritardo non dipendono da DOLO, ossia non sono conseguenze di una scelta consapevole del

debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta l’obbligazione.

LIQUIDAZIONE DEL DANNO: il creditore ha l’onere di allegare e provare le voci di danno.

LIQUIDAZIONE FORFETTARIA DEL DANNO: Per sfuggire a questo onere, il creditore può, con il debitore, pattuire ex

ante (al momento della stipulazione) una CLAUSOLA PENALE, in forza della quale stabiliscono quanto il debitore dovrà

dare in caso di inadempimento.

VALUTAZIONE EQUITATIVA DEL DANNO: quando il creditore prova di aver subito un danno, ma non prova il preciso

ammontare della cosa danneggiata, il legislatore autorizza il giudice a provvedere alla liquidazione (=determinazione

della precisa somma di danaro) anche equitativa.

Relativamente alle obbligazioni pecuniarie di valuta, c’è una deroga al principio appena illustrato: dal giorno della mora,

il debitore, che non abbia puntualmente pagato la somma dovuta, è tenuto automaticamente a pagare, in aggiunta al

capitale dovuto, anche gli INTERESSI MORATORI. L’entità di tali interessi può essere stabilita ex ante oppure dal giorno

della mora il debitore paga gli interessi al TASSO LEGALE.

Se il creditore non si accontenta degli interessi moratori, ma sostiene di aver subito un danno MAGGIORE, riprendono

le regole usuali→ deve provare di aver subito realmente il danno maggiore.

PROBLEMA→ deprezzamento monetario. Il creditore può pretendere l’automatica rivalutazione della somma dovutagli?

Grava sul creditore l’onere di provare che il danaro sarebbe stato utilizzato in modo da evitare le conseguenze negative

dell’inflazione A MENO CHE non si tratti dell’assegno spettante al coniuge divorziato→ in tal caso si provvede ad una

rivalutazione.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte avevano previsto che al creditore andrebbe riconosciuto il risarcimento del

maggior danno in misura PRESENTIVAMENTE pari alla differenza tra il tasso di rendimento netto dei titoli di Stato di

durata non superiore ai 12 mesi e quello degli interessi legali, se inferiore.

Oggi sembrano contrapporsi due orientamenti:

1) Uno richiede che il creditore di un debito di valuta debba fornire la prova che avrebbe destinato il denaro

ricevuto ad impieghi che lo avrebbero posto al riparo dal deprezzamento monetario;

2) L’altro afferma che debba senz’altro presumersi che il creditore di un debito di valuto avrebbe destinato il denaro

ricevuto ad impieghi che lo avrebbero posto al riparo dal deprezzamento monetario;

La liquidazione del danno deve essere diminuita se, ha determinare il danno, è concorso il fatto colposo del creditore.

L’onere della prova grava sul debitore che pretenda di non risarcire integralmente il danno stesso.

In ogni altro caso, il creditore ha il dovere di non aggravare il pregiudizio arrecatogli. La norma esige da lui una condotta

ATTIVA, diretta a limitare le conseguenze dannose dell’inadempimento. L’onere della prova della violazione, da parte del

creditore, del dovere di limitare le conseguenze dell’inadempimento grava sul debitore inadempiente.

MORA DEL DEBITORE o mora debendi 18

Si ha allorquando concorrano tre presupposti:

a) Il RITARDO nell’inadempimento dell’obbligazione;

b) L’IMPUTABILITA’ di detto ritardo al debitore

c) L’INTIMAZIONE o richiesta per iscritto da parte del creditore al debitore di adempiere → mora ex persona

Non è necessaria, e quindi la mora di ha automaticamente al verificarsi del ritardo del debitore (mora ex re),

quando:

- L’obbligazione derivi da fatto illecito

- Il debitore dichiari per iscritto di non volere adempiere l’obbligazione

- L’obbligazione è a termine e la prestazione dev’essere eseguita al domicilio del creditore (obbligazioni

portables)

- L’obbligazione nasce, a favore del subfornitore nei confronti del committente, in forza di un c.d. contratto

subfornitura

- L’obbligazione pecuniaria nasce, a titolo di corrispettivo, da una c.d. transazione commerciale.

In tutte le altre ipotesi, il legislatore ritiene che l’indugio del debitore potrebbe trovare giustificazione nella TOLLERANZA

da parte del creditore.

Fra i presupposto della mora del debitore non ricorre quello della liquidità del credito.

La costituzione in mora vale anche ad INTERROMPERE LA PRESCRIZIONE.

La mora debendi può venire in considerazione soltanto nelle obbligazioni positive.

EFFETTI DEL RITARDO EFFETTI DELLA MORA DEBENDI

Il creditore potrebbe chiedere il risarcimento del danno, la 1) Obbligo del pagamento degli interessi moratori

risoluzione per inadempimento, il pagamento della 2) Perpetuatio obligationis: passaggio del rischio. Se il

penale, sollevare l’eccezione di inadempimento, debitore non è in mora, il rischio del fortuito è a carico del

esercitare il diritto di recesso. creditore. Quando il debitore è in mora, il rischio passa a

suo carico → debitore risarcisce il danno perché il

creditore avrebbe potuto trarre utilità dalla prestazione. Il

debitore può liberarsi se prova che l’oggetto della

prestazione sarebbe ugualmente perito presso il debitore.

MORA DEBENDI MORA CREDENDI

Ritardo dipende dal comportamento del debitore Ritardo dipende dal comportamento del creditore

Il debitore non dovrà pagare interessi, ma potrà chiedere

il RISARCIMENTO dei danni che il comportamento del

creditore gli ha causato, oltre che il rimborso per le spese

sostenute.

È a carico del creditore in mora il rischio che la

prestazione dovuta divenga impossibile per causa non

imputabile al debitore: il creditore dovrà eseguire la

controprestazione!

RESPONSABILITA’ PATRIMONIALE DEL DEBITORE

ESECUZIONE FORZATA: Il creditore può promuovere il processo esecutivo sui beni del debitore;

ESECUZIONE FORZATA IN FORMA SPECIFICA: il creditore può ottenere l’esecuzione forzata del suo credito in forma

specifica

ESECUZIONE FORZATA PER ESPROPRIAZIONE: il debitore viene condannato al pagamento di una somma di

denaro; si attribuisce al creditore il diritto di promuovere l’espropriazione dei beni del debitore.

PATRIMONIO ASSOGGETTABILE AD ESECUZIONE→ tutti i beni del debitore (di cui lo stesso risulti titolare al

momento dell’inizio dell’esecuzione) possono essere espropriati dal creditore. Art.2740→ beni presenti e futuri.

Tutto il patrimonio del debitore costituisce una sorta di garanzia del creditore. Si è stabilito che alcuni cespiti vengano a

far parte di un PATRIMONIO SEPARATO rispetto agli altri cespiti facenti parte del residuo patrimonio di tale soggetto:

sui cespiti afferenti al patrimonio separato, possono agire esecutivamente esclusivamente le categorie di creditori

indicate dal legislatore, mentre gli altri creditori possono aggredire solo i cespiti facenti parte del residuo patrimonio del

loro debitore.

CONCORSO DI CREDITORI:

→ PAR CONDICIO CREDITORUM: se vi sono più creditori, tutti hanno uguale diritto di soddisfarsi con il ricavato della

vendita dei beni del debitore.

→ CAUSA LEGITTIMA DI PRELAZIONE: ad alcuni creditori la legge assicura il soddisfacimento a preferenza degli altri

creditori (CHIROGRAFARI), riconoscendo loro una causa legittima di prelazione.

Le cause legittime di prelazione sono:

1) I privilegi 2745-2783-bis 19

2) Il pegno 2784-2807

3) L’ipoteca 2808-2899

Se il bene oggetto di una di queste cause perisce, il creditore perde la possibilità di esercitare il diritto di prelazione.

Tuttavia, per le somme eventualmente dovute dagli assicuratori a titolo di indennizzo per la perdita o il deterioramento

del bene, si verifica la c.d. SURROGAZIONE REALE (praetium succedit in locum rei): dette somme sono vincolate al

pagamento dei crediti privilegiati, pignorato, ipotecati, secondo l’ordine di preferenza a ciascuno spettante (2742cc). Il

creditore, per ottenere il relativo pagamento, potrà agire nei confronti dell’assicuratore solo in via surrogatoria.

Modalità con cui il creditore può agire esecutivamente sui beni del debitore al fine di soddisfare le proprie pretese:

quando un creditore avvia la procedura esecutiva per l’espropriazione dei beni del debitore, anche altri creditori possono

intervenire, chiedendo di partecipare alla distribuzione del ricavato dalla vendita del bene pignorato.

Al generale principio dell’art. 2221cc, il codice civile prevede una deroga per gli imprenditori commerciali non piccoli,

relativamente ai quali le procedure esecutive individuali sono destinate a cedere il passo di fronte alle c.d. procedure

concorsuali.

Nuove procedure concorsuali:

Presupposto soggettivo: possono accedervi anche imprenditori commerciali che non raggiungono le

soglie previste per l’assoggettabilità a fallimento, alle c.s. start-up innovative, ai consumatori, ai liberi

professionisti..

Presupposto oggettivo: il soggetto, per accedervi, deve trovarsi in una situazione di sovraindebitamento

→ situazione di non momentaneo squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per

favi fronte, tale da determinare una difficoltà ad adempierle.

Il debitore può proporre alternativamente:

1. Un c.d. ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI

Il debitore istante deposita presso il tribunale di residenza una proposta di ristrutturazione dei suoi debiti

accompagnata da un piano volto a garantire il reperimento delle risorse a tal fine necessarie. La concreta

fattibilità del piano deve essere attestata da un organismo di composizione della crisi iscritto in un apposito

registro. Nell’ipotesi in cui i beni e i redditi del debitore non dovessero essere sufficienti a garantire la fattibilità,

la proposta deve essere sottoscritta anche da uno o più terzi che consentano il conferimento di redditi per

assicurare l’attuabilità della proposta.

Contenuto della proposta→ vario: l’importante è che ai titolari di crediti impignorabili venga garantito il regolare

pagamento e che ai creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, venga assicurato almeno il pagamento in

misura non inferiore a quella realizzabile.

Deposito della proposta→ determina la sospensione del corso degli interessi, salvo che i crediti siano garantiti

da pegno, ipoteca, privilegio.

Il giudice ammette il debitore alla procedura e fissa l’udienza di omologa dell’accordo proposto. Detto decreto è

equiparato all’atto di pignoramento di tutti i beni del debitore proponente. A decorrere dalla data di esso:

- I creditori aventi titolo o causa anteriore non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali;

- Sono inefficaci, nei loro confronti, gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione compiuti dal debitore

senza l’autorizzazione del giudice;

- Le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze non si verificano

Se la proposta di accordo ottiene il consenso di tanti creditori (che rappresentino almeno il 60% dei crediti), il

giudice omologa l’accordo. Altrimenti lo omologa solo ove ritenga che i crediti non possano essere soddisfatti in

misura superiore ricorrendo alla procedura alternativa della liquidazione del patrimonio.

Una volta omologato, l’accordo diviene obbligatorio per tutti i creditori anteriori.

L’accordo si risolve se il debitore viene dichiarato fallito:

° può essere revocato, se risultino compiuti durante la procedura atti diretti a frodare le ragioni dei creditori;

° può essere annullato, se è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, ovvero

sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo, ovvero sono state dolosamente simulate attività inesistenti.

° può essere risolto, se il proponente non adempie agli obblighi derivanti dall’accordo, se le garanzie promesse

non vengono costituite, se l’esecuzione dell’accordo diviene impossibile per ragioni imputabili al debitore.

Previsioni particolari→ ipotesi in cui la proposta venga da un consumatore → c.d. piano del consumatore.

2. La c.d. LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO

La relativa domanda va proposta al tribunale del luogo di residenza o sede principale del debitore istante.

Il giudice dichiara aperta la procedura, nominando un liquidatore ed ordinando al debitore la consegna o il

rilascio di tutti i beni facenti parte del suo patrimonio.

Il decreto è equiparato all’atto di pignoramento di tutti i beni facenti parte del patrimonio del debitore→ gli atti di

disposizione eventualmente posti in essere dal debitore, relativamente a beni del suo patrimonio, sono inefficaci

nei confronti dei creditori concorsuali.

Il liquidatore forma l’INVENTARIO dei beni da liquidare, predispone e approva lo stato passivo, elabora un

programma di liquidazione, cui dà seguito conseguendo la disponibilità di tutti i beni compresi nel patrimonio ed

esercitando le azioni volte al recupero dei relativi crediti. Successivamente procede alle vendite ed agli atti volti

alla liquidazione di detto patrimonio; infine, previa autorizzazione del giudice, distribuisce il ricavato fra i creditori

nel rispetto della par condicio.

Se il debitore p una persona fisica, il giudice può pronunciare aa suo favore il c.d. provvedimento di

esdebitazione, che dichiara definitivamente inesigibili nei suoi confronti i crediti concorsuali non integralmente

soddisfatti all’esito del procedimento di liquidazione.

20

CAUSE LEGITTIME DI PRELAZIONE

1) PRIVILEGIO

È la preferenza che la legge accorda a determinati crediti in considerazione della causa per cui sono sorti. Alcuni crediti

(crediti privilegiati) sono meritevoli di particolare tutela in ragione delle motivazioni che ne hanno determinato il sorgere:

in sede di distribuzione, sono preferiti suddetti crediti rispetto agli altri (crediti chirografari).

Il credito nasce privilegiato perché così vuole il legislatore, le cui norme possono essere oggetto di interpretazione

estensiva, non analogica. Tra i crediti privilegiati, l’ordine di preferenza è stabilito dalla legge.

PRIVILEGIO può essere:

a. Generale (su tutti i beni mobili del debitore): costituisce un modo di essere del credito. Può essere

esercitato solo fin tanto che i beni mobili fanno parte del patrimonio del debitore.

b. Speciale (su determinati beni mobili o immobili): costituisce un diritto reale di garanzia. Il privilegio

speciale sui mobili, può essere esercitato anche in pregiudizio dei diritti acquistati dai terzi posteriormente

al sorgere del privilegio stesso.

In alcuni casi, l’esistenza del privilegio è fatta dipendere dalla condizione che la cosa si trovi in un

determinato luogo o che si trovi in possesso del creditore (privilegio possessuale).

→preferenza: il pegno è preferito al privilegio speciale sui mobili; il privilegio speciale sugli immobili è preferito

all’ipoteca.

PEGNO E IPOTECA A CONFRONTO:

Caratteristiche comuni

- Sono diritti reali→ attribuiscono al creditore il c.d. DIRITTO DI SEQUELA, ossia il potere di esercitare la

garanzia, espropriando detti beni (c.d. ius distrahendi) per soddisfarsi sul relativo ricavato, anche se la loro

proprietà è passata ad altri.

Appartengono alla categoria dei diritti reali SU COSA ALTRUI quindi limitano il potere di disposizione, perché

l’acquirente deve tener conto del debito che il bene garantisce a favore del creditore.

- Non hanno mai carattere generale, ma gravano sempre su BENI DETERMINATI (≠ privilegio generale)

PEGNO E IPOTECA PRIVILEGIO SPECIALE

Richiedono un proprio titolo costitutivo: la volontà Stabilito dalla legge in considerazione della causa

privata è quindi la fonte esclusiva o prevalente. del credito: credito è privilegiato o meno dalla

nascita;

Sono concessi anche da un terzo c.d. terzo Si costituisce su un bene del debitore

datore di pegno o di ipoteca→ VS fideiussore

(risponde del debito con tutti i suoi beni), mentre

il terzo datore risponde solo con il bene su cui è

costituito pegno o ipoteca.

- Danno luogo a rapporti accessori nel senso che presuppongono un credito (anche futuro od eventuale o

condizionato) di cui garantiscono l’adempimento: ne seguono la sorte e si estinguono con l’estinguersi di

esso.

- Sono funzionali ad assicurare al creditore il soddisfacimento del proprio credito. Se il bene perisce o si

deteriora, il creditore può chiedere che gli sia prestata altra idonea garanzia e, in mancanza, può esigere

l’immediato pagamento del debito. (2743cc)

- Attribuiscono al creditore:

a) Lo ius distrahendi → facoltà di far espropriare la cosa se il debitore non adempie;

b) Lo ius prelationis → preferenza rispetto agli altri creditori in ordine a quanto ricavato dalla

vendita forzata del bene oggetto della garanzia

c) Il diritto di sequela → diritto di sottoporre il bene ad esecuzione forzata, quand’anche fosse

divenuto proprietà di terzi;

Differenze

Pegno Ipoteca

Ha per oggetto beni mobili, universalità di mobili non Ha per oggetto la proprietà (piena o nuda) di beni

registrati e crediti immobili, taluni diritti reali immobiliari, beni mobili

registrati e rendite dello Stato 2810cc

2784cc

Il debitore viene spossessato della cosa Il debitore non viene spossessato della cosa

↪ Non si può istituire per beni mobili non registrati un regime di pubblicità per far conoscere ai terzi

l’esistenza del diritto di garanzia. Per far conoscere il bene non v’è che un mezzo: lo spossessamento

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valemag di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Sartori Filippo.

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