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Diritto privato dei mercati digitali

1 Economia dei dati

Sfruttamento dei dati digitali, tra cui i più ambiti i dati personali.

Tramite l’interazione degli utenti su una determinata piattaforma si generano dati che vengono raccolti e incanalati nella piattaforma stessa poiché non ci sono delle regolamentazioni precise. In questo modo le imprese potranno, tramite specifici meccanismi, aumentare i propri profitti e creare o sponsorizzare beni e servizi più mirati all’utente.

L’informazione costituisce la risorsa più preziosa, è il fattore di produzione più importante dell’attuale fase del capitalismo: capitalismo della sorveglianza, cioè un capitalismo che si basa sui nostri dati personali e sulle nostre esperienze di vita quotidiana.

Tali informazioni vengono rilevate ogni qual volta si accede ad Internet creando una vera e propria economia dei dati.

1.1 Algoritmi

Utilizzando ad esempio siti di e-commerce le imprese riescono a catturare tutta una serie di informazioni che derivano anche da azioni precedenti all’effettivo acquisto o selezione del prodotto.

Questi processi sono possibili grazie a particolari algoritmi e alla rivoluzione digitale.

Questi algoritmi non sempre funzionano bene. Le informazioni che vengono fornite agli algoritmi in fase di programmazione potrebbero essere viziate da elementi discriminatori, presenti online, e quindi anche i risultati di tali algoritmi potrebbero rivelarsi discriminatori.

1.1.1 Esempio discriminatorio Deliveroo

Vedi ad esempio Deliveroo, la cui distribuzione del lavoro avviene tramite la piattaforma stessa. Chi ha un punteggio più alto sulla base di affidabilità e partecipazione avrà più possibilità di essere selezionato per l’assegnazione della consegna. Qualora il rider dovesse cancellare la sua prenotazione o non riuscisse a rispondere alla chiamata verrà penalizzato scendendo di graduatoria.

Questo processo non teneva conto dei problemi di salute che il soggetto avrebbe potuto riscontrare impedendogli di rispondere alle chiamate; in questo caso l’algoritmo violava i diritti del lavoratore prendendo decisioni scorrette.

1.2 Internet of things

Il concetto rappresenta una possibile evoluzione dell'uso della rete internet: gli oggetti (le "cose") si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza (diventano autonomi) grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Le sveglie suonano prima in caso di traffico, le scarpe da ginnastica trasmettono tempi, case automatizzate da meccanismi gestiti da smartphones.

Di questi benefici non ne godono solo i consumatori ma anche chi produce questi beni, attraverso la vendita stessa del bene e del servizio e la raccolta dati che ne deriva dall’utilizzo degli stessi da parte dei consumatori.

2 Diritto privato

Il diritto soggettivo è il diritto che può essere riferito al singolo individuo → diritto al nome, all’immagine ecc.

Il diritto in senso oggettivo → Il Diritto inteso come un insieme di norme che servono a indirizzare i membri di una comunità civile. I membri non avrebbero la possibilità di vivere senza un complesso di regole capaci di risolvere i conflitti che potrebbero tra loro crearsi e per poter far rispettare tali norme ci si avvale di apparati e istituzioni predisposte.

2.1 Ordinamento giuridico

Per rappresentare l’insieme di queste norme si parla di ordinamento giuridico, complesso di norme emanate dal singolo stato → ordinamento giuridico nazionale, o da fonti europee → ordinamento giuridico sovranazionale.

Questo diritto oggettivo è suddiviso in diverse branche come diritto privato e diritto pubblico.

Diritto pubblico → è quella branca del diritto che si occupa dello studio delle norme che disciplinano e regolamentano l'organizzazione e il funzionamento dello Stato, delle istituzioni e degli enti pubblici, oltre ai rapporti fra il cittadino e gli enti cui sia riconosciuto il particolare status appunto "di diritto pubblico". Il diritto pubblico comprende a sua volta: il diritto amministrativo, il diritto penale e il diritto costituzionale.

Diritto privato → è quella branca del diritto che regola i rapporti intersoggettivi tra i singoli consociati, soggetti privati, in relazione alla sfera patrimoniale ma anche personale e familiare.

Gli attori del diritto privato sono:

  • Le persone individuali
  • Gli enti privati

Il diritto privato può essere distinto in diritto civile e diritto commerciale.

Diritto civile → è una branca del diritto privato che disciplina l'insieme di norme giuridiche che regolano i rapporti tra privati in determinati campi.

Diritto commerciale → è una branca del diritto privato che regola i rapporti attinenti alla produzione e allo scambio della ricchezza. Più in particolare, regola ed ha per oggetto i contratti conclusi tra operatori economici e tra essi ed i loro clienti privati.

Prima del nuovo Codice civile del 1942, queste due branche erano distinte anche formalmente poiché esistevano due codici: il codice civile (regolava i rapporti tra civili) e il codice commerciale (regolava gli scambi). In Italia oggi abbiamo solo il nuovo codice civile.

3 Codice civile

La fonte normativa più importante per il diritto privato che si divide in 6 libri e ciascuno dedicato a uno specifico settore.

  • Delle Persone e della Famiglia, Libro Primo - artt. 1-455 - contiene la disciplina della capacità giuridica delle persone, dei diritti della personalità, delle organizzazioni collettive, della famiglia;
  • Delle Successioni, Libro Secondo - artt. 456-809 - contiene la disciplina delle successioni a causa di morte e del contratto di donazione;
  • Della Proprietà, Libro Terzo - artt. 810-1172 - contiene la disciplina della proprietà e degli altri diritti reali;
  • Delle Obbligazioni, Libro Quarto - artt. 1173-2059 - contiene la disciplina delle obbligazioni e delle loro fonti, cioè principalmente dei contratti (anche commerciali) e dei fatti illeciti (la cosiddetta responsabilità civile);
  • Del Lavoro, Libro Quinto - artt. 2060-2642 - contiene la disciplina dell'impresa in generale, del lavoro subordinato e autonomo, delle società aventi scopo di lucro e della concorrenza;
  • Della Tutela dei Diritti, Libro Sesto - artt. 2643-2969 - contiene la disciplina della trascrizione, delle prove, della responsabilità patrimoniale del debitore e delle cause di prelazione, della prescrizione.

Diritto nei mercati digitali

Come vengono conclusi i contratti online? Quando navighiamo su internet stipuliamo accordi con chi gestisce il sito o no? Quando e come si conclude un contratto per l’acquisto online? Le regole che disciplinano questi contratti sono le stesse previste dal codice civile o sono diverse?

Ad esempio il contratto è definito da un articolo del codice civile, quindi per capire se il contratto è stato concluso occorre accertare se le regole previste dal codice sono state seguite attenendosi a determinati comportamenti. Se i due soggetti che stipulano l’accordo sono presenti essi mostreranno chiaramente le loro volontà, questa situazione prevista e regolamentata dal nostro codice è la situazione più semplice. Il nostro codice prevede anche un altro tipo di situazione cioè quando i soggetti non sono contestualmente presenti.

In questo caso il codice prevede una serie di norme formali per tutelare entrambi i contraenti, ci deve essere una proposta ed una accettazione conforme. Il contratto si conclude quando chi fa la proposta viene informato del fatto che l’altro partner ha accettato.

Per quanto concerne la stipulazione e conclusione di contratti online non possono essere applicate le stesse regolamentazioni previste dal codice civile.

Attraverso la rete cambia la comunicazione giuridica sia riferendoci al linguaggio che ai tempi di processo. Un contratto può essere accettato con lo scorrere della pagina (linguaggio) o con un click (tempistiche).

4 Costituzione

Disposizioni di legge che quando vengono interpretate diventano norme giuridiche.

Fonte principale delle norme giuridiche in Italia → Costituzione 1948, legge fondamentale dello Stato Italiano che si pone al vertice delle fonti.

Essendo la costituzione riconosciuta dallo Stato, tutte le norme del codice civile devono essere interpretate in modo tale che non vadano a contrastare la Costituzione.

La Costituzione italiana è così strutturata:

  • I primi 12 articoli rappresentano un preambolo e disciplinano i principi fondamentali, cioè i principi che ispirano la Costituzione italiana;
  • I restanti articoli sono divisi in due parti:
  • La prima parte regola i diritti e i doveri dei cittadini. Questa parte comprende gli articoli dal 13 al 54. Qui vengono disciplinati i rapporti tra lo Stato e i cittadini;
  • La seconda parte regola l'ordinamento della Repubblica. Questa parte comprende gli articoli dal 55 al 139. Qui viene disciplinata la composizione degli organi dello Stato ed i loro compiti;
  • Infine vi sono le disposizioni transitorie e finali composte da 18 articoli che sono servite a regolare il passaggio dalla monarchia alla repubblica e a vietare la riorganizzazione del disciolto Partito fascista.

Le due parti di cui si compone la Costituzione sono divise in Titoli.

4.1 Le fonti

Costituzione 1° fonte →

Leggi statali ordinarie 2° fonte → anche il codice civile è una legge emanata dal parlamento.

Regolamenti (nell’ambito del nostro ordinamento giuridico) → sono fonti secondarie del diritto che possono essere emanati dal governo, dalle autorità amministrative, dalle autorità amministrative indipendenti (CONSOB commissione nazionale per la società e la borsa, o anche garante della protezione dei dati personali).

Queste regolamentazioni non sono soggette a verifica della coerenza e regolarità rispetto alla costituzione da parte della Corte Costituzionale. Questo non accade invece per le leggi ordinarie.

Consuetudini → Non sono atti ma sono fatti. Fatti che producono diritto. Norme non scritte che però possono acquistare valore qualora ricorrono due presupposti:

  • Ripetizione costante di un comportamento per un lungo tempo
  • Comportamento di osservanza con regolarità da diversi soggetti

Queste norme sono ordinate in senso gerarchico in modo da poter determinare in presenza di più norme contrastanti quale sia da prendere in considerazione.

  1. Principi fondamentali stabiliti dalla Costituzione e Disposizioni costituzionali e leggi costituzionali
  2. Regolamenti UE
  3. Legge ordinaria
  4. Regolamenti
  5. Usi, consuetudini

4.2 Le fonti sovranazionali

Unione Europea → Unione economica e politica.

In origine Comunità economica Europea 6 Paesi → Per evitare contrasti, conflitti, solo a scopo economico. Così non è stato per tutto l’inizio del ‘900: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Per promuovere l’attività economica di questi Stati.

Nel tempo gli obbiettivi sono cambiati, sono subentrate questioni inerenti all’ambiente, alla salute, all’immigrazione → Dal 1992, con l’approvazione del trattato di Maastricht, la denominazione ufficiale diventa Unione Europea. Diventa un’organizzazione politica.

Unione Europea → importantissimo ruolo nella produzione di leggi e norme che riguardano il diritto privato e diritto privato dei mercati digitali.

5 Fonti del diritto europeo, UE

Parlando delle fonti del diritto dell’Unione Europea dobbiamo distinguere tra: diritto primario e diritto secondario (derivato).

Diritto primario → I trattati sono il punto di partenza per la legislazione dell’Unione europea e costituiscono il "diritto primario".

Ogni azione adottata dall'UE si basa sui trattati.

Questi accordi vincolanti tra i paesi membri dell’Unione europea definiscono:

  • Gli obiettivi dell’UE,
  • Le regole di funzionamento delle istituzioni europee,
  • Le procedure per l’adozione delle decisioni e le relazioni tra l’UE e i suoi membri.

L’Unione europea si fonda sul principio dello Stato di diritto. Ciò significa che tutte le azioni intraprese dall'UE si basano su trattati approvati liberamente e democraticamente da tutti i paesi membri. Se, ad esempio, un argomento non è menzionato in un trattato, la Commissione non può avanzare proposte legislative in quel settore.

I trattati vengono modificati per ragioni diverse: rendere l'UE più efficiente e trasparente, preparare l'adesione di nuovi paesi ed estendere la cooperazione a nuovi settori, come la moneta unica.

Conformemente ai trattati, le istituzioni europee possono adottare atti legislativi ai quali i paesi membri devono quindi dare attuazione.

Diritto derivato → Il corpus normativo che deriva dai principi e dagli obiettivi dei trattati è il cosiddetto "diritto derivato".

Complesso di norme che deriva dai principi e dagli obbiettivi dei Trattati. Sulla base di quanto stabilito dai trattati vengono emanate dalle istituzioni dell’U.E delle norme che disciplinano i settori menzionati nei trattati. Per realizzare gli obiettivi stabiliti nei trattati, l'UE adotta diversi tipi di atti legislativi. Alcuni sono vincolanti, altri no. Alcuni si applicano in tutti i paesi dell'UE, altri solo in alcuni di essi.

  • I regolamenti,
  • Direttive,
  • Decisioni,
  • Raccomandazioni
  • Pareri

Regolamenti → Atto legislativo vincolante. Obbliga tutti i soggetti a cui si rivolge e deve essere applicato in tutti gli stati membri dell’U.E.

  • Il regolamento è obbligatorio in tutte le sue disposizioni specifiche
  • I regolamenti sono direttamente applicabili all’interno degli ordinamenti dei singoli stati membri cioè non è necessario che gli stati membri adottino una legge interna per eccepire le norme contenute nei regolamenti. Queste norme sono direttamente applicabili.

Nel momento in cui un paese aderisce all’UE cede una parte della sua sovranità, infatti l’approvazione delle leggi sarà in parte prevista dall’UE.

Es. Il regolamento sulla protezione dei dati personali (679 del 2016) che disciplina i rapporti tra le piattaforme digitali e gli utenti commerciali.

Direttiva → Una direttiva è un atto legislativo vincolante per quanto riguarda il risultato da perseguire, ma il legislatore nazionale è libero di scegliere le forme di attuazione. Atto che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell'UE devono realizzare.

Un esempio è quello della direttiva sui diritti dei consumatori dell'UE, che rafforza i diritti dei consumatori in tutta l'Unione, ad esempio eliminando spese e costi nascosti in Internet, ed estendendo il periodo entro il quale i consumatori possono recedere da un contratto d'acquisto. Tali direttive a oggi si trovano all’interno del Codice del Consumo che raccoglie gran parte della normativa a tutela del consumatore.

Decisioni → atto legislativo vincolante ma solo verso alcuni soggetti (ad esempio un solo paese o una sola organizzazione). Ad esempio, la Commissione ha adottato una decisione sulla partecipazione dell'UE alle attività di varie organizzazioni impegnate nella lotta al terrorismo. La decisione si riferiva unicamente a tali organizzazioni.

Raccomandazioni e Pareri non sono vincolanti, sono strumenti attraverso cui le istituzioni dell’unione europea possono far conoscere i loro punto di vista, ma comunque non impongono nessun obbligo legislativo. Una raccomandazione o un parere consente alle istituzioni europee di rendere note le loro posizioni e di suggerire linee di azione senza imporre obblighi giuridici a carico dei destinatari.

5.1 Rapporto tra norme di diritto interno nazionale italiano e le norme del diritto europeo

Esiste un principio di assoluto rilievo che sancisce il valore superiore del diritto europeo rispetto ai diritti nazionali degli Stati membri: principio del primato europeo.

Il principio del primato sancisce il valore superiore del diritto europeo rispetto ai diritti nazionali degli Stati membri. Il principio del primato vale per tutti gli atti europei di carattere vincolante. Gli Stati membri non possono quindi applicare una norma nazionale contraria al diritto europeo.

Il principio del primato garantisce la superiorità del diritto europeo rispetto ai diritti nazionali ed è uno dei principi cardine del diritto europeo. Analogamente il principio dell’efficacia diretta è, insieme al principio del primato, un principio cardine del diritto europeo. Esso è stato introdotto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) e consente ai singoli di invocare direttamente il diritto europeo dinanzi ai tribunali, a prescindere dall’esistenza di atti normativi di diritto nazionale.

Il principio dell’efficacia diretta garantisce quindi l’applicabilità e l’efficacia del diritto europeo nei paesi dell'UE. Tuttavia, la CGUE ha definito diverse condizioni da soddisfare affinché un atto giuridico europeo possa essere direttamente applicabile.

L’efficacia diretta di un atto può inoltre riguardare unicamente i rapporti tra un singolo e un paese dell'UE oppure essere estesa ai rapporti tra singoli. Questo principio non è contemplato nei trattati ma è stato introdotto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

  • L’UE ha una corte di giustizia (sede in Lussemburgo) che si occupa di assicurare che il diritto dell’UE venga interpretato e applicato allo stesso modo in ogni paese dell’UE.

Le sentenze della corte di giustizia hanno effetto vin

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martitina1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato dei mercati digitali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Monterossi Michael William.
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