Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

indica esplicitamente i beni giuridici cui la lesione é vietata, viene completato dal

riconoscimento del diritto alla salute come fondamentale diritto della persona umana.

In seguito a questa nuova interpretazione il danno biologico viene collocato nella

categoria dei danni economici diventando quindi obiettivamente e direttamente

valutabile in denaro oltre ad essere riconosciuto come effetto dannoso della lesione

dell'integrità psico-fisica dell'individuo offeso.

Grazie a questa nuova interpretazione diventa possibile tutelare anche in quei casi in cui

la lesione alla salute non emerge in concomitanza di un fatto illecito e quindi non risulta

tutelabile secondo l'articolo 2059 c.c.

7.Riflessioni finali della sentenza

Nella parte finale la Corte si sforza di definire ed evidenziare le conseguenze dirette di

quanto deciso individuando prima di tutto il danno biologico come fulcro centrale di

ogni fatto illecito causa di danno ad un soggetto ed inseguito valutando e prendendo in

considerazione la sua valutazione economica riconducendola ad un quantitativo in linea

di massima uniforme lasciando comunque spazio ed elasticità per consentire

l'adattamento ai singoli casi concreti.

In conclusione ed in seguito a quanto argomentato nei punti precedenti la Corte dichiara

infondata la questione di incostituzionalità sollevata dalle due ordinanze e fornisce nel

contempo alla giurisprudenza nuove direttive concrete e tangibili.

Sentenza n. 372 del 24-27 Ottobre 1994

8.Introduzione alla sentenza

La sentenza in questione si configura come un ritorno della Corte costituzionale sulle

problematiche del danno alla persona successivamente alla sentenza analizzata

precedentemente. Emerge ora una nuova questione di incostituzionalità ,legata al

risarcimento del danno alla salute da morte, questa volta legata in primo luogo

all'articolo 2043 c.c. e , in maniera subordinata anche all'articolo 2059 c.c. accusati di

incostituzionalità a causa di una presunta disparità di trattamento ingiustificata da parte

5

del Tribunale di Firenze.

Partendo dalla questione di Costituzionalità la Corte costituzionale riesce a fissare

anche alcuni punti fermi nella dimensione del danno alla persona andando ad arricchire

ulteriormente il gran lavoro svolto già nel 1986.

9.Il Problema Specifico

Occorre in primo luogo individuare l'argomento specifico della sentenza, che risiede nel

giudizio di legittimità costituzionale degli art.. 2043 – 2059 c.c. Promosso con

ordinanza del 27 ottobre 1993 dal Tribunale di Firenze nel procedimento civile

promosso da Piero Sgrilli ed altri nei confronti di Marco Colzi e la s.p.a. MEIE

Assicuratrice in merito al risarcimento dei danni conseguenti alla morte di un proprio

congiunto cagionata da incidente stradale. Dall'ordinanza emerge che la questione di

incostituzionalità delle due norme del libro quarto del codice civile sia rivolta alla parte

in cui non consentono il risarcimento del danno per violazione del diritto alla vita in

riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della costituzione.

La corte precisa in oltre che alla sentenza non spetta accertare se il decesso sia

configurabile come fatto conseguenza di un danno biologico fisiologico e risarcibile

bensì determinare se dalla lesione del diritto alla salute derivato dal decesso e tutelato

dall'arti. 32 della costituzione derivi un diritto al risarcimento imputabile in capo agli

eredi della vittima.

10. 2043 e Costituzione : elementi di contrasto

In primo luogo l'intenzione della Corte verte sul determinare se il danno subito sia

qualificabile e possa essere definito come risarcibile in quanto lesione del diritto alla

vita ,e quindi come manifestazione su un soggetto determinato del tutto distinta dalle

conseguenze che potranno determinarsi in capo agli altri componenti della famiglia, sia

sotto il livello patrimoniale, cioè per quanto riguarda la cessazione del percepimento di

entrate economiche derivanti dal soggetto nel nucleo familiare, sia sotto il livello di del

danno morale subiettivo , individuabile nel forte dolore e sofferenza riconducibile ai

familiari in seguito della perdita del parente a loro molto caro.

In seguito ad una breve analisi emerge che il danno derivante dal decesso del soggetto é

6

configurabile come lesione del diritto alla vita e si identifica in un danno evento

derivante da un fatto specifico , eludendo la possibilità remota di identificazione come

danno-conseguenza.

Sorge ora una seconda questione che si pone come fondamentale per proseguire nel

ragionamento. L'art. 2043 infatti pare delineare , ovviamente in una chiave di lettura

rivolta al contesto specifico in cui é collocato, come risarcibile solo ed esclusivamente

il danno produttivo di conseguenze patrimoniali. Se la questione individuata rispondesse

al vero l'articolo si troverebbe in contrasto con gli articoli 2 Cost., che garantisce e tutela

i diritti inviolabili dell'uomo, 3 Cost. , che garantisce l'uguaglianza di tutti i cittadini e la

pari dignità sociale , e l'art. 32 Cost. , che tutela e garantisce il diritto alla salute come

diritto fondamentale dell'uomo. Questo contrasto sarebbe determinato dalla differenza di

trattamento che emergerebbe tra l'illecito provvidenziale, che godrebbe di un

trattamento privilegiato e di favore , rispetto al mero illecito civile, in tutti i casi in cui

la morte della persona lesa si configurasse come conseguenza dell'illecito suddetto.

Nel caso in cui si ritenesse che l'art. 2043 c.c., poiché destinato a regolare il

risarcimento del danno patrimoniale , non potesse essere censurato siccome non prevede

la risarcibilità di danni non patrimoniali connessi a violazioni del diritto alla salute o del

diritto alla vita , la censura dovrebbe allora essere rivolta all'art. 2059 c.c per due

motivi: poiché limita le ipotesi di risarcimento al solo illecito penale e poiché é

generalmente interpretato in senso ristretto al solo danno morale soggettivo.

11.La domanda di risarcimento : Iure Proprio e Iure Successionis

Esaminando la domanda di risarcimento del danno emerge un altro punto cruciale in

questione di diritto alla vita che si sviluppa sul tipo di indennizzo, di cui si definiscono

due tipologie:

 Iure Proprio : si configura come il danno-evento all'integrità psicofisica dei

familiari in seguito alla perdita del soggetto defunto a loro caro; va distinto dal

danno morale subiettivo per il suo configuarsi come danno-evento e non come

danno conseguenza.

 Iure Successionis: si configura come diritto risarcitorio che si forma in capo al

soggetto deceduto in seguito alla lesione del bene salute nella sua forma più

7

grave, ossia la morte. Non potendo il deceduto usufruire , per ovvi motivi, del

risarcimento a lui dovuto in conseguenza della lesione, questo sarà integrato

nell'eredità dei parenti

Davanti a questa duplice linea interpretativa il Tribunale di Firenze dichiara la propria

posizione in maniera piuttosto esplicita. Ritiene la distinzione come elemento di

secondo piano subordinabile alla necessità che il danno biologico da morte venga

risarcito, poiché entrambi i casi forniscono motivazioni sufficienti per l'indennizzo in

questione. Infatti a riguardo delle due ipotesi risarcitorie si esprime nei seguenti termini:

 in merito al profilo di Iure Successionis l'elemento di forte personalità del diritto

alla salute viene considerato irrilevante poiché và a combinarsi con un diritto di

credito risarcitorio a favore dei parenti che presenta anzi un carattere di natura

quasi opposta.

 In merito al profilo di Iure Proprio si protende verso un doveroso

riconoscimento ai parenti stretti al risarcimento per la lesione psico-fisica , si

parla a riguardo di shock psichico derivante dal reato, che deve necessariamente

essere distinto dal dolore soggettivo e strutturalmente transitorio.

Il problema non riesce a trovare una soluzione comune ed unanime a tutti i giudici ma ,

tuttavia la sentenza esplicita che la maggioranza dichiara riconoscibile esclusivamente

lo Iure Proprio del danno alla salute , nell'eventualità che esso derivi ai familiari a causa

del decesso del soggetto in questione, smentendo , in secondo luogo, la concezione di

danno biologico da morte come “sottocategoria” di un gruppo più ampio come quello

della lesione alla salute, distinguendoli in quanto beni giuridici diversi che si

costituiscono come oggetto di diritti diversi, seppur comunque connessi tra loro.

Da questa considerazione emerge una definizione di diritto alla vita come qualcosa di

semi-indipendente che necessita un ragionamento più particolare rispetto a quello

utilizzato per il danno biologico in generale , poiché presenta caratteristiche peculiari

che lo differenziano.

La Corte sposta quindi il problema della possibile incostituzionalità degli art. 2043 e

2059 c.c. in riferimento ad un eventuale risarcimento in iure proprio, poiché indica

l'opzione di risarcimento in iure successionis come non adeguata, argomentando la sua

8


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

11

PESO

46.63 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Grondona Mauro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato

Riassunto esame Diritto Privato, prof. Roppo, libro consigliato Istituzioni di diritto privato
Appunto
Appunti corso di Privato 1
Appunto
Istituzioni di Diritto privato Parte 1 e 2
Appunto
Obbligazioni - privato I
Appunto