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EFFICACIA TEMPORALE DELLE LEGGI.

 dopo l’approvazione

Entrata in vigore di una legge da parte delle due camere si dovrà avere :

1. la promulgazione della legge da parte del presidente della repubblica (art. 73 Costituzione);

2. la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (art. 73 Costituzione);

3. il decorso di un periodo di tempo (vacatio legis) che va dalla pubblicazione della legge alla sua entrata in

vigore e di regola è di quindici giorni (art. 10 preleggi).

L’ignoranza della legge è scusabile solo se inevitabile.

Abrogazione di una legge (art. 15 preleggi)

un atto nuovo ne determina la cessazione dell’efficacia(solo dal momento

Una legge viene abrogata quando

dell’abrogazione e non per gli effetti passati).

Per abrogare una disposizione e necessario un documento legislativo di pari valore gerarchico e di data

posteriore. L’abrogazione di una legge può essere :

 

espressa qualora la nuova disposizione dichiara esplicitamente abrogata la legge anteriore;

 

tacita qualora la nuova disposizione non menzioni la legge anteriore ma sia comunque incompatibile

con questa ovvero si proponga di regolamentare la materia regolamentata dalla legge anteriore.

Ricordiamo che l’abrogazione può essere effettuata anche tramite referendum.

La deroga: si verifica quando la nuova norma si sostituisce alla precedente solo per taluni specifici casi; la

norma posteriore continua a valere per tutte le altre fattispecie.

La dichiarazione di incostituzionalità: si verifica qualora la Corte Costituzionale stabilisca che la norma

risulta incompatibile con la Costituzione. Tale dichiarazione annulla la norma incostituzionale, come se

questa non fosse mai stata emanata.

Le leggi non possono avere effetto retroattivo, cioè non possono disciplinare fattispecie già accadute.

L’unica deroga è per ciò che riguarda le leggi interpretative: infatti queste, siccome vanno a spiegare

l’intenzione di una legge già esistente, hanno effetto dall’emanazione di quest’ultima.

Referendum popolare: richiede minimo cinquecentomila sottoscrizioni per essere indetto e serve per

abrogare una legge. esistano due norme che collegano effetti diversi

Antinomia tra norme: si verifica qualora nell’ordinamento

alla medesima fattispecie. Invece la lacuna si verifica se la fattispecie considerata non è prevista

dall’ordinamento; ancora l’eccedenza si verifica quando esistono norme antinomiche che descrivono la

fattispecie considerata; in tale caso l’antinomia si risolverà :

 se le norme appartengono a diversi livelli gerarchici prevarrà quella di livello superiore (criterio

gerarchico); la norma di livello gerarchico inferiore verrà dichiarata incostituzionale;

 se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico preverrà quella più recente (criterio cronologico);

la norma più antica si considererà tacitamente abrogata;

 se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico e sono coeve l’antinomia viene risolta senza

abolire uno dei due termini del conflitto ma modificandoli.

L’APPLICAZIONE E L’INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE.

Per applicazione della legge si intende la concreta realizzazione di quanto è ordinato dalle regole che

compongono il diritto dello Stato.

La maggior parte delle liti che sorgono possono essere risolte attraverso:

- rinuncia, alla lite da parte di uno dei litiganti.

- transazione, ossia accordo tramite il quale le parti si danno reciproche concessioni.

- compromesso, in cui il giudizio è lasciato a terzi, in genere al giudice.

Di fronte ad una iniziativa giudiziale il convenuto può:

- non costituirsi a giudizio, ovvero rinunciare a difendersi

costituirsi in giudizio per opporsi all’accoglimento della domanda dell’attore.

-

In questo caso il convenuto può promuovere eccezioni di fatto, ovvero contestare e provare la falsità dei fatti,

eccezioni di diritto ovvero contestare l’applicabilità delle norme citate dall’attore alla fattispecie in esame.

riconvenzionali contro l’attore.

- costituirsi in giudizio per proporre a sua volta delle domanda 3

L’interpretazione della legge: Interpretare un testo normativo non vuol dire solo accertare quanto il testo in

sé già esprimerebbe, bensì decidere che cosa si ritiene che il testo effettivamente possa significare e come

vadano risolti i conflitti che insorgono nella sua applicazione. il primo comma dell’articolo 12 delle preleggi

fornisce gli strumenti a cui attenersi nell’attività di interpretazione della legge (attività rivolta ad attribuire un

certo contributo di significati ad un segno - significato letterale delle parole costituenti la norma).

L’attività interpretativa si caratterizza in due profili :

 

profilo oggettivo individuazione del significato letterale delle parole; (dichiarativa e correttiva)

 

profilo soggettivo modo in cui le parole vengono interpretate.

Sotto questo profilo distinguiamo tre interpretazioni:

che è quella che nasce dal lavoro dei giudici compiuta nell’esercizio della funzione giurisdizionale

- giudiziale

- dottrinale costituita dagli apporti di studio dei cultori di materie giuridiche.

- autentica che è quella che si ha ogni qual volta il legislatore emana una nuova norma con lo scopo di

chiarire il significato di una legge già in vigore. (questo è il caso in cui le leggi hanno effetto retro attivo).

È’ interpretativa la norma con cui il legislatore tronca il contrasto sorto circa il significato di una norma

precedente; non si considera interpretativa la legge che non è diretta a sciogliere un dubbio interpretativo.

La norma giuridica dipende dall’attività interpretativa; è possibile interpretare una disposizione di legge in

diversi modi, tutti plausibili. L’art. 12 delle preleggi prescrive di non affidarsi esclusivamente il significato delle

l’intenzione del legislatore. Si hanno quindi una serie di

parole ma anche criteri interpretativi [art. 12 preleggi

- primo comma]

1. criterio logico; si esclude il contrario di ciò che è detto, si confrontano le forme simili, si valuta se la norma

a seguito di un’altra vada valutata a maggior ragione, si elimina l’assurdo.

2. Criterio storico: si analizzano le leggi che precedentemente hanno disciplinato la fattispecie e se ne

ricava un filo logico

3. Criterio sistematico: si valuta la norma nel quadro della materia disciplinata

4. Criterio equitativo: si escludono le interpretazioni che vanno contro il senso comune di giustizia

5. Criterio sociologico: la conoscenza degli aspetti economico-sociali dei rapporti regolati aiuta a pervenire

ad una interpretazione congruente.

Qualora l’interpretazione logica coincide con quella letterale si avrà un’interpretazione dichiarativa, se invece

l’interpretazione logica fornirà elementi quantitativamente maggiori rispetto all’interpretazione letterale si

nel caso opposto l’interpretazione si dirà restrittiva.

perverrà ad una interpretazione estensiva,

L’ANALOGIA:

Nella risoluzione di una lacuna dell’ordinamento il giudice può seguire due strade :

 considerare il caso non rilevante in quanto non contemplato dall’ordinamento (argomento a contrario); se

il legislatore regola taluni casi e non tali altri su può dedurre che la sua intenzione fosse quella di non

regolamentarli; - teoria della norma generale esclusiva -

 ricorrere ad una fattispecie simile a quella non contemplata (argomento a similis); se il legislatore non ha

regolato la specifica fattispecie ma ne ha regolate altre simili è possibile dedurre che egli si sarebbe

comportato nello stesso modo anche per questa; - teoria della norma generale inclusiva -

L’interpretazione per analogia consiste nel risolvere una lacuna dell’ordinamento ricorrendo a fattispecie

simili; affinché il giudice possa ricorrere all’analogia è necessario [art. 12 preleggi] :

 che non vi sia una disposizione che regoli lo specifico caso;

 che esista una similitudine tra le due fattispecie e che sia proprio questo elemento comune a permettere

l’estendibilità della legge al caso non disciplinato.(la similitudine tra le fattispecie va intesa nel senso che

risalendo all’intenzione del legislatore si può dedurre che sarebbe stata sua intenzione accomunare la

specifica fattispecie con l’altra simile).

L’analogia legis è l’applicazione analogica di altre singole disposizioni ma se il caso rimane ancora dubbio si

ricorre all’analogia iuris (ai principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato), ricavando una norma dai

grandi orientamenti del sistema legislativo.

L’analogia non è permessa per leggi penali, quella iuris anche per quelle eccezionali. 4

CONFLITTI DI LEGGI NELLO SPAZIO

Nel diritto pubblico si ha predominanza degli ordinamenti con carattere territoriale ovvero ogni persona è

soggetta alle leggi locali. Questa principio vale per le norme di polizia e il diritto penale ma non per quello

privato.

Ogni paese ha in genere delle norme di diritto privato internazionale che rispettano convenzioni o accordi

internazionali e si ha in genere che:

pur essendo di diritto internazionale, le norme sono sempre di diritto privato

il dir internazionale privato comprende altri rapporti tra cui quello processuale

le norme sono strumentali ovvero si limitino a dire come debba essere disciplinato il rapporto e non la

singola fattispecie (materiali)

Per l’applicazione della legge bisogna:

- Qualificazione: individuare il rapporto sottostante, ad es. un contratto, un diritto reale un dir indisponibile

- M. di collegamento: trovare il momento di collegamento per associarlo ad una norma di dir internazionale

- vedere se esiste un rimando ad una legge di un altro ordinamento

vedere se la norma straniera non è contraria all’ordine pubblico

- costituito

- eseguire il giudizio

Se una persona ha più cittadinanze tra cui quella Italiana, questa predomina le altre.

Nel paragrafo 23 sono riportate tutte le norme per rapporti familiari di successione e altri a livello

internazionale.

LO STRANIERO

Il cittadino comunitario gode degli stessi diritti civili di quello nazionale ed inoltre di alcuni diritti politici tra cui

il diritto di voto nelle elezioni comunali.

Per l’extracomunitario: innanzi tutto si garantisce il diritto di asilo a colui che vede negate le libertà

democratiche contenute nella costituzione italiana nel suo paese e si garantiscono i diritti fondamentali della

persona umana. Non si ammette l’estradizione per reati politici. Ai lavoratori si applicano le norme di diritto

del lavoro italiano. 5

PARTE GENERALE

IL RAPPORTO GIURIDICO

Il rapporto giuridico è la relazione tra due soggetti regolata dal diritto oggettivo. Si ha rapporto giuridico nel

momento in cui nasce un diritto; il diritto nasce a titolo originario quando sorge a favore di una persona

quando passa da una persona ad un’altra (sono di

senza che venga trasmesso da altri, a titolo derivativo

questo genere la compravendita ma anche la successione o la donazione). L’acquisto a titolo derivativo può

essere di 2 specie: –

si può trasmettere proprio lo stesso diritto che aveva il precedente titolare(derivativo traslativo) o può

attribuirsi al titolare un diritto differente che scaturisce dal diritto del precedente titolare (derivativo costitutivo)

Soggetto attivo è colui che esercita un diritto, passivo colui su cui ricade il corrispettivo dovere; nel contratto i

soggetti si chiamano parti.

Nella successione, il diritto può essere sia nel lato attivo che passivo come nel caso in cui il successore ,

l’erede, succede nell’obbligo di pagare i debiti del defunto. Nel diritto italiano si ha successione a titolo

universale quando il successore si pone come nuovo soggetto che subentra in tutti i diritti attivi e passivi del

suo dante causa, e ciò avviene nella fusione societaria o nella costituzione di erede. Si ha invece

successione a carattere particolare quando una persona subentra solo in un determinato diritto o rapporto.

Terzo è colui che in genere è estraneo al rapporto ovvero per il quale il rapporto non produce effetti.

Il diritto soggettivo è il potere di agire ( se uno vuole) per il soddisfacimento del proprio interesse, protetto

dall’ordinamento. L’esercizio del diritto consta nell’esplicazione dei poteri che il diritto attribuisce e quindi

nella realizzazione di un interesse; la realizzazione può essere spontanea o coattiva , quando bisogna far

ricorso ai mezzi che l’ordinamento mette a disposizione per la tutela dei diritto(es.: espropriazione per

soddisfare un credito).

Situazioni giuridiche soggettive

Favorevoli ovvero dal lato del soggetto attivo Sfavorevoli ovvero dal lato del soggetto passivo

 

Diritto relativo o pretesa Il diritto viene soddisfatto Obbligo effetto giuridico soggettivo svantaggioso

non dal titolare ma dalla condotta del titolare in si è obbligati verso un soggetto attivo per un fare ,

dell'obbligo. non fare o dare. Il titolare è nella condizione di

Caratteristiche: relatività e mediatezza decidere se adempiere o meno.

 

Diritto assoluto può essere fatto valere nei Dovere dovere di non infrangere il diritto.

confronti di tutti erga omnes; non esiste un unico Gli altri devono astenersi dal turbare il godimento del

soggetto che può deludere l'interesse del titolare [art. diritto del soggetto attivo.

832]. La realizzazione del diritto non avviene per

l'adempimento degli altri ma avviene a prescindere

dagli altri, che sono potenziali violatori del diritto.

Caratteristiche: immediatezza ed assolutezza.

L’esempio classico è il diritto reale di proprietà.

 

Diritto potestativo possibilità di determinare una Soggezione situazione giuridica svantaggiosa

modificazione nella sfera giuridica altrui senza l'altrui caratterizzata dalla passività.

cooperazione [art. 1500]. I diritti potestativi sono una

categoria a parte nell'ambito dei diritti soggettivi.

Caratteristiche: immediatezza e relatività L’esercizio del diritto

Se al diritto soggettivo è legato anche un dovere (doveri - poteri) si parla di potestà.

l’esercizio della potestà

soggettivo è libero, in quanto il titolare può perseguire i fini che ritiene più opportuni,

deve sempre ispirarsi al fine della cura dell’interesse altrui (pag. 63).

Le facoltà o diritti facoltativi sono manifestazioni del diritto soggettivo che non hanno carattere autonomo;

esse si estinguono se si estingue il diritto soggettivo di cui sono accessorie.

L’aspettativa è un interesse preliminare di un soggetto; è preliminare in quanto se si verificherà un evento

allora sorgerà un diritto a suo favore.

Nei casi in cui si applicano norme di diritto amministrativo e una persona ha interesse che non si compiano

atti illegittimi, si ha la figura dell’interesse legittimo, che è il diritto a che tutto si svolga con regolarità

affinché non vengano lesi i propri interessi. 6

Si ha la figura dell’onere un potere , ma l’esercizio di tale potere è

quando ad un soggetto è attribuito

condizionato ad un adempimento. L’adempimento non è obbligatorio e quindi non sanzionabile, ma senza di

esso non si beneficia del potere conferito.

La violazione del diritto assoluto è una responsabilità extracontrattuale, al contrario della violazione di un

diritto relativo.

è una qualità giuridica che si ricollega ad una posizione dell’individuo nella società, e può essere

Lo Status

di diritto pubblico(cittadino) o privato(figlio, coniuge)

In generale non si può alienare (alienum facere = fare di un altro) un diritto maggiore di quello di cui si

dispone

SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

La persona può distinguersi in:

 fisica [art. 1 codice civile capacità giuridica];

 giuridica.

La persona fisica 

Capacità giuridica speciale (dottrina) in relazione a determinati atti solo alcune persone possono godere

di determinati benefici [Art 350 codice civile]

L'idoneità alla capacità giuridica (diventare titolare di diritti e di doveri) è riconosciuta dal momento

del concepimento, ma la sua acquisizione è subordinata alla nascita (di bambino vivo) [art.

La capacità giuridica secondo l’art 3 della Cost. non può essere limitata per sesso

462codice civile].

religione, razza, opinioni politiche o condizioni sociali. Allo straniero è permesso di godere di tutti i diritti civili

a condizione di reciprocità.

ossia l’idoneità a compiere validamente atti giuridici che consentano al soggetto di

La capacità di agire

acquisire ed esercitare diritti od assumere e adempiere obblighi si acquista con la maggiore età: 18 anni; gli

atti posti in essere da un minore sono annullabili per incapacità legale di una delle parti. Ci sono eccezioni

per il matrimonio e per i contratti di lavoro che possono essere stipulati a 15 anni.

Minore emancipato è il minore di almeno sedici anni di età che abbia ottenuto dal giudice l'autorizzazione a

sposarsi; questo può effettuare atti che non pregiudichino il suo patrimonio (atti di ordinaria amministrazione)

ed inoltre può effettuare atti di straordinaria amministrazione attraverso un curatore. Il curatore deve fare una

dichiarazione di volontà che accompagni quella del minore.

Incapacità di agire

 

interdizione incapacità assoluta. Il maggiore di età ed il minore emancipato che si trovano in stato di

infermità mentale abituale possono essere interdetti su richiesta di un parente entro il IV° grado o dal

L’interdizione giudiziale

curatore o dal tutore. avviene tramite sentenza dal momento della

pubblicazione obbligatoria. [art. 414 codice civile]. L'interdetto viene legalmente equiparato al minore non

emancipato. Viene nominato un tutore che deve sostituire con la propria volontà la volontà dell'interdetto;

L’interdetto viene riabilitato con sentenza del giudice.

 

inabilitazione stato di infermità mentale non sufficientemente grave da giustificare l'interdizione [art.

415 codice civile]. Viene nominato un curatore il quale integra la dichiarazione di volontà dell'inabilitato

per ciò che riguarda gli atti di amministrazione straordinaria.. Il curatore affianca l'inabilitato mentre il

tutore sostituisce l'interdetto.

 Il codice penale prevede un altro caso per l’incapacità di agire ed è una pena accessoria ad una

condanna per reclusione per un periodo non inferiore ai cinque anni. Si parla di interdizione legale che

dura fino all’esaurimento della pena e concerne la disponibilità e l’amministrazione dei beni

dell’interdetto..

Gli atti posti in essere da persone interdette sono annullabili, anche se al momento dell’atto avevano piena

capacità di intendere e di volere.

Può capitare che una persona non sia interdetta ma non abbia capacità di intendere e di volere ovvero

affetto da incapacità naturale; non importa se lo stato sia transitorio o permanete, quello che conta è la

condizione nel momento dell’atto: se si prova che proprio in quel momento sussisteva nel soggetto uno stato

inettitudine psichica, tale da pregiudicare una corretta valutazione dell’atto, questo è impugnabile e con

l’impugnazione può essere dichiarato invalido;

ebbene gli atti di testamento, donazione e matrimonio sono direttamente impugnabili e quindi resi invalidi.

Per gli atti unilaterali (accettazione di un eredità o rinuncia di credito ) occorre che ci sia anche un grave

pregiudizio a carico dell’incapace. Per i contratti serve invece la mala fede da parte dell’altro contraente. 7

Il rappresentante legale viene nominato quando un soggetto è legalmente incapace di agire; per i

minorenni sono i genitori che se assenti sono sostituiti da un tutore, nominato dal giudice tutelare. Sia i

che il tutore non possono compiere atti di straordinaria amministrazione senza l’intervento del

genitori

giudice. è invece colui che fornisce assistenza; egli non si sostituisce all’emancipato o all’inabilitato ma

Il curatore

integra la loro volontà. Il curatore è nominato dal giudice tutelare.

Il legittimato è colui che ha il potere di disposizione rispetto ad un particolare diritto. La legittimazione è

l’idoneità giuridica dell’agente ad essere soggetto del rapporto che si costituisce con il compimento dell’atto.

Per le persone fisiche abbiamo:

domicilio: luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi interessi e affari.

Residenza luogo in cui la persona ha dimora abituale e può essere provata con qualsiasi mezzo.

Dimora: luogo in cui la persona attualmente si trova

Cittadinanza è la situazione d appartenenza di un individuo ad un determinato Stato; nessuno può esserne

privato. La cittadinanza si acquista per:

nascita, se uno dei genitori è cittadino, a prescindere dal luogo (iure sanguinis)

adozione

nascita nel Territorio, per genitori apolidi o per rinuncia alla cittadinanza dei genitori (iure soli)

il coniuge dopo almeno sei mesi di permanenza nel territorio

al cittadino CEE dopo 4 anni a qualsiasi straniero che risieda almeno 10 anni

è ammessa la doppia cittadinanza

La parentela è il vincolo che unisce le persone che discendono dalla stessa persona o stipite e si misura in

linee e gradi. Linee rette per discendenti, collaterali per stipite comune ma non discendenti. Sono affini i

parenti di uguale grado del coniuge. I coniugi non sono parenti ne affini ma la relazione tra loro si chiama

coniugio.

La personalità giuridica della persona fisica si estingue con la morte, dove questa è accertata per

cessazione di ogni attività celebrale. Si considera persona scomparsa il soggetto che si è allontanato dal

suo domicilio o residenza, e di cui non si hanno notizie. Il tribunale della persona scomparsa può nominare

un curatore quale rappresentante per amministrare il patrimonio del soggetto. L’assenza si ha quando la

scomparsa dura per almeno due anni; il tribunale ordina l’apertura dei testamenti e si procede con

l’assegnazione dell’eredità ma i beni non entrano nel patrimonio disponibile dell’erede. L’assenza non

scioglie il matrimonio. La morte presunta viene dichiarata dopo 10 anni di assenza o un termine più breve

nel caso di guerre, calamità. Gli eredi possono disporre dei beni il coniuge può risposarsi, tuttavia se il

soggetto si ripresenta ha diritto a riavere il prezzo dei beni alienati e il nuovo matrimonio del coniuge è

invalido.

I registri in cui vengono annotate le vicende delle persone giuridiche sono quattro: nascita, cittadinanza,

matrimonio e morte; sono pubblici e svolgono proprio una funzione pubblicitaria.

LA PERSONA GIURIDICA

Le persone giuridiche si dividono in :

 persone giuridiche pubbliche (stato, regioni, province, comuni ed enti pubblici), che ricavano la loro

personalità giuridica dalla legge; non sono disciplinate da una normativa specifica ma sono distinte in

numerose norme. [art. 11 codice civile]; Vi troviamo:

enti registrati

enti a struttura associativa su base contrattuale, costituiti dallo stato o da privati ma con fini

pubblici(fondazioni)

enti con finalità di lucro o ideali (quinto libro, maggiore fiducia e riconoscimento automatico).

enti con scopi egoistici e non profit (primo libro, legati ad una valutazione discrezionale dell’Aut.).

le figure tipiche sono: le società, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni di volontariato.

 persone giuridiche private (fondazioni, associazioni ed altre istituzioni di carattere privato) che acquistano

la personalità giuridica mediante riconoscimento con decreto del Presidente della Repubblica; nonostante

ciò esistono persone giuridiche di fatto ovvero non riconosciute ma alle qual si applica quasi tutta la

disciplina delle prime. [art. 12 codice civile].

Le persone giuridiche perdurano anche dopo la morte dei membri originari. 8

l’autonomia patrimoniale con la quale il patrimonio dell’ente viene

Elemento caratteristico è distinto da

quello sei suoi associati e dei suoi organi, i creditori dei soci non possono rivalersi sul patrimonio associativo

e viceversa.

Gli elementi costitutivi della persona giuridica sono una pluralità di persone e uno scopo comune per le

associazioni mentre il patrimonio e lo scopo per le fondazioni.

La personalità giuridica si acquista con il riconoscimento da parte dello Stato. Per le società, una vota

effettuato l’atto costitutivo, basta l’iscrizione nel registro delle imprese. La vita e l’attività di una persona

giuridica è regolata dallo statuto; poiché questa non può agire la sua volontà è espressa da organi che

sono persone fisiche. L’organo decisorio è l’assemblea che deve essere in numero legale in prima

convocazione, in numero qualunque in seconda e nel quale si procede per votazione a maggioranza. Gli

amministratori hanno in primo luogo la gestione e hanno il potere di rappresentare l’ente di fronte ai terzi.

è l’equivalente della cittadinanza per le persone fisiche, e viene

La nazionalità data tramite il

riconoscimento. La sede è il luogo in cui la persona giuridica svolge la sua principale attività.

L’estinzione della persona giuridica si ha per motivi previsti nello statuto (obiettivo raggiunto, scadenza del

termine ….) oppure per insufficienza del patrimonio o scopo esaurito (in questi casi lo stato può disporre la

fusione di più fondazioni). L’estinzione si ha per atto pubblico nel quale viene nominato un liquidatore che

definisce i rapporti giuridici pendenti; nel periodo di liquidazione possono essere posti in essere solo atti che

sono mirati alla stessa. Il patrimonio residuo viene disposto come per statuto.

La registrazione delle imprese riconosciute è promossa anche attraverso sanzioni penali e gli

rispondono in solido con l’impresa; lo scopo è quello di rendere pubbliche

amministratori che la omettono

tutte le notizie della persona giuridica.

Per le associazioni non riconosciute cioè gli enti che non abbiano chiesto il riconoscimento o a cui tale

riconoscimento sia stato negato si ha che: viene riconosciuta efficacia per quel che riguarda i rapporti

interni.; i soci sono comproprietari di un fondo comune senza la possibilità di riscatto della propria quota; tali

associazioni godono di un’autonomia patrimoniale imperfetta, ovvero i creditori possono fare valere i propri

diritti sul fondo comune, e, qualora questo non fosse sufficiente, risponderanno personalmente ed in solido

coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società. Il presidente o il direttore sono rappresentanti

nel diritto processuale; Le associazioni non riconosciute non possono beneficiare di donazioni o lasciti: per

poterne godere devono richiedere il riconoscimento.

Il comitato è una figura particolare di persona giuridica; il suo scopo è quello di raccogliere fondi per un

determinato scopo. I costituenti sono responsabili personalmente della custodia e verso i destinatari dei

fondi .

Secondo l’articolo 39 della Costituzione i sindacati rientrerebbero nella categoria delle associazioni

riconosciute, ma essendo il loro riconoscimento subordinato alla verifica del loro ordinamento interno, e

mancando un organo statale preposto alla verifica di tale ordinamento, i sindacati restano associazioni non

riconosciute.

OGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

Il bene viene definito come qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritti [art. 810 codice civile]. In

senso giuridico il bene è il diritto stesso suscettibile di negoziazione.

Classificazione dei beni :

 

Beni immobili il suolo e tutto quello che è Beni mobili categoria che comprende tutti i beni

naturalmente o artificialmente incorporato al suolo non immobili e le energie naturali[art. 812 codice

[art. 812 codice civile]. civile].

Ne fanno parte mulini, bagni ed edifici galleggianti Gli atti relativi alla circolazione dei beni mobili non

E’ richiesto l’atto scritto per la cessione o la sono di norma soggetti a forma vincolata.

Costituzione di qualsiasi diritto reale su un bene Solo determinati beni mobili (mobili registrati) sono

immobile [art. 1350 codice civile]. soggetti ad un regime di pubblicità; gli atti riguardanti

beni mobili registrati (navi, automobili etc)necessitano

degli stessi requisiti di quelli riguardanti beni immobili.

Sono considerati beni immateriali poesie, romanzi,

diventano oggetto d’interesse.

films i beni che 9

 

Beni fungibili beni che possono essere Beni infungibili beni che non possono essere

indifferentemente sostituiti con altri dello stesso sostituiti con altri dello stesso genere - interessa il

genere - interessa la quantità di beni di tale genere. preciso bene fisicamente individuato.

La fungibilità di un bene dipende dalla sua natura o

dalla volontà delle parti.

La separazione o specificazione consiste nella

pesatura, numerazione o misura del bene.

 strumentali

Beni consumabili beni il cui utilizzo comporta la Beni inconsumabili suscettibili di

loro distruzione o alienazione (fecondità semplice). utilizzazione continuata (fecondità ripetuta).

L’usufrutto e il comodato viene concesso solo su

I beni consumabili non possono essere oggetto di

rapporti in cui si concede ad altri il godimento del questo tipo di beni.

bene con l’obbligo di restituirlo.

 

Beni divisibili suscettibili ad essere ridotti in parti Beni indivisibili tutti i beni che non sono divisibili.

omogenee senza che se ne alteri la destinazione Per sciogliere la comunione su questi beni bisogna

economica. per forza ricorrere alla vendita.

La divisibilità di un bene può dipendere anche dalla

volontà delle parti.

 

Beni presenti beni già esistenti in natura; sono i Beni futuri beni tuttora non esistenti in natura;

soli a poter formare oggetto di proprietà o di diritti possono formare oggetto dei soli rapporti obbligatori

reali. quando non sia diversamente disposto dalla legge.

Possono far parte di contratti reali ma nulla è dovuto

se non vengono ad essere; possono essere oggetto

di contratti aleatori.

beni provenienti in maniera diretta da altro bene, con o senza la concorrenza dell’opera

I frutti naturali

dell’uomo [art. 820 codice civile]; affinché un bene possa essere classificato come frutto naturale la sua

produzione deve avere carattere di periodicità e non deve incidere sulla destinazione economica della cosa

madre. Fin quando non avviene la separazione dalla cosa madre i frutti si dicono pendenti, e sono parte

integrante della cosa madre.

I frutti civili sono redditi che conseguono da un bene come corrispettivo del suo godimento concesso ad

altri. I frutti civile debbono presentare il requisito della periodicità.

Cosa semplice è quella i cui elementi non possono essere divisi senza alterare o distruggere la fisionomia

della cosa.

Cosa composta è invece la risultante dalla connessione materiale e fisica di più cose, che anche

singolarmente avrebbero propria rilevanza giuridica ed economica.

La pertinenza è una cosa posta a servizio o ad ornamento di un altra cosa senza rappresentare elemento

indispensabile per la sua esistenza [art. 817 codice civile](esempi sono pozzi, garage, recinti). Le pertinenze

possono essere sia mobili che immobili. È il vincolo che lega le due cose a determinare la pertinenza e

questo deve essere durevole e non occasionale, e deve inoltre essere realizzato da chi è proprietario della

cosa principale ovvero da chi ha un diritto reale su questa. Le pertinenze seguono il destino della cosa

principale se non disposto diversamente [art. 818 codice civile]. Non occorre che la cosa accessoria

appartenga al medesimo proprietario della cosa principale. I terzi proprietari di pertinenze possono

rivendicarle contro i proprietari della cosa principale. Se la cosa principale è un bene mobile in caso di

alienazione viene protetto l’acquirente in buona fede del bene principale contro i terzi che vantano diritti sulle

pertinenze mediante applicazione del possesso vale titolo.

Universalità di mobili sono una pluralità di cose appartenenti alla stessa persona, aventi destinazione

unitaria e distinguono dalla cosa composta in quanto non vi è rapporto di subordinazione tra le parti; a volte i

come un tutt’uno. La regola del possesso vale titolo non si

beni possono essere considerati separatamente o

applica alle universalità di mobili. 10

L’azienda: art 2555: è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. È

dell’avviamento che è la capacità di produrre un reddito;

una figura sui generis; ad essa è legata la figura

tale avviamento è tutelato nei contratti di locazione che vengono a cessare purché non a seguito di

inadempienza o dolo. L’azienda costituisce il complesso più importante di beni, in quanto è diretto o alla

produzione di nuovi beni o allo scambio di beni o alla produzione di servizi. Il codice non da la definizione

di impresa, ma da quella di imprenditore: art 2082: l’imprenditore è chi esercita professionalmente e

cioè sistematicamente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di

beni o di servizi. L’impresa è quindi vista come l’attività economica svolta dall’imprenditore.

L’azienda è il complesso di beni di cui l’imprenditore si avvale per svolgere l’attività stessa.

Il patrimonio è il complesso dei rapporti attivi e passivi suscettibili di valutazione economica facenti

capo ad una persona.

Art 2740: Ogni soggetto ha un patrimonio ed un patrimonio sol col quale risponde dei propri debiti.

L’imprenditore risponde dei debiti contratti nell’esercizio dell’impresa anche con i beni che non

abbia destinato a questa attività.

Il patrimonio autonomo è quello che si crea con la costituzione di una persona giuridica.

Beni pubblici si dividono in due categorie :

 beni appartenenti ad enti pubblici;

 beni soggetti ad un regime diverso dalla proprietà privata per favorire il raggiungimento dei fini pubblici.

I beni demaniali: demanio marittimo, militare, idrico, stradale appartengono solo ad enti pubblici territoriali;

questi sono inalienabili e non possono formare oggetto di possesso e sono regolati dal diritto pubblico. Ci

sono poi i beni non demaniali appartenenti ad ente pubblico che si chiamano patrimoniali; ne abbiamo di due

tipi: disponibili che non sono destinati direttamente a pubblici servizi e che sono soggetti alle norme del

codice civile , e indisponibili (miniere, foreste o pubblici uffici) che non possono essere alienati. 11

EFFETTI DEL TEMPO SUL RAPPORTO GIURIDICO

Nel computo del tempo non si calcola il giorno iniziale ma quello finale art 2963.

Il decorso di un determinato periodo di tempo può produrre effetti giuridici, in particolare: la situazione di

diritto viene equiparata a quella di fatto. Se il decorso del tempo serve a fare acquistare un diritto soggettivo,

l’istituto che viene in considerazione è l’usucapione (prescrizione acquisitiva); invece l’estinzione del diritto

soggettivo per decorso del tempo forma oggetto di due altri istituti che si distinguono tra loro la prescrizione

estintiva e la decadenza. produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia del titolare che

La prescrizione estintiva

non lo esercita per il tempo determinato dalla legge Art 2934. Le norme riguardanti la prescrizione sono

inderogabili dalle parti e non si possono ne prolungare e ne abbreviare i termini stabiliti dalla legge. Oggetto

di prescrizione sono tutti i diritti tranne la proprietà ed i diritti indisponibili (sono anche dei doveri) come gli

status o le potestà. La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto avrebbe potuto essere

esercitato. La P. presuppone l’inerzia ingiustificata del titolare del diritto, essa non opera quando

sopraggiunga una causa che giustifichi l’inerzia stessa, oppure nel caso in cui l’inerzia stessa venga meno:

La sospensione della prescrizione è determinata da particolari rapporti giuridici tra le parti o dalla

condizione di incapacità del titolare del diritto di esercitarlo (militari in tempo d guerra, minore fino al

raggiungimento della maggiore età); i semplici impedimenti di fatto non causano sospensione. La

sospensione elimina dal computo del tempo necessario alla prescrizione il periodo in cui ha avuto luogo

l’impedimento, senza togliere valore al periodo antecedente l’impedimento stesso. L’interruzione della

prescrizione si verifica quando il titolare del diritto lo esercita o quando il diritto viene riconosciuto dal

soggetto passivo del rapporto. L’interruzione fa ripartire da zero il computo del tempo necessario alla

l’inerzia del titolare del diritto continua a durare ma è giustificata,

prescrizione. Nella sospensione

nell’interruzione è l’inerzia stessa che viene a mancare o perché il diritto è stato esercitato o perché è stato

riconosciuto dall’altra parte. Per ciò che concerne la durata della prescrizione: la prescrizione ordinaria ha

la durata di dieci anni, ha durata di venti anni la prescrizione per l’usucapione e per l’estinzione dei diritti reali

su cosa altrui. In taluni casi, espressamente elencati [art. 2947 e seguenti codice civile], sono previste

prescrizioni brevi; in particolare riguardo al risarcimento per danno e ai rapporti commerciali..

Prescrizione presuntiva opera nel rapporto di credito; trascorso un breve periodo, la legge presume che il

debitore si sia liberato dell’obbligazione( non solo pagando ma anche per rinuncia del credito). Nel momento

in cui opera la prescrizione presuntiva l’onere di provare la pendenza del credito spetta al creditore. Se

questi non ha prove deve o ottenere una confessione o richiedere un giuramento decisorio.

 produce l’estinzione del diritto conseguente al non utilizzo del diritto da parte del titolare nel

Decadenza

limite di tempo imposto dall’ordinamento. La decadenza implica l’onere di esercitare il diritto esclusivamente

dalla legge e può essere impedita solo mediante l’esercizio del diritto nel tempo

entro il tempo prescritto

previsto, con l’esercizio del diritto cade la stessa ragione d’essere della decadenza: l’onere a cui era

condizionato l’esercizio del diritto è soddisfatto. La decadenza non è soggetta ad interruzione e

sospensione. La decadenza può essere stabilita anche dalle parti ma solo nel caso si tratti di diritti

disponibili.

L’ATTO e IL NEGOZIO GIURIDICO giuridico (leciti) e atti compiuti

Gli atti giuridici si distinguono in atti conformi alle prescrizioni dell’ordinamento

in violazione di doveri giuridici che producono la lesione del diritto soggettivo altrui (illeciti). Gli atti leciti si

distinguono in operazioni che consistono in modificazioni del mondo esterno e dichiarazioni che sono atti

diretti a comunicare ad altri il proprio pensiero, la propria opinione o il proprio stato d’animo o la propria

volontà: tra queste figura il negozio giuridico (dichiarazioni con le quali i privati provvedono a regolare da se i

nell’ambito dell’autonomia a loro riconosciuta). Gli atti che non siano negozi giuridici sono

propri interessi, e i loro effetti giuridici non dipendono dalla volontà dell’agente, ma

denominato atti giuridici in senso stretto

sono disposti dall’ordinamento senza riguardo all’intenzione di colui che li pone in essere.

Il Negozio giuridico è la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti perseguiti ed alla

quale l’ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato ottenuto. In questo modo viene

lasciata ai privati una sfera di autonomia entro la quale possono regolare i propri interessi. Il codice civile

regola solo le figure del contratto, del matrimonio e del testamento e non il negozio giuridico in generale; l’art

1324 dispone che per gli atti unilaterali tra i vivi si osservano le stesse disposizioni prescritte per i contratti.

Si ha un negozio giuridico unilaterale con la dichiarazione di una sola parte(testamento, donazione), dove

per parte si intende centro di interessi, quindi un atto può essere unilaterale ma collegiale se le dichiarazioni

di volontà sono dirette a formare la volontà di un soggetto diverso e propriamente di una persona giuridica (il

12

vizio della volontà di uno del collegio non vizia la volontà collegiale ma rende impugnabile la delibera

assembleare); dall’altra parte corrisponde il che è l’atto che contiene la volontà di più

negozio complesso

parti le quali si fondono in un'unica volontà, ed il vizio di una le vizia tutte. Sono recettizi se per produrre

effetto, la dichiarazione negoziale deve pervenire a conoscenza di una determinata persona alla quale deve

essere comunicata; non recettizi se producono effetto indipendentemente dalla comunicazione ad uno

specifico destinatario.

Altre classificazioni possono essere fatte in base alla causa o motivo del negozio:

Negozio mortis causa i cui effetti presuppongono la morte di una persona (testamento).

Nel negozio di diritto familiare prevale sull’interesse del singolo l’interesse del nucleo familiare. I N.

patrimoniali sono o di attribuzione patrimoniale (N. di disposizione o di obbligazione) o di accertamento.

Il Negozio abdicativo è la rinunzia che è la dichiarazione unilaterale del titolare di un diritto soggettivo diretta

a dismettere il diritto senza trasferirlo ad altri.

I Negozi patrimoniali si distinguono in:

dove un soggetto per l’acquisto di un diritto accetta un sacrificio, ed esiste

Negozio a titolo oneroso

un nesso di causalità tra vantaggio e sacrificio. Nel caso in cui in un contratto possa essere

interpretato in maniera dubbia, l’interpretazione deve essere sempre quella meno onerosa per

l’obbligato .

Negozio a titolo gratuito dove si consegue un vantaggio senza alcun sacrificio corrispettivo.

B

Gli Elementi del negozio giuridico si distinguono in :

 elementi essenziali: elementi senza i quali il negozio è nullo e sono [art. 1325 codice civile] :

 accordo tra le parti;

 la causa;

 l’oggetto;

 la forma;

 elementi accidentali : elementi che le parti possono decidere se apporre o meno.

MANIFESTAZIONE OVVERO DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ

Affinché si possano produrre effetti giuridici occorre una dichiarazione di volontà; questa può essere fatta in

due modi;

 

espressa se realizzata con qualsiasi mezzo idoneo a palesare il proprio pensiero;

 

tacita se il proprio comportamento è incompatibile con la volontà contraria.

Il silenzio è considerato assenso solo dove una precisa norma affida alla parte l’onere di dichiarare la propria

volontà; se questi tace allora accoglie gli effetti.

La forma del negozio è in linea di massima libera ma per alcuni negozi solenni (matrimonio, testamento ,

donazione) il legislatore prevede la forma scritta o addirittura l’atto pubblico; in questi casi si parla di forma

vincolata (ad substantiam actus). Talvolta si richiede un bollo per motivi fiscali oppure la trascrizione che ha

carattere pubblicitario; mancando questi requisiti il negozio può essere annullabile o nei casi meno gravi c’è

una sanzione pecuniaria per le parti.

Il negozio è formato quando la dichiarazione esce dalla sfera di colui che la manifesta ma per determinare il

momento di perfezionamento occorre distinguere i vari negozi:

- i negozi unilaterali non recettizi sono perfetti nel momento in cui la volontà viene manifestata.

- i negozi unilaterali recettizi nel momento in cui pervengono a conoscenza della persona a cui sono destinati

per gli accordi bilaterali il perfezionamento viene nel momento dell’accettazione.

- serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio giuridico o

La pubblicità le vicende

delle persone fisiche e giuridiche. Si ha:

Pubblicità notizia: ce è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad una sanzione pecuniaria e

i terzi possono opporsi all’atto.

Pubblicità dichiarativa: che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale vale anche senza

trascrizione ma che può essere impugnato da chiunque effettui la trascrizione successivamente.

Pubblicità costitutiva: che è quella senza la quale non si ha validità del negozio: è il caso dell’ipoteca che

solo con la trascrizione o della società che acquista la personalità giuridica con l’iscrizione nel registro

nasce

delle imprese. 13

CONTRASTO TRA DICHIARAZIONE E VOLONTÀ. delle parti. Il

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga dall’intento

legislatore risolve le controversie con la teoria dell’affidamento; secondo questa teoria, se la dichiarazione

diverge dall’interno volere, ma colui cui essa è destinata era incapace di conoscere tale divergenza, il

negozio è valido; è invalido se il destinatario conosceva tale divergenza.

Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica (una minaccia che fa deviare la volontà inducendo

il soggetto a emettere una dichiarazione che senza la minaccia non avrebbe emesso), la volontà è deviata e

l’atto è viziato; la violenza fisica si differenzia in quanto la volontà manca del tutto.

Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di fronte ai terzi ma le parti

sono comunque d’accordo che gli effetti del negozio non si dovranno verificare. Un contratto è simulato

quando le parti pur avendo ufficialmente fatto mostra di volerlo, in realtà ne hanno escluso gli effetti. Il

negozio è quindi fittizio e inidoneo a produrre gli effetti a cui appare preordinato; Il negozio simulato è una

figura in cui la volontà delle parti diverge da quella espressamente dichiarata e la divergenza non è soltanto

consapevole ma anche concordata. quando le parti escludono ogni rilevanza dell’atto tra i rapporti interni;

La simulazione può essere assoluta

si ha invece simulazione relativa quando con un negozio se ne intende effettuare un altro (vendita al posto

di una donazione), e in tal caso si parla di negozio dissimulato. Nel negozio dissimulato troviamo la figura

del prestanome ovvero della interposizione di persona fittizia (figura di simulazione relativa soggettiva), una

per motivi fittizi, da non confondere con l’intestazione

persona alla quale vengono attribuiti diritti solo di un

bene in nome di altri (interposizione reale) che è un negozio regolare.

Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano porlo in essere. Il

non ha effetto anch’esso ma si considera valido il negozio che è stato celato sotto al

negozio dissimulato

simulato se e solo se sussistono i requisiti di forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi :

I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far dedurre la simulazione e

quindi accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La simulazione non può essere opposta ai terzi che in

buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente. La buona fede si presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori :

I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni usciti dal patrimonio di

questo se il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice civile]

L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente simulato ma non a

quelli dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno. .

Il negozio simulato si distingue anche da quello fiduciario e da quello indiretto.

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene realizzato dalla combinazione di

più atti che per vie traverse conseguono lo scopo originario del primo negozio. Non si ha simulazione in

quanto gli atti posti in essere sono tutti voluti e le parti si prefiggono scopi ulteriori (indiretti) rispetto a quelli

normali dell’atto posto in essere (finanziamenti attraverso accordi di forniture). Non si esclude nessun effetto

dei negozi.

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa trasferire, la titolarità di un

bene con il patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di questo in conformità delle istruzioni del fiduciante in

modo da disporre del bene stesso esclusivamente nell’interesse del fiduciante. Non è previsto nel codice ma

è previsto in una legge per le società fiduciarie.

I VIZI DELLA VOLONTÀ

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si è formata in maniera

anomala per l’influenza di elementi perturbatori i quali hanno indotto il soggetto a porre in essere un atto che

altrimenti non avrebbe compiuto (dolo, violenza, errore).

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante, ovvero produca

l’annullabilità del negozio, occorre : 14

 che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a concludere il

(errore determinante, se l’errore non ci fosse stato la persona non avrebbe stipulato l’accordo),

negozio

inoltre l’errore per essere essenziale [art. 1429 codice civile] deve cadere su :

 sulla natura del negozio (locazione al posto della vendita);

 sull’oggetto del negozio (scambio di una cosa per un'altra);

 sulla qualità e quantità della cosa oggetto del negozio;

 sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del contratto per essere

essenziale.

 che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente secondo i principi della teoria dell’affidamento. L’errore

si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alle qualità

dei contraenti, la controparte , usando la normale diligenza, avrebbe potuto accorgersene.[art. 1431

codice civile].

Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di entrambe.

L’errore può essere :

 

di fatto se cade su di una circostanza di fatto;

  se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

di diritto

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle parti come nel caso di

errore di trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno)è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un negozio affetto da dolo sia

annullabile occorre :

 ossia un’azione idonea a trarre in inganno il contraente;

il raggiro,

 l’errore del raggirato: non può essere impugnato se io avevo capito il dolo; il negozio è annullabile solo se

il dolo è stato determinante, se l’inganno ha avuto successo.

 raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da terzi e se l’altro contraente

la provenienza del

non ne era a conoscenza il dolo non è rilevante e l’atto non è impugnabile a meno che quest’ultimo ne

fosse a conoscenza e ne abbia tratto vantaggio.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per la stipula del contratto

ma si limita ad incidere sulle condizioni dello stesso(comportamento fraudolento); il contratto non è

annullabile ma il raggirato ha diritto all’indennizzo dei danni subito o ad un minor onere rispetto a quello

contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

  deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo caso i raggiri devono

in un contratto

essere noti al contraente che ne ha tratto vantaggio;

 

in un negozio unilaterale non recettizio da qualsiasi terzo provenga;

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la finalità di indurla a

concludere un contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di negozio giuridico. La violenza pertanto

assume rilievo come vizio della volontà esclusivamente quando sia diretta al ottenere dal minacciato il

compimento di un atto negoziale. Al minacciato spetta la facoltà di agire per l’annullamento. La violenza

deve essere [art. 1435 codice civile]:

 tale da impressionare una persona sensata e da farle temere di esporre sé o i beni a un male ingiusto.

 il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge o ascendenti e

discendenti della vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in essere da un terzo

all’insaputa dell’altro contraente.

Una dichiarazione emessa per timore riverenziale (per non riuscire sgraditi verso la persona autorevole)

non è annullabile eccetto per casi di eccezionale gravità quali il matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di questa; produce la

nullità del negozio.

Se per effetto dello stato di pericolo, che non è considerato vizio della volontà, (situazione psichica

anormale determinata da uno stato di fatto oggettivo nella maggior parte dei casi da forze naturali) una

persona ha assunto obbligazioni a condizioni inique, il negozio non è annullabile ma rescindibile. 15


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza (COMO - VARESE) (ordinamento U.E. - a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Pucella Roberto.

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