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Appunti di diritto privato by Italo_da_B.

D. Qual è la differenza tra trascrizione e iscrizione?

R. Si tratta entrambe di forme di pubblicità, ma mentre la trascrizione è un onere che serve a

rendere pubblici gli atti e comporta la dichiarazione di un diritto (per es. nella compravendita di

immobili), l’iscrizione è un obbligo essenziale in alcuni tipi di negozio e comporta la costituzione di

un diritto (per es. l’iscrizione di una società di capitali al registro delle imprese oppure l’iscrizione

di un ipoteca nell’omonimo registro) Persone giuridiche

= gruppo di persone o di beni i cui fini la persona fisica da sola non è in grado di perseguire

Titolo = atto d’acquisto di un diritto

Base sostanziale Patrimonio

Ideali: (per es. le fondazioni)

Persone giuridiche Fini Lucrativi: (per es. la società di capitali)

Attribuzione formale: è il riconoscimento con cui si consegue la

nascita di una persona giuridica dotata di propria soggettività

Il riconoscimento era attribuito in passato al Presidente della Repubblica (sistema concessorio),

oggi invece avviene:

a) per le società a fini lucrativi mediante iscrizione al registro delle imprese presso la Prefettura;

b) per le società a fini ideali l’iscrizione va fatta nei registri regionali e occorre anche una

valutazione di idoneità (lo Stato vede con sospetto associazioni laiche che non dipendono dalla

Chiesa, inoltre tende a considerare l’aspetto produttivo [nella migliore tradizione napoleonica]).

D. Esistono persone giuridiche non riconosciute?

R. Si, i partiti politici, i sindacati e i comitati

D. Perché i partiti politici e i sindacati non sono riconosciuti?

R. Perché si pensa che il controllo delle autorità su di esse potrebbe influenzare la democrazia

D. Quali sono i vantaggi di una persona giuridica rispetto alla persona fisica?

R. Nell’”autonomia patrimoniale perfetta” sussiste la totale separazione tra la società e i suoi beni,

quindi il creditore può rivalersi solo sul patrimonio della società (mentre nell’autonomia

patrimoniale imperfetta il creditore può rivalersi anche sulle persone che hanno agito per conto della

società); inoltre la persona giuridica dura nel tempo cioè non si estingue con la morte della persona

fisica. L’unico svantaggio delle persone giuridiche è che le deliberazioni sono controllate dal PM

che può anche impugnarle dinanzi alla legge.

e

D. Qual è la differenza tra Associazione e fondazione? 9

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R. L’associazione nasce come negozio plurilaterale mentre la fondazione come negozio

unilaterale (per es. il testamento; per es. il Pascale è una fondazione amministrata da alcuni organi

del Min Sanità); la fondazione cura interessi altruistici, mentre l’associazione cura gli interessi degli

associati. I comitati hanno una natura provvisoria, cioè una volta compiuta la finalità

predeterminata, si sciolgono (per es. il comitato elettorale)

D. Qual è la differenza tra prescrizione e decadenza?

R. La prescrizione è un istituto di ordine pubblico e la disciplina non può essere derogata da un

privato, mentre nella decadenza un soggetto privato può intervenire per stabilire casi e termini

D. Qual è la differenza fra associazione di volontariato (legge 266/91) e le associazioni ideali

(Art.142 C.C.)?

R. Il volontariato deve essere: a) personale; b) non retribuito; c) godere di un regime fiscale

agevolato; d) può essere riconosciuto o non riconosciuto.

Attività giuridica

= manifestazione della volontà volta a costituire, regolare o estinguere una situazione giuridica

D. Perché nel C.C. non c’è la nozione di negozio giuridico?

R. perché il negozio risulta essere un’astrazione o meglio una categoria generale, ciò facilita lo

studente nell’apprendimento (valore didattico) e permette di studiare tutti questi atti in maniera

integrata (valore olistico) Naturali: non dipendono dalla volontà umana

Atto mero: rileva solo la volontà dell’atto

Fatti Leciti Negozio: rileva la volontà e gli effeti dell’atto

Atti: rispondono alla volontà umana

Illeciti: qualsiasi atto che causa un danno ingiusto; non basta

solo la violazione della norma ma occorre anche la lesione

di un bene

Tipi di negozio giuridico

- Unilaterali: posto in essere da un’unica parte (per es. il testamento)

- Bilaterale: posto in essere da 2 parti (per es. la locazione)

- Multilaterali: posto in essere da più parti distinte (per es. la società di persone)

- Essenziali: la cui presenza del negozio è necessaria pena la nullità

- Accidentali: possono esserci o mancare

Elementi del negozio giuridico:

- Autore: si distingue in 1) Soggetto: autore della volontà e titolare dell’interesse; 2)

Parte: centro d’interessi, indipendentemente dai soggetti (per es. i proprietari che

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concedono l’ipoteca). A sua volta la Parte di distingue in: a) formale: che pone in

essere il negozio (per es. nella procura è il commesso di una merceria); b)

sostanziale: cosoddetto “dominus”, cioè la parte che assume i benefici (per es. nella

procura, è il gestore di un negozio).

- Volontà: si distingue in a) interna: moti dell’animo; b) esterna: effettiva intenzione

- Forma: manifestazione della volontà; si distingue in:

1) ad substanziam: è libera, eccetto la trascrizione nella compravendita

immobiliare; si distingue a sua volta in:

a) espressa: si traduce in un comportamento palese (per es. nella successione,

il soggetto acquista l’eredità tramite accettazione);

b) tacita: cosiddetta “concludente”, cioè che non può essere diversa da chi

vuole concludere il negozio (per es. nella successione il soggetto loca a terzi

una res [= bene giuridico] avuta in eredità cioè esercita il suo diritto subito);

2) ad probationem: è imposta dalla legge come mezzo di prova (per es.

l’assicurazione)

- Causa: funzione pratica o sociale che il negozio realizza (per es. nella locazione è lo

scambio tra godimento e canone) e non và confuso col motivo

- Oggetto: res su cui incidono gli effetti del negozio (per es. nella vendita è la

proprietà)

- Condizione: evento futuro ed incerto che determina certi effetti nel negozio

giuridico; si distingue in:

a) sospensiva: il negozio è efficace se si verifica l’evento (per es. “si navis ex

asia venerit”: Tizio dà a Caio 100 sesterzi se la nave torna dall’Asia), (per es.

Tizio acquista una casa se si verifica il trasferimento di posto di lavoro in

questo modo non deve l’anticipo ma conserva l’opzione sulla res);

b) risolutiva: se si verifica l’evento, il negozio è nullo (per es. Tizio dà 100

sesterzi a Caio che gliele deve restituire se la nave torna dall’Asia), (per es.

Tizio decide di acquistare anche la casa in cui vive da sempre).

- Termine (= dies): evento certo da cui cominciano a verificarsi gli effetti del negozio

oppure fino al quale durano gli effetti (per es. la locazione di una villa nel periodo

estivo)

- Modus: peso (piccolo sacrificio) imposto ai destinatari dei negozi di liberalità (per

es. la donazione di un fondo con l’obbligo di costruire un ospedale).

D. Quali altre sono le differenze tra condizione sospensiva e risolutiva?

R. Nella c. sospensiva il diritto non nasce ma si trova in uno stato di aspettativa, invece nella c.

risolutiva il diritto può essere esercitato subito. Un’altra differenza sta nel principio di irretroattività

(ex tunc) nel caso in cui il negozio ha efficacia in tutto il periodo di pendenza, cioè dal dies in cui è

stato posto in essere al dies in cui si è verificato l’evento (per es. se Tizio costituisce un’ipoteca su

una proprietà soggetta a condizione risolutiva essa sarà nulla se si verifica l’evento).

D. Che cos’è l’impossibilità della condizione?

R. E’ una condizione che per cause naturali non può realizzarsi (per es. toccare il cielo con un

dito) eccetto nei negozi “mortis causa” (per es. Tizio lascia a Caio un fondo se Caio si mangerà la

nave: nonostante la condizione impossibile il negozio lice per rispettare la volontà irrecuperabile del

defunto) Rappresentanza

= figura giuridica di sostituzione in cui un soggetto compie negozi giuridici in vece di un altro

soggetto (si distingue dal “nuncius” che svolge una pura attività di trasmissione della volontà altrui)

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Tipi di rappresentanza:

- Diretta: gli effetti si ripercuotono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato

(per es. la procura)

- Indiretta: gli effetti ricadono prima sul rappresentante e poi sul rappresentato (per es.

il mandato)

- Volontaria: un soggetto rappresenta un altro (per es. la procura)

- Legale: è il giudice, e non il “dominus”, a conferire i poteri al rappresentante (per es.

la tutela)

- Organica: un organo rappresenta una persona giuridica (per es. gli enti locali verso

cui lo Stato devolve alcune competenze, ma la responsabilità rimane allo Stato)

D. Che differenza c’è tra rappresentanza diretta e indiretta?

R. Nella r. diretta il rappresentante agisce per conto e per nome del rappresentato, invece nella r.

indiretta il rappresentante agisce solo per conto.

D. Che differenza c’è tra procura e mandato?

R. La procura è un negozio unilaterale che attribuisce al rappresentante un potere verso terzi (per

es. il commesso in una merceria); se il commesso agisce (falsus procurator) senza la volontà del

gestore, il negozio è annullabile, ma può essere ratificato dal gestore. Il mandato è un negozio

bilaterale con cui un soggetto conferisce a un altro il potere di rappresentarlo per effetto del quale

scaturiscono degli obblighi (per es. l’agenzia immobiliare, cosiddetto mandatario, rappresenta il

proprietario e allo stesso tempo, oltre a selezionare l’immobile sul mercato, è obbligata a restituire

l’introito al proprietario, cosiddetto mandatario)

L’attività giuridica di rappresentanza patrimoniale si distingue in:

- Ordinaria amministrazione: conserva la sostanza del patrimonio, limitandosi a

goderne i frutti (per es. la locazione)

- Amministrazione straordinaria: implica la possibilità di mutare il patrimonio (per es.

la vendita)

- Disposizione: categoria di negozio a regime speciale (per es. l’alienazione)

Abuso della rappresentanza

1) conflitto d’interessi: un soggetto cura interessi non propri, cioè non fa gli interesi del

rappresentato ma solo i suoi personali (per es. nel mandato, l’agenzia immobiliare

non fa un’adeguata ricerca sul mercato e sceglie un acquirente al quale propone un

prezzo di favore). Il negozio è annullabile e il rappresentante è obbligato al

risarcimento.

2) Eccesso di procura: un soggetto eccede nei limiti conferitigli dalla rappresentanza

(per es. nella procura, il commesso che vende un capo adibito a esposizione). Il

rappresentante è obbligato al risarcimento se ha creato delle false apparenze (per es.

il commesso che mostra le chiavi del locale pur non potendo dimostrare di esserne il

possessore) Vizi della volontà

= carattere perturbativo che incide sugli elementi essenziali 12

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- Vizi di errore: tutti gli errori sono annullabili quando sono riconoscibili dalla parte.

Si distinguono in:

1) di fatto: falsa rappresentazione della realtà; a sua volta l’errore di fatto si

distingue in:

a) errore motivo: la volontà concorre a determinare il fatto (per es. un

commesso che vende un pullover di pezza anziché di cachemire perché ritiene

che hanno lo stesso potere termico);

b) errore ostativo: manca del tutto la volontà (per es. il “lapsus” freudiano);

2) di diritto (ignorantia legis): deriva da una sentenza della Consulta nel 1988 che

equipara l’ignoranza per cause di forza maggiore alle cause di giustificazione.

- Violenza: minaccia di un male ingiusto e notevole (il soggetto non è stato capace di

difendersi) per indurre una parte a concludere un negozio; non basta solo il timore

reverenziale ma occorre che il “deceptor” eserciti la violenza per uno scopo preciso

sul “deceptus” (per es. formare un contratto sotto minaccia delle armi).

- Dolo: raggiri e artifizi volti ad ingannare un soggetto per indurlo a concludere un

negozio; si distingue in: a) determinate: il negozio è nullo (per es. la falsa gravidanza

per indurre un soggetto al matrimonio); b) incidentale: il negozio è annullabile e

comporta il risarcimento danni (per es. nella pubblicità ingannevole quando un

figurante garantisce il dentifricio al posto del dentista).

Patologia del negozio giuridico

- Nullità: a) manca un elemento essenziale o viola le norme imperative; b) può essere

richiesto da chiunque ne abbia interesse; c) è improduttivo, cioè non produce effetti;

d) è insanabile, cioè non è possibile recuperarlo (per es. un’ipoteca è nulla senza

l’iscrizione all’apposito registro ipotecario).

- Annullabilità: a) il negozio, nonostante produca comunque effetti, può essere

annullato dal giudice; b) può essere richiesto solo dal titolare; c) ha carattere

transitorio perché soggetto a sanatoria (per es. è annullabile il contratto stipulato

dall’interdetto).

- Simulazione: le parti pongono in essere un negozio che non corrisponde alle loro

volontà; si distingue in:

a) assoluta: le parti non vogliono gli effetti e il negozio è nullo (per es. il

matrimonio apparente per ottenere la cittadinanza);

b) relativa: le parti vogliono effetti diversi dalle loro volontà e il negozio è nullo se

è simulato (per es. fingere una vendita per fare una donazione); invece è valido se è

dissimulato, cioè risponde ai requisiti di buona sostanza. Le donazioni sono

suscettibili di riduzione, cioè i legittimi possono recuperare le loro quote, mentre

con un altro negozio ciò non potrebbe avvenire.

D. Perché l’annullamento è vantaggioso rispetto alla nullità?

R. Perché se il negozio è conveniente produce comunque gli effetti (per es. l’interdetto che vende

una res quando non potrebbe farlo sotto amministrazione ordinaria).

I contratti in generale

= accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico

patrimoniale

Per giungere al contratto è necessario che sussistano due manifestazioni della volontà, l’una

rivolta alla proposta e l’altra all’accettazione. 13

Appunti di diritto privato by Italo_da_B.

La proposta è la dichiarazione del proponente che contiene tutti gli elementi del contratto.

L’accettazione è una “dichiarazione recettizia” con cui la controparte conferma gli effetti del

contratto; può essere revocata quando la richiesta giunge al proponente prima dell’accettazione.

L’accettazione conclude il contratto quando è portata a conoscenza del proponente. Il contratto ha

forza di legge tra le parti.

Il contratto preliminare è il negozio giuridico con cui le parti si obbligano a concludere un

successivo contratto, cosiddetto definitivo. L’effetto è di obbligare le parti a manifestare il consenso

idoneo a perfezionare il contratto definitivo: ha quindi un’efficacia obbligatoria. L’attuazione degli

effetti è invece subordinata alla stipula del contratto definitivo. N.B. In caso di ritardo nella stipula

del contratto definitivo, la controparte può chiedere al giudice una sentenza produttiva degli effetti

del contratto non concluso.

La risoluzione consiste nello scioglimento di un contratto per il sopravvenire di fatti che alterano

l’equilibrio tra le prestazioni (per es. il sinallagma).

La rescissione è lo scioglimento di un contratto (per es. conseguente da un vizio del sinallagma);

può avvenire per necessità della controparte quando ne derivi un danno grave alla persona o per

approfittamento dello stato di bisogno di una parte (per es. l’usura). La norma interpretativa che si

riferisce al contratto dispone che essa debba essere interpretata secondo buona fede.

Contratto del consumatore

Non essendoci nel C.C. una nozione univoca si demanda di volta in volta al risparmiatore, utente

o cliente di acquistare tale status. Circa i principi affermati nel Trattato CEE si è resa necessaria tale

normativa che implica una serie di misure quali:

- Imporre agli imprenditori una serie di obblighi al fine di garantire la qualità e la sicurezza

del prodotto

- Riconoscimento al consumatore del diritto di recesso

- L’introduzione della clausola vessatoria, cioè quei elementi del contratto che comportano

una sproporzione tra diritto e obblighi del contraente

- L’attribuzione della responsabilità del venditore per qualsiasi difetto di conformità al

momento della consegna

- Tutela dei contratti a distanza stabilendo precisi obblighi d’informazione

Altri tipi di contratti

1. Reali: il consenso è secondario in quanto basta agire in concreto; (per es. la vedita cioè il

trasferimento di una res per un prezzo); (per es. il mutuo, vedi art. 1813); (per es. il deposito, cioè

un soggetto che riceve una res con l’obbligo di custodirla); (per es. la fideiussione, cioè un terzo

soggetto interviene per estinguere un debito altrui).

2. Consensuali (per es. la locazione, cioè lo scambio tra godimento e corrispettivo).

Beni e diritti reali

Diritti reali = diritti avente oggetto una res

Bene = ogni cosa che ha l’attitudine a soddisfare un interesse dei consociati

I beni si distinguono in: 1) mobili: per via di esclusione, sono da intendersi tutte le cose che non

rientrano nei beni immobili; 2) immobili: tutte le cose che non si possono transposizionare senza

alterarne la consistenza (per es. tutto ciò che è incorporato al suolo). 14

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La res si distingue in: 1) in commercium: avente oggetto un rapporto patrimoniale; 2) extra

commercium: le altre categorie per esclusione; 3) semplici: costituite da un tutto unitario (per es. il

pane); 4) composte: sono costituite da più elementi (per es. l’automobile); 5) accessorie: cose

composte, pur conservando la loro identità differenziata (per es. una biblioteca).

D. Che differenza c’è tra bene e res?

R. Il bene è l’oggetto di cui tiene conto il diritto, invece la res esprime il senso più vasto di

materia in sé. La res può essere intesa in senso fisico (res omnium, per es. aria, sole, etc.) oppure in

senso giuridico, sia per le cose materiali (per es. un cavallo) sia per le cose immateriali (per es. i

diritti d’autore).

D. Che cos’è il patrimonio?

R. E’ l’insieme dei rapporti giuridici a rilevanza economica di cui una persona è titolare.

Regimi particolari

- Demanio: beni destinati alla generalità; non è commerciabile; non possono essere costituiti

diritti reali quali usucapione, usufrutto e servitù.

- Beni mobili registrati: auto, veicolo, galleggianti che godono di un particolare regime di

pubblicità (per es. il PRA)

- Comunione: l’insieme dei titoli (con-titolarità) di più soggetti su una sola res

- Condominio: è la comunione in cui ogni soggetto contribuisce ognuno per la sua quota.

D. Cos’è la “fruttificazione”?

R. Nei frutti naturali è la separazione della res pur conservando l’interezza della stessa, invece nei

frutti artificiali consente lo scambio di un corrispettivo per un godimento.

Proprietà

= diritto reale che attribuisce al titolare la facoltà di godere (aspetto dinamico: far valere il diritto sui

frutti del fondo) e di disporre (aspetto statico: l’atto è efficace solo se il fondo è disponibile) di un

bene entro limiti consentiti. Per limiti s’intende: 1) buon vicinato (per es. la recisione di rami protesi

oltre il giardino di casa); (per es. la raccolta di frutti da rami protesi); 2) divieto di emissioni: le

emissioni (fumo, calore, esalazioni, vibrazioni) non possono superare il limite di tolleranza pena il

risarcimento del danno. Il criterio di valutazione è a discrezione del perito. Caratteristiche della

proprietà:

- Elasticità: la proprietà esiste anche se mancano alcuni elementi che ne formano il contenuto

normale (per es. la causa)

- Esclusività: sulla stessa proprietà non può esistere più di un diritto

- Estensione: la proprietà si estende dal sottosuolo alla colonna d’aria

Diritti reali sulla res altrui

1. Usufrutto: diritto riconosciuto al soggetto di godere e usare la res altrui con l’obbligo di non

mutarne la destinazione d’uso.

a) Diritti e doveri del usufruttuario (titolare del diritto):

- Godere dei frutti

- Vendere o cedere il suo diritto

- Effettuare l’inventario 15

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b) Diritti e doveri del nudo proprietario (titolare della res):

- Alienare la res

- Esigere il pagamento di interessi per la manutenzione straordinaria

c) Estinzione del usufrutto:

- Inerzia ventennale

- Totale perimento della res

- Abuso, cioè alienazione occulta e violenta o il deterioramento della res

2. Uso e abitazione: specie di usufrutto limitato a un soggetto che può di regola usare la res altrui

oltre al diritto di goderne i frutti, ma (e qui la differenza con l’usufrutto) il suo diritto è limitato

soltanto allo stretto necessario per sé e per la propria famiglia.

3. Servitù prediale (da predium = fondo): consiste in una situazione di vantaggio per il

proprietario di un fondo (dominate) e di un limite per il proprietario di un altro fondo (servente). Si

caratterizza per:

a) predialità: il vantaggio è vincolato; N.B. Poiché la servitù prediale è un diritto reale e non

personale, il diritto di passaggio non spetta solo al titolare ma a tutte le persone che devono

transitare per il fondo);

b) alterità: i fondi devono appartenere a distinti proprietari; c) attiguità: i fondi devono essere

confinanti;

Tipi di servitù prediale:

- di passaggio (per es. acquedotti, ferrovie, etc.);

- urbane: (per es. sporgenza di un balcone sulla colonna d’aria altrui)

- rustiche (per es. attingere l’acqua dal fondo servente)

L’estinzione della servitù prediale si attua mediante:

- confusione: lo stesso soggetto diventa proprietario del fondo dominante e servente

- inerzia: dopo 20 anni

- rinuncia: da parte del titolare

Modi di acquisto a titolo originario: l’Usucapione

= il possesso protratto per un periodo prolungato (20 anni per immobili, 10 per la res mobile, 20

se in mala fede) produce l’acquisto della proprietà. Requisiti:

- deve trattarsi di possesso e non di detenzione

- il possesso deve essere continuo e non interrotto

- possesso non deve essere acquisito violentemente o clandestinamente

- non basta l’inerzia del titolare (usucapito) ma occorre anche l’interesse del possesso

(usucapiente)

- L’usucapiente deve essere in buona fede (= ignoranza incolpevole nel ledere una

situazione giuridica altrui) Possesso

= potere su una res che determina l’esercizio di un diritto

D. Qual è la differenza tra possesso e detenzione?

R. il possesso è la situazione tipica di relazione tra soggetto e res, invece la detenzione è una

situazione di dipendenza in cui il soggetto possiede una res nella consapevolezza che altri ne

godano (per es. l’impiegato che detiene articoli di cancelleria pubblici). Elementi essenziali del

possesso:

- Corpus: relazione materiale tra soggetto e res

- Animus: intenzione del soggetto di esercitare il suo diritto 16

Appunti di diritto privato by Italo_da_B.

Il possesso si acquista in modo originario con l’apprensione fisica della res (per es. la

compravendita) oppure in modo derivativo col trasferimento (per es. la consegna delle chiavi

dell’immobile al conduttore [= locatario].

Il possesso si estingue quando viene meno il corpus o l’animus

Tutela possessoria

Sono azioni petitorie (esercitate dal pretendente che non è in possesso della res):

1) rivendicazione: un soggetto rivendica l’acquisto di una res (per es. nell’usucapione, l’usucapito

può chiedere la rivendica nei confronti dell’usucapiente);

2) negatoria: un soggetto dichiara l’inesistenza di un diritto altrui su una res, quando ha motivo di

temerne pregiudizio (per es. nella servitù il proprietario del fondo servente può respingere la pretesa

del pastore perché le pecore sporcano).

Sono azioni possessorie (quando il pretendente è in possesso della res):

1) reintegrazione: lo spoglio violento e occulto del potere sulla res (per es. il furto di mele

dall’albero) che implica il risarcimento dei danni;

2) manutenzione: tutela i possessori contro molestie o turbative altrui (per es. un soggetto che

realizza, su un muro in comune, opere che ne alterano la stabilità) che implica il risarcimento e il

ripristino della situazione originale. NB. il possesso deve essere temporaneo e non violento.

Fatti illeciti

Secondo la teoria tripartita di Beling il reato si compone di 3 elementi.

1) fatto tipico: qualsiasi azione che non solo violi una situazione giuridica altrui ma che

provochi anche un danno ingiusto a una res tutelata. Si distingue in:

- fattispecie astratta: previsione dell’effetto da parte dell’ordinamento giuridico

- fattispecie concreta: realizzazione del fatto nella realtà

- fattispecie legale: sintesi oprata dal giudice

2) antigiuridicità: contraddizione del fatto tipico rispetto all’ordinamento

3) colpevolezza: atteggiamento interiore dell’agente

La violazione della legge comporta una responsabilità che può essere:

- civile: comporta sia il risarcimenti dei danni (funzione sanzionatoria) sia la

reintegrazione nella società (funzione riparatoria)

- penale: il soggetto ne risponde personalmente (funzione punitiva)

- patrimoniale: si tratta dell’assoggettamento di tutto il patrimonio, presente e futuro,

all’azione coattiva del creditore; tutti i creditori hanno uguale diritto ad essere

soddisfatti sui beni del debitore, eccetto le cause di prelazione che attribuiscono a

certi creditori il diritto di essere soddisfatti prima di altri.

Esempi: il danneggiamento è un illecito extracontrattuale (per es. la calunnia), quindi la

responsabilità è civile. L’inadempimento è un illecito contrattuale, quindi la responsabilità è

patrimoniale.

D. Che differenza c’è tra prova generale e prova liberatoria?

R. Per la p. generale occorre che il danno sia avvenuto e l’onere della prova incombe sul

danneggiante; per la p. liberatoria, il soggetto può liberarsi da responsabilità purché provi di non

aver potuto impedire il fatto e l’onere della prova incombe sul danneggiato (per es. se il figlio

minore ruba, il genitore può liberarsi se non ha potuto impedirlo). 17


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato per l'esame della professoressa Pasquino sui seguenti argomenti: le fonti del diritto, il fatto illecito, ik beni e i diritti reali, il Codice civile, il negozio giuridico, le obbligazioni, la norma, l'ordinamento giuridico, la patologia, le persone fisiche, le persone giuridiche, la rappresentanza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Pasquino Teresa.

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