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Sommario

  • Beni e diritti reali ............................................................................................................................ 14
  • Fatti illeciti ..................................................................................................................................... 17
  • Fonti del diritto ................................................................................................................................. 3
  • Il codice civile .................................................................................................................................. 7
  • Intepretazione ................................................................................................................................... 4
  • La norma .......................................................................................................................................... 2
  • Negozi giuridici ................................................................................................................................ 10
  • Obbligazioni .................................................................................................................................... 18
  • Ordinamento giuridico ...................................................................................................................... 3
  • Patologia .......................................................................................................................................... 13
  • Persone fisiche .................................................................................................................................. 5
  • Persone giuridiche ............................................................................................................................ 9
  • Rapporto giuridico ............................................................................................................................ 7
  • Rappresentanza ................................................................................................................................ 11
  • Successioni per causa di morte .......................................................................................................... 19

Appunti di diritto privato by Italo_da_B

Diritto è l'insieme delle condizioni che consentono all'arbitrio di ciascuno di convivere con quello altrui (I. Kant).

Regola di condotta che lo Stato impone per il raggiungimento di scopi comuni e la cui osservanza comporta una pena (G. Filangeri).

La libertà che ciascuno ha di usare il proprio potere per la conservazione della sua natura (T. Hobbes).

Domande e risposte

D. Che differenza c'è tra diritto privato e diritto pubblico?

R. La distinzione riguarda la natura di interessi da tutelare che sono di tipo esclusivo per il privato e di tipo collettivo per il pubblico; per esempio, l'interesse del minore è espressione di una tutela pubblica.

D. Che differenza c'è tra diritto oggettivo e diritto soggettivo?

R. Diritto oggettivo (norma agendi) = la norma o l'insieme di norme volta a disciplinare il comportamento dei consociati; Diritto soggettivo (facultas agendi) = potestà attribuita ai soggetti per il perseguimento dei propri interessi. Talvolta vengono tutelati interessi soggettivi che non sono diritti soggettivi, si tratta dei c.d. interessi legittimi che attribuiscono i poteri idonei all'esercizio della pubblica amministrazione.

La norma (diritto oggettivo)

Norma morale: regola generale di comportamento dettata dall'esperienza comune (per esempio, la diligenza del buon padre di famiglia).

Norma giuridica: regola che si fonda sul sistema di produzione dell'ordinamento giuridico.

Caratteristiche della norma

  • Positività: deve essere posta dall'ordinamento giuridico ("ius in civitate positum" = per gli uomini ogni diritto è posto).
  • Effettività: deve avere una media osservanza (valore della minaccia).
  • Astrattezza: è rivolta a tutte le situazioni.
  • Generalità: è indirizzata a tutti i consociati.
  • Obbligatorietà: è vincolata a una sanzione oppure un dovere.

Tipi di norma

  • Norme imperative: la cui applicazione è impostata dall'ordinamento giuridico e prescinde dalla volontà dei singoli consociati (per esempio, norme penali).
  • Norme derogabili: la cui applicazione può essere derogata dai soggetti (per esempio, obbligazioni).

Liceità della norma: la norma è lecita quando è prodotta da una fonte autorevole e quando risponde alle caratteristiche dell'ordinamento giuridico.

Illiceità della norma: è contraria a norme imperative, di ordine pubblico e al buon costume.

D. Che differenza c'è tra norma e legge?

R. Più che una differenza sussiste una relazione tra contenuto (la norma) e funzione (la legge) che la esprime.

Ordinamento giuridico

Ordinamento giuridico = sistema di norme che disciplina la realtà sociale dei consociati.

Tipi di ordinamento giuridico

  • Statuale: relativo all'ordinamento giuridico.
  • Soprannazionale: relativo all'ordinamento comunitario o extracomunitario (per esempio, l'ONU).
  • Intermedio: relativo a gruppi di consociati (per esempio, il CONI).

Caratteristiche dell'ordinamento giuridico

  • Complesso (esteso): tende a disciplinare sempre più settori della realtà sociale (per esempio, le recenti norme sull'abbandono degli animali).
  • Scritto: le norme sono codificate (mentre nei paesi musulmani c'è una tradizione orale).
  • Gerarchico: viene conferita priorità alle fonti, mentre nei paesi anglosassoni vale il diritto giurisprudenziale, cioè la regola scaturisce dalla valutazione di casi analoghi e dalle sentenze delle Corti inglesi.

Le disposizioni sulla legge in generale (appaiono nel C.C. all'introduzione) servono a indicare:

  • Le fonti del diritto
  • L'efficacia nel tempo e nello spazio delle norme
  • Principi di interpretazione

Fonti del diritto

Fonti del diritto = ogni atto o fatto abilitato dall'ordinamento giuridico a produrre norme giuridiche.

Tipi di fonti

  • Di produzione: servono a immettere le norme nell'ordinamento giuridico.
  • Di cognizione: strumenti attraverso cui le norme ricevono pubblicità (per esempio, la gazzetta ufficiale).
  • Fonti atti: provvedimenti statuali (per esempio, atti aventi forza di legge).
  • Fonti fatti: provvedimenti provenienti da ordinamenti giuridici sovrannazionali (per esempio, Trattato CEE).

Criterio di classificazione delle fonti

Criterio di gerarchia: le leggi sono ordinate in base alla loro forza.

Principio di forza della norma (ischys): una norma è tanto forte quanto riesce a modificare una norma di grado inferiore oppure a resistere all'abrogazione da parte di un'altra norma di grado superiore.

Gerarchia delle fonti

  1. Costituzione e leggi costituzionali
  2. Leggi ordinarie: sono approvate dal Parlamento.
  3. Atti aventi forza di legge, si distinguono in:
    • Decreto legge: approvato d'urgenza dal governo, successivamente spetta al Parlamento convertirlo in legge (max 60 gg);
    • Decreto legislativo: il Parlamento indica le linee generali e poi demanda al governo la facoltà di attuarli.
  4. Atti di provenienza comunitaria
  5. Regolamenti: atti di emanazione del potere esecutivo (per esempio, Regolamento Universitario).
  6. Usi e consuetudini: regola di comportamento che trova radici nella prassi costante. (Nota bene: non basta la ripetizione nel tempo ma occorre anche la convinzione)

D. Cosa succede quando ci sono conflitti tra più livelli della gerarchia?

R. Si tratta della cosiddetta "antinomia", cioè in caso di conflitto decide la Corte Costituzionale.

Interpretazione

L'interpretazione è un'attività della coscienza che si rende necessaria ogni volta che non c'è coincidenza tra l'autore e l'esecutore. I principi di ermeneutica giuridica sono contenuti nell'art. 12 delle "disposizioni" che indica altresì due condizioni strette e necessarie:

  • Principio letterale (valore semantico): il significato (condiviso) fatto palese dalle parole.
  • Intenzione del legislatore (ratio legis): scopo che un individuo o un gruppo d'individui si prefiggeva di realizzare (anche se col tempo la figura del legislatore si è "spersonalizzata" perché passata attraverso le votazioni di maggioranza, tutte le leggi sono accompagnate da una relazione attraverso cui viene informato il Parlamento sulla finalità della legge).

D. Perché l'intenzione del legislatore è importante?

R. Perché il testo non sempre si esprime chiaramente.

Tipi di interpretazione

  • Dottrinale: attraverso lo studio scientifico e non è mai vincolante (per esempio, i "commentarii").
  • Giudiziale: svolta dai giudici durante il processo ed è vincolante solo per gli atti relativi a quella sentenza.
  • Autentica: condotta dallo stesso legislatore ed è sempre vincolante.
  • Estensiva: da intendersi in maniera più ampia di quanto la lettera indichi.
  • Restrittiva: che tende a ridurre il significato alla lettera.

Nel diritto processuale vige il principio di "sussunzione" secondo cui la fattispecie astratta (ipotesi di reato) deve coincidere con la fattispecie concreta (atto illecito).

Nei casi ove l'interpretazione non è possibile a causa di una lacuna nell'ordinamento giuridico, cioè una carenza di una precisa disposizione, si ricorre all'"analogia" cioè il ricorso a casi analoghi. Se poi neanche l'analogia funziona si ricorre all'analogia "incis" che rimanda le decisioni ai principi generali dell'ordinamento.

D. Qual è la differenza tra interpretazione estensiva e analogia?

R. L'interpretazione estensiva indica la norma tramite un'espressione letterale preesistente, mentre l'analogia parte dal presupposto che la norma non è affatto prevista dall'ordinamento giuridico.

Persone fisiche

Persone fisiche = qualsiasi essere umano nato vivo (occorre anche che respiri dopo la fuoriuscita dall'addome).

Caratteristiche delle persone fisiche

  • Capacità giuridica: attitudine del soggetto ad essere titolare di situazioni giuridiche; si acquista alla nascita; sancisce il principio di uguaglianza secondo cui "tutti gli uomini sono capaci", invece nel diritto romano la capacità giuridica si acquistava con la pubertà, cioè la capacità di procreare (a 12 anni per le femmine e a 14 anni per i maschi) perché si riteneva (anticipando Freud di 2000 anni) che lo sviluppo intellettuale si accompagnasse con l'attività sessuale).
  • Capacità d'agire: potere del soggetto di acquistare, modificare ed estinguere la propria situazione giuridica; si acquista al 18° anno, invece nel diritto romano al 25° anno per i maschi, mentre le femmine ne erano escluse e anche una volta raggiunta la pubertà continuavano ad essere considerate parzialmente incapaci e la quale tutela ricadeva sotto l'egida del "pater familias". Un minorenne può acquistare la capacità d'agire in anticipo tramite il matrimonio (minore emancipato).

Ipotesi d'incapacità

  • Interdizione: si distingue in:
    • Legale: incapacità causata da condanne per reati penali, anche non passate in giudicato, cosiddette "ipso iure" cioè automatiche (per esempio, l'interdizione dai pubblici uffici).
    • Giudiziale: incapacità causata da vizio totale di mente (per esempio, la schizofrenia).
  • Inabilitazione: incapacità causata da vizio lieve e abituale di mente (per esempio, prodigalità, abuso di sostanze stupefacenti, sordomuti che non hanno ricevuto l'adeguata educazione correttiva).
  • Incapacità naturale: incapacità d'intendere e di volere e subentra quando ancora non è intervenuta una sentenza del giudice; l'istanza può essere presentata da un parente prossimo o da un PM; l'atto è annullabile su richiesta dell'interessato o di un parente.

Istituti di protezione

  • Tutela: istituto di rappresentanza che interviene in favore dell'affidato o dell'interdetto; il tutor si occupa dell'ordinaria amministrazione mentre per quella straordinaria occorre autorizzazione del giudice tutelare invece per la disposizione occorre autorizzazione del tribunale; il tutore (da non confondere con il "tutor") deve osservare la diligenza del buon padre di famiglia e risponde del proprio operato col risarcimento dei danni.
  • Curatela: interviene in favore dell'inabilitato del minore emancipato; non è un istituto di rappresentanza perché il soggetto compie da solo l'ordinaria amministrazione mentre per quella straordinaria occorre autorizzazione del curatore e per la disposizione occorre quella del tribunale; sia per la tutela che per la curatela, gli atti compiuti senza le dovute formalità sono annullabili.
  • Amministrazione di sostegno (ex art. 428): si tratta di un istituto che non è legato a vizi di mente ma a situazioni ambientali specifiche in cui il soggetto (per esempio, un disabile) rimane capace d'agire ma non può svolgere determinati compiti. Anche se i presupposti richiamano l'interdizione e l'inabilitazione, l'impostazione dell'amministrazione di sostegno è meno rigida, perché si è voluto voltare pagina con gli is...
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Pasquino Teresa.
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