Corte di cassazione e corte d'appello di Versailles
Il caso del quadro di Poussin
Quando ad una parte viene consigliato che un quadro non è il lavoro di un particolare pittore e pertanto crede che sia stato dipinto da un altro, la parte cade in errore su un elemento essenziale del bene venduto e pertanto è legittimata ad annullare il contratto.
Fatto
In una famiglia nobile francese, i St. Arromans, possedevano un quadro di Olympus e Marsyas che la tradizione di famiglia aveva sempre ritenuto fosse di Poussin. Un noto esperto d’arte del tempo attribuisce però il quadro alla scuola del Carracci, valutandolo per un valore di soli 1500 franchi.
La famiglia affida allora il quadro ad una galleria d’arte di Parigi che lo mette all’asta: sul quadro viene però esercitata la prelazione da parte del Ministero delle arti francesi, in particolare per suo conto dal Museo del Louvre, che lo acquista per 2200 franchi e poco dopo lo espone come un quadro di Poussin. La famiglia allora, in virtù dell’asserito errore, richiede l’annullamento del contratto.
Diritto
Nel 1972 i St. Arromans hanno avuto successo in prima istanza sulla base del fatto che non c’era un incontro di volontà sul bene oggetto di vendita, perché la famiglia intendeva vendere un quadro della scuola del Carracci e il Museo intendeva comprare un Poussin. L'avvocato generale Gulphe ha descritto questa decisione come una rimarcabile applicazione dell’articolo 1110 in protezione del venditore piuttosto che del compratore.
La Corte d’appello di Parigi ha però ribaltato questa decisione sulla base del fatto che non era dimostrato che il quadro fosse di Poussin e pertanto l’errore non era stato stabilito. Questa decisione è stata a sua volta annullata dalla Corte di cassazione per il fatto che la Corte d’appello non ha richiesto se il consenso dei venditori non fosse viziato dall’erronea convinzione che il quadro potesse non essere di Poussin.
La questione è stata quindi rimessa alla Corte d’appello di Amiens che ha rigettato la richiesta della famiglia, sulla base del fatto che al momento della vendita la famiglia nutriva seri dubbi se il quadro fosse di Poussin. Prima che la Corte di cassazione si esprimesse per la seconda volta, l’avvocato Gulphe ha sostenuto che il contratto potesse essere annullato. L’autenticità del quadro è considerata una delle “qualità essenziali” di cui all’articolo 1110 (che pone la norma generale in materia di errore, il quale rileva a condizione che cada sulla sostanza stessa della cosa).
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